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Resoconto d'Aula della Seduta n. 84 di martedì 28 novembre 2023
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   Presidenza del Presidente Galvagno

   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 15.49

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in  assenza
  di osservazioni in contrario, nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della presente seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Catania Nicolò  e  Chinnici
  Valentina hanno chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.  Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito,   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno dell'Assemblea,  saranno
  riportate nell'allegato A) al resoconto dell'odierna seduta.

   l'esercizio finanziario 2022"

   Discussione del  Bilancio consolidato della Regione siciliana  per
  l'esercizio finanziario 2022

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione  del  Bilancio consolidato della Regione siciliana  per
  l'esercizio finanziario 2022 .
   Invito   i   componenti  la  II  Commissione  a   prendere   posto
  nell'apposito banco.


                        Sull'ordine dei lavori

   BURTONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BURTONE.  Presidente,  stamani nella  riunione  della  Commissione
   Agricoltura' è stato posto il tema delle difficoltà  che  vive  il
  comparto  agricolo,  in  particolare la  zootecnia.  Purtroppo,  la
  riunione è avvenuta in assenza dell'Assessore, una cosa molto grave
  e  poi,  la  cosa  che  voglio sottolineare, è  che  certamente  il
  problema  degli alimenti per la pastorizia è fondamentale.  Bisogna
  trovare  le  soluzioni. Sono animali che devono trovare un  impegno
  anche da parte delle Istituzioni per poter sopravvivere, perché  di
  sopravvivenza parliamo.
   Però,  vorrei che il discorso si allargasse, non dimenticando  che
  ci  sono tanti comparti dell'agricoltura che sono in difficoltà, in
  particolare l'agrumicultura. Ho sentito, proprio in questi  giorni,
  alcuni  commercianti  e  alcuni sindaci porre  il  tema  perché,  a
  seguito  della siccità, il prodotto non è un facilmente collocabile
  nel  mercato.  Quindi, spero che al più presto  ci  sia  una  nuova
  riunione di Commissione e si possa discutere di tutto ciò.
   Noi, Presidente, come Partito Democratico, parliamo del tema della
  siccità  a  partire  da marzo. Avevamo posto  il  tema,  per  nulla
  ascoltati   dal   Governo  e  in  particolare  dall'Assessore   per
  l'agricoltura.  Auspichiamo un impegno  molto  serio  perché  siamo
  davanti   a   difficoltà.  Il  comparto  agricolo  è  un   comparto
  produttivo,  ancora,  della  Sicilia e  penso  che  le  Istituzioni
  debbano  dare il massimo per poter rispondere a questo  periodo  di
  crisi.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone.

   siciliana per l'esercizio finanziario 2022"

   Seguito  della discussione del  Bilancio consolidato della Regione
  siciliana per l'esercizio finanziario 2022"

   PRESIDENTE.  Invito  il  presidente della Commissione   Bilancio',
  onorevole Daidone, a svolgere la relazione.

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto  alla
  relazione che è agli atti, dovrebbe già essere inserita nei tablet.

   PRESIDENTE. Perfetto, si rimette al testo. Onorevoli colleghi,  ci
  sono  interventi?  Assessore Falcone, lei vuole  illustrare,  vuole
  fare  un  intervento  prima  di dare la parola  ai  colleghi  sulla
  discussione generale? Prego, assessore Falcone.

   FALCONE,  assessore  per l'economia. Grazie,  Presidente.  Grazie,
  anche  ai  colleghi. Finalmente arriva il bilancio  consolidato  in
  Aula,  che  è  l'ultimo  atto  per  concludere  tutti  i  documenti
  economico-finanziari e contabili per l'anno 2023. Con questo  atto,
  avendo  già  approvato  in  Giunta il conto  consuntivo  del  2022,
  abbiamo esaurito, di fatto, tutti gli atti contabili.
   Il bilancio consolidato è un bilancio, la fotografia, che facciamo
  di   tutti  gli  enti  che  appartengono  al  GAP,  al  Gruppo   di
  Amministrazione Pubblica. Sono tutti quegli enti nei cui  confronti
  si vede lo stato patrimoniale attivo, lo stato patrimoniale passivo
  e   il  conto  economico.  In  più,  abbiamo  tutti  gli  enti  che
  appartengono al GAP, sono ben 158 nel 2022 e abbiamo preso, abbiamo
  anche  indicato  il  perimetro degli enti appartenenti  al  GAP  da
  consolidare, che sono 83. Su 83 abbiamo raggiunto il consolidamento
  in ben 73 enti.
   Vorrei  ricordare  che quando iniziò il consolidamento  di  questi
  enti,  dal  2018, c'è stato un progressivo aumento  degli  enti  da
  consolidare   e  consolidati,  cioè  gli  enti  attenzionati   sono
  aumentati sempre più, passando appunto da 21 nel 2018 sino a 24 nel
  2019.  Nel  2021 siamo arrivati a 60, per arrivare oggi a  73,  per
  avere  un'idea complessiva, appunto, di quella che è la  fotografia
  di  tutti  questi enti vigilati, partecipati, in sostanza satelliti
  alla Regione, la cosiddetta  Pubblica amministrazione allargata'.
   Ebbene,  oggi,  abbiamo  un  parere  favorevole.  Abbiamo   potuto
  verificare come questi enti, tranne alcuni, che oggi non sono stati
  posti  sotto  la nostra lente di ingrandimento, per  alcuni  perché
  ancora  bisogna fare uno sforzo maggiore, altri perché  il  Governo
  della Regione ha proceduto alla cancellazione.
   Proprio oggi il governo Schifani ha proceduto, dopo 26 anni,  alla
  chiusura  dell'Ente  siciliano di promozione  industriale.  Correva
  l'anno  1997/98  quando, allora, l'onorevole Giuseppe  Castiglione,
  assessore  per  l'industria, chiuse e mise in  liquidazione  questo
  ente.  Oggi, a distanza di diversi lustri, di oltre cinque  lustri,
  finalmente chiudiamo, così come abbiamo chiuso le aziende  autonome
  di  soggiorno  e  turismo,  così  come  da  qui  a  qualche  giorno
  chiuderemo anche i consorzi di ripopolamento ittico, ben 11 enti  e
  poi  anche Biosphera, poi anche SpI e, poi, Infolac per continuare.
  Cioè,  finalmente,  stiamo facendo un po' di  chiarezza  su  questi
  enti,  molti  dei quali rappresentano dei veri e propri  carrozzoni
  che  vanno  chiusi e, soprattutto, vanno messi a  rete  invece  con
  migliori  verifiche  sempre più puntuali gli  enti  che  in  questo
  momento   sono  attivi,  hanno  una  strategicità  per  la  Regione
  siciliana.
   Per  cui,  Presidente,  mi  fermerei qua.  Poi,  a  seguito  delle
  osservazioni  che  sicuramente ci saranno da  parte  dei  colleghi,
  risponderemo  sulla  rilevanza, risponderemo sugli  enti  che  sono
  stati  consolidati  rispetto  a  quelli  che  non  lo  sono  stati,
  risponderemo  sulla  significatività  del  patrimonio  degli  enti.
  Insomma,  possiamo dare tutte le informazioni del caso al  fine  di
  arrivare  ad un'approvazione che rappresenta l'ultimo tassello  per
  chiudere  il  cerchio dei documenti contabili  e  passare,  quindi,
  anche  dal mese di dicembre, al reclutamento di quel personale  che
  aspetta  e  che, in questo momento, non abbiamo potuto  mettere  in
  servizio  a  causa della mancanza del bilancio del conto consuntivo
  2022,     della    trasmissione    delle    informazioni     nonché
  dell'approvazione del bilancio consolidato 2022.

   PRESIDENTE. Grazie, assessore Falcone.
   Onorevole Cambiano, vuole intervenire?

   CAMBIANO.  Abbiamo  un  problema con  i  tablet  solo  perché  non
  riusciamo a prendere visione della relazione.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Dichiaro  aperta la discussione generale. Man mano  chi  si  vuole
  segnare per intervenire, può farlo.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, Assessore, in questa Regione  c'era
  un  rito  che,  in qualche modo, coincideva anche con la  sacralità
  degli atti che approvava la Giunta di Governo e poi gli organi, per
  ultimo  il  Parlamento, attraverso una serie di passaggi che  erano
  contenuti  nella  procedura, tra questi la  Corte  dei  Conti  che,
  normalmente,  tra il 28 giugno, il 30 giugno, il  primo  luglio  di
  ogni   anno,  di  ogni  anno  successivo  al  rendiconto  dell'anno
  precedente parificava i conti della Regione.
   Da  diverso  tempo,  questo  rito si è trasformato  in  un  incubo
  perché,  oggi,  su ogni atto che facciamo di natura contabile,  non
  c'è  certezza  che quello che facciamo corrisponda  a  quello  che,
  effettivamente,  è  lo  stato  finanziario,  non  parlo  di  quello
  patrimoniale perché ad oggi non ci è dato sapere e, continua a  non
  esserci  dato sapere, lo stato patrimoniale della Regione siciliana
  e, aggiungo, degli Enti collegati.
   Questo  che  appare  un atto quasi, come dire, formale,  in  fondo
  l'introduzione del bilancio consolidato è uno strumento giovane per
  questa  Assemblea  regionale, questo credo che sia  il  quarto  che
  facciamo,  a  seguito dell'introduzione nel nostro nell'ordinamento
  della  Regione  siciliana anche del Regolamento contabile  previsto
  dal D.P.R. 118. E il consolidato che cosa è?  E' la possibilità  di
  avere  uno  stato  di conoscenza dei conti sulle attività  e  sulle
  passività,  sulla gestione e sullo stato patrimoniale di  tutte  le
  società  partecipate,  gli enti di cui la Regione  ne  esercita  il
  controllo o, comunque, la vigilanza: è stato detto sono 158, noi ne
  introduciamo   in  questo  bilancio  73  che,  come  ha   ricordato
  l'assessore Falcone, utilizzando in questo caso l'aritmetica,  dice
  siccome  73 sono più di quelli che abbiamo fatto, 61, credo  l'anno
  precedente,  e ancora, 61 erano di più dei 24 dell'anno  precedente
  ancora,  i  24 dei 21, quindi, non possiamo che essere  soddisfatti
  del  fatto  che aumenta il numero di enti partecipati e controllati
  dalla  Regione  che  fanno parte del consolidato  di  cui  oggi  ci
  occupiamo.
   Questo ragionamento non fa una grinza per la semplice ragione  che
  73  sono  più  di  61, il tema non è però se sono 73  più  dei  61,
  aspetto  che  questo  ci  può lasciare soddisfatti,  e  diceva  una
  pubblicità  "soddisfatti e rimborsati", perché qui emerge  un  dato
  che,  a  differenza  dei dati di partenza dove  c'era  la  fase  di
  startup di conoscenza, di abituare cioè l'Amministrazione nella sua
  interezza  a  rendere  trasparente il dato di contabilità  generale
  della  Regione, il dato drammatico che dopo cinque anni gli  stessi
  Revisori  dei  conti  nella  relazione  che  fanno  a  questo  atto
  evidenziano  una circostanza: "diversi enti e organismi  non  hanno
  dato  riscontro alle richieste avanzate dalla Ragioneria generale";
  tradotto  vuol dire che una buona parte, potrei usare  l'aritmetica
  dell'assessore Falcone, siccome 158 sono più del doppio dei 73,  si
  potrebbe  dire che dei 158 meno 73, 85 non avrebbero dato riscontro
  alle  richieste  della  Ragioneria,  poi  così  non  è,  però   uso
  l'aritmetica per rovesciare, diciamo, il modello Falcone che  è  il
  modello  in  cui  dice  che tutto va bene  perché  ne  abbiamo  più
  dell'anno  precedente.  No,  tutto  va  male  perché  ad  oggi   la
  maggioranza degli Enti partecipati non dà riscontro, e  perché  non
  dà riscontro?
    Scusate se vi disturbo

   PRESIDENTE. Colleghi, se possiamo abbassare un po' il  tono  della
  voce...

   CRACOLICI. Rinviamo a domani, non lo so.

   PRESIDENTE.  ...  in  modo  da dare la  possibilità  all'onorevole
  Cracolici di concludere l'intervento. Prego, onorevole Cracolici.

   CRACOLICI.  E  perché  non dà riscontro, dicevo?  In  buona  parte
  perché non esistono i bilanci, cioè non esiste un'attività ordinata
  di  trasparenza contabile della maggioranza degli enti partecipati,
  collegati  e vigilati dalla Regione. Questo è il dato che  ci  deve
  preoccupare.
   E  guardate, non per negligenza -  pure - ma semplicemente  perché
  in  alcuni  di questi enti la situazione contabile è  tale  da  non
  consentire la procedura di approvazione dei bilanci consuntivi,  da
  diversi anni, di questi enti: Consorzi di bonifica, l'AST, l'ESA, i
  fondi  di  rotazione, di cui probabilmente molti dei  colleghi  non
  conoscono  nemmeno l'esistenza, ma sono quei fondi per i  quali  la
  Regione  ha erogato contributi, per l'acquisto dei terreni  con  la
  riforma  agraria dell'ESA, per la gestione di alcune  procedure  di
  sostegno,  ad  esempio, sull'apprendistato, o  dell'IRCAC  o  della
  CRIAS  o  della dell'IRFIS, fondi di rotazione di cui  non  abbiamo
  nessuna  dimensione  sulla  capacità di  recupero  da  parte  della
  Regione o sulle eventuali azioni di acquisizione patrimoniale delle
  fideiussioni  che  erano in capo ai beni per  i  quali  sono  stati
  concessi i contributi.
   E  siccome siamo a 73 e siamo contenti, non ci occupiamo degli 85
  Questo  è  il  nodo, questo consolidato ci dice che la Regione  sta
  continuando  ad esercitare una funzione, perché poi è  la  Regione,
  perché  non  basta  dire  c'è  la  negligenza,  la  pigrizia,   c'è
  l'attività sostitutiva, c'è l'obbligo di far decadere gli organi di
  amministrazione per gli enti che non hanno approvato  il  bilancio,
  in  alcuni casi manco ci sono i collegi dei revisori, cioè c'è  una
  situazione  fuori controllo che in qualche modo mina la credibilità
  e  poi ci lamentiamo dei giudizi della Corte dei conti se incide  o
  non incide sull'attività
   Ma   come  avrebbe  detto  Piersanti  Mattarella,  questa  Regione
  dovrebbe  avere le carte in regola e un buon Governo si  fonda  sul
  principio delle carte regola e mi pare che questa vicenda  dimostri
  che   non  abbiamo  le  carte  in  regola,  perché  consentire  una
  condizione   di   nebulosità   finanziaria   significa   consentire
  un'attività  di arbitrio che continua a perpetuarsi nella  vita  di
  questa Regione.
   Ecco  perché  io  ho  fatto  già una serie  di  considerazioni  in
  Commissione   Bilancio , al punto che anche lo stesso Collegio  dei
  revisori ha dovuto prendere atto che un mio rilievo - che  è  stato
  considerato un errore di battitura - perché riportava l'AST,  l'AST
  non  rientra nel sistema del consolidato,  che l'avevamo  calcolato
  due  volte,  per  avere due volte valore zero  l'AST  invero  è  un
  pezzo,  l'ESA è un altro pezzo, poi i Consorzi di bonifica: ma  che
  vuol  dire  tutto  questo? Qual è la vera situazione  debitoria  di
  questa Regione? Nessuno lo sa
   Noi possiamo vantarci che i dati, diciamo, il consuntivo 2022,  ma
  tanto non parla nessuno, tanto

   DIPASQUALE. Lo ha interrotto dieci volte.

   CRACOLICI.   diciamo  il  consuntivo  2022,  ma  tanto  non  parla
  nessuno, tanto non parlerà nessuno, mi prendo il tempo di tutti gli
  altri.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, solo per dirle che siamo a undici
  minuti, però ha qualche altro minuto in più, proprio perché è stato
  interrotto, come dice il collega Dipasquale, ha altri due minuti.

   CRACOLICI. E non solo, ma quando mi interrompe, mi preoccupo, cioè
  ho  il  problema  di  ricordarmi cosa stavo  dicendo,  quindi,  per
  riprendere il filo del ragionamento.
   Allora, la questione che abbiamo davanti è che non sappiamo qual è
  la  situazione debitoria della Regione, perché non avere i consorzi
  di bonifica, ad esempio, che significa? Che sappiamo che i consorzi
  di  bonifica  siciliani hanno debiti per oltre 120,  130,  qualcuno
  dice  150  milioni di euro, boh  Ma questi debiti  non  li  abbiamo
  iscritti come debito della Regione, che siamo, esercitiamo non solo
  la  vigilanza  ma  siamo di fatto coloro che hanno  in  solido  una
  responsabilità sulla gestione degli enti stessi. E questo vale  per
  tutti gli altri.
   Quindi, il consolidato ci dice che la Regione non conosce  il  suo
  debito  però  l'Assessore continua a dire "la situazione  debitoria
  migliora"  perché  ogni anno riduciamo la passività  della  Regione
  salvo   poi  dimenticare  che  non  conosciamo  neanche  lo   stato
  patrimoniale della Regione.
   Ancora  una volta, il patrimonio della Regione, e quindi di  tutti
  gli  enti  collegati,  non  rientra  all'interno  dello  schema  di
  contabilità ordinato che dovrebbe avere qualunque ente pubblico.
   In  una  società, il principio contabile si fonda su tre atti:  lo
  stato patrimoniale, il conto economico e l'attivo di esercizio.
   Allora,  io  non  posso  che  mostrare l'assoluta  insoddisfazione
  rispetto ad una condizione nebulosa che continua a essere nebulosa,
  che  non sta migliorando affatto i conti della Regione e che ormai,
  purtroppo, ci stiamo abituando persino al fatto che da tre anni non
  abbiamo  più i conti parificati, da parte dell'organo che in  tutta
  Italia  parifica  i  conti delle regioni, e  che  da  tre  anni  in
  Sicilia,  ormai,  persino, ci siamo abituati a una condizione  così
  drammatica,  che  la parifica arriva due anni  dopo  il  conto  che
  abbiamo approvato.
   Cioè,  quello che è avvenuto sabato scorso in via Notarbartolo  ha
  riguardato  il consuntivo del 2021. Siamo a dicembre, novembre  del
  2023  quando,  di  norma,  il consuntivo 2021.  normalmente  veniva
  parificato  entro  il 30 giugno del 2022, cioè  sei  mesi  dopo  la
  chiusura dell'esercizio.
   Quindi,  ci stiamo così abituando al fatto che questa Regione  non
  ha  più  neanche i conti in regola e neanche le carte per  avere  i
  conti  in  regola che tutti alziamo le spalle ma stiamo andando  di
  fronte  al  baratro senza che nessuno di noi, o pochi  di  noi,  si
  rendano  conto  della reale situazione drammatica che  sta  vivendo
  questa  Regione e, malgrado questo, vedo che ci sono manovre,  come
  quella  che  affronteremo nelle prossime ore, in cui prevediamo  di
  spendere cento milioni per nuove assunzioni, cioè ormai siamo  come
  quel  paese  che stampa la moneta senza preoccuparsi  di  avere  le
  riserve per giustificare la moneta che stampa. Prima poi arriveremo
  alla bancarotta.

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole Cracolici.  È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Sunseri. Prego onorevole.

   SUNSERI. Grazie Presidente, assessore Falcone, onorevoli colleghi,
  Governo  della  Regione. Io, prima di parlare del  consolidato,  mi
  soffermerei  un  secondo sul giudizio di parifica della  Corte  dei
  conti che tra l'altro, comunque, ha parlato anche di alcune società
  ed enti della nostra Regione.
   Io  vorrei  capire cosa intendiamo fare dopo il dispositivo  della
  Corte dei conti. Cioè, la Regione, l'Assemblea regionale siciliana,
  ha  intenzione di dare seguito a quanto già deliberato dalla  Corte
  dei conti?
   E  faccio riferimento - leggevo oggi qui il dispositivo -  perché,
  al  di  là  della questione costituzionale, che è stata oggetto  di
  discussione  tra il Presidente della Regione - e ora entrerò  anche
  nel  merito  di  questo - e la Corte dei conti,  io  credo  che  la
  modifica  del  saldo  del  risultato  di  amministrazione  vada   a
  prescindere  da quello che la Corte costituzionale, mi  dicono  tra
  l'altro  anche  a breve, deciderà sul ripiano del disavanzo  perché
  già noi lo scorso anno non abbiamo dato seguito alla parifica della
  Corte dei conti.
   Questo  è  il  secondo anno dove, a meno che il  Presidente  della
  Commissione  Bilancio  o il Governo stiano facendo qualcosa  e  non
  lo  sa l'Assemblea, dovremmo dare seguito a quanto richiesto,  anzi
  da quanto già deliberato dalla Corte dei conti in merito al saldo e
  al risultato di amministrazione del rendiconto 2021.
   E  non  parliamo  di  briciole, perché facendo dei  conti  veloci,
  parliamo di centinaia di milioni di euro che vanno a modificare  il
  risultato di amministrazione del quale - ripeto - mi pare di capire
  che  il  Governo  o se ne infischia o non intende  dare  seguito  a
  quello previsto.
   Ripeto,  a  prescindere  dal  profilo  di  incostituzionalità  che
  scopriremo  a  brevissimo  e che secondo  me  il  Presidente  della
  Regione non ha capito. Io ho avuto l'impressione, durante la seduta
  della  Corte dei conti, che il Presidente della Regione non  avesse
  compreso  bene, che qualcuno non gli avesse spiegato bene qual  era
  l'argomento  e  qual era il tema che si stava affrontando  in  quel
  momento   perché  il  Presidente  della  Regione  ha  semplicemente
  sollevato  un  profilo di incostituzionalità su una norma,  dicendo
  che, secondo lui, siccome la norma sarà abrogata - non si sa ancora
  bene  quando, ma comunque dopo certamente la sentenza  della  Corte
  dei  conti - non era necessario sospendere il giudizio di  parifica
  perché,    comunque,   abrogheremo   quella   norma    visto    che
  successivamente  il Ministro Giorgetti o il Parlamento  ha  emanato
  una norma di natura primaria parlamentare.
   Ma,  Assessore,  il  motivo  del contendere  non  è  assolutamente
  quello
   Il  motivo  del contendere è stato già espresso in sede consultiva
  della Corte dei conti nel 2019-2020 in cui la Corte dei conti si  è
  già  espressa  e  si attende esclusivamente la Corte costituzionale
  perché  si  ritiene che ripianare il disavanzo in  archi  temporali
  superiori   all'arco   temporale   previsto   dal   bilancio    sia
  incostituzionale, sia incostituzionale perché vìola in qualche modo
  i  principi di equità intergenerazionale,  una norma che prevede di
  ripianare  il  disavanzo in un arco di otto anni vìola  rispetto  a
  quello  previsto all'arco temporale normale, previsto dal bilancio,
  e anche dal 118, agli archi temporali normali, cioè il triennio.
   Ed  è  su  quello che il Presidente della Regione,  mi  sembra  di
  rivedere alcuni ex assessori o presidenti della Regione precedenti,
  in  un  attacco anche duro nei confronti della procura della  Corte
  dei  conti  in  cui  si dice: "Ah, ma non avete capito  nulla   Noi
  abrogheremo quella norma e, quindi, quello che ci state  chiedendo,
  di  fatto,  non si deve applicare", non comprendendo per  nulla  il
  motivo  per  cui  la Corte ha deciso di sospendere il  giudizio  di
  parifica  che, come diceva bene l'onorevole Cracolici, è del  2021,
  non questo.
   Noi  stiamo  procedendo col 2022, col 2023, con il bilancio  2022-
  2024,   con  la  finanziaria,  senza  conoscere  il  risultato   di
  amministrazione degli anni precedenti parificati, zero
   Questo  disallineamento certamente non permette  all'Assemblea  di
  operare in maniera legittima perché noi di fatto stiamo continuando
  con  le  finanziarie, con documenti contabili, senza  conoscere  il
  vero risultato di amministrazione precedente, con un'anomalia tutta
  nostra,  tutta siciliana, dove si fanno norme su norme per prendere
  tempo perché la norma Giorgetti - Assessore Falcone, ce lo possiamo
  raccontare  - è una norma che prende tempo, è una norma  che  dice:
  "va  bene,  intanto abroghiamo quella precedente, ne  facciamo  una
  nuova,  diciamo che anziché dieci ne prendiamo otto ,  poi  dovremo
  sollevare   nuovamente   il  profilo  di  incostituzionalità,   nel
  frattempo  saranno passati cinque-sei anni e noi abbiamo  spalmato,
  abbiamo  ripianato  il  disavanzo in un arco  temporale  nel  quale
  probabilmente - ma questo lo vedremo a brevissimo purtroppo  -  non
  potevamo fare
   Quindi, prima di parlare del consolidato, io mi aspettavo da parte
  del  Governo e da parte del Presidente della Commissione "Bilancio"
  di  conoscere quali siano le reali intenzioni sul dispositivo della
  Corte  dei  conti, non su quello che forse vedremo a seguito  della
  sentenza  della Corte costituzionale cioè sulla modifica del  saldo
  del  risultato di amministrazione. Parliamo di 500/600  milioni  di
  euro, e non bruscolini, che dovremmo vedere in sede di finanziaria,
  cioè noi dovremmo vedere, quanto meno, un accantonamento in sede di
  finanziaria e che ad oggi non c'è da nessuna parte.
   E  poi se vogliamo entrare nel merito del bilancio consolidato, al
  di  là,  diciamo,  dei  numeretti scritti ed  enunciati,  è  chiaro
  Presidente  lei  ricorderà benissimo, l'abbiamo  chiamato  il  lato
  oscuro  della Regione siciliana, perché proprio sugli enti e  sulle
  società  e  sulle partecipate della nostra Regione di  fatto  manca
  completamente  la  trasparenza e non è che  manca  trasparenza  per
  rispetto di una norma che i cittadini dovrebbero pretendere,  manca
  trasparenza nei confronti della ragioneria della Regione   cioè  il
  Collegio dei revisori ha certificato finalmente, perché questa è la
  prima  volta,  il collegio di revisori fa un'analisi  del  bilancio
  consolidato  della  nostra Regione, certifica  quello  che  abbiamo
  sempre  ripetuto nel corso degli anni. Tantissimi enti e  organismi
  non  hanno  dato riscontro alle richieste avanzate alla  Ragioneria
  generale,  quindi,  immaginate  la  scena  in  cui  in   un   mondo
  assolutamente  non digitalizzato la Ragioneria generale  invia  una
  mail  al  Consiglio di amministrazione, ai commissari o,  comunque,
  all'ente   alla   società   del   quale   detiene   totalmente   la
  compartecipazione e questi manco gli rispondono.
   Non   è   stata  completata  la  ricognizione  straordinaria   del
  patrimonio,  non  è stato definito un processo di razionalizzazione
  delle  società  e degli enti e delle società e delle partecipazioni
  societarie, anche su questo noi abbiamo richiesto più volte in Aula
  qual  è  l'intenzione del Governo nei confronti di queste centinaia
  di  società  e  enti  gestite dalla Regione perché  a  noi  farebbe
  piacere  conoscere,  per  esempio, cosa  intende  fare  il  Governo
  dell'ESA,  cosa  intende fare il Governo dell'Istituto  zootecnico,
  cosa  intende  fare dell'Istituto profilattico,  cosa intende  fare
  del  Mas,  cosa intende fare di tutti i consorzi di ricerca che non
  comunicano più nulla e che non sono assolutamente  trasparenti  nei
  confronti della nostra Regione.
   Io   sono  sicuro  che  se  oggi  fossimo  a  scuola  e  chiedessi
  all'assessore Falcone se sa dove si trova il CORERAS, o il CORISSIA
  o   il   BES  o  un  consorzio  di  ricerca  non  saprebbe  neanche
  individuarli nella cartina della nostra Regione, e io ne sono certo
  perché, mi creda, sono anni che cerco di trovare la sede del BES  e
  non  la trovo, eppure l'abbiamo  Eppure abbiamo consorzi di ricerca
  dove  il consiglio di amministrazione si autonomina consulente  del
  Consiglio  di  amministrazione  Ci sono delle  storture  in  questa
  Regione,   credo che siano veramente dei casi su cui poter scrivere
  un libro e renderlo, come dire, come caso da non seguire nel mondo,
  assessore  non  si  metta a cercare dov'è il BES perché  sennò  che
  abbiamo   fatto,    però  questo  per  dire  una  cosa,   onorevole
  Presidente,  che  purtroppo  sul  consolidato  -   poi  magari   lo
  approviamo nella disattenzione totale -   però ha ragione chi mi ha
  preceduto,  c'è  una macchia oscura dove di fatto l'Assemblea,   il
  Governo  e  soprattutto  la Ragioneria non riesce  assolutamente  a
  infiltrarsi con un minimo di luce e non per questo il nostro Gruppo
  ha  presentato un ordine del giorno riprendendo, e non inventandoci
  nulla, riprendendo quanto richiesto dal Collegio dei Revisori.
   Serve assolutamente che vengano efficientate tutte le procedure di
  trasmissione,  di raccolta dei dati, da parte delle società,  degli
  enti  nei  confronti della Ragioneria e non esiste che  la  Regione
  generale  chieda e controlli e di fatto non ha nemmeno i dati,  che
  vadano  definite le procedure di razionalizzazione  del  gap,  così
  come  previste da decine di norme e soprattutto quello che  non  ho
  detto  precedentemente  la riconciliazione  tra  quello  che  viene
  dichiarato dalla società, dagli enti, in crediti e debiti e  quello
  che  invece dichiara la Regione perché c'è uno scostamento  non  di
  pochi euro ma di milioni di euro.
   E  allora,  fin quando noi non riusciremo in qualche modo  a  fare
  luce  su  quello  che  è veramente un mondo meraviglioso,  poco  fa
  venivano  citati  ad esempio, Presidente, i consorzi  di  bonifica
  ebbene,  io  non  so  quanti colleghi sanno  che  dei  consorzi  di
  bonifica non hanno i revisori dei conti, cioè revisori dei consorzi
  di bonifica commissariati si approvano i bilanci, se li controllano
  da  soli  e  li approvano da soli, mancando il revisore dei  conti
  Non  è che non vengono trasmessi i dati, non ci sono i revisori dei
  conti  e allora, mentre l'assessore Sammartino prepara la norma  di
  riforma dei consorzi di bonifica che mette in liquidazione dove non
  sappiamo realmente quanti sono i debiti, 120, 130, 150, ogni giorno
  uno si sveglia e spara una cifra diversa che dovrebbe ricadere, tra
  l'altro,  nel  nostro  bilancio -  e  anche  lì,  io  non  so  come
  riusciremo mai a ripianarli, a meno che il disegno non è quello  di
  una  liquidazione  coatta, che di fatto  fa  saltare  del  tutto  i
  creditori,  ma questo poi magari lo racconteremo a chi  avanza  dei
  crediti  nei confronti della Regione, che l'intento del  Governo  è
  non  pagare  i  creditori  dei Consorzi di  bonifica  -al  contempo
  dovremmo approvare un bilancio consolidato che, di fatto, non  pone
  all'attenzione dell'Assemblea, non dà la possibilità  all'Assemblea
  di approvarlo.
   E  non  per ultimo, assessore Falcone e assessore Messina,  io  ho
  letto  dei  comunicati stampa in cui si dice: approviamo subito  il
  bilancio  consolidato, affinché si possa procedere alle  assunzioni
  da  parte  della  nostra Regione. Peccato che il  Presidente  della
  Regione  ha  dimenticato che le uniche assunzioni oggi fatte  dalla
  Regione  riguardano  i  centri  per  l'impiego,  e  ai  centri  per
  l'impiego  assumiamo grazie a delle risorse stanziate  dal  Governo
  Conte,  che  aveva deciso di implementare i centri  per  l'impiego,
  proprio perché era stato previsto il reddito di cittadinanza.
   Quindi le 400 persone ...

   CRACOLICI. No, ora assumiamo pure quelli del Corpo forestale.

   SUNSERI.  Quindi anche le 400 persone che verranno assunte,  entro
  la  fine dell'anno, nei centri per l'impiego e che verranno assunte
  solo  grazie  alla riforma approvata nel lontano 2018 -  quindi  le
  assumiamo  con ben cinque anni di ritardo, dopo che il  Governo  ha
  deciso  di  abolire  anche  il reddito di cittadinanza  -  verranno
  assunte solo ed esclusivamente grazie alle risorse nazionali e  che
  il  bilancio  consolidato che oggi noi, oggi o domani,  andremo  ad
  approvare, sarà utile solamente a quello, perché per fare chiarezza
  sugli enti e sulle società purtroppo non ce l'avremo. Mi auguro  lo
  avremo nei prossimi anni. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri. Non ci sono altri ...

   CRACOLICI. Glielo avevo detto che potevo parlare pure tre ore.

   PRESIDENTE.  No, no, è iscritto a parlare l'onorevole  Venezia.  E
  dopo  l'onorevole  Micciché  e l'onorevole  La  Vardera.  Onorevole
  Venezia, prego. Ne ha facoltà.

   VENEZIA.  Grazie  Presidente. Onorevoli  colleghi,  rappresentanti
  della  Giunta,  abbiamo avuto modo di approfondire  in  Commissione
   Bilancio  il consolidato 2022 e - come è già stato rilevato -  non
  sono  tutte  luci come si vorrebbe far credere, ma ci sono  diverse
  ombre, che segnalano una inefficienza del gruppo di amministrazione
  pubblica che fa capo alla Regione siciliana, per quanto riguarda la
  trasmissione degli atti, da un lato, e anche per quanto riguarda la
  fotografia della situazione economico-finanziaria.
   I  miei colleghi hanno detto che erano 158 gli enti, i consorzi  e
  le  aziende  che  fanno parte del gruppo della  Regione  siciliana.
  Molti non hanno risposto. Molti non hanno risposto perché non hanno
  i  bilanci  approvati: per fare un esempio gli undici Consorzi  per
  l'area  di  sviluppo industriale hanno approvato l'ultimo  bilancio
  nel  2014. E noi vorremmo sapere cosa è successo in questi Consorzi
  dal 2014 ad oggi, qual è la situazione in merito alla liquidazione,
  qual è la situazione debitoria che hanno.
   Così  come non hanno risposto i tredici Consorzi di bonifica.  Non
  hanno  risposto,  Assessore, i tredici Consorzi  di  bonifica:  non
  abbiamo   notizie  sulla  situazione  finanziaria   ed   economico-
  patrimoniale  per definire il consolidato 2022. E il  tentativo  di
  riforma  che  si  vuole  fare per istituire  i  nuovi  Consorzi  di
  bonifica  e  mettere  in  liquidazione  i  precedenti  è  solo  per
  nascondere  sotto il tappeto la polvere dei circa  150  milioni  di
  euro  di  debiti,  che questi Consorzi hanno accumulato  in  questi
  ultimi anni.
   Non  hanno risposto le venti Aziende autonome soggiorno e turismo,
  e chiediamo che vengano chiuse definitivamente, gli undici Consorzi
  di  gestione ittica. Non ha risposto l'ESA che ha l'ultimo bilancio
  approvato  nel  2021 e non hanno trasmesso nemmeno il preconsuntivo
  per   poter  dare  la  possibilità  di  avere  una  fotografia  più
  realistica. Non ha risposto la Società Interporti siciliani. Non ha
  risposto  l'ente  autonomo Fiera del Mediterraneo, l'ente  autonomo
  Fiera  di  Messina, l'Azienda siciliana trasporti  su  cui  si  sta
  intervenendo nella finanziaria per fare una ricapitalizzazione.
   Ecco,  la  fotografia  che  emerge  è  una  fotografia  non   solo
  assolutamente  parziale, rispetto alla condizione  che  vivono  gli
  enti,  le  aziende  e  i  consorzi, che  fanno  capo  alla  Regione
  siciliana,  ma  nascondono anche una situazione debitoria  che  non
  andrebbe assolutamente sottovalutata.
   Parliamo  di  diverse centinaia di milioni di euro  e  la  Regione
  farebbe bene ad occuparsene prevedendo, come è già stato detto  dal
  collega Sunseri, degli appositi stanziamenti nel bilancio del 2023.
   Ecco,  questo consolidato che ci consegna una fotografia  parziale
  che  anche  i  revisori  dei conti hanno messo  in  evidenza  nella
  relazione  di accompagnamento; non sono state indicate  nella  nota
  integrativa  del  bilancio  consolidato le  motivazioni  di  alcune
  difformità,   per   esempio,  la  presenza   di   discordanza   tra
  l'asseverazione  e la verifica delle operazioni  di  infragruppo  e
  anche  altre  criticità  che sono emerse in  maniera  nitida  nella
  relazione  dell'organo di vigilanza. Diversi  organismi  non  hanno
  risposto, non è stata completata la ricognizione straordinaria  del
  patrimonio.  Per esempio, un altro dato assolutamente importante  e
  poi  non  da  sottovalutare la non corrispondenza della  situazione
  creditoria e debitoria per diverse società partecipate tra  i  dati
  che sono stati comunicati e quelli contabilizzati dalla Regione;  e
  su  questo  non abbiamo avuto elementi di chiarezza quando  abbiamo
  posto  la  questione e tutta la situazione che ruota  attorno  agli
  enti di liquidazione.
   Se  questo  consolidato  può  servire  a  qualcosa,  oggi  servirà
  solamente  a  sbloccare le assunzioni di cui  hanno  maledettamente
  bisogno  i dipartimenti della Regione ridotti al lastrico, che  non
  riescono  nemmeno  in  alcuni  casi a  portare  avanti  l'ordinaria
  amministrazione.
   Noi  ci  auguriamo che questo Consolidato almeno possa  servire  a
  questo,  a  ridare nuova linfa all'apparato burocratico  regionale,
  anche  alla  luce  dell'Accordo tra  lo  Stato  e  la  Regione  che
  consentirà,   ci   auguriamo,  a  breve,  di  sbloccare   ulteriori
  assunzioni.
   E  da  questo punto di vista mi vorrei ricollegare in quest'ultimo
  minuto del mio intervento anche alla finanziaria regionale.
   Stamattina,   Assessore,  abbiamo  avuto  modo  di  ascoltare   le
  rappresentanze  sindacali,  nel  pomeriggio  le  organizzazioni  di
  categoria.
   Alla  luce  di  quello che emerge anche in questo consolidato,  ma
  soprattutto nella nota di accompagnamento al Documento di  Economia
  e  Finanza della Regione, c'è una cosa lampante che emerge, che  la
  finanziaria  che avete presentato non risponde alle esigenze  della
  Sicilia e dei siciliani.
   Noi  non  abbiamo  bisogno di una finanziaria  veloce  ma  abbiamo
  bisogno  di  una  buona finanziaria in grado di essere  all'altezza
  delle aspettative della Sicilia e dei siciliani.
   Se  il  Governo vuole bruciare le tappe nelle Commissioni per  non
  dare  la possibilità di approfondire le questioni, di fare proposte
  migliorative,  di  leggere  bene ciò che  è  scritto  nelle  pieghe
  dell'articolato,  di verificare bene gli strumenti  finanziari,  le
  tabelle,   e  vuole  ridurre  tutto  a  poche  ore.  Si  presentano
  emendamenti  ancor  prima  di trattare,  si  chiede  di  presentare
  emendamenti  ancor  prima  di  trattare,  di  fare  la  discussione
  generale.  Questo  non  è consentito e il Gruppo  parlamentare  del
  Partito  Democratico non lo consentirà perché il nostro  impegno  è
  quello di dare alla Sicilia uno strumento finanziario, una legge di
  stabilità  in  grado di rispondere alle esigenze vere  e  non  alla
  prossima campagna elettorale delle europee.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Venezia.
   È iscritto a parlare l'onorevole Miccichè. Ne ha facoltà.

   MICCICHÈ. Signor Presidente, onorevoli colleghi, soltanto per fare
  una   domanda,  assessore.  L'onorevole  Cracolici  ha   fatto   un
  intervento che se lei ora mi dice che gli risponderà e spiegherà  a
  tutti noi come avete fatto il calcolo per cui gli 85 enti che  sono
  fuori  dal consolidato, complessivamente non raggiungono  quel  10%
  che  prevede  la  legge, se lei ci dà delle  indicazioni  sul  come
  effettivamente questo Collegato possa essere lecito,  io  torno  al
  mio  posto e aspetto. Se questo non c'è, se non ci sarà questo tipo
  di  spiegazione, sinceramente sono preoccupato. Quindi,  le  chiedo
  soltanto  se  il  mio  intervento può  finire  adesso  oppure  devo
  continuare ad intervenire.

   PRESIDENTE. Può finire adesso.

   MICCICHÈ. La ringrazio.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole La Vardera.  Ne  ha
  facoltà.

   LA  VARDERA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  giusto  per
  esprimerle  veramente  una vicinanza non indifferente  rispetto  al
  lavoro che sta facendo. Perché lei si ritrova a dovere lavorare con
  la  capacità  di  dover cercare di mettere a posto  i  conti  della
  Regione. Lo diceva bene il 19 novembre 2022 Falcone:  I conti della
  Regione,  li  metteremo a posto con una operazione verità».  Il  19
  novembre 2022, il Giornale di Sicilia faceva questo bel titolone, e
  lei aggiungeva in questo articolo "Stiamo collaborando con la Corte
  dei  conti  perché vogliamo mettere a posto i conti [ ]".  "Con  la
  Corte  dei  conti" - scusate il gioco di parole - "c'è  una  grande
  capacità  di dialogo, il dialogo istituzionale, un dialogo  fondato
  su un rapporto di reciproca collaborazione".
   Ebbene,  assessore Falcone, però mi rendo conto che lei lavora,  e
  lavora strenuamente. Il problema non è lei che lavora strenuamente,
  è  il  Presidente che lei rappresenta, che mentre  lei  lavora  per
  costruire,  a  sua  volta  demolisce.  Perché  lei  dice  che   c'è
  collaborazione  con la Corte dei conti; che lavorate  in  sinergia;
  che  farete  di tutto per mettere a posti i conti della Regione,  e
  Schifani,  con un comunicato stampa, ormai lo chiamo "lo stampatore
  dei  comunicati  ufficiali",  ne  conto  almeno  sette  al  giorno,
  nell'ultimo  comunicato  dice  "La  sentenza  odierna  relativa  al
  rendiconto, seppur incomprensibile e non condivisibile, è priva  di
  effetti  finanziari". Cioè, lui dice, il Presidente  della  Regione
  rivolgendosi a quello che è il parere della Corte dei  conti  dice:
  "incomprensibile e non condivisibile". Allora, io dico:  ma  questa
  collaborazione, assessore Falcone, c'è o non c'è con la  Corte  dei
  conti?   Perché  lei  non  può  costruire  e  fare  un  lavoro   di
  costruzione, anche di diplomazia, non può tessere le fila e poi  il
  Presidente demolisce, perché guardate che non è un fatto di secondo
  ordine    questo   aspetto,   assessore   Falcone,   infatti,    la
  collaborazione  con  la Corte dei conti rispetto  a  un  comunicato
  stampa forte, non è un comunicato stampa qualsiasi, è folle   Corte
  dei  conti,  Schifani: «sentenza incomprensibile» . Ora,  io  dico,
  caro  assessore  Falcone, posso immaginare che sia incomprensibile,
  perché  la Corte dice esattamente "L'organo di revisione rileva  le
  seguenti  criticità  [ ]. Diversi enti, organismi  non  hanno  dato
  riscontro  alle richieste avanzate dalla Ragioneria  generale  [ ];
  Non è stata completata la ricognizione straordinaria del patrimonio
  prevista dal paragrafo 9.2 [ ]; Non corrispondente nella situazione
  creditoria-debitoria  per diverse società partecipate  [ ];  Tra  i
  dati  risultanti nella contabilità della Regione quanto certificato
  dalle   stesse  società  partecipate".  Ci  è  stata  anche   fatta
  un'analisi  su  "Sicilia Digitale", non si capisce bene  la  nostra
  fantastica "Sicilia Digitale" in che condizioni si trovi. La  Corte
  dei  conti  esprime un parere netto e preciso e dice: guardate  che
  abbiamo trovato queste criticità; guardate che vi dovete mettere  a
  posto  secondo  questi criteri. E il Presidente  Schifani  dice  "È
  incomprensibile".
   Ora io dico a "Re" Schifani che se lui pensa di essere al di sopra
  anche della Corte dei Conti stessa ha sbagliato, come si suole dire
  in aramaico antico, "casa e putìa"
   Assessore Falcone, glielo dica lei, perché lei non può lavorare  a
  favore  di  una  operazione verità e risanamento  dei  conti  della
  Regione,  e  poi  vedere  il  Presidente  della  Regione,  che  lei
  rappresenta,   rapportarsi  in  questa  mediana  di  spocchia,   di
  spavalderia.
   Bisogna  ricordare  al  Presidente  Schifani  che  non  è  più  il
  Presidente del Senato ma è il Presidente della Regione siciliana  e
  deve  collaborare non, come dire, con l'opposizione. Può anche  non
  collaborare  con  noi,  possiamo  stare  antipatici,  ma  non   può
  rivolgersi in questa maniera verso quella che è la Corte dei conti,
  a  cui  va  personalmente  la mia solidarietà.  Perché  leggere  un
  comunicato stampa così è veramente folle. E sembrate due entità, di
  due Giunte distinte e separate. Io non comprendo lei, assessore, di
  quale Giunta è, perché lei ha un approccio completamente diverso, e
  mi   preoccupo   del  fatto  che  lei  parli  col  Presidente   che
  rappresenta.  Cioè,  vi parlate tra di voi,  vi  confrontate  sulla
  linea   da   seguire?  Perché  sembrate  due  Governi   opposti   e
  sovrapposti,  e completamente distanti l'uno dall'altro.  Assessore
  Falcone,  ci dica quale assessore di quale Governo è? Perché  delle
  due  l'una. O Schifani ha ragione, o lei ha torto. Ma, siccome  lei
  mi  sembra essere un uomo di buon senso e vuole collaborare con  la
  Corte  dei  conti, io le dico, qui in quest'Aula, davanti  ai  miei
  colleghi  deputati, prenda le distanze ufficialmente  dalle  parole
  gravissime,  inappropriate,  inaccettabili  del  Presidente  Renato
  Schifani, che crede di potere intervenire, anche contro gli  stessi
  organi  che  in  qualche modo mettono in criticità, non  fatti  che
  possono  essere di natura privata, ma dicono di mettere a  posto  i
  conti interni perché non sappiamo cosa fanno le stesse partecipate,
  come Sicilia Digitale.
   Ora,  dico,  questo è folle, assessore Falcone  Batta un  pugno  e
  dica  da  che  parte sta  E io me lo auguro perché ritengo  che  il
  rapporto  di collaborazione, che aveva instaurato nel novembre  del
  2022,  non  possa  essere  mandato a  scatafascio  a  causa  di  un
  Presidente  della Regione arrogante, irriverente, impertinente  che
  crede di essere sovrano assoluto e indiscutibile.
   Schifani,  scendi dal piedistallo e rapportati con  quest'Aula  da
  Governatore sensibile e non da despota e onnipotente. Non siamo  in
  Corea   Fortunatamente siamo in una democrazia, e il Presidente  si
  comporti da sovrano democratico non da sovrano coreano.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole, La Vardera.
   E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca Cateno. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  Cateno.  Grazie. Signor Presidente, assessori, colleghi,
  abbiamo,  in  Aula,  un documento che, per molti aspetti,  dovrebbe
  rappresentare  quello  che  è  lo  stato  di  salute   del   gruppo
  dell'amministrazione  pubblica, cioè non solo  del  bilancio  della
  Regione ma di tutti gli enti in cui, comunque, la Regione presta la
  vigilanza o li finanzia o ne ha il controllo.
   Questo  tema l'abbiamo affrontato già nel 2009, quando ancora  non
  c'era il decreto legislativo n. 118, e siamo stati antesignani,  in
  quest'Aula,  nel fare un ragionamento complessivo, soprattutto  per
  verificare  quali  erano gli imbrogli nei  bilanci,  che  poi  sono
  emersi. Perché il disavanzo, che ancora si discute, emerge dopo che
  abbiamo fatto il libro bianco sugli sprechi della Regione siciliana
  e  anche quello che era la patologia nel rapporto tra la Regione  e
  le sue partecipate.
   Oggi ci troviamo con due bilanci consolidati, anzi con due bilanci
  consuntivi, che non vengono parificati dalla Corte dei conti. E  la
  nostra domanda è se questo Governo stia applicando i princìpi della
  prudenza.  In  relazione  a che cosa? Intanto  ad  un  fatto  molto
  semplice,  che le regole non si possono cambiare per  ogni  singolo
  ente.  Noi  sindaci abbiamo lo stesso problema, assessore  Falcone,
  che avete avuto voi quando siete arrivati. Abbiamo ereditato debiti
  e  abbiamo  ereditato anche un disavanzo. Ma le norme contabili  ci
  impongono di doverlo pianificare in tre anni e quindi i sindaci  si
  sono attrezzati. Ci attrezziamo ovviamente proprio per il principio
  di  evitare di trasmettere alle future generazioni comunque  debiti
  che sono provocati dalla gestione corrente.
   Il  Governo Musumeci, allora c'era 'Armao meravigliao', è riuscito
  a  fare  una bella manovra fantasiosa, ma siamo andati oltre perché
  non  c'era  la  manovra, la immaginava, e questo  Parlamento  si  è
  trovato a fare un'operazione senza neanche la previsione di legge.
   Si è ottenuto che questo disavanzo venisse spalmato in più anni in
  dispregio  a  quelle che sono le regole della prudenza contabile  e
  anche  della solidarietà intergenerazionale perché poi il principio
  è  questo, non è altro. E' quello sostanzialmente di dire 'chi fa i
  debiti  fondamentalmente se li paghi', chi genera un  disavanzo  su
  quella che è stata la sua gestione ne faccia fronte.
   Ci troviamo quindi di fronte a due annualità per le quali la Corte
  dei   Conti  ha  detto  che  non  la  convince  questa  operazione,
  soprattutto  è un'operazione che in ogni caso è stata  fatta  fuori
  tempo massimo, sospendendone frattanto il relativo giudizio.
   Allora,  la domanda, assessore Falcone, è molto semplice,  lei  si
  ricorda  che  noi  l'avevamo  anche  già  individuata  come  nostro
  Ragioniere generale del prossimo Governo quindi è ovvio che abbiamo
  l'interesse di sapere, in primo luogo, se avete intenzione di  fare
  gli accantonamenti per quelli che sono gli importi che in ogni caso
  riguardavano gli accantonamenti per la pianificazione del disavanzo
  non  rispetto ai 10 anni, agli 8, poi perché ogni anno  vi  mettete
  d'accordo  per  avere  lo sconto tipo la Standa  e  di  conseguenza
  capire in quale scenario si inserisce questa manovra di bilancio.
   Avevamo  chiesto  anche  di  audire il  Presidente  della  Regione
  siciliana  per quanto riguarda i fondi extraregionali e per  quanto
  riguarda  anche le politiche sulla programmazione  e  ve  ne  siete
  fregati.
   Avete  tirato  la  corda  e avete stabilito  dei  termini.  No,  è
  inutile,  Presidente,  lei mi fa così, mi  piazza  una  data  senza
  discutere con nessuno, di mercoledì pomeriggio, perché è venuto  il
  Presidente  Schifani  a  chiarire  le  politiche.  E'   venuto   il
  Presidente,  sì  o no? Noi vogliamo parlare con il  titolare  della
  delega, che è il Presidente di questa Regione. Non vogliamo parlare
  con  i suoi surrogati e lei da Presidente non si può permettere  di
  dire  che è assolto questo compito, cortesemente, almeno un po'  di
  bon  ton istituzionale. Il titolare della delega è Schifani  e  noi
  vogliamo sentire Schifani  Questo è il concetto. Quindi non è stato
  assolto nessuno di questi elementi e allora torniamo indietro
   Rispetto  al  percorso  che  si  è  stabilito  avevamo  posto  una
  questione seria e di conseguenza non sappiamo oggi questa  manovra,
  al  di  là  della  prova di muscoli che volete fare,  questa  prova
  muscolare,  bene,  ma  non ce ne frega niente  di  questo,  ma  noi
  vogliamo  capire  questa  manovra  come  si  interfaccia   con   la
  programmazione  complessiva e con i fondi extraregionali.  Dopo  di
  che abbiamo detto chiaramente che se vorrete dare i soldi a Salvini
  per  fare  il ponte, prima dimostrateci che avete un quadro  chiaro
  dei  fabbisogni delle criticità della Sicilia, dimostrateci che  ci
  sono  le fonti di finanziamento per farne fronte, dopo di che  fate
  le  scelte  che  volete, ma voi state impedendo, state  ledendo  un
  principio  di  trasparenza tra il Governo e il  Parlamento.  Questo
  state  facendo e semplicemente perché?  Il nostro assessore Falcone
  è   stato  relegato  a  ragioniere  di  sottoscala,  questo  povero
  assessore  non  è  stato difeso da nessuno, gli è  stata  tolta  la
  delega. Perché? Perché ha fallito l'obiettivo sul Fondo sviluppo  e
  coesione  per cui si era impegnato, si era impegnato in  quest'Aula
  anche  a  rimediare. E ancora noi riceviamo, lo dico al Presidente,
  al mio Presidente della Commissione Bilancio, vorrei ricordare a me
  stesso  e  a  quest'Aula  che c'è stato un ordine  del  giorno  che
  riguardava  l'impegno  del  Governo a  prendere  le  risorse  nella
  prossima legge di stabilità e quindi a dare seguito all'accordo che
  in quest'Aula si era trovato per quanto riguarda tutte quelle opere
  che  erano state individuate col Fondo sviluppo e coesione. Allora,
  riguardava  la maggioranza, riguardava l'opposizione,  ma  comunque
  era un impegno assunto e votato in quest'Aula.
   Allora,  perché  oggi,  assessore Falcone,  dobbiamo  iniziare  un
  percorso  senza il rispetto quanto meno di accordi fatti  qui  alla
  luce  del  sole,  lasciamo stare il resto  delle  questioni  e,  di
  conseguenza,  ripristinare  un corretto rapporto,  comunque,  anche
  dialettico tra il Governo e quest'Aula e, allora, è questo che  noi
  auspichiamo e lo diciamo anche alla Presidenza del Parlamento;  non
  ha  senso  creare  un Vietnam nelle Commissioni e  nel  Parlamento,
  bisogna essere seri e la serietà parte da un presupposto: il  primo
  che è quello di mantenere gli impegni assunti in questo Parlamento,
  il  secondo  è  quello di rendere conto a questo  Parlamento  delle
  risorse complessive di cui dispone la Regione siciliana per  quanto
  riguarda i fondi extraregionali e il terzo elemento è sapere  quali
  sono le vostre idee sulla programmazione complessiva che ancora non
  abbiamo  capito  perché  nessuno è  venuto  a  spiegarcelo.  Questo
  significa  chiedere  troppo a un Governo? Questo  significa  essere
  farisei?  Oppure significa essere corretti, aspetta,  aspetta,  ora
  aspettiamo pure il collega Assenza, aspetta, aspetta, aspetta  che?
  Che  cosa aspettiamo? Cosa sono queste...? Mi sento intimorito  Sì,
  aspetta,  per  la  serie  "ora ti i dugnu  i",  ma  che  è?  Calma
  Cortesemente, calma
   Allora,  questo è il quadro nel quale ci muoviamo e,  allora,  per
  chiudere,  signor  Presidente, noi chiediamo che la  Presidenza  si
  faccia  promotrice  di  una Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari per capire dove dobbiamo andare a parare, così  ognuno
  di  noi si organizza e, ovviamente, se queste sono le premesse  che
  il  Governo  ci vuole riservare, considerato che quest'Aula  non  è
  fatta  da farisei ma di persone perbene che fanno il proprio lavoro
  e svolgono il proprio ruolo, quindi, chiarito anche questo, è ovvio
  che  rispetto a tutta questa situazione, è arrivato a questo  punto
  necessario che si comprenda quale linea vogliamo adottare.  Grazie,
  signor Presidente.


                          Per fatto personale

   ASSENZA. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,  non
  intervengo sul consolidato, ma poiché l'onorevole De Luca Cateno ha
  avuto nei giorni scorsi l'amabilità di dedicarmi gran parte del suo
  intervento, vorrei permettermi di puntualizzare alcune cose.
   Mi ha accusato di essere, ho visto il suo intervento, il video del
  suo  intervento, di aver fatto un intervento volgare e scorretto  e
  poi alla fine di essere anche un codardo, chiedendomi alla fine  di
  chiedere scusa pubblicamente, altrimenti, cito testualmente "questo
  Parlamento sarebbe stato trasformato in un Vietnam". Poiché ritengo
  di  aver  fatto  un  intervento  improntato  ad  assoluto  rispetto
  istituzionale nei confronti di tutti, non ho mai citato  alcuno  in
  maniera specifica, mi sono rivolto alle forze di opposizione,  caro
  onorevole  De Luca Cateno, non ho parlato dopo che c'era  stato  il
  voto,   ho   parlato  per  dichiarazione  di  voto,  invitando   le
  opposizioni ad adottare un comportamento lineare con quello che era
  avvenuto  prima;  non  ho  nemmeno  usato  il  termine  "siete  dei
  farisei", ma ho detto specificatamente, l'ho detto per due volte  e
  non   per   quattro,  che  si  stava  adottando  un   comportamento
  "farisaico", non c'è bisogno di leggere il Devoto-Oli o il Treccani
  per capire cosa significa farisaico, in buona sostanza significa un
  comportamento  ipocrita e contraddittorio rispetto al comportamento
  adottato in precedenza.
   Perché?  Perché tutto il  collegato , la variazione  di  bilancio,
  come  l'abbiamo  voluta  definire, è stato approvato  articolo  per
  articolo, emendamento per emendamento, all'unanimità da quest'Aula.
   Dopo  che  si  era  attuato  questo percorso  e  dopo  che  io  ho
  pubblicamente, da questo podio, ringraziato anche il  comportamento
  responsabile delle opposizioni, di tutte le opposizioni,  ho  detto
  che  coerenza vorrebbe che al voto favorevole precedente  su  tutti
  gli  articoli e su tutti gli emendamenti conseguisse un  voto,  non
  dico   altrettanto  favorevole  perché  capisco  il   ruolo   delle
  opposizioni,  ma  quantomeno quella che ho  chiamato  una  benevola
  astensione.
   Di che cosa dovrei chiedere scusa? Io onestamente non l'ho capito.
  Ho  letto  e  riletto, ho visto e ho rivisto il mio intervento  per
  dire  dove  ho  sbagliato; ho fatto un'argomentazione di  carattere
  squisitamente  politico,  invitando  le  opposizioni  a  trarre  la
  conseguenza  inevitabile del comportamento che aveva caratterizzato
  tutto  il voto precedente. Perché? Perché già vi erano stati alcuni
  interventi finali in cui le opposizioni preannunciavano quello  che
  sarebbe stato il voto finale, cioè un voto contrario alla manovra.
   Quindi,  prima del voto, onorevole De Luca, non dopo che si  erano
  chiuse,  dopo  aver  strappato chissà cosa,  io  non  ho  nulla  da
  strappare  a  livello personale, il mio era un  discorso  politico,
  prima del voto ho fatto un appello dicendo  avete votato finora  in
  maniera  conforme  al resto del Parlamento, quindi  alle  forze  di
  maggioranza, coerenza vorrebbe che il voto finale fosse,  non  dico
  analogo  al  voto  favorevole di prima, ma quanto  meno  che  fosse
  un'astensione . Avete deciso diversamente e, ribadisco, questo è un
  comportamento  farisaico,  perché voi avete  condiviso  la  manovra
  votando  articolo  per articolo e poi l'avete, alla  fine,  invece,
  contestata con il voto finale negativo.
   Quindi, quello che poi, però, mi ha colpito, onorevole De  Luca  -
  col quale peraltro io ritengo di avere avuto sempre un rapporto  di
  assoluto   rispetto  e  oserei  dire  cordialità,  sia  in   questa
  legislatura  che nella precedente per il poco tempo che l'onorevole
  De Luca ci ha deliziato della sua presenza nella scorsa legislatura
  - è quando mi ha definito codardo.
   Onorevole De Luca io faccio politica, ho 68 anni, faccio  politica
  da  quando avevo 13 anni, ho militato in quella destra missina  che
  all'epoca  era emarginata da tutto e quando professare quelle  idee
  significava rischiare anche personalmente, anche fisicamente  nelle
  scuole,  nelle  università e nei posti di lavoro,  quindi  codardo,
  onorevole De Luca, a me lei non lo dice
   E  se  c'è  qualcuno che deve chiedere scusa è lei  È lei  che  ha
  avuto la nobiltà di attaccarmi quando io non ero presente, cosa che
  io  non  ho fatto alla seduta successiva; e poi, caro onorevole  De
  Luca,  io  la  invito  veramente  ad  adottare  in  quest'Aula   un
  comportamento che sia rispettoso dei ruoli, come lei  fa  in  quasi
  tutte le occasioni, però in alcuni casi esagera.
   E  allora  io penso che il percorso che ci accingiamo a percorrere
  della  finanziaria, della legge di stabilità, non abbia bisogno  di
  queste prove muscolari o di questi attacchi fuori luogo.
   Un'ultima cosa vorrei dire: non è che alzando il tono della voce o
  gridando  i  torti  diventano ragioni o viceversa.  Grazie,  signor
  Presidente.

   PRESIDENTE.  Grazie  a  lei,  onorevole  Assenza.  Io  l'ho  fatta
  intervenire,  ovviamente, per fatto personale,  perché  eravamo  in
  discussione generale per quanto riguarda il bilancio consolidato.

   siciliana per l'esercizio finanziario 2022"

   Seguito  della discussione del  Bilancio consolidato della Regione
  siciliana per l'esercizio finanziario 2022"

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, assessori, colleghi  parlamentari,
  io  ero  pronto  ad  intervenire  in  merito  -  e  lo  farò  -  al
  consolidato,  l'intervento dell'onorevole Assenza che  innanzitutto
  mi ha suscitato curiosità perché io, non le nego...

   PRESIDENTE.  Onorevole Dipasquale, io le chiedo  di  stare,  se  è
  possibile, sul tema del bilancio consolidato, così andiamo avanti.

   DIPASQUALE.  No, no, il tema è questo. Il tema è questo,  il  tema
  comunque riguarda questo Parlamento e, siccome le cose che  vengono
  dette  hanno un significato, e siccome mi ha incuriosito, e siccome
  di  questo Parlamento ne fa parte anche lei, e siccome quando... io
  non   lo   sapevo  qual  era  il  significato  di  questo   termine
  "farisaico".
   Ma  qui  belle  parole  io non ne ho trovate: atto,  comportamento
  formalistico, ipocrita, dettato di finto zelo, comunque falso,  che
  nasconde le vere intenzioni di chi le compia. Brutto è  No, siccome
  il collega Assenza dice "no, io ho detto... non è che ho detto cose
  è  brutte, ho detto una cosa bella". Me la sono cercata, no,  bella
  non mi pare.
   Comunque,  veda, solo una cosa mi permetto di dire. Io  penso  che
  non  possiamo esprimere sempre giudizi di quello che dobbiamo fare,
  non ce lo dovete dire voi come dobbiamo votare, se dobbiamo parlare
  piano - io spero che il mio tono di voce vada bene - cioè fra  poco
  voi  diteci  quando dobbiamo venire in Aula e quando  non  dobbiamo
  venire, siamo arrivati a questo punto
   Io  ritengo  veramente  che  noi sappiamo  come  dobbiamo  votare,
  innanzitutto  noi non abbiamo votato favorevolmente all'articolato,
  no,  all'articolato si è votato articolo per articolo per alzata  e
  seduta  - mi permetto di ricordarlo - e noi per alzata e seduta  ci
  sono   state   posizioni   differenti  della   minoranza,   non   è
  assolutamente  così.  E  poi comunque noi  abbiamo  agevolato  quel
  percorso,   e  abbiamo  agevolato  quel  percorso  per   senso   di
  responsabilità,  perché noi abbiamo ritenuto  le  opposizioni  che,
  visto  che  voi eravate arrivati all'ultimo momento a  portarci  le
  variazioni,  lo  stralcio, quello che era, se noi ci  metta  amo  a
  svolgere  un  ruolo  anche  di  opposizione  un  po'  più  critica,
  rischiavamo  di far saltare quelle risorse. E allora abbiamo  avuto
  il  senso  di  responsabilità non di votare contro o  di  votare  a
  favore,   ma   assolutamente,  noi  abbiamo  avuto  il   senso   di
  responsabilità  di  mettervi in condizione  di  votare  velocemente
  quell'atto.
   Poi  ce  ne  siamo pentiti il giorno dopo, quando avete  fatto  la
  Commissione Bilancio, perché sono saltate un poco di cose ma, al di
  là  di questo, noi poi coerentemente, e lezioni sulla coerenza  non
  ne  vogliamo  da  nessuno su questo, noi non  dovevamo  votare,  ci
  dovevamo  astenere,  noi  siamo contrari  all'impianto  complessivo
  quindi,  e  abbiamo votato contro  Io ci tengo a  ribadirla  questa
  posizione e ritengo che suggerimenti... quell'intervento  io  anche
  non  l'ho apprezzato, onorevole Assenza, non l'ho apprezzato perché
  io  mi  aspettavo  solamente la chiusura, grazie, l'opposizione  ha
  fatto  la  sua parte dopo di che andiamo avanti. Il richiamo  mi  è
  sembrato qualcosa in più. Chiudo questo argomento.
   Oggi abbiamo questo consolidato, la favola che i conti vanno bene,
  la  favola  che finalmente avete sistemato tutto, è una favola  che
  ovviamente  ormai  non  esiste. Siamo arrivati  al  punto  che  per
  poterci  difendere  dalle sentenze della Corte dei  Conti  dobbiamo
  fare  le norme, dobbiamo fare le leggi che ci mettono in condizione
  di difenderci.
   E  così  come  hanno detto bene i miei colleghi, prima l'onorevole
  Cracolici  poi  l'onorevole Venezia, questo è  un  consolidato  che
  racconta  una parte della storia, perché il consolidato,  che  deve
  contenere  quelle  che  sono i conti della  Regione,  ma  che  deve
  contenere  anche  quelli  che sono i conti  finanziari  degli  enti
  collegati  e  degli  enti controllati non esistono,  non  ci  sono.
  L'onorevole  Venezia li ha elencati tutti quelli che  mancano,  dai
  consorzi di bonifica a finire all'Esa.
   Ora due sono le cose: o non considerano l'Assessore - e quindi gli
  dobbiamo dare solidarietà all'Assessore - perché, poveretto,  vuole
  i  conti, vuole i conti, questo povero Assessore, che deve fare  il
  consolidato,  vuole  i  conti  degli  enti  collegati,  degli  enti
  controllati dalla Regione e questi monelli non glieli danno  questi
  conti, non glieli trasmettono
   E  quindi  lui,  alla fine, porta una storia che è  parziale,  una
  storia economica-finanziaria di questa Regione che è parziale.
   Quindi,  ovviamente,  su questo non ci crede nessuno  perché  sono
  tutti organismi che gestite voi  Sono tutti organismi che dipendono
  da voi  Sono uomini vostri da anni, sono uomini che nominate voi da
  anni
   Non  ve  li mandano quindi, perché se vi dovessero mandare  questi
  conti salterebbe tutto l'impianto del collegato e il re che è nudo,
  rimarrebbe senza pelle  Oltre la nudità
   La  verità è che la storia che avete raccontato - purtroppo  -  di
  una  Sicilia  che ha i conti a posto non corrisponde al  vero   Non
  solo  -  e mi avvio alle conclusioni - voi state completando questo
  percorso.
   Attenzione,  colleghi,  guardate  che  la  fretta  per   fare   la
  finanziaria in questo modo non è perché vogliono portarsi a casa un
  risultato  in  quanto  sono coloro che hanno fatto  la  finanziaria
  entro dicembre - l'aveva fatto anche Crocetta in una legislatura  -
  non  è  questo   E  neanche perché Falcone si deve  candidare  alle
  europee
   Attenzione,  non  commettete  questo  errore  e  utilizzarlo  come
  risultato  Non è questo
   La  verità è un'altra, che loro non vogliono mettere in condizione
  nessuno di entrare in merito alla finanziaria.
   Oggi  sono  stato costretto, con questi termini contingentati,  ad
  andare  in  Commissione  IV  e non sono  potuto  andare  nella  III
  Commissione, e la stessa cosa è valsa per tutti voi
   Sarò  costretto, per questi tempi che sono stati contingentati,  a
  partecipare  alla votazione degli emendamenti in una Commissione  e
  non rispetto ad un'altra
   Noi stiamo affrontando - voi vi state assumendo una responsabilità
  enorme   -  noi  stiamo  affrontando la finanziaria  della  Regione
  siciliana senza avere la possibilità di poter partecipare.
   Una  finanziaria,  la finanziaria doveva essere l'occasione  nelle
  Commissioni di incontrare le parti sociali, di incontrare le  forze
  di Governo, oggi mancavano gli Assessori in IV Commissione
   Anche gli Assessori, ma non solo, non siamo in condizioni in pochi
  giorni  di  affrontare nulla. Nelle Commissioni doveva avvenire  un
  dibattito, un confronto, dopodiché dovevamo arrivare in Aula.
   Quando  in  Conferenza dei Capigruppo, vi abbiamo detto facciamolo
  entro  gennaio  e  ci  assumiamo la responsabilità  e  l'impegno  a
  chiuderla entro gennaio, lo dicevamo proprio per questo e  non  per
  una forma ostruzionistica.
   Lo  dicevamo perché si aveva bisogno dei tempi e voi invece questa
  possibilità ce la state togliendo, per fare cosa?
   Per  metterci, poi, in condizione, tutto questo atteggiamento  del
  Governo  e  della maggioranza nei nostri confronti, imponendoci  di
  non  affrontare  la  finanziaria nei modi e  nei  termini  come  va
  affrontata.
   Noi  tutti  - ovviamente-  la riporteremo tutti in Aula.  Tutti  i
  problemi ce li ritroveremo in Aula
   Ma voi pensate che al vostro abuso, ai vostri soprusi, noi in Aula
  ci  piegheremo?  Ce  ne andremo? Non verremo o voteremo?  Che  cosa
  dobbiamo fare?
   Voi,  pur di mantenere questo impianto bloccato, e questo impianto
  di  conti  che  vi  siete fatti voi e che non  volete  che  nessuno
  c'entri,  state  portando  e porterete  quest'Aula,  nei  giorni  -
  purtroppo  - di Natale, ad una lotta veramente impegnativa,  perché
  noi  non  retrocederemo  di un passo e la  responsabilità  è  tutta
  vostra,  perché noi volevamo fare una finanziaria vera, la volevamo
  fare  insieme  con un minimo di coinvolgimento, e invece  ci  avete
  tolto questa possibilità.

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole Dipasquale. È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Galluzzo. Ne ha facoltà.

   GALLUZZO.  Assessore,  Presidente, il clima  è  cambiato,  eravamo
  pochi   giorni   fa   in  quest'Aula,  dove  veniva   incensato   a
  trecentosessanta gradi sulla sua grande capacità di tenere rapporti
  con questo Parlamento, e questo è accaduto in sede di variazione di
  bilancio, una variazione di bilancio che ha visto per la scelta  di
  tutti,  le opposizioni protagoniste all'interno di quella  manovra.
  Una  grande  confusione sui vari comunicati, accuse da  una  parte,
  accuse  dall'altra, chi diceva di avere introdotto prebende  e  chi
  diceva  di  essersi  intestate questioni che  non  riguardavano  le
  singole iniziative, il dato di fatto è che il Governo ha presentato
  una  manovra  di bilancio, e che il Parlamento l'ha  votata,  ed  è
  stata  votata  solo  ed esclusivamente e favorevolmente  dalla  sua
  maggioranza.
   Oggi  il  clima è cambiato, lei non è più quell'Assessore  che  ha
  risolto  tutti  i problemi dei rapporti con il Parlamento  e  della
  partecipazione del Parlamento, fioccano migliaia di emendamenti.
   Allora  smettiamola  di  fare questo,  diciamo,  appello  in  Aula
  direttamente,  tra  l'altro  l'ho  sentito  con  le  mie  orecchie,
  facciamo questa Conferenza dei Capigruppo, ritagli lo spazio che  è
  richiesto dalle opposizioni nella manovra, ci voteremo di nuovo  la
  manovra  noi  del centrodestra, avremo il voto contrario  da  parte
  delle  opposizioni, e ci prenderemo pure gli insulti, e ci dobbiamo
  stare pure zitti
   Quindi  Assessore  Falcone,  faccia  da  copione  quello  che   le
  opposizioni le chiedono, ne hanno una necessità, mi pare che  anche
  l'intervento  del  Capogruppo  del Partito  Democratico  andava  in
  questa  direzione, nella direzione del dialogo, c'è  una  richiesta
  del dialogo, facciamo i conti e stabiliamo questa volta quale è  il
  quantum   di   partecipazione  di  ogni   deputato   alla   manovra
  finanziaria, dopo di che ci sorbiamo pure gli interventi sui social
  di  insulto  da  parte  di  qualcuno che  ci  sono  deputati  della
  maggioranza che mettono le prebende, e invece deputati di minoranza
  che non le mettono.
   Beh,  allora  dobbiamo decidere da quale parte stare,  partiti  di
  lotta e di Governo, o partiti di opposizione, o partiti di Governo
  Dobbiamo decidere, ma non è consentito a nessuno in quest'Aula  per
  quanto  mi  riguarda  e  a nessun collega di  fare  il  partito  di
  maggioranza  dai  banchi delle opposizioni, e poi  insultare  altri
  deputati  per avere fatto esattamente lo stesso tipo di emendamenti
  o  di  proposte. Questo sia chiaro non siamo disponibili a  questo
  Dopo  di  che  noi  siamo  disponibili  al  dialogo  con  tutto  il
  Parlamento.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Galluzzo.

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO. Presidente io la ringrazio, e devo dire che avevo  fino
  a  qualche  minuto  fa deciso di non fare nessun intervento,  anche
  perché i colleghi del mio Gruppo parlamentare avevano rappresentato
  bene  questo  consolidato  che  viene  portato  in  Aula,  con  gli
  interventi  che si sono succeduti, e quindi è l'ennesima situazione
  che si viene a creare dove c'è poca visione e poca strategia.
   La ringrazierei, Presidente, se l'onorevole Laccoto ...

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, ascoltiamo un attimo  il  collega
  Catanzaro.

   CATANZARO.  Io  di  solito, Presidente, diciamo che  noi  vogliamo
  sempre  trovare  i  punti  di incontro, affinché  si  possa  andare
  avanti, trovando le soluzioni per la Sicilia, però mi sembra che si
  stia andando un po' oltre.
   Al  di  là  della  legittimità degli  interventi  che  si  possono
  succedere  dei colleghi parlamentari, però non si può accettare  da
  parte   dei   colleghi  parlamentari,  e  soprattutto   quelli   di
  maggioranza,  che  si  salga  su  questo  pulpito  per  poter  fare
  interventi  sbeffeggiando le opposizioni,  oppure,  ancor  di  più,
  dicendo:  vediamo quello che serve al Gruppo, mettiamoci  d'accordo
  su  quello  che  serve  al  deputato o altro.  È  mortificante,  mi
  permetta di dirlo.
   Al  di  là  del sinonimo che viene tirato fuori dal capogruppo  di
  Fratelli  d'Italia, che parlava poco fa, dando una  interpretazione
  e,  come  ha  detto bene l'onorevole Dipasquale, nella  valutazione
  della  lingua  italiana,  quello detto  non  è  assolutamente  come
  appello al voto, a dichiarazione di voto, un qualcosa di positivo.
   Però  ancora  di  più  si rincara con altri colleghi,  soprattutto
  quando  noi  ci  stiamo accingendo in queste ore ad andare  avanti,
  nelle  Commissioni di merito e nella Commissione di  Bilancio,  per
  quello  che  riguarda lo strumento finanziario, quindi economico  e
  finanziario, più importante che questa Regione debba avere.
   È  inaccettabile,  Presidente Di Paola,  perché  se  questa  vuole
  essere  l'idea,  o  è  il  clima  di come  affrontare  le  prossime
  giornate, ne prendiamo atto ed esercitiamo tutti il ruolo che  deve
  esercitare  il  deputato  regionale. Nella  fattispecie,  però,  se
  qualcuno  pensa di immaginare di portare all'esterno  con  attacchi
  Facebook, o magari parlando sui giornali, qui non ci sono -  almeno
  io parlo per nome e per conto del Gruppo di opposizione del Partito
  Democratico  - qui non c'è nessuno che pensa di essere adescato,  o
  che  qualcuno immagini, come Governo, che viene qui in Aula a poter
  dire di un emendamento su un Comune o sull'altro  Quello lo si deve
  andare  a richiedere nei Gruppi di maggioranza, e non tra i  Gruppi
  di opposizione, perché non le abbiamo stabilite noi le regole
   E  se queste sono veramente le regole, con tutto che dobbiamo fare
  gli  interventi con calma, e io li faccio sempre, questa  volta  le
  posso  assicurare che calma non ce n'è  Perché le opposizioni  e  i
  Gruppi di opposizione hanno avuto pazienza
   Secondo  me, Presidente, invece, mi permetto di dirle che,  forse,
  qualche  malessere c'è tra i Gruppi di maggioranza per fare  questi
  interventi, perché c'è pura demagogia per cercare di arrivare  allo
  scontro  e  alla lite. Perché se questo è il clima,  Presidente  Di
  Paola, ne prendiamo atto e noi, con molta tranquillità, siccome  il
  nostro ruolo è quello di fare l'opposizione, e fare in modo che  si
  garantiscano  quelle che sono le norme per i Siciliani,  e  non  le
  norme   per   i   Territori,  per  i  Comuni,  che   servono   alle
  manifestazioni  e alle sagre, noi saremo qui a fare  quello  che  è
  giusto fare.
   E  quindi nelle prossime giornate, Presidente Di Paola, saremo ben
  lieti di affrontare questa finanziaria in questo modo. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Catanzaro. Onorevoli colleghi,  c'è
  l'intervento  dell'onorevole Marano e poi chiudo gli interventi;  e
  dell'onorevole  Spada,  subito dopo, e ho  chiuso  gli  interventi.
  Quindi  i colleghi Marano e Spada e poi sono chiusi gli interventi.
  Prego, onorevole Marano.

   MARANO.   Presidente,  grazie.  Io  non  avevo  in  programma   di
  intervenire,  ma  a questo punto vorrei dire una cosa.  Durante  la
  scorsa legislatura il Presidente Micciché si è dimenticato di  fare
  una cosa importante, Presidente, quando ha avuto la bellissima idea
  di  dotare  le  postazioni  dei deputati  di  microfono  e  tablet,
  giustamente, ha dimenticato, tuttavia, glielo devo dire, di mettere
  uno specchio per ogni postazione, in modo tale che ogni deputato si
  possa   guardare  in  faccia,  specchiarsi,  e  prima  di   parlare
  riflettere su quello che viene detto, Presidente
   Ha  dimenticato questo, ed era essenziale metterlo a questo punto,
  perché  mi chiedo chi ha governato negli scorsi cinque anni,  visto
  che sento interventi dei patti di maggioranza, che lasciano davvero
  allibiti, qui, cari colleghi nessuno ha un prezzo, nessun  deputato
  ha un prezzo
   Qui si lavora per i Siciliani, e se avete la dignità, la coscienza
  e   la   responsabilità  di  fare  una  finanziaria  decente,  dove
  consentite  a tutti i parlamentari di lavorare solo per l'interesse
  dei   siciliani,   lo  riconosceremo,  ma  purtroppo   abbiamo   un
  precedente: la scorsa legislatura.
   E  se  questo  passo  è uguale a quello della scorsa  legislatura,
  perché dico qualcuno ha cambiato posto, ma siamo sempre gli stessi,
  allora ne prenderemo atto, Presidente
   Siamo qui a lavorare, ripeto, nessun deputato ha un prezzo,  e  mi
  auspico che da ora in poi si procederà con dignità, con dignità per
  noi per il ruolo che ricopriamo e per tutti i siciliani. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Marano. Prego  onorevole,  va  bene
  così onorevole Spada?
   Perfetto. Grazie a tutti i colleghi per gli interventi.
   Assessore, prima della replica, io le chiedo pure, perché  anch'io
  dico,  in Commissione Bilancio, le ho fatto una domanda, ma che  ho
  visto  che anche i colleghi hanno in qualche modo detto, anche  qui
  negli  loro interventi in Aula, ma cosa succede nel caso in cui  la
  Corte Costituzionale si esprimerà, dico non so quando si esprimerà,
  mi pare che si esprimerà i primi di dicembre, ebbene cosa succederà
  nel  caso  in  cui la Corte Costituzionale si dovesse esprimere  in
  maniera  avversa  rispetto a  quanto si sta portando  avanti?  Cioè
  alla dilazione dei tempi per quanto riguarda il disavanzo.
   Prego Assessore, così almeno farà replica un po' a tutti, però  ci
  tenevo  anche  conoscere questa informazione, che in  parte  questa
  mattina  ha  detto  in Commissione Bilancio,  però  è  giusto  che,
  diciamo qui in Assemblea, in maniera tale da essere tutti coscienti
  di quello che può accadere, e di come il Governo si sta preparando.
  Prego Assessore.

   FALCONE,  assessore per l'economia. Grazie Presidente. Lei  dà  lo
  spunto per poter fare un po' di chiarezza.
   Io mi permetterò di rispondere, quasi in maniera telegrafica, alle
  domande  che  alcuni  colleghi hanno rappresentato.  Il  Presidente
  Micciché, ad esempio, ha chiesto notizie circa la irrilevanza e  la
  significatività degli enti.
   Vorrei subito dire che ci sono 158 enti che fanno parte del gruppo
  di  amministrazione  pubblica.  Su  158  enti  la  Ragioneria,  con
  l'asseverazione dei revisori dei conti, ha ritenuto  rientrare  nel
  perimetro  del consolidamento soltanto 83 enti. Su questi  83  enti
  noi ne abbiamo consolidato 73.
   Ecco  perché  io  volevo rispondere all'onorevole  Cracolici,  che
  forse  è  stato attento oggi quando l'ho ribadito, ecco,  a  questo
  fatto.  Quindi, non sono 85 gli enti non consolidati,  sono  appena
  dieci,  perché  gli  altri non necessitano  di  consolidamento,  in
  quanto  non  raggiungono  l'incidenza del tre  percento,  onorevole
  Micciché,  che  è rappresentato dall'attivo, cioè  il  3%  rispetto
  all'attivo  e  il  3%  dei  ricavi  della  Capogruppo.  Chi  è   la
  capogruppo?  È  la  Regione  E allora, rispetto  ad  un  attivo  di
  diciassette  miliardi e ottocentottanta milioni,  questi  enti  non
  hanno una incidenza superiore al 3%.

   MICCICHÈ Gianfranco. Come facciamo? Come si fa a sapere?

   FALCONE,  assessore per l'economia. Perché li abbiamo  verificati,
  abbiamo, come dire, ritenuto che non rientrano in questa incidenza,
  e cioè non superano il 3%.
   Poi  abbiamo  le altre, gli altri enti che riguardano invece,  che
  sono  stati  esclusi,  perché insieme non raggiungono  il  10%  del
  patrimonio economico finanziario.
   E  allora,  alla  fine, 73 enti certamente non sono  l'intero,  né
  tanto  meno  questo Governo, chi vi parla, ha mai esultato  dicendo
  "siamo i migliori, siamo i più bravi", anzi, abbiamo detto che  c'è
  un percorso virtuoso di crescita che deve essere migliorato, e deve
  essere ulteriormente potenziato. E per questo ho accolto anche - in
  maniera informale - l'ordine del giorno del Presidente Sunseri, che
  invita il Governo a migliorare ulteriormente l'attività di verifica
  e di consolidamento.
   Relativamente  invece  a  quello che  è  successo,  io  vorrei  un
  attimino rassicurare l'onorevole La Vardera. Tra me e il Presidente
  Schifani  c'è pienissima sintonia, anzi, io dico che il  Presidente
  Schifani,  in maniera garbatissima, ma altrettanto determinata,  ha
  detto  le  cose come stanno. Noi riteniamo, e lo e lo ribadisco  in
  questa  Aula,  che il pronunciamento della Corte dei  conti  non  è
  condivisibile, ed è anche inspiegabile - a nostro avviso -  per  un
  motivo  molto chiaro. Perché la Corte dei conti, dopo aver fatto  i
  complimenti al Governo della Regione per i passi avanti che abbiamo
  realizzato  in  questi anni; dopo aver detto  che  c'è  una  grande
  collaborazione istituzionale e una grande lealtà istituzionale,  lo
  ha detto non Falcone, ma lo ha detto il presidente Pilato, poi ha -
  diciamo  così  - dato accesso pieno alla richiesta del  Procuratore
  generale, che ha voluto sospendere il giudizio di parifica,  perché
  ancora  è  in corso un giudizio di legittimità costituzionale  alla
  Corte costituzionale.
   E  allora  noi cosa diciamo? Cosa comporterebbe questo? Lo  voglio
  dire  anche al Presidente Di Paola, nulla  Perché sapete qual è  il
  vero problema? Che è un fatto tutto di diritto, non è un fatto,  un
  fatto   contabile.  Cioè,  qui  oggi  la  Regione   siciliana,   se
  paradossalmente  venisse accolta l'eccezione  dei  375  milioni  di
  euro,  e lo voglio dire anche al bravo giornalista del Giornale  di
  Sicilia,  che forse però oggi ha travisato le mie parole, nel  caso
  in  cui  venisse accolta l'eccezione sui 375 milioni  di  euro  del
  minore  gettito, per quanto riguarda il Covid-19, quei 375 milioni,
  siccome   sono  anche  accantonati,  andrebbero  a  realizzare   un
  ulteriore  miglioramento  del disavanzo,  passando  da  6  miliardi
  181milioni  a  5  miliardi 810 milioni di euro. Quindi,  Presidente
  Daidone, migliorando ancor di più i conti della Regione.
   Poi quando qualcuno diceva che la Regione ancora non ha i conti in
  regola... Non ha i conti in regola? Noi abbiamo approvato il  conto
  consuntivo del 2022 e lo abbiamo già dato ai revisori dei conti. Da
  qui a qualche momento, a qualche settimana, arriverà alla Corte dei
  conti,  e  quel  rendiconto  addirittura  riduce  ulteriormente  il
  disavanzo  da  6 miliardi 181 milioni a 4 miliardi  33  milioni  di
  euro.  Ma  da  qui  a  breve, da giorno 2  gennaio  lavoreremo  sul
  rendiconto  del 2023 che porteremo - noi riteniamo -  a  compimento
  tra  30 giugno e il 31 luglio del 2024, ritornando quasi in regola,
  in  allineamento, e vi posso già preannunciare già da oggi che quel
  rendiconto porterà un'ulteriore riduzione del disavanzo  di  almeno
  600/700 se non 800 milioni di euro.
   Allora, qua sono, se dobbiamo capire se i conti della Regione sono
  in  ordine  o  meno, noi abbiamo il più basso rapporto  tra  PIL  e
  disavanzo,  quel  rapporto che sino a quattro/cinque  anni  fa  era
  dell'8,3%  è diventato di appena il 4,3%. Abbiamo uno dei disavanzi
  più  bassi  d'Italia oggi, col rendiconto 2022, e diventerà  ancora
  più  basso col rendiconto 2023. E tutto questo non lo diciamo  noi,
  lo  ha detto anche la Corte dei Conti, quando ha detto, ad esempio,
  ha  fatto  un  apprezzamento sui debiti fuori bilancio,  quando  ha
  fatto  un  apprezzamento lo stesso Pubblico  Ministero,  lo  stesso
  Procuratore generale quando ha detto che, in effetti, il  disavanzo
  si sta riducendo drasticamente.
   E  allora,  cos'è  la questione con la Corte  dei  Conti?  E'  una
  questione  di tipo giuridico, di diritto. Cioè cosa dice  la  Corte
  dei  Conti?  Non vi ho potuto parificare il rendiconto 2020  perché
  avete   utilizzato  una  norma  pattizia  che   va   a   modificare
  l'ordinamento  contabile che dice che il ripiano del  disavanzo  fa
  fatto in tre anni. Voi, invece, avete utilizzato una norma pattizia
  secondo la quale il disavanzo va ripianato in dieci anni e  in  più
  quella norma pattizia l'avete fatta in ritardo, cioè non secondo il
  tempus regit actum, ma nel 2021, cioè quando era passato, trascorso
  il periodo del 2020.
   E  allora,  cosa  abbiamo fatto? Il rendiconto  2021  lo  abbiamo,
  invece,  approvato in costanza della nuova norma di grado  primario
  fatta  dal Parlamento che, a un certo punto, ha fatto sì che  tutto
  il  ripiano  del disavanzo del 2018 può essere fatto a decorre  dal
  2023 in otto anni e vengono recuperate tutte le rate non recuperate
  sino  al  2022.  E' una norma, e noi a quella norma  abbiamo,  come
  dire, ci siamo legati, quella norma l'abbiamo utilizzata.
   La  Corte dei Conti ha acceduto alla tesi del Procuratore generale
  secondo  cui,  poiché ancora è sospeso un giudizio  di  legittimità
  costituzionale dinanzi il giudice delle leggi, fin  quando  non  si
  esprime, non possiamo parificare e sospende il giudizio.
   E,  paradossalmente,  se da qui a qualche settimana  -  così  come
  accadrà   -  manderemo  il  rendiconto  2022,  anche  per   questo,
  probabilmente,  secondo questa linea, la Corte dei  Conti,  se  nel
  frattempo non ci sarà un giudizio del giudice delle leggi, anche in
  quel caso procederebbe alla sospensione del giudizio.
   E questo che significa? Che ci fermiamo? Assolutamente  Il governo
  Schifani  va  avanti,  sistema i conti, mette  in  campo  tutte  le
  procedure necessarie, aumenta il consolidamento degli enti, pone in
  essere tutti gli atti necessari e vuole portare a compimento, se ci
  riusciremo.
   Ma  questo non è un atto di presunzione, lo voglio dire a tutti  i
  colleghi  e soprattutto, ha parlato di atteggiamento farisaico,  il
  presidente  Assenza, io parlo di atteggiamento ipocrita,  perché  a
  questa Regione, onorevole Lombardo, si è contestato da tanti  anni,
  da  tanti  lustri  che  non è nelle condizioni  di  poter  fare  il
  bilancio  di  previsione in regola. Stavolta, dopo tanti  anni,  il
  governo Schifani porta lo strumento finanziario nei tempi e  vorrei
  rassicurarvi che, oggi, le stesse parti sociali che non fanno parte
  della  nostra  parte  politica  hanno manifestato,  in  Commissione
   Bilancio',  anche  spunti di apprezzamento. Questo  significa  che
  oggi  lavoriamo con coscienza, lavoriamo con grande dedizione verso
  la Sicilia.
   Certamente, voi utilizzerete tutti gli atti di ostruzionismo;  ciò
  è   nella   vostra  disponibilità.  Noi  abbiamo  il   dovere   ma,
  permettetemi,  anche  il  diritto  di  poter  lavorare,  per   fare
  approvare il nostro strumento, la nostra legge di stabilità  che  è
  legge di stabilità  Vorrei rassicurare anche l'onorevole Cateno  De
  Luca:  la programmazione economico-finanziaria dei fondi comunitari
  o   extraregionali,   non  c'entra.  Noi   oggi   stiamo,   abbiamo
  all'attenzione  il  disegno di legge di  stabilità,  cioè  dobbiamo
  mettere  in  sicurezza i conti della Regione, dobbiamo  mettere  in
  sicurezza i conti degli enti locali, dobbiamo garantire i  servizi,
  dobbiamo aumentare e migliorare le prestazioni che eroga la Regione
  e  dobbiamo fare anche la lotta al precariato. Questi sono i nostri
  cinque pilastri, su questi ci confronteremo.


                        Sull'ordine dei lavori

   DE LUCA Cateno. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Onorevole De Luca, le chiedo  solo  un
  intervento se è possibile breve.

   DE  LUCA  Cateno.  Signor Presidente, assessore Falcone, colleghi,
  saluto anche il Presidente del nostro Parlamento.
   Perché  ho  chiesto di intervenire sull'ordine dei lavori?  Perché
  non  ho  capito di cosa stiamo discutendo, arrivato a questo punto.
  Ho  sentito  un  intervento dell'assessore Falcone,  il  quale  sta
  dicendo  a questo Parlamento, in modo così semplicistico,  che  non
  cambia  niente  se  il  disavanzo lo  dobbiamo  fare  in  tre  anni
  piuttosto che in otto. Forse non ho capito, mi sfugge qualche cosa,
  signor  Assessore,  cioè  se  la  Corte  Costituzionale  dice   che
  l'accordo  fatto con lo Stato, comunque, è un accordo  ad  personam
  che  non poteva essere fatto, quindi il disavanzo di quanto,  di  1
  miliardo  e  mezzo, 1 miliardo e 8 è la stessa cosa  piuttosto  che
  spalmarli  in  8 o in 3 anni? Ne prendo atto ma lei,  no  Assessore
  rimane  ancora  intanto la questione, dico, lei ha  fatto  pure  il
  sindaco e mi pare che su questo ci siamo.
   Poi,  un'altra questione, ecco perché volevo capire  di  che  cosa
  stiamo  parlando.  Quando un Assessore al  Bilancio  mi  dice:   la
  programmazione,  i  fondi extra regionali non  c'entrano .  Ma  non
  c'entrano  che?  Scusatemi,  ma  una  legge  di  stabilità  si  può
  sostenere  in  quest'Aula  che  è avulsa  dalle  vere  risorse  che
  riguardano  criticità, fabbisogni di questa Regione? Assessore,  se
  dobbiamo arrivare a questo punto, allora vuol dire che non  abbiamo
  capito  di  cosa  stiamo  parlando perché veda,  lei  ha  sostenuto
  l'opposto  in  quest'Aula un anno fa, quando aveva la  delega  alla
  programmazione  e quando aveva la delega ai fondi extra  regionali.
  Capisco  che  è  ancora  ferito  di questo  gesto  assurdo  che  il
  presidente  Schifani ha consumato nei suoi confronti, ma  oggi  non
  può venire a dirci che la legge di stabilità è avulsa da quella che
  è la strategia della programmazione e dei fondi extra regionali.
   Allora,  Presidente,  e  chiudo perché  non  voglio  assolutamente
  sollecitare o solleticare qualche collega parlamentare,  credo  che
  sia il caso, arrivato a questo punto ma lo dico anche al Presidente
  della  Commissione   Bilancio', che  il  ragionamento  che  abbiamo
  chiesto, perché veda perché c'entra e come se c'entra, io ho  tante
  esigenze che oggi prospetto all'interno la legge di stabilità posso
  anche  valutare  di  farlo con fondi extra regionali.  Che  c'è  di
  strano?  Anzi,  su quella che in ogni caso è la questione  corrente
  veda  e  anche  se vogliamo risparmiare ancora di più  lo  potremmo
  fare; prendiamo i fondi che non spendiamo, che restituiamo, di  cui
  siamo  testimoni  in  negativo  e  li  buttiamo  su  quella  che  è
  l'attività di investimento corrente. Chi ce lo vieta di fare questo
  per  esempio, visto che vogliamo essere virtuosi e rientrare  prima
  anche di quello che è in ogni caso il nostro disavanzo complessivo?
   Ecco  perché  c'entra e non posso accettare e, chiudo  Presidente,
  che  un  Assessore venga in Parlamento e ci dica  che  siamo  fuori
  tema.  No, non siamo fuori tema, siete voi fuori tema perché  state
  facendo   un   esercizio  muscolare  che  forse  vi  servirà   come
  medaglietta per le europee, ma state consumando l'ennesimo  delitto
  su  quello  che è il rapporto Parlamento-Governo che  finora  si  è
  distinto  e,   questo lo voglio dire a qualche altro collega  della
  maggioranza,  con  atti importanti che sono stati  anche  condivisi
  dalla  maggioranza e magari sono arrivati dall'opposizione  perché,
  possibilmente, qualche deputato della maggioranza è più interessato
  ad   avere  altre  cose  piuttosto  che  studiare  e  proporre  dei
  provvedimenti  e degli emendamenti che sono utili e che  hanno  una
  valenza tale al punto tale che vengono accolti continuamente  dalla
  maggioranza. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, collega De Luca. Grazie, a tutti  i  colleghi
  per la discussione.
   Io  sospendo  per 5 minuti, il tempo di parlare un attimo  con  il
  Governo e poi vediamo di mettere in votazione l'ordine del giorno.
   La seduta è sospesa per 5 minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.40, è ripresa alle ore 17.42)

                  Presidenza del Presidente Galvagno

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di  intervenire  l'onorevole  Catanzaro.
  Prego, onorevole, su che cosa? Siamo in votazione però

   CATANZARO.  Chiedo che la votazione avvenga per  scrutinio  palese
  nominale.

   PRESIDENTE. Allora, onorevoli colleghi, gentilmente un  minuto  di
  attenzione, stiamo mettendo in votazione l'ordine del giorno numero
  129. Vediamo se la richiesta dell'onorevole Catanzaro è appoggiata.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Votazione per scrutinio palese nominale dell'ordine del giorno n.
                                  129

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per scrutinio  palese  nominale
  dell'ordine del giorno n. 129.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.

   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            61
   Votanti             56
   Maggioranza         29
   Favorevoli          28
   Contrari            28
   Astenuti              0

                           (Non è approvato)

   La  seduta  è  sospesa per 10 minuti. Convoco  la  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari in Sala Lettura.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.45, è ripresa alle ore 18.10)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, un attimo di attenzione.
   Visto  e  considerato  che l'ordine del  giorno  n.  129  è  stato
  respinto,  si dovrà seguire nuovamente il percorso procedurale  più
  corretto,  pertanto,  la Giunta -  se non  ho  capito  male  -   si
  riunirà  stasera  per  essere celere nel rispetto  del  Parlamento,
  della Sicilia e dei Siciliani.
   Domani la Commissione  Bilancio  si riunirà alle ore 10.00.
   Pertanto,  la  seduta è rinviata a domani, mercoledì  29  novembre
  2023, alle ore 15.00.

                  La seduta è tolta alle ore 18.11(*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                        VII SESSIONE ORDINARIA


                          85a SEDUTA PUBBLICA

                Mercoledì 29 novembre 2023 - ore 15.00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II  -SEGUITO  DELLA  DISCUSSIONE DEL  BILANCIO CONSOLIDATO  DELLA
      REGIONE SICILIANA PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 2022

            Relatore: On. Daidone

  Allegato A

        Comunicazione di disegni di legge presentati ed inviati
                      alle competenti Commissioni

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Disposizioni  relative al ricorso alla firma  digitale  per  la
  sottoscrizione   delle  liste  elettorali  e  delle   consultazioni
  referendarie (n. 641)
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato l'8 novembre 2023.
   Inviato il 21 novembre 2023.

   - Disposizioni in materia di assunzioni di personale. (n. 646)
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 14 novembre 2023.
   Inviato il 21 novembre 2023.

   -  Norme  in  materia  di  associazionismo  antiracket.  Modifiche
  all'articolo 17, comma 2, della legge regionale 13 settembre  1999,
  n. 20 e ss.mm.ii. (n. 648)
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 14 novembre 2023.
   Inviato il 21 novembre 2023.
   Parere Antimafia.

                             BILANCIO (II)

   -  Bilancio di previsione della Regione siciliana per il  triennio
  2024/2026 (n. 637)
   Di iniziativa governativa.
   Presentato il 2 novembre 2023.
   Inviato il 22 novembre 2023.
   Parere I, III, IV, V, VI e UE.

   - Legge di stabilità regionale 2024/2026 (n. 638)
   Di iniziativa governativa.
   Presentato il 10 novembre 2023.
   Inviato il 22 novembre 2023.
   Parere I, III, IV, V, VI e UE.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  Norme  in materia di apicoltura. Modifiche alla legge regionale
  27 settembre 1995, n. 65 e ss.mm.ii.. (n. 645)
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 14 novembre 2023.
   Inviato il 21 novembre 2023.
   Parere VI.

                 AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)

   -  Norme  in  materia  di  fabbricati da  recuperare  e  destinare
  all'edilizia residenziale pubblica. Modifiche alla L.R. 3  novembre
  1994, n. 43 (n. 647)
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 14 novembre 2023.
   Inviato il 21 novembre 2023.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   - Norme in sostegno dei giovani universitari fuorisede (n. 639)
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 7 novembre 2023.
   Inviato il 21 novembre 2023.

   - Sistema bibliotecario regionale integrato (n. 640)
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 7 novembre 2023.
   Inviato il 21 novembre 2023.

   - Istituzione del Centro di restauro del legno bagnato (n. 643)
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 13 novembre 2023.
   Inviato il 21 novembre 2023.

   -  Norme per la tutela e la sicurezza dei lavoratori digitali  (n.
  650)
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 20 novembre 2023.
   Inviato il 21 novembre 2023.

   -  Norme  per la tutela e la valorizzazione dei mulini storici  ad
  acqua della Sicilia (n. 651)
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 20 novembre 2023.
   Inviato il 21 novembre 2023.

                SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   -  Disegno  di  legge  voto  da  sottoporre  al  Parlamento  della
  Repubblica,  ai  sensi  dell'articolo  18  dello  Statuto,  recante
  disposizioni  in  materia  di  sostegno  finanziario   al   sistema
  sanitario nazionale a decorrere dall'anno 2023 (n. 642)
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 13 novembre 2023.
   Inviato il 21 novembre 2023.

   -  Permanenza  nei  Centri riabilitativi pediatrici  dei  soggetti
  fragili oltre la maggiore età (n. 644)
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 14 novembre 2023.
   Inviato il 21 novembre 2023.

   -  Schema  di  progetto di legge da proporre al  Parlamento  della
  Repubblica  ai  sensi dell'articolo 18 dello Statuto della  Regione
  recante  disposizioni in materia di impiego di dispositivi digitali
  funzionanti tramite onde a radiofrequenza e di videogiochi da parte
  di minori di anni dodici (n. 649)
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 20 novembre 2023.
   Inviato il 21 novembre 2023.
   Parere V.

       Comunicazione di parere reso dalla competente Commissione

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   - Approvazione bilancio finale di liquidazione dell'Ente siciliano
  per  la  promozione  industriale  (E.S.P.I.)  in  liquidazione  (n.
  26/III).
   Reso in data 21 novembre 2023.
   Inviato in data 23 novembre 2023.

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio