Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 82 di martedì 21 novembre 2023
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del Presidente Galvagno

   Presidenza del vicepresidente Di Paola

   Presidenza del vicepresidente Lantieri


                   La seduta è aperta alle ore 15.31

   PRESIDENTE. La seduta è aperta.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Balsamo ha  chiesto  congedo
  per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Discussione della Nota di aggiornamento al Documento di Economia
         e Finanza Regionale (NaDEFR) per gli anni 2024 - 2026

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si passa al II  punto  all'ordine
  del giorno: Discussione della Nota di aggiornamento al Documento di
  Economia e Finanza Regionale (NaDEFR) per gli anni 2024 - 2026.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Caronia, relatrice, per svolgere
  la relazione.

   CARONIA, relatrice. Grazie, Presidente.
   Bene, la relazione sul NADEFR 2024-2026, come è noto, il Documento
  di  economia e finanza regionale rappresenta, nel quadro  normativo
  vigente,  il  principale  strumento della programmazione  politico-
  economica  e di bilancio di medio termine. Esso descrive,  infatti,
  gli  scenari economico-finanziari, gli obiettivi della  manovra  di
  bilancio  regionale e le politiche da adottare ed espone il  quadro
  finanziario  unitario  regionale di tutte le  risorse  disponibili,
  esplicitando gli strumenti attuativi per il periodo di riferimento.
     Il Documento di economia e finanza regionale (DEFR) per gli anni
  2024-2026 è stato approvato dalla Giunta regionale con delibera  n.
  259  del  29  giugno 2023 e su esso l'Assemblea si è  espressa  con
  ordine  del giorno n. 101 nella seduta d'Aula n. 56 del  26  luglio
  2023.
     La  Nota  di  aggiornamento al DEFR 2024-2026 (NADEFR)  è  stata
  presentata dal Governo al fine di adeguare tale documento alla Nota
  di  aggiornamento al DEF approvata dal Consiglio  dei  Ministri  lo
  scorso  27  settembre  2023, a sua volta dettata  dall'esigenza  di
  adeguare  le politiche nazionali alle mutate condizioni di contesto
  economico.
     Per  quel  che  concerne nello specifico la  Regione  siciliana,
  occorre  segnalare  che  frattanto è  intervenuto  anche  il  nuovo
  accordo  raggiunto con lo Stato e ratificato dalla Giunta regionale
  con delibera n. 399 del 15 ottobre 2023.
     La  NADEFR è stata quindi assegnata a questa Commissione ed alle
  commissioni di merito con nota del 10 novembre 2023.
    La NADEFR si compone di tre sezioni:
     -  nella  prima  sezione si aggiorna il quadro macroeconomico  e
  finanziario ricostruendo il contesto nazionale e internazionale  in
  cui  si  inserisce  quello della Regione e sulla base  dell'analisi
  così  condotta  e delle proiezioni economiche elaborate,  anche  in
  ragione  della  spesa attesa con l'impiego dei  fondi  strutturali,
  sono  definite  le stime di previsione di variazione  del  prodotto
  interno lordo della Regione per il periodo di riferimento;
   -  nella seconda sezione sono riportate le modifiche, rispetto  ai
  contenuti  del  DEFR,  apportate  alle  politiche  della   Regione,
  distinguendole   in  tra  macro  aree:  economica,   culturale   ed
  urbanistica;
   -  nella  terza  sezione si procede all'analisi  della  situazione
  finanziaria della Regione.
   Circa   la  prima  sezione  del  documento,  l'elaborazione  delle
  previsioni  di  finanza  pubblica e la  conseguente  determinazione
  delle  politiche di programmazione, tanto a livello  nazionale  che
  regionale,    tengono   conto   di   un   quadro    macro-economico
  internazionale che si è deteriorato in primo luogo per la guerra in
  Ucraina  e  che  risente  del tono generalmente  restrittivo  delle
  politiche   monetarie  ma  che  manifesta,  tuttavia,  segnali   di
  miglioramento.
   Con  riferimento al Prodotto interno lordo (PIL),  il  Governo  ha
  aggiornato  i  dati prevedendo una lieve flessione come  si  evince
  dalle seguenti tabelle.

    Andamento del PIL Sicilia (variazioni % annuali a prezzi
  crescenti

                            2022   2023   2024   2025   2026

    Stime aggiornate        3,7    0,7    1,0    1,3    0,8

    Stime DEFR luglio 2023  3,5    1,0    1,4    1,2    1,1

    differenziale           0,2    -0,3   -0,4   0,1    -0,3

    Fonte:   Servizio   Statistica  ed  analisi   economica,
  elaborazioni del MMS

    Nuovo quadro macroeconomico di crescita del PIL Sicilia per il
  periodo di riferimento del presente DEFR

                                    2023    2024    2025    2026

    PIL  valori  concatenati  2015  85.81   86.66   87.78   88.48
  (milioni di euro)                8       2       0       4

    PIL  Sicilia a prezzi costanti  0,7     1,0     1,3     0,8
  (tendenziale)

    PIL  Sicilia a prezzi costanti  2,3     2,5     2,1     1,3
  (programmatico)

    Deflatore del PIL               4,5     2,9     2,1     2,1

    PIL  Sicilia a prezzi correnti  6,8     5,4     4,2     3,4
  (programmatico)

    PIL  valore nominale  (milioni  100.7   106.1   110.5   114.3
  di euro)                         11      36      98      97

    Fonte: Servizio Statistica della Regione

   Nella  seconda parte della Nota di aggiornamento, come  accennato,
  sono  riportate  le  novità  inerenti  alle  politiche  di  settore
  distinguendole   in  tra  macro  aree:  economica,   culturale   ed
  urbanistica.
   L'ultima  parte  della  NADEFR concerne la situazione  finanziaria
  della    Regione.   In   materia   di   entrate   derivanti   dalla
  compartecipazione al gettito dell'IRPEF e dell'IVA, si conferma  il
  quadro delle previsioni tendenziali riportate lo scorso giugno  nel
  DEFR.
   In  tema di disavanzo della Regione, il Governo rappresenta che il
  Rendiconto  generale per l'esercizio finanziario  2022,  deliberato
  dalla Giunta nella seduta n. 427 del 26 ottobre 2023, si chiude con
  un  risultato di amministrazione, al netto delle quote accantonate,
  vincolate   e  destinate  ad  investimenti,  pari  a  -4  miliardi,
  attestando   un   ulteriore  netto  miglioramento   rispetto   alle
  previsioni  inserite nel DEFR e riducendo di oltre  2  miliardi  il
  disavanzo dell'anno precedente.
   Passando  alle  risultanze dell'esame svolto dalle Commissioni  di
  merito,   a   conclusione  dei  lavori,  la   Commissione    Affari
  istituzionali', la Commissione  Ambiente e territorio e  mobilità',
  la  Commissione  Cultura, formazione e lavoro' e la Commissione  UE
  hanno espresso parere favorevole.

   La  Commissione   Affari istituzionali' ha altresì  formulato  una
  proposta relativa all'opportunità di finanziare l'aumento delle ore
  lavorative  del  personale con contratto a tempo determinato  degli
  enti   locali   e,   ove   possibile,   procedere   alla   relativa
  stabilizzazione.
   La  Commissione  Ambiente e territorio e mobilità' ha  evidenziato
  talune  necessità tra le quali lo stanziamento di risorse ai comuni
  per compensarli dei costi sostenuti per il trasferimento di rifiuti
  in   altre  regioni  e  all'estero  e  l'istituzione  di  un  fondo
  integrativo da destinare ai volontari dei Vigili del fuoco.
   La  Commissione UE ha formulato delle considerazioni  sulla  stima
  della spesa finanziata sul FESR e sul FSC.
   Circa   il   lavoro  della  Commissione   Bilancio',  sono   state
  apprezzate le seguenti proposte e osservazioni:
   -  in ossequio ai princìpi contabili concernenti la programmazione
  di  bilancio di cui all' Allegato n. 4/1 del decreto legislativo n.
  118/2011  inerenti  in  particolare alla  valenza  pluriennale  del
  processo    di   programmazione   finanziaria,   al   fine    della
  predisposizione  affidabile  e  incisiva  delle  politiche  e   dei
  programmi  della  Regione e degli Enti locali regionali,  prevedere
  gli  stanziamenti triennali di spesa nel rispetto del principio  di
  buon  andamento  dell'attività della pubblica  amministrazione  che
  impone  previsioni prudenziali per evitare interruzione dei servizi
  e  delle  attività nell'ambito del triennio preso in considerazione
  dalla legge di bilancio;
   -  in  sede  di programmazione delle risorse extraregionali  2021-
  2027,  prevedere  specifiche misure dedicate alla realizzazione  di
  tutte  le infrastrutture necessarie ad un corretto e completo ciclo
  dello smaltimento dei rifiuti per il raggiungimento degli obiettivi
  fissati  dalla normativa di settore statale ed europea nel rispetto
  dei  rispettivi  Ambiti  Territoriali  Ottimali,  in  un'ottica  di
  autosufficienza territoriale d'ambito e regionale dello smaltimento
  dei rifiuti che scongiuri il trasferimento extraregionale;
   -  in  coerenza  con la legislazione statale di riferimento,  alla
  riforma  degli  enti  di area vasta, al fine di  ridare  finalmente
  autonomia e rappresentatività democratica agli organi di governo  e
  di indirizzo e controllo dei liberi Consorzi comunali e delle Città
  Metropolitane da troppi anni svuotati della necessaria autonomia ed
  investitura  popolare, ed inoltre a prevedere apposite assegnazioni
  finanziarie  regionali  ai predetti enti  per  lo  svolgimento  dei
  compiti loro assegnati;
   -  soprattutto  con  il fine precipuo di contrastare  il  dissesto
  idrogeologico che colpisce ampie porzioni del territorio regionale,
  porre  in essere delle politiche di incentivazione all'uso agricolo
  dei   suoli  abbandonati  con  particolare  riferimento  alle  aree
  interne;
   -  avviare una riforma di carattere sistemico al fine di  giungere
  allo snellimento e velocizzazione, nel rispetto delle normative  di
  settore   di  carattere  nazionale  ed  europeo,  dei  procedimenti
  amministrativi, delle procedure di pagamento della  Regione  nonché
  delle  procedure  di  rilascio  delle autorizzazioni  di  qualsiasi
  genere di competenza dell'amministrazione regionale;
   -  porre  in  essere delle politiche di sostegno, nelle  forme  di
  sgravio  o  esenzione  dei  tributi di competenza  regionale,  alle
  persone fisiche e alle persone giuridiche vittime della criminalità
  organizzata;
   -  anche  in  considerazione  del recente  avvio  dell'iter  della
  riforma  costituzionale sull'autonomia regionale differenziata,  al
  fine  di  difendere le prerogative statutarie regionali,  porre  in
  essere  tutte  le  azioni  necessarie affinché  si  addivenga  alla
  completa attuazione di quanto previsto dagli articoli 36 e 37 dello
  Statuto  della  Regione siciliana, ed inoltre, impegna  il  Governo
  regionale   affinché  ponga  in  essere  tutte  le   interlocuzioni
  necessaria  al fine di vedere riconosciute dallo Stato  le  partite
  finanziare  di  spettanza  regionale  di  competenza  degli  scorsi
  esercizi finanziari ad oggi ancora non riconosciute;
   -  ai  fini  dell'accelerazione della spesa  a  valere  sui  fondi
  regionali ed extra-regionali, a dare copertura agli interventi  già
  conclusi, aventi come beneficiari le imprese e gli Enti Locali, per
  i  quali sono state stilate graduatorie di soggetti ammessi ma  non
  finanziabili,  al  fine  di soddisfare le  richieste  ammesse  alle
  agevolazioni   per   le  quali  non  si  è  potuto   procedere   al
  finanziamento  a  causa dell'insufficienza delle  risorse  messe  a
  disposizione;
   - prevedere congrue risorse economiche alle politiche regionali di
  lotta  alla criminalità organizzata di stampo mafioso e a tutte  le
  altre  forme  di criminalità organizzata di cui si è  accertata  la
  presenza  e  la  operatività  sul territorio  regionale,  anche  in
  riferimento  alle politiche di sensibilizzazione della  popolazione
  sui problemi relativi alla criminalità organizzata;
   -   attuare  delle  politiche  regionali  volte  alla  lotta  alle
  dipendenze  patologiche  con particolare riferimento  al  crescente
  fenomeno  della diffusione della sostanza stupefacente  comunemente
  nota  come  "crack",  anche attraverso delle  campagne  rivolte  ai
  giovani  cittadini  siciliani affinché vengano  sensibilizzati  sui
  rischi  legati all'assunzione di sostanze stupefacenti ed i  rischi
  legati al gioco d'azzardo patologico.

   E'  altresì  condivisa l'opportunità di una relazione  annuale  in
  Aula  sullo stato di attuazione degli interventi previsti a  valere
  su  tutte  le fonti di finanziamento extraregionale con riferimento
  anche  all'ammontare degli impegni e della spesa  e  alla  relativa
  rendicontazione. Grazie.

   FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  assessore per l'economia. Presidente  grazie.  Onorevoli
  colleghi il Governo ha presentato già da alcuni giorni la  Nota  di
  aggiornamento al documento di economia e finanza regionale per dare
  una  visione completa di quello che è l'andamento dell'economia nel
  2024  -2026, nel senso che dopo la Nota di aggiornamento fatta  dal
  Ministero,  dal Mef, in data 27 settembre 2023, anche  noi  abbiamo
  dovuto  leggere e abbiamo dovuto aggiornare il nostro documento  di
  economia  e  finanze. E lo abbiamo fatto cercando di  capire  quali
  siano  i  dati tendenziali e quali siano le ricadute che  in  campo
  siciliano avremo, anche a causa dello scenario planetario che  oggi
  e comunque continua ad essere condizionato, da un lato nel nord est
  della  nostra Europa, da una guerra ucraino-russa, dall'altro  lato
  dai nuovi conflitti nel Medio Oriente.
   Ebbene,  alla luce di tutto ciò, abbiamo voluto dare una  Nota  di
  aggiornamento  snella che si può suddividere in ben  tre  segmenti:
  il  primo, la situazione macroeconomica nazioni con delle refluenze
  regionali; la seconda, le nuove, le politiche l'aggiornamento delle
  politiche regionali che il Governo metterà in campo già nel 2024, e
  quindi  alcune considerazioni sulla finanza locale per le  ricadute
  che  alcune, diciamo così, vicende avranno sulla tenuta  dei  conti
  della  Regione  siciliana, ma anche sugli enti  locali,  alla  luce
  anche  e  soprattutto del nuovo accordo che lo Stato è  riuscito  a
  concludere con la Regione siciliana, a seguito di un impegno che il
  presidente  Schifani  aveva preso qua in  Aula,  a  seguito  di  un
  impegno che avevamo preso all'inizio appunto di rivedere quel patto
  con  il Governo nazionale, quel patto che era stato siglato qualche
  anno fa, e alla luce della esigenza di ridurre la compartecipazione
  sanitaria  che oggi è data al 49,11% quando invece dovrebbe  essere
  al 42,50%.
   I  dati  che oggi noi offriamo a questo Parlamento, sono dati  che
  vedono e prevedono un prodotto interno lordo che, malgrado continui
  a  crescere  nel  2024 avrà però una crescita  dello  0,7  rispetto
  dell'1%,  così come era previsto, e questo malgrado  tutti  i  dati
  tendenziali   in   aumento,  ad  esempio  dell'occupazione,   delle
  esportazioni  o  ad  esempio i dati molto, molto soddisfacenti  nel
  turismo,  nelle presenze turistiche, quindi con l'aumento anche  di
  ricchezza per il nostro contesto isolano, però certamente dovremo e
  dobbiamo  registrare  un  rallentamento dell'aumento  del  prodotto
  interno lordo.
   A questo, se questo potesse creare una riduzione e poi del gettito
  erariale,  parliamo  di Irpef, invece alla fine  ciò  non  si  avrà
  perché  a  causa, purtroppo, grazie all'inflazione  ad  esempio  in
  termini  di Iva, di ritorno di Iva, ci sarà un aumento che andrà  a
  compensare  eventuali  rallentamenti del Pil  nel  nostro  Paese  e
  quindi anche nella nostra Isola.
   Quindi  di fatto la prima parte, il primo segmento, come dire,  ci
  pone  un  quadro  tendenziale stabile: ecco perché  abbiamo  potuto
  mettere in campo una legge di stabilità che poggia anche sulla Nota
  di  aggiornamento,  e poggia sulla Nota di aggiornamento  perché  i
  dati  che  questa Nota, comunque, ci rassegna sono dati  certamente
  rassicuranti, sono dati che comunque danno, non soltanto una tenuta
  dei   conti,  ma  ci  mettono  anche  nelle  condizioni  di  avere,
  addirittura,  di  guardare  comunque con  ottimismo  a  quello  che
  succederà nel 2024.
   La  seconda parte, invece, riguarda le politiche del Governo,  che
  il  Governo  sta attuando e che vorrà attuare in vari settori,  nel
  turismo,   nella   cultura,   ma   anche,   se   vogliamo,    nella
  razionalizzazione   degli  enti  facenti  parte   del   gruppo   di
  amministrazione pubblica, del cosiddetto GAP, di cui  oggi  abbiamo
  potuto  discutere in Commissione  Bilancio' quando abbiamo trattato
  quell'altro dossier che dovremo domani, trattare in Aula mi auguro,
  che è il bilancio consolidato.
   In  quel bilancio consolidato in cui viene fatta una panoramica di
  tutti  gli enti che partecipano e che rientrano, appunto, in questo
  perimetro  del  GAP, di quegli enti che hanno,  che  intercedono  e
  comunque si relazionano a vario titolo con la Regione siciliana.
   E  allora, qua mi permetto di dire - lo leggerete nella  NaDEFR  -
  che  stiamo  procedendo a una riduzione di  tanti  enti,  nel  2024
  spariranno,  cioè  saranno  cancellati  alcuni,  residui  di  enti,
  potremmo dire, ecco, ci permettiamo di dire questo, come le aziende
  autonome   di  soggiorno  e  turismo,  ne  abbiamo  20   poste   in
  liquidazione  ormai da tantissimi anni, dal 2009. Bene,  finalmente
  ne  abbiamo  chiuso,  non liquidato, ne abbiamo  chiuso  nel  senso
  cancellate  ben 18, e altre due sono prossime ad essere cancellate;
  stiamo  procedendo alla chiusura, e riteniamo che tra  gennaio,  ma
  forse  noi speriamo, addirittura, a dicembre 2023, ben 11  enti,  i
  famosi   consorzi  di  ripopolamento  ittico,  saranno   cancellati
  definitivamente. E quindi arriviamo a 31; e quindi ancora vicino  a
  Biosphera,   abbiamo  l'Espi  -  ricordate  l'ente   siciliano   di
  promozione  industriale - in liquidazione da oltre  25  anni,  bene
  anche questo, come dire, da qui a qualche settimana sarà cancellato
  dalla  competente Camera di Commercio, partita Iva e tutto. E  così
  via.
   Allora,  questo  significa che stiamo rimettendo ordine  a  questa
  materia, inoltre tutto ciò che viene fatto e che voi leggerete  per
  quanto  riguarda  l'urbanistica, per  quanto  riguarda  la  cultura
  abbiamo detto, ma anche le politiche del lavoro.
   La  terza fase, invece, il terzo segmento della NaDEFR riguarda la
  finanza  locale: questo accordo che abbiamo fatto e abbiamo  chiuso
  con  lo  Stato  che mette in sicurezza i conti,  che  ci  darà  300
  milioni di euro nel 2023 - e che abbiamo già potuto utilizzare  con
  l'ultima  manovra finanziaria che abbiamo licenziato  la  settimana
  scorsa  - e poi ci darà, nel 2024, 350 milioni di euro per arrivare
  a  400  nel  2025, a 450 nel 2026, per andare a crescere e  creare,
  diciamo  così, quella cifra, arrivare alla cifra di 630 milioni  di
  euro  che  appunto è il GAP che differisce e differenzia  ormai  da
  diversi  anni,  da  15 anni, la compartecipazione  sanitaria  della
  Regione siciliana al Fondo sanitario regionale che deriva dal Fondo
  sanitario nazionale.
   Per  farla in breve, il Governo Schifani si riprende ciò che altri
  Governi  avevano  purtroppo dovuto subire, e ci riprendiamo  quello
  che  lo  Stato  ci  aveva  tolto,  sostanzialmente,  è  una  grande
  conquista.  E  questo  a  cosa  servirà?  Serve  a  dare  garanzia,
  soprattutto agli enti locali, cioè noi lo abbiamo detto,  la  prima
  direttrice,  il primo pilastro su cui poggerà la Finanziaria  o  la
  legge  di  stabilità 24-26 è appunto rafforzare i trasferimenti  ai
  comuni e dare una continuità.
   Lo  abbiamo  già fatto riuscendo a dare ai comuni la quarta  rata,
  allineando  dopo  oltre due lustri la finanza,  la  finanza  locale
  degli  enti locali, quindi dei nostri comuni, ma anche delle nostre
  province. Su cui oggi, lo voglio dire, ma giusto perché è  un  dato
  assodato,  abbiamo  licenziato  in Commissione  Bilancio  dando  il
  parere  di  copertura finanziaria la legge delle  province,  quella
  legge delle province che ormai tutte le forze politiche condividono
  di  dover  ripristinare,  soprattutto nelle  loro  governance,  per
  restituire  maggiori servizi, migliori funzioni e  soprattutto  più
  efficaci  interventi in quel contesto sovracomunale che  ormai  non
  viene più considerato, o certamente non è considerato adeguatamente
  da  questi  enti  che purtroppo in tutti questi anni  hanno  potuto
  soltanto  galleggiare, ma non dare o non migliorare  i  servizi  di
  loro competenza.
   In  queste  tre fasi, quindi, questione macroeconomica,  politiche
  regionali e finanza locale ormai si declina quella che vuole essere
  un  documento  agile, di circa 60 pagine, che può essere  letto  da
  tutti e può essere giudicato da tutti.

   PRESIDENTE. Grazie assessore Falcone.

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.   Grazie  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessore,
  ascoltare le parole dell'Assessore ovviamente che parla diciamo  di
  aspetto tutto in positivo, mi fa comprendere che in questa Regione,
  assessore  Falcone, sembra che tutto vada bene,  che  non  ci  sono
  problematiche,  e  che  su  questo documento,  ovviamente,  abbiamo
  risolto tutto ciò che in questi mesi invece noi come opposizione  e
  come Gruppo parlamentare abbiamo lamentato.
   Ritengo che, intanto, Presidente Galvagno, su questo documento che
  è  stato  esitato  in  Commissione Bilancio stamattina,  non  è  un
  documento  propedeutico, perché approviamo come ordine del  giorno,
  ma  è  un documento fondamentale ed importante per ciò che riguarda
  la  Regione  siciliana. E lo dico perché? Perché  fondamentalmente,
  assessore Falcone, rispetto alle cose positive che io intravedo  in
  questo  documento  economico, ci sono due cose  che  non  dipendono
  dall'azione del Governo regionale.
   Una  è  quella  della  crescita dei flussi  turistici,  ma  questo
  aspetto,  secondo  me, non è un merito di un Governo  regionale,  è
  forse  molto di più l'idea di gente che vuole venire in  Sicilia  a
  trascorrere  le vacanze, o a visitare i siti archeologici  che  noi
  abbiamo  e,  nel  frattempo, dico anche che forse c'è  una  piccola
  riduzione   del   tasso  di  disoccupazione,  ma  questo   io   non
  l'attribuisco  ad un'azione mirata da parte del Governo  regionale,
  che  mette  in condizione le imprese di promuovere produttività,  e
  quindi incrementare forza lavoro e occupazione.
   Io  invece  sono preoccupato, assessore Falcone, sono  preoccupato
  perché  lei lo ha detto, c'è un decremento del Pil che, ovviamente,
  questo decremento del Pil è preoccupante, c'è un'inflazione con  un
  tasso  di  crescita  più  elevato rispetto  al  dato  nazionale,  a
  settembre era pari al 9 per cento per i beni alimentari, un  crollo
  delle  esportazioni, assessore Falcone, che ovviamente siamo  a  un
  meno 17 per cento rispetto al 2022, ad un problema che ovviamente -
  l'ho detto già la scorsa settimana - e che continua a persistere ed
  esistere. Oggi, anche in Prima Commissione ne abbiamo parlato,  del
  precariato, intendo. Questo Governo regionale, in continuità con il
  passato,  pensa  di  risolvere il problema  attraverso  gli  slogan
  politici  e,  mi permetto di dire anche elettorali, perché  andiamo
  verso una campagna alle europee, però di fatto poi alla fine non si
  risolvono  questi  problemi con gli slogan,  si  deve  entrare  nel
  merito, quindi dobbiamo dire le cose come stanno
   Non  possiamo  contrattualizzare a tempo  indeterminato,  dobbiamo
  dire  che noi aumentiamo le ore, questo è quello che facciamo.  C'è
  un  problema  con i contrattisti Covid, e rispetto a  tutte  queste
  cose, assessore Falcone, in questo Governo secondo me manca davvero
  il  cuore  di un documento economico che dovrebbe tracciare  quello
  che  la  Sicilia  sta attraversando, e quindi le  condizioni  socio
  economiche  in  cui  versa  questa  Regione,  dove  ovviamente  c'è
  un'incidenza,  dove  la povertà è passata con  quasi  un  punto  di
  percentuale,  e  noi  abbiamo moltissime famiglie  che  vivono  una
  situazione di povertà enorme.
   Allora  io  rifletto, assessore Falcone, perché  ci  accingiamo  a
  votare  questo  documento. Questo Governo ha  presentato  in  pompa
  magna  la finanziaria, noi dovremmo iniziare a vederla a discuterla
  e  mi  permetto  di  consegnarle,  assessore  Falcone,  una  grande
  preoccupazione.  La grande preoccupazione è che  i  problemi  della
  Sicilia non si affrontano con le belle parole, si affrontano con le
  azioni,  e noi abbiamo problemi che ci attanagliano, che guardiamo,
  il  problema dell'agricoltura, il problema dei precari, il problema
  dell'occupazione,  il  problema delle infrastrutture,  il  problema
  della  sanità,  del  diritto  alla  salute.  Sono  queste  le  vere
  problematiche  che  io mi aspetto da parte di un Governo  regionale
  che  vuole  procedere in forma spedita e, per carità,  a  tutto  il
  diritto  il  dovere di procedere in forma spedita  per  quello  che
  potrebbe essere una finanziaria che si deve presentare.
   Però,  dentro  quella finanziaria, assessore  Falcone,  noi  siamo
  pronti da oggi in poi a promuovere, giorno dopo giorno, quello  che
  sono le cose essenziali che servono al popolo siciliano, perché non
  ne  possiamo  più  della continuità politica  che  voi  avete  come
  Governo   regionale   ormai  da  anni,   tentando   di   attribuire
  responsabilità  ad  altri, e non ne possiamo  più  perché  vogliamo
  davvero vedere nel merito quello che realmente voi volete prevedere
  per la Sicilia e per i siciliani.
   E su questo, assessore Falcone, noi nelle prossime giornate, al di
  là  del vostro modo di potere andare avanti - Presidente lo dico  a
  lei  -  noi  nelle  Commissioni di merito, come  nella  Commissione
  Bilancio, daremo battaglia per potere dare il nostro contributo nel
  migliorare  quella  che è l'idea sulla vostra  di  Sicilia  per  il
  prossimo anno.

   PRESIDENTE.  Grazie onorevole Catanzaro. Ha chiesto di intervenire
  l'onorevole Auteri. Ne ha facoltà.

   AUTERI.  Intervengo perché ieri sera ho partecipato a un  incontro
  con  tantissimi allevatori della provincia di Siracusa e di Catania
  e   mi   lego   anche  all'appello  fatto  qualche   settimana   fa
  dall'onorevole  Dipasquale:  la  crisi  che  stanno   vivendo   gli
  allevatori in Sicilia.
   Da cinque mesi non piove e la problematica siccità sta mettendo in
  ginocchio,  veramente, tantissime aziende. Chiedo,  Presidente,  un
  intervento immediato, urgente e faccio appello alla sensibilità del
  Governo, assessore Falcone, perché non è più pensabile che si possa
  andare  avanti con questo tipo di clima che c'è ormai in tantissime
  aziende.  Ci sono già circa 25 aziende che sono al collasso,  hanno
  chiuso,  ieri  hanno partecipato alla riunione solamente  per  dare
  l'ultimo  grido di disperazione. Pensate che chi produce  biologico
  spende  130  euro  al giorno per poter portare  avanti  la  propria
  azienda.
   Non ci sono più le forze per poter continuare a portare avanti  le
  proprie aziende. Quindi, un'azione urgente, lo chiedo all'assessore
  Sammartino che speravo oggi di trovare qui in Aula.
   E un appello all'assessore Falcone: Assessore, speriamo di trovare
  una  soluzione  immediata perché assistere a 200  aziende  che  non
  hanno  più una visione di quello che sarà il suo futuro è veramente
  triste
   Ho   chiesto  al  Presidente  Vitrano  di  convocare  martedì   in
  Commissione l'assessore Sammartino e il responsabile delle  aziende
  degli allevatori della provincia di Siracusa e Catania, sperando di
  trovare una situazione per dare aiuto a tantissime famiglie.
   Grazie  Presidente, grazie assessore Falcone per quello che  potrà
  fare.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Safina.  Ne  ha
  facoltà

   SAFINA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   assessori.
  Assessore  Falcone, guardi io ho ripensato, glielo dicevo poc'anzi,
  all'iniziativa che avete organizzato sabato 'Etna 23' e leggendo la
  Nota  di  aggiornamento al DEFR ho capito perché lei è un  fervente
  berlusconiano, me ne sono convinto pienamente perché vede, come lei
  sa, anche se sicuramente lo negherà, Berlusconi nel  94 si presentò
  ai cittadini italiani declamando i tanti e innumerevoli problemi di
  questo  Paese,  dimenticando  però di  indicare  quali  fossero  le
  soluzioni.

                Presidenza del Vicepresidente Di Paola

   SAFINA.  Ebbene,  lei in questo Documento di Economia  e  finanza,
  collegandosi ovviamente in questa Nota di aggiornamento,  anche  ai
  dati macroeconomici che sono stati descritti nella Nota del Governo
  nazionale,  declama tutta una serie di problemi che la Sicilia  ha,
  che  i  siciliani  vivono giornalmente sulla loro  pelle,  che  gli
  imprenditori affrontano unitamente ai loro dipendenti  per  cercare
  di  uscire  fuori dalle secche nelle quali, purtroppo, non  solo  a
  causa   della incapacità di questo Governo e del Governo precedente
  sono  caduti,  ma  anche  a causa di vicende  esterne  alla  nostra
  volontà.
   Però,   qui,   di  soluzioni  non  ce  ne  sono,  anzi   ci   sono
  contraddizioni.  Mi è capitato nella lettura di  leggere  la  parte
  dedicata all'urbanistica, assessore, nella parte il punto 2.3.  Voi
  dite  al  fine di proseguire in maniera efficace nel raggiungimento
  degli  obiettivi  strategici del programma da attuare  nella  XVIII
  legislatura, così come individuati dal governo regionale,  inerenti
  la  riforma  urbanistica lascio lo sviluppo  e  le  città  in  modo
  armonico,  sostenibile,  durevole, con finalità  di  promuovere  la
  bellezza,  la salubrità, il miglioramento della qualità della  vita
  delle  città.   Ebbene, nel frattempo che voi scrivete  questo,  in
  Quarta  Commissione  viene approvata una norma  che  cozza  con  la
  tutela della bellezza, che cozza con la tutela del territorio,  che
  cozza  con  la capacità del nostro del nostro territorio di  essere
  attraente,  mirate  alla  sanatoria di  centinaia  di  migliaia  di
  immobili  che hanno devastato le nostre coste, e che, se non  fosse
  per l'intervento meritorio di molti, moltissimi sindaci, ne avremmo
  ancor di più.
   E  questo è uno dei tanti temi sui quali cadete in contraddizione.
  Non c'è - Assessore, se i suoi colleghi mi consentono - non c'è  un
  elemento su quello che è avvenuto nel corso del 2023.
   La  crisi  dell'agricoltura, la crisi  della  pesca.  Come  questo
  Governo intende venire incontro alle crisi che si sono abbattute su
  due settori primari fondamentali? Qui, di questo, non c'è traccia.
   E'   chiaro,  sulla  pesca  non  possiamo  addebitare   tutte   le
  responsabilità  a questo Governo perché ci sono responsabilità  che
  discendono  anche  da  quelle che sono la disciplina  europea,  che
  penalizza,  ma  mi  sarei atteso che qui si  fosse  scritto  che  è
  intendimento  del  Governo  aprire  una  trattativa  con  lo  Stato
  italiano e con la Commissione europea, per tenere conto di ciò  che
  accade  nella  pesca nel Mediterraneo, per tenere conto  del  fatto
  che,  mentre  i  nostri pescatori rispettano  le  regole,  i  paesi
  rivieraschi possano fare quello che vogliono. Di tutto  questo  non
  c'è  traccia, eppure penso che siano temi a voi ben noti perché non
  siete, sicuramente, alla prima esperienza.
   E  poi, Assessore, si decantano in questa Nota di aggiornamento  i
  meriti  relativi alle politiche sul turismo. Ma abbiamo dimenticato
   SeeSicily ,  abbiamo  dimenticato che l'unica  Regione  che  si  è
  allineata ai dati del 2019 è la Regione siciliana, mentre tutte  le
  altre Regioni hanno superato le presenze del 2019, cioè l'anno pre-
  Covid? La Regione siciliana è l'unica che si è riallineata ai  dati
  Covid,  ai  dati pre-Covid. Tutte le altre Regioni hanno  superato,
  come  numero  di  presenze, quelle che avevano nel 2019.  Noi,  per
  utilizzare  uno specchietto per le allodole, riferiamo il  2022  al
  2021. Sarebbe stato più corretto capire cosa è avvenuto rispetto al
  2019, perché il 2021 è ancora un anno di Covid.
   Le  rammento  che  il  numero  di  visitatori  delle  nostre  aree
  archeologiche e dei nostri musei

   PRESIDENTE. La invito a concludere.

   SAFINA. No, abbiamo dieci minuti Presidente.

   PRESIDENTE. Volete dieci minuti?

   SAFINA.  Vogliamo il tempo che serve. Sto finendo ma, diciamo,  ci
  vogliono dieci minuti.

   PRESIDENTE. Va bene, va bene onorevole Safina. Prego.

   SAFINA. Stavo dicendo, per averlo chiaro, i visitatori delle  aree
  archeologiche  e  museali  in  Sicilia  sono  pari  al  numero   di
  visitatori  degli  Uffizi. E non penso che il  patrimonio  storico,
  artistico, archeologico siciliano sia da meno rispetto agli Uffizi.
  E  allora, io mi attendo, ho compreso, dai conciliaboli di oggi  in
  Assemblea, che questo Governo vuole approvare la finanziaria  entro
  il 31 dicembre. Mi auguro che non la si voglia approvare sulla base
  di  queste valutazioni, perché con queste valutazioni non  so  cosa
  offriremo ai siciliani
   Mi  auguro che lei, che è persona sicuramente competente, e questo
  le  va  riconosciuto, non condividiamo nel merito le  cose  che  ci
  propone  anche perché non ho ben chiaro a quale ragionamento...  io
  sono  un  amante della logica e sono abituato che ad ogni  premessa
  deve seguire una logica conseguenza. Io non ho capito, dicevo, qual
  è  qui  la premessa e, non avendo compreso qual è la premessa,  non
  posso comprendere quale sarà la logica conseguenza
   Spero  che,  in  questo  mese di intenso lavoro,  lei  riuscirà  a
  spiegare  a quest'Aula e a tutti i parlamentari e, soprattutto,  ai
  siciliani,  qual  è  la  premessa e qual è la  logica  conseguenza.
  Dopodiché, son d'accordo col mio Capogruppo, non mancherà certo  al
  Partito   Democratico  impegnarsi  affinché  si  possa   migliorare
  qualcosa  che deve essere migliorato, o affinché si possa  cambiare
  qualcosa che va totalmente riscritto. Grazie Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie a lei, onorevole Safina.
   E'  iscritto  a parlare l'onorevole Cambiano. Prego onorevole.  Ha
  cinque minuti, in caso prorogabili a dieci. Prego.

   CAMBIANO.   Presidente,   Governo,   colleghi,   sulla   Nota   di
  aggiornamento al Documento di economia e finanza, vorrei  esprimere
  un  sentimento  comune, anche ad altri colleghi  con  cui  mi  sono
  confrontato, rispetto a questo documento. appunto a questa Nota  di
  aggiornamento.
   Pare  che  ci  sia uno scollamento tra quanto viene riportato  nel
  Documento e quanto relazionato dal Governo, e quella che poi  è  la
  vita reale.
   Quindi,   un quadro economico sano; una diminuzione del  disavanzo
  della   Regione   siciliana  rispetto  agli  anni  precedenti;   un
  miglioramento dei conti della Regione a cui, però, non  corrisponde
  un  aumento della qualità dei servizi offerti ai siciliani,  perché
  il  mondo  reale,  probabilmente col quale ogni rappresentante  del
  territorio  si  confronta, ci dice che i cittadini  siciliani  sono
  alle  prese  -  come gli amministratori - con gli  enormi  problemi
  riguardanti  il  tema dell'energia e dei rifiuti,  con  gli  enormi
  problemi  riguardanti  il tema dei servizi ai  cittadini,  il  tema
  della  sanità  e  su  questo  apro una  parentesi:  liste  d'attesa
  lunghissime, servizi non resi.
   E  il  messaggio che passa all'esterno, caro Assessore  Falcone  e
  Governo  regionale, è quello che sulla sanità ci  siano  centri  di
  potere  perché è in atto una logica di spartizione del  potere.  E'
  quello  che  fa allontanare probabilmente i cittadini  dalla  buona
  politica. Ma i responsabili siamo noi e responsabile è la  politica
  dei  messaggi  che passano all'esterno rispetto a questa  tematica,
  rispetto  alla tematica della sanità non si ragiona su  servizi  da
  offrire  ma  si  ragiona su commissario, su direttori  generali  da
  nominare e mancati accordi raggiunti in seno alla maggioranza.
   Per  quanto  riguarda i macro argomenti, contenuti nella  Nota  di
  aggiornamento  al  DEFR, si parla di turismo e  di  incremento  dei
  flussi  turistici, non si parla però delle carenze infrastrutturali
  e  di  ciò che i turisti trovano quando arrivano in Sicilia,  delle
  difficoltà   di  collegamento,  delle  parzializzazioni  nell'unica
  autostrada  che è presente in Sicilia, nell'abbandono delle  strade
  provinciali  e  lei,  Assessore,  ha  menzionato  il  ritorno  alle
  province.
   Io sono stato amministratore e sono convinto che la rappresentanza
  è  sacrosanta,  però  probabilmente il tema delle  province  è  più
  ampio, avremo modo di parlarne successivamente e riguarda non  solo
  le  competenze  ma le risorse ad esse assegnate,  perché  sul  tema
  dell'edilizia scolastica della viabilità provinciale credo che  non
  si  risolvono  solo  con la reintroduzione dell'organo  politico  i
  problemi.
   Sull'agricoltura: noi abbiamo gli agricoltori che sono alle  prese
  con una siccità e in alcune zone ancora si attendono infrastrutture
  per fare arrivare l'acqua per irrigare i campi.
   Sugli   enti  locali  -  concludo  il  mio  intervento  -,  perché
  stamattina in Prima Commissione, e di questo ne sono ben  lieto,  è
  stata approvata una nota di osservazione al Documento di economia e
  finanza,  proposta da me, dai colleghi del Gruppo,  che  invita  il
  Governo  -  se  è  possibile - ad attenzionare la problematica  dei
  lavoratori,  cosiddetti,  "contrattisti degli  enti  locali".  Sono
  circa  milleduecento che si trovano a prestare servizio in enti  in
  dissesto e che il 31 dicembre non sanno quale sarà il loro destino.
  Ma  accanto  a  questo,  ci  sono dodicimila  lavoratori,  definiti
  "contrattisti",  che  sono stati stabilizzati e  prestano  servizio
  presso  gli  enti locali con contratti a diciotto, a ventuno,  e  a
  ventiquattro ore. Ecco, abbiamo pensato agli ASU e siamo stati  ben
  lieti  di  condividere  quelle misure  a  sostegno  in  favore  dei
  lavoratori che vivono nel precariato da diversi anni, ma per  porre
  fine  a  questa  triste pagina  della politica  che  ha  alimentato
  aspettative,  credo  che uno sforzo il Governo regionale  lo  debba
  fare  per garantire da un lato serenità alle famiglie ma dall'altro
  venire  incontro alle esigenze degli Enti locali, di quei  12  mila
  lavoratori   che  prestano  servizio  negli  Enti  locali   e   che
  garantiscono servizi essenziali, come quello della Polizia  locale,
  ad esempio.
   Spero  che  il  Governo sia sensibile a questa richiesta  e  possa
  accogliere questa proposta.

   PRESIDENTE.   Grazie  onorevole Cambiano. E'  iscritta  a  parlare
  l'onorevole Marano. Ne ha facoltà.

   MARANO.  Grazie  Presidente, beh è inutile dire che,  chiaramente,
  quando  ci  troviamo a leggere il Documento di economia e  finanza,
  con   queste  attente  analisi,  dati,  numeri,  percentuali,   ben
  dettagliate  poi  tutte queste premesse non trovano  concretezza  e
  soluzioni  durante  poi l'attività legislativa,  lo  abbiamo  visto
  anche durante la scorsa legislatura.
   Noi  siamo  la  Regione  che si distingue,  purtroppo,  per  tanti
  primati negativi: dalla sanità all'agricoltura, al recente concorso
  sul  Corpo  forestale dove, ovviamente, poi con questi  episodi,  i
  giovani  perdono la speranza di rimanere in Sicilia, ma  mi  vorrei
  soffermare  su un tema nello specifico: sulla questione  del  bonus
  110 per cento.
   Noi  oggi  in  Commissione abbiamo presentato una nota integrativa
  per impegnare la Regione ad agire, in merito a quello che è il tema
  dello  smaltimento dei crediti incagliati e abbiamo appunto chiesto
  di  impegnarsi,  così come è già avvenuto in altre  Regioni,  anche
  attraverso  partecipate  ed  enti strumentali  della  Regione,  con
  l'ausilio  di  IRFIS, per poter dare un supporto  e  un  intervento
  concreto a quello che è il settore dei crediti incagliati del bonus
  110.
   Ma  parlando di 110 vorrei anche ricordare - perché è  giusto  che
  sia,  visto  che  comunque  neanche  nella  nota  integrativa   del
  Documento  di  economia  e finanza è riportato  per  come  dovrebbe
  essere  - vorrei ricordare con questa occasione quelli che  sono  i
  dati, i numeri positivi, e degli effetti positivi che ha portato il
  bonus  110  per cento, a differenza di quello che viene  narrato  e
  raccontato dal vostro Governo a Roma.
   Infatti,  secondo i dati Enea riferiti a marzo del 2023  -  quando
  appunto  il  Governo  Meloni ha deciso di sospendere  tutto  -  gli
  investimenti ammessi a detrazioni erano pari a 63,9 miliardi  e  le
  detrazioni previste a fine lavori erano pari a 80 miliardi.
   In  merito  all'impatto economico del superbonus sul PIL nazionale
  sono stati realizzati diversi studi, per esempio vi cito quello del
  Rapporto  Censis del novembre 2022, basato sui dati Enea ed  Istat:
  su  un totale investimenti di 55 miliardi, la misura in due anni ha
  contribuito  alla crescita del Pil per 73 miliardi di euro,  ed  ha
  attivato  una  produzione aggiuntiva diretta  e  indiretta  di  116
  miliardi, creando lavoro e ricadute fiscali positive, tant'è che il
  maxi  incentivo, in realtà al netto del gettito generato, è costato
  allo Stato solo il 30 per cento di quanto messo in bilancio.
   In  altre  parole, la spesa già citata di 55 miliardi di  euro  in
  superbonus,  per questa cifra il Censis ha stimato che  un  gettito
  direttamente derivante dai lavori realizzati col superbonus pari  a
  22,8 miliardi di euro e in maniera estensiva si sono generati altri
  42,8 miliardi di euro.
   Una  misura  positiva  che  ha davvero  creato  un  forte  impatto
  economico  nel nostro Paese, misura che, invece, è stata  distrutta
  dal Governo nazionale.
   Ci tenevo a ricordare questi numeri, questi dati, perché purtroppo
  viene  narrato diversamente dal Governo Meloni a Roma e  ribadisco,
  abbiamo  appunto  presentato questa integrazione per  impegnare  la
  Regione a intervenire in merito. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole  Marano.  E'  iscritto  a   parlare
  l'onorevole La Vardera. Ne ha facoltà.

                Presidenza del Vicepresidente Lantieri

   LA VARDERA. Grazie Presidente, onorevoli colleghi, Governo.
   Io  mi  vorrei  soffermare su un passaggio che è  stato  enunciato
  nella  relazione fatta dall'onorevole Marianna Caronia  per  conto,
  appunto, del Governo e quindi di maggioranza e c'è un passaggio che
  è  emblematico che recita così: «Attuare delle politiche  regionali
  volte  alla  lotta  alle  dipendenze  patologiche  con  particolare
  riferimento  al crescente fenomeno della diffusione della  sostanza
  stupefacente comunemente nota come crack». Voi bene fate,  Governo,
  a  inserire questo passaggio all'interno di questa nota a patto che
  ieri a Palazzo d'Orleans è andata in scena una barzelletta che  era
  quasi forse tragicomica a proposito di questa storia ma, purtroppo,
  è  andata  come dire, in atto, questa barzelletta ed è stata  anche
  firmata  da  tutti  gli  organi  di stampa  che  erano  presenti  e
  fortunatamente  hanno,  come  dire,  immortalato  questa   ennesima
  vergogna  di  questo  Governo perché a  proposito  di  crack,  caro
  assessore  Falcone,  il Presidente Schifani  ieri  ha  candidamente
  ammesso  e affermato davanti la stampa di non conoscere il  disegno
  di  legge che mi onoro di avere firmato come primo firmatario  e  a
  diversi  colleghi  che sono qui presenti e devo  ringraziare  tutto
  l'arco parlamentare.
   Ha  affermato, candidamente, davanti al papà di Giulio  Zavatteri,
  il  ragazzo  morto dopo avere assunto crack, ha detto testualmente:
  «e  beh, ma dov'è questo disegno di legge? Adesso lo faccio  tirare
  fuori, vediamo un attimo dove l'ho" e l'assessore assessore Volo ha
  continuato dicendo: «ci scusiamo con le famiglie dei giovani perché
  non abbiamo capito il problema. Stiamo intervenendo tardi».
   Noi  da  un anno, vedo qui anche l'onorevole Tiziano Spada con  il
  quale  abbiamo  fatto  una battaglia comune per  presentare  questo
  disegno  di legge che ci hanno consegnato le famiglie disperate  di
  Ballarò,  e  sapere  che  il Presidente  Schifani  non  sa  nemmeno
  l'esistenza  di  questo  disegno  di  legge  che  metterebbe  fine,
  inizierebbe a fare un percorso importante di rivoluzione su  questo
  fenomeno, mi fa cadere le braccia a terra. Perché è impossibile non
  sapere che questo Parlamento lavora strenuamente su questo tema.
   Il Presidente della Commissione  Salute  convoca, ben due mesi fa,
  l'assessore  Volo  e aspettiamo da due mesi, dicasi  due  mesi,  la
  relazione tecnica dell'Assessorato per questo disegno di legge.
   E  quando  ieri  il  governatore Schifani dice che  aprirà  questo
  centro  contro il crack in Via Gaetano La Loggia è quello  che  noi
  vogliamo  in  questo disegno di legge, cioè non ha  scoperto,  come
  dire, l'acqua calda, noi siamo contenti che lui si è svegliato e ha
  voluto  aprire  questo centro importante che dà intanto  una  prima
  risposta. Era nel disegno di legge
   Oltre  a questo, che mi sembra essere -  ma non voglio, come dire,
  vedere  sempre  male  -  una  sorta di contentino  momentaneo,  noi
  chiediamo  a  gran voce che venga approvato quel disegno  di  legge
  perché  hai  voglia che noi facciamo nella nota  che  ha  letto  la
  collega  Caronia questa impostazione di volere fare  concretamente,
  ovviamente, insomma, l'onorevole Caronia per conto del  Governo  ha
  fatto una nota, nulla contro la collega Caronia. Quindi il tema  è,
  al  di  là  di  questo,  specifico  ovviamente,  bisogna  approvare
  urgentemente quel disegno di legge.
   Assessore  Falcone, lo dico qua, pubblicamente, io domani  mattina
  ho  preso  un appuntamento col governatore Schifani, per  la  prima
  volta  ci andrò, in un anno non ci ho mai parlato vis a vis, domani
  mattina,  io  lo dico pubblicamente, siccome non facciamo  le  cose
   ammucciuni  e  ammucciunieddu , ma pubblicamente, ebbene  io  alle
  nove  e mezzo ho preso appuntamento col suo segretario Caruso, sarò
  presente,  andrò  dal  governatore  Schifani  e  gli  chiederò   di
  approvare  questo  disegno  di  legge,  di  muoversi,  lo  farà  il
  Parlamento,  ovviamente, affinché questo  disegno  di  legge  venga
  calendarizzato quanto prima in quest'Aula ed entro quest'anno venga
  approvato.
   E'  questo  quello  che chiedono le famiglie. Il  cinque  dicembre
  faremo  una manifestazione di protesta su Palermo perché  questo  è
  l'obiettivo. I tempi non ci sono più.
   Un   assessore  regionale  che  dice  pubblicamente  ai  giornali:
  "abbiamo  minimizzato  e  sottovalutato il  problema",  davanti  un
  fenomeno così grave è ingiustificabile, è ingiustificabile
   Noi  da  un  anno, da questi banchi, diciamo che c'è  un  problema
  serio  e  non  possiamo permetterci più  presidente Laccoto  questa
  storia  deve finire, dobbiamo approvare questo disegno di legge,  e
  tanto  lo  so che alla fine quel disegno di legge verrà  pubblicato
  entro  e  non oltre quest'anno. Non ci sono storie. Non ci possiamo
  permettere ancora di perdere tempo e il presidente Schifani non può
  dire di non conoscere questo disegno di legge, perché pubblicamente
  ne abbiamo parlato in ogni dove, da un anno e da questi scranni
   Se  non ci ascolta questo Governo è un Governo cieco, è un Governo
  sordo,  che davanti a questi fenomeni non può permettersi  di  dire
  'non  sapevo', perché davanti a questo il silenzio è  complice,  il
  silenzio è concausa, il silenzio è inaccettabile

   PRESIDENTE.  Grazie onorevole La Vardera.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto.  Ne ha facoltà.

   LACCOTO. Signor Presidente, guardi oggi io ho posto in Commissione
  questa tematica. Praticamente. mi è stato risposto in maniera molto
  chiara,  è  a  verbale  quindi  non  si  può  delegittimare  né  il
  Parlamento, né la Commissione. Mi è stato risposto che  il  disegno
  di  legge  deve  essere  totalmente  rivisto  dal  punto  di  vista
  legislativo  e  che  stanno  facendo un  lavoro,  già  affidato  ai
  funzionari  dell'Assessorato,  per  potere  nel  più  breve   tempo
  possibile  portare  questo disegno di legge in Commissione.  Quindi
  non  c'è  stata  nessuna  omissione, nessuna  sottovalutazione  del
  problema e nessuna dimenticanza.
   Siccome  noi,  naturalmente come Commissione,  dobbiamo  avere  il
  disegno  di  legge  che deve essere approvato dall'Assessorato  con
  quelle che sono le regole del lavoro in Commissione di merito,  noi
  abbiamo chiesto di sollecitare tutto questo.
   Teniamo conto e, lo voglio dire, che se arriva la finanziaria  fin
  quando  noi  non  avremo la possibilità di esitare  la  finanziaria
  stessa,  i  disegni di legge, per Regolamento interno, non  possono
  essere discussi in Commissione. Questa è la situazione. Queste sono
  regole che il Parlamento conosce.
   Le  avevo chiesto, già la settimana scorsa e avevo indirizzato  la
  nota  che  era  stata  fatta  dall'onorevole  La  Vardera,  l'avevo
  immediatamente  trasmessa all'Assessorato, al  Direttore,  oggi  ho
  ripreso  questa discussione e questo è stato il risultato. Non  c'è
  una  sottovalutazione. La Commissione tutta  può  testimoniare  che
  oggi abbiamo, praticamente, affrontato il tema e, quindi, siamo  in
  attesa  che  questo  testo,  scritto naturalmente  da  tecnici,  ma
  legislativamente  non idoneo, debba essere previsto  e  portato  in
  Commissione.

   PRESIDENTE. Grazie, presidente Laccoto.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.

   DI PAOLA. Grazie Presidente, Governo, colleghi e cittadini.
   Presidente,  io  inizio da un punto fondamentale che  ha  trattato
  l'Assessore Falcone e di cui si è trattato pure questa  mattina  in
  Commissione   Bilancio : il disegno di legge sul  ripristino  delle
  province.
   Noi in Commissione  Bilancio , più e più volte, avevamo chiesto al
  Governo ma anche alla maggioranza di riflettere, principalmente sui
  costi delle Province, cioè sui costi dell'istituzione, degli organi
  elettivi  delle  Province e, Presidente, c'erano dei  numeri  anche
  contrastanti.
   L'Assessorato degli Enti locali comunica un importo di  5  milioni
  di  euro,  circa, per il ripristino dei costi dell'organo  elettivo
  delle  Province,  quindi, l'emolumento per il presidente,  per  gli
  assessori, per i consiglieri provinciali.
   Gli  studi  fatti  rispetto agli ultimi anni, quando  le  Province
  avevano  l'organo elettivo e dicevano che i costi per il ripristino
  fossero  all'incirca sui 20 milioni di euro, 5 milioni di euro,  20
  milioni di euro...
   In  Commissione   Bilancio , più e più volte al  Governo,  abbiamo
  chiesto, oltre alla verifica di questa copertura, anche un raccordo
  con  il  Governo nazionale, perché se non sbaglio, questo  Governo,
  qui  c'è  l'assessore Falcone, fa un raccordo massimo su  tutte  le
  altre    misure,   sull'accordo   Stato-Regione,    sul    discorso
  dell'autonomia  differenziata, se non sbaglio da  parte  di  questo
  Governo  si  lancia  un  messaggio  all'esterno  continuo  dove  il
  raccordo  è massimo tra il presidente Schifani e il presidente  del
  Consiglio  Meloni.  Non  riesco a capire,  Presidente,  perché  sul
  disegno  di  legge  sulle province, quando a livello  nazionale  il
  centro  destra  con  il governo Meloni, se non sbaglio,  frena  sul
  discorso  delle ripristino degli organi elettivi in  tutta  Italia,
  qui  a  livello regionale, si va avanti con, come dire,  anche,  ho
  sentito dall'assessore Falcone, fierezza nel portare avanti  questo
  disegno  di  legge che, di fatto, va contro il governo  Meloni,  va
  contro le indicazioni del presidente del Consiglio Meloni e se  non
  sbaglio, qui, questo Governo regionale ha, in Fratelli d'Italia, un
  partito  che  sostiene  a  maggioranza e a  maggioranza  importante
  questo Governo.
   E,  allora,  il mio dubbio e la richiesta, ecco perché  oggi  sono
  uscito  dalla Commissione  Bilancio' quanto è stato dato il parere,
  è  perché si sta accelerando un disegno di legge che, a mio modo di
  vedere, Presidente, nasce e crescerà in maniera monca perché se non
  c'è  raccordo a livello nazionale cosa stiamo facendo,  propaganda
  Propaganda   forse  per  le  elezioni  europee,  per  le   elezioni
  amministrative  perché, di fatto, 5 milioni di  euro  basteranno  a
  coprire   probabilmente  quattro  mesi  e  quindi  già  il  Governo
  regionale  è come se stesse lanciando il messaggio che  le  lezioni
  saranno poi quando, a settembre? Per coprire quanto? Quattro mesi
   Ecco  secondo  me  un'eventuale riforma così  importante  non  può
  essere portata avanti in questo modo.
   Andiamo al NaDEFR, Presidente. Il NaDEFR dice una cosa chiara:  la
  Regione  siciliana ringrazia il governo Conte 2  perché  su  questo
  documento è scritto a chiare lettere che il prodotto interno  lordo
  è  aumentato  negli  ultimi  anni per due  misure;  Presidente,  il
  superbonus 110 per cento ha rilanciato il motore dell'edilizia, che
  h  il  motore trainante per quanto riguarda l'economia siciliana  e
  sicuramente  anche  se  è  stato,  purtroppo  negli  ultimi   mesi,
  bistrattato, ma il reddito di cittadinanza ha dato un  miliardo  di
  euro ogni anno alla Regione siciliana per dare la possibilità a chi
  ha  enormi  difficoltà  di poter spendere in Sicilia:  perché  quel
  miliardo  di euro veniva speso nei supermercati, veniva  speso  nei
  mercati, veniva speso nelle attività commerciali siciliane.
   Perché  dico che questo Governo regionale dice grazie alle  misure
  del  governo  Conte 2? Perché all'interno di questo  documento  non
  trovo minimamente alcuna misura che vada come dire a rilanciare  la
  Regione  siciliana venendo a mancare superbonus  110  per  cento  e
  reddito di cittadinanza perché di questo si tratta, tranne  che  il
  Governo  regionale cosa ci dice, di non preoccuparci   Saranno  poi
  fondi  del  PNRR  che permetteranno il rilancio  dell'edilizia,  il
  rilancio delle costruzioni.
     Ma attenzione, Presidente, mentre per le province questo Governo
  regionale non si raccorda con Roma, sul PNRR mi pare che ci sia  un
  raccordo  massimo e sul PNNR ci stanno togliendo ulteriori  risorse
  che  stanno  andando dalla Sicilia verso il Nord  e,  nello  stesso
  tempo,  non  mi sembra che ci siano da parte del Governo  regionale
  misure  per  concretizzare prima possibile  i  fondi  del  PNRR  in
  Sicilia che rischiamo anche qui di perdere.
   Sui settori cruciali della Regione: agricoltura. L'agricoltura sta
  diminuendo la sua produttività rispetto agli anni passati e  questo
  Governo  regionale ci propone una riforma sui consorzi di bonifica,
  che  anche  questa  è una riforma propagandistica  in  vista  delle
  europee, che tutto fa, anzi fa solo una cosa, praticamente  butterà
  sul  lastrico  circa  mille  persone che,  ad  oggi,  lavorano  sui
  consorzi di bonifica e non rilancerà per nulla l'agricoltura perché
  oggi l'agricoltura, il mondo dell'agricoltura chiede una cosa sola:
  acqua  Chiede che la risorsa principale arrivi nei campi e, quindi,
  chiede   infrastrutture,   non  chiede  un   rimescolamento   della
  governance,   non   chiede  questo  ma  chiede   infrastrutture   e
  investimenti  ben precisi. Ad oggi quella riforma che,  anche  qui,
  spero  che  verrà  attenzionata quanto più possibile,  però  se  il
  Governo  poi è sordo e cerca di accelerare, l'unica cosa  che  farà
  quella  riforma  è che butterà sul lastrico circa mille  lavoratori
  che si troveranno non più all'interno dei consorzi di bonifica,  ma
  si  troveranno ad aspettare le famose piante organiche  che  chissà
  quando verranno fatte.
   E  cosa  dire dell'industria? Anche lì siamo in recessione, quindi
  siamo  in  recessione pure nell'industria e non c'è una prospettiva
  da  parte di questo Governo regionale; si dice che la Sicilia è hub
  energetico,  bene   Ok.  Ma questo hub energetico  e  la  strategia
  energetica  chi  la gestisce? Chi la sta programmando  in  Sicilia?
  Presidente,  Nessuno  Non c'è un ente - abbiamo enti e  partecipate
  per qualunque cosa -, oggi che va a fare strategie e programmazione
  per  quanto riguarda le energie e come dovremmo andarle  a  gestire
  nel corso degli anni.
   Il turismo, Presidente, e vado a conclusione. Il turismo è l'unico
  settore che sta crescendo, anche se di poco ma sta crescendo,  però
  Assessore  questo turismo potrebbe crescere ancora di più  se  noi,
  magari,  avessimo  gestito  in maniera migliore  tutto  il  sistema
  aeroportuale, cioè questa estate è un miracolo che il  settore  del
  turismo sia cresciuto, perché questa estate è stata una baraonda, è
  stato  un inferno per tantissimi siciliani e per tantissimi turisti
  che magari volevano venire qui in Sicilia.
   Quindi, il plauso al settore il turismo va fatto non per meriti di
  questo  Governo ma perché, dico, è l'unico settore  che  in  questo
  momento sta provando a crescere.
   Le  stime,  assessore Falcone, sono al ribasso, stiamo diminuendo,
  le  stime  all'interno  del  NaDEFR in questo  momento  portano  il
  prodotto  interno  lordo della Sicilia allo 0,7 per  cento,  quindi
  c'era  una  previsione di circa l'1 per cento, l'abbiamo rivisto  a
  fine anno allo 0,7 per cento.
   Il   prossimo  anno  se  non  ci  saranno  misure  di   espansione
  rischieremo  di,  oltre  ad  avere  una  Sicilia  precaria   perché
  purtroppo  Assessore - non so se lei l'ha letto, ma sicuramente  lo
  avrà  letto perché è lei anche che propone questo documento -, l'80
  per  cento  dei  contratti  che vengono fatti  ai  siciliani  dalle
  aziende  sono contratti precari, assessore Falcone  Sono  contratti
  precari  Quindi noi stiamo creando una Regione sempre più povera  e
  precaria, assessore Falcone.
   All'interno  di  questo documento non ci sono, come  dire,  quelle
  misure  che  mi aspettavo dal Governo regionale dopo  un  anno,  mi
  aspettavo delle misure, ok non c'è più il superbonus 110 per cento,
  lanciamo questa misura piuttosto che quest'altra; non ce ne sono  E
  allora  rischiamo, il prossimo anno, che andremo  col  segno  meno,
  andremo col segno meno dopo anni, perché negli ultimi anni, invece,
  siamo andati col segno più, ma andremo col segno meno.
   Assessore,  la  cosa che le dico, e chiudo, è di riflettere  e  di
  riflettere attentamente su queste riforme che state portando avanti
  perché sono riforme che, ad oggi, non portano valore aggiunto  alla
  Sicilia  e rischiano di mandare sul lastrico lavoratori e siciliani
  tutti. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Di Paola. E'  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.

   BURTONE.   Signor   Presidente,  colleghi,   l'aggiornamento   del
  documento economico-finanziario dice una cosa centrale, per  ultimo
  l'ha  sottolineata il collega Di Paola: la previsione è al ribasso;
  c'era stata una previsione dell'1 per cento di crescita, siamo allo
  0,7 per cento, quindi il mio intervento è in linea con quello fatto
  dal Capogruppo, dal collega Safina. Noi siamo preoccupati perché ci
  rendiamo conto che la situazione macroeconomica - non tutto dipende
  dalla  Sicilia  -  abbia  determinato una condizione  della  nostra
  comunità  molto  difficile  e  la nostra  è  una  realtà  che  paga
  maggiormente   il   prezzo,   il  prezzo  dell'aumento   energetico
  conseguente  alle guerre che sono diffuse nella comunità  mondiale,
  ma anche agli aumenti dei prezzi. Non sono da non considerare anche
  i tassi di interesse.
   Ha  stupito,  ho  avuto  modo  anche  di  dirlo  in  Aula,  questo
  orientamento  della Banca centrale europea di frenare  l'inflazione
  aumentando  i tassi di interesse, soprattutto creando difficoltà  a
  chi  ha  attinto ad un mutuo a tasso variabile e non solo.  E'  una
  società, quindi, con problemi molto seri.
   E  accanto  a  questo, quello che maggiormente credo debba  essere
  centrato    dalla    politica,   dal   Governo   innanzitutto    ma
  complessivamente  dal Parlamento, è la difficoltà  occupazionale  a
  dare  risposte alle nostre comunità perché se c'è un  movimento  di
  attività  lavorative, se la comunità avanza su questo  terreno  dei
  diritti  e  dei doveri, di essere al centro della comunità  con  un
  lavoro   dignitoso,  le  problematiche  anche  economiche   vengono
  affrontate.  E,  invece, registriamo la perdita di occupazione  nel
  settore  manufatturiero, nel settore produttivo. E' stato detto  le
  poche  opportunità occupazionali sono quelle a tempo determinato  o
  peggio quelle precarie. E questa è una scia che alimenta una  piaga
  della  Sicilia  perché  più volte abbiamo invitato  il  Governo  ad
  affrontare i problemi dei precari degli enti locali, quelli che pur
  stabilizzati   hanno   contratto  a  24  ore   e,   quindi,   hanno
  problematiche molto serie, che vanno messe al centro  della  nostra
  attività,  sono la classe burocratica ormai dei comuni, eppure  non
  trovano  risposta  nel sostegno che deve essere  dato  dal  Governo
  regionale  agli enti locali, per portare ad un tempo congruo  oltre
  le  24  ore,  a  30  ore,  a  32  ore questi  impiegati  che  ormai
  rappresentano l'asse centrale delle nostre comunità.
   E'  un  precariato che è accostato ad altri. Noi abbiamo più volte
  sollecitato  un  impegno per il precariato legato  alla  Forestale.
  Abbiamo avuto un dibattito significativo in Aula sugli incendi,  si
  era  detto  anticipiamo  prima  possibile  la  presa  dell'attività
  lavorativa dei forestali, vedremo se nella finanziaria ciò avrà  un
  intervento  concreto, perché significa mettere le risorse  per  far
  partire  i  lavoratori  forestali a  febbraio  massimo  e  poi  far
  concludere,  in base ai cambiamenti climatici, la loro attività  ad
  ottobre,  novembre,  se si vuole dare concreta  risposta  a  questi
  problemi   che  determinano  danni  al  nostro  ambiente   con   la
  diffusione, per mano criminale, di tanti focolai di incendi.
   Così  come,  l'ha  affrontato credo  il  collega  Safina,  c'è  il
  problema  relativo  ai consorzi di bonifica. Questa  fantasmagorica
  riforma  che  vuole  portare  avanti  il  Governo,  in  particolare
  l'assessore  Sammartino,  si  scontra con  lavoratori  precari  che
  avrebbero  dovuto  fare il turnover che, a  fronte  di  chi  va  in
  pensione, non subentrano quelli che sono con un numero di  giornate
  lavorative che potrebbero permettere un superamento del precariato.
   Quindi,  un precariato che aumenta in Sicilia e che, in  un  certo
  qual  senso,  si accosta anche ad un fenomeno significativo  che  è
  quello  del  fatto  che tanti giovani lascino  la  nostra  comunità
  siciliana.  Negli ultimi sette anni sono andati via  dalla  Sicilia
  oltre  700  mila  cittadini. Sono cittadini che hanno  lasciato  la
  nostra comunità, la metà sono giovani, e sono giovani il più  delle
  volte  scolarizzati,  sono giovani laureati, sono  le  menti  della
  Sicilia  che  potrebbero dare uno scossone in termini  di  attività
  produttiva, potrebbero dare linfa vitale eppure decidono di  andare
  via.
   Allora,  rispetto a questo, dobbiamo prendere atto che c'è bisogno
  di  una finanziaria che parli anche con alcuni interventi che  sono
  stati in parte annunciati dal Governo ma che abbiano a cuore queste
  priorità.  La  priorità, il super obiettivo per la  Sicilia  rimane
  quello  del  lavoro e non c'è dubbio che i settori produttivi  sono
  quelli maggiormente attaccati, mi riferisco all'agricoltura.
   E'  stato detto, qualcuno lo accennava, c'è bisogno di acqua.  Io,
  mi  permetto  di dire, queste cose di averle dette  a  febbraio,  a
  febbraio  quando ho invitato l'Assessore all'agricoltura a prendere
  atto che i bacini, se fosse stata purtroppo confermata la variabile
  ambientale  della  mancanza di piogge, sarebbero  stati  in  grande
  difficoltà  e,  paradossalmente,  quelli  ancora  pieni  e  ce  n'è
  qualcuno  pieno  non vengono utilizzati. Più volte ho  chiesto  che
  venisse utilizzato il patrimonio idrico che è presente nel lago  di
  Lentini, basterebbe utilizzare i fondi della Protezione civile,  lì
  non  si  è  data  una sola goccia d'acqua ai produttori  e  oggi  i
  produttori  pagano prezzo perché portano in mercato prodotto  molto
  problematico, il più delle volte le prezzature sono piccole,  altri
  presentano  dei tagli, perché lo stress per mancanza  di  acqua  ha
  determinato ciò.
   Ora si aggiunge il problema dei produttori anche nell'ambito della
  zootecnia, gli allevatori che hanno il problema di avere il  fieno.
  Stamani hanno posto il problema della brucellosi, della tubercolosi
  che affligge le loro attività, i loro patrimoni zootecnici. Quindi,
  rispetto a questi temi, ecco, aspettiamo una risposta e, concludo.
   Non  riprenderò le questioni sanitarie, ne abbiamo  parlato  tante
  volte.  Ci sarà modo, spero che al più presto - come è stato  detto
  in  Commissione - l'Assessorato predisponga un disegno di legge sul
  tema   drammatico   della  mancanza  di  medici,  soprattutto   nel
  territorio.
   Aggiungo però una considerazione, in linea con quanto espresso dal
  dibattito. C'è un problema che afferisce alle devianze sociali,  in
  particolare  alla diffusione di nuove droghe. Ecco, su questo  tema
  credo che ci si debba spendere e spendere subito. La mafia continua
  a fare sporchi affari, ad uccidere generazioni pur di guadagnare. È
  un  filone  che  è stato per ultimo abbracciato con tecniche  anche
  sofisticate  dei  prezzi, l'abbassamento dei prezzi  e  quello  del
  crack.  Ecco,  su  questo si dia un segnale,  si  lavori  sì  sulla
  finanziaria  ma  non si abbandoni questo campo che è  quello  delle
  devianze  rispetto alle quali dobbiamo avere il  senso  del  dovere
  come  Parlamento  e  dare  una risposta  alle  nostre  comunità  in
  particolare a quelle giovanili.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Burtone.  È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole De Luca Antonino.

   DE LUCA Antonino. Grazie Presidente, Governo, colleghi, siciliani.
  Assessore  Falcone,  oggettivamente, da lei mi sarei  aspettato  di
  più,  sono  sincero, perché lei è un Assessore sempre attento  alla
  realtà  economica  della  Sicilia e  devo  dire  che  questa  nota,
  oggettivamente,  la reputo meramente ricognitiva, cioè  il  governo
  Schifani  si  limita  a  prendere atto  della  situazione  attuale,
  riporta,  riprende  qualcosa  di qualche  linea  guida  di  qualche
  settore,  l'unico settore, dovete essere sincero, poi a prescindere
  uno  può  concordare  o meno sulle strategie  che  annunciate,  che
  intendete  utilizzare,  è quello della pesca dove,  obiettivamente,
  definite strategie, obiettivi, percorsi. Tutto il resto vi limitate
  semplicemente a dire qua c'è un più, qua c'è un meno, qua  le  cose
  stanno  andando, ora facciamo 750 assunzioni perché  abbiamo  fatto
  l'accordo  con  lo  Stato però, oggettivamente, non  ci  dite  come
  intendete  risolvere tanti problemi. Sembra più un  riassuntino  di
  natura   scolastica   che  non  un  documento   di   programmazione
  finanziaria.
   Nel governo Musumeci ricordo spuntavate con dei libri dei sogni di
  cinquecento  pagine,  poi  gli cambiavate  l'anno,  era  sempre  lo
  stesso, però quanto meno sembrava che ci fosse un po' più di sforzo
  quindi da lei anche, conoscendola, mi sarei aspettato qualcosina di
  più. Soprattutto non ci andate ad identificare alcuna linea con cui
  intendete  poi contrastare le congiunture macroeconomiche  che  voi
  stessi  andate  a identificare. E le faccio un esempio:  quando  mi
  dite   che   adesso   grazie  all'aumento  della  compartecipazione
  regionale nella spesa sanitaria e, quindi, anche della parte  dello
  Stato,  avremo  un  aumento  prima di trecento,  trecentocinquanta,
  quattrocento, cinquecento milioni e così via cantando, poi omettete
  di  dire  che  tre  quarti di queste centinaia di milioni  di  euro
  saranno, sono già assorbite dall'inflazione e, quindi, dall'aumento
  dei  prezzi,  ragion  per  cui poi nella spesa  reale  da  un  lato
  scriviamo  'ci sono 300 milioni in più', nella realtà di  quei  300
  milioni, almeno 150-200 saranno assorbiti dall'aumento dei prezzi.
   Ma  una delle cose che mi ha fatto veramente un po' più porre  una
  riflessione  su  come avete affrontato questo documento  è,  da  un
  lato,  che riconoscete che con il superbonus l'Italia e la  Sicilia
  sono  cresciute;  ci dite che, in questo momento -  guardi,  prendo
  proprio  sui  dati  -, abbiamo una flessione di  finanziamenti  per
  l'acquisto  di  abitazioni,  abbiamo una  riduzione  delle  imprese
  attive,  2.541 imprese attive in meno, quindi, vi rendete conto  da
  soli  che  una  serie  di  settori  stanno  crollando  perché   poi
  l'edilizia  non serve solo all'edilizia. Quando diciamo  che  è  un
  motore  dell'economia è perché quando l'edilizia  lavora,  lavorano
  tutti  i comparti che poi ruotano intorno ad esso, perché l'operaio
  che   lavora  prende  uno  stipendio  e,  quindi,  poi  lo  spende,
  l'imprenditore assume, versa contributi, acquista materiali, va  in
  vacanza e, quindi, è poi un motore per tutti gli altri settori.
   Ecco ora quello che non riesco veramente a comprendere è dopo  che
  la finanziaria scorsa, quando il Movimento Cinque Stelle propose di
  inserire  un emendamento per salvare il 110 per cento e  i  crediti
  incagliati, tutti i partiti si sono gettati su questa misura pronti
  a  partecipare, chi li voleva fare acquistare alle partecipate, chi
  ci  voleva mettere i soldi del bilancio regionale, chi voleva  fare
  scendere  in  campo  l'IRFIS.  In un  modo  o  nell'altro  volevano
  dimostrare  ai  siciliani  che, se da  un  lato,  riconoscevano  la
  validità della misura, dall'altro volevano riversarci un impegno.
   Come Movimento Cinque Stelle abbiamo presentato due testi di legge
  che sono attualmente in discussione e, a quel punto, anche le altre
  forze  politiche  hanno presentato dei disegni  di  legge  tra  cui
  quelle della maggioranza, c'è la Democrazia Cristiana, c'è Fratelli
  d'Italia, ci siete tutti.
   Allora, non riesco veramente a comprendere come sia possibile  che
  poi  appena  fate  la  NaDEFR, riconoscete il problema,  durante  i
  lavori  d'Aula, durante l'anno riconoscete il problema,  dichiarate
  di  volere  intervenire e poi nella NaDEFR non ci dite cosa  volete
  fare.
   Vi volete impegnare su questo tema o no? Il governo Schifani vuole
  mettere  qualche decina di milioni di euro sui crediti  incagliati?
  Vuole  impegnare le sue partecipate? Vuole impegnare la banca della
  Regione  siciliana, l'IRFIS o no? Perché non si può,  da  un  lato,
  dire  che  c'è  un problema, in determinati contesti dire  vogliamo
  partecipare a risolverlo e poi non assumere l'impegno politico.
   Tra  l'altro,  sul 110 per cento, ho presentato,  insieme  al  mio
  Gruppo, per conto del mio Gruppo, delle osservazioni che sono state
  approvate  all'unanimità in IV Commissione e anche  in  Commissione
   Bilancio', ma non ritrovo il documento tra gli ordini  del  giorno
  che  il  Governo  intende accogliere, motivo per il  quale  lo  sto
  ripresentando cartaceo, assessore Falcone. Però, da lei, veramente,
  desidererei una risposta in tal senso.
   Infine e mi avvio alle conclusioni, relativamente agli accordi con
  lo  Stato.  Vede, assessore Falcone, credo che da questo  punto  di
  vista   se  il  Governo  vuole  ben  lavorare  deve  cercare  anche
  l'appoggio e la copertura politica del Parlamento, quindi un po' di
  confronto  in più, probabilmente, di condivisione in più, conoscere
  i  contenuti  degli  accordi prima che vengano sottoscritti  e  non
  necessariamente dopo dai giornali credo che favorirebbe quel  clima
  di collaborazione che il presidente Schifani tanto auspica.
   Poi,  quando andiamo a vedere i concorsi, vede assessore  Falcone,
  ora  c'è questa possibilità: lo Stato ci consente, finalmente, dopo
  anni,  di fare qualche centinaio di assunzioni che non risolveranno
  i   problemi   della  Sicilia,  dell'invecchiamento  della   classe
  dirigenziale  siciliana,  ma  sicuramente  daranno  un   contributo
  positivo,  però  daranno  un  contributo  positivo  se  voi  questi
  concorsi riuscirete a farli, a concluderli in un tempo ragionevole,
  perché per i concorsi per i Cpi avete avuto i fondi nel 2019  e  ci
  avete messo quattro anni a concluderli e ancora, probabilmente,  ci
  sono  delle  questioni da risolvere. Il concorso forestale,  meglio
  che  neppure  lo nomino perché di peggio non poteva succedere.  Ora
  c'è  l'ipotesi  di  poterne assumere altri  750  nei  ranghi  della
  Regione siciliana, mi auguro che non combiniate qualche altro click
  day, o che non combiniate qualche altro sfacelo come per i concorsi
  i  forestali, i concorsi di CPI, perché poi il risultato è che dopo
  anni e anni, soldi spesi e illusioni create, ancora non ci è andato
  nessuno  a  lavorare  e continuiamo a soffrire come  Regione  degli
  stessi atavici problemi di sempre.
   Quindi,  assessore Falcone, la prego, la invito, anche, a fornirmi
  un  chiarimento e se intendete accogliere questo ordine del giorno.
  Gliel'ho  anche  mandato  per le vie brevi,  affinché  lei  potesse
  leggerlo  con  la  dovuta calma, serenità e  attenzione,  per  come
  l'argomento  merita  e  mi  aspetto,  ovviamente,  anche   per   le
  interlocuzioni avute con lei, un parere favorevole da questo  punto
  di  vista, perché so che anche lei tiene realmente, da un punto  di
  vista personale, a questo argomento e che lei è disponibile, anche,
  a riversarci delle risorse.
   Mi  auguro che lo siate anche politicamente, perché poi so che non
  dipende  tutto  dalla sua persona che già si è  espressa  in  senso
  positivo.  Mi  auguro che il Governo, di cui lei fa parte,  di  cui
  oggi  è  unico  rappresentante - perché,  ahi  lei,  l'hanno  anche
  lasciata sola -, anche nei banchi della maggioranza c'è un  po'  di
  desolazione,   però  mi  auguro  che  ci  sia  un  suo   favorevole
  accoglimento. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole De Luca.  E'  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Lombardo Giuseppe.

   LOMBARDO Giuseppe. C'era prima l'onorevole Cateno De Luca.

   DE  LUCA  Cateno. Grazie Presidente, assessore Falcone,  onorevoli
  colleghi. Preliminarmente, Assessore, ho scritto a "Chi l'ha visto"
  perché  è  impensabile che questo Parlamento affronti la  NaDEFR  e
  anche  quello  che è il Documento di economia e finanze,  senza  il
  titolare  della  programmazione dei Fondi extra regionali.  E'  una
  vergogna
   Noi  abbiamo, più volte, manifestato la nostra solidarietà per  il
  suo  ruolo di Ragioniere generale di sottoscala, al quale  è  stato
  ridotto  dal  presidente Schifani. Lei è stato punito  per  il  suo
  iperattivismo. Lei è stato punito perché sta cercando di cancellare
  un  po'  di storture che abbiamo ereditato dai suoi stessi compagni
  di  merenda. E, su questo, lei ha avuto la nostra solidarietà e  il
  nostro  sostegno.   Lei  ha subito un atto, uno  scippo  del  quale
  alcuna forza politica si è interessata. E' giunto il momento,  ora,
  di  parlarne  perché le avevo già posto la questione  la  settimana
  scorsa.
   Ho  già  depositato, in Commissione  Bilancio',  la  richiesta  di
  audire  il titolare della programmazione dei Fondi extra regionali.
  Non sono disponibile a consentire la gestione di questi fondi a  un
  Governo  parallelo, che passa attraverso una pianificazione  e  una
  decisione di qualche direttore generale che sarebbe ascrivibile  ai
  "Cuffaro  boys"   Non  mi  sta bene fare  qui  il  pupo,  e  quindi
  affrontare un percorso che è monco
   Veda,  Assessore, il Parlamento non può ratificare  quattro  conti
  ragionieristici che lei, glielo ribadisco, è stato bravo a fare. Il
  Parlamento  non  può affrontare un percorso, senza un  ragionamento
  complessivo  delle  politiche di bilancio  che  non  le  competono,
  perché le politiche di bilancio fanno parte della Programmazione  e
  nell'ambito  della  Programmazione questo  Parlamento  deve  essere
  messo in condizione di capire l'interazione tra i fondi di bilancio
  e  i  fondi  extraregionali. Non solo, ma  questo  Parlamento  deve
  essere  messo in condizione di capire se questo Governo  finalmente
  si  è  reso  conto  di  quelli  che sono  i  reali  fabbisogni,  le
  necessità,  le  urgenze della nostra Terra.  Quindi,  già  c'è  una
  questione  preliminare, pregiudiziale mi permetto di  dire,  che  è
  fondamentale. E mi dispiace che lei sia stato lasciato qui solo  al
  fronte.  Poi  c'è  anche  un altro aspetto  che  è  preliminare  al
  ragionamento sulla NaDEFR: voi siete reo confessi, questo  Governo,
  signor Presidente, è reo confesso.
   Nel  Documento di economia e finanza del Governo Musumeci,  che  è
  stato  approvato  dalla  Giunta prima  che  si  arrivasse  al  voto
  anticipato, e lei era Assessore - se non ricordo male -, che lei  è
  Highlander io gliel'ho detto: sarà l'unico sopravvissuto  anche  al
  nostro  futuro Governo, perché abbiamo già concordato che  farà  il
  Ragioniere   generale  del  Governo  di  rivoluzione   che   stiamo
  predisponendo, però, lei sta espiando tante colpe. Una è quella  di
  aver  fatto  parte del Governo Musumeci. In quel  Governo,  lei  ha
  approvato  in Giunta quel percorso che riguardava la rivendicazione
  della  Regione siciliana sulle somme che lo Stato doveva  dare  dal
  2007  in poi, per quanto riguarda l'aumento della compartecipazione
  alla  spesa  sanitaria.  In quel documento  c'era  la  somma  di  9
  miliardi  di  euro  ed è un documento che lei ha approvato  con  il
  Governo Musumeci.
   Quando,  a novembre, è venuto qui il Presidente Schifani, uno  dei
  passaggi  che  ha fatto, quasi con un tono di un soggetto  che  era
  dotato non si sa di quali muscoli, "Ci penso mi ora, ci penso io ".
  Quella  è  stata la sua dichiarazione a far ottenere  alla  Sicilia
  quei 9 miliardi di euro, dopodiché a distanza di qualche settimana,
  esattamente  il  16 dicembre del 2022, per una manciata  di  pasta,
  senza  lenticchie, saranno stati 300 milioni di euro - non  ricordo
  quanto -, 200, anzi. Vergogna  Vi siete svenduti per 200 milioni di
  euro,  quella  che  era  una  rivendicazione  che  sia  il  Governo
  Musumeci,  di cui lei faceva parte, perché lei in quella Giunta  ha
  votato quel documento, dopodiché il Governo Schifani di cui lei  fa
  parte  avete portato avanti in quest'Aula la rivendicazione di quei
  9 miliardi di euro.
   Neanche Giuda, neanche Giuda per pochi denari ha tradito, rispetto
  a  questo Governo, le aspettative dei siciliani; 9 miliardi di euro
  in cambio di 200 milioni di euro
   Ma  non basta, perché se andiamo a guardare ancora lo scambio  tra
  il denaro sporco che abbiamo ricevuto dall'ultimo accordo che avete
  fatto,  altro  accordo  capestro,  e  che  ha  portato  a  un'altra
  situazione  della  quale ancora nessuno di noi ne  ha  compreso  la
  dimensione,  è  ovvio  che  c'è un altro  aspetto  delicato  che  è
  contenuto  nello stesso accordo che avete sottoscritto,  perché  lo
  Stato  -  assessore  Falcone, mi guardi, che mi  ispira  quando  mi
  guarda  -  ora  riconosce  per  il  futuro  dei  trasferimenti  per
  l'aumento della compartecipazione alla spesa sanitaria dal  42  per
  cento al 47, al 48 della Regione siciliana?
   Qual è il principio giuridico? Questo lo vorrei capire, perché  in
  quell'accordo  se lo Stato vi ha riconosciuto e ci ha riconosciuto
  e  di  questo, attenzione, siamo fieri, siamo contenti, ma vogliamo
  capire  il  prezzo qual è stato  Glielo dico io qual è  il  prezzo,
  perché qualche usciere lo conosco pure io a Roma, andiamo qui anche
  al  dunque,  è  la  stessa operazione che si  è  fatta  per  quanto
  riguarda  l'accordo Stato-Regione del 16 dicembre 2022: vi  do  una
  mangiata di pasta senza lenticchie: 200 miseri milioni di euro  per
  cominciare a chiudere i buchi creati dal Governo di cui lei  faceva
  parte,  ma  dovete rinunciare intanto a quelle che sono le  risorse
  che toccavano alla Regione siciliana.
   Prima  era  un dubbio, ora è una conferma, perché ora si  è  fatto
  l'altro  accordo dove per il futuro si riconosce il principio  alla
  Regione  siciliana  o  mi volete dire che  è  grazie  alla  potenza
  politica  del Presidente Schifani? No, guardi, questo non l'accetto
  e  ovviamente non compete a lei rispondermi, questa è una  risposta
  che ci deve dare il Presidente Schifani.
   Anche  qui  ci ritroviamo con 300 milioni di euro che  ci  vengono
  dati  ora che, ovviamente, anche da questo punto di vista  c'è  una
  piccola clausola di stile alla fine di questo accordo; ancora siamo
  al  caro  amico, perché ancora questo accordo deve essere approvato
  dalla  legge  di  stabilità dello Stato, quindi è ovvio  che  anche
  tecnicamente  ci  saranno gli opportuni accantonamenti  che  dovete
  fare.
   E  qui  c'è la conferma che avete svenduto la Sicilia, perché  non
  c'è   ragione   nell'accordo  complessivo  che  avete   fatto   sul
  riconoscimento  di  questa  compartecipazione  con  una   crescente
  progressione  per  il  futuro. Qual è  lo  scambio?  Assessore,  mi
  guardi,  io  non  l'ho  trovata la delibera  di  Giunta  di  Matteo
  Salvini; io ho cercato su Amministrazione trasparente, si chiama, è
  troppo trasparente, qua è solo per i sindaci questo problema.
   Io  ho  cercato  la  delibera di Giunta dove  avete  destinato  un
  miliardo  di  euro,  un miliardo e duecento milioni  di  euro,  non
  abbiamo  capito, perché in base alle interviste le cifre  cambiano,
  per  il  Ponte  sullo  Stretto di Messina.  Già  nella  discussione
  durante  la  variazione  lei mi ha detto che  esiste  la  delibera.
  Esiste  o  non  esiste? E' una domanda che io  le  sto  formulando,
  perché  lei mi ha detto di sì, siamo andati a cercarla, ma  io  non
  l'ho trovata.
   Nel  Nadefr,  colleghi guardate che è seria la  cosa,  perché  nel
  Nadefr  di questa operazione non si fa cenno, cioè, scusate, stiamo
  parlando  di  un  miliardo e duecento milioni di euro,  ma  non  si
  faccia cenno
   E  allora mi interrogo per l'ennesima volta: è una delle  tante  -
  stavo dicendo  puttanate  ma non si può dire - fesserie che vengono
  sparate  in  base alla servitù di turno che dovete  garantire  o  è
  realtà?  Cioè,  questo Parlamento ha il diritto  di  sapere  se  lo
  scambio  che  è  stato fatto per l'ennesima volta sulla  pelle  dei
  siciliani  ha portato ad un ulteriore accordo a ribasso,  dove  non
  facciamo altro che dare dei soldi pronti, cash, attenzione, dopo di
  che te li sto restituendo a rate ma su un diritto che era il nostro
  e sul quale abbiamo dovuto comunque firmare una rinuncia.
   E  io  sto  qui  ancora a discutere della sagra di Natale  per  la
  quale, per carità, tutto va bene ma il Governo parallelo che decide
  queste  cose dov'è? Chi comanda in questa Regione? Chi  è  che  sta
  stabilendo queste grandi operazioni?
   Ecco cosa non funziona, assessore
   E  allora, è ovvio che noi non possiamo continuare ad assistere  a
  questo  scempio  e  ci  siamo ritrovati con un intervento  volgare,
  anche  scorretto del Capogruppo di  Fratelli d'Italia  dove  ci  ha
  definito  farisei , e che ci fosse stata una parola del Governo che
  richiamasse  al  rispetto  del nostro ruolo.  Tutti  sanno  che  se
  avessimo  esercitato  le prerogative parlamentari  sarebbe  bastato
  questo, ancora Roma a discutere, è la variazione di bilancio  e  io
  non  accetto  che  un collega Assenza di turno per offendermi  dica
   fariseo , non l'accetto, signor Assessore, e di questo pretendiamo
  e  io  pretendo le scuse  Non si fa un gesto del genere  e  non  si
  programma alla fine della votazione come ultimo intervento un gesto
  del genere, è scorretto, non è etico  Le assicuro, infatti, che  se
  avesse  avuto  gli  attributi,  il collega  Assenza,  nel  fare  un
  intervento  del  genere, prima che iniziasse la votazione   guardi,
  tutti gli accordi che abbiamo fatto andiamo a ramengo perché la mia
  dignità non ha prezzo  Questo glielo dico con molta onestà
   E  allora  se questo Parlamento deve essere stracciato  nella  sua
  dignità dall'ultimo personaggio che  sconsapevole  del nostro senso
  di  responsabilità e che sapete bene che era collegato,  ai  tempi,
  noi  abbiamo fatto un accordo sui tempi, Assessore, lei è stato  il
  garante  e  non  può  consentire  ad  un  parlamentare  della   sua
  maggioranza, Capogruppo, di offendere così i colleghi. Questo è  un
  altro tema.
   E  allora vuol dire che non si sia tra persone perbene non c'entra
  più  la  politica. Siamo in un'altra categoria. Quindi,  assessore,
  non ci possono essere accordi se questo è il modo di operare.
   E  quindi suo tramite mi è lecito chiedere che il collega  Assenza
  formuli  le  sue scuse, per quanto mi riguarda, poi i colleghi  del
  Movimento 5 Stelle e del PD possono decidere di associarsi o  meno,
  ma  io,  come  Gruppo  Sud chiama Nord , guardi, o  Assenza  chiede
  scusa  o  sarà il Vietnam qui dentro  Glielo dico con molta onestà,
  perché è esattamente quel Vietnam che noi potevamo generare  e  non
  l'abbiamo fatto.
   Quando  si  spaccia  il buon senso in un arco temporale  anche  di
  dialettica  con un atteggiamento definito da farisei,  da  farisei,
  no, assessore, siamo lontani anche dalla normale deontologia
   Chiarito questo mi volete spiegare, e lei assessore ovviamente non
  me  lo  può spiegare, perché io ricordo la discussione che  abbiamo
  fatto  per  la  precedente legge di stabilità, dove  lei  aveva  la
  delega alla Programmazione e ai fondi extraregionali. Lei non ci ha
  mai  detto perché è stato punito, quale delitto di lesa maestà  lei
  ha  compiuto  nei  confronti  del  permaloso  Presidente  Schifani.
  Perché  lei  non  lo  riferisce  a quest'Aula?   E'  una  questione
  personale  oppure c'è stato il Governo parallelo che ha imposto  la
  revoca  alla delega che le era stata conferita perché con  Schifani
  si  gestiscono meglio quelle che sono le vere risorse di cui ancora
  questa Terra dispone?
   Questo  è  anche importante, signor assessore, perché ne va  della
  sua autorevolezza.
     Devo  ringraziare il Presidente della Commissione  Bilancio,  il
  quale,  con  molta  onestà e rispetto, mi ha contattato  prima  che
  venisse definito il verbale della Commissione Bilancio, per  sapere
  se  poteva  inserire nel documento finale, nella relazione  che  ha
  fatto  la Commissione Bilancio, alcuni punti di cui noi siamo stati
  promotori.  Veda, sono i punti, assessore Falcone, che noi  avevamo
  discusso già un anno fa. I punti sui quali avevamo detto sono punti
  di  buon  senso che qualunque Governo dovrebbe fare propri.  Ma  la
  volta  scorsa c'è stato l'apprezzamento, qualche punto  lo  abbiamo
  tradotto poi in azione come il ragionamento sulle autonomie locali,
  e  quindi  evitare  che  i  Comuni andassero  in  anticipazione  di
  tesoreria, considerato che comunque la ripartizione dei  fondi  già
  era  definita per legge, non aveva senso che la Regione tenesse  in
  cassa i soldi e quindi posticipare i trasferimenti ai Comuni è  una
  nostra  battaglia di cui io devo però ringraziarla perché  con  lei
  abbiamo  trovato  l'interlocutore giusto, perché  lei  comunque  fa
  parte  di quella categoria dei Sindaci e Sindaci si rimane a  vita.
  Quindi,  lei  sa  bene  cosa significa andare in  anticipazione  di
  tesoreria  per mesi e mesi, ma il paradosso qual era?  Che  qui  la
  liquidità c'era e produceva zero e i comuni invece pagavano milioni
  di  euro  di anticipazione di tesoreria, quindi un danno al sistema
  solo per una miopia politica.
   Quando  abbiamo affrontato anche in Commissione Bilancio la quarta
  trimestralità  e io ho detto quello che già sapevo  e  che  ho  più
  volte denunciato, che c'era un buco di bilancio mascherato soltanto
  col sistema della quarta trimestralità slittata all'anno successivo
  e che effettivamente era coperta dal bilancio dell'anno dopo, mi ha
  chiesto  la  pazienza  di aspettare perché ancora  non  c'erano  le
  condizioni  anche per risolvere questo problema e come vede  io  ho
  compreso e abbiamo risolto una parte e ora abbiamo risolto  l'altra
  per  arrivare ciclicamente ormai a dare i soldi ai Comuni nell'anno
  contabile  in  corso.  Non  si comprende, infatti,  perché  bisogna
  aspettare  ovviamente quattro, cinque mesi. Quindi, mi  auguro  che
  qui l'assessore all'Ordine locale una volta per tutte definisca  in
  anticipo  il  trasferimento  delle  risorse  che  già  sono   state
  stabilite   per  legge.  Non  ha  neanche  senso   che   la   terza
  trimestralità te la do alla fine del terzo mese, te  la  devo  dare
  all'inizio, perché ormai i soldi sono i tuoi, sono ripartiti. Basta
  con  questa storia. Quindi, quello faceva parte di un ragionamento
  poi  abbiamo  posto  un ragionamento sul quale  ancora  si  stenta.
  Avevamo detto ma perché i sindaci sono costretti a fare un bilancio
  triennale anche nella corretta previsione delle somme e la  Regione
  siciliana  si  può permettere invece di falsare il  bilancio  nelle
  proiezioni della pluriennalità?
   Sto  prendendo il tempo di tutto il mio Gruppo, vediamo quant'è  e
  vado avanti, mi dica quello che mi rimane, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  Allora, già è andato oltre, onorevole De Luca, perché
  i  suoi  colleghi hanno ceduto i dieci minuti, ma non  è  possibile
  cederli,  perché  lei ha parlato per 21 minuti e  noi  siamo  stati
  lieti di ascoltarla, ma adesso la prego di concludere.

   DE  LUCA Cateno. Signor Presidente, io la ringrazio, mi dia allora
  nove  minuti,  chiudo a 30 minuti perché noi finora  avevamo  fatto
  comunque questa procedura.

   PRESIDENTE. Non sono io a decidere.

   DE LUCA Cateno. Se l'Aula è disponibile ovviamente.
   Rispetto  anche  a  questo quindi abbiamo risolto  una  questione.
  Sulla  triennalità ancora non ci siamo, assessore, perché già dalla
  bozza  che  abbiamo  visto  ci sono tanti capitoli  sottostimati  e
  soprattutto,   e   questo  lo  vedremo  in   Commissione   Bilancio
  definitivamente,  la questione sulla quale noi  insistiamo  oggi  è
  l'elemento che riguarda l'interazione tra il bilancio, le politiche
  di bilancio, la programmazione ai fondi extraregionali.
   E  qui  andiamo all'altro elemento. Non abbiamo capito  ancora  se
  questa  delibera di Giunta che dà a Salvini un miliardo e  duecento
  mila  euro  esiste  o  no. Lei aveva detto sì,  noi  non  l'abbiamo
  trovata   Quindi se lei nella sua replica mi dice il  numero  e  la
  data,  anzi se me la manda pure su WhatsApp, visto che collaboriamo
  spesso in modo anche pragmatico, ma questo lo deve spiegare anche a
  qualche  parlamentare della sua maggioranza che  non  sapendo  cosa
  poter  dire  della  sua attività nel Parlamento si  attribuisce  il
  lavoro degli altri...

            (interruzione fuori microfono non percepibile)

   DE  LUCA  Cateno  e parlo, e vabbè, ma Pino Galluzzo non fa  parte
  del  mio  Gruppo, guardate,  che Pino Galluzzo abbia fatto fare  un
  articolo  dove  si  è  attribuito il lavoro che  io  ho  fatto  con
  l'Assessore  -  chiaro?  - che riguardava il  trasferimento  di  un
  contributo al CAS, quindi non c'era la questione di De Luca, per il
  pedaggio  riguardante il contributo per il pedaggio per la bretella
  tra  Milazzo e Barcellona ce ne vuole obiettivamente, noi l'avevamo
  ritenuto  un  lavoro  per  tutti  e  nessuno  di  noi  aveva  fatto
  comunicati  stampa.  Dobbiamo stare anche  attenti  d'ora  in  poi,
  colleghi,  dobbiamo prepararci già il comunicato stampa  perché  il
  rischio  è  che come gli avvoltoi, ma questo in genere capita  solo
  nei confronti dei colleghi che qui vegetano e quindi ovviamente  si
  concentrano su queste cose
   Ma  lasciando  stare questi aspetti, scusi, signor Presidente,  se
  l'ho  appesantita  con  questa questione da cronaca  rosa  più  che
  altro, andando al ragionamento che volevo fare è ovvio che anche da
  questo punto di vista per quanto riguarda questi fondi noi vorremmo
  capire  se  c'è oggi una visione strategica di quelle che  sono  le
  situazioni  che  questo  Governo ritiene  deficitaria.  Attenzione,
  perché può essere che a questo Governo non gliene freghi nulla  che
  si  continuano  a  chiudere gli ospedali di frontiera,  non  gliene
  freghi niente che le liste d'attesa aumentano.
   Mi  guardi, assessore  Ancora mio padre aspetta il logopedista. La
  raccomandazione che mi ha fatto l'altro giorno Schifani ha  risolto
  il  problema  del fisioterapista. Dica a Schifani che  stavolta  la
  raccomandazione è andata in porto al cinquanta per cento. Mio padre
  è a malapena nove mesi che aspetta, nove mesi,  e siccome io non ho
  il vezzo di alzare la cornetta e chiamare il direttore dell'ASP per
  la  quale a Messina c'è l'inchiesta "pizzini" si chiama, dove tanti
  colleghi  parlamentari gli facevano avere anche i  pizzini   per  i
  trasferimenti,  per  tante cose, perché ormai si  mandavano  con  i
  segretari, tanto sono atti ufficiali di cui bisogna parlare, perché
  bisogna  capire  questo  Governo  cosa  vuol  fare  realmente   per
  l'abbattimento  delle liste d'attesa, tanto  è  impegnato  per  ora
  sulla  sanità  a  spartirsi  le ultime spoglie  perché  ancora  non
  vengono  partoriti  i vari dirigenti e quant'altro  perché  c'è  un
  problema  di  spartizione, c'è un problema di  bilancino  anche  su
  questo e comprendo che questi sono argomenti scomodi.
   Chiudo,  ho  gli  ultimi  quattro minuti  per  andare  agli  altri
  ragionamenti, veda

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca, se li è concessi lei, autoconcessi

   DE  LUCA  Cateno. Con la sua benedizione, sto finendo, sto andando
  alla conclusione

   PRESIDENTE. La benedico, la benedico, perché altrimenti

   DE  LUCA Cateno. Grazie. Rispetto al ragionamento conclusivo:  noi
  sindaci  - e ce ne sono tanti colleghi - siamo abituati e  partiamo
  sempre  da  una  ricognizione dei fabbisogni che  hanno  le  nostre
  comunità, ovviamente siccome noi non stampiamo moneta ma viviamo di
  tributi  nostri e di trasferimenti, fatta la radiografia  che  ogni
  buon sindaco sa fare, cerca di centellinare le risorse.
   Le  chiedo,  assessore Falcone, dov'è questa radiografia?  Perché,
  veda,  questa rientra nella visione strategica dei fabbisogni della
  Sicilia.
   E  vado  al  dunque, faccio un esempio, no? Senta, dov'è prevista,
  tanto  per  dire  un  caso, che a Palma di Montechiaro,  faccio  un
  esempio,  dove l'acqua arriva a rate, la soluzione che  dà  dignità
  agli   abitanti   di   Palma  di  Montechiaro  nell'avere   l'acqua
  normalmente? Ma le ho citato questo per citarle anche gli invasi  e
  le  dighe  che  sono  inutilizzate per intervento  di  manutenzione
  straordinaria  o,  peggio  ancora,  perché  non  c'è  il   corretto
  collegamento con i terreni che dovrebbero essere serviti.
   Dove sta il fabbisogno, anche qui la radiografia, per sistemare  e
  collegare la nostra Svizzera sicula, com'è definita la provincia di
  Ragusa, con il sistema intermodale?
   Per  poter  dare un miliardo e 200 milioni di euro  per  il  Ponte
  sullo Stretto di Messina, bisogna prima dimostrare che i fabbisogni
  della  Sicilia qualcuno già li conosce, li ha messi in  luce  e  ha
  trovato   le   risorse   per  soddisfare  i  fabbisogni    Con   un
  cronoprogramma ben preciso
   Dopo,  se  dimostrate  a questo Parlamento  che  le  risorse  sono
  bastevoli, dopo avere fatto una corretta radiografia, e allora  che
  ci sia la scelta scellerata di togliere a queste risorse 1 miliardo
  e  200 milioni di euro, allora fate voi  Ma voi lo avete fatto,  al
  buio.  Voi  l'avete fatto per uno sporco scambio che  è  lo  stesso
  scambio che vi ha portato alla rinuncia dei 9 miliardi di euro  per
  i  200  milioni  dell'Accordo del 2022 e ora ci ritroviamo  con  la
  stessa identica situazione.
   Se  questa  è  la  premessa, e chiudo, credo che  sarà  difficile,
  signor Presidente, affrontare questa volta il percorso della  legge
  di  stabilità; questa doveva essere a tutti gli effetti la legge di
  stabilità  del  Governo  Schifani, ma  non  può  esserci  legge  di
  stabilità se prima non si comprende il quadro strategico nel  quale
  la  si  inserisce  e, di conseguenza, non ci può  essere  legge  di
  stabilità  se  questo  Governo non dimostri  in  termini  chiari  e
  oggettivi che almeno è cosciente dei fabbisogni di questa  Regione,
  delle  risorse  che  servono, dell'individuazione  delle  fonti  di
  finanziamento e, quindi, di quella che è la visione strategica  dal
  2021  al  2027  in relazione ai fondi extraregionali  che  possono,
  quanto meno, alleviare la situazione di disastro, di dissesto nella
  quale  si trova la Sicilia e alla quale i suoi compagni di  merenda
  politica l'hanno ridotta in questi trent'anni

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca, per aver mantenuto i  tempi
  europei. La ringrazio, bravissimo

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  per  la  seduta
  odierna gli onorevoli Gallo, D'Agostino e Vitrano.

   L'Assemblea ne prende atto.

  Seguito della discussione della Nota di aggiornamento al Documento
                              di Economia
         e Finanza Regionale (NaDEFR) per gli anni 2024 - 2026

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare l'onorevole  Venezia.  Ne  ha
  facoltà.

   VENEZIA. Grazie Presidente, onorevoli colleghi, assessore Falcone,
  abbiamo  letto con attenzione la Nota di aggiornamento al Documento
  di  Economia  e Finanza che stiamo discutendo nel corso  di  questo
  dibattito,  e  già  gli  interventi  del  Capogruppo  del   Partito
  Democratico  e  degli altri colleghi hanno messo in  luce  ciò  che
  emerge  in  maniera nitida e chiara rispetto ad  un  dibattito  che
  reputiamo assolutamente importante e significativo.
   Declinando  questi  documenti che stiamo approvando  oggi,  e  che
  approveremo nelle prossime settimane, con il linguaggio  sanitario,
  potremmo dire che il Documento di Economia e Finanza è una sorta di
  diagnosi, di fotografia dello stato di salute della nostra  Regione
  e dall'altra parte la legge di stabilità dovrebbe essere la cura.
   Ecco il primo dato che vorrei mettere in evidenza con il mio breve
  intervento, è proprio questo, che sappiamo lo stato di salute della
  Sicilia, che è ben fotografata dai dati che sono presenti in questo
  documento,  ma  ciò  che  emerge  dalla  lettura  della  legge   di
  stabilità, ovviamente, non è coerente con le esigenze, le priorità,
  i fabbisogni della Sicilia e dei siciliani.
   E molto è stato detto già nel corso di questo dibattito, io vorrei
  aggiungere   qualche  altro  elemento,  a  mio   sommesso   avviso,
  importante.  Anzitutto, è da rilevare la battuta  d'arresto  che  è
  stata  evidenziata  nel  primo semestre del  2023  dai  dati  macro
  economici  che  sono presenti nella relazione. E io  credo  che  ci
  aspetta   un   tempo  di  difficoltà,  perché  la  stagione   degli
  investimenti,   della  dimensione  dell'economia  assistita   della
  Regione siciliana, come dire, volge ad una fase molto delicata.
   Il  collega Di Paola ha messo bene in evidenza due questioni.  Noi
  siamo  andati avanti, e i dati sono migliorati nell'ultimo  periodo
  grazie  a  due  provvedimenti, da un lato  il  superbonus,  che  ha
  rimesso in piedi il settore edilizio che da un decennio viveva  una
  stagione di difficoltà, sia in termini di investimenti che sotto il
  profilo   occupazionale,  e  dall'altra   parte   il   reddito   di
  cittadinanza  era  riuscito a mitigare gli effetti  della  povertà,
  delle  diseguaglianze sociali che si vivevano,  tanto  nei  piccoli
  comuni, quanto nelle periferie delle grandi città.
   E  il Governo Meloni da Roma ha deciso di porre fine a questi  due
  strumenti  che  in Sicilia avevano sortito un effetto assolutamente
  positivo. E, dall'altro lato, cosa si sta facendo, per esempio, per
  contrastare  i  fenomeni della povertà, del disagio sociale,  nella
  manovra finanziaria? Cosa si sta facendo per incrementare e avviare
  una  stagione  di  investimenti, per tenere  in  piedi  il  settore
  produttivo e in particolare il comparto edile?
   Io vorrei volgere l'attenzione sul vero tema, perché qua rischiamo
  parlando  di  strumenti finanziari, e in particolare  di  legge  di
  stabilità,  di non occuparci della grande questione alla  quale  ha
  già fatto riferimento l'onorevole Cateno De Luca, che è la gestione
  dei  fondi  extra regionali, a partire dalla programmazione  21-26.
  Siamo  al  2024  e  ancora non abbiamo nessun effetto  concreto  di
  attività  di  programmazione per quanto riguarda i  fondi  europei.
  Stessa  cosa  potremmo  dire  per i fondi,  le  risorse  del  Fondo
  sviluppo  e  coesione, 6 miliardi e 600 milioni di cui non  abbiamo
  notizia.  Si era annunciato il cofinanziamento del ponte, che  sono
  risorse che dovrebbero essere gestite sulla base delle esigenze dei
  siciliani, e invece abbiamo assistito ad un provvedimento da  parte
  del  Ministro Fitto che centralizza la gestione delle  risorse  del
  Fondo sviluppo e coesione.
   E  noi  abbiamo già capito l'inganno che c'è sotto questa politica
  coloniale,  che  è quella di stabilire da Roma come  devono  essere
  spese queste risorse, che serviranno in parte a finanziare il ponte
  sullo  Stretto,  ammesso  che non costituisca  l'ennesima  promessa
  elettorale  in  vista dell'elezione europee, e per  finanziare  gli
  interventi già precedentemente finanziati nell'ambito del PNRR.  In
  sostanza,  queste risorse serviranno a sostituire  i  famosi  carri
  armati di Mussolini.
   Per  non  parlare poi delle politiche di sviluppo e in particolare
  della  scelta  scellerata della Zes unica  del  Meridione,  con  le
  stesse risorse che erano state assegnate per le Zes precedenti  che
  riguardavano  le aree portuali, riguardavano i grandi  insediamenti
  industriali  siciliani. Ecco, abbiamo una fotografia,  abbiamo  una
  diagnosi,  ma  non  abbiamo la cura, e lo abbiamo  visto  anche  in
  occasione  dell'assestamento  di  bilancio.  600  milioni  di  euro
  stanziati  senza  una  visione,  senza  una  strategia,  senza  una
  ricaduta  nel  tessuto  economico e produttivo  e  nella  vita  dei
  siciliani di ogni giorno, e lo vedremo nelle prossime settimane con
  la finanziaria.
   Da  questo  punto  di vista, noi annunciamo che daremo  battaglia,
  anche  rispetto  a quello che diceva poco fa l'onorevole  De  Luca,
  perché  qui  i  farisei, se ci sono, stanno da altre  parti,  ma  è
  presente una nota figura biblica, parlo di Nicodemo, che di  giorno
  complottava con i farisei, e di notte andava a trovare Gesù Cristo.
  Qui è al contrario, di giorno si grida vendetta e di notte se ne va
  a  Roma a prendere ordini per governare questa Sicilia, non da  chi
  deve  prendere  decisioni,  ma  da  Governi  o  da  pseudo  Governi
  paralleli. E dunque mi accingo alla conclusione, Presidente.

   PRESIDENTE.  Sta intervenendo l'onorevole Venezia. Se  gentilmente
  vi  scostate  che  l'assessore Falcone così  ascolta  attentamente.
  Grazie.

   VENEZIA. Mi accingo alla conclusione. Se il Governo intende andare
  avanti  con questo metodo, e vuole per avere un successo temporale,
  approvare la finanziaria entro dicembre, nella povertà di idee, con
  la  mancanza di una visione, con la mancanza di una strategia,  noi
  non   staremo   a  questo  gioco.  Daremo  battaglia   nelle   Aule
  parlamentari   e  nelle  Commissioni,  e  soprattutto  presenteremo
  proposte  alternative  con le risorse che ci sono,  perché  saranno
  poche   nei  prossimi  anni  quelle  regionali,  e  quindi  questo,
  assessore  Falcone, suggerisce un atteggiamento  prudenziale  nella
  gestione delle risorse pubbliche della Regione.
   Ma la vera partita la giocheremo con le risorse extraregionali dal
  Fondo  sviluppo e coesione ai fondi Poc, alla Programmazione 21/27,
  e  da  questo  punto di vista - e concludo - anche io  condanno  la
  scelta  del  Presidente  Schifani  di  toglierle  la  delega   alla
  Programmazione,  perché quello che appare e  quello  che  si  vede,
  leggendo  le  delibere di Giunta, andando nei Dipartimenti,  è  che
  questa Regione non riesce a programmare le risorse.
   C'è  il buio totale, non si capisce con quale visione e con  quale
  strategia  dovrebbero  essere spese, ed io  condivido  la  proposta
  dell'onorevole De Luca di chiamare in Commissione Bilancio e, se  è
  il  caso  anche in quest'Aula, il Presidente Schifani a relazionare
  su  come  questo  Governo intende spendere queste  risorse,  e  non
  sprecarle,  e non cedere alle logiche della politica coloniale  del
  Governo Meloni che vuole attuare in Sicilia. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Venezia.  È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Spada. Ne ha facoltà.

   SPADA.   Grazie   Presidente.  Assessore   Falcone,   io   ritengo
  ingiustificabili  le  dichiarazioni  che  ha  fatto  il  Presidente
  Schifani in merito ad una problematica connessa alle dipendenze. Il
  Presidente  della Regione non può dichiarare di non  conoscere  che
  quest'Aula,  che  questi  parlamentari,  che  in  Assemblea  e   in
  Commissione ci sia in corso, e ci sia in atto, una discussione  che
  riguarda   la  trattazione  di  un  disegno  di  legge  contro   le
  dipendenze.
   E lo trovo inaccettabile, perché il Presidente della Regione, così
  come  ha  detto il collega Lavadera, dovrebbe essere in prima  fila
  per  contrastare l'uso delle sostanze stupefacenti come  il  crack,
  per  contrastare  le dipendenze all'interno di  questa  Regione  e,
  siccome  non lo sta facendo, non perché non conosce il  disegno  di
  legge che è depositato in Commissione, perché la Commissione Salute
  ha  da  tempo  affidato all'Assessore di competenza la  trattazione
  dell'argomento  per arrivare, e si sperava che si  arrivasse  entro
  l'anno, all'approvazione di quella legge.
   Purtroppo, questo non è avvenuto, perché questa Regione,  fino  ad
  oggi,  non  si  è mai occupata di tossicodipendenze, perché  questa
  Regione,   l'Assessorato,  non  ha  mai  destinato  un   euro   per
  contrastare il fenomeno delle dipendenze, e speravo che  in  questo
  documento,  in  questa Nota di aggiornamento, ci  fosse  una  parte
  dedicata a questo tema.
   Purtroppo non è stato così e, insieme ai colleghi, tutti,  sia  di
  maggioranza  che di opposizione, abbiamo presentato rispettivamente
  un disegno di legge che guardasse verso una risoluzione politica di
  contrasto  a questa devianza sociale che è in atto oggi nel  nostro
  Territorio.  E,  forse,  il Presidente della  Regione  non  conosce
  questo disegno di legge perché, concretamente, non vive questo tipo
  di  problematica,  perché  non gira  per  le  strade  della  nostra
  Regione,  perché non vede con i suoi occhi i tanti giovani  che  si
  stanno  perdendo dietro la tossicodipendenza, dietro il consumo  di
  crack,  salvo  poi  fare  e  istituire delle  conferenze  stampa  e
  comunicare al popolo siciliano che verrà istituito uno sportello  a
  Palermo per contrastare le tossicodipendenze.
   Si   occupi   in  maniera  seria  di  questo  tema.  Il   tema   è
  generazionale, non riguarda solamente diciamo la nostra generazione
  ma, soprattutto, riguarderà le future generazioni, perché si inizia
  a  consumare  il crack a 13 anni  Noi tra dieci anni non  troveremo
  più degli adolescenti in grado di essere recuperati, ci ritroveremo
  delle  persone  che, ormai, saranno senza speranza, perché  saranno
  stati consumati dal consumo della droga.
   Per  ritornare  all'interno di questa Nota  di  aggiornamento,  in
  Commissione  questa  mattina avevo proposto  l'inserimento  di  due
  punti   che,   secondo  me,  risultano  essere  cruciali   per   la
  sopravvivenza dell'agricoltura della nostra Regione e per  evitare,
  dall'altra  parte, che possano essere sottoposti ad  un  embargo  i
  prodotti siciliani e vi spiego subito quali sono.
   Il  primo punto che avevo chiesto di inserire, con il benestare di
  tutta  la Quarta Commissione, riguardava il contrasto ad una specie
  invasiva che si è insediata in provincia di Siracusa, e parlo della
  formica   cosiddetta   di  fuoco   che,  detta  così,  in   un'Aula
  parlamentare  può sortire magari qualche risata di qualche  collega
  di  maggioranza,  ma che in tutto il mondo sta creando  dei  disagi
  enormi all'agricoltura.
   Considerate solo questi dati: negli Stati Uniti vengono  impiegati
  6  miliardi  di  euro,  non  milioni,  sei  miliardi  di  euro  per
  contrastare  l'espansione  di questa specie  e,  purtroppo,  questa
  specie  si è introdotta all'interno della nostra Regione e,  giusto
  giusto,  guarda  caso  in  quale  provincia?  Nella  provincia   di
  Siracusa.  Quindi, in provincia di Siracusa ci sono dei ceppi,  dei
  nidi,  di queste formiche che, se non vengono contrastati e che  se
  non   vengono  bloccati  subito,  rischiano  di  mettere  in  seria
  difficoltà  la nostra agricoltura, soprattutto perché  -  e  le  do
  anche   questo   ulteriore  aggiornamento,  assessore   Falcone   -
  soprattutto   perché  la  Commissione  europea  sta  valutando   di
  sottoporre  i  prodotti siciliani all'embargo,  per  la  paura  che
  questa formica possa arrivare in altri Stati europei.
   È   stata   istituita   una   Commissione   presso   l'Assessorato
  all'ambiente  e  al  territorio,  e  di  questa  vicenda  è   stato
  interessato  anche  l'assessorato  all'agricoltura,  però   ritengo
  fondamentale che questo punto venga inserito all'interno di  questa
  nota,   motivo  per  cui  sto  presentando  un  ordine  del  giorno
  integrativo, per consentire anche l'inserimento di questo  punto  e
  di  un  altro  che è, fortunatamente, invece è stato  inserito  che
  riguarda  il  contrasto  agli  incendi  all'interno  della   nostra
  Regione.
   Noi  abbiamo  parlato  tantissimo di incendi ma,  soprattutto,  di
  prevenzione degli incendi all'interno della nostra Regione.  È  per
  questo   che  ho  chiesto  ed  ho  ottenuto,  grazie  alla   Quarta
  Commissione  e  alla Commissione Bilancio, che ha  accolto  la  mia
  proposta,  di  inserire  un  fondo da  destinare  da  destinare  ai
  volontari  dei Vigili del fuoco. I volontari dei Vigili del  fuoco,
  ad  oggi,  operano su chiamata e, purtroppo, il compenso  che  loro
  ricevono  per  il servizio che prestano nei confronti della  nostra
  Regione,   di   contrasto   agli  incendi,   non   risulta   essere
  incentivante.  Su  più  di  mille  persone,  che  oggi   hanno   la
  possibilità,  e  risultano  essere volontari,  poche  centinaia  si
  adoperano  perché, tra lavoro e la disincentivazione che  oggi  c'è
  rispetto al compenso che ricevono per ogni intervento, non riescono
  a  portare  a termine il loro ruolo, diciamo, al pieno  delle  loro
  potenzialità.
   Concludo  dicendo  che  è stato proposto,  è  stato  dibattuto  in
  Commissione  UE,  l'opera di completamento del  nuovo  ospedale  di
  Siracusa.  È un'opera importante, che la nostra provincia  non  può
  rischiare di perdere perché mancano, ad oggi, 148 milioni di euro a
  seguito dell'extra costo dovuto all'aumento del costo delle materie
  prime,  delle  guerre,  e così via. Quindi, all'interno  di  questo
  ordine del giorno Assessore, sto inserendo anche la possibilità  di
  impegnare  il  Governo  di  far  diventare  quest'opera,   un'opera
  strategica per il Governo regionale, che possa consentire a  questa
  Regione  di  impegnare 148 milioni di euro, dal PSC, per completare
  l'ospedale di Siracusa. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Spada,  per  il  suo   intervento
  animato, come al solito, e fatto col cuore per la sua giovane  età.
  Però bisogna dire, bisogna precisare, che il presidente Schifani  è
  attento  a quelle che sono le problematiche sociali. Anche  perché,
  prima di essere Presidente del Senato, Presidente della Regione,  è
  un  genitore  e  un  nonno   Perciò sa  benissimo  quello  che  sta
  accadendo, e sarà attento anche in questo disegno di legge.
   Non conosce la problematica, perché non ha voluto fare un discorso
  così  veloce, ma sicuramente la conosce, e sicuramente  saprà  come
  affrontarla,  e  come  affrontarla in Aula con  tutti  noi.  Perciò
  ringrazio lei e ringrazio il presidente Schifani.
   È iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha facoltà.

   SUNSERI  Luigi. Grazie Presidente, Assessore, onorevoli  colleghi.
  C'è una Sicilia che vive di realtà, con le realtà che vede i nostri
  giovani  obbligati ad abbandonarla, a scappare - pur essendo  stati
  formati, con grandi sacrifici, dalle proprie famiglie - e  poi  c'è
  la  Sicilia  dei  documenti che arrivano in Assemblea,  dove  tutto
  sembra   andare  per  il  verso  giusto,  dove  la  Sicilia  sembra
  rinascere,  dove  gli  investimenti  crescono,  dove  le  industrie
  tornano a investire e dove il bilancio della Regione gode di ottima
  salute.
   Ecco  tra  le  due, probabilmente, c'è una via di mezzo  che  oggi
  pende  verso  quei  giovani che sono costretti ad abbandonarla.  Io
  Presidente, per quello che mi compete, vorrei soffermarmi  su  due,
  tre aspetti che ritengo importanti.
   Uno,   su  quello  sugli  investimenti,  sugli  investimenti   che
  riguardano  tutte  quelle risorse dei fondi  extra  regionali,  gli
  unici  investimenti che oggi la nostra Regione può  usufruire,  può
  utilizzare, può mettere a terra. Ed è su quei dati che,  purtroppo,
  i  numeri  dicono tutto l'opposto di quello che è  stato  detto  in
  questi  mesi,  dal  precedente Governo, e da quello  che  invece  è
  scritto  in questa nota di aggiornamento. Quegli investimenti  che,
  purtroppo,  la  nostra  Regione,  che  i  nostri  Dipartimenti  non
  riescono ad effettuare.
   Non  da ultimo, questo Governo ha riprogrammato miliardi di  fondi
  del  Fondo  di  sviluppo e coesione e del FESR, dei fondi  europei,
  proprio  perché  i  Dipartimenti  dell'energia,  Dipartimenti   dei
  rifiuti,  il  Dipartimento  in  parte delle  infrastrutture,  della
  famiglia e delle politiche sociali non sono riusciti a spendere nei
  tempi previsti dalla programmazione, e abbiamo dovuto riprogrammare
  quelle  risorse  per spenderle e spenderle, soprattutto,  entro  la
  fine dell'anno.
   Ed  è su queste risorse che, invece, la Nota di aggiornamento dice
  che pone degli obiettivi, che sono altamente performanti, ben oltre
  le  previsioni di spesa del Dipartimento di programmazione,  quindi
  non  si  capisce bene da che punto di vista queste risorse  possano
  raggiungere  gli  obiettivi scritti sulla carta, quando  invece  ci
  rendiamo  conto che quelle risorse, non solo non sono  state  spese
  nel  corso  degli  anni, ma che rischiano di non essere  spese  nei
  prossimi anni.
   Io  le  ricordo, Assessore, che tutte le risorse territorializzate
  del  PO FESR 14-20 non raggiungeranno gli obiettivi di spesa. Cioè,
  tutte  quelle risorse che erano destinate alle agende urbane  delle
  aree  interne,  non  verranno  spese e dovranno  trovare  copertura
  finanziaria   alternativa  a  quelle  per  le  quali  erano   state
  individuate.  Questo cosa fa? Falsa, sostanzialmente,  la  Nota  di
  Economia e Finanza. La falsa perché sugli investimenti che  vengono
  previsti nel prossimo biennio, poi in realtà ci toccherà ricordarle
  che  tra due anni quelle risorse non riusciranno ad essere messe  a
  terra,   e   soprattutto  non  riusciranno  ad   essere   messe   a
  rendicontazione.
   Io, nella scorsa seduta d'Aula le ricordavo, Assessore, che non so
  se  il Governo Schifani si è reso conto, con l'approvazione del  DL
  Sud, il POC 2014-2020 di fatto è stato cancellato per la parte  che
  non  prevede impegni di spesa entro l'approvazione del DL Sud, cioè
  della  scorsa  settimana.  Di  fatto  la  Sicilia  si  è  ritrovata
  cancellata, con l'approvazione di un comma del DL, circa 2 miliardi
  di euro, della quale oggi non abbiamo notizie, della quale vorremmo
  capire il Governo Schifani e lei cosa ne pensa, e soprattutto  come
  intende  provare  a  recuperare  queste  risorse,  al  di  là   dei
  comunicati stampa fatti a seguito dell'incontro col ministro Fitto.
   E  poi,  non  da  ultimo, Assessore, faccio riferimento  a  quelle
  società  e a quegli enti messi in liquidazione. Le ho già detto  in
  Commissione Bilancio, quando mi è stata concessa l'opportunità cosa
  penso,  sì, ben venga la chiusura - finalmente - di quelle  società
  in  liquidazione da tanti, tanti anni. Ma di cosa stiamo  parlando,
  Assessore? Stiamo parlando di quisquiglie, cioè delle più  piccole,
  di  quelle  che  effettivamente da troppi anni,  esageratamente  da
  troppi anni, erano state messe in liquidazione.
   Ma  io mi chiedo e le chiedo: le ASI quando verranno liquidate? In
  liquidazione  dal 2012. Abbiamo cambiato commissari su  commissari,
  ci  abbiamo  messo  risorse, sono quelle che rilanciano  il  nostro
  territorio  davanti  il Presidente Carta, ma  c'era  il  Presidente
  Abbate...  sono  quelle che hanno beni, risorse, territori  che  ad
  oggi   sono   state   completamente   abbandonate   ai   commissari
  liquidatori,  non  vengono liquidate, ad oggi non  c'è  neanche  un
  accertamento  dei beni e delle risorse a loro destinate,  e  ancora
  oggi  -  purtroppo - paghiamo una liquidazione dal 2012,  siamo  al
  2024
   Allora,  su quelle liquidazioni vorremmo conoscere cosa si intende
  fare,  e  su  quelle che state proponendo. Perché nel  progetto  di
  riforma  dei  consorzi di bonifica si prevedono tredici  commissari
  liquidatori,  quindi  l'ennesima  liquidazione  di  enti  che,  tra
  l'altro  non hanno nemmeno patrimonio, ma che hanno debiti  per  un
  ammontare  nettamente superiore a quello che previsto  dallo  stato
  patrimoniale,  quindi  anche  capire come  si  intendono  pagare  i
  creditori   di   quelle  società  che  noi  vorremmo   mettere   in
  liquidazione.
   E  poi  quell'opera di razionalizzazione da troppi anni, da troppe
  legislature auspicata, da tanti Governi. Allora vorremmo capire: di
  tutte  quelle società e gli enti che è possibile accorpare, mettere
  insieme,  renderle efficienti, cosa che invece purtroppo continuano
  ad  essere,  qual  è l'idea di questo Governo? Cosa  vogliamo  fare
  della SIS; cosa vogliamo fare della società digitale; cosa vogliamo
  fare  dell'ESA; cosa vogliamo fare degli istituti di ricerca;  cosa
  vogliamo fare dell'istituto di incremento ippico, alla quale il suo
  Governo adesso ha tolto pure la coppa d'Assi, che era stata portata
  dal Governo Musumeci a Catania, e oggi invece ritorna a Palermo.
   Ma  di tante altre, potrei continuare l'elenco infinito di società
  della  nostra  Regione Ecco, vorremmo cominciare a  capire  qual  è
  l'intenzione  di  questo Governo, come si vuole  razionalizzare  la
  spesa, ma non per tagliare affinché venga tagliato, ma tagliare per
  razionalizzare e per rendere più efficiente un sistema  di  società
  ed enti che ad oggi purtroppo non ha visto la luce.
   Allora, l'augurio - ovviamente - Assessore e Presidente, che  oggi
  non  è  in  Aula, non è tanto criticare e poi dire "Glielo  avevamo
  detto",  è  quello invece di stimolare il Governo a  fare  qualcosa
  affinché i conti della nostra Regione, al di là e dei soldi che  ci
  piovono dall'alto, possano tornare in regola. Grazie.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a parlare l'onorevole  Gilistro.  Ne  ha
  facoltà.

   GILISTRO  Carlo.  Grazie  Presidente,  grazie  onorevoli,   grazie
  Governo, Assessore ho ascoltato attentamente tutto quello che si  è
  detto in quest'Aula oggi, si è parlato di tanto, di tanto e di più,
  però c'è un argomento che mi sta molto a cuore.
   La  ringrazio, ringrazio anche l'onorevole Spada, per il  discorso
  dell'ospedale di Siracusa, Assessore ci teniamo moltissimo a questa
  struttura, e sono certo che lei si impegnerà personalmente affinché
  questi  fondi  possono  arrivare e  finire  questa  struttura  così
  strategica per la nostra città.
   Ma  purtroppo  devo  ammettere che  in  questo  disegno  manca  un
  programma,  una  visione  globale di  quella  calamità,  di  quella
  tempesta  perfetta che ci sta piovendo addosso,  c'è  una  calamità
  forse  la  più dura in questo momento, parliamo bene  di  posti  di
  lavoro,  parliamo  bene  di istruzione, parliamo  bene  di  debiti,
  parliamo  di miliardi, Assessore, però in questi giorni  la  tv,  i
  media,  i  giornali, ci stanno inondando H24 di fatti che sanno  di
  cronaca  nera,  che sanno di film horror, stiamo parlando  di  film
  horror, non parliamo più di cronaca nera.
   Onorevoli colleghi, questo che voglio proporvi è qualcosa che  non
  ha  colore  politico,  e di cui invece dobbiamo  occuparci,  è  una
  visione,  è  un  programma  indispensabile  per  non  arrivare   ad
  ascoltare,  a  vedere  tutto quello che  sta  accadendo  in  questi
  giorni,  non  è  più  una  visione aritmetica,  oppure  un  aumento
  aritmetico di queste problematiche, un aumento esponenziale.
   Quando  noi vediamo questi fatti di cronaca, colleghi,  alla  fine
  rimaniamo  anestetizzati,  perché ormai ci  stanno  anestetizzando,
  fatti  di  cronaca horror che ci stanno anestetizzando,  cosa  vuol
  dire  questo?  Che noi non faremo più caso a questi femminicidi,  a
  questi  omicidi,  a questi gravissimi episodi che stanno  accadendo
  giornalmente.
   Rimango  basito, impressionato, abbiamo lo psicologo,  Presidente,
  hanno chiesto al Governo di fare l'ora di affettività, cioè abbiamo
  bisogno   oggi   dell'affettivologo,  non  solo  dello   psicologo,
  dell'affettivologo
   Assessore, ma di che cosa stiamo parlando? Cioè, vogliamo fare  lo
  psicologo  per  gli studenti, lo psicologo per  i  docenti,  per  i
  maestri,  per  lo  sport,  il pedagogista,  cosa  stiamo  cercando?
  Vogliamo  risolvere  così questo gravissimo problema,  l'ultimo  di
  questi giorni?
   Con  l'affettività  possiamo dirci poi,  vogliamoci  bene,  forse,
  tutti quanti, facciamo quest'ora di affettività, quello che succede
  succede, vogliamoci bene, le conosciamo le cause di quello che  sta
  accadendo?  Le  conosciamo le origini di quello che sta  accadendo?
  L'altra sera le concause, l'altra sera o ieri sera, non mi ricordo,
  anche  Crepet,  lo psichiatra, ha parlato in televisione  di  tutte
  queste problematiche.
   Secondo me, Presidente, colleghi, dovremmo investire molto di  più
  in  genitorialità, in istruzione, in educazione, sullo sport, sulla
  cultura,  sull'arte, questi sono gli antidoti veri a questo  veleno
  che sta serpeggiando nei nostri giovani e nei nostri ragazzi.
   Io  ho  visto  gli  occhi dei genitori di quella  ragazza  di  cui
  conosciamo, di questi fatti di cronaca, ma ho visto anche gli occhi
  dei genitori dell'omicida.
   Dovremmo  fare,  investire su convegni su comunicazione.  Dovremmo
  investire  su  quello che è, secondo me, l'origine vera,  eliminare
  tutta questa grandissima diffusione di smartphone, tablet.
   Ho  presentato stamattina, ho caricato un disegno di  legge  sulla
  regolamentazione  degli  smartphone. Cosa è  meglio?  Un  ragazzino
  prigioniero del proprio smartphone? Prigioniero del proprio  tablet
  o  un ragazzino che va a fare sport, che va a fare danza? Che va  a
  fare  quello che noi vorremmo che facesse? Questi scatti di  rabbia
  esplosiva, scatti di rabbia esplosiva  Non si parla più di  ragazzi
  arrabbiati, sono esplosioni  Quindi, io chiedo a questo Governo  di
  occuparsi sempre di più di queste problematiche che sono  le  reali
  problematiche  che stanno causando un'emergenza in questa  Nazione.
  Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gilistro.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Giambona.  Ne  ha
  facoltà.

   GIAMBONA.  Grazie  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo.  Io
  intervengo  sulla Nota di aggiornamento al Documento di Economia  e
  Finanza  Regionale  ritenendo  che lo stesso  assuma  un'importanza
  strategica su quello che è il ciclo della programmazione economico-
  finanziaria.
   E  questo Governo, caro assessore Falcone, entra per così  dire  a
  piè  pari  con la tutta la responsabilità del caso in  questa  fase
  della programmazione regionale.
   Io  ho  ascoltato con attenzione la sua relazione, però,  oltre  a
  vedere   enunciazioni  di  problemi,  un  po'  come  ha  fatto   il
  governatore  Schifani, all'insediamento, quando ha  portato  avanti
  quelle  che  sono  le sue dichiarazioni programmatiche,  ebbene  di
  soluzioni alle tante problematiche della Regione siciliana  non  se
  ne  vedono  all'orizzonte, manca una visione, una  strategia  e  un
  insieme  di quelle che sono le condotte da portare avanti e  questa
  Nota   di  aggiornamento  al  DEFR,  fondamentalmente,  ne   è   la
  dimostrazione.
   Vengono  sciorinati alcuni dati. Beh, io ritengo,  caro  assessore
  Falcone,  che manchino dati ancor più rilevanti rispetto  a  quelli
  che nel documento vengono citati.
   Io mi riferisco, per esempio, alla questione che riguarda il Piano
  nazionale  di ripresa e resilienza. Ebbene, sembrerebbe che  questo
  argomento  non  sia  di  competenza di Sala  d'Ercole,  invece,  io
  ritengo  che  debba essere centrale nella discussione  politica  di
  questo  di  questo  Parlamento, motivo per il  quale  io  chiederei
  all'Assessore  per l'economia che fine a fatto la cabina  di  regia
  che  doveva  mettere  assieme quelle che sono le  parti  attive  in
  questo  processo  di  governo delle misure del PNRR?  Guardate,  le
  uniche  notizie che arrivano a questo Parlamento sono quelle  degli
  addetti  ai  lavori di ANCI e ANCE, delle organizzazioni sindacali,
  ma  poche  informazioni sulla messa a terra  del  PNRR  arrivano  a
  questo Parlamento.
   E  nello  specifico, io chiedo perché questo documento non  prende
  atto  rispetto a quella che la politica, il Governo nazionale,  che
  vuole  tagliare di fatto quasi 16 miliardi di euro alle  opere  che
  dovrebbero realizzarsi in Sicilia che riguardano interventi  contro
  il dissesto idrogeologico o per i piani urbani integrati per quelle
  che   sono  le  iniziative,  per  esempio,  riconducibili  ai  beni
  confiscati.
     Ebbene, dalle ultime notizie sembrerebbe che circa un miliardo e
  mezzo di euro saranno le opere tagliate e che erano finanziate  con
  i  fondi  del  PNRR.  Di queste, circa trecentosessanta  milioni  a
  Palermo, trecentosettanta milioni a Catania e così via.
   Ma  la  cosa  drammatica è che queste opere, questi finanziamenti,
  sarebbero  tagliati  a opere di fatto già appaltate,  mi  riferisco
  agli ospedali di comunità, mi riferisco alla Palermo-Catania che  è
  già  appaltata dalla  We Build  e a centinaia di opere che di fatto
  sono  già  appaltate dai comuni siciliani con tante difficoltà  che
  hanno avuto i sindaci nel mettere a terra i progetti con la carenza
  di personale che noi tutti conosciamo.
   E  questo  è semplicemente un aspetto, ma altri dati che  vorremmo
  avere  approfonditi  dall'assessore sono quelli  che  riguardano  i
  fondi   comunitari.  Perché,  guardate,  oramai  nella  finanziaria
  regionale  ci  sono pochissimi interventi in tema di  investimenti.
  Gli  unici investimenti sono riconducibili alle politiche di  fatto
  comunitarie  sulle misure del PO FESR come verranno  finanziati  di
  qui alla fine dell'anno i due miliardi di Euro che mancano rispetto
  ai  4,1  miliardi che sono previsti sulle misure per  esempio,  del
  trattamento dei rifiuti. Beh, risulterebbe che circa il  98%  delle
  risorse  che sono destinate, che sarebbero destinate al  ciclo  dei
  rifiuti di fatto, non andrebbero spesi.
   Questi  ed  altri interventi, come il Fondo sociale  europeo,  300
  milioni  di euro destinati all'inclusione, alla povertà,  destinati
  all'housing dei quali non abbiamo assolutamente notizie.
   Ecco, credo che su questo il Governo dovrebbe dare risposte,  oggi
  le  risposte  le  dà in modo blando, devo dire su alcuni  temi.  Su
  altri   ancora   assolutamente  nulla.   Mi   riferisco   al   tema
  dell'agricoltura.  Guardate, sulla Nota di aggiornamento  solamente
  nella pagina 42 si parla di un titolo  Agricoltura e Pesca , ma sul
  tema dell'agricoltura e sui problemi in cui versano gli agricoltori
  siciliani nessun cenno.
      Assessore  Falcone, lei ha perfetta conoscenza dello  stato  di
  crisi  in  cui versa il settore agricolo in Sicilia, in  particolar
  modo il settore vitivinicolo: 350 milioni di euro sono i danni  che
  vengono stimati e ancora nulla, nessuna risposta da parte di questo
  Governo e, nulla si vede all'orizzonte nella finanziaria regionale.
   Io  credo che una risposta la debba questo settore che produce  il
  7%  del  Pil  in Sicilia, dell'occupazione in Sicilia  e  non  dare
  risposta   a   questo   settore  significherebbe,   non   solamente
  mortificarlo,  ma  mettere  in crisi fortemente  quello  che  è  il
  sistema economico siciliano.
   Ecco,  questo  documento  parte con  una  dichiarazione  e,  nello
  specifico, che i conti della Regione siciliana sarebbero in ordine.
  Forse  l'Assessore  Falcone  fa  riferimento  alla  riduzione   del
  disavanzo.  Ma alla riduzione del disavanzo corrisponde in  maniera
  drammatica   una   riduzione  dei  servizi  nella   sanità,   nelle
  infrastrutture  e  nei trasporti. Io credo che  rispetto  a  questo
  ciclo di programmazione necessiti un surplus di approfondimento.
   Cari  onorevoli componenti del Governo, caro Presidente,   bisogna
  analizzare per bene ed evitare di andare incontro a delle decisioni
  frettolose, come lo sono state quelle della finanziaria del 2023  e
  lo  ha  dimostrato l'ultimo collegato alla legge di  bilancio,  una
  sorta di finanziaria a puntata, 600  milioni di euro sono stati, di
  fatto,  la  settimana  scorsa deliberati da questo  Parlamento  per
  risorse che probabilmente si dovevano programmare per tempo  quando
  è stata esitata la finanziaria regionale.
   Bene,  questi  sono  i  temi  di  cui  dovremmo  occuparci,   caro
  Assessore, e sono oltre a questo, due le pregiudiziali sulle  quali
  noi del Partito Democratico dobbiamo porre l'attenzione.
   Il  primo  è  il  recupero dei fondi FSC che sono stati  di  fatto
  derubati, man mano, nei vari collegati, misure per oltre 1 miliardo
  di euro di interventi sul territorio per i comuni, per il dissesto,
  su  questi dobbiamo impegnarci, oltre a una finanziaria che deve di
  fatto andare incontro a quelle che sono le esigenze dei siciliani.
   Ecco,  in questo e per questo, con la necessità di portare  avanti
  le  riforme  di  questa  regione,  noi  come  Partito  Democratico,
  intenderemo  impegnarci  a fare battaglia nelle  Commissioni  e  in
  quest'Aula perché ritengo che i siciliani abbiano diritto,  diritto
  di  una  politica che dà le risposte concrete a quelli che  sono  i
  problemi dei siciliani. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona.
   E'  iscritta  a  parlare  e,  chiudiamo l'Aula,  essendo  l'ultimo
  intervento, l'onorevole Savarino. Ne ha facoltà.

   SAVARINO. Grazie Presidente, la Nota di aggiornamento registra una
  delle  cose  più importanti di questa legislatura che  è  il  nuovo
  accordo tra la Regione siciliana e il Governo nazionale.
   Registra  quindi  un successo per questo Governo Schifani  che  ha
  rimesso  i  conti in ordine e si è potuto permettere di chiedere  a
  Roma  una  rivisitazione  di  un  accordo  che  vedeva  la  Sicilia
  penalizzata. Adesso, invece, il nuovo accordo siglato il 15 ottobre
  permette di avere una visione diversa, una prospettiva di crescita,
  maggiori introiti, ma soprattutto di sbloccare i concorsi.
   Tutti  noi  sappiamo quante difficoltà siano legate alla necessità
  di  svecchiare la nostra macchina burocratica, quindi un innesto di
  almeno 750 nuove assunzioni nella macchina regionale significa, non
  solo  posti  di lavoro per i nostri giovani laureati  che  potranno
  quindi  sviluppare le loro capacità in Sicilia,  ma  respiro,  aria
  fresca, entusiasmo, in una macchina regionale che certamente ne  ha
  bisogno.
   L'Assessore Falcone ha fatto uno sforzo enorme anche rispetto alla
  recente variazione di bilancio che ha visto coinvolti tutti noi nel
  tentativo di dare risposte anche al territorio, oltre che  risposte
  importanti come quello dell'aiuto ai mutui che erano  gravati da un
  eccesso  di  interessi, quelli a tasso variabile, e  questa  è  una
  attenzione ai bisogni della gente, ai bisogni di quanti, purtroppo,
  avevano  visto mettere a rischio le proprie case -   e  tante  case
  sono  state  sottratte -  perché non si riuscivano più a  pagare  i
  mutui.  Questo  è  un  aiuto importante ma anche,  dicevo,  piccole
  risposte di respiro più territoriale.
   Certo,  probabilmente, Assessore Falcone, io non è la prima  volta
  che  glielo  dico, la prossima volta vediamo di dare  un'attenzione
  che abbia un calibro di minore  parcellizzazione e, quindi, in modo
  tale  che  si  possa  mantenere anche una  regia  e  una  strategia
  rispetto  agli aiuti che arrivano sul territorio, come  lei  sa  io
  sono   molto   attenta  anche  alla  riqualificazione  urbana,   la
  rigenerazione  urbana,  soprattutto a  partire  dalle  nostre  aree
  interne; ne ho parlato anche al ministro Fitto e mi diceva  appunto
  che  questa  nella prossima programmazione dei fondi, tra  i  fondi
  europei  e  quelli  del  PNRR,  c'è  una  massima  attenzione  alla
  rigenerazione  urbana che significa anche evitare  di  spopolare  i
  nostri  enti  piccoli,  enti locali che purtroppo  hanno  rischiato
  proprio in questi anni la desertificazione.
   Voglio  anche rasserenare qualche collega che era preoccupato  sul
  rischio  di definanziamento rispetto alle nostre case di  comunità.
  Non esiste  Non ci sarà  Noi siamo stati la prima regione in Italia
  a  programmare  le case di comunità e gli ospedali  di  comunità  e
  nessun  disimpegno economico arriva dal Governo Meloni,  anzi,  c'è
  un'attenta  regia su quelli che saranno i fondi da  spendere  anche
  sulla  nuova  programmazione europea e  questo  è  positivo  perché
  eviterà di disperdere risorse.
     Purtroppo  rispetto agli interventi dei colleghi  che  mi  hanno
  preceduto devo sottolineare che qualcuno è andato oltre quello  che
  è  il rigore di un intervento politico all'interno di un Parlamento
  siciliano  e mi dispiace. Mi dispiace che l'abbia fatto il  collega
  De  Luca che è un collega che stimo, molto preparato, ma ogni tanto
  sborda  rispetto a quelle che sono magari le sue stesse intenzioni.
  Mi  dispiace che l'abbia fatto nei confronti di un collega, come il
  mio capogruppo Giorgio Assenza, che è una persona per bene, un gran
  signore e che certamente non è uso fare attacchi personali  se  non
  invece  dichiarazioni  di valore politico. Mi  dispiace  che  venga
  fatto in quest'Aula in assenza del collega, e questo è un gesto che
  non si fa.
   Io  ho sentito dire nell'intervento del collega più volte: "non  è
  da uomo, non è da uomo".

   DELUCA Cateno. No, no, non è così

   SAVARINO. Io non sono un uomo, sono una donna, ma ritengo che  non
  si  faccia un attacco personale a un collega quando il collega  non
  c'è e, quindi, mi dispiace e lo devo sottolineare perché proprio il
  collega Giorgio Assenza non lo merita, ed era doveroso che  io  qui
  ne  prendessi le difese perché lo conosciamo tutti bene e  sappiamo
  che  rigore morale il collega ha e che linea mantiene nei  rapporti
  umani  e  nei rapporti politici coi gruppi parlamentari all'interno
  di questa Assemblea.
   Tanto  dovevo  Presidente,  avrei preferito  che  fosse  stata  la
  Presidenza  a  farlo, ma capisco che in momenti concitati  le  sarà
  sfuggito,  nell'arco di mezz'ora di intervento a  cui  noi  abbiamo
  assistito. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie onorevole Savarino. Sulla  personalità  e  sul
  grande  rispetto  che ha l'onorevole Assenza in quest'Aula  non  ci
  sono  dubbi. E' sfuggito ma ha fatto bene lei a precisarlo,  ma  lo
  preciso pure io. Conosciamo l'onorevole De Luca che quando parla fa
  un  po' di spettacolo, perciò l'abbiamo lasciato parlare per trenta
  minuti, si è sfogato, però, sulle qualità dell'onorevole Assenza io
  penso  che  la prossima volta l'onorevole Assenza e l'onorevole  De
  Luca si stringeranno la mano e chiariranno.

   DE LUCA Cateno. Non accetto tutto questo


                          Per fatto personale

   DE LUCA Cateno. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE LUCA Cateno. Allora, cominciamo a chiarire una vicenda, così la
  smettiamo con questo atteggiamento anche troppo ipocrita per quanto
  mi  riguarda,  e le chiedo scusa per il tono, però  sa  quando  poi
  entriamo in certe sfere non ci sto più
   Il  collega Assenza ha aspettato che quest'Aula votasse,  dopo  di
  che  ha aspettato che si chiudessero gli interventi e ha chiuso gli
  interventi  in  quest'Aula, accusando l'opposizione di  essere  dei
  farisei e lo ha ripetuto ben quattro volte nel suo intervento
   Questo  è un comportamento, sotto il profilo politico, da codardi
  Perché se tu vuoi sfidare un'Aula glielo dici prima di incassare un
  risultato  Questo è il tema
   E  mi  dispiace che questo passaggio sia sfuggito alla  Presidenza
  del Parlamento, perché già la prima volta che il collega Assenza si
  era permesso di proferire questa parola e doveva essere interrotto
  Questo è il tema, altro che spettacolo, Presidente
   E  allora,  la  questione va ricondotta nella  sfera  giusta,  per
  quanto  mi riguarda Assenza deve chiedere scusa e, quando  ci  sarà
  Assenza,  glielo dirò in faccia, collega Savarino,  perché  io  non
  sono uno che ha paura di nessuno e non parla alle spalle
   Oggi,  ho  avuto intanto l'occasione di parlare e  ho  parlato,  e
  quando  ci sarà Assenza, lo sfiderò a chiedere scusa in quest'Aula,
  questa  è  la  questione  Non c'è bisogno qui di fare gli  avvocati
  difensori di ciò che è indifendibile.
   E il tema non è la moralità di Assenza, me ne guarderei bene

   SAVARINO. Hai detto che non è un uomo

   DE LUCA Cateno. Me ne guarderei bene, qua è invece la scorrettezza
  di  Assenza  nei  confronti di un Parlamento che  ha  consentito  a
  questo Governo di poter portare a casa un risultato  Chiaro

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca  Onorevole De Luca

   DE LUCA Cateno. Del quale dovevamo avere anche il ringraziamento e
  invece  non c'è stato neanche, Presidente, da parte del Governo  un
  ringraziamento all'opposizione. Ecco qual è il tema

   PELLEGRINO. Ma di che cosa?

   DE  LUCA  Cateno.   Ma  di  che cosa? Del  fatto  che  vi  abbiamo
  consentito, nei termini stabiliti, di approvare un provvedimento  e
  siccome  noi,  caro  collega, sappiamo parlare  e  quando  parliamo
  sappiamo  di  cosa  parliamo,  siamo  anche  nelle  condizioni   di
  dimostrarvi, e visto allora che questa è una sfida, qui  ora  visto
  che abbiamo i peones bene, bene, cominciamo bene assessore Falcone
  Allora lo sa che le dico? Cominciamo ora in Commissione di merito a
  fare  capire  a  qualche  peones cosa significhino  le  prerogative
  parlamentari,  cosa  significhi intervenire  su  ogni  comma,  cosa
  significhi presentare migliaia di emendamenti nelle Commissioni  di
  merito,  dopo  di  che  vediamo se a Natale  saremo  qui  ancora  a
  mangiare il panettone per la legge di stabilità, visto che questa è
  la sfida
   Bene, abbiamo capito quale sarà la premessa di questa finanziaria,
  la  premessa è questa? Benissimo  Partiamo da questa premessa, dopo
  di che vediamo dove arriviamo. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE.  Onorevole  De Luca, grazie.  Noi  conosciamo  la  sua
  responsabilità  e il dovere istituzionale; vi prego  di  smetterla,
  riconosciamo  il dovere istituzionale dell'onorevole  De  Luca,  la
  ringraziamo per quello che ha fatto.
   L'Aula  è rinviata a domani, mercoledì 22 novembre 2023, alle  ore
  15.00,  con il seguito della discussione e la votazione della  Nota
  di  aggiornamento al DEFR 2024-2026 e per incardinare  il  bilancio
  consolidato.

                 La seduta è tolta alle ore 18.19 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                        VII SESSIONE ORDINARIA


                          83a SEDUTA PUBBLICA

                Mercoledì 22 novembre 2023 - ore 15.00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -SEGUITO  DELLA  DISCUSSIONE DELLA NOTA  DI  AGGIORNAMENTO  AL
       DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA REGIONALE (NaDEFR) PER GLI ANNI
       2024 - 2026

      Relatore: on. Caronia

    III - DISCUSSIONE DEL  BILANCIO CONSOLIDATO DELLA REGIONE SICILIANA
      PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 2022

    IV -SEGUITO DELLA DISCUSSIONE UNIFICATA DELLE MOZIONI:

         N. 115 -  Solidarietà al popolo israeliano e condanna degli
      attacchi dei miliziani di Hamas . (V. allegato)

      (10 ottobre 2023)

                             SAVARINO  - ASSENZA -  ZITELLI  -
                             GALLUZZO  - CATANIA N. -  CATANIA
                             G.   -  FERRARA  -  INTRAVAIA   -
                             DAIDONE - AUTERI

      N. 120 -  Solidarietà a Israele per l'attacco terroristico del
      7 ottobre 2023 ed iniziative per la promozione della pace in
      Medioriente . (V. allegato)

      (17 ottobre 2023)

                             CATANZARO - CRACOLICI - BURTONE -
                             DIPASQUALE  - SAFINA  -  SPADA  -
                             VENEZIA  - CHINNICI - GIAMBONA  -
                             LEANZA - SAVERINO

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio