Presidenza del Presidente Galvagno
Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 15.49
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in assenza
di osservazioni in contrario, nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della presente seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Catania Nicolò e Chinnici
Valentina hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito, di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea, saranno
riportate nell'allegato A) al resoconto dell'odierna seduta.
l'esercizio finanziario 2022"
Discussione del Bilancio consolidato della Regione siciliana per
l'esercizio finanziario 2022
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione del Bilancio consolidato della Regione siciliana per
l'esercizio finanziario 2022 .
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Sull'ordine dei lavori
BURTONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BURTONE. Presidente, stamani nella riunione della Commissione
Agricoltura' è stato posto il tema delle difficoltà che vive il
comparto agricolo, in particolare la zootecnia. Purtroppo, la
riunione è avvenuta in assenza dell'Assessore, una cosa molto grave
e poi, la cosa che voglio sottolineare, è che certamente il
problema degli alimenti per la pastorizia è fondamentale. Bisogna
trovare le soluzioni. Sono animali che devono trovare un impegno
anche da parte delle Istituzioni per poter sopravvivere, perché di
sopravvivenza parliamo.
Però, vorrei che il discorso si allargasse, non dimenticando che
ci sono tanti comparti dell'agricoltura che sono in difficoltà, in
particolare l'agrumicultura. Ho sentito, proprio in questi giorni,
alcuni commercianti e alcuni sindaci porre il tema perché, a
seguito della siccità, il prodotto non è un facilmente collocabile
nel mercato. Quindi, spero che al più presto ci sia una nuova
riunione di Commissione e si possa discutere di tutto ciò.
Noi, Presidente, come Partito Democratico, parliamo del tema della
siccità a partire da marzo. Avevamo posto il tema, per nulla
ascoltati dal Governo e in particolare dall'Assessore per
l'agricoltura. Auspichiamo un impegno molto serio perché siamo
davanti a difficoltà. Il comparto agricolo è un comparto
produttivo, ancora, della Sicilia e penso che le Istituzioni
debbano dare il massimo per poter rispondere a questo periodo di
crisi.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone.
siciliana per l'esercizio finanziario 2022"
Seguito della discussione del Bilancio consolidato della Regione
siciliana per l'esercizio finanziario 2022"
PRESIDENTE. Invito il presidente della Commissione Bilancio',
onorevole Daidone, a svolgere la relazione.
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto alla
relazione che è agli atti, dovrebbe già essere inserita nei tablet.
PRESIDENTE. Perfetto, si rimette al testo. Onorevoli colleghi, ci
sono interventi? Assessore Falcone, lei vuole illustrare, vuole
fare un intervento prima di dare la parola ai colleghi sulla
discussione generale? Prego, assessore Falcone.
FALCONE, assessore per l'economia. Grazie, Presidente. Grazie,
anche ai colleghi. Finalmente arriva il bilancio consolidato in
Aula, che è l'ultimo atto per concludere tutti i documenti
economico-finanziari e contabili per l'anno 2023. Con questo atto,
avendo già approvato in Giunta il conto consuntivo del 2022,
abbiamo esaurito, di fatto, tutti gli atti contabili.
Il bilancio consolidato è un bilancio, la fotografia, che facciamo
di tutti gli enti che appartengono al GAP, al Gruppo di
Amministrazione Pubblica. Sono tutti quegli enti nei cui confronti
si vede lo stato patrimoniale attivo, lo stato patrimoniale passivo
e il conto economico. In più, abbiamo tutti gli enti che
appartengono al GAP, sono ben 158 nel 2022 e abbiamo preso, abbiamo
anche indicato il perimetro degli enti appartenenti al GAP da
consolidare, che sono 83. Su 83 abbiamo raggiunto il consolidamento
in ben 73 enti.
Vorrei ricordare che quando iniziò il consolidamento di questi
enti, dal 2018, c'è stato un progressivo aumento degli enti da
consolidare e consolidati, cioè gli enti attenzionati sono
aumentati sempre più, passando appunto da 21 nel 2018 sino a 24 nel
2019. Nel 2021 siamo arrivati a 60, per arrivare oggi a 73, per
avere un'idea complessiva, appunto, di quella che è la fotografia
di tutti questi enti vigilati, partecipati, in sostanza satelliti
alla Regione, la cosiddetta Pubblica amministrazione allargata'.
Ebbene, oggi, abbiamo un parere favorevole. Abbiamo potuto
verificare come questi enti, tranne alcuni, che oggi non sono stati
posti sotto la nostra lente di ingrandimento, per alcuni perché
ancora bisogna fare uno sforzo maggiore, altri perché il Governo
della Regione ha proceduto alla cancellazione.
Proprio oggi il governo Schifani ha proceduto, dopo 26 anni, alla
chiusura dell'Ente siciliano di promozione industriale. Correva
l'anno 1997/98 quando, allora, l'onorevole Giuseppe Castiglione,
assessore per l'industria, chiuse e mise in liquidazione questo
ente. Oggi, a distanza di diversi lustri, di oltre cinque lustri,
finalmente chiudiamo, così come abbiamo chiuso le aziende autonome
di soggiorno e turismo, così come da qui a qualche giorno
chiuderemo anche i consorzi di ripopolamento ittico, ben 11 enti e
poi anche Biosphera, poi anche SpI e, poi, Infolac per continuare.
Cioè, finalmente, stiamo facendo un po' di chiarezza su questi
enti, molti dei quali rappresentano dei veri e propri carrozzoni
che vanno chiusi e, soprattutto, vanno messi a rete invece con
migliori verifiche sempre più puntuali gli enti che in questo
momento sono attivi, hanno una strategicità per la Regione
siciliana.
Per cui, Presidente, mi fermerei qua. Poi, a seguito delle
osservazioni che sicuramente ci saranno da parte dei colleghi,
risponderemo sulla rilevanza, risponderemo sugli enti che sono
stati consolidati rispetto a quelli che non lo sono stati,
risponderemo sulla significatività del patrimonio degli enti.
Insomma, possiamo dare tutte le informazioni del caso al fine di
arrivare ad un'approvazione che rappresenta l'ultimo tassello per
chiudere il cerchio dei documenti contabili e passare, quindi,
anche dal mese di dicembre, al reclutamento di quel personale che
aspetta e che, in questo momento, non abbiamo potuto mettere in
servizio a causa della mancanza del bilancio del conto consuntivo
2022, della trasmissione delle informazioni nonché
dell'approvazione del bilancio consolidato 2022.
PRESIDENTE. Grazie, assessore Falcone.
Onorevole Cambiano, vuole intervenire?
CAMBIANO. Abbiamo un problema con i tablet solo perché non
riusciamo a prendere visione della relazione.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Dichiaro aperta la discussione generale. Man mano chi si vuole
segnare per intervenire, può farlo.
CRACOLICI. Signor Presidente, Assessore, in questa Regione c'era
un rito che, in qualche modo, coincideva anche con la sacralità
degli atti che approvava la Giunta di Governo e poi gli organi, per
ultimo il Parlamento, attraverso una serie di passaggi che erano
contenuti nella procedura, tra questi la Corte dei Conti che,
normalmente, tra il 28 giugno, il 30 giugno, il primo luglio di
ogni anno, di ogni anno successivo al rendiconto dell'anno
precedente parificava i conti della Regione.
Da diverso tempo, questo rito si è trasformato in un incubo
perché, oggi, su ogni atto che facciamo di natura contabile, non
c'è certezza che quello che facciamo corrisponda a quello che,
effettivamente, è lo stato finanziario, non parlo di quello
patrimoniale perché ad oggi non ci è dato sapere e, continua a non
esserci dato sapere, lo stato patrimoniale della Regione siciliana
e, aggiungo, degli Enti collegati.
Questo che appare un atto quasi, come dire, formale, in fondo
l'introduzione del bilancio consolidato è uno strumento giovane per
questa Assemblea regionale, questo credo che sia il quarto che
facciamo, a seguito dell'introduzione nel nostro nell'ordinamento
della Regione siciliana anche del Regolamento contabile previsto
dal D.P.R. 118. E il consolidato che cosa è? E' la possibilità di
avere uno stato di conoscenza dei conti sulle attività e sulle
passività, sulla gestione e sullo stato patrimoniale di tutte le
società partecipate, gli enti di cui la Regione ne esercita il
controllo o, comunque, la vigilanza: è stato detto sono 158, noi ne
introduciamo in questo bilancio 73 che, come ha ricordato
l'assessore Falcone, utilizzando in questo caso l'aritmetica, dice
siccome 73 sono più di quelli che abbiamo fatto, 61, credo l'anno
precedente, e ancora, 61 erano di più dei 24 dell'anno precedente
ancora, i 24 dei 21, quindi, non possiamo che essere soddisfatti
del fatto che aumenta il numero di enti partecipati e controllati
dalla Regione che fanno parte del consolidato di cui oggi ci
occupiamo.
Questo ragionamento non fa una grinza per la semplice ragione che
73 sono più di 61, il tema non è però se sono 73 più dei 61,
aspetto che questo ci può lasciare soddisfatti, e diceva una
pubblicità "soddisfatti e rimborsati", perché qui emerge un dato
che, a differenza dei dati di partenza dove c'era la fase di
startup di conoscenza, di abituare cioè l'Amministrazione nella sua
interezza a rendere trasparente il dato di contabilità generale
della Regione, il dato drammatico che dopo cinque anni gli stessi
Revisori dei conti nella relazione che fanno a questo atto
evidenziano una circostanza: "diversi enti e organismi non hanno
dato riscontro alle richieste avanzate dalla Ragioneria generale";
tradotto vuol dire che una buona parte, potrei usare l'aritmetica
dell'assessore Falcone, siccome 158 sono più del doppio dei 73, si
potrebbe dire che dei 158 meno 73, 85 non avrebbero dato riscontro
alle richieste della Ragioneria, poi così non è, però uso
l'aritmetica per rovesciare, diciamo, il modello Falcone che è il
modello in cui dice che tutto va bene perché ne abbiamo più
dell'anno precedente. No, tutto va male perché ad oggi la
maggioranza degli Enti partecipati non dà riscontro, e perché non
dà riscontro?
Scusate se vi disturbo
PRESIDENTE. Colleghi, se possiamo abbassare un po' il tono della
voce...
CRACOLICI. Rinviamo a domani, non lo so.
PRESIDENTE. ... in modo da dare la possibilità all'onorevole
Cracolici di concludere l'intervento. Prego, onorevole Cracolici.
CRACOLICI. E perché non dà riscontro, dicevo? In buona parte
perché non esistono i bilanci, cioè non esiste un'attività ordinata
di trasparenza contabile della maggioranza degli enti partecipati,
collegati e vigilati dalla Regione. Questo è il dato che ci deve
preoccupare.
E guardate, non per negligenza - pure - ma semplicemente perché
in alcuni di questi enti la situazione contabile è tale da non
consentire la procedura di approvazione dei bilanci consuntivi, da
diversi anni, di questi enti: Consorzi di bonifica, l'AST, l'ESA, i
fondi di rotazione, di cui probabilmente molti dei colleghi non
conoscono nemmeno l'esistenza, ma sono quei fondi per i quali la
Regione ha erogato contributi, per l'acquisto dei terreni con la
riforma agraria dell'ESA, per la gestione di alcune procedure di
sostegno, ad esempio, sull'apprendistato, o dell'IRCAC o della
CRIAS o della dell'IRFIS, fondi di rotazione di cui non abbiamo
nessuna dimensione sulla capacità di recupero da parte della
Regione o sulle eventuali azioni di acquisizione patrimoniale delle
fideiussioni che erano in capo ai beni per i quali sono stati
concessi i contributi.
E siccome siamo a 73 e siamo contenti, non ci occupiamo degli 85
Questo è il nodo, questo consolidato ci dice che la Regione sta
continuando ad esercitare una funzione, perché poi è la Regione,
perché non basta dire c'è la negligenza, la pigrizia, c'è
l'attività sostitutiva, c'è l'obbligo di far decadere gli organi di
amministrazione per gli enti che non hanno approvato il bilancio,
in alcuni casi manco ci sono i collegi dei revisori, cioè c'è una
situazione fuori controllo che in qualche modo mina la credibilità
e poi ci lamentiamo dei giudizi della Corte dei conti se incide o
non incide sull'attività
Ma come avrebbe detto Piersanti Mattarella, questa Regione
dovrebbe avere le carte in regola e un buon Governo si fonda sul
principio delle carte regola e mi pare che questa vicenda dimostri
che non abbiamo le carte in regola, perché consentire una
condizione di nebulosità finanziaria significa consentire
un'attività di arbitrio che continua a perpetuarsi nella vita di
questa Regione.
Ecco perché io ho fatto già una serie di considerazioni in
Commissione Bilancio , al punto che anche lo stesso Collegio dei
revisori ha dovuto prendere atto che un mio rilievo - che è stato
considerato un errore di battitura - perché riportava l'AST, l'AST
non rientra nel sistema del consolidato, che l'avevamo calcolato
due volte, per avere due volte valore zero l'AST invero è un
pezzo, l'ESA è un altro pezzo, poi i Consorzi di bonifica: ma che
vuol dire tutto questo? Qual è la vera situazione debitoria di
questa Regione? Nessuno lo sa
Noi possiamo vantarci che i dati, diciamo, il consuntivo 2022, ma
tanto non parla nessuno, tanto
DIPASQUALE. Lo ha interrotto dieci volte.
CRACOLICI. diciamo il consuntivo 2022, ma tanto non parla
nessuno, tanto non parlerà nessuno, mi prendo il tempo di tutti gli
altri.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, solo per dirle che siamo a undici
minuti, però ha qualche altro minuto in più, proprio perché è stato
interrotto, come dice il collega Dipasquale, ha altri due minuti.
CRACOLICI. E non solo, ma quando mi interrompe, mi preoccupo, cioè
ho il problema di ricordarmi cosa stavo dicendo, quindi, per
riprendere il filo del ragionamento.
Allora, la questione che abbiamo davanti è che non sappiamo qual è
la situazione debitoria della Regione, perché non avere i consorzi
di bonifica, ad esempio, che significa? Che sappiamo che i consorzi
di bonifica siciliani hanno debiti per oltre 120, 130, qualcuno
dice 150 milioni di euro, boh Ma questi debiti non li abbiamo
iscritti come debito della Regione, che siamo, esercitiamo non solo
la vigilanza ma siamo di fatto coloro che hanno in solido una
responsabilità sulla gestione degli enti stessi. E questo vale per
tutti gli altri.
Quindi, il consolidato ci dice che la Regione non conosce il suo
debito però l'Assessore continua a dire "la situazione debitoria
migliora" perché ogni anno riduciamo la passività della Regione
salvo poi dimenticare che non conosciamo neanche lo stato
patrimoniale della Regione.
Ancora una volta, il patrimonio della Regione, e quindi di tutti
gli enti collegati, non rientra all'interno dello schema di
contabilità ordinato che dovrebbe avere qualunque ente pubblico.
In una società, il principio contabile si fonda su tre atti: lo
stato patrimoniale, il conto economico e l'attivo di esercizio.
Allora, io non posso che mostrare l'assoluta insoddisfazione
rispetto ad una condizione nebulosa che continua a essere nebulosa,
che non sta migliorando affatto i conti della Regione e che ormai,
purtroppo, ci stiamo abituando persino al fatto che da tre anni non
abbiamo più i conti parificati, da parte dell'organo che in tutta
Italia parifica i conti delle regioni, e che da tre anni in
Sicilia, ormai, persino, ci siamo abituati a una condizione così
drammatica, che la parifica arriva due anni dopo il conto che
abbiamo approvato.
Cioè, quello che è avvenuto sabato scorso in via Notarbartolo ha
riguardato il consuntivo del 2021. Siamo a dicembre, novembre del
2023 quando, di norma, il consuntivo 2021. normalmente veniva
parificato entro il 30 giugno del 2022, cioè sei mesi dopo la
chiusura dell'esercizio.
Quindi, ci stiamo così abituando al fatto che questa Regione non
ha più neanche i conti in regola e neanche le carte per avere i
conti in regola che tutti alziamo le spalle ma stiamo andando di
fronte al baratro senza che nessuno di noi, o pochi di noi, si
rendano conto della reale situazione drammatica che sta vivendo
questa Regione e, malgrado questo, vedo che ci sono manovre, come
quella che affronteremo nelle prossime ore, in cui prevediamo di
spendere cento milioni per nuove assunzioni, cioè ormai siamo come
quel paese che stampa la moneta senza preoccuparsi di avere le
riserve per giustificare la moneta che stampa. Prima poi arriveremo
alla bancarotta.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cracolici. È iscritto a parlare
l'onorevole Sunseri. Prego onorevole.
SUNSERI. Grazie Presidente, assessore Falcone, onorevoli colleghi,
Governo della Regione. Io, prima di parlare del consolidato, mi
soffermerei un secondo sul giudizio di parifica della Corte dei
conti che tra l'altro, comunque, ha parlato anche di alcune società
ed enti della nostra Regione.
Io vorrei capire cosa intendiamo fare dopo il dispositivo della
Corte dei conti. Cioè, la Regione, l'Assemblea regionale siciliana,
ha intenzione di dare seguito a quanto già deliberato dalla Corte
dei conti?
E faccio riferimento - leggevo oggi qui il dispositivo - perché,
al di là della questione costituzionale, che è stata oggetto di
discussione tra il Presidente della Regione - e ora entrerò anche
nel merito di questo - e la Corte dei conti, io credo che la
modifica del saldo del risultato di amministrazione vada a
prescindere da quello che la Corte costituzionale, mi dicono tra
l'altro anche a breve, deciderà sul ripiano del disavanzo perché
già noi lo scorso anno non abbiamo dato seguito alla parifica della
Corte dei conti.
Questo è il secondo anno dove, a meno che il Presidente della
Commissione Bilancio o il Governo stiano facendo qualcosa e non
lo sa l'Assemblea, dovremmo dare seguito a quanto richiesto, anzi
da quanto già deliberato dalla Corte dei conti in merito al saldo e
al risultato di amministrazione del rendiconto 2021.
E non parliamo di briciole, perché facendo dei conti veloci,
parliamo di centinaia di milioni di euro che vanno a modificare il
risultato di amministrazione del quale - ripeto - mi pare di capire
che il Governo o se ne infischia o non intende dare seguito a
quello previsto.
Ripeto, a prescindere dal profilo di incostituzionalità che
scopriremo a brevissimo e che secondo me il Presidente della
Regione non ha capito. Io ho avuto l'impressione, durante la seduta
della Corte dei conti, che il Presidente della Regione non avesse
compreso bene, che qualcuno non gli avesse spiegato bene qual era
l'argomento e qual era il tema che si stava affrontando in quel
momento perché il Presidente della Regione ha semplicemente
sollevato un profilo di incostituzionalità su una norma, dicendo
che, secondo lui, siccome la norma sarà abrogata - non si sa ancora
bene quando, ma comunque dopo certamente la sentenza della Corte
dei conti - non era necessario sospendere il giudizio di parifica
perché, comunque, abrogheremo quella norma visto che
successivamente il Ministro Giorgetti o il Parlamento ha emanato
una norma di natura primaria parlamentare.
Ma, Assessore, il motivo del contendere non è assolutamente
quello
Il motivo del contendere è stato già espresso in sede consultiva
della Corte dei conti nel 2019-2020 in cui la Corte dei conti si è
già espressa e si attende esclusivamente la Corte costituzionale
perché si ritiene che ripianare il disavanzo in archi temporali
superiori all'arco temporale previsto dal bilancio sia
incostituzionale, sia incostituzionale perché vìola in qualche modo
i principi di equità intergenerazionale, una norma che prevede di
ripianare il disavanzo in un arco di otto anni vìola rispetto a
quello previsto all'arco temporale normale, previsto dal bilancio,
e anche dal 118, agli archi temporali normali, cioè il triennio.
Ed è su quello che il Presidente della Regione, mi sembra di
rivedere alcuni ex assessori o presidenti della Regione precedenti,
in un attacco anche duro nei confronti della procura della Corte
dei conti in cui si dice: "Ah, ma non avete capito nulla Noi
abrogheremo quella norma e, quindi, quello che ci state chiedendo,
di fatto, non si deve applicare", non comprendendo per nulla il
motivo per cui la Corte ha deciso di sospendere il giudizio di
parifica che, come diceva bene l'onorevole Cracolici, è del 2021,
non questo.
Noi stiamo procedendo col 2022, col 2023, con il bilancio 2022-
2024, con la finanziaria, senza conoscere il risultato di
amministrazione degli anni precedenti parificati, zero
Questo disallineamento certamente non permette all'Assemblea di
operare in maniera legittima perché noi di fatto stiamo continuando
con le finanziarie, con documenti contabili, senza conoscere il
vero risultato di amministrazione precedente, con un'anomalia tutta
nostra, tutta siciliana, dove si fanno norme su norme per prendere
tempo perché la norma Giorgetti - Assessore Falcone, ce lo possiamo
raccontare - è una norma che prende tempo, è una norma che dice:
"va bene, intanto abroghiamo quella precedente, ne facciamo una
nuova, diciamo che anziché dieci ne prendiamo otto , poi dovremo
sollevare nuovamente il profilo di incostituzionalità, nel
frattempo saranno passati cinque-sei anni e noi abbiamo spalmato,
abbiamo ripianato il disavanzo in un arco temporale nel quale
probabilmente - ma questo lo vedremo a brevissimo purtroppo - non
potevamo fare
Quindi, prima di parlare del consolidato, io mi aspettavo da parte
del Governo e da parte del Presidente della Commissione "Bilancio"
di conoscere quali siano le reali intenzioni sul dispositivo della
Corte dei conti, non su quello che forse vedremo a seguito della
sentenza della Corte costituzionale cioè sulla modifica del saldo
del risultato di amministrazione. Parliamo di 500/600 milioni di
euro, e non bruscolini, che dovremmo vedere in sede di finanziaria,
cioè noi dovremmo vedere, quanto meno, un accantonamento in sede di
finanziaria e che ad oggi non c'è da nessuna parte.
E poi se vogliamo entrare nel merito del bilancio consolidato, al
di là, diciamo, dei numeretti scritti ed enunciati, è chiaro
Presidente lei ricorderà benissimo, l'abbiamo chiamato il lato
oscuro della Regione siciliana, perché proprio sugli enti e sulle
società e sulle partecipate della nostra Regione di fatto manca
completamente la trasparenza e non è che manca trasparenza per
rispetto di una norma che i cittadini dovrebbero pretendere, manca
trasparenza nei confronti della ragioneria della Regione cioè il
Collegio dei revisori ha certificato finalmente, perché questa è la
prima volta, il collegio di revisori fa un'analisi del bilancio
consolidato della nostra Regione, certifica quello che abbiamo
sempre ripetuto nel corso degli anni. Tantissimi enti e organismi
non hanno dato riscontro alle richieste avanzate alla Ragioneria
generale, quindi, immaginate la scena in cui in un mondo
assolutamente non digitalizzato la Ragioneria generale invia una
mail al Consiglio di amministrazione, ai commissari o, comunque,
all'ente alla società del quale detiene totalmente la
compartecipazione e questi manco gli rispondono.
Non è stata completata la ricognizione straordinaria del
patrimonio, non è stato definito un processo di razionalizzazione
delle società e degli enti e delle società e delle partecipazioni
societarie, anche su questo noi abbiamo richiesto più volte in Aula
qual è l'intenzione del Governo nei confronti di queste centinaia
di società e enti gestite dalla Regione perché a noi farebbe
piacere conoscere, per esempio, cosa intende fare il Governo
dell'ESA, cosa intende fare il Governo dell'Istituto zootecnico,
cosa intende fare dell'Istituto profilattico, cosa intende fare
del Mas, cosa intende fare di tutti i consorzi di ricerca che non
comunicano più nulla e che non sono assolutamente trasparenti nei
confronti della nostra Regione.
Io sono sicuro che se oggi fossimo a scuola e chiedessi
all'assessore Falcone se sa dove si trova il CORERAS, o il CORISSIA
o il BES o un consorzio di ricerca non saprebbe neanche
individuarli nella cartina della nostra Regione, e io ne sono certo
perché, mi creda, sono anni che cerco di trovare la sede del BES e
non la trovo, eppure l'abbiamo Eppure abbiamo consorzi di ricerca
dove il consiglio di amministrazione si autonomina consulente del
Consiglio di amministrazione Ci sono delle storture in questa
Regione, credo che siano veramente dei casi su cui poter scrivere
un libro e renderlo, come dire, come caso da non seguire nel mondo,
assessore non si metta a cercare dov'è il BES perché sennò che
abbiamo fatto, però questo per dire una cosa, onorevole
Presidente, che purtroppo sul consolidato - poi magari lo
approviamo nella disattenzione totale - però ha ragione chi mi ha
preceduto, c'è una macchia oscura dove di fatto l'Assemblea, il
Governo e soprattutto la Ragioneria non riesce assolutamente a
infiltrarsi con un minimo di luce e non per questo il nostro Gruppo
ha presentato un ordine del giorno riprendendo, e non inventandoci
nulla, riprendendo quanto richiesto dal Collegio dei Revisori.
Serve assolutamente che vengano efficientate tutte le procedure di
trasmissione, di raccolta dei dati, da parte delle società, degli
enti nei confronti della Ragioneria e non esiste che la Regione
generale chieda e controlli e di fatto non ha nemmeno i dati, che
vadano definite le procedure di razionalizzazione del gap, così
come previste da decine di norme e soprattutto quello che non ho
detto precedentemente la riconciliazione tra quello che viene
dichiarato dalla società, dagli enti, in crediti e debiti e quello
che invece dichiara la Regione perché c'è uno scostamento non di
pochi euro ma di milioni di euro.
E allora, fin quando noi non riusciremo in qualche modo a fare
luce su quello che è veramente un mondo meraviglioso, poco fa
venivano citati ad esempio, Presidente, i consorzi di bonifica
ebbene, io non so quanti colleghi sanno che dei consorzi di
bonifica non hanno i revisori dei conti, cioè revisori dei consorzi
di bonifica commissariati si approvano i bilanci, se li controllano
da soli e li approvano da soli, mancando il revisore dei conti
Non è che non vengono trasmessi i dati, non ci sono i revisori dei
conti e allora, mentre l'assessore Sammartino prepara la norma di
riforma dei consorzi di bonifica che mette in liquidazione dove non
sappiamo realmente quanti sono i debiti, 120, 130, 150, ogni giorno
uno si sveglia e spara una cifra diversa che dovrebbe ricadere, tra
l'altro, nel nostro bilancio - e anche lì, io non so come
riusciremo mai a ripianarli, a meno che il disegno non è quello di
una liquidazione coatta, che di fatto fa saltare del tutto i
creditori, ma questo poi magari lo racconteremo a chi avanza dei
crediti nei confronti della Regione, che l'intento del Governo è
non pagare i creditori dei Consorzi di bonifica -al contempo
dovremmo approvare un bilancio consolidato che, di fatto, non pone
all'attenzione dell'Assemblea, non dà la possibilità all'Assemblea
di approvarlo.
E non per ultimo, assessore Falcone e assessore Messina, io ho
letto dei comunicati stampa in cui si dice: approviamo subito il
bilancio consolidato, affinché si possa procedere alle assunzioni
da parte della nostra Regione. Peccato che il Presidente della
Regione ha dimenticato che le uniche assunzioni oggi fatte dalla
Regione riguardano i centri per l'impiego, e ai centri per
l'impiego assumiamo grazie a delle risorse stanziate dal Governo
Conte, che aveva deciso di implementare i centri per l'impiego,
proprio perché era stato previsto il reddito di cittadinanza.
Quindi le 400 persone ...
CRACOLICI. No, ora assumiamo pure quelli del Corpo forestale.
SUNSERI. Quindi anche le 400 persone che verranno assunte, entro
la fine dell'anno, nei centri per l'impiego e che verranno assunte
solo grazie alla riforma approvata nel lontano 2018 - quindi le
assumiamo con ben cinque anni di ritardo, dopo che il Governo ha
deciso di abolire anche il reddito di cittadinanza - verranno
assunte solo ed esclusivamente grazie alle risorse nazionali e che
il bilancio consolidato che oggi noi, oggi o domani, andremo ad
approvare, sarà utile solamente a quello, perché per fare chiarezza
sugli enti e sulle società purtroppo non ce l'avremo. Mi auguro lo
avremo nei prossimi anni. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri. Non ci sono altri ...
CRACOLICI. Glielo avevo detto che potevo parlare pure tre ore.
PRESIDENTE. No, no, è iscritto a parlare l'onorevole Venezia. E
dopo l'onorevole Micciché e l'onorevole La Vardera. Onorevole
Venezia, prego. Ne ha facoltà.
VENEZIA. Grazie Presidente. Onorevoli colleghi, rappresentanti
della Giunta, abbiamo avuto modo di approfondire in Commissione
Bilancio il consolidato 2022 e - come è già stato rilevato - non
sono tutte luci come si vorrebbe far credere, ma ci sono diverse
ombre, che segnalano una inefficienza del gruppo di amministrazione
pubblica che fa capo alla Regione siciliana, per quanto riguarda la
trasmissione degli atti, da un lato, e anche per quanto riguarda la
fotografia della situazione economico-finanziaria.
I miei colleghi hanno detto che erano 158 gli enti, i consorzi e
le aziende che fanno parte del gruppo della Regione siciliana.
Molti non hanno risposto. Molti non hanno risposto perché non hanno
i bilanci approvati: per fare un esempio gli undici Consorzi per
l'area di sviluppo industriale hanno approvato l'ultimo bilancio
nel 2014. E noi vorremmo sapere cosa è successo in questi Consorzi
dal 2014 ad oggi, qual è la situazione in merito alla liquidazione,
qual è la situazione debitoria che hanno.
Così come non hanno risposto i tredici Consorzi di bonifica. Non
hanno risposto, Assessore, i tredici Consorzi di bonifica: non
abbiamo notizie sulla situazione finanziaria ed economico-
patrimoniale per definire il consolidato 2022. E il tentativo di
riforma che si vuole fare per istituire i nuovi Consorzi di
bonifica e mettere in liquidazione i precedenti è solo per
nascondere sotto il tappeto la polvere dei circa 150 milioni di
euro di debiti, che questi Consorzi hanno accumulato in questi
ultimi anni.
Non hanno risposto le venti Aziende autonome soggiorno e turismo,
e chiediamo che vengano chiuse definitivamente, gli undici Consorzi
di gestione ittica. Non ha risposto l'ESA che ha l'ultimo bilancio
approvato nel 2021 e non hanno trasmesso nemmeno il preconsuntivo
per poter dare la possibilità di avere una fotografia più
realistica. Non ha risposto la Società Interporti siciliani. Non ha
risposto l'ente autonomo Fiera del Mediterraneo, l'ente autonomo
Fiera di Messina, l'Azienda siciliana trasporti su cui si sta
intervenendo nella finanziaria per fare una ricapitalizzazione.
Ecco, la fotografia che emerge è una fotografia non solo
assolutamente parziale, rispetto alla condizione che vivono gli
enti, le aziende e i consorzi, che fanno capo alla Regione
siciliana, ma nascondono anche una situazione debitoria che non
andrebbe assolutamente sottovalutata.
Parliamo di diverse centinaia di milioni di euro e la Regione
farebbe bene ad occuparsene prevedendo, come è già stato detto dal
collega Sunseri, degli appositi stanziamenti nel bilancio del 2023.
Ecco, questo consolidato che ci consegna una fotografia parziale
che anche i revisori dei conti hanno messo in evidenza nella
relazione di accompagnamento; non sono state indicate nella nota
integrativa del bilancio consolidato le motivazioni di alcune
difformità, per esempio, la presenza di discordanza tra
l'asseverazione e la verifica delle operazioni di infragruppo e
anche altre criticità che sono emerse in maniera nitida nella
relazione dell'organo di vigilanza. Diversi organismi non hanno
risposto, non è stata completata la ricognizione straordinaria del
patrimonio. Per esempio, un altro dato assolutamente importante e
poi non da sottovalutare la non corrispondenza della situazione
creditoria e debitoria per diverse società partecipate tra i dati
che sono stati comunicati e quelli contabilizzati dalla Regione; e
su questo non abbiamo avuto elementi di chiarezza quando abbiamo
posto la questione e tutta la situazione che ruota attorno agli
enti di liquidazione.
Se questo consolidato può servire a qualcosa, oggi servirà
solamente a sbloccare le assunzioni di cui hanno maledettamente
bisogno i dipartimenti della Regione ridotti al lastrico, che non
riescono nemmeno in alcuni casi a portare avanti l'ordinaria
amministrazione.
Noi ci auguriamo che questo Consolidato almeno possa servire a
questo, a ridare nuova linfa all'apparato burocratico regionale,
anche alla luce dell'Accordo tra lo Stato e la Regione che
consentirà, ci auguriamo, a breve, di sbloccare ulteriori
assunzioni.
E da questo punto di vista mi vorrei ricollegare in quest'ultimo
minuto del mio intervento anche alla finanziaria regionale.
Stamattina, Assessore, abbiamo avuto modo di ascoltare le
rappresentanze sindacali, nel pomeriggio le organizzazioni di
categoria.
Alla luce di quello che emerge anche in questo consolidato, ma
soprattutto nella nota di accompagnamento al Documento di Economia
e Finanza della Regione, c'è una cosa lampante che emerge, che la
finanziaria che avete presentato non risponde alle esigenze della
Sicilia e dei siciliani.
Noi non abbiamo bisogno di una finanziaria veloce ma abbiamo
bisogno di una buona finanziaria in grado di essere all'altezza
delle aspettative della Sicilia e dei siciliani.
Se il Governo vuole bruciare le tappe nelle Commissioni per non
dare la possibilità di approfondire le questioni, di fare proposte
migliorative, di leggere bene ciò che è scritto nelle pieghe
dell'articolato, di verificare bene gli strumenti finanziari, le
tabelle, e vuole ridurre tutto a poche ore. Si presentano
emendamenti ancor prima di trattare, si chiede di presentare
emendamenti ancor prima di trattare, di fare la discussione
generale. Questo non è consentito e il Gruppo parlamentare del
Partito Democratico non lo consentirà perché il nostro impegno è
quello di dare alla Sicilia uno strumento finanziario, una legge di
stabilità in grado di rispondere alle esigenze vere e non alla
prossima campagna elettorale delle europee.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Venezia.
È iscritto a parlare l'onorevole Miccichè. Ne ha facoltà.
MICCICHÈ. Signor Presidente, onorevoli colleghi, soltanto per fare
una domanda, assessore. L'onorevole Cracolici ha fatto un
intervento che se lei ora mi dice che gli risponderà e spiegherà a
tutti noi come avete fatto il calcolo per cui gli 85 enti che sono
fuori dal consolidato, complessivamente non raggiungono quel 10%
che prevede la legge, se lei ci dà delle indicazioni sul come
effettivamente questo Collegato possa essere lecito, io torno al
mio posto e aspetto. Se questo non c'è, se non ci sarà questo tipo
di spiegazione, sinceramente sono preoccupato. Quindi, le chiedo
soltanto se il mio intervento può finire adesso oppure devo
continuare ad intervenire.
PRESIDENTE. Può finire adesso.
MICCICHÈ. La ringrazio.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole La Vardera. Ne ha
facoltà.
LA VARDERA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, giusto per
esprimerle veramente una vicinanza non indifferente rispetto al
lavoro che sta facendo. Perché lei si ritrova a dovere lavorare con
la capacità di dover cercare di mettere a posto i conti della
Regione. Lo diceva bene il 19 novembre 2022 Falcone: I conti della
Regione, li metteremo a posto con una operazione verità». Il 19
novembre 2022, il Giornale di Sicilia faceva questo bel titolone, e
lei aggiungeva in questo articolo "Stiamo collaborando con la Corte
dei conti perché vogliamo mettere a posto i conti [ ]". "Con la
Corte dei conti" - scusate il gioco di parole - "c'è una grande
capacità di dialogo, il dialogo istituzionale, un dialogo fondato
su un rapporto di reciproca collaborazione".
Ebbene, assessore Falcone, però mi rendo conto che lei lavora, e
lavora strenuamente. Il problema non è lei che lavora strenuamente,
è il Presidente che lei rappresenta, che mentre lei lavora per
costruire, a sua volta demolisce. Perché lei dice che c'è
collaborazione con la Corte dei conti; che lavorate in sinergia;
che farete di tutto per mettere a posti i conti della Regione, e
Schifani, con un comunicato stampa, ormai lo chiamo "lo stampatore
dei comunicati ufficiali", ne conto almeno sette al giorno,
nell'ultimo comunicato dice "La sentenza odierna relativa al
rendiconto, seppur incomprensibile e non condivisibile, è priva di
effetti finanziari". Cioè, lui dice, il Presidente della Regione
rivolgendosi a quello che è il parere della Corte dei conti dice:
"incomprensibile e non condivisibile". Allora, io dico: ma questa
collaborazione, assessore Falcone, c'è o non c'è con la Corte dei
conti? Perché lei non può costruire e fare un lavoro di
costruzione, anche di diplomazia, non può tessere le fila e poi il
Presidente demolisce, perché guardate che non è un fatto di secondo
ordine questo aspetto, assessore Falcone, infatti, la
collaborazione con la Corte dei conti rispetto a un comunicato
stampa forte, non è un comunicato stampa qualsiasi, è folle Corte
dei conti, Schifani: «sentenza incomprensibile» . Ora, io dico,
caro assessore Falcone, posso immaginare che sia incomprensibile,
perché la Corte dice esattamente "L'organo di revisione rileva le
seguenti criticità [ ]. Diversi enti, organismi non hanno dato
riscontro alle richieste avanzate dalla Ragioneria generale [ ];
Non è stata completata la ricognizione straordinaria del patrimonio
prevista dal paragrafo 9.2 [ ]; Non corrispondente nella situazione
creditoria-debitoria per diverse società partecipate [ ]; Tra i
dati risultanti nella contabilità della Regione quanto certificato
dalle stesse società partecipate". Ci è stata anche fatta
un'analisi su "Sicilia Digitale", non si capisce bene la nostra
fantastica "Sicilia Digitale" in che condizioni si trovi. La Corte
dei conti esprime un parere netto e preciso e dice: guardate che
abbiamo trovato queste criticità; guardate che vi dovete mettere a
posto secondo questi criteri. E il Presidente Schifani dice "È
incomprensibile".
Ora io dico a "Re" Schifani che se lui pensa di essere al di sopra
anche della Corte dei Conti stessa ha sbagliato, come si suole dire
in aramaico antico, "casa e putìa"
Assessore Falcone, glielo dica lei, perché lei non può lavorare a
favore di una operazione verità e risanamento dei conti della
Regione, e poi vedere il Presidente della Regione, che lei
rappresenta, rapportarsi in questa mediana di spocchia, di
spavalderia.
Bisogna ricordare al Presidente Schifani che non è più il
Presidente del Senato ma è il Presidente della Regione siciliana e
deve collaborare non, come dire, con l'opposizione. Può anche non
collaborare con noi, possiamo stare antipatici, ma non può
rivolgersi in questa maniera verso quella che è la Corte dei conti,
a cui va personalmente la mia solidarietà. Perché leggere un
comunicato stampa così è veramente folle. E sembrate due entità, di
due Giunte distinte e separate. Io non comprendo lei, assessore, di
quale Giunta è, perché lei ha un approccio completamente diverso, e
mi preoccupo del fatto che lei parli col Presidente che
rappresenta. Cioè, vi parlate tra di voi, vi confrontate sulla
linea da seguire? Perché sembrate due Governi opposti e
sovrapposti, e completamente distanti l'uno dall'altro. Assessore
Falcone, ci dica quale assessore di quale Governo è? Perché delle
due l'una. O Schifani ha ragione, o lei ha torto. Ma, siccome lei
mi sembra essere un uomo di buon senso e vuole collaborare con la
Corte dei conti, io le dico, qui in quest'Aula, davanti ai miei
colleghi deputati, prenda le distanze ufficialmente dalle parole
gravissime, inappropriate, inaccettabili del Presidente Renato
Schifani, che crede di potere intervenire, anche contro gli stessi
organi che in qualche modo mettono in criticità, non fatti che
possono essere di natura privata, ma dicono di mettere a posto i
conti interni perché non sappiamo cosa fanno le stesse partecipate,
come Sicilia Digitale.
Ora, dico, questo è folle, assessore Falcone Batta un pugno e
dica da che parte sta E io me lo auguro perché ritengo che il
rapporto di collaborazione, che aveva instaurato nel novembre del
2022, non possa essere mandato a scatafascio a causa di un
Presidente della Regione arrogante, irriverente, impertinente che
crede di essere sovrano assoluto e indiscutibile.
Schifani, scendi dal piedistallo e rapportati con quest'Aula da
Governatore sensibile e non da despota e onnipotente. Non siamo in
Corea Fortunatamente siamo in una democrazia, e il Presidente si
comporti da sovrano democratico non da sovrano coreano.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole, La Vardera.
E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca Cateno. Ne ha facoltà.
DE LUCA Cateno. Grazie. Signor Presidente, assessori, colleghi,
abbiamo, in Aula, un documento che, per molti aspetti, dovrebbe
rappresentare quello che è lo stato di salute del gruppo
dell'amministrazione pubblica, cioè non solo del bilancio della
Regione ma di tutti gli enti in cui, comunque, la Regione presta la
vigilanza o li finanzia o ne ha il controllo.
Questo tema l'abbiamo affrontato già nel 2009, quando ancora non
c'era il decreto legislativo n. 118, e siamo stati antesignani, in
quest'Aula, nel fare un ragionamento complessivo, soprattutto per
verificare quali erano gli imbrogli nei bilanci, che poi sono
emersi. Perché il disavanzo, che ancora si discute, emerge dopo che
abbiamo fatto il libro bianco sugli sprechi della Regione siciliana
e anche quello che era la patologia nel rapporto tra la Regione e
le sue partecipate.
Oggi ci troviamo con due bilanci consolidati, anzi con due bilanci
consuntivi, che non vengono parificati dalla Corte dei conti. E la
nostra domanda è se questo Governo stia applicando i princìpi della
prudenza. In relazione a che cosa? Intanto ad un fatto molto
semplice, che le regole non si possono cambiare per ogni singolo
ente. Noi sindaci abbiamo lo stesso problema, assessore Falcone,
che avete avuto voi quando siete arrivati. Abbiamo ereditato debiti
e abbiamo ereditato anche un disavanzo. Ma le norme contabili ci
impongono di doverlo pianificare in tre anni e quindi i sindaci si
sono attrezzati. Ci attrezziamo ovviamente proprio per il principio
di evitare di trasmettere alle future generazioni comunque debiti
che sono provocati dalla gestione corrente.
Il Governo Musumeci, allora c'era 'Armao meravigliao', è riuscito
a fare una bella manovra fantasiosa, ma siamo andati oltre perché
non c'era la manovra, la immaginava, e questo Parlamento si è
trovato a fare un'operazione senza neanche la previsione di legge.
Si è ottenuto che questo disavanzo venisse spalmato in più anni in
dispregio a quelle che sono le regole della prudenza contabile e
anche della solidarietà intergenerazionale perché poi il principio
è questo, non è altro. E' quello sostanzialmente di dire 'chi fa i
debiti fondamentalmente se li paghi', chi genera un disavanzo su
quella che è stata la sua gestione ne faccia fronte.
Ci troviamo quindi di fronte a due annualità per le quali la Corte
dei Conti ha detto che non la convince questa operazione,
soprattutto è un'operazione che in ogni caso è stata fatta fuori
tempo massimo, sospendendone frattanto il relativo giudizio.
Allora, la domanda, assessore Falcone, è molto semplice, lei si
ricorda che noi l'avevamo anche già individuata come nostro
Ragioniere generale del prossimo Governo quindi è ovvio che abbiamo
l'interesse di sapere, in primo luogo, se avete intenzione di fare
gli accantonamenti per quelli che sono gli importi che in ogni caso
riguardavano gli accantonamenti per la pianificazione del disavanzo
non rispetto ai 10 anni, agli 8, poi perché ogni anno vi mettete
d'accordo per avere lo sconto tipo la Standa e di conseguenza
capire in quale scenario si inserisce questa manovra di bilancio.
Avevamo chiesto anche di audire il Presidente della Regione
siciliana per quanto riguarda i fondi extraregionali e per quanto
riguarda anche le politiche sulla programmazione e ve ne siete
fregati.
Avete tirato la corda e avete stabilito dei termini. No, è
inutile, Presidente, lei mi fa così, mi piazza una data senza
discutere con nessuno, di mercoledì pomeriggio, perché è venuto il
Presidente Schifani a chiarire le politiche. E' venuto il
Presidente, sì o no? Noi vogliamo parlare con il titolare della
delega, che è il Presidente di questa Regione. Non vogliamo parlare
con i suoi surrogati e lei da Presidente non si può permettere di
dire che è assolto questo compito, cortesemente, almeno un po' di
bon ton istituzionale. Il titolare della delega è Schifani e noi
vogliamo sentire Schifani Questo è il concetto. Quindi non è stato
assolto nessuno di questi elementi e allora torniamo indietro
Rispetto al percorso che si è stabilito avevamo posto una
questione seria e di conseguenza non sappiamo oggi questa manovra,
al di là della prova di muscoli che volete fare, questa prova
muscolare, bene, ma non ce ne frega niente di questo, ma noi
vogliamo capire questa manovra come si interfaccia con la
programmazione complessiva e con i fondi extraregionali. Dopo di
che abbiamo detto chiaramente che se vorrete dare i soldi a Salvini
per fare il ponte, prima dimostrateci che avete un quadro chiaro
dei fabbisogni delle criticità della Sicilia, dimostrateci che ci
sono le fonti di finanziamento per farne fronte, dopo di che fate
le scelte che volete, ma voi state impedendo, state ledendo un
principio di trasparenza tra il Governo e il Parlamento. Questo
state facendo e semplicemente perché? Il nostro assessore Falcone
è stato relegato a ragioniere di sottoscala, questo povero
assessore non è stato difeso da nessuno, gli è stata tolta la
delega. Perché? Perché ha fallito l'obiettivo sul Fondo sviluppo e
coesione per cui si era impegnato, si era impegnato in quest'Aula
anche a rimediare. E ancora noi riceviamo, lo dico al Presidente,
al mio Presidente della Commissione Bilancio, vorrei ricordare a me
stesso e a quest'Aula che c'è stato un ordine del giorno che
riguardava l'impegno del Governo a prendere le risorse nella
prossima legge di stabilità e quindi a dare seguito all'accordo che
in quest'Aula si era trovato per quanto riguarda tutte quelle opere
che erano state individuate col Fondo sviluppo e coesione. Allora,
riguardava la maggioranza, riguardava l'opposizione, ma comunque
era un impegno assunto e votato in quest'Aula.
Allora, perché oggi, assessore Falcone, dobbiamo iniziare un
percorso senza il rispetto quanto meno di accordi fatti qui alla
luce del sole, lasciamo stare il resto delle questioni e, di
conseguenza, ripristinare un corretto rapporto, comunque, anche
dialettico tra il Governo e quest'Aula e, allora, è questo che noi
auspichiamo e lo diciamo anche alla Presidenza del Parlamento; non
ha senso creare un Vietnam nelle Commissioni e nel Parlamento,
bisogna essere seri e la serietà parte da un presupposto: il primo
che è quello di mantenere gli impegni assunti in questo Parlamento,
il secondo è quello di rendere conto a questo Parlamento delle
risorse complessive di cui dispone la Regione siciliana per quanto
riguarda i fondi extraregionali e il terzo elemento è sapere quali
sono le vostre idee sulla programmazione complessiva che ancora non
abbiamo capito perché nessuno è venuto a spiegarcelo. Questo
significa chiedere troppo a un Governo? Questo significa essere
farisei? Oppure significa essere corretti, aspetta, aspetta, ora
aspettiamo pure il collega Assenza, aspetta, aspetta, aspetta che?
Che cosa aspettiamo? Cosa sono queste...? Mi sento intimorito Sì,
aspetta, per la serie "ora ti i dugnu i", ma che è? Calma
Cortesemente, calma
Allora, questo è il quadro nel quale ci muoviamo e, allora, per
chiudere, signor Presidente, noi chiediamo che la Presidenza si
faccia promotrice di una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per capire dove dobbiamo andare a parare, così ognuno
di noi si organizza e, ovviamente, se queste sono le premesse che
il Governo ci vuole riservare, considerato che quest'Aula non è
fatta da farisei ma di persone perbene che fanno il proprio lavoro
e svolgono il proprio ruolo, quindi, chiarito anche questo, è ovvio
che rispetto a tutta questa situazione, è arrivato a questo punto
necessario che si comprenda quale linea vogliamo adottare. Grazie,
signor Presidente.
Per fatto personale
ASSENZA. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, non
intervengo sul consolidato, ma poiché l'onorevole De Luca Cateno ha
avuto nei giorni scorsi l'amabilità di dedicarmi gran parte del suo
intervento, vorrei permettermi di puntualizzare alcune cose.
Mi ha accusato di essere, ho visto il suo intervento, il video del
suo intervento, di aver fatto un intervento volgare e scorretto e
poi alla fine di essere anche un codardo, chiedendomi alla fine di
chiedere scusa pubblicamente, altrimenti, cito testualmente "questo
Parlamento sarebbe stato trasformato in un Vietnam". Poiché ritengo
di aver fatto un intervento improntato ad assoluto rispetto
istituzionale nei confronti di tutti, non ho mai citato alcuno in
maniera specifica, mi sono rivolto alle forze di opposizione, caro
onorevole De Luca Cateno, non ho parlato dopo che c'era stato il
voto, ho parlato per dichiarazione di voto, invitando le
opposizioni ad adottare un comportamento lineare con quello che era
avvenuto prima; non ho nemmeno usato il termine "siete dei
farisei", ma ho detto specificatamente, l'ho detto per due volte e
non per quattro, che si stava adottando un comportamento
"farisaico", non c'è bisogno di leggere il Devoto-Oli o il Treccani
per capire cosa significa farisaico, in buona sostanza significa un
comportamento ipocrita e contraddittorio rispetto al comportamento
adottato in precedenza.
Perché? Perché tutto il collegato , la variazione di bilancio,
come l'abbiamo voluta definire, è stato approvato articolo per
articolo, emendamento per emendamento, all'unanimità da quest'Aula.
Dopo che si era attuato questo percorso e dopo che io ho
pubblicamente, da questo podio, ringraziato anche il comportamento
responsabile delle opposizioni, di tutte le opposizioni, ho detto
che coerenza vorrebbe che al voto favorevole precedente su tutti
gli articoli e su tutti gli emendamenti conseguisse un voto, non
dico altrettanto favorevole perché capisco il ruolo delle
opposizioni, ma quantomeno quella che ho chiamato una benevola
astensione.
Di che cosa dovrei chiedere scusa? Io onestamente non l'ho capito.
Ho letto e riletto, ho visto e ho rivisto il mio intervento per
dire dove ho sbagliato; ho fatto un'argomentazione di carattere
squisitamente politico, invitando le opposizioni a trarre la
conseguenza inevitabile del comportamento che aveva caratterizzato
tutto il voto precedente. Perché? Perché già vi erano stati alcuni
interventi finali in cui le opposizioni preannunciavano quello che
sarebbe stato il voto finale, cioè un voto contrario alla manovra.
Quindi, prima del voto, onorevole De Luca, non dopo che si erano
chiuse, dopo aver strappato chissà cosa, io non ho nulla da
strappare a livello personale, il mio era un discorso politico,
prima del voto ho fatto un appello dicendo avete votato finora in
maniera conforme al resto del Parlamento, quindi alle forze di
maggioranza, coerenza vorrebbe che il voto finale fosse, non dico
analogo al voto favorevole di prima, ma quanto meno che fosse
un'astensione . Avete deciso diversamente e, ribadisco, questo è un
comportamento farisaico, perché voi avete condiviso la manovra
votando articolo per articolo e poi l'avete, alla fine, invece,
contestata con il voto finale negativo.
Quindi, quello che poi, però, mi ha colpito, onorevole De Luca -
col quale peraltro io ritengo di avere avuto sempre un rapporto di
assoluto rispetto e oserei dire cordialità, sia in questa
legislatura che nella precedente per il poco tempo che l'onorevole
De Luca ci ha deliziato della sua presenza nella scorsa legislatura
- è quando mi ha definito codardo.
Onorevole De Luca io faccio politica, ho 68 anni, faccio politica
da quando avevo 13 anni, ho militato in quella destra missina che
all'epoca era emarginata da tutto e quando professare quelle idee
significava rischiare anche personalmente, anche fisicamente nelle
scuole, nelle università e nei posti di lavoro, quindi codardo,
onorevole De Luca, a me lei non lo dice
E se c'è qualcuno che deve chiedere scusa è lei È lei che ha
avuto la nobiltà di attaccarmi quando io non ero presente, cosa che
io non ho fatto alla seduta successiva; e poi, caro onorevole De
Luca, io la invito veramente ad adottare in quest'Aula un
comportamento che sia rispettoso dei ruoli, come lei fa in quasi
tutte le occasioni, però in alcuni casi esagera.
E allora io penso che il percorso che ci accingiamo a percorrere
della finanziaria, della legge di stabilità, non abbia bisogno di
queste prove muscolari o di questi attacchi fuori luogo.
Un'ultima cosa vorrei dire: non è che alzando il tono della voce o
gridando i torti diventano ragioni o viceversa. Grazie, signor
Presidente.
PRESIDENTE. Grazie a lei, onorevole Assenza. Io l'ho fatta
intervenire, ovviamente, per fatto personale, perché eravamo in
discussione generale per quanto riguarda il bilancio consolidato.
siciliana per l'esercizio finanziario 2022"
Seguito della discussione del Bilancio consolidato della Regione
siciliana per l'esercizio finanziario 2022"
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, assessori, colleghi parlamentari,
io ero pronto ad intervenire in merito - e lo farò - al
consolidato, l'intervento dell'onorevole Assenza che innanzitutto
mi ha suscitato curiosità perché io, non le nego...
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, io le chiedo di stare, se è
possibile, sul tema del bilancio consolidato, così andiamo avanti.
DIPASQUALE. No, no, il tema è questo. Il tema è questo, il tema
comunque riguarda questo Parlamento e, siccome le cose che vengono
dette hanno un significato, e siccome mi ha incuriosito, e siccome
di questo Parlamento ne fa parte anche lei, e siccome quando... io
non lo sapevo qual era il significato di questo termine
"farisaico".
Ma qui belle parole io non ne ho trovate: atto, comportamento
formalistico, ipocrita, dettato di finto zelo, comunque falso, che
nasconde le vere intenzioni di chi le compia. Brutto è No, siccome
il collega Assenza dice "no, io ho detto... non è che ho detto cose
è brutte, ho detto una cosa bella". Me la sono cercata, no, bella
non mi pare.
Comunque, veda, solo una cosa mi permetto di dire. Io penso che
non possiamo esprimere sempre giudizi di quello che dobbiamo fare,
non ce lo dovete dire voi come dobbiamo votare, se dobbiamo parlare
piano - io spero che il mio tono di voce vada bene - cioè fra poco
voi diteci quando dobbiamo venire in Aula e quando non dobbiamo
venire, siamo arrivati a questo punto
Io ritengo veramente che noi sappiamo come dobbiamo votare,
innanzitutto noi non abbiamo votato favorevolmente all'articolato,
no, all'articolato si è votato articolo per articolo per alzata e
seduta - mi permetto di ricordarlo - e noi per alzata e seduta ci
sono state posizioni differenti della minoranza, non è
assolutamente così. E poi comunque noi abbiamo agevolato quel
percorso, e abbiamo agevolato quel percorso per senso di
responsabilità, perché noi abbiamo ritenuto le opposizioni che,
visto che voi eravate arrivati all'ultimo momento a portarci le
variazioni, lo stralcio, quello che era, se noi ci metta amo a
svolgere un ruolo anche di opposizione un po' più critica,
rischiavamo di far saltare quelle risorse. E allora abbiamo avuto
il senso di responsabilità non di votare contro o di votare a
favore, ma assolutamente, noi abbiamo avuto il senso di
responsabilità di mettervi in condizione di votare velocemente
quell'atto.
Poi ce ne siamo pentiti il giorno dopo, quando avete fatto la
Commissione Bilancio, perché sono saltate un poco di cose ma, al di
là di questo, noi poi coerentemente, e lezioni sulla coerenza non
ne vogliamo da nessuno su questo, noi non dovevamo votare, ci
dovevamo astenere, noi siamo contrari all'impianto complessivo
quindi, e abbiamo votato contro Io ci tengo a ribadirla questa
posizione e ritengo che suggerimenti... quell'intervento io anche
non l'ho apprezzato, onorevole Assenza, non l'ho apprezzato perché
io mi aspettavo solamente la chiusura, grazie, l'opposizione ha
fatto la sua parte dopo di che andiamo avanti. Il richiamo mi è
sembrato qualcosa in più. Chiudo questo argomento.
Oggi abbiamo questo consolidato, la favola che i conti vanno bene,
la favola che finalmente avete sistemato tutto, è una favola che
ovviamente ormai non esiste. Siamo arrivati al punto che per
poterci difendere dalle sentenze della Corte dei Conti dobbiamo
fare le norme, dobbiamo fare le leggi che ci mettono in condizione
di difenderci.
E così come hanno detto bene i miei colleghi, prima l'onorevole
Cracolici poi l'onorevole Venezia, questo è un consolidato che
racconta una parte della storia, perché il consolidato, che deve
contenere quelle che sono i conti della Regione, ma che deve
contenere anche quelli che sono i conti finanziari degli enti
collegati e degli enti controllati non esistono, non ci sono.
L'onorevole Venezia li ha elencati tutti quelli che mancano, dai
consorzi di bonifica a finire all'Esa.
Ora due sono le cose: o non considerano l'Assessore - e quindi gli
dobbiamo dare solidarietà all'Assessore - perché, poveretto, vuole
i conti, vuole i conti, questo povero Assessore, che deve fare il
consolidato, vuole i conti degli enti collegati, degli enti
controllati dalla Regione e questi monelli non glieli danno questi
conti, non glieli trasmettono
E quindi lui, alla fine, porta una storia che è parziale, una
storia economica-finanziaria di questa Regione che è parziale.
Quindi, ovviamente, su questo non ci crede nessuno perché sono
tutti organismi che gestite voi Sono tutti organismi che dipendono
da voi Sono uomini vostri da anni, sono uomini che nominate voi da
anni
Non ve li mandano quindi, perché se vi dovessero mandare questi
conti salterebbe tutto l'impianto del collegato e il re che è nudo,
rimarrebbe senza pelle Oltre la nudità
La verità è che la storia che avete raccontato - purtroppo - di
una Sicilia che ha i conti a posto non corrisponde al vero Non
solo - e mi avvio alle conclusioni - voi state completando questo
percorso.
Attenzione, colleghi, guardate che la fretta per fare la
finanziaria in questo modo non è perché vogliono portarsi a casa un
risultato in quanto sono coloro che hanno fatto la finanziaria
entro dicembre - l'aveva fatto anche Crocetta in una legislatura -
non è questo E neanche perché Falcone si deve candidare alle
europee
Attenzione, non commettete questo errore e utilizzarlo come
risultato Non è questo
La verità è un'altra, che loro non vogliono mettere in condizione
nessuno di entrare in merito alla finanziaria.
Oggi sono stato costretto, con questi termini contingentati, ad
andare in Commissione IV e non sono potuto andare nella III
Commissione, e la stessa cosa è valsa per tutti voi
Sarò costretto, per questi tempi che sono stati contingentati, a
partecipare alla votazione degli emendamenti in una Commissione e
non rispetto ad un'altra
Noi stiamo affrontando - voi vi state assumendo una responsabilità
enorme - noi stiamo affrontando la finanziaria della Regione
siciliana senza avere la possibilità di poter partecipare.
Una finanziaria, la finanziaria doveva essere l'occasione nelle
Commissioni di incontrare le parti sociali, di incontrare le forze
di Governo, oggi mancavano gli Assessori in IV Commissione
Anche gli Assessori, ma non solo, non siamo in condizioni in pochi
giorni di affrontare nulla. Nelle Commissioni doveva avvenire un
dibattito, un confronto, dopodiché dovevamo arrivare in Aula.
Quando in Conferenza dei Capigruppo, vi abbiamo detto facciamolo
entro gennaio e ci assumiamo la responsabilità e l'impegno a
chiuderla entro gennaio, lo dicevamo proprio per questo e non per
una forma ostruzionistica.
Lo dicevamo perché si aveva bisogno dei tempi e voi invece questa
possibilità ce la state togliendo, per fare cosa?
Per metterci, poi, in condizione, tutto questo atteggiamento del
Governo e della maggioranza nei nostri confronti, imponendoci di
non affrontare la finanziaria nei modi e nei termini come va
affrontata.
Noi tutti - ovviamente- la riporteremo tutti in Aula. Tutti i
problemi ce li ritroveremo in Aula
Ma voi pensate che al vostro abuso, ai vostri soprusi, noi in Aula
ci piegheremo? Ce ne andremo? Non verremo o voteremo? Che cosa
dobbiamo fare?
Voi, pur di mantenere questo impianto bloccato, e questo impianto
di conti che vi siete fatti voi e che non volete che nessuno
c'entri, state portando e porterete quest'Aula, nei giorni -
purtroppo - di Natale, ad una lotta veramente impegnativa, perché
noi non retrocederemo di un passo e la responsabilità è tutta
vostra, perché noi volevamo fare una finanziaria vera, la volevamo
fare insieme con un minimo di coinvolgimento, e invece ci avete
tolto questa possibilità.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Dipasquale. È iscritto a parlare
l'onorevole Galluzzo. Ne ha facoltà.
GALLUZZO. Assessore, Presidente, il clima è cambiato, eravamo
pochi giorni fa in quest'Aula, dove veniva incensato a
trecentosessanta gradi sulla sua grande capacità di tenere rapporti
con questo Parlamento, e questo è accaduto in sede di variazione di
bilancio, una variazione di bilancio che ha visto per la scelta di
tutti, le opposizioni protagoniste all'interno di quella manovra.
Una grande confusione sui vari comunicati, accuse da una parte,
accuse dall'altra, chi diceva di avere introdotto prebende e chi
diceva di essersi intestate questioni che non riguardavano le
singole iniziative, il dato di fatto è che il Governo ha presentato
una manovra di bilancio, e che il Parlamento l'ha votata, ed è
stata votata solo ed esclusivamente e favorevolmente dalla sua
maggioranza.
Oggi il clima è cambiato, lei non è più quell'Assessore che ha
risolto tutti i problemi dei rapporti con il Parlamento e della
partecipazione del Parlamento, fioccano migliaia di emendamenti.
Allora smettiamola di fare questo, diciamo, appello in Aula
direttamente, tra l'altro l'ho sentito con le mie orecchie,
facciamo questa Conferenza dei Capigruppo, ritagli lo spazio che è
richiesto dalle opposizioni nella manovra, ci voteremo di nuovo la
manovra noi del centrodestra, avremo il voto contrario da parte
delle opposizioni, e ci prenderemo pure gli insulti, e ci dobbiamo
stare pure zitti
Quindi Assessore Falcone, faccia da copione quello che le
opposizioni le chiedono, ne hanno una necessità, mi pare che anche
l'intervento del Capogruppo del Partito Democratico andava in
questa direzione, nella direzione del dialogo, c'è una richiesta
del dialogo, facciamo i conti e stabiliamo questa volta quale è il
quantum di partecipazione di ogni deputato alla manovra
finanziaria, dopo di che ci sorbiamo pure gli interventi sui social
di insulto da parte di qualcuno che ci sono deputati della
maggioranza che mettono le prebende, e invece deputati di minoranza
che non le mettono.
Beh, allora dobbiamo decidere da quale parte stare, partiti di
lotta e di Governo, o partiti di opposizione, o partiti di Governo
Dobbiamo decidere, ma non è consentito a nessuno in quest'Aula per
quanto mi riguarda e a nessun collega di fare il partito di
maggioranza dai banchi delle opposizioni, e poi insultare altri
deputati per avere fatto esattamente lo stesso tipo di emendamenti
o di proposte. Questo sia chiaro non siamo disponibili a questo
Dopo di che noi siamo disponibili al dialogo con tutto il
Parlamento.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Galluzzo.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Presidente io la ringrazio, e devo dire che avevo fino
a qualche minuto fa deciso di non fare nessun intervento, anche
perché i colleghi del mio Gruppo parlamentare avevano rappresentato
bene questo consolidato che viene portato in Aula, con gli
interventi che si sono succeduti, e quindi è l'ennesima situazione
che si viene a creare dove c'è poca visione e poca strategia.
La ringrazierei, Presidente, se l'onorevole Laccoto ...
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ascoltiamo un attimo il collega
Catanzaro.
CATANZARO. Io di solito, Presidente, diciamo che noi vogliamo
sempre trovare i punti di incontro, affinché si possa andare
avanti, trovando le soluzioni per la Sicilia, però mi sembra che si
stia andando un po' oltre.
Al di là della legittimità degli interventi che si possono
succedere dei colleghi parlamentari, però non si può accettare da
parte dei colleghi parlamentari, e soprattutto quelli di
maggioranza, che si salga su questo pulpito per poter fare
interventi sbeffeggiando le opposizioni, oppure, ancor di più,
dicendo: vediamo quello che serve al Gruppo, mettiamoci d'accordo
su quello che serve al deputato o altro. È mortificante, mi
permetta di dirlo.
Al di là del sinonimo che viene tirato fuori dal capogruppo di
Fratelli d'Italia, che parlava poco fa, dando una interpretazione
e, come ha detto bene l'onorevole Dipasquale, nella valutazione
della lingua italiana, quello detto non è assolutamente come
appello al voto, a dichiarazione di voto, un qualcosa di positivo.
Però ancora di più si rincara con altri colleghi, soprattutto
quando noi ci stiamo accingendo in queste ore ad andare avanti,
nelle Commissioni di merito e nella Commissione di Bilancio, per
quello che riguarda lo strumento finanziario, quindi economico e
finanziario, più importante che questa Regione debba avere.
È inaccettabile, Presidente Di Paola, perché se questa vuole
essere l'idea, o è il clima di come affrontare le prossime
giornate, ne prendiamo atto ed esercitiamo tutti il ruolo che deve
esercitare il deputato regionale. Nella fattispecie, però, se
qualcuno pensa di immaginare di portare all'esterno con attacchi
Facebook, o magari parlando sui giornali, qui non ci sono - almeno
io parlo per nome e per conto del Gruppo di opposizione del Partito
Democratico - qui non c'è nessuno che pensa di essere adescato, o
che qualcuno immagini, come Governo, che viene qui in Aula a poter
dire di un emendamento su un Comune o sull'altro Quello lo si deve
andare a richiedere nei Gruppi di maggioranza, e non tra i Gruppi
di opposizione, perché non le abbiamo stabilite noi le regole
E se queste sono veramente le regole, con tutto che dobbiamo fare
gli interventi con calma, e io li faccio sempre, questa volta le
posso assicurare che calma non ce n'è Perché le opposizioni e i
Gruppi di opposizione hanno avuto pazienza
Secondo me, Presidente, invece, mi permetto di dirle che, forse,
qualche malessere c'è tra i Gruppi di maggioranza per fare questi
interventi, perché c'è pura demagogia per cercare di arrivare allo
scontro e alla lite. Perché se questo è il clima, Presidente Di
Paola, ne prendiamo atto e noi, con molta tranquillità, siccome il
nostro ruolo è quello di fare l'opposizione, e fare in modo che si
garantiscano quelle che sono le norme per i Siciliani, e non le
norme per i Territori, per i Comuni, che servono alle
manifestazioni e alle sagre, noi saremo qui a fare quello che è
giusto fare.
E quindi nelle prossime giornate, Presidente Di Paola, saremo ben
lieti di affrontare questa finanziaria in questo modo. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro. Onorevoli colleghi, c'è
l'intervento dell'onorevole Marano e poi chiudo gli interventi; e
dell'onorevole Spada, subito dopo, e ho chiuso gli interventi.
Quindi i colleghi Marano e Spada e poi sono chiusi gli interventi.
Prego, onorevole Marano.
MARANO. Presidente, grazie. Io non avevo in programma di
intervenire, ma a questo punto vorrei dire una cosa. Durante la
scorsa legislatura il Presidente Micciché si è dimenticato di fare
una cosa importante, Presidente, quando ha avuto la bellissima idea
di dotare le postazioni dei deputati di microfono e tablet,
giustamente, ha dimenticato, tuttavia, glielo devo dire, di mettere
uno specchio per ogni postazione, in modo tale che ogni deputato si
possa guardare in faccia, specchiarsi, e prima di parlare
riflettere su quello che viene detto, Presidente
Ha dimenticato questo, ed era essenziale metterlo a questo punto,
perché mi chiedo chi ha governato negli scorsi cinque anni, visto
che sento interventi dei patti di maggioranza, che lasciano davvero
allibiti, qui, cari colleghi nessuno ha un prezzo, nessun deputato
ha un prezzo
Qui si lavora per i Siciliani, e se avete la dignità, la coscienza
e la responsabilità di fare una finanziaria decente, dove
consentite a tutti i parlamentari di lavorare solo per l'interesse
dei siciliani, lo riconosceremo, ma purtroppo abbiamo un
precedente: la scorsa legislatura.
E se questo passo è uguale a quello della scorsa legislatura,
perché dico qualcuno ha cambiato posto, ma siamo sempre gli stessi,
allora ne prenderemo atto, Presidente
Siamo qui a lavorare, ripeto, nessun deputato ha un prezzo, e mi
auspico che da ora in poi si procederà con dignità, con dignità per
noi per il ruolo che ricopriamo e per tutti i siciliani. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marano. Prego onorevole, va bene
così onorevole Spada?
Perfetto. Grazie a tutti i colleghi per gli interventi.
Assessore, prima della replica, io le chiedo pure, perché anch'io
dico, in Commissione Bilancio, le ho fatto una domanda, ma che ho
visto che anche i colleghi hanno in qualche modo detto, anche qui
negli loro interventi in Aula, ma cosa succede nel caso in cui la
Corte Costituzionale si esprimerà, dico non so quando si esprimerà,
mi pare che si esprimerà i primi di dicembre, ebbene cosa succederà
nel caso in cui la Corte Costituzionale si dovesse esprimere in
maniera avversa rispetto a quanto si sta portando avanti? Cioè
alla dilazione dei tempi per quanto riguarda il disavanzo.
Prego Assessore, così almeno farà replica un po' a tutti, però ci
tenevo anche conoscere questa informazione, che in parte questa
mattina ha detto in Commissione Bilancio, però è giusto che,
diciamo qui in Assemblea, in maniera tale da essere tutti coscienti
di quello che può accadere, e di come il Governo si sta preparando.
Prego Assessore.
FALCONE, assessore per l'economia. Grazie Presidente. Lei dà lo
spunto per poter fare un po' di chiarezza.
Io mi permetterò di rispondere, quasi in maniera telegrafica, alle
domande che alcuni colleghi hanno rappresentato. Il Presidente
Micciché, ad esempio, ha chiesto notizie circa la irrilevanza e la
significatività degli enti.
Vorrei subito dire che ci sono 158 enti che fanno parte del gruppo
di amministrazione pubblica. Su 158 enti la Ragioneria, con
l'asseverazione dei revisori dei conti, ha ritenuto rientrare nel
perimetro del consolidamento soltanto 83 enti. Su questi 83 enti
noi ne abbiamo consolidato 73.
Ecco perché io volevo rispondere all'onorevole Cracolici, che
forse è stato attento oggi quando l'ho ribadito, ecco, a questo
fatto. Quindi, non sono 85 gli enti non consolidati, sono appena
dieci, perché gli altri non necessitano di consolidamento, in
quanto non raggiungono l'incidenza del tre percento, onorevole
Micciché, che è rappresentato dall'attivo, cioè il 3% rispetto
all'attivo e il 3% dei ricavi della Capogruppo. Chi è la
capogruppo? È la Regione E allora, rispetto ad un attivo di
diciassette miliardi e ottocentottanta milioni, questi enti non
hanno una incidenza superiore al 3%.
MICCICHÈ Gianfranco. Come facciamo? Come si fa a sapere?
FALCONE, assessore per l'economia. Perché li abbiamo verificati,
abbiamo, come dire, ritenuto che non rientrano in questa incidenza,
e cioè non superano il 3%.
Poi abbiamo le altre, gli altri enti che riguardano invece, che
sono stati esclusi, perché insieme non raggiungono il 10% del
patrimonio economico finanziario.
E allora, alla fine, 73 enti certamente non sono l'intero, né
tanto meno questo Governo, chi vi parla, ha mai esultato dicendo
"siamo i migliori, siamo i più bravi", anzi, abbiamo detto che c'è
un percorso virtuoso di crescita che deve essere migliorato, e deve
essere ulteriormente potenziato. E per questo ho accolto anche - in
maniera informale - l'ordine del giorno del Presidente Sunseri, che
invita il Governo a migliorare ulteriormente l'attività di verifica
e di consolidamento.
Relativamente invece a quello che è successo, io vorrei un
attimino rassicurare l'onorevole La Vardera. Tra me e il Presidente
Schifani c'è pienissima sintonia, anzi, io dico che il Presidente
Schifani, in maniera garbatissima, ma altrettanto determinata, ha
detto le cose come stanno. Noi riteniamo, e lo e lo ribadisco in
questa Aula, che il pronunciamento della Corte dei conti non è
condivisibile, ed è anche inspiegabile - a nostro avviso - per un
motivo molto chiaro. Perché la Corte dei conti, dopo aver fatto i
complimenti al Governo della Regione per i passi avanti che abbiamo
realizzato in questi anni; dopo aver detto che c'è una grande
collaborazione istituzionale e una grande lealtà istituzionale, lo
ha detto non Falcone, ma lo ha detto il presidente Pilato, poi ha -
diciamo così - dato accesso pieno alla richiesta del Procuratore
generale, che ha voluto sospendere il giudizio di parifica, perché
ancora è in corso un giudizio di legittimità costituzionale alla
Corte costituzionale.
E allora noi cosa diciamo? Cosa comporterebbe questo? Lo voglio
dire anche al Presidente Di Paola, nulla Perché sapete qual è il
vero problema? Che è un fatto tutto di diritto, non è un fatto, un
fatto contabile. Cioè, qui oggi la Regione siciliana, se
paradossalmente venisse accolta l'eccezione dei 375 milioni di
euro, e lo voglio dire anche al bravo giornalista del Giornale di
Sicilia, che forse però oggi ha travisato le mie parole, nel caso
in cui venisse accolta l'eccezione sui 375 milioni di euro del
minore gettito, per quanto riguarda il Covid-19, quei 375 milioni,
siccome sono anche accantonati, andrebbero a realizzare un
ulteriore miglioramento del disavanzo, passando da 6 miliardi
181milioni a 5 miliardi 810 milioni di euro. Quindi, Presidente
Daidone, migliorando ancor di più i conti della Regione.
Poi quando qualcuno diceva che la Regione ancora non ha i conti in
regola... Non ha i conti in regola? Noi abbiamo approvato il conto
consuntivo del 2022 e lo abbiamo già dato ai revisori dei conti. Da
qui a qualche momento, a qualche settimana, arriverà alla Corte dei
conti, e quel rendiconto addirittura riduce ulteriormente il
disavanzo da 6 miliardi 181 milioni a 4 miliardi 33 milioni di
euro. Ma da qui a breve, da giorno 2 gennaio lavoreremo sul
rendiconto del 2023 che porteremo - noi riteniamo - a compimento
tra 30 giugno e il 31 luglio del 2024, ritornando quasi in regola,
in allineamento, e vi posso già preannunciare già da oggi che quel
rendiconto porterà un'ulteriore riduzione del disavanzo di almeno
600/700 se non 800 milioni di euro.
Allora, qua sono, se dobbiamo capire se i conti della Regione sono
in ordine o meno, noi abbiamo il più basso rapporto tra PIL e
disavanzo, quel rapporto che sino a quattro/cinque anni fa era
dell'8,3% è diventato di appena il 4,3%. Abbiamo uno dei disavanzi
più bassi d'Italia oggi, col rendiconto 2022, e diventerà ancora
più basso col rendiconto 2023. E tutto questo non lo diciamo noi,
lo ha detto anche la Corte dei Conti, quando ha detto, ad esempio,
ha fatto un apprezzamento sui debiti fuori bilancio, quando ha
fatto un apprezzamento lo stesso Pubblico Ministero, lo stesso
Procuratore generale quando ha detto che, in effetti, il disavanzo
si sta riducendo drasticamente.
E allora, cos'è la questione con la Corte dei Conti? E' una
questione di tipo giuridico, di diritto. Cioè cosa dice la Corte
dei Conti? Non vi ho potuto parificare il rendiconto 2020 perché
avete utilizzato una norma pattizia che va a modificare
l'ordinamento contabile che dice che il ripiano del disavanzo fa
fatto in tre anni. Voi, invece, avete utilizzato una norma pattizia
secondo la quale il disavanzo va ripianato in dieci anni e in più
quella norma pattizia l'avete fatta in ritardo, cioè non secondo il
tempus regit actum, ma nel 2021, cioè quando era passato, trascorso
il periodo del 2020.
E allora, cosa abbiamo fatto? Il rendiconto 2021 lo abbiamo,
invece, approvato in costanza della nuova norma di grado primario
fatta dal Parlamento che, a un certo punto, ha fatto sì che tutto
il ripiano del disavanzo del 2018 può essere fatto a decorre dal
2023 in otto anni e vengono recuperate tutte le rate non recuperate
sino al 2022. E' una norma, e noi a quella norma abbiamo, come
dire, ci siamo legati, quella norma l'abbiamo utilizzata.
La Corte dei Conti ha acceduto alla tesi del Procuratore generale
secondo cui, poiché ancora è sospeso un giudizio di legittimità
costituzionale dinanzi il giudice delle leggi, fin quando non si
esprime, non possiamo parificare e sospende il giudizio.
E, paradossalmente, se da qui a qualche settimana - così come
accadrà - manderemo il rendiconto 2022, anche per questo,
probabilmente, secondo questa linea, la Corte dei Conti, se nel
frattempo non ci sarà un giudizio del giudice delle leggi, anche in
quel caso procederebbe alla sospensione del giudizio.
E questo che significa? Che ci fermiamo? Assolutamente Il governo
Schifani va avanti, sistema i conti, mette in campo tutte le
procedure necessarie, aumenta il consolidamento degli enti, pone in
essere tutti gli atti necessari e vuole portare a compimento, se ci
riusciremo.
Ma questo non è un atto di presunzione, lo voglio dire a tutti i
colleghi e soprattutto, ha parlato di atteggiamento farisaico, il
presidente Assenza, io parlo di atteggiamento ipocrita, perché a
questa Regione, onorevole Lombardo, si è contestato da tanti anni,
da tanti lustri che non è nelle condizioni di poter fare il
bilancio di previsione in regola. Stavolta, dopo tanti anni, il
governo Schifani porta lo strumento finanziario nei tempi e vorrei
rassicurarvi che, oggi, le stesse parti sociali che non fanno parte
della nostra parte politica hanno manifestato, in Commissione
Bilancio', anche spunti di apprezzamento. Questo significa che
oggi lavoriamo con coscienza, lavoriamo con grande dedizione verso
la Sicilia.
Certamente, voi utilizzerete tutti gli atti di ostruzionismo; ciò
è nella vostra disponibilità. Noi abbiamo il dovere ma,
permettetemi, anche il diritto di poter lavorare, per fare
approvare il nostro strumento, la nostra legge di stabilità che è
legge di stabilità Vorrei rassicurare anche l'onorevole Cateno De
Luca: la programmazione economico-finanziaria dei fondi comunitari
o extraregionali, non c'entra. Noi oggi stiamo, abbiamo
all'attenzione il disegno di legge di stabilità, cioè dobbiamo
mettere in sicurezza i conti della Regione, dobbiamo mettere in
sicurezza i conti degli enti locali, dobbiamo garantire i servizi,
dobbiamo aumentare e migliorare le prestazioni che eroga la Regione
e dobbiamo fare anche la lotta al precariato. Questi sono i nostri
cinque pilastri, su questi ci confronteremo.
Sull'ordine dei lavori
DE LUCA Cateno. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole De Luca, le chiedo solo un
intervento se è possibile breve.
DE LUCA Cateno. Signor Presidente, assessore Falcone, colleghi,
saluto anche il Presidente del nostro Parlamento.
Perché ho chiesto di intervenire sull'ordine dei lavori? Perché
non ho capito di cosa stiamo discutendo, arrivato a questo punto.
Ho sentito un intervento dell'assessore Falcone, il quale sta
dicendo a questo Parlamento, in modo così semplicistico, che non
cambia niente se il disavanzo lo dobbiamo fare in tre anni
piuttosto che in otto. Forse non ho capito, mi sfugge qualche cosa,
signor Assessore, cioè se la Corte Costituzionale dice che
l'accordo fatto con lo Stato, comunque, è un accordo ad personam
che non poteva essere fatto, quindi il disavanzo di quanto, di 1
miliardo e mezzo, 1 miliardo e 8 è la stessa cosa piuttosto che
spalmarli in 8 o in 3 anni? Ne prendo atto ma lei, no Assessore
rimane ancora intanto la questione, dico, lei ha fatto pure il
sindaco e mi pare che su questo ci siamo.
Poi, un'altra questione, ecco perché volevo capire di che cosa
stiamo parlando. Quando un Assessore al Bilancio mi dice: la
programmazione, i fondi extra regionali non c'entrano . Ma non
c'entrano che? Scusatemi, ma una legge di stabilità si può
sostenere in quest'Aula che è avulsa dalle vere risorse che
riguardano criticità, fabbisogni di questa Regione? Assessore, se
dobbiamo arrivare a questo punto, allora vuol dire che non abbiamo
capito di cosa stiamo parlando perché veda, lei ha sostenuto
l'opposto in quest'Aula un anno fa, quando aveva la delega alla
programmazione e quando aveva la delega ai fondi extra regionali.
Capisco che è ancora ferito di questo gesto assurdo che il
presidente Schifani ha consumato nei suoi confronti, ma oggi non
può venire a dirci che la legge di stabilità è avulsa da quella che
è la strategia della programmazione e dei fondi extra regionali.
Allora, Presidente, e chiudo perché non voglio assolutamente
sollecitare o solleticare qualche collega parlamentare, credo che
sia il caso, arrivato a questo punto ma lo dico anche al Presidente
della Commissione Bilancio', che il ragionamento che abbiamo
chiesto, perché veda perché c'entra e come se c'entra, io ho tante
esigenze che oggi prospetto all'interno la legge di stabilità posso
anche valutare di farlo con fondi extra regionali. Che c'è di
strano? Anzi, su quella che in ogni caso è la questione corrente
veda e anche se vogliamo risparmiare ancora di più lo potremmo
fare; prendiamo i fondi che non spendiamo, che restituiamo, di cui
siamo testimoni in negativo e li buttiamo su quella che è
l'attività di investimento corrente. Chi ce lo vieta di fare questo
per esempio, visto che vogliamo essere virtuosi e rientrare prima
anche di quello che è in ogni caso il nostro disavanzo complessivo?
Ecco perché c'entra e non posso accettare e, chiudo Presidente,
che un Assessore venga in Parlamento e ci dica che siamo fuori
tema. No, non siamo fuori tema, siete voi fuori tema perché state
facendo un esercizio muscolare che forse vi servirà come
medaglietta per le europee, ma state consumando l'ennesimo delitto
su quello che è il rapporto Parlamento-Governo che finora si è
distinto e, questo lo voglio dire a qualche altro collega della
maggioranza, con atti importanti che sono stati anche condivisi
dalla maggioranza e magari sono arrivati dall'opposizione perché,
possibilmente, qualche deputato della maggioranza è più interessato
ad avere altre cose piuttosto che studiare e proporre dei
provvedimenti e degli emendamenti che sono utili e che hanno una
valenza tale al punto tale che vengono accolti continuamente dalla
maggioranza. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, collega De Luca. Grazie, a tutti i colleghi
per la discussione.
Io sospendo per 5 minuti, il tempo di parlare un attimo con il
Governo e poi vediamo di mettere in votazione l'ordine del giorno.
La seduta è sospesa per 5 minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17.40, è ripresa alle ore 17.42)
Presidenza del Presidente Galvagno
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Catanzaro.
Prego, onorevole, su che cosa? Siamo in votazione però
CATANZARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio palese
nominale.
PRESIDENTE. Allora, onorevoli colleghi, gentilmente un minuto di
attenzione, stiamo mettendo in votazione l'ordine del giorno numero
129. Vediamo se la richiesta dell'onorevole Catanzaro è appoggiata.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio palese nominale dell'ordine del giorno n.
129
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio palese nominale
dell'ordine del giorno n. 129.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 61
Votanti 56
Maggioranza 29
Favorevoli 28
Contrari 28
Astenuti 0
(Non è approvato)
La seduta è sospesa per 10 minuti. Convoco la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari in Sala Lettura.
(La seduta, sospesa alle ore 17.45, è ripresa alle ore 18.10)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, un attimo di attenzione.
Visto e considerato che l'ordine del giorno n. 129 è stato
respinto, si dovrà seguire nuovamente il percorso procedurale più
corretto, pertanto, la Giunta - se non ho capito male - si
riunirà stasera per essere celere nel rispetto del Parlamento,
della Sicilia e dei Siciliani.
Domani la Commissione Bilancio si riunirà alle ore 10.00.
Pertanto, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 29 novembre
2023, alle ore 15.00.
La seduta è tolta alle ore 18.11(*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
VII SESSIONE ORDINARIA
85a SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 29 novembre 2023 - ore 15.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL BILANCIO CONSOLIDATO DELLA
REGIONE SICILIANA PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 2022
Relatore: On. Daidone
Allegato A
Comunicazione di disegni di legge presentati ed inviati
alle competenti Commissioni
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Disposizioni relative al ricorso alla firma digitale per la
sottoscrizione delle liste elettorali e delle consultazioni
referendarie (n. 641)
Di iniziativa parlamentare.
Presentato l'8 novembre 2023.
Inviato il 21 novembre 2023.
- Disposizioni in materia di assunzioni di personale. (n. 646)
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 14 novembre 2023.
Inviato il 21 novembre 2023.
- Norme in materia di associazionismo antiracket. Modifiche
all'articolo 17, comma 2, della legge regionale 13 settembre 1999,
n. 20 e ss.mm.ii. (n. 648)
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 14 novembre 2023.
Inviato il 21 novembre 2023.
Parere Antimafia.
BILANCIO (II)
- Bilancio di previsione della Regione siciliana per il triennio
2024/2026 (n. 637)
Di iniziativa governativa.
Presentato il 2 novembre 2023.
Inviato il 22 novembre 2023.
Parere I, III, IV, V, VI e UE.
- Legge di stabilità regionale 2024/2026 (n. 638)
Di iniziativa governativa.
Presentato il 10 novembre 2023.
Inviato il 22 novembre 2023.
Parere I, III, IV, V, VI e UE.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Norme in materia di apicoltura. Modifiche alla legge regionale
27 settembre 1995, n. 65 e ss.mm.ii.. (n. 645)
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 14 novembre 2023.
Inviato il 21 novembre 2023.
Parere VI.
AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)
- Norme in materia di fabbricati da recuperare e destinare
all'edilizia residenziale pubblica. Modifiche alla L.R. 3 novembre
1994, n. 43 (n. 647)
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 14 novembre 2023.
Inviato il 21 novembre 2023.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Norme in sostegno dei giovani universitari fuorisede (n. 639)
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 7 novembre 2023.
Inviato il 21 novembre 2023.
- Sistema bibliotecario regionale integrato (n. 640)
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 7 novembre 2023.
Inviato il 21 novembre 2023.
- Istituzione del Centro di restauro del legno bagnato (n. 643)
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 13 novembre 2023.
Inviato il 21 novembre 2023.
- Norme per la tutela e la sicurezza dei lavoratori digitali (n.
650)
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 20 novembre 2023.
Inviato il 21 novembre 2023.
- Norme per la tutela e la valorizzazione dei mulini storici ad
acqua della Sicilia (n. 651)
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 20 novembre 2023.
Inviato il 21 novembre 2023.
SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante
disposizioni in materia di sostegno finanziario al sistema
sanitario nazionale a decorrere dall'anno 2023 (n. 642)
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 13 novembre 2023.
Inviato il 21 novembre 2023.
- Permanenza nei Centri riabilitativi pediatrici dei soggetti
fragili oltre la maggiore età (n. 644)
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 14 novembre 2023.
Inviato il 21 novembre 2023.
- Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione
recante disposizioni in materia di impiego di dispositivi digitali
funzionanti tramite onde a radiofrequenza e di videogiochi da parte
di minori di anni dodici (n. 649)
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 20 novembre 2023.
Inviato il 21 novembre 2023.
Parere V.
Comunicazione di parere reso dalla competente Commissione
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Approvazione bilancio finale di liquidazione dell'Ente siciliano
per la promozione industriale (E.S.P.I.) in liquidazione (n.
26/III).
Reso in data 21 novembre 2023.
Inviato in data 23 novembre 2023.
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio