Presidenza del Presidente Galvagno
Presidenza del vicepresidente Di Paola
Presidenza del vicepresidente Lantieri
La seduta è aperta alle ore 15.31
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Balsamo ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Discussione della Nota di aggiornamento al Documento di Economia
e Finanza Regionale (NaDEFR) per gli anni 2024 - 2026
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al II punto all'ordine
del giorno: Discussione della Nota di aggiornamento al Documento di
Economia e Finanza Regionale (NaDEFR) per gli anni 2024 - 2026.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Caronia, relatrice, per svolgere
la relazione.
CARONIA, relatrice. Grazie, Presidente.
Bene, la relazione sul NADEFR 2024-2026, come è noto, il Documento
di economia e finanza regionale rappresenta, nel quadro normativo
vigente, il principale strumento della programmazione politico-
economica e di bilancio di medio termine. Esso descrive, infatti,
gli scenari economico-finanziari, gli obiettivi della manovra di
bilancio regionale e le politiche da adottare ed espone il quadro
finanziario unitario regionale di tutte le risorse disponibili,
esplicitando gli strumenti attuativi per il periodo di riferimento.
Il Documento di economia e finanza regionale (DEFR) per gli anni
2024-2026 è stato approvato dalla Giunta regionale con delibera n.
259 del 29 giugno 2023 e su esso l'Assemblea si è espressa con
ordine del giorno n. 101 nella seduta d'Aula n. 56 del 26 luglio
2023.
La Nota di aggiornamento al DEFR 2024-2026 (NADEFR) è stata
presentata dal Governo al fine di adeguare tale documento alla Nota
di aggiornamento al DEF approvata dal Consiglio dei Ministri lo
scorso 27 settembre 2023, a sua volta dettata dall'esigenza di
adeguare le politiche nazionali alle mutate condizioni di contesto
economico.
Per quel che concerne nello specifico la Regione siciliana,
occorre segnalare che frattanto è intervenuto anche il nuovo
accordo raggiunto con lo Stato e ratificato dalla Giunta regionale
con delibera n. 399 del 15 ottobre 2023.
La NADEFR è stata quindi assegnata a questa Commissione ed alle
commissioni di merito con nota del 10 novembre 2023.
La NADEFR si compone di tre sezioni:
- nella prima sezione si aggiorna il quadro macroeconomico e
finanziario ricostruendo il contesto nazionale e internazionale in
cui si inserisce quello della Regione e sulla base dell'analisi
così condotta e delle proiezioni economiche elaborate, anche in
ragione della spesa attesa con l'impiego dei fondi strutturali,
sono definite le stime di previsione di variazione del prodotto
interno lordo della Regione per il periodo di riferimento;
- nella seconda sezione sono riportate le modifiche, rispetto ai
contenuti del DEFR, apportate alle politiche della Regione,
distinguendole in tra macro aree: economica, culturale ed
urbanistica;
- nella terza sezione si procede all'analisi della situazione
finanziaria della Regione.
Circa la prima sezione del documento, l'elaborazione delle
previsioni di finanza pubblica e la conseguente determinazione
delle politiche di programmazione, tanto a livello nazionale che
regionale, tengono conto di un quadro macro-economico
internazionale che si è deteriorato in primo luogo per la guerra in
Ucraina e che risente del tono generalmente restrittivo delle
politiche monetarie ma che manifesta, tuttavia, segnali di
miglioramento.
Con riferimento al Prodotto interno lordo (PIL), il Governo ha
aggiornato i dati prevedendo una lieve flessione come si evince
dalle seguenti tabelle.
Andamento del PIL Sicilia (variazioni % annuali a prezzi
crescenti
2022 2023 2024 2025 2026
Stime aggiornate 3,7 0,7 1,0 1,3 0,8
Stime DEFR luglio 2023 3,5 1,0 1,4 1,2 1,1
differenziale 0,2 -0,3 -0,4 0,1 -0,3
Fonte: Servizio Statistica ed analisi economica,
elaborazioni del MMS
Nuovo quadro macroeconomico di crescita del PIL Sicilia per il
periodo di riferimento del presente DEFR
2023 2024 2025 2026
PIL valori concatenati 2015 85.81 86.66 87.78 88.48
(milioni di euro) 8 2 0 4
PIL Sicilia a prezzi costanti 0,7 1,0 1,3 0,8
(tendenziale)
PIL Sicilia a prezzi costanti 2,3 2,5 2,1 1,3
(programmatico)
Deflatore del PIL 4,5 2,9 2,1 2,1
PIL Sicilia a prezzi correnti 6,8 5,4 4,2 3,4
(programmatico)
PIL valore nominale (milioni 100.7 106.1 110.5 114.3
di euro) 11 36 98 97
Fonte: Servizio Statistica della Regione
Nella seconda parte della Nota di aggiornamento, come accennato,
sono riportate le novità inerenti alle politiche di settore
distinguendole in tra macro aree: economica, culturale ed
urbanistica.
L'ultima parte della NADEFR concerne la situazione finanziaria
della Regione. In materia di entrate derivanti dalla
compartecipazione al gettito dell'IRPEF e dell'IVA, si conferma il
quadro delle previsioni tendenziali riportate lo scorso giugno nel
DEFR.
In tema di disavanzo della Regione, il Governo rappresenta che il
Rendiconto generale per l'esercizio finanziario 2022, deliberato
dalla Giunta nella seduta n. 427 del 26 ottobre 2023, si chiude con
un risultato di amministrazione, al netto delle quote accantonate,
vincolate e destinate ad investimenti, pari a -4 miliardi,
attestando un ulteriore netto miglioramento rispetto alle
previsioni inserite nel DEFR e riducendo di oltre 2 miliardi il
disavanzo dell'anno precedente.
Passando alle risultanze dell'esame svolto dalle Commissioni di
merito, a conclusione dei lavori, la Commissione Affari
istituzionali', la Commissione Ambiente e territorio e mobilità',
la Commissione Cultura, formazione e lavoro' e la Commissione UE
hanno espresso parere favorevole.
La Commissione Affari istituzionali' ha altresì formulato una
proposta relativa all'opportunità di finanziare l'aumento delle ore
lavorative del personale con contratto a tempo determinato degli
enti locali e, ove possibile, procedere alla relativa
stabilizzazione.
La Commissione Ambiente e territorio e mobilità' ha evidenziato
talune necessità tra le quali lo stanziamento di risorse ai comuni
per compensarli dei costi sostenuti per il trasferimento di rifiuti
in altre regioni e all'estero e l'istituzione di un fondo
integrativo da destinare ai volontari dei Vigili del fuoco.
La Commissione UE ha formulato delle considerazioni sulla stima
della spesa finanziata sul FESR e sul FSC.
Circa il lavoro della Commissione Bilancio', sono state
apprezzate le seguenti proposte e osservazioni:
- in ossequio ai princìpi contabili concernenti la programmazione
di bilancio di cui all' Allegato n. 4/1 del decreto legislativo n.
118/2011 inerenti in particolare alla valenza pluriennale del
processo di programmazione finanziaria, al fine della
predisposizione affidabile e incisiva delle politiche e dei
programmi della Regione e degli Enti locali regionali, prevedere
gli stanziamenti triennali di spesa nel rispetto del principio di
buon andamento dell'attività della pubblica amministrazione che
impone previsioni prudenziali per evitare interruzione dei servizi
e delle attività nell'ambito del triennio preso in considerazione
dalla legge di bilancio;
- in sede di programmazione delle risorse extraregionali 2021-
2027, prevedere specifiche misure dedicate alla realizzazione di
tutte le infrastrutture necessarie ad un corretto e completo ciclo
dello smaltimento dei rifiuti per il raggiungimento degli obiettivi
fissati dalla normativa di settore statale ed europea nel rispetto
dei rispettivi Ambiti Territoriali Ottimali, in un'ottica di
autosufficienza territoriale d'ambito e regionale dello smaltimento
dei rifiuti che scongiuri il trasferimento extraregionale;
- in coerenza con la legislazione statale di riferimento, alla
riforma degli enti di area vasta, al fine di ridare finalmente
autonomia e rappresentatività democratica agli organi di governo e
di indirizzo e controllo dei liberi Consorzi comunali e delle Città
Metropolitane da troppi anni svuotati della necessaria autonomia ed
investitura popolare, ed inoltre a prevedere apposite assegnazioni
finanziarie regionali ai predetti enti per lo svolgimento dei
compiti loro assegnati;
- soprattutto con il fine precipuo di contrastare il dissesto
idrogeologico che colpisce ampie porzioni del territorio regionale,
porre in essere delle politiche di incentivazione all'uso agricolo
dei suoli abbandonati con particolare riferimento alle aree
interne;
- avviare una riforma di carattere sistemico al fine di giungere
allo snellimento e velocizzazione, nel rispetto delle normative di
settore di carattere nazionale ed europeo, dei procedimenti
amministrativi, delle procedure di pagamento della Regione nonché
delle procedure di rilascio delle autorizzazioni di qualsiasi
genere di competenza dell'amministrazione regionale;
- porre in essere delle politiche di sostegno, nelle forme di
sgravio o esenzione dei tributi di competenza regionale, alle
persone fisiche e alle persone giuridiche vittime della criminalità
organizzata;
- anche in considerazione del recente avvio dell'iter della
riforma costituzionale sull'autonomia regionale differenziata, al
fine di difendere le prerogative statutarie regionali, porre in
essere tutte le azioni necessarie affinché si addivenga alla
completa attuazione di quanto previsto dagli articoli 36 e 37 dello
Statuto della Regione siciliana, ed inoltre, impegna il Governo
regionale affinché ponga in essere tutte le interlocuzioni
necessaria al fine di vedere riconosciute dallo Stato le partite
finanziare di spettanza regionale di competenza degli scorsi
esercizi finanziari ad oggi ancora non riconosciute;
- ai fini dell'accelerazione della spesa a valere sui fondi
regionali ed extra-regionali, a dare copertura agli interventi già
conclusi, aventi come beneficiari le imprese e gli Enti Locali, per
i quali sono state stilate graduatorie di soggetti ammessi ma non
finanziabili, al fine di soddisfare le richieste ammesse alle
agevolazioni per le quali non si è potuto procedere al
finanziamento a causa dell'insufficienza delle risorse messe a
disposizione;
- prevedere congrue risorse economiche alle politiche regionali di
lotta alla criminalità organizzata di stampo mafioso e a tutte le
altre forme di criminalità organizzata di cui si è accertata la
presenza e la operatività sul territorio regionale, anche in
riferimento alle politiche di sensibilizzazione della popolazione
sui problemi relativi alla criminalità organizzata;
- attuare delle politiche regionali volte alla lotta alle
dipendenze patologiche con particolare riferimento al crescente
fenomeno della diffusione della sostanza stupefacente comunemente
nota come "crack", anche attraverso delle campagne rivolte ai
giovani cittadini siciliani affinché vengano sensibilizzati sui
rischi legati all'assunzione di sostanze stupefacenti ed i rischi
legati al gioco d'azzardo patologico.
E' altresì condivisa l'opportunità di una relazione annuale in
Aula sullo stato di attuazione degli interventi previsti a valere
su tutte le fonti di finanziamento extraregionale con riferimento
anche all'ammontare degli impegni e della spesa e alla relativa
rendicontazione. Grazie.
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Presidente grazie. Onorevoli
colleghi il Governo ha presentato già da alcuni giorni la Nota di
aggiornamento al documento di economia e finanza regionale per dare
una visione completa di quello che è l'andamento dell'economia nel
2024 -2026, nel senso che dopo la Nota di aggiornamento fatta dal
Ministero, dal Mef, in data 27 settembre 2023, anche noi abbiamo
dovuto leggere e abbiamo dovuto aggiornare il nostro documento di
economia e finanze. E lo abbiamo fatto cercando di capire quali
siano i dati tendenziali e quali siano le ricadute che in campo
siciliano avremo, anche a causa dello scenario planetario che oggi
e comunque continua ad essere condizionato, da un lato nel nord est
della nostra Europa, da una guerra ucraino-russa, dall'altro lato
dai nuovi conflitti nel Medio Oriente.
Ebbene, alla luce di tutto ciò, abbiamo voluto dare una Nota di
aggiornamento snella che si può suddividere in ben tre segmenti:
il primo, la situazione macroeconomica nazioni con delle refluenze
regionali; la seconda, le nuove, le politiche l'aggiornamento delle
politiche regionali che il Governo metterà in campo già nel 2024, e
quindi alcune considerazioni sulla finanza locale per le ricadute
che alcune, diciamo così, vicende avranno sulla tenuta dei conti
della Regione siciliana, ma anche sugli enti locali, alla luce
anche e soprattutto del nuovo accordo che lo Stato è riuscito a
concludere con la Regione siciliana, a seguito di un impegno che il
presidente Schifani aveva preso qua in Aula, a seguito di un
impegno che avevamo preso all'inizio appunto di rivedere quel patto
con il Governo nazionale, quel patto che era stato siglato qualche
anno fa, e alla luce della esigenza di ridurre la compartecipazione
sanitaria che oggi è data al 49,11% quando invece dovrebbe essere
al 42,50%.
I dati che oggi noi offriamo a questo Parlamento, sono dati che
vedono e prevedono un prodotto interno lordo che, malgrado continui
a crescere nel 2024 avrà però una crescita dello 0,7 rispetto
dell'1%, così come era previsto, e questo malgrado tutti i dati
tendenziali in aumento, ad esempio dell'occupazione, delle
esportazioni o ad esempio i dati molto, molto soddisfacenti nel
turismo, nelle presenze turistiche, quindi con l'aumento anche di
ricchezza per il nostro contesto isolano, però certamente dovremo e
dobbiamo registrare un rallentamento dell'aumento del prodotto
interno lordo.
A questo, se questo potesse creare una riduzione e poi del gettito
erariale, parliamo di Irpef, invece alla fine ciò non si avrà
perché a causa, purtroppo, grazie all'inflazione ad esempio in
termini di Iva, di ritorno di Iva, ci sarà un aumento che andrà a
compensare eventuali rallentamenti del Pil nel nostro Paese e
quindi anche nella nostra Isola.
Quindi di fatto la prima parte, il primo segmento, come dire, ci
pone un quadro tendenziale stabile: ecco perché abbiamo potuto
mettere in campo una legge di stabilità che poggia anche sulla Nota
di aggiornamento, e poggia sulla Nota di aggiornamento perché i
dati che questa Nota, comunque, ci rassegna sono dati certamente
rassicuranti, sono dati che comunque danno, non soltanto una tenuta
dei conti, ma ci mettono anche nelle condizioni di avere,
addirittura, di guardare comunque con ottimismo a quello che
succederà nel 2024.
La seconda parte, invece, riguarda le politiche del Governo, che
il Governo sta attuando e che vorrà attuare in vari settori, nel
turismo, nella cultura, ma anche, se vogliamo, nella
razionalizzazione degli enti facenti parte del gruppo di
amministrazione pubblica, del cosiddetto GAP, di cui oggi abbiamo
potuto discutere in Commissione Bilancio' quando abbiamo trattato
quell'altro dossier che dovremo domani, trattare in Aula mi auguro,
che è il bilancio consolidato.
In quel bilancio consolidato in cui viene fatta una panoramica di
tutti gli enti che partecipano e che rientrano, appunto, in questo
perimetro del GAP, di quegli enti che hanno, che intercedono e
comunque si relazionano a vario titolo con la Regione siciliana.
E allora, qua mi permetto di dire - lo leggerete nella NaDEFR -
che stiamo procedendo a una riduzione di tanti enti, nel 2024
spariranno, cioè saranno cancellati alcuni, residui di enti,
potremmo dire, ecco, ci permettiamo di dire questo, come le aziende
autonome di soggiorno e turismo, ne abbiamo 20 poste in
liquidazione ormai da tantissimi anni, dal 2009. Bene, finalmente
ne abbiamo chiuso, non liquidato, ne abbiamo chiuso nel senso
cancellate ben 18, e altre due sono prossime ad essere cancellate;
stiamo procedendo alla chiusura, e riteniamo che tra gennaio, ma
forse noi speriamo, addirittura, a dicembre 2023, ben 11 enti, i
famosi consorzi di ripopolamento ittico, saranno cancellati
definitivamente. E quindi arriviamo a 31; e quindi ancora vicino a
Biosphera, abbiamo l'Espi - ricordate l'ente siciliano di
promozione industriale - in liquidazione da oltre 25 anni, bene
anche questo, come dire, da qui a qualche settimana sarà cancellato
dalla competente Camera di Commercio, partita Iva e tutto. E così
via.
Allora, questo significa che stiamo rimettendo ordine a questa
materia, inoltre tutto ciò che viene fatto e che voi leggerete per
quanto riguarda l'urbanistica, per quanto riguarda la cultura
abbiamo detto, ma anche le politiche del lavoro.
La terza fase, invece, il terzo segmento della NaDEFR riguarda la
finanza locale: questo accordo che abbiamo fatto e abbiamo chiuso
con lo Stato che mette in sicurezza i conti, che ci darà 300
milioni di euro nel 2023 - e che abbiamo già potuto utilizzare con
l'ultima manovra finanziaria che abbiamo licenziato la settimana
scorsa - e poi ci darà, nel 2024, 350 milioni di euro per arrivare
a 400 nel 2025, a 450 nel 2026, per andare a crescere e creare,
diciamo così, quella cifra, arrivare alla cifra di 630 milioni di
euro che appunto è il GAP che differisce e differenzia ormai da
diversi anni, da 15 anni, la compartecipazione sanitaria della
Regione siciliana al Fondo sanitario regionale che deriva dal Fondo
sanitario nazionale.
Per farla in breve, il Governo Schifani si riprende ciò che altri
Governi avevano purtroppo dovuto subire, e ci riprendiamo quello
che lo Stato ci aveva tolto, sostanzialmente, è una grande
conquista. E questo a cosa servirà? Serve a dare garanzia,
soprattutto agli enti locali, cioè noi lo abbiamo detto, la prima
direttrice, il primo pilastro su cui poggerà la Finanziaria o la
legge di stabilità 24-26 è appunto rafforzare i trasferimenti ai
comuni e dare una continuità.
Lo abbiamo già fatto riuscendo a dare ai comuni la quarta rata,
allineando dopo oltre due lustri la finanza, la finanza locale
degli enti locali, quindi dei nostri comuni, ma anche delle nostre
province. Su cui oggi, lo voglio dire, ma giusto perché è un dato
assodato, abbiamo licenziato in Commissione Bilancio dando il
parere di copertura finanziaria la legge delle province, quella
legge delle province che ormai tutte le forze politiche condividono
di dover ripristinare, soprattutto nelle loro governance, per
restituire maggiori servizi, migliori funzioni e soprattutto più
efficaci interventi in quel contesto sovracomunale che ormai non
viene più considerato, o certamente non è considerato adeguatamente
da questi enti che purtroppo in tutti questi anni hanno potuto
soltanto galleggiare, ma non dare o non migliorare i servizi di
loro competenza.
In queste tre fasi, quindi, questione macroeconomica, politiche
regionali e finanza locale ormai si declina quella che vuole essere
un documento agile, di circa 60 pagine, che può essere letto da
tutti e può essere giudicato da tutti.
PRESIDENTE. Grazie assessore Falcone.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Grazie Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
ascoltare le parole dell'Assessore ovviamente che parla diciamo di
aspetto tutto in positivo, mi fa comprendere che in questa Regione,
assessore Falcone, sembra che tutto vada bene, che non ci sono
problematiche, e che su questo documento, ovviamente, abbiamo
risolto tutto ciò che in questi mesi invece noi come opposizione e
come Gruppo parlamentare abbiamo lamentato.
Ritengo che, intanto, Presidente Galvagno, su questo documento che
è stato esitato in Commissione Bilancio stamattina, non è un
documento propedeutico, perché approviamo come ordine del giorno,
ma è un documento fondamentale ed importante per ciò che riguarda
la Regione siciliana. E lo dico perché? Perché fondamentalmente,
assessore Falcone, rispetto alle cose positive che io intravedo in
questo documento economico, ci sono due cose che non dipendono
dall'azione del Governo regionale.
Una è quella della crescita dei flussi turistici, ma questo
aspetto, secondo me, non è un merito di un Governo regionale, è
forse molto di più l'idea di gente che vuole venire in Sicilia a
trascorrere le vacanze, o a visitare i siti archeologici che noi
abbiamo e, nel frattempo, dico anche che forse c'è una piccola
riduzione del tasso di disoccupazione, ma questo io non
l'attribuisco ad un'azione mirata da parte del Governo regionale,
che mette in condizione le imprese di promuovere produttività, e
quindi incrementare forza lavoro e occupazione.
Io invece sono preoccupato, assessore Falcone, sono preoccupato
perché lei lo ha detto, c'è un decremento del Pil che, ovviamente,
questo decremento del Pil è preoccupante, c'è un'inflazione con un
tasso di crescita più elevato rispetto al dato nazionale, a
settembre era pari al 9 per cento per i beni alimentari, un crollo
delle esportazioni, assessore Falcone, che ovviamente siamo a un
meno 17 per cento rispetto al 2022, ad un problema che ovviamente -
l'ho detto già la scorsa settimana - e che continua a persistere ed
esistere. Oggi, anche in Prima Commissione ne abbiamo parlato, del
precariato, intendo. Questo Governo regionale, in continuità con il
passato, pensa di risolvere il problema attraverso gli slogan
politici e, mi permetto di dire anche elettorali, perché andiamo
verso una campagna alle europee, però di fatto poi alla fine non si
risolvono questi problemi con gli slogan, si deve entrare nel
merito, quindi dobbiamo dire le cose come stanno
Non possiamo contrattualizzare a tempo indeterminato, dobbiamo
dire che noi aumentiamo le ore, questo è quello che facciamo. C'è
un problema con i contrattisti Covid, e rispetto a tutte queste
cose, assessore Falcone, in questo Governo secondo me manca davvero
il cuore di un documento economico che dovrebbe tracciare quello
che la Sicilia sta attraversando, e quindi le condizioni socio
economiche in cui versa questa Regione, dove ovviamente c'è
un'incidenza, dove la povertà è passata con quasi un punto di
percentuale, e noi abbiamo moltissime famiglie che vivono una
situazione di povertà enorme.
Allora io rifletto, assessore Falcone, perché ci accingiamo a
votare questo documento. Questo Governo ha presentato in pompa
magna la finanziaria, noi dovremmo iniziare a vederla a discuterla
e mi permetto di consegnarle, assessore Falcone, una grande
preoccupazione. La grande preoccupazione è che i problemi della
Sicilia non si affrontano con le belle parole, si affrontano con le
azioni, e noi abbiamo problemi che ci attanagliano, che guardiamo,
il problema dell'agricoltura, il problema dei precari, il problema
dell'occupazione, il problema delle infrastrutture, il problema
della sanità, del diritto alla salute. Sono queste le vere
problematiche che io mi aspetto da parte di un Governo regionale
che vuole procedere in forma spedita e, per carità, a tutto il
diritto il dovere di procedere in forma spedita per quello che
potrebbe essere una finanziaria che si deve presentare.
Però, dentro quella finanziaria, assessore Falcone, noi siamo
pronti da oggi in poi a promuovere, giorno dopo giorno, quello che
sono le cose essenziali che servono al popolo siciliano, perché non
ne possiamo più della continuità politica che voi avete come
Governo regionale ormai da anni, tentando di attribuire
responsabilità ad altri, e non ne possiamo più perché vogliamo
davvero vedere nel merito quello che realmente voi volete prevedere
per la Sicilia e per i siciliani.
E su questo, assessore Falcone, noi nelle prossime giornate, al di
là del vostro modo di potere andare avanti - Presidente lo dico a
lei - noi nelle Commissioni di merito, come nella Commissione
Bilancio, daremo battaglia per potere dare il nostro contributo nel
migliorare quella che è l'idea sulla vostra di Sicilia per il
prossimo anno.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Catanzaro. Ha chiesto di intervenire
l'onorevole Auteri. Ne ha facoltà.
AUTERI. Intervengo perché ieri sera ho partecipato a un incontro
con tantissimi allevatori della provincia di Siracusa e di Catania
e mi lego anche all'appello fatto qualche settimana fa
dall'onorevole Dipasquale: la crisi che stanno vivendo gli
allevatori in Sicilia.
Da cinque mesi non piove e la problematica siccità sta mettendo in
ginocchio, veramente, tantissime aziende. Chiedo, Presidente, un
intervento immediato, urgente e faccio appello alla sensibilità del
Governo, assessore Falcone, perché non è più pensabile che si possa
andare avanti con questo tipo di clima che c'è ormai in tantissime
aziende. Ci sono già circa 25 aziende che sono al collasso, hanno
chiuso, ieri hanno partecipato alla riunione solamente per dare
l'ultimo grido di disperazione. Pensate che chi produce biologico
spende 130 euro al giorno per poter portare avanti la propria
azienda.
Non ci sono più le forze per poter continuare a portare avanti le
proprie aziende. Quindi, un'azione urgente, lo chiedo all'assessore
Sammartino che speravo oggi di trovare qui in Aula.
E un appello all'assessore Falcone: Assessore, speriamo di trovare
una soluzione immediata perché assistere a 200 aziende che non
hanno più una visione di quello che sarà il suo futuro è veramente
triste
Ho chiesto al Presidente Vitrano di convocare martedì in
Commissione l'assessore Sammartino e il responsabile delle aziende
degli allevatori della provincia di Siracusa e Catania, sperando di
trovare una situazione per dare aiuto a tantissime famiglie.
Grazie Presidente, grazie assessore Falcone per quello che potrà
fare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Safina. Ne ha
facoltà
SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori.
Assessore Falcone, guardi io ho ripensato, glielo dicevo poc'anzi,
all'iniziativa che avete organizzato sabato 'Etna 23' e leggendo la
Nota di aggiornamento al DEFR ho capito perché lei è un fervente
berlusconiano, me ne sono convinto pienamente perché vede, come lei
sa, anche se sicuramente lo negherà, Berlusconi nel 94 si presentò
ai cittadini italiani declamando i tanti e innumerevoli problemi di
questo Paese, dimenticando però di indicare quali fossero le
soluzioni.
Presidenza del Vicepresidente Di Paola
SAFINA. Ebbene, lei in questo Documento di Economia e finanza,
collegandosi ovviamente in questa Nota di aggiornamento, anche ai
dati macroeconomici che sono stati descritti nella Nota del Governo
nazionale, declama tutta una serie di problemi che la Sicilia ha,
che i siciliani vivono giornalmente sulla loro pelle, che gli
imprenditori affrontano unitamente ai loro dipendenti per cercare
di uscire fuori dalle secche nelle quali, purtroppo, non solo a
causa della incapacità di questo Governo e del Governo precedente
sono caduti, ma anche a causa di vicende esterne alla nostra
volontà.
Però, qui, di soluzioni non ce ne sono, anzi ci sono
contraddizioni. Mi è capitato nella lettura di leggere la parte
dedicata all'urbanistica, assessore, nella parte il punto 2.3. Voi
dite al fine di proseguire in maniera efficace nel raggiungimento
degli obiettivi strategici del programma da attuare nella XVIII
legislatura, così come individuati dal governo regionale, inerenti
la riforma urbanistica lascio lo sviluppo e le città in modo
armonico, sostenibile, durevole, con finalità di promuovere la
bellezza, la salubrità, il miglioramento della qualità della vita
delle città. Ebbene, nel frattempo che voi scrivete questo, in
Quarta Commissione viene approvata una norma che cozza con la
tutela della bellezza, che cozza con la tutela del territorio, che
cozza con la capacità del nostro del nostro territorio di essere
attraente, mirate alla sanatoria di centinaia di migliaia di
immobili che hanno devastato le nostre coste, e che, se non fosse
per l'intervento meritorio di molti, moltissimi sindaci, ne avremmo
ancor di più.
E questo è uno dei tanti temi sui quali cadete in contraddizione.
Non c'è - Assessore, se i suoi colleghi mi consentono - non c'è un
elemento su quello che è avvenuto nel corso del 2023.
La crisi dell'agricoltura, la crisi della pesca. Come questo
Governo intende venire incontro alle crisi che si sono abbattute su
due settori primari fondamentali? Qui, di questo, non c'è traccia.
E' chiaro, sulla pesca non possiamo addebitare tutte le
responsabilità a questo Governo perché ci sono responsabilità che
discendono anche da quelle che sono la disciplina europea, che
penalizza, ma mi sarei atteso che qui si fosse scritto che è
intendimento del Governo aprire una trattativa con lo Stato
italiano e con la Commissione europea, per tenere conto di ciò che
accade nella pesca nel Mediterraneo, per tenere conto del fatto
che, mentre i nostri pescatori rispettano le regole, i paesi
rivieraschi possano fare quello che vogliono. Di tutto questo non
c'è traccia, eppure penso che siano temi a voi ben noti perché non
siete, sicuramente, alla prima esperienza.
E poi, Assessore, si decantano in questa Nota di aggiornamento i
meriti relativi alle politiche sul turismo. Ma abbiamo dimenticato
SeeSicily , abbiamo dimenticato che l'unica Regione che si è
allineata ai dati del 2019 è la Regione siciliana, mentre tutte le
altre Regioni hanno superato le presenze del 2019, cioè l'anno pre-
Covid? La Regione siciliana è l'unica che si è riallineata ai dati
Covid, ai dati pre-Covid. Tutte le altre Regioni hanno superato,
come numero di presenze, quelle che avevano nel 2019. Noi, per
utilizzare uno specchietto per le allodole, riferiamo il 2022 al
2021. Sarebbe stato più corretto capire cosa è avvenuto rispetto al
2019, perché il 2021 è ancora un anno di Covid.
Le rammento che il numero di visitatori delle nostre aree
archeologiche e dei nostri musei
PRESIDENTE. La invito a concludere.
SAFINA. No, abbiamo dieci minuti Presidente.
PRESIDENTE. Volete dieci minuti?
SAFINA. Vogliamo il tempo che serve. Sto finendo ma, diciamo, ci
vogliono dieci minuti.
PRESIDENTE. Va bene, va bene onorevole Safina. Prego.
SAFINA. Stavo dicendo, per averlo chiaro, i visitatori delle aree
archeologiche e museali in Sicilia sono pari al numero di
visitatori degli Uffizi. E non penso che il patrimonio storico,
artistico, archeologico siciliano sia da meno rispetto agli Uffizi.
E allora, io mi attendo, ho compreso, dai conciliaboli di oggi in
Assemblea, che questo Governo vuole approvare la finanziaria entro
il 31 dicembre. Mi auguro che non la si voglia approvare sulla base
di queste valutazioni, perché con queste valutazioni non so cosa
offriremo ai siciliani
Mi auguro che lei, che è persona sicuramente competente, e questo
le va riconosciuto, non condividiamo nel merito le cose che ci
propone anche perché non ho ben chiaro a quale ragionamento... io
sono un amante della logica e sono abituato che ad ogni premessa
deve seguire una logica conseguenza. Io non ho capito, dicevo, qual
è qui la premessa e, non avendo compreso qual è la premessa, non
posso comprendere quale sarà la logica conseguenza
Spero che, in questo mese di intenso lavoro, lei riuscirà a
spiegare a quest'Aula e a tutti i parlamentari e, soprattutto, ai
siciliani, qual è la premessa e qual è la logica conseguenza.
Dopodiché, son d'accordo col mio Capogruppo, non mancherà certo al
Partito Democratico impegnarsi affinché si possa migliorare
qualcosa che deve essere migliorato, o affinché si possa cambiare
qualcosa che va totalmente riscritto. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Grazie a lei, onorevole Safina.
E' iscritto a parlare l'onorevole Cambiano. Prego onorevole. Ha
cinque minuti, in caso prorogabili a dieci. Prego.
CAMBIANO. Presidente, Governo, colleghi, sulla Nota di
aggiornamento al Documento di economia e finanza, vorrei esprimere
un sentimento comune, anche ad altri colleghi con cui mi sono
confrontato, rispetto a questo documento. appunto a questa Nota di
aggiornamento.
Pare che ci sia uno scollamento tra quanto viene riportato nel
Documento e quanto relazionato dal Governo, e quella che poi è la
vita reale.
Quindi, un quadro economico sano; una diminuzione del disavanzo
della Regione siciliana rispetto agli anni precedenti; un
miglioramento dei conti della Regione a cui, però, non corrisponde
un aumento della qualità dei servizi offerti ai siciliani, perché
il mondo reale, probabilmente col quale ogni rappresentante del
territorio si confronta, ci dice che i cittadini siciliani sono
alle prese - come gli amministratori - con gli enormi problemi
riguardanti il tema dell'energia e dei rifiuti, con gli enormi
problemi riguardanti il tema dei servizi ai cittadini, il tema
della sanità e su questo apro una parentesi: liste d'attesa
lunghissime, servizi non resi.
E il messaggio che passa all'esterno, caro Assessore Falcone e
Governo regionale, è quello che sulla sanità ci siano centri di
potere perché è in atto una logica di spartizione del potere. E'
quello che fa allontanare probabilmente i cittadini dalla buona
politica. Ma i responsabili siamo noi e responsabile è la politica
dei messaggi che passano all'esterno rispetto a questa tematica,
rispetto alla tematica della sanità non si ragiona su servizi da
offrire ma si ragiona su commissario, su direttori generali da
nominare e mancati accordi raggiunti in seno alla maggioranza.
Per quanto riguarda i macro argomenti, contenuti nella Nota di
aggiornamento al DEFR, si parla di turismo e di incremento dei
flussi turistici, non si parla però delle carenze infrastrutturali
e di ciò che i turisti trovano quando arrivano in Sicilia, delle
difficoltà di collegamento, delle parzializzazioni nell'unica
autostrada che è presente in Sicilia, nell'abbandono delle strade
provinciali e lei, Assessore, ha menzionato il ritorno alle
province.
Io sono stato amministratore e sono convinto che la rappresentanza
è sacrosanta, però probabilmente il tema delle province è più
ampio, avremo modo di parlarne successivamente e riguarda non solo
le competenze ma le risorse ad esse assegnate, perché sul tema
dell'edilizia scolastica della viabilità provinciale credo che non
si risolvono solo con la reintroduzione dell'organo politico i
problemi.
Sull'agricoltura: noi abbiamo gli agricoltori che sono alle prese
con una siccità e in alcune zone ancora si attendono infrastrutture
per fare arrivare l'acqua per irrigare i campi.
Sugli enti locali - concludo il mio intervento -, perché
stamattina in Prima Commissione, e di questo ne sono ben lieto, è
stata approvata una nota di osservazione al Documento di economia e
finanza, proposta da me, dai colleghi del Gruppo, che invita il
Governo - se è possibile - ad attenzionare la problematica dei
lavoratori, cosiddetti, "contrattisti degli enti locali". Sono
circa milleduecento che si trovano a prestare servizio in enti in
dissesto e che il 31 dicembre non sanno quale sarà il loro destino.
Ma accanto a questo, ci sono dodicimila lavoratori, definiti
"contrattisti", che sono stati stabilizzati e prestano servizio
presso gli enti locali con contratti a diciotto, a ventuno, e a
ventiquattro ore. Ecco, abbiamo pensato agli ASU e siamo stati ben
lieti di condividere quelle misure a sostegno in favore dei
lavoratori che vivono nel precariato da diversi anni, ma per porre
fine a questa triste pagina della politica che ha alimentato
aspettative, credo che uno sforzo il Governo regionale lo debba
fare per garantire da un lato serenità alle famiglie ma dall'altro
venire incontro alle esigenze degli Enti locali, di quei 12 mila
lavoratori che prestano servizio negli Enti locali e che
garantiscono servizi essenziali, come quello della Polizia locale,
ad esempio.
Spero che il Governo sia sensibile a questa richiesta e possa
accogliere questa proposta.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cambiano. E' iscritta a parlare
l'onorevole Marano. Ne ha facoltà.
MARANO. Grazie Presidente, beh è inutile dire che, chiaramente,
quando ci troviamo a leggere il Documento di economia e finanza,
con queste attente analisi, dati, numeri, percentuali, ben
dettagliate poi tutte queste premesse non trovano concretezza e
soluzioni durante poi l'attività legislativa, lo abbiamo visto
anche durante la scorsa legislatura.
Noi siamo la Regione che si distingue, purtroppo, per tanti
primati negativi: dalla sanità all'agricoltura, al recente concorso
sul Corpo forestale dove, ovviamente, poi con questi episodi, i
giovani perdono la speranza di rimanere in Sicilia, ma mi vorrei
soffermare su un tema nello specifico: sulla questione del bonus
110 per cento.
Noi oggi in Commissione abbiamo presentato una nota integrativa
per impegnare la Regione ad agire, in merito a quello che è il tema
dello smaltimento dei crediti incagliati e abbiamo appunto chiesto
di impegnarsi, così come è già avvenuto in altre Regioni, anche
attraverso partecipate ed enti strumentali della Regione, con
l'ausilio di IRFIS, per poter dare un supporto e un intervento
concreto a quello che è il settore dei crediti incagliati del bonus
110.
Ma parlando di 110 vorrei anche ricordare - perché è giusto che
sia, visto che comunque neanche nella nota integrativa del
Documento di economia e finanza è riportato per come dovrebbe
essere - vorrei ricordare con questa occasione quelli che sono i
dati, i numeri positivi, e degli effetti positivi che ha portato il
bonus 110 per cento, a differenza di quello che viene narrato e
raccontato dal vostro Governo a Roma.
Infatti, secondo i dati Enea riferiti a marzo del 2023 - quando
appunto il Governo Meloni ha deciso di sospendere tutto - gli
investimenti ammessi a detrazioni erano pari a 63,9 miliardi e le
detrazioni previste a fine lavori erano pari a 80 miliardi.
In merito all'impatto economico del superbonus sul PIL nazionale
sono stati realizzati diversi studi, per esempio vi cito quello del
Rapporto Censis del novembre 2022, basato sui dati Enea ed Istat:
su un totale investimenti di 55 miliardi, la misura in due anni ha
contribuito alla crescita del Pil per 73 miliardi di euro, ed ha
attivato una produzione aggiuntiva diretta e indiretta di 116
miliardi, creando lavoro e ricadute fiscali positive, tant'è che il
maxi incentivo, in realtà al netto del gettito generato, è costato
allo Stato solo il 30 per cento di quanto messo in bilancio.
In altre parole, la spesa già citata di 55 miliardi di euro in
superbonus, per questa cifra il Censis ha stimato che un gettito
direttamente derivante dai lavori realizzati col superbonus pari a
22,8 miliardi di euro e in maniera estensiva si sono generati altri
42,8 miliardi di euro.
Una misura positiva che ha davvero creato un forte impatto
economico nel nostro Paese, misura che, invece, è stata distrutta
dal Governo nazionale.
Ci tenevo a ricordare questi numeri, questi dati, perché purtroppo
viene narrato diversamente dal Governo Meloni a Roma e ribadisco,
abbiamo appunto presentato questa integrazione per impegnare la
Regione a intervenire in merito. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Marano. E' iscritto a parlare
l'onorevole La Vardera. Ne ha facoltà.
Presidenza del Vicepresidente Lantieri
LA VARDERA. Grazie Presidente, onorevoli colleghi, Governo.
Io mi vorrei soffermare su un passaggio che è stato enunciato
nella relazione fatta dall'onorevole Marianna Caronia per conto,
appunto, del Governo e quindi di maggioranza e c'è un passaggio che
è emblematico che recita così: «Attuare delle politiche regionali
volte alla lotta alle dipendenze patologiche con particolare
riferimento al crescente fenomeno della diffusione della sostanza
stupefacente comunemente nota come crack». Voi bene fate, Governo,
a inserire questo passaggio all'interno di questa nota a patto che
ieri a Palazzo d'Orleans è andata in scena una barzelletta che era
quasi forse tragicomica a proposito di questa storia ma, purtroppo,
è andata come dire, in atto, questa barzelletta ed è stata anche
firmata da tutti gli organi di stampa che erano presenti e
fortunatamente hanno, come dire, immortalato questa ennesima
vergogna di questo Governo perché a proposito di crack, caro
assessore Falcone, il Presidente Schifani ieri ha candidamente
ammesso e affermato davanti la stampa di non conoscere il disegno
di legge che mi onoro di avere firmato come primo firmatario e a
diversi colleghi che sono qui presenti e devo ringraziare tutto
l'arco parlamentare.
Ha affermato, candidamente, davanti al papà di Giulio Zavatteri,
il ragazzo morto dopo avere assunto crack, ha detto testualmente:
«e beh, ma dov'è questo disegno di legge? Adesso lo faccio tirare
fuori, vediamo un attimo dove l'ho" e l'assessore assessore Volo ha
continuato dicendo: «ci scusiamo con le famiglie dei giovani perché
non abbiamo capito il problema. Stiamo intervenendo tardi».
Noi da un anno, vedo qui anche l'onorevole Tiziano Spada con il
quale abbiamo fatto una battaglia comune per presentare questo
disegno di legge che ci hanno consegnato le famiglie disperate di
Ballarò, e sapere che il Presidente Schifani non sa nemmeno
l'esistenza di questo disegno di legge che metterebbe fine,
inizierebbe a fare un percorso importante di rivoluzione su questo
fenomeno, mi fa cadere le braccia a terra. Perché è impossibile non
sapere che questo Parlamento lavora strenuamente su questo tema.
Il Presidente della Commissione Salute convoca, ben due mesi fa,
l'assessore Volo e aspettiamo da due mesi, dicasi due mesi, la
relazione tecnica dell'Assessorato per questo disegno di legge.
E quando ieri il governatore Schifani dice che aprirà questo
centro contro il crack in Via Gaetano La Loggia è quello che noi
vogliamo in questo disegno di legge, cioè non ha scoperto, come
dire, l'acqua calda, noi siamo contenti che lui si è svegliato e ha
voluto aprire questo centro importante che dà intanto una prima
risposta. Era nel disegno di legge
Oltre a questo, che mi sembra essere - ma non voglio, come dire,
vedere sempre male - una sorta di contentino momentaneo, noi
chiediamo a gran voce che venga approvato quel disegno di legge
perché hai voglia che noi facciamo nella nota che ha letto la
collega Caronia questa impostazione di volere fare concretamente,
ovviamente, insomma, l'onorevole Caronia per conto del Governo ha
fatto una nota, nulla contro la collega Caronia. Quindi il tema è,
al di là di questo, specifico ovviamente, bisogna approvare
urgentemente quel disegno di legge.
Assessore Falcone, lo dico qua, pubblicamente, io domani mattina
ho preso un appuntamento col governatore Schifani, per la prima
volta ci andrò, in un anno non ci ho mai parlato vis a vis, domani
mattina, io lo dico pubblicamente, siccome non facciamo le cose
ammucciuni e ammucciunieddu , ma pubblicamente, ebbene io alle
nove e mezzo ho preso appuntamento col suo segretario Caruso, sarò
presente, andrò dal governatore Schifani e gli chiederò di
approvare questo disegno di legge, di muoversi, lo farà il
Parlamento, ovviamente, affinché questo disegno di legge venga
calendarizzato quanto prima in quest'Aula ed entro quest'anno venga
approvato.
E' questo quello che chiedono le famiglie. Il cinque dicembre
faremo una manifestazione di protesta su Palermo perché questo è
l'obiettivo. I tempi non ci sono più.
Un assessore regionale che dice pubblicamente ai giornali:
"abbiamo minimizzato e sottovalutato il problema", davanti un
fenomeno così grave è ingiustificabile, è ingiustificabile
Noi da un anno, da questi banchi, diciamo che c'è un problema
serio e non possiamo permetterci più presidente Laccoto questa
storia deve finire, dobbiamo approvare questo disegno di legge, e
tanto lo so che alla fine quel disegno di legge verrà pubblicato
entro e non oltre quest'anno. Non ci sono storie. Non ci possiamo
permettere ancora di perdere tempo e il presidente Schifani non può
dire di non conoscere questo disegno di legge, perché pubblicamente
ne abbiamo parlato in ogni dove, da un anno e da questi scranni
Se non ci ascolta questo Governo è un Governo cieco, è un Governo
sordo, che davanti a questi fenomeni non può permettersi di dire
'non sapevo', perché davanti a questo il silenzio è complice, il
silenzio è concausa, il silenzio è inaccettabile
PRESIDENTE. Grazie onorevole La Vardera.
E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, guardi oggi io ho posto in Commissione
questa tematica. Praticamente. mi è stato risposto in maniera molto
chiara, è a verbale quindi non si può delegittimare né il
Parlamento, né la Commissione. Mi è stato risposto che il disegno
di legge deve essere totalmente rivisto dal punto di vista
legislativo e che stanno facendo un lavoro, già affidato ai
funzionari dell'Assessorato, per potere nel più breve tempo
possibile portare questo disegno di legge in Commissione. Quindi
non c'è stata nessuna omissione, nessuna sottovalutazione del
problema e nessuna dimenticanza.
Siccome noi, naturalmente come Commissione, dobbiamo avere il
disegno di legge che deve essere approvato dall'Assessorato con
quelle che sono le regole del lavoro in Commissione di merito, noi
abbiamo chiesto di sollecitare tutto questo.
Teniamo conto e, lo voglio dire, che se arriva la finanziaria fin
quando noi non avremo la possibilità di esitare la finanziaria
stessa, i disegni di legge, per Regolamento interno, non possono
essere discussi in Commissione. Questa è la situazione. Queste sono
regole che il Parlamento conosce.
Le avevo chiesto, già la settimana scorsa e avevo indirizzato la
nota che era stata fatta dall'onorevole La Vardera, l'avevo
immediatamente trasmessa all'Assessorato, al Direttore, oggi ho
ripreso questa discussione e questo è stato il risultato. Non c'è
una sottovalutazione. La Commissione tutta può testimoniare che
oggi abbiamo, praticamente, affrontato il tema e, quindi, siamo in
attesa che questo testo, scritto naturalmente da tecnici, ma
legislativamente non idoneo, debba essere previsto e portato in
Commissione.
PRESIDENTE. Grazie, presidente Laccoto.
E' iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Grazie Presidente, Governo, colleghi e cittadini.
Presidente, io inizio da un punto fondamentale che ha trattato
l'Assessore Falcone e di cui si è trattato pure questa mattina in
Commissione Bilancio : il disegno di legge sul ripristino delle
province.
Noi in Commissione Bilancio , più e più volte, avevamo chiesto al
Governo ma anche alla maggioranza di riflettere, principalmente sui
costi delle Province, cioè sui costi dell'istituzione, degli organi
elettivi delle Province e, Presidente, c'erano dei numeri anche
contrastanti.
L'Assessorato degli Enti locali comunica un importo di 5 milioni
di euro, circa, per il ripristino dei costi dell'organo elettivo
delle Province, quindi, l'emolumento per il presidente, per gli
assessori, per i consiglieri provinciali.
Gli studi fatti rispetto agli ultimi anni, quando le Province
avevano l'organo elettivo e dicevano che i costi per il ripristino
fossero all'incirca sui 20 milioni di euro, 5 milioni di euro, 20
milioni di euro...
In Commissione Bilancio , più e più volte al Governo, abbiamo
chiesto, oltre alla verifica di questa copertura, anche un raccordo
con il Governo nazionale, perché se non sbaglio, questo Governo,
qui c'è l'assessore Falcone, fa un raccordo massimo su tutte le
altre misure, sull'accordo Stato-Regione, sul discorso
dell'autonomia differenziata, se non sbaglio da parte di questo
Governo si lancia un messaggio all'esterno continuo dove il
raccordo è massimo tra il presidente Schifani e il presidente del
Consiglio Meloni. Non riesco a capire, Presidente, perché sul
disegno di legge sulle province, quando a livello nazionale il
centro destra con il governo Meloni, se non sbaglio, frena sul
discorso delle ripristino degli organi elettivi in tutta Italia,
qui a livello regionale, si va avanti con, come dire, anche, ho
sentito dall'assessore Falcone, fierezza nel portare avanti questo
disegno di legge che, di fatto, va contro il governo Meloni, va
contro le indicazioni del presidente del Consiglio Meloni e se non
sbaglio, qui, questo Governo regionale ha, in Fratelli d'Italia, un
partito che sostiene a maggioranza e a maggioranza importante
questo Governo.
E, allora, il mio dubbio e la richiesta, ecco perché oggi sono
uscito dalla Commissione Bilancio' quanto è stato dato il parere,
è perché si sta accelerando un disegno di legge che, a mio modo di
vedere, Presidente, nasce e crescerà in maniera monca perché se non
c'è raccordo a livello nazionale cosa stiamo facendo, propaganda
Propaganda forse per le elezioni europee, per le elezioni
amministrative perché, di fatto, 5 milioni di euro basteranno a
coprire probabilmente quattro mesi e quindi già il Governo
regionale è come se stesse lanciando il messaggio che le lezioni
saranno poi quando, a settembre? Per coprire quanto? Quattro mesi
Ecco secondo me un'eventuale riforma così importante non può
essere portata avanti in questo modo.
Andiamo al NaDEFR, Presidente. Il NaDEFR dice una cosa chiara: la
Regione siciliana ringrazia il governo Conte 2 perché su questo
documento è scritto a chiare lettere che il prodotto interno lordo
è aumentato negli ultimi anni per due misure; Presidente, il
superbonus 110 per cento ha rilanciato il motore dell'edilizia, che
h il motore trainante per quanto riguarda l'economia siciliana e
sicuramente anche se è stato, purtroppo negli ultimi mesi,
bistrattato, ma il reddito di cittadinanza ha dato un miliardo di
euro ogni anno alla Regione siciliana per dare la possibilità a chi
ha enormi difficoltà di poter spendere in Sicilia: perché quel
miliardo di euro veniva speso nei supermercati, veniva speso nei
mercati, veniva speso nelle attività commerciali siciliane.
Perché dico che questo Governo regionale dice grazie alle misure
del governo Conte 2? Perché all'interno di questo documento non
trovo minimamente alcuna misura che vada come dire a rilanciare la
Regione siciliana venendo a mancare superbonus 110 per cento e
reddito di cittadinanza perché di questo si tratta, tranne che il
Governo regionale cosa ci dice, di non preoccuparci Saranno poi
fondi del PNRR che permetteranno il rilancio dell'edilizia, il
rilancio delle costruzioni.
Ma attenzione, Presidente, mentre per le province questo Governo
regionale non si raccorda con Roma, sul PNRR mi pare che ci sia un
raccordo massimo e sul PNNR ci stanno togliendo ulteriori risorse
che stanno andando dalla Sicilia verso il Nord e, nello stesso
tempo, non mi sembra che ci siano da parte del Governo regionale
misure per concretizzare prima possibile i fondi del PNRR in
Sicilia che rischiamo anche qui di perdere.
Sui settori cruciali della Regione: agricoltura. L'agricoltura sta
diminuendo la sua produttività rispetto agli anni passati e questo
Governo regionale ci propone una riforma sui consorzi di bonifica,
che anche questa è una riforma propagandistica in vista delle
europee, che tutto fa, anzi fa solo una cosa, praticamente butterà
sul lastrico circa mille persone che, ad oggi, lavorano sui
consorzi di bonifica e non rilancerà per nulla l'agricoltura perché
oggi l'agricoltura, il mondo dell'agricoltura chiede una cosa sola:
acqua Chiede che la risorsa principale arrivi nei campi e, quindi,
chiede infrastrutture, non chiede un rimescolamento della
governance, non chiede questo ma chiede infrastrutture e
investimenti ben precisi. Ad oggi quella riforma che, anche qui,
spero che verrà attenzionata quanto più possibile, però se il
Governo poi è sordo e cerca di accelerare, l'unica cosa che farà
quella riforma è che butterà sul lastrico circa mille lavoratori
che si troveranno non più all'interno dei consorzi di bonifica, ma
si troveranno ad aspettare le famose piante organiche che chissà
quando verranno fatte.
E cosa dire dell'industria? Anche lì siamo in recessione, quindi
siamo in recessione pure nell'industria e non c'è una prospettiva
da parte di questo Governo regionale; si dice che la Sicilia è hub
energetico, bene Ok. Ma questo hub energetico e la strategia
energetica chi la gestisce? Chi la sta programmando in Sicilia?
Presidente, Nessuno Non c'è un ente - abbiamo enti e partecipate
per qualunque cosa -, oggi che va a fare strategie e programmazione
per quanto riguarda le energie e come dovremmo andarle a gestire
nel corso degli anni.
Il turismo, Presidente, e vado a conclusione. Il turismo è l'unico
settore che sta crescendo, anche se di poco ma sta crescendo, però
Assessore questo turismo potrebbe crescere ancora di più se noi,
magari, avessimo gestito in maniera migliore tutto il sistema
aeroportuale, cioè questa estate è un miracolo che il settore del
turismo sia cresciuto, perché questa estate è stata una baraonda, è
stato un inferno per tantissimi siciliani e per tantissimi turisti
che magari volevano venire qui in Sicilia.
Quindi, il plauso al settore il turismo va fatto non per meriti di
questo Governo ma perché, dico, è l'unico settore che in questo
momento sta provando a crescere.
Le stime, assessore Falcone, sono al ribasso, stiamo diminuendo,
le stime all'interno del NaDEFR in questo momento portano il
prodotto interno lordo della Sicilia allo 0,7 per cento, quindi
c'era una previsione di circa l'1 per cento, l'abbiamo rivisto a
fine anno allo 0,7 per cento.
Il prossimo anno se non ci saranno misure di espansione
rischieremo di, oltre ad avere una Sicilia precaria perché
purtroppo Assessore - non so se lei l'ha letto, ma sicuramente lo
avrà letto perché è lei anche che propone questo documento -, l'80
per cento dei contratti che vengono fatti ai siciliani dalle
aziende sono contratti precari, assessore Falcone Sono contratti
precari Quindi noi stiamo creando una Regione sempre più povera e
precaria, assessore Falcone.
All'interno di questo documento non ci sono, come dire, quelle
misure che mi aspettavo dal Governo regionale dopo un anno, mi
aspettavo delle misure, ok non c'è più il superbonus 110 per cento,
lanciamo questa misura piuttosto che quest'altra; non ce ne sono E
allora rischiamo, il prossimo anno, che andremo col segno meno,
andremo col segno meno dopo anni, perché negli ultimi anni, invece,
siamo andati col segno più, ma andremo col segno meno.
Assessore, la cosa che le dico, e chiudo, è di riflettere e di
riflettere attentamente su queste riforme che state portando avanti
perché sono riforme che, ad oggi, non portano valore aggiunto alla
Sicilia e rischiano di mandare sul lastrico lavoratori e siciliani
tutti. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Paola. E' iscritto a parlare
l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.
BURTONE. Signor Presidente, colleghi, l'aggiornamento del
documento economico-finanziario dice una cosa centrale, per ultimo
l'ha sottolineata il collega Di Paola: la previsione è al ribasso;
c'era stata una previsione dell'1 per cento di crescita, siamo allo
0,7 per cento, quindi il mio intervento è in linea con quello fatto
dal Capogruppo, dal collega Safina. Noi siamo preoccupati perché ci
rendiamo conto che la situazione macroeconomica - non tutto dipende
dalla Sicilia - abbia determinato una condizione della nostra
comunità molto difficile e la nostra è una realtà che paga
maggiormente il prezzo, il prezzo dell'aumento energetico
conseguente alle guerre che sono diffuse nella comunità mondiale,
ma anche agli aumenti dei prezzi. Non sono da non considerare anche
i tassi di interesse.
Ha stupito, ho avuto modo anche di dirlo in Aula, questo
orientamento della Banca centrale europea di frenare l'inflazione
aumentando i tassi di interesse, soprattutto creando difficoltà a
chi ha attinto ad un mutuo a tasso variabile e non solo. E' una
società, quindi, con problemi molto seri.
E accanto a questo, quello che maggiormente credo debba essere
centrato dalla politica, dal Governo innanzitutto ma
complessivamente dal Parlamento, è la difficoltà occupazionale a
dare risposte alle nostre comunità perché se c'è un movimento di
attività lavorative, se la comunità avanza su questo terreno dei
diritti e dei doveri, di essere al centro della comunità con un
lavoro dignitoso, le problematiche anche economiche vengono
affrontate. E, invece, registriamo la perdita di occupazione nel
settore manufatturiero, nel settore produttivo. E' stato detto le
poche opportunità occupazionali sono quelle a tempo determinato o
peggio quelle precarie. E questa è una scia che alimenta una piaga
della Sicilia perché più volte abbiamo invitato il Governo ad
affrontare i problemi dei precari degli enti locali, quelli che pur
stabilizzati hanno contratto a 24 ore e, quindi, hanno
problematiche molto serie, che vanno messe al centro della nostra
attività, sono la classe burocratica ormai dei comuni, eppure non
trovano risposta nel sostegno che deve essere dato dal Governo
regionale agli enti locali, per portare ad un tempo congruo oltre
le 24 ore, a 30 ore, a 32 ore questi impiegati che ormai
rappresentano l'asse centrale delle nostre comunità.
E' un precariato che è accostato ad altri. Noi abbiamo più volte
sollecitato un impegno per il precariato legato alla Forestale.
Abbiamo avuto un dibattito significativo in Aula sugli incendi, si
era detto anticipiamo prima possibile la presa dell'attività
lavorativa dei forestali, vedremo se nella finanziaria ciò avrà un
intervento concreto, perché significa mettere le risorse per far
partire i lavoratori forestali a febbraio massimo e poi far
concludere, in base ai cambiamenti climatici, la loro attività ad
ottobre, novembre, se si vuole dare concreta risposta a questi
problemi che determinano danni al nostro ambiente con la
diffusione, per mano criminale, di tanti focolai di incendi.
Così come, l'ha affrontato credo il collega Safina, c'è il
problema relativo ai consorzi di bonifica. Questa fantasmagorica
riforma che vuole portare avanti il Governo, in particolare
l'assessore Sammartino, si scontra con lavoratori precari che
avrebbero dovuto fare il turnover che, a fronte di chi va in
pensione, non subentrano quelli che sono con un numero di giornate
lavorative che potrebbero permettere un superamento del precariato.
Quindi, un precariato che aumenta in Sicilia e che, in un certo
qual senso, si accosta anche ad un fenomeno significativo che è
quello del fatto che tanti giovani lascino la nostra comunità
siciliana. Negli ultimi sette anni sono andati via dalla Sicilia
oltre 700 mila cittadini. Sono cittadini che hanno lasciato la
nostra comunità, la metà sono giovani, e sono giovani il più delle
volte scolarizzati, sono giovani laureati, sono le menti della
Sicilia che potrebbero dare uno scossone in termini di attività
produttiva, potrebbero dare linfa vitale eppure decidono di andare
via.
Allora, rispetto a questo, dobbiamo prendere atto che c'è bisogno
di una finanziaria che parli anche con alcuni interventi che sono
stati in parte annunciati dal Governo ma che abbiano a cuore queste
priorità. La priorità, il super obiettivo per la Sicilia rimane
quello del lavoro e non c'è dubbio che i settori produttivi sono
quelli maggiormente attaccati, mi riferisco all'agricoltura.
E' stato detto, qualcuno lo accennava, c'è bisogno di acqua. Io,
mi permetto di dire, queste cose di averle dette a febbraio, a
febbraio quando ho invitato l'Assessore all'agricoltura a prendere
atto che i bacini, se fosse stata purtroppo confermata la variabile
ambientale della mancanza di piogge, sarebbero stati in grande
difficoltà e, paradossalmente, quelli ancora pieni e ce n'è
qualcuno pieno non vengono utilizzati. Più volte ho chiesto che
venisse utilizzato il patrimonio idrico che è presente nel lago di
Lentini, basterebbe utilizzare i fondi della Protezione civile, lì
non si è data una sola goccia d'acqua ai produttori e oggi i
produttori pagano prezzo perché portano in mercato prodotto molto
problematico, il più delle volte le prezzature sono piccole, altri
presentano dei tagli, perché lo stress per mancanza di acqua ha
determinato ciò.
Ora si aggiunge il problema dei produttori anche nell'ambito della
zootecnia, gli allevatori che hanno il problema di avere il fieno.
Stamani hanno posto il problema della brucellosi, della tubercolosi
che affligge le loro attività, i loro patrimoni zootecnici. Quindi,
rispetto a questi temi, ecco, aspettiamo una risposta e, concludo.
Non riprenderò le questioni sanitarie, ne abbiamo parlato tante
volte. Ci sarà modo, spero che al più presto - come è stato detto
in Commissione - l'Assessorato predisponga un disegno di legge sul
tema drammatico della mancanza di medici, soprattutto nel
territorio.
Aggiungo però una considerazione, in linea con quanto espresso dal
dibattito. C'è un problema che afferisce alle devianze sociali, in
particolare alla diffusione di nuove droghe. Ecco, su questo tema
credo che ci si debba spendere e spendere subito. La mafia continua
a fare sporchi affari, ad uccidere generazioni pur di guadagnare. È
un filone che è stato per ultimo abbracciato con tecniche anche
sofisticate dei prezzi, l'abbassamento dei prezzi e quello del
crack. Ecco, su questo si dia un segnale, si lavori sì sulla
finanziaria ma non si abbandoni questo campo che è quello delle
devianze rispetto alle quali dobbiamo avere il senso del dovere
come Parlamento e dare una risposta alle nostre comunità in
particolare a quelle giovanili.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone. È iscritto a parlare
l'onorevole De Luca Antonino.
DE LUCA Antonino. Grazie Presidente, Governo, colleghi, siciliani.
Assessore Falcone, oggettivamente, da lei mi sarei aspettato di
più, sono sincero, perché lei è un Assessore sempre attento alla
realtà economica della Sicilia e devo dire che questa nota,
oggettivamente, la reputo meramente ricognitiva, cioè il governo
Schifani si limita a prendere atto della situazione attuale,
riporta, riprende qualcosa di qualche linea guida di qualche
settore, l'unico settore, dovete essere sincero, poi a prescindere
uno può concordare o meno sulle strategie che annunciate, che
intendete utilizzare, è quello della pesca dove, obiettivamente,
definite strategie, obiettivi, percorsi. Tutto il resto vi limitate
semplicemente a dire qua c'è un più, qua c'è un meno, qua le cose
stanno andando, ora facciamo 750 assunzioni perché abbiamo fatto
l'accordo con lo Stato però, oggettivamente, non ci dite come
intendete risolvere tanti problemi. Sembra più un riassuntino di
natura scolastica che non un documento di programmazione
finanziaria.
Nel governo Musumeci ricordo spuntavate con dei libri dei sogni di
cinquecento pagine, poi gli cambiavate l'anno, era sempre lo
stesso, però quanto meno sembrava che ci fosse un po' più di sforzo
quindi da lei anche, conoscendola, mi sarei aspettato qualcosina di
più. Soprattutto non ci andate ad identificare alcuna linea con cui
intendete poi contrastare le congiunture macroeconomiche che voi
stessi andate a identificare. E le faccio un esempio: quando mi
dite che adesso grazie all'aumento della compartecipazione
regionale nella spesa sanitaria e, quindi, anche della parte dello
Stato, avremo un aumento prima di trecento, trecentocinquanta,
quattrocento, cinquecento milioni e così via cantando, poi omettete
di dire che tre quarti di queste centinaia di milioni di euro
saranno, sono già assorbite dall'inflazione e, quindi, dall'aumento
dei prezzi, ragion per cui poi nella spesa reale da un lato
scriviamo 'ci sono 300 milioni in più', nella realtà di quei 300
milioni, almeno 150-200 saranno assorbiti dall'aumento dei prezzi.
Ma una delle cose che mi ha fatto veramente un po' più porre una
riflessione su come avete affrontato questo documento è, da un
lato, che riconoscete che con il superbonus l'Italia e la Sicilia
sono cresciute; ci dite che, in questo momento - guardi, prendo
proprio sui dati -, abbiamo una flessione di finanziamenti per
l'acquisto di abitazioni, abbiamo una riduzione delle imprese
attive, 2.541 imprese attive in meno, quindi, vi rendete conto da
soli che una serie di settori stanno crollando perché poi
l'edilizia non serve solo all'edilizia. Quando diciamo che è un
motore dell'economia è perché quando l'edilizia lavora, lavorano
tutti i comparti che poi ruotano intorno ad esso, perché l'operaio
che lavora prende uno stipendio e, quindi, poi lo spende,
l'imprenditore assume, versa contributi, acquista materiali, va in
vacanza e, quindi, è poi un motore per tutti gli altri settori.
Ecco ora quello che non riesco veramente a comprendere è dopo che
la finanziaria scorsa, quando il Movimento Cinque Stelle propose di
inserire un emendamento per salvare il 110 per cento e i crediti
incagliati, tutti i partiti si sono gettati su questa misura pronti
a partecipare, chi li voleva fare acquistare alle partecipate, chi
ci voleva mettere i soldi del bilancio regionale, chi voleva fare
scendere in campo l'IRFIS. In un modo o nell'altro volevano
dimostrare ai siciliani che, se da un lato, riconoscevano la
validità della misura, dall'altro volevano riversarci un impegno.
Come Movimento Cinque Stelle abbiamo presentato due testi di legge
che sono attualmente in discussione e, a quel punto, anche le altre
forze politiche hanno presentato dei disegni di legge tra cui
quelle della maggioranza, c'è la Democrazia Cristiana, c'è Fratelli
d'Italia, ci siete tutti.
Allora, non riesco veramente a comprendere come sia possibile che
poi appena fate la NaDEFR, riconoscete il problema, durante i
lavori d'Aula, durante l'anno riconoscete il problema, dichiarate
di volere intervenire e poi nella NaDEFR non ci dite cosa volete
fare.
Vi volete impegnare su questo tema o no? Il governo Schifani vuole
mettere qualche decina di milioni di euro sui crediti incagliati?
Vuole impegnare le sue partecipate? Vuole impegnare la banca della
Regione siciliana, l'IRFIS o no? Perché non si può, da un lato,
dire che c'è un problema, in determinati contesti dire vogliamo
partecipare a risolverlo e poi non assumere l'impegno politico.
Tra l'altro, sul 110 per cento, ho presentato, insieme al mio
Gruppo, per conto del mio Gruppo, delle osservazioni che sono state
approvate all'unanimità in IV Commissione e anche in Commissione
Bilancio', ma non ritrovo il documento tra gli ordini del giorno
che il Governo intende accogliere, motivo per il quale lo sto
ripresentando cartaceo, assessore Falcone. Però, da lei, veramente,
desidererei una risposta in tal senso.
Infine e mi avvio alle conclusioni, relativamente agli accordi con
lo Stato. Vede, assessore Falcone, credo che da questo punto di
vista se il Governo vuole ben lavorare deve cercare anche
l'appoggio e la copertura politica del Parlamento, quindi un po' di
confronto in più, probabilmente, di condivisione in più, conoscere
i contenuti degli accordi prima che vengano sottoscritti e non
necessariamente dopo dai giornali credo che favorirebbe quel clima
di collaborazione che il presidente Schifani tanto auspica.
Poi, quando andiamo a vedere i concorsi, vede assessore Falcone,
ora c'è questa possibilità: lo Stato ci consente, finalmente, dopo
anni, di fare qualche centinaio di assunzioni che non risolveranno
i problemi della Sicilia, dell'invecchiamento della classe
dirigenziale siciliana, ma sicuramente daranno un contributo
positivo, però daranno un contributo positivo se voi questi
concorsi riuscirete a farli, a concluderli in un tempo ragionevole,
perché per i concorsi per i Cpi avete avuto i fondi nel 2019 e ci
avete messo quattro anni a concluderli e ancora, probabilmente, ci
sono delle questioni da risolvere. Il concorso forestale, meglio
che neppure lo nomino perché di peggio non poteva succedere. Ora
c'è l'ipotesi di poterne assumere altri 750 nei ranghi della
Regione siciliana, mi auguro che non combiniate qualche altro click
day, o che non combiniate qualche altro sfacelo come per i concorsi
i forestali, i concorsi di CPI, perché poi il risultato è che dopo
anni e anni, soldi spesi e illusioni create, ancora non ci è andato
nessuno a lavorare e continuiamo a soffrire come Regione degli
stessi atavici problemi di sempre.
Quindi, assessore Falcone, la prego, la invito, anche, a fornirmi
un chiarimento e se intendete accogliere questo ordine del giorno.
Gliel'ho anche mandato per le vie brevi, affinché lei potesse
leggerlo con la dovuta calma, serenità e attenzione, per come
l'argomento merita e mi aspetto, ovviamente, anche per le
interlocuzioni avute con lei, un parere favorevole da questo punto
di vista, perché so che anche lei tiene realmente, da un punto di
vista personale, a questo argomento e che lei è disponibile, anche,
a riversarci delle risorse.
Mi auguro che lo siate anche politicamente, perché poi so che non
dipende tutto dalla sua persona che già si è espressa in senso
positivo. Mi auguro che il Governo, di cui lei fa parte, di cui
oggi è unico rappresentante - perché, ahi lei, l'hanno anche
lasciata sola -, anche nei banchi della maggioranza c'è un po' di
desolazione, però mi auguro che ci sia un suo favorevole
accoglimento. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca. E' iscritto a parlare
l'onorevole Lombardo Giuseppe.
LOMBARDO Giuseppe. C'era prima l'onorevole Cateno De Luca.
DE LUCA Cateno. Grazie Presidente, assessore Falcone, onorevoli
colleghi. Preliminarmente, Assessore, ho scritto a "Chi l'ha visto"
perché è impensabile che questo Parlamento affronti la NaDEFR e
anche quello che è il Documento di economia e finanze, senza il
titolare della programmazione dei Fondi extra regionali. E' una
vergogna
Noi abbiamo, più volte, manifestato la nostra solidarietà per il
suo ruolo di Ragioniere generale di sottoscala, al quale è stato
ridotto dal presidente Schifani. Lei è stato punito per il suo
iperattivismo. Lei è stato punito perché sta cercando di cancellare
un po' di storture che abbiamo ereditato dai suoi stessi compagni
di merenda. E, su questo, lei ha avuto la nostra solidarietà e il
nostro sostegno. Lei ha subito un atto, uno scippo del quale
alcuna forza politica si è interessata. E' giunto il momento, ora,
di parlarne perché le avevo già posto la questione la settimana
scorsa.
Ho già depositato, in Commissione Bilancio', la richiesta di
audire il titolare della programmazione dei Fondi extra regionali.
Non sono disponibile a consentire la gestione di questi fondi a un
Governo parallelo, che passa attraverso una pianificazione e una
decisione di qualche direttore generale che sarebbe ascrivibile ai
"Cuffaro boys" Non mi sta bene fare qui il pupo, e quindi
affrontare un percorso che è monco
Veda, Assessore, il Parlamento non può ratificare quattro conti
ragionieristici che lei, glielo ribadisco, è stato bravo a fare. Il
Parlamento non può affrontare un percorso, senza un ragionamento
complessivo delle politiche di bilancio che non le competono,
perché le politiche di bilancio fanno parte della Programmazione e
nell'ambito della Programmazione questo Parlamento deve essere
messo in condizione di capire l'interazione tra i fondi di bilancio
e i fondi extraregionali. Non solo, ma questo Parlamento deve
essere messo in condizione di capire se questo Governo finalmente
si è reso conto di quelli che sono i reali fabbisogni, le
necessità, le urgenze della nostra Terra. Quindi, già c'è una
questione preliminare, pregiudiziale mi permetto di dire, che è
fondamentale. E mi dispiace che lei sia stato lasciato qui solo al
fronte. Poi c'è anche un altro aspetto che è preliminare al
ragionamento sulla NaDEFR: voi siete reo confessi, questo Governo,
signor Presidente, è reo confesso.
Nel Documento di economia e finanza del Governo Musumeci, che è
stato approvato dalla Giunta prima che si arrivasse al voto
anticipato, e lei era Assessore - se non ricordo male -, che lei è
Highlander io gliel'ho detto: sarà l'unico sopravvissuto anche al
nostro futuro Governo, perché abbiamo già concordato che farà il
Ragioniere generale del Governo di rivoluzione che stiamo
predisponendo, però, lei sta espiando tante colpe. Una è quella di
aver fatto parte del Governo Musumeci. In quel Governo, lei ha
approvato in Giunta quel percorso che riguardava la rivendicazione
della Regione siciliana sulle somme che lo Stato doveva dare dal
2007 in poi, per quanto riguarda l'aumento della compartecipazione
alla spesa sanitaria. In quel documento c'era la somma di 9
miliardi di euro ed è un documento che lei ha approvato con il
Governo Musumeci.
Quando, a novembre, è venuto qui il Presidente Schifani, uno dei
passaggi che ha fatto, quasi con un tono di un soggetto che era
dotato non si sa di quali muscoli, "Ci penso mi ora, ci penso io ".
Quella è stata la sua dichiarazione a far ottenere alla Sicilia
quei 9 miliardi di euro, dopodiché a distanza di qualche settimana,
esattamente il 16 dicembre del 2022, per una manciata di pasta,
senza lenticchie, saranno stati 300 milioni di euro - non ricordo
quanto -, 200, anzi. Vergogna Vi siete svenduti per 200 milioni di
euro, quella che era una rivendicazione che sia il Governo
Musumeci, di cui lei faceva parte, perché lei in quella Giunta ha
votato quel documento, dopodiché il Governo Schifani di cui lei fa
parte avete portato avanti in quest'Aula la rivendicazione di quei
9 miliardi di euro.
Neanche Giuda, neanche Giuda per pochi denari ha tradito, rispetto
a questo Governo, le aspettative dei siciliani; 9 miliardi di euro
in cambio di 200 milioni di euro
Ma non basta, perché se andiamo a guardare ancora lo scambio tra
il denaro sporco che abbiamo ricevuto dall'ultimo accordo che avete
fatto, altro accordo capestro, e che ha portato a un'altra
situazione della quale ancora nessuno di noi ne ha compreso la
dimensione, è ovvio che c'è un altro aspetto delicato che è
contenuto nello stesso accordo che avete sottoscritto, perché lo
Stato - assessore Falcone, mi guardi, che mi ispira quando mi
guarda - ora riconosce per il futuro dei trasferimenti per
l'aumento della compartecipazione alla spesa sanitaria dal 42 per
cento al 47, al 48 della Regione siciliana?
Qual è il principio giuridico? Questo lo vorrei capire, perché in
quell'accordo se lo Stato vi ha riconosciuto e ci ha riconosciuto
e di questo, attenzione, siamo fieri, siamo contenti, ma vogliamo
capire il prezzo qual è stato Glielo dico io qual è il prezzo,
perché qualche usciere lo conosco pure io a Roma, andiamo qui anche
al dunque, è la stessa operazione che si è fatta per quanto
riguarda l'accordo Stato-Regione del 16 dicembre 2022: vi do una
mangiata di pasta senza lenticchie: 200 miseri milioni di euro per
cominciare a chiudere i buchi creati dal Governo di cui lei faceva
parte, ma dovete rinunciare intanto a quelle che sono le risorse
che toccavano alla Regione siciliana.
Prima era un dubbio, ora è una conferma, perché ora si è fatto
l'altro accordo dove per il futuro si riconosce il principio alla
Regione siciliana o mi volete dire che è grazie alla potenza
politica del Presidente Schifani? No, guardi, questo non l'accetto
e ovviamente non compete a lei rispondermi, questa è una risposta
che ci deve dare il Presidente Schifani.
Anche qui ci ritroviamo con 300 milioni di euro che ci vengono
dati ora che, ovviamente, anche da questo punto di vista c'è una
piccola clausola di stile alla fine di questo accordo; ancora siamo
al caro amico, perché ancora questo accordo deve essere approvato
dalla legge di stabilità dello Stato, quindi è ovvio che anche
tecnicamente ci saranno gli opportuni accantonamenti che dovete
fare.
E qui c'è la conferma che avete svenduto la Sicilia, perché non
c'è ragione nell'accordo complessivo che avete fatto sul
riconoscimento di questa compartecipazione con una crescente
progressione per il futuro. Qual è lo scambio? Assessore, mi
guardi, io non l'ho trovata la delibera di Giunta di Matteo
Salvini; io ho cercato su Amministrazione trasparente, si chiama, è
troppo trasparente, qua è solo per i sindaci questo problema.
Io ho cercato la delibera di Giunta dove avete destinato un
miliardo di euro, un miliardo e duecento milioni di euro, non
abbiamo capito, perché in base alle interviste le cifre cambiano,
per il Ponte sullo Stretto di Messina. Già nella discussione
durante la variazione lei mi ha detto che esiste la delibera.
Esiste o non esiste? E' una domanda che io le sto formulando,
perché lei mi ha detto di sì, siamo andati a cercarla, ma io non
l'ho trovata.
Nel Nadefr, colleghi guardate che è seria la cosa, perché nel
Nadefr di questa operazione non si fa cenno, cioè, scusate, stiamo
parlando di un miliardo e duecento milioni di euro, ma non si
faccia cenno
E allora mi interrogo per l'ennesima volta: è una delle tante -
stavo dicendo puttanate ma non si può dire - fesserie che vengono
sparate in base alla servitù di turno che dovete garantire o è
realtà? Cioè, questo Parlamento ha il diritto di sapere se lo
scambio che è stato fatto per l'ennesima volta sulla pelle dei
siciliani ha portato ad un ulteriore accordo a ribasso, dove non
facciamo altro che dare dei soldi pronti, cash, attenzione, dopo di
che te li sto restituendo a rate ma su un diritto che era il nostro
e sul quale abbiamo dovuto comunque firmare una rinuncia.
E io sto qui ancora a discutere della sagra di Natale per la
quale, per carità, tutto va bene ma il Governo parallelo che decide
queste cose dov'è? Chi comanda in questa Regione? Chi è che sta
stabilendo queste grandi operazioni?
Ecco cosa non funziona, assessore
E allora, è ovvio che noi non possiamo continuare ad assistere a
questo scempio e ci siamo ritrovati con un intervento volgare,
anche scorretto del Capogruppo di Fratelli d'Italia dove ci ha
definito farisei , e che ci fosse stata una parola del Governo che
richiamasse al rispetto del nostro ruolo. Tutti sanno che se
avessimo esercitato le prerogative parlamentari sarebbe bastato
questo, ancora Roma a discutere, è la variazione di bilancio e io
non accetto che un collega Assenza di turno per offendermi dica
fariseo , non l'accetto, signor Assessore, e di questo pretendiamo
e io pretendo le scuse Non si fa un gesto del genere e non si
programma alla fine della votazione come ultimo intervento un gesto
del genere, è scorretto, non è etico Le assicuro, infatti, che se
avesse avuto gli attributi, il collega Assenza, nel fare un
intervento del genere, prima che iniziasse la votazione guardi,
tutti gli accordi che abbiamo fatto andiamo a ramengo perché la mia
dignità non ha prezzo Questo glielo dico con molta onestà
E allora se questo Parlamento deve essere stracciato nella sua
dignità dall'ultimo personaggio che sconsapevole del nostro senso
di responsabilità e che sapete bene che era collegato, ai tempi,
noi abbiamo fatto un accordo sui tempi, Assessore, lei è stato il
garante e non può consentire ad un parlamentare della sua
maggioranza, Capogruppo, di offendere così i colleghi. Questo è un
altro tema.
E allora vuol dire che non si sia tra persone perbene non c'entra
più la politica. Siamo in un'altra categoria. Quindi, assessore,
non ci possono essere accordi se questo è il modo di operare.
E quindi suo tramite mi è lecito chiedere che il collega Assenza
formuli le sue scuse, per quanto mi riguarda, poi i colleghi del
Movimento 5 Stelle e del PD possono decidere di associarsi o meno,
ma io, come Gruppo Sud chiama Nord , guardi, o Assenza chiede
scusa o sarà il Vietnam qui dentro Glielo dico con molta onestà,
perché è esattamente quel Vietnam che noi potevamo generare e non
l'abbiamo fatto.
Quando si spaccia il buon senso in un arco temporale anche di
dialettica con un atteggiamento definito da farisei, da farisei,
no, assessore, siamo lontani anche dalla normale deontologia
Chiarito questo mi volete spiegare, e lei assessore ovviamente non
me lo può spiegare, perché io ricordo la discussione che abbiamo
fatto per la precedente legge di stabilità, dove lei aveva la
delega alla Programmazione e ai fondi extraregionali. Lei non ci ha
mai detto perché è stato punito, quale delitto di lesa maestà lei
ha compiuto nei confronti del permaloso Presidente Schifani.
Perché lei non lo riferisce a quest'Aula? E' una questione
personale oppure c'è stato il Governo parallelo che ha imposto la
revoca alla delega che le era stata conferita perché con Schifani
si gestiscono meglio quelle che sono le vere risorse di cui ancora
questa Terra dispone?
Questo è anche importante, signor assessore, perché ne va della
sua autorevolezza.
Devo ringraziare il Presidente della Commissione Bilancio, il
quale, con molta onestà e rispetto, mi ha contattato prima che
venisse definito il verbale della Commissione Bilancio, per sapere
se poteva inserire nel documento finale, nella relazione che ha
fatto la Commissione Bilancio, alcuni punti di cui noi siamo stati
promotori. Veda, sono i punti, assessore Falcone, che noi avevamo
discusso già un anno fa. I punti sui quali avevamo detto sono punti
di buon senso che qualunque Governo dovrebbe fare propri. Ma la
volta scorsa c'è stato l'apprezzamento, qualche punto lo abbiamo
tradotto poi in azione come il ragionamento sulle autonomie locali,
e quindi evitare che i Comuni andassero in anticipazione di
tesoreria, considerato che comunque la ripartizione dei fondi già
era definita per legge, non aveva senso che la Regione tenesse in
cassa i soldi e quindi posticipare i trasferimenti ai Comuni è una
nostra battaglia di cui io devo però ringraziarla perché con lei
abbiamo trovato l'interlocutore giusto, perché lei comunque fa
parte di quella categoria dei Sindaci e Sindaci si rimane a vita.
Quindi, lei sa bene cosa significa andare in anticipazione di
tesoreria per mesi e mesi, ma il paradosso qual era? Che qui la
liquidità c'era e produceva zero e i comuni invece pagavano milioni
di euro di anticipazione di tesoreria, quindi un danno al sistema
solo per una miopia politica.
Quando abbiamo affrontato anche in Commissione Bilancio la quarta
trimestralità e io ho detto quello che già sapevo e che ho più
volte denunciato, che c'era un buco di bilancio mascherato soltanto
col sistema della quarta trimestralità slittata all'anno successivo
e che effettivamente era coperta dal bilancio dell'anno dopo, mi ha
chiesto la pazienza di aspettare perché ancora non c'erano le
condizioni anche per risolvere questo problema e come vede io ho
compreso e abbiamo risolto una parte e ora abbiamo risolto l'altra
per arrivare ciclicamente ormai a dare i soldi ai Comuni nell'anno
contabile in corso. Non si comprende, infatti, perché bisogna
aspettare ovviamente quattro, cinque mesi. Quindi, mi auguro che
qui l'assessore all'Ordine locale una volta per tutte definisca in
anticipo il trasferimento delle risorse che già sono state
stabilite per legge. Non ha neanche senso che la terza
trimestralità te la do alla fine del terzo mese, te la devo dare
all'inizio, perché ormai i soldi sono i tuoi, sono ripartiti. Basta
con questa storia. Quindi, quello faceva parte di un ragionamento
poi abbiamo posto un ragionamento sul quale ancora si stenta.
Avevamo detto ma perché i sindaci sono costretti a fare un bilancio
triennale anche nella corretta previsione delle somme e la Regione
siciliana si può permettere invece di falsare il bilancio nelle
proiezioni della pluriennalità?
Sto prendendo il tempo di tutto il mio Gruppo, vediamo quant'è e
vado avanti, mi dica quello che mi rimane, signor Presidente.
PRESIDENTE. Allora, già è andato oltre, onorevole De Luca, perché
i suoi colleghi hanno ceduto i dieci minuti, ma non è possibile
cederli, perché lei ha parlato per 21 minuti e noi siamo stati
lieti di ascoltarla, ma adesso la prego di concludere.
DE LUCA Cateno. Signor Presidente, io la ringrazio, mi dia allora
nove minuti, chiudo a 30 minuti perché noi finora avevamo fatto
comunque questa procedura.
PRESIDENTE. Non sono io a decidere.
DE LUCA Cateno. Se l'Aula è disponibile ovviamente.
Rispetto anche a questo quindi abbiamo risolto una questione.
Sulla triennalità ancora non ci siamo, assessore, perché già dalla
bozza che abbiamo visto ci sono tanti capitoli sottostimati e
soprattutto, e questo lo vedremo in Commissione Bilancio
definitivamente, la questione sulla quale noi insistiamo oggi è
l'elemento che riguarda l'interazione tra il bilancio, le politiche
di bilancio, la programmazione ai fondi extraregionali.
E qui andiamo all'altro elemento. Non abbiamo capito ancora se
questa delibera di Giunta che dà a Salvini un miliardo e duecento
mila euro esiste o no. Lei aveva detto sì, noi non l'abbiamo
trovata Quindi se lei nella sua replica mi dice il numero e la
data, anzi se me la manda pure su WhatsApp, visto che collaboriamo
spesso in modo anche pragmatico, ma questo lo deve spiegare anche a
qualche parlamentare della sua maggioranza che non sapendo cosa
poter dire della sua attività nel Parlamento si attribuisce il
lavoro degli altri...
(interruzione fuori microfono non percepibile)
DE LUCA Cateno e parlo, e vabbè, ma Pino Galluzzo non fa parte
del mio Gruppo, guardate, che Pino Galluzzo abbia fatto fare un
articolo dove si è attribuito il lavoro che io ho fatto con
l'Assessore - chiaro? - che riguardava il trasferimento di un
contributo al CAS, quindi non c'era la questione di De Luca, per il
pedaggio riguardante il contributo per il pedaggio per la bretella
tra Milazzo e Barcellona ce ne vuole obiettivamente, noi l'avevamo
ritenuto un lavoro per tutti e nessuno di noi aveva fatto
comunicati stampa. Dobbiamo stare anche attenti d'ora in poi,
colleghi, dobbiamo prepararci già il comunicato stampa perché il
rischio è che come gli avvoltoi, ma questo in genere capita solo
nei confronti dei colleghi che qui vegetano e quindi ovviamente si
concentrano su queste cose
Ma lasciando stare questi aspetti, scusi, signor Presidente, se
l'ho appesantita con questa questione da cronaca rosa più che
altro, andando al ragionamento che volevo fare è ovvio che anche da
questo punto di vista per quanto riguarda questi fondi noi vorremmo
capire se c'è oggi una visione strategica di quelle che sono le
situazioni che questo Governo ritiene deficitaria. Attenzione,
perché può essere che a questo Governo non gliene freghi nulla che
si continuano a chiudere gli ospedali di frontiera, non gliene
freghi niente che le liste d'attesa aumentano.
Mi guardi, assessore Ancora mio padre aspetta il logopedista. La
raccomandazione che mi ha fatto l'altro giorno Schifani ha risolto
il problema del fisioterapista. Dica a Schifani che stavolta la
raccomandazione è andata in porto al cinquanta per cento. Mio padre
è a malapena nove mesi che aspetta, nove mesi, e siccome io non ho
il vezzo di alzare la cornetta e chiamare il direttore dell'ASP per
la quale a Messina c'è l'inchiesta "pizzini" si chiama, dove tanti
colleghi parlamentari gli facevano avere anche i pizzini per i
trasferimenti, per tante cose, perché ormai si mandavano con i
segretari, tanto sono atti ufficiali di cui bisogna parlare, perché
bisogna capire questo Governo cosa vuol fare realmente per
l'abbattimento delle liste d'attesa, tanto è impegnato per ora
sulla sanità a spartirsi le ultime spoglie perché ancora non
vengono partoriti i vari dirigenti e quant'altro perché c'è un
problema di spartizione, c'è un problema di bilancino anche su
questo e comprendo che questi sono argomenti scomodi.
Chiudo, ho gli ultimi quattro minuti per andare agli altri
ragionamenti, veda
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, se li è concessi lei, autoconcessi
DE LUCA Cateno. Con la sua benedizione, sto finendo, sto andando
alla conclusione
PRESIDENTE. La benedico, la benedico, perché altrimenti
DE LUCA Cateno. Grazie. Rispetto al ragionamento conclusivo: noi
sindaci - e ce ne sono tanti colleghi - siamo abituati e partiamo
sempre da una ricognizione dei fabbisogni che hanno le nostre
comunità, ovviamente siccome noi non stampiamo moneta ma viviamo di
tributi nostri e di trasferimenti, fatta la radiografia che ogni
buon sindaco sa fare, cerca di centellinare le risorse.
Le chiedo, assessore Falcone, dov'è questa radiografia? Perché,
veda, questa rientra nella visione strategica dei fabbisogni della
Sicilia.
E vado al dunque, faccio un esempio, no? Senta, dov'è prevista,
tanto per dire un caso, che a Palma di Montechiaro, faccio un
esempio, dove l'acqua arriva a rate, la soluzione che dà dignità
agli abitanti di Palma di Montechiaro nell'avere l'acqua
normalmente? Ma le ho citato questo per citarle anche gli invasi e
le dighe che sono inutilizzate per intervento di manutenzione
straordinaria o, peggio ancora, perché non c'è il corretto
collegamento con i terreni che dovrebbero essere serviti.
Dove sta il fabbisogno, anche qui la radiografia, per sistemare e
collegare la nostra Svizzera sicula, com'è definita la provincia di
Ragusa, con il sistema intermodale?
Per poter dare un miliardo e 200 milioni di euro per il Ponte
sullo Stretto di Messina, bisogna prima dimostrare che i fabbisogni
della Sicilia qualcuno già li conosce, li ha messi in luce e ha
trovato le risorse per soddisfare i fabbisogni Con un
cronoprogramma ben preciso
Dopo, se dimostrate a questo Parlamento che le risorse sono
bastevoli, dopo avere fatto una corretta radiografia, e allora che
ci sia la scelta scellerata di togliere a queste risorse 1 miliardo
e 200 milioni di euro, allora fate voi Ma voi lo avete fatto, al
buio. Voi l'avete fatto per uno sporco scambio che è lo stesso
scambio che vi ha portato alla rinuncia dei 9 miliardi di euro per
i 200 milioni dell'Accordo del 2022 e ora ci ritroviamo con la
stessa identica situazione.
Se questa è la premessa, e chiudo, credo che sarà difficile,
signor Presidente, affrontare questa volta il percorso della legge
di stabilità; questa doveva essere a tutti gli effetti la legge di
stabilità del Governo Schifani, ma non può esserci legge di
stabilità se prima non si comprende il quadro strategico nel quale
la si inserisce e, di conseguenza, non ci può essere legge di
stabilità se questo Governo non dimostri in termini chiari e
oggettivi che almeno è cosciente dei fabbisogni di questa Regione,
delle risorse che servono, dell'individuazione delle fonti di
finanziamento e, quindi, di quella che è la visione strategica dal
2021 al 2027 in relazione ai fondi extraregionali che possono,
quanto meno, alleviare la situazione di disastro, di dissesto nella
quale si trova la Sicilia e alla quale i suoi compagni di merenda
politica l'hanno ridotta in questi trent'anni
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca, per aver mantenuto i tempi
europei. La ringrazio, bravissimo
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Gallo, D'Agostino e Vitrano.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione della Nota di aggiornamento al Documento
di Economia
e Finanza Regionale (NaDEFR) per gli anni 2024 - 2026
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Venezia. Ne ha
facoltà.
VENEZIA. Grazie Presidente, onorevoli colleghi, assessore Falcone,
abbiamo letto con attenzione la Nota di aggiornamento al Documento
di Economia e Finanza che stiamo discutendo nel corso di questo
dibattito, e già gli interventi del Capogruppo del Partito
Democratico e degli altri colleghi hanno messo in luce ciò che
emerge in maniera nitida e chiara rispetto ad un dibattito che
reputiamo assolutamente importante e significativo.
Declinando questi documenti che stiamo approvando oggi, e che
approveremo nelle prossime settimane, con il linguaggio sanitario,
potremmo dire che il Documento di Economia e Finanza è una sorta di
diagnosi, di fotografia dello stato di salute della nostra Regione
e dall'altra parte la legge di stabilità dovrebbe essere la cura.
Ecco il primo dato che vorrei mettere in evidenza con il mio breve
intervento, è proprio questo, che sappiamo lo stato di salute della
Sicilia, che è ben fotografata dai dati che sono presenti in questo
documento, ma ciò che emerge dalla lettura della legge di
stabilità, ovviamente, non è coerente con le esigenze, le priorità,
i fabbisogni della Sicilia e dei siciliani.
E molto è stato detto già nel corso di questo dibattito, io vorrei
aggiungere qualche altro elemento, a mio sommesso avviso,
importante. Anzitutto, è da rilevare la battuta d'arresto che è
stata evidenziata nel primo semestre del 2023 dai dati macro
economici che sono presenti nella relazione. E io credo che ci
aspetta un tempo di difficoltà, perché la stagione degli
investimenti, della dimensione dell'economia assistita della
Regione siciliana, come dire, volge ad una fase molto delicata.
Il collega Di Paola ha messo bene in evidenza due questioni. Noi
siamo andati avanti, e i dati sono migliorati nell'ultimo periodo
grazie a due provvedimenti, da un lato il superbonus, che ha
rimesso in piedi il settore edilizio che da un decennio viveva una
stagione di difficoltà, sia in termini di investimenti che sotto il
profilo occupazionale, e dall'altra parte il reddito di
cittadinanza era riuscito a mitigare gli effetti della povertà,
delle diseguaglianze sociali che si vivevano, tanto nei piccoli
comuni, quanto nelle periferie delle grandi città.
E il Governo Meloni da Roma ha deciso di porre fine a questi due
strumenti che in Sicilia avevano sortito un effetto assolutamente
positivo. E, dall'altro lato, cosa si sta facendo, per esempio, per
contrastare i fenomeni della povertà, del disagio sociale, nella
manovra finanziaria? Cosa si sta facendo per incrementare e avviare
una stagione di investimenti, per tenere in piedi il settore
produttivo e in particolare il comparto edile?
Io vorrei volgere l'attenzione sul vero tema, perché qua rischiamo
parlando di strumenti finanziari, e in particolare di legge di
stabilità, di non occuparci della grande questione alla quale ha
già fatto riferimento l'onorevole Cateno De Luca, che è la gestione
dei fondi extra regionali, a partire dalla programmazione 21-26.
Siamo al 2024 e ancora non abbiamo nessun effetto concreto di
attività di programmazione per quanto riguarda i fondi europei.
Stessa cosa potremmo dire per i fondi, le risorse del Fondo
sviluppo e coesione, 6 miliardi e 600 milioni di cui non abbiamo
notizia. Si era annunciato il cofinanziamento del ponte, che sono
risorse che dovrebbero essere gestite sulla base delle esigenze dei
siciliani, e invece abbiamo assistito ad un provvedimento da parte
del Ministro Fitto che centralizza la gestione delle risorse del
Fondo sviluppo e coesione.
E noi abbiamo già capito l'inganno che c'è sotto questa politica
coloniale, che è quella di stabilire da Roma come devono essere
spese queste risorse, che serviranno in parte a finanziare il ponte
sullo Stretto, ammesso che non costituisca l'ennesima promessa
elettorale in vista dell'elezione europee, e per finanziare gli
interventi già precedentemente finanziati nell'ambito del PNRR. In
sostanza, queste risorse serviranno a sostituire i famosi carri
armati di Mussolini.
Per non parlare poi delle politiche di sviluppo e in particolare
della scelta scellerata della Zes unica del Meridione, con le
stesse risorse che erano state assegnate per le Zes precedenti che
riguardavano le aree portuali, riguardavano i grandi insediamenti
industriali siciliani. Ecco, abbiamo una fotografia, abbiamo una
diagnosi, ma non abbiamo la cura, e lo abbiamo visto anche in
occasione dell'assestamento di bilancio. 600 milioni di euro
stanziati senza una visione, senza una strategia, senza una
ricaduta nel tessuto economico e produttivo e nella vita dei
siciliani di ogni giorno, e lo vedremo nelle prossime settimane con
la finanziaria.
Da questo punto di vista, noi annunciamo che daremo battaglia,
anche rispetto a quello che diceva poco fa l'onorevole De Luca,
perché qui i farisei, se ci sono, stanno da altre parti, ma è
presente una nota figura biblica, parlo di Nicodemo, che di giorno
complottava con i farisei, e di notte andava a trovare Gesù Cristo.
Qui è al contrario, di giorno si grida vendetta e di notte se ne va
a Roma a prendere ordini per governare questa Sicilia, non da chi
deve prendere decisioni, ma da Governi o da pseudo Governi
paralleli. E dunque mi accingo alla conclusione, Presidente.
PRESIDENTE. Sta intervenendo l'onorevole Venezia. Se gentilmente
vi scostate che l'assessore Falcone così ascolta attentamente.
Grazie.
VENEZIA. Mi accingo alla conclusione. Se il Governo intende andare
avanti con questo metodo, e vuole per avere un successo temporale,
approvare la finanziaria entro dicembre, nella povertà di idee, con
la mancanza di una visione, con la mancanza di una strategia, noi
non staremo a questo gioco. Daremo battaglia nelle Aule
parlamentari e nelle Commissioni, e soprattutto presenteremo
proposte alternative con le risorse che ci sono, perché saranno
poche nei prossimi anni quelle regionali, e quindi questo,
assessore Falcone, suggerisce un atteggiamento prudenziale nella
gestione delle risorse pubbliche della Regione.
Ma la vera partita la giocheremo con le risorse extraregionali dal
Fondo sviluppo e coesione ai fondi Poc, alla Programmazione 21/27,
e da questo punto di vista - e concludo - anche io condanno la
scelta del Presidente Schifani di toglierle la delega alla
Programmazione, perché quello che appare e quello che si vede,
leggendo le delibere di Giunta, andando nei Dipartimenti, è che
questa Regione non riesce a programmare le risorse.
C'è il buio totale, non si capisce con quale visione e con quale
strategia dovrebbero essere spese, ed io condivido la proposta
dell'onorevole De Luca di chiamare in Commissione Bilancio e, se è
il caso anche in quest'Aula, il Presidente Schifani a relazionare
su come questo Governo intende spendere queste risorse, e non
sprecarle, e non cedere alle logiche della politica coloniale del
Governo Meloni che vuole attuare in Sicilia. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Venezia. È iscritto a parlare
l'onorevole Spada. Ne ha facoltà.
SPADA. Grazie Presidente. Assessore Falcone, io ritengo
ingiustificabili le dichiarazioni che ha fatto il Presidente
Schifani in merito ad una problematica connessa alle dipendenze. Il
Presidente della Regione non può dichiarare di non conoscere che
quest'Aula, che questi parlamentari, che in Assemblea e in
Commissione ci sia in corso, e ci sia in atto, una discussione che
riguarda la trattazione di un disegno di legge contro le
dipendenze.
E lo trovo inaccettabile, perché il Presidente della Regione, così
come ha detto il collega Lavadera, dovrebbe essere in prima fila
per contrastare l'uso delle sostanze stupefacenti come il crack,
per contrastare le dipendenze all'interno di questa Regione e,
siccome non lo sta facendo, non perché non conosce il disegno di
legge che è depositato in Commissione, perché la Commissione Salute
ha da tempo affidato all'Assessore di competenza la trattazione
dell'argomento per arrivare, e si sperava che si arrivasse entro
l'anno, all'approvazione di quella legge.
Purtroppo, questo non è avvenuto, perché questa Regione, fino ad
oggi, non si è mai occupata di tossicodipendenze, perché questa
Regione, l'Assessorato, non ha mai destinato un euro per
contrastare il fenomeno delle dipendenze, e speravo che in questo
documento, in questa Nota di aggiornamento, ci fosse una parte
dedicata a questo tema.
Purtroppo non è stato così e, insieme ai colleghi, tutti, sia di
maggioranza che di opposizione, abbiamo presentato rispettivamente
un disegno di legge che guardasse verso una risoluzione politica di
contrasto a questa devianza sociale che è in atto oggi nel nostro
Territorio. E, forse, il Presidente della Regione non conosce
questo disegno di legge perché, concretamente, non vive questo tipo
di problematica, perché non gira per le strade della nostra
Regione, perché non vede con i suoi occhi i tanti giovani che si
stanno perdendo dietro la tossicodipendenza, dietro il consumo di
crack, salvo poi fare e istituire delle conferenze stampa e
comunicare al popolo siciliano che verrà istituito uno sportello a
Palermo per contrastare le tossicodipendenze.
Si occupi in maniera seria di questo tema. Il tema è
generazionale, non riguarda solamente diciamo la nostra generazione
ma, soprattutto, riguarderà le future generazioni, perché si inizia
a consumare il crack a 13 anni Noi tra dieci anni non troveremo
più degli adolescenti in grado di essere recuperati, ci ritroveremo
delle persone che, ormai, saranno senza speranza, perché saranno
stati consumati dal consumo della droga.
Per ritornare all'interno di questa Nota di aggiornamento, in
Commissione questa mattina avevo proposto l'inserimento di due
punti che, secondo me, risultano essere cruciali per la
sopravvivenza dell'agricoltura della nostra Regione e per evitare,
dall'altra parte, che possano essere sottoposti ad un embargo i
prodotti siciliani e vi spiego subito quali sono.
Il primo punto che avevo chiesto di inserire, con il benestare di
tutta la Quarta Commissione, riguardava il contrasto ad una specie
invasiva che si è insediata in provincia di Siracusa, e parlo della
formica cosiddetta di fuoco che, detta così, in un'Aula
parlamentare può sortire magari qualche risata di qualche collega
di maggioranza, ma che in tutto il mondo sta creando dei disagi
enormi all'agricoltura.
Considerate solo questi dati: negli Stati Uniti vengono impiegati
6 miliardi di euro, non milioni, sei miliardi di euro per
contrastare l'espansione di questa specie e, purtroppo, questa
specie si è introdotta all'interno della nostra Regione e, giusto
giusto, guarda caso in quale provincia? Nella provincia di
Siracusa. Quindi, in provincia di Siracusa ci sono dei ceppi, dei
nidi, di queste formiche che, se non vengono contrastati e che se
non vengono bloccati subito, rischiano di mettere in seria
difficoltà la nostra agricoltura, soprattutto perché - e le do
anche questo ulteriore aggiornamento, assessore Falcone -
soprattutto perché la Commissione europea sta valutando di
sottoporre i prodotti siciliani all'embargo, per la paura che
questa formica possa arrivare in altri Stati europei.
È stata istituita una Commissione presso l'Assessorato
all'ambiente e al territorio, e di questa vicenda è stato
interessato anche l'assessorato all'agricoltura, però ritengo
fondamentale che questo punto venga inserito all'interno di questa
nota, motivo per cui sto presentando un ordine del giorno
integrativo, per consentire anche l'inserimento di questo punto e
di un altro che è, fortunatamente, invece è stato inserito che
riguarda il contrasto agli incendi all'interno della nostra
Regione.
Noi abbiamo parlato tantissimo di incendi ma, soprattutto, di
prevenzione degli incendi all'interno della nostra Regione. È per
questo che ho chiesto ed ho ottenuto, grazie alla Quarta
Commissione e alla Commissione Bilancio, che ha accolto la mia
proposta, di inserire un fondo da destinare da destinare ai
volontari dei Vigili del fuoco. I volontari dei Vigili del fuoco,
ad oggi, operano su chiamata e, purtroppo, il compenso che loro
ricevono per il servizio che prestano nei confronti della nostra
Regione, di contrasto agli incendi, non risulta essere
incentivante. Su più di mille persone, che oggi hanno la
possibilità, e risultano essere volontari, poche centinaia si
adoperano perché, tra lavoro e la disincentivazione che oggi c'è
rispetto al compenso che ricevono per ogni intervento, non riescono
a portare a termine il loro ruolo, diciamo, al pieno delle loro
potenzialità.
Concludo dicendo che è stato proposto, è stato dibattuto in
Commissione UE, l'opera di completamento del nuovo ospedale di
Siracusa. È un'opera importante, che la nostra provincia non può
rischiare di perdere perché mancano, ad oggi, 148 milioni di euro a
seguito dell'extra costo dovuto all'aumento del costo delle materie
prime, delle guerre, e così via. Quindi, all'interno di questo
ordine del giorno Assessore, sto inserendo anche la possibilità di
impegnare il Governo di far diventare quest'opera, un'opera
strategica per il Governo regionale, che possa consentire a questa
Regione di impegnare 148 milioni di euro, dal PSC, per completare
l'ospedale di Siracusa. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Spada, per il suo intervento
animato, come al solito, e fatto col cuore per la sua giovane età.
Però bisogna dire, bisogna precisare, che il presidente Schifani è
attento a quelle che sono le problematiche sociali. Anche perché,
prima di essere Presidente del Senato, Presidente della Regione, è
un genitore e un nonno Perciò sa benissimo quello che sta
accadendo, e sarà attento anche in questo disegno di legge.
Non conosce la problematica, perché non ha voluto fare un discorso
così veloce, ma sicuramente la conosce, e sicuramente saprà come
affrontarla, e come affrontarla in Aula con tutti noi. Perciò
ringrazio lei e ringrazio il presidente Schifani.
È iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha facoltà.
SUNSERI Luigi. Grazie Presidente, Assessore, onorevoli colleghi.
C'è una Sicilia che vive di realtà, con le realtà che vede i nostri
giovani obbligati ad abbandonarla, a scappare - pur essendo stati
formati, con grandi sacrifici, dalle proprie famiglie - e poi c'è
la Sicilia dei documenti che arrivano in Assemblea, dove tutto
sembra andare per il verso giusto, dove la Sicilia sembra
rinascere, dove gli investimenti crescono, dove le industrie
tornano a investire e dove il bilancio della Regione gode di ottima
salute.
Ecco tra le due, probabilmente, c'è una via di mezzo che oggi
pende verso quei giovani che sono costretti ad abbandonarla. Io
Presidente, per quello che mi compete, vorrei soffermarmi su due,
tre aspetti che ritengo importanti.
Uno, su quello sugli investimenti, sugli investimenti che
riguardano tutte quelle risorse dei fondi extra regionali, gli
unici investimenti che oggi la nostra Regione può usufruire, può
utilizzare, può mettere a terra. Ed è su quei dati che, purtroppo,
i numeri dicono tutto l'opposto di quello che è stato detto in
questi mesi, dal precedente Governo, e da quello che invece è
scritto in questa nota di aggiornamento. Quegli investimenti che,
purtroppo, la nostra Regione, che i nostri Dipartimenti non
riescono ad effettuare.
Non da ultimo, questo Governo ha riprogrammato miliardi di fondi
del Fondo di sviluppo e coesione e del FESR, dei fondi europei,
proprio perché i Dipartimenti dell'energia, Dipartimenti dei
rifiuti, il Dipartimento in parte delle infrastrutture, della
famiglia e delle politiche sociali non sono riusciti a spendere nei
tempi previsti dalla programmazione, e abbiamo dovuto riprogrammare
quelle risorse per spenderle e spenderle, soprattutto, entro la
fine dell'anno.
Ed è su queste risorse che, invece, la Nota di aggiornamento dice
che pone degli obiettivi, che sono altamente performanti, ben oltre
le previsioni di spesa del Dipartimento di programmazione, quindi
non si capisce bene da che punto di vista queste risorse possano
raggiungere gli obiettivi scritti sulla carta, quando invece ci
rendiamo conto che quelle risorse, non solo non sono state spese
nel corso degli anni, ma che rischiano di non essere spese nei
prossimi anni.
Io le ricordo, Assessore, che tutte le risorse territorializzate
del PO FESR 14-20 non raggiungeranno gli obiettivi di spesa. Cioè,
tutte quelle risorse che erano destinate alle agende urbane delle
aree interne, non verranno spese e dovranno trovare copertura
finanziaria alternativa a quelle per le quali erano state
individuate. Questo cosa fa? Falsa, sostanzialmente, la Nota di
Economia e Finanza. La falsa perché sugli investimenti che vengono
previsti nel prossimo biennio, poi in realtà ci toccherà ricordarle
che tra due anni quelle risorse non riusciranno ad essere messe a
terra, e soprattutto non riusciranno ad essere messe a
rendicontazione.
Io, nella scorsa seduta d'Aula le ricordavo, Assessore, che non so
se il Governo Schifani si è reso conto, con l'approvazione del DL
Sud, il POC 2014-2020 di fatto è stato cancellato per la parte che
non prevede impegni di spesa entro l'approvazione del DL Sud, cioè
della scorsa settimana. Di fatto la Sicilia si è ritrovata
cancellata, con l'approvazione di un comma del DL, circa 2 miliardi
di euro, della quale oggi non abbiamo notizie, della quale vorremmo
capire il Governo Schifani e lei cosa ne pensa, e soprattutto come
intende provare a recuperare queste risorse, al di là dei
comunicati stampa fatti a seguito dell'incontro col ministro Fitto.
E poi, non da ultimo, Assessore, faccio riferimento a quelle
società e a quegli enti messi in liquidazione. Le ho già detto in
Commissione Bilancio, quando mi è stata concessa l'opportunità cosa
penso, sì, ben venga la chiusura - finalmente - di quelle società
in liquidazione da tanti, tanti anni. Ma di cosa stiamo parlando,
Assessore? Stiamo parlando di quisquiglie, cioè delle più piccole,
di quelle che effettivamente da troppi anni, esageratamente da
troppi anni, erano state messe in liquidazione.
Ma io mi chiedo e le chiedo: le ASI quando verranno liquidate? In
liquidazione dal 2012. Abbiamo cambiato commissari su commissari,
ci abbiamo messo risorse, sono quelle che rilanciano il nostro
territorio davanti il Presidente Carta, ma c'era il Presidente
Abbate... sono quelle che hanno beni, risorse, territori che ad
oggi sono state completamente abbandonate ai commissari
liquidatori, non vengono liquidate, ad oggi non c'è neanche un
accertamento dei beni e delle risorse a loro destinate, e ancora
oggi - purtroppo - paghiamo una liquidazione dal 2012, siamo al
2024
Allora, su quelle liquidazioni vorremmo conoscere cosa si intende
fare, e su quelle che state proponendo. Perché nel progetto di
riforma dei consorzi di bonifica si prevedono tredici commissari
liquidatori, quindi l'ennesima liquidazione di enti che, tra
l'altro non hanno nemmeno patrimonio, ma che hanno debiti per un
ammontare nettamente superiore a quello che previsto dallo stato
patrimoniale, quindi anche capire come si intendono pagare i
creditori di quelle società che noi vorremmo mettere in
liquidazione.
E poi quell'opera di razionalizzazione da troppi anni, da troppe
legislature auspicata, da tanti Governi. Allora vorremmo capire: di
tutte quelle società e gli enti che è possibile accorpare, mettere
insieme, renderle efficienti, cosa che invece purtroppo continuano
ad essere, qual è l'idea di questo Governo? Cosa vogliamo fare
della SIS; cosa vogliamo fare della società digitale; cosa vogliamo
fare dell'ESA; cosa vogliamo fare degli istituti di ricerca; cosa
vogliamo fare dell'istituto di incremento ippico, alla quale il suo
Governo adesso ha tolto pure la coppa d'Assi, che era stata portata
dal Governo Musumeci a Catania, e oggi invece ritorna a Palermo.
Ma di tante altre, potrei continuare l'elenco infinito di società
della nostra Regione Ecco, vorremmo cominciare a capire qual è
l'intenzione di questo Governo, come si vuole razionalizzare la
spesa, ma non per tagliare affinché venga tagliato, ma tagliare per
razionalizzare e per rendere più efficiente un sistema di società
ed enti che ad oggi purtroppo non ha visto la luce.
Allora, l'augurio - ovviamente - Assessore e Presidente, che oggi
non è in Aula, non è tanto criticare e poi dire "Glielo avevamo
detto", è quello invece di stimolare il Governo a fare qualcosa
affinché i conti della nostra Regione, al di là e dei soldi che ci
piovono dall'alto, possano tornare in regola. Grazie.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Gilistro. Ne ha
facoltà.
GILISTRO Carlo. Grazie Presidente, grazie onorevoli, grazie
Governo, Assessore ho ascoltato attentamente tutto quello che si è
detto in quest'Aula oggi, si è parlato di tanto, di tanto e di più,
però c'è un argomento che mi sta molto a cuore.
La ringrazio, ringrazio anche l'onorevole Spada, per il discorso
dell'ospedale di Siracusa, Assessore ci teniamo moltissimo a questa
struttura, e sono certo che lei si impegnerà personalmente affinché
questi fondi possono arrivare e finire questa struttura così
strategica per la nostra città.
Ma purtroppo devo ammettere che in questo disegno manca un
programma, una visione globale di quella calamità, di quella
tempesta perfetta che ci sta piovendo addosso, c'è una calamità
forse la più dura in questo momento, parliamo bene di posti di
lavoro, parliamo bene di istruzione, parliamo bene di debiti,
parliamo di miliardi, Assessore, però in questi giorni la tv, i
media, i giornali, ci stanno inondando H24 di fatti che sanno di
cronaca nera, che sanno di film horror, stiamo parlando di film
horror, non parliamo più di cronaca nera.
Onorevoli colleghi, questo che voglio proporvi è qualcosa che non
ha colore politico, e di cui invece dobbiamo occuparci, è una
visione, è un programma indispensabile per non arrivare ad
ascoltare, a vedere tutto quello che sta accadendo in questi
giorni, non è più una visione aritmetica, oppure un aumento
aritmetico di queste problematiche, un aumento esponenziale.
Quando noi vediamo questi fatti di cronaca, colleghi, alla fine
rimaniamo anestetizzati, perché ormai ci stanno anestetizzando,
fatti di cronaca horror che ci stanno anestetizzando, cosa vuol
dire questo? Che noi non faremo più caso a questi femminicidi, a
questi omicidi, a questi gravissimi episodi che stanno accadendo
giornalmente.
Rimango basito, impressionato, abbiamo lo psicologo, Presidente,
hanno chiesto al Governo di fare l'ora di affettività, cioè abbiamo
bisogno oggi dell'affettivologo, non solo dello psicologo,
dell'affettivologo
Assessore, ma di che cosa stiamo parlando? Cioè, vogliamo fare lo
psicologo per gli studenti, lo psicologo per i docenti, per i
maestri, per lo sport, il pedagogista, cosa stiamo cercando?
Vogliamo risolvere così questo gravissimo problema, l'ultimo di
questi giorni?
Con l'affettività possiamo dirci poi, vogliamoci bene, forse,
tutti quanti, facciamo quest'ora di affettività, quello che succede
succede, vogliamoci bene, le conosciamo le cause di quello che sta
accadendo? Le conosciamo le origini di quello che sta accadendo?
L'altra sera le concause, l'altra sera o ieri sera, non mi ricordo,
anche Crepet, lo psichiatra, ha parlato in televisione di tutte
queste problematiche.
Secondo me, Presidente, colleghi, dovremmo investire molto di più
in genitorialità, in istruzione, in educazione, sullo sport, sulla
cultura, sull'arte, questi sono gli antidoti veri a questo veleno
che sta serpeggiando nei nostri giovani e nei nostri ragazzi.
Io ho visto gli occhi dei genitori di quella ragazza di cui
conosciamo, di questi fatti di cronaca, ma ho visto anche gli occhi
dei genitori dell'omicida.
Dovremmo fare, investire su convegni su comunicazione. Dovremmo
investire su quello che è, secondo me, l'origine vera, eliminare
tutta questa grandissima diffusione di smartphone, tablet.
Ho presentato stamattina, ho caricato un disegno di legge sulla
regolamentazione degli smartphone. Cosa è meglio? Un ragazzino
prigioniero del proprio smartphone? Prigioniero del proprio tablet
o un ragazzino che va a fare sport, che va a fare danza? Che va a
fare quello che noi vorremmo che facesse? Questi scatti di rabbia
esplosiva, scatti di rabbia esplosiva Non si parla più di ragazzi
arrabbiati, sono esplosioni Quindi, io chiedo a questo Governo di
occuparsi sempre di più di queste problematiche che sono le reali
problematiche che stanno causando un'emergenza in questa Nazione.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gilistro.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Giambona. Ne ha
facoltà.
GIAMBONA. Grazie Presidente, onorevoli colleghi, Governo. Io
intervengo sulla Nota di aggiornamento al Documento di Economia e
Finanza Regionale ritenendo che lo stesso assuma un'importanza
strategica su quello che è il ciclo della programmazione economico-
finanziaria.
E questo Governo, caro assessore Falcone, entra per così dire a
piè pari con la tutta la responsabilità del caso in questa fase
della programmazione regionale.
Io ho ascoltato con attenzione la sua relazione, però, oltre a
vedere enunciazioni di problemi, un po' come ha fatto il
governatore Schifani, all'insediamento, quando ha portato avanti
quelle che sono le sue dichiarazioni programmatiche, ebbene di
soluzioni alle tante problematiche della Regione siciliana non se
ne vedono all'orizzonte, manca una visione, una strategia e un
insieme di quelle che sono le condotte da portare avanti e questa
Nota di aggiornamento al DEFR, fondamentalmente, ne è la
dimostrazione.
Vengono sciorinati alcuni dati. Beh, io ritengo, caro assessore
Falcone, che manchino dati ancor più rilevanti rispetto a quelli
che nel documento vengono citati.
Io mi riferisco, per esempio, alla questione che riguarda il Piano
nazionale di ripresa e resilienza. Ebbene, sembrerebbe che questo
argomento non sia di competenza di Sala d'Ercole, invece, io
ritengo che debba essere centrale nella discussione politica di
questo di questo Parlamento, motivo per il quale io chiederei
all'Assessore per l'economia che fine a fatto la cabina di regia
che doveva mettere assieme quelle che sono le parti attive in
questo processo di governo delle misure del PNRR? Guardate, le
uniche notizie che arrivano a questo Parlamento sono quelle degli
addetti ai lavori di ANCI e ANCE, delle organizzazioni sindacali,
ma poche informazioni sulla messa a terra del PNRR arrivano a
questo Parlamento.
E nello specifico, io chiedo perché questo documento non prende
atto rispetto a quella che la politica, il Governo nazionale, che
vuole tagliare di fatto quasi 16 miliardi di euro alle opere che
dovrebbero realizzarsi in Sicilia che riguardano interventi contro
il dissesto idrogeologico o per i piani urbani integrati per quelle
che sono le iniziative, per esempio, riconducibili ai beni
confiscati.
Ebbene, dalle ultime notizie sembrerebbe che circa un miliardo e
mezzo di euro saranno le opere tagliate e che erano finanziate con
i fondi del PNRR. Di queste, circa trecentosessanta milioni a
Palermo, trecentosettanta milioni a Catania e così via.
Ma la cosa drammatica è che queste opere, questi finanziamenti,
sarebbero tagliati a opere di fatto già appaltate, mi riferisco
agli ospedali di comunità, mi riferisco alla Palermo-Catania che è
già appaltata dalla We Build e a centinaia di opere che di fatto
sono già appaltate dai comuni siciliani con tante difficoltà che
hanno avuto i sindaci nel mettere a terra i progetti con la carenza
di personale che noi tutti conosciamo.
E questo è semplicemente un aspetto, ma altri dati che vorremmo
avere approfonditi dall'assessore sono quelli che riguardano i
fondi comunitari. Perché, guardate, oramai nella finanziaria
regionale ci sono pochissimi interventi in tema di investimenti.
Gli unici investimenti sono riconducibili alle politiche di fatto
comunitarie sulle misure del PO FESR come verranno finanziati di
qui alla fine dell'anno i due miliardi di Euro che mancano rispetto
ai 4,1 miliardi che sono previsti sulle misure per esempio, del
trattamento dei rifiuti. Beh, risulterebbe che circa il 98% delle
risorse che sono destinate, che sarebbero destinate al ciclo dei
rifiuti di fatto, non andrebbero spesi.
Questi ed altri interventi, come il Fondo sociale europeo, 300
milioni di euro destinati all'inclusione, alla povertà, destinati
all'housing dei quali non abbiamo assolutamente notizie.
Ecco, credo che su questo il Governo dovrebbe dare risposte, oggi
le risposte le dà in modo blando, devo dire su alcuni temi. Su
altri ancora assolutamente nulla. Mi riferisco al tema
dell'agricoltura. Guardate, sulla Nota di aggiornamento solamente
nella pagina 42 si parla di un titolo Agricoltura e Pesca , ma sul
tema dell'agricoltura e sui problemi in cui versano gli agricoltori
siciliani nessun cenno.
Assessore Falcone, lei ha perfetta conoscenza dello stato di
crisi in cui versa il settore agricolo in Sicilia, in particolar
modo il settore vitivinicolo: 350 milioni di euro sono i danni che
vengono stimati e ancora nulla, nessuna risposta da parte di questo
Governo e, nulla si vede all'orizzonte nella finanziaria regionale.
Io credo che una risposta la debba questo settore che produce il
7% del Pil in Sicilia, dell'occupazione in Sicilia e non dare
risposta a questo settore significherebbe, non solamente
mortificarlo, ma mettere in crisi fortemente quello che è il
sistema economico siciliano.
Ecco, questo documento parte con una dichiarazione e, nello
specifico, che i conti della Regione siciliana sarebbero in ordine.
Forse l'Assessore Falcone fa riferimento alla riduzione del
disavanzo. Ma alla riduzione del disavanzo corrisponde in maniera
drammatica una riduzione dei servizi nella sanità, nelle
infrastrutture e nei trasporti. Io credo che rispetto a questo
ciclo di programmazione necessiti un surplus di approfondimento.
Cari onorevoli componenti del Governo, caro Presidente, bisogna
analizzare per bene ed evitare di andare incontro a delle decisioni
frettolose, come lo sono state quelle della finanziaria del 2023 e
lo ha dimostrato l'ultimo collegato alla legge di bilancio, una
sorta di finanziaria a puntata, 600 milioni di euro sono stati, di
fatto, la settimana scorsa deliberati da questo Parlamento per
risorse che probabilmente si dovevano programmare per tempo quando
è stata esitata la finanziaria regionale.
Bene, questi sono i temi di cui dovremmo occuparci, caro
Assessore, e sono oltre a questo, due le pregiudiziali sulle quali
noi del Partito Democratico dobbiamo porre l'attenzione.
Il primo è il recupero dei fondi FSC che sono stati di fatto
derubati, man mano, nei vari collegati, misure per oltre 1 miliardo
di euro di interventi sul territorio per i comuni, per il dissesto,
su questi dobbiamo impegnarci, oltre a una finanziaria che deve di
fatto andare incontro a quelle che sono le esigenze dei siciliani.
Ecco, in questo e per questo, con la necessità di portare avanti
le riforme di questa regione, noi come Partito Democratico,
intenderemo impegnarci a fare battaglia nelle Commissioni e in
quest'Aula perché ritengo che i siciliani abbiano diritto, diritto
di una politica che dà le risposte concrete a quelli che sono i
problemi dei siciliani. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona.
E' iscritta a parlare e, chiudiamo l'Aula, essendo l'ultimo
intervento, l'onorevole Savarino. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Grazie Presidente, la Nota di aggiornamento registra una
delle cose più importanti di questa legislatura che è il nuovo
accordo tra la Regione siciliana e il Governo nazionale.
Registra quindi un successo per questo Governo Schifani che ha
rimesso i conti in ordine e si è potuto permettere di chiedere a
Roma una rivisitazione di un accordo che vedeva la Sicilia
penalizzata. Adesso, invece, il nuovo accordo siglato il 15 ottobre
permette di avere una visione diversa, una prospettiva di crescita,
maggiori introiti, ma soprattutto di sbloccare i concorsi.
Tutti noi sappiamo quante difficoltà siano legate alla necessità
di svecchiare la nostra macchina burocratica, quindi un innesto di
almeno 750 nuove assunzioni nella macchina regionale significa, non
solo posti di lavoro per i nostri giovani laureati che potranno
quindi sviluppare le loro capacità in Sicilia, ma respiro, aria
fresca, entusiasmo, in una macchina regionale che certamente ne ha
bisogno.
L'Assessore Falcone ha fatto uno sforzo enorme anche rispetto alla
recente variazione di bilancio che ha visto coinvolti tutti noi nel
tentativo di dare risposte anche al territorio, oltre che risposte
importanti come quello dell'aiuto ai mutui che erano gravati da un
eccesso di interessi, quelli a tasso variabile, e questa è una
attenzione ai bisogni della gente, ai bisogni di quanti, purtroppo,
avevano visto mettere a rischio le proprie case - e tante case
sono state sottratte - perché non si riuscivano più a pagare i
mutui. Questo è un aiuto importante ma anche, dicevo, piccole
risposte di respiro più territoriale.
Certo, probabilmente, Assessore Falcone, io non è la prima volta
che glielo dico, la prossima volta vediamo di dare un'attenzione
che abbia un calibro di minore parcellizzazione e, quindi, in modo
tale che si possa mantenere anche una regia e una strategia
rispetto agli aiuti che arrivano sul territorio, come lei sa io
sono molto attenta anche alla riqualificazione urbana, la
rigenerazione urbana, soprattutto a partire dalle nostre aree
interne; ne ho parlato anche al ministro Fitto e mi diceva appunto
che questa nella prossima programmazione dei fondi, tra i fondi
europei e quelli del PNRR, c'è una massima attenzione alla
rigenerazione urbana che significa anche evitare di spopolare i
nostri enti piccoli, enti locali che purtroppo hanno rischiato
proprio in questi anni la desertificazione.
Voglio anche rasserenare qualche collega che era preoccupato sul
rischio di definanziamento rispetto alle nostre case di comunità.
Non esiste Non ci sarà Noi siamo stati la prima regione in Italia
a programmare le case di comunità e gli ospedali di comunità e
nessun disimpegno economico arriva dal Governo Meloni, anzi, c'è
un'attenta regia su quelli che saranno i fondi da spendere anche
sulla nuova programmazione europea e questo è positivo perché
eviterà di disperdere risorse.
Purtroppo rispetto agli interventi dei colleghi che mi hanno
preceduto devo sottolineare che qualcuno è andato oltre quello che
è il rigore di un intervento politico all'interno di un Parlamento
siciliano e mi dispiace. Mi dispiace che l'abbia fatto il collega
De Luca che è un collega che stimo, molto preparato, ma ogni tanto
sborda rispetto a quelle che sono magari le sue stesse intenzioni.
Mi dispiace che l'abbia fatto nei confronti di un collega, come il
mio capogruppo Giorgio Assenza, che è una persona per bene, un gran
signore e che certamente non è uso fare attacchi personali se non
invece dichiarazioni di valore politico. Mi dispiace che venga
fatto in quest'Aula in assenza del collega, e questo è un gesto che
non si fa.
Io ho sentito dire nell'intervento del collega più volte: "non è
da uomo, non è da uomo".
DELUCA Cateno. No, no, non è così
SAVARINO. Io non sono un uomo, sono una donna, ma ritengo che non
si faccia un attacco personale a un collega quando il collega non
c'è e, quindi, mi dispiace e lo devo sottolineare perché proprio il
collega Giorgio Assenza non lo merita, ed era doveroso che io qui
ne prendessi le difese perché lo conosciamo tutti bene e sappiamo
che rigore morale il collega ha e che linea mantiene nei rapporti
umani e nei rapporti politici coi gruppi parlamentari all'interno
di questa Assemblea.
Tanto dovevo Presidente, avrei preferito che fosse stata la
Presidenza a farlo, ma capisco che in momenti concitati le sarà
sfuggito, nell'arco di mezz'ora di intervento a cui noi abbiamo
assistito. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Savarino. Sulla personalità e sul
grande rispetto che ha l'onorevole Assenza in quest'Aula non ci
sono dubbi. E' sfuggito ma ha fatto bene lei a precisarlo, ma lo
preciso pure io. Conosciamo l'onorevole De Luca che quando parla fa
un po' di spettacolo, perciò l'abbiamo lasciato parlare per trenta
minuti, si è sfogato, però, sulle qualità dell'onorevole Assenza io
penso che la prossima volta l'onorevole Assenza e l'onorevole De
Luca si stringeranno la mano e chiariranno.
DE LUCA Cateno. Non accetto tutto questo
Per fatto personale
DE LUCA Cateno. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Cateno. Allora, cominciamo a chiarire una vicenda, così la
smettiamo con questo atteggiamento anche troppo ipocrita per quanto
mi riguarda, e le chiedo scusa per il tono, però sa quando poi
entriamo in certe sfere non ci sto più
Il collega Assenza ha aspettato che quest'Aula votasse, dopo di
che ha aspettato che si chiudessero gli interventi e ha chiuso gli
interventi in quest'Aula, accusando l'opposizione di essere dei
farisei e lo ha ripetuto ben quattro volte nel suo intervento
Questo è un comportamento, sotto il profilo politico, da codardi
Perché se tu vuoi sfidare un'Aula glielo dici prima di incassare un
risultato Questo è il tema
E mi dispiace che questo passaggio sia sfuggito alla Presidenza
del Parlamento, perché già la prima volta che il collega Assenza si
era permesso di proferire questa parola e doveva essere interrotto
Questo è il tema, altro che spettacolo, Presidente
E allora, la questione va ricondotta nella sfera giusta, per
quanto mi riguarda Assenza deve chiedere scusa e, quando ci sarà
Assenza, glielo dirò in faccia, collega Savarino, perché io non
sono uno che ha paura di nessuno e non parla alle spalle
Oggi, ho avuto intanto l'occasione di parlare e ho parlato, e
quando ci sarà Assenza, lo sfiderò a chiedere scusa in quest'Aula,
questa è la questione Non c'è bisogno qui di fare gli avvocati
difensori di ciò che è indifendibile.
E il tema non è la moralità di Assenza, me ne guarderei bene
SAVARINO. Hai detto che non è un uomo
DE LUCA Cateno. Me ne guarderei bene, qua è invece la scorrettezza
di Assenza nei confronti di un Parlamento che ha consentito a
questo Governo di poter portare a casa un risultato Chiaro
PRESIDENTE. Onorevole De Luca Onorevole De Luca
DE LUCA Cateno. Del quale dovevamo avere anche il ringraziamento e
invece non c'è stato neanche, Presidente, da parte del Governo un
ringraziamento all'opposizione. Ecco qual è il tema
PELLEGRINO. Ma di che cosa?
DE LUCA Cateno. Ma di che cosa? Del fatto che vi abbiamo
consentito, nei termini stabiliti, di approvare un provvedimento e
siccome noi, caro collega, sappiamo parlare e quando parliamo
sappiamo di cosa parliamo, siamo anche nelle condizioni di
dimostrarvi, e visto allora che questa è una sfida, qui ora visto
che abbiamo i peones bene, bene, cominciamo bene assessore Falcone
Allora lo sa che le dico? Cominciamo ora in Commissione di merito a
fare capire a qualche peones cosa significhino le prerogative
parlamentari, cosa significhi intervenire su ogni comma, cosa
significhi presentare migliaia di emendamenti nelle Commissioni di
merito, dopo di che vediamo se a Natale saremo qui ancora a
mangiare il panettone per la legge di stabilità, visto che questa è
la sfida
Bene, abbiamo capito quale sarà la premessa di questa finanziaria,
la premessa è questa? Benissimo Partiamo da questa premessa, dopo
di che vediamo dove arriviamo. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, grazie. Noi conosciamo la sua
responsabilità e il dovere istituzionale; vi prego di smetterla,
riconosciamo il dovere istituzionale dell'onorevole De Luca, la
ringraziamo per quello che ha fatto.
L'Aula è rinviata a domani, mercoledì 22 novembre 2023, alle ore
15.00, con il seguito della discussione e la votazione della Nota
di aggiornamento al DEFR 2024-2026 e per incardinare il bilancio
consolidato.
La seduta è tolta alle ore 18.19 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
VII SESSIONE ORDINARIA
83a SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 22 novembre 2023 - ore 15.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DELLA NOTA DI AGGIORNAMENTO AL
DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA REGIONALE (NaDEFR) PER GLI ANNI
2024 - 2026
Relatore: on. Caronia
III - DISCUSSIONE DEL BILANCIO CONSOLIDATO DELLA REGIONE SICILIANA
PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 2022
IV -SEGUITO DELLA DISCUSSIONE UNIFICATA DELLE MOZIONI:
N. 115 - Solidarietà al popolo israeliano e condanna degli
attacchi dei miliziani di Hamas . (V. allegato)
(10 ottobre 2023)
SAVARINO - ASSENZA - ZITELLI -
GALLUZZO - CATANIA N. - CATANIA
G. - FERRARA - INTRAVAIA -
DAIDONE - AUTERI
N. 120 - Solidarietà a Israele per l'attacco terroristico del
7 ottobre 2023 ed iniziative per la promozione della pace in
Medioriente . (V. allegato)
(17 ottobre 2023)
CATANZARO - CRACOLICI - BURTONE -
DIPASQUALE - SAFINA - SPADA -
VENEZIA - CHINNICI - GIAMBONA -
LEANZA - SAVERINO
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio