Presidenza del Presidente Galvagno
Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 14:05
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Allora, colleghi, abbiamo appena finito il Consiglio di
Presidenza. Abbiamo già trasmesso il bilancio dell'Assemblea alle
ore 13:00 nella vostra mail e abbiamo pensato, per poter dare la
possibilità a tutti di poterlo ulteriormente leggere e
approfondirlo, di riprendere l'Aula alle 15:00 cosicché si possano
avere due ore di tempo ulteriori per poter leggere quella che è la
definizione della votazione di questo bilancio dell'Assemblea.
Quindi la seduta è sospesa e ci riaggiorniamo alle ore 15:00.
(La seduta, sospesa alle ore 14.06, è ripresa alle ore 15.07)
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta n. 86 del
15 dicembre 2023 è posto a disposizione degli onorevoli deputati
che intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in
assenza di osservazioni in contrario, nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito, di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea, saranno
riportate nell'allegato A) al resoconto dell'odierna seduta.
2024-2025-2026
Discussione dello schema di bilancio di previsione triennio 2024-
2025-2026
dell'Assemblea regionale siciliana (Doc. n. 167)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione dello schema di bilancio di previsione triennio 2024-
2025-2026 dell'Assemblea regionale siciliana (Doc. n. 167).
Ha facoltà di parlare il deputato Questore, Onorevole Lombardo
Giuseppe Geremia, per svolgere la relazione. Prego, onorevole.
LOMBARDO GIUSEPPE GEREMIA, deputato questore. Grazie, Presidente.
Diamo lettura della relazione illustrativa dello schema di bilancio
2024-2026.
Il progetto di bilancio di previsione approvato dal Consiglio di
Presidenza nella seduta numero 10 del 20 dicembre 2023 che si
sottopone all'approvazione dell'Aula, denominato ai sensi di legge
Schema di bilancio di previsione per il triennio 2024-2026, è stato
redatto secondo le modalità introdotte nell'ordinamento regionale
dell'articolo 11, comma 5, della legge regionale numero 3/2015, con
cui l'Assemblea regionale siciliana ha adeguato il proprio
ordinamento contabile ai principi di cui al decreto legislativo
118/2011 e successive modifiche ed integrazioni.
Nel rispetto della suddetta normativa, il bilancio di previsione è
almeno triennale, formulato in termini di competenza finanziaria
potenziata secondo regole contabili uniformi ed ha carattere
autorizzatorio degli stanziamenti di cassa per la prima annualità
di esercizio, in conformità a quanto previsto dall'allegato numero
4/2 al decreto legislativo 118/2011.
Le previsioni di entrate e di spesa sono elaborate distintamente
per ciascun esercizio finanziario in coerenza con i documenti di
programmazione.
Con il presente progetto di bilancio, l'Assemblea regionale
siciliana prosegue nel doveroso e impegnativo processo di
contenimento del costo dell'istituzione parlamentare, senza
comprometterne la sua funzionalità, iniziato con la legge regionale
numero 1/2014 recante misure in materia di controllo, trasparenza e
contenimento della spesa relativa ai costi della politica.
La dotazione annuale a carico del bilancio regionale per il 2024
ammonta ad euro 133.400.000 (Cassa e competenza).
L'Assemblea, infatti, ha ritenuto di proseguire la propria
politica di contenimento dei costi avviata con l'esercizio
finanziario 2013, nonostante il nuovo accordo sottoscritto il 16
ottobre 2023 abbia carattere sostitutivo del precedente accordo del
14 gennaio 2021, come confermato dalla relazione sul Rendiconto
generale della Regione siciliana esercizio 2021, secondo cui in
luogo dei parametri di virtuosità individuati nel precedente
accordo del 14 gennaio 2021, adesso è richiesto di incrementare la
quota di ripiano e disavanzo annuale, lasciando sostanzialmente
all'autonomia della Regione siciliana le decisioni circa le
corrispondenti riduzioni di spesa corrente.
In definitiva, le riduzioni della dotazione ordinaria a carico
della Regione siciliana operate a partire dal 2013 sono state
complessivamente pari ad euro 28 milioni di euro in dodici anni, da
162 milioni e 200 mila euro dell'anno 2012 agli attuali 133 milioni
400 mila euro previsti nel 2024, con una riduzione percentuale
complessiva del 17,7 per cento.
La progressiva e costante riduzione della dotazione richiesta
grazie ad una razionale utilizzazione ed allocazione delle risorse
disponibili non ha pregiudicato l'ordinario svolgimento delle
funzioni istituzionali dell'ARS permettendo, altresì, di preservare
le risorse economiche finalizzate alla manutenzione e al recupero
del patrimonio monumentale gestito dall'amministrazione costituito
dal Palazzo dei Normanni nonché da Palazzo ex Ministeri della
Chiesa dei Santi Elena e Costantino, beni di proprietà dell'Ars.
Una ponderata gestione e allocazione delle risorse finanziarie
stanziate per i fondi di riserva obbligatoriamente previsti per
legge ha permesso di liberare risorse per il finanziamento di
alcune operazioni finanziarie volte al rispetto della sobrietà
istituzionale, in particolare, si segnalano alcune delle operazioni
di risparmio ritenute significative: si è ridotto del 40 per cento
lo stanziamento previsto per il noleggio impianti e macchinari si è
ridotto del 7,59 per cento l'articolo relativo agli apparati di
telecomunicazione e a seguito di adesione alle convenzioni Consip
in tema di rete informatica e centrale telefonica, nell'ambito
dello stesso programma si segnala una riduzione del 33,3 per cento
le spese in ambito acquisto software da collegare all'avvenuta
acquisizione in proprietà dell'applicativo di contabilità Cofi,
scelta economica foriera di ulteriori risparmi in tema di canoni di
manutenzione e uso di tale imponente applicativo informatico.
Nel rispetto dell'esigenza di contenimento dei costi della
politica, secondo quanto previsto dalla legge regionale 8/2013, lo
stanziamento di bilancio per l'erogazione delle indennità
parlamentari rimane invariato rispetto allo stanziamento 2023.
In un'ottica di particolare attenzione verso le giovani
generazioni si è deciso di incrementare di euro centomila
all'articolo relativo trasferimenti correnti a Ministero
dell'istruzione, istituzioni scolastiche, per la creazione di un
plafond destinato al rimborso spese di viaggio in favore delle
scolaresche siciliane in visita al Palazzo, allo scopo di favorire
la conoscenza politico - istituzionale dell'Assemblea regionale
siciliana e illustrarne i relativi meccanismi di funzionamento.
Nel corso del 2023, sono state espletate le prove scritte del
concorso per l'assunzione di numero 23 assistenti parlamentari di I
fascia, nonché indetto il concorso per l'assunzione di numero 21
coadiutori parlamentari di I fascia proseguendo il percorso
amministrativo finalizzato a colmare parte delle vacanze di pianta
organica che si sono verificate a seguito dei numerosi
pensionamenti avvenuti negli ultimi anni. Ciò oltre a rappresentare
un'importante opportunità occupazionale alternativa alla migrazione
lavorativa di cui la nostra Regione è afflitta, consentirà di
ricostituire i ruoli dell'Assemblea attraverso la selezione delle
migliori competenze e professionalità.
Lo stanziamento di bilancio previsto nel 2024 per l'articolo "voci
stipendiali" corrisposte al personale a tempo determinato si
attesta sull'importo di 28 milioni di euro. Tale stanziamento tiene
conto dei procedimenti di assunzione in itinere che immetteranno
nuove unità di personale in pianta organica già nel corso del 2024
nel rispetto delle non più indifferibili esigenze
dell'Amministrazione di colmare le carenze di organico per
garantire e rilanciare una più efficace ed efficiente azione
amministrativa.
Con riferimento alle varie poste di bilancio viene previsto un
significativo stanziamento di spese in conto capitale relativamente
al Programma 5 "Gestione di beni demaniali e patrimoniali",
programma nel quale confluisce la manutenzione che gli uffici
dell'amministrazione programmano e mettono in opera per la
salvaguardia del Palazzo dei Normanni, immobile individuato dal 3
luglio 2015 tra i beni patrimonio dell'umanità protetti
dall'Unesco.
Sia pure in un'ottica di finanza derivata può affermarsi,
pertanto, che il bilancio della Regione siciliana è sollevato dagli
oneri economici amministrativi connessi alla manutenzione di un
bene storico artistico di così primario interesse del preciso
compito dell'ARS preservare la bellezza del sito e le funzionalità
del bene anche con riguardo all'accesso allo stesso da parte delle
persone diversamente abili.
Il suddetto Programma 5, Gestione di beni demaniali e
patrimoniali, pur conservando una consistenza idonea ad affrontare
le sfide di tutela e valorizzazione del patrimonio monumentale
custodito dall'Amministrazione, segna tuttavia un risparmio
rispetto allo stanziamento del 2023 (pari ad Euro 35.285.000,00)
con una diminuzione percentuale pari al 6,86%. Nell'ambito del
suddetto programma viene integralmente confermato lo stanziamento
di euro 9 milioni per la ristrutturazione di Palazzo ex Ministeri,
bene di proprietà dell'Assemblea regionale.
E' opportuno richiamare l'attenzione su una circostanza
particolarmente importante per la corretta comprensione della
dinamica delle spese dell'Assemblea regionale rispetto alle
corrispondenti spese dei Consigli regionali delle regioni a statuto
ordinario. E' fatto notorio che l'Assemblea regionale, in quanto
organo legislativo istituito in forza di norma avente rango
costituzionale, definita organo a rilevanza costituzionale dalla
consolidata giurisprudenza della Consulta a far data dal 47, ha
adottato un modello organizzativo analogo a quello degli organi
legislativi dello Stato con particolare riferimento al Senato della
Repubblica. Tale modello prevede - e tale previsione è rimasta
immutata con l'adozione di nuovi schemi contabili informati ai
principi di cui al decreto legislativo n. 118/2011 con assetti
legislativi in materia di cui all'articolo 117 della Costituzione -
che l'Assemblea svolga anche funzioni di ente pensionistico per il
proprio personale dipendente in forza del disposto di cui
all'articolo 4 dello Statuto, dei connessi Regolamenti
parlamentari, anche in ragione della contribuzione versata in conto
agli eventi diritto.
Ciò comporta, contabilmente, che all'interno della dotazione
stanziata dalla Regione siciliana per l'Assemblea regionale, vi sia
contenuto tra l'altro per intero lo stanziamento per far fronte al
pagamento delle pensioni dirette di reversibilità del personale
dipendente posto in quiescenza con il metodo retributivo o misto,
nonché delle pensioni, degli assegni vitalizi erogati agli ex
deputati che ricadono nell'applicazione della normativa ante 2012
per un complessivo importo di Euro 69.600.000,00 euro.
E' necessario evidenziare che i costi delle pensioni nelle Regioni
a statuto ordinario sono a carico dell'Inps e non a carico dei
bilanci dei Consigli regionali, pertanto al netto della spesa per
pensioni per il personale, la spesa complessiva dell'Assemblea
regionale per l'anno 2024 a carico della Regione siciliana, meglio
comparabile con quello delle altre Regioni, è pari ad euro
81.900.000,00.
Se a ciò si aggiunge che molte spese poste a carico del bilancio
dell'Assemblea riguardano una manutenzione straordinaria del
Palazzo dei Normanni, bene demaniale di proprietà della Regione
siciliana iscritta al Programma 05 della Missione 1, gestione dei
beni demaniali patrimoniali, nella misura di Euro 32.865.000,00,
tipologie di spesa che nelle regioni a statuto ordinario è a carico
del bilancio regionale, ecco che il vero dato e la spesa
obbligatoria di funzionamento del Parlamento regionale è pari ad
Euro 49.035.000,00, in linea con la spesa complessiva che si
riscontra nei bilanci dei consigli delle regioni comparabili con la
Sicilia per dimensioni e popolazione.
E' di interesse segnalare, altresì, la positiva definizione in via
extragiudiziaria di un contenzioso con l'amministrazione
finanziaria dalla quale potranno scaturire ulteriori potenziali
futuri risparmi di spesa per l'amministrazione.
A tale riguardo, l'Assemblea regionale siciliana, contestando la
pretesa impositoria nell'amministrazione finanziaria in tema di
Irap sulle pensioni erogate con esborso di circa Euro 4 milioni
annuali, aveva promosso un contenzioso con l'amministrazione
finanziaria, nel convincimento supportato dal dato normativo, che
tale imposta non fosse dovuta sui trattamenti pensionistici diretti
di reversibilità corrisposti stante la natura di ente pensionistico
che l'Assemblea regionale riveste.
Con il riconoscimento della correttezza della prospettazione
giuridica proposta dall'Amministrazione già nell'anno 2024 è stato
possibile ridurre lo stanziamento del fondo oneri e rischi, i
processi in corso, dall'importo previsto nel 2023 pari ad euro
14.285.000,00, quello previsto nel 2024 pari a euro 7.485.000,00.
Le risorse così liberate sono destinate a integrare lo
stanziamento relativo a trasferimenti di natura previdenziale, in
adempimento di quanto descritto dalla legislazione vigente e dalla
normativa interna. Si è altresì provveduto, come negli anni
precedenti, a confermare gli stanziamenti e la missione dei fondi
accantonamento, al fine di dotare le scritture contabili
dell'Assemblea degli strumenti idonei a rispondere alle esigenze
poste dalla normativa contabile e da spese impreviste derivanti da
contenziosi ed oneri, come per altro indicato nei giudizi di
parifica del bilancio regionale della Corte dei Conti.
Il documento di bilancio, come previsto dalla legge redatto su
base triennale, accoglie accanto agli stanziamenti previsti in
entrata e in uscita per il 2024, i corrispondenti stanziamenti
previsti per gli anni 2025 e 2026 con i relativi allegati di legge.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dichiaro aperta la discussione
generale.
Onorevoli colleghi, non avendo alcun deputato chiesto di parlare,
dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in votazione il
passaggio all'esame del Documento contabile numero 167.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'Entrata.
Si dà lettura del Fondo pluriennale vincolato per spese
correnti .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Come? Non sento, non ho capito. Non ho capito. Eravate
contrari, scusate, ok.
(L'onorevole La Vardera precisa che il proprio Gruppo parlamentare
ha votato contro unitamente alle successive votazioni)
Do' per scontato che siate contrari per tutti i passaggi, così
evitiamo di farlo ogni volta perché saranno all'incirca 30
votazioni.
Si dà lettura del Fondo pluriennale vincolato per spese in conto
capitale .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si dà lettura dell' Utilizzo avanzo di Amministrazione .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si dà lettura del Fondo di cassa all'1/01/2024
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Titolo 2 - Trasferimenti correnti .
Si dà lettura della Tipologia 101 Trasferimenti correnti da
Amministrazioni pubbliche .
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Si dà lettura della Tipologia 103 Trasferimenti correnti da
Imprese .
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
(Il Titolo 2 - Trasferimenti correnti è approvato)
Si passa al Titolo 3 - Entrate extratributarie .
Si dà lettura della Tipologia 300 Interessi attivi .
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Si dà lettura della Tipologia 500 Rimborsi e altre entrate
correnti .
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
(Il Titolo 3 - Entrate extratributarie è approvato)
Si passa al Titolo 4 - Entrate in conto capitale .
Si dà lettura della Tipologia 200 Contributi agli investimenti .
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
(Il Titolo 4 - Entrate in conto capitale è approvato)
Si passa al Titolo 9 - Entrate per conto terzi e partite di
giro .
Si dà lettura della Tipologia 100 Entrate per partite di giro
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Si dà lettura della Tipologia 200 Entrate per conto terzi
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
(Il Titolo 9 - Entrate per conto terzi e partite di giro è
approvato)
Approvato il totale delle Entrate, si passa alla Spesa.
Missione 1 - Servizi istituzionali, generali e di gestione .
Si dà lettura del Programma 1 Organi istituzionali .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Programma 2 Segreteria generale .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Programma 3 Gestione economica, finanziaria,
programmazione, provveditorato .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Programma 5 Gestione dei beni demaniali e
patrimoniali .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Programma 8 Statistica e sistemi informativi .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Programma 10 Risorse umane .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Programma 11 Altri servizi generali .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
(La Missione 1 - Servizi istituzionali, generali e di gestione è
approvata)
Si passa alla Missione 20 - Fondi e accantonamenti .
Si dà lettura del Programma 1 Fondo di riserva .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Programma 2 Fondo crediti di dubbia
esigibilità .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Programma 3 Altri fondi .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
(La Missione 20 - Fondi e accantonamenti è approvata)
Si passa alla Missione 99 - Servizi per conto terzi .
Si dà lettura del Programma 1 Servizi per conto terzi e partite
di giro .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E'approvato)
(La Missione 99 - Servizi per conto terzi è approvata)
PRESIDENTE. Si passa ai Riepiloghi.
Si dà lettura del Riepilogo generale Entrate per Titoli, del
Riepilogo generale delle Spese per Titoli, del Riepilogo generale
delle Spese per Missioni, del Quadro generale riassuntivo, del
prospetto degli Equilibri di Bilancio e degli Allegati, nonché
degli allegati bilanci della Cassa di Quiescenza dei Deputati
dell'Assemblea regionale siciliana e della Cassa di Quiescenza del
personale dell'Assemblea regionale siciliana, come approvati dai
rispettivi organi, ponendo in votazione l'intero Documento numero
167 con gli annessi ed allegati.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Onorevoli colleghi, intanto vi ringrazio. Abbiamo approvato il
bilancio interno dell'Assemblea regionale siciliana.
Regione siciliana per il triennio 2024/2026" (n. 637/A) e "Legge di
stabilità regionale 2024-2026" (n. 638/A)
Discussione dei disegni di legge Bilancio di previsione della
Regione siciliana per il triennio 2024/2026 (n. 637/A) e Legge di
stabilità regionale 2024-2026 (n. 638/A)
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge Bilancio di previsione della
Regione siciliana per il triennio 2024/2026 (n. 637/A) e Legge di
stabilità regionale 2024-2026 (n. 638/A)
Adesso invito il Presidente della Commissione a relazionare
rispetto al disegno di legge. Ricordo che, a termini di
Regolamento, si potrà intervenire una volta per deputato nel
termine massimo di quindici minuti.
Per una questione sospensiva
DE LUCA ANTONINO. Chiedo di intervenire.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole De Luca. Prego,
onorevole De Luca. Assessore, siamo in fase di discussione
generale.
DE LUCA ANTONINO. Grazie. Signor Presidente, questo intervento per
presentare, alla sua attenzione e a quella della Presidenza
dell'ARS, una questione pregiudiziale con contestuale richiesta di
sospensiva, ai sensi del Regolamento interno dell'Assemblea
regionale.
La richiesta è sostenuta da 30 deputati delle minoranze, con la
sottoscrizione di ben più degli otto deputati richiesti, e attiene
alla carente documentazione trasmessa, unitamente al bilancio, alla
legge n. 637.
Con la presente si sottopone, quindi, all'attenzione della
Presidenza dell'ARS una questione riguardante la mancata
trasmissione ai deputati di codesta Assemblea di alcuni documenti
allegati al disegno di legge n. 637/A.
Il suddetto disegno di legge è stato trasmesso alla Commissione
Bilancio dell'Assemblea regionale siciliana il 22 novembre del 2023
ed è stato esitato per l'Aula dalla Commissione, nella seduta
numero 76 del 14 dicembre 2023. La discussione generale di tale
disegno di legge è inserita all'ordine del giorno della seduta
odierna, ma ai sensi dell'articolo 4 del disegno di legge di
bilancio è approvata in 21 miliardi 254 milioni
ottocentomilacentosettantasette euro, in termini di competenza, e
in euro 18 miliardi e rotti in termini di cassa. Il totale generale
dell'entrata e della spesa del bilancio della Regione siciliana,
per l'esercizio 2024, approvato in 219 miliardi e mezzo in termini,
di competenza. Il totale generale dell'entrata e della spesa del
bilancio della Regione siciliana, per l'esercizio finanziario 2025,
in diciotto miliardi e novecento milioni in termini di competenza,
il totale generale delle entrate della spesa al bilancio della
regione siciliana per l'esercizio successivo.
Considerato che ad oggi non sono stati trasmessi ai deputati
dell'Assemblea i summenzionati documenti allegati all'articolo 4
del disegno di legge in oggetto, la presente al fine di proporre
una questione pregiudiziale e sospensiva ai sensi del Regolamento
interno dell'Assemblea regionale siciliana e di richiedere il
differimento della discussione generale del disegno di legge 637/A
'Bilancio di previsione per la Regione siciliana per il triennio
24/ 26 inserito all'ordine del giorno della seduta odierna.
PRESIDENTE. Grazie onorevole De Luca. Ha chiesto di intervenire
l'Assessore Falcone.
Scusate, scusate. Allora un minuto di pausa.
Onorevoli, proprio nel rispetto di quella che è una richiesta che
è stata fatta dall'onorevole De Luca, firmata da 30 deputati,
stiamo verificando. Perfetto, però il tema è che sembrerebbe che
rispetto alla richiesta che è stata fatta, di parte o addirittura
la totalità, si già è in possesso. Stiamo controllando questo.
E' inutile che io dò una risposta se è una risposta che non è
completa. Quindi se avete la bontà di aspettare cinque minuti bene.
Altrimenti sospendo la seduta, ma non avrebbe tanto senso.
Colleghi, Assessore se vuole abbiamo già provveduto. Rispetto alla
richiesta che è stata fatta dall'onorevole De Luca, se voi guardate
sui vostri tablet li stanno già caricando in questo momento, quindi
ve li trovate. O aspettate cinque minuti e ve li trovate, nel
frattempo fate relazionare l'onorevole Daidone.
Prego onorevole De Luca.
DE LUCA ANTONINO. No, Presidente, allora, per chiarire. La
pregiudiziale e la richiesta di sospensiva attiene esattamente alla
discussione generale perché riteniamo che non possa esservi
discussione generale su un documento, su un testo di legge carente
dei documenti che dovrebbero essere trasmessi al supporto dello
stesso, nel momento in cui l'avete trasmesso.
PRESIDENTE. Lo stanno caricando in questo momento ma se lei ha
bisogno prima della relazione del Presidente...
DE LUCA ANTONINO. Non io, aspetti
PRESIDENTE. Se lei e gli altri deputati hanno questa necessità.
DE LUCA ANTONINO. L'Aula, l'Assemblea, che lei ben rappresenta, ha
diritto ad avere in visione questi documenti per un periodo non
inferiore alle 24 ore antecedenti la discussione generale. Non a
caso gli allegati...
PRESIDENTE. E allora il dubbio che mi viene è come ha fatto lei a
venire in Aula senza avere letto questi documenti 24 ore prima?
DE LUCA ANTONINO. Perché io vengo in Aula perché convocato da lei,
non vengo in Aula in base alla documentazione che mi viene
trasmessa ma nel momento in cui mi accorgo che la documentazione
che doveva essere trasmessa non è stata trasmessa, il Regolamento
mi dice che prima che inizi la discussione generale su quel
provvedimento, l'Aula può, se è sostenuta da otto firme, da otto
sottoscrizioni di deputati, chiedere la sospensiva e proporre la
pregiudiziale.
Per cui la richiesta è di rinviare la discussione generale di 24
ore per consentire all'Aula, che lei stesso rappresenta, di avere
contezza, di studiare questi documenti per poi poter sostenere
correttamente la discussione generale che, ripeto, poi tra l'altro
Presidente un'evidenza, questi documenti non sono stati trasmessi
neppure a suo tempo alla Commissione Bilancio quindi lo stesso
Presidente Daidone che la rappresenta e che adesso dovrebbe
illustrare e rappresentare, illustrare questa legge, la dovrebbe
illustrare, rappresentare senza aver letto ed esaminato per tempo,
e con competenza che ha, questi documenti che avrebbero dovuti
essere allegati ancor prima di essere trasmessi all'Aula, avrebbero
dovuto essere trasmessi alla Commissione Bilancio.
E anzi non stiamo sollevando che non glieli hanno trasmessi, che
hanno esitato
PRESIDENTE. Però ricominciamo da capo.
DE LUCA ANTONINO. Questo per farvi capire che l'opposizione e le
minoranze vogliono lavorare per un'ottima legge e non sono
opposizione vagante come qualcuno l'ha definita.
PRESIDENTE. Poi la interrogo, però, onorevole De Luca, va bene?
DE LUCA ANTONINO. Grazie.
PRESIDENTE. Assessore Falcone vuole rispondere prima degli altri?
Scusi assessore Falcone è sicuro?
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, continuo ad osservare un
atteggiamento da parte del Governo che è un atteggiamento, secondo
me, abbastanza particolare e da interpretare.
Presidente Galvagno, io gradirei un minuto di ascolto perché il
mio intervento durerà un minuto e lo sa perché? Perché venerdì,
Presidente Galvagno, lei non era presente e ha presieduto la seduta
la Vicepresidente Lantieri, io ho fatto un intervento e in
quell'intervento abbiamo posto un tema che era quello del termine
degli emendamenti del lunedì, che era previsto dalla Conferenza dei
Capigruppo alle ore 11 del lunedì mattina, siccome l'Aula è stata
posticipata alle ore 19.00 per dare la possibilità ai colleghi
parlamentari di poter, nel fine settimana, e agli Uffici, di poter
presentare gli emendamenti al bilancio e alla finanziaria.
Ho avuto una risposta, io avevo fatto una proposta che potevamo
andare tranquillamente a martedì alle ore 12.00 e avevo chiesto se
fossero tutte in ordine le carte, la documentazione, l'articolo 4,
tutte le tabelle, tutti gli allegati
Bene, noi abbiamo avuto una risposta secca e netta che tutto era a
posto, che non mancava nulla, noi eravamo quattro parlamentari in
Aula, era di venerdì sera, noi oggi scopriamo che, ovviamente,
manca qualcosa di fondamentale per potere fare la discussione
generale.
Quindi io Presidente mi appello alla sua imparzialità, che
ovviamente dimostra come Presidente dell'Aula, e agli Uffici per
potere accogliere quello che trenta parlamentari hanno presentato
come pregiudiziale, perché di pregiudiziali ne abbiamo presentato
anche altre e ieri sono state discusse in Conferenza dei
Capigruppo, per cui non sono state accolte, però è chiaro che se ci
sono dei vizi di forma è chiaro che ci dobbiamo fermare per potere
noi avere la possibilità di visionare cose che mancano alla legge
di stabilità e al bilancio.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro.
DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA CATENO. Signor Presidente, noi avevamo già avvertito il
nostro assessore Marco Falcone.
DIPASQUALE Emanuele. Ma nostro, di chi?
DE LUCA CATENO. Nostro, di tutti perché l'Assessore comunque è
l'Assessore di tutti, di tutti i siciliani e di tutti i
parlamentari.
Avevamo già detto in Commissione Bilancio durante la notte scorsa,
mercoledì scorso, quando aveva deciso di fare questa prova
muscolare, che poi è fallita ovviamente, di non forzare le
procedure e soprattutto di metterci in condizione di poter svolgere
il nostro lavoro.
Oggi, assessore Falcone non si agiti, la prego.
DIPASQUALE. Ancora è presto
DE LUCA CATENO. Non si agiti noi le abbiamo già consigliato più
volte di cambiare Viagra perché così lei va a sbattere.
Veda, la sua ansia di prestazione oggi Assessore conferma un
fatto, come le abbiamo scritto lei sta dando l'impressione che è
rimasto l'ultimo giapponese in questa Giunta e sta tentando di
portare avanti o di dettare dei tempi per i quali noi non ci siamo
tirati indietro, ma è ovvio che ci dovete mettere nelle condizioni
di poter lavorare.
Quando abbiamo discusso anche di quello che doveva essere il
percorso, tutti i colleghi dell'opposizione hanno messo in evidenza
un aspetto e lo dico al Presidente del Parlamento perché non ha
vissuto le dinamiche che si sono consumate nelle Commissioni di
merito dove si è andati a colpi non di maggioranza, di maggioranze
presunte pur di arrivare in Commissione Bilancio con i pareri che
dovevano poi portare non si sa a battere quale tipo di record.
Il Presidente del Parlamento siciliano è stato avvisato più volte
da noi che ci sono state in alcune Commissioni anche approvazioni
con un numero ridicolo dei testi, ma per carità, questo ha voluto
la maggioranza, noi abbiamo aspettato, abbiamo aspettato che
arrivassero in Commissione Bilancio. E in Commissione Bilancio
abbiamo mantenuto l'impegno comunque di approvare il documento
entro giovedì scorso non alle 19:00, un'ora prima. Questo perché?
Perché alla fine questa corsa ansiosa dell'assessore Falcone, alle
4:00 di mattina ha portato ovviamente a miti consigli.
Ora per concludere l'intervento, Presidente, veda lei è il garante
delle regole e sulle regole non ci possono essere valutazioni di
carattere politico o di parte, le regole impongono che il
Parlamento venga messo nelle condizioni, in questo caso specifico
di avere la documentazione in tempo prevista dal Regolamento per
poter approfondire tutte le questioni. Abbiamo avuto conferma in
diretta, e questo qui naturalmente è un elemento che nessuno può
cancellare, che le tabelle mancavano, noi non le avevamo le
tabelle. E veda Presidente, io capisco il suo riferimento al
collega De Luca, ma noi siamo dei poveri deputati di opposizione
che ovviamente ci confrontiamo con una maggioranza di grandi
dimensioni. Entriamo in Aula e facciamo presente i torti subiti,
bene, lei sa meglio di me e ritengo che dalla sua saggezza non
metterà neanche ai voti la pregiudiziale perché è una pregiudiziale
su un fatto oggettivo, dal mio modesto punto di vista non ha alcun
motivo neanche di essere discussa, neanche di essere esposta,
neanche di essere messa ai voti. Veda, questa è la conseguenza
dell'atteggiamento ansiolitico del buon assessore Falcone che ci
mette ansia e ci continua a mettere ansia e, veda Assessore,
mettendo ansia poi il risultato è questo, si arriva nel Parlamento
senza i documenti di base per poter quanto meno definire, anzi
correggere, altre storture che sono contenute nel testo.
La sua finanziaria è stata falcidiata, dieci articoli sono
saltati, e lei lo sa, 20 articoli su 30 li abbiamo dovuti
riscrivere, proprio con quello che è stato l'ausilio di tutti i
componenti della Commissione Bilancio e deve dare atto, e non dica
sui giornali altro per cortesia, anche perché con questi giornali
che danno notizie strane qua ognuno di noi è a rischio, come si
suol dire, e allora Presidente noi le chiediamo che venga rinviata
l'Aula a domani mattina e rispetto anche a quello che abbiamo
vissuto assieme, come direbbe sempre l'assessore Falcone ictu
oculi, c'è semplicemente la conferma che i documenti non c'erano,
sono stati caricati in questo momento e messi a disposizione,
perché sa non è che erano stati mandati ai Gruppi, no, noi il testo
integrale con le tabelle allegate non l'abbiamo mai avuto. Quindi
la conferma, Presidente, è che i documenti sono stati messi a
disposizione ora. Noi abbiamo bisogno di 24 ore per studiarli.
Quindi la nostra richiesta è che non si metta neanche ai voti la
pregiudiziale ma si vada a un rinvio tout court a domani.
PRESIDENTE. Vuole rispondere l'Assessore o rispondo io?
FALCONE, assessore per l'economia. Presidente, capisco che qualche
collega ha forse un'esigenza di prendere qualche farmaco ritardante
e questo - attenzione - rimane nelle sue disponibilità, come sue
facoltà.
Però, io ritengo che l'Assemblea invece ha l'esigenza di andare
avanti respingendo una pregiudiziale tanto inconcludente quanto
inutile.
I documenti sono stati trasmessi tra l'altro - mi permetto di dire
che quando si dice gli allegati all'allegato 4, di cui all'articolo
4, è anche sbagliata come è stata impostata questa pregiudiziale
perché gli allegati sono all'articolo 3 e sono stati trasmessi
tutti interamente.
Se vogliamo poi entrare nel merito del risultato presunto, il
risultato presunto - lo voglio dire ai colleghi d'Aula - era già
stato presentato nel disegno di legge di Giunta e altrettanto
depositato in Commissione così come agli stessi atti.
Succede che cosa? Che nel frattempo, dopo i lavori della
Commissione, lo abbiamo voluto aggiornare per dare, così come
sempre abbiamo detto, uno dei più chiari bilanci degli ultimi
vent'anni.
Su questo noi ci vogliamo confrontare
Mi dispiace se qualcuno cerca di trovare degli elementi per
frenare un percorso che è irreversibile: il percorso
dell'allineamento della Regione siciliana alle Regioni virtuose.
Abbiamo depositato, entro i 45 giorni, il disegno di legge di
bilancio e di stabilità ed è giusto, sono stati valutati apprezzati
in Commissione prima di merito poi in Commissione "Bilancio", sono
arrivati stasera in Aula ed è giusto, Presidente, se vogliamo
mettere ai voti la pregiudiziale la mettiamo ma è giusto che il
Governo chieda di andare avanti.
PRESIDENTE. Facciamo un riassunto di quello che è successo nelle
ultime 48 ore perché dobbiamo, prima di tutto, essere onesti con
noi stessi.
Al netto che proprio quelli inseriti in questa richiesta, a firma
di Sunseri, esposta dall'onorevole Antonio De Luca, questi
documenti c'erano e comunque sono stati successivamente aggiornati,
indipendentemente da questo, ieri noi abbiamo fatto una Capigruppo
in cui - se noi utilizziamo la Capigruppo come faro, la dobbiamo
utilizzare sempre se no è chiaro che si apre un precedente - ieri
pomeriggio si sapeva eventualmente ugualmente che questi documenti
non erano o aggiornati o addirittura erano assenti per poterli
valutare.
Cerco quindi di essere sempre imparziale e cerco in tutti i casi e
in tutti i modi di trovare un equilibrio ma se dobbiamo essere
onesti, noi ieri abbiamo preso un impegno che è quello di votare
sia il bilancio dell'Assemblea che fare la discussione generale.
Se invece si volesse andare in una direzione differente da quella
che abbiamo preso ieri in una Capigruppo in cui c'erano tutti, io
ne prendo atto e ne faccio tesoro per il futuro.
Chiedo ai deputati, visto e considerato che erano presenti tutti i
Capigruppo di tutte le forze politiche, di ritirare questa
pregiudiziale firmata da 30 deputati e andare avanti per come ci
siamo detti.
Se, poi, sono stati fatti degli errori sarò il primo io ad essere
garante di tutte le forze politiche, quanto di maggioranza quanto
di opposizione.
Ha facoltà di intervenire l'onorevole De Luca Antonino.
DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente, quello che io le vorrei
rappresentare - e poi eventualmente valuti lei se magari convocare
una nuova Conferenza dei Capigruppo - che è umano che possa
capitare che di una cosa ci si accorga un'ora dopo o sei ore dopo o
dodici ore rispetto a quando abbiamo fatto la Capigruppo, perché se
ce ne fossimo accorti per esempio prima della Capigruppo magari si
sarebbe posto il tema stesso direttamente durante la Capigruppo.
PRESIDENTE. No non mi convince
Altrimenti dovrei fare un ragionamento inverso e dovrei dire che
avrebbe dovuto accorgersene allora in Commissione "Bilancio".
Siccome non voglio entrare nel merito di questo genere di
dinamiche, sto facendo affidamento a quella che è la responsabilità
politica dei Capigruppo che, ieri dinanzi a una Conferenza in cui
c'erano presenti tutti, hanno preso un impegno. Se poi noi ci
stiamo accorgendo giusto giusto un'ora prima dell'Aula, mi
preoccupo rispetto a quello che noi abbiamo concordato ieri.
DE LUCA ANTONINO. No, Presidente, ascolti. E' il Regolamento che
ci dice che la pregiudiziale la si deve presentare all'apertura
della seduta.
PRESIDENTE. Perché non l'ha esposta ieri questa questione? Devo
pensare che in maniera strumentale vuole bloccare la manovra? No?
DE LUCA ANTONINO. No, Presidente, ci conosciamo anche
personalmente oltre che politicamente, sa che non ci sono di questo
tipo di sgambetti. Semplicemente, se la questione viene
rappresentata e viene riconosciuta corretta, in un momento
successivo alla Capigruppo, questo non significa che debba essere
tenuto in considerazione dall'Aula e dalla sua Presidenza.
D'altronde non è che stiamo dicendo 'non facciamo più la bilancio,
rimandiamo il testo in Commissione perché questo documento doveva
essere trasmesso dagli Uffici alla Commissione Bilancio insieme al
637', le stiamo, semplicemente, chiedendo -sarebbero 24 ore, ci
accontenteremmo di domani mattina - semplicemente di spostare
l'Aula, in modo da consentire all'Aula e allo stesso Presidente
della Commissione Bilancio di poter esaminare questi allegati.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, mi convince su una questione. Se
lei si è accorto di questo grandissimo errore, che errore non è
perché, comunque, i documenti che ha messo giusto, giusto, in
questa pregiudiziale, ci sono tutti, sono stati semmai aggiornati o
la maggior parte di questi, ora sono tutti quanti caricati sui
tablet, la domanda che le faccio io perché lei lo dice, visto e
considerato che dice che c'è una grande collaborazione, un quarto
d'ora prima che inizia l'Aula ed eventualmente, non lo dice prima.
Allora, devo intuire e devo pensare che non sia fatto un
ragionamento nel merito, ma che sia strumentale per bloccare la
manovra o ritardarla, non bloccarla.
DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente, le rispondo. Innanzitutto,
perché ero nella convinzione che oggi non avrebbe presieduto lei e,
quindi, quando l'ho incontrata le ho detto 'Presidente c'è questa
questione qui'. In secondo luogo - ripeto - è il Regolamento che
impone la presentazione della pregiudiziale in Aula. Con gli stessi
colleghi degli altri partiti ne abbiamo discusso stamattina e
l'abbiamo firmato qui stesso in Aula, proprio perché non l'avevamo
preparato antecedentemente, se no come abbiamo esposto le
pregiudiziali relativamente ai 150 milioni, abbiamo sottoposto la
questione dei finanziamenti europei, avremmo, tranquillamente,
esposto anche questa. Non è che ne esponiamo due e non esponiamo la
terza.
D'altronde, quand'anche ve l'avessimo comunicato ieri sera,
sareste stati comunque fuori termine perché - ripeto - l'avreste
dovuti trasmettere insieme al 637, quando avete trasmesso il 637.
Ora, noi non pretendiamo e non intendiamo, assolutamente, mettere
in discussione tutto l'iter del percorso seguito finora, stiamo
semplicemente chiedendo che siccome questi sono documenti che
dovevano essere trasmessi a tutti e settanta i deputati, poi c'è a
chi non interessa, ma se anche gli interessa a uno solo dei
colleghi credo che una presidenza di Assemblea che è organo
asettico e di garanzia e di imparzialità per tutte le forze
politiche per l'Aula e per i cittadini siciliani, in prima istanza,
potrebbe assumere, serenamente, la decisione di posticipare l'Aula
di dodici ore, di ventiquattro ore, di otto ore o di riunire una
Capigruppo e affrontare serenamente, perché qua non c'è voglia di
contrastare o di andare oltre chissà quale termine e discutere e
dialogare tranquillamente. Stiamo esponendo un fatto, non stiamo
sostenendo un'ipotesi o un'opinione dove io la penso così, stiamo
dicendo c'è stato questo fatto, errare umanum est - assessore
Falcone - da qualunque parte venga l'errore che a volte sbaglia la
minoranza, a volte sbaglia la maggioranza, a volte sbaglia il
Governo, non stiamo mettendo in croce nessuno, stiamo,
semplicemente, chiedendo di osservare la prescrizione regolamentare
poi fate voi.
PRESIDENTE. Benissimo, la domanda che le faccio è: lei la
pregiudiziale l'ha ritirata o no? Sì o no?
DE LUCA ANTONINO. No
PRESIDENTE. Non è ritirata. Aveva chiesto di intervenire
l'onorevole Sunseri. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, ma guardi
io non volevo intervenire perché credo che i colleghi che l'hanno
esposta precedentemente lo hanno fatto in maniera suadente ed
esaustiva ma ci provo a renderla ancora più semplice, Presidente,
la domanda che viene fatta dall'Aula è se i documenti relativi al
bilancio fossero stati trasmessi ai deputati. La risposta è
talmente lapalissiana che diciamo non me l'aspetto nemmeno dalla
Presidenza, è un no
Quindi quest'Aula oggi non è nelle condizioni di poter trattare il
disegno di legge di bilancio della Regione siciliana, punto Perché
i documenti che ci avete inviato due secondi fa, per il numero di
otto documenti diversi, sono stati inviati cinque minuti fa, non
erano a disposizione della deputazione, poi se il Presidente, lei
vuole mettere in discussione o vuole far votare, addirittura, il
bilancio della Regione senza che documenti fossero in possesso dei
deputati lei è liberissimo di farlo, ma la pregiudiziale rimane,
noi l'abbiamo messo ai voti così come da Regolamento, nel massimo
rispetto dello stesso Regolamento che lei, giustamente, ha fatto e
ha messo in discussione in quest'Aula già altre volte, quindi,
veramente le dico con la massima sincerità e trasparenza, ci sono
dei documenti degli otto che potrebbero non essere, come dire....
PRESIDENTE. Giusto, mi ha convinto, però facciamo una cosa, visto
e considerato che nella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, purtroppo, non ci sono le stesse registrazioni che ci
sono qui e, talvolta, quello che si dice lì purtroppo non è quello
che arriva ai siciliani, visto e considerato che noi stiamo
cercando di trovare una mediazione per far stare comode tutte le
forze politiche e sapete molto che questa Presidenza si sta
impegnando in tal senso, rispettiamo non soltanto il Regolamento,
rispettiamo il Regolamento e la Costituzione, quindi, mi aspetto
che tutte le forze politiche entro il 31 dicembre dobbiamo portare
avanti questa legge di bilancio, costretti possibilmente anche a
lavorare giorno 31, questo allora è l'appello che io faccio alle
forze parlamentari: quindi, visto e considerato che si sta andando
in una direzione differente rispetto a quella che è stata
concordata ieri con la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, cioè la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari è la stella polare di quello che è l'indirizzo di
quest'Aula e mi permetta di dire, onorevole Sunseri, noi siamo
stati tanti anni in Commissione Bilancio assieme che,
oggettivamente, lo sforzo che è stato fatto dall'assessore Falcone
rispetto al passato è veramente grande, i documenti sono stati
inviati veramente per tempo, abbiamo inviato alle Commissioni di
merito anziché 45 giorni prima, 40 giorni prima ma per fare, lei se
lo ricorda, tutti i passaggi giusti e non sbagliare di nulla, mi
creda, rispetto alla richiesta io reinvito l'opposizione per il
quieto vivere, per cercare di andare in tutti in un'unica
direzione, ritirare questa pregiudiziale che è stata presentata.
Noi, sono sicuro che troveremo il percorso più adatto per andare
tutti quanti avanti e andare insieme, però mi sembra strumentale
che questo documento non sia servito mai per presentare neanche un
emendamento né in Commissione Bilancio né in Aula né tanto meno ci
sia stato nessuno che si sia accorto di questo problema neanche
quando abbiamo incardinato il testo e nessuno che abbia sollevato
la questione e permettetemi anche di dire, onorevole De Luca, che
non è vero che non si potevano presentare se non in Aula perché
sono state presentate, onorevole De Luca.
Io però le sto parlando e le sto rispondendo, rispetto anche altre
due pregiudiziali che lei ha presentato lei non le ha presentate in
Aula me le ha fatte pervenire direttamente brevi mano, tramite gli
uffici, io sono pronto a sospendere anche non un minuto, cinque di
minuti, però cerchiamo di darci delle regole, questo è quello che
io vi chiedo.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io
l'unica cosa che voglio sottolineare è che su una pregiudiziale al
di là della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari che
lei perfettamente ha ragione dove noi cerchiamo di confrontarci per
condividere un percorso, scusate colleghi, venerdì io nel mio
intervento, al di là delle cose che lei sta dicendo e che,
ovviamente, chiederò, Presidente, chiederò la sospensione di venti
minuti, mezz'ora, venerdì quando abbiamo incardinato il testo,
avevo chiesto nel mio intervento non soltanto la possibilità e, la
ribadisco, del termine degli emendamenti ma se tutto era
proceduralmente a posto, mi è stato detto che tutto era a posto,
oggi noi ci accorgiamo, non ieri, oggi ci accorgiamo di questo, lei
perfettamente può dire noi abbiamo discusso le pregiudiziali,
ieri....
PRESIDENTE. Quando ve ne siete accorti?
CATANZARO. Stamattina
PRESIDENTE. Quando?
CATANZARO. Stamattina.
PRESIDENTE. A che ora?
CATANZARO. Verso le 11
PRESIDENTE. Verso le 11. L'Aula era convocata per le 11.00
CATANZARO. Presidente, si fermi un secondo, Presidente. Quello che
stiamo chiedendo, Presidente, è se lei può sospendere, perché
stiamo ragionando se andare avanti oppure fare un'altra cosa. Se
può sospendere mezz'ora.
PRESIDENTE. Allora, onorevole Catanzaro, rispetto ad una richiesta
di sospensione di dieci minuti io sono assolutamente favorevole.
Però se lei mi dice che ce ne siamo accorti stamattina alle 11,
sapendo che l'Aula era fissata alle 11 e allora questi documenti
non servivano per fare chissà che cosa
Quindi questo che rimane, comunque, come memoria. Io, comunque,
sospendo dieci minuti perché io sono per il quieto vivere, ci
aggiorniamo tra dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 16.06, riprende alle ore 16.18)
La seduta è ripresa
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, così come avevo detto prima, mi
sono confrontato con i Capigruppo di opposizione. Invito, ancora
una volta nel rispetto, più che altro, di quello che si decide alla
Capigruppo che - lo diciamo sempre - è l'unico affidamento che
cerca di fare ogni volta, perché quello che si decide lì per noi è
veramente un punto di riferimento.
Quindi chiedo all'onorevole De Luca Antonio, e agli altri
firmatari, di poter ritirare questa richiesta che è stata fatta
alla Presidenza.
DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente, in esito ai dialoghi appena
avvenuti con la sua persona che, da grande mediatore, ha voluto
rappresentarci, e anche ricordarci gli impegni assunti in
Conferenza dei Capigruppo, quale ultimo segnale di apertura da
parte delle minoranze, delle opposizioni, e non perché riteniamo
assolto, nel merito attraverso la trasmissione estemporanea, la
colpevole mancata trasmissione da parte degli Uffici regionali, non
dell'Assemblea, che avrebbero invece dovuto trasmettere per tempo,
alla Commissione Bilancio, e poi tramite essa alla Assemblea
regionale i documenti di cui il testo di legge 637/A era invece
carente, discutendo con le altre forze sottoscrittrici quale,
ribadisco, ultimo segnale di apertura nei confronti anche e
soprattutto della Presidenza dell'Assemblea regionale, procederemo
al ritiro della pregiudiziale.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Grazie, Presidente. Solo per dirle che ovviamente il
suo appello è stato ascoltato, è chiaro che, questa è una ennesima,
diciamo da parte delle opposizioni che in queste giornate vengono
definite sui giornali dal Governo con frasi e sostantivi che non si
addicono alle opposizioni, ancora una volta, come già, Presidente
Daidone lo dico a lei, che ovviamente è stato il Presidente della
Commissione Bilancio la scorsa settimana, ebbene le opposizioni,
con grande senso di responsabilità, non insistono su questa
pregiudiziale, facendo continuare quelli che sono i lavori d'Aula,
pur ritenendo che qualcosa che manca ovviamente c'è, e lo stiamo
facendo proprio nel grande senso di responsabilità che ci
contraddistingue per andare avanti.
"Bilancio di previsione della Regione siciliana per il triennio
2024/2026". (n. 637/A) e "Legge di stabilità regionale 2024-2026".
(n. 638/A)
Riprende il seguito della discussione congiunta dei disegni di
legge Bilancio di previsione della Regione siciliana per il
triennio 2024/2026 . (n. 637/A) e Legge di stabilità regionale
2024-2026 . (n. 638/A)
PRESIDENTE. Grazie veramente, onorevole Catanzaro, questo diciamo
ci auguriamo possa essere lo spirito che ci possa accompagnare
durante questo esame del disegno di stabilità. Adesso cominciamo
con la discussione generale. Chiedo prima al Presidente Daidone di
poter esporre la relazione. Grazie.
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Grazie Presidente, grazie Assessori, onorevoli colleghi, il
bilancio di previsione della Regione siciliana 2024/26 è redatto
secondo gli schemi di cui l'allegato 9 del decreto legislativo 23
giugno 2011 118 e successive modificazioni e il relativo disegno di
legge contiene, in linea con le predette normative, gli articoli
che di seguito si illustrano.
Con l'articolo 1 si individua l'ammontare delle entrate che si
prevede di accertare, riscuotere e versare nelle casse della
Regione per gli esercizi finanziari 2024- 2025- 2026 secondo quanto
riportato nello stato di previsione dell'entrata di cui
all'allegato 2 richiamato dal successivo articolo 3.
Con l'articolo 2 sono autorizzati l'impegno e il pagamento delle
spese della Regione per gli esercizi finanziari 2024- 2025- 2026
secondo quanto riportato lo stato di previsione della spesa.
Con l'articolo 3 sono approvati gli allegati del disegno di legge
secondo quanto previsto dal comma 3 dell'articolo 11 del decreto
legislativo 118/2011 e successive modificazioni. Dall'allegato 9
Bilancio di previsione al decreto legislativo e successive
modificazioni denominato 'Principio contabile applicato concernente
la contabilità finanziaria' e dalla nota integrativa di cui al
punto 9 2 dell'allegato.
Con l'articolo 4, sono approvati il totale generale delle entrate
e della spesa in termini di competenza di cassa del bilancio per
esercizio finanziario 2024. Il totale generale delle entrate della
spesa in termini di competenza del bilancio per l'esercizio
finanziario 2025 e il totale generale delle entrate della spesa in
termini di competenza di competenza del bilancio per l'esercizio
finanziario 2026. L'articolo 5 indica la decorrenza dal primo
gennaio degli effetti della legge di bilancio.
Con questo concludo, Presidente, io avrei finito e rimetto a lei
al prosieguo della seduta.
PRESIDENTE. Grazie Presidente. Nel frattempo stavo parlando,
grazie Presidente Daidone, nel frattempo dicevo, stavo parlando con
l'onorevole De Luca che è relatore. Da dove vuole parlare? La
relazione chiaramente è unificata dico, ma lo sappiamo questo, può
prendersi, chiaramente sì, ma già lo sapevamo anche dalla
Capigruppo, semplicemente però lei adesso sta parlando come
relatore di minoranza.
DE LUCA CATENO, relatore di minoranza. Grazie Presidente.
Ringrazio anche i colleghi che mi hanno individuato anche per
questa legge di stabilità e questo bilancio come relatore della
minoranza, ringrazio anche per questo il Presidente della
Commissione Bilancio.
Io desidero fare una discussione prima di carattere generale
perché ci sono questioni con l'Assessore Falcone che dobbiamo
chiarirci anche perché il percorso alla 'Speedy Gonzales' ha
tentato di imprimerlo lui e, credo, che da questo punto di vista ha
bisogno di un correttivo. Io infatti quando le dico 'cambi viagra'
è proprio per evitare il ritardante, perché finora, Assessore
Falcone, non è che le sue le sue fughe in avanti abbiano centrato,
abbiamo registrato più cilecca che altro, ma va bè, ci sta nei
percorsi quindi su questo era così per chiarirci nei nostri
simpatici rapporti.
Andiamo a quelle che sono le questioni di carattere generale
invece e che riguardano sia la legge di stabilità, il bilancio, ma
intanto in particolare quello che è il DEFR e la Nadefr.
Noi abbiamo avuto, assessore Falcone, l'approvazione del DEFR
nella Giunta, riunione di Giunta del 26 di giugno del 2023. In Aula
il DEFR è stato approvato il 26 di luglio 2023, poi la Giunta ha
approvato la Nadefr l'8 di novembre 2023 e in Aula è stato
approvato il 22 novembre 2023.
La legge di stabilità - e qui c'è il primo aspetto che io le
contesto assessore - è stato approvato dalla Giunta l'8 di novembre
2023 e, diciamo, che la dovevate approvare nove giorni prima, entro
il 31 di ottobre - ecco perché certe che poi forzature non le
comprendo - e l'altro elemento però che le contesto è che noi
abbiamo avuto, Presidente del Parlamento siciliano, la
documentazione a disposizione il 10 di novembre del 2023, è
avvenuta la trasmissione al Parlamento.
Queste date non le sto citando a caso ma fanno parte di un
ragionamento che desidero esprimere ai colleghi anche perché in
parte lo abbiamo accennato nella Commissione Bilancio.
E vado subito alle questioni che ci riguardano e che ovviamente
sono fondamentali per la discussione che noi stiamo facendo.
Il mio richiamo intanto è a quello che è il contenuto del DEFR e
in particolare a quello proprio che è previsto dall'allegato 4.1
del decreto legislativo 118 del 2011, in particolare faccio un
riferimento all'ultima parte proprio del punto 4 che così... anzi
del punto 5.1.
Il Documento di economia e finanza regionale descrive gli scenari
economico-finanziari internazionali, nazionali e regionali, le
politiche da adottare, gli obiettivi della manovra di bilancio
regionale, tenendo conto degli obiettivi di finanza pubblica ed
espone il quadro finanziario unitario regionale di tutte le risorse
disponibili per il perseguimento degli obiettivi della
programmazione unitaria regionale, esplicitandone gli strumenti
attuativi per il periodo di riferimento.
Assessore Falcone la invito a prestare attenzione anche a
quest'altro passaggio che le voglio sottolineare. Il 5.3 sui
contenuti. Il DEFR contiene le linee programmatiche dell'azione di
governo regionale per il periodo compreso nel bilancio di
previsione necessari per il conseguimento degli obiettivi di
sviluppo della Regione. Ogni Regione definisce i contenuti del DEFR
che dovrà comunque contenere almeno quanto segue: le politiche da
adottare, gli obiettivi della manovra di bilancio tenendo conto
degli obiettivi di finanza pubblica, il quadro finanziario unitario
di tutte le risorse disponibili per il perseguimento degli
obiettivi della programmazione unitaria esplicitando negli
strumenti attuativi per il periodo di riferimento, gli indirizzi
agli enti strumentali ed alle società controllate e partecipate.
Ebbene, signor Presidente della Regione, intanto devo esprimere il
mio disappunto perché non c'è il Presidente Schifani nel momento
principale del dibattito della legge di stabilità e del bilancio
che è la discussione generale e, siccome ho delle contestazioni
puntuali che lo riguardano e lo riguardano non solo come Presidente
della regione siciliana ma come titolare della delega alla
programmazione ai fondi e ai fondi extra regionali. Questo elemento
che abbiamo avuto modo di sottolineare nella Commissione Bilancio
oltre che nelle commissioni di merito è stato e rimane l'elemento
oscuro di questa manovra. E lo faccio proprio in relazione a quello
che è il contenuto normativo che, contrariamente a quanto sostenuto
dal Vicepresidente della Regione in Commissione Bilancio , il
quadro unitario delle risorse disponibili fa riferimento, non solo
al bilancio tout court, ma a tutte le risorse assegnate alla
Regione siciliana, quindi parliamo dei fondi extra regionali.
Non solo, ma il DEFR, Assessore Luca Sammartino, anzi
Vicepresidente, contiene anche gli indirizzi da dare alle proprie
partecipate.
Ed ecco la questione che io voglio cominciare a sottoporre nella
mia qualità di relatore delle opposizioni, voglio cominciare ad
entrare nel merito di una prima vicenda che cozza con tutti i
documenti che abbiamo citato: la questione ponte sullo Stretto di
Messina.
Con decreto del 31 maggio 2023, il numero 35, Disposizioni
urgenti per la realizzazione del collegamento stabile tra la
Sicilia e la Calabria è stata riattivata la società Ponte sullo
Stretto di Messina . Ebbene, per quanto riguarda il primo aspetto,
nelle considerazioni, nelle premesse di questo provvedimento, si fa
riferimento, Assessore Falcone e Assessore Sammartino, a due
aspetti che vi invito seguire.
Primo aspetto. Considerata la straordinaria necessità ed urgenza
di pervenire in tempi rapidi alla realizzazione del collegamento
stabile viario e ferroviario - e sottolineo ferroviario - tra la
Sicilia e la Calabria denominato ponte sullo Stretto di Messina, al
fine di contribuire alla programmazione europea dei corridoi
plurimodali, integrando la rete europea dei trasporti e della
logistica e promuovendo gli obiettivi di coesione e sviluppo; primo
aspetto su queste considerazioni: non c'è il quadro unitario delle
risorse che riguardano la realizzazione dell'alta velocità e
dell'alta capacità e questo è il primo elemento che io vi contesto,
anche in relazione alle omissioni che ci sono, che abbiamo
registrato nell'ambito del Documento di economia e finanza
regionale.
Quindi, si parla dell'urgenza di trovare le risorse per fare il
ponte ma nelle considerazioni preliminari si fa riferimento anche
all'attraversamento stabile, all'attraversamento ferroviario, ma
ancora non esiste un documento unitario dove vengono descritte
l'individuazione delle fonti di finanziamento, la quantificazione e
il cronoprogramma per portare l'alta velocità da Villa San
Giovanni, anzi da Salerno a Villa San Giovanni e, visto che ci
dobbiamo accontentare dell'alta capacità, non si fa riferimento al
quadro unitario delle risorse al cronoprogramma per quanto riguarda
l'alta capacità in Sicilia.
Secondo aspetto, di cui probabilmente non avete tenuto conto,
signori assessori, sempre nello stesso provvedimento di
riattivazione della società Ponte sullo Stretto di Messina.
Questo passaggio importante: considerata, altresì, la
straordinaria necessità e urgenza di emanare disposizioni volte a
favorire la crescita e lo sviluppo e a dare impulso al sistema
produttivo del Paese mediante l'adozione di misure volte a
stabilire un percorso accelerato per la realizzazione
dell'intervento infrastrutturale sullo stretto di Messina ritenuto
prioritario e di rilevanza strategica.
Signori assessori, siccome non abbiamo sentito una sola parola
sulla programmazione strategica, sulle politiche di bilancio perché
nessuno di voi è stato nelle condizioni e forse non aveva neanche
titolo di spiegare in Commissione Bilancio qual era la visione
strategica di questa manovra è ovvio che noi, agganciandoci
esattamente a quello che voi state portando avanti, oggi il
ministro Salvini dice che per la Sicilia è strategico ed è
prioritario fare il ponte sullo stretto di Messina, dopo di che se
ci sono le strade che sono un colabrodo, se ci sono scuole che sono
a rischio crollo se ci sono fiumi che esondano, se ci sono cose che
fanno saltare costantemente unità abitative, tutto questo
ovviamente, al ministro Salvini non interessa e non interessa
neanche alla Giunta Schifani
Ritenuta l'urgente necessità di riattivare - quest'altro passaggio
è fantozziano, guardate - la società Stretto di Messina e risolvere
il contenzioso pendente, statuendo da un lato la definizione
stragiudiziale delle controversie e dall'altro la revoca dello
stato di liquidazione a suo tempo disposto, con contestuale
ricapitalizzazione della società e ridefinizione degli organi di
amministrazione e controllo della medesima. Ecco, forse questa è
l'unica verità che può riguardare non la Sicilia, la definizione
del contenzioso, gli accordi stragiudiziali, altri soldi,
semplicemente perché questi affidamenti sono nati male e stanno
finendo peggio.
Ecco qual è l'elemento che desideravo, intanto, mettere in
evidenza agli assessori distratti ormai dal celodurismo. Ma dal
celodurismo - ma non lei, non lei, l'Assessore Luca Sammartino, lei
non c'entra, poi non so le sue caratteristiche - l'elemento non è
questo.
Presidenza del Vicepresidente Di Paola
Veda, voi avete approvato un DEFR e questo DEFR lo avete approvato
in Giunta il 29 giugno del 2023. Ebbene, sfido l'intera Giunta
Schifani a trovarmi i riferimenti nel DEFR e nella NaDEFR sul ponte
sullo Stretto di Messina. L'avete letto quello che avete approvato
in Giunta, sì o no? Poi risponderete, anzi vi rispondo già io,
perché veda, cerchiamo di fare per bene il nostro mestiere. E ora
vi faccio il riferimento "fantozziano" che nel Documento di
Economia e Finanza Regionale si fa come riferimento al ponte sullo
Stretto di Messina, perché a lei sfuggirà probabilmente anche
qualche altro passaggio, di cui dovete dare conto a quest'Aula.
Sapete quant'è la partecipazione della Sicilia nella società "Ponte
sullo Stretto di Messina"? Il 2,57 per cento, è a pagina 84 del
DEFR. E' il DEFR, pagina 84 del vostro DEFR Quindi, sto prendendo
le vostre fonti. Perché quest'altro elemento importante? Perché ora
andiamo a quello che è lo scippo, la rapina che è in atto nel
Parlamento nazionale. L'articolo 56 della legge di stabilità del
Governo Meloni ha individuato la fonte di finanziamento per
realizzare il ponte sullo Stretto di Messina. Guardate, l'articolo
è proprio rifinanziamento di interventi in materia di investimenti
e infrastrutture . Questo articolo individua nell'importo di 11
miliardi 630 milioni la quantificazione per realizzare il ponte
sullo Stretto di Messina. Se andate a guardare il DEF del Governo
Meloni la cifra è 14 miliardi e mezzo. Ma questo qua, per carità, i
numeri li diamo di testa, tanto è importante chiudere i
contenziosi. Ma la cosa ancora più simpatica, che non sarebbe stata
consentita neanche al sindaco di un comune marginale, quale poteva
essere il mio, Fiumedinisi - quello d'origine -, è la modalità di
copertura finanziaria, che è veramente, non "fantozziana", di più.
Cosa si dice in questo articolo 56? Si fanno quelle che sono le
coperture finanziarie e l'individuazione dal 2024 in poi, tot
milioni l'anno eccetera eccetera...fino all'anno 2032. Sappiamo
tutti che un'opera decennale, nella realizzazione dei lavori
pubblici, subisce almeno cinque-sei revisioni prezzi, quindi
significa che qui possiamo scommettere qualche cena, probabilmente
arriviamo a venti miliardi, perché un'opera che parte da undici
miliardi, in dieci anni già solo col tasso medio del 6/7 per cento,
si raddoppia...
Questo, ovviamente, è l'altro elemento. Ma lasciando stare ancora
questo, la cosa simpatica è un'altra. Questo comma, questo
passaggio, è meraviglioso perché qua ora si svela il patto
scellerato tra Schifani e Salvini.
Entro il 30 giugno di ogni anno e fino all'entrata in esercizio
dell'opera, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti
presenta informativa al CIPESS sulle iniziative intraprese ai fini
del reperimento di fonti di finanziamento diverse da quelle a
carico del bilancio dello Stato a copertura dei costi di
realizzazione dell'opera.
Cioè, lo stesso articolo dice che l'individuazione delle fonti di
finanziamento intanto sono farlocche e che il Ministro, ogni anno
entro il 30 giugno, ci deve dire dove prende i soldi veri - e
questo è un elemento fondamentale per il precedente che si sta
creando sulle spalle della Sicilia e dei siciliani. Che succede?
Esce la sorpresa che io avevo annunciato già
Dove si prendono i soldi veri soprattutto per chiudere
contenziosi? Ecco che spunta l'emendamento all'articolo 56 che ha
fatto insorgere - udite, udite - anche Renato Schifani
E allora, ci troviamo con questi emendamenti. Cosa prevedono
questi emendamenti?
Sono strutturati in due parti: la lettera a) prevede che vengano
prelevati dal Fondo sviluppo e coesione, 718 milioni di euro di
somme a regia statale, per opere da realizzare né in Sicilia, 718
milioni di euro Poi c'è la lettera b) che prevede un miliardo e
600 milioni di euro, a valere sempre sulla programmazione FSC 2021-
2027 imputati - dice qua, proprio il comma - sulle risorse indicate
per la Regione Sicilia e Calabria.
Signor Presidente, il presidente Occhiuto è intervenuto e ha
chiarito che la quota a carico della Calabria è di 200 milioni di
euro e che è stato concesso l'accordo, a condizione che si
facessero altrettanti interventi sul suo territorio.
Quindi, ha detto: "ti dò per ora questi 200 milioni veri e tu mi
realizzi, nel tempo, altre opere compensative". Quindi non gli ha
dato niente
Cosa succede? Qua dobbiamo anche chiarirci sul primo passaggio
perché c'è molta disinformazione dovuta anche alle vostre omissioni
in Commissione "Bilancio" sia documentali e - senza offesa - anche
l'omertà che c'è stata alle nostre puntuali domande, alle nostre
puntuali contestazioni.
Cosa è il Fondo sviluppo e coesione? Il Fondo sviluppo e coesione
riguarda, come dotazione finanziaria complessiva, un plafond
nazionale di 73 miliardi e mezzo.
Con delibera del CIPES del 3 agosto 2023, è stata fatta la
ripartizione tra le Regioni del Meridione e il resto delle Regioni.
In questa ripartizione, alla Regione siciliana, nella
programmazione 2021-2027 sono stati assegnati 6 miliardi e sei.
Voglio ricordare a me stesso che il Governo Draghi già aveva dato
un'anticipazione, con l'accordo firmato allora con la Carfagna, di
237 milioni di euro sulla quale è iniziata la programmazione.
Stiamo parlando di oltre due anni fa
Sulla scorta di questo, cosa è anche emerso?
Che ci sono 88 milioni di euro di FSC, non spesi, della
programmazione 2014-2020, sono fermi da oltre un anno perché Fitto
si rifiuta di fare l'accordo di coesione per la destinazione di
queste economie. Rispetto a tutto questo cosa è successo? È
successo che con questo emendamento che è stato approvato già dal
Senato vengono prelevati da queste risorse, quindi già le prime
annualità per essere chiari, le prime annualità del Fondo sviluppo
e coesione vengono prelevate da questo Fondo, tenete conto che da
questo punto di vista la Calabria ha appena una dotazione di 3
miliardi di euro. Cosa succede? Nel momento in cui è uscito questo
emendamento, e vale ovviamente anche per l'assessore Turano il
quale ovviamente è bene che mi ascolti considerato che è anche lui
nei celoduristi, il presidente Schifani ha fatto ruttino, sì
Schifani ha fatto un comunicato stampa mercoledì scorso, il 13 di
dicembre, udite, udite, udite, udite: «la decisione - parole del
Presidente Schifani - governativa per cui la quota di
compartecipazione della Regione siciliana debba essere di un
miliardo e tre, non è mai stata condivisa», già in questo
comunicato mente, doppiamente, ora vi spiego perché, anzi, ve lo
dimostro carte alla mano, perché? Perché ci sono anche i 718
milioni di euro che sono un altro furto perpetrato a danno della
Sicilia, e leggetevele le carte perché sono due commi, caro
Assessore, lo afferma il Presidente della Regione siciliana Renato
Schifani che aggiunge: «il Governo regionale della Sicilia -
sottolinea Schifani - ha sempre espresso totale disponibilità
verso la realizzazione del ponte sullo Stretto opera che considera
strategica e per questo la Giunta si era impegnata a destinare un
miliardo di euro di risorse del fondo di Sviluppo e coesione 2021-
2027 dandone tempestiva comunicazione al ministro Salvini con una
nota del 18 ottobre. L'auspicio della Presidenza della Regione è
che il ministro Salvini si possa attivare per restituire le
maggiori risorse sottratte alla Sicilia necessarie per sostenere
importanti investimenti per lo sviluppo dell'Isola".
Questo è un comunicato vergognoso Io pretendo che venga Schifani
a dare conto del vergognoso comunicato, deve venire qui al cospetto
del Parlamento e dei siciliani, e ora andiamo anche alla
documentazione che impone che il Presidente della Regione che venga
qui a riferire per questo patto, questa trattativa privata che c'è
stata tra lui e Salvini.
Cosa abbiamo fatto Presidente? Abbiamo chiesto agli assessori, lei
era presente, di darci conto e ragione in Commissione Bilancio di
questa nota del 18 di ottobre. Omertà totale Nessuno ha
profferito, ci hanno rinviato di ora in ora, poi abbiamo chiesto
conto e ragione alle dichiarazioni dell'assessore Falcone che qui
in quest'Aula aveva detto che c'era una delibera di giunta che
aveva destinato un miliardo del Fondo sviluppo e coesione per
finanziare il ponte sullo stretto di Messina, poi si è reso conto
della gaffe perché non esisteva la delibera di giunta, non esisteva
nulla e infatti questa delibera di giunta poi è degradata a
verbale di quattro amici al bar, verbale, pensate un po' ci sono
qua tanti colleghi avvocati che atto tipico è, da un punto di vista
procedimentale, un verbale. Ma poi abbiamo scoperto che neanche il
verbale c'era e questo quando l'abbiamo scoperto? Quando siamo
stati costretti su idea del collega Giuseppe Lombardo di fare un
accesso agli atti, ci siamo, anzi, si è presentato il collega
Lombardo, è andato alla Presidenza della Regione, ebbene a un certo
punto mi chiama e mi dice che non volevano neanche fargli visionare
gli atti, a un parlamentare, a un parlamentare, cioè, per visionare
gli atti, a un certo punto gli hanno detto - per avere l'accesso -
che doveva fare una richiesta a tutti gli effetti, guardate, non ci
ho visto, come si vuol dire, dagli occhi, ho detto vengo subito,
poi bussavo ma non mi apriva nessuno, non avevo saputo che avevano
chiuso il portone storico e anche da questo punto di vista sono ora
di fianco, di lato, quando sono entrato lì gli ho detto quando
arriverò io qui ripristineremo l'entrata storica perché è
vergognosa che anche l'entrata, gli ho detto a tutti gli uscieri i
quali erano felici, ovviamente, non di vedere me ma di ripristinare
l'entrata storica, anche questo avete fatto, assessore Falcone, da
quella porta sono entrati i Presidenti della Regione degni di quel
ruolo, probabilmente l'attuale Presidente non si sente degno di
passare da quella porta e, quindi, ha deciso di aprirne una di
fianco, almeno un po' di pudore ce l'ha, ebbene, abbiamo fatto la
richiesta di accesso agli atti per visionare questi documenti. E'
successo il terrore, non avete idea le telefonate, chi usciva da
una porta, chi usciva da un'altra, perché abbiamo chiesto, cosa? La
nota del 18 di ottobre e abbiamo anche chiesto la delibera, anzi,
il verbale di Giunta, la risposta, perché siamo rimasti lì e non ce
ne siamo andati fino a quando non arrivava la risposta, assessore
Falcone, mi ascolti, non faccia l'indifferente e guardi sono atti
suoi, qua ora glieli leggo, ascolti, e allora ci viene fatta questa
nota di trasmissione di quello che esisteva ma ancora la parte
fantozziana deve arrivare, oggetto: richiesta accesso agli atti -
onorevole Lombardo -, verbale della Giunta regionale e copia della
nota del 18 ottobre 2023 della Presidenza della Regione, inviata al
Ministro delle Infrastrutture in merito all'utilizzo dei fondi FSC
per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina , si
riscontra la vostra richiesta di accesso fornendo copia della nota
presidenziale numero 20678 del 18 ottobre 2023, inviata al Ministro
delle Infrastrutture relativo all'oggetto, acquisita per le vie
brevi dall'Ufficio di Gabinetto dell'onorevole Presidente , udite,
udite, il verbale della Giunta regionale sarà successivamente reso
non appena lo stesso sarà approvato , cioè parliamo della Giunta
del 16 di ottobre e dopo la Giunta del 16 ottobre si sono tenute
quasi, credo, almeno dieci Giunte, cosa abbiamo scoperto? Che i
verbali della Giunta non esistevano se non, c'erano quattro
appuntini' da agosto in poi e sono stati pubblicati tutti, guarda
caso, quanto si è poi principianti, l'indomani del nostro accesso,
se andate a vedere il sito della Giunta vedrete pubblicati, venerdì
scorso, tutti i verbali di Giunta da agosto ad ora e cosa si
nascondeva? L'abbiamo scoperto e questo Parlamento lo deve sapere,
allora, intanto la nota del 18 ottobre 2023, sono poche righe ma
sono la trattativa privata tra il Presidente Schifani e il buon
ministro Salvini, "Illustre ministro, facendo riferimento alle
precedenti interlocuzioni, ho il piacere di comunicarti che la
Giunta regionale, che mi pregio di presiedere, si è impegnata
all'unanimità a destinare una somma pari a un miliardo di euro a
valere sulle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione
2021/2027, non appena saranno rese disponibili per la costruzione
del ponte sullo stretto di Messina.
Ma non è finita qui, assessore Turano, cortesemente visto che lei
era...no, mi scusi. Mi scusi, visto che era presente anche lei in
questo verbale.
Aggiungiamo un altro comma: inoltre, una somma presumibilmente non
inferiore a 200 milioni di euro potrà essere destinata alla
medesima finalità attingendo alle risorse liberate del Fondo
europeo di sviluppo regionale 2014-2020, nonché alle risorse del
Programma operativo complementare POC dello stesso ciclo di
programmazione. Quindi, per questo Parlamento non ci sono risorse
extraregionali da mettere a disposizione, per una trattiva privata
sì.
Ma aspettavamo di leggere il verbale. Ebbene il verbale, guardate,
ancora più vergognoso. Ci è stato trasmesso il 18 di dicembre ed
ecco perché siamo di fronte a un alto tradimento, per quanto mi
riguarda. Il presidente Schifani e la sua Giunta, con quest'atto
avete confermato che siete traditori della Sicilia e dei siciliani
e ora vi leggo il contenuto di questa delibera di Giunta che è una
vergogna e non è delibera, verbale', fatto postumo e me ne prendo
le responsabilità perché quando abbiamo chiesto di vederlo non ce
l'hanno fatto vedere Ed è stato pubblicato solo 48 ore dopo
Quindi non esisteva Il Presidente, ascoltate questo passaggio, il
presidente Schifani fa presente che da interlocuzioni con il
Ministro delle infrastrutture, interlocuzioni, emerge che il costo
dell'opera si attesta intorno ai 12 miliardi di euro, opera ponte
sullo Stretto di Messina, e poiché si tratta di un intervento di
grandissima importanza per la nostra Regione, il Ministro medesimo,
udite udite, ha richiesto che la Sicilia contribuisca
finanziariamente alla realizzazione dell'opera destinando un
miliardo di euro quale contributo all'impegno finanziario del
Governo nazionale.
La Regione, precisa il Presidente, potrebbe attingere tali risorse
dal Fondo di sviluppo e coesione 2021-2027 e un'aggiunta, ascoltate
colleghi, quindi non il miliardo richiesto dal Ministro Salvini,
c'è l'aggiunta, c'è l'Iva, e in aggiunta potrebbe eventualmente
integrare con un'ulteriore somma di circa 200 milioni di euro
attingendo dalle risorse liberate a valere sul Fondo di sviluppo
regionale 2014-2020 nonché dal POC dello stesso ciclo di
programmazione.
E qua c'è un altro elemento grave. Il dottor Falgares,
interpellato dal Presidente, conferma la fattibilità di quanto fin
qui prospettato. Quindi, quando i dirigenti generali vengono auditi
nelle varie Commissioni si oppone che cosa? che non bisogna parlare
dei fondi extraregionali perché non c'è l'accordo di coesione, non
c'è questo, non c'è quello, però loro li stanno destinando a
trattativa privata. La Giunta, all'unanimità, concorda sulla
possibilità di destinare risorse per circa un miliardo e 200
milioni di euro, come sopra specificato, quale contributo per la
costruzione del ponte sullo Stretto di Messina.
Signori, chi è l'imbroglione qui? Schifani, oppure l'imbroglione
era Salvini? perché Schifani dice con un comunicato stampa che
nella nota del 18 di ottobre non erano quelli i patti, era solo un
miliardo, quando invece si evince dal verbale di giunta che Salvini
ha chiesto un miliardo e voi gliene avete dato 1,2 Ecco perché
Schifani deve venire, ecco perché abbiamo fatto l'accesso agli
atti, perché i conti non quadravano
Il Presidente rappresenta che la Regione, il presidente sempre
Schifani, deve essere pronto a preparare le migliori condizioni
strutturali che consentano di sfruttare al massimo le potenziali o
le potenzialità offerte dalla costruzione del Ponte sullo Stretto.
Rappresenta inoltre, il Presidente Schifani la necessità - ma
questo ci prende in giro, ma come si può scrivere una cosa del
genere? - cioè rappresenta la necessità che la rete ferroviaria e
stradale siciliana sia al passo con i tempi per sfruttare al meglio
i benefici di tale opera, creando un'interconnessione tra gli
aeroporti, tra i porti, gli interporti nonché prestando particolare
attenzione alla viabilità interna.
Ma per fare queste cose c'è il Fondo Sviluppo e Coesione intanto e
se il Fondo Sviluppo e Coesione lo sto regalando a Salvini come
faccio, come preparo la Sicilia a tutto questo?
Poi chiude, io non so chi sia l'assessore alla mobilità,
l'Assessore per le infrastrutture e la mobilità, intervenendo
aggiunge che la Sicilia si farà trovare pronta a questo
appuntamento con la storia.
Ebbene, questo elemento, signor Presidente, signori colleghi,
perché è fondamentale
Assume la Presidenza il Presidente Galvagno
DE LUCA CATENO, relatore di minoranza e perché si è verificato il
18 ottobre c'è un motivo.
La Sicilia è sotto ricatto. Il 18 ottobre c'era un provvedimento
che doveva essere fatto dal Governo nazionale. Era il decreto n.
145 del 18 ottobre. Questo decreto, attenzione a quest'altro
passaggio, oggetto "Misure urgenti in materia economica e fiscale
in favore degli enti territoriali a tutela del lavoro e per
esigenze indifferibili". Articolo 9 di questo decreto legge:
"Disposizioni in favore delle Regioni e delle Province autonome di
Trento e Bolzano in vigore dal 19 di ottobre 2023". Cos'era la
trattativa, qual era il ricatto?
Se non faceva la nota, il buon Presidente Schifani immediatamente,
non avrebbero fatto questo decreto e destinare, e destinare 300
milioni di euro per l'anno 2023, quelli di cui stiamo discutendo in
questo momento, per consentire a questo Governo di continuare le
sue scelleratezze.
La Sicilia sotto ricatto: o mi mandi la lettera e mi dici che mi
dai un miliardo e io ho già stabilito ... 1 e due o non ti do i
300 milioni .
Il decreto era un decreto catenaccio pubblicato subito, il giorno
dopo Quindi vedete qui come si consuma sulla pelle dei siciliani
un ricatto che è vergognoso
Questo è già un tema che non è il fatto che è un solo punto. Qua
stiamo parlando di un'operazione che è anche sconnessa alla
partecipazione societaria della Sicilia rispetto alla società Ponte
sullo Stretto di Messina.
Signor Presidente, queste questioni ci è stato concesso di
trattarle in Commissione Bilancio e siccome siamo di fronte ad atti
gravi documentati è ovvio che io ho la necessità di rendere edotto
l'intero Parlamento e i siciliani. Noi siamo soci per una
percentuale che è riportata dallo stesso DEFR del Governo Schifani.
Abbiamo una partecipazione societaria del 2,57%.
Mi volete spiegare se l'opera costa dodici miliardi perché noi già
stiamo contribuendo col 15%?
Mi volete spiegare se avete almeno avviato una trattativa per
aumentare la partecipazione societaria della Regione siciliana
visto che già abbiamo iniziato a contribuire col 15% dell'opera al
cospetto del 2,5% di partecipazione societaria e scusatemi ma il
DEFR che lo prevede la legge in modo specifico e deve dare
indicazione alle sue partecipate. E cos'è il ponte sullo Stretto di
Messina? E' richiamato esattamente nel perimetro di quelle che sono
le partecipate, ai sensi del 118. Sono richiamate sempre nel DEFR.
E allora, questo Governo non solo si sta facendo scippare i soldi
ma, in cambio, non sta chiedendo nulla; 300 milioni di euro per
chiudere, semplicemente, un bilancio, signor Presidente.
Ma veda, sulla scorta di questo, c'è un altro argomento, e poi mi
taccio, ma che va trattato perché sono anche gli altri patti
scellerati, patti scellerati, accordi Stato-Regione li chiamate.
Assessore Falcone, mi guardi. Lei dov'era il 28 giugno del 2022?
Lei era in Giunta.
FALCONE, assessore per l'economia. Forse.
DE LUCA CATENO, relatore di minoranza. No forse, qua c'è la
delibera. Forse niente. Quindi stia, quindi qua c'è la delibera di
Giunta. Cosa succede il 28 giugno 2022? Era ancora, era ancora del
buon Nello Musumeci. Viene approvato il DEFR. In questo DEFR, a
pagina 7, quindi fonte, qui vi leggo queste tre righe proprio
perché c'è qualcuno che ha ansia di prestazione e si deve dare una
calmata e deve prendere il ritardante. Ascoltate: "Con riferimento,
con riferimento invece al punto concernente la retrocessione delle
accise, di cui ai commi 830, 31 e 32, articolo 1, legge 296 del
2006 e tenuto conto di quanto statuito dalla Corte Costituzionale,
con sentenza numero 62 del 2020, l'apposito tavolo, dopo un serrato
confronto, è addivenuto finalmente al riconoscimento della
spettanza integrale della retrocessione per circa 600 milioni di
euro annui alla Regione siciliana". E allora i famosi 8 miliardi,
di cui si parlava, erano contenuti nell'aggiunta nel DEFR,
dell'ultimo DEFR del Presidente Nello Musumeci, e lei era in Giunta
e ha approvato questo documento.
Cosa ha fatto il suo Presidente Schifani, sulla scorta di questo
documento dei suoi e dei suggerimenti che lei ha dato? Perché noi
lo sappiamo, no, ed io, mi consenta di dirlo, lei è stato punito
Lei a giugno scorso è stato sfiduciato da Schifani e, ovviamente,
farà portare avanti questa azione anche per le europee. Lei sarà
sconfitto dal candidato di Schifani, perché ormai se l'è legata al
dito e se l'è legata al dito, togliendole a giugno la delega ai
fondi extraregionali e alla programmazione. Il suo Presidente, su
suo suggerimento quando è venuto in quest'Aula a fare le
dichiarazioni programmatiche, era l'1 dicembre 2022, cosa ha fatto
in riferimento a questo passaggio? Dice Schifani, leggo
testualmente: "L'obiettivo, innanzitutto, di richiedere il dovuto
riconoscimento finanziario per la mancata attuazione dei commi 830,
31 e 32 dell'articolo 1 della legge 296 del 2006, che è stata già
oggetto di riconoscimento in sede tecnica di confronto tenutasi tra
i rappresentanti regionali e i rappresentanti ministeriali,
avvenuta a maggio di quest'anno con il precedente Governo
infatti, nonostante la mancata attuazione di tale disposizione, che
prevedeva un accordo tra le parti per il completo trasferimento
della spesa sanitaria a carico del bilancio della Regione, a fronte
della corrispondente retrocessione delle accise a nostro favore, lo
Stato, in assenza dell'accordo e senza alcuna compensazione, ha
unilateralmente aumentato la quota di cofinanziamento regionale -
la nostra - alla spesa sanitaria dal 42 per cento al 49,11 per
cento, con un maggiore onere annuo di oltre 600 milioni di euro,
complessivamente. La Regione, dal 2006, ha sostenuto un maggiore
onere di circa 8 miliardi di euro. Questi sono dati che abbiamo
esplicitato in occasione dell'incontro, che ho avuto di persona
giovedì scorso con il Ministro per l'economia e la sua struttura.
Sono oggettivamente dati, sono numeri.
Vedete, il Presidente Schifani, fuorviato dai suggerimenti
dell'Assessore Falcone in quest'Aula ha dichiarato l'1 dicembre che
quelle risorse di otto miliardi erano dovute.
Cosa succede dopo qualche settimana? Si firma l'accordo
Stato/Regione del 16 dicembre del 2022. Ecco la prova del
tradimento, l'alto tradimento del Presidente Schifani. Sottoscrive
un accordo il 16 dicembre, rimangiandosi quella che era la
previsione della Giunta di Musumeci a giugno, rimangiandosi quello
che ha detto l'1 dicembre nelle dichiarazioni programmatiche al
cospetto di questo Parlamento. Si chiude questo accordo con questo
passaggio. Altro atto scellerato. Il Presidente della Regione
siciliana e il Ministro dell'Economia e delle Finanze, nelle more
del completo trasferimento della spesa sanitaria a carico del
bilancio regionale, in ossequio alla sentenza della Corte
Costituzionale n. 62 del 2020 e a chiusura definitiva della
controversia, convengono di definire l'attuazione dei commi 830, 31
e 32 dell'articolo 1 della legge 296 del 2006 nei seguenti termini.
Per gli anni dal 2007 al 2021 non è dovuta alcuna compensazione
finanziaria alla Regione.
Assessore Falcone, non avete mai spiegato a questo Parlamento come
mai dopo che avevate previsto nel DEFR di Musumeci, dopo che il
Presidente della Regione l'1 dicembre aveva ribadito che esisteva
questo credito e che andava recuperato - sto finendo, signor
Presidente -, non abbiamo capito come mai avete rinunciato in modo
unilaterale a queste risorse, cosa abbiano dato in cambio.
Vi hanno dato in cambio per l'anno 2022 duecento miserabili
milioni di euro perché nel 2022 avevate la necessità di chiudere il
bilancio e i buchi prodotti da voi stessi nei quattro anni di
Governo di Nello Musumeci.
Chiudo, Presidente, con un passaggio conclusivo, perché mi
riserverò poi di intervenire nella discussione generale e nei tempi
previsti dal Regolamento. Ci troviamo di fronte a una grande truffa
e la grande truffa, guardate che è non solo il tentativo maldestro
di non far discutere in connessione con il bilancio e con la legge
di stabilità i fondi extraregionali, ma mentendo anche sul
contenuto specifico dell'articolo 28 con i quali è stata quadrata
la manovra finanziaria. Avete trattenuto trecentocinquanta milioni
di euro da spese obbligatorie, li avete accantonati e li avete
accantonati in attesa che arrivino delle risorse. Bene, quelle
risorse sono fondi extraregionali, fondi dello Stato.
Qual è la differenza tra ciò che deve dare lo Stato e quelli che
sono i fondi sviluppo e coesione? Da un punto di vista
ragionieristico e tecnico, caro Falcone, caro Falcone, è la stessa
identica cosa. E' una dotazione straordinaria, è una straordinaria
pietà che si sta facendo nei confronti della Sicilia. Allora,
potete sorridere quanto volete, potete continuare a danzare come il
Titanic quando affonda, ma state dando una dimostrazione becera
alla Sicilia, ai siciliani di quella che è questa prova muscolare
che ovviamente vi ha portato a sbattere in Commissione Bilancio e
se lei, Assessore, vuole continuare a rimanere così, le rimarrà il
cerino in mano, perché così sarà, continuerà a sbattere anche in
questo Parlamento perché fino a quando ci confrontiamo sul merito,
bene, ma quando si tratta di impedire al Parlamento di avere una
visione complessiva delle risorse di cui dispone la Sicilia, della
truffa che state consumando di nascosto perché un miliardo e
trecento milioni sono una somma importante che è stata destinata a
trattativa privata con una semplice lettera e con un verbale
farlocco, è ovvio che ci troviamo di fronte a fatti gravi di cui
questo Governo deve dare conto e le ricordo, Presidente del
Parlamento, e chiudo, che lei ha preso un impegno. Lei ha preso
l'impegno di avere un apposito confronto in questo Parlamento col
Presidente Schifani, il quale è distratto da altre cose, per ora
probabilmente si deve occupare delle fesserie che circolano, noi
invece vogliamo che venga qui a riferire su cose serie.
Lei ha preso l'impegno ma l'avevano preso anche gli assessori
l'impegno di riferire su queste cose in Commissione Bilancio, non
si è verificato, ma siccome lei è persona seria - su questo non ci
sono dubbi -, Presidente, non la voglio paragonare a loro, no la
offenderei, Presidente, ci mancherebbe pure, non la voglio
assolutamente paragonare agli assessori di Schifani, lei è persona
seria, e quindi sono sicuro che l'impegno che lei ha assunto in
Commissione Bilancio sarà mantenuto e avremo finalmente di fronte
il Presidente Schifani, il quale ci dovrà dare conto e ragione sul
perché continua a svendersi la Sicilia e i siciliani. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca. Io sarei onorato di essere
al pari degli assessori, le dico la verità. Umilmente rimango
assolutamente con i piedi per terra però la ringrazio per le belle
parole, così come detto alla Capigruppo ma, devo dire, da parte del
Presidente della Regione, lui ha assicurato che verrà, come è
giusto che sia, il più possibile. Oggi si trovava a Roma per un
impegno assai importante, ma certamente ci sarà nelle prossime
giornate.
Adesso cominciamo con la discussione generale. Ricordo che
l'onorevole Cateno De Luca ha parlato come relatore di minoranza e,
così come da Regolamento, adesso dichiaro aperta la discussione
generale.
Ci sono degli interventi, si potrà chiedere di intervenire solo
una volta, per un massimo di quindici minuti.
E' iscritto a parlare l'onorevole Pace. No? Sì o no? Colleghi, vi
chiedo di dare adesione per eventuali iscrizioni all'onorevole
Marchetta.
Già si è iscritto a parlare, tramite l'onorevole Spada, tutto il
Gruppo del Partito Democratico. Se ci sono altri iscritti... sì,
sto dicendo che possibilmente c'è chi vuole parlare e chi non vuole
prendere parola. Gentilmente, lo dite all'onorevole Marchetta
ricordandovi una volta per deputato fino ad un massimo di quindici
minuti. Prego, onorevole Pace.
PACE. Grazie, signor Presidente. Io dopo aver ascoltato
l'onorevole De Luca per circa un'ora mi sento anche più motivato ad
intervenire anche se poi, alla fine, l'intervento dell'onorevole De
Luca è stato più sul Ponte sullo Stretto che sulla finanziaria.
Sulla finanziaria, invece, voglio intervenire io e la ringrazio,
Presidente, sperando di non disturbare i colleghi dell'opposizione,
augurando, visto che è il primo intervento di questa manovra a
tutti i deputati, sia di maggioranza che di opposizione, ma anche
al Governo, calma e buon senso.
Onorevole Falcone, stavo augurando ai deputati di maggioranza, di
minoranza ma anche al Governo, calma e buon senso, soprattutto buon
senso, anche perché l'approvazione della finanziaria per le
schermaglie che ho visto e che abbiamo letto tutti sui social,
soprattutto sulla stampa, non deve essere vista come una vittoria
del centrodestra, quindi non deve essere una prova di muscoli e non
deve essere vista come una vittoria delle opposizioni, ecco perché
auspico buon senso.
La vittoria deve essere - se ci sarà - dei siciliani e ritengo,
Presidente Galvagno, che esitare la manovra finanziaria evitando
l'esercizio provvisorio, ed è questo assessore Falcone il nostro
obiettivo, di approvare la manovra finanziaria evitando l'esercizio
provvisorio già è un grandissimo successo sia per il Governo sia
per tutto il Parlamento e penso che possa essere soprattutto una
certezza per i siciliani.
Oggi abbiamo aperto tutti i giornali e il mondo
dell'imprenditoria, il mondo dell'artigianato, il mondo produttivo
a gran voce esortava questo Parlamento ad esitare la manovra
finanziaria e soprattutto ci ha invitati ad evitare l'esercizio
provvisorio.
Sui giornali abbiamo letto tanto, tantissimo, forse troppo e
faccio appello all'onorevole Cracolici e agli altri componenti
della Commissione Bilancio che insieme a me abbiamo visto come sono
andati i lavori e quindi penso di poter dire la verità su quello
che è successo.
Cosa vera è dire che le Commissioni e soprattutto la Commissione
Bilancio ha migliorato il testo e quindi se affermiamo questo, che
la Commissione Bilancio ha migliorato il testo, è dire la verità;
non è la verità dire che dieci articoli sono stati stralciati per
merito delle opposizioni perché erano scritti male.
CRACOLICI. Mai detto Li ha ritirati il Governo.
PACE. E' stato scritto, infatti, che dieci articoli sono stati
ritirati dal Governo, per decisione del Governo e stiamo andando in
Aula e devo ammetterlo per una condivisione all'interno della
Commissione Bilancio dove alla fine ha vinto realmente il buon
senso, che è il senso del mio intervento.
Indubbiamente non sarà la migliore finanziaria del mondo, non sarà
ricordata come la peggiore finanziaria del mondo, ma finalmente è
una manovra finanziaria che stiamo esitando entro il 31 dicembre, o
comunque giù di lì, e che stiamo esitando con fondi veri, con fondi
regionali; poco fa l'onorevole Cateno De Luca, che non vedo più in
Aula, faceva riferimento ai fondi extraregionali: l'anno scorso
abbiamo approvato una manovra finanziaria plurimiliardaria e poi,
purtroppo, utilizzando i fondi extraregionali, ci siamo ritrovati
con le solite impugnative.
Questa è una manovra finanziaria fatta con fondi reali, fondi
spendibili, immettendo risorse immediatamente per i settori
produttivi e principalmente per i comuni siciliani. Il fondo di 350
milioni è una certezza per tutti i sindaci siciliani e in
Commissione Bilancio abbiamo dato anche dei tempi certi,
certificando che le prime tre rate saranno erogate ai sindaci entro
il mese di aprile e sapendo che il saldo - e lo abbiamo scritto
nell'articolato - sarà dato entro ottobre: sono delle certezze per
i sindaci siciliani che prima di questa finanziaria non avevano mai
avuto.
Nessun sindaco, io sono stato sindaco come tantissimi parlamentari
e vivevamo sempre nell'angoscia di quando arrivavano i
trasferimenti della Regione, oggi finalmente noi, il Governo, la
maggioranza e l'opposizione stiamo dando una certezza ai sindaci
siciliani.
Abbiamo rivisto alcuni articoli e probabilmente nel rivederla
abbiamo fatto anche qualche errore di stampa, qualche refuso;
onorevole Falcone, io preannuncio che presenterò un emendamento
perché in una delle riserve che riguardavano i comuni che soffrono
il fenomeno dell'immigrazione, probabilmente per un refuso,
probabilmente per un errore...
CRACOLICI. Quale refuso?
PACE... era una battuta la mia, sappiamo come sono andate le cose,
abbiamo dimenticato l'Isola di Lampedusa e non possiamo parlare del
fenomeno dell'immigrazione, non in Sicilia, in Italia e nel mondo
dimenticandoci dell'Isola di Lampedusa. E quindi ho già presentato
un emendamento, mi auguro che possa essere condiviso, oltre che dal
Governo, dalla maggioranza e anche dall'opposizione. Finalmente
abbiamo pensato anche di dare un rimborso agli universitari, le cui
famiglie soffrono per le spese folli per sostenere i figli. Abbiamo
previsto un rimborso per quanto riguarda le trasferte. Nella
finanziaria c'è un fondo di progettazione che va in direzione dei
sindaci e dei comuni, per un totale di 40 milioni di euro.
Si faceva riferimento ai fondi extraregionali, ai fondi del PNRR,
ma se non diamo ai sindaci la possibilità di dotarsi di progetti
esecutivi, anche il PNRR sarà un'altra falsa illusione che poi
diventa disillusione per i nostri territori.
Nella finanziaria sono previsti anche fondi per l'occupazione,
circa 50 milioni di euro, affinché le attività produttive, le
imprese e i piccoli artigiani possano assumere giovani e meno
giovani con contratti a tempo indeterminato. E nella finanziaria
sono previste delle norme per la fuoriuscita del precariato, sia
dei Pip, sia finalmente degli ex Asu, che sono 3.700 persone, 3.700
famiglie
L'augurio, Assessore Falcone, è che questa finanziaria che vedrà
oggi soprattutto un dibattito immagino acceso, al di là delle prese
di posizione che ci saranno oggi in Aula, al di là delle prese
posizioni che già ci hanno visto partecipi e artefici sui giornali,
ci vedrà invece partecipi a collaborare nell'interesse di approvare
una vera finanziaria in tempi certi e con somme certe per i nostri
concittadini siciliani, e conoscendo il buon senso del Governo, e
soprattutto dell'Assessore Falcone, immagino che presto si possa
arrivare a un momento di condivisione che possa unire tutte le idee
di questo Parlamento siciliano. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pace. E' iscritto a parlare
l'onorevole Catanzaro. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Grazie, Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, io
torno sulla Conferenza dei Capigruppo di ieri perché, è stato già
detto, mi sarei aspettato oggi - dopo che ieri abbiamo parlato in
Conferenza dei Capigruppo e lei ha garantito la Presidenza del
Presidente della Regione nell'inizio dei lavori e della discussione
generale - che il Presidente della Regione, proprio in questo
momento di fondamentale importanza, ancor prima di iniziare il voto
del bilancio e dell'articolato, fosse presente nel rispetto di
tutti i colleghi parlamentari, al di là della presenza degli
assessori, però per noi è un fatto fondamentale ed importante,
perché il Presidente della Regione, ricordiamo, a distanza ormai di
un anno e più mesi, era colui il quale ha detto immediatamente che
era il Presidente parlamentarista. Il Presidente parlamentarista
che però di fatto noi non vediamo in Aula, e questo a me dispiace
tanto.
La seconda cosa, Presidente dell'Assemblea, che le voglio oggi
rappresentare, prima ancora di entrare nel merito del bilancio e
della manovra finanziaria, è che bisogna rivedere, Presidente
Galvagno noi abbiamo fatto un lavoro nel rispetto di tutti i
colleghi che ovviamente fanno parte delle Commissioni di merito e
della Commissione Bilancio.
Quel lavoro, fatto nelle Commissioni di merito, è stato un lavoro
che ha prodotto, su un testo presentato dal Governo, una miriade di
emendamenti e di accorgimenti che il Presidente dell'Assemblea sa.
Io non li ho incontrati questi emendamenti e questi miglioramenti
delle Commissioni di merito, non li ho incontrati in Commissione
Bilancio, perché abbiamo dovuto reiniziare da capo per grande senso
di responsabilità.
Questa sera è giusto che si dica - e lo dico, sa per quale motivo?
perché mi fa piacere che c'è l'Assessore Falcone, che io apprezzo
come uomo, ma politicamente, nell'ultimo periodo, mi sembra che
stia davvero mistificando la realtà delle cose, perché ha iniziato
con un atteggiamento, non ora, ma quando c'è stato il collegato
ter, e ha continuato anche adesso a parlare sui giornali e non
solo, ma anche con atteggiamenti nelle Commissioni che, di fatto,
non hanno e non stanno mettendo su quel clima di dialogo e di
confronto che ci dovrebbe essere tra la maggioranza e l'opposizione
che in questi mesi quest'Aula ha affrontato.
Lo dico, Presidente, perché facendo un passo indietro, le
opposizioni hanno avuto nel senso di responsabilità, in un momento
abbastanza concitato, dopo quattro-cinque giornate di Commissione
"Bilancio" di fermarsi, di ritirare tutto ciò che erano quegli
emendamenti che, per diritto e per Regolamento, noi dovevamo
discutere.
E lo sa perché?
Perché non possiamo essere le opposizioni, o l'opposizione non può
venire fuori, e qualcuno non può fare passare il messaggio che
siamo qua contro il bene della Sicilia e dei siciliani.
Questa, l'assessore Falcone, se la deve assumere come
responsabilità che, in queste giornate, c'è un susseguirsi sui
giornali per dire all'opposizione, Presidente, che siamo noi che
giorno 31 non vogliamo approvare la manovra E no
Noi non abbiamo detto questo
E non l'abbiamo detto né all'inizio, e nemmeno lo continuiamo a
dire
Noi stiamo rivendicando, come è stato fatto poco fa, e lo stiamo
rivendicando nel migliorare questa manovra, e lo stiamo
rivendicando perché ci siamo fermati all'ex articolo 38, che oggi
non è un articolo 38, e lo abbiamo presentato come pregiudiziale a
lei, Presidente, dove diciamo che se c'è un ammanco di fondi non si
può costruire una manovra finanziaria su un castello di sabbia,
perché questo serve solo ed esclusivamente - consentitemi colleghi
di dirlo - a qualche Assessore per iniziare in anticipo la campagna
elettorale delle europee, e dover dire alla Sicilia intera che,
dopo trent'anni, noi stiamo approvando una manovra basata su
castelli di sabbia.
Lo dobbiamo dire, perché poco fa nell'intervento del collega De
Luca è stato detto.
Noi abbiamo chiesto una, due, tre pregiudiziali, abbiamo capito
che non si può parlare delle pregiudiziali, abbiamo capito che non
ci sono risposte, abbiamo capito che da un miliardo diventano un
miliardo e due quelle sul ponte di Messina, abbiamo capito che
mancano i fondi extra regionali, abbiamo una serie di riflessioni
che - ahimè - abbiamo poste perché poi sapete cosa c'è
C'è la corsa all'approvazione degli articoli, e poi arriva dallo
Stato l'impugnativa.
L'impugnativa perché ci rendiamo conto che questi articoli
approvati non sono assolutamente articoli che vengono coperti
finanziariamente.
Dico questo sa perché, Presidente?
Ho apprezzato tantissimo l'intervento del collega Pace che, in una
nota, da Capogruppo di un Gruppo di maggioranza, tende a dire che
il confronto in Aula non va fatto con lo scontro, ma va fatto con
la discussione e con il confronto, e non si può fare a meno delle
opposizioni.
E noi non lo possiamo fare, Presidente, a meno dell'opposizione
perché noi siamo qui a confrontarci su quelli che sono gli
articoli, e lo abbiamo fatto come Gruppo del Gruppo parlamentare
del Partito Democratico, lo abbiamo fatto nelle Commissioni di
merito e nella Commissione Bilancio.
Rivendichiamo quelli che sono stati gli articoli migliorati però,
Presidente Galvagno, abbiamo votato un articolo 2 con i fondi di
riserva, dove noi abbiamo posto sia in Commissione di merito, ma
anche in Commissione Bilancio, abbiamo posto diversi interrogativi
e diversi emendamenti che tentavano a migliorare, ahimè quando si
parla di migranti come si fa a non mettere un comune come quello di
Lampedusa.
E io lo dico ai colleghi di maggioranza che sono in provincia di
Agrigento, noi diamo fondi a comuni che ovviamente parlano di
migranti, non quello di Lampedusa E' una vera follia Solo ed
esclusivamente perché, assessore Falcone, perché lei doveva trovare
la quadra con alcuni deputati di maggioranza, perché gli sta
raccontando che lei è pronto ad intervenire sulle varie cose che
portano nei Territori, e no Assessore Falcone, assolutamente no.
Non ci siamo su questa linea, lo abbiamo detto anche in altri
articoli, lei ha fatto passare un messaggio, Assessore Falcone, che
noi siamo stati coloro i quali hanno voluto ritirare dieci
articoli, lei si deve assumere la responsabilità degli articoli ex
finanziaria la chiamo io, perché qua cambiano le finanziarie con
gli articoli sulle rette, lei deve dire quello che ha fatto, perché
le ha ritirate lei il 26 il 27 e il 28 che riguardano la sanità.
Noi abbiamo parlato per un anno intero di un problema sul diritto
alla salute, e lei ancora, Assessore Falcone, ci deve fare
comprendere dove sono gli interventi sulla sanità in Sicilia, lei
ce lo deve fare comprendere e attendo la risposta, e lo dico anche
perché ci sono tanti slogan, ad esempio molti si sono susseguiti,
noi abbiamo comuni, magari comuni dove ovviamente ancora con
l'articolo 2 e in altri anche articoli ci siamo e abbiamo visto che
il Governo e la volontà del Governo era quello di ridimensionare,
abbiamo visto qual è la grande volontà sulla scuola e sul diritto
allo studio e sugli studenti e sul trasporto, lo abbiamo visto
perché questo Governo ce lo ha fatto vedere con la fattività
dell'approvazione degli articoli.
E io ritengo, Presidente Galvagno, ritengo che davvero è dirimente
questa situazione dove noi ci troviamo a dover raccontare la verità
alla Sicilia, ai siciliani, su quello che sta avvenendo, e
dall'altro lato c'è un Governo che invece di immaginare qual è la
visione e la strategia a distanza di un anno di Governo pensa a
mettere da parte delle somme che poi servano nei mesi a venire per
le campagne elettorali.
Perché ovviamente c'è la campagna alle europee e quindi c'è la
corsa tra chi in Giunta prenderà più voti alle europee, e noi su
questo, Presidente Galvagno, già le dico subito che non appena si
inizia a discutere il bilancio e l'articolato saremo qui a dare
battaglia a questo Governo e a dare i nostri contributi, perché
abbiamo voluto ripresentare i nostri emendamenti, li abbiamo
voluti ripresentare, abbiamo avuto un atto di responsabilità in
Commissione bilancio per far comprendere che noi non siamo qui a
rallentare i lavori, noi li abbiamo ripresentati adesso, perché
crediamo che questa manovra costruita sui castelli di sabbia va
migliorata, e va migliorata nel rispetto della Sicilia e dei
siciliani.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Catanzaro. È iscritto a parlare
l'onorevole Savarino. Ne ha facoltà. Sono poi iscritti l'onorevole
De Luca Antonio e l'onorevole Cateno De Luca, ricordando che adesso
parlerà come deputato e quinti nel limite di quindici minuti.
SAVARINO. Grazie Presidente è arrivata questa finanziaria in
Commissione, oggi in Aula. Io devo intanto ringraziare l'Assessore
Falcone per avere mantenuto alcuni impegni che aveva preso con noi
nelle scorse variazioni di bilancio, e quindi ha trovato posto già
nell'articolato proposto dal Governo la norma che noi, come
Fratelli d'Italia avevamo richiesto, per riconoscere le Royalties
ai comuni per i giacimenti petroliferi che sono nei loro mari e,
quindi, tra questi Gela, Butera e Licata, abbiamo poi modificato
questa norma perché era arrivata con una previsione fino al 30 per
cento, e noi invece abbiamo messo una misura fissa al 30 per cento,
ma lo ringrazio per avere mantenuto l'impegno.
Così come quello di dare risorse speciali per Agrigento, capitale
della cultura, anche se lo stanziamento iniziale era di 10 milioni,
poi ridotto, quindi, passato da 10 milioni in Commissione di merito
e poi ridotto a 5 milioni in Commissione Bilancio, ma pare che
l'assessore Falcone abbia preso l'impegno di dare una compensazione
con fondi di natura diversa da quelli regionali.
Ringrazio il Governo per avere portato in Aula una finanziaria che
ha pensato anche alle nuove assunzioni, che dà spazio alla
possibilità di nuove occupazioni, che ha riorganizzato il sistema
anche della forestazione, dell'antincendio, così come dai lavori
era emerso nelle Commissioni di merito, anche se la proposta
arrivata in Assemblea nelle Commissioni di merito prevedeva una
forma di penalizzazione dei sindaci che noi abbiamo modificato in
Commissione.
E torno a ribadire il lavoro di Commissione, quando dico
Commissione, sono le Commissioni di merito, che come giustamente il
collega ha voluto sottolineare abbiamo lavorato nelle Commissioni
di merito per molte ore, con grande attenzione, e lo abbiamo fatto
anche sull'articolo 2 delle riserve per i comuni, dove in
Commissione I avevamo studiato una forma di aiuto ai comuni sul
calibrato, sulle varie differenze, esigenze degli enti locali, che
c'erano state anche segnalate, ed era uscita dalla Commissione di
merito, quindi, dalla I Commissione un'attenzione, per esempio, nei
comuni che subiscono l'immigrazione.
Non solo per quei comuni che hanno al loro interno dei centri di
accoglienza, ma, soprattutto, per Lampedusa, che soffre questa
realtà, e per Lampedusa era stata pensata dal Governo regionale e
da noi la cifra era stata incrementata in Commissione Prima anche
uno stanziamento straordinario per una iniziativa di comunicazione
e promozione turistica, perché è sotto gli occhi di tutti il danno
di immagine arrecato a Lampedusa, soprattutto, negli ultimi anni,
per cui c'è stato un decremento del flusso turistico, soprattutto,
nazionale e internazionale, perché le immagini trasmesse nei TG
davano l'idea al turista di un'isola in cui facendo il bagno si
rischiava di trovare i corpi degli immigrati
Serviva e serve un'azione di recupero di questa immagine, dal
Governo era partita una iniziativa di questo genere, in I
Commissione avevamo raddoppiato i fondi a disposizione di
Lampedusa, non si capisce come mai in Commissione Bilancio questo
articolo sia stato peggiorato togliendo i fondi per la
comunicazione e dimezzando, togliendo i fondi per il disagio
dell'immigrazione, dimezzando quelli della comunicazione.
Io a mia firma e del mio Gruppo parlamentare abbiamo ripristinato
questo errore commesso in Commissione Bilancio e presentato degli
emendamenti proprio per cercare di rientrare in questa logica che
c'è, che esiste, che è un tema che è quello di aiutare un'isola che
ha vissuto e vive questo disagio, anche se adesso grazie al Governo
Meloni è in via di risoluzione a livello europeo questo grave
dramma, che è quello dei flussi migratori incontrollati.
Ci sono nella finanziaria norme per la stabilizzazione di molti
precari, ex PIP, ASU, inutile ribadire a quest'Aula, ai colleghi
che hanno qualche legislatura in più sanno quante volte abbiamo
legiferato su questo tema, che è sensibile a molti di noi, quasi
alla totalità e quante volte, purtroppo, queste norme poi sono
state impugnate a Roma.
Oggi se questa via può essere perseguita con successo e non è
soltanto perché c'è una sensibilità dell'Aula e della Commissione
sul tema della stabilizzazione, per esempio degli ASU, ma se si
raggiunge questo risultato è perché c'è una sensibilità diversa
anche rispetto al Governo nazionale che, come noi sappiamo,
nell'ultimo accordo firmato da Governo regionale Schifani e il
Governo Meloni, ha dato la possibilità a questa Regione siciliana,
non solo di stabilizzare quanti ancora vivono nella precarietà, ma
di aprire, finalmente, una nuova stagione di assunzioni, e sappiamo
bene quanta necessità ci sia, non solo di rinverdire la nostra
classe burocratica, ma anche di dare opportunità e stabilità ai
nostri giovani.
Una finanziaria, quindi, che è arrivata con tante risposte già
dentro, una finanziaria a cui avevamo dato nelle Commissioni di
merito tante altre soluzioni, qualcuna di queste poi è sfuggita,
non si capisce perché, ma sono certa che, grazie ai nostri
emendamenti, grazie alla serenità che in Aula si può ritrovare,
ecco, possano essere ripristinate alcune esigenze che noi abbiamo
fatto nostre, tra queste c'è una norma che prevede il recupero di
alcuni centri storici di pregio.
Era pensata per Siracusa, per Ragusa e per Agrigento. Non so come
mai in Commissione Prima era uscita con Ragusa, Siracusa e
Agrigento nella Commissione Bilancio Agrigento è sparita e io ho
presentato un emendamento per ripristinare anche il recupero del
centro storico di Agrigento con un milione di euro.
Allora, cari colleghi e caro Governo, noi siamo qui per cercare di
migliorare il testo e vorrei immaginare e sperare che il lavoro di
ognuno di noi serva a questa funzione, poi è chiaro che ci sono
sensibilità diverse. Io l'ho detto in Commissione e lo ribadisco in
Aula, perché non ho nulla da nascondere rispetto a quello che è una
linea politica che porto avanti. Io non accetto, per esempio,
invasioni di campo, ma nulla contro le persone degli assessori che
provano a fare questo tipo di invasione, perché oggi l'Assessore si
chiama Tizio, ma non è detto che nel corso del prossimo anno
rimanga in carica lo stesso Assessore.
Stiamo parlando del merito: non è concepibile e accettabile che un
assessore alla funzione pubblica si occupi anche di tradizioni
popolari, di eventi di cultura, di sagre, di agricoltura. Se ci
sono degli assessori al ramo è perché quegli assessori hanno una
strategia sulla promozione dei prodotti che poi portano alle fiere,
hanno una strategia sulla linea e sulla cultura che vogliono le
tradizioni popolari che vogliono rinverdire. Ci sono degli
assessori che poi portano alla Bit gli eventi anche di promozione
turistica e, quindi, è giusto che ognuno di loro si occupi dei temi
al loro più affine, senza per questo volere inventarsi competenze
che non ci sono e che prevaricano quelle che sono le regie e le
strategie politiche che il Governo Schifani sono certa si vuole
dare per ogni ramo di riferimento.
Per cui il mio auspicio è partiamo bene da un testo per cui
l'assessore Falcone ha tanto faticato e gli va dato merito. So
quanto è difficile lavorare, soprattutto in alcune Commissioni come
quella Bilancio, in cui magari vengono fuori delle fibrillazioni
che non sempre fanno bene. Mi auguro che con la serenità che si può
acquisire qui in Aula possa essere ripristinata quella via e quella
visione strategica che questo Governo e questa maggioranza vogliono
darsi nell'interesse dei siciliani.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Giambona. Ne ha
facoltà. Ho capito che c'è stata un'inversione tra gli interventi.
GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli deputati, assessori. Io,
intanto, ringrazio il Presidente dell'Assemblea per il percorso
così autorevole che sta tracciando nell'esame della finanziaria
regionale. Io apro ringraziando lei, alla fine concluderò, caro
Presidente, con un appello. Un appello per quanto riguarda i lavori
di questa Aula, di questo Parlamento, nel solco di quanto già
rappresentato dal Capogruppo Michele Catanzaro.
Cari colleghi, guardate non è mai stato in dubbio quello che è la
posizione politica di questo Governo rispetto a quanto già
dichiarato, del resto, dal governatore Schifani. Questo Governo è
in assoluta continuità con il Governo Musumeci ma, ad un anno
dall'insediamento, ci saremmo aspettati uno scatto d'orgoglio, una
presa di posizione rispetto alle tematiche, le tante problematiche
che emergono in questa nostra Regione.
Le tanto decantate dichiarazioni programmatiche del governatore
Schifani e di eventuali soluzioni non se ne vedono all'orizzonte. E
da questo punto di vista io ritengo che, probabilmente, sia bene
ricordare quali sono le esigenze di una Regione e delle criticità
che devono essere affrontate.
Nell'ultimo rapporto Svimez si fa un focus sulla Sicilia e sui
tanti temi che devono essere affrontati, e una finanziaria
regionale non può affrontare temi così importanti, per esempio dare
risposta a quella che l'accelerazione ad un'inflazione che morde i
salari, che fa perdere in maniera importante il potere d'acquisto
in misura doppia rispetto alle altre Regioni d'Italia, che hanno
salari naturalmente più importanti di ben oltre il 30 percento
rispetto a quelli siciliani.
Ma sempre lo stesso rapporto ci dice che dovremmo dare risposte a
quella che è la vulnerabilità di un mercato del lavoro, di un
mercato del lavoro dove registriamo, dove un quarto dei rapporti di
lavoro sono fondamentalmente i rapporti di lavoro a termine,
rapporti di lavoro precari.
Ed inoltre il 75 per cento del totale dei part time sono
addirittura part time involontari.
Una legge finanziaria regionale dovrebbe affrontare il tema della
povertà che cresce inesorabilmente anche a seguito del reddito di
cittadinanza che è stato tagliato, e che questo Governo non prevede
misure alternative.
Una legge finanziaria regionale dovrebbe dare risposte, per
esempio, a quello che è un enorme problema del gelo demografico, al
deflusso degli under 35.
Registriamo che negli ultimi anni dalla Regione siciliana si sono
allontanati oltre trecentomila siciliani, e se il trend dovesse
continuare in questi termini, evidentemente, nell'arco dei prossimi
quarant'anni, la Sicilia perderà addirittura un milione e mezzo di
residenti.
Quindi dati drammatici, un quadro economico e sociale
assolutamente allarmante che dovrebbe porre chiaro a questo
Governo, a questo Parlamento almeno di raggiungere qualche
obiettivo, qualche riforma, qualche iniziativa che sia strutturale
che sia autorevole perché una legge finanziaria deve avere questa
finalità, deve avere la finalità di introdurre delle riforme
economiche, introdurre delle riforme finanziarie, raggiungere
quelli che sono degli obiettivi.
Ebbene noi non vediamo nulla di tutto questo
Ci viene proposta alla fine all'esito della Commissione Bilancio
una finanziaria si e no, dico, composta di 25 articoli degni di
nota, direi così.
Ecco alcuni degli stessi articoli probabilmente sono anche a
rischio impugnativa, non si parla di crescita, non si parla di
sviluppo, alcuni sono argomenti di ordinaria amministrazione, su
altri è intervenuto il Gruppo parlamentare del Partito Democratico
che ha sicuramente migliorato questo disegno di legge così come
esitato.
Si è scelto fondamentalmente di non inserire i fondi extra
regionali, così di fatto e comportando problematiche enormi sulla
possibilità di copertura altre spese e di altri interventi.
E guardate nel merito sulla finanziaria, su quello che è il testo
della uscita alla Commissione Bilancio non si può registrare un
notevole stravolgimento assessore Falcone, e questo evidenzia
quello che è un totale scollamento, scollamento tra quello che è il
potere esecutivo, tra quello che il potere amministrativo, e quella
che è la fase legislativa e normativa.
Non possiamo non tenere in considerazione che oltre un quarto
degli articoli che inizialmente erano stati esitati dalla Giunta
sono stati di fatto stralciati e gli altri fondamentalmente sono
stati sono stati rivoluzionati. Uno fra tutti e credo che abbia
notevole rilevanza è la questione del contrasto agli incendi delle
forme di prevenzione tanto decantate in uno dei pochi interventi in
cui abbiamo avuto modo di vedere il Presidente Schifani.
Ebbene, quell'articolo, di fatto, nella quasi totalità nella sua
impostazione di massima, e anche nel regime sanzionatorio così
contrastato, è stato rimandato al mittente, e questo la dice lunga
rispetto a quelli che sono i rapporti tra le forze politiche di
maggioranza.
È emerso un solo dato, una sola esigenza da parte di questo
Governo. Arrivare con una prova muscolare ad approvare entro il 31
dicembre questa finanziaria regionale. E nell'obiettivo di arrivare
a questo risultato sono state calpestate le prerogative dei
parlamentari, Presidente Galvagno, i nostri ruoli, sono state
svilite le Commissioni.
Le Commissioni hanno portato avanti soluzioni, si sono confrontate
per diversi giorni, ma alla fine in Commissione Bilancio si è
rivoluzionato tutto.
Si è negato il confronto nelle Commissioni, pochissime sono state
le audizioni, non sono state ascoltate adeguatamente le parti
sociali, gli attori delle varie categorie. Fondamentalmente, siamo
stati mortificati nel nostro ruolo.
Guardate, io credo che a questo Governo non interessi altro che
arrivare ad una approvazione, entro il 31 di dicembre, poi magari
arriveremo, nel 2024 assessore Falcone, a discutere due, tre,
quattro collegati - nei corridoi di quest'Aula se ne discute,
qualcuno fa già le scommesse di quanto possono essere collegati nel
2024. Questo determina una enorme perdita di credibilità di questo
Parlamento e, sicuramente, di questo Governo.
E guardate una questione paradigmatica, rispetto all'inconsistenza
dell'azione politica, io la voglio fare rispetto alla questione
della sanità. Da quando noi ci siamo insediati, non c'è stata
seduta nella quale non si è parlato del tema della sanità. Carenza
di medici, carenza di infermieri, pronto soccorso che non
funzionano, liste d'attesa infinite. Ebbene, in questa legge
finanziaria non c'è una sola misura che va in quella direzione, la
direzione di contrastare quello che è un diritto che oggi viene
negato, un diritto alla salute.
Ebbene noi, come Partito Democratico, riteniamo che questo debba
essere una priorità, tant'è che ho presentato un emendamento che
tende, fondamentalmente, a prevedere, sul tema della sanità, gli
incentivi, incentivi a coloro che andranno a occuparsi, si occupano
delle aree di emergenza e urgenza, a coloro che ricoprono il ruolo
di medici nelle aree interne della Sicilia dove, fondamentalmente,
abbiamo le maggiori carenze.
Questa finanziaria regionale non dà alcuna risposta alle aree
industriali, anzi nelle riserve sono state tagliate penalizzando,
così, i sindaci e gli amministratori che avevano bisogno e che
hanno bisogno di quelle risorse per manutenere quelle aree.
Una finanziaria che non dà visione, non dà sviluppo. E parlando,
invece, di enti locali siciliani rispetto al 2023 - lo dice la
relazione degli studi della Commissione Bilancio - rispetto al 2023
abbiamo meno 52 milioni di euro. Le riserve ne sommano
quarantaquattro.
Guardate, io vorrei da questo Parlamento, e anche dai colleghi
tutti, una valutazione, per esempio, di alcune riserve, la ratio di
alcune riserve. E mi riferisco, nello specifico, naturalmente
all'articolo 2 al comma 6 e al comma 20. Ecco, queste due riserve
sono fondamentalmente l'emblema di quello che potrebbe essere il
miglior numero di una settimana enigmistica, caro assessore
Falcone. Queste riserve dovrebbero, evidentemente, fare insorgere
tutti gli altri comuni siciliani 300, gli altri comuni siciliani
che non sono interessati i 391 comuni siciliani che non sono
interessati al beneficio di quelle riserve, dovrebbe insorgere
l'Anci, ALI e quale che sia organizzazione che tutela i comuni
siciliani, perché abbiamo la consapevolezza che gran parte dei
comuni siciliani sono in situazioni di dissesto, di pre-dissesto o
di piano di equilibrio. Se ne stimano all'incirca un terzo. Quindi
non vediamo il motivo perché si debbano garantire alcuni comuni, e
non la totalità. Le norme devono essere generali ed astratte, da
questo punto di vista.
Una norma finanziaria che taglia alcuni articoli, che ritengo
siano stati essenziali nella trattazione, la ricapitalizzazione
dell'AST, per esempio, che è una partecipata per la quale è
indispensabile vedere che il futuro bisogna garantire, considerato
che garantisce in questo senso il diritto alla il diritto alla
mobilità, il diritto allo studio. Non si parla in maniera adeguata
di politiche giovanili, di consulte giovanili, di parità di genere.
Vengono dimenticati i diritti degli agricoltori siciliani. Ne
abbiamo parlato a più riprese. I danni che l'agricoltura subisce,
ha subito nel 2023, a seguito dei cambiamenti climatici, ebbene
nessuna risposta agli agricoltori, al settore della zootecnica,
nessuna risposta al settore vitivinicolo.
Ecco, in tutto questo io ritengo che a questo punto non possa che
esprimersi una valutazione non positiva della legge finanziaria,
oggi in discussione, Presidente Galvagno. Io credo, e concludo con
un appello, perché fondamentalmente sì, fondamentalmente, io
ritengo che a questo punto il Partito Democratico ha rappresentato
nelle Commissioni la volontà, la volontà di collaborare per tentare
di migliorare questa legge finanziaria.
Noi vorremmo, a questo punto - e questo è l'appello che rivolgo al
Presidente Galvagno - che vengano rispettate le nostre prerogative
di parlamentari regionali, che si possa discutere nel merito di
quello che è l'articolato e si possa discutere, cari colleghi,
soprattutto su quelli che sono gli emendamenti aggiuntivi perché
sugli emendamenti aggiuntivi troverete sicuramente delle proposte,
delle proposte valide per dare alla finanziaria regionale un
obiettivo, uno sviluppo, una visione rispetto a quelle che sono le
nostre prerogative di mandato di parlamentari regionali e che ci
chiedono i nostri regionali.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole. Per quanto riguarda il suo appello
e soprattutto rispetto a quello che vorremo fare nel futuro è
evitare che ci possano essere tanti collegati all'interno di questo
anno. C'è da dire che è stato anche un merito farlo in questo anno
che è passato, nella scorsa legislatura trovare cioè la sintesi per
fare dei collegati? Non era per nulla semplice Noi addirittura
abbiamo approvato tre collegati che tra le altre cose non sono
soltanto di una parte politica ma mi pare che siano stati collegati
che abbiano tenuto conto, oggettivamente, di tutte le forze
politiche all'interno di questo Parlamento.
Ha chiesto di parlare l'onorevole De Luca Cateno. Ne ha facoltà.
Gli interventi sono di quindici minuti massimo.
DE LUCA CATENO. Signor Presidente, signori colleghi, io voglio
esprimere i miei complimenti al ragioniere Falcone perché ha fatto
un buon lavoro contabile. Lei sta mantenendo l'impegno che aveva
preso con me quanto meno di preservare per quando arriveremo noi e
ci arriveremo molto presto, perché le contraddizioni politiche vi
travolgeranno non per altri motivi che sento in comunicati stampa e
onestamente con argomentazioni che fanno ridere, ma proprio per le
contraddizioni che ogni giorno continueranno ad emergere. Quindi
io, assessore, anzi ragioniere Falcone, le dico grazie.
Veda, in questa operazione di quadratura, lei in questo momento è
costretto ad accantonare trecentocinquanta milioni di euro per
l'anno 2024, quattrocento milioni di euro per l'anno 2025, 450
milioni per l'anno 2026. Siete in attesa che lo Stato vi dia dei
soldi ed è lo scambio che c'è stato con i vari accordi sottoscritti
e che ovviamente, cosa mettono in evidenza, che la Sicilia è tenuta
a guinzaglio.
Ecco perché ragioniere e Falcone, noi siamo costretti ad approvare
la legge di stabilità dopo di quella nazionale perché di questi
accantonamenti che sono fatti su spese obbligatorie, vedete, sono
stati tolti dalla forestale, sono stati tolti ai comuni, e ad altre
voci importanti, quindi stiamo facendo una quadratura un po'
fantozziana, ecco, un po' fantozziana, che è legittima per carità
ma fantozziana resta, perché mette in evidenza sempre il solito
problema. Ma devo dire che sul fronte, quanto meno del risanamento,
lei l'impegno con noi lo ha mantenuto, di garantirci per quando
arriveremo noi una regione che sia il più possibile alleggerita.
Veda, assessore Falcone, per ora c'è la gara tra voi Assessori che
siete in odore di candidatura alle Europee a girare i comuni, a
promettere soldi, a promettere interventi, con i fondi extra
regionali.
Io parto dal presupposto che questa fretta che avete è proprio
questa perché naturalmente già siete in campagna elettorale. Certo
trovare poi dei colleghi sindaci che rispetto a tutte queste
dinamiche sono un po'abbindolati da quello che sarà il clima
elettorale ovviamente è una questione che da questo punto di vista
non vi fa sicuramente onore. La fretta è solo questa, non è altro.
Ma noi, al di là di quelle che sono le esigenze che avete
manifestato, abbiamo dimostrato grande maturità e volevo
sottolinearle qualche aspetto molto importante.
Vede, nell'accordo che avete sottoscritto il 16 d'ottobre del
2023, al punto 9, sono previste delle risorse che vanno date in
compensazione per il futuro, per la compartecipazione alla spesa
sanitaria, le famose accise che per il passato non erano dovute,
per il futuro sì stranamente - guardate che principio giuridico -
ma che noi siamo stati svenduti, non ci sono dubbi e questa è
l'ulteriore conferma.
Cosa dice il punto 9 del patto del 16 di ottobre 2023? Che per il
2023, intanto la Regione ha ricevuto questi trecento milioni e
dovete dire grazie all'opposizione che abbiamo grande senso di
responsabilità, nella variazione di bilancio e mantenuto gli
impegni sui tempi quindi, lei deve cercare di astenersi su certe
affermazioni sui giornali, perché quando lei vuol mettere il mondo
produttivo contro le opposizioni, dicendo che qui c'è
ostruzionismo, lei sbaglia. Lei sbaglia perché dimentica
esattamente la disponibilità di quest'Aula e soprattutto
dell'opposizione
In questo punto 9 c'è scritto un passaggio, assessore Falcone, per
gli esercizi successivi al 2023, compatibilmente con gli obiettivi
di finanza pubblica, il Governo... cosa significa questo? Significa
che se i conti non quadrano, per il Governo e per lo Stato, questo
punto 9 ovviamente è cartastraccia perché vi hanno inserito una
clausola che mette in evidenza che il patto c'è ma a condizione, e
ovviamente questo era il patto sclerato che avete fatto
semplicemente per mantenere certi equilibri nazionali.
Sulla legge di stabilità mi corre l'obbligo di fare qualche
riferimento, anche specifico, perché assessore Falcone lei lo deve
ammettere nella sua replica. L'opposizione in Commissione Bilancio
ha preso la legge di stabilità, l'ha migliorata, ha contribuito a
scrivere dei testi e ha tolto ciò che non era potabile intanto, in
quel quadro. Lo deve ammettere, nonostante le sue provocazioni
simpatiche
Veda, l'articolo 1 per quanto riguarda l'assegnazione finanziaria
ai comuni, il comma 2, le devo dire "bravo", lei finalmente ha
mantenuto l'impegno che ha assunto con me in quest'Aula per quanto
riguarda i trasferimenti ai Comuni. Abbiamo avviato quel percorso
virtuoso, abbiamo superato quell'impostazione becera che vedeva la
Regione tenere i soldi in cassa e i comuni costretti a fare
anticipazioni di tesoreria. Le ho posto questa questione
nell'ambito del DEFR dell'anno scorso e siamo riusciti con la legge
di stabilità precedente a fare un'operazione sulle tre rate
nell'anno in corso e una posticipata. Le devo dire "bravo", siamo
riusciti ad allineare e a risolvere una stortura, il comma 2
dell'articolo 1 grazie al percorso che noi abbiamo proposto a
quest'Aula e che lei ha condiviso perché era di buon senso, abbiamo
anche risolto un altro buco di bilancio di circa centocinquanta
milioni di euro - tanto ormai ce lo possiamo dire perché è coperto
- perché la posticipazione della rata fondamentalmente non era
altro che una copertura all'anno successivo.
Ora lei ha risolto anche questo, lo sa che non c'era riuscito
nessuno finora? Ecco perché dico lei è un bravo ragioniere e deve
rimanere con noi, in questo ruolo, perché quello che lei è riuscito
a fare neanche "Armao Meravigliao" è riuscito a risolverlo e quindi
la mia stima e il mio ringraziamento per questo passaggio.
Sull'articolo 2, assessore, dico piuttosto che scrivere il numero
degli abitanti ma parliamo della riserva del carciofo, facciamo
prima Parliamo della riserva del pomodorino, facciamo prima nei
confronti dei comuni, ma che male c'è? Che male c'è Ma arrivare a
prendere il metro, i metri quadrati del comune oppure vedere se è
morto qualcuno, se è sceso sotto i cinquemila o se è nato qualcuno,
se è sopra i quattromila. Ma cortesemente meglio scrivere alla luce
del sole. Riserva del carciofo é bellissima, anche da un punto di
vista, veda, legislativo ha dei precedenti. Assessore Messina,
parliamo delle riserve ai comuni, meglio usare gli ortaggi
piuttosto che utilizzare alcune definizioni che sotto il profilo
normativo fanno ridere
Le abbiamo fatte anche noi di queste norme, parlavamo di teatri di
pietra non è che eravamo lì a guardare, ovviamente, quelli che
erano i metri quadrati e quant'altro.
Su qualche altro articolo ho, ovviamente, da aggiungere qualche
altra riflessione perché naturalmente siamo stati lì a discutere.
Per quanto riguarda veda l'articolo 4 che ci ha visto quasi
contrapposti con l'Assessore Messina e - ovviamente assessore
Messina nulla di personale questo ci tengo a sottolinearlo -
abbiamo cercato di definire una norma per evitare che magari
qualcuno facesse la campagna elettorale, tanto Assessore Messina
voi non siete impegnate perché Forza Italia non vi vuole, siete
brutti, cattivi e quindi non vi vuole e ha vinto la linea Falcone
su questo ed ecco perché Schifani gli lascerà il cerino in mano da
questo punto di vista, ma sono faide ovviamente che noi guardiamo a
distanza ma che si ripercuotono naturalmente in quella che è la
qualità, Presidente del Parlamento, anche delle norme, naturalmente
faide che bisognerebbe tenere lontane da questo stesso Parlamento.
Andiamo all'articolo 11 Assunzione dei lavoratori impegnati in
attività di pubblica utilità e in attività socialmente utili , qui
c'è il lodo Sciotto che dobbiamo ricordare, Assessore Falcone,
perché quando avete proposto una stabilizzazione a 20 ore quella
notte, il collega Sciotto ha fatto le barricate al punto tale da
fermare questa proposta e ha portato il Governo a una
rielaborazione della proposta all'indomani, ed ecco che abbiamo
ottenuto una stabilizzazione per questi lavoratori, a cui non è
stata mai data dignità in questi trent'anni, da 20 ore, quelle
proposte da voi, a 24.
Ma abbiamo anche lavorato su altro, Assessore Falcone, lei lì,
purtroppo, l'ansia da prestazione ha prevalso, lei, vede, quando fa
il ragioniere è molto più malleabile e noi lo preferiamo
Noi abbiamo presentato due emendamenti, se li segni perché veda
noi ancora, da questo punto di vista, vogliamo discutere di questi
due emendamenti, riguardano un fondo previsto per i comuni che
assumono, stabilizzano i lavoratori socialmente utili fino a 36 ore
e quindi prevedere il 50 per cento dei costi, da 25 ore 36, con un
concorso da parte della Regione e quindi il 50 per cento lo mettono
i comuni che hanno la possibilità e il 50 per cento euro dalla
Regione, è di buon senso per dare la possibilità a quei comuni che
vogliono investire sul personale riducendo, magari, facendo
sacrifici, i servizi dagli un segnale, questo è virtuosismo.
E perché abbiamo previsto solo ai comuni? Perché gli altri sono
dipartimenti della Regione e non hanno bisogno di una legge per
poter fare l'aumento delle ore per i colleghi lavoratori
socialmente utili della sanità, piuttosto che di altri dipartimenti
non c'è bisogno della legge, ci vuole solo per i comuni perché
bisogna avere la copertura finanziaria.
Lo stesso abbiamo previsto allora per quanto riguarda gli ex
contrattisti, perché erano stati contrapposti tipo la guerra dei
poveri, noi infatti avevamo portato da 20 a 24 ore la
stabilizzazione dei lavoratori di socialmente utili, proprio per
equipararli agli ex contrattisti, ma abbiamo anche previsto per gli
ex contrattisti, che sono ancora a 24 ore in molti comuni dove non
c'è la possibilità di poterli portare a 36 ore, di prevedere anche
qui un contributo straordinario che copre il 50 per cento per quei
comuni che vogliono fare questo sforzo; lei lo deve fare questo
sforzo, veda Assessore Falcone, glielo chiedo perché è fondamentale
che da questo punto di vista, quanto meno si dia una risposta
esaustiva e complessiva a quelle che sono dinamiche per le quali
abbiamo partecipato tutti quanti.
Lo stesso per quanto riguarda gli articoli riferiti al settore
della forestazione, il 14 e il 15, come non possiamo non citare il
lodo del collega Cracolici che in Commissione Bilancio ha posto una
questione riguardante i settantottisti che, da questo punto di
vista, ha portato, poi, alla soluzione per essere utilizzati con un
aumento di giornate ben precise - se non ricordo male a 101
giornate - e su questo abbiamo anche fatto le barricate per quanto
riguarda quello che era l'articolo riferito agli incendi boschivi
e, quindi, al maldestro tentativo di scaricare sui comuni, sui
sindaci, la responsabilità di una competenza che della regione e,
soprattutto, senza mezzi e senza risorse adeguate: anche da questo
punto di vista abbiamo fatto un'azione che ha portato a togliere
alcuni commi che erano solo finalizzati allo scarica barile, e
soprattutto a mettere "in croce" i colleghi sindaci. Su Agrigento-
capitale, Assessore Falcone, qui si è consumata una vendetta nei
confronti Di Mauro.
C'erano 10 milioni previsti quando la Giunta ha approvato il
disegno di legge, perché su ogni articolo c'è una faida nei
confronti del collega Di Mauro, e allora lì sono stati ridotti a 5
milioni, da dieci a cinque, noi abbiamo tentato di difendere questi
10 milioni per Agrigento, capitale della cultura, e mi auguro che
ci siano i margini, Assessore Falcone, per ripristinare quella che
era stata la volontà di tutta la Giunta, che poi per una becera
faida politica tra voi assessori è stata portata poi a cinque,
facendo pagare il prezzo alla città di Agrigento. Quindi mi auguro
che da questo punto di vista ci sia - ovviamente - una previsione.
Chiudo con l'ultima riflessione. Assessore Falcone, mi guardi. Lei
che è stato l'artefice ma qui devo dire che il mediatore finale è
stato il Presidente del Parlamento. Io gliene devo dare atto,
Presidente Galvagno, quando si è fatta la cosiddetta "norma-
Taormina", che non era per Taormina ma era per tutti. Ci siamo
visti da lei e in modo autorevole è riuscito a soprattutto smorzare
quello che era stato un risentimento da parte del presidente
Schifani nei miei confronti. Non so perché ce l'ha con me, non so
perché ce l'ha con me, obiettivamente anche su questo aspetto,
anche ora mi hanno detto che ce l'ha con me Sì, e non l'ho capito
Ma comunque, lasciando stare questa questione, sulla legge Taormina
veda, Assessore Falcone, è pensabile che le cinque giornate che
abbiamo riservato ai comuni - lo dico all'Assessore Messina pure -
in cui ricade il bene archeologico, devono pagare il canone per
l'utilizzo del bene?
Dico, è pensabile che da questo punto di vista anche l'emendamento
che abbiamo presentato in Commissione Bilancio per inserire che
quanto meno quelle cinque giornate sono a titolo gratuito da parte
del comune lo avete respinto quando lei era ormai seccato, perché
purtroppo ha fatto cilecca la sua forzatura? Io glielo ricordo.
Perché ora che è in versione "ragioniere", magari alcuni
suggerimenti li accoglierà e da qui - ovviamente - alla conclusione
del percorso mi auguro che da questo punto di vista si abbia più il
"ragioniere" Falcone e non l'Assessore Falcone, che ovviamente
rispetto a quella che è la corsa disperata contro Tamajo, sostenuto
da Schifani, ormai è in corsa per le europee e capiamo ovviamente
che la sua fretta non è perché c'è un problema delle attività
produttive, ma perché già è iniziato il suo tour elettorale, noi le
facciamo i nostri auguri, ma veda che da questo punto di vista
Schifani lo ha ribadito: lei sarà la vittima sacrificale per
dimostrare in Sicilia chi è che comanda in Forza Italia, e comanda
Schifani. Lei non si non si illuda perché questo derby tra lei e
Tamajo lei - per come si sono messe le cose - lo perderà.
PRESIDENTE. Grazie onorevole De Luca.
E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne ha facoltà.
Le ricordo di intervenire nel limite di quindici minuti. Grazie.
DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente, buonasera Governo, onorevoli
colleghi. Manca un po' di maggioranza ma ci siamo abituati. Io ho
un po' paura, Presidente Galvagno, del suo annuncio. Del fatto che
ci ha comunicato che il Presidente Schifani è a Roma. Perché di
media ogni viaggio che il Presidente Schifani fa a Roma, a parte
quanto costa alla Sicilia il viaggio, perché il problema del caro
voli non si è neanche avvicinato a risolverlo, nonostante ogni
volta si dice: "Caro voli è tutto a posto ... poi vai lì e sono
mille, cinquecento, settecento milioni di euro
Il problema è che quando ogni volta il Presidente va a Roma come
minimo ci perdiamo tra 300, i 500, i 700 milioni, ti scappa un
ponte, un miliardo, un miliardo e tre, un miliardo e mezzo... e
quindi un po' di paura ce l'ho di questo ennesimo, viaggio
probabilmente sarebbe stato meglio se fosse rimasto qui in Aula a
confrontarsi su quella che è una legge del Parlamento ma è di
iniziativa governativa, tant'è che viene deliberata dalla sua
Giunta per poi portarla in Aula - e magari avrebbe anche preso un
po' il polso della situazione anche del disastro politico che è
stato consumato in queste settimane.
Il disastro politico di cui a farne le spese non è solo la qualità
della legge ma anche chi, poi, da quella legge attende di
conoscerne gli effetti e quindi i siciliani, le imprese, i
lavoratori, il tessuto produttivo.
Una legge che ha visto lo stravolgimento, quello che è il compito
delle Commissioni di merito che dovrebbero esaminare nel merito,
migliorare il testo, per poi farlo andare in Commissione Bilancio
dove ci dovrebbe essere una discussione costruttiva sulle coperture
finanziarie da offrire a queste norme.
E invece questo dibattito, questo iter, questo percorso è stato
inquinato dal Governo, dall'Assessore Falcone, perché hanno inteso
- svuotandone di contenuti sia le Commissioni di merito sia in
particolare la Commissione "Bilancio", dove era a dir poco penoso,
vedere le opposizioni battagliare, argomentare, spiegare, proporre
per poi vedere la maggioranza spesso silente che veniva chiamata al
voto fondamentalmente a ratificare ciò che il Governo consentiva di
dibattere, perché poi su una parte è stato anche omesso il
dibattito.
Perché quando il Governo ritira dieci norme su trenta, alcune non
le può ritirare, e giustamente hai ritirato mezza finanziaria, hai
fatto un passo indietro su ciò che tu stesso avevi proposto.
In più, per nascondere queste vergogne, che cosa fanno?
Da un lato c'è Schifani che dice che l'opposizione è vacante e
vacua, non ha proposte, dall'altro vediamo Falcone su Instagram che
si fa il video e dice che le opposizioni, come unico interesse,
hanno che si arrivi all'esercizio provvisorio.
Falcone, se questo la fa dormire più sereno, a noi dell'esercizio
provvisorio non ce ne frega niente
A noi quello che interessa - questa è un'ansia da prestazione che
è sua, non è nostra - mi segue Ci siamo
Questo è un problema che si è ripercosso nel suo modo di agire, di
affrontare la finanziaria - me lo consenta - in maniera poco
democratica, perché, le ricordo, che se le opposizioni nel rispetto
delle loro prerogative parlamentari che prevedono, anche quando
manca il dialogo, la possibilità di fare ostruzionismo, non è una
parolaccia, è una prerogativa parlamentare, è uno dei pochi
strumenti a disposizione delle opposizioni, noi, assessore Falcone
non si distragga con i giochini che siamo in finanziaria, se non
fosse stato invece per la capacità di fare sintesi, noi saremmo
ancora in Commissione Bilancio.
Perché se le minoranze non avessero ritirato gli oltre 400
emendamenti di modifiche alle tabelle che erano state presentate,
lei sarebbe ancora in maniche di camicia a doversi sorbire 50
minuti di interventi di ogni articolo prima di chiedere, con pietà,
alla sua maggioranza di ratificare ciò che lei e il suo Governo
avete deciso.
E adesso in Aula si prosegue, fondamentalmente, per lo stesso
motivo.
Tra le norme che avete avuto il coraggio di ritirare, assessore
Falcone, non dimentico l'articolo 27, quello con cui avreste dovuto
adeguare la rete di RSA, CTA e centri autistici perché io ricordo
la discussione fatta in Commissione "Sanità" in cui le chiesi,
Assessore, per quanto concerne questa tematica, ci vorrebbero 80
milioni di euro
Voi ne state stanziando 20 - e peraltro li state mettendo dal
bilancio regionale anziché dal fondo sanitario, tant'è che
prevedete la triennalità.
Poi cosa succede nel 2027 non è dato saperlo. Lei in
quell'occasione disse no, è giusto perché noi non lo possiamo fare
con fondi sanitari, quindi lo facciamo con fondi regionali così su
questo versante non c'è problema. Dopo di che viene in Commissione
Bilancio con una riscrittura in cui si rimangia tutto quello che
aveva detto in Commissione Salute, gli dà copertura col Fondo
sanitario regionale, le viene ricordato, anzi in sanità avevamo
messo pure 45 milioni, perché 20 servivano a poco, ebbene, viene in
Commissione Bilancio, lo riscrive con i fondi sanitari, si rende
conto che questa cosa andrebbe fatta in via amministrativa e lo
ritira, eliminando così l'impegno
Perché di sanità in questa finanziaria non ne parlate, l'unico
momento in cui ne parlate è quando dovete prorogare, ne parlavate,
quando dovevate prorogare per il Giglio la possibilità di cercarsi
il partner privato anziché occuparvi probabilmente di altre
questioni che riguardano il Giglio e quando poi dovete trasformare
la vostra Las Vegas, il CEFPAS, in un ente del servizio sanitario
regionale.
E invece è importante parlarne perché magari da lì può nascere
qualche stabilizzazione, perché lì magari poi possiamo utilizzare
la Madia per stabilizzare qualcuno o qualcuna che al CEFPAS è
entrata con altre modalità.
E allora io mi chiedo, ma di tutta la sanità, abbiamo problemi
delle liste d'attesa, abbiamo problema dell'edilizia sanitaria, in
Commissione sanità avevamo condotto un dialogo importante perché il
Movimento 5 Stelle, questo perché siamo vuoti e vacanti, aveva
proposto di stanziare 20 milioni per dare degli incentivi a chi
lavora nel settore dell'emergenza urgenza dei pronto soccorso
perché abbiamo anche costituito una sottocommissione che ha
lavorato per molti mesi su questo tema e lì è nato l'incontro anche
con la volontà, è giusto riconoscerlo, del Governo di stanziare le
medesime somme per le aree disagiate: si è fatto presente che un
pronto soccorso all'interno di un'area disagiata è anche più
disagiato di un Pronto soccorso invece collocato in area non
disagiata, se è arrivata questa norma al momento è sparita, di
questa norma in Commissione Bilancio non c'era più traccia, di 20
milioni su aree disagiate per i Pronto soccorso, questa norma è
sparita
E allora probabilmente ci siamo chiesti forse la sanità non
interessa particolarmente al Governo Schifani per cui se ne guarda
bene tranne per la parte del CEFPAS, abbiamo capito che per voi le
esigenze trasformare il CEFPAS in un ente del servizio sanitario
regionale, al punto tale che non vi siete mai scomodati finora di
scrivere al Ministro Schillaci per chiedere la deroga per il centro
di cardiochirurgia pediatrica di Taormina ma vi siete presi la
briga di chiedergli due volte se potevate trasformare o se potevate
considerare il CEFPAS come un ente del servizio sanitario
regionale, perché evidentemente queste sono per voi le priorità, al
centro di cardiochirurgia di Taormina poi ci pensiamo.
Poi abbiamo proposto, proprio perché siamo vuoti e vacanti, una
norma per l'acquisto dei crediti incagliati che ANCE vuole, ci
dicono e lo ammettete voi stessi perché lo scrivete nella Nadefr
che il centodieci per cento, una norma voluta fortemente dal
Movimento Cinque Stelle nella scorsa legislatura nazionale, ha
prodotto in Sicilia sei punti percentuali di prodotto interno
lordo, l' avete riconosciuto, l' avete ammesso, l'avete scritto che
era una norma importantissima per la nostra economia, avete anche
accolto un ordine del giorno a firma del Movimento 5 Stelle che
prevedeva l'impegno per il Governo di inserire questo tema nei
successivi documenti finanziari vi abbiamo proposto una norma per
acquistare l'ottantacinque per cento del prezzo nominale,
centocinquanta milioni di euro nel prossimo triennio, anche questa
neanche l'avete discussa
Ma poi andiamo anche a quello invece che avete voluto discutere,
le norme sulla forestazione, le norme sull'antincendio. Come lo si
risolve il problema? Scaricate la colpa ai comuni e ve ne lavate
le
mani, poi come si fa la prevenzione? Quando la si fa, con quale
formazione? La prevenzione la dovreste fare tutto l'anno, eccetera,
eccetera, non ha importanza, vi inventate e dite che il comune deve
fare la prevenzione, se non lo fai ti tolgo il 3 per cento delle
risorse a rendicontazione, e qua casca anche l'asino, assessore
Falcone, perché lei va a realizzare il medesimo meccanismo
sanzionatorio sui comuni per la prevenzione antincendio che fino a
un mese fa avete voluto togliere per quanto riguarda la democrazia
partecipata e sì perché sempre rendicontazione e sempre in
restituzione va, sempre sul bilancio del comune è, ragion per cui
voi fate come sempre, figli e figliastri, dove vi dovete scaricare
la responsabilità mettete la sanzione ai comuni, già poveri di
risorse e di strumenti, e vi inventate che la Regione fa
l'ordinanza al comune, il comune fa l'ordinanza al privato, e
allora, se non la fate, non hai operato, allora io a mia volta
faccio recupero nei tuoi confronti, tu poi fai, comuni, recupero al
cittadino privato, ma ve lo studiate la notte? Ma, invece di
dormire scrivete queste cose? Cioè, che cosa fate? Boh
Le riserve: l'articolo dei regalini, le riserve, glieli diamo al
comune che ha più di 30 mila abitanti e 440 chilometri quadrati,
400, quello che è, siete arrivati a fare norme di questo genere per
non scrivere Monreale, siete arrivati a inserire i contributi ai
comuni che sono oggetto di sbarchi, persino comuni senza il mare,
per il fenomeno dell'immigrazione viene dato il contributo al
comune di Modica, ma perché non gli scrivete nome e cognome dei
deputati che le propongono queste cose, manco il nome del comune,
dovete scrivere nome e cognome del deputato che le propone perché
non mi puoi prendere, non c'è Lampedusa, non ci sono le sedi di
hotspot, non ci sono le sedi dei comuni che ospitano centri di
prima accoglienza e ci mettete Modica, la misura è
sull'immigrazione non è sul cioccolato
E, allora, andiamo avanti, norma sugli ASU: frutto sicuramente di
un importante lavoro parlamentare avvenuto in Commissione, frutto
del lavoro in Commissione con le opposizioni, però, vorrei
ricordarvi che ci sono 12 mila contrattisti in giro per la Sicilia
che hanno necessità di una soluzione, che state commettendo gli
stessi errori sugli ASU che avete già commesso in passato, vedi di
fare un unico bacino, fare una norma che prevede le medesime misure
per gli operatori dei beni culturali, per gli operatori che
operano, invece, negli enti locali perché probabilmente la
soluzione non può essere unica per tutti quanti ma dovremmo
probabilmente distinguere categorie, vi è stato ripetuto e ribadito
più volte, i comuni possono integrare le ore per quanto riguarda
gli operatori dei beni culturali che sono solo 269, invece, questa
possibilità non c'è e ci vuole la norma, ragion per cui, vede
Presidente, e mi avvio alla conclusione, ricordando anche all'Aula
l'importante impegno del Movimento Cinque Stelle che ha messo anche
su un tema che è stato più volte anche oggetto di momenti di
ricordo in quest'Aula: la violenza nei confronti delle donne, è
stata fatta una proposta al Governo per aumentare i fondi e le
disponibilità del Governo su questo settore, centri antiviolenza,
ai centri che sono al fianco delle donne, da questo punto di vista,
ragion per cui nei prossimi giorni daremo battaglia, assessore
Falcone, non dorma sonni tranquilli ma non perché l'obiettivo è
l'esercizio provvisorio ma perché l'obiettivo è rendere decente una
finanziaria che è indecente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Vi chiedo
di attenervi ai quindici minuti, massimo, perché ci sono ancora
molti interventi, quindi vi chiedo...
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Ho
preso un sacco di fogli che c'erano sul banco per far vedere che ho
preparato l'intervento, così l'assessore Falcone si preoccupa
perché questa è la finanziaria dove la divisione sin dal primo
momento è stata costruita artatamente sul tempo, secondo la tesi
che c'era: il 31 dicembre era l'obiettivo del Governo, il primo
gennaio è l'obiettivo dell'opposizione.
Ma io devo dire, con grande onestà, che non mi sono mai
appassionato sul tempo. Ho contribuito a creare le condizioni per
sgombrare il campo da qualunque pretestuoso tentativo da parte del
Governo di far discutere su cose che non c'entravano niente, di
ritirare con tutti i Gruppi dell'opposizione gli emendamenti alle
tabelle e consentire di uscire e venire in Aula per non discutere
di cose che rischiavano di essere fuorvianti.
Il tema non è quando sarà approvato la finanziaria, il tema è: che
finanziaria stiamo approvando? E provo a sintetizzarla.
L'assessore Falcone ci ha detto, già nel corso del 2023, per la
verità iniziò Armao, che avremmo avuto delle somme straordinarie
nella disponibilità del bilancio per effetto di quella
compensazione relativa al fondo sanitario che ha determinato una
prima trance di 300 milioni, ora 350, che con la legge di
stabilità... e 400...e 450 che con la legge di stabilità sono
stati riconosciuti alla Sicilia a fronte di un impatto finanziario
nel differenziale tra il 42,5 e il 49,1 che era di 630 milioni
l'anno. Cioè noi contribuivamo per 630 milioni in più al
cofinanziamento del fondo sanitario in virtù di una norma che, poi,
lo Stato non ha mai dato attuazione, che doveva in qualche modo
compensare questo maggior gettito per la Sicilia dalle accise dei
prodotti petroliferi. Si è andato a questa intesa, è stato già
riferito in cui, sostanzialmente, lo Stato per il passato ha dato,
forfettariamente, a fronte dei circa 8 miliardi soltanto 300
milioni e si è impegnato, dal 2024 in poi, per compensare questi
600 e rotti milioni che ogni anno è il differenziale tra quello che
dovremmo cofinanziare e quello che in realtà cofinanziamo.
Bene, dimentichiamo però due cose. A fronte di questi 350 milioni
lo Stato ha preteso che aumentassimo la quota di finanziamento del
piano di rientro dal disavanzo della stessa Regione. Quindi,
quest'anno abbiamo un onere di 70 milioni in più rispetto a quello
che avevamo l'anno scorso. Se sottraiamo i 70 ai 350 ne rimangono
280. Eppure lo Stato, contemporaneamente, ci aumenta il fondo
sanitario per l'anno 2024 per circa 360 milioni e noi dovremmo
cofinanziare, secondo la regola del 49,11, per circa 180 milioni
questo ulteriore contributo che ci viene erogato per l'aumento del
fondo sanitario nazionale. Mentre in tutta Italia il fondo
sanitario viene ripartito secondo le regole abitanti/territorio, in
Sicilia abitanti/territorio produce una conseguenza finanziaria che
la Regione deve mettere ulteriori 180 milioni. Quindi 280, il saldo
tra 350 meno 70, i 280 meno 180 rimangono 100 milioni.
Ma non è finita qui, perché nella legge di stabilità e con i
decreti che stanno per essere varati, abbiamo avuto notizia che
l'altro ieri il Consiglio dei Ministri non ha approvato l'ultimo
decreto sulla riforma fiscale, ma comunque dal primo gennaio entra
in vigore il nuovo sistema fiscale che riduce le aliquote da
quattro a tre, determinando, secondo una stima - ma come è noto le
stime poi si devono vedere al saldo - un minor gettito per la
Regione siciliana da questa riforma delle aliquote di circa 180
milioni rispetto a quanto abbiamo incassato nel corso del 2023.
Quindi, i cento milioni che sono rimasti dei 350 non servono, non
sono sufficienti a coprire il mancato gettito fiscale per il quale
comunque lo Stato ha un obbligo costituzionale secondo il principio
della compensazione di cui non abbiamo notizia, anzi la notizia che
abbiamo avuto è che il Governo ha presentato un emendamento in
Conferenza delle Regioni prevedendo una compensazione per tutte le
Regioni tranne per la Regione siciliana.
Io mi chiedo, al di là dei comunicati stampa con i quali si
discute del ponte se gli abbiamo dato un miliardo e due, un
miliardo, se sono troppi, sono pochi, tutto attraverso comunicati
stampa e come è stato dimostrato senza atti amministrativi, cosa
aspetta il Governo regionale se non il fatto di essere di fatto
ascaro del Governo nazionale nella tutela dell'interesse dei
diritti dei siciliani, impugnando davanti alla Corte costituzionale
il bilancio dello Stato che sta per essere approvato al Parlamento
nazionale? Perché in violazione palese di norme costituzionali che
stabiliscono che il mancato gettito fiscale deve essere
obbligatoriamente compensato dallo Stato tranne che da questo
Governo che ha deciso di non compensare e di mettere zero come
compensazione alla Regione siciliana.
Risultato, ho fatto somme molto molto schematiche, dei 350 milioni
che ci riconosce lo Stato ne dobbiamo mettere almeno 100 in più
rispetto a quello che avevamo per l'anno. Questa è la finanziaria.
La finanziaria si regge tutta qui per il resto è un déjà vu.
Io l'altra sera facevo un'amara riflessione a me stesso e anche a
quella che è la condizione in cui operiamo in questa Regione. Io,
come è noto, questa è la mia ventiduesima legge finanziaria che
esamino da parlamentare di questo Parlamento, e dal primo giorno
che sono entrato in questo Parlamento sostanzialmente i temi che
abbiamo sempre trattato sono: contributo ai Comuni, ai precari e i
forestali. Sono le tre voci che hanno segnato il tempo, come dire,
di tutte le manovre che si sono realizzate in Sicilia. E' come se
la Sicilia in questi vent'anni e più fosse ferma a vent'anni fa. E'
come se non ci fossero temi, questioni, problemi, ragioni che
obbligherebbe la nostra Regione che rivendica il principio
dell'autonomia ma che non lo pratica secondo cui come dire "tutto
il resto è noia".
Quindi, la sanità. Oggi abbiamo una grave anzi gravissima
emergenza nel sistema sanitario. Mancano medici, un'organizzazione
sanitaria che presenta lacune drammatiche e abbiamo deciso di
prendere una serie di milioni di euro per abbattere le liste
d'attesa, nel sistema, utilizzando il sistema privato.
Quanto meno avremmo potuto, almeno, chiedere umilmente visto che
gli diamo decine di milioni di euro aggiuntivi rispetto ai
trasferimenti che facciamo ordinariamente, chiedere che durante le
vacanze di Natale il sistema privato resti aperto. Se voi andate a
verificare le case di cura, i laboratori di analisi, i centri
radiologici, tutti quelli che sono cosiddetti convenzionati e che
sono stati, ulteriormente, rafforzati per abbattere le liste
d'attesa, la gran parte di essi dal 23 dicembre al 7 gennaio
chiudono. E' come se i nostri ospedali potessero decidere che, dal
23 dicembre al 7 gennaio, sono chiusi. Quindi, i siciliani che
hanno bisogno di salute si cureranno dall' 8 in poi. Ma perché non
c'è un Governo.
Cioè questi processi si governano, con un Governo che ha chiaro
cosa vuole e cosa pretende in cambio, anche dei privati che
svolgono attività per il servizio pubblico. Invece no. Tutto è
nella logica della mera elargizione. Dicevo, è come se non ci
stiamo accorgendo di una drammatica realtà, che vale per tutti non
per il Governo, per la maggioranza o per l'opposizione, ma vale per
tutti.
Ieri l'ISTAT ci ha consegnato il dato che la Sicilia è la Regione
che perde, ogni anno, il più alto numero di residenti, rispetto a
tutto il resto d'Italia. Significa che noi, negli ultimi dieci
anni, abbiamo perso circa duecentomila residenti. Lo scenario che,
da qui al 2030, arriveremo a sotto i 4 milioni e mezzo di abitanti,
rispetto ai 4 milioni e 8 di oggi, 5 milioni di ieri. E tutto
questo come se fosse l'effetto di un destino cinico e baro.
Semplicemente perché questa Sicilia sta perdendo fiducia su se
stessa, la gente se ne va.
Poi noi possiamo dividerci su diecimila euro al comune che ha
quattromila abitanti, piuttosto che a cinquemila abitanti. Se
Lampedusa o piuttosto che Favignana possono essere tra i comuni che
devono avere una premialità per l'immigrazione. Ma che c'entra
mettere insieme Lampedusa e Favignana? Lo dico con grande rispetto
per Favignana che, fra l'altro è un'isola che me piace, tra le più
belle della Sicilia. Ma intendo dire che tutto è gestito in una
logica in cui non c'è una visione di governo della Sicilia, e
questa finanziaria è, come dire, la somma di tanti piccoli
interessi che non danno una visione comune e condivisa ai
siciliani. Io non nascondo di essere rimasto sorpreso quando
stamattina ho letto sui giornali che alcune associazioni di
interessi, gli artigiani, l'ANCE, gli industriali, la
Confcooperative, la Coldiretti hanno fatto una dichiarazione, un
comunicato per sostenere che il bilancio deve essere approvato
entro l'anno. Legittimo, ci mancherebbe. Ma mi chiedo, ma sono
informati cosa sarà questa finanziaria per quelle categorie? Cioè,
al di là se verrà approvato il trentuno dicembre o il primo
gennaio, cosa ne discende da questa finanziaria per queste
categorie? Nulla Nulla C'è come dire un giudicare e intervenire
senza conoscere, quasi per fede, tranne poi lamentarsi il giorno
dopo.
Bene, io credo che questa finanziaria, assessore Falcone, lei è
riuscito a far discutere della data, per non far discutere del
merito, per non rispondere alla Sicilia delle cose che non ci sono
e delle scelte che non sono state fatte. Lei non ha non ha
consentito di affrontare, in maniera seria, alcuni temi sui quali
io, ad esempio mi ero espresso favorevole.
Ad esempio, la riduzione del bollo auto, tema interessante. Il
fatto che si riduca una delle tasse abbastanza odiose salvo non
dire che quella iniziativa che lei ha promosso ha un impatto sul
bilancio della Regione che è di circa, almeno quaranta milioni di
euro di minore entrata. Eppure abbiamo fatto un accantonamento di
sette milioni. Cioè stime tutte sballate. Se incassiamo
quattrocento milioni e consentiremo il 10% di riduzione più il 10
se si mettono, se utilizzano il bonifico bancario, a tutti coloro
che sono in regola, e tutti sono in regola perché nel frattempo
hanno sanato, hanno sanato con le sanatorie di questi mesi, hanno
sanato con la sanatoria in questi mesi tutto il loro fardello
eventuale di arretrati, solo se partecipa la metà, e sarebbe
illogico che non partecipasse, noi avremmo un minore introito di
venti più venti. Eppure le stime sono costruite sul nulla. Io mi
sono concentrato molto sulle entrate, perché sulle uscite lo faremo
negli emendamenti e anche durante la discussione sull'articolato e
sugli emendamenti all'articolato.
Ma c'è una cosa su cui voglio chiudere. Questa è finanziaria che,
tra l'altro per scelta del Governo, lo hanno detto i miei colleghi,
il Governo ha rinunciato a dieci articoli circa della finanziaria
rinunciando di fatto alla possibilità anche di emendamenti
modificativi, dall'AST, alla questione delle tariffe delle case di
cura e delle rette per i ricoveri, quindi, ha snellito
ulteriormente la legge di bilancio impedendo che cosa? Impedendo
che in questa finanziaria possano entrare temi, attraverso gli
emendamenti aggiuntivi, che vengono dal Parlamento.
Io credo che questo non può essere accettato e consentito. Un
esempio per tutti. Siamo una terra di mafia, non ce lo scordiamo, e
abbiamo il dovere anche nelle leggi che fa questo Parlamento di
dare un segnale di attenzione alla lotta alla mafia e per farlo non
si fa soltanto con i comunicati stampa
FALCONE, assessore per l'economia. Con leggi di settore.
CRACOLICI. Con leggi di settore, ma le leggi di settore, lei mi
insegna Assessore, che se non ci sono poi le capienze nei fondi
globali sono leggi di settore che faranno la fine delle altre leggi
di settore, cioè non si faranno perché non ci sono coperture
finanziarie. Allora, il tema della lotta alla mafia, l'Assessore sa
che è un tema di cui parliamo da mesi, la Sicilia, la gran parte
dei piccoli comuni non ha sistemi di videosorveglianza, la
sicurezza nei nostri comuni praticamente non esiste e,
paradossalmente, i comuni siciliani sono esclusi dalla possibilità
di partecipare al PON nazionale perché sono quelli che hanno il più
basso numero di denunce di fenomeni di criminalità comune.
Abbiamo la più alta concentrazione delle società confiscate alcune
delle quali possono ripartire se da parte dell'amministrazione
pubblica c'è un intervento a fondo perduto semplicemente
utilizzando le linee di credito agevolato per consentire a far
ripartire alcune di quelle imprese che possono ripartire. Sono temi
che in una legge finanziaria che ha una visione e che ha un
obiettivo si perseguono, poi ci si divide sulla misura, sulla
quantità, sulle modalità, ma l'assenza completa questo vale per la
lotta la mafia, il tema della violenza sulle donne, oggi tema
centrale della cronaca del nostro sistema Paese, che riguarda anche
la nostra Regione. La Regione è sorda, si occupa di altro e come se
noi avessimo il torcicollo. Questo non è che penalizza solo, lo
dico francamente, non solo un Governo purtroppo anche
l'opposizione. Nessuno si salva dalla disaffezione crescente che
c'è tra la società siciliana e il sistema politico. Noi stiamo
lavorando e contribuendo per allontanare da un ruolo fondamentale
che deve avere un'istituzione di essere attrattore dei problemi e
possibile solver problem delle diverse emergenze che una grande
regione come la Sicilia ha.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole. Colleghi, io vi ricordo e vi chiedo
di mantenervi sui quindici minuti. Onorevole Cracolici, ha tolto
quattro minuti al suo Gruppo.
CRACOLICI. I quattro minuti a cui ha rinunciato il mio collega.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole La Vardera. Prego
onorevole.
LA VARDERA. Grazie Presidente, onorevoli colleghi, Governo. E'
veramente mortificante da parte di questo Parlamento, caro
assessore Falcone, dovere discutere di un passaggio così
fondamentale di questo Parlamento, per questa nostra Regione, con
un'assenza che fa veramente specie e pesa, e pesa come un macigno,
perché vedere tra i banchi di questo Governo la poltrona del
presidente Schifani vuota è un segnale che, a mio avviso, è un
segnale emblematico e che racconta questo anno di Governo, ossia la
vuotezza di questo governatore Schifani e quella sedia vuota non fa
altro che rappresentare il modo in cui lui ha governato questa
Regione, con delle politiche che non hanno assolutamente assunto
dei progetti seri.
Io non farò - e voglio subito tranquillizzare la Presidenza -
proteste eclatanti alla Milazzo, non salirò sui banchi, Presidente,
anche se meriterebbe questa assenza del presidente Schifani un
salto pindarico e catapultandomi direttamente da lei, presidente Di
Paola, non lo farò, non lo farò, stia tranquillo, non lo farò anche
perché forse a differenza di Milazzo non ho le doti artistiche e
anche fisiche per potere portare avanti questo volo dell'Angelo,
non sarei in grado, assolutamente.
Però io - queste come dire queste pantomime le lascio fare a
Fratelli d'Italia - rimango nel mio e grazie a Dio continuo a fare
il mio ruolo di deputato in modo, diciamo, anche veemente contro un
Governo che più volte ha rappresentato un senso di vuotezza.
E quindi, lasciatemi sfogare, lasciatemi sfogare rispetto al fatto
che trovo assurdo, imperdonabile, inaccettabile l'assenza del
governatore Schifani in un passaggio così fondamentale per la
nostra democrazia e in un passaggio così fondamentale per questa
nostra Regione.
Una finanziaria che non ha - caro assessore Falcone - una visione,
non ha una strategia, non ha assolutamente al centro le esigenze
che sono fondamentali per i siciliani e io ricordo i passaggi e il
passaggio di insediamento del governatore Schifani che si
convinceva parlamentarista convinto e diceva di essere stato sempre
attento ai bisogni di questo Parlamento.
La discussione generale fino a prova contraria, a differenza del
collega Cracolici che è la sua ventiduesima volta in cui si discute
ovviamente questa finanziaria, io sono alla "duesima" quindi
essendo nuovo, come dire, deputato di prima leva, ovviamente mi
dicono tutti i passaggi e tutti i colleghi che evidentemente
l'assenza dei governatori durante un passaggio così fondamentale,
cioè la discussione generale, che ricordo ai colleghi deputati - a
cui non c'è alcun bisogno di ricordare - è anche uno strumento per
potere dare anche degli input perché la discussione generale fa
questo, dare degli input proprio a questo governo, perché è una
legge finanziaria vuota, esattamente come é vuota la sedia di
Schifani.
E in che cosa è vuota entrando nel merito, caro assessore
Schifani? Un tema, tra tutti, noi l'abbiamo più volte ribadito e lo
voglio qui raccontare: in questi articoli troviamo, come spesso
succede ormai in questo Parlamento, spesso e volentieri i deputati
non hanno il coraggio di mettere la faccia e la firma a degli
emendamenti che sono emendamenti che io continuo a chiamare
marchette, perché di questo stiamo parlando, spesso e volentieri il
dibattito di quest'Aula si rifà a delle marchette territoriali e si
mette lì dei riferimenti ai chilometri, alla distanza, all'uscita
di situazioni determinate. Ma io dico ai colleghi della maggioranza
che fanno queste marchette, abbiate il coraggio di scrivere il
vostro nome, di mettere il nome del comune.
E' inutile che vi nascondete dietro a delle parafrasi e lo dico
senza troppi giri di parole. Invito i colleghi di maggioranza a
mettere la faccia quando inseriscono dentro questo articolato delle
marchette riferibili chiaramente a dei singoli comuni e chiaramente
a delle singole entità, anche perché se non avete nulla da
nascondere e anzi rivendicate l'aiuto per la vostra comunità perché
chiaramente non evitate di prenderci in giro e dire, raccontarci
che cosa volete fare per il vostro territorio?
E un'assenza di visione strategica, lo ribadisco, e la gente che
sta fuori da questi palazzi osserva questo teatrino indecoroso,
triste, che ovviamente non dà onore al merito e, caro Assessore
Falcone, io non farò, lo ripeto, questo volo pindarico milazziano,
però, io lo anticipo, sono pronto, se questo tema non verrà
affrontato con la giusta attenzione, a gesti politici estremi che
io non voglio annunciare perché le farò un emendamento che noi
abbiamo portato, che ritengo essere sacrosanto, che potrà dare una
mano per migliorare questa legge, e lei ci deve ascoltare,
Assessore Falcone, prevede di mettere una somma specifica per un
tema che tutti abbiamo affrontato e, da Presidente dell'Intergruppo
contro i fenomeni del crack nei giovani e negli adolescenti, lo
ribadisco in quest'Aula: se noi non mettiamo somme al disegno di
legge contro le dipendenze patologiche e non diamo la possibilità
di aprire un capitolo apposito rischiamo di non guardare in faccia
una realtà che sta attanagliando le nostre province, che sta
attanagliando le città e che sta vedendo tanti giovani essere
vittime purtroppo di una politica stantia che non ascolta le loro
prerogative.
Assessore Falcone, mi appello al suo buon senso, io ho incontrato
il Governatore Schifani su questo tema e il Governatore Schifani
aveva preso un impegno preciso e circoscritto e quindi mi auguro
che su questo tema il nostro emendamento verrà inserito, perché è
chiaro che non possiamo ritenere che su alcuni argomenti, caro
Assessore Falcone, ci siano prerogative di destra o di sinistra o
di partiti, ci sono prerogative che vanno al di là degli scontri
legittimi che ci possono essere dentro questo Parlamento e sono
prerogative così sacrosante, dei temi che sono così sacrosanti, che
non possono diventare frutto di bagarre politiche, e su questi temi
noi non arretriamo e su questo emendamento, caro Assessore Falcone,
io sarò pronto a fare, non come Milazzo che volerà tra i banchi, a
incatenarmi seppure davanti questo Palazzo, caro Assessore Falcone,
glielo dico subito e mi auguro che non ce ne sarà bisogno.
E posso continuare perché questo emendamento non lo chiedo io, lo
chiedono le associazioni che stanno lavorando ogni giorno a
Ballarò, ma come nelle periferie di Catania, come nelle periferie
di Messina, di Enna, di Caltanissetta, di Siracusa dove questo
fenomeno sta arrivando e grida vendetta e grida che la politica
possa metterci un segnale chiaro e preciso.
In questa finanziaria, caro Assessore Falcone, non ho trovato una
sola parola, l'avessi trovata, una sola Abbiamo parlato di incendi
per tutta un'intera stagione ma non abbiamo trovato una sola parola
per quelle famiglie che hanno perso le loro case, che hanno perso
tutto a seguito di una politica che non ha fatto la prevenzione
degli incendi boschivi e lei mi dice "ma io ce li ho messi i
soldi", ma non avete parlato di quelli che hanno subito dei danni,
perché nelle scorse ore come ho dimostrato con un documento
incontrovertibile a firma del Capo, del dirigente della Protezione
civile il Governo romano targato Fratelli d'Italia ancora deve dare
una risposta sulla dichiarazione di stato d'emergenza rispetto a
quelli che sono stati gli incendi che hanno distrutto delle case e
persone, non che hanno la casa al mare, non la casa in montagna,
che hanno le prime case ancora oggi faranno il Natale, caro
Assessore Falcone, nelle macchine
La famiglia Meli è l'emblema di questa triste storia, perché?
Perché non sono stati puliti gli alvei dei fiumi e, quindi, gli
incendi hanno completamente devastato la loro storia, perché
bruciare una casa, caro Assessore Falcone, non significa
semplicemente fare andare in fiamme il cemento ma significa fare
andare in fiamme i ricordi di un'intera vita, di un'intera vita e
di un'intera famiglia che ha perso, ovviamente, il sacrosanto
diritto alla prima abitazione. Non avete messo un euro E sono
pronto a essere smentito davanti a questo Assessore Falcone, anzi
me lo auguro affinché possiate risarcire quelli che hanno dovuto
subire dei danni ovviamente alle loro abitazioni.
Noi abbiamo presentato un emendamento, perché questo significa
fare opposizione costruttiva e critica: tamponare i vostri buchi,
tamponare le vostre inadempienze e cercare di rispondere
concretamente con atti rispetto al silenzio, il silenzio che spesso
e volentieri è corresponsabile, perché su certi temi non ci si
aspetta, non ci si può aspettare che siano le opposizioni. Dovreste
pensarci voi. Ma va bene così, va bene così, vuol dire che questo
Parlamento porta anche le prerogative delle opposizioni in
proposizione di questa storia che grida vendetta, ma potrei
continuare e continuerò, perché il tempo ancora è dalla mia parte.
Abbiamo avuto modo di poter leggere questa legge e voi continuate
in questa legge, caro Assessore Falcone, a tutelare degli interessi
di una struttura che nelle scorse settimane è finita al centro di
un'inchiesta sacrosanta della trasmissione Report, di Sigfrido
Ranucci, che sicuramente tornerà se servirà su questa storia
dell'Ospedale Giglio di Cefalù, dove si è appurato che qualcuno ha
utilizzato quella struttura pubblica per potersi fare la campagna
elettorale. Allora su questa storia, caro Assessore Falcone, che
grida vendetta, voi non solo non dite una parola ma continuate a
dire al Giglio: "sapete che c'è? Vi diamo fino al 2025 per trovare
il partner privato". Non solo non li prendete di petto e dite
"smettetela " Ma assolutamente continuate a non fare chiarezza
rispetto ad un tema che è sacrosanto, che è il diritto alla sanità
e alla salute e che questa politica ha dimenticato, facendo
diventare il diritto alla salute e alla sanità come un privilegio
per pochi. "Onore', ho bisogno di da visita, ci può pensare lei?".
E qualcuno continua ad alimentare questo modo becero di fare
politica sulle spalle dei siciliani, perché quando qualcuno pensa
di potere scambiare un sacrosanto diritto costituzionalmente
garantito che è il diritto alla salute e lo fa diventare come un
favore concesso dall'alto non fa altro che calpestare la
Costituzione della nostra Repubblica, su cui noi abbiamo giurato e
su cui noi continueremo a giurare per esercitare il ruolo
sacrosanto di parlamentari.
E posso continuare sulla visione di sanità che non avete, che non
c'è in questa finanziaria. Ci sono degli ospedali, caro Assessore
Falcone, che non hanno più i medici; degli ospedali di periferia
che rischiano di chiudere; ci sono degli ospedali - e non dico solo
della mia provincia, perché le segnalazioni arrivano da tutta la
Sicilia -, noi svolgiamo il ruolo di deputati per l'intera Regione
e ogni giorno ci arrivano delle sollecitazioni territoriali
devastanti sul tema. Che cosa state facendo? Qual è la vostra
visione strategica e programmatica di questa nostra Terra? Io l'ho
letta più volte e ci sono delle lacune che sono grandi quanto una
casa, e non solo.
O non posso non parlare del tema, tanto caro all'Assessore Aricò,
sul quale diverse volte ci siamo confrontati. Caro Assessore Aricò,
diciamocelo come va detto, questa storia del caro voli voi l'avete
soltanto toccata e l'avete soltanto sfiorata perché c'è molto di
più, molto di più da fare. Io continuamente ricevo lamentele di
persone che chiamano quel famigerato numero, di emergenza quasi lo
chiamerei. Perché ormai è diventato un'emergenza. Siamo al
paradosso che per ritornare in Sicilia chiami il numero di
emergenza per avere indicazioni su come avere un sacrosanto diritto
al collegamento, a essere collegato e non diventare una Regione che
ricordiamolo, lo ha detto il Presidente della Repubblica
Mattarella, da garantire l'insularità che ormai è
costituzionalmente protetta e garantita. Noi abbiamo maggiori, e
dovremmo avere, maggiori diritti Però purtroppo avete nel vostro
stesso Governo un Governo che è ovviamente anche di un colore
preciso, che fino a qualche anno fa gridava "Senti che puzza,
stanno arrivando i napoletani". Il Governo che ovviamente era
quello presieduto e voluto da Sua Maestà, Salvini II. "Ponte IV",
ormai lo chiamo così, perché lui ha questo desiderio, essere
ricordato, a perenne memoria, soltanto per la realizzazione di
questo ponte che si farà in modo che lui possa dire "Sono stato io
a riuscirci", quando ancora le prerogative e le priorità di questa
Regione vedono una Regione che ha dei collegamenti che fanno pena,
per non dire altro.
Per raggiungere una parte e l'altra della Sicilia ci sono ancora i
treni a vapore che fanno "ciuf ciuf". Però, ovviamente, la
prerogativa di questo Governo continua a essere quella di dare dei
soldi, di dare i nostri soldi che potrebbero servire per esigenze
strategiche a una struttura e a una infrastruttura che vuole
soltanto Salvini.
Vado verso la conclusione, caro Assessore Falcone, a noi questa
finanziaria non piace
Se noi vogliamo ragionare su questa finanziaria, se vogliamo
portare questa finanziaria a un livello quasi sufficiente, dobbiamo
e dovete avere il coraggio di ascoltarci.
Ascoltateci - e finisco, caro Presidente, con questa campanella
arrivo, mi porta al liceo, ora ci arrivo alla conclusione - dovete
avere il coraggio di ascoltarci e ascoltare quelli che sono i
miglioramenti che vogliamo dare a questa finanziaria che, per
quanto ci riguarda, non è assolutamente una finanziaria che ci
rispecchia.
Se lo ricordi e se lo scriva, visto che sta parlando al telefono,
forse sta chiedendo l'autorizzazione al Governatore Schifani. Si
ricordi che questi, su questi emendamenti noi non transigiamo. Sono
quelli che riguardano il crack e ce n'è uno in particolare, e
concludo.
PRESIDENTE. Onorevole, si rivolga sempre alla Presidenza.
LA VARDERA. Abbiamo presentato sulla violenza sulle donne per
equiparare chi ha subito violenza e danni permanenti al viso,
l'abbiamo presentato già un mese e mezzo fa, dare la possibilità di
poter essere aggiunti al comparto regionale quindi essere
equiparati alle vittime di mafia, non solo loro ma anche i loro
figli.
E' un emendamento sacrosanto che - mi auguro che ascolterete - e,
caro Schifani, che ormai si è lasciato commissariare dal
Vicepresidente della Regione, Sammartino, mi auguro che possa in
qualche modo ascoltare le nostre ragioni che sono ragioni
sacrosante, ragioni di libertà, ragioni di legalità.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, Assessore Falcone, Vicepresidente,
Assessori, colleghi parlamentari, innanzitutto sono disponibile a
fare qualsiasi azione necessaria con il collega Ismaele ma insieme
a diversi colleghi miei per quanto riguarda la lotta e il contrasto
al crack e a tutte le droghe.
Entriamo nel merito della discussione generale sulla finanziaria.
La finanziaria, il bilancio del 2023 era circa di 20 miliardi, e
circa 22 miliardi di euro per quest'anno. Invece, la finanziaria
l'anno scorso era di circa 487 milioni di euro. Quest'anno è di 1
miliardo 109 milioni di euro, quindi altri 622 milioni di euro in
più.
Perché vi dico questo? Perché non avete più scuse, che non avete i
soldi, che non avete le risorse. Le risorse le avete e le state
impegnando per tutta una serie di cose e tutto quello che non è
previsto in questa finanziaria e per cui non sarà possibile dare
risposte nel 2024, non è perché non avevate le risorse, è perché
non l'avete voluto fare scientificamente.
Così come vi ho detto, passiamo solo per la finanziaria da 487
milioni a 1 miliardo e 109 milioni.
L'Assessore Falcone ha messo su in questi giorni tutta una farsa.
La farsa dell'Assessore Falcone si poggia su una strategia: cercare
di far passare le opposizioni come strumentali, cercare di
rappresentare, appunto, la vittima per provare ad esaltare un
risultato politico. La sua strategia è stata questa. Ma è una
strategia priva di fondamento e destinata a crollare. Infatti, non
vedevo l'ora che già sta crollando con gli interventi dei colleghi
parlamentari in Aula, perché questo disegno che lui ha messo su
questa opposizione cattiva piano piano con gli interventi invece va
prendendo un aspetto diverso e questo lo dico a tutte in primis
alle categorie che sono intervenute sollecitando il Parlamento e
sollecitando in particolar modo le opposizioni.
Noi il 15 novembre abbiamo approvato le variazioni di bilancio in
un'ora, non era presente neanche l'Assessore in Aula, in un'ora
abbiamo approvato 25 articoli quindi immaginatevi l'atteggiamento
di ostruzionismo a noi non appartiene: lo abbiamo dimostrato il 15
novembre e mi rivolgo proprio in particolar modo alle
organizzazioni di categorie della nostra Isola, non solo, se noi
avessimo avuto l'intenzione di non approvare la finanziaria o
rinviare l'approvazione della finanziaria già durante le variazioni
di bilancio dovevamo posticipare quell'approvazione in modo da far
scattare gli ulteriori termini quindi questa è una sonora bugia,
caro Assessore Falcone, smantellata da tutta una serie di cose che
sono evidenti quindi dovete stare tranquilli e sereni, noi ci
siamo stati e ci siamo, l'abbiamo dimostrato il 15 novembre.
Cos'è successo? E' successo che dopo il 15 novembre, il 22
novembre, quindi dopo una settimana che le opposizioni dimostrano
apertura, sensibilità, perché si rischiava di perdere 600 milioni
di euro e le opposizioni sono venute in soccorso perché voi
sprovveduti, incapaci, siete arrivati tardi rischiando di non
poterci fare impegnare le risorse, noi ci siamo sostituiti, mentre
lei non era neanche in Aula, lei ha offeso troppo, ha esagerato
questa volta infatti ora gliele suonerò politicamente una dopo
l'altra e purtroppo non avete raccolto quella che è stata la nostra
disponibilità. In quella Conferenza dei Capigruppo le minoranze
insieme cos'è che le hanno detto? Va bene, è stato fatto un
percorso in anticipo, gli abbiamo dato atto di questo ma i tempi
non ci sono per il 31 dicembre, diamoci la mano, l'abbiamo detto,
diamoci la mano e chiudiamo per il 7 gennaio, per il 7 gennaio Lei
ha detto no Lei ha detto no Ha detto no davanti a tutta la
Conferenza dei Capigruppo perché lei voleva passarsi un capriccio,
non approvare la finanziaria perché si salva la Sicilia, no, lei
voleva passarsi questo capriccio di avere una medaglietta inutile
da autorizzare ora, poi le spiegherò il perché, lei politicamente è
stato un maestro per le opposizioni, per la maggioranza un
disastro Ma come può fare un politico, per giunta un politico
navigato come lei, in un colpo solo a mettere insieme tutte le
opposizioni? Cioè le opposizioni che si erano presentate divise
alle elezioni regionali, noi ci siamo presentati divisi alle
elezioni regionali, con tre presidenti diversi e quindi abbiamo
portato avanti qui posizioni diverse, ma grazie a questa sua grande
lungimiranza politica, è riuscito a metterle insieme cioè lei
riesce a creare la sintesi, lei è il punto di riferimento più
importante delle opposizioni in quest'Aula, in Sicilia, perché le
ha fatte unire Proprio una genialata politica e tutto questo per
non portare avanti quella offerta che le aveva fatto l'opposizione
invece del trentuno dicembre il sette gennaio, non cambiava nulla
anche in termini di esercizio provvisorio. Queste cose le dobbiamo
dire perché tutta la farsa che ha messo lei su deve crollare, per
fortuna poi si arriva in Parlamento e le cose escono fuori per
quelle che sono
Lei è riuscito con questo atteggiamento del 31 dicembre a tenere
in ostaggio non solo le minoranze ma anche la sua stessa
maggioranza. I Presidenti delle Commissioni, che io ringrazio
tutti in particolar modo il Presidente della Commissione Bilancio,
che non sono scesi al suo gioco, compreso il Presidente
dell'Assemblea, perché ancora esiste la dignità di chi ricopre un
ruolo apicale di non essere parte ma di essere il Presidente di
tutti, vale per i Presidenti delle Commissioni, vale per il
Presidente dell'Assemblea; lei pensava di avere uomini a
disposizione per il capriccio e devo dire che i Presidenti, invece,
sono riusciti e sono stati equilibrati sia nelle Commissioni di
merito sia nella Commissione Bilancio, però li ha tenuti tutti in
ostaggio.
Lei ha fatto una serie di dichiarazioni, strumentalizzazioni con
i piedi d'argilla quando si dimostra che tutto quello che ha
costruito lei in base a questa ipotetica strumentalizzazione
dell'opposizione, "è tutta una farsa, la finanziaria va approvata
entro il 31 dicembre, non è una questione di puntiglio ma è di
sostanza per il bene della Sicilia; siamo partiti già a giugno
incontrando le associazioni e le categorie e poi ci ritorno, poi
le forze politiche, per costruire una finanziaria che offra
risposte a tante esigenze, il Governo viene criticato perché vuole
ricollocare la Regione nei binari della regolarità,
dell'efficienza, della buona amministrazione, trovo grave chiedere
deroga alla norma", come se l'assessore Falcone fosse il primo
giorno in Aula. L'assessore Falcone è quello che nel 2018, lui e la
sua Giunta, ha approvato la finanziaria l'8 maggio, nel 2019 il 26
febbraio, nel 2020, il 14 maggio, nel 2021 il 15 aprile, nel 2022
il 25 maggio, nel 2023 il 22 febbraio, ma allora non se lo chiedeva
di fare le cose in regola, di non approvare l'esercizio
finanziario, voi siete stati i primi, voi siete stati i primi dopo
di che vi avevamo detto ok il 7 gennaio, questo è un capriccio ed è
la dimostrazione, quindi, tutta questa farsa è caduta. Così non ci
può venire a dire noi abbiamo fatto gli incontri con le
organizzazioni di categoria . Questo suo atteggiamento di
contingentare tutto non ci ha messo in condizione in Commissione di
ascoltarli noi le categorie, noi avevamo tutto il dovere, il
diritto di poterle ascoltare, il Parlamento vota la finanziaria e
lei ci ha tolto questa possibilità, lei ci ha tolto si
contingentando dei tempi; siamo andati nelle Commissioni e a
malapena abbiamo avuto il tempo per presentare gli emendamenti, non
abbiamo potuto ascoltare i rappresentanti delle categorie perché
non abbiamo avuto il tempo. Per approvarlo il 31 dicembre bisognava
portare la finanziaria non a fine ottobre, agli inizi di ottobre, è
questo quello che lei doveva fare, quindi, lei sempre in questa
intervista ci chiede di segnalare i temi importanti per valutarli,
pertanto, io non elenco tutte le cose che potrei elencare, tante
cose sono state dette dai colleghi, una cosa però voglio dire, un
tema lo voglio porre e lo pongo in Parlamento e mi auguro che avrà
risposta nella finanziaria. C'è una grande dimenticata in questa
finanziaria ed è l'agricoltura e la zootecnia che non è un problema
di un assessorato o di un assessore, è un problema della Regione
siciliana. Non è possibile che non arrivino anche in questa
finanziaria i danni per le calamità naturali, è necessario
integrare le risorse per i danni del ciclone Atos del 2012 perché
non era vero che non potevano essere pagati questi danni tanto è
vero che li stanno pagando ma li stanno pagando con l'elemosina,
con centesimi, l'uno e il due per cento rispetto a danni accertati
sul cento per cento e il due per cento, servono le risorse; la
stessa cosa vale per il ciclone del 10 febbraio del 2023; non è
possibile che vi limitate solamente alla declaratoria per lo stato
di calamità naturale, non avete portato una lira dal Governo
nazionale, una lira, non ci siete riusciti a portarla. In Emilia
Romagna già hanno recuperato quasi quattro miliardi e voi una lira
non l'avete portata, almeno abbiate la capacità di mettere delle
risorse per l'agricoltura e la zootecnia nel bilancio della
Regione. Serve un aiuto concreto agli agricoltori del settore
viticolo per i danni per la peronospora, ma serio no elemosine.
Sono scelte politiche e sono scelte politiche importanti che non
possono essere a carico, l'ho detto prima, non è un rimprovero
all'assessore Sammartino, assolutamente, è un rimprovero a un
Governo che ha lasciato scoperto totalmente un settore vitale.
La stessa cosa per la zootecnia: servono risposte concrete. La
zootecnia sta morendo, il prezzo del latte si abbassa sempre di
più, i costi delle aziende per l'elettricità, per i mangimi
aumentano giorno dopo giorno e voi avete messo zero in questa
finanziaria, briciole.
Allora lei ci ha sfidato e ci ha chiesto i temi. Questo è un tema,
non aggiungo mille cose. Una cosa le sto ponendo e mi auguro che da
questa finanziaria esca una risposta, concludo anche perché rimane
un minuto. Governate da sei anni, in questi sei anni siete riusciti
a consegnare una Sicilia che, non lo dice Dipasquale, dall'ultimo
intervento dell'Istat di qualche giorno fa siamo l'ultima Regione
in Europa per tutta una serie di parametri. E' incredibile per
quanto riguarda i giovani che non lavorano e non studiano la
Sicilia si colloca al duecentoventottesimo posto su 228 regioni
La Sicilia si colloca all'ultimo posto tra le Regioni anche
relativamente al tasso di occupazione. abbiamo toccato il fondo e
sei anni ce li avete voi tutti di totale responsabilità. Quindi io
mi auguro che arrivino risposte e che la finisca l'Assessore,
veramente, con questa farsa delle opposizioni cattive e voi che
subite i danni di tutto questo, voi e i siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Ciminnisi. Ne ha
facoltà.
CIMINNISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
questa finanziaria è la seconda targata Schifani. L'anno scorso,
insomma, potevamo essere magari un po' più clementi per comprendere
che il Governo si era insediato da qualche mese e, quindi, magari
poteva avere qualche difficoltà. Però questa finanziaria, che è la
seconda, è così brutta che, nonostante il Governo ne abbia ritirato
un terzo, comunque, perfino emendarla veniva complicato e voglio
partire dalle dichiarazioni dell'assessore Falcone che ha detto che
le opposizioni non ci sono, perché non presentano proposte
qualificanti.
Allora noi, come vede, Assessore, noi ci siamo piuttosto voi mi
raccomando contatevi bene non vorrei che inciampaste nuovamente in
un incidente come quello del consolidato. Quindi prendete bene le
presenze stavolta, così almeno siamo apposto.
Per quanto riguarda la bontà delle proposte qualificanti che noi
non avremmo presentato, ma perché? Ma nelle Commissioni di merito
c'è stato spazio per discutere delle proposte? I lavori nelle
commissioni di merito sono andati un po' così, Presidente. Lo dico
anche alla Presidenza perché sia garante anche del ruolo delle
opposizioni. In un pomeriggio, tre/quattro articoli, c'è stata una
discussione, un fiume di emendamenti, abbiamo liquidato la
questione della legge di stabilità Vicepresidente Sammartino
abbiamo chiuso tutto e arrivederci ci vediamo in bilancio.
Qualcosa ha approvato che poi in Bilancio non è arrivato e questo
è stato il merito della discussione. Proposte qualificanti non ne
abbiamo? lo sblocco dei crediti fiscali non è una proposta
qualificante, assessore? Gli emendamenti sul contrasto alla
violenza di genere non sono forse una proposta qualificante? La
premialità ai Comuni per la raccolta differenziata l'abbiamo
salvata in extremis in Commissione Bilancio ma del resto che cosa
ci dobbiamo aspettare da un Governo che ancora nel piano rifiuti
propone gli inceneritori e che poi si ricorda dei Comuni solo per
caricare gli extra costi che derivano dal trasporto dei rifiuti
fuori dalla Regione?
Alla fine, tutta questa manovra altro non è che è un tentativo
probabilmente di scaricare sui poveri sindaci la responsabilità di
ogni cosa. Certo a meno che non si tratti anche dei sindaci che
sono nel cuore dell'assessore Messina, che, come sempre, si riserva
un gruzzoletto per le sagre e le feste di paese, perché io certo
non me lo scordo che alla scorsa, l'ultima variazione di bilancio
avete tolto 670 mila Euro dei soldi dai sei milioni destinati ai
ristori per i privati colpiti dalle alluvioni, per destinare alle
sagre alle feste di paese
E quindi il vizietto vi è rimasto e lo avete riproposto anche in
questa finanziaria. Scarichiamo sui sindaci anche tutto quello che
deriva dalla gestione del fenomeno migratorio escludendo Lampedusa,
no comment. Ma escludiamo persino Trapani che è una delle sedi di
CPR in Sicilia.
E' facile fare propaganda sulla pelle dei migranti ed anche bello
sbandierare blocchi navali quando poi si lasciano da soli i sindaci
ad affrontare sui loro territori le ricadute del fenomeno
migratorio.
E poi ovviamente a seconda del deputato da accontentare si
inserisce un Comune anziché un altro. Poi, dopo un'estate infernale
in cui abbiamo visto andare in fumo migliaia di ettari di superfici
e boscata almeno su questo ci saremmo aspettati un po' di serietà.
Probabilmente la gestione dell'antincendio è la rappresentazione
plastica dell'inefficienza di questo Governo, dell'incapacità di
pensare a delle strategie di prevenzione, ma questo già dal Governo
Musumeci e quindi abbiamo avuto il 18 di ottobre quest'Aula sugli
incendi, dichiarazione di stato di emergenza, grandissime proposte,
poi arriviamo al momento della finanziaria e ci troviamo finalmente
una norma che ha nella rubrica "Misure antincendio". E che cos'è?
Un'altra norma con cui si cerca di scaricare sui sindaci l'onere
della pulizia dei fondi incolti e abbandonati, come se alla fine
tutta la causa degli incendi si potesse risolvere in questa pulizia
dei fondi incolti e quindi cosa facciamo? Inseriamo in una
finanziaria una norma che sappiamo benissimo, anzi un pacchetto di
tre norme, che sappiamo benissimo che andrebbero inserite in una
riforma strutturale della forestazione, di certo non con delle
norme spot all'interno della legge di stabilità.
E quindi pazienza se poi prendiamo i lavoratori forestali, precari
da sempre e per sempre, da un dipartimento li spostiamo in un altro
come se fossero dei pacchi senza nessuna dignità lavorativa, senza
nessuna prospettiva, senza nessuna continuità nella gestione del
patrimonio forestale che sarebbe quella che servirebbe invece per
garantire una tutela effettiva del patrimonio boschivo.
E pazienza se poi anche i sindaci si dovranno arrangiare con quel
tre percento che non di fondi in più che gli trasferiamo per fare
le attività, ma di fondi che devono vincolare, ma che sono quelli
che gli trasferiamo comunque normalmente per adempiere ad una norma
di cui non si comprende neanche la reale portata precettiva, perché
poi non si capisce che cosa succede se invece questo non avviene.
E pazienza pure per i distaccamenti forestali, li voglio vedere
con i mezzi vecchi di vent'anni e senza uomini ad andare a fare, a
rimuovere le situazioni di pericolo da cui si possono innescare gli
incendi visto che poi non si capisce, ripeto, con quali uomini,
visto che anche un concorso per il corpo forestale non siete
riusciti neanche a portarlo a termine tali erano le irregolarità
che avete pure dovuto annullarlo.
Ma quindi a questo punto ma che serve la Regione? Dobbiamo
reintrodurre le Province, i sindaci devono fare la gran parte delle
cose, ma quindi non lo so, chiudiamo tutto e almeno così tagliamo
un bel pò di costi della politica e la Regione che cosa fa? Dove
stiamo andando? Perché in questa manovra non si capisce in che
direzione sta andando questa Regione, assessore Sammartino.
Lei ci ha proposto una norma in questa legge di stabilità per la
valorizzazione del patrimonio enogastronomico. Eno viene dal greco
oinos, significa vino, e io mi chiedo non lo so penso ai
viticoltori della provincia di Trapani che da otto mesi che
chiedono un minimo di sostegno per le perdite alla produzione che
avevano intravisto in una speranza, in un emendamento, in III
Commissione che doveva trovare la copertura in bilancio ma, non si
sa come, noi in bilancio l'emendamento non ce lo siamo proprio
trovati Eppure questo Governo ha stimato danni per milioni di euro
alla viticoltura, ma non ci sta mettendo in euro in questa manovra.
Forse perché non è chiara la portata del disagio che queste persone
stanno vivendo, non è chiaro che senza un sostegno urgente la
perdita di reddito di queste famiglie in provincia di Trapani
rischia di diventare una vera e propria bomba sociale. Altro che
misure per l'occupazione, assessore Falcone Altro che misure per
l'occupazione Poi dovremmo prevedere anche un sostegno, per tutte
queste famiglie che non stanno sicuramente attraversando un Natale
sereno.
Però sono contenta perché, comunque, con la magia del Natale
questa maggioranza, almeno sulla Sanità, ha trovato l'armonia. Da
mesi non è riuscito a trovare la quadra per la nomina dei direttori
generali, da mesi abbiamo i medici che scappano dalla sanità
pubblica e nei reparti non si riescono a coprire i turni. Da anni,
faccio solo un esempio per tutti, i malati oncologici della
provincia di Trapani si fanno 200 chilometri per un servizio di
radioterapia, che attendono da quindici anni. Una sanità
provinciale, continuamente travolta dagli scandali.
Poi, però, in questa finanziaria, per magia, avete trovato almeno
su una cosa l'accordo. Il CEFPAS è un ente del servizio sanitario
regionale. Questa è la vostra sanità Il problema di come garantire
il diritto alla salute, legittimo, dei siciliani neppure vi sfiora
Questa è la vostra finanziaria, non la nostra. Noi le proposte le
abbiamo presentate. Forse alcune, quelle più piccole, le briciole
forse troveranno un minimo di riconoscimento, troveranno un piccolo
spazio e serviranno a dare ai siciliani quello spiraglio di
normalità, che voi con questa finanziaria non gli state neanche
facendo intravedere e che gli state negando, e di questo vi
assumerete la responsabilità prima o dopo il 31 dicembre. Questo ha
poca importanza.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ciminnisi. E' iscritta a parlare
l'onorevole Schillaci. Prego onorevole. Poi, colleghi, in teoria
toccherebbe all'onorevole Campo, ma so che l'onorevole Safina poi
deve andare via. Quindi, se è possibile cambiare. Prego, onorevole
Schillaci.
SCHILLACI. Signor Presidente, Assessori e colleghi. Io avrei
potuto utilizzare lo stesso discorso, utilizzato lo scorso anno per
inaugurare i lavori di questa finanziaria, perché non ci siamo
mossi un minimo. Stesse emergenze, stessi nodi che non sono stati
risolti da questo Governo regionale. Rifiuti, la crisi socio
economica incredibile, una elevata disoccupazione e la sanità
distrutta - naturalmente parlo di quella pubblica, perché certe
realtà private continuano a godere di certi privilegi e di favore,
nonostante le attenzioni mediatiche. Bene, io posso assolutamente
equiparare questo Governo regionale al colibrì, che si muove si
muove si agita ma rimane sempre immobile, trascinando
all'immobilismo anche la nostra regione, che finisce con l'essere
al fondo di ogni categoria, assolutamente di ogni realtà.
Bene, il Movimento Cinque Stelle ha tentato di migliorare questa
manovra, con una serie di emendamenti nelle Commissioni di merito e
anche in Commissione Bilancio. Naturalmente molti emendamenti sono
stati castrati. Ora io mi rivolgo all'assessore Falcone, che ha
parlato di temi qualificanti, che avrebbe dato voce alle
opposizioni su temi qualificanti. Noi, caro assessore Falcone, ne
abbiamo presentati diversi. Voglio soffermarmi, in particolare,
sull'articolo 13, il sostegno all'occupazione. Caro assessore
Falcone, la misura presentata da questo Governo, che era incentrata
esclusivamente sul rientro dei talenti, ecco poca cosa caro
assessore. Perché per chi resta in Sicilia cosa facciamo? Li
condanniamo alla disoccupazione eterna? La Sicilia ha un tasso di
disoccupazione più elevato di tutte le altre Regioni, per non
parlare della disoccupazione femminile.
Quindi noi abbiamo tentato con alcuni emendamenti che sono stati
apprezzati, grazie ad alcuni emendamenti del Movimento Cinque
Stelle, che tra i beneficiari, diciamo le imprese che godono della
premialità per chi assume donne, ex percettori del reddito di
cittadinanza, e soprattutto mi riferisco agli over 50 che se
perdono il lavoro non solo sono ai margini del mercato del lavoro
ma sono ai margini di un'intera società. Ecco perché questo io devo
darne plauso a tutti i colleghi che hanno apprezzato questo
emendamento.
Ora mi vorrei soffermare sull'antincendio. Delle misure sono state
presentate ma sono delle misure che non hanno una organicità e mi
dispiace molto, Assessore Falcone, che non è stata apprezzata la
norma che introduce l'osservatorio permanente antincendio perché
questo non si può affrontare un tema complesso come quello
dell'emergenza incendi se non si parte dall'analisi dei dati e
dall'analisi delle origini e delle cause. Lo stesso Presidente
della Regione ha parlato di un sistema economico e di interessi che
c'è dietro l'emergenza incendi. Io mi auguro che questa norma possa
vedere la luce perché occorre analizzare con attenzione il fenomeno
per trovare delle soluzioni adeguate così come mi auguro che possa
essere apprezzata la norma che prevede la pubblicazione dei dati
del catasto dei soprassuoli da parte del Corpo forestale e dei
comuni che hanno l'obbligo di, diciamo di presentarli e pubblicarli
nei propri siti istituzionali.
Dunque possiamo senz'altro dire che di norme qualificanti il
Movimento Cinque Stelle ne ha presentate diverse. Mi riferisco
soprattutto a uno dei temi fondamentali che è quello della
emergenza sociale. Noi dobbiamo attenzionare le categorie che in
questo momento stanno soffrendo e che sono in difficoltà. Quindi mi
riferisco a coloro che vivono in povertà educativa o in povertà
socio economica.
Per questo abbiamo presentato una norma per il potenziamento dei
consultori familiari che mi auguro possa vedere la luce come il
potenziamento delle figure socio assistenziali nei distretti socio
sanitari, o ancora lo sportello unico disabilità. Ancora oggi le
persone, le famiglie che hanno i disabili all'interno dei propri
nuclei familiari vengono sballottati da un ufficio all'altro ed è
una norma di buon senso che non ha neanche tanto costo per la
Regione. Anche questo, mi auguro, che possa vedere la luce caro
Assessore. Vede Assessore, noi di norme qualificanti ne abbiamo
presentate diverse e allora io mi auguro Assessore che lei possa
dare spazio a tante norme che le opposizioni hanno presentato in
maniera tale che questo Governo regionale non rimanga solo un
colibrì ma che possa finalmente spiccare il volo e portare questa
Sicilia fuori, fuori le dico da questo anpas socio economico che è
davvero grave.
Sono due le preoccupazioni. Da una parte, l'avere perso per tante
famiglie il reddito di cittadinanza che era un cuscinetto
fondamentale e che questo Governo regionale non ha preso alcuna
misura per potere sopperire a questa deficienza. L'altra è
l'autonomia differenziata e già stiamo vedendo i nefasti effetti
come ad esempio il dimensionamento scolastico che sono stati
cancellati diciannove plessi scolastici soltanto nella città di
Palermo. Quindi io mi auguro Assessore che accolga le nostre misure
in maniera tale da trasformare questa manovra così snella ma
soprattutto così poco coraggiosa e presentarsi dinanzi ai siciliani
non dinanzi alle opposizioni, dinanzi ai siciliani.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Schillaci.
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Safina. Ne ha facoltà.
Grazie per la gentile concessione dell'onorevole Campo anche
perché stiamo cercando di fare alternare un po' i Gruppi e il
Partito Democratico, questo è il quinto intervento.
SAFINA. Signor Presidente, onorevoli Assessori, innanzitutto il
ringraziamento all'Onorevole Campo che mi pare d'obbligo.
Ma io, mentre ascoltavo questa discussione, mi è venuto in mente
come spesso mi capita qualche evento storico e ho pensato al 1789.
Sa, assessore Falcone, nel 1789 Luigi XVI per, diciamo, cercare di
porre freno alla caduta del suo regno convocò gli Stati generali.
Lei lo sa, erano divisi in tre categorie, il clero, la nobiltà e il
popolo ma prima degli Stati generali, o meglio, gli Stati generali
cosa facevano? Raccoglievano i cosiddetti "cahier de doléance", i
quaderni delle doglianze.
Ebbene, quella pratica anche se messa in atto da un regnante
sicuramente poco illuminato, che fece la fine che tutti noi
conosciamo, aveva però un senso perché intendeva raccogliere le
istanze che provenivano dalla popolazione, dagli artigiani, dai
commercianti, dagli agricoltori che pagavano il censo. Ebbene,
vede, se lei avesse raccolto e avesse tenuto conto di questi cahier
de doléance, di questi quaderni delle doglianze, delle lamentele,
non avrebbe scritto questa finanziaria perché questa manovra è
totalmente slegata da ciò che sta avvenendo nella nostra Regione. E
che sia talmente slegata lo dimostrano le affermazioni da ultimo
del Presidente Schifani che, da un lato, approva insieme a tutto il
Governo una delibera in cui attesta probabilmente anche esagerando
- mi permetto di dire - che la vitivinicoltura siciliana ha subito
un danno da trecentocinquanta milioni di euro, l'assessore
Sammartino può correggermi se sbaglio ma posso sbagliare di qualche
spicciolo, e non ho sentito nessuna esternazione del Presidente
Schifani in merito a questa crisi.
Così come, e l'assessore Sammartino ne ha dato atto in Commissione
Attività produttive, l'onorevole Campo era presente insieme a me,
si è consapevoli che i danni che hanno colpito la zootecnia in
Sicilia superano di gran lunga i trenta milioni di euro e, anche in
questo caso, non ho udito nessuna parola del Presidente Schifani in
ordine a misure di sostegno a questo settore.
Ieri leggo una dichiarazione del presidente Schifani che
condivido, perché il problema non è che non si condivide, che parla
del settore agrumicolo e dice che il settore agricolo dà da
mangiare a parecchie famiglie della Sicilia orientale. Ma perché,
la zootecnia delle province di Ragusa, di Siracusa, di Catania, la
vitivinicoltura della provincia di Trapani, di Agrigento, di
Palermo non dà da mangiare a parecchie famiglie siciliane? Da
mangiare a qualcun altro?
Allora questo dimostra la distanza della del Governo regionale
siciliano da quelli che sono i problemi dei siciliani e questa
finanziaria ne è l'esempio lapalissiano. La Palice, sempre in
Francia finiamo. Il generale La Palice era il generale che aveva a
fianco Napoleone, che fece la fine che tutti sappiamo, che era
famoso per dire sempre cose ovvie. Allora, il Presidente purtroppo
dice cose ovvie in alcuni casi, in altri casi dimentica persino le
pietà che il suo stesso governo però ha certificato. E questo è
l'esempio emblematico e se dobbiamo ricostruire la storia di ciò
che è avvenuto, a fronte delle opposizioni che compattamente
proponevano nelle Commissioni di merito non emendamenti come
assegni in bianco ma emendamenti con copertura finanziaria, il
governo preferiva fare spot proponendo emendamenti senza copertura
dicendo che poi se li vedrà la Commissione Bilancio
La Commissione Bilancio', Assessore Falcone e Assessore
Sammartino, questi emendamenti, in quanto aggiuntivi, non li ha mai
trattati ed era chiaro che non li avrebbe mai trattati perché
dinanzi a fenomeni così importanti è chiaro che il Governo avrebbe
dovuto tenerne conto nella prima stesura. Invece no Ha scelto di
non tener conto di questi problemi, viene in Aula con un testo,
viene anzi in Assemblea con un testo di 40 articoli, poi ne
stralcia una decina, probabilmente perché questa maggioranza è
divisa, probabilmente perché alcuni di questi articoli non hanno
copertura, probabilmente perché li vuole sottrarre al dibattito
parlamentare e li vuole inserire in un maxi emendamento, tutte
strategie che voi che siete parlamentari di lungo corso potete
certamente insegnarmi.
Però, vedete, se dietro queste tattiche non ci sta una strategia
per la Sicilia alla fine ad andare a sbattere non è detto che sarà
il Governo siciliano, perché poi i metodi di formazione del
consenso sono anche particolari, ma andranno a sbattere i siciliani
e noi non possiamo permettere che a sbattere vadano i siciliani, le
imprese siciliane, i pescatori siciliani, perché anche in questa
finanziaria, anche in questa finanziaria non si è voluto tenere
conto che il Governo della Regione siciliana nella scorsa
legislatura ha danneggiato i pescatori siciliani, producendo un
anno da oltre 7 milioni di euro e non si è voluto porre alcun
rimedio ai provvedimenti illegittimi adottati da questa Regione che
hanno danneggiato decine e decine di pescatori col doppio fermo
biologico.
E poi non c'è qui, e mi dispiace, il mio conterraneo, assessore
Turano.
CATANIA NICOLO'. Chi?
SAFINA. Il mio conterraneo - conterraneo, anche tu sei mio
conterraneo, tu sei della parte sud io della parte nord, non siamo
in contrapposizione - nelle varie tabelle si scopre, rispetto a ciò
che hanno descritto i miei colleghi sul dimensionamento scolastico,
venti direzioni perse a Palermo, decine di scuole in provincia di
Trapani, in tutta la Sicilia, con criteri non sempre uniformi,
molto spesso arbitrari, si scopre che nel danno che viene compiuto
nei confronti del sistema complessivamente formativo siciliano il
Governo decide di raddoppiare gli stanziamenti per le scuole
paritarie che, diciamo, in Sicilia non sono un esempio di alta
formazione, per essere chiari tra di noi, e si passa da 4 milioni a
7 milioni di euro.
Questi 3 milioni di euro potrebbero servire per gli alunni
disabili, potrebbero servire per l'infrastrutturazione scolastica,
per il tempo pieno perché lo sappiamo che i comuni hanno difficoltà
a garantire il tempo pieno e fanno sacrifici affinché la proposta,
l'offerta di tempo pieno aumenti, perché non darli a quei comuni
per migliorare quell'offerta? Che vuol dire qualità della via delle
famiglie, qualità della vita delle donne, perché hai voglia a
parlare di politiche di genere quando non si mettono mai in campo
le infrastrutture sociali che devono consentire alle donne di
potere svolgere una funzione sociale. Siamo alle comiche con questo
Governo
E poi la sanità - diceva correttamente l'onorevole Ciminnisi - le
infrastrutture in provincia di Trapani, la rete ospedaliera in
provincia di Trapani è carente, l'ospedale di Trapani, il
Sant'Antonio, necessiterebbe di milioni di euro investiti al netto
della radioterapia, che speriamo possa vedere la prima pietra nel
2024, l'ospedale di Castelvetrano ha bisogno di investimenti,
l'ospedale di Marsala necessita di tornare a essere un DEA di primo
livello ma rispetto a questo il Governo regionale se ne infischia.
E poi, guardate, in queste settimane il Parlamento, qualche
settimana fa ha approvato un disegno di legge voto, col voto di
tutte le forze politiche, per abolire il numero chiuso nelle
facoltà di medicina. Noi siamo consapevoli - tutti quelli che
l'abbiamo votato - che ci vorranno parecchi anni prima che il
sistema entri in funzione, laddove ovviamente il Parlamento
nazionale decidesse di approvare la nostra proposta di legge.
E allora per far fronte a questo stato di cose la maggior parte
delle aziende sanitarie siciliane hanno deciso di fare i bandi per
assumere i medici stranieri. E li stanno facendo, li hanno fatti.
Ebbene ad oggi, per averlo chiaro tutti noi e in primo luogo me
stesso, le aziende sanitarie trapanesi siciliane scusatemi
funzionano da agenzie del lavoro delle cliniche private perché i
medici stranieri vengono selezionati dalle Asp, dopodiché le
cliniche private, a cui abbiamo deciso di dare 25 milioni di euro
per l'abbattimento della lista attesa senza nessun criterio palese,
trasparente ed intellegibile che fanno? Vanno dai medici stranieri,
gli offrono un aumento dello stipendio, condizioni di lavoro
migliori rispetto a quelle che possono offrire gli ospedali privati
e se ne vanno.
Quindi noi abbiamo speso il tempo della selezione e loro poi vanno
a lavorare, ed io li comprendo. Ma è impossibile che il Governo non
abbia pensato - e non voglia pensare, come suggerito dalle
opposizioni - a una norma che eviti che nel sistema sanitario
regionale il privato possa fare concorrenza al pubblico con i soldi
pubblici? Perché questo avviene Ed il Governo di questo se ne
infischia, perché ha fatto una scelta ben precisa che è quella di
correre sempre più verso la privatizzazione della sanità.
Noi questo non possiamo consentirlo, e l'avere contingentato i
tempi nelle Commissioni ha impedito che il dibattito si sviluppasse
su questi temi, perché vede, Assessore Falcone la finanziaria si
potrà approvare anche il 31 dicembre, l'1 gennaio, il 4 gennaio...
non è dirimente la data Ai siciliani importa la qualità della
proposta legislativa che uscirà da quest'Aula e ad oggi, così
continuando, la qualità della proposta legislativa che uscirà da
quest'Aula sarà assolutamente carente e non rispettosa dei diritti
dei siciliani. E allora, rispetto a questo c'è il tempo per
recuperare, perché lo diceva correttamente l'onorevole Schillaci:
bisogna approcciare alla discussione di alcuni temi con spirito
laico e guardare al merito delle proposte che sono provenute
dall'opposizione e aggiungo, probabilmente se il Governo non
mettesse la museruola ai parlamentari della maggioranza ci saranno
parlamentari della maggioranza che potranno esprimere proposte
valide. Poche, ma valide Concludo. Io invito il Governo a un
ripensamento dell'impostazione che sta portando all'approvazione
alla discussione di questo disegno di legge, perché così non faremo
un servizio a nessuno.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Safina.
E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, Governo e colleghi deputati, io avrei
voluto complimentarmi con l'Assessore oggi e se fosse anche
possibile qua battere le mani, lo farei. E' stato bravo a portare
il panettone nelle tavole dei siciliani, addirittura ancor prima
del Natale. Solo che, Assessore questo panettone è un po' scipito -
come come si suol dire - manca cioè sia di sale che di zucchero, ci
sono gli ingredienti base e basta.
Cosa voglio dire? Questo documento è vero che è arrivato in tempo
e noi non siamo nemici della tempistica, come ha voluto fare
credere lei ai giornalisti nell'ultima intervista che ho letto.
A noi fa piacere se la legge di stabilità arriva nei tempi di
legge.
Però deve essere una legge di stabilità che abbia una visione, una
prospettiva politica.
Qui c'è solo l'ordinario. Sembra quasi che l'hanno declassata a
commissario.
Dov'è l'assessore al bilancio di questa Regione, a volte mi
chiedo?
Perché ci sono le quattro cose fondamentali, insomma, che abbiamo
votato ogni anno per garantire qualche stipendio, per garantire il
servizio minimo indispensabile.
Manca la politica
Ora, io mi faccio i complimenti anche per aver usato solo fondi
regionali, anche questo è un bel traguardo. Capisco anche il
fastidio che ha provato quando abbiamo chiesto conto ragione anche
dei fondi extraregionali.
Anche io mi sarei vergognata se mi fossi trovata nella stessa
situazione di prendere 1 miliardo e tre e bruciarlo. Perché dico
bruciarlo? Perché, lei lo sa, io sono architetto, non sono nemica
delle grandi opere pubbliche - anzi - mi affascinano, il ponte
affascina anche me ma non c'è studio di fattibilità, non c'è un
progetto esecutivo, dal '73 ad oggi abbiamo inaugurato 13
chilometri di autostrada per la prima volta nella provincia di
Ragusa, con grande festa, il mese scorso siamo arrivati finalmente
fino a Modica.
Ma quando lo dobbiamo fare questo ponte?
Quindi è chiaro che questo miliardo e tre servirà semplicemente
per qualche mese, per le campagne elettorali delle europee, perché
il ponte da decenni è lo specchietto per le allodole per attirare i
siciliani, farli votare con la prospettiva del collegamento stabile
col resto dell'Italia, ma del ponte non c'è traccia
Non c'è nulla
Se questo miliardo e tre, ancora ancora servisse per qualcosa che
ha già un progetto esecutivo e un'approvazione CIPE - io direi va
bene, proviamoci - ma non è neanche questo.
Sono proprio soldi che servono per altro.
Lo sa il Presidente Schifani?
Lei, assessore Falcone, nella passata legislatura era Assessore
alle infrastrutture e quindi conosce meglio di me la situazione.
Lo sa il Presidente Schifani che per arrivare fino a Gela, la
Siracusa-Gela non ha ancora il progetto esecutivo e quindi non ha
neanche una fonte di finanziamento?
Queste risorse le vogliamo investire per questo?
Le vogliamo investire per pagare quel tratto di bretella fino a
Scicli che, col caro-prezzi, non ha più risorse bastevoli per
essere completata.
Questo è solo un esempio, mancano le infrastrutture interne in
Sicilia.
Questo è un documento che ha pensato anche molto alla
privatizzazione e soprattutto - e mi dispiace, è un dolore anche
dirlo - la privatizzazione soprattutto in ambito sanitario.
Troviamo anche in questa legge di stabilità, come nella
precedente, all'articolo 26 i fondi per la clinica del Giglio, poi
8 milioni perché non siamo riusciti a smaltire le liste d'attesa,
li diamo alla sanità privata e altri venti milioni, passando ad un
altro argomento, per il triennio 2024-2026 dovevano andare all'AST.
Ma questi soldi a cosa serviranno?
Ma ci rendiamo conto che l'Ast perde pezzi per strada? Che i mezzi
sono obsoleti? Si fermano continuamente, sono pericolosi, lasciano
gli studenti fuori dalle aule perché arrivavano con notevole
ritardo e poi si fermano per strada?
Io avevo sentito parlare di andare a fare questa società in house
providing e avete ritirato voi stessi le risorse che erano state
stanziate.
E questa è l'AST.
Gli incendi. Abbiamo le strade, non c'è provvedimento
sull'ambiente. quasi nulla
Le strade sono sporche, piene di rifiuti, questi rifiuti molto
probabilmente sono una delle cause principali degli incendi, non ci
sono provvedimenti ma non solo questo, non vengono neanche presi in
considerazione quei lavoratori della forestale che già sono
stabilizzati e in più viene sottratto un 3 per cento ai comuni per
la prevenzione incendi. È un paradosso, cioè noi praticamente
andiamo a ratificare con una legge uno scippo ai comuni dandogli lo
scarica barile di pensare alla prevenzione incendi.
Io pensavo, Assessore, che veramente lo scandalo che ha
recentemente travolto la Regione col concorso di forestali fosse
servito a raddrizzare un pochino le schiene, non immaginavo che le
piegasse ancora di più.
Caro voli Un'altra barzelletta di questa Regione. Il Presidente
ha minacciato l'Antitrust, si è messo a tu per tu con la Ryanair,
la compagnia che ha quasi il monopolio dei voli e alla fine non è
riuscito ad ottenere nulla, ha dovuto prendere dei fondi regionali,
per abbassare il costo del biglietto solo per alcune categorie,
abbassandolo del 25 per cento, e qua c'è la barzelletta, le
Compagnie hanno alzato i prezzi del 30 per cento quindi abbiamo
continuato a bruciare risorse regionali, con una strategia
chiaramente inefficace.
Infine, Assessore, 5 milioni di euro per i liberi consorzi
affinché possano fare le elezioni e io mi chiedo ma se ancora non è
stata abrogata dal Governo nazionale la Delrio, com'è che noi già
andiamo a bloccare 5 milioni di euro? E i commissari che sono
schiacciati dalle pressioni dei territori perché hanno strade
inefficaci piene di buchi che necessitano di manutenzione, hanno
servizi da erogare, parchi da gestire, sapranno conservare questo
tesoretto in attesa che ci saranno queste lezioni dei liberi
consorzi? Mi sembra veramente un'altra di quelle cose paradossali
di questo documento.
Poi Assessore questa è una cosa che per la stima che io nutro
anche nei suoi confronti non mi aspettavo. Lei è venuto a Ragusa
con codazzo, con la presenza del Sindaco, della Giunta e ha fatto
delle promesse importanti per la nostra frazione marinara. Io non
mi aspettavo che queste promesse non venissero mantenute e che
hanno chiaramente creato illusione sul territorio, hanno coinvolto
persone e aspettative. Questa è stata secondo me la vicenda più
triste di tutte le nottate che abbiamo fatto in finanziaria perché
la parola data da un politico è qualcosa che deve essere oro
colato.
Al di là di questo Assessore, io adesso mi chiedo una cosa: questa
manovra complessivamente dovrebbe costare più di un miliardo di
euro. Sono stati ritirati dieci articoli, si legge sui giornali che
c'è un tesoretto nascosto, chi dice che è di 50 milioni, chi dice
che è di 80 milioni, a me sembra che ce ne siano molti di più,
anche 200 milioni questo tesoretto potrebbe, visto che abbiamo
stralciato dieci articoli. Quindi faremo noi la finanziaria ho
capito qua in Aula anziché in Commissione e io vorrei capire se
queste risorse finalmente ci permetteranno di mettere lo zucchero a
velo in questo panettone che lei ha preparato per i siciliani prima
di Natale
FALCONE, assessore per l'economia. Dipende da voi
CAMPO. Dipende da noi ma dipende anche da lei perché noi le
proposte le abbiamo fatte e le nostre proposte, come sa, sono
sempre proposte che guardano a lungo raggio e non a piccole cose
dei singoli territori e quindi sarebbe bello completare con queste
risorse economiche una manovra che nessuno di noi vuole fare
arrivare dopo il quindici gennaio, assolutamente.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Campo. È iscritto a parlare
l'onorevole Sciotto. Ne ha facoltà.
SCIOTTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, ringrazio
l'assessore Falcone per essere qui presente e ringrazio anche i
colleghi di maggioranza che stanno in modo così appassionato e
sentito partecipando alla discussione generale della legge di
stabilità, si viene voglia di sorridere perché nemmeno nella
discussione generale della legge di stabilità stiamo riuscendo ad
avere un dibattito reale perché veda tutto parte dalla legge
finanziaria, approvata in Giunta, che poi viene portata nelle
Commissioni di merito e nelle Commissioni di merito non si riesce
ad avere un dibattito, una discussione seria, nessun emendamento
reale nuovo che possa essere apprezzato o discusso fin quando nel
periodo di blocco dell'esame di questa legge esce la strategia che
è meglio approvare tutto e rinviare tutta la legge alla Commissione
Bilancio, sperando che in Commissione Bilancio poi si potesse
realmente aprire una discussione seria.
Io insieme a lei, Presidente, insieme al Presidente Cracolici, al
collega Venezia, al collega De Luca, abbiamo trascorso tante
giornate e tante nottate in Commissione Bilancio e, veramente, era
sconcertante assistere, assessore Falcone, io l'ho ringraziata, le
sarei grado e con la sua infinita bontà e cortesia anche per la
stima reciproca spero che ci sia, dicevo siamo arrivati alla
Commissione Bilancio e abbiamo trascorso tante giornate e nottate
per potere in qualche modo partecipare alla discussione e cercare
dal nostro punto di vista di migliorarlo ed eravamo cinque deputati
di minoranza a dibattere in realtà contro lei e contro il buon
Presidente Daidone, al quale manifesto anche in questa fase i miei
sinceri apprezzamenti e la mia stima personale, in quella fase i
colleghi di maggioranza avevano praticamente l'ordine di non
intervenire perché altrimenti non ci saremmo mai riusciti ad
approvarla.
Cosa voglio dire? Arriviamo in questa discussione generale, stiamo
intervenendo tutti i deputati di minoranza, due soli deputati di
maggioranza, questa discussione su questa legge finanziaria quando
la dovremo fare? La faremo sui giornali? La facciamo in quest'Aula?
Dove noi realmente possiamo confrontarci con lei? Io, lei sa che
quante volte nella scorsa legge finanziaria, dove avevo avuto un
grandissimo segno di attenzione da parte sua e mi ero permesso
anche di lodarlo, come faccio anche in privato, anche in maniera
pubblica perché su tante tematiche lei aveva accolto, poi ci
tornerò su questo punto, ma esce una legge finanziaria che, secondo
noi, secondo me a mio modo personale di vedere, è una farsa, è una
farsa perché in realtà non ha un'anima, non ha una strategia, non
c'è una visione, io sinceramente non riesco a comprendere
realmente, al di là di quello che forse la politica intende dire in
modo diverso, ma io che sono nuovo di questa esperienza, in questi
luoghi, dell'onore che ho di rappresentare una parte della Sicilia
qui, sinceramente non riesco a comprendere come si possa immaginare
anche tramite questa legge finanziaria un percorso di crescita
della nostra Sicilia.
Cosa intendo dire? Nella vita ognuno di noi si pone degli
obiettivi, si pone delle priorità, ora dalla legge finanziaria noi
abbiamo capito quali sono ad oggi le priorità del Governo, parto da
quelle più semplici, le priorità del Governo sono approvare le
riserve, le riserve che sono sconcertanti sull'articolo due, caro
assessore, io la stimo così tanto, il comma 6 e il comma 20
dell'articolo 2, non avrebbe mai dovuto accettare questa
imposizione e metterli in finanziaria perché, veda, io mi permetto
di leggerla perché ciò che noi ci diciamo in Commissione Bilancio
la gente non lo sa ma da qui magari è bene che sappiano cosa c'è
scritto, cosa avete scritto in questo articolo, "viene concesso un
contributo di mille migliaia di euro, quindi, un milione di euro ai
comuni con popolazione compresa fra i quattromila e i cinquemila
abitanti che nei ventiquattro mesi antecedenti l'entrata in vigore
della presente legge siano usciti dalla condizione di dissesto
finanziario e da quella di sovrannumero e di eccedenza del
personale.
Assessore, ma una situazione così complicata, così drammatica, ce
l'hanno solo i Comuni da quattromila a cinquemila abitanti? Ma lei
non ritiene che sia offensivo per tutti gli altri Comuni? Lei non
ritiene che sia offensivo non aver avuto nemmeno il coraggio di
dire chi è il Comune, nome e cognome del deputato che l'ha chiesto?
E' questione di rispetto, è questione di democrazia, è questione di
eguaglianza e la stessa cosa vale per l'articolo 20 che è ancora
peggio. E' destinata la somma di un milione di euro ai Comuni con
superficie territoriale superiore ai 300 chilometri quadrati e con
una popolazione superiore ai trentamila abitanti che non siano
capoluogo di città metropolitana o di libero consorzio comunale.
Nemmeno nei comuni di Rocca Cannuccia si ha il coraggio di
presentare una cosa del genere.
Lei, Assessore, quando andrà a spiegare le cose belle, dica perché
è stato costretto a fare una cosa del genere, sinceramente non ha
alcuna logica, è offensivo. Ma le priorità, quali sono le priorità?
da questa legge finanziaria noi cosa vediamo? le priorità sono, e
qui ci vado soft perché lei mi comprenderà, l'articolo 23
"Disposizioni in materia di tasse automobilistiche, bolli auto". Si
parla di agevolazioni finanziarie previste dai commi 1 e dai commi
3 e parliamo di circa 40 milioni di euro, così come l'articolo 13
che parla di misure di sostegno per l'occupazione ha un fondo
previsto di 50 milioni di euro.
Perché dico questo? perché già solo in questi due articoli il
Governo regionale ha stanziato 90 milioni di euro per quelli che
sono le priorità del Governo. Ne prendiamo atto, voi vi
presenterete ai cittadini, ai siciliani e rivendicherete questi
meriti, il merito di essere intervenuti con l'articolo 23 e con
l'articolo 13 investendo circa 100 milioni di euro. Sa perché io lo
dico, Assessore? perché le nostre priorità invece sono altre. Le
nostre priorità, e lei sa che io sono davvero in buona fede perché
posso dire con onestà, con anche modestia ed umiltà, che sono stato
il primo ad avere condotto questa battaglia già nella scorsa
finanziaria.
La nostra priorità è intervenire sugli ex contrattisti, gli ex
articolisti dei Comuni. La nostra priorità è intervenire sugli Asu,
la nostra priorità è perché ha una logica, non è di dare
l'elemosina agli ex contrattisti o di dare ulteriore mancia agli
Asu. Noi riteniamo che una politica regionale debba basarsi su un
percorso di crescita che sia sostegno, per esempio, alle famiglie.
Alle famiglie degli Asu, alle famiglie degli ex contrattisti, che
dia occupazione, che dia sostegno agli enti locali, ai Comuni, che
hanno bisogno perché come ho spiegato in commissione bilancio e lei
ha avuto la cortesia anche di ascoltarmi in quella fase, pensare di
prevedere una integrazione oraria sugli Asu o sugli ex contrattisti
da ventiquattro ore a trentasei ore, vuol dire sostanzialmente che
ogni tre integrazioni su tre persone è come se assumessimo una
persona in più.
E' come se il Comune, il nostro Comune, avesse dal momento
successivo un dipendente in più e su questo ho fatto la battaglia
già la scorsa finanziaria, l'abbiamo fatto in Commissione Bilancio
e la ripropongo qui, la riproponiamo come gruppo ma come ho avuto,
ho visto che c'è stato anche l'intervento del collega De Luca, del
Movimento Cinque Stelle, che sostiene questa battaglia noi
riteniamo che questa è una tematica importante.
Lei vuoi discutere con noi di cose serie? Discuta di questo. Lasci
un segnale vero ai nostri siciliani. Abbiamo fatto degli
emendamenti per creare un fondo sull'integrazione oraria, sia degli
Asu sia degli ex contrattisti, prevedendo che da ventiquattro a
trentasei ore il 50% viene pagato dai Comuni che hanno la forza, la
volontà, l'astuzia, l'intelligenza per credere che questo è un
percorso di crescita, il restante 50% di quella integrazione
verrebbe coperta dalla regione. Stiamo parlando di poche decine di
milioni di euro.
Poi come priorità vostra, come obiettivo vostro, vi siete posti:
abbiamo visto l'articolo 15, l'articolo 23 e 300 milioni di euro.
Destinare una parte di questi fondi o del famoso tesoretto e
destinarlo con un progetto serio, con quella che è un'integrazione,
su questo personale che poi sono cittadini, sono famiglie che hanno
bisogno di questo.
Io ringrazio De Luca Cateno che sempre affettuosamente mi parla di
lodo Sciotto. In realtà noi sappiamo in Commissione Bilancio che
quella notte, insomma, effettivamente mi sono opposto ma insieme a
tutti i colleghi dell'opposizione. Si stava parlando e mi dispiace
che non ci fosse la diretta in un modo che era totalmente
rispettoso nei confronti dei degli ASU. Si parlava di dare una
stabilizzazione a 20 ore, aggiungendo, o si prendono queste venti
ore o altrimenti restano come erano prima,
Sono lieto, sono contento di avere raggiunto questo risultato, di
averlo raggiunto insieme ai colleghi, anche con i colleghi di
maggioranza, anche con il collega Pace che è intervenuto più volte
per moderare le situazioni.
Dopodiché, come dicevo prima, quali erano le battaglie alle quali
facevamo riferimento? Non c'è traccia, ancora una volta, nel
nostro, nella nostra finanziaria, di riserve in favore dei Comuni
dell'area della Valle del Mela, un'area che ad elevato rischio di
crisi ambientale, che è stata violentata dalla mala politica, dalle
scelte assurde, illogiche, di politici che nulla sanno e che forse
avevano o hanno ben altri interessi.
Io, Assessore, se potesse dedicarmi solo quest'altro minuto perché
è già un discorso che abbiamo fatto più volte, sull'area ad elevato
rischio e mentale Valle del Mela.
Si ricorda che la legge finanziaria della scorsa volta era stata
approvata una norma che prevedeva un fondo di 10 milioni di Euro?
Era poi stata dichiarata incostituzionale. Lei in Commissione
Bilancio, più volte richiesto da me, spero con il garbo e con
l'educazione che mi contraddistingue, spero ma anche con la modesta
e con l'umiltà, ma soprattutto con l'accorato appello che mi
permetto di lanciare anche in questo momento, la Valle del Mela è
un'area ad elevato rischio di crisi ambientale, così riconosciuta
da quasi vent'anni. Se lo è ha bisogno di tutela, ha bisogno della
Regione, del Governo che intervenga e che dia giusti equilibri e
giusti risarcimenti, non solo ai Comuni, ma anche ai cittadini.
Occorre che ci sia un intervento serio. Lei in Commissione Bilancio
mi ha fatto una mezza promessa che io le sarei grato se potesse
fare anche al termine della discussione generale o nei prossimi
giorni, che sarebbe conferma della persona che lei cioè che degli
impegni li prende e li mantiene. Quando ci sono difficoltà, io nel
mio piccolo la comprendo, essendo sindaco anch'io da quattro
legislature, che so quanto è difficile mantenere gli impegni. Però
questo sarebbe un elemento certo che la contraddistinguerebbe anche
in modo palese chiaro ed evidente e le sarei grato a nome mio e di
tutte le comunità della Valle del Mela.
Vorrei poi completare soltanto, beh, con un altro riferimento su
un obiettivo che è anche di questo Governo.
Il Presidente Schifani ha ritenuto di intervenire su quella che
era la tematica, la problematica, anzi per meglio dire incendi,
elaborando una serie di norme che a nostro modo di vedere erano
norme contro i sindaci ed è anche grazie al suo contributo, ma
anche al contributo dei colleghi di maggioranza che in questo modo,
diciamo nel dibattito che abbiamo avuto in Commissione bilancio, in
qualche modo siamo riusciti a depotenziare questa norma.
Io apprezzo, cerco di comprendere qual è il fine del Presidente
Schifani, cercare di dare un segnale forte nell'attenzione anche
alla lotta gli incendi alla prevenzione.
Mi permetto di dire che, dal punto di vista di un sindaco, non è
possibile pensare che questo risultato si possa raggiungere
scaricando le proprie difficoltà sui sindaci che invece sono in
realtà le istituzioni che hanno più bisogno di aiuto concreto. Io
penso che anche su tematiche del genere maggioranza e opposizione,
il Presidente della Regione, i sindaci, le istituzioni,
probabilmente sedendosi ad un tavolo riuscirebbero a trovare le
soluzioni migliori quelle più adatte, più concrete, più opportune
perché l'interesse comune prevalga.
Assessore, io la ringrazio affido ancora una volta a lei le nostre
richieste e le proposte che si racchiudono essenzialmente a livello
mio personale, che è il motivo per cui sono fiero di essere qui,
nel riconoscimento dei diritti dell'area della Valle del Mela. E
poi proprio perché ho avuto modo di vedere di ragionare, di
lavorare spalla a spalla con ASU - ho finito - e con gli ex
contrattisti, mi creda, non è una questione politica è una
questione che le farebbe onore. Pensare di potere aumentare da 24
ore a 28, a 30 ore, cioè dare 6 ore in più e gli altri pagarli noi,
come comuni, sarebbe dare dignità a dei grandi professionisti, di
cui i comuni non possono fare a meno, dignità e soprattutto aiuto a
loro e alle loro famiglie. E non si pensi che sono, ormai, così
grandi che fra poco andranno in pensione. La cosa è ancora
peggiore, perché andranno in pensione senza una giusta pensione.
Ci affidiamo a lei su questa argomentazioni e su queste proposte
che, a mio modo di vedere, sono particolarmente serie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sciotto.
E' iscritta a parlare l'onorevole Ardizzone. Prego, onorevole. E
poi c'è l'onorevole Gilistro, dopo l'onorevole Ardizzone. Prego
onorevole. E poi l'onorevole De Leo. Prego, onorevole Ardizzone. Vi
chiedo sempre di rimanere nei tempi, nei 15 minuti previsti.
ARDIZZONE. Grazie, Presidente. Assessore, ormai lei è l'ultimo
rimasto. Qua dicono l'ultimo dei Mohicani. Grazie a Dio c'è a lei
che, almeno, ci resta, dico
Allora, prima di entrare nel merito dell'ordine del giorno e
quindi dalla legge di bilancio e della legge di stabilità, a me,
Assessore, preme rispondere obbligatoriamente a quelle che sono le
dichiarazioni che ieri, lei e il presidente Schifani forse in un
momento di confusione, ha fatto, ha concesso alla stampa. Trovo sia
avvilente che lei abbia detto che l'opposizione non ha proposto
contenuti validi e, cito testualmente, "Stanno mettendo in piedi un
castello di chiacchiere sempre più inutili, così come le montagne
di carta e inchiostro sprecati per gli emendamenti carta straccia".
E' detto, soprattutto, da un Presidente della Regione che vede
l'Aula solamente da un computer, e da lei Assessore. Cioè ma lei,
non ci prendiamo in giro, ma lei i nostri emendamenti, le nostre
proposte le ha lette? No Perché lei, in Commissione Bilancio, le
nostre proposte le ha stralciate, le ha accantonate e le ha
stralciate, ribadisco. Per esempio, come quelle sul contrasto alla
violenza di genere che ha anzi pure bocciato. Ed evidentemente per
lei Assessore e per il Presidente, temi come il contrasto alla
violenza di genere non sono prioritari e non sono qualificanti.
E, in realtà, siccome, Assessore, io penso sia Natale, siamo tutti
più buoni, le vogliamo concedere una seconda possibilità, e noi
oggi le elenchiamo tutte le proposte - almeno alcune, tutte
sarebbero troppe - che abbiamo proposto in Commissione Bilancio,
per esempio appunto quelle sul contrasto di genere. Più volte, lei
me lo riconosce, abbiamo chiesto di integrare il capitolo sulle
risorse ai centri di antiviolenza e alle case d'accoglienza,
perché, per chi non lo sapesse, le case rifugio sono una realtà
meravigliosa che va potenziata e non lasciata
all'autosopravvivenza. Sono realtà che vanno strutturate. Va creata
una rete regionale, per queste strutture. Non solo. Lasciamo stare
il fatto che queste risorse sono essenziali per i comuni, in questo
momento, perché sappiamo che hanno i bilanci al lastrico, e
lasciare pagare e sostenere i pagamenti delle rette e le case
rifugio agli enti locali è veramente assurdo. Poi assessore, tra
gli emendamenti che abbiamo presentato, abbiamo anche chiesto
un'integrazione dei capitoli per quelli che sono i progetti da fare
all'interno delle strutture scolastiche, in merito all'istruzione
perché noi chiediamo, a questo Governo, che si promuovano progetti
sull'educazione sessuale, sull'educazione affettiva. Proposte che,
però, questo Governo ha bocciato, ha letteralmente accantonato
perché evidentemente non era interessato.
Poi ci sono altre proposte dei colleghi sul reddito di libertà che
anche questi sono stati totalmente ignorati. Ora, io Assessore come
ho già avuto modo di dirle, se lei integra questi capitoli e porta
avanti queste proposte. Assessore, non mi vuole ascoltare forse,
scusi no, la vedo distratto, l'attendo. Dico quando le chiediamo
di integrare queste risorse, lei non fa un favore a me, non fa un
favore al Movimento Cinque Stelle perché queste tematiche come lei
ben sa non sono nè di destra nè di sinistra, non sono di
opposizione, di maggioranza, sono temi che toccano tutti ed oggi
più che mai abbiamo bisogno che la politica intervenga,
obbligatoriamente, categoricamente perché è una questione di
dignità, di giustizia. Noi non ci possiamo permettere di risultare
interessati, apprensivi solamente il 25 novembre per la giornata
internazionale contro la violenza sulle donne o peggio ancora solo
dopo momenti tragici come quelli che abbiamo vissuto negli ultimi
giorni o per la nostra Regione negli ultimi mesi. Assessore, è
deludente che noi ci ritroviamo ad avanzare queste proposte perché
l'avreste già dovuto fare voi in questa finanziaria, l'avreste già
dovuto fare voi perché i siciliani si aspettavano una finanziaria
che rispondesse almeno alle questioni dirompenti di oggi e così
purtroppo non è. Le faccio un altro esempio. In questa finanziaria
non si parla assolutamente di giovani. Non esistono i giovani, sono
totalmente inesistenti. E' una finanziaria anziana e io non riesco
a capire come voi pensiate di creare sviluppo se non abbiamo
intenzione di partire da quelle che sono le politiche nei confronti
dei giovani, degli studenti, dei giovani professionisti, dei
giovani anche amministratori della nostra Terra. Nulla di nulla. E
anche in questo caso le nostre proposte, Assessore sono arrivate,
quelle che lei dice che siano carte sprecate. Abbiamo proposto di
prevedere la dotazione finanziaria per il fondo sulle politiche
giovanili che oggi sta a zero, Assessore, zero. Inoltre la volevamo
informare, forse la volevamo informare ma lei questo non lo sa,
perché ripeto, le nostre proposte, i nostri emendamenti aggiuntivi
sono stati accantonati, no perché magari lo dimentica, abbiamo
proposto di intervenire.
PRESIDENTE. Collega, si rivolga sempre alla Presidenza.
ARDIZZONE. Però, vorrei che ascoltasse perché, io sono d'accordo
con l'Assessore, queste proposte in Commissione Bilancio non sono
neanche state discusse, purtroppo. Noi per esempio abbiamo
presentato una proposta per quanto riguarda la questione del caro
affitti per i giovani. Chiedevamo al Governo di sostenere gli
studenti, le famiglie con un contributo, le altre regioni in un
momento in cui questo è un problema che attanaglia la società per
via dell'aumento dei costi, noi chiedevamo a questo Governo di
intervenire come hanno fatto altre Regioni. Ma anche in questo caso
questo Governo ha fatto 'orecchie da mercante' però noi la proposta
l'abbiamo fatta. Assessore vi abbiamo presentato un'alternativa e
una riscrittura per quanto riguarda la norma della democrazia
partecipata. Anche qui non abbiamo capito quale è stata la vostra
azione considerato che lei Assessore nell'ultimo collegato aveva
promesso a noi che saremmo intervenuti nel cancellare le sanzioni
solo per il 2023 e poi avremmo ridiscusso della modifica della
norma. Invece, lei già sapeva e mentiva a noi, sapeva che nella
finanziaria avreste reinserito la norma sulla cancellazione delle
sanzioni ai comuni e lo avete fatto senza alcun senso, perché vi
abbiamo detto che saremmo andati incontro alle vostre richieste e
ai problemi, alle questioni del dipartimento cancellando le
sanzioni per il 2021 e il 2022 ma con la promessa che avremmo
rivisto la norma e vi avremmo proposto, anche proposto, un modo per
semplificare quel procedimento di monitoraggio ma non perché noi
pensiamo che i comuni e gli enti locali vadano sanzionati ma perché
cancellando la sanzione, di fatto, cancelliamo l'obbligo,
cancelliamo questa norma che ha dato la possibilità ai cittadini di
poter dire la propria su quelle che sono le spese degli enti locali
e adesso che sempre più comuni stanno iniziando a spendere i fondi
in democrazia partecipata e sempre più comuni rispettano questa
norma, voi decidete di cancellarla, perché voi fate così. Quando ci
sono problemi, criticità, invece che migliorare le cose noi
preferiamo cancellarle così risolviamo tutti i nostri problemi. Non
funziona questo Assessore. Dopo risponderà, non si preoccupi, ci
sarà anche il tempo per lei.
Ora chiudo, perché potremmo continuare all'infinito su tutte le
proposte che abbiamo fatto, crediti incagliati, eccetera, eccetera,
però mi pare chiaro, Assessore, che le dichiarazioni che lei ha
fatto alla stampa insieme al Presidente Schifani siano solo modi
per giustificare una vostra incapacità, incapacità di conciliare la
fretta di rispettare le scadenze stabilite dalla legge, legittimo
attenzione, ma conciliare anche con l'obiettivo di fare una
finanziaria seria per cui non siete riusciti. Quindi, non date
responsabilità a noi e colgo l'occasione, Assessore in questo caso,
di chiederle a questo punto di accogliere le nostre proposte, vi
abbiamo dimostrato abbiamo proposto e presentato quindi questa è la
sua seconda occasione per accogliere le nostre idee, le nostre
iniziative, come ha dichiarato sulla stampa, e noi siamo ben
disponibili a parlarne insieme a voi, per l'ennesima volta però
questo ce lo deve riconoscere.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ardizzone. E' iscritto a parlare
l'onorevole Gilistro. E poi si prepari l'onorevole De Leo. Prego
onorevole Gilistro.
GILISTRO. Grazie Presidente, grazie onorevoli colleghi. Non saprei
da dove cominciare Assessore, Presidente, non saprei da dove
cominciare perché già è stato detto di tutto praticamente e lei è
riuscito a incassare tutto, veramente, complimenti per questo
perché veramente mi duole e mi ha fatto anche impressione come
siamo riusciti a dire di tutto.
Allora, cosa abbiamo fatto mi chiedo io in questo anno? In questo
caso ora la mia discussione, cioè il mio primo anno, mi ritengo un
po' ancora un novizio della politica ma mi chiedo ci siamo fatti
tante proposte lo scorso anno ma noi cosa abbiamo fatto quest'anno?
Non voglio essere distruttivo, purtroppo per natura sono ottimista
e ancora spero che nei prossimi anni della legislatura possiamo
fare tantissimo ancora. Io ho fiducia in tutti voi, assessore, al
contrario di quello che si è detto oggi, io ancora ho fiducia, non
lo so perché, sono ottimista. Però devo fare, devo dire che ci sono
delle cose che mi impressionano più che altro perché Sanità. Ci
eravamo ripromessi all'inizio legislatura di fare dei passi da
gigante sulla sanità. E io ancora questi passi da gigante non li
vedo. Perché non li vedo? Perché effettivamente, cioè liste
d'attesa, situazione tragica nei pronto soccorso, situazione
tragica
Assessore è di ieri questa, Presidente, proprio di ieri, questa
notizia di un mio amico che è ricoverato in un ospedale da circa
dieci giorni e ancora è in attesa di una Tac che gli è stata
confermata fra una settimana, cioè lui non può essere dimesso
perché in attesa di una Tac che avverrà una settimana dopo. Che
significa questo? Un paziente costa 1.000 euro al giorno in un
ospedale, quindi significa che questa Tac ci sta costando 7.000
euro in più; inoltre questo posto letto bloccato, questo posto
letto in ospedale bloccato quando in pronto soccorso ci sono
pazienti che stanno anche 24-36 ore seduti in una sedia un'altra
mia amica mi chiama dicendomi "ho chiesto un lettino perché con una
labirintite non riuscivo a stare neanche seduta". No Non c'era
neanche una barella o un lettino per poter stare sdraiata. Questa è
la situazione sanitaria.
Allora mi chiedo: come possiamo ancora fare tagli alla sanità?
Come possiamo ancora non pensare a una razionalizzazione e ad
un'ottimizzazione di quello che almeno abbiamo?
Borse di studio, perché? Implementiamole queste borse di studio,
Assessore, perché è importante
Numero chiuso. Apriamolo questo numero chiuso, perché tutti ci
nascondiamo dietro questo problema, non abbiamo medici, che ci
possiamo fare? Ma come possiamo dire questo? Cosa diciamo ai nostri
pazienti? Che non ci sono medici e basta e abbiamo chiuso là e ci
siamo puliti la coscienza? Non credo che sia una cosa bella per i
nostri cittadini.
Fughe di cervelli. È chiaro che se nelle zone emergenziali
praticamente sono in una situazione particolarmente tragica, come
fanno questi ragazzi a scegliere la specialità emergenziale? Quando
sanno che saranno al fronte, sarà come essere in una guerra. Ed
ecco che questi ragazzi scappano, scappano dai piccoli centri per
andare dove c'è medicina, dove c'è sanità più appropriata alle loro
capacità che li salvaguardi, perché questi ragazzi sono buttati,
praticamente, al fronte dove rischiano, rischiano anche in termini
medico-legali
Cosa provoca questo? Che quando praticamente un ragazzo che è
messo lì in pronto soccorso e gli arriva uno sconosciuto deve
mettere in atto tutto quello che ha a disposizione per difendersi
da una medicina medico-legale che può essere anche pesantissima per
questi ragazzi, ed ecco che gli chiede risonanze, tac, ecografie,
inutili, spesso sprecate, anche questi sono sprechi.
Non riusciamo a fare prevenzione, non riusciamo ad ottimizzare le
risorse e le spese perché continuiamo a sprecare; l'esempio che ho
fatto io di poco fa di un paziente che rimane quindici giorni e che
costa alla sanità ventimila euro, moltiplicatelo per tutti gli
ospedali della regione, moltiplichiamolo per tutte le realtà
ospedaliere della regione, se riuscissimo a risolvere almeno questo
ci sarebbe un risparmio enorme Soldi sprecati
Infrastrutture. Ho presentato un emendamento, Assessore, che non è
stato neanche guardato sul Porto Rifugio di Santa Panagia a
Siracusa. È stato ignorato. L'ho ripresentato, lo discuteremo in
Aula.
È un esempio questo, perché? Proprio stamattina, e lo metto
proprio in atto Assessore, è arrivata una lettera dove il Porto
Rifugio di Santa Panagia è stato bloccato, cioè non è più agibile.
Non è più agibile È arrivata stamattina, glielo giro questa cosa;
è un anno che io dico insieme a quelli che sono i responsabili di
questo Porto Rifugio di una grande industria, c'è materiale
pericolosissimo. Lì parliamo di navi cisterne, non stiamo parlando
di un porto turistico. Abbiamo richiesto, e tutti stanno
richiedendo, invano, 4 milioni di euro per poterlo risistemare e
portarlo al sicuro. Invece cosa stiamo facendo? Stiamo aspettando
che questo porto-rifugio sia totalmente distrutto. Cosa serviranno
poi? Non più 4 milioni, ma 20, 30, 40 milioni. Ecco dov'è lo
spreco Perché non dobbiamo agire in tempo Perché dobbiamo correre
dietro le emergenze? Questo è uno dei tanti esempi. Se noi
investiamo bene il nostro denaro pubblico e riusciamo a risolvere è
un risparmio, è un risparmio che noi stiamo facendo. Perché non
spendere subito dei soldi per spendere dieci volte di più un anno
dopo? Certo, voli, ponte sullo Stretto... è un'Isola, no? Come
vogliamo andarci a nuoto dall'altra parte? E se aumentassero anche
i traghetti? Cosa stiamo facendo? Le linee aeree rincarano quanto
vogliono e noi non riusciamo a fare niente, ma io la capisco
l'impotenza del Presidente che ha tentato di fare qualcosa, ma la
risposta è stata addirittura contraria. Contraria. Quindi alziamo
le tariffe dell'energia elettrica, tutti alzano l'energia
elettrica, tutti alzano il costo dei voli e noi cosa facciamo? Ci
mettiamo soldi. Ma buona questa cosa. Facile Facile per le aziende
private fare questo lavoro, tanto poi lo Stato ci mette i soldi.
Non funziona neanche questo
Cosa posso dire ancora? Istruzione. Ma noi stiamo facendo qualcosa
di buono con questo dimensionamento scolastico? Stiamo tagliando le
risorse per la scuola. Ma ci rendiamo conto che cosa vuol dire
istruzione, che cosa vuol dire scuola? Abbiamo parlato più volte di
problematiche che riguardano disturbi del comportamento, disturbi
sociali dei ragazzi, di socialità.
Ho presentato un disegno di legge che riguarda l'utilizzo smodato
degli smartphone, del digitale. E' un problema che riguarda milioni
di famiglie. Addirittura in Cina hanno già presentato una legge per
vietarli fino agli 8 anni e noi ancora stiamo a guardare. Noi
ancora stiamo a guardare. Aspettiamo che cosa? I disturbi, l'ansia,
gli attacchi di panico, la depressione. Come si risolvono? Non in
questa maniera. Noi dobbiamo dedicare più risorse, Assessore, anche
allo sport, alla cultura.
Le abbiamo pensate queste cose? L'unico modo per sconfiggere tutte
queste tragedie, questi femminicidi, tutte queste problematiche,
questa aggressività che c'è nei giovani. Dobbiamo pensarla. Da dove
dobbiamo partire, punendo oppure prevenendo? La prevenzione rimane
secondo me il ruolo più importante, strategico di tutto quello che
sta accadendo negli ultimi anni. Io ritengo sempre di più che la
prevenzione costa molto meno di andare dietro l'emergenza. La
scuola è fondamentale e non siamo tutti nelle stesse condizioni,
come nella Pianura Padana. Orograficamente e geograficamente la
Sicilia non è la stessa della Pianura Padana. Noi abbiamo una
situazione di infrastrutture, di trasporti estremamente complicata.
Che significa questo? Che non possiamo utilizzare i ragazzi come
numeri di un abaco, come numeri di un pallottoliere. Non sono
palline i nostri giovani, i nostri ragazzi quindi per ogni zona,
per ogni scuola ci vuole un criterio che garantisca alle famiglie,
ai ragazzi una equa istruzione. Questo è fondamentale.
Ancora continuo ad avere, Assessore, da tutta la provincia scuole
con le reti cioè ci sono classi con le reti sul tetto per evitare
che i calcinacci, che i tetti crollino sui ragazzi. Non ci
nascondiamo - lo sappiamo che questa è la realtà - ce ne sono
centinaia di queste scuole ma ci vanno i nostri figli. Si rende
conto? Una rete verde sopra il soffitto e i ragazzi studiano sotto
con la paura che questa scuola crolli.
L'altro ieri sono stato al Fermi di Siracusa dove addirittura i
Vigili del fuoco sono arrivati con il bastone perché sono crollati
pezzi di tetto nei corridoi. Ho le foto qui.
E' lì che dobbiamo spendere, sulla sicurezza dei nostri ragazzi, è
lì che dobbiamo fare qualcosa di più.
Assessore, Presidente, voglio essere ottimista. Mi auguro che il
prossimo anno - perché capisco che non si può fare tutto in un anno
- spero e mi auguro che veramente tutti quanti, anche
l'opposizione, perché a che serve l'opposizione? Un Governo senza
opposizione, un'opposizione costruttiva non distruttiva certamente,
allora che facciamo noi dell'opposizione? Una volta che si decide
qual è il Governo, l'opposizione la mandiamo a casa? L'opposizione
non decide più niente? Non ha nessun potere di poter discutere?
Dialogare col Governo in maniera costruttiva?
Credo che sia la cosa più importante un'opposizione equa, giusta
insieme al Governo può fare molto di più, molto di più.
Possiamo veramente rivoluzionare il modo di fare politica in
questo momento perché veramente è un dialogo che può servire -
assolutamente - a fare cose giuste, eque per tutti quanti e non
perché, se una cosa presentata dall'opposizione va stracciata, non
è corretto questo, secondo me, se quella cosa è giusta, se quella
cosa è giusta che venga dal Governo che venga dall'opposizione è
una cosa che va oltre il colore politico.
Questo mio pensiero, spero che venga condiviso da tutti quanti,
Governo e opposizione, perché credo che ci sia ancora tanto spazio
per poter costruire.
Nella guerra dei partiti, nella guerra politica si fanno solo
macerie invece noi dobbiamo essere tutti insieme coerenti, giusti,
equi.
Per la prima volta riuscire a capire che esiste una politica al
fianco del cittadino, una politica che non sa distinguere a cui non
serve dire questo è mio, è tuo. Questo è quello che possiamo fare
ed è di tutti, dei nostri cittadini. Questa è la politica a cui io
ambisco, questa è la politica che desidero in quest'Aula,
Assessore.
Mi auguro che le mie parole a tutti quanti possano giungere con
grande affetto e con grande sensibilità perché questo è un modo
veramente reale di arrivare al cuore dei nostri cittadini.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Leo e poi si
prepari l'onorevole Venezia.
SUNSERI. E' imbarazzante parlare in quest'Aula vuota. Il Governo
presente solo con due Assessori per trattare il bilancio della
Regione
DE LEO. Presidente, parte oggi la discussione sulla legge di
stabilità e - purtroppo - dobbiamo registrare anche oggi l'assenza
del Presidente della Regione, Schifani.
In questi giorni, Presidente, abbiamo assistito a dichiarazioni
che ci etichettano come semplici ostruzionisti ma noi abbiamo
semplicemente rivendicato un diritto sacrosanto cioè quello di
conoscere i programmi sui fondi extraregionali.
Non serve su questo tema mostrare i muscoli ma serviva
semplicemente confrontarsi, discutere con il Parlamento però,
Assessore Falcone, mi permetta di dire che tutto ciò è dovuto alla
sciagurata decisione del Presidente della Regione di togliere a lei
le deleghe e che questo non ci ha permesso appunto di affrontare i
temi cruciali, temi importanti per la Sicilia. E' legittimo sapere
prima di approvare questa manovra quali sono gli investimenti per
la Sicilia, quali sono i fondi utilizzati per i fondi strutturali,
i fondi di sviluppo e quando parliamo di questo dobbiamo spiegare
ai siciliani che parliamo di strade, parliamo di scuole, parliamo
di presidi ospedalieri. Questa è la nostra battaglia, non è
l'ostruzionismo preconcetto.
Ad oggi però l'unica cosa che conosciamo è lo scippo dei fondi di
sviluppo e coesione per la realizzazione del ponte sullo Stretto.
Assessore non bastano le dichiarazioni del Presidente, ci servono
atti concreti su questo perché non si tratta di essere favorevoli o
contrari alla realizzazione dell'opera ma si tratta semplicemente
di non distogliere quei fondi dalla sua destinazione naturale.
Questo è quello che difendiamo, il Governo nazionale non può avere
l'avallo della Regione su una scelta antistorica che frena lo
sviluppo della Sicilia. In questa manovra noi abbiamo cercato di
evidenziare quelli che sono i temi importanti e voi avete fatto
muro contro muro, avete stretto anche sui tempi ma noi nonostante
ciò nelle Commissioni di merito abbiamo lavorato, abbiamo fatto i
nostri emendamenti, abbiamo cercato di incidere ma poi in
Commissione Bilancio tutto il lavoro che noi abbiamo fatto in
Commissione in questo momento è stato archiviato.
Io capisco che stanno andando avanti anche per sventolare
interventi bandiera in vista delle elezioni europee, ma ci sono
temi importanti che sono di interesse della Sicilia ma soprattutto
di tutto il Parlamento siciliano e quindi voglio rispondere anche a
un'altra critica di queste ore in cui si dice che le forze
d'opposizione vogliono l'esercizio provvisorio. Non è assolutamente
così, io posso dichiarare che noi siamo disponibili a lavorare
tutti i giorni per approvare la manovra, sabato, domenica, i giorni
di festa non c'è alcun problema su questo e quindi detto ciò volevo
analizzare alcuni punti che riguardano la legge di stabilità e
parto assessore Falcone ringraziandola, ringraziandola perché lei
ha mantenuto l'impegno che aveva preso con me che mi sono fatto
portavoce dei farmacisti rurali delle isole minori su cui c'era la
necessità di intervenire per garantire quei presidi sanitari
essenziali in aree svantaggiatissime. E su questo le voglio dare il
merito di aver ascoltato l'esigenza e la necessità di questi
farmacisti.
E' anche vero che ci sono tanti altri articoli diciamo che qualche
collega ha già evidenziato che sono un po' pittoreschi tipo il
comma 6 dell'articolo 2 ma credo che avremo modo di entrare nel
merito di ogni articolo nei prossimi giorni ed analizzarli ad uno
ad uno. Però Assessore per esempio non è stato fatto nulla per
quanto riguarda il ripristino delle ore di assistenza per i ragazzi
autistici cioè il grido di dolore delle famiglie di questi ragazzi
che da anni chiedono e mi riferisco ai centri diurni che da anni
chiedono il ripristino delle ore per l'assistenza ai propri ragazzi
e su questo non è stato fatto nulla ma spero che ci sia
l'attenzione del Governo ora quando affronteremo ulteriori
emendamenti in Aula per risolvere un problema annoso.
Veda noi continueremo Assessore Falcone a sostenere in Aula i
nostri emendamenti per migliorare questa legge di stabilità e spero
e confido molto in lei perché lei ha sempre accettato, ha sempre
capito quelle che erano le esigenze che noi ponevamo nell'interesse
della Sicilia e quindi credo che in Aula ci sarà modo di affrontare
tutti gli emendamenti che noi abbiamo presentato e analizzarli
affinché si possa attivare l'azione che serve alla nostra Terra.
E concludo dicendo che non siamo ostruzionisti senza motivazioni
ma, al contrario, siamo motivati a tutela della Sicilia e dei
siciliani.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Leo. E' iscritto a parlare
l'onorevole Venezia. Ne ha facoltà.
VENEZIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti
della Giunta, in questi venti giorni abbiamo assistito ad un
dibattito politico a livello regionale che ha messo al centro il
tema della finanziaria, un dibattito a tratti surreale, un
dibattito animato più che sui contenuti sul fattore tempo.
Se dovessi ricorrere, assessore Falcone, alla letteratura per
descrivere questo contesto citerei il famoso romanzo di Dino
Buzzati "Il deserto dei Tartari", dove il protagonista, un certo
Drogo, che non è un candidato per andare a ricoprire la carica di
Direttore generale in una delle Asp siciliane, si era rinchiuso
nella fortezza Bastiani in attesa che avvenisse prima o poi
l'assedio dei Tartari e si attendevano giorni, settimane, mesi,
anni in attesa che arrivassero questi Tartari ad assediare la
fortezza e dopo un certo numero di anni ci si accorse che non
arrivava mai nessuno. Ed è quello che è accaduto in queste ultime
settimane: Schifani a Palazzo d'Orleans che aspettava l'assedio
delle opposizioni che volevano fare ostruzionismo per impedire
l'approvazione della finanziaria, senza proposte, senza contenuti,
ma come lei ha avuto modo di vedere, assessore Falcone, sia in
Commissione Bilancio', sia in quest'Aula, il nostro intento è
quello di dare un contributo a questa finanziaria, purtroppo povera
di idee, senza una visione, senza una strategia ma, soprattutto,
mettendo al primo posto non la tempistica ma i contenuti perché
possiamo arrivare ad approvare la finanziaria anche domani o
dopodomani ma, nel momento in cui, ed è questo il suo augurio, io
lo so, nel suo cuore c'è questa data, ma nel momento in cui la
legge di stabilità la troveremo poi pubblicata sulla Gazzetta
Ufficiale della Regione siciliana e chi in questo momento è in
attesa trepidante della legge di stabilità, si ritroverà non
riforme, non norme, non risorse, per risolvere i problemi atavici
della Sicilia ma, soltanto, pochi articoli che affrontano in alcuni
casi l'ordinario, in altri lo affrontano male e non riescono a dare
alcuna risposta esaustiva e concreta rispetto ai problemi veri
della Sicilia e dei siciliani.
In occasione del dibattito sull'aggiornamento del Documento di
programmazione economica e finanziaria regionale abbiamo
fotografato una diagnosi della Sicilia del contesto economico, del
contesto sociale, dei bisogni veri e a quella diagnosi serviva una
cura che doveva essere, assessore Falcone, questa finanziaria che,
giorno dopo giorno anche nel dibattito per certi aspetti animato in
Commissione Bilancio', ci siamo accorti che c'è una differenza
abissale tra ciò che conteneva in termini di bisogni il Documento
di programmazione e ciò che contiene la finanziaria la quale, come
lei ha dichiarato più volte nei suoi comunicati stampa, si regge su
quattro pilastri che vorrei ricordare, con onestà intellettuale:
sostegno ai comuni, sostegno al personale regionale e, soprattutto,
al mondo del precariato, con particolare riguardo agli ASU e ai
PIP, sostegno al settore forestale e fondi per l'occupazione. Credo
che queste siano le quattro macro azioni più significative
contenute in questa finanziaria e passerei ad affrontarle nel
dettaglio perché si parla con termini profetici dell'approvazione
di questa finanziaria come se dal primo gennaio, con l'approvazione
di questo testo, si risolveranno tutti i problemi dei siciliani.
Partiamo dai trasferimenti ai comuni. Nulla di più ordinario. Si
riconfermano i trecentocinquanta milioni di trasferimenti ordinari
che erano stati messi a disposizione dai comuni negli ultimi anni e
si riconfermano i centoquindici milioni per gli investimenti che
erano stati messi nelle finanziarie degli ultimi anni. L'unico
elemento di ordinarietà significativo che già abbiamo affrontato
l'anno scorso è la tempistica dei pagamenti ma questo non credo, a
mio sommesso avviso, si possa raccontare come un miracolo politico,
come un gesto di attenzione, come dire, avendo la possibilità di
erogare nei tempi previsti le risorse ai comuni.
Stessa cosa per i trasferimenti dei liberi consorzi e delle città
metropolitane. Mentre da un lato si corre nelle varie Commissioni
di merito per approvare la legge sull'elezione diretta dei liberi
consorzi e delle città metropolitane, noi come dire, anziché dare
sostegno finanziario ai liberi consorzi, alle città metropolitane
che verranno fra qualche mese, come si dice, governati dalla
rappresentanza democratica e, quindi, dalla politica ponendo fine
alla lunga stagione dei commissariamenti, non mettiamo alcuna
risorsa aggiuntiva che possa contribuire a rilanciare il ruolo
degli enti intermedi nelle dinamiche della programmazione
territoriale per esempio. E sugli enti locali, credo che la cartina
di tornasole di questa finanziaria sia, l'abbiamo vista nel momento
in cui la maggioranza si è rinchiusa in una stanza accanto alla
Commissione Bilancio' per operare e spartirsi con metodi che non
definirei neanche da manuale Cencelli, per non offendere quella
stagione politica che era un manuale nobile rispetto a certi tipi
di spartizione delle cosiddette riserve, e lì abbiamo capito quale
era lo spirito vero di questa finanziaria che era quello di
spartire le poche risorse a disposizione per far fronte
all'imminente campagna elettorale delle europee scrivendo norme
sulle quali ci pronunceremo in dettaglio domani e facendo delle
scelte politiche senza alcun senso sulla base della provenienza o
della residenza di alcuni parlamentari della maggioranza e in
quella triste giornata e triste nottata mentre si parlava di fondi
destinati ai comuni che fronteggiavano la migrazione in maniera
colpevole sotto il profilo politico è stata esclusa Lampedusa e
Linosa, la città simbolo a livello nazionale ed europeo del
problema della migrazione, una dimenticanza che, come dire,
costituisce la cifra di come questo Governo regionale voglia
operare anche su temi importanti attuali e delicati che riguardano
non solo Lampedusa ma l'intera Sicilia. E in quella circostanza non
mancò nel corso del dibattito in Commissione il nostro contributo
per cercare di migliorare e di trasformare le riserve che
diventavano ora dopo ora mance elettorali per alcuni territori
discriminando altri in proposte serie e concrete per tutte.
Avevamo chiesto di raddoppiare le risorse destinate ai comuni per
le rette di ricovero e nulla è stato fatto, avevamo chiesto di
aumentare i fondi per il randagismo e c'è stato detto che non
poteva essere fatto. Abbiamo chiesto di raddoppiare le risorse per
il trasporto per gli studenti pendolari; se queste erano proposte
ostruzionistiche non so nel vocabolario politico della maggioranza
e del presidente Schifani cosa possa significare realmente questa
parola.
Le uniche due cose serie su cui non abbiamo difficoltà, assessore
Falcone, a riconoscere un merito, per quanto riguarda il capitolo
relativo agli enti locali, sono state le risorse assegnate alle
unioni dei comuni che gestiscono risorse territorializzate. Ma
anche lì in Commissione Bilancio' abbiamo migliorato questa
proposta del Governo e per fortuna ogni tanto, Assessore, in un
momento in cui non si faceva prendere dalla frenesia del dibattito,
del confronto anche aspro, manifestava apprezzamento a qualche
proposta che proveniva dai banchi dell'opposizione, cercando di far
spendere bene queste risorse nella gestione del miliardo e mezzo di
euro che verrà assegnato alle 29 coalizioni territoriali che
gestiranno nella programmazione attuale questi fondi europei.
Ma anche qui destinare 300 mila euro solo per l'esercizio
finanziario 2024, seppure una lodevole iniziativa, è dal punto di
vista della programmazione, qualcosa di inefficace, se non
confermiamo anche per il 2025 e per il 2026 queste risorse, e lei
si era preso l'impegno, Assessore, che il Governo in Aula avrebbe
valutato questa possibilità trovando le coperture finanziarie e noi
l'aspetteremo nei prossimi giorni nel dibattito d'Aula, ci saranno
i nostri emendamenti ancora una volta protesi a migliorare il testo
del Governo in questa direzione.
E poi il Fondo progettazione, i 40 milioni di euro, dopo il
fallimento dell'iniziativa legislativa dello scorso anno che
prevedeva una dotazione ben più ampia di 200 milioni di euro per lo
stesso fondo però attraverso la copertura delle risorse del Fondo
sviluppo e coesione che è stato, come è già stato dibattuto,
oggetto di impugnativa per mancanza di copertura finanziaria.
Anche lì, il contributo delle opposizioni, assessore Falcone, lei
lo ricorderà bene non è mancato perché rispetto alla proposta
iniziale del Governo di assegnare le risorse sulla base del numero
degli abitanti penalizzando i piccoli comuni che sono quelli
deficitari, che non hanno uffici tecnici in grado di sostenere
l'attività di progettazione, per fortuna, grazie alle nostre
proposte e ai nostri emendamenti, è passata una linea diversa che è
quella di avere un'attenzione particolare invece per quei comuni
che più degli altri soffrono la mancanza di progettualità. E lei da
l'Assessore per le infrastrutture conosce bene questa vicenda.
Vorrei, mancano due minuti alla fine del mio intervento,
concentrarmi anche sulla questione degli incendi. Anche lì dopo la
stagione disastrosa, ho avuto modo di dire durante
un'interrogazione parlamentare all'assessore Pagana, che peggio del
governo Schifani probabilmente avrà fatto solo Nerone nell'incendio
del 64 avanti Cristo sul tema degli incendi. Due terzi dei terreni
bruciati in Sicilia nel 2024, il 20 per cento dell'intero
territorio bruciato a livello nazionale solo nella provincia di
Palermo. Ci saremmo aspettati dopo i proclami di Schifani in Aula
lo scorso 14 ottobre delle norme in questa finanziaria in grado di
combattere seriamente l'emergenza incendi alla luce dei cambiamenti
climatici e, invece, ci siamo trovati delle norme che assegnano
qualche risorsa in più agli operai della forestale, per carità,
cosa buona e giusta e anche noi abbiamo voluto dare un contributo
in tal senso e poi il tentativo politicamente scorretto di
attribuire le responsabilità ai sindaci obbligandoli a coprire le
inefficienze della Regione sul tema dell'antincendio.
E poi il tema della formazione. Avete, come ha riportato
Repubblica stamattina, tagliato di 400 mila euro le risorse per la
Protezione civile, vi eravate dimenticati che a supporto delle
operazioni antiincendio ci sono ottomila volontari della Protezione
civile che operano quotidianamente e che per la carenza di risorse
non hanno potuto fare i corsi di formazione antiincendio e poi i
seicento volontari dei distaccamenti dei Vigili del fuoco, anche lì
una proposta che abbiamo voluto fare fortemente come Gruppo
parlamentare per sostenere anche un nucleo di volontari che operano
in contesti impervi e in aree marginali.
Per quanto riguarda e concludo, presidente Di Paola, la questione
della finanziaria come cartina di tornasole, la finanziaria
strategica, la finanziaria di guerra avrebbe detto Musumeci in
altri periodi. Somme per la fauna selvatica, settantamila euro,
borghi marinari, servizi per la dissalazione delle Isole minori,
tasse automobilistiche, Agrigento capitale della cultura. Questo è,
non c'è alcuna finanziaria di guerra, alcuna finanziaria
strategica, alcuna finanziaria in grado di indicare una visione
nuova ma il capolavoro, e concludo, l'avete fatto nei fondi
speciali e nelle tabelle dell'articolo 27: avete aumentato di tre
milioni di euro i fondi per le scuole paritarie, avete aumentato in
vista della campagna elettorale i fondi per i patrocini degli
Assessori, che probabilmente saranno candidati alle europee,
facendo man bassa, avete diminuito di 12 milioni di euro i fondi
per i disabili gravissimi e ci fa piacere che ci sarà un impegno
proprio nel corso dell'anno per stanziare le stesse somme dell'anno
precedente, un milione di euro azzerati per i cittadini esecutati e
poi il capolavoro, ecco anche politico, è stato fatto in
un'operazione azzerare i fondi dell'Istituto Gramsci, assessore
Falcone, anche questa una chicca degna di altri politici d'altri
tempi e gliel'ho detto in Commissione Bilancio' e glielo dico ora:
lei potrà passare alla storia come l'Assessore che avrà approvato
la finanziaria in tempi record ma rischia di passare alla storia
come l'Assessore che ha azzerato i fondi ad una istituzione
culturale con una storia prestigiosa e importante e questo non
glielo consentiremo ma non per fare ostruzionismo, per fare con le
nostre proposte, i nostri emendamenti, una battaglia parlamentare a
viso aperto non pensando di costruire una finanziaria veloce ma una
finanziaria buona per gli interessi della Sicilia e dei siciliani.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Venezia. E' iscritto a parlare
l'onorevole Cambiano. Ne ha facoltà.
CAMBIANO. Grazie, Presidente. Innanzitutto mi permetta di
ringraziare la Presidenza per averci consentito stamane di
partecipare alla Santa messa del Natale e di farci comprendere il
vero valore del Natale, un momento di riflessione importante al
quale non hanno partecipato rappresentanti del Governo ma devo dire
che sono arrivate indicazioni anche significative, i momenti di
riflessione sono sempre ben accetti, probabilmente quei momenti di
riflessione che il Governo non ha preso lanciandosi in improvvide
dichiarazioni, forse scomposte. Da un Presidente della Regione con
tanta esperienza non mi sarei aspettato delle dichiarazioni così
scontrose; non c'è opposizione in Sicilia, non c'è una proposta di
contenuti rispetto al nostro modo di fare, noi lavoriamo, lavoriamo
in maniera sotterranea perché comunichiamo solo quando dobbiamo
dare la risposta per la quale siamo in grado di dire facciamo così,
quindi, facciamo poca propaganda. Non continuo con le dichiarazioni
quasi farneticanti che sono contenute in nota stampa. Posso dire
che, invece, quel Governo che diceva di non fare proclami, il 21
settembre incontrava l'Anci a Palazzo d'Orleans e dichiarava in
maniera trionfalistica di approvare entro il 31 dicembre la legge
di stabilità e di avere incrementato il fondo destinato ai comuni
portandolo a 400 milioni di euro, quindi oltre 70 milioni di euro
in più rispetto al 2023.
Bene, oggi, ci ritroviamo con un fondo destinato ai comuni che è
di qualche milione di euro in più rispetto al 2023, 324 milioni di
euro, Assessore, nel 2023, 350 milioni di euro nel 2024. L'annuncio
l'ha fatto il Governo e, mi dispiace doverlo ricordare in questa
sede al presidente Schifani, che solo il 21 settembre dichiarava
ben 400 milioni di euro ai comuni. Come tutte le dichiarazioni che
ha fatto nella ricorrenza e nella celebrazione del 70 anniversario
della nascita, della Costituzione dell'Anci; ha iniziato
un'elencazione di misure rivolte ai comuni che oggi non trovano
purtroppo riscontro in questa legge finanziaria.
Sulle riserve discorso a parte, interverremo domani
nell'articolato perché sono state eliminate riserve, secondo me,
che andavano nella direzione corretta, introducendo sistemi di
premialità per chi rispetta norme in attuazione del DPR 380 del
2001 ad esempio per i comuni che hanno effettuato ed effettuano le
demolizioni preservando le coste. Eliminata quella riserva ne sono
state inserite altre che, a mio modo di vedere, non vanno nella
direzione corretta, senza polemica alcuna si può dare
riconoscibilità o si può essere riconoscenti a qualche parlamentare
in altro modo, magari mirando a misure che non vanno ad intaccare
su un fondo che è destinato ai comuni per far fronte alle grandi
emergenze, ai costi energetici. I comuni si sostituiscono a
competenze regionali.
Si parlava di mancanza di proposte da parte delle opposizioni ma
ribadisco il concetto già ribadito più volte da diversi colleghi.
Noi abbiamo proposto ad esempio il tempo pieno nelle scuole,
risorse per la refezione scolastica per i comuni in dissesto, la
refezione scolastica essendo un servizio a domanda individuale non
è un servizio obbligatorio per legge. Abbiamo proposto di
incrementare le risorse per consentire il tempo pieno, andare
incontro a quelle fasce più fragili di popolazione. Non è stata
accolta alcuna di queste proposte. Abbiamo presentato emendamenti
per andare incontro alle esigenze dei comuni che si ritrovano a
gestire i territori fragili, dissesto idrogeologico, le foci dei
fiumi.
E' stato ampiamente dibattuto un emendamento in Prima Commissione
e qui torno e vado ad un altro tema. Abbiamo dibattuto con i
direttori e l'Assessore per le autonomie e gli enti locali per ore
su emendamenti giungendo anche ad una sintesi tra maggioranza e
opposizione.
Vede, sono trascorsi tredici mesi dal nostro insediamento qui in
Assemblea regionale siciliana. Il parlamentare ha il ruolo e svolge
un ruolo di fare delle proposte normative, di lavorare a disegni di
legge e dall'altra parte, devo dire, che non sempre c'è stata
questa capacità di ascolto. Il nostro ruolo è stato svilito in
quelle Commissioni, c'era la volontà di correre e arrivare a
definire dei percorsi che non so con chi erano stati stabiliti
perché, Assessore, non c'è alcuna volontà di fare ostruzionismo o
di non permettere l'approvazione di una legge finanziaria, però
nemmeno la presa in giro rispetto a temi discussi, a emendamenti
discussi, trascorse ore, ovviamente trovata una sintesi e poi
rinviati in Commissione Bilancio', testo stravolto e ora ci
ritroviamo in Aula, probabilmente, a ridiscutere di altri temi
senza la necessaria e l'adeguata preparazione.
Vede, una corsa veloce contro un tempo che inesorabilmente
trascorre e mi rivolgo ad un'Aula semi vuota e questo mi dispiace,
semi deserta, quasi vuota.
DIPASQUALE. I presenti, siamo i migliori
CAMBIANO. Resteremo i migliori, siamo stati primi e resteremo i
migliori. Però mi rivolgo ai siciliani e questa legge finanziaria e
questa legge di stabilità deve per forza rivolgersi a quei
siciliani e quali sono le misure che vanno in favore delle fasce
deboli della popolazione, le misure che vanno in favore degli
ultimi, quali sono in questa finanziaria le risorse destinate per
la crescita, per l'occupazione, per l'emigrazione giovanile che
smembra e continua a smembrare le famiglie.
Vede, leggendo il rapporto Svimez, veramente è deprimente
prepararsi ad uno spopolamento, in diciotto anni 1,8 milioni di
persone hanno abbandonato il Mezzogiorno e si prevede nei prossimi
cinquant'anni che abbandoneranno la nostra Terra e, quindi, la
Sicilia in questo darà un contributo importante a questo processo
di emigrazione, circa 8 milioni di persone.
Cosa stiamo facendo per far sì, per creare condizioni di sviluppo
in questa Terra? Abbiamo proposto un emendamento per agevolare il
ritorno dei talenti, c'è una norma, l'articolo 13 che,
probabilmente, andrebbe ampliata, probabilmente andrebbe resa
organica, un ragionamento rispetto all'insediamento di nuove
attività; lei Assessore mi potrebbe rispondere che l'IRFIS ha
pubblicato un bando insieme all'Assessorato alle attività
produttive fare impresa per la nascita di nuove realtà produttive,
però vede quel bando prevede un criterio che attribuisce una
premialità alla compartecipazione, un fondo perduto al 90 per cento
dichiarato ma non nei fatti perché vengono premiate quelle proposte
in cui più alta è la compartecipazione. Allora, mi metto nei panni
di un giovane a 20, 21, 22 anni che vorrebbe avviare un'attività ma
si ritrova poi a non potere avere la liquidità che nessun istituto
di credito gli concederà. Ecco dovremmo pensare a loro.
Capacità di ascolto che è mancata ma che ho ritrovato e gliene
devo dare atto perché era febbraio del 2023 quando insieme
all'onorevole Di Paola abbiamo presentato un emendamento alla
finanziaria del 2023 che affrontava il tema delle royalties e il
danno che i territori stavano subendo rispetto a delle attività già
portate avanti da titolari di concessioni per l'estrazione nello
specifico di gas naturale e mi riferisco al progetto Argo
Cassiopea.
Ecco quella proposta che nel 2023 non è stata accolta l'abbiamo
ritrovata nell'articolato e la ritroveremo nella discussione dei
prossimi giorni e, quindi, va dato atto al Governo di avere accolto
una proposta del Movimento Cinque Stelle che va in direzione di
compensare i territori rispetto a un depauperamento e rispetto a
una autonomia in qualche modo differenziata.
Chiedo scusa non sapevo, mi rivolgo sempre alla Presidenza ma ho
visto anche la Presidenza impegnata, quindi mi sono fermato per
PRESIDENTE. Stavamo lavorando per lei, onorevole Cambiano. Prego.
CAMBIANO. Grazie, guardi spero che il Governo lavori per i
territori, non per il singolo parlamentare perché quelle che
proponiamo sono norme di buon senso tant'è che sono state accolte.
Stavo parlando di royalties e misure di compensazione per i
territori, ma vede, Assessore, avevamo fatto un ragionamento un po'
più ampio e ci siamo lasciati all'autonomia differenziata di quelle
royalties per l'estrazione di gas, per l'estrazione nel sottofondo
del mare la legge del '96, la 625, prevede che il 55 per cento vada
alla Regione adiacente e il 45 per cento venga destinato allo Stato
centrale, al Governo centrale.
Avevamo anche proposto di farsi portavoce, per tutelare gli
interessi di questa terra, rispetto a quella quota che incassa il
Governo nazionale: la Regione Basilicata ha introitato 20 milioni
di euro di royalties interamente, per intero al 100 per cento, che
invece dovevano essere destinate per norma al Governo centrale.
Ecco serve chi tuteli gli interessi dei siciliani perché quelle
risorse appartengono a questa Terra e se altre regioni trattengono
quelle risorse e quei proventi, che invece noi non riusciamo a
trattenere qua, credo che generi uno squilibrio.
E rispetto alla tutela degli interessi dei siciliani non posso che
affrontare il tema dei fondi di sviluppo e coesione, i famigerati
fondi extraregionali che hanno creato tanta polemica; ecco sono
state fatte tante richieste in Commissione Bilancio' rispetto alla
possibilità di venire a conoscenza dell'ammontare di queste
risorse.
Senza polemica alcuna un miliardo e 300 milioni per la
realizzazione del ponte sullo Stretto, un miliardo e 300 milioni di
fondi che dovrebbero servire a rendere questa Terra normale, se
oggi si sta lavorando e ci sono dei cantieri aperti per alcuni
raddoppi ferroviari per portare l'alta capacità, non l'alta
velocità, in Sicilia nella tratta Catania-Palermo o Messina-
Catania, vede Assessore, presidente Schifani, è grazie a un
intervento, è grazie a chi ha tutelato gli interessi dei siciliani,
è grazie a un Governo che è riuscito nel 2021 a portare 209
miliardi di PNRR, Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Quei sei macro lotti che lei ben conosce da Palermo a Catania per
il raddoppio di una parte della tratta ferroviaria sono finanziati
col Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Ora, è stata chiamata la cura del ferro perché quei fondi
prevalentemente sono stati destinati non per il rifacimento, o
collegamenti, o nuovi collegamenti stradali bensì solo per, e mi
avvio a conclusione Presidente, c'è stato qualche collega che,
recupero qualche minuto di qualche collega.
PRESIDENTE. Si avvii a conclusione, onorevole Cambiano.
CAMBIANO. Non è possibile. Quindi il Fondo sviluppo e coesione, i
fondi FSC dovrebbero essere utilizzati per intervenire su quelle
strade provinciali, per intervenire sulle carenze della rete
idrica, noi ancora abbiamo comuni in cui l'acqua viene erogata a
distanze settimane.
PRESIDENTE. Grazie onorevole.
CAMBIANO. Mi perdoni, devo solo fare un riferimento ai lavoratori
precari e contrattisti dei comuni, cioè una norma che riguarda gli
ASU, già l'argomento è stato trattato.
Gli ASU sono stati dimenticati per anni, sono lavoratori non
contrattualizzati, corretto pensare a loro e incrementare a 36 ore
le ore di questi lavoratori non contrattualizzati, ma sono di
supporto a lavoratori che invece prestano servizio negli enti
locali con contratti a diciotto ore, a ventuno ore e a ventiquattro
ore; allora, sarebbe corretto dare una risposta a questi lavoratori
ma è una risposta che viene data anche ai comuni ai servizi che gli
stessi erogano.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cambiano. È iscritta a parlare
l'onorevole Chinnici. Ne ha facoltà. Vi chiedo al solito di
mantenervi nei quindici minuti e di non sforare quello che avevamo
previsto. Prego, onorevole Chinnici. Ne ha facoltà.
CHINNICI. Signor Presidente, grazie non si preoccupi, come sa sono
sempre breve, conosco il valore delle parole, sono un'insegnante.
Dunque, Assessore Falcone, ne hanno dette tante, lei sicuramente
sa incassare, però qualcosa gliela devo dire pure io, perché mi
deve togliere intanto una curiosità, una curiosità me la deve
togliere: ma come mai le persone che hanno veramente bisogno, le
persone che stanno vivendo dei momenti veramente tremendi, per
esempio le persone - sono state ricordate - che il 25 luglio hanno
perso la casa, solo a Palermo sono cinquanta famiglie che hanno
perso la casa, l'unica casa, il 25 dicembre a Natale saranno cinque
mesi esatti e non c'è Natale per chi non ha una casa... prego,
aspetto che risponda al telefono, sì blocchi il tempo non per
rispetto a me, per rispetto alle persone di cui sto parlando
PRESIDENTE. Onorevole Chinnici, può rivolgersi però alla
Presidenza? L'assessore Falcone a breve staccherà la telefonata.
CHINNICI. Mi scusi, Presidente.
PRESIDENTE. Sì, gli interventi vanno rivolti sempre alla
Presidenza.
CHINNICI. Sono rivolti alla Presidenza però a noi piacerebbe poter
parlare al Governo di questa città
Dunque, Assessore, mi scusi, faccio una sfida a me stessa, sarò
anche più breve dei tredici minuti, io le chiedo una cosa: queste
persone come fanno a rivolgersi a voi senza dover chiamare Le Iene,
Striscia la notizia o Report? Come fanno? Ci dica come? Perché oggi
erano al Tgs. Sono stati quantificati dal Comune di Palermo al
ribasso a settembre 16 milioni di euro di danni per appunto perdita
delle case, perdite delle aziende e delle imprese. Fra gli
imprenditori e cittadini palermitani che sarebbero un orgoglio
visto che il vostro Governo giustamente è fissato con il merito e
con le eccellenze, avevamo un'eccellenza, lo sa assessore Falcone,
a Palermo, io non lo sapevo e mi dispiace, avevamo un'eccellenza -
parlo al passato perché ha perso la sua attività imprenditoriale -
ed è un apicoltore, è un apicoltore che ricavava il miele dalle api
nere, lei lo sa Assessore, io non lo sapevo quanto è pregiato e che
è un presidio slow food, me l'ha insegnato il collega Venezia e mi
fa molto piacere. Peccato che questo apicoltore, il signor Meli, ha
perso tutto, tutto, la casa, una palazzina di tre piani, la sua
attività imprenditoriale che gli aveva fatto guadagnare titoli sul
Corriere della sera e su tutti i giornali nazionali perché era
un'eccellenza. Dopo cinque mesi non c'è nulla, ma non c'è nulla
nemmeno ovviamente in questa finanziaria, non c'è per lui, non c'è
per le 50 famiglie palermitane, non c'è per nessuna famiglia
siciliana. Ho cercato, ho spulciato, ho parlato con gli assessori
locali, con gli assessori del comune di Palermo, nulla, nulla,
nulla
E allora non è possibile che questa gente debba rivolgersi solo a
noi e non abbia la possibilità di interfacciarsi con voi che avete
responsabilità di Governo, che vi dovreste prendere cura e non
siete stati nemmeno in grado di fare dichiarare lo stato di
calamità Come il Presidente Bonaccini è riuscito a fare in Emilia
Romagna Forse il ministro del mare non si occupa del fuoco
Onorevole Pellegrino, la prego, non faccia ironia Io sto facendo
ironia, mi rendo conto, ma è molto amara. E allora solo a Palermo
il comune di Palermo al ribasso ho quantificato sedici milioni di
euro di danni e solo per Palermo Noi abbiamo fatto un emendamento
che prevede venti milioni di euro Noi vi offriamo la possibilità
di riscattarvi in un sussulto di dignità, se volete vi chiediamo il
voto segreto così cinque persone che ci devono dare il voto ce lo
danno e vi riscattate Dico seriamente, mettetevi d'accordo, vi
salvate la faccia.
Poi ancora sulla disabilità psichica non ne parliamo, figuriamoci,
niente, ma noi abbiamo proposto un raddoppio dei fondi ai comuni
per le comunità alloggio. Evidentemente forse alla sinistra
piacciono queste cose, non lo so saremo noi quelli che pensano
soltanto alle persone che stanno ai margini, per, ma neanche a
dirlo, i migranti.
Per voi sono un problema di decoro urbano.
Ricordo ancora l'intervento dell'onorevole Sammartino,
dell'Assessore Sammartino che ha ricordato giustamente come i
barchini disintegrati creano problemi alle reti dei nostri
pescatori - giusto Per carità
Ci avete ricordato anche dei danni all'immagine del turismo della
Sicilia, giusto
Per carità Ci mancherebbe Si tratta del nostro sviluppo
economico.
Però, prima di tutto, c'è una tragedia umanitaria in corso, per
cui il Mar Mediterraneo da Mare Nostrum e ponte fra culture è
diventato un muro col filo spinato e ci sono migliaia, migliaia di
persone che sono là, in un cimitero a cielo aperto
Bene, voi che cosa avete fatto?
Avete azzerato il capitolo che finanzia la legge regionale n. 20
del 2021 per l'accoglienza e l'inclusione che sarebbe una legge
all'avanguardia, sarebbe, ma se gli mettete zero euro è chiaro che
è vuota.
Così come mi ricorda a me insegnante la legge sul diritto allo
studio. Quella è veramente una piaga, una ferita al cuore
Già, la Regione Sicilia era l'ultima Regione d'Italia a non avere
una legge sul diritto allo studio.
L'Assessore Lagalla, oggi sindaco della mia città aveva
provveduto. Eravamo contenti, con onestà intellettuale, lo abbiamo
riconosciuto
Peccato che è una legge senza oneri per la Regione, una presa in
giro, una presa in giro nella Regione che ha il più alto tasso di
dispersione scolastica in cui manca il tempo pieno e all'Assessore
Turano ho cercato di spiegare che a tenere aperta la scuola il
pomeriggio, con percorsi extra curriculari, con terzo settore non è
esattamente il tempo pieno.
Il tempo pieno è una cosa precisa. Dovete essere più competenti.
Il tempo pieno è una cosa precisa Ci vogliono le mense Le mense
ci vogliono per il tempo pieno
Quindi, ovviamente, invece sappiamo che in Sicilia l'88 per cento
degli alunni della scuola primaria non usufruisce di tempo pieno.
L'arretratezza culturale, lavorativa, economica di questa Regione
passa da queste cose.
Per non parlare del sistema integrato zero-sei anni che nemmeno
sapete cosa sia.
E ancora, diritto allo studio negato.
L'Ersu, l'università, onorevole Sammartino, che c'è?
Io sto parlando con voi, però, la ringrazio, 20 milioni
servirebbero.
Abbiamo aggiunto con quei famosi 3 milioni di euro che avete
aumentato alle scuole paritarie - non ho nulla contro le scuole
paritarie, non ho nulla assolutamente contro le scuole paritarie -
solo che non possiamo incrementare, questa è una scelta politica
incrementare di tre milioni di euro i fondi alle scuole paritarie e
togliere tutto quello che si può togliere al sistema al sistema
scolastico, stavo dicendo sanitario perché in fondo sono
affratellati al sistema scolastico nazionale.
Già governativamente state attuando, con l'autonomia
differenziata, lo smantellamento del sistema scolastico e il
dimensionamento scolastico è soltanto ovviamente un epifenomeno.
Ma almeno rendetevi conto della situazione in cui versa l'Ersu e
soprattutto anche il trasporto scolastico.
Io non so se lei sa, Assessore Falcone, ogni giorno centinaia,
centinaia di studenti e studentesse non possono andare a scuola da
Belmonte Mezzagno, da Misilmeri, da Villabate, da Partinico, non
vanno a scuola.
Lei, questo lo sa o lo raccontano solo a me? Me lo dica
Lei lo sa? Lo sa da me Quindi lo sanno solo gli insegnanti, la
scuola è un affare degli insegnanti.
Questa è una notizia, Assessore.
Noi saremo anche fissati come insegnanti ma la scuola è
l'architrave di tutto, di tutto
PRESIDENTE. Assessore, evitiamo il dibattito.
CHINNICI. Benissimo, e allora le dico solo questo.
Sappia, lei l'altra volta ha detto in Commissione che quando si
guarda allo specchio è sereno perché pensa di avere fatto il suo
dovere.
Io no, io invece sono sempre inquieta, Assessore, mi dispiace,
sono contenta per lei che è sereno.
Io le dico solo una cosa.
Oggi, a tutt'oggi, anche se abbiamo una legge sul diritto allo
studio, il diritto allo studio in Sicilia è negato quotidianamente
a centinaia di alunni che non riescono a frequentare neanche la
scuola dell'obbligo perché non riescono a prendere il pullman,
banale, banalissimo
Saltano le corse, sono troppo affollati, costa 60 euro al mese.
Mi dica lei Sono diritti fondamentali negati
Noi vi chiediamo semplicemente - vede sono stata brava, ho preso
meno tempo del previsto - noi vi chiediamo semplicemente di avere
uno scatto di dignità almeno per queste quattro cose minime
indispensabili che vi abbiamo segnalato. Glielo ripeto, le vittime
degli incendi senza casa, il 25 dicembre ci pensi quando farà il
pranzo di Natale con la sua famiglia, ci pensi, cinquanta famiglie
solo a Palermo, in tutta la Sicilia mancano case a tutte le persone
che l'hanno persa, quindi persone danneggiate dagli incendi,
diritto allo studio negato, trasporto scolastico, mense scolastiche
e poi l'ultimo, proprio l'ultima cosa, i migranti l'ho detto prima,
l'emergenza abitativa, l'emergenza abitativa lo sa, Assessore vero?
Solo a Palermo oltre duemila famiglie non hanno una casa, non parlo
degli incendi parlo dell'emergenza cronica e che l'emergenza è una
parola a cui ci siamo veramente assuefatti, su tali fatti non è
emergenza qui, è una cosa che bisognerebbe risolvere e basta, è
un'indecenza più che un'emergenza
Ecco, per il diritto all'abitare anche questo non c'è nulla, non
c'è nulla anche lì, abbiamo proposto un emendamento, un emendamento
semplice, fondo morosità incolpevole, non è possibile che si
sfrattino le persone perché non hanno i soldi per pagare. La
povertà, checché ne pensi il vostro Governo, non è una colpa.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Chinnici.
È iscritta a parlare l'onorevole Saverino. Ne ha facoltà.
SAVERINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi è ovvio siamo qui
da settimane e stiamo discutendo nelle varie Commissioni, prima
nelle Commissioni di merito poi in Commissione Bilancio su quella
che è appunto questa la legge di bilancio e la legge di stabilità.
Abbiamo fatto un grande lavoro e devo dire mi sento anche di dire
che l'opposizione ha avuto un grande senso di responsabilità, forse
in alcuni momenti anche molto più della maggioranza perché ci siamo
ritrovati nelle varie Commissioni a tenere noi il numero legale
perché c'era la mancanza dei colleghi della maggioranza. Ciò non
toglie che il nostro lavoro è stato spesso mortificato. Lo
ricordava bene prima l'onorevole Dipasquale, è stato mortificato
perché io non mi posso sentire dire in Commissione, quando
finalmente siamo tutti presenti, dobbiamo lavorare, abbiamo
presentato tantissimi emendamenti e non avere la possibilità di
confrontarci con gli Assessori e non posso sentire in pieno
bilancio che gli Assessori hanno fretta perché hanno un volo da
prendere, guarda caso tutti avevano un volo da prendere ed è dovuto
venire per la carenza dei componenti di maggioranza l'Assessore, il
vice Presidente Sammartino è stato con noi in Commissione Cultura,
perché noi non avevamo la possibilità di andare avanti, non c'era
il numero legale. Non solo le Commissioni sono state messe con gli
stessi orari, quindi non potevamo riuscire a presenziare nelle
varie commissioni e quindi ascoltare quello che c'era ad ascoltare
che poi era il chiarimento di questa legge sia di bilancio che di
stabilità.
E posso dire che noi in fondo come opposizione non abbiamo fatto
altro che voler dare il nostro contributo, la nostra presenza, dare
le risposte che per noi potevano essere valide e che forse il
Governo non riusciva a dare, non aveva attenzionato a tanti temi
che il Governo regionale non aveva attenzionato.
E però purtroppo ci siamo ritrovati troppo spesso a dover lavorare
al buio e questo è stato nelle Commissioni di merito, tant'è che
noi non abbiamo avuto modo di leggere i nostri e confrontarci sui
nostri emendamenti perché sono stati rimandati in Commissione
Bilancio.
Ci siamo spostati per nottate sane, lei Assessore Falcone lo sa
bene anche chi non era componente della Commissione siamo stati lì
perché avevamo interesse a seguire, perché anche noi volevamo dare
il nostro contributo alle esigenze del nostro territorio, perché
vedete Assessori, anzi parlo in genere visto che oggi, ora ne
abbiamo due, noi abbiamo, è vero che noi abbiamo avuto la fiducia,
siamo stati eletti con la fiducia dei nostri elettori, dei nostri
cittadini e noi che siamo in opposizione, ma la fiducia che ci
hanno dato i nostri cittadini non vale meno di quella che hanno
ricevuto i componenti e i nostri colleghi di maggioranza e quindi
anche i nostri elettori hanno bisogno delle risposte, perché ne
hanno il pieno diritto e, quindi, durante la Commissione e,
soprattutto, in Commissione Bilancio, assessore Falcone, più volte
noi ci siamo ritrovati, ci sono stati alcuni passaggi dove si è
mortificato il nostro impegno, il nostro lavoro e il lavoro dei
nostri componenti della Commissione Bilancio e questo non è però
solo riferito ai componenti dell'opposizione, devo dire che tante
volte lo sguardo perso l'abbiamo visto anche negli occhi dei
componenti della maggioranza perché non sapevano neanche loro cosa
rispondere, cosa dire perché non si sapeva quello che il Governo
regionale stava mettendo su; su tutti noi parlamentari, perché non
eravamo neanche noi a conoscenza ma neanche quelli della
maggioranza e, quindi, devo dire che siamo stati considerati in
alcuni casi come semplici passacarte e questo, secondo me, non è il
rispetto che si deve al Parlamento più antico d'Europa.
Abbiamo cercato, l'abbiamo detto, l'abbiamo chiesto, abbiamo
chiesto dei rinvii, abbiamo chiesto la possibilità di poter
affrontare e di approfondire ancora meglio questa la legge di
stabilità, questo articolato che abbiamo ricevuto in alcuni casi,
alcuni documenti li abbiamo ricevuti stasera stessa ma tutto questo
non è stato possibile.
Tra l'altro, assessore Falcone, il Presidente Schifani ha tolto
anche la delega alla programmazione delle risorse extraregionali
avocandoli a se, più volte anche in questo caso durante questa
sessione di bilancio abbiamo chiesto notizie relativamente a questa
delega, naturalmente non abbiamo avuto nessun tipo di risposta ma
mentre noi eravamo qui impegnati a cercare di portare avanti delle
proposte importanti che se ne possono dire e che possano spuntare
sopra giornali, per rilanciare il nostro territorio e la nostra
Sicilia, a Roma la Sicilia veniva svuotata di tutti quei fondi che
servono al suo sviluppo, ben 3 miliardi tra il prelievo dei nostri
fondi strutturali e la rimodulazione del PNRR e anche le stesse
dichiarazioni del Presidente Schifani che abbiamo ascoltato in
alcuni canali nazionali non sono neanche state prese in
considerazione, come non è stato preso, poco fa si parlava del DDL
voto e del DDL sul numero chiuso, allora questo Parlamento ha
votato prima in Commissione è stato votato il DDL voto in
Commissione Cultura all'unanimità e poi è stata votata
all'unanimità questo DDL voto contro il dimensionamento scolastico
all'interno di questo Parlamento e ora non è possibile che nessuno
riesca a portare avanti questa nostra istanza a livello nazionale,
quindi, questo cosa significa? Che anche qui noi non contiamo e
come se fosse un Governo regionale commissariato che dipende da
quello che gli viene detto a livello nazionale e questo, quindi,
diciamo che proprio per dar seguito a questi equilibri politici che
siano regionali che nazionali, purtroppo, si è sacrificato, si sono
sacrificati i nostri cittadini: e quando si parla di sacrificio, le
persone che vengono maggiormente colpite sono sicuramente le
persone più deboli. Così come non sono neanche state prese in
considerazione le tante proposte dal punto di vista sociale che noi
abbiamo fatto, ma tutta l'opposizione, ne abbiamo sentite già
tantissime negli interventi precedenti, noi come Partito
Democratico è vero, poco fa si parlava di violenza contro le donne,
ma voi lo sapete dall'inizio della legislatura che vi presento
l'emendamento coordinato con tutto il Gruppo parlamentare del
Partito Democratico sugli orfani di femminicidio, ora se è inutile
che ogni volta che succede un episodio di violenza ci battiamo le
mani sul petto, oppure ci sono tante parole, quando poi non siamo
consequenziali, è vero dobbiamo dare maggiori fondi ai centri
antiviolenza ma è anche vero che dobbiamo affrontare il problema di
questi bambini, dei tanti ragazzi e ragazze che rimangono
improvvisamente orfani e si ritrovano con una madre morta e col
padre in galera e non hanno nessun tipo di prospettiva di futuro e
sono le Istituzioni che devono stare accanto a loro e devono dare
loro la speranza che anche per loro ci potrà essere un futuro ma
anche questo, non so per quale motivo, non vi è piaciuto.
Abbiamo presentato in Commissione Bilancio proprio un
subemendamento, per quanto poco fa ne parlava l'onorevole Savarino,
era contenta di Agrigento capitale della cultura, noi abbiamo
presentato un subemendamento dove abbiamo attenzionato e chiesto un
fondo di 2 milioni di euro per poter programmare un'attività in
tutti i siti Unesco e in tutti quei siti archeologici che sono
importanti perché, facciamo come a Siracusa, oggi funziona solo il
teatro greco di Siracusa. Quando il turista arriva dal Belgio,
dall'Olanda, dalla Germania, arrivano i pullman, non vanno solo su
Siracusa, è normale che adesso si crea una rete anche negli altri
siti Unesco perché noi dobbiamo cercare di far tenere le persone,
di far rimanere le persone in Sicilia e fargli invece vedere e
poter girare anche tutte le altre nostre bellezze.
Allora si parlava prima di enti locali e di comuni, ma qualcuno ci
ha pensato all'abbattimento delle barriere architettoniche?
Abbiamo presentato come Partito Democratico un emendamento in cui
chiediamo l'abbattimento delle barriere architettoniche. Anche
questo non è stato neanche preso in considerazione.
Abbiamo anche naturalmente presentato un emendamento sui
produttori per rischio calamità, per i cambiamenti climatici e per
tutto quello che hanno subito tutti i produttori agricoli. Anche su
questo non abbiamo avuto... ma non abbiamo avuto, assessore
Falcone, non abbiamo avuto neanche la possibilità di discuterlo.
Cioè, dove si deve discutere? Lo discuteremo in quest'Aula? Perché
non abbiamo avuto nelle Commissioni di merito la possibilità di
parlarne.
Si parla tanto di giovani. Bene, abbiamo presentato anche un
emendamento per sostenere il passaggio generazionale delle imprese.
Allora è facile parlare se poi non si diventa conseguenziali.
L'autismo. Avete messo dei soldi per l'autismo, ma sono messi in
maniera generale. Noi abbiamo più di 8 mila persone che non hanno
dove vivere di giorno e quindi avevamo fatto anche un emendamento
in cui si chiedeva il sostegno per questi centri socio-educativi,
naturalmente con tutto il massimo della trasparenza, collegati
anche all'Asp, e alle associazioni che già lavorano sul territorio
a sostegno di questa gente e soprattutto anche di queste famiglie
che hanno questo comunque problema all'interno.
Naturalmente ci sarebbe tantissimo, però dicevo prima che quelli
che sono stati più sacrificati non sono soltanto i deboli ma sono
stati sacrificati tutti i nostri, tutti i siciliani.
E giusto per ricordare qualche cosa: per aver scelto di seguire le
indicazioni dal Ministro Salvini noi oggi ci troviamo con problemi
che sono relativi alla costruzione e adeguamento antisismico per
stazioni dei carabinieri; messa in sicurezza di edifici comunali,
biblioteche, guardie mediche, lavori per la realizzazione degli
uffici giudiziari a Catania, lavori di completamento per la ripresa
di tratte in frana, interventi diretti a tutelare l'ambiente e i
beni culturali, per la realizzazione di infrastrutture, per
l'accrescimento dei livelli di sicurezza, per il risanamento dei
centri storici, il completamento della manutenzione e di
qualificazione dell'area del foro viario da destinare alla fiera
agro alimentare del mediterraneo e così si potrebbe continuare,
signor Presidente, ancora per tanto.
Quindi dobbiamo capire naturalmente quello che si dovrà decidere,
quello che si potrà fare e quello che invece i siciliani non
vedranno mai
Quindi tutto questo non nell'interesse... quindi c'è un Governo
che procede non nell'interesse di tutta la Sicilia ma soltanto di
interessi particolari.
E chiudo dicendo che quello che abbiamo vissuto in questa
Commissione, in questo percorso che ci ha portato oggi qui in Aula,
diciamo che è veramente il contrario del mandato che tutti noi
abbiamo ricevuto.
Poco fa l'onorevole Chinnici parlava di prendersi cura. Appunto,
noi dovremmo prenderci cura del nostro territorio avere, a cuore il
destino dei siciliani, permettere ai nostri giovani di studiare
nella propria terra e non essere costretti ad andare fuori e ai
nostri cittadini di potersi curare qui invece di andare ad
aumentare il dislivello della mobilità passiva.
Aiutare la scuola, essere quell'agenzia sociale di cui si sente
tanto la mancanza e dare finalmente a questa terra un programma di
vero sviluppo sostenibile.
Ma i siciliani non dimenticano e sanno bene che un'altra Sicilia è
possibile
PRESIDENTE. Grazie onorevole Saverino.
E' iscritto a parlare l'onorevole Spada. Ne ha facoltà.
SPADA. Signor Presidente, io vorrei iniziare il mio intervento
ringraziando i colleghi delle opposizioni che hanno deciso di
rimanere in Aula, dando valore a quello che è questo Parlamento, il
più antico d'Europa, e voglio ringraziare anche i pochissimi,
pochissimi deputati di maggioranza come l'onorevole Pellegrino,
l'onorevole Gennuso e basta, a parte gli assessori Falcone e
Sammartino, che sono invece rimasti qui. E penso - e l'onorevole
Marchetta, scusi onorevole - ma penso che oggi quando in quest'Aula
si inizia a discutere di una manovra finanziaria come quella che si
appresta e che vede i tantissimi impegni che questo Governo ha
assunto nei confronti dei tanti siciliani, quando quest'Aula viene
svuotata dalla sua maggioranza proprio quando le opposizioni
sottopongono al Governo tutte quelle che al loro avviso sono le
esigenze che si dovrebbero affrontare all'interno di questa Terra e
all'interno di questo documento economico che non vede poi la
risoluzione di chissà quale problema nei confronti delle famiglie
siciliane, penso che si manchi di rispetto non solo a questo
Parlamento ma soprattutto al lavoro che lei ha provato, sta
cercando di portare avanti fino a questo momento.
Io non voglio entrare all'interno della polemica sterile che c'è
stata in questi giorni sui giornali rispetto alle dichiarazioni che
sono state fatte dal presidente Schifani e anche da lei, assessore
Falcone.
Io mi sono meravigliato delle sue dichiarazioni ma mi sono
meravigliato perché lei ha iniziato questa legislatura
interpretando quello che dovrebbe essere il ruolo di un leader
politico che ha la responsabilità di governare la dinamica e le
controversie di un Parlamento come quello siciliano. Tant'è che
nella scorsa finanziaria ha dato il giusto peso e il giusto valore
sia ai deputati di maggioranza, che a quelli di opposizione.
In questa manovra, invece, ha pensato bene di non tenere conto di
quelle che sono non i singoli emendamenti o le singole marchette
dei deputati delle opposizioni, ma gli interventi importanti e
sacrosanti che dovrebbero essere garantiti all'interno di questo
Parlamento nei confronti del popolo siciliano e delle famiglie
siciliane.
E allora, assessore Falcone, voglio partire da alcuni punti che a
nostro avviso meritano attenzione e che spero in quest'Aula possano
trovare spazio di dibattito all'interno tra i colleghi
parlamentari. Uno su tutti riguarda il trasporto alunni pendolari.
Ritengo che l'aver tagliato i fondi nei confronti del trasporto
alunni pendolari sia un atto grave ed è un atto grave non tanto
perché si trasferiscono meno risorse ai Comuni quanto alla mancanza
di quello che dovrebbe essere un diritto costituzionalmente
riconosciuto, come il diritto allo studio che viene meno nei
confronti delle tante famiglie siciliane che in un periodo storico
come questo non sono in grado di sostenere le spese connesse al
trasporto degli alunni pendolari. Perché vede Assessore, il
trasporto degli alunni pendolari soprattutto nella scuola
dell'obbligo, è un servizio che non può essere a carico delle
famiglie siciliane e i 7 milioni che ha previsto il Governo
regionale in questa manovra che sono gli stessi anzi forse un
milione in meno rispetto a quelli che erano stati previsti nella
scorsa manovra finanziaria non sono sufficienti a garantire a tutte
le famiglie siciliane di poter garantire il diritto allo studio nei
confronti dei propri figli e penso che il Governo regionale si
debba interessare di questa problematica per garantire, non qualche
comune, ma per garantire il diritto allo studio.
E la invito a riflettere anche su un altro aspetto, Assessore.
Quando alcune famiglie, che non arrivano neanche a fine mese,
devono sostenere un costo perché hanno tre, quattro figli a carico,
un costo di 3, 4, 500 euro al mese per garantire il trasporto ai
propri figli, significa tagliare ulteriormente, diciamo, risorse
importanti alle famiglie siciliane per il loro sostentamento.
L'incremento della quota della borsa di studio. Io ho iniziato il
mio percorso politico, assessore Falcone, da rappresentante
all'Ente regionale per il diritto allo studio. E qui l'assessore
Sammartino si potrà ricordare che ho contribuito in maniera
importante, insieme ai parlamentari del Partito Democratico - era
anche il suo, assessore Sammartino - per l'approvazione, per
l'approvazione della riforma della legge sul diritto allo studio.
Legge all'interno della quale, non solo avevamo aumentato la quota
di partecipazione degli studenti universitari all'interno degli
Ersu regionali, legge all'interno della quale avevamo previsto
anche le risorse per potere, in qualche modo, fare fronte a quella
che è una vergogna tutta siciliana, e dico anche del Mezzogiorno,
che riguardava gli idonei non vincitori delle borse di studio -
ovvero coloro i quali avevano il diritto, e hanno il diritto di
ricevere la borsa di studio quindi hanno tutti i criteri per
ricevere la borsa di studio. Ma, a causa di una Regione che non si
fa carico della problematica delle borse di studio e di reperire le
risorse necessarie, non ne sono beneficiari.
Ecco, assessore Falcone, quest'anno, a differenza degli altri anni
mentre si era riuscito a raggiungere una copertura dell'ottanta
addirittura del 100 per cento delle borse di studio come per
esempio dell'Università di Palermo, quest'anno i fondi che sono
stati stanziati consentiranno di raggiungere a stento il 50 per
cento dei richiedenti. Io le anticipo che non escludo che, da qui a
qualche giorno, si potrebbe montare e insorgere una protesta di
tutti gli Ersu e di tutti gli studenti universitari siciliani, a
causa di questo taglio importante che dovranno subire gli studenti,
che ricordo essere in condizioni economiche particolari non tali da
garantire loro il diritto allo studio.
Sul caro voli. Qualche deputato, anche di opposizione, ogni tanto
mi ha preso in giro per il fatto che, negli ultimi quattro
interventi che ho fatto in quest'Aula, ho parlato per l'ottanta per
cento di questo caro voli. E parlo ulteriormente di caro voli,
assessore Falcone, perché in questo documento economico non è stato
inserito un euro per fare fronte al caro voli. Allora, noi non ci
possiamo accontentare dell'accordo che è stato raggiunto
dall'assessore Aricò che si sta impegnando in tutti i modi per
cercare di calmierare il prezzo dei biglietti aerei, con scarsi
risultati perché una riduzione di settanta euro su un costo del
biglietto di cinquecento non risolve il problema delle famiglie
siciliane.
Devo dare atto che questo Governo ha fatto un passo indietro,
rispetto alla norma che era stata inizialmente concepita che
consentiva di avere un'ulteriore scontistica sul biglietto, solo
alle famiglie che non superavano i sei, nove mila euro. Adesso
questa questa ulteriore scontistica è stata allargata a tutti gli
studenti e a tutti i disabili. Però non basta, perché immaginare di
risolvere il problema del caro voli in Sicilia applicando una
scontistica di settanta euro significa prendere in giro le famiglie
siciliane, significa prendere in giro gli studenti siciliani che
studiano fuori, significa prendere in giro tutte le insegnanti e
gli insegnanti che sono costretti ad insegnare in un'altra Regione,
perché la nostra non è in grado di garantire loro l'occupazione
adeguata. E significa, soprattutto, non garantire ai tanti
lavoratori, ai giovani lavoratori che ogni anno abbandonano la
nostra regione e che sotto le festività natalizie, pasquali, estive
non possono nemmeno ritornare dalle proprie famiglie, perché si
trovano costretti a rinunciare a metà, almeno, del loro stipendio
per poter trascorrere qualche giorno all'interno delle proprie
famiglie.
Il fondo sulle dipendenze. Assessore Falcone, lei si ricorderà
benissimo che, durante la discussione in Commissione bilancio, le
ho portato, insieme all'onorevole La Vardera, un emendamento che
era stato sottoscritto da tutti i colleghi delle opposizioni e
anche di maggioranza. Se n'era fatto carico anche il Presidente
Galvagno che prevedeva lo stanziamento di una quota minima e, a
nostro avviso indispensabile, che era di un milione di euro ma e
era solamente l'inizio per dare seguito ad un disegno di legge che
in questo momento è in discussione in Commissione Sanità.
Discussione che auspichiamo venga al più presto conclusa una volta
ultimata questa finanziaria.
Ebbene, non abbiamo e, non siamo stati in grado, di dare un
segnale alle tante organizzazioni, alle tante associazioni, alle
tante famiglie che oggi vivono il dramma delle dipendenze
patologiche come quella del crack o delle droghe in generale. E
allora è inutile che facciamo dei proclami, è inutile che il
Presidente della Regione, il Presidente Schifani, esca sulla stampa
intestandosi questa battaglia e annunciando anche nei confronti
delle associazioni delle famiglie solidarietà quando poi quest'Aula
e questo Parlamento concretamente non stanziano un euro nei
confronti di questa problematica Spero che questa che questo
emendamento possa trovare spazio all'interno di quest'Aula perché
questa battaglia, cari colleghi, non è una battaglia
dell'opposizione, non è una battaglia del Partito Democratico
Questa battaglia è una battaglia di tutti che riguarda tutti,
maggioranza e opposizione L'aumento del fondo per il servizio
Asacom. Assessore Falcone abbiamo fatto una battaglia a luglio per
consentire alle tante famiglie che oggi hanno la difficoltà e che
non hanno la possibilità di, come dire, garantire ai propri figli
l'assistenza alla comunicazione, abbiamo fatto una battaglia per
stanziare a luglio 5 milioni di euro nei confronti del servizio
Asacom di tutte le province della nostra Regione più un ulteriore
stanziamento di un milione di euro e, gliene dò atto, anzi la
ringrazio per aver inserito questo milione di euro per la provincia
di Siracusa. Assessore Falcone, c'è un problema però, c'è un
problema che in questa manovra abbiamo stanziato 5 milioni di
euro. Significa che con questi 5 milioni di euro non arriveremo
nemmeno ad aprile rispetto a quello che servirebbe concretamente
alle tante famiglie per svolgere il servizio Asacom perché ad oggi
servono concretamente almeno 8 milioni di euro perché con la
manovra che abbiamo fatto a luglio è vero che abbiamo garantito il
servizio a tante famiglie, però dobbiamo ricordare che abbiamo
anche ridotto le ore che i tanti studenti avevano a loro
disposizione per cercare di rientrare in un quadro complessivo.
I 5 milioni per il libero consorzio di Siracusa. Ogni finanziaria
ci ritroviamo a parlare di questi soldi da stanziare all'unico
libero consorzio in Sicilia che è in dissesto. In Commissione
Bilancio era stato presentato un emendamento da parte
dell'onorevole Di Paola, dell'onorevole Gilistro, sottoscritto
anche da me e che è stato purtroppo bocciato. Spero che in
quest'Aula i deputati siracusani possano avere l'accortezza di
attenzionare anche la questione del libero consorzio di Siracusa
che è l'unico libero consorzio in dissesto all'interno della nostra
Regione.
Il bonus affitti. Assessore Falcone, io lo capisco che questi
interventi da parte mia, da parte dei miei colleghi, possano
sembrare strumentali ma io oggi le sto ponendo delle questioni
concrete, non le sto ponendo delle questioni inerenti al singolo
deputato.
Qui stiamo parlando di questioni generali che interessano la
nostra Regione e spero, e spero che domani quando inizierà il
dibattito su questa finanziaria, alcune risposte potranno essere
date perché ne beneficeremo noi come parlamentari che oggi ci
facciamo chiamare onorevoli ma che di onorevole se non mettiamo
mano ad alcune situazioni concrete non avremo nulla Continuo anche
perché il tempo è finito, no, continuo perché ho ancora trenta
secondi, onorevole Catania.
Abbiamo proposto insieme a qualche deputato anche di maggioranza,
qui c'è l'onorevole Gennuso insieme all'Assessore per gli Enti
Locali, un emendamento, è una cosa seria colleghi, un emendamento
che riguarda i comuni in dissesto ma, nello specifico, il Comune di
Pachino. Il Comune di Pachino è uno di quei pochi comuni in Sicilia
che, oltre ad essere in dissesto, è stato sciolto per mafia. Che
cosa fa questo Governo per aiutare un comune che da questo dissesto
non ne uscirà più? Nulla La ringrazio, Presidente, sto per
concludere. L'unica cosa che avevamo chiesto, avevamo presentato un
emendamento in Commissione Bilancio volto a stanziare un fondo nei
confronti del Comune di Pachino per consentire a questo ente locale
di poter uscire da una situazione e da un contesto che, altrimenti,
non riusciremo a recuperare più, non solo per le difficoltà
economiche che vive oggi il Comune di Pachino ma anche perché il
Comune di Pachino, per chi non lo sapesse, è il Comune più a sud
non d'Italia ma d'Europa, addirittura è quasi più a sud di Tunisi.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Sunseri. Prego
onorevole.
SUNSERI. Grazie Presidente. L'onorevole Sunseri aveva chiesto di
parlare otto ore fa, è rimasto in silenzio ad ascoltare gli altri
colleghi a differenza della maggioranza, anzi ringrazio i colleghi,
pochi, presenti della maggioranza e apprezzo, come dire, lo
stacanovismo nell'ascoltare, a differenza anche del Governo
rappresentato a mala pena in questo momento da due assessori e
l'assenza del Presidente della Regione per la sua prima legge
finanziaria, lo trovo imbarazzante e, a tratti irrispettoso, nei
confronti del Parlamento, perché questa è la sua prima legge
finanziaria. E io, che ho sempre valutato negativamente il Governo
Musumeci, ricordo che la prima Finanziaria propose l'accorpamento,
la fusione di Crias e Ircac. Io, mi creda, ho difficoltà a
individuare una norma per la quale il Governo possa andare fiero di
questa Finanziaria proposta. Io credo che abbiano anche i loro
addetti stampa difficoltà a comunicare quello che stanno proponendo
alla Regione perché, di fatto, non ci sono articoli qualificanti.
C'è veramente pochissimo e quel poco che è stato fatto passare in
Commissione Bilancio alla maggioranza è, oltremodo, squalificante
per tutta l'Assemblea. Una norma che ti dice che ti finanzia un
comune che ricade tra i quattro e i cinquemila abitanti che è in
dissesto e che ha i dipendenti in sovrannumero Scriveteci il nome,
quantomeno lo comprendiamo, perché così, secondo me, se lo
chiediamo al Dipartimento enti locali in questo momento non lo sa
Ma questa è una norma, diciamo sulle tante, ma avremo modo di
affrontarla con calma però, Assessore, lo avremo modo di affrontare
con calma in maniera molto minuziosa, in maniera molto attenta,
senza premura perché la gattina frettolosa fa i gattini ciechi e
noi non vogliamo fare una Finanziaria, vogliamo fare una
Finanziaria dove finalmente qualcuno qualche proposta portata
avanti dalle minoranze, non dalle opposizioni, dalle minoranze,
possa essere accettata dal Governo Vede, Assessore, io non ho
apprezzato una cosa da parte sua in Commissione Bilancio oltre
all'atteggiamento che per carità a volte rappresenta anche il
Governo, non ho apprezzato quando ha mentito in Commissione
Bilancio dicendo che la sentenza della Corte costituzionale fosse
stata rinviata, la sentenza della Corte costituzionale va in
giudizio, giorno 6 dicembre si sono riuniti e andrà in giudizio e
lo scopriremo, probabilmente, entro la fine di questa Finanziaria e
mi creda è stato squalificante per lei del quale io apprezzo e ho
apprezzato l'attivismo del Governo no lei ha detto che il Governo
aveva chiesto il rinvio e ha detto che la Corte costituzionale lo
aveva accettato. Assessore me lo consenta, sono otto ore che
aspetto qui in religioso silenzio
PRESIDENTE. Prego, onorevole Sunseri.
SUNSERI. Poi mi risponderà quando ne avrà la possibilità. Le
assicuro che mi ha detto e ha detto questo. E questa sentenza della
Corte costituzionale, sulla quale ribattiamo da anni, arriverà
prima dell'approvazione della Finanziaria qui e, aggiungo,
assessore, io ancora non ho ricevuto risposta sui giudizi di
parifica 2020 e 2021. L'Assemblea non li ha trattati, l'Assemblea
deve variare il risultato di amministrazione prima
dell'approvazione della legge finanziaria e lo deve fare anche non
attendendo la sentenza della Corte Costituzionale, che nulla a che
vedere con la modifica del bilancio 2020 e del bilancio 2021 e lo
deve fare in sessione di finanziaria
Questo la Corte dei Conti lo ha ribadito più volte e questo
Governo se ne sta infischiando, non so che cosa porterà perché
questo scontro, vede, io già ho visto questo film col precedente
Governo e ad oggi non ricordo sentenza a favore della nostra
Regione e abbiamo perso tutti i gradi di giudizio contro la Corte
dei Conti; quindi, io questo atteggiamento che voi state portando
avanti nei confronti della Corte, onestamente, non lo comprendo,
avrete le vostre buone ragioni ma ad oggi diciamo purtroppo non le
vedo.
In merito alla finanziaria, come dicevo precedentemente, avremo
modo di parlarne con calma però quello che dicevo prima, Assessore
e Presidente, è che manca l'anima, manca la visione.
Una finanziaria proposta dal Governo, io posso comprendere la
prima fatta in estrema urgenza, il Governo si era insediato a
dicembre, abbiamo approvato entro fine febbraio aveva, come dire,
la necessità e l'urgenza di portare avanti una serie di condizioni
che potessero permettere la nostra Regione di spendere risorse.
Questo Governo aveva avuto un anno di tempo per proporre qualcosa
e io me l'aspettavo, non lo nascondo, perché diciamo i propositi
almeno sulle carte che precedono la finanziaria c'erano, purtroppo
non c'è nulla che possa anche semplicemente raccontare una Sicilia
diversa.
Questa finanziaria è scarna di contenuti e quando, invece, avevate
e avete ancora ad oggi, perché io credo che questo lavoro si possa
ancora portare avanti, provato insieme a portare avanti una serie
di proposte che invece possono qualificare la manovra finanziaria
della nostra Regione, avete forzato in Commissione Bilancio' sui
tempi e lo avete fatto in maniera anche, come dire, quasi di
sfregio nei confronti delle opposizioni bocciando anche norme che
avevate proposto voi e per le quali, Assessore, e faccio
riferimento alla norma che stanzia risorse per le aree industriali
della nostra Sicilia, guardi io ero contento di averla vista
all'interno della finanziaria proposta dal Governo e io mi auguro
che lei raccolga il mio invito di ritrovarla come emendamento del
Governo, perché aver bocciato una norma che è prevista da una
sentenza della Corte Costituzionale la n. 73 del 2023 che prevede
che le aree industriali trasferite alla Regione vengono finanziate,
tutte, dal Governo della Regione.
Non averlo fatto, mi creda, è un atto molto grave e le annuncio, a
costo che li pago io di tasca, contatterò tutti i sindaci della
Regione e impugneremo il bilancio della Regione se questa norma non
verrà approvata e passerà al vaglio dell'Assemblea regionale
siciliana, perché il Governo non è che può stanziare le risorse, il
Governo deve stanziare le risorse per i comuni ai quali sono state
trasferite le aree e lo avevate fatto e lo avete, per puro sfregio,
bocciato in Commissione Bilancio' pur avendolo proposto.
Cioè il Presidente della Regione, qualche ora prima, ad ANCI aveva
annunciato la norma - poi non ci interessa se era utile o meno
ricordare che veniva dalle opposizioni, questo è, come dire, quasi
anacronistico - ma avevamo da un lato il Presidente della Regione
che annuncia la norma e poche ore dopo la Commissione Bilancio'
che la boccia.
Un atteggiamento squalificante, ripeto, per tutti, anche per chi
credeva che quella norma fosse utile e necessaria nei confronti di
quei comuni che si sono rivisti appioppare quelle risorse.
E poi, non per ultimo, terminerò molto prima il mio intervento,
sui fondi extraregionali, Assessore, non è vero che ci sono state
impugnate le norme per aver legiferato sui fondi extraregionali, è
una menzogna. I rilievi del MEF sono stati fatti esclusivamente in
merito al fatto che quando abbiamo legiferato con il Fondo di
sviluppo e coesione, il fondo a sei miliardi e ottocento milioni
non era stato assegnato alla nostra Regione, ok.
Ora noi ci apprestiamo, io mi auguro il prima possibile, di fare
l'accordo di coesione come lo stanno facendo altre regioni ed è
giusto che ancora non lo si sia fatto perché se quello della
Lombardia di trecento milioni e noi 608,8 miliardi è evidente che
c'è una procedura, e la condivido, che impegna il Governo a
individuare le risorse in maniera molto più attenta, molto più
scrupolosa, individuandola con tutti i dipartimenti; ma perché
negare questa possibilità al Parlamento? Perché negare la
possibilità al Parlamento di individuare una parte di queste
risorse per poterle utilizzare anche per spesa in conto capitale,
per investimenti per la nostra terra?
Perché quello che avete fatto ad oggi, e faccio riferimento al
ponte sullo stretto, al di là di quello che si può pensare, a
favore o contro non mi interessa, noi abbiamo la nostra posizione e
l'abbiamo espressa più volte, ma è stato uno scippo a tutti gli
effetti nei confronti della nostra Sicilia, è stato uno scippo al
quale il Presidente della Regione ha semplicemente fatto un
comunicato stampa e non va bene E non va bene perché a tutelare i
fondi della nostra Regione deve essere il Presidente della Regione
Deve essere la vostra Giunta Con l'approvazione del DL Zes sono
stati sottratti alla Sicilia 2 miliardi dei fondi POC non
utilizzati È scritto all'articolo 1, comma 6, sono 2 miliardi,
Assessore, facciamola quest'Aula sui fondi extra regionali.
Ma l'invito che è stato rivolto dalle minoranze, dalle
opposizioni, è quello di discuterne, perché noi vorremmo
confrontarci su questi argomenti e credo che sia opportuno sapere
quante risorse il Governo Musumeci non è riuscito a spendere,
dell'Fsc 14/20, quante del POC 14/20 e come intende impegnare con
l'accordo di coesione della 21/27.
Perché poi, parliamoci chiaro, in questa finanziaria i fondi del
bilancio... ci sono settantamila euro per la protezione della
fauna? O 5 milioni per le strade rurali? Assessore, norma che io
apprezzo, condivido, giusta, ma 5 milioni cosa ci deve fare? Quante
strade ci realizza, di strade rurali? Ci facciamo due conti,
secondo me ne verranno due, tre, non lo so, le individuiamo
insieme, ma stiamo parlando di cifre ridicole proprio perché gli
investimenti non si fanno col bilancio della Regione Gli
investimenti si fanno col Fondo di sviluppo e coesione che per
fortuna ancora è cospicuo per la nostra Regione, ahinoi, perché se
ci vengono date tutte queste risorse è perché siamo ancora lontani
dal colmare quel gap infrastrutturale che invece è necessario nei
confronti delle Regioni del Nord, e allora l'augurio che faccio
all'Aula e al Governo, i colleghi, le colleghe hanno per esempio
sottoposto sul bilancio una serie di temi fondamentali che sono i
centri anti-violenza, l'aiuto a queste comunità che di fatto
svolgono un ruolo essenziale, maggiore istruzione, strutture,
strutture sanitarie, prima di fare le cose frettolose, domani con
l'approvazione del bilancio, sediamoci, ragioniamo in maniera
oculata su come poter provare a trasferire queste risorse a cose di
buon senso, che non sono etichettabili, né del Movimento Cinque
Stelle né del Partito Democratico né di Forza Italia o della Lega,
sono cose di buon senso che sicuramente qualificano la manovra E
poi sulla finanziaria, senza ombra di dubbio, sono certo che quelle
norme che sono state abrogate per sfregio nei confronti
dell'opposizione ritornino in Aula e possano essere apprezzate
anche dalla maggioranza che le ha bocciate.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Leanza. Ne ha
facoltà. Dopo il collega Leanza, il collega Lombardo e non abbiamo
altri interventi.
LEANZA. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi,
anzitutto una menzione d'onore ai due assessori e ai membri della
maggioranza ancora presenti, ai miei colleghi dell'opposizione che
dopo tutto questo tempo sono rimasti qui ascoltarci, veramente la
presenza dovrebbe essere scontata ma a quanto pare non lo è.
Ricordo a me stesso, prima che a quest'Aula, che credo che il
risultato da consegnare ai siciliani sia una buona finanziaria, una
legge finanziaria che guardi ai problemi della Sicilia e dei
siciliani, non una finanziaria a tutti i costi entro la fine
dell'anno.
Il testo che oggi è giunto in Aula è giunto grazie al contributo
prezioso delle opposizioni. Le opposizioni hanno mantenuto il
numero legale in Commissione Bilancio spesse volte e soprattutto
hanno contribuito alla riscrittura di norme fondamentali per questa
legge che ci accingiamo a trattare. Ringrazio per questo i membri
della Commissione Bilancio e specialmente i miei colleghi che hanno
portato avanti il lavoro con grande spirito di abnegazione,
sacrificando magari la presenza sui territori per essere qui in
Commissione a portare avanti le nostre battaglie.
Quindi il contributo delle opposizioni, a dispetto di quanto si è
cercato di far passare sui giornali, è stato un contributo
costruttivo e propositivo. Abbiamo proposto le nostre idee per la
Sicilia e le abbiamo messe in pratica con una serie di emendamenti
che spesso non sono stati neppure trattati e quindi il Governo non
ci ha neppure ascoltato. In una legge di stabilità essenziale, per
non dire scarna, abbiamo cercato di dare il nostro contributo
nell'interesse della Sicilia.
Voglio soffermarmi per questo solo su alcune delle nostre proposte
perché probabilmente non arriveremo mai a trattare, assessore
Falcone, gli emendamenti aggiuntivi, quindi quanto meno in questi
quindici minuti che ora mi sono concessi ho l'opportunità di dire
la mia.
Abbiamo portato avanti un'azione importante per quanto riguarda le
isole di Sicilia, quelle che comunemente vengono definite Isole
minori, anche se i sindaci non vogliono che si chiamino così,
soprattutto per quanto riguarda le maggiori risorse per il
trasporto rifiuti tanto via mare quanto via terra.
Abbiamo presentato un emendamento che ha il fine di incrementare,
per il triennio 24-26, lo stanziamento destinato ai comuni delle
isole minori di Sicilia per le spese di trasporto rifiuti rispetto
allo stanziamento che è stato disposto dall'articolo 3, comma 10,
della legge regionale 22 febbraio 2023, pari a 6 milioni di euro
per il triennio 23-25 nonché di sostenere le spese del trasporto
rifiuti su gomma quindi via terra.
Questa disposizione l'abbiamo ritenuta necessaria, in
considerazione dell'aumento dei costi, in particolare del
carburante, nonché delle richieste di adeguamento avanzate dalle
società che effettuano il servizio di cui ho appena detto.
La mancanza di un incremento del contributo creerebbe un
pregiudizio per l'espletamento del servizio di trasporto dei
rifiuti delle Isole minori e non consentirebbe l'attivazione di
procedure di adeguamento dei rispettivi PEF, il piano economico
finanziario del servizio di gestione dei rifiuti umani. Ma non
solo.
Abbiamo presentato un ulteriore emendamento per quanto riguarda la
questione delle partorienti, una questione che afferisce al tanto
vituperato diritto alla salute perché in Sicilia - purtroppo -
diventare mamme a Messina, a Catania, a Palermo non è lo stesso che
diventarlo a Lampedusa, a Lipari, a Vulcano o a Marettimo.
Per questo abbiamo previsto anche qui, con un emendamento che
speriamo dopo questo nostro endorsement venga almeno ascoltato da
parte della maggioranza e del Governo con cui diciamo vogliamo che
sia riconosciuto, per il 2024, un contributo aggiuntivo allo
stanziamento previsto dalla Tabella 1 in favore delle partorienti,
tenuto conto che il riparto alle singole neomamme di cui al
decreto, dal Dds n. 1036 del 2023, in riferimento però allo
stanziamento dell'anno precedente 2022, è stato determinato in euro
3.748 e 23 rispetto al limite massimo di 5.000 euro previsto dalla
norma.
Abbiamo reputato quindi opportuno intervenire, in considerazione
del fatto che i prezzi sono aumentati anche per le madri che
decidono di vivere all'interno delle isole di Sicilia, per quanto
riguarda i viaggi, i soggiorni e le spese varie.
Quindi in relazione a queste maggiori spese, abbiamo ritenuto di
aumentare le risorse.
Quello che noi chiediamo è semplicemente che tutti i cittadini
siciliani, indipendentemente da dove loro decidano di vivere,
possano avere lo stesso diritto a curarsi e ad accedere al servizio
sanitario.
Abbiamo previsto anche un ulteriore emendamento, sempre per quanto
riguarda il tema delle isole di Sicilia, relativo al trasporto
dalle isole dei vari arcipelaghi, nelle varie province, verso
l'isola principale.
Infatti con l'articolo 6, comma 4 della legge regionale n. 2 del
2023, per l'anno 2023 è stata riconosciuta dai residenti di
Alicudi, Filicudi, Marettimo, Levanzo e Linosa la gratuità dei
servizi di trasporto marittimo per il trasferimento da e verso
l'isola principale di ciascun arcipelago.
Assessore Falcone, però, non è stata prevista la stessa
opportunità per le isole di Panarea, Stromboli e Vulcano facenti
parte del comune di Lipari e di Salina.
Vorremmo semplicemente quindi che a tutti gli abitanti delle isole
di Sicilia sia riconosciuto lo stesso diritto e le stesse
opportunità.
Grazie, prendiamo atto del suo impegno magari poi ce lo dice
diciamo nella sua relazione conclusiva.
Questo è un contributo propositivo, un contributo positivo e
propositivo, non è certo un contributo di sterile ostruzionismo,
non è un contributo di preconcetto, è un contributo che - come ho
detto prima - guarda ai bisogni reali della Sicilia.
Poi, il tema della sanità. In questa legge finanziaria non vedo
quasi nulla in materia di sanità.
C'era una norma che prevedeva l'adeguamento della rete sanitaria,
è stata stralciata.
Voci di corridoio dicono che sarà fatto con una delibera di Giunta
o addirittura con un decreto dell'Assessore.
Speriamo che questo impegno sia mantenuto perché, Presidente, in
questa Sicilia ormai il diritto a curarsi è diventato un lusso
riservato a pochi, è diventato un lusso riservato a pochi fortunati
che possono arrivare negli ospedali, soprattutto delle città
metropolitane.
Io vengo da un piccolo paese incastonato sui Monti Nebrodi ed è
notizia di questa mattina che chiuderà addirittura l'ambulatorio
vaccinale.
Quindi una madre per portare a fare un vaccino al proprio bambino
dovrà fare 50 minuti - quando va bene - in auto.
Questo non perché diciamo i medici sono brutti e cattivi ma
semplicemente perché lo stipendio per andare a fare i vaccini a San
Teodoro o a Cesarò è lo stesso rispetto che andare a Francavilla,
il distretto è uguale, la paga è uguale tuttavia la differenza è
che per arrivare in quei comuni forse quanto si spende di benzina e
soggiorno e ovviamente di vitto per stare nelle ore in cui si
lavora è uguale diciamo allo stipendio o di poco inferiore.
Chiediamo semplicemente quindi che il Governo prenda atto del
fatto che ci sono diseguaglianze all'interno della nostra Regione e
soprattutto per quanto riguarda le aree interne più disagiati e
quindi si prevedono degli incentivi per i medici che decidono con
grande spirito di servizio e quindi amore per la propria
professione di andare a lavorare in questi comuni.
È noto a tutti la mia battaglia per quanto riguarda l'abolizione
del numero chiuso a medicina. Questa battaglia produrrà qualora il
Governo nazionale decida di diciamo accoglierla, ho avuto un
colloquio col Ministro dell'Università Bernini la quale si è
dimostrata diciamo quanto meno disposta è predisposta all'ascolto,
ma la Presidente Meloni mi dicono che voglia riconsiderare il
sistema d'accesso quanto meno sui talk, questo anche qualora
andasse in porto ciò anche qualora diciamo riuscisse, produrrà i
suoi effetti tra undici anni e questo non possiamo permettercelo
perché vedete a soffrire non saranno solo singoli reparti, singole
zone, singoli territori ma saranno prima gli ospedali andranno a
chiudere e per questo vorremmo che si si mettesse mano alla rete
ospedaliera, vorremmo che ci fosse un intervento serio e non magari
come quelli vituperati e diffusi sui giornali per poi essere
smentiti, mi dispiace e mi dispiace che non c'è l'Assessore Volo
altrimenti avrei rivolto a lei diciamo le mie idee quanto meno per
avere un momento di ascolto.
Vorremmo che la Sanità tornasse al centro dell'agenda politica
perché siamo in crisi come ha detto qualche mio collega in
precedenza.
L'ultima menzione per quanto riguarda la questione degli ASU.
Chiedo qui un approfondimento, devo dire grazie a uno studio che ha
fatto il collega Venezia per quanto riguarda soprattutto la parte
della norma che riguarda la copertura regime e la copertura
finanziaria. Per quanto riguarda diciamo l'intervento,
l'emendamento governativo di cui all'articolo 11 si fa riferimento
al punto 9 del famoso accordo dove si prevede una compartecipazione
della spesa sanitaria per gli oneri a regime. Tuttavia secondo la
sentenza della Corte costituzionale 62 del 2020 queste norme sono
norme che sono vincolate per i LEA quindi magari assessore Falcone
potremo successivamente capire qual è diciamo la ratio che
sicuramente ci sarà dietro questa norma.
I lavoratori ASU sentono da anni, da decenni, da quando io ancora
forse dalla mia giovane età ero alle scuole medie o elementari,
promesse per quanto riguarda la loro stabilizzazione.
Tutti gli anni, tutti i fini anno vanno a coricarsi felici e poi
si svegliano preoccupati. Si svegliano preoccupati perché gli
annunci fatti dalla politica non sortiscono l'effetto desiderato
cioè quella di dare un poco di serenità a dei lavoratori che non
hanno nulla di diverso rispetto a tanti altri. E' compito della
politica ora essere seri e dare risposte concrete e mi auguro e
auspico che questa possa essere la volta buona, senza primogeniture
non è necessario che il merito sia di qualcuno sia di un partito
politico assolutamente non è il mio modo di intendere la politica
spero che una proposta condivisa anche grazie al contributo delle
opposizioni devo dire l'ho detto prima e lo ripeto il collega
Venezia ha fatto uno studio approfondissimo che meriterebbe
veramente una pubblicazione speciale in una rivista anche
specialistica dato il suo livello di approfondimento diciamo possa
contribuire ad arrivare la soluzione e a dare la serenità a questi
lavoratori. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Leanza. È iscritto a parlare
l'onorevole Lombardo. Ne ha facoltà.
LOMBARDO GIUSEPPE. Onorevole Presidente, Assessore Falcone,
Presidente Sammartino.
Colleghi io mi ero organizzato in questi trenta giorni a studiare
sia il disegno di legge del bilancio e sia il disegno di legge di
stabilità, Assessore Falcone, e pensavo che gli appunti presi
sarebbero stati necessari per fare il mio intervento però guarda
caso io farò il mio intervento stasera con le sue parole, sono
quelle che mi hanno stimolato di più per risponderle in Aula perché
lei con questo suo post pubblicato ieri è uscito al naturale,
assessore Falcone, io avevo un'altra opinione su di lei che mi ero
costruito in questi mesi e nei cinque anni precedenti, lei con
queste dichiarazioni, Presidente Di Paola, l'assessore Falcone è
uscito al naturale, lei non si può permettere di scrivere che
qualcuno vuole giocare con la Sicilia, chi sta giocando con la
Sicilia siete voi della maggioranza, caro assessore Falcone e lo sa
perché? Perché lei con queste dichiarazioni è reo confesso, è reo
confesso perché nei momenti in cui scrive che "possiamo fare le
cose per bene, possiamo iniziare l'anno con il piede giusto,
sbloccare i pagamenti per quasi 2 miliardi", facendo un passaggio
dove dice lei, praticamente, che il bilancio e la legge di
stabilità per la prima volta dopo anni, "possiamo fare le cose per
bene ebbene, e lei dov'era nei cinque anni precedenti, lei
dov'era nel Governo Musumeci perché lei dice, per la prima volta,
vuol dire che per cinque anni nel Governo precedente non avete
fatto le cose per bene Allora, delle due l'una, o lei è reo
confesso o nel Governo precedente avete fatto le cose per bene e,
invece, la verità è questa, quella che lei sta dichiarando, lei
dice "possiamo rimuovere la Sicilia dall'elenco di chi è sempre in
ritardo", quindi, vuol dire che fino ad oggi noi eravamo in
ritardo, noi continuiamo ad essere ritardo, invece, assessore
Falcone, lei con questa legge di stabilità non tira fuori la
Sicilia dai ritardi, io le dico soltanto che il dato che è stato
pubblicato ieri, ma già era noto, per esempio, sulla raccolta
differenziata, la Sicilia è l'ultima Regione d'Italia, la Sicilia
ha superato di qualche punto percentuale il 50 per cento ma resta
il fanalino di coda delle Regioni italiane, lei non si può riempire
la bocca con un post del genere perché lei è reo confesso e lo sa
dove è anche che lei è andato oltre ogni misura nei rapporti con il
Parlamento, lei chiama in causa Confindustria, la Confartigianato,
i costruttori, gli agricoltori che hanno preso una posizione per
avere la legge di stabilità approvata entro il 31 dicembre, io,
assessore, su questo la sfido perché lei la vera legge di stabilità
non è questa che lei vuole consegnare alla Sicilia entro il 31
dicembre perché lei, se lascia questa legge di stabilità, non avrà
nemmeno i voti della sua maggioranza, assessore Falcone, la vera
legge di stabilità lei ancora ce l'ha nel cassetto, perché io la
sfiderei su questo, noi siamo pronti a sfidarla, a votarla stasera
stessa la legge di stabilità, così come è scritta, perché noi
l'abbiamo migliorata in Commissione, voglio vedere dalla sua
maggioranza quanti voti raccoglierà Nemmeno la metà, assessore,
perché lei quello che ha ancora da consegnare a quest'Aula per
ottenere i voti e fare passare la legge di stabilità ce l'ha nel
cassetto, è nel Palazzo, assessore Falcone, Presidente Sammartino,
vicepresidente ma nel momento in cui noi c'è il Presidente funge le
funzioni del Presidente io lo chiamo Presidente, come ho sempre
fatto, la vera legge di stabilità lei l'ha nel cassetto perché se
no, altrimenti, non mi voglio ripetere, lei non prende nemmeno la
metà dei voti della sua maggioranza
E le faccio presente una cosa, le faccio presente una cosa, perché
poi ha anche sbagliato a fare i conti: nel momento in cui lei
attacca le opposizioni, assessore Falcone, nel momento in cui lei
attacca le opposizioni, chiamando le minoranze e dicendo che le
minoranze non possono condizionarla e non possono condizionare
l'esito del risultato di questa legge di stabilità, io le dico
soltanto, assessore Falcone, stia attento su questo passaggio, noi
siamo minoranza in Aula per un sistema elettorale, fuori da questo
Palazzo noi siamo maggioranza perché i tre schieramenti insieme
hanno preso il 55% e voi avete preso il 42%. Voi, fuori da questo
Palazzo, siete minoranza, noi siamo maggioranza reale, caro
assessore Falcone, e la smetta e la smetta, la smetta, assessore
Falcone, di fare l'arrogante, come ha fatto in Commissione Bilancio
quando ha chiamato i suoi alla responsabilità. Vediamo chi ha i
numeri, quando ha voluto fare la prova di forza E come è finita
Che poi lo abbiamo approvato all'indomani, assessore Falcone.
Io la invito a non fare la prova di forza in Aula perché prenderà
la stessa cantonata che ha preso in Commissione, perché noi siamo
forti dei numeri reali, voi siete forti dei numeri elettorali.
Noi abbiamo la maggioranza fuori da questo Palazzo, lo ricordi
sempre perché, caro assessore Falcone, noi ci abbiamo provato a
migliorarla questa finanziaria e in parte ci siamo riusciti e il
vostro risultato, nonostante quello che noi abbiamo fatto, è
pessimo perché se lei pensa veramente di salvare la Sicilia, come
ha detto bene collega Venezia, con 30 articoli di cui il 90% di
questi articoli è ordinaria amministrazione, ma lei come pensa
veramente di salvare questa Sicilia?
Come pensa di rilanciare questa Sicilia?
Stamattina l'assessore Sammartino, nonché Vicepresidente, a Uno
Mattina ha elogiato quella che è l'immagine di questa Terra per la
dichiarazione della Regione siciliana Regione per la gastronomia
2025 e io lo condivido in pieno, assessore Sammartino. Però la sa
qual è la verità?
Perché qua ce la dobbiamo raccontare. Le immagini che lei ha fatto
vedere stamattina, quelle sono le copertine.
Quando si toglie quella copertina che lei stamattina ha fatto
vedere, la realtà è una Sicilia, una terra che non ha
infrastrutture, che per un cavetto della stampante si fermano
quindici giorni i trasporti aerei, una Sicilia che è rappresentata
fuori questa terra come l'Isola dei rifiuti.
Quello è il libro e il contenuto Quella di stamattina è la
copertina
E in questa legge di stabilità che si proietta sul 2024, che è
l'anno che ci dovrebbe portare al 2025 come Regione per la
gastronomia, non c'è nulla se non qualche mancetta per fare un
minimo di attività, ma di strutturale per dare risposta a questa
terra sull'agricoltura, sul turismo, sul trasporto,
sull'impiantistica per la raccolta e il recupero dei rifiuti cosa
avete messo?
Cosa avete fatto? Non avete fatto nulla in questa legge di
stabilità. Non stiamo dando nessuna risposta
L'unica risposta che vi state dando è soltanto quella di mettervi
una medaglietta al petto e dire che avete approvato la legge di
stabilità entro il 31 dicembre a tutti i costi e fare un torto non
all'opposizione ma alla maggioranza reale che c'è fuori da questo
Palazzo, assessore Falcone.
Noi tutto ciò che ci è consentito dal Regolamento, perché
naturalmente lei la sfida di approvarla stasera la legge di
stabilità senza dare quello che deve dare ancora ai deputati della
maggioranza per farsela votare.
Non l'accetterà mai Perché se fosse veramente quello che vuole
dimostrare di essere lei, mette in votazione domani mattina la
legge di stabilità così, e risponde a tutte le associazioni di
categoria che dicono che noi preferiamo andare al cenone anziché
essere qua per dare risposte ai siciliani, non glielo consento
questo Assessore Falcone Non solo è stato scorretto ma è andato
oltre quelli che sono i rapporti d'Aula. Io non glielo consento e
non glielo consentiremo, assessore Falcone, perché lei vedrà e io
siccome poi fuori ci ascoltano a questi che hanno lanciato gli
inviti, sicuramente su suggerimento, lo vedremo nei prossimi giorni
qual è la vera stabilità.
Lo vedremo quanto è costata, lo vedremo quanto sarà costata
l'approvazione di questa legge di stabilità, Assessore Falcone Lo
vedremo con gli emendamenti su misura, come già sono venuti fuori
durante la discussione e durante l'approvazione in Commissione
Bilancio, lo vedremo nome per nome, perché sono fuori tutti ad
aspettare l'elenco e con gli emendamenti o con l'emendamento che
dovrà dare risposta e ristoro a tutti quelli che dovranno votare,
perché stasera è la dimostrazione che sono tutti in attesa. Perché
altrimenti, se erano veramente interessati alla legge di stabilità
e volevano dare un contributo serio a questa Terra e risposta a
questa Terra, la maggioranza stasera era qui presente: e invece non
è qui perché stasera a casa non devono portare nulla se non il
collega Gennuso, Catania e Pellegrino, per senso di responsabilità,
scusami, scusami, scusami, Giuseppe, l'ho accennato. Scusami
Giuseppe. Ragazzi è la stanchezza, colleghi è l'orario...
Tranne loro, dicevo, che stanno dimostrando senso di
responsabilità e attaccamento al ruolo che ricoprono gli altri
colleghi della vostra maggioranza che fuori dal Palazzo è
minoranza, dove sono gli altri? Dove sono? Questo è il vero
attaccamento alle risposte che vogliono dare a questa Sicilia,
Assessore Falcone.
Veramente lei è sceso a un livello che da parte sua, con questo
post, non mi sarei aspettato
Aspetto risposta nella sua replica, sulla sfida che le ho ha
lanciato, approviamolo così con i 30 articoli e vediamo chi la vota
della sua maggioranza e poi andiamo fuori a raccontare qual è la
vera Sicilia o quella che volete rappresentare. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lombardo. Colleghi, intanto vi
ringrazio per il dibattito di questa giornata. Ho chiesto
all'assessore che mi ha dato l'ok, la replica la farà domani
mattina, quindi la replica verrà fatta successivamente, anche
perché è giusto che poi l'Assessore possa replicare ai vari
interventi che ci sono stati.
Quindi l'Aula è rinviata a domani mattina alle ore 12, ci sarà
l'intervento dell'assessore Falcone e poi andremo a trattare il
bilancio e il prosieguo della legge di stabilità.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 22.54 di mercoledì 20 dicembre 2023,
è ripresa alle ore 12.02 di giovedì 21 dicembre 2023)
Presidenza del Vicepresidente Di Paola
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
BURTONE. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Ricordo dell'ex Presidente della Regione Rino Nicolosi
BURTONE. Presidente, la ringrazio, è un intervento che avrei
dovuto e voluto fare il 30 novembre. Purtroppo, non c'era Aula, è
la prima occasione, io la ringrazio per avermi dato la parola.
Il 30 novembre di quest'anno l'onorevole Rino Nicolosi ha,
purtroppo, compiuto il venticinquesimo anniversario dalla sua
morte. Sono passati 25 anni.
Rino Nicolosi è stato un protagonista di quest'Aula e - se mi si
permette - è stato un protagonista della vita politica siciliana e
nazionale e io lo voglio ricordare, dopo questi anni, con un
sentimento di amicizia che ho sempre conservato ma anche con la
lucidità di alcune riflessioni che dedico a lui e al suo impegno
politico - se mi si permette - all'impegno politico di una stagione
straordinaria per la nostra Sicilia.
Nicolosi è stato eletto per la prima volta nel 1976, riconfermato
con grandi suffragi nel 1981, poi nel 1986, infine nel 1991. Sempre
con una straordinaria presenza di amici, di consensi, che ne
facevano il primo eletto nettamente in Sicilia.
Nicolosi è stato protagonista, da parlamentare, era giovane e
lavorava con grande attivismo. Lo ricordano i tanti dirigenti,
funzionari, presente anche in Commissioni che non erano quelle in
cui era stato collocato per merito ed era attivo su tante
problematiche.
Nella sua prima legislatura furono significativi gli interventi
sull'occupazione giovanile, sull'attività legata all'ambientalismo,
le leggi sul verde nel decoro delle città, le prime norme per la
tutela dell'ambiente del Parco dell'Etna, delle riserve, della
Timpa, in modo particolare, perché era un'area da lui molto
apprezzata perché era l'area del litorale acese, di Acireale in
modo particolare, sua città natale.
Inoltre, in quest'Aula parlò anche di un fenomeno allora presente
e che flagellava la comunità non solo nazionale, quella del
terrorismo. Sono significative le pagine che riportano questi
articoli, questi interventi, un'attività che divenne ancora più
considerevole quando entrò nel Governo della Regione, prima come
assessore per l'industria e poi come assessore per i lavori
pubblici.
Ma le pagine più significative scritte da Nicolosi nell'ambito
legislativo e non solo nella sua attività, poi, di Governo, furono
quelle che lo videro protagonista come Presidente della Regione. Fu
Presidente per sei anni, senza elezione diretta, eletto da questa
Assemblea con governi che cercarono di dare un impulso alla
difficile condizione socio-economica della Sicilia, ricordo la
legge che riprese i temi della programmazione proposti da Piersanti
Mattarella, le iniziative sul diritto allo studio - ne ho parlato
in occasione del dimensionamento scolastico - le norme di
attuazione, che videro il Governo Nicolosi impegnato. E, poi, la
legge sul CNR, sulla ricerca, leggi di indubbio valore e, poi, le
leggi che toccarono la sanità, il nuovo piano di
infrastrutturazione degli ospedali, un ammodernamento tecnologico e
strutturale delle realtà, soprattutto nelle aree metropolitane e
non soltanto, anche nel territorio. Leggi che guardavano alle città
metropolitane, alle aree interne, anche allora. Io credo che siano
stati fatti molto significativi.
Un ricordo che non vuole essere però soltanto la mummificazione di
una storia, e dico questo, Presidente, e vado alla conclusione,
perché io più volte sono stato sollecitato da giornalisti, da
politici ad esprimere un qualcosa che è stato da loro ritenuta
importante. Se oggi Nicolosi fosse in vita e fosse protagonista, in
quale posizione si collocherebbe? Ebbene, Presidente, io non ho mai
risposto, non mi sono mai permesso, ho seguito il pensiero di Rino
Nicolosi. Credo di essere stato un politico che si è sempre
impegnato avendo un'idea, quella che era dei giovani vicino a Rino
Nicolosi protagonisti in quel periodo nella Sicilia, si è impegnato
- quindi - seguendo quella linea, ma non ho mai detto "Nicolosi
avrebbe scelto questo partito o un altro partito..." so, però, che
cosa avrebbe fatto. So che avrebbe avuto a cuore il super
obiettivo: l'occupazione e l'articolo 1 della nostra Costituzione.
E poi la difesa dell'unità nazionale e, quindi, la contrarietà ad
una riforma che dividerà il nostro Paese; e sarebbe impegnato a
difendere il diritto allo studio, quindi l'articolo 34 e l'articolo
32; quello della sanità. Lo avrei visto sicuramente sollecitato a
chiedere maggiore impegno nel confronto con lo Stato, non per
chiedere, ma per dimostrare che la Sicilia potrebbe concorrere allo
sviluppo del Paese con le carte in regola.
Concludo, Presidente. In questa stagione di grande difficoltà a
causa della guerra, Nicolosi si schiererebbe fortemente per
iniziative di pace. Io ricordo che andò in Libia per salvare la
vita ad alcuni siciliani che erano stati presi prigionieri dai
libici e ci andò da atlantista ma senza seguire il pensiero unico;
e ci andò perché la vita per lui era centrale.
Ecco perché lo ricordo e l'ho voluto ricordare anche con una frase
di Pablo Neruda: Noi, quelli di allora, più non siamo gli stessi .
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone. Rinvio la seduta alle ore
13.00.
(La seduta, sospesa alle ore 12.08, è ripresa alle ore 17.10)
Presidenza del Presidente GALVAGNO
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
parlamentari
Determinazioni della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari
Onorevoli colleghi, vi chiedo un minuto di attenzione, onorevole
De Luca Antonio, un minuto di attenzione, così cerchiamo di dire ai
colleghi quello che è stato deciso all'interno della Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Abbiamo stabilito il calendario dei lavori per le giornate che ci
accompagneranno da qui fino alla fine di questo percorso che
prevede giorno 21 dicembre, cioè oggi pomeriggio, daremo la parola
all'assessore Falcone per la sua relazione in replica,
successivamente andremo a votare il bilancio della Regione e
quattro articoli, cominciando dall'articolo 1. Onorevole
Catanzaro, stiamo ribadendo il calendario dei lavori per evitare
incomprensioni.
Nella giornata di domani, 22 dicembre 2023, a partire dalle ore
10.00, riprenderemo e poi ritorneremo in Aula giorno 28 e giorno 29
dicembre 2023, ritorneremo per dare votazione agli articoli 2, 27,
29, 30 più il maxiemendamento nella giornata dell'8 gennaio 2024, a
partire dalle ore 10.00.
Tengo a ringraziare tutte le forze politiche di maggioranza e di
opposizione, il Governo e tutti coloro i quali hanno collaborato
affinché si potesse trovare una sintesi per rendere più agevole
questi lavori e ,permettetemi di dire, questa sintesi non ha un
prezzo, quindi, se c'è qualche curioso che cerca di capire quanto
valga, non ha prezzo, c'è stato un ragionamento che è stato fatto
sulla responsabilità dei parlamentari di tutte le forze politiche,
quindi, ringrazio, a partire dal Presidente della Regione,
onorevole Renato Schifani, l'assessore per l'economia, onorevole
Falcone, l'assessore Sammartino, in qualità di Vicepresidente e
tutti i Presidenti dei Gruppi parlamentari di maggioranza e di
opposizione per il lavoro che è stato compiuto.
Adesso, si passa all'esame del bilancio della Regione.
Prima di procedere, attendiamo l'assessore Falcone che venga a
relazionare in Aula e, successivamente, si passerà alla votazione
del bilancio della Regione.
Onorevole La Vardera non distragga l'Assessore Falcone, le
telecamere la stanno riprendendo. Onorevole Galluzzo, vale anche
per lei.
Assessore Falcone, a lei la parola rispetto alla relazione che
deve fare, grazie.
Sulle determinazioni della Conferenza dei Capigruppo
DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA CATENO. Grazie Presidente. Desideravo fare una riflessione
su quella che è la comunicazione che ha fatto per quanto riguarda
l'ordine dei lavori che è stato definito in Conferenza dei
Capigruppo e, come Gruppo Sud chiama Nord, vogliamo ringraziarla
per l'autorevole mediazione che ha svolto tra le ragioni della
maggioranza e le legittime richieste dell'opposizione.
Ovvio, che noi non siamo rimasti impressionati dalle reazioni a
batteria che sono state così pubblicate, tra ieri e oggi, anche
dalle organizzazioni sindacali e dalle associazioni di categoria,
anzi per quanto mi riguarda le ho ritenute fuori luogo, perché
l'opposizione ha già dimostrato in occasioni recenti di essere
responsabile e soprattutto anche di comprendere qual è il limite
oltre il quale non si può e non si deve andare, perché naturalmente
si va ben oltre quella che le ha dialettica politica.
Anche in questa occasione lo abbiamo dimostrato con un
ragionamento che, ovviamente, ha portato alla condivisione del
calendario e, quindi, anche a quella che è una conclusione del
percorso di questa legge di stabilità e per il bilancio 2024-2026.
Naturalmente questo non significa che la maggioranza avrà sconti
sul voto perché l'impianto di questo bilancio e soprattutto della
legge di stabilità è ovvio che è un impianto che non ci convince
per i motivi che ho già espresso nella qualità di relatore della
opposizione della Commissione Bilancio.
Quelle rimangono, è una grande responsabilità che si sta prendendo
la maggioranza, ma sottolineo un fatto, Presidente, sul quale lei
ha preso un impegno e sono sicuro che lo onorerà, avere in questo
Parlamento un confronto col presidente Schifani che riguarda la
delega che lui ha sottratto all'Assessore Falcone, cioè sui fondi
extra regionali, e sulla questione del finanziamento del ponte
sullo Stretto di Messina in relazione anche a documenti che noi
abbiamo acquisito e sui quali vogliamo dei chiarimenti da parte del
Presidente della Regione in persona.
Quindi, sono elementi sui quali noi non transigiamo. Questo
impegno è stato assunto, è stato ribadito nella Conferenza dei
Capigruppo che questa disponibilità c'è, pertanto è ovvio che da
questo punto di vista non alzeremo le barricate rispetto a un
ragionamento che è stato ben condiviso.
Per quanto riguarda anche il merito è ovvio che ancora ci sono
degli aspetti che vanno migliorati e siamo ovviamente disponibili
in questa direzione.
Aggiungo, anche, come ho fatto in Conferenza dei Capigruppo, che
il Gruppo Sud chiama Nord ha già evidenziato che quando si trova un
accordo responsabile, un percorso condiviso, non può naturalmente
agevolare o condividere quelle che si chiamano "imboscate d'Aula".
Da parte del Governo c'è stata la disponibilità a rivedere,
ancora, alcuni articoli, e quindi in senso responsabile significa
che la dialettica dovrà avvenire alla luce del sole. Perché questo
è un elemento fondamentale che, per quanto ci riguarda, è
importante.
Salutiamo il Presidente della Regione.
Questo è importante che avvenga alla luce del sole, perché abbiamo
messo anche in evidenza che le nostre posizioni non sono,
ovviamente, oggetto di baratto. Noi abbiamo sostenuto, già in
Commissione Bilancio , una posizione ben precisa e questo ci ha
consentito, intanto, di avere un testo diverso.
Quello che tengo a sottolineare, anche al Presidente della
Regione siciliana, che al di là di quella che è la normale
dialettica tra le posizioni, l'opposizione ha contribuito, finora,
a riscrivere questa legge di stabilità. La sentiamo in parte nostra
e, naturalmente, per quanto riguarda ancora alcuni aspetti, sono
convinto che il ragionamento, che è stato espresso in Conferenza
dei Capigruppo con la sua autorevole anche mediazione, ci porterà,
nei prossimi giorni, a sistemare ulteriormente il testo.
Concludo con un ringraziamento anche all'assessore Falcone, al
quale avevo promesso, assessore, che avrei portato il "Viagra De
Luca". L'ho portato, ora glielo consegno e questo, sono sicuro, che
ci porterà a rispettare i tempi che ci siamo dati e gli impegni
che, reciprocamente, abbiamo assunto. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
Intanto sono felice che, durante il suo intervento, abbiamo già
esaudito una delle cose che aveva richiesto, ovvero la presenza del
Presidente della Regione, col quale, anzi, mi scuso perché la
seduta di oggi doveva cominciare di mattina ma, onorevole
Presidente, abbiamo preferito trovare una sintesi migliore, che ho
già annunciato ad apertura, che potesse rendere il percorso in Aula
più agevole.
Pertanto, abbiamo tardato un pochettino, ma abbiamo tardato
sapendo di aver creato delle condizioni certamente favorevoli.
Sì, so che deve parlare l'onorevole Catanzaro. Volevo anche dire
all'onorevole De Luca che, già durante l'apertura, ho anche
specificato che la sintonia che c'è, che si è trovata, non è figlia
di un prezzo, ma è figlia di grandissima responsabilità da parte di
tutte le forze politiche e ho ringraziato ampiamente tutti coloro i
quali hanno collaborato, dal Presidente della Regione, agli
assessori ma soprattutto i parlamentari, perché questo Parlamento
ha una sua prerogativa. L'Assemblea è sempre sovrana, però, si è
fatto valere un ragionamento, secondo me, molto più intelligente e
più nobile.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Grazie Presidente. Cercherò di rubare pochissimi minuti
all'Aula. Intanto, Presidente, dovevo rivolgere un ringraziamento a
lei, come Presidente dell'Assemblea, perché queste giornate e
queste ore non sono state giornate e ore semplici. Sono state
giornate ed ore abbastanza complicate. Lo abbiamo visto nelle
commissioni di merito, in Commissione Bilancio ieri abbiamo fatto
la discussione generale e dagli interventi è emerso quelle che sono
le criticità sul bilancio e sulla manovra.
E' ovvio che, la giornata di oggi, è partita in netto ritardo
sull'Aula perché, sicuramente, c'è stato un lavoro da parte di
tutti per cercare di immaginare quello che possa essere il percorso
migliore, per portare a casa una manovra finanziaria che, tengo a
sottolineare, proprio alla presenza, oggi, del Presidente della
Regione, che sicuramente sarà intervenuto anche lui in queste in
queste ore, tengo a sottolineare che nessuno di noi e, parlo per
nome per conto del Gruppo del Partito Democratico, ha immaginato di
portare il Governo regionale attuale a quella che era l'idea
dell'esercizio provvisorio.
Noi abbiamo dimostrato, lo abbiamo certificato con le
pregiudiziali, che c'erano delle problematiche di carattere
tecnico, per cui abbiamo avuto e abbiamo posto i temi soprattutto
in Commissione Bilancio che la manovra ha bisogno di più certezze
per essere portata fuori ed è chiaro che questo calendario che lei
offre all'Aula è un calendario che, ovviamente noi apprezziamo,
nello stesso tempo le diciamo che molti degli articoli che sono
dentro questa finanziaria per noi non sono bastevoli perché sono
diverse le esigenze che noi raccogliamo da parte del popolo
siciliano.
Ad esempio, mancano molte cose, perché sì è vero, gli ASU su cui
noi abbiamo una norma va migliorata, però ci sono, caro Presidente
dell'Assemblea, tantissimi altri lavoratori.
Ad esempio, Presidente della Regione, ne cito alcuni perché la
Protezione civile è venuta da noi in I Commissione con una
categoria di 15 lavoratori che sono molto importanti e funzionali
per la Protezione civile che rischiano di andare a casa soprattutto
in tema di emergenza.
Come ad esempio, Assessore Sammartino mi rivolgo a lei, ieri non
l'ho detto ma l'agricoltura ha tantissime carenze e le posso dire
che in questi momenti ci sono tanti agricoltori che rischiano di
non potere irrigare soprattutto in alcune province come quella di
Agrigento.
Un tema a me caro è ovviamente non è solo caro a me è il diritto
allo studio. Noi lo abbiamo tralasciato e sono tanti gli articoli.
Noi in Aula, in queste giornate, cercheremo di fare comprendere al
Governo quali sono le criticità per cui noi abbiamo e continuiamo a
raccontare e a dirvi che bisogna migliorarle. Non siamo qua a fare
né populismo e nemmeno demagogia, non siamo qua a dire che non
vogliamo il bene dei siciliani come il messaggio che è passato.
Mi rivolgo a lei Presidente dell'Assemblea, noi accettiamo questo
aspetto procedurale per andare avanti e staremo qui a confrontarci
in queste giornate per portare a casa il risultato della
finanziaria regionale. Grazie
PRESIDENTE. Grazie onorevole Catanzaro.
DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Grazie Presidente. Buongiorno Presidente della
Regione, Governo, colleghi tutti, siciliani.
Innanzitutto, Presidente Galvagno, non posso non unirmi ai
ringraziamenti per la sua opera di mediazione che è stata
determinante. E' stata determinante nella misura in cui non può
esistere una buona legge se le forze parlamentari non trovano un
punto di caduta, non trovano una forma di dialogo che sia, che
funga da sintesi alle, naturalmente, diverse visioni che ci sono,
che ci possono essere tra forze di maggioranza e tra forze di
minoranza perché la minoranza non è una forza che ha come unico
obiettivo quella di ritardare i lavori o peggio ancora di
affossarli. E' quella forza che porta avanti un punto di vista
differente dalla cui sintesi poi si può ottenere una legge migliore
di quella che è partita.
A questo proposito, Presidente, sono diversi probabilmente i
punti di questa legge che andranno corretti perché non dobbiamo
dimenticarci che al momento, in questo testo, manca una norma che,
probabilmente, da ambo le parti si ritiene determinante che è
quella sugli incentivi alle figure sanitarie che operano nelle zone
disagiate, nelle aree di emergenza urgenza.
Occorre lavorare per migliorare il testo con cui vorremmo
garantire un futuro dignitoso alle categorie degli ASU, dei beni
culturali, dei Comuni, delle ASP, del socio-sanitario che in questo
momento sono tutte inserite in un unico calderone ma che,
probabilmente, meritano un'attenzione in più. Così come tante norme
che prevedono anche un impegno finanziario con delle risorse che,
probabilmente, rimodulate, sistemate, corrette e riviste in questa
sede, nel Parlamento, attraverso un dialogo che può essere
fruttuoso o infruttuoso, questo dipende dalla nostra capacità, sono
pienamente convinto che più si parla e meno tempo si perde e
soprattutto si evita di fare norme inique, norme superficiali,
norme che poi subiscono la tagliola dell'impugnativa statale.
Allora, mi auguro che da oggi per tutto il periodo della
finanziaria, che sarà approvata in tempi utili ad evitare un
esercizio provvisorio che non è mai stato l'obiettivo, l'oggetto,
la mira delle forze di opposizione, contrariamente a ciò che è
stato raccontato, perché la volontà è quella di arrivare il prima
possibile all'approvazione di una legge di stabilità a patto che
essa sia realmente utile alle necessità delle imprese, delle
categorie, dei lavoratori pubblici, dei laboratori di analisi che
attendono un adeguamento di rette insieme alle CTA, alle RSA, ai
laboratori di analisi che attendono una proroga per potersi
consorziare, entrare in rete, dato che in questo momento non sanno
cosa ne sarà del proprio futuro, ai cittadini che attendono una
sanità migliore, più efficace, di prossimità.
E, allora, colgo anche l'occasione della presenza del Presidente
della Regione che è tornato da poco da Roma e che magari potrà
anche non solo illuminarci sulla questione dei fondi extraregionali
o del dibattito avuto col Governo nazionale relativamente ai fondi
impiegati per la realizzazione, se mai ci sarà, io non credo, del
Ponte sullo Stretto, del famigerato Ponte sullo Stretto, perché
finora è servito soltanto a illudere i siciliani e a bruciare
centinaia di milioni di euro di risorse, ma anche su quella che è
la visione di questo Governo su temi importanti come può essere
quello dei crediti incagliati, che il Governo stesso nella NaDEFR
ha detto essere stata una misura fondamentale per lo sviluppo del
prodotto interno lordo siciliano e che tante aziende, tanti
imprenditori, tanti liberi professionisti attendono una risposta
per sapere cosa ne sarà dell'impiego di somme sul tema del
contrasto alla violenza di genere, per il sostegno alle donne
vittime di violenza, quelli che sono gli intendimenti del suo
Governo in merito al sostegno alle associazioni che si
contrappongono alla mafia in Sicilia.
E, allora, questa probabilmente potrebbe essere un'occasione,
finalmente, per parlare nella sede a ciò deputata e addivenire,
probabilmente, a un testo che sia quanto meno soddisfacente.
Grazie.
"Bilancio di previsione della Regione siciliana per il triennio
2024/2026". (n. 637/A) e "Legge di stabilità regionale 2024-2026".
(n. 638/A)
Riprende il seguito della discussione congiunta dei disegni di
legge Bilancio di previsione della Regione siciliana per il
triennio 2024/2026 . (n. 637/A) e Legge di stabilità regionale
2024-2026 . (n. 638/A)
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca. Adesso credo che possiamo
ascoltare la relazione dell'assessore Falcone. Prego Assessore.
FALCONE, assessore per l'economia. Grazie, Presidente, grazie agli
onorevoli colleghi, stasera ci presentiamo, come Governo, per
relazionare sulla legge di stabilità e sul disegno di legge di
bilancio, lo avevamo già annunciato, abbiamo anche, come dire,
aspettato che ci fossero tutti gli atti propedeutici preparati
nelle scorse settimane e abbiamo depositato un disegno di legge di
bilancio e un disegno di legge di stabilità nel momento in cui il
Governo della Regione, presieduto dal senatore Renato Schifani -
che voglio stasera ringraziare pubblicamente per la fiducia che mi
ha accordato nel gestire questa delega che rappresenta, certamente,
la strategia, la visione e l'anima della nostra Regione e della
nostra azione di Governo che diremo da qui a qualche momento -,
abbiamo voluto depositare quella che per noi è una delle migliori
manovre degli ultimi vent'anni. E lo diciamo senza iattanza, lo
diciamo senza presunzione, ma nella consapevolezza che questa norma
poggia su due elementi fondanti: la prima la certezza delle
entrate; la seconda la qualificazione della spesa.
La certezza delle entrate poggia sul fatto che in questo anno
abbiamo posto in essere un'azione di recupero di tutto quello che
poteva essere la mancata riscossione e di valorizzazione delle
stesse entrate. Dall'altro lato abbiamo messo in campo un'azione
che sia concentrica, che non lasci nessuno indietro, ma che poggi
su quattro pilastri.
I pilastri sono certamente il sostegno ai comuni, che in tutti
questi anni, soprattutto negli ultimi dieci anni, hanno gridato
all'abbandono, si sono sentiti abbandonati dallo Stato da un lato,
ma si sono sentiti anche trascurati dalla Regione.
Il secondo pilastro su cui poggia questa manovra è dato dal
contrasto al precariato. Abbiamo guardato a sacche di precariato, a
segmenti, a realtà che venivano in un certo senso coccolati,
accarezzati o blanditi da oltre vent'anni. Ci riferiamo agli ASU,
alle attività socialmente utili, ci riferiamo ai PIP e se l'anno
scorso abbiamo avviato la prima azione di contrasto per la
stabilizzazione dei PIP, vorrei ricordare che su 2.500 persone già
ieri abbiamo pubblicato la graduatoria definitiva per la
stabilizzazione di 1.200 persone. Era da 23 anni che qui a Palermo
questa categoria aspettava e queste persone che hanno, anche
certamente non da meno rispetto agli altri, una propria dignità.
Lo abbiamo fatto con gli ASU, se ne sta parlando almeno da due
lustri della loro stabilizzazione e lo abbiamo fatto prendendo un
impegno quando col presidente Schifani abbiamo presentato in
Conferenza stampa all'indomani dell'approvazione della manovra in
Giunta, lo abbiamo detto dopo aver incontrato i sindacati che nel
corso della manovra, avendo attenzione e consapevolezza del
tendenziale economico-finanziario, avremmo valutato e se ci fossero
le condizioni avremo poi proceduto anche a una norma per la loro
stabilizzazione.
E, allora, il terzo pilastro, certamente dopo la lotta al
precariato, non poteva non rappresentare la crescita fatta da due
norme: la prima l'aiuto alle imprese. Dopo l'aiuto che abbiamo dato
in questi mesi, lo vorrei ricordare, con la Giunta di Governo siamo
intervenuti col bonus energia per l'agricoltura e per l'artigianato
con altri 100 milioni di euro, siamo intervenuti con l'IRFIS per
pagare e per dare una boccata di ossigeno alla nostra
imprenditoria, per dare prestiti sino a 100.000,00 euro. Lo abbiamo
fatto col mediocredito centrale per consentire le garanzie a quegli
imprenditori che vorrebbero attingere a un prestito, a un mutuo e
molte volte si trovano sbarrato il terreno con altri 71 milioni di
euro. Lo abbiamo fatto in questo momento, quindi, con gli
assessorati all'artigianato, alle attività produttive e
all'agricoltura e lo abbiamo fatto con l'IRFIS.
E, allora, stasera in finanziaria presentiamo una manovra che dà
50 milioni di euro nel triennio, che guarda a un'occupazione nuova
o all'emersione del mercato nero. Cinquemila nuovi occupati dopo
che la Commissione europea potrà giudicare sull'ammissibilità della
misura a patto che non contrasti con una concorrenza e con
un'alterazione del mercato del lavoro.
E in questo senso abbiamo da un lato, quindi, dato ossigeno alle
imprese, dall'altro lato però dovevamo dare ossigeno anche a coloro
che fanno lavorare le imprese, ma che devono migliorare la qualità
della vita dei nostri cittadini nel momento in cui consentiamo di
assegnare 40 milioni di euro col Fondo di progettazione ai comuni,
ai comuni a cui vogliamo dare una loro disponibilità e una
possibilità di progettare per poter intercettare finanziamenti con
opere che possono avere un impatto di sviluppo e di miglioramento
della qualità della vita dei nostri cittadini.
Allora, il Fondo di progettazione a cosa serve se non a
realizzare, a consentire agli enti locali di fornirsi, di dotarsi
di un parco progetti per poi attingere ai fondi extra regionali,
certamente l'FSC e, altrettanto certamente, il FESR cioè i fondi
comunitari.
Il quarto segmento, il quarto pilastro su cui, abbiamo detto, si
fonda questa finanziaria che vuole essere, abbiamo sempre ripetuto,
innanzitutto una legge di stabilità, che da certezza ai conti, che
dà una continuità ai conti dando e offrendo una triennalità nella
maggior parte delle spese ma, al contempo, guardando ai cittadini.
E il quarto pilastro è dato appunto dalla garanzia dei servizi e
dalla detassazione.
La garanzia dei servizi. Ieri ho ascoltato e abbiamo ascoltato
anche come molti servizi - è stato detto - vanno a rilento in
Sicilia. Ebbene, vorrei ricordare che proprio oggi tra i servizi
abbiamo apprezzato in Giunta, Presidente, l'atto deliberativo che
l'assessore Aricò ha voluto proporre, sottoporre all'attenzione del
Governo della Regione che è quello di migliorare, di rinnovare il
contratto del Tpl ferro cioè del trasporto pubblico locale su
rotaie che verrà non soltanto rinnovato ma darà migliori servizi
consentendo in questi anni, così come lo abbiamo fatto anche in
precedenza, di migliorare la qualità del servizio ferroviario. Lo
vorrei ricordare che in Sicilia, negli ultimi tre anni, sono
arrivati ben 47 nuovi treni, sono arrivati ben 23 treni elettrici e
sono arrivati ben 22 nuovi treni ibridi, i cosiddetti "treni blues"
che da un lato sono diesel e dall'altro lato sono anche elettrici,
che servono per quelle tratte laddove prima c'erano i treni "ciuf
ciuf". Quei treni sono stati tolti sulla tratta ferroviaria
Caltagirone-Catania, sulla tratta ferroviaria Trapani-Castelvetrano
per arrivare sino a Piraineto. Lo abbiamo detto, lo abbiamo detto
anche che oggi il servizio non soltanto è migliorato e abbiamo
offerto nuovi servizi soprattutto sull'Agrigento-Palermo che è una
delle tratte più utilizzate dai nostri siciliani e soprattutto dai
nostri giovani che si devono recare a Palermo o dai lavoratori che
da Agrigento si spostano sul capoluogo di Regione.
E, allora, se da un lato abbiamo migliorato e abbiamo anche,
diciamo, stabilizzato la spesa sul Tpl ferro, sul Tpl gomma, sul
Tpl via mare, oltre che via cielo, lo abbiamo fatto certamente
intervenendo anche sul caro voli, in questo fine anno, ma
prevedendo nel prossimo anno 10 milioni di euro in più. Qualcuno
avrebbe detto "si potrebbe fare di più". Certo, Presidente, che si
può fare di più ma è grave quando non si fa nemmeno questo. Noi,
invece, abbiamo quasi sostituendoci certamente a delle situazioni
di un improvvido mercato, ci siamo sostituiti e abbiamo dato,
abbiamo teso la mano proprio per dimostrare che il Governo guarda
le esigenze dei cittadini siciliani. Lo abbiamo fatto quando già
l'anno scorso col trasporto pubblico locale via mare, con i servizi
marittimi, abbiamo dato la gratuità non soltanto al personale, a
quel personale dipendente oltre che delle Forze dell'ordine, che
dalla Isola maggiore si spostasse e viceversa verso le Isole
minori, dando la gratuità, ma lo abbiamo fatto dando la gratuità
all'interno di ciascun arcipelago o di tutti gli arcipelaghi.
E, allora, se poi dall'opposizione o dalla minoranza arriva anche
qualche suggerimento che possa migliorare ulteriormente il
servizio, cioè che possa dare la gratuità da Panarea verso Lipari
piuttosto che da Stromboli verso l'isola maggiore dell'arcipelago,
certamente, lo faremo e lo faremo così come abbiamo raccolto le
aspettative dei siciliani quando dinanzi a una, molte volte,
tassazione non sempre amica, abbiamo detto vogliamo invece
raggiungere un obiettivo di evasione della contribuzione non
costringendo ma convincendo.
Non a caso, in quest'ultimo anno molte manovre che abbiamo fatto
le abbiamo potuto realizzare perché vi è stato un maggiore gettito,
un maggior gettito proveniente dal bollo auto, quel bollo auto che
a fine 2022 ci consentì di dare un ristoro per il caro energia ai
comuni di ben 48 milioni di euro per gli enti locali e 4 milioni di
euro per i liberi consorzi e le città metropolitane, quel bollo
auto che quest'anno è passato, dopo un anno, da 251 milioni di
euro, così com'era nel 2021 ad oltre 420 milioni di euro alla fine
del 2023.
E vorrei ricordarvi che all'inizio, la nostra previsione era di
345 milioni di euro e già fu una previsione che incrementammo e
l'abbiamo incrementata malgrado, vorrei ricordare a quest'Aula,
l'anno scorso abbiamo consentito la detassazione per quelle
associazioni di volontariato per le quali abbiamo previsto in
uscita, come minore gettito, 4 milioni e 600 mila euro, malgrado
avessimo permesso che vi fosse la gratuità per le associazioni di
volontariato, dall'altro lato invece, a fine ottobre, abbiamo
potuto fare una manovra espansiva, cioè abbiamo potuto incamerare
altri 60 milioni di euro portando la previsione a 405 milioni e
rispetto ai 405 milioni oggi ci troviamo ben 420 milioni alla data
di ieri.
Questo che significa? Significa che quest'anno anche sul bollo
auto abbiamo allora detto a coloro che si sono messi in regola,
daremo uno sconto del dieci per cento e a coloro che vorranno fare
la domiciliazione daremo un altro dieci per cento di sconto,
riusciremo a riconoscere, e la doppia detassazione sarà cumulabile
Perché abbiamo fatto questo? Perché dobbiamo far pagare col
sorriso, dobbiamo convincere, non dobbiamo costringere, e vi dico
che malgrado quest'anno abbiamo messo in entrata 365 milioni di
euro, alla fine, a maggio, a giugno potremo ritornare in quest'Aula
e senza presunzione credo che potremo fare un'ulteriore manovra di
nuovo accertamento in entrata.
Ecco perché malgrado abbiamo previsto questa detassazione
riteniamo che i quattro milioni e seicento mila euro e il milione e
novecentomila euro addirittura siano eccessivi perché avremo un
maggiore gettito. Lo abbiamo fatto quindi nella garanzia dei
servizi.
Poi qui, ieri ho ascoltato un attimino tutti gli interventi, le
otto ore, ho preso appunti ed è chiaro che è stato detto che in
Commissione Bilancio il Governo ha dovuto fare vari passi indietro.
No, abbiamo fatto, abbiamo attuato invece ciò che era giusto fare
perché, rispetto all'inizio della manovra quando il Governo ha
approvato in Giunta, la stessa legge di stabilità oltre che di
bilancio, ad oggi o a tre giorni fa, è cambiato anche in parte, il
mondo è cambiato sotto un profilo economico-finanziario. E cosa è
cambiato? È cambiato innanzitutto che lo Stato ha riconosciuto alla
Sicilia altri 160 milioni di euro come Fondo sanitario regionale.
Questo ci comporta, per la compartecipazione sanitaria di prevedere
156 milioni di euro, il 49,11 per cento.
E, allora, se alcune norme sono state stralciate come l'intervento
sulle rette, sull'adeguamento delle rette, per le CTA, per le RSA,
per gli istituti dell'ex articolo 26, non significa che il Governo
ha voluto buttare a mare ma quei 22 milioni si trasformeranno in 25
milioni di euro e saranno, non con una triennalità, ma a decorrere
dal 2024, saranno previsti nel Fondo sanitario regionale.
Altrettanto, ci dispiace, che è stato detto, è stata fatta anche
una certa strumentalizzazione su un'altra categoria che sono i
malati oncologici per le protesi o le parrucche. Attenzione, fermo
restando che il Governo ha presentato, per evitare ogni tipo di
speculazione, un emendamento che ripristina queste risorse andranno
in capo al Servizio sanitario regionale che, se è vero come è vero,
ha avuto 320 milioni di euro circa in più, 160 dallo Stato e 156
dal Fondo regionale, è altrettanto giusto che possa intervenire su
alcune materie che sono di competenza strettamente sanitaria.
Ecco perché oggi diciamo che i pilastri della manovra sono quei
quattro, però, vicino a queste quattro manovre, quindi, significa
comuni, sostegno alle imprese, significa anche contrasto al
precariato oltre che garanzia dei servizi, non c'è stato un solo
segmento nei 29 Dipartimenti e nei 12 Assessorati che non sia stato
toccato implementandolo a iniziare dal welfare.
E' stato detto che sono stati ridotti alcuni capitoli,
assolutamente no, a iniziare dagli interventi ai disabili nelle
scuole medie di secondo grado, lo abbiamo fatto già l'anno scorso
quando abbiamo raccolto un'iniziativa bipartisan che non arrivava
soltanto dalla maggioranza o dalla minoranza, ma arrivava dal
Parlamento e siamo passati da 30 milioni a 35 milioni, così lo
abbiamo fatto per i malati gravissimi a cui abbiamo dato da 157
milioni - vi vorrei ricordare - abbiamo dato 15 milioni di euro in
più, portandoli, addirittura, a 172.
Così come lo abbiamo fatto anche nei confronti dell'Asacom e
quest'anno, quindi, anche forti dall'esperienza di qualche
settimana fa, abbiamo voluto mettere 3 milioni di euro in più sui
malati gravissimi, passando da 157 milioni a 160 milioni con
l'ipotesi che, ove vi sarà necessità, la incrementeremo come
abbiamo fatto già quest'anno.
Abbiamo incrementato di 5 milioni per la triennalità l'intervento
dell'assistenza igienico personale nelle scuole medie di secondo
grado, l'abbiamo fatto nei confronti dell'Asacom, laddove prima
c'era per i comuni appena un 1.940.000,00 euro abbiamo messo 5
milioni per la triennalità, lo abbiamo fatto per i malati psichici,
laddove c'erano 13 milioni abbiamo messo 15 milioni, così come per
quanto riguarda i minori sottoposti a provvedimento di autorità da
12 siamo passati a 13. Non c'è un capitolo che è stato ridotto, non
ci sono interventi o macro interventi.
Nel campo della cultura non c'è un teatro in Sicilia, partendo dal
Biondo di Palermo, continuando al Massimo di Palermo, all'Orchestra
sinfonica, al teatro Vittorio Emanuele di Messina, all'INDA di
Siracusa, al Massimo di Catania o allo Stabile di Catania che non
abbia avuto almeno il cinque, se non il dieci o dodici per cento in
più, secondo le esigenze e secondo ciò che i teatri hanno
pianificato, dando anche una triennalità. La pianificazione non si
fa nell'anno immediatamente successivo, ma si fa in un triennio ed
è questa la cosa che abbiamo voluto e su cui abbiamo scommesso.
Ecco perché oggi quando si dice che la nostra è una manovra priva
di visione, ecco, no, l'ha detto il presidente Schifani in
conferenza stampa. La nostra è una legge che guarda a tutti i
settori, nessuno escluso. Ha una sua anima, ha una sua visione, ha
una sua logicità. E, attenzione, al di là degli articoli. Su 30
articoli sono soltanto 6 gli articoli cardine, gli altri, i veri
interventi sono nelle tabelle, sono nel bilancio; è là che si vede
se vi è una programmazione, e la programmazione la si dimostra se
ci sono degli interventi pluriennali, e i limiti pluriennali noi li
abbiamo certamente garantiti. Li abbiamo garantiti anche laddove ci
sono delle spese e abbiamo potuto garantire questo per una
oculatezza nella gestione dei conti.
A me fa piacere quando il collega De Luca dice "Ragioniere". No,
caro onorevole De Luca, non siamo soltanto ragionieri, abbiamo il
dovere di essere dei ragionieri contabili, ma abbiamo anche il
diritto di guardare in proiezione e noi stiamo mettendo in campo
una Regione che è passata negli ultimi due anni da un disavanzo di
6 miliardi e 181 milioni a 4 miliardi e 33 milioni. Già oggi
possiamo dire che a giugno prossimo il disavanzo della Regione
siciliana non sarà superiore ai 3 miliardi e mezzo, ma vi dico che
andremo verso i 3 miliardi e 200 milioni cioè recupereremo 800
milioni di euro ancora e questo non significa che abbiamo compresso
la spesa, anzi, l'abbiamo aumentata.
E, allora, in questi giorni - lo voglio dire ma senza polemica nei
confronti di alcuno, lo voglio dire perché in questi giorni c'è
stata una grande battage - in queste ore, ieri, se la manovra
dovesse essere approvata entro il 31 dicembre o dovesse essere
rinviata ad altra data. Bene, vorrei darvi soltanto un dato: 2021,
30 novembre 2021, la Regione eroga 14 miliardi e 80 milioni di
euro; 30 novembre 2022 la Regione eroga quasi 14 miliardi e 200
milioni di euro, al 30 novembre 2023 la Regione siciliana ha
erogato, cioè ha pagato, ha immesso nel mercato 15 miliardi e 700
milioni di euro.
Perché questo miliardo e mezzo di euro in più? E' tanto logico,
perché l'anno scorso, o meglio dire l'anno che ci sta lasciando,
abbiamo approvato, Presidente, la manovra il 10 febbraio 2023. Lo
abbiamo fatto anche con una condivisione, certamente, ma quando
anche gli operatori produttivi, economici dell'intera Isola, le
parti sociali - che non sono certamente ascrivibili alla nostra
parte politica - richiamano l'Aula ad un sussulto, a un impegno,
attenzione, non è una iattanza, non è un atto di richiamo di
presunzione, è soltanto - ma questa era e rimane la mia aspettativa
- che la Regione non deve essere prigioniera nel principio della
"Cenerentola d'Italia", ma la Regione siciliana oggi ha tutto il
diritto per attestarsi, allinearsi alle migliori, alle virtuose
Regioni d'Italia. E lo stiamo facendo anche oggi - ma poi lo faremo
in Conferenza stampa - quando abbiamo sottoscritto il passaggio dal
servizio di cassa al servizio di tesoreria, che migliorerà
certamente la fluidità, i pagamenti. E le aziende ci chiedono che
cosa? Se facciamo, se eroghiamo una prestazione chiediamo la
controprestazione, cioè il pagamento delle nostre spettanze, e la
Regione siciliana che sta dimostrando oggi una capacità maggiore
nei pagamenti perché tutti e dodici i direttori di ragioneria
centrale, che oggi ho avuto il piacere di salutare facendo gli
auguri all'intero Assessorato all'economia che voglio in questa
sede ringraziare, a iniziare dal ragioniere generale, l'avvocato
Tozzo, come tutti i direttori: il direttore Cuffaro, il direttore
Vaccaro e certamente anche i dirigenti, iniziando dal dottore
Calandra, la dottoressa Amodeo, la dottoressa Patti e così via,
vorrei dire che oggi possiamo anche dimostrare un altro tratto.
L'anno scorso abbiamo dovuto congelare o accantonare 50 milioni di
euro per i cosiddetti debiti commerciali, presidente Daidone, lo
abbiamo detto.
Cosa sono i debiti commerciali? I debiti commerciali sono una
specie, chiamiamola così, di sanzione cioè quando una Regione,
secondo il 118, non è in regola con la puntualità dei pagamenti
deve congelare un 5 per cento di una massa, di una massa di denaro
da erogare e quel 5 per cento da noi corrisponde a 50 milioni, quei
50 milioni l'anno scorso le avevamo congelati e non li abbiamo
potuto utilizzare, quest'anno grazie anche a questa azione di
accelerazione noi siamo nelle condizioni di poter avere altro
denaro per poter venire incontro alle esigenze del territorio
siciliano.
E, allora, se su questi numeri che non sono dei numeri che
vogliamo snocciolare soltanto per annoiarvi ma sono dei numeri che
oggi vengono guardati con attenzione dalle categorie del mondo
produttivo il quale chiede soltanto efficienza, non chiede altro e
noi abbiamo il dovere di essere nei loro confronti serventi e,
allora, se siamo serventi nei loro confronti anche questo
Parlamento, attenzione, deve avere la consapevolezza, certamente,
abbiamo fatto un calendario e a questo noi ci atterremo e per
questo la voglio ringraziare, Presidente Galvagno, per il suo
impegno, per la sua pazienza, per il suo equilibrio, voglio
ringraziare anche per la professionalità e la generosità del
Presidente Daidone che ha voluto e ha saputo magistralmente
condurre la Commissione Bilancio anche nei momenti più difficili,
in una Commissione Bilancio, lo dobbiamo dire, dove non sono
mancate tensioni e dove c'è stato anche un momento poi di
condivisione, alla fine, ma anche là c'è stato qualche momento,
cioè il Presidente Daidone è stato anche molto paziente perché
abbiamo passato ore e ore, forse nottate su dichiarazione di voto
anche sul minimo emendamento, attenzione, alla fine l'opposizione a
cui, comunque, non può non andare anche il mio apprezzamento perché
è giusto, onorevole Dipasquale, voi dovete esercitare, avete il
diritto e, anzi, io dico anche il dovere di esercitare la vostra
funzione ma a quella funzione, attenzione, lo abbiamo detto e l'ha
detto, ecco dov'è la qualità del Governo Schifani e del Presidente
Schifani, noi abbiamo detto siamo parlamentaristi e siamo
parlamentaristi, permettetemi, non devo fare io difesa d'ufficio
non nella presenza sterile in Aula ma nel modo, nel confronto,
nell'approccio, nel confronto ma, soprattutto, nella capacità di
dialogo anche dopo un confronto, diciamo così, acceso e, allora, in
questo senso se una giovane collega mi pone dei dati, mi pone una
questione e a quel post che l'onorevole Ciminnisi fa rivolgendosi
all'Assessore all'economia, l'assessore mette "mi piace", significa
che non siamo contro, siamo anzi a favore e quelle vostre
richieste, lo voglio dire, anche alla collega Ardizzone, le
troverete certamente nei nostri emendamenti, soprattutto, quando si
parla di violenza verso le donne, ma ci mancherebbe, vi devo dire
che già l'avrei voluto fare nella manovra ter, purtroppo, alla fine
è stato detto non mettiamo altre cose perché rischiamo di far
saltare ma molte cose. Lo vorrei dire all'onorevole Burtone, così
come l'onorevole Cambiano o all'onorevole Schillaci, molte
questioni che non abbiamo noi accolto nella precedente manovra,
nelle precedenti manovre mi pare che siano state accolte anche in
questa manovra senza fare assolutamente, come dire, senza fare
esaltazioni, senza esultare ma dicendo, invece, in un rapporto
franco, anche duro alcune volte, ma sempre leale e vado verso la
conclusione, lo abbiamo detto e, quindi, allora ecco perché noi
oggi ci dobbiamo certamente io vorrei ringraziare l'Aula
interamente intesa, i colleghi di maggioranza i quali in queste
settimane Presidente, hanno dimostrato di essere pretoriani e hanno
dimostrato di essere pretoriani in Commissione Bilancio e nelle
Commissioni di merito ai quali Presidenti certamente non può non
andare la nostra riconoscenza per il lavoro svolto dalla I
Commissione, dal Presidente Abate, dalla III Commissione, il
Presidente Vitrano, dalla IV Commissione il Presidente Carta, dalla
V Commissione, il Presidente Ferrara, certamente il Presidente
Laccoto decano di questo Parlamento. Oltre alla Commissione II che
è stata certamente, certamente, magistralmente, l'ho detto, ma mi
voglio ripetere diretta e condotta dal Presidente Daidone.
Ecco allora perché abbiamo fatto certamente un gioco di squadra
che non è una medaglietta che vuole mettersi il Governo al petto ma
è un impegno che vogliamo assumere nei confronti della Regione
siciliana. Ecco perché il coordinamento che ha avuto anche, e per
questo anche il ringraziamento al Vicepresidente, l'onorevole
Sammartino, che in queste in queste ore in queste giornate
pazientemente ha sostituito molte volte anche i colleghi laddove
non potevano essere presenti in tutte le Commissioni di merito ed
ha seguito anche l'intera Commissione Bilancio.
Lo abbiamo fatto anche con molto garbo e anche quando c'è stato
qualche, diciamo così, confronto aspro anche con le altre parti,
con l'opposizione, certamente non è stato mai uno scontro
personalistico, ma su alcuni temi.
E allora vado verso la conclusione dicendo oggi, e abbiamo
concluso, oggi noi abbiamo una grande occasione che è giusto
intanto dopo tantissimi anni il Parlamento siciliano si appresta a
non varare un esercizio provvisorio. E già questo è un grande
risultato che passerà scritto all'intera Assemblea Regionale
Siciliana.
È chiaro da qui a qualche mese, abbiamo detto, verificheremo qual
è il tendenziale economico finanziario, onorevole Giuseppe Catania,
e da quel tendenziale e potremo intervenire nuovamente lo faremo
perché quando abbiamo fatto qualcuno ha contestato "collegato uno",
"collegato due", "collegato ter", vorrei anche ricordare che quei
collegati sono stati il frutto anche di condivisioni. Non c'è un
solo deputato di maggioranza o di minoranza che a seguito di questi
tre collegati sia rimasto fuori da un ragionamento o non sia
riuscito a sostenere e a vedersi realizzate le proprie proposte.
Lo facemmo con le farmacie rurali, lo facemmo con tanti altri
interventi di cui noi oggi andiamo orgogliosi.
E allora con queste considerazioni e con la prospettiva che la
Regione siciliana nei prossimi mesi, così come lo abbiamo scritto
nel DEFR e lo abbiamo anche ribadito nella Nadefr anche per il 2024
l'indice tendenziale comunque in crescita del PIL, se noi come
Regione riusciremo a immettere nel mercato, grazie anche ad
un'approvazione anticipata della legge di stabilità maggiori
risorse finanziare, quelle risorse finanziarie rappresenteranno un
gettito IVA, un gettito Irpef, oltre a rappresentare maggiore
prodotto interno lordo, a rappresentare maggiori ricchezze e
maggiore spesa per le categorie produttive. Quindi da un lato
crescita e dall'altro lato maggiore gettito e rafforzamento delle
casse della Regione.
Perché anche nel 2025 e nel 2026 ulteriormente possa continuare
questa attività espansiva della Sicilia.
Il resto, nel dibattito, tutti gli articoli chiaramente sono
sottoposti al contributo migliorativo dei colleghi. Attenzione, ma
il Governo è stato rigido.
Abbiamo invece detto siamo qui in Aula confrontiamoci e
miglioriamo quello che si deve migliorare, potenziamo quello che si
deve potenziare, ma siamo convinti che il lavoro di quest'anno
porterà degli ottimi benefici alla Sicilia e ai siciliani.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore Falcone.
Prima di passare alla votazione del bilancio della Regione
annuncio che il Presidente della Regione aveva un impegno alle
diciotto ma già lo aveva detto ieri e quindi si assenterà un'ora ma
non mancherà durante queste giornate di Aula e quindi sarà
assolutamente presente, lo ringraziamo per la sua presenza.
Prima di passare alla votazione del bilancio della Regione, ha
chiesto di intervenire il Vicepresidente, onorevole Di Paola.
DI PAOLA. Signor Presidente, Solo per puntualizzare una cosa,
perché è presente pure in Aula il Presidente della Regione. C'è
stato l'intervento, poco fa, dell'assessore Falcone che, in alcuni
passaggi, ha detto che ci sono state delle strumentalizzazioni. Ora
dico se l'esempio è l'esempio delle parrucche oncologiche,
assessore Falcone, il suo intervento non è corretto perché se lei
sposta i fondi col Servizio sanitario nazionale la norma verrà
impugnata, così come è stata impugnata due anni fa, cioè quando
l'abbiamo proposta. Perché siccome le parrucche oncologiche non
rientrano all'interno dei Lea, che sono i livelli essenziali di
assistenza, ovvio è che se lei mette, che se lei mette i fondi del
servizio sanitario la norma viene impugnata. Questo per dirle che
cosa, Assessore, anche in presenza del Presidente della Regione?
Che da parte dei Gruppi parlamentari di opposizione, finora, tutti
gli interventi che sono stati fatti, sono stati fatti in maniera
puntuale e per cercare di migliorare dove, magari, il Governo per
svariati motivi, ad esempio questo, magari stava prendendo una
strada non opportuna e non corretta.
Quindi il percorso che è stato fatto in questi giorni e che verrà
fatto nei prossimi giorni, è volto a migliorare la legge di
stabilità e ad evitare inciampi, ad evitare impugnative, ad
evitare, magari, norme che possono essere pensate in un modo ma in
quel modo, con l'esperienza di chi magari quelle norme le ha
proposte, quelle norme le ha portate avanti, magari può dire
guardate che questa cosa non è corretta e come dire non va a buon
fine.
Quindi io sono convinto che, così come su questa norma, anche su
altre norme riusciremo cioè, il Governo fa una proposta - io l'ho
sempre detto, Assessore - il Governo fa una proposta all'Assemblea
e poi l'Assemblea cerca di migliorarla, e cerca anche di modificare
dove magari il Governo sta prendendo una strada sbagliata.
Era giusto, diciamo, puntualizzarlo sennò passava il messaggio,
come dire Presidente, che si strumentalizza su una cosa come dire
che è una norma, secondo me trasversale Assessore, che è una norma
che vuole sia il Governo che tutti i Gruppi perché è stata fatta in
maniera trasversale. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Paola.
Ha chiesto di intervenire, brevemente, l'onorevole Savarino e poi
infine La Vardera, poi cominciamo col voto del bilancio della
Regione.
SAVARINO. Grazie, Presidente. No, io intervengo nel merito, perché
già sulla discussione generale siamo intervenuti ieri, anche se è
doveroso ringraziarla per il lavoro di ascolto e di mediazione che
in questi giorni, e in queste ore, lei Presidente ha portato avanti
e che ci permette oggi di lavorare, e speriamo anche nei prossimi
giorni, con grande serenità.
Proprio per questo motivo, chiedo all'assessore Falcone: in Prima
commissione abbiamo approvato, all'unanimità, un emendamento
proposto da me, ma ripeto votato all'unanimità da tutti i colleghi,
che rimpingua il capitolo della Protezione Civile - il capitolo
116523 - di duecentomila euro che, come ricorda l'Aula, c'era stato
chiesto dal Comune di Ravanusa per un errore nello scorso bilancio,
per cui non erano più nelle condizioni di pagare gli affitti degli
sfollati della tragedia dell'11 dicembre. Io però non so, perché ho
visto che il capitolo è stato rimpinguato fino a due milioni, non
so se siano ricompresi questi duecentomila euro. Noi non abbiamo
più bisogno di ripresentarlo in Aula. Quindi volevo questa certezza
dall'Assessore. Grazie.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole La Vardera.
Prego, onorevole.
LA VARDERA. Colleghi, Governo, Presidente della Regione. Grazie,
Presidente, per avermi dato la parola solo per ricordarle,
assessore, sono convinto che nella sua lunga analisi degli
interventi dei colleghi di ieri, si è dimenticato, si è dimenticato
una cosa fondamentale che io ripeto, perché è giusto che quest'Aula
ricordi anche alla presenza del Presidente della Regione - con il
quale abbiamo preso un impegno, al di là delle forze politiche, al
di là degli schieramenti politici, al di là del dibattito d'Aula -
e anche il Presidente del Parlamento a cui, che ringrazio ha dato
disponibilità del suo personale interesse su un tema che riguarda
tutti, che è quello di apporre delle cifre specifiche per potere in
qualche modo agevolare quel disegno di legge contro le dipendenze
specifiche e le dipendenze da crac.
Quindi è stata una dimenticanza, mi auguro, caro Assessore
Falcone, ma su questa vicenda io ovviamente credo che ci sia e ci
debba essere l'impegno di questo Governo.
PRESIDENTE. Ok, quindi il Governo, Assessore guardi me pure
Assessore, quindi c'è interesse da parte del Governo rispetto a
quello che ha chiesto l'onorevole La Vardera. Benissimo. Poi ha
chiesto di intervenire infine l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.
BURTONE. Signor Presidente, per ribadire che noi abbiamo lavorato
e lavoreremo con serietà per contribuire a dare una spinta alla
Sicilia. Io ho apprezzato molti passaggi della replica
dell'Assessore Falcone.
Chiedo però maggiore sobrietà. Io sono Sindaco e lei lo sa,
Assessore, e parlo con i cittadini, non sono l'unico. Parliamo
tutti con le nostre realtà e debbo dire che la situazione non è una
situazione semplice, in crescita in Sicilia. Noi siamo al 9%
dell'inflazione soprattutto sui prodotti alimentari. L'Istat ha
dato ultimi dati che debbono allarmare. Quindi io credo che
l'impegno complessivo dell'Aula non debba essere di pensare ad una
gara a cronometro. L'impegno complessivo dell'Aula è quello di
migliorare gli strumenti finanziari che non sono tutto. Per molto
dipende dalle dinamiche internazionali, dagli investimenti,
dall'iniziativa dello Stato ma anche noi dobbiamo contribuire e mi
permetto di dire, signor Assessore, si è parlato di precariato. Non
dimentichiamo però gli altri precari. Io non voglio aprire la
guerra tra i poveri ma noi da mesi e, lei lo ricorderà ma lo
ricorderà soprattutto l'Assessore all'Agricoltura, che i consorzi
di bonifica hanno precari che hanno una legge e non viene
applicata.
Ci sono i precari degli enti locali che sono l'asse centrale ormai
dei Comuni. Eppure si parla degli ASU giustamente ma io non voglio
contrapporre quelli che sono ormai diventati fondamentali per un
Comune. Ed infine, Presidente il suo impegno per tenere un livello
istituzionale nel suo ruolo. Lo chieda anche al Governo, quando si
va in una realtà, quando si va in una realtà, in una comunità, il
Governo ha il dovere di chiamare anche il Sindaco anche se
appartiene al Partito Democratico.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Burtone.
Onorevoli colleghi, pongo in votazione il passaggio all'esame
degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Allora, ricordo che ai sensi del decreto legislativo del 23 giugno
2011 n. 118 ed in particolare ai sensi dell'articolo 11
dell'articolo 39, comma 9, dell'allegato 9, dell'allegato 4 1,
paragrafo 9 la nuova struttura del bilancio ai fini
dell'approvazione da parte dell'Assemblea è organizzata per le
entrate in titoli e tipologie e per la spesa in missioni e
programmi. Tipologie e programmi costituiscono le unità di voto ai
fini dell'approvazione.
Si inizia quindi l'esame del ddl n. 637 recante il Bilancio
regionale.
Entrate
Si inizia dall'esame dell'articolo 1, Stato di previsione
dell'entrata.
Si passa all'esame dell'allegato 2, entrate. All'allegato 2 sono
stati presentati emendamenti.
SAVARINO. Può farci dare le risposte dall'Assessore Falcone?
PRESIDENTE. Credo che sia in finanziaria quell'emendamento.
Assessore Falcone può rispondere all'onorevole Savarino, per
favore? Assessore Falcone, può rispondere all'onorevole Savarino?
FALCONE. Si, onorevole Savarino, l'impegno che lei ha chiesto al
Governo certamente sarà garantito. Vorrei ricordare che la sua
richiesta era già stata avanzata durante la seduta il collegato ter
e in quella seduta proprio per non aprire troppe, diciamo così,
troppe falle o, se vogliamo, troppi filoni abbiamo chiesto a lei e
a qualche altro collega, lo facemmo anche con la collega Schillaci
che chiedeva la proroga del bollo auto e l'abbiamo messa oggi in
finanziaria anche estendendola lo abbiamo chiesto anche a lei.
Nel capitolo ci sono le risorse ma è un capitolo inserito nella
tabella della finanziaria, è alla Tabella 1. Quindi in questo
senso, comunque, eventualmente, possiamo poi fare un piccolo
emendamento se vogliamo dicendo che da quel capitolo x cifra sarà
utilizzata per questa, oppure anche un ordine del giorno che
impegna il Governo, e quindi il dirigente, a utilizzare questi
fondi per Ravanusa.
PRESIDENTE. Grazie Assessore, passiamo agli emendamenti
all'articolo 1.
Si passa all'emendamento BIL.11 del Governo. È nei Tablet, è un
emendamento tecnico.
Mi fermo, lo l'avete nei Tablet. Trovato? Benissimo, nel fascicolo
emendamenti al disegno di legge n. 637, bilancio. L'avete trovato?
È un emendamento tecnico. Lo posso mettere in votazione?
SAFINA. Ce lo illustra?
PRESIDENTE. Onorevole Safina, vuole che le rispondo? Ha letto? Ho
visto che è attento, grazie onorevole Safina.
Pongo in votazione l'emendamento BIL.11. Il parere della
Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Favorevole, benissimo. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento BIL.10 a firma del Governo, che avete
sempre nel Tablet, scorrendo.
SUNSERI. Chiedo che venga illustrato.
PRESIDENTE. Anche su questo c'è la relazione, lo vuole illustrato?
Va bene. Assessore siamo all'emendamento BIL.10.
FALCONE, assessore per l'economia. Trattasi di un emendamento
tecnico, Presidente, dalla relazione emerge; sostanzialmente
abbiamo preso, abbiamo, come dire, fatto una comparazione fra il
fondo di cassa e alcuni capitoli, se vedete alla fine stiamo
soltanto incrementando soltanto per la cassa ma non per quanto
riguarda la spesa, quindi è soltanto un emendamento tecnico.
DE LUCA ANTONINO. Quindi non serve a riequilibrare spese?
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento BIL.10. Il parere
della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Benissimo. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento BIL.8. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento BIL.8. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Così come previsto dal decreto legislativo n. 118 del
2011 e successive modificazioni, l'Assemblea procede
all'approvazione delle singole Tipologie all'interno di ciascun
Titolo.
Si pone in votazione il
Fondo pluriennale vincolato per spese correnti (È APPROVATO)
Si pone in votazione il
Fondo pluriennale vincolato per conto capitale (È APPROVATO)
Si pone in votazione l'
Utilizzo avanzo di Amministrazione
- di cui avanzo utilizzato anticipatamente
- di cui utilizzo fondo anticipazioni di liquidità (È
APPROVATO)
Si pone in votazione il
- Fondo di cassa all'1/01/2024 (È APPROVATO)
Si passa all'esame del Titolo 1
1ENTRATE CORRENTI DI NATURA TRIBUTARIA CONTRIBUTIVA E PEREQUATIVA
Si pone in votazione la
Tipologia 101 Imposte, tasse e proventi assimilati (È
APPROVATO)
Si pone in votazione la
Tipologia 102 Tributi destinati al finanziamento della sanità
(È APPROVATO)
Si pone in votazione la
Tipologia 103 Tributi devoluti e regolati alle autonomie
speciali (E' APPROVATO)
Esaurito l'esame del Titolo 1, si passa all'esame del Titolo 2
2 TRASFERIMENTI CORRENTI
Si pone in votazione la Tipologia 101 Trasferimenti correnti da
Amministrazioni pubbliche
(E' APPROVATO)
Si pone in votazione la
Tipologia 102 Trasferimenti correnti da famiglie (E'
APPROVATO)
Si pone in votazione la
Tipologia 103 Trasferimenti correnti da imprese (E'
APPROVATO)
Si pone in votazione la
Tipologia 104 Trasferimenti correnti da Istituzioni Sociali
Private
(E' APPROVATO)
Si pone in votazione la
Tipologia 105 Trasferimenti correnti dall'Unione europea e dal
resto del mondo
(E' APPROVATO)
Esaurito l'esame del Titolo 2, si passa all'esame del Titolo 3
3ENTRATE EXTRATRIBUTARIE
Si pone in votazione la
Tipologia 100 Vendita di beni e servizi e proventi derivanti
dalla gestione dei beni
(È APPROVATO)
Si pone in votazione la
Tipologia 200 Proventi derivanti dall'attività di controllo e
repressione delle irregolarità e degli illeciti
(E' APPROVATO)
Si pone in votazione la
Tipologia 300 Interessi attivi (È APPROVATO)
Si pone in votazione la
Tipologia 400 Altre entrate da redditi da capitale (È
APPROVATO)
Si pone in votazione la
Tipologia 500 Rimborsi ed altre entrate correnti (È
APPROVATO)
Esaurito l'esame del Titolo 3, si passa all'esame del Titolo 4
4ENTRATE IN CONTO CAPITALE
Si pone in votazione la
Tipologia 200 Contributi agli investimenti (È APPROVATO)
Si pone in votazione la
Tipologia 300 Altri trasferimenti in conto capitale (È
APPROVATO)
Si pone in votazione la
Tipologia 400 Entrate da alienazione di beni materiali e
immateriali
(È APPROVATO)
Si pone in votazione la
Tipologia 500 Altre entrate in conto capitale (È APPROVATO)
Esaurito l'esame del Titolo 4, si passa all'esame del Titolo 5
5ENTRATE DA RIDUZIONE DI ATTIVITA' FINANZIARIE
Si pone in votazione la
Tipologia 100 Alienazione di attività finanziarie (È
APPROVATO)
Si pone in votazione la
Tipologia 200 Riscossione di crediti di breve termine (È
APPROVATO)
Si pone in votazione la
Tipologia 300 Riscossione crediti di medio-lungo termine (È
APPROVATO)
Si pone in votazione la
Tipologia 400 Altre entrate per riduzione di attività
finanziarie (È APPROVATO)
Esaurito l'esame del Titolo 5, si passa all'esame del Titolo 6
6ACCENSIONE PRESTITI
Si pone in votazione la
Tipologia 300 Accensione mutui e altri finanziamenti a medio
lungo termine (E'
APPROVATO)
Esaurito l'esame del Titolo 6, si passa all'esame del Titolo 9
9. ENTRATE PER CONTO TERZI E PARTITE DI GIRO
Si pone in votazione la
Tipologia 100 Entrate per partite di giro (È APPROVATO)
Si pone in votazione la
Tipologia 200 Entrate per conto terzi (È APPROVATO)
Concluso l'esame dei Titoli, si passa alla votazione
dell'articolo.
Pongo in votazione l'articolo 1 con il relativo allegato così
come emendato.
È posto in votazione (È APPROVATO)
Spese
Si passa all'articolo 2 del ddl 637 Stato di previsione della
spesa .
Si passa all'esame dell'Allegato 4.
All'Allegato 4 (spesa) sono stati presentati emendamenti.
Si passa all'emendamento BIL.12. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento BIL.12. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento BIL.1.
ABBATE. Dichiaro di ritiralo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento BIL.3 a firma dell'onorevole Ardizzone,
De Luca A. e altri.
È mantenuto?
ARDIZZONE. Ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento BIL.2 sempre a firma
dell'onorevole Ardizzone, De Luca A. ed altri. È ritirato?
ARDIZZONE. Ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento BIL.9 del Governo. Il parere
della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento BIL.6 a firma dell'onorevole Ardizzone,
De Luca A. e altri
Onorevole Ardizzone? Chiede il mantenimento.
Il parere del Governo sulla copertura?
FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Si passa alla votazione dell'emendamento, scusate
colleghi, intanto chiedo all'onorevole Ardizzone e altri c'è parere
contrario sia del Governo che della Commissione è mantenuto o
ritirato?
ARDIZZONE. Mantenuto.
PRESIDENTE. Mantenuto, va bene.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
ARDIZZONE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
PRESIDENTE. Allora, c'è richiesta di voto palese, vediamo se è
appoggiata. Apriamo la verifica.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento BIL.6.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento BIL.6.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 66
Votanti 56
Maggioranza 29
Favorevoli 24
Contrari 32
Astenuti 0
(Non è approvato)
Grazie colleghi, si passa all'emendamento BIL.4. Onorevole
Ardizzone è mantenuto, ritirato?
ARDIZZONE. Ritirato.
PRESIDENTE. La ringrazio. Si passa alla votazione dell'emendamento
BIL 7, a firma dell'onorevole Marano ed altri. Mantenuto o
ritirato? Certo che può intervenire, ci mancherebbe, prego
onorevole.
MARANO. Presidente, con la legge di stabilità se si ricorda sono
state apportate sostanziali modifiche al sistema di finanziamento
dell'Arpa e al fine ...
PRESIDENTE. Ritirato. Grazie onorevole Marano.
Ora abbiamo finito con gli emendamenti quindi continuiamo.
Così come previsto dal decreto legislativo n. 118 del 2011 e
s.m.i., l'Assemblea procede all'approvazione dei singoli Programmi
all'interno di ciascuna Missione, così come emendati.
Si inizia dall'esame della Missione 0
Disavanzo finanziario
Si pone in votazione il:
Programma 0 Disavanzo finanziario (E' APPROVATO)
Si passa all'esame della
Missione 1 Servizi istituzionali, generali e di gestione
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Organi istituzionali (E' APPROVATO)
Programma 2 Segreteria Generale (E' APPROVATO)
Programma 3 Gestione economica, finanziaria, programmazione e
provveditorato (E'
APPROVATO)
Programma 4 Gestione delle entrate tributarie e servizi fiscali
(E' APPROVATO)
Programma 5 Gestione dei beni demaniali e patrimoniali (E'
APPROVATO)
Programma 6 Ufficio tecnico (E' APPROVATO)
Programma 7 Elezioni e consultazioni popolari - Anagrafe e stato
civile
(E' APPROVATO)
Programma 8 Statistica e sistemi informativi (E'
APPROVATO)
Programma 10 Risorse umane (E' APPROVATO)
Programma 11 Altri servizi generali (È
APPROVATO)
Programma 12 Politica regionale unitaria per i servizi
istituzionali, generali e di gestione
(E' APPROVATO)
Esaurito l'esame della Missione 1, si passa all'esame della
Missione 4 Istruzione e diritto allo studio
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Istruzione prescolastica (E'
APPROVATO)
Programma 2 Altri ordini di istruzione non universitaria
(E' APPROVATO)
Programma 3 Edilizia scolastica (E'
APPROVATO)
Programma 4 Istruzione universitaria (E'
APPROVATO)
Programma 5 Istruzione tecnica superiore (E'
APPROVATO)
Programma 6 Servizi ausiliari all'istruzione (E'
APPROVATO)
Programma 7 Diritto allo studio (E'
APPROVATO)
Programma 8 Politica regionale unitaria per l'istruzione e
il diritto allo studio
(E' APPROVATO)
Esaurito l'esame della Missione 4, si passa all'esame della
Missione 5 Tutela e valorizzazione dei beni e attività
culturali
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Valorizzazione dei beni di interesse storico (E'
APPROVATO)
Programma 2 Attività culturali e interventi diversi nel
settore culturale
(E' APPROVATO)
Programma 3 Politica regionale unitaria per la tutela dei beni
e delle attività culturali
(E' APPROVATO)
Esaurito l'esame della Missione 5, si passa all'esame della
Missione 6 Politiche giovanili, sport e tempo libero
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Sport e tempo libero (E'
APPROVATO)
Programma 3 Politica regionale unitaria per i giovani, lo
sport e il tempo libero
(E' APPROVATO)
Esaurito l'esame della Missione 6, si passa all'esame della
Missione 7 Turismo
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Sviluppo e valorizzazione del turismo (E'
APPROVATO)
Programma 2 Politica regionale unitaria per il turismo (E'
APPROVATO)
Esaurito l'esame della Missione 7, si passa all'esame della
Missione 8 Assetto del territorio ed edilizia
abitativa
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Urbanistica e assetto del territorio (E'
APPROVATO)
Programma 2 Edilizia residenziale pubblica e locale e piani di
edilizia economico - popolare
(E' APPROVATO)
Programma 3 Politica regionale unitaria per l'assetto del
territorio e l'edilizia abitativa
(E' APPROVATO)
Esaurito l'esame della Missione 8, Si passa all'esame della
Missione 9 Sviluppo sostenibile e tutela del
territorio e dell'ambiente
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Difesa del suolo (E'
APPROVATO)
Programma 2 Tutela, valorizzazione e recupero ambientale (E'
APPROVATO)
Programma 3 Rifiuti (E' APPROVATO)
Programma 4 Servizio idrico integrato (E'
APPROVATO)
Programma 5 Aree protette, parchi naturali, protezione
naturalistica e forestazione
(E' APPROVATO)
Programma 6 Tutela e valorizzazione delle risorse idriche
(E' APPROVATO)
Programma 8 Qualità dell'aria e riduzione dell'inquinamento
(E' APPROVATO)
Programma 9 Politica regionale unitaria per lo sviluppo
sostenibile e la tutela del territorio e l'ambiente
(E' APPROVATO)
Esaurito l'esame della Missione 9, si passa all'esame
della
Missione 10 Trasporti e diritto alla mobilità
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Trasporto ferroviario (È APPROVATO)
Programma 2 Trasporto pubblico locale (È APPROVATO)
Programma 3 Trasporto per vie d'acqua (E' APPROVATO)
Programma 4 Altre modalità di trasporto (E' APPROVATO)
Programma 5 Viabilità e infrastrutture stradali(E' APPROVATO)
Programma 6 Politica regionale unitaria per i trasporti e il
diritto alla mobilità
(E' APPROVATO)
Esaurito l'esame della Missione 10, si passa all'esame della
Missione 11 Soccorso civile
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Sistema di protezione civile (E'
APPROVATO)
Programma 2 Interventi a seguito di calamità naturali (E'
APPROVATO)
Programma 3 Politica regionale unitaria per il soccorso e la
protezione civile
(E' APPROVATO)
Esaurito l'esame della Missione 11, si passa all'esame della
Missione 12 Diritti sociali, politiche sociali e
famiglia
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Interventi per l'infanzia e i minori e per asili
nido (E' APPROVATO)
Programma 2 Interventi per la disabilità (E'
APPROVATO)
Programma 3 Interventi per gli anziani (E'
APPROVATO)
Programma 4 Interventi per soggetti a rischio di esclusione
sociale(È APPROVATO)
Programma 5 Interventi per le famiglie (E'
APPROVATO)
Programma 6 Interventi per il diritto alla casa
(E' APPROVATO)
Programma 7 Programmazione e governo della rete dei servizi
sociosanitari e sociali
(È APPROVATO)
Programma 8 Cooperazione e associazionismo (E'
APPROVATO)
Programma 10 Politica regionale unitaria per i diritti sociali
e la famiglia
(E' APPROVATO)
Esaurito l'esame della Missione 12, si passa all'esame della
Missione 13 Tutela della salute
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Servizio sanitario regionale - finanziamento
ordinario corrente per la
garanzia dei LEA (E'
APPROVATO)
Programma 2 Servizio sanitario regionale - finanziamento
aggiuntivo corrente per livelli
di assistenza superiori ai LEA (E'
APPROVATO)
Programma 4 Servizio sanitario regionale - ripiano di
disavanzi sanitari relativi ad esercizi pregressi
(E' APPROVATO)
Programma 5 Servizio sanitario regionale - investimenti
sanitari (E' APPROVATO)
Programma 6 Servizio sanitario regionale - restituzione
maggiori gettiti SSN
(E' APPROVATO)
Programma 7 Ulteriori spese in materia sanitaria
(E' APPROVATO)
Programma 8 Politica regionale unitaria per la tutela della
salute(E' APPROVATO)
Esaurito l'esame della Missione 13, si passa all'esame della
Missione 14 Sviluppo economico e competitività
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Industria, PMI e artigianato (E'
APPROVATO)
Programma 2 Commercio - reti distributive - tutela dei
consumatori
(E' APPROVATO)
Programma 3 Ricerca e innovazione (E'
APPROVATO)
Programma 4 Reti e altri servizi di pubblica utilità (È
APPROVATO)
Programma 5 Politica regionale unitaria per lo sviluppo
economico e la competitività
(È APPROVATO)
Esaurito l'esame della Missione 14, si passa all'esame della
Missione 15 Politiche per il lavoro e la formazione
professionale
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Servizi per lo sviluppo del mercato del lavoro
(E' APPROVATO)
Programma 2 Formazione professionale (E'
APPROVATO)
Programma 3 Sostegno all'occupazione (E'
APPROVATO)
Programma 4 Politica regionale unitaria per il lavoro e la
formazione professionale (E' APPROVATO)
Esaurito l'esame della Missione 15, si passa all'esame della
Missione 16 Agricoltura politiche agroalimentari e
pesca
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Sviluppo del settore agricolo e del sistema
agroalimentare
(E' APPROVATO)
Programma 2 Caccia e pesca (E'
APPROVATO)
Programma 3 Politica regionale unitaria per l'agricoltura, i
sistemi agroalimentari, la caccia e la pesca
(È APPROVATO)
Esaurito l'esame della Missione 16, si passa all'esame della
Missione 17 Energia e diversificazione delle fonti
energetiche
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Fonti energetiche (E'
APPROVATO)
Programma 2 Politica regionale unitaria per l'energia e la
diversificazione delle fonti energetiche
(È APPROVATO)
Esaurito l'esame della Missione 17, Si passa all'esame della
Missione 18 Relazioni con le altre autonomie
territoriali e locali
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Relazioni finanziarie con le altre autonomie
territoriali(È APPROVATO)
Programma 2 Politica regionale unitaria per le relazioni con
le altre autonomie locali
(E' APPROVATO)
Esaurito l'esame della Missione 18, si passa all'esame della
Missione 19 Relazioni internazionali
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Relazioni internazionali e cooperazione allo
sviluppo (È APPROVATO)
Esaurito l'esame della Missione 19, si passa all'esame della
Missione 20 Fondi e accantonamenti
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Fondo di riserva (E'
APPROVATO)
Programma 2 Fondo crediti di dubbia esigibilità (E'
APPROVATO)
Programma 3 Altri fondi (E'
APPROVATO)
Esaurito l'esame della Missione 20, si passa all'esame della
Missione 50 Debito pubblico
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Quota interessi ammortamento mutui e prestiti
obbligazionari
(E' APPROVATO)
Programma 2 Quota capitale ammortamento mutui e prestiti
obbligazionari
(E' APPROVATO)
Esaurito l'esame della Missione 50, si passa all'esame della
Missione 60 Anticipazioni finanziarie
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Restituzione anticipazioni di tesoreria (E'
APPROVATO)
Esaurito l'esame della Missione 60, si passa all'esame della
Missione 99 Servizi per conto terzi
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Servizi per conto terzi - partite di giro
(E' APPROVATO)
Programma 2 Anticipazioni per il finanziamento del Sistema
Sanitario Nazionale
(E' APPROVATO)
Concluso l'esame dei Programmi e delle Missioni, si passa alla
votazione dell'articolo 2.
Pongo in votazione l'articolo 2 con il relativo allegato così
come emendato.
È posto in votazione (È APPROVATO)
Si passa quindi all'esame dell'articolo 3 (Allegati). Non sono
stati presentati emendamenti.
Si passa alla votazione dell'articolo 3, con i relativi
allegati.
E' posto in votazione E' APPROVATO)
Si passa quindi all'esame dell'articolo 4 (Totale generale del
bilancio triennale). Non sono stati presentati emendamenti.
E' posto in votazione (E'
APPROVATO)
Si passa quindi all'esame dell'articolo 5. (Entrata in vigore).
Non sono stati presentati emendamenti.
E' posto in votazione (E'
APPROVATO)
Si sospende l'esame del disegno di legge del bilancio a
legislazione vigente, prima del voto finale, per passare all'esame
del disegno di legge n. 638, Legge di stabilità regionale
2024/2026 .
Riprende il seguito del disegno di legge n. 638/A
PRESIDENTE. Pertanto, possiamo andare agli emendamenti alla
Finanziaria che già dovreste trovare caricati sul tablet. Sul
tablet trovate direttamente gli emendamenti. Ha chiesto di
intervenire l'onorevole Sunseri. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Grazie Presidente, semplicemente colgo l'occasione prima
di passare in Finanziaria in merito a una questione concernente al
bilancio delle entrate del bilancio della nostra Regione.
Assessore, mi dispiace non ci sia l'Assessore Pagana. Nel luglio
del 2020 la Regione siciliana ha incassato migliaia e migliaia di
euro per un concorso bandito da ARPA di cinquantasette persone.
Questo concorso prevedeva un contributo da parte di ognuno dei
partecipanti di dieci euro. Questo concorso, per tutta una serie di
fattori veramente allucinanti che oggi sarebbe anche quasi
imbarazzante ricordarli, fecero una serie di note in cui
escludevano prima i lavoratori ARPA, poi li reinserivano, poi gli
hanno fatto fare il concorso, poi due settimane dopo lo hanno
annullato in autotutela.
Insomma, c'è stata una serie di vicissitudini allucinanti, fatto
sta che dal 2021 al 2023, praticamente '24, nessuno ha più parlato
di questo concorso, non è mai stata più pubblicata alcuna nota, non
è mai stata discussa nessuna parte, però la Regione ha incassato
dieci euro per ognuno dei partecipanti a quel concorso. Soldi che
sono all'interno del nostro bilancio, e di cui non si sa,
assolutamente, nulla, se si vogliono spendere, se si vogliono
restituire, se si vogliono tenere.
Siccome poi sarà argomento ovviamente della Corte dei conti, e
prima che ci apprestiamo a presentare un esposto noi alla Corte dei
conti, perché vorremmo capire cosa ne sta facendo la Regione, visto
che non c'è alcuna azione in merito, vorrei che si facesse
chiarezza in merito a questa entrata prevista per un concorso ma
che, di fatto, si è espletato ma è stata annullata in autotutela e
queste risorse non hanno permesso a nessuno dei partecipanti di
poter avere anche solo una graduatoria. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri.
GIAMBONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Grazie Presidente, io volevo un chiarimento - se
possibile - relativamente al disegno di legge di bilancio, n. 637.
Mi risulta un emendamento, il numero 73 del 18 dicembre, così come
trasmesso, sul capitolo 183811. Se gli Uffici possono verificare,
in tal senso, per favore. Ribadisco: Missione 12, Programma 4,
capitolo 183811.
PRESIDENTE. Stanno facendo una verifica. A primo acchito,
sostanzialmente, sembra che sia stato inammissibile per mancanza di
copertura. Però, se lei ha la bontà di aspettare tre minuti le e
diamo una risposta.
Onorevoli colleghi, superato, posso andare avanti, onorevole
Giammona? Giusto? Grazie.
Si passa all'esame dell'articolo 1 della finanziaria. Ne do
lettura:
Art. 1.
Assegnazioni finanziarie ai comuni, ai liberi Consorzi comunali
ed alle Città metropolitane
1. L'autorizzazione di spesa per le finalità del comma 1
dell'articolo 6 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e
successive modificazioni, come determinata dal comma 1
dell'articolo 7 della legge regionale 25 maggio 2022, n. 13, è
rideterminata, per gli esercizi finanziari 2024, 2025 e 2026 in
350.000 migliaia di euro per ciascun anno (Missione 18, Programma
1, capitolo 191301).
2. A decorrere dall'esercizio 2024 le somme corrispondenti alle
prime tre trimestralità delle assegnazioni ai comuni, ad esclusione
delle somme destinate a specifiche finalità previste dalla legge,
sono erogate in un'unica soluzione entro il 20 aprile e la
rimanente parte entro il 31 ottobre.
3. L'autorizzazione di spesa per le finalità di cui al comma 1
dell'articolo 2 della legge regionale 9 maggio 2017, n. 8 e
successive modificazioni, è rideterminata in 103.500 migliaia di
euro per l'esercizio finanziario 2024, in 108.500 migliaia di euro
per l'esercizio finanziario 2025, in 113.500 migliaia di euro per
l'esercizio finanziario 2026 (Missione 18, Programma 1, capitolo
191302).
4. La dotazione del fondo di cui al comma 5 dell'articolo 6 della
legge regionale n. 5/2014 e successive modificazioni, come
determinata dal comma 2 dell'articolo 7 della legge regionale 25
maggio 2022, n. 13, è rideterminata in 115.000 migliaia di euro per
l'esercizio finanziario 2024 ed in 31.000 migliaia di euro per
ciascuno degli esercizi finanziari 2025 e 2026 (Missione 18,
Programma 1, capitolo 590402).
5. Per il triennio 2024-2026, a valere sulle assegnazioni di cui
al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale 28 gennaio 2014,
n. 5 e successive modifiche ed integrazioni, ed al comma 1
dell'articolo 2 della legge regionale 9 maggio 2017, n. 8 e
successive modifiche ed integrazioni, i comuni, i liberi Consorzi
comunali e le Città metropolitane destinano il tre per cento
dell'assegnazione finanziaria per attività di prevenzione incendi,
diserbamento e pulizia fondi, nonché di vigilanza su privati ed
enti pubblici per le attività di pertinenza.
Ci sono diversi emendamenti soppressivi all'articolo 1.
MARANO. Chiedo di parlare sull'articolo 1.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io vorrei
un chiarimento, in premessa chiaramente c'è da sottolineare il
fatto che i problemi atavici dei comuni non trovano risposta in
questa legge di stabilità.
Infatti, la rideterminazione del fondo in 350 milioni di euro è,
solamente sulla carta, in linea con gli anni precedenti, quindi, e
su di esse gravano chiaramente le riserve dell'anno 2024, quelle
della legge di stabilità del 2023, la copertura finanziaria degli
ASU e, per ultimo, il 3 per cento da destinare alla previsione
degli incendi, che riducono la disponibilità di parte corrente in
favore dei comuni di 64 milioni e 70 mila euro, il 18 per cento del
fondo stesso.
E se pensiamo che nel 2009 il fondo era pari a 913 milioni di
euro, nel 2013, 540 milioni di euro e negli ultimi anni si è
attestato intorno ai 320 milioni di euro, è chiaro che questo fondo
ha bisogno di un rinforzo sostanziale.
Io volevo semplicemente un chiarimento sulle risorse appostate nel
prospetto allegato alla manovra che determina la maggiore spesa da
attribuire al fondo, quantificata in 98 milioni 250 mila 675 euro
per il 2024 e 180 milioni per il 2025, tenendo in considerazione
gli stanziamenti determinati nel testo dell'articolo 15 del
Collegato ter.
Ora, se si analizzano i dati riportati in bilancio e nelle tabelle
dello stesso Collegato ter, come evidenziato anche nel documento
degli Uffici dell'Ars, gli stanziamenti nei capitoli sono
differenti, e sono 235 milioni 249 mila 375 euro per il 2024 e 154
milioni e 300 mila euro per il 2025: ciò comporterebbe rispetto,
diciamo all'attuale previsione in manovra di bilancio, una maggiore
spesa di 16 milioni e mezzo per il 2024 e 15 milioni 700 mila euro
per il 2025, quindi, chiedo quale sia la maggiore spesa corretta e,
chiaramente, di verificare questi dati dei documenti.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Marano. Allora, assessore Falcone,
vuole rispondere? Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevole
Marano, la domanda? Nel senso, chiedo scusa, era per capire qual è
il numero?
Chiedo scusa, onorevole Marano, soltanto per capire un po'meglio,
cioè parliamo dell'articolo 1 e l'articolo 1, sostanzialmente, è
così composto: al comma 1 è composto dai soldi dalle previsioni di
spesa che noi abbiamo per i comuni, e siamo 350 milioni di euro per
il 2024, per il 2025 e per il 2026, e questo è il fondo generale
delle autonomie locali.
Al comma 2, invece, è stabilito anche raccogliendo un emendamento
che è venuto da voi, di fissare il pagamento delle prime tre rate,
che in quattro rate trimestrali, al 20 aprile e la quarta rata
entro, appunto, il 31 ottobre.
Il terzo comma, invece, fissa la previsione per i liberi consorzi
e per le città metropolitane. Rispetto a una previsione iniziale di
98 milioni di euro nel '24 abbiamo previsto 103 milioni perché? e
108 milioni e 115 nel '25-'26 perché? Perché questa norma
finanziaria, abbiamo detto all'inizio, ha una sua prospettiva, a
cosa guarda? Guarda alla riforma che abbiamo proprio ieri
licenziato in Commissione Prima, e quindi arriverà in Aula proprio
a margine e a valle della legge finanziaria, che riguarda la
reintroduzione degli organi degli enti di area vasta.
Questo che significa, siccome pensiamo che si voterà a metà anno,
quindi stiamo guardando secondo una previsione degli Uffici a circa
5 milioni e 500 mila Euro in più rispetto alla previsione del 2023.
Nel '23 c'erano 98 milioni e nel '24 ci sono 98 milioni più 5 e
mezzo. Nel '24 siccome l'intero anno, 12 mesi, andremo invece a
100, a 100, poi 8 milioni e così via.
Il quarto comma invece riguarda il fondo di investimento dei
comuni. Al primo comma c'è il fondo di spesa corrente, al comma 4
abbiamo il fondo di investimenti.
E invece la riserva che è del 3 percento, io non ho capito bene,
ma riguarda, è circa 10 milioni e mezzo, forse ho capito una spesa,
una previsione diversa.
Siamo a 10 milioni e mezzo e questa riguarda il servizio
antincendio di prevenzione, che si andrà a collegare con l'articolo
16.
Quindi l'articolo 1, ultimo comma, è collegato con la previsione
con l'attività che si farà con le aziende di sviluppo rurale per
quanto riguarda l'intervento nei liberi consorzi e nelle città e
nei Comuni.
PRESIDENTE. Grazie Assessore Falcone.
SAFINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAFINA. Presidente, intanto grazie per la parola. Assessore
Falcone, vorrei far notare, non vuole essere, ovviamente, una
critica ma una questione di coordinamento normativo, dovuta al
fatto che ovviamente i lavori in Commissione notturni, la
riscrittura delle norme, può ingenerare ovviamente degli errori e
un po'di confusione.
Per come è scritto attualmente il quinto comma, ossia il comma
dell'articolo 1 che prevede la riserva del 3 percento, e per come
sono scritte poi le norme che prevedono la convenzione con gli enti
locali affinché la forestale e il Corpo forestale possa fare
l'attività di antincendio si rischia, interagendo sulla riserva,
Assessore mi ascolti, Assessore mi ascolti, perché rischiamo di
fare un patatrac.
Siccome su queste norme abbiamo raggiunto un accordo, la norma per
come è costruita, mi permetto di dire, che rischia di creare un
corto circuito, perché se noi la lasciamo, se i 10 milioni circa li
lasciamo tra le riserve, vuol dire che i Comuni potranno fare una
convenzione solo limitatamente alla quota che le è stata assegnata
dalla riserva.
Se invece, certo, perché il Comune che cosa ha? La riserva. La
riserva è in capo ai Comuni. Lei deve ragionare con l'occhio e con
la testa dei dirigenti comunali. La riserva è in capo al Comune, il
Comune X ha una riserva del 3 percento sul suo fondo, diecimila
euro. Deve fare la convenzione con la forestale, col Corpo
forestale, di quanto la fa questa convenzione? Per dieci mila euro.
Allora, se noi espungiamo queste risorse dalla riserva. le leviamo
dai dieci milioni delle autonomie locali e li passiamo direttamente
al capitolo della forestazione, in ragione delle esigenze che ci
sono sul Territorio, la forestale, a determinare la convenzione e a
determinare come ripartire le giornate lavorative degli operatori
del corpo forestale.
Così com'è rischia di non funzionare perché nel Comune x non
servono settantottisti che si trasformino in centunisti , ma nel
Comune Y , per esempio, possono servire più settantottisti di
quelli che la norma consentirebbe. Quindi, io mi permetto di
chiedere un approfondimento sulla questione, per evitare di creare
una cosa che, nell'intenzione è buona, ma poi rischia di non avere
risultati pratici consoni alle aspettative che noi intendiamo tutti
perseguire nella pratica e nella lotta agli incendi.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Safina.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Venezia. Ne ha
facoltà.
VENEZIA. Grazie Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del
Governo. Nel corso della trattazione della finanziaria, in
Commissione Bilancio, abbiamo avuto modo di ascoltare il grido
d'allarme di ANCI Sicilia, rispetto alle criticità finanziarie dei
comuni, assessore Falcone. Lei era presente, in quella circostanza,
e ha avuto modo di notare come l'ANCI Sicilia chiedeva interventi
di sistema, interventi di una certa consistenza anche sotto il
profilo finanziario.
Noi, ovviamente, con le norme contenute nell'articolo 1 abbiamo
cercato di migliorare un aspetto che era stato trascurato negli
anni precedenti, e cioè quello dell'accelerazione dell'assegnazione
delle risorse ai comuni. E abbiamo cercato di migliorare non solo
l'attribuzione delle risorse iniziali, ma anche lo stanziamento
della cosiddetta quarta trimestralità entro il 31 ottobre. Ed è
stata una iniziativa di buon senso, che avevamo proposto in sede di
Commissione, che è stata accolta anche dal Governo. Però, ecco,
servirebbero ulteriori risorse per far fronte alle criticità
finanziarie all'erogazione dei servizi per i cittadini, anche
perché non solo le famiglie e le imprese hanno avuto il problema
dell'inflazione, anche i comuni fanno fronte quotidianamente con
gli aumenti dei prezzi delle materie prime, delle utenze. E,
dunque, avevamo proposto, con un nostro emendamento, l'aumento di
50 milioni di euro, almeno per i trasferimenti correnti. Capiamo
che non ci sono, probabilmente, le coperture finanziarie in questa
sede, assessore Falcone, ma gradiremmo che, laddove si liberassero
risorse aggiuntive nel corso di questo esercizio finanziario, si
mettessero nelle condizioni i comuni di avere una quota di queste
risorse aggiuntive.
Per quanto riguarda, invece, i trasferimenti in conto capitale,
sono state riconfermate le risorse degli anni precedenti. I 115
milioni per l'esercizio finanziario 2024. Però, abbiamo avuto modo
di ribadirlo in quella sede, nella sede della Commissione
Bilancio , per gli esercizi finanziari 2025 e 2026 lo stanziamento
per i comuni è di appena 31 milioni di euro, e questo non consente
loro di fare una programmazione su base pluriennale per quanto
riguarda gli investimenti. Noi sappiamo che queste risorse vengono
utilizzate in parte per il pagamento dei mutui, ma per una parte,
sicuramente significativa, anche per la programmazione degli
investimenti. E dare un quadro di incertezza finanziaria ai comuni,
per quanto riguarda le spese in conto capitale, non ci sembra
assolutamente una buona idea, assessore Falcone. Per cui noi le
chiediamo, lo chiediamo al Governo, di ripristinare le assegnazioni
in conto capitale ai comuni, e quindi per un importo complessivo
non inferiore a centoquindici milioni di euro, anche per gli
esercizi finanziari 2025 e 2026.
Per quanto riguarda le province, notiamo lo sforzo che è stato
fatto, minimo, di qualche milione di euro di aumento nei
trasferimenti, a partire dal 2024, ma anche per gli esercizi 2025 e
2026, ma ovviamente queste risorse sono poche se l'obiettivo è
quello di ridare protagonismo agli enti intermedi attraverso
l'elezione diretta degli organi di Governo.
Sul comma 5, Assessore Falcone, il collega Safina ha già avuto
modo di esporle le criticità normative perché non si lega affatto,
per come è scritto il comma 5, con i contenuti della norma prevista
in uno degli articoli successivi, per cui inviteremmo il Governo a
riscrivere questa norma o a sospendere un attimo se il caso,
diciamo, la votazione finale.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Venezia. E' iscritto a parlare
l'onorevole Sunseri. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Grazie Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, io
intervengo sul comma 5 di questo articolo, Presidente, perché
onestamente non se ne comprende la ragione perché era un comma che
nasceva evidentemente con la volontà del Governo nel destinare il
3% ai comuni, erano una riserva al fondo degli enti locali da
destinare ai comuni solo per le attività di antincendio ed era
prevista una sanzione/penale.
Oggi questa norma è stata completamente depauperata di qualsiasi
senso logico perché noi stiamo vincolando il 3% della parte
corrente ai comuni siciliani senza prevedere alcuna sanzione,
alcuna rendicontazione ad alcuna attività che possa quanto meno
identificare in maniera chiara nel trasferimento il 3% del fondo
degli enti locali.
Ora, al di là di quello che ognuno di noi possa pensare sulla
norma, io ritengo che l'antincendio e la prevenzione le debba fare
la Regione. Ma, ripeto, voi la pensavate in maniera diversa e
volevate in qualche modo vincolare i comuni affinché si
impegnassero sempre di più, oltre le ordinanze che ormai fanno
tutti, ma che vediamo poi che rimangono inattuate per tutta una
serie di difficoltà economiche o alcune volte come dire non vengono
nemmeno fatte, quindi comprendo la ratio iniziale, non ne
condividevo il testo inizialmente ma oggi togliendo la parte in cui
si prevede la sanzione o in cui si prevede la mancata assegnazione
delle risorse perde completamente senso la norma.
Quindi o ripristiniamo la sanzione nei confronti dei comuni, io
non la condivido, ma aveva un senso logico. Oggi, lasciandoli in
questo modo vincoliamo praticamente una parte del fondo, adesso non
ho fatto i calcoli ma saranno 10 milioni di euro, per fare questo
genere di attività però non gli diciamo ai comuni entro quando lo
devono rendicontare, se lo devono rendicontare, come fanno ad
ottenerlo o a perderlo eventualmente, e alla Regione come
recuperarlo o meno cioè a chi viene assegnata la finalità del comma
oggi previsto.
Ripeto, Assessore, io non ne condivido la ratio dall'inizio, ma
quando l'avete proposta un senso logico l'aveva. Oggi lo ha perso.
Ed è il testo che è stato modificato poi in Commissione Bilancio ,
io non ho seguito la prima parte in Commissione Bilancio , ma
davvero, cioè o si vuole vincolare in qualche modo i comuni
dicendogli 'ti trasferisco risorse se fai questo genere di
attività' e allora ha un senso; se invece noi ci togliamo - la
parte l'abbiamo tolta in Commissione Bilancio - la parte in cui è
prevista la sanzione, questo senso lo si perde e ritengo che sia
veramente di difficile comprensione capire come i comuni possano
utilizzare o recuperare o spendere o in alternativa la Regione
recuperare. Cioè, la norma partiva un po'come la democrazia
partecipata prevista con una legge speciale, oggi invece diventa
una riserva vincolata, non si capisce bene cosa e non si capisce
come la Regione possa in qualche modo eventualmente recuperarli se
i comuni dovessero essere inadempienti a seguito alla norma che il
parlamento si appresta a votare. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Sunseri. E' iscritto a parlare
l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.
BURTONE. Signor Presidente, io condivido l'intervento del deputato
Sunseri ma anche gli altri che sono stati fatti in tal senso. Il
rischio è veramente di fare un corto circuito, di mettere non nelle
condizioni di agire i comuni, ma di metterli in difficoltà; i
comuni - non so dove sia andato l'Assessore per l'agricoltura -
hanno avuto sempre la possibilità di fare una convenzione con la
forestale.
La forestale, per istituto, fa l'antincendio, hanno avuto la
possibilità di fare delle convenzioni per fare dei lavori che
riguardano il decoro urbano, ora non si capisce bene quale dovrebbe
essere l'attività da espletare e come i comuni debbano mettersi in
sinergia con la forestale; io pensavo - probabilmente in
Commissione Bilancio c'è stato un cambiamento - che queste
risorse potessero servire innanzitutto per fare scivolare le fasce
dei forestali, dare la possibilità di più giornate lavorative da
dedicare con maggiore impegno nell'attività antincendio, così mi
pare una norma che potrebbe dare solo difficoltà. Quindi, pongo
questo tema e spero che si possa fare una riflessione.
La seconda valutazione che faccio, è di qualche ora fa la notizia
che i comuni hanno avuto la possibilità di vedere spostata la data
di approvazione del bilancio al 15 marzo, non c'è il tentativo di
spostare sempre in avanti il bilancio, evidentemente ci sono
difficoltà: i problemi sono quelli legati al fondo di dubbia
esigibilità, i problemi sono determinati dal fatto che si vada in
norma di salvaguardia con l'ENEL e, quindi, l'energia elettrica
diventa impossibile per le nostre comunità e parlo di energia
elettrica che serve per l'illuminazione pubblica, che poi è
fondamentale per la sicurezza, per intervenire in termini
preventivi rispetto ai disagi sociali.
Io credo che si debba fare uno sforzo maggiore in tal senso, lo
spero e aggiungo altre due questioni, brevemente, proprio per
capitoli.
La prima, l'ho già detta nell'intervento che ho fatto sul
bilancio, io credo che ci sia il tema dei precari degli enti
locali; l'altro giorno i miei concittadini, quelli che lavorano al
comune come precari ex articolo 23, si sono astenuti dall'attività,
erano in assemblea: il comune si è fermato, non abbiamo avuto la
possibilità di fare una sola delibera Un cittadino non è stato
ricevuto I problemi sono molto seri da questo punto di vista, io
credo che non si debba creare una considerazione per cui questi
hanno raggiunto l'obiettivo della Madia di essere a tempo
indeterminato, però non possono rimanere a part-time, quindi un
aiuto che arrivi dalla Regione per trovare un percorso che li porti
ad avere delle ore che possa permettere, poi, nel momento in cui
andranno in pensione, ad avere una pensione accettabile.
Infine, l'ultima considerazione. Presidente io da tempo, insieme
alle altre forze politiche, in particolare i colleghi del Movimento
Cinque Stelle, ma anche, per quel che ci riguarda, l'impegno è
stato notevole da parte del Partito Democratico, abbiamo posto la
questione del reddito di cittadinanza: da tempo abbiamo detto con
le modalità che sono state messe in campo dal governo nazionale il
cinquanta per cento della platea verrà fuori, non avranno più
alcuna copertura di aiuto, di sostegno, non erano falsi poveri Se
si ha cinquantanove anni e dei figli, anche minorenni, e non si ha
sessantuno anni non avranno nulla Si era detto, avranno un corso
di formazione, delle risorse, non c'è traccia di questi fondi per
la formazione
Quindi, io chiedo, spero, mi auguro che il Governo faccia fronte
anche perché, e concludo, visto che parliamo di enti locali, poi
gli enti locali sono quelli che discuteranno con questi che si
trovano in difficoltà, che non hanno alcun aiuto e cercheranno un
interlocutore e l'interlocutore dello Stato in queste situazioni
sarà il sindaco, l'amministratore.
Quindi, io credo che si debba porre subito attenzione perché le
tensioni sociali sono dietro la porta.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone. È iscritto a parlare
l'onorevole De Luca Cateno. Ne ha facoltà. L'onorevole De Luca non
è presente.
È iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi intervengo
principalmente sul discorso del comma 5.
Noi in Commissione Bilancio, signor Presidente, assieme ai Gruppi
parlamentari abbiamo fatto un enorme ragionamento col Governo. Il
ragionamento, condiviso anche con l'ANCI, quindi con l'assemblea
nazionale dei comuni italiani, è quello di non trasferire la
responsabilità sulle norme antincendio ai sindaci che, vero è che
hanno già delle responsabilità, però, noi tramite questo comma dove
andiamo a destinare il 3% della quota relativa ai comuni, li stiamo
gravando, Assessore, li stiamo gravando di un qualcosa che andrà a
complicare ancora di più la vita dei sindaci e delle
amministrazioni locali.
Noi abbiamo migliorato, perché alcune cose sono state migliorate
in Commissione Bilancio sulle responsabilità al riguardo dei
sindaci, però, Assessore, noi più volte in Commissione Bilancio
abbiamo fatto appello a lei, abbiamo fatto appello al Governo, ho
visto che ci sono state anche delle dichiarazioni da parte del
Presidente, del sindaco Amenta di ANCI, non andiamo a gravare sui
sindaci per quanto riguarda la responsabilità dell'antincendio in
Sicilia.
E questo 3% che non è una somma in più che noi stiamo trasferendo
ai sindaci, ma è una somma che già è inserita all'interno del
plafond che trasferiamo ai comuni, che trasferiamo alle
amministrazioni locali. Andare a vincolare questo 3%, a parte che è
una cifra esigua, perché a conti fatti non riusciremo nemmeno a
poter prevenire o, comunque, poter andare a fare gli interventi
nemmeno su tutta Palermo come territorio, pensate l'estensione di
tutto il territorio siciliano, quindi, a mio modo di vedere,
Assessore Falcone, signor Presidente, o queste somme le mettiamo in
più a livello di trasferimenti o andare a vincolare questo 3%, a
mio modo di vedere, non dà quel segnale che questo Governo vuole
dare in ottica dell'antincendio.
PRESIDENTE. Benissimo, passiamo adesso agli emendamenti
soppressivi. C'è il soppressivo a firma degli onorevoli De Luca
Antonino e Di Paola.
L'onorevole De Luca Antonino non c'è, onorevole Di Paola sono
ritirati gli emendamenti soppressivi all'articolo 1? L'emendamento
1.4?
DE LUCA ANTONINO. Ritirato.
PRESIDENTE. Benissimo. Si passa all'emendamento 1.18.
Ci sono gli emendamenti del Gruppo Sud Chiama Nord', li posso
intendere ritirati, onorevole Lombardo? Sono gli emendamenti
soppressivi.
Domanda che faccio per evitare poi di sbagliare con voi: posso
intenderli tutti ritirati?
LOMBARDO GIUSEPPE. Faccia volta per volta. Signor Presidente,
quando c'è il comma 5...
SUNSERI. Questo comma 5 lo deve ritirare l'Assessore
PRESIDENTE. Volta per volta lo devo chiedere? Ce n'è mille, se lo
faccio volta per volta ci stiamo un anno, però ...
LOMBARDO GIUSEPPE. Il comma 5, no.
PRESIDENTE. Va bene, ma fino al comma 5 gli emendamenti
soppressivi sono ritirati?
Mi rivolgo ai Gruppi del PD, Movimento Cinque Stelle, fino al
comma 4 sono ritirati?
DE LUCA ANTONINO. Ritirati.
CATANZARO. Ritirati.
PRESIDENTE. Gli emendamenti soppressivi sono tutti ritirati.
Si passa all'emendamento 1.11, "il comma 5 è soppresso", a firma
degli onorevoli De Luca Antonino e altri.
DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Grazie Presidente. Allora, come già ampiamente
spiegato dai miei colleghi, questo comma 5, ormai non ha più
ragione di esistere. Un po' mi ricorda quando c'era il Presidente
Musumeci, quando c'era un problema gettava la palla in tribuna,
verso Roma, qua invece la stiamo gettando verso i comuni, verso il
basso, verso i sindaci, scaricando loro la responsabilità, perché
approvare questa norma, al netto dell'effetto che la stessa potrà
avere, significa che la Regione siciliana con una norma di legge
approvata da questo Parlamento pone la responsabilità politica,
della tematica incendi, anziché su se stessa, sulle spalle dei
sindaci, e io credo che questo sia moralmente ancor prima che
politicamente inaccettabile, oltre che inefficace perché è una
norma di principio che gli vincola delle somme ma non gli pone
alcun tipo di sanzione.
Quindi, senza entrare nel merito di tutto ciò che era stato fatto
antecedentemente e che è stato correttamente caducato in
Commissione Bilancio , non solo l'eliminazione di una sanzione che
questo stesso Governo aveva chiesto di eliminare dalla norma che
prevedeva la destinazione del 2 per cento sulla democrazia
partecipata, ma pure che innescava tutta una serie di cose
assurde... sistema di ordinanza e sanzione nei confronti di
sindaci, comuni e cittadini.
Presidente, io inviterei da questo punto di vista l'assessore
Falcone, proprio anche richiamandolo ai principi di buon andamento
dei lavori di quest'Aula, a ritirare, spontaneamente, il comma 5
ritenendo che questo ritiro probabilmente troverebbe approvazione
da parte dell'intera Aula, maggioranza e minoranza, e poi
probabilmente riceverebbe anche il plauso da parte dei sindaci
stessi, che sappiamo non avere colore politico.
PRESIDENTE. Grazie. Ha chiesto di intervenire l'assessore Falcone.
Prego Assessore.
FALCONE, assessore per l'economia. Grazie, Presidente.
Intanto io vorrei un attimo ritornare a quella giornata, quando in
Assemblea ANCI il Presidente Schifani aprì ai sindaci e disse:
"abbiamo voluto dare un segnale di presenza nei confronti dei
territori, nei confronti dei comuni inserendo questo comma, un
comma con il quale diciamo che i comuni possono e devono
addirittura fare attività di antincendio, di prevenzione degli
incendi mettendo, riservando un 3% del fondo che, nel frattempo, è
aumentato."
Vorrei ricordare che l'anno scorso il fondo era di 326 milioni di
euro, poi il Parlamento siciliano poiché ha ecceduto nelle riserve,
il Governo è arrivato - diciamo così - a ulteriore soccorso e ha
stanziato altri 22 milioni di euro per evitare che i comuni
potessero essere mortificati dalle eccessive riserve. Questo è
stato letto dalla politica come uno stanziamento storicizzato. Non
era storicizzato, lo voglio dire. Ciononostante il Governo,
quest'anno, ha voluto implementare, incrementare ulteriormente
passando da 326 milioni a 350 milioni e, in questa regione,
all'interno di questo quadro mutato in meglio da parte del governo
nei confronti del fondo delle autonomie locali, il Presidente ha
voluto stabilire che il 3%, pari a circa dieci milioni, venisse
assegnato per misure antincendio, prevedendo anche una sanzione.
Poiché, i sindaci, tutti, si sono, come dire, lamentati hanno fatto
rilevare che rischiava di diventare una sanzione eccessiva, il
Presidente in un rapporto di confronto di dialogo in ANCI disse
"abbiamo tolto la sanzione".
Cosa abbiamo fatto allora in Commissione, ma insieme? In
Commissione abbiamo detto fermo restando la cifra di 10 milioni e
mezzo, potranno questi 10 milioni e mezzo dialogare con l'articolo
16 ed, eventualmente, i sindaci possono, non devono, fare delle
convenzioni con l'Azienda Foreste, assolutamente Possono, cioè i
sindaci hanno come impegno quello di realizzare misure antincendio,
di prevenzione incendio, che possono farlo o con imprese private,
oppure con l'Azienda forestale. Dopodiché dal potere al dovere ne
passa, dal possono al devono, noi siamo a posto, ecco perché
l'articolo è scritto bene, attenzione, e non toglie niente a
nessuno, non dobbiamo - stiamo attenti che togliamo soldi ai
comuni per poter aumentare le giornate - perché non funziona
perché quando si dice il precariato noi proprio per il precariato
non soltanto PIP, non soltanto ASU onorevole Burtone, ci sono gli
ex Keller ma ci sono anche, abbiamo incrementato la forestazione, e
quindi, abbiamo incrementato di oltre 20 milioni la dotazione per
la forestazione. E quindi abbiamo incrementato la dotazione
finanziaria per un altro importante segmento, poi io mi permetto di
dire che troveremo nel maxiemendamento anche un ulteriore
soddisfacimento per i precari dei consorzi di bonifica, ma andiamo
oltre
PRESIDENTE. Assessore, assessore c'è un elemento in più, così da
facilitare il percorso
FALCONE, assessore per l'economia. Presidente, e concludo Noi,
allora facciamo una cosa poiché dobbiamo coordinare, poiché
l'articolo 2 delle riserve poi lo discuteremo a parte, discuteremo
dopo l'articolo 16, sopprimiamo. Il Governo dice, togliamo il comma
5, fermo restando che ai comuni non si toglie un euro ma,
eventualmente, dobbiamo aggiungere un euro, quindi i 350 milioni di
euro per i comuni rimangono intatti, quindi, noi sopprimiamo per
ora il comma 5, ripresenteremo e riproporremo questa misura di
antincendio per i comuni successivamente.
PRESIDENTE. Assessore Falcone, gli Uffici mi dicono, mi ricordano,
che il comma 5 è condizione per la stipula delle convenzioni per i
forestali fuori fascia. Accantoniamo?
FALCONE, assessore per l'economia. Lo sappiamo.
PRESIDENTE. No, io non è che sto dicendo che non lo sapete, voi
siete i più bravi di tutti però se è meglio che Assessore, quello
decade.
Va bene, allora così va bene all'opposizione? Così va bene, dico,
presumo no? Per una riscrittura.
DE LUCA ANTONINO. Come faccio ad esprimermi su una cosa che non ho
letto.
PRESIDENTE. Simpatico lei, onorevole De Luca. Bene, andiamo
avanti.
Colleghi, pongo in votazione l'emendamento soppressivo 1.11.
Assessore Falcone, stiamo mettendo in votazione il soppressivo
1.11. Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Conseguentemente, all'articolo 16, i commi 3 e 4 sono preclusi.
L'emendamento 1.28 è precluso. Si passa all'emendamento 1.9, degli
onorevoli De Luca e altri. Onorevole De Leo, è mantenuto o
ritirato?
DE LEO. Ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.10. E' mantenuto o
ritirato? E' la stessa cosa.
DE LEO. Ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.16. E' ritirato?
DE LEO. Ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.15. E' la stessa cosa.
Ritirato.
Pongo in votazione l'articolo 1 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Riserve sul fondo di cui al comma 1 dell'articolo 6
della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5
1. Le disposizioni di cui al comma 13 dell'articolo 8 della legge
regionale 25 maggio 2022, n. 13 si applicano anche per l'esercizio
finanziario 2026 (Missione 18, Programma 1, capitolo 191301).
2. Il comma 3 dell'articolo 9 della legge regionale 11 agosto
2017, n. 15 e successive modificazioni è sostituito dal seguente:
3. Le disposizioni di cui al comma 7-ter dell'articolo 30 della
legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 si applicano per l'ulteriore
decennio 2017-2026 purché nel limite massimo di quindici esercizi
finanziari con decorrenza dalla data di trasformazione del rapporto
di lavoro e, comunque, entro i limiti dell'autorizzazione di spesa
di cui al presente comma. Per far fronte alla spesa annua di 1.600
migliaia di euro per ciascuno degli esercizi finanziari 2024, 2025
e 2026, si provvede a valere sulle assegnazioni di cui al comma 1
dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014. .
3. Il comma 3 dell'articolo 3 della legge regionale 22 febbraio
2023, n. 2 è abrogato.
4. Per l'esercizio finanziario 2024, a valere sulle assegnazioni
di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale 28 gennaio
2014, n. 5 e successive modificazioni, l'Assessorato regionale
delle autonomie locali e della funzione pubblica è autorizzato a
concedere la somma di 200 migliaia di euro ai comuni che hanno
conseguito nell'anno precedente a quello in corso il riconoscimento
internazionale Bandiera Blu da parte della Fondazione per
l'educazione ambientale (FEA). Ai comuni che hanno conseguito
nell'anno precedente a quello in corso il riconoscimento Bandiera
Verde , da parte dei Pediatri italiani, e Bandiera Lilla , da
parte della omonima cooperativa sociale, è destinata,
rispettivamente, la somma di 100 migliaia di euro e di 50 migliaia
di euro. I contributi sopra indicati sono ripartiti per il 50 per
cento in base alla popolazione dei singoli comuni e per il restante
50 per cento in base al numero dei comuni che hanno ottenuto i
suddetti riconoscimenti e sono destinati all'attivazione o al
potenziamento di interventi e servizi di accoglienza e promozione
territoriale e turistica. Ai comuni che nell'anno 2023 hanno
ottenuto il riconoscimento di comune plastic free dall'omonima
associazione è ripartita la somma di 100 migliaia di euro.
5. Per l'esercizio finanziario 2024, a valere sulle assegnazioni
di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale 28 gennaio
2014, n. 5 e successive modificazioni, ai comuni che hanno
conseguito il riconoscimento di Borgo più bello d'Italia inseriti
all'interno dell'associazione nazionale Borghi più belli d'Italia
è destinata la somma di 800 migliaia di euro da ripartirsi per il
50 per cento in parti uguali tra i comuni aderenti all'associazione
e per il 50 per cento in base alla popolazione residente nei
singoli comuni. Il tetto massimo della somma concessa ad ogni
comune non può essere superiore a 80 migliaia di euro per il
predetto riconoscimento. Ai comuni che si sono aggiudicati il
titolo di Borgo dei Borghi è destinata la somma di 320 migliaia
di euro da ripartirsi in parti uguali. Le assegnazioni di cui al
presente comma non sono cumulabili e sono destinate all'attivazione
o potenziamento di interventi e servizi di accoglienza e promozione
territoriale e turistica.
6. Per l'esercizio finanziario 2024, a valere sulle assegnazioni
di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale 28 gennaio
2014, n. 5 e successive modificazioni, l'Assessorato regionale
delle autonomie locali e la funzione pubblica è autorizzato a
concedere un contributo di 1.000 migliaia di euro ai comuni con
popolazione compresa tra 4.000 e 5.000 abitanti che, nei
ventiquattro mesi antecedenti l'entrata in vigore della presente
legge, siano usciti dalla condizione di dissesto finanziario e da
quella di soprannumero e di eccedenza del personale e dei dirigenti
ai sensi dell'articolo 33 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165 e successive modificazioni. Le risorse di cui al presente comma
sono ripartite in base alla consistenza demografica dei comuni
interessati.
7. Per l'esercizio finanziario 2024, a valere sulle assegnazioni
di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale 28 gennaio
2014, n. 5 e successive modificazioni, è destinata la somma di
4.000 migliaia di euro per le finalità di cui alla legge regionale
3 agosto 2022, n. 15 e successive modificazioni, da assegnare in
proporzione alla spesa rispettivamente sostenuta dai comuni
nell'anno 2023 per l'ospitalità della popolazione canina presso le
strutture di ricovero e custodia pubbliche o private convenzionate.
8. Per l'esercizio finanziario 2026, a valere sulle assegnazioni
di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale 28 gennaio
2014, n. 5 e successive modificazioni, per le finalità di cui ai
commi 25 e 26 dell'articolo 3 della legge regionale 22 febbraio
2023, n. 2 è autorizzata la spesa di 550 migliaia di euro (Missione
18, Programma 1, capitolo 590410).
9. Per l'esercizio finanziario 2024, a valere sulle assegnazioni
di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale 28 gennaio
2014, n. 5 e successive modificazioni, l'Assessore regionale per le
autonomie locali e la funzione pubblica, in considerazione delle
particolari difficoltà derivanti dal fenomeno migratorio in cui
versano i comuni di Pantelleria, Pozzallo, Modica, Augusta,
Siculiana e Porto Empedocle, riconosce un contributo straordinario
di 2.000 migliaia di euro da ripartire tra i predetti comuni e da
erogare in misura pari al cinquanta per cento in parti uguali ed il
restante cinquanta per cento in proporzione al numero di arrivi
come primo approdo nell'anno precedente (Missione 18, Programma 1,
capitolo 191332).
10. Per l'esercizio finanziario 2024, a valere sulle assegnazioni
di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale 28 gennaio
2014, n. 5 e successive modificazioni, al fine di mitigare gli
effetti negativi sulle presenze turistiche dovuti al fenomeno
migratorio e per rilanciare l'immagine delle isole Pelagie ed Egadi
e dei comuni di Melilli e Caltanissetta, l'Assessore regionale per
le autonomie locali e la funzione pubblica è autorizzato a
trasferire ai predetti comuni risorse, da assegnare in parti
uguali, per un importo complessivo di 1.500 migliaia di euro, per
la realizzazione di attività di comunicazione e promozione
turistica.
11. Per l'esercizio finanziario 2024, a valere sulle assegnazioni
di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale 28 gennaio
2014, n. 5 e successive modificazioni, è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2024, la spesa di 1.000 migliaia di euro in
favore dei comuni per le spese relative all'istituzione del
servizio di vigilanza e salvataggio per le spiagge libere
siciliane, previsto dalla legge regionale 10 settembre 1998 n. 17
(Missione 18, Programma 1, capitolo 191347).
12. Per l'esercizio finanziario 2026, a valere sulle assegnazioni
di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale 28 gennaio
2014, n. 5 e successive modificazioni, la somma di 850 migliaia di
euro è destinata alle finalità di cui alla lettera e) del comma 1
dell'articolo 3 della legge regionale 11 luglio 2023, n. 8
(Missione 1, Programma 3, capitolo 214113 - articolo 5 personale di
cui all'articolo 14 della legge regionale n. 17/2019 e ss.mm.ii. -
ex cap 314142).
13. Per l'esercizio finanziario 2024, a valere sulle assegnazioni
di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale 28 gennaio
2014, n. 5 e successive modificazioni, è destinata la somma di
4.000 migliaia di euro in favore dei comuni per le spese relative
alle comunità alloggio per disabili psichici (Missione 12,
Programma 2, capitolo 183363).
14. Per l'esercizio finanziario 2024, a valere sulle assegnazioni
di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale 28 gennaio
2014, n. 5 e successive modificazioni, la somma di 7.000 migliaia
di euro è destinata ai comuni per le spese di trasporto degli
alunni pendolari e ripartita in proporzione alle spese
effettivamente sostenute nell'anno precedente (Missione 4,
Programma 6, capitolo 373372). A valere sulle assegnazioni di cui
al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e
successive modificazioni, è destinata, per l'esercizio finanziario
2024, la somma di 2.500 migliaia di euro ai comuni che distano
oltre 50 chilometri dalle sedi centrali degli atenei di Palermo,
Catania, Messina ed Enna per il rimborso delle spese di trasporto
sostenute dagli studenti universitari residenti nei medesimi
comuni. L'Assessore regionale per le autonomie locali e la funzione
pubblica, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge, trasferisce le risorse ai comuni in quota
proporzionale al numero di abitanti. I comuni provvedono
all'attuazione della disposizione di cui al secondo periodo del
presente comma mediante apposito bando.
15. Per le finalità di cui alla legge regionale 9 maggio 1986, n.
22, per l'esercizio finanziario 2024, a valere sulle assegnazioni
di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e
successive modificazioni, è destinata la somma di 3.000 migliaia di
euro in favore dei comuni che effettuano il servizio educativo-
assistenziale tramite gli istituti iscritti all'apposito albo.
16. Per l'esercizio finanziario 2024, a valere sulle
assegnazioni di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge
regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e successive modificazioni, è
destinata la somma di 2.500 migliaia di euro, in favore dei comuni
nei quali insistono siti UNESCO da ripartirsi per il 60 per cento
in parti uguali tra tutti i comuni interessati e per il 40 per
cento in base alla popolazione dei singoli comuni.
17. All'articolo 6 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e
successive modificazioni sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1 sono soppresse le parole pena la restituzione
nell'esercizio finanziario successivo delle somme non utilizzate
secondo tali modalità. ;
b) al comma 1-quater sono soppresse le parole L'Assessorato
regionale delle autonomie locali e della funzione pubblica vigila
sul rispetto di quanto previsto dal presente articolo e relaziona
annualmente sul raggiungimento degli obiettivi. E le parole Le
somme oggetto di restituzione ai sensi del comma 1 sono ripartite
in maniera proporzionale al trasferimento di risorse di parte
corrente tra i comuni virtuosi che hanno impegnato le somme oggetto
del presente articolo. .
18. Le risorse assegnate, in attuazione dell'articolo 27 della
legge regionale 15 aprile 2021, n. 9 ai comuni dichiarati zona
rossa con ordinanze del Presidente della Regione siciliana, sono
da considerare senza vincolo di destinazione e possono essere
erogate quali trasferimenti regionali di cui al comma 1
dell'articolo 6 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e
successive modificazioni, non soggetti a rendicontazione. I comuni
possono utilizzare le risorse residue relative all'articolo 11
della legge regionale 12 maggio 2020, n. 9 già impegnate
dall'Assessorato regionale delle autonomie locali e la funzione
pubblica con D.D.G. n. 492 del 31 dicembre 2020 e con D.D.G. n. 554
del 17 dicembre 2021 al fine di assegnare agli operatori economici
un bonus economico pari all'importo dei tributi locali relativi
agli anni 2020 e 2021.
19. Per l'esercizio finanziario 2024, a valere sulle assegnazioni
di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale 28 gennaio
2014, n. 5 e successive modificazioni, è destinata la somma di 800
migliaia di euro in favore dei comuni della provincia di Messina
colpiti dagli eventi alluvionali dell'ottobre 2009. Il contributo è
assegnato per il 50 per cento al comune di Messina e per il
restante 50 per cento è suddiviso tra i comuni di Fiumedinisi,
Scaletta Zanclea e Itala in proporzione alla popolazione residente.
20. Per l'esercizio finanziario 2024, a valere sulle assegnazioni
di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale 28 gennaio
2014, n. 5 e successive modificazioni, è destinata la somma di
1.000 migliaia di euro ai comuni con una superficie territoriale
superiore ai 300 chilometri quadrati e con una popolazione
superiore ai 30.000 abitanti, che non siano capoluogo di Città
metropolitana o di libero Consorzio comunale, al fine di fare
fronte alla gestione del territorio, da ripartirsi in base alla
popolazione residente.
21. Per l'esercizio finanziario 2024, a valere sulle assegnazioni
di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale 28 gennaio
2014, n. 5 e successive modificazioni, è destinato un contributo di
1.500 migliaia di euro in favore del comune di Ragusa per la
valorizzazione di Ragusa Ibla e di 1.000 migliaia di euro in favore
del comune di Siracusa per le finalità di cui agli articoli 8, 9 e
10 della legge regionale n. 34/1985 e successive modificazioni,
nonché per la salvaguardia dei valori storici, urbanistici,
architettonici, ambientali e paesaggistici di Ortigia.
22. Per l'esercizio finanziario 2024, a valere sulle assegnazioni
di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale 28 gennaio
2014, n. 5 e successive modificazioni, la spesa di 2.000 migliaia
di euro in favore dei comuni che nell'anno precedente hanno
superato la soglia del 75 per cento di raccolta differenziata di
rifiuti solidi urbani, in conformità all'articolo 205 del decreto
legislativo n. 152/2006 e al decreto ministeriale 26 maggio 2016,
da ripartirsi per il 50 per cento in base alla popolazione
residente di cui all'ultimo censimento Istat e per il restante 50
per cento in base al numero dei comuni che hanno superato la
superiore percentuale di raccolta differenziata».
L'articolo 2 è accantonato. Si passa all'articolo 3. Ne do
lettura:
«Art. 3.
Contributi per la funzionalità delle Unioni dei comuni
1. Al fine di garantire la costituzione e la funzionalità degli
uffici delle Unioni dei comuni e delle convenzioni, costituite alla
data di entrata in vigore della presente legge rispettivamente ai
sensi degli articoli 32 e 30 del decreto legislativo 18 agosto
2000, n. 267, istituiti per l'attuazione territoriale delle
politiche di coesione 2021-2027 della Regione siciliana è
autorizzata, per l'esercizio finanziario 2024, la spesa di 8.700
migliaia di euro da assegnare in ragione di 300 migliaia di euro
per ciascuna Unione per le spese di primo impianto degli uffici,
per l'assunzione di personale a tempo determinato e per l'attività
di progettazione».
Il Governo chiede di passare all'articolo 4. Si passa
all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Sostegno ai comuni per iniziative di carattere sociale, economico
e culturale
1. Con decreto dell'Assessore regionale per le autonomie locali e
la funzione pubblica sono approvati programmi di cadenza semestrale
o annuale finalizzati all'erogazione di contributi in favore dei
comuni per iniziative finalizzate al rafforzamento della coesione
sociale del territorio di riferimento.
2. I criteri concernenti l'approvazione dei programmi di cui al
comma 1 sono individuati con decreto dell'Assessore regionale per
le autonomie locali e la funzione pubblica, tenendo conto dei
seguenti limiti:
a) comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, contributo
massimo concedibile 10 migliaia di euro;
b) comuni con popolazione da 5.001 a 15.000 abitanti, contributo
massimo concedibile 20 migliaia di euro;
c) comuni con popolazione da 15.001 a 50.000 abitanti, contributo
massimo concedibile 30 migliaia di euro;
d) comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti, contributo
massimo concedibile 40 migliaia di euro.
3. Ogni comune può essere destinatario di un solo contributo per
ciascun esercizio finanziario. I contributi sono erogati, previo
avviso pubblico, su istanza del comune interessato. Il termine per
la presentazione dell'istanza decorre dal quindicesimo giorno
successivo alla data di pubblicazione del predetto avviso.
4. Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata la
spesa di 3.000 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2024 e
di 2.000 migliaia di euro per ciascuno degli esercizi finanziari
2025 e 2026 (Missione 18, Programma 1, capitolo 191345)».
Comunico che all'articolo 4 sono stati presentati degli
emendamenti soppressivi. Si passa all'emendamento 4.8. Onorevole
Catanzaro, lo ritira?
CATANZARO. Ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 4.5. Onorevole De Luca, lo
ritira?
DE LUCA ANTONINO. Ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 4.23. Onorevole Sunseri, lo
ritira? Immagino tutti ritirati, onorevole Di Paola? Ce ne è un
altro Sunseri, De Luca.
DI PAOLA. Sull'articolo sono tutti ritirati.
PRESIDENTE. Tutti ritirati. Sull'articolo ma anche sul comma 1.
L'emendamento al comma 1 è di Catanzaro. Onorevole Venezia?
VENEZIA. Ritirato.
PRESIDENTE. Il comma 1, onorevole De Luca, Di Paola. Il comma 1 è
soppresso.
DE LUCA ANTONINO. Ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 4.18. Onorevole De Leo, lo
ritira?
DE LEO. Ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 4.10, onorevole Catanzaro e
altri.
VENEZIA. Ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 4.3. Quelli del Movimento
Cinque Stelle intendo ritirati tutti i soppressivi.
DE LUCA ANTONINO. No, li guardiano a uno a uno.
PRESIDENTE. Sì o no? Me lo dica, la prego.
DE LUCA ANTONINO. Presidente, noi di questo articolo ne vorremmo
un attimino discutere, perché fondamentalmente con questo articolo
cosa si fa? Si prende e si vanno a stanziare delle somme su
programmi con cadenza semestrale o annuale da attribuire ai comuni.
E' stata fatta una ripartizione tra comuni con popolazione fino a
5, fino a 15, fino a 50, oltre 50.000 abitanti, probabilmente
questo è anche un lavoro che serve a trasferire sull'Assessorato
enti locali delle funzioni che non sono proprie di questo
Assessorato. Quindi, prima del ritiro degli emendamenti, ritengo
che dovremmo un attimo, come Aula, parlarne e credo che il primo
che dovrebbe intervenire sia proprio l'Assessore per le autonomie
locali, perché mi sembra un articolo che, comunque, destina 3
milioni di euro per l'esercizio 2024 per attività che, normalmente,
non sono proprie di questo Assessorato. Quindi, probabilmente,
un'analisi a partire dall'intervento dell'Assessore di riferimento
probabilmente la merita.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Presidente, vorrei chiedere al Governo, visto che si sta
procedendo cercando di ragionare sugli articoli, sui commi in
maniera da dare spazio all'Assemblea, magari questo articolo,
Assessore, potrebbe anche accantonarlo per il momento, proseguire
su altri articoli e poi ritornare successivamente su questo
articolo. E' una proposta che faccio al Governo, lo si accantona e
poi magari si ritorna successivamente a discutere sull'articolato e
si può andare avanti con altri articoli penso, Presidente. Ma
l'appello lo faccio al Governo. Grazie.
PRESIDENTE. Assessore?
FALCONE, assessore per l'economia. Mi permetto, Presidente, di
dire questo: sostanzialmente questo articolo proviene dal famoso
articolo 26, comma 66, della scorsa legge finanziaria. Cosa faceva?
In quella legge avevamo stabilito che davamo una cifra che era di
circa 1 milione e 200 mila euro che via via è arrivata sino a 3
milioni. Teoricamente, il Governo avrebbe potuto rimpinguare il
capitolo, rifinanziare il capitolo e non dire niente. Abbiamo
invece voluto normare l'erogazione di questi contributi, di questi
interventi o di questi patrocini - chiamiamola come vogliamo -
proprio per darsi il Governo una strategia e per pianificare questi
interventi, per non darli a piacere o ad libitum, per non darli in
maniera troppo discrezionale e la Commissione è intervenuta
chiedendo ed il Governo ha accettato la riscrittura della
Commissione che pone diversi paletti: prima di tutto a seguito di
programmi che abbiano una cadenza o semestrale o annuale; a seguito
di criteri che devono essere specificamente individuati e mettendo
anche che si può fare soltanto un intervento e non di più e anche
quantificando gli interventi ai vari comuni che vengono
differenziati per fascia anagrafica.
Cioè, cosa abbiamo voluto fare? Abbiamo voluto disciplinare un
intervento che prima invece veniva dato in maniera eccessivamente
discrezionale, quindi oggi l'Assessorato alle autonomie locali può
ritornare a intervenire sulla stessa materia ma ritorna in maniera
più programmatica, in maniera più ordinata e se vogliamo anche con
dei paletti che ha dato la Commissione. Ecco perché noi diciamo che
questo articolo è un articolo che mette ordine in un settore che è
stato tradizionalmente appannaggio dell'Assessorato agli enti
locali.
Vorrei ricordare che tempo fa vi era il famoso 5 o 3 per cento
secondo il quale l'Assessore agli enti locali sino agli anni 2006-
2008 erogava contributi in maniera esclusivamente discrezionale.
Poteva finanziare cantieri di lavoro in maniera veramente
discrezionale. Stavolta abbiamo certamente confermato questa
funzione all'Assessorato agli enti locali e alla funzione pubblica,
però disciplinando la materia.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, apprezzo
il lavoro che l'assessore Falcone ha fatto insieme ad alcuni
colleghi per limare un testo che, onestamente, era arrivato in I
Commissione che era assolutamente non votabile, tanto che non l'ho
votato. In I Commissione era arrivato un testo che consegnava
all'Assessore per la funzione pubblica un fondo da destinare a
tutto, sagre di prodotti locali, di eventi culturali, eventi di
promozione turistica, cioè una serie di competenze che non sono
dell'Assessore per la funzione pubblica bensì dell'Assessorato
all'agricoltura che se promuove delle sagre, dei prodotti, lo fa
avendo una visione anche rispetto alle fiere, rispetto a quelle
tutele che porta avanti, quelle esigenze di un mercato agrumicolo,
ortofrutticolo che, ovviamente, hanno bisogno di una regia; stessa
cosa sugli eventi culturali. Sono convinta che il presidente
Schifani dà un indirizzo politico ai suoi Assessori rispetto agli
eventi che vuole promuovere, ai comuni e agli eventi che vuole
portare alla Bit, ai vari eventi internazionali di promozione del
nostro territorio, della nostra Regione siciliana, quindi, con una
visione politica e una regia politica dettata dal presidente
Schifani e seguita tutto l'anno in una programmazione regionale e
nazionale fatta e promossa dagli Assessori competenti, quindi,
Assessore per l'agricoltura, Assessore per i Beni culturali,
Assessore per il turismo. Intervenire con una competenza oltre ogni
logica attraverso la funzione pubblica è certamente un tema anomalo
a prescindere dal fatto che lo si sia fatto anche nella scorsa
variazione di bilancio perché proprio lì si è vista anche una
stortura e un errore. L'Assessore per gli enti locali, non c'è
niente di personale, ovviamente, stiamo parlando, solo di tutela di
competenza di un'organizzazione del Governo che deve essere
rispettoso anche a livello istituzionale.
Presidente, però io così non riesco a parlare.
PRESIDENTE. Scusate, onorevoli colleghi, nello stesso rispetto con
cui abbiamo ascoltato gli altri colleghi Onorevole Venezia, la
prego. Assessore Falcone.
SAVARINO. Lo capisco, Assessore, che c'è da mediare perché è una
forzatura benché lo si sia fatto già nelle scorse variazioni di
bilancio, ma è una forzatura. Apprezziamo il fatto che l'assessore
Falcone e alcuni colleghi abbiano limato il testo, aggiustato
rispetto a un'ingerenza che era veramente impressionante, che era
di totale autonomia rispetto a questi temi che hanno bisogno di una
regia, come dicevo, che viene dettata dal presidente Schifani su
temi importanti come sono quelli dell'agricoltura, della cultura e
del turismo e che, quindi, devono avere una visione che sia di
programmazione nel tempo e nei luoghi che vanno oltre gli eventi
siciliani di per sé.
L'assessore Messina ci ha spiegato che ci sono molte richieste
degli enti locali rispetto alla loro esigenza di promuovere eventi
nei loro comuni. Avevamo suggerito che se così è, lo si poteva fare
anche attraverso una riserva e, quindi, distribuire un plafond di 3
milioni, come nel caso specifico, in maniera proporzionale al
numero di abitanti a tutti i comuni dando poi l'autonomia ai comuni
di scegliere quali e in che modo produrre eventi. Questo non è
piaciuto, poi, il testo è stato modificato e devo dire migliorato
in Commissione Bilancio', resta il vulnus di un'ingerenza, secondo
me è sbagliata, in temi che hanno bisogno di una programmazione e
di una regia che solo gli Assessori al ramo possono dare e possono
avere.
Per cui, rassegno qui un disappunto rispetto ad una violazione di
competenze, un'ingerenza di competenze, una violazione anche di
rispetto istituzionale, rispetto ai colleghi di Giunta, l'ho
segnalata in I Commissione, la rassegno anche qui, nonostante
apprezzi lo sforzo di un testo che onestamente è stato migliorato
rispetto a quello che era arrivato e rimetto la valutazione al
Governo e ai colleghi.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Savarino. Ha chiesto di intervenire
prima l'onorevole Dipasquale, poi l'onorevole Marano e poi
l'onorevole Sunseri.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
si devono tranquillizzare i deputati di maggioranza,
tranquillizzatevi che è meglio perché altrimenti la sensazione è
che qua c'è la difesa dei bottini di guerra, bottini di guerra non
ce n'è. Noi siamo Parlamento
Presidente della Regione, buonasera, Assessori e Presidente
dell'Assemblea, noi siamo un Parlamento e dobbiamo cercare di
legiferare nel modo migliore, nel modo più serio.
Allora, la sensazione è veramente che si voglia creare un bottino
di guerra, un recinto perché veramente gli enti locali non
c'entrano nulla con questo tipo di interventi. Assolutamente. Non
sono d'accordo a far diventare un contributificio anche
l'Assessorato agli Enti Locali. Mi dispiace, l'Assessore per gli
enti locali e l'Assessorato agli enti locali si deve occupare delle
cose di cui si è occupato sempre, cioè ha ragione la collega che mi
ha preceduto perché è veramente antipatico, cioè continuiamo a
creare dei doppioni per fare iniziative culturali, manifestazioni,
dare contributi, cioè una parte li darà il turismo, una parte li
darà i Beni Culturali. Cioè non è possibile, non solo...
No scusate chiedo, siccome voglio intervenire al minimo, al
minimo, però questo è un argomento, Presidente, che merita un
attimo di attenzione. Non solo c'è un principio aberrante,
Presidente, e qual è il principio aberrante? Noi diciamo in questo
articolato i comuni che hanno fino a cinquemila abitanti - per
questo mi sembra una cosa fatta ad hoc per alcuni comuni amici - i
comuni che hanno cinquemila abitanti possono avere fino a diecimila
euro di contributo, fino a arrivare ai comuni che hanno
cinquantamila abitanti che possono avere quarantamila euro di
contributi. Facendo passare un principio che il comune di
cinquemila abitanti non può fare cose di un certo livello, è
destinato a vendere, a fare pizzette, arancine ma grandi
manifestazioni non ne può fare.
E' una cosa assurda
SAMMARTINO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Lo avete scritto voi in Commissione Bilancio
DIPASQUALE. No, no, quello che dico non va messo alcun limite.
Cioè, quello che dico è che va previsto - è sbagliato
l'Assessorato ovviamente - un tetto. Volete dare per alcune
manifestazioni ma è previsto un tetto uguale per tutti. O
cinquemila o cinquantamila va previsto per tutti.
Però c'è un problema che è di fondo, cioè l'Assessorato per gli
Enti Locali, perché domani arriverà l'Assessorato al Territorio e
Ambiente, me lo dite perché l'Assessorato al Territorio e Ambiente
non può dare contributi? Perché l'Assessorato alla sanità inizia a
dare contributi per motivi sociali e farà un bando per motivi anche
culturali e così via.
Allora, veramente questo articolo è un articolo che se troviamo il
modo di modificarlo, non so come, lo modifichiamo, altrimenti
veramente è un articolo che va cassato e questi due milioni di euro
vanno messi là dove ci sono contributi, vanno divisi tra il
turismo, tra i beni culturali e l'agricoltura che sono i tre
Assessorati che si occupano di questo. Però, veramente, il rischio
è di far diventare l'Assessorato agli Enti locali un
contributificio. Cioè, non siamo d'accordo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale. Ha chiesto di
intervenire l'onorevole Marano. Ne ha facoltà.
MARANO. Grazie, Presidente. Presidente, l'articolo 4 probabilmente
dovrebbe cambiare diciamo il titolo, perché anziché chiamarlo
sostegno ai comuni dovremmo, magari, chiamarlo illusione per i
comuni. Perché? Perché illudiamo, con questo articolo, i comuni di
una contribuzione di carattere sociale, economico e culturale che,
di fatto, non c'è.
Assessore Falcone, la pregherei di ascoltarmi perché ho due
proposte di emendamenti all'articolo 4 che illustro. Facendo una
proiezione, con i limiti di spesa previsti dalla riscrittura, a
fronte di una richiesta potenziale di 6 milioni 520 mila euro, con
la somma a disposizione - 3 milioni per il 2024 e 2 milioni per il
2025-2026 - si riesce a coprire solo il 46 per cento della
richiesta potenziale, per il 2024, e il 30 per cento della
richiesta potenziale, per gli anni 2025 e 2026. Per questo si
tratta di un'illusione per i comuni.
Quindi, ho presentato due emendamenti, ho presentato due possibili
proposte di modifica dei limiti. Una che riduce di 5 mila euro il
contributo per i comuni, da cinquemila e un abitante in su, e una
seconda proposta che, oltre a tale riduzione, introduce una fascia
fino a 2 mila abitanti.
Così facendo
PRESIDENTE. Scusate, gentilmente c'è l'onorevole Marano che sta
intervenendo.
MARANO. Così se mi fate finire di illustrarlo, magari poi vi
consultate.
Così facendo, Assessore, con queste proposte a fronte di una
richiesta potenziale di 5.135.000,00 euro, riusciremmo a coprire
per il 2024 il 58 per cento della richiesta, mentre per il 2025 e
il 2026... Va bene mi fermo, così... Assessore
FALCONE, assessore per l'economia. C'è anche l'assessore Messina
che la sta ascoltando
MARANO. No dico, non l'avevo visto. Mi ero concentrata, forse non
lo so. Va bene mi ero concentrata su di lei. Assessori, con queste
proposte di modifica dico si potrebbe, a fronte di 5 milioni 135
mila euro, coprire, per il 2024, il 58 per cento della richiesta
mentre per il 2025 e il 2026 la copertura potrebbe arrivare al 38
per cento, quindi, aumentando di oltre 12 punti percentuali la
contribuzione possibile. Assessore Messina, assessore Falcone.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marano. Ha chiesto di intervenire
l'onorevole Sunseri. Prego, onorevole.
SUNSERI. Grazie Presidente, Presidente della Regione, Assessori.
Ma guardate io, veramente diciamo, condivido le posizioni di
Fratelli d'Italia. Siamo diametralmente opposti, ma devo dire che
l'intervento della collega Savarino credo che sia un intervento
assolutamente di buon senso, cioè credo sia un intervento che entra
nel merito della questione e l'affronta in maniera seria. Al di là
diciamo, qui nessuno vuole affossare, colpire o bocciare un
articolo piuttosto che un altro per sfregio o per chi sa che cosa.
L'intervento della collega, invece, è un intervento puntuale. Lei
dice al di là della bontà della norma nel destinare le risorse, poi
ognuno di noi si fa la propria idea, ma perché assegnare al
Dipartimento autonomie locali, lo stesso Dipartimento che ricordo
ai colleghi chiede a gran voce di snellire le procedure, togliere
le risorse da assegnare ai comuni con le riserve, dare la
possibilità agli uffici, sempre con grande carenza di personale, di
snellire le procedure già attualmente vigenti, faccio riferimento
per esempio alla democrazia partecipata, perché non riescono a
recuperare le risorse o assegnarle in maniera puntuale.
Ci sono altri Dipartimenti che invece potrebbero dare una mano,
citava quello all'agricoltura, quello al turismo che invece magari
potrebbero essere portati proprio a dare questo genere di attività.
L'Assessorato al Turismo lo fa e lo fa costantemente, cioè lo fa
come quasi 'mission', è il core del Dipartimento perché lasciare
invece al Dipartimento autonomie locali questo ammontare di risorse
che, effettivamente, come dire, lascia immaginare qualcosa di
diverso.
Allora, siccome credo che invece la volontà sia quella di dare ai
comuni un contributo per poter realizzare qualcosa, se si smonta il
pensiero, come dire, negativo che si cela dietro la norma,
probabilmente, il Parlamento la potrà apprezzare e valutare
positivamente. Se invece la si vuole forzare lasciandola in questo
modo, evidentemente, c'è da pensare, come diceva poco fa
l'onorevole Dipasquale, che sono dei tesoretti lasciati lì per i
partiti e questo ovviamente non può essere la ratio generale e
astratta della norma.
Quindi, mi creda, se vede non avevo neanche presentato emendamenti
perché credo che già in Commissione Bilancio era stato fatto un
buon lavoro. Siccome ho raccolto come dire la proposta che viene
dal primo partito di maggioranza e la condivido cioè la trovo di
buon senso. Credo che un'azione per evitare lo scontro in Aula, che
non serve a nessuno e non credo che ci siano neanche le condizioni
di portarla avanti, se l'Assessore, se il Presidente dell'Assemblea
raccoglie un po' l'umore dell'Aula, la accantoni, la trattiamo, ne
discutiamo, sospenda dieci minuti, chiami i Capigruppo su questo
argomento e ne discutiamo poco dopo o ne discutiamo
successivamente. Non credo che ci sia neanche la volontà da parte
delle minoranze, delle opposizioni di voler dare un segnale al
Governo né tanto meno alla maggioranza.
Mi creda, mi auguro che non la metta ai voti ma per il bene della
norma. Se al contrario invece vuole andare allo scontro quando sono
state sollevate delle eccezioni di buon senso credo che non andrà a
buon fine. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri. E' iscritto a parlare
l'onorevole La Vardera.
Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Grazie Presidente, anch'io voglio sottoscrivere le
parole del collega Sunseri perché credo che non dobbiamo
permetterci di dovere Che caos, lo capisco, lo comprendo che c'è
confusione interna, comprendo perfettamente che la nuova Democrazia
Cristiana deve essere rifondata per il danno a cui è stato fatto
perché l'avete messa fuori dalle liste per le Europee, ma così mi
pare troppo. Qui mi pare significa che state sbracando, caro
assessore Falcone. Cioè capisco perfettamente che la nuova
Democrazia Cristiana vanta e pretende una rifondazione dal punto di
vista, diciamo, un risarcimento del danno ma così mi pare
esagerato. Nel senso che dare questi soldi a questo Assessorato,
onestamente per quanto mi riguarda, è assolutamente fuori da ogni
norma di buon senso, fuori da ogni norma di buon senso.
Ritengo invece, no ritengo che questo fondo non debba essere dato
alle autonomie locali. Lo dico con molta onestà e su questa vicenda
non possiamo stare a guardare. Se voi giustamente avete messo fuori
dalle liste delle Europee la nuova Democrazia Cristiana, assessore
Falcone, non dovete ripagare in questo modo in Aula con queste
marchette , sia ben chiaro.
Per quanto mi riguarda questa è una marchetta bella e buona che
voi state dando alla nuova Democrazia Cristiana e su questo
ovviamente condivido parola per parola la collega Savarino che
onestamente alza la mano e dice ma perché proprio alle autonomie
locali e anche su questo volevo dire la mia.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera. Onorevole Sunseri,
scusate colleghi. Onorevole Sunseri, rispetto alla richiesta che
avete formalizzato in funzione degli interventi, nonostante vediamo
bene che l'Aula è molto piena e si potrebbe andare avanti, ma nel
rispetto di quella collaborazione di cui abbiamo parlato, non per
paura che possa non passare, semplicemente nel rispetto di quello
che è stato chiesto, d'accordo tra l'altro con i colleghi di
maggioranza, stiamo accantonando l'articolo 4 e passiamo
all'articolo 5.
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Fondo di progettazione a favore dei comuni
1. Al fine di assicurare il pieno utilizzo delle risorse per le
spese di investimento derivanti dalla programmazione comunitaria,
statale e regionale è istituito un Fondo di progettazione e
attività propedeutiche, con una dotazione, per l'esercizio
finanziario 2024, di 40.000 migliaia di euro, destinato ai Comuni.
2. Le risorse di cui al presente articolo sono ripartite con
decreto dell'Assessore regionale per le infrastrutture e la
mobilità, di concerto con l'Assessore regionale per l'economia, per
il 40 per cento in parti uguali e per il restante 60 per cento in
proporzione alla popolazione residente. Il tetto massimo del
contributo concedibile a ciascun ente locale non può essere
superiore a 200 migliaia di euro.».
All'articolo 5 sono stati presentati degli emendamenti
soppressivi.
VARRICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VARRICA. Presidente, può verificare l'emendamento 1280 perché non
spunta nel fascicolo?
PRESIDENTE. L'emendamento? Lo può ripetere?
VARRICA. 1280.
PRESIDENTE. Un minuto esatto. È una numerazione che noi non
abbiamo, se vuole si avvicini ai banchi alla Presidenza e mi dica
qual è di preciso l'emendamento a cui lei fa riferimento.
VARRICA. Noi ritiriamo gli emendamenti soppressivi.
PRESIDENTE. Ritirati i soppressivi, intanto possa andare avanti o
no? Sì, dico è propedeutico a questo articolo l'emendamento suo?
VARRICA. Sì.
PRESIDENTE. Allora salga. Va bene, intanto il Movimento Cinque
Stelle ha ritirato i soppressivi. Il Partito Democratico? C'è
l'onorevole Catanzaro? No, c'è l'onorevole Venezia.
VENEZIA. Ritiriamo gli emendamenti soppressivi.
PRESIDENTE. Ritirati, grazie. Si passa all'emendamento 5.21 a
firma dell'onorevole Marano: lo mantiene o lo ritira?
Onorevole Marano se vuole glielo leggo io, perché ci siamo
bloccati su questo.
MARANO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Ritirato, grazie. Si passa all'emendamento soppressivo
5.2 a firma dell'onorevole De Luca e altri del Movimento Cinque
Stelle. abbiamo detto ritirati?
DE LUCA ANTONINO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Va bene, grazie. L'emendamento 5.10 è ritirato,
immagino. Chiedo all'onorevole Venezia, del Partito Democratico.
VENEZIA. È ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 5.17 a firma degli onorevoli
De Luca Cateno, Vasta.
DE LUCA CATENO. È ritirato.
PRESIDENTE. Ritirato. Si passa all'emendamento soppressivo 5.22;
abbiamo detto ritirati quelli del Movimento Cinque Stelle.
Si passa all'emendamento 5.23, che non è soppressivo, a firma
dell'onorevole Sunseri. È mantenuto o ritirato?
SUNSERI. E' mantenuto, Presidente. Semplicemente tentiamo di
specificare ancora di più che le risorse che stiamo stanziando
servono ovviamente all'attuazione della politica unitaria di
coesione che, come sappiamo, è quella che soffre maggiormente la
progettazione, faccio riferimento al FESR, al FSC, al POC, cioè la
possibilità di utilizzare queste risorse da parte dei comuni
affinché vengano utilizzate nel miglior modo possibile le risorse
dei fondi comunitari.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 5.23. Il parere del
Governo?
Assessore Falcone, sul 5.23 non so se è sentito l'illustrazione
dell'onorevole Sunseri: dopo le parole statale e regionale sono
aggiunte le parole connesse all'attuazione dei programmi della
politica unitaria e di coesione , sostanzialmente pagina 56 del
fascicolo degli emendamenti.
FALCONE, assessore regionale per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
all'emendamento 5.23 resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 5.30 a firma dell'onorevole Catania
Nicolò, che immagino sia ritirato.
Così si riduce il fondo di progettazione di 20 milioni.
CATANIA NICOLO'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Poi l'Assessore risponderà.
CATANIA NICOLO'. Signor Presidente la questione è semplicissima.
La riduzione di questo capitolo serve e servirà più avanti nel
corso dell'articolato perché, non ho fatto un intervento sulla
discussione di carattere generale, ma sulle vicende che
attanagliano questa nostra Regione c'era una in particolare che non
è stata, come dire, ancor di più attenzionata rispetto alle
questioni che sia il Governo nella fase di predisposizione bilancio
di previsione, sia poi nella fase dell'attività parlamentare abbia
potuto dare il giusto risvolto a un problema di crisi nel settore
vitivinicolo e degli agricoltori della provincia di Trapani,
Palermo, Caltanissetta e Agrigento in maniera particolare che è
ovviamente sfuggita ai tanti.
La questione è stata affrontata in Commissione di merito dove c'è
un emendamento, lo vedremo successivamente, a firma della
Commissione stessa che però ovviamente non ha trovato copertura.
Quindi abbiamo già anche discusso poco fa con il Governo rispetto
alla riduzione provvisoria di questo articolo che servirà a coprire
più avanti questo emendamento per il ristoro dei viticoltori
siciliani che, aggiungo, hanno visto intanto una verifica di danni
quantificata dal Dipartimento Agricoltura, una delibera di Giunta
di declaratoria di un danno per peronospora fatta al Governo
nazionale e questi ristori rispetto a quello che invece è possibile
fare da subito, possiamo dare esattamente un segnale immediato così
come è possibile poi successivamente su questa questione poter
rimpinguare il capitolo per il fondo per la progettazione tutto
qua.
Quindi è un emendamento a copertura.
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, io vorrei
rispondere innanzitutto all'onorevole Catania dicendo che la
questione che ha trattato della peronospora e quindi come
intervento a favore del settore agricolo è una questione che è tra
le priorità del Governo della Regione.
Lo abbiamo detto anche in separata sede e durante il corso di
questa manovra il Governo è impegnato a trovare una soluzione.
Noi invece ci permettiamo in questa fase di chiedere di ritirare
questo emendamento perché sull'agricoltura interverremo e
interverremo con altra, come dire, con altre risorse.
Invece il Governo presenta un emendamento di riduzione da 40
milioni di euro a 35 milioni di euro perché 5 milioni saranno
utilizzati dall'Amministrazione regionale per intervenire in
alcune, diciamo così, progettazioni necessarie soprattutto nel
settore ambientale.
Vorrei ricordare che da qui a qualche settimana arriverà anche il
piano ambientale e noi abbiamo l'esigenza di intervenire. Non a
caso vorrei ricordare che vi era un articolo che dava 10 milioni di
euro all'amministrazione regionale per le progettazioni.
Così come abbiamo detto in Commissione, l'abbiamo detto durante
l'intervento introduttivo e di relazione di questa manovra
finanziaria alcuni articoli che abbiamo ritirato saranno riproposti
e ripresentati in maniera, come dire, più organica.
Per cui noi diciamo che aggiungeremo degli emendamenti anche
aggiuntivi a questo proprio per entrare nel merito.
Uno di questi riguarderà anche i comuni in dissesto, un altro
appunto riguarderà un fondo per l'amministrazione regionale.
VENEZIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Intanto prima deve parlare l'onorevole Venezia. Magari lei si
potrebbe confrontare con l'assessore.
Assessore, magari si confronta con l'onorevole Catania.
VENEZIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del
Governo, assessore Falcone, vorrei ricordare a quest'Aula che nella
finanziaria 2023 una delle proposte più qualificanti del Governo fu
l'istituzione del famoso fondo progettazione per gli enti locali.
Allora vennero allocati 200 milioni di euro a valere sulle risorse
del Fondo sviluppo e coesione 21/27. Sappiamo come andò a finire
con l'impugnativa e quella iniziativa non vide la luce e i comuni
non ricevettero nessuna risorsa. Quest'anno abbiamo apprezzato la
scelta del Governo di mettere nella fase iniziale della legge di
stabilità la versione approvata dalla Giunta di Governo, erano
stati stanziati in quella fase iniziale 50 milioni di euro che, in
Commissione Bilancio, diventarono 40 e che adesso l'assessore
Falcone vuole portare a 35 e l'onorevole Catania addirittura a 20
milioni.
Io credo che, come dire, nel momento in cui si compie una scelta
politica di dare la possibilità ai comuni di avere risorse
specifiche per la progettazione, pensare di ridurle in questi
termini, ecco, mortifica lo stesso spirito di questa iniziativa
parlamentare. O diamo risorse adeguate ai comuni siciliani,
soprattutto a quelli medi e piccoli che soffrono carenze di
organico e non hanno all'interno dei propri uffici tecnici diciamo
uffici di progettazione, oppure ecco troviamo lo spirito
dell'intervento e non facciamo nulla.
Io comprendo benissimo le ragioni espresse dal collega Catania sul
settore vitivinicolo, così come su altri settori dell'agricoltura e
da questo punto di vista vorrei dire che questa finanziaria, per
quanto riguarda il comparto agricolo, non dà segnali di una certa
rilevanza ma saremmo ben lieti, collega Catania, che facciamo uno
sforzo insieme al Governo di trovare risorse aggiuntive per questo
comparto senza ridurre ulteriormente il fondo progettazione
destinato ai comuni, assessore Falcone. Per cui, anche rispetto
alla riscrittura io comprendo le esigenze di trovare risorse per
come trovare poi coperture negli articoli successivi però, ecco, se
si compie una scelta di sostenere i comuni poi si riduce di giorno
in giorno il fondo e crediamo che non sia una cosa assolutamente
seria nei confronti degli enti locali.
PRESIDENTE. Chi deve intervenire? Prima l'onorevole Burtone, poi
Ciminnisi, Burtone, Varrica, Ciminnisi.
BURTONE. Presidente, il collega Catania ha posto un problema molto
serio avvertito nelle nostre comunità. C'è una crisi pesantissima
nell'ambito dell'agricoltura, anche il comparto della zootecnia è
falcidiato da patologie legate alla brucellosi, al ritorno della
tubercolosi, problemi molto seri che noi, Presidente, non abbiamo
posto questa sera.
L'Assessore è stato sordo alle nostre richieste però a giugno, a
luglio noi abbiamo invitato il Governo a fare qualcosa riguardo
alle problematiche legate all'irrigazione dei campi e non è stato
fatto nulla. Ancora oggi i nostri agricoltori stanno irrigando
attingendo dai pozzi, pagano. Ora, il prodotto che è venuto fuori,
anche per le difficoltà legate ai cambiamenti climatici ma
soprattutto alla insufficienza di risorse irrigue, è un prodotto
piccolissimo, alcune volte presenta anche delle spaccature
all'esterno, sono derivanti dalle problematiche, ripeto, che si
sono create in un momento in cui il governo doveva avere la
sensibilità di venire incontro agli agricoltori, di sostenerli, di
utilizzare per esempio il biviere Lentini, di mettere un qualcosa
che mobilitasse la Protezione civile e potesse permettere
l'utilizzazione di quelle risorse. Non è stato fatto e ora ci
troviamo con questa difficoltà.
Il Governo, lo chiedo all'assessore Falcone, non lo chiedo
all'Assessore all'agricoltura ma direttamente all'Assessore Falcone
e mi si permette visto che è arrivato il Presidente della Regione
lo chiediamo al Presidente della Regione, le problematiche
Presidente, io so che lei è stato informatico e ha detto delle cose
che noi condividiamo. Le problematiche sono quelle legate ai
problemi agricoli, un prodotto che non trova collocazione nel
mercato perché troppo piccolo. Lei Presidente, non glielo avranno
detto, ma noi a giugno, a luglio, abbiamo posto il problema di
queste difficoltà ambientali, del fatto che non ci fossero risorse
irrigue sufficienti. L'Assessore è stato insensibile, non ha
sentito, era distratto, aveva altri obiettivi da perseguire quindi
per quel che ci riguarda noi poniamo il tema del sostegno
all'agricoltura. Ci permettiamo di dire che le risorse intanto
sembrerebbero insufficienti rispetto a quelle che erano state
proposte ma soprattutto non credo che debbano essere presi là dove
c'è un obiettivo, quello di aiutare gli enti locali a fare le
progettazioni.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Burtone. Hanno chiesto di intervenire
gli onorevoli Catania, De Leo, Varrica e Ciminnisi. Ha facoltà di
parlare l'onorevole Catania.
CATANIA NICOLO'. Grazie Presidente. Io torno sull'argomento avendo
ascoltato le parole dell'assessore Falcone e parto proprio da
quelle parole non perché io non voglia dare credito l'Assessore o
al Governo, me ne guarderei bene, perché so perfettamente qual è il
modus operandi del Governo stesso ma parto da questa risposta per
avere una consapevolezza in più forse non si è capito qual è il
dramma che vive questa gente perché se l'assessore Falcone mi
rinvia ad altri momenti, ad altre questioni sulla finanziaria o
post finanziaria probabilmente, probabilmente, è probabilmente il
mio, non ha ben chiaro qual è il dramma che stanno vivendo i
vitivinicoltori nella provincia di Trapani, Palermo, Agrigento
Caltanissetta e in Sicilia ma dovrebbe saperlo non fosse altro
perché una delibera di Giunta ha deliberato una declaratoria nei
confronti del Governo nazionale perché abbiamo dimenticato forse
quello che è successo giugno e a luglio peronospora, piogge calura
un danno irreversibile non al singolo agricoltore ma a un intero
sistema economico su cui si basa principalmente la provincia di
Trapani e le altre province, un intero sistema economico.
Ora faccio un'osservazione, viene quasi non dico da ridere ma
sembra paradossale che noi stiamo istituendo con l'aiuto della
maggioranza, accogliendo favorevolmente una proposta del Governo in
tal senso, un fondo per l'occupazione mentre dall'altro lato non
notiamo che c'è una disoccupazione ormai compenetrata, un abbandono
di aziende, disoccupati a mai finire, c'è un controsenso rispetto a
quella che è l'impostazione di questa finanziaria che
obiettivamente va corretto e va corretto in Aula.
Aggiungo, io non mi sono meravigliato quando la delibera di giunta
ha approvato lo schema del bilancio e della legge di stabilità, non
c'erano i dati, non c'erano i dati reali per poter creare una posta
e così abbiamo rinviato esattamente sull'attività parlamentare.
Aggiungo ancora che abbiamo aspettato fino all'ultimo giorno i dati
definitivi di raccolta che l'assessore Sammartino ha raccolto
perfettamente assieme agli uffici, c'è un danno calcolato intorno a
80 milioni soltanto per la provincia di Trapani, ci deve essere una
compartecipazione con il fondo nazionale, io ho stesso ho sentito
tanto il ministro quanto il viceministro La Pietra su questa
questione e oggi non possiamo assolutamente soprassedere più di un
minuto perché io dico? Perché ci vuole anche buon senso, c'è da
correre e subito a sostegno di queste persone, di questa attività,
di questa economia. Il fondo di progettazione e qui figurati se chi
ha fatto il sindaco per una decina danni come me non capisce
l'importanza di una cosa del genere, è possibile assegnarlo e
rimpinguarlo anche un mese più là, non muore nessuno, non fallisce
nessuno così come dicasi sul fondo per l'occupazione se ne togliamo
un po'adesso magari evitiamo che ci sia disoccupazione piuttosto
che creare una condizione di occupazione.
Arriveranno istanze - mi auguro tante - rimpingueremo il fondo,
c'è volontà assoluta da parte della maggioranza e da parte del
Parlamento. Ma su questa questione - credetemi - non è una
battaglia di carattere personale ma è una battaglia di carattere
sociale importantissima. Il Presidente è pieno di note che sono
arrivate dai sindacati, dai patronati, dalle cantine, già uno
sforzo è stato fatto - su questo ne riconosco anche merito
all'Assessore Sammartino - con 8 milioni in conto interesse in
assestamento, erano sei, io stesso ho detto che ce ne volevano 8 e
mi pare che siano arrivati, ma oggi non possiamo, assolutamente,
soprassedere più di un minuto per cui io chiedo che si metta in
votazione l'emendamento che - ripeto - servirà per andare a coprire
l'emendamento di ristoro agli agricoltori per i danni della
peronospora.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole De Leo. Ne ha
facoltà.
DE LEO. Grazie Presidente, noi condividiamo il problema esposto
dal collega Catania, il dramma che vivono i viticoltori è stato
motivo di discussione all'interno della Commissione, è stato motivo
di incontri anche con gli stessi interessati, affinché si trovi una
soluzione ma di certo collega Catania non sono i 20 milioni che
togliamo alla progettazione a risolvere il problema dei
viticoltori, perché c'è bisogno di molte più risorse per risolvere
questo problema. In più, non possiamo togliere soldi alla
progettazione a danno dei comuni, ma dobbiamo trovare un'altra
soluzione, dobbiamo trovare ulteriori risorse.
Noi abbiamo presentato anche degli emendamenti in merito al
problema dei viticoltori. Quindi, non possiamo continuare ad aprire
il valzer dei tagli ai comuni, ma dobbiamo trovare ulteriori
risorse. Anzi, volevo dire all'Assessore Falcone che, secondo, me
non bisogna ridurre neanche a 35 milioni questo fondo ma lasciarlo
ai 40 milioni che ci sono nella legge, piuttosto che un'ulteriore
riduzione a danno dei comuni che, invece, devono portare avanti le
proprie progettazioni.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Varrica. Ne ha
facoltà.
VARRICA. Signor Presidente, noi ricordiamo che il fondo - come ha
già detto il collega Venezia - ci avevamo provato già l'anno scorso
con un consenso trasversale ed era un fondo ben più cospicuo. A
inizio Finanziaria questo fondo era 50 milioni di euro, poi ridotto
a 40 milioni di euro, ora si parla di ridurlo ulteriormente a 35, a
20. Fermo restando, appunto, che se ci sono delle problematiche che
andranno affrontate ma andranno affrontate con altre risorse non
con le risorse destinate ai comuni. Io sono contento che qua c'è
pure il presidente Schifani, perché il Presidente se avesse...
Presidente Schifani io sono contento che lei è qui perché durante
il suo intervento e la sua presenza all'Anci lei ha garantito, per
fortuna, cospicue risorse ai comuni tra le quali sicuramente quelle
legate alla progettazione.
Ricordiamo che la progettazione è, chiaramente, funzionale a poi
sbloccare e realizzare opere pubbliche. Per cui, se ci sono delle
problematiche da affrontare sono certo che l'Assessore Falcone
troverà le risorse per farlo, andare a ridurre le risorse ai comuni
sulla progettazione, peraltro, in Commissione Bilancio abbiamo
trovato pure un buon equilibrio, garantendo risorse ai comuni più
piccoli, non escludendo i comuni più grandi, garantendo risorse a
tutti i comuni, mi sembrerebbe veramente surreale andare a togliere
risorse alla progettazione dei comuni. Inoltre, aggiungo, che è il
testo di un emendamento che, purtroppo, non è nel fascicolo ma lo
pongo all'attenzione del Governo perché, qualora volesse, potrebbe
inserirlo di sua volontà. Si parla - ed è uno dei punti a quanto
pare qualificanti della maggioranza del Governo Schifani - la
questione della introduzione delle ex province dal punto di vista
del voto e degli organismi politici e in questa manovra non ci sono
risorse per la progettazione - scusi assessore - Presidente così
però non...
PRESIDENTE. Vi chiedo, gentilmente, di ascoltare con la stessa
attenzione anche gli altri colleghi.
VARRICA. Assessore, avevamo proposto un emendamento in cui, quanto
meno, si dava il contributo di duecentomila euro in forma fissa per
la progettazione anche alle nove ex province. Ci sembra surreale
che si spinga per introdurre il voto nelle ex province poi, quando
si tratta di dover dare le risorse alle ex province per fare
progettazioni, questo non venga fatto. Quindi, speriamo che il
Governo voglia portare attenzione anche su questo e, in più,
Assessore le chiedo un chiarimento su quello che lei ha detto.
Lei ha parlato di 5 milioni di euro destinato a progettazione per
i dipartimenti per questioni legate al risanamento ambientale. Se
potesse essere più preciso agevolerebbe anche un eventuale voto da
parte del Parlamento. Grazie.
CIMINNISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINNISI. Grazie Presidente. Ringrazio il collega Catania, per
quanto sicuramente ad una forza politica molto distante da quella a
cui appartengo, però sicuramente condividiamo un sentimento e ci
siamo fatti carico insieme in tutti questi mesi anche di un
sentimento di grandissimo disagio che la provincia di Trapani sta
vivendo, ed io stesso ieri in discussione generale, quando ieri ho
fatto riferimento alle proposte non qualificanti dell'opposizione,
ho posto il tema della crisi vitivinicola, approfittando della
presenza del Presidente della Regione perché il Presidente Schifani
in qualche giorno fa ha fatto riferimento ad una crisi agrumicola
che in questo momento sta investendo parte della nostra Regione.
Presidente, io le vorrei dire una cosa sommessamente: non è che le
crisi dell'agricoltura valgono a seconda del territorio di
riferimento. Ci sono le crisi che colpiscono magari una porzione
della Sicilia orientale, però le ricordo che ci sono anche le crisi
che colpiscono la Sicilia occidentale. In questo momento la
provincia di Trapani, in particolare, sta vivendo una grandissima
crisi del settore vitivinicolo e noi l'abbiamo fatto presente in
ogni sede e vorremmo che questa stessa solerzia e attenzione che
lei ha giustamente mostrato nei confronti della crisi agrumicola,
che comunque non riguarda tutta la nostra Regione, non c'è il
collega Pace ma gli chiederei a quanto le vendono in questo momento
le arance a Ribera, e poi chiederei agli agricoltori, ai
viticoltori della provincia di Trapani qual è invece la produzione
in questo periodo.
Quindi il collega Catania magari non ha individuato la copertura
ideale per queste somme però questo è un tema che veramente abbiamo
posto tutte le opposizioni, è uno di quei temi qualificanti,
Assessore Falcone, una di quelle proposte per le quali è
necessario, assolutamente necessario, trovare adesso in questa
manovra finanziaria, non dopo, non con collegati, non in altro
momento, delle idonee coperture per garantire un sostegno a queste
famiglie siciliane che stanno vivendo questo momento di disagio, e
mi dispiace dover dire al collega Catania, che cita il ministro
Lollobrigida: il treno non ci arriva in provincia di Trapani e
quindi se l'è scordata la crisi della provincia di Trapani.
Quindi io accolgo volentieri, dico che è giusto il tema che pone
il collega Catania, qui non c'è colore politico, le opposizioni
unite l'abbiamo posto il tema della crisi della viticoltura, lo
pone anche un componente della maggioranza dimostrazione del fatto
che non c'è nessuna volontà se non quella di dare un sostegno reale
a queste famiglie. Facciamola una fermata del treno per fare
scendere il Ministro in provincia di Trapani, quando ci arriverà il
treno a Trapani.
PRESIDENTE. Colleghi, andiamo avanti. Sull'emendamento 5.30 invito
al ritiro l'onorevole Catania rispetto alle interlocuzioni che ci
sono tra il Governo regionale il Governo nazionale per il
reperimento dei fondi che, attenzione non saranno mai bastevoli per
la situazione tragica che stanno attraversando lì come in altre
parti della Sicilia, mi viene da pensare a Mazzarrone, mi viene da
pensare a Paternò o in altre parti della Sicilia Ha chiesto di
parlare l'onorevole Catania. Ne ha facoltà.
CATANIA NICOLO'. Presidente, soltanto per proseguire un po' dopo
questo chiarimento avuto anche con il Governo a seguito anche di
alcune notizie che abbiamo appreso relativamente all'interlocuzione
romana.
Mi rendo conto che il fabbisogno, fabbisogno è piuttosto
importante, del resto la crisi è una crisi piuttosto particolare
che ha messo veramente in difficoltà intere famiglie, interi
lavoratori.
Prendo atto del chiarimento avuto con il Governo, con l'assessore
Sammartino che ha fatto un'interlocuzione con il Ministro, quindi
stiamo anche in attesa di questa interlocuzione romana.
Prendo anche atto delle parole dell'Assessore Falcone se mi sta
ascoltando che sostanzialmente rinviava al corso della manovra a
valutare alcune altre questioni. Quindi per lasciare anche
l'opportunità di proseguire con i lavori d'Aula ritiro
l'emendamento, riservandoci ovviamente di affrontare i problemi
durante il corso della manovra.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 5.31.
DE LUCA CATENO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Grazie. Si passa all'emendamento 5.16 degli onorevoli
Venezia, Catanzaro e altri.
L'emendamento 5 33 del Governo è ritirato o no? Quello che riduce
i 5 milioni. Assessore Falcone? E' ritirato. l'onorevole Venezia
sull'emendamento 5.16.
VENEZIA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 5.5 a firma degli onorevoli
Dipasquale, Catanzaro ed altri.
Me lo dica lei, onorevole Venezia. Sul 5.5, subito dopo a quello
che ha ritirato, il 5.16. Al comma 1 dopo le parole 'destinate ai
comuni' aggiungere le parole 'con popolazione superiore ai 150 mila
abitanti'.
VENEZIA. Ritirato.
PRESIDENTE. E' ritirato. Allora l'emendamento 5.1 è di De Luca, Di
Paola, abbiamo detto che è ritirato. Si passa all'emendamento 5.11
a firma degli onorevoli Catanzaro, Burtone, è soppressivo.
VENEZIA. Ritirato.
PRESIDENTE. Benissimo ritirato. L'emendamento al comma 2
dell'onorevole De Luca, Sud chiama Nord è ritirato. L'emendamento
5.12 degli onorevoli Spada ed altri. C'è una riscrittura dello
stesso Spada il 5. 12R ed è caricato tra gli emendamenti fuori
sacco. Lo vuole esporre onorevole Spada.
SPADA. Signor Presidente, avevo avuto modo di confrontarmi con
l'Assessore Falcone rispetto alla riscrittura perché nella scorsa
finanziaria avevamo inserito alcune riserve da destinare sia ai
comuni in dissesto sia alle isole minori, alle FU e alle Siro. Ora
nella riscrittura che ho proposto, che avevo proposto era stato
inserito una riserva da destinare ai comuni in dissesto. Siccome
poco fa ci siamo confrontati rispetto ad un emendamento che è stato
scritto e sottoscritto anche da me a firma dell'onorevole Venezia.
Quindi ritiro eventualmente questo emendamento per poi approvare
quello successivo.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 5.13 dell'onorevole Caronia.
Ritirato? Al comma 2 dopo le parole 'regionale per l'economia'
aggiungere le parole 'sentita la commissione bilancio
dell'Assemblea regionale siciliana'.
CARONIA. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
FALCONE, Assessore Regionale economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE. Favorevole.
PRESIDENTE. Si pone in votazione l'emendamento 5.13. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 5.7 degli onorevoli Venezia, Catanzaro ed
altri.
VENEZIA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Venezia. Si passa all'emendamento
5.4 degli onorevoli Ardizzone, De Luca ed altri.
E' ritirato.
Si passa all'emendamento 5.32 a firma degli onorevoli Intravaia e
Assenza, questo aumenta il limite del contributo per ciascun
beneficiario.
INTRAVAIA. Ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. Ritirato, grazie onorevole Intravaia. Si passa
all'emendamento 5.6 a firma degli onorevoli Venezia, Catanzaro e
altri. Onorevole Venezia: lo mantiene o lo ritira?
VENEZIA Sebastiano. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Lo mettiamo ai voti, prevede una riserva di 500
migliaia di euro per i comuni in dissesto sciolti per mafia.
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Prego onorevole Falcone.
FALCONE, assessore per l'economia. Presidente, se è possibile il
Governo vorrebbe presentare un subemendamento, apprezza lo sforzo
dell'onorevole Venezia, però lo sforzo deve essere contenuto entro
i 300 mila euro.
Sostanzialmente cosa stiamo dicendo? Che ci sono dei comuni che
sono in dissesto e sciolti per mafia, diamo una somma aggiuntiva,
anziché 500 mila euro diamo la somma aggiuntiva di 300 mila euro,
quindi in questo senso io presenterei un subemendamento che, se
apprezzato all'Aula, può diciamo così sintetizzare ...
CRACOLICI Antonino. La somma è aggiuntiva?
FALCONE, assessore per l'economia. Aggiuntiva, aggiuntiva. Quindi
fermo restando la somma che avranno questi comuni, diamo altri
trecentomila euro.
CRACOLICI. Fuori dai 40 milioni.
FALCONE Marco, assessore regionale per l'economia. No, dentro i 40
milioni.
CRACOLICI. Ma se lei dice aggiuntivi?
PRESIDENTE. No, voleva dire, vuole sostituire, se non ho capito
male, la cifra 500 con 300.
FALCONE, assessore per l'economia. Esatto, 500 con 300, ma siamo
sempre all'interno dei 40 milioni di euro.
PRESIDENTE. Va bene Assessore. Onorevole Venezia mi sembra una
proposta assolutamente condivisibile, non c'è bisogno di presentare
l'emendamento, l'emendamento eventualmente lo mettiamo in votazione
sostituendo le parole 500 migliaia con 300 migliaia se
l'onorevole Venezia è d'accordo.
VENEZIA. Sono d'accordo.
PRESIDENTE. Benissimo. Pongo in votazione l'emendamento 5.6 con la
modifica di 500 con 300. Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Con il parere favorevole del Governo e della
Commissione pongo in votazione l'emendamento 5.6 così come
subemendato. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 5.18 a firma degli onorevoli
Geraci e Caronia. È ritirato?
CRACOLICI. Ancora riserve?
PRESIDENTE. Onorevole Geraci, c'è un emendamento a firma sua che è
il 5.18.
GERACI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Ritirato, benissimo. Si passa all'emendamento 5 34 a
firma del Governo che trovate tra gli emendamenti fuori sacco. Il
Governo vuole dirci in trenta secondi che cosa dice la riscrittura?
FALCONE, assessore per l'economia. Certamente, grazie Presidente.
Trattasi di un emendamento col quale, avendo fatto già un criterio
di riparto sui 40 milioni, avendo, come dire, assegnato in parti
uguali ai 391 comuni della nostra Isola il 40 per cento, cioè
significa 16 milioni, ne rimangono 24 milioni che vengono, che
dovrebbero essere assegnati in ragione del numero di abitanti,
della popolazione di ciascun comune. Ma poiché abbiamo inserito un
tetto di 200 mila euro, comunque ci sarà una un'economia; questa
economia servirà a soddisfare l'emendamento dell'onorevole Venezia,
così come subemendato dal Governo, e potrebbe essere invece
utilizzato per riprendere quell'articolo che abbiamo stralciato in
Commissione che assegna delle risorse ai dipartimenti regionali, le
assegnerebbe per circa 6 milioni di euro e così, in un certo senso,
noi riusciamo a garantire i comuni ma a garantire i dipartimenti
regionali che devono mettere in campo un servizio di progettazione
necessario soprattutto nel settore della tutela ambientale.
PRESIDENTE. Mi ha convinto, grazie.
CRACOLICI. Chiedo: l'economia come si forma?
CIMINNISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Prego, onorevole Ciminnisi.
CIMINNISI. Grazie. Scusi Assessore, mi riaggancio un attimo a
quello che ha detto lei, ma anche a quello che aveva chiesto prima
il collega Varrica, per avere un chiarimento proprio con
riferimento alle questioni che lei sta ponendo sulla individuazione
di queste somme che dovrebbero servire per la progettazione materia
ambientale.
Noi, ovviamente, in Commissione Ambiente e Territorio che tra
l'altro è anche la Commissione da cui è passato il fondo di
progettazione che inizialmente prevedeva uno stanziamento di 50
milioni per i comuni e poi c'erano altri 10 milioni, se non ricordo
male, naturalmente con tutti questi numeri è legittimo magari
confondersi un attimo, per i dipartimenti regionali.
Ora a me onestamente non è molto chiara questa operazione che lei
sta facendo, se avesse la bontà di chiarirmelo ulteriormente, credo
che potremmo anche venirci incontro, però dobbiamo capire questa
progettazione in materia ambientale esattamente a che cosa fa
riferimento, lei poco fa citava un piano ambientale, di che tipo di
piano stiamo parlando.
Grazie.
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Allora quando abbiamo
presentato la nostra manovra, il ddl di stabilità, c'erano due
articoli che riguardavano la progettazione: progettazione dei
comuni, e l'abbiamo spiegato che è ricompresa in questo articolo
che stiamo votando, e poi c'era un altro articolo che riguardava la
progettazione dei dipartimenti regionali, dell'amministrazione
regionale. Era un fondo di 10 milioni che veniva messo a
disposizione delle amministrazioni regionali perché i dipartimenti
e quindi l'amministrazione regionale ha anche l'esigenza di
progettare alcune opere direttamente, piuttosto che assegnare delle
risorse agli enti locali per far sì che siano essi stessi a
progettare. Ora noi abbiamo l'esigenza di fare delle progettazioni
anche nel settore ambientale che servono per dare seguito al piano
ambientale che da qui a qualche settimana sarà approvato e
adottato. In questo senso noi diciamo che i residui, le economie
che rimarranno saranno messe a disposizione del Presidente della
Regione che con decreto presidenziale assegnerà queste risorse
prioritariamente per la tutela ambientale. Teoricamente, potrebbero
essere anche assegnate ad altri, diciamo così, settori però
prioritariamente per la tutela ambientale.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, Assessore, chiedo scusa l'emendamento
che dice lei è questo 5.34?
Assessore Falcone, è l'emendamento 5.34?
E, assessore Falcone, lei si riferisce a questa riscrittura che è
l'emendamento 5.34, no?
E allora perché mette "prioritariamente per interventi di tutela
ambientale" e non "per progettazioni di tutela ambientale" visto
che lei ha spiegato che l'esigenza è quella di integrare con
progettazioni? Perché interventi è generico, potrebbe anche servire
per un convegno, non anche una progettazione...
Quindi è meglio specificare. Siccome stiamo parlando di una somma
notevole.
E' il Presidente della Regione che li distribuisce con decreto ad
alcuni dipartimenti per le finalità progettuali, quindi se si può
aggiustare, Assessore, per finalità progettuali legate alla tutela
ambientale.
E' un italiano più corretto ed evitiamo che finiscano a convegni.
Grazie.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, scusate, io
continuo a non capire perché mi piace la matematica. Se quaranta
milioni, abbiamo stabilito che il 40% è in parti uguali cioè ovvero
un comune riceverà 40 mila euro, tutti uguali. Gli altri 24 milioni
saranno distribuiti sulla base della dimensione territoriale per un
massimo di 200 mila euro, è giusto?
Per un massimo complessivo di 40 più 160 puoi arrivare a 200 mila
euro.
Come si formano i residui?
Quindi, sto chiedendo anche per chi dovrà applicare questa norma.
Quindi, stiamo dicendo che il calcolo viene fatto 40 e 60 e 60 per
dimensione territoriale, quello che viene viene, punto.
Quindi, non ci sono recuperi nell'ambito di quello che viene viene
ai comuni che sono sotto i duecentomila euro. E allora lo deve
scrivere Assessore, perché altrimenti lei non troverà il
funzionario che farà un decreto in cui spiega. Quindi, i comuni
possono ricevere quello che a loro spetta, le somme residuate
possono essere utilizzate per altra cosa, ma se non è così chi gli
viene 190 alla fine chiederà 200 perché il massimale è 200.
PRESIDENTE. Prego, assessore Falcone.
FALCONE, assessore per l'economia. Grazie, Presidente. Allora, noi
diciamo: le risorse residue, a seguito del riparto di cui al comma
2, sono assegnate con decreto del Presidente della Regione. Quindi,
fatto il riparto e siccome il riparto si può fare già domani
mattina, fermo restando che poi deve passare in Commissione
Bilancio, abbiamo detto "sentita la Commissione Bilancio", noi lo
sapremo già, ma già lo sappiamo adesso per come è stata congegnata
la norma, mettendo quel tetto di fatto impediamo che tutti i 40
milioni saranno utilizzati. E, allora, se saranno utilizzati
soltanto circa 35 milioni di euro, gli altri li utilizziamo per
quanto riguarda trecentomila euro come somme aggiuntive - e abbiamo
già votato -, il resto lo diamo all'Amministrazione regionale.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Savarino.
SAVARINO. Presidente, continua a non essere chiaro. Io, mi
permetto Assessore, lascerei le economie intanto al Dipartimento in
cui sono, cioè le infrastrutture, eventualmente le variazioni di
bilancio se ci si rende conto che è un residuo eccessivo, e non
viene speso dal DRT, si può riprogrammare ma ipotecare già adesso
con una norma per cui, per come è scritta, si possono fare dai
convegni a tutela ambientale a progetti di non si capisce quale
natura o quali piani; è troppo generica.
Io preferirei che rimanesse la natura della norma, cioè i fondi
per la progettazione da destinare ai comuni, dopodiché se i residui
dovessero essere talmente tanti in variazione di bilancio ne
riparliamo.
PRESIDENTE. Va bene. Grazie, onorevole Savarino.
Quindi, facciamo questa brevissima modifica, assessore Falcone?
Sì, no? La lascia così. Non ho capito, lo ritira? Rimane così
com'è. Il 5.34 lo lascia così com'è?
CRACOLICI. Se è un fondo per la progettazione che c'entra
interventi?
PRESIDENTE. No, ci siamo un secondino... cortocircuito. Rispetto
al primo intervento, con la modifica del primo intervento
dell'onorevole Savarino, cioè sostituendo quella parola che era
"interventi con progettazione", con quella modifica. Siamo stati
chiari?
CIMINNISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Certo che può. Prego, onorevole Ciminnisi.
CIMINNISI. Allora, figuriamoci se la tutela ambientale non è una
priorità o un tema nella sensibilità del Movimento Cinque Stelle,
però la vorrei veramente circoscrivere questa norma e capire di che
cosa stiamo parlando perché l'assessore, a mia precisa domanda su
cosa sarebbe questo fantomatico piano ambientale a cui lui si
riferisce, non mi ha risposto, il che mi dispiace perché stiamo
cercando di venire incontro alle esigenze che vengono poste da
questa riscrittura ma se non capiamo che cosa stiamo votando e
verso quale obiettivo tende la norma, è chiaro che non la possiamo
neanche comprendere, dico, vogliamo comprendere questa tutela
ambientale che cos'è e soprattutto...
Va bene. Grazie, Presidente speravo di poter avere l'attenzione
che il tema merita perché la tutela ambientale è una priorità per
tutti noi però dobbiamo capire questo riparto esattamente che cosa
poi nelle eventuali somme residue va a finanziare. Vogliamo
capirlo
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. No, Presidente, continuo a chiedere un chiarimento
perché la risposta che lei mi ha dato che sulla prima parte
dell'intervento Savarino era stato risolto dicendo per interventi
di progettazione , non ho il subemendamento, o è progettazione o
sono interventi, cioè non si può scrivere interventi di
progettazione.
PRESIDENTE. Per evitare lo sto facendo caricare subito così lei lo
legge.
CRACOLICI. Però sia chiaro o sono interventi o è progettazione.
PRESIDENTE. Non c'è scritto interventi di progettazione.
CRACOLICI. Siccome aveva letto così lei.
PRESIDENTE. Allora, mi sono espresso male, le chiedo scusa.
Facciamo la seguente, lo faccio caricare cosicché non c'è alcun
genere di dubbio rispetto a quello che ci stiamo dicendo.
INTRAVAIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INTRAVAIA. Grazie, Presidente. Visto che siamo in fase di
riscrittura vorrei chiedere al Governo rifacendomi anche la
proposta della collega Savarino di lasciare queste economie al
momento in capo al Dipartimento delle infrastrutture e poi a
seconda di quello che sarà l'avanzo in sede di variazione si
assegneranno ad altre esigenze stabilite dal Presidente della
Regione. Grazie.
PRESIDENTE. Il Governo?
CRACOLICI. Ma che Governo è? Vergognatevi
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, l'ha trovato l'emendamento? È il
5.34 bis.
CATANIA GIUSEPPE SEBASTIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANIA GIUSEPPE SEBASTIANO. Grazie, Presidente, solo un
brevissimo intervento per dire qual è la natura che ci ha spinto a
prevedere questo articolo.
L'articolo è nato con l'intento ed è nato diciamo con la
condivisione devo dire da parte della maggioranza e
dell'opposizione all'interno della Commissione Bilancio, con
l'intento di mettere a disposizione dei comuni un fondo
progettazione utilizzabile per porre in essere quelle progettualità
utili per presentare progetti a valere sui fondi europei.
È stato approvato correttamente un emendamento presentato dai
Cinque Stelle che aggiungeva addirittura interventi sulle politiche
di coesione sociale, per cui credo che il meccanismo che è stato
studiato in Commissione Bilancio regge nel senso che mette a
disposizione dei 391 comuni il 40 per cento in parti uguali e il 60
per cento in relazione alla popolazione.
Facendo questo calcolo e mettendo il tetto dei 200 mila euro ci
sono comuni che andrebbero oltre 200 mila euro i quali percepiranno
esclusivamente fino a 200 mila euro, il che significa che la parte
residua potrà essere, andrà in residuo appunto, e potrà essere
utilizzata dal Dipartimento regionale tecnico che secondo me è
l'ufficio preposto per poter utilizzare queste risorse. Quindi,
utilizzerei, appunto, questo tipo di emendamento semmai utile a
poter chiarire meglio come avverrà il meccanismo di utilizzo del
residuo che, eventualmente, maturerà.
PRESIDENTE. Benissimo, trenta volte sullo stesso argomento stiamo
parlando. Cracolici e De Luca, gli ultimi due interventi.
CRACOLICI. Il ragionamento che fa l'onorevole Catania è corretto
nella prima parte. Nella seconda parte, Assessore c'è uno scontro
del Governo, dibattito, come lo chiamiamo?
Allora, premesso che la proposta di utilizzarlo per interventi di
natura ambientale, anche se così come è scritto continuo a dire non
vuol dire nulla perché la riscrittura che è stata proposta sarebbe
così le risorse residue a seguito... sono assegnate al
Dipartimento regionale prioritariamente per la progettazione di
tutela ambientale . O sono interventi o è progettazione Non mi
fate impazzire. Che significa la progettazione di interventi, si
chiama progettazione in materia di tutela ambientale. Progettazione
in materia, non di interventi, in materia di tutela ambientale. Gli
interventi sono interventi. La progettazione in materia di tutela
ambientale.
DIPASQUALE. La scriviamo meglio. Siamo tutti d'accordo.
CRACOLICI. Detto ciò e chiudo, l'osservazione che fa l'onorevole
Catania, vorrei ricordare che mentre i comuni devono fare la
progettazione per poter partecipare ai bandi ed essere finanziati e
in quel caso, una volta finanziati, la progettazione è
rendicontabile, la Regione non è che deve fare i bandi per farsi
finanziare i progetti, perché è essa stessa che finanzia la
progettazione e anche l'opera stessa. Quindi, il progetto del
Dipartimento tecnico è connesso alla finanziabilità
dell'intervento, perché è finanziato per essere realizzato, quindi
non c'è un costo di anticipazione dell'Assessorato per il quale è
necessario un fondo. Forse, in materia ambientale è più corretto
dire che è necessario che ci sia una progettazione per le opere che
sono, anche se quelle sono rendicontabili pure, anche se pure
quelle sono rendicontabili. Per cui lo spieghi, se lei mi convince
non ho problemi.
DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
L'onorevole Cracolici comprende bene le cose. Io mi permetto di
fare un chiarimento. Il Governo, d'intesa con le forze politiche in
Commissione Bilancio, aveva individuato una somma importante e
significativa da assegnare ai comuni, perché i comuni hanno diritto
di partecipare ai bandi attraverso la progettazione ed è il vulnus
che c'è nei comuni, perché i comuni non hanno risorse da destinare.
Il Governo, nel corso dei lavori, ha immaginato anche che i vari
Dipartimenti possano fare gare per dotarsi di progetti che,
ovviamente, per essere inseriti nella famosa programmazione dei
fondi FSC o dei fondi POC o degli altri fondi deve avere progetti
cantierabili. Non è che la Regione non può fare un progetto
cantierabile, lo deve fare e ha individuato una somma. Avrebbe
fatto meglio a indicare quanto era questa somma, semplice, 5
milioni, 6 milioni, 4 e mezzo. L'assessore Falcone, che è un
esperto in matematica, ha trovato una formula che io stesso capisco
fino a un certo punto. La somma è incerta, il quantum dovrebbe
essere intorno ai 6 milioni. Io non sono in condizione di fare
conti. Tutto qua. Il resto il Parlamento è libero di votare come
ritiene.
CRACOLICI. La dizione?
DI MAURO assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
La dizione, si tratta di dare incarichi per la progettazione in
materia di ambiente. Punto. E che ci vuole? Onorevole Cracolici, le
darò la laurea ad honorem, la seconda
CATANIA GIUSEPPE SEBASTIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANIA GIUSEPPE SEBASTIANO. Grazie, Presidente. Volevo
semplicemente mettere in evidenza che le risorse che vengono
previste all'interno del fondo progettazione ovviamente sono
destinate ai comuni, i quali comuni possono indirizzarli alla
progettazione nell'ambito di quelle che sono le misure comunitarie,
quindi da infrastrutture ad ambientali, in funzione di quello che
il fabbisogno che il comune avrà, perché ci potrà essere il comune
che ha bisogno di progettare il CCR; ci potrà essere il comune che
ha bisogno di progettare un edificio scolastico, un altro la
rigenerazione urbana.
CRACOLICI. I comuni possono progettare ciò che vogliono.
CATANIA GIUSEPPE SEBASTIANO. Esattamente. Quindi, la proposta che
facevo è che il residuo che rimane, facendo il taglio oltre
duecentomila euro, viene ridestinato al Dipartimento regionale
tecnico che farà un ulteriore decreto di messa a disposizione
ulteriormente delle risorse del residuo.
CRACOLICI. Per i comuni o per se stessi?
CATANIA GIUSEPPE SEBASTIANO. Per i comuni e per altri enti. Anche
le SRR potranno utilizzarlo.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 5.34 ter, che così recita:
«All'articolo 5 è aggiunto il seguente comma le risorse residue a
seguito del riparto di cui al comma 2 sono assegnate con decreto
del Presidente della Regione ai dipartimenti regionali
prioritariamente per la progettazione in materia ambientale'.
Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il Governo lo ha presentato.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Fondo di progettazione a favore dei comuni
1. Al fine di assicurare il pieno utilizzo delle risorse per le
spese di investimento derivanti dalla programmazione comunitaria,
statale e regionale è istituito un Fondo di progettazione e
attività propedeutiche, con una dotazione, per l'esercizio
finanziario 2024, di 40.000 migliaia di euro, destinato ai Comuni.
2. Le risorse di cui al presente articolo sono ripartite con
decreto dell'Assessore regionale per le infrastrutture e la
mobilità, di concerto con l'Assessore regionale per l'economia, per
il 40 per cento in parti uguali e per il restante 60 per cento in
proporzione alla popolazione residente. Il tetto massimo del
contributo concedibile a ciascun ente locale non può essere
superiore a 200 migliaia di euro».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Art. 6.
Recepimento della normativa statale in materie di trattamenti
economici accessori
1. Al fine di recepire la normativa statale di cui al comma 604
dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2021, n. 234 in materia di
incremento dei trattamenti economici accessori del personale delle
pubbliche amministrazioni, le risorse destinate ai fondi per i
trattamenti accessori del personale dell'amministrazione regionale,
anche di livello dirigenziale, sono incrementate, complessivamente,
di euro 1.668.946,00 a decorrere dall'esercizio finanziario 2024,
nel rispetto del limite massimo pari allo 0,22 per cento del monte
salari 2018 previsto dalla citata disposizione
statale.
2. Le somme di cui al comma 1 sono accantonate in un apposito
fondo del Dipartimento regionale del bilancio e del tesoro
(Missione 20, Programma 3) e con decreto del Ragioniere generale,
su proposta del Dipartimento regionale della funzione pubblica e
del personale, sono operate le necessarie variazioni di bilancio
per l'iscrizione delle predette somme a valere su specifiche
Missioni, Programmi e capitoli».
Al presente articolo ci sono solo emendamenti soppressivi, quindi
votiamo per il mantenimento.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Art. 7.
Recepimento della normativa statale in materia di revisione del
sistema
di classificazione del personale
1. Al fine di recepire la normativa statale in materia di
revisione del sistema di classificazione professionale da applicare
al personale dell'amministrazione regionale, nel rispetto di quanto
previsto dal comma 612 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre
2021, n. 234, le risorse finanziarie per i rinnovi dei contratti
collettivi di lavoro relativi al triennio 2019-2021, stanziate con
la legge regionale 15 aprile
2021, n. 10 e con l'articolo 14 della legge regionale 27 dicembre
2021, n. 35, sono integrate, a decorrere dall'esercizio finanziario
2024, di un importo pari a euro 3.410.095,00, comprensivo degli
oneri riflessi a carico dell'amministrazione e dell'IRAP, da
destinare al rinnovo contrattuale del personale del comparto non
dirigenziale.
2. Le somme di cui al comma 1 sono accantonate in un apposito
fondo del Dipartimento regionale del bilancio e del tesoro
(Missione 20, Programma 3) e con decreto del Ragioniere generale,
su proposta del Dipartimento regionale della funzione pubblica e
del personale, sono operate le necessarie variazioni di bilancio
per l'iscrizione delle predette somme a valere su specifiche
Missioni, Programmi e capitoli».
All'articolo 7 ci sono soltanto emendamenti soppressivi, pertanto
votiamo il mantenimento dell'articolo.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Art. 8.
Benefici retributivi a favore del personale dipendente
di cui all'articolo 87 del CCRL 2016-2018
1. In conformità alle disposizioni dei commi 869 e 959
dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2020, n. 178, gli
incrementi di cui all'articolo 87 del contratto collettivo
regionale di lavoro per il triennio 2016-2018 del personale del
comparto non dirigenziale della Regione siciliana e degli enti di
cui all'articolo 1 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 e
successive modificazioni, previsti in sostituzione dell'elemento
perequativo di cui alla lettera b) del comma 440 dell'articolo 1
della legge 30 dicembre 2018, n. 145, sono finanziati a regime
nell'ambito del rinnovo contrattuale per il triennio 2019-2021 del
medesimo comparto.
2. Per le finalità di cui al comma 1, le risorse finanziarie per i
rinnovi dei contratti collettivi di lavoro relativi al triennio
2019-2021 sono integrate, a decorrere dall'esercizio finanziario
2024, di un importo pari a 4.300 migliaia di euro, comprensivo
degli oneri riflessi e dell'IRAP, da destinare al rinnovo
contrattuale del personale del comparto non dirigenziale».
All'articolo 8, stessa cosa. Ci sono solo emendamenti soppressivi,
pertanto si vota solo il mantenimento dell'articolo...
CIMINNISI. Vada più piano.
PRESIDENTE. Io rallento tutto il tempo che volete.
Io chiedo all'onorevole Ciminnisi che mi aveva chiesto, posso
andare avanti? No, siamo all'articolo 8, ci sono soltanto dei
soppressivi, pertanto, si vota il mantenimento dell'articolo. L'ho
capito ma se mi chiedono del tempo, dico, se vado avanti perché
vado avanti, se vado indietro... Posso andare avanti?
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, se è
possibile volevo prima di fare l'intervento un chiarimento da parte
dell'assessore Falcone sull'articolo 8, se lo può spiegare
all'Aula. Grazie.
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, sì certamente trattasi di un articolo che riguarda,
appunto, il comparto, riguarda la riclassificazione del personale,
riguarda la riclassificazione, sostanzialmente, i passaggi da
categoria A a categoria B. Abbiamo previsto la somma massima
prevedibile per quanto riguarda
No, no chiedo, scusa, stiamo parlando dell'accessorio, stiamo
parlando dell'articolo 8, chiedo scusa, chiedo scusa.
L'articolo 7 riguarda la riclassificazione e già l'abbiamo votato.
L'articolo 8, invece, abbiamo le somme accessorie per quanto
riguarda la retribuzione così come prevista dal contratto
collettivo regionale e ci stiamo attenendo a quelle che sono le
disposizioni normative nazionali in materia di contratto, quindi,
abbiamo anche qua
Come? La vacanza certamente Nel momento in cui, nel momento in
cui non abbiamo ancora approvato il contratto stiamo dando una
somma che riguarda, appunto, che serve come somma, come spesa
transitoria per, appunto, soddisfare i dipendenti, il comparto.
PRESIDENTE. Benissimo. Grazie colleghi.
Allora no, non c'è da ritirare, c'è da votare? Sono tutti
soppressivi, quindi si vota il mantenimento.
Pongo in votazione l'articolo 8. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Art. 9.
Fondo pensioni della Regione siciliana
1. Le quote relative all'autorizzazione di spesa per le finalità
di cui al comma 4 dell'articolo 15 della legge regionale 14 maggio
2009, n. 6 e successive modificazioni sono ridotte dell'importo di
118.000 migliaia di euro per ciascuno degli esercizi finanziari
2024 e 2025 e sono determinate in 59.000 migliaia di euro per
l'esercizio finanziario 2026 (Missione 1, Programma 11, capitolo
511603)».
L'articolo 9, faccio una premessa, colleghi, per evitare che noi,
dico, abbiamo detto di lavorare, l'articolo 9 lo accantoniamo
perché ci sono molti emendamenti, onorevole Dipasquale, secondo me,
passiamo all'articolo 10 e 11 che non hanno emendamenti. Onorevole
Dipasquale, facciamo gli articoli 10 e 11 che non hanno emendamenti
e ricominciamo domani mattina.
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Art. 10.
Modifiche all'articolo 15 della legge regionale 3 maggio 1979, n.
73
1. All'articolo 15 della legge regionale 3 maggio 1979 n. 73 e
successive modificazioni sono apportate le seguenti modifiche:
a) al primo comma le parole da da un comitato composto alle
parole e possono essere riconfermati per una sola volta sono
sostituite dalle seguenti: dal Dipartimento regionale della
funzione pubblica e del personale ed è adottato con decreto
dell'Assessore regionale per le autonomie locali e la funzione
pubblica ;
b) al quarto comma sono aggiunti i seguenti punti:
7) polizze sanitarie integrative delle prestazioni erogate dal
servizio sanitario nazionale;
8) altre prestazioni di natura assistenziale e sociale previste
dai contratti collettivi regionali di lavoro. .
c) il quinto e il sesto comma sono abrogati».
L'articolo 10 ha solo soppressivi? Allora, all'articolo 10 i
soppressivi sono ritirati? No Ok.
No, gli ASU, allora è un po' più importante Onorevoli colleghi,
sono le 21.25, per evitare di andare ad oltranza se siete d'accordo
farei soltanto l'articolo 10 e poi sospendiamo e ci rivediamo
domani mattina alle ore 10.00 per evitare di arrivare stanchi.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. No, onorevole Cracolici, no. Mandi un messaggio, mandi
un sms
Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, faccio appello al Governo. Ma, mi spiegate
qual è l'utilità dopo cinquant'anni perché la norma è del '73, di
abolire il comitato che sovraintende alle prestazioni
assistenziali, diciamo, nei confronti dei dipendenti regionali? Un
comitato in cui ci sono tre componenti nominati dal Presidente
della Regione, tre componenti del sindacato, la funzione pubblica e
cose varie, tutto questo per avere alla fine un decreto fatto
dall'Assessore su designazione del direttore del Dipartimento. Ma
mi pare, come dire, che viene partorito il topolino
Suggerirei al Governo di abolire il primo comma di questo
articolo, mantenere l'ampliamento delle prestazioni assistenziali
consentite per i dipendenti regionali, punto e basta. Ma perché vi
dovete creare inutili inimicizie?
PRESIDENTE. Assessore, rispetto a questa richiesta vuole ascoltare
prima l'onorevole Di Paola? Prego.
DI PAOLA. Sì, Presidente, anch'io condivido l'intervento del
collega Cracolici. Tra l'altro in Commissione Bilancio abbiamo
fatto un ampio dibattito al riguardo, cioè noi stiamo andando a
modificare un qualcosa che ha retto nel corso degli anni, per molti
anni e non si capisce perché. Perché poi le motivazioni anche in
Commissione Bilancio non sono state delle motivazioni chiare e
concrete che facciano capire il perché ci sia questa modifica,
questa abrogazione.
Dopodiché, Presidente, faccio un'osservazione ulteriore che
riguarda il discorso della modifica relativa alle polizze sanitarie
integrative delle prestazioni erogate dal Servizio Sanitario
Nazionale.
Al netto Presidente, che in questo momento ci troviamo con una
sanità pubblica che è al collasso, comunque, che è in grandissima
difficoltà dove i cittadini siciliani tutti hanno un'enorme
difficoltà nel potersi curare soprattutto chi in questo momento ha
difficoltà anche economiche perché, ahimè, la sanità sta diventando
sempre più una sanità per pochi. Il fatto che stiamo dando cioè o
meglio il Governo regionale dà come segnale, attenzione, è un
segnale che posso anche condividere cioè il fatto di andare a dare
delle polizze integrative sanitarie ai dipendenti regionali. Il
punto è però che lo stiamo dando, secondo me, in un momento un po'
particolare, cioè in un momento dove i siciliani oggi non possono
permettersi polizze integrative sanitarie.
Al netto di questo dico auspico che il Governo magari trovi un
tempo diverso per poter dare questa ulteriore possibilità e,
quindi, a creare così difficoltà anche tra le categorie dei
siciliani oppure, Presidente, che magari il Governo trovi la
possibilità, il Governo regionale possa trovare la possibilità di
dare una polizza integrativa sanitaria tutti i siciliani, perché
altrimenti così, dico, soprattutto in questa fase il segnale che
passa all'esterno non è sicuramente un segnale equo. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole. Hanno chiesto di intervenire prima
l'onorevole Spada e poi Giambona, o Giambona e poi Spada, decidete
voi.
GIAMBONA. Presidente, molto velocemente, oltre alla tematica che
ha rappresentato poc'anzi il presidente Cracolici, ritengo che
questo articolo presenti ulteriori problematiche e nello specifico
al punto, nell'ultima parte, al punto 8, quando si pensa di andare
ad abrogare quello che è il 5 e il 6 comma della legge regionale
numero 73, del 3 maggio del 1979.
Ecco, in questo caso si tratta fondamentalmente della volontà da
parte del Governo di abolire i Cral, i circoli associativi dei
dipendenti regionali.
Quindi mi associo a quella che è la richiesta, poc'anzi avanzata,
e chiedo formalmente quali sono i motivi per i quali, in
finanziaria, si sta pensando di inserire fondamentalmente la
volontà, da una parte di togliere la rappresentanza e la presenza
ai comitati, composti dalle organizzazioni sindacali e, per altro
verso, di togliere delle forme aggregative che sono una
prerogativa, fino ad oggi, riconosciuta ai dipendenti regionali.
Grazie
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona. Ha chiesto di intervenire
prima l'onorevole Spada, poi completa lei Assessore. Spada no.
Allora prego, Assessore, se vuole intervenire.
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Grazie Presidente. Alcuni colleghi della Prima Commissione forse
ricorderanno quando è intervenuta la dirigente, la dottoressa
Madonia, aveva spiegato quali erano i motivi dell'abrogazione di
questo comma.
In pratica, nel 1979, esisteva una legislazione differente
rispetto ad oggi. Oggi, le prestazioni sanitarie dei dipendenti, le
prestazioni sociali, le prestazioni integrative, così come queste
che si stanno cercando di inserire con questo articolo, vanno
ovviamente pianificate nel contratto decentrato con le
organizzazioni sindacali.
Nel '79, ovviamente, la legislazione della contrattazione era
differente rispetto ad oggi, quindi, di fatto, da decenni, questo
comitato non è più composto, non è esistente, non esprime pareri e
non ha motivo di esistere, perché chiaramente la norma è superata.
E quindi, a questo punto, siccome esisteva, onde evitare, diciamo,
contrasti o contraddizioni, chiaramente una volta che si decide di
instaurare e istituire nuove prestazioni che si faranno insieme e
nella contrattazione con i sindacati, stiamo abolendo quell'organo
che oggi non ha più un motivo di esistere. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, assessore Messina.
CAMBIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Cambiano.
CAMBIANO. Sì, Presidente, chiedo scusa. Ricordavo che avevamo
affrontato questa norma in Commissione, ma con le varie riscritture
anche in Commissione Bilancio, io chiederei all'Assessore, ha un
costo questa norma? Perché non lo si evince da questa, diciamo,
riscrittura.
In Prima Commissione mi pare che erano state comunicate delle
cifre che non vedo indicate, non ricordo se era intorno al milione
di euro. Quindi chiedo al Governo regionale se questa norma
comporta un costo a carico del bilancio regionale.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cambiano. Se vuole rispondere
l'assessore Falcone o Messina. Risponde l'assessore Messina. Prego,
Assessore.
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Onorevole, questa norma chiaramente, che tenta di istituire una
polizza sanitaria per quelle prestazioni non coperte dal Servizio
sanitario nazionale così in linea con tutti gli altri enti - quali
i Ministeri e le altre Regioni e così via -, abbiamo previsto in
bilancio un importo di almeno un milione di euro.
Sì, abbiamo chiesto di iscrivere un milione di euro per questo
costo della polizza. Poi si farà una gara, e poi si verificherà
l'importo, l'importo globale. Non dimentichiamo che stiamo
parlando, in questo momento, di una platea di circa dodicimila
dipendenti. Quindi il costo va commisurato alla platea dei
possibili beneficiari.
PRESIDENTE. Grazie. Ha chiesto di intervenire l'onorevole
Schillaci. Prego, onorevole.
SCHILLACI. Grazie, Presidente. No volevo, a questo proposito mi ha
stuzzicato un'altra curiosità assessore. Ma questa polizza, poi,
come verrà erogata? Cioè, ci sarà un avviso? Da chi viene erogata
poi questa polizza e, soprattutto, quali sono i committenti? Da chi
vengono stabiliti? Perché qua, in norma, non diciamo, non si parla
di come poi viene stabilito da chi deve erogare le polizze
sanitarie. Grazie.
PRESIDENTE. Prego, assessore.
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Sì, onorevole, non vi è dubbio che poi la polizza sarà stipulata
dal Dipartimento e quindi dal dirigente che provvederà a fare un
bando di gara, sarà affidato chiaramente ad alcune imprese, ditte,
che parteciperanno, e poi sarà erogata a favore di tutti i
dipendenti della Regione. Mi sembra dico ovvio da questo punto di
vista.
PRESIDENTE. Va bene, benissimo. Si passa all'emendamento 10.10.
C'è il soppressivo al comma 1 lettera A dell'onorevole Sunseri e De
Luca. È mantenuto o ritirato? C'è anche quello dei 5 Stelle e degli
altri. È mantenuto. Onorevole Di Paola, onorevole De Luca, qualcuno
che risponda.
DE LUCA ANTONINO. Presidente, allora premesso che è un unico comma
l'articolo quindi o è sul comma o è sull'articolo.
PRESIDENTE. Non è unico comma, ce ne sono due.
DE LUCA ANTONINO. Modifica all'articolo 1 primo comma e ti va
elencare tutte ste cose, lettera a, lettera b e lettera c. Quindi è
un comma con tre lettere.
PRESIDENTE. Ma è riferito alla lettera A.
DE LUCA ANTONINO. Quello là viene mantenuto. Io volevo
semplicemente un chiarimento mi si consenta. La regolamentazione.
PRESIDENTE. Assessore chiedono un chiarimento così poi lo mettiamo
in votazione.
DE LUCA ANTONINO. La regolamentazione del trattamento accessorio
deve avvenire necessariamente per legge, o potrebbe avvenire in
forma amministrativa previa contrattazione collettiva. Qua mi
riferisco alla lettera, a punti 7 e 8 introdotti dalla lettera b,
ma giusto per avere un chiarimento, se è necessaria la legge o se
con legge
PRESIDENTE. Siamo all'articolo 10. Prestazioni aggiuntive, non
trattamenti accessori.
DE LUCA ANTONINO. Però ascolti, lasciamo stare se l'ho chiamato
'secchio o se l'ho chiamato vaschetta' il concetto è: questa
materia deve essere disciplinata necessariamente con legge
regionale, oppure può essere, previa contrattazione collettiva con
le parti sindacali, gestita con attività amministrativa da parte
dell'Assessorato competente, perché io non voglio fare, e in quel
caso mantengo il soppressivo, non voglio fare una norma se non
serve fare la norma.
PRESIDENTE. Perfetto grazie. Assessore se diamo questo
chiarimento, poi mettiamo in votazione gli emendamenti per favore.
Prego Assessore. Ne ha facoltà.
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo scusa, abbiamo fatto la norma perché chiaramente la nostra
dirigente del Dipartimento ha chiesto al bilancio la copertura
finanziaria a corredo della copertura di quell'importo che dicevo
poco fa di un milione di euro, ha fatto anche la norma per
chiaramente esplicitare qual è l'utilizzo di quella risorsa.
Siccome questa polizza in questo momento non esiste nella
contrattazione con i lavoratori, abbiamo preferito e deciso di
istituirla con norma.
PRESIDENTE. Mi dicono che non ha bisogno di copertura finanziaria.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.
CRACOLICI Antonino. Assessore Messina, la toppa è peggiore del
buco
Allora, la materia che stiamo qui regolando, che tra l'altro lo
dice il punto 8, le prestazioni di natura assistenziale, sociale,
previste dai contratti collettivi regionali di lavoro; quindi sono
già previsti Che cosa dobbiamo fare per prevedere ancora
Gli oneri del contratto, compresa la prestazione sanitaria
aggiuntiva se si decide di dare una prestazione sanitaria
aggiuntiva, fa parte complessiva degli oneri del contratto, non è
materia cui viene data la copertura di un milione, di centomila
euro o di tre milioni. Nell'ambito del contratto, dove sono
previste le tipologie di servizi a cui hanno diritto i dipendenti,
e il contratto di lavoro le ricordo che ha forza di legge, quindi
non c'è bisogno di una legge, ma è il contratto che opera ope
legis.
Pertanto, questa motivazione non regge, perché o il contratto
collettivo prevede quelle tipologie, ed è la contrattazione che
stabilisce di darne attuazione, dove non c'è la copertura con oneri
diversi se non quelli complessivi, perché partecipano anche i
lavoratori al costo di queste prestazioni, o non si capisce perché
dobbiamo fare una norma? Questo è il punto.
A me sembra il cosiddetto modello delle leggi provvedimento, alle
quali spesso i funzionari di questa Regione non vogliono
assolutamente assumersi la competenza propria di Direttore di un
Dipartimento: i dirigenti sono pagati per fare i dirigenti Non per
avere le leggi che li autorizzano a fare quello che deve fare il
dirigente Semplicemente questo. questa è la tipica legge-
provvedimento, che secondo me è un errore di legislazione.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cracolici.
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Attenzione questo è l'ultimo intervento
su questo articolo.
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Sì, volevo chiarire onorevole che il contratto alla fine esegue
quello che prevede una norma, cioè non è che possono decidere
solamente i dirigenti o i sindacati se istituire o non istituire un
servizio o un altro servizio? Non è che il contratto astrattamente
lo formano senza un riferimento normativo?
Il contratto consegue ad una disposizione legislativa, se noi
decidiamo di istituirlo questo entra nel contratto, se noi non
decidiamo questo nel contratto non ci entra.
Ecco perché ci vuole la norma secondo noi, secondo il Governo e
secondo il Dipartimento.
PRESIDENTE. Benissimo, grazie.
DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Basta abbiamo fatto cinquecento interventi.
DE LUCA ANTONINO. Tre volte è intervenuto l'onorevole Catania.
PRESIDENTE. Prego, onorevole De Luca Antonino.
DE LUCA ANTONINO. Presidente, semplicemente una questione per
proseguire sul buon senso come ci siamo detti.
SCHILLACI Roberta. Io lo accantonerei.
PRESIDENTE. Andiamo avanti.
DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente, io ho atteso per intervenire
che gli assessori al bilancio e agli enti locali fossero comodi per
ascoltarmi, il concetto è che i dirigenti sono pagati per assumersi
le responsabilità proprie del loro ruolo, parimenti gli assessori,
e non devono cercare copertura nella norma di legge ogni qualvolta
possono fare ma non vogliono fare.
Questo argomento è un argomento tipico della contrattazione
collettiva tra le parti coinvolte, dopodiché una volta che le parti
in sede di contrattazione collettiva hanno raggiunto l'accordo,
l'Assessorato con fondi propri in capo capitolo corrispondente, o
con le naturali operazioni di variazione in seguito alla
conclusione della contrattazione collettiva e alla quantificazione
esatta degli oneri necessari, fanno le variazioni di bilancio e
vanno a colmare la partita nella parte carente.
Per cui le chiedo, signor Presidente, di stralciare questo
articolo, onde evitare di costringere le opposizioni a cassarlo,
perché questo articolo semplicemente non è che non ci sta, non
dovrebbe essere in un testo di legge, poi andrete a gestirvelo in
sede di variazione di bilancio una volta che avrete fatto la vostra
fase di contrattazione collettiva con i sindacati, anche perché,
ricordo a me stesso, che la contrattazione collettiva è una fonte
normativa di rango inferiore alla legge, ma è pur sempre, una fonte
normativa.
GIAMBONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prima che interviene lei, Assessore, facciamo
intervenire un secondo come ultimo intervento l'onorevole Giambona
e poi interviene l'assessore Falcone.
GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi molto velocemente
anche perché ho ascoltato le dichiarazioni dell'assessore Messina.
Per dire la verità non mi risultano queste informazioni ovvero,
fondamentalmente la questione relativa al comitato, Assessore, è
semplicemente questa che non è stato mai costituito o ricostituito,
non è una tematica legata a un tema relativo alla contrattazione
collettiva, per cui rimangono forti perplessità relativamente al
punto a) e al punto c).
Detto questo io continuo a non capire, come del resto abbiamo già
espresso in Commissione Bilancio, la necessità di trattare questo
articolo in una finanziaria regionale, signor Presidente.
Quindi noi manterremo l'emendamento soppressivo.
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, l'Aula è
sovrana quindi possiamo fare qualunque cosa, però abbiamo voluto
proporre una norma perché questi soldi, questo milione va nel
capitolo del programma assistenziale.
Il programma assistenziale è vario nel contratto collettivo dalle
colonie, diciamo così, a contributi per i familiari defunti o le
stesse ... ora poiché stavolta si vuole indirizzare parte di queste
risorse o totalmente si vogliono indirizzare sulle polizze
integrative sanitarie, allora riteniamo che sia utile fare la
norma, perché da quel fondo si possono utilizzare quelle risorse
per questa finalità.
Questa è stata la necessità, l'esigenza che ha avuto l'ufficio, in
maniera tale da non mettere dei soldi in un fondo, tra virgolette,
indistinto, ma diciamo che un milione di euro verranno utilizzate
per fare questa cosa. Né più e ne meno.
Poi, siccome l'Aula è sovrana, può decidere quello che vuole. Non
ne facciamo certamente un dogma.
PRESIDENTE. Andiamo a votare.
DIPASQUALE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
FALCONE, assessore per l'economia. Ritiriamo l'articolo.
PRESIDENTE. Assessore, non può ritirare l'articolo, lo dobbiamo
eventualmente...
Assessore, lei mi ha chiesto di stralciarlo, mi ha chiesto di
stralciarlo.
No, no, accantonarlo è sospenderlo. Mi ha chiesto lo stralcio?
L'Assessore mi ha chiesto di stralciare, l'articolo 10 è
stralciato.
Benissimo, se me lo dicevate un'ora fa questo problema era
risolto.
Assessore, colleghi, alle dieci io chiudo l'Aula, quindi
gentilmente se riuscissimo a portare a casa gli ultimi articoli.
Si passa all'articolo 18. Ne do lettura:
Art. 18.
Iniziative connesse al riconoscimento della Sicilia come
Regione europea della gastronomia 2025
1. Per la realizzazione di attività di promozione interna ed
internazionale e di iniziative finalizzate alla valorizzazione del
patrimonio enogastronomico della Sicilia, preparatorie o connesse
al riconoscimento come Regione europea della gastronomia 2025 ,
promosse dal Dipartimento regionale dell'agricoltura anche in
concorso con altri soggetti pubblici e privati, previo avviso, è
autorizzata la spesa di 1.000 migliaia di euro per l'esercizio
finanziario 2024 e di 2.000 migliaia di euro per l'esercizio
finanziario 2025 (Missione 16, Programma 1).
2. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, con apposita direttiva assessoriale, sentita la
competente Commissione dell'Assemblea regionale siciliana, sono
determinati i criteri per la programmazione delle iniziative di cui
al comma 1 .
Allora, onorevole Dipasquale, un minuto di attenzione, ci sono
tutti emendamenti soppressivi, eccetto uno che è il 18.5
dell'onorevole Campo, "dopo la parola enogastronomico sono aggiunte
le parole "ed agroalimentare". Tutti gli altri soppressivi li posso
considerare ritirati?
DIPASQUALE. Sì.
PRESIDENTE. Per lei sì. Gruppo Sud chiama Nord? Si, ritirati. Il
Gruppo Movimento Cinque Stelle, eccezion fatta per questo, posso
considerare tutti ritirati? Uno che mi deve dire sì ci deve essere.
CAMPO. Sì.
PRESIDENTE. Sì benissimo. Si passa all'emendamento 18.5, sul quale
chiede di intervenire l'onorevole Campo, prego.
CAMPO. Volevo aggiungere questa parola perché l'agroalimentare fa
parte chiaramente dei prodotti tipici del nostro territorio, quindi
mi sembrava importante per valorizzare tutta la sfera
dell'agroalimentare.
PRESIDENTE. Grazie. Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione.
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 18.5.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione dell'articolo 18 nel testo
risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:
Art. 19.
Spese per la gestione dei centri di recupero e primo
soccorso della fauna selvatica
1. Per la gestione dei centri di recupero e primo soccorso della
fauna selvatica, è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2024,
la spesa di 70 migliaia di euro (Missione 16, Programma 1) .
L'articolo 19 sono tutti... no, non sono tutti soppressivi.
Allora, intanto i soppressivi a firma degli onorevoli Catanzaro,
De Luca, e l'altro De Luca. Ritirati, benissimo.
Si passa all'emendamento 19.4 a firma dell'onorevole Campo. C'è un
suo emendamento. Glielo leggo io se vuole. Quello relativo alle
spese per la gestione dei centri di recupero e primo soccorso della
fauna selvatica.
Lei ha chiesto nell'emendamento che le parole "per la per la
gestione dei centri di recupero primo soccorso e la fauna
selvatica" siano sostituite dalle parole "per la finalità di cui
all'articolo 6 della legge regionale dell'1 settembre del 97,
numero 33".
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Cracolici. Prego onorevole.
CRACOLICI. Io per la prima volta voglio difendere il Governo,
anche se a volte l'ipocrisia spinge... questa norma dà un
contributo alla Lipu che si occupa del recupero, ditelo però,
ditelo, scrivete che il contributo va dato alla Lipu per le
attività che sono, da anni, di recupero della fauna selvatica
volatile che opera presso la riserva di Ficuzza.
PRESIDENTE. Onorevole Campo, prego.
CAMPO. O si specifica che è per la Lipu, oppure il mio emendamento
chiaramente estende a tutti i centri di recupero per la fauna,
facendo riferimento alla norma regionale precedente.
Quindi o si specifica che noi stiamo finanziando la Lipu oppure è
chiaro che deve essere esteso a tutti.
PRESIDENTE. Governo?
SAMMARTINO, assessore per l'agricoltura, sviluppo rurale e pesca
mediterranea. Sì Presidente. Cracolici ha centrato l'obiettivo, che
è l'obiettivo del Governo, cioè aiutare il centro di riproduzione e
di salvaguardia della fauna di Ficuzza, che è un centro di rilievo
regionale che sappiamo opera da anni, e che ha bisogno di questo
contributo straordinario.
Condivido di specificare meglio, così come ha detto l'onorevole
Cracolici, quindi facciamo un sub emendamento e lo possiamo mettere
in votazione.
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Presidente lo facciamo anche
come Governo, e in più mettiamo anche la triennalità.
PRESIDENTE. Grazie Assessore. Voglio sapere di quanto è questo
articolo. 70 mila euro? Assessore, assessore Falcone, ma è sicuro?
La triennalità sta dando
Va bene allora andiamo avanti, questo emendamento esiste o no? Io
anche due minuti.
Allora non si fa per il triennio, si fa per l'anno e
successivamente eventualmente vediamo, così siamo più veloci.
Benissimo allora dobbiamo mettere
Allora colleghi leggo l'emendamento 19.8. All'articolo 19 da 'per
la gestione' sino a 'selvatica' sono le parole soppresse. Alla fine
aggiungere 'da destinare alla Lega italiana di protezione uccelli
Lipu per le attività dei centri di recupero e primo soccorso della
fauna selvatica che operano nel territorio regionale'.
Pongo in votazione l'emendamento 19.8. Il parere della
Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 19, così come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Onorevoli colleghi, così come detto, alle 22 avremmo sospeso
l'Aula. Sono le 10 di sera e un minuto, pertanto la seduta è
sospesa e ci vediamo domani mattina alle ore 10.00.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 22.01 di giovedì 21 dicembre,
è ripresa alle ore 10.49 di venerdì 22 dicembre 2023)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi buongiorno. Riprendiamo l'esame
dell'articolato.
Si passa all'articolo 23. Ne do lettura:
«Art. 23.
Disposizione in materia di tasse automobilistiche
1. Per l'anno di imposta 2024, per ciascun veicolo l'importo della
tassa automobilistica regionale è ridotto del dieci per cento, nei
limiti stabiliti dall'articolo 24 del decreto legislativo 30
dicembre 1992, n. 504, in favore dei proprietari di veicoli
intestatari al PRA che risultano in regola con i versamenti della
tassa automobilistica regionale, istituita con legge regionale 11
agosto 2015, n. 16.
2. Sono inclusi nel computo degli anni utili all'agevolazione di
cui al comma 1 anche i versamenti effettuati in applicazione della
misura agevolata di cui al comma 1 dell'articolo 28 della legge
regionale 10 agosto 2022, n. 16 e successive modificazioni.
3. A decorrere dall'1 gennaio 2024 l'importo della tassa
automobilistica regionale è ridotto nella misura del dieci per
cento per i pagamenti effettuati dai contribuenti mediante la
domiciliazione bancaria.
4. Le agevolazioni di cui ai commi 1 e 3 sono cumulabili.
5. Per le medesime finalità di cui al comma 1 dell'articolo 28
della legge regionale 10 agosto 2022, n. 16 e successive
modificazioni, non si procede all'applicazione delle sanzioni e
degli interessi per i pagamenti della tassa automobilistica la cui
scadenza sia stabilita tra l'1 gennaio 2016 ed il 31 dicembre 2022,
purché il versamento sia effettuato entro il 30 giugno 2024.
6. Con decreti dell'Assessore regionale per l'economia sono
definite le modalità attuative del presente articolo».
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, buongiorno
ai colleghi, trattiamo l'articolo 23 che riguarda appunto il bollo
auto che come abbiamo detto durante la discussione generale ha
consentito un gettito di non poco conto nei confronti delle casse
regionali passando nell'ultimo anno e mezzo e 250 milioni a oltre
420 milioni di euro in entrata, consentendo anche la possibilità di
espandere la spesa.
Oggi il Governo presenta, anche se è stato riformulato con la
condivisione della minoranza - c'è stato anche un emendamento
dell'onorevole Schillaci-, presenta una doppia formula, da un lato
consentiamo che tutti coloro che sono in regola con i pagamenti
precedenti, tutti i pagamenti precedenti, e non soltanto un anno,
possono beneficiare di uno sconto del 10 per cento e chi invece
vuole fare la domiciliazione avrà un'ulteriore scontistica del 10
per cento che può essere cumulabile.
Nel frattempo, atteso che ancora oggi la Sicilia ha oltre 800
milioni di evasione sul bollo auto che potrebbero essere
recuperati, abbiamo accolto l'idea che già doveva essere al
collegato ter di ripristinare la sanatoria estendendola fino al 30
giugno 2024.
Questo ci consentirà di poter avere un ulteriore, maggiore
introito rispetto alla bassissima - ritengo - previsione che
abbiamo previsto in entrata che è di 365 milioni di euro,
considerato che è inferiore di oltre circa 60 milioni di euro
rispetto all'effettivo accertato nel 2023.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Schillaci. Ne ha
facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, ringrazio l'Assessore e anche tutti
i colleghi che in Commissione Bilancio hanno apprezzato
l'emendamento che anche per questo anno dava la possibilità, per
chi non fosse in regola, di mettersi appunto in regola anche perché
stiamo vivendo un momento storico-economico particolare dove le
famiglie sono in difficoltà, per cui abbiamo dato maggiore respiro
con questa misura.
Quindi ringrazio ancora.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, così come avevamo detto, alle
11.00 cominciamo con le votazioni. Onorevole Dipasquale, sono le
11.00, possiamo cominciare.
Assessore stiamo andando avanti.
Ci sono degli emendamenti soppressivi. Intanto chiediamo se i
soppressivi sono ritirati.
Onorevoli colleghi, i tablet si potevano accendere anche cinque
minuti fa, però va bene, ci siamo, non è un problema.
Allora, possiamo andare avanti. Chiedo se i soppressivi siano
ritirati. Onorevole Venezia?
VENEZIA. Qual è l'articolo?
PRESIDENTE. Il 23, il bollo auto.
VENEZIA. Ritirato.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Venezia.
Onorevole De Luca Antonino, ritira i soppressivi?
DE LUCA ANTONINO. Ritirati.
PRESIDENTE. Anche l'onorevole Lombardo ritira gli emendamenti
soppressivi dell'articolo 23, bollo auto. Grazie.
Si passa all'emendamento modificativo del Governo, il 23.23: al
comma 1 "le parole con i versamenti sono sostituite dalle parole
con tutti i versamenti della annualità pregresse". L'ho letto,
così chi non lo potesse vedere subito può ascoltarmi.
Del parere del Governo non c'è bisogno visto che è proprio del
Governo. Il parere della Commissione è favorevole.
Pongo in votazione l'emendamento 23.23. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi;
(È approvato)
Si passa all'emendamento 23.12, dell'onorevole Caronia. Onorevole
Caronia lo mantiene o lo ritira? Lo mantiene, chiediamo allora il
parere del Governo, assessore Falcone?
FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione è favorevole.
Pongo in votazione l'emendamento 23.12. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi;
(È approvato)
S passa all'emendamento 23. 24, del Governo. Il parere della
Commissione?
DAIDONE, presidente della commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 23 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi;
(È approvato)
Si passa all'articolo 24. Ne do lettura:
«Art. 24.
Intervento per la promozione dei principi di legalità e giustizia
1. La Regione è autorizzata a sostenere il progetto per la
realizzazione del Museo del Presente Giovanni Falcone e Paolo
Borsellino , dedicato alla memoria di tutte le vittime della mafia,
da realizzare presso il Palazzo Jung, assegnato dalla Città
metropolitana di Palermo alla Fondazione Falcone.
2. Per le finalità di cui al comma 1, il Dipartimento regionale
dei beni culturali e dell'identità siciliana è autorizzato ad
erogare, per l'esercizio finanziario 2024, un contributo di 230
migliaia di euro per le spese di funzionamento e un contributo di
50 migliaia di euro per la realizzazione degli allestimenti e per
le infrastrutture e, per ciascuno degli esercizi finanziari 2025 e
2026, un contributo di 280 migliaia di euro.
3. Per il perseguimento delle finalità istituzionali è
autorizzato, per l'esercizio finanziario 2024, un contributo di 50
migliaia di euro in favore del centro studi Paolo e Rita
Borsellino di Palermo».
Chiedo all'onorevole Venezia se intende mantenere gli emendamenti
soppressivi presentati.
VENEZIA. Li ritiro.
PRESIDENTE. Grazie. Onorevole De Luca Antonio, intende mantenere o
ritirare gli emendamenti soppressivi presentati all'articolo 24?
DE LUCA ANTONINO. Li ritiro.
PRESIDENTE. Grazie. Onorevole Lombardo Giuseppe, intende mantenere
o ritirare gli emendamenti soppressivi presentati all'articolo 24?
LOMBARDO GIUSEPPE. Li ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 24.14, a firma dell'onorevole
Schillaci ed altri.
SCHILLACI. Chiedo di intervenire per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, vorrei intervenire perché su questo
tema diciamo che sono un po' rimasta delusa da questa manovra,
perché le associazioni che sul territorio si occupano della materia
avrebbero dovuto avere maggiore respiro e una maggiore equità.
Quindi avrei gradito un'attenzione particolare su tante altre
associazioni che sul territorio operano da diversi anni con ottimi
risultati quindi io mi auguro che più avanti si possa avere un
impegno da parte di questo Governo per appoggiare appunto queste
associazioni che sul tema della legalità e del contrasto alla
criminalità, diciamo che questo questa Terra ha bisogno un impegno
maggiore e particolare. Lo ritiro però chiedo un impegno da parte
dell'Assessore.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci.
DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente, io ho presentato un
emendamento che prevedeva, ed era anche un modificativo
dell'articolo 24 che non trovo nel fascicolo, lo stanziamento, in
quel caso avevo messo di cinquecentomila euro ma ovviamente se
l'Assessore Falcone è d'accordo lo possiamo anche andare a
prevedere in una forma e in una misura inferiore, per le finalità
di cui all'articolo 12 della legge regionale 13 settembre 1999, n.
20, che sono le associazioni antiracket.
Credo che sarebbe opportuno, necessario, qualificante da questo
punto di vista, e sono sicuro che al Governo non manca la
sensibilità in tal senso, se pur non andando a recuperare
interamente quello che era il fondo di mezzo milioni di euro però,
se l'Assessore Falcone volesse, anche simbolicamente quanto meno,
riaprire questa partita con un contributo di 100-150 mila euro
quanto meno daremmo un segnale sulle associazioni antiracket che -
ricordo a me stesso - soprattutto durante il periodo del Covid e
nel post Covid quando imprenditori e imprese erano letteralmente
insieme alle famiglie strozzate dalla mafia e dal racket, queste
associazioni hanno continuato con le loro limitate risorse a
rimanere in campo e ed essere un presidio territoriale
importantissimo soprattutto quando accompagnano le vittime di
estorsione a sporgere denuncia e quando si costituiscono
partecipando ad un processo, rimanendo al fianco di queste realtà
purtroppo vessate. E allora credo che da questo punto di vista se
l'Assessore Falcone è d'accordo, non lo trovo qua non ho
difficoltà....
PRESIDENTE. È tra gli aggiuntivi il suo emendamento.
DE LUCA ANTONINO. Se lo prendiamo dagli aggiuntivi e lo vogliamo
trasformare in modificativo, sia come modificativo che come
aggiuntivo, se lo vogliamo inserire, da questo punto di vista, dico
nulla quaestio.
PRESIDENTE. Non è modificativo, onorevole De Luca. Adesso gli
aggiuntivi non li votiamo.
DE LUCA ANTONINO. So che non è modificativo ma aggiunge un comma.
Visto il tema io lo aggancerei direttamente all'articolato.
PRESIDENTE. Siccome ci sono tanti altri emendamenti simili che
sono stati respinti e dichiarati inammissibili, in quanto materia
aggiuntiva e non modificativa, se ne inserissimo uno dovremmo fare
la stessa cosa anche per gli altri. Quindi questo è stato il
ragionamento giusto, per precisazione.
DE LUCA ANTONINO. Era corretto offrire il tema all'apprezzamento
dell'Aula e del Governo. Grazie.
VENEZIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VENEZIA Sebastiano. Grazie Presidente, onorevoli colleghi,
rappresentanti della Giunta. Assessore Falcone le chiedo, onorevole
Pace, capisco che dobbiamo finire però...
Allora Assessore Falcone, io volevo riagganciarmi alla questione
che ha posto il collega De Luca. Nella tabella vi è un capitolo
relativo al sostegno all'associazionismo antiracket e anche io,
anche noi del Gruppo parlamentare del Partito Democratico ci
associamo ovviamente alla richiesta di inserire somme in questo
capitolo.
Il capitolo è stato quasi azzerato, Assessore Falcone, per una
ragione molto semplice. Perché nel 2018 quest'Aula approvato una
norma che ha ristretto i criteri di attribuzione del contributo
alle associazioni antiracket operanti in Sicilia. Questa norma
prevedeva che ogni associazione antiracket per poter avere un
contributo da parte della Regione, oltre ad essere iscritta negli
appositi elenchi delle Prefetture doveva avere almeno una
costituzione di parte civile ogni anno, e doveva accompagnare
almeno un imprenditore o commerciante che aveva subito richieste
estorsive alla denuncia.
Sappiamo quanto ancora questa triste piaga non è stata sconfitta,
e le notizie di stampa dei giorni scorsi hanno confermato che
purtroppo il pizzo esiste, e ancora si paga in vaste aree della
Sicilia. E quindi occorre un rinnovato impegno, anche sotto il
profilo dell'attività di prevenzione, sensibilizzazione e sostegno,
e occorre anche assicurare, diciamo, alle associazioni antiracket
che operano nei vari territori, un supporto economico che sia
scevro da criteri troppo stringenti.
Per cui Assessore Falcone, io le volevo dire e concludo: chiediamo
nella rimodulazione, nella riscrittura della tabella che farete,
penso più avanti, nel corso della finanziaria, di prevedere una
somma anche minima di circa 150 mila Euro, perché sulla base del
numero dell'associazione esistente e di quello che fanno, può
essere una cifra assolutamente congrua. E poi il problema è questo
Assessore, se noi non vogliamo che queste risorse, come è accaduto
negli anni pregressi, non vengano impegnate a fine anno, e vanno
nelle economie, dovremmo modificare la norma che assegna i
contributi all'associazionismo antiracket.
Noi, come Gruppo parlamentare, anche in esito ad un ciclo di
audizioni presso la Commissione Antimafia con l'associazionismo
antiracket attiva in Sicilia, abbiamo presentato un emendamento che
modifica questa norma per dare la possibilità di ottenere questi
benefici, e quindi siamo disponibili a fornire questo emendamento,
che è classificato tra gli aggiuntivi, al Governo, in modo tale
che, accanto alle somme previste in tabella, le associazioni con
questa, diciamo modifica di norma, siano messe nelle condizioni di
percepire i contributi.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Venezia.
CIMINNISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINNISI. Signor Presidente, intervengo perché, sulla scia di
quanto detto anche dal collega Venezia, tra gli emendamenti
aggiuntivi dovrebbe esserci anche un emendamento del Gruppo del
Movimento Cinque Stelle, a prima firma del nostro Capogruppo, che
serve a rifinanziare la legge che prevede il contributo regionale
alle imprese per l'installazione di impianti di videosorveglianza.
Naturalmente, l'obiettivo, la finalità che noi ci proponiamo con
questo emendamento, sarebbe quello di offrire un sostegno alle
imprese, anche da un punto di vista di una funzione preventiva, che
possa essere anche da deterrente per contrastare le richieste
estorsive e gli atti intimidatori connessi alle medesime.
Se ci fosse la possibilità di recuperarlo saremmo ben felici di
dare questo sostegno, e dare anche un segnale di sostegno concreto
ai cittadini che si trovano a fronteggiare, probabilmente, le
richieste estorsive in maniera ancora molto più incisiva di quanto
immaginiamo. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Ciminnisi. Pongo in votazione
l'articolo 24. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 21. Ne do lettura:
"Art. 21.
Gestione del servizio di dissalazione delle isole minori
1. Per la copertura delle spese relative alla gestione dei servizi
di dissalazione delle isole minori di Pantelleria, Ustica,
Lampedusa, Linosa e Lipari, affidati nel rispetto della normativa
vigente, è autorizzata la spesa annua di 15.745 migliaia di euro,
per dieci anni, a decorrere dall'esercizio finanziario 2025.
2. Per la manutenzione straordinaria degli impianti di
dissalazione siti nelle isole minori è autorizzata per l'esercizio
finanziario 2024 la spesa di 2.000 migliaia di euro (Missione 9,
Programma 4).
3. Al comma 1 dell'articolo 18 della legge regionale 17 maggio
2016, n. 8 e successive modificazioni le parole per dieci anni
sono sostituite dalle parole per tredici anni .
All'articolo 21 ci sono soltanto dei soppressivi, pertanto votiamo
il mantenimento dell'articolo.
Pongo in votazione l'articolo 21. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 20. Ne do lettura:
"Art. 20.
Interventi per il recupero, la fruizione e la valorizzazione dei
borghi marinari
1. Per l'erogazione di contributi in favore di comuni, altri enti
pubblici e soggetti privati, finalizzati al finanziamento o al
cofinanziamento di interventi per il recupero, la preservazione, la
riqualificazione e la valorizzazione a scopi turistici, didattico-
educativi e produttivi dei borghi e dei siti censiti e riconosciuti
nell'ambito del Registro delle identità della pesca mediterranea e
dei borghi marinari di cui all'articolo 5 della legge regionale 20
giugno 2019, n. 9 è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2024,
la spesa di 1.500 migliaia di euro (Missione 16, Programma 2).
2. Con decreto dell'Assessore regionale per l'agricoltura, lo
sviluppo rurale e la pesca mediterranea, entro il termine di
novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, sono disciplinate le modalità di accesso a mezzo di avviso
pubblico di selezione e di attuazione delle previsioni di cui al
comma 1."
Qualcuno chiede di parlare? All'articolo 20 ci sono solo
soppressivi, onorevole Venezia, non vedo l'onorevole Catanzaro
chiedo a lei, gli emendamenti soppressivi all'articolo 20 sono
ritirati?
VENEZIA. Ritirati.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca Antonino i soppressivi all'articolo
20 sono ritirati?
DE LUCA ANTONINO. Ritirati.
PRESIDENTE. L'onorevole De Luca Cateno non c'è, onorevole Lombardo
Giuseppe i soppressivi all'articolo 20 sono ritirati?
LOMBARDO GIUSEPPE. Ritirati.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 20.16 dell'onorevole Varrica.
VARRICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VARRICA. Grazie Presidente. Chiaramente, noi apprezziamo questa
misura, Assessore, perché siccome si tratta di risorse non troppo
cospicue, è bene riuscire a destinarle agli Enti locali, o comunque
al più, agli Enti pubblici o privati senza scopo di lucro.
Visto che le risorse non sono proprio tantissime, quindi magari
restringere un po' prediligendo l'aspetto pubblico, o comunque
senza scopo di lucro sarebbe interessante. Quindi proponiamo questa
leggera modifica. Grazie.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 20.16. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 20.10, dell'onorevole Caronia. È
mantenuto? Ritirato?
CARONIA. Mantenuto.
PRESIDENTE. Il parere del Governo? Assessore Falcone, sul 20.10
dell'onorevole Caronia. Se vuole glielo leggo: "al comma 2 dopo lo
sviluppo rurale e la pesca mediterranea, sono aggiunte le parole
sentite la Commissione competente dell'Ars".
FALCONE, assessore per l'economia. Presidente, dico, un po'
aggrava il procedimento amministrativo. Io chiederei se lo possiamo
ritirare.
CARONIA. Dichiaro di ritiralo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Ce n'è un altro uguale dell'onorevole Schillaci e Campo, uguale a
quello dell'onorevole Caronia. Lei l'ha ritirato. Lo possiamo
ritirare?
SCHILLACI. Io lo vorrei mantenere, Presidente, ma ritiro
l'emendamento 20.12.
PRESIDENTE. Grazie. No, c'è anche quello di Campo però. Volevo
chiedere formalmente.
SCHILLACI. Ritirato anche l'emendamento 20.5.
PRESIDENTE. Lo ritira. Grazie.
Pongo quindi in votazione l'articolo 20. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:
Art. 17.
Interventi sulla viabilità rurale
1. Al fine di favorire gli interventi di manutenzione sulla
viabilit�� rurale per l'accesso ai terreni agricoli e forestali
ricadenti nel territorio della regione e gli interventi di
regimazione idraulica delle acque superficiali, manutenzione di
scoline e fossi naturali e artificiali, da realizzare previo avviso
pubblico, il Dipartimento regionale dell'agricoltura è autorizzato
a trasferire all'Ente di sviluppo agricolo (ESA) la somma di 5.000
migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2024 (Missione 10,
programma 2) .
Onorevole Catanzaro, i soppressivi all'articolo 17?
CATANZARO. Li ritiro.
PRESIDENTE. Grazie. Onorevole De Luca Antonino, i soppressivi
all'articolo 17?
DE LUCA ANTONINO. Ritirati.
PRESIDENTE. Grazie. L'onorevole Lombardo Giuseppe?
LOMBARDO GIUSEPPE. Ritirati.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 17.2 dell'onorevole Campo ed
altri.
SCHILLACI. Lo manteniamo. Chiedo di parlare per illustrare
l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, diciamo che la misura interviene per
una ricognizione puntuale, più adeguata, anche dell'intero
programma sulla viabilità rurale, per evitare magari di intervenire
in strade dove, magari, non diciamo non c'è una maggiore necessità
rispetto ad altre.
Ricordiamo, ad esempio, la viabilità delle Madonie che sono
completamente abbandonate e sono delle arterie fondamentali,
soprattutto per delle imprese produttive di pregio e, quindi, si
chiede un intervento più puntuale sull'intero sistema.
PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'emendamento 17.2.
FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Onorevole Schillaci, lo mantiene?
SCHILLACI. Quale?
PRESIDENTE. Quello che ha appena esposto. Sì, l'ho capito questo.
Le hanno dato parere contrario sia il Governo che la Commissione.
Lo mantiene comunque?
SCHILLACI. Lo mantengo. Chiedo che la votazione avvenga per voto
palese.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 17.2
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indico la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 17.2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota si preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 52
Votanti 41
Maggioranza 21
Favorevoli 16
Contrari 25
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 17.3 dell'onorevole Campo e altri. Invito
al ritiro. No, lo mantiene. Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
SCHILLACI. Chiedo che la votazione avvenga per voto palese
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 17.3
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indico la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 17.3.
Chiarisco il significato del voto: chi vota si preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 55
Votanti 49
Maggioranza 25
Favorevoli 22
Contrari 27
Astenuti 0
(Non è approvato)
Non era influente, ha votato verde? Registriamo che l'onorevole La
Vardera ha votato verde.
Si passa all'emendamento 17.10 dell'onorevole Venezia e altri. È
mantenuto?
VENEZIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VENEZIA. Grazie Presidente, colleghi, rappresentanti del Governo,
Assessore Sammartino, nel corso del dibattito in Commissione
Bilancio avevamo posto alcune questioni relativamente a questo
intervento relativo alla viabilità rurale per conto dell'ESA.
Avevamo anche proposto di aumentare le risorse che, ovviamente,
non sono mai troppe per il contesto in cui vive la viabilità
regionale, soprattutto quella rurale. Avevamo anche proposto di
inserire un emendamento per quanto riguarda l'emanazione di un
avviso pubblico sugli interventi da realizzare.
Assessore Sammartino, avevamo presentato un emendamento in
Commissione Bilancio' per chiedere di inserire nella norma
l'emanazione di un avviso pubblico per quanto riguarda le strade
oggetto degli interventi; ci è stato detto che, probabilmente,
erano solo strade realizzate dall'ESA, sulle quali la manutenzione
è di competenza dell'ESA e, quindi, proporremmo due cose: o
mettiamo "previo avviso pubblico" e quindi diamo la possibilità,
come è stato fatto nel precedente bando, di presentare la
richiesta
SAMMARTINO, vicepresidente della Regione e assessore per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea. Era
passato.
VENEZIA. Era passato quindi, mi scusi, mi era sfuggito. Allora,
ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 17. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 12. Ne do lettura:
«Art. 12.
Misure in favore dei soggetti appartenenti al bacino ex PIP
Emergenza Palermo
1. Per le finalità di cui al comma 2 dell'articolo 9 della legge
regionale 11 luglio 2023, n. 8 è autorizzata, per l'esercizio
finanziario 2026, la spesa di 22.500 migliaia di euro.
2. Per le finalità di cui al comma 3 dell'articolo 9 della legge
regionale 11 luglio 2023, n. 8 è autorizzata, per l'esercizio
finanziario 2026, la spesa di 7.500 migliaia di euro (Missione 1,
Programma 3, capitolo 214112).
3. Le disposizioni di cui al comma 4 dell'articolo 9 della legge
regionale 11 luglio 2023, n. 8 si applicano anche per l'esercizio
finanziario 2026, limitatamente all'importo massimo di 15.000
migliaia di euro.
4. Per le finalità di cui all'articolo 6 della legge regionale 29
dicembre 2016, n. 27, l'autorizzazione di spesa di cui al comma 3
dell'articolo 11 della legge regionale 25 maggio 2022, n. 13 è
rideterminata in euro 29.913.535,00 annui per ciascuno degli
esercizi finanziari 2024, 2025 e 2026 (Missione 12, Programma 4,
capitolo 313727)».
Essendo stati presentati soltanto emendamenti soppressivi, pongo
in votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 3, in precedenza accantonato.
(si accantona nuovamente)
Si passa all'esame dell'articolo 14. Ne dò lettura:
«Art. 14.
Disposizioni per il settore della forestazione
1. Per le finalità di cui ai commi 2 e 8 dell'articolo 47 della
legge regionale 7 maggio 2015, n. 9 e successive modificazioni,
l'autorizzazione di spesa finanziata con fondi regionali di cui al
comma 1 dell'articolo 22 della legge regionale 15 aprile 2021, n. 9
e successive modificazioni è rideterminata in 197.300 migliaia di
euro per l'esercizio finanziario 2024 ed è autorizzata, per
ciascuno degli esercizi finanziari 2025 e 2026, la spesa di 194.300
migliaia di euro (Missione 20, Programma 3, capitolo 215746).
2. Per le finalità dell'articolo 6 della legge regionale 16 agosto
1974, n. 36 e successive modificazioni, e, in particolare per il
noleggio di mezzi aerei pesanti, l'autorizzazione di spesa di cui
al comma 4 dell'articolo 22 della legge regionale n. 9/2021 e
successive modificazioni è rideterminata in euro 15.500 migliaia
per l'esercizio finanziario 2024 ed è autorizzata la pesa di 12.500
migliaia per ciascuno degli esercizi finanziari 2025 e 2026
(Missione 9, Programma 5, capitolo 150574). Ai maggiori oneri
derivanti dal presente comma si provvede nell'ambito
dell'autorizzazione di spesa di cui al comma 1.
3. Le risorse di cui ai commi 1 e 2 sono iscritte negli esercizi
finanziari 2024, 2025 e 2026 nelle Missioni e Programmi per gli
importi di seguito indicati:
a) Missione 16, Programma 1, capitolo 156604, 23.900 migliaia di
euro per ciascuno degli esercizi finanziari 2024, 2025 e 2026;
b) Missione 9, Programma 5, capitolo 150514, 6.900 migliaia di
euro per ciascuno degli esercizi finanziari 2024, 2025 e 2026;
c) Missione 16, Programma 1, capitolo 155802, 10.500 migliaia per
ciascuno degli esercizi finanziari 2024, 2025 e 2026;
d) Missione 9, Programma 5, quota parte capitolo 151001 - articolo
2 - 5.000 migliaia di euro per ciascuno degli esercizi finanziari
2024, 2025 e 2026;
e) Missione 9, Programma 5, capitolo 150574, 15.500 migliaia di
euro per l'esercizio finanziario 2024 e di 12.500 migliaia di euro
per ciascuno degli esercizi finanziari 2025 e 2026;
f) Missione 20, Programma 3, capitolo 215746, 135.500 migliaia di
euro per ciascuno degli esercizi finanziari 2024, 2025 e 2026.
4. Al fine di consentire la realizzazione di interventi in conto
capitale per le finalità di cui ai commi 2 e 8 dell'articolo 47
della legge regionale n. 9/2015 il fondo di cui all'articolo 6
della legge regionale 11 luglio 2023, n. 8 è determinato in 74.000
migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2024 (Missione 20,
Programma 3, capitolo 613979).
5. Per il recepimento del contratto collettivo nazionale di lavoro
riguardante gli addetti ai lavori di sistemazione idraulico-
forestale e idraulico-agraria, in carico al Dipartimento regionale
dello sviluppo rurale e territoriale e al Comando del Corpo
forestale della Regione siciliana, il fondo di cui al comma 6
dell'articolo 5 della legge regionale 22 febbraio 2023, n. 2 è
determinato in euro 14.566.400,00 per l'esercizio finanziario 2026
(Missione 20, Programma 3, capitolo 215800)».
PRESIDENTE. Allora, siamo all'articolo 14. I soppressivi a firma
del Partito Democratico? Onorevole Venezia, sono mantenuti o
ritirati?
VENEZIA. Presidente, quale articolo stiamo trattando?
SAFINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAFINA. Gli articoli 14 e il 15 andrebbero trattati insieme perché
uno è la parte finanziaria della forestazione e uno attiene alle
politiche antincendio che, ovviamente, trovano copertura nella
parte finanziaria, ma le politiche antincendio sono quelle per
effetto delle quali ieri abbiamo stralciato il comma 5
dall'articolo 1, quindi per evitare quegli errori di coordinamento
normativo di cui abbiamo parlato ieri conviene - a mio avviso -
trattare unitamente il 14 e il 15 perché dobbiamo scriverli bene
perché, altrimenti, non raggiungiamo l'obiettivo. Si creano
problemi che dovremmo evitare, mi permetto di dire sommessamente.
Penso che si possa passare ad un articolo più semplice piuttosto
che trattare questo...
PRESIDENTE. Forse quello che dice lei però è il 16 nel testo.
SAFINA. Sono 14 e 15.
PRESIDENTE. Credo sia il 16.
SAFINA. Aspetti, glielo dico subito. L'articolo 14 è la parte
finanziaria.
PRESIDENTE. E l'altro è forse il 16?
SAFINA. Sono il 15 perché ci sono le politiche antincendio che
devono trovare copertura che, precedentemente, trovavano copertura
al comma 5 dell'articolo 1 e, quindi il 15 e forse anche il 16.
Un attimo solo. E anche il 16.
PRESIDENTE. Abbiamo ragione tutti Il 14, 15 e 16. Che vogliamo
fare?
SAFINA. Io su quale articolo dobbiamo trattare mi rimetto
ovviamente ai Capigruppo.
Però, a mio avviso, se dobbiamo fare una buona norma rispetto alla
quale l'Aula aveva trovato un accordo, questi tre vanno scritti
insieme, coordinandoli e ragionando bene sugli emendamenti che si
devono apportare.
PRESIDENTE. Va bene.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Ciminnisi. Ne ha facoltà.
CIMINNISI. Presidente, mi sento di associarmi alla richiesta fatta
dal collega Safina perché gli articoli 14, 15 e 16, oggettivamente,
riguardano un tema delicatissimo che quello è dell'antincendio.
E' uno dei temi su cui abbiamo cercato e abbiamo il dovere di
porre un'attenzione - anche un po' più meticolosa - perché è una
questione estremamente delicata.
Tra l'altro, il fatto che ieri abbiamo stralciato la parte sul 3
per cento che i comuni devono destinare alle attività
dell'antincendio, ci impone veramente di fare una riflessione più
compiuta e anche un coordinamento delle norme che in questo
momento, secondo me, non riusciremmo ad esitare in maniera virtuosa
come abbiamo il dovere di fare su un tema così delicato.
Quindi, penso che non ci siano i presupposti per passare all'esame
di queste norme.
PRESIDENTE. Colleghi, apprezzando gli interventi che sono stati
fatti, vista l'importanza del tema e in funzione di non voler fare
le cose in maniera sbagliata, accogliamo la richiesta di
accantonare in questo momento questi articoli.
Si passa direttamente all'articolo 25. Ne dò lettura:
«Art. 25.
Agrigento capitale della cultura italiana 2025
1. Il Dipartimento regionale dei beni culturali e dell'identità
siciliana è autorizzato a concedere al comune di Agrigento, per la
promozione e l'organizzazione delle iniziative collegate all'evento
Agrigento capitale della cultura italiana 2025 , un contributo di
4.000 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2024 e di 1.000
migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2025.
2. Con decreto dell'Assessore regionale per i beni culturali e per
l'identità siciliana sono disciplinate le modalità di erogazione
del contributo di cui al comma 1.».
Sono stati presentati tutti emendamenti soppressivi. Sull'articolo
25, assessore Sammartino, devo chiedere al Gruppo del PD se
ritirano gli emendamenti soppressivi.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti.
PRESIDENTE. Per gli emendamenti soppressivi del Movimento Cinque
Stelle?
Onorevole De Luca, i soppressivi all'articolo 25?
ARDIZZONE. Dichiaro di ritirarli.
PRESIDENTE. Gruppo Sud chiama Nord, ci sono soppressivi? Non vedo
l'onorevole Lombardo.
Signor Presidente della Regione, buongiorno, mi scusi non l'avevo
vista.
Gli emendamenti soppressivi del Gruppo Sud chiama Nord sono
ritirati. Grazie.
Si passa all'emendamento 25.8, a firma degli onorevoli Catanzaro
ed altri.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Sull'articolo 25, recante Agrigento capitale della
cultura, signor Presidente dell'Assemblea, eravamo partiti con
un'idea di somme, poi, queste somme, ovviamente, sono state ridotte
a 5 milioni di euro e io ho voluto fare sia in Commissione
Bilancio, ma l'ho ripresentato anche in Aula, un emendamento che
prevedesse altresì i comuni che sono perimetrali alla città di
Agrigento perché hanno una refluenza ad Agrigento capitale della
cultura.
Quindi, l'idea dell'emendamento è proprio questa di migliorare
anche nei comuni dove si svolge la manifestazione e, quindi,
Agrigento a pochissimi chilometri dai comuni anche di avere loro un
contributo perché è chiaro che l'attrazione sul turismo e sui
turisti sarà importante e questi altri comuni verranno visitati,
anche perché parliamo di comuni come Racalmuto, quindi c'è
Sciascia, Realmonte, la Scala dei Turchi e altri comuni che
ovviamente sono lì ed hanno una importanza.
Quindi, su questo emendamento gradirei che il Governo si
esprimesse anche perché intendo andare avanti.
DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Signor Presidente, intervengo per dare un chiarimento
sull'emendamento presentato dal Capogruppo del PD e anche per
informare i colleghi parlamentari.
In buona sostanza, sono stati approvati in sede di Commissione
nazionale che proprio curava l'aspetto dell'aggiudicazione della
città capitale della cultura del 2025 una serie di progetti con
ipotesi ovviamente di affidamento di una serie di servizi di natura
artistica, eccetera, per un valore di circa 6 milioni e mezzo e che
sono stati approvati e che debbono essere necessariamente posti in
esecuzione perché c'è un dovere rispetto ad una proposta
progettuale che il Comune di Agrigento ha fatto e queste risorse
sono destinate proprio alla realizzazione di questi progetti.
Non avere le risorse significa snaturare la ragione del progetto
che è stato approvato.
Questi non sono interventi che con le risorse che il Governo della
Regione ha destinato, erano addirittura 10 milioni, poi la
Commissione ha deciso di ridurle. Allora, pregherei l'onorevole
Catanzaro di ritirare questo emendamento.
CRACOLICI. Il Governo ha deciso di ridurle.
DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Lasciamo perdere, la Commissione Bilancio ha fatto una serie di
osservazioni, poi vedremo se in futuro con l'anno prossimo sarà
necessario impinguare questo fondo.
Intanto, su questa prima assegnazione di risorse, c'è la necessità
di iniziare a dare esecuzione al progetto e pregherei l'onorevole
Catanzaro di ritirare perché se ci sono necessità da parte dei
comuni limitrofi, certamente, ci sarà l'occasione con i fondi FSC
di potere assegnare risorse per attività che riguardano proprio la
realizzazione del completamento di infrastrutture, della
bitumazione delle strade, non so quali possono essere gli
interventi che pensa l'onorevole Catanzaro, però abbiamo le risorse
del FSC quando saranno assegnate che potranno essere indirizzate
alle opere che si riterrà opportuno anche nelle zone limitrofe alla
città di Agrigento.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Ha chiesto di parlare l'onorevole
Catanzaro. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Io vorrei soltanto dire che sull'emendamento non posso
raccogliere l'invito dell'assessore Di Mauro perché lo mantengo in
quanto erano 10 milioni di euro e, quindi quell'emendamento era
stato fatto in quel momento con i 10 milioni di euro, siccome sono
5, quella è stata una scelta del Governo, e ritengo che questi
comuni, perimetrali ad Agrigento, hanno un gettito normale come
turismo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro. Ha chiesto di
intervenire l'onorevole Schillaci. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Grazie, Presidente. Premetto che naturalmente siamo
tutti orgogliosi - intanto saluto il presidente della Regione,
Schifani - che Agrigento possa concorrere a capitale della cultura
2024. L'unica cosa che in Commissione Bilancio' non è stata
chiarita è la gestione di questo concorso, perché vorrei e quindi
do un suggerimento all'Assessore di correre ai ripari, perché
vorrei ricordare che tutti le città che hanno concorso "a capitali
della cultura" si sono ritrovate poi dei rilievi da parte della
Corte dei Conti sull'andamento della gestione. Siccome in
Commissione Bilancio non è stato chiarito se è il comune o è una
fondazione che deve gestire perché non ci risulta che la fondazione
sia stata costituita. Quindi, chiedo, perché parliamo sempre di
contributi pubblici, all'Assessore di mettere dei paletti proprio
per evitare una gestione che non sia conforme a quelli che sono gli
obiettivi da raggiungere. Grazie.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Spada. Ne ha
facoltà.
SPADA. Grazie, signor Presidente. Voglio fare un intervento che
riguarda la gestione delle risorse che vengono molto spesso non
considerate rispetto all'importanza che dovrebbero avere e
dell'impatto che dovrebbero avere all'interno delle nostre
comunità.
Io sono contentissimo che la città di Agrigento abbia vinto questa
competizione importante di capitale della cultura e sono contento
che questo Governo abbia deciso di stanziare 10 milioni di euro in
una città come Agrigento che penso possa avere oltre al ritorno
nella singola città un ritorno anche nella provincia e nell'intera
Regione, però Governo e Presidente volevo sottoporre a quest'Aula
una problematica che ho avuto modo di affrontare ieri e che si sta
ripetendo anche questa mattina. Noi oggi stiamo stanziando 10
milioni di euro
Scusate, colleghi, sto per trattare un argomento a mio avviso
importante che riguarda tutti.
Noi oggi stiamo stanziando 5 milioni di euro nei confronti della
città di Agrigento come capitale della cultura, ci stiamo però
dimenticando di tantissimi studenti agrigentini e di tutta la
Sicilia che, purtroppo, a causa di un taglio che è avvenuto in
maniera verticale da Roma e anche da parte di questa Regione nei
confronti degli studenti universitari idonei e vincitori di borsa
di studio.
Allora, magari qualcuno potrebbe pensare che questa cosa non
c'entra nulla con l'argomento di cui stiamo trattando oggi in Aula,
ma questo argomento a mio avviso risulta essere fondamentale perché
se pensiamo di investire dei soldi e delle risorse nei confronti
della cultura non possiamo dimenticarci dei nostri giovani.
Capisco che il clima in quest'Aula e l'argomento che si sta
trattando non è importante, però chiedo un attimo di attenzione da
parte di quest'Aula e da parte del Governo, perché il tema è
importante ed è così importante che ha portato diverse centinaia di
studenti a protestare qua sotto e il Governo sordo che non si vuole
occupare di questa problematica continua a non volerlo fare.
E siccome penso che in questo Parlamento, per l'Istituzione che
rappresenta, dovremmo comunque sempre rientrare e mantenerci
all'interno di un clima istituzionale, invito il Governo ad
occuparsi sì di Agrigento capitale della cultura, ma di occuparsi
anche dei tanti studenti agrigentini, siracusani, catanesi,
palermitani, che sotto le festività natalizie vedranno ridotta del
50 per cento la dotazione delle borse di studio.
E, allora, se pensiamo all'interno di quest'Aula, cari colleghi,
che il diritto allo studio, un diritto sancito dalla nostra
Costituzione, debba essere garantito, diamolo un segnale prima di
queste festività natalizie, diamolo un impegno, assessore Falcone,
nei confronti di questi studenti che non passeranno il Natale
serenamente con le loro famiglie. Questo tema mi sta talmente a
cuore e mi immedesimo in quegli studenti che oggi sono lì sotto a
protestare, perché il sottoscritto è stato per cinque anni
vincitore di borsa di studio, quindi, so che cosa significa
affrontare il percorso universitario non ricevendo quel sussidio
che ti consente di poter proseguire gli studi.
E, allora, il mio auspicio è che il Governo, qualcuno di questo
Governo si assuma l'impegno, da qui all'approvazione finale di
questa finanziaria, di potere stanziare dei soldi che magari non
risolveranno il problema che ha creato il Governo nazionale, perché
il taglio è stato di 20 milioni di euro, ma che riusciamo a dare
almeno una risposta nei confronti di questi studenti.
Assessore Turano la ringrazio per essere qui, ho fatto
l'intervento, magari poi avremo modo di approfondire come
affrontare concretamente questa questione.
Grazie cari colleghi, grazie Governo, grazie Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Spada, aveva chiesto di intervenire
l'assessore Turano. Sulla questione degli universitari, però,
onorevole Spada, su tale questione degli universitari che mi era
stata sottoposta da diversi colleghi, era stato detto che durante
la prima pausa che oggi avremmo fatto, di poterli incontrare, anche
con il Governo, e c'era stata anche disponibilità, quindi per
tranquillizzarla in tal senso, il che non significa risolvere il
problema, però quanto meno ascoltare e vedere se ci sono le
condizioni per potere in qualche modo intervenire, anche perché
siamo in fase di finanziaria. Va bene? Quindi, le do anche questa
rassicurazione.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Siccome l'argomento che sottopone l'onorevole Spada è molto
sentito, voglio chiarire a tutta l'Aula che noi non solo siamo
impegnati nel cercare delle soluzioni...
CRACOLICI. Ma noi chi?
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Il Governo della Regione, lo stesso Governo, onorevole Cracolici,
che l'anno scorso ha pagato il cento per cento delle borse di
studio, l'unica volta nella storia che il Governo paga il cento per
cento delle borse di studio, effetto che ha determinato una
maggiore e ulteriore imprevista richiesta da parte degli studenti.
Quindi, lo dobbiamo dire che non siamo nelle condizioni, i tagli
non produrranno effetto perché abbiamo le coperture per garantire,
però ci sono molte e ulteriori richieste, quindi se poi durante la
sospensione dei lavori incontriamo il Comitato, proveremo a
condividere una soluzione. E lo stesso Governo, Presidente,
assessore Falcone è un impegno che io assumo con l'Aula, dopo avere
avuto la sua rassicurazione, mi deve ascoltare, assessore Falcone,
parliamo di cose importanti.
Sull'edilizia universitaria, nel corso di questa legge finanziaria
sarà reso applicabile, assessore Falcone, lo stanziamento per
ammodernare l'edilizia universitaria e con il Presidente della
Regione e con il Presidente dell'Assemblea abbiamo condiviso un
percorso per cui si possono utilizzare i fondi comunitari per
garantire gli interventi in tutti e quattro gli Ersu siciliani,
addirittura incontrando i presidenti degli Ersu abbiamo condiviso
un meccanismo per cui i servizi possono essere per la prima volta
garantiti anche nei poli universitari, nell'università di Catania,
che significa anche Siracusa e dell'Università di Palermo, che
significa Agrigento e Trapani.
Per fare questo abbiamo già chiesto loro i progetti immediatamente
cantierabili e siamo certi che con i fondi comunitari, troveremo la
soluzione per ammodernare le strutture.
Anzi colgo l'occasione, seppure informalmente, di chiedere scusa
agli studenti universitari ai quali avevo promesso di organizzare
un incontro con il Rettore di Palermo, incontro al quale non sono
potuto andare, perché siamo andati, per un voto sotto sul
consolidato, l'indomani sono dovuto stare in Aula per approvare il
consolidato. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, assessore Turano.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Grazie Presidente, approfitto del tema che ha
introdotto l'assessore Turano, per dire che in V Commissione c'è
stata un'importante audizione proprio con il Rettore
dell'Università di Palermo in merito alla carenza degli alloggi per
gli universitari.
Era stata prospettata la possibilità, e ne avremmo dovuto,
Assessore, parlare è giusto con lei, per fare un incontro con
l'Agenzia dei beni confiscati per vedere se ci sono delle
possibilità di edifici e alloggi da potere dedicare agli studenti
universitari. Quindi, assessore Turano, le chiederemo a breve un
incontro in V Commissione proprio per vedere se c'è la possibilità
con l'Agenzia dei beni confiscati. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci.
Sull'ordine dei lavori
DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA CATENO. Le ho chiesto di intervenire sull'ordine dei
lavori perché ne approfitto della presenza del Presidente Schifani
al quale non so se siano state comunicate le questioni che abbiamo
posto in quest'Aula, in particolare per quanto riguarda il
contenuto della nota del 18 ottobre, dove il Presidente Schifani ha
comunicato al Ministro Salvini che la Giunta, all'unanimità,
avrebbe stabilito di destinare un miliardo di Euro sulla
programmazione 2021-2024 del Fondo Sviluppo e Coesione, e in più
200 milioni di Euro, almeno per quanto riguarda la programmazione
2014-2020, risorse non spese per quanto riguarda il FES.
Non so se al Presidente Schifani qualcuno abbia riferito pure che
abbiamo fatto un accesso agli atti e abbiamo scoperto che questo
verbale, che prima era una delibera di Giunta, poi la delibera di
Giunta non si è fatta, poi è stato un verbale.
Abbiamo fatto un accesso agli atti come normali cittadini e c'è
stata opposta la questione che il verbale non era stato pubblicato,
nonostante risalga al 16 ottobre. Abbiamo scoperto che i verbali
della Giunta non erano pubblicati da agosto in poi.
Presidente Schifani, abbiamo scoperto con nostra gioia che tutti i
verbali della Giunta - all'improvviso - sono stati pubblicati
dopo due giorni dal nostro accesso agli atti e sono stati
pubblicati i verbali da agosto fino all'ultima Giunta.
Abbiamo pure scoperto, Presidente Schifani, per come anche in
genere si usa in qualunque Giunta di qualunque Palazzo municipale,
che in genere la regola è che i verbali si approvano nella seduta
successiva. Ma, lo dico qua anche ai colleghi sindaci, questa
regola per la Giunta regionale non vale, tu lo approvi quando vuoi,
o meglio, se non l'approvi magari, il verbale è lì informale e ne
fai l'uso che vuoi; per quanto mi riguarda e, ovviamente, questo
dico perché in base a quello che abbiamo scoperto ho fondati motivi
di sostenere questo.
Presidente Schifani, Matteo Salvini le ha chiesto un miliardo, lei
invece è stato generoso, gliene ha dato uno e due e ha anche
consentito che lo Stato prelevasse ottocento milioni di Euro dal
Fondo Sviluppo e Coesione per quanto riguarda interventi a regia
statale per opere da realizzare in Sicilia, 2 miliardi e 100
milioni di euro. Quest'Aula ha avuto anche l'impossibilità di
trattare il quadro generale dei Fondi extra regionali e sulla
programmazione, noi abbiamo chiesto il suo intervento in
Commissione Bilancio, lei non è venuto.
Presidente del Parlamento, lei ha preso un impegno non sulla
presenza del Presidente Schifani, che a me il Presidente Schifani
stia qua mi fa piacere, ma io voglio un Presidente che parli e che
mi risponda alle questioni che abbiamo posto, gli ologrammi non ci
interessano
Questo è il tema ora, e sull'ordine dei lavori, caro Presidente
del Parlamento, dobbiamo stabilire una volta per tutte quando si
apre quella finestra su questo tema, perché siamo rimasti che prima
che si chiudesse il ciclo dell'approvazione della legge di
stabilità e del bilancio il presidente Schifani avrebbe risposto
alle questioni che abbiamo posto.
E, allora, considerato che l'opposizione per l'ennesima volta si è
dimostrata seria e responsabile in base all'autorevole mediazione
che lei ha fatto, perché se non era per lei noi non eravamo, qui,
oggi in un clima, comunque, di condivisione e anche quello che è
stato il cecchinaggio mediatico che è stato scatenato contro le
opposizioni e l'abbiamo respinto al mittente, perché i fatti
dimostrano che l'approvazione della legge di stabilità al 31 di
dicembre o all'8 di gennaio non cambia nulla, perché sappiamo tutti
quanti che dal 2 gennaio non c'è nessuno che fa mandati di
pagamento e quindi la spesa non è assolutamente frenata da certi
ragionamenti, ma Falcone ha cambiato Viagra e quindi oggi ci
intendiamo con l'Assessore Falcone.
E allora, vado alla conclusione, desidero sapere da parte sua se è
possibile - visto che c'è il presidente Schifani è presente -
aprire il dibattito sulle questioni che abbiamo posto, non oggi
perché, magari, al Presidente Schifani non c'è stato modo di
riferire le questioni che io ho detto e quindi io correttamente non
sono qui oggi a pretendere la replica ma se nella finestra del 28 e
29 possa essere riservata e, quindi, se il presidente Schifani ci
dà oggi quanto meno la sua disponibilità se vuol venire il 28, se
vuol venire il 29, in base ai suoi impegni istituzionali, ma deve
venire in Aula a riferire sulle questioni poste e deve consentire
all'Aula, perché Presidente Schifani, veda, l'Assessore Falcone ci
aveva abituato bene, lei ha revocato la delega alla programmazione
dei fondi extra regionali e per questo noi vogliamo capire pure
perché: perché se è una sfiducia nei confronti dell'Assessore
Falcone, quest'Aula lo deve sapere, se l'assessore Falcone ha fatto
qualcosa di grave nel suo ruolo di assessore quest'Aula è giusto
che lo sappia, perché a quest'Aula le è stato impedito di avere il
quadro complessivo dei Fondi extra regionali e, soprattutto, non ha
sentito una parola - visto che la delega l'ha lei - su quelle che
sono le politiche di bilancio e su quella che è la programmazione
complessiva. Quindi lei, presidente Schifani, se c'è batta un colpo
e stabiliamo quando lo deve battere
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca, per essere chiari, giusto
per essere precisi più che chiari, l'impegno era quello che il
Presidente della Regione - ma non c'è stato neanche bisogno di
chiedere, - l'impegno era che il Presidente della Regione venisse
ma al Presidente non gli è stato neanche chiesto, perché è venuto
lui spontaneamente e sono sicuro che continuerà a venire, non credo
che ci saranno difficoltà per rispondere ad eventuali questioni
durante questa sessione.
Certamente poi mi confronterò col Presidente e capirò,
eventualmente, se e quando, però rispetto alla sua presenza non
l'ho neanche chiesta io, perché è stato lui che, spontaneamente, si
è messo a disposizione, come è giusto che sia.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Grazie Presidente, io intervengo e approfitto anche
della presenza del Presidente della Regione, Presidente noi abbiamo
sfatato - dico poco fa c'è stato anche l'intervento del collega De
Luca - il ragionamento che era uscito fuori, anche tramite stampa,
che le opposizioni per qualche motivo che non si capisce bene
volessero per forza portare la Regione all'esercizio provvisorio.
Questa cosa è stata sfatata sia quando abbiamo fatto il lavoro in
Commissione Bilancio , sia qui in Aula. Per noi non c'è stata, per
le opposizioni, minoranze non c'è mai stata una pregiudiziale che
avrebbe, comunque, danneggiato il lavoro di tutta l'Assemblea, o il
lavoro anche esterno nei confronti dei siciliani.
E questa cosa Presidente, l'abbiamo sfatata più e più volte. E
più volte le opposizioni, dico, io penso anche di interpretare la
volontà anche della maggioranza, abbiamo detto più e più volte sia
in Commissione Bilancio, che qui in Aula che la volontà dei Gruppi
è quella di incidere in questa finanziaria e cercare di
migliorarla, quanto più possibile. E, in questi giorni, abbiamo
dimostrato intervenendo, Presidente, che ci sono delle misure che,
al momento per vari motivi, sono con i capitoli a zero, o in questa
fase, non sono ancora attenzionati nella maniera opportuna.
Presidente, le opposizioni, grazie alla sua mediazione e grazie
alla mediazione di tutti gli attori, mi sembra che, da quando è
iniziata l'Aula sulla discussione della finanziaria, c'è stato un
atteggiamento, come dire, responsabile, c'è stato un atteggiamento
di condivisione, tant'è che sull'articolato, Presidente della
Regione e Presidente dell'Assemblea, stiamo andando in maniera
corretta, spedita, nel raggiungimento del risultato di approvare,
nel tempo che c'è...che è dovuto, la legge di stabilità.
Però, Presidente, è giusto dire che - considerando che da parte
nostra non c'è una pregiudiziale, sul discorso di date, ma che il
Movimento Cinque Stelle, così come tutti i Gruppi che man mano sono
intervenuti qui in Aula, dicono che vogliono incidere e vogliono
migliorare questa legge di stabilità quanto più possibile -
Presidente dell'Assemblea, Presidente della Regione noi vogliamo
iniziare a capire quali sono i margini per migliorare questa legge
di stabilità. Perché noi questa legge la stiamo approvando, già,
Presidente, abbiamo approvato un numero congruo di articoli. Ne
rimangono ancora altri, tra cui importanti, però è giusto che
l'Assemblea possa capire fino a che punto l'Assemblea può incidere
in questa legge di stabilità. Ed è chiaro, Presidente, e condivido
anche l'intervento che ha fatto il collega De Luca, che ci fossero
i margini anche su una discussione per quanto riguarda i temi sui
fondi extra regionali -se si può fare in questi giorni o
successivamente - è giusto che si faccia, vista la disponibilità
nel portare avanti diciamo la legge di stabilità, ma nel cercare di
migliorarla quanto più possibile questa legge di stabilità perché
lo dobbiamo ai siciliani, ai siciliani. E ripeto, Presidente, non è
mai stato un problema di data, non lo è mai stato. E tutti gli
interventi, sia in Commissione Bilancio che qui in Aula, lo hanno
dimostrato. Da parte delle opposizioni, non c'è mai stato un
problema di date.
Diciamolo alle categorie esterne, diciamolo a tutte quelle
categorie che in questi giorni, magari, perché c'è stato, non lo
so, qualcuno che magari ha soffiato sulla strumentalizzazione su
questo tema. Non c'è mai stato, da parte del Movimento Cinque
stelle ma credo di tutti i parlamentari dell'Assemblea regionale
siciliana, una volontà di approvare la legge di stabilità in una
data piuttosto che in un'altra.
Qui, Presidente, noi siamo mandati da parte dei siciliani, siamo
stati eletti dai siciliani, per poter incidere quanto più
possibile, ovviamente nel rispetto delle posizioni. E quindi,
Presidente, le chiedo - e chiudo e poi interverrò sull'articolo
sull' articolo 25 -, che è giusto secondo me in questa fase, visto
che c'è stata, sia oggi che questa mattina, una dimostrazione da
parte delle opposizioni e da parte di tutta l'Assemblea di portare
avanti questa legge di stabilità, che ci sia un confronto con il
Governo, che ci sia un confronto in cui il Presidente
dell'Assemblea sia anche parte mediana tra le opposizioni, il
Governo e anche la maggioranza e, in qualche modo, ci possano
essere i termini per capire fino a quando i componenti di questa
Assemblea possono incidere su questa legge di stabilità. Grazie.
Riprende la discussione del disegno di legge n. 638/A
PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, l'emendamento 25.8 lo mantiene o
lo ritira?
CATANZARO. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Il parere del Governo sul 25.8?
FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.
DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA CATENO. Grazie Presidente, vorrei rivolgermi direttamente
al Presidente Schifani se il collega De Luca Antonino lo consente
un attimo.
Presidente Schifani, mi ascolti, lei ha approvato una legge di
stabilità che prevedeva 10 milioni di euro per Agrigento capitale
della cultura. Una faida interna alla sua Giunta, che lei conosce
bene, lei è uomo attento e uomo delle istituzioni e, ovviamente, ci
può dare lezione anche su questo, ha portato alla riduzione del 50
per cento di ciò che la sua Giunta ha approvato all'unanimità.
Assessore Falcone, si ricorda che abbiamo chiesto conto e ragione
ma non perché, ovviamente, in questa faida vogliamo tutelare
l'Assessore Di Mauro - le vostre faide ve le vedete tra di voi - ma
perché riteniamo giusto, Assessore Di Mauro, che se la Giunta si è
determinata e ha fatto una valutazione ben precisa, e noi riteniamo
che Agrigento merita, visto che ha questa opportunità, di avere le
risorse giuste anche per coinvolgere il territorio, questa non può
essere un'occasione, presidente Schifani, che si possa limitare
solo a qualche operazione su una fondazione e quant'altro, di avere
una visione prospettica, sinergica, con il territorio. E in
Commissione Bilancio abbiamo posto una domanda alla quale nessuno
ci ha saputo rispondere, ora ci dovrà rispondere Presidente
Schifani, perché veda lei che è titolare dei fondi extra regionali
abbiamo posto una domanda: il taglio da 10 milioni a 5 milioni, e
qua ci sono anche gli assessori che in modo anche complessivo hanno
titolarità ad intervenire su questo, c'è l'assessore per la
cultura, c'è l'Assessore per i beni culturali, l'Assessore per il
turismo, ci sono tutti, ci sono quegli assessori che devono dirci,
attraverso il presidente Schifani, perché lui è il titolare della
delega dei fondi extra regionali - assessore Di Mauro, poi ve le
discutere le questioni tra di voi - allora dobbiamo sapere, questo
Parlamento deve sapere una cosa, non è che siamo al mercato, cioè
dalla Giunta si fa una valutazione di 10 milioni e a un certo punto
si arriva in Commissione Bilancio e voi stessi vi tagliate le
risorse Ovviamente, è una grande contraddizione
Allora, abbiamo chiesto, presidente Schifani, sicuramente ci sarà
un concorso di risorse di fondi extra regionali che compensano
queste risorse che sono a valere sul bilancio, giusto Assessore
Falcone? Sono soldi veri, soldi cash, al cospetto di questi 5
milioni, soldi cash, ci sono altri soldi cash che provengono dal
concorso dei due assessorati di cui stiamo parlando. Per cui,
effettivamente, la previsione che aveva fatto la Giunta regionale
per quanto riguarda il contributo alla città di Agrigento, da dieci
scende a cinque, sui soldi cash e vengono compensate queste
riduzioni con una progettualità dei due assessorati? Ma è possibile
che nessuno in Commissione Bilancio è stato in condizione di
rispondere a questa banale domanda? E io mi auguro che su questo ci
illumini d'immenso il Presidente Schifani. Ecco, veda, questa è una
questione per la quale, Assessore, anzi Presidente, le chiedo
scusa, lei ci deve rispondere. Allora la questione - e chiudo,
Presidente - è molto semplice, perché noi dell'opposizione siamo
soddisfatti del lavoro che abbiamo fatto? Perché, veda, Presidente
Schifani questa non è più la sua legge di stabilità, se permette è
anche nostra, dieci articoli non potabili sono stati messi da
parte, venti articoli su trenta sono stati modificati con concorso
dell'opposizione, ci sono una decina di articoli che ovviamente
ancora stiamo discutendo, e stiamo dimostrando come si fa.
E' ovvio che l'assessore Di Mauro ovviamente si sta irritando,
perché? Perché ad Agrigento gli stanno chiedendo conto e ragione,
come è possibile che un assessore del territorio di Agrigento, che
ha approvato all'unanimità in Giunta un contributo di 10 milioni,
stia zitto e non reagisca rispetto a questo taglio che è stato
fatto all'interno della Commissione Bilancio , su proposta della
stessa maggioranza? Perché, onorevole Presidente del Parlamento,
non è che è stata l'opposizione, anzi l'opposizione qua ha fatto,
da questo punto di vista quadrato sul difendere esattamente questo
contributo.
Allora, chiudo formulando per l'ennesima volta il quesito, e
aggiungo anche un fatto in termini chiari anche su questa
questione. Signor Presidente, noi abbiamo fatto la Conferenza dei
Capigruppo ieri, abbiamo stabilito un percorso, e per quanto ci
riguarda, come Gruppo "Sud chiama Nord" quel percorso va avanti per
come abbiamo definito. Ovviamente, veda, qua mi consenta di
dissentire con la sua replica di poco fa: non è una concessione la
presenza del presidente Schifani, guardi. Non è una concessione, lo
sa perché? Glielo spiego subito, perché veda non è il Presidente,
lui in questo momento ha la delega ai fondi extra-regionali e alla
programmazione, e non può mancare. Il tema è un altro: l'Assessore
e Presidente Schifani - uso anche il termine Assessore perché ha
queste deleghe, non può mancare dal dibattito d'Aula. Il tema è
diverso, anche perché non ha preso questa delega e l'ha attribuita
a chi gliel'aveva più volte chiesta, all'onorevole Sammartino,
chiaro? Quindi, anche dal suo punto di vista l'ha tenuta per sé,
quindi è ovvio che ora deve dare spiegazioni non nella qualità di
Presidente della Regione, la deve dare nella qualità di una delega
che si è preso e l'ha presa con un'azione di sfiducia nei confronti
di Falcone, nei confronti del quale noi abbiamo espresso piena
solidarietà.
Chiudo, allora, vogliamo sapere su questo articolo, perché è ovvio
che da questo punto di vista siamo fermi nel riportare il
contributo a dieci milioni di euro, e questo naturalmente non
rientra nei ragionamenti, ma rientra in una questione di giustizia,
l'avevamo proposta in Commissione "Bilancio", Presidente, e la
stiamo ponendo in Aula.
Mi auguro che prima di votare intervenga il Presidente Schifani, e
ci dica chiaramente "Cari colleghi parlamentari, i 5 milioni che
sono stati tolti, per quanto riguarda la previsione originaria,
saranno compensati con l'intervento dell'Assessorato "X" e
dall'Assessorato "Y"". Noi siamo soddisfatti, e l'onorevole Di
Mauro è contento, che non può tornare ad Agrigento
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca. Puntualizzo nuovamente: non
ho detto che era una gentile concessione, anzi ho detto che è
giusto e mi fa piacere che lui spontaneamente sia qui.
PACE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PACE. Signor Presidente, io da quattro cinque-notti non dormo,
perché non ricordo sempre - non lo posso dire non dormo? Ho detto
una bugia, dormo - però al di là delle mie notti più o meno
insonni, ritornano sempre nella mia memoria questi fondi extra-
regionali e la richiesta di Schifani, e voglio tranquillizzare non
soltanto l'onorevole Cateno De Luca, ma tutte le opposizioni, che
questo dibattito si farà in Aula.
Ritornando, invece, all'articolo 25, non posso esimermi, in quanto
agrigentino, dall'intervenire, e mi volevo rivolgere all'assessore
Falcone. Vero è, assessore Falcone, che la Giunta aveva approvato
dieci milioni di euro, però, se poi in Commissione "Bilancio" c'è
stata una variazione, credo che ci siano stati dei buoni motivi. Io
le chiedo invece l'impegno, pur non variando la norma e, quindi, di
approvarla così com'è, le chiedo comunque l'impegno per il prossimo
esercizio finanziario di inserire una somma importante per questa
vicenda.
"Agrigento città della cultura" è un'occasione unica e
straordinaria e non lo è soltanto per la città di Agrigento ma lo è
per tutti i comuni, non soltanto quelli della provincia di
Agrigento, ma detto questo non mi può trovare d'accordo con la
proposta di emendamento del collega Catanzaro perché vero è che
sono coinvolti tutti gli altri comuni ma l'attore principale di
questa vicenda è comunque e rimane la città di Agrigento. Sta
subendo un travaglio per quanto riguarda la costituzione della
Fondazione ma comunque artefice principale e non può essere che la
città di Agrigento che deve coordinare tutte le attività da qui
fino all'esaurimento del progetto e deve essere artefice di tutto
questo progetto.
Pertanto, Assessore Falcone, io sono certo che dopo i nostri
interventi, ci sarà anche il suo intervento affinché possa
tranquillizzare non soltanto i parlamentari della provincia di
Agrigento ma tutti gli altri parlamentari e che questo fondo possa
ritornare nel prossimo esercizio finanziario alla stessa copertura
di 10 milioni di euro.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Grazie, Presidente, in Commissione Bilancio questo
articolo è stato uno degli articoli dove c'è stato maggior
dibattito.
È ovvio Presidente che le opposizioni, come è giusto che sia, non
vogliono prendere una parte di un Governo piuttosto che di un altro
Governo; tutti abbiamo notato che la legge di stabilità e questo
articolo è arrivato con un importo, dopo di che questo importo è
stato modificato. Abbiamo dibattuto più volte in Commissione
Bilancio per cercare, ovviamente, di migliorare l'articolo.
Presidente della Regione, in Conferenza dei Capigruppo, il
Movimento Cinque Stelle che ha preso parte alla Conferenza dei
Capigruppo dove si è deciso, e su questo si capisce anche il
discorso della responsabilità da parte delle opposizioni anche per
dare un segnale esterno a chi magari stava percependo cose non
giuste, che questa legge di stabilità verrà approvata entro l'otto
gennaio e questo secondo me è un segnale molto forte Presidente. Le
opposizioni in Conferenza dei Capigruppo danno l'ok nell'approvare
questa norma importante per la Sicilia entro l'otto gennaio.
Noi siamo qui, Presidente, e vogliamo lavorare ora per ora, per
tutti i giorni che sono stati stabiliti dalla Conferenza dei
Capigruppo, ora per ora, assolutamente sì, assolutamente sì, ma
questo per trasmettere che cosa, Presidente, sempre per trasmettere
un messaggio chiaro e inequivocabile.
Il Movimento Cinque Stelle, così come le altre opposizioni non
hanno mai messo pregiudiziali sulle date e non mettono e non
prendono posizione, ovviamente, su una parte di Governo o l'altra
parte di Governo che magari decide di aumentare o diminuire una
norma. Per noi, tutte le norme possono essere importanti e tutte le
norme vanno discusse e se si possono migliorare, si devono
migliorare e, quindi, vista l'importanza di Agrigento capitale
della cultura è ovvio che noi siamo disponibili nell'aumentare la
somma, Presidente. Però noi vorremmo capire una cosa, Presidente
dell'Assemblea e Presidente della Regione, noi come Movimento
Cinque Stelle possiamo essere disponibili a votare questo
emendamento che ripristina l'importo ad una cifra superiore, però,
Presidente, io non vorrei che votando questo emendamento magari non
riesco poi a un certo punto a dare i fondi ad un'altra misura che
può essere importante e allora voglio capire Presidente della
Regione e Presidente dell'Assemblea prima di andare avanti, prima
di votare questi emendamenti tutti importantissimi io vorrei capire
da parte del Governo - e questa cosa è una richiesta che abbiamo
fatto più e più volte - in Commissione "Bilancio", lo stiamo
ribadendo in Aula, con la responsabilità da parte delle
opposizioni, vorremmo capire, prima di votare emendamenti
importanti, fino a dove ci possiamo spingere, Presidente della
Regione.
Perché se oggi il Movimento Cinque Stelle vota favorevolmente
questo emendamento, è ovvio che stiamo impegnando delle somme.
Ma vorrei capire se queste somme - magari - possano servire per
misure più importanti.
Abbiamo parlato poco fa, ieri abbiamo parlato sul discorso delle
parrucche oncologiche, si parla delle misure contro la violenza di
genere, si parla delle misure riguardo alla prevenzione per quanto
riguarda il crack.
Ci sono tantissime misure qualificanti che quest'Aula ha portato
in questi giorni, continuamente, e oggi, Presidente, noi le
chiediamo, in maniera formale, che vorremmo - così come Gruppo
Movimento Cinque Stelle ma credo tutti i Gruppi - un confronto col
Governo per capire adesso, adesso, adesso, fino a quando questa
Assemblea può incidere.
Poi noi siamo favorevoli a votare questo emendamento ma vogliamo
capire se questo emendamento, che ripristina i fondi e toglie fondi
a qualche altra misura importante, qualificante, a cui i colleghi
sia in Commissione "Bilancio" che qui in Aula ne hanno più volte
parlato.
Le chiedo quindi, Presidente, - mi piacciono gli interventi
accorati, Assessore Sammartino - le chiedo, Presidente, se è
possibile, visto che comunque stiamo procedendo in maniera spedita
se ci può essere un confronto da parte dei Gruppi parlamentari e il
Governo per capire di che misure stiamo parlando e per capire se
abbiamo margini di manovra, anche per votare in maniera favorevole
questo emendamento.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Paola, per il suo intervento.
Prima di dare la parola all'onorevole Savarino, per essere chiari,
onorevole Di Paola, noi stiamo riuscendo ad avere questo clima
perché siamo pervenuti, grazie alla sensibilità politica di tutti -
qui non c'è chi più chi meno, tutti - a stabilire un calendario
che prevedesse che noi potessimo votare, suddividendo la
finanziaria in 13 articoli tra oggi e ieri, 13 articoli la giornata
del 28 e del 29 e 4 articoli, insieme al maxiemendamento giorno 8
gennaio.
Questo accadrà, cioè non ci sono né cose in più né cose in meno.
Quindi, noi appena avremo raggiunto i 13, forse addirittura
talmente siamo andati veloci che li abbiamo raggiunti, noi
fermeremo i lavori in Aula e riprenderemo il 28.
Se serve un confronto con il Governo - non mi sembra che ci sia
stata una preclusione, anzi c'è stato un grandissimo dialogo -
lavoreremo.
Però, se devo essere sincero, è chiaro che se noi mettiamo non 5,
non 10 ma 20 milioni è chiaro che da qualche altra parte li dovremo
levare.
Non giochiamo al gioco che ci sono soldi infiniti, i soldi sono
sempre quelli.
Quindi vuol dire che ci saranno delle cose, possibilmente, meno
importanti e dalle quali le dovremo levare.
In questo ragionamento, dobbiamo essere bravi tutti nel trovare
quelle risorse.
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Savarino, ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, io non sarei voluta intervenire per
accelerare i lavori d'Aula ma Agrigento "Capitale della cultura"
non può non avere un'attenzione e, peraltro, non possiamo non
ringraziare il Presidente Schifani e il suo Governo per avere
attenzionato, da subito, questo importante traguardo che Agrigento
ha raggiunto e su cui stiamo lavorando tutti perché si arrivi nelle
migliori condizioni possibili.
Presidenza del Vicepresidente Di Paola
E' vero l'articolo era arrivato dal voto di Giunta con una
disponibilità di 10 milioni di euro.
In I Commissione questo stanziamento l'avevamo confermato e poi in
bilancio è stato dimezzato.
Sono certa che, essendo l'obiettivo del 2025 un po' più lontano,
in questa prima fase questi 5 milioni servono per partire, poi ne
arriveranno altri sia all'interno dei fondi regionali - quindi
cash, come dice il collega - che anche con disponibilità di fondi
extra regionali.
Peraltro, mi corre l'obbligo di ringraziare non solo il collega Di
Mauro che, al momento è l'unico agrigentino in Giunta, ma anche gli
altri colleghi che ...
CRACOLICI. Al momento in che senso?
SAVARINO. Presidente Cracolici, non dia limiti a noi agrigentini,
lei lo sa che noi agrigentini abbiamo sempre creato grandi classi
dirigenti a tutti i livelli
Voglio ringraziare gli assessori che si sono molto spesi e si
stanno spendendo per Agrigento.
Pochi giorni fa, con l'assessore Aricò, abbiamo inaugurato la
tratta diretta Palermo-Punta Raisi, quindi aeroporto con
l'Agrigento.
L'assessore per i beni culturali più volte è venuto nel nostro
territorio e continuerà a farlo con un'attenzione massima nelle sue
competenze.
L'assessore Elvira Amata ha già dato disponibilità per
l'organizzazione di eventi importanti che ci sono stati e ci sono
ancora e sono in programmazione per Agrigento, dalla festa del
mandorlo in fiore in poi.
Ma tutti gli assessori anche che non hanno competenze direttamente
legate alla cultura e alla promozione turistica e infrastrutturale
di Agrigento sono comunque attenti e per questo motivo li
ringrazio.
Ma mi consta personalmente che ho incontrato insieme al sindaco
Franco Micciché, al sindaco di Agrigento, anche il ministro Fitto
che c'è un'attenzione massima anche del Governo nazionale per
spostare su Agrigento finanziamenti che servono a dare risposte al
territorio e sbloccare infrastrutture che resteranno anche dopo la
data del 2025.
Per cui, è chiaro, noi siamo qui per dare intanto questa immediata
risposta con questa finanziaria, ma segnare l'impegno del Governo
Schifani e di questa maggioranza, ma ritengo non solo, visto la
disponibilità dei colleghi, a che questo impegno possa essere
migliorato.
Onorevole Catanzaro, devo dire che purtroppo sull'emendamento al
voto lei forse ha avuto una cognizione un po' errata di quello che
sono i comuni limitrofi perché ha inserito alcuni comuni e altri
no, quindi non si è basato su un criterio chilometrico, di
vicinanza, forse più su un criterio di colore. Ma al di là della
battuta, l'idea di aiutare anche i comuni limitrofi, ma che non
sono solo quelli anzi alcuni sono saltati da quell'elenco, molto
vicini al comune di Agrigento può essere una buona idea e quindi ne
possiamo parlare anche in futuro e trovare strumenti per
coinvolgere anche i comuni limitrofi, ma direi anche l'intera
provincia. Come sappiamo Lampedusa è coinvolta in prima linea
perché il progetto che ha vinto Agrigento capitale di la cultura ha
questa ambizione di coinvolgere il territorio di coinvolgere
Lampedusa.
Grazie ai colleghi per il lavoro che stiamo insieme facendo e che
continueremo a fare per Agrigento.
Presidenza del Presidente Galvagno
PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, l'emendamento 25.8 è mantenuto o
no?
CATANZARO. Ritirato.
CAMBIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMBIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi non mi sento
chiamato in causa solo perché agrigentino e rappresentante del
territorio. E' un tema importante, ma mi permetta di rappresentarle
che quanto espresso negli interventi precedenti rispetto a una
corsa frenetica o a un tanto al chilo stabilito, svilisce il nostro
ruolo di parlamentari. Abbiamo fatto le corse in Commissione,
abbiamo discusso, accantonato, stralciato perché c'erano degli
obiettivi da raggiungere.
Ci siamo ripromessi di fare il punto della situazione in Aula
perché era il momento di confrontarsi.
Mi pare che questo momento ancora non sia arrivato.
Mi pare che abbiamo accantonato un articolo 2, o 3, quello sulle
riserve, l'articolo 2 destinato ai Comuni e storicamente era
inserita una riserva in favore del Comune di Agrigento, Siracusa e
Ragusa, proprio perché qualche parlamentare anche di maggioranza ha
detto: è inutile dare 2 milioni di euro al Comune di Agrigento
considerato che c'è un articolo e una norma in finanziaria che
stabilisce altre misure in favore del territorio.
Ecco, il fatto di essersi dato un numero di articoli da approvare
in un giorno, Presidente, non vorrei smentire il mio capo Gruppo e
la Conferenza dei Capigruppo, però credo che ci debba essere data
la possibilità rispetto agli articoli che andiamo a discutere
quanto meno di confrontarci e come ha detto bene qualcuno che ci ha
preceduto, prima di fare delle scelte avere un quadro della
situazione chiaro e ben definito.
I 10 milioni di euro con cui l'articolo esce da una delibera di
Giunta credo che nascano da una esigenza territoriale non credo che
sia stata un'invenzione da parte del Governo attribuire delle
risorse al Comune di Agrigento per portare avanti e da agrigentino
ne sono orgoglioso, un'iniziativa di promozione e valorizzazione
rispetto ad un riconoscimento prestigioso ottenuto da Agrigento.
Quindi, se ci si rende conto che magari nel 2024 serve una cifra
inferiore e nel 2025 può essere reintegrata e utilizzata e
impegnata quella somma, è una riflessione che va fatta con l'Aula,
con i parlamentari, ma è una riflessione di cui ci vorremmo rendere
partecipi.
Quindi, mi unisco all'appello del collega Di Paola, Presidente,
rispetto a un momento di riflessione che ci possa portare a
continuare a lavorare nella massima serenità ma senza correre
perché la fretta è cattiva consigliera, comprendo gli impegni di
tutti, comprendo che c'è qualcuno che deve andare via che magari ha
preso degli impegni, che si erano stabiliti degli orari, che si
erano stabiliti un numero di articoli, però io credo che bisogna
fermarsi un attimino e cercare di sforzarci per dare risposte a
quei siciliani, a quelle tematiche che ancora non hanno trovato
soluzione, ne sono state citate alcune che per il Movimento Cinque
Stelle sono fondamentali.
Mi riferisco al tema della violenza di genere, mi riferisco al
tema della transizione energetica, mi riferisco al tema del
contrasto all'utilizzo di droghe e del crack posto dall'onorevole
La Vardera, quindi da questo punto di vista, Presidente, la invito
a fermarci un attimino per un momento di riflessione, se è
possibile, anche rispetto alla votazione di un emendamento e di
alcune somme da attribuire, magari può essere opportuno attribuire
5 milioni di euro nel 2024 e 5 milioni di euro nel 2025, però un
attimo di riflessione credo che sia opportuno farla, grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cambiano, le dico però che c'è stato
in questo momento che ha presieduto l'onorevole Di Paola un
confronto con i Capigruppo e si è deciso di intraprendere un
percorso, quindi la invito magari a confrontarsi con il suo
Capogruppo. Allora, siamo arrivati al 25.12 dell'onorevole
Castiglione, Lombardo e Carta, è mantenuto o ritirato? Ritirato,
grazie, andiamo all'ultimo emendamento dell'onorevole Schillaci che
è il 25.17.
Prego, onorevole Schillaci.
SCHILLACI. Grazie Presidente io lo mantengo e chiedo all'aula di
apprezzare questo emendamento tanto più per il fatto che non si è
avuta chiarezza, né da parte dell'Assessore, né in Commissione
bilancio, sulla costituzione della governance che dovrà gestire
Agrigento capitale della cultura.
Quindi, io credo che essendo soldi pubblici, io credo che almeno i
deputati, i membri e i commissari della Commissione Cultura debbano
potere esplicitare il loro ruolo anche di controllo nei confronti
dell'elargizione di questi contributi, quindi mantengo
l'emendamento e chiedo all'Aula di apprezzarlo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 25.17. Il parere del
Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione. Contrario.
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 25.17
PRESIDENTE. L'onorevole Schillaci chiede voto palese. Allora
vediamo se è appoggiata la richiesta di voto palese. Chiedo ai
colleghi di prendere posto, siamo in fase di votazione. Vediamo se
è appoggiata la richiesta di voto palese nominale. È appoggiata.
Pongo in votazione l'emendamento 25.17 con il parere contrario del
Governo e della Commissione. Chi è favorevole voti verde; chi è
contrario voti rosso.
La votazione è aperta.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 65
Votanti 55
Maggioranza 28
Favorevoli 24
Contrari 31
Astenuti 0
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 25. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Onorevoli colleghi, così come concordato nella Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, l'Aula è rinviata a giovedì 28
dicembre 2023 alle ore 10.00.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 12.47, di venerdì 22 dicembre 2023, è
ripresa alle ore 10.23 di giovedì 28 dicembre 2023)
Presidenza del Vicepresidente Di Paola
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Colleghi, rinviamo la seduta alle ore 11.00.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 10.23, è ripresa alle ore 11.31)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Colleghi, rinvio la seduta alle 12.30. La seduta è
sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 11.31, è ripresa alle ore 13.34)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. La seduta riprende. Allora colleghi, visto e
considerato che abbiamo finito proprio adesso le varie
interlocuzioni con tutte le forze politiche, riprendiamo alle ore
14.00, giusto il tempo per poter mangiare un panino e cominciare, e
concludere speriamo i lavori entro oggi. Grazie a dopo. La seduta è
pertanto sospesa e riprenderà alle ore 14.00.
(La seduta, sospesa alle ore 13.34, è ripresa alle 14.50)
Presidenza del Presidente Galvagno
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Colleghi, vi chiedo un paio di minuti di attenzione
perché, rispetto alla settimana scorsa
Assessore, giusto per dare comunicazione rispetto alle
interlocuzioni che ci sono state.
La settimana scorsa ci eravamo lasciati con un calendario che
prevedeva che nelle giornate di oggi e domani avremmo approvato
altri 13 articoli, per poi dare il voto finale giorno 8 gennaio
2024, con gli articoli 2, 27, 28, e 29.
Purtroppo ieri, come saprete, è venuto a mancare il padre di un
nostro collega, dell'onorevole Castiglione, Santo Castiglione, che
ha fatto per tanti anni politica, in ultimo, di recente è stato
anche Presidente dell'Ast. Una persona veramente perbene, un
gigante della politica che, purtroppo, ieri ci ha lasciato.
Pertanto, anche per dare la possibilità ai colleghi di andare a
dare l'ultimo saluto all'amico Santo Castiglione, al quale mi
legava un grandissimo rapporto di amicizia, stiamo cercando di
velocizzare la seduta di oggi, quindi tutto quello che avremmo
dovuto fare nella giornata di oggi e domani sarà fatto nella
giornata di oggi.
Io vi chiedo di poter dedicare un minuto di silenzio all'amico
Santo Castiglione.
(I deputati, in piedi, osservano un minuto di silenzio)
n. 638/A
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge di
legge n. 638/A
PRESIDENTE. Allora, colleghi, si riprende l'esame dell'articolo 3,
in precedenza accantonato.
Stiamo caricando una modifica dell'articolo 3. Sono stati
presentati degli emendamenti soppressivi. Chiedo ai Presidenti dei
Gruppi parlamentari "Sud chiama Nord"...
SUNSERI. C'è una riscrittura?
PRESIDENTE. No, è una modifica. Intanto ci sono i soppressivi
dell'articolo 3.
SCHILLACI. Un attimo, Presidente, dobbiamo accendere i tablet.
PRESIDENTE. Non vi preoccupate, abbiamo tutto il tempo che
occorre. Non facciamo cose troppo rapide.
Però, vi posso chiedere la cortesia che almeno i tablet li
accendiamo prima?
SUNSERI. Era convocata alle ore 10.00 l'Aula
PRESIDENTE. Lo so, abbiamo fatto tre riunioni per venire incontro
alle esigenze di tutte le forze politiche, onorevole Sunseri, di
tutte Alle ore 10.00 abbiamo avuto anche, le ricordo, una riunione
con i rappresentanti degli Ersu.
SUNSERI. Abbiamo trovato una soluzione?
PRESIDENTE. Penso che abbiamo trovato più di una soluzione, spero,
poi non lo so, magari qualche deputato dirà qualcosa in Aula, e
anche loro stessi magari si esprimeranno.
SUNSERI. Presidente, non c'è la modifica all'articolo 3.
PRESIDENTE. La stanno caricando, credo che l'abbiano caricato in
questo momento. In tutti i casi, ci sono gli emendamenti
soppressivi al testo, presentati dai vari Gruppi parlamentari,
Movimento Cinque Stelle, Partito Democratico e Sud chiama Nord.
Gli emendamenti a firma del Gruppo parlamentare "Movimento Cinque
Stelle" sono ritirati?
SUNSERI. Sì, sono ritirati.
PRESIDENTE. Quelli del Partito Democratico?
CATANZARO. Ritirati.
PRESIDENTE. Onorevole Cateno De Luca, i soppressivi del Gruppo
Sud chiama Nord?
DE LUCA CATENO. Ritirati.
PRESIDENTE. Bene. Tra gli emendamenti fuori sacco trovate
l'emendamento 3.7, del Governo.
Assessore Falcone se lo volesse illustrare, gentilmente. Grazie.
FALCONE, assessore per l'economia. Grazie, Presidente.
L'emendamento 3.7 riguarda un Intanto, l'articolo è un intervento
che facciamo per l'unione dei comuni, sostanzialmente, sono le
coalizioni dei comuni che dovranno gestire le risorse
territorializzate del Fondo del POR FESR 21-27, una massa di denari
importante, imponente, che va gestita dalle coalizioni. Sono 29 in
Sicilia le coalizioni e in questo senso abbiamo previsto, oltre
alle risorse che mette a disposizione il Fondo comunitario, un
piccolo Fondo regionale al fine di poter avere uno snellimento
nelle procedure gestionali.
Noi, oggi, con questo emendamento stiamo riducendo la cifra di 8
milioni e 700 mila euro soltanto per il 2024, la stiamo riducendo a
3 milioni ma i 3 milioni vengono garantiti nella triennalità, cioè
nel '24, '25, '26, così come era stato chiesto anche in Commissione
Bilancio'.
CRACOLICI. Bisogna cassare le 300 migliaia di euro
FALCONE, assessore per l'economia. Certo, sarà modificato in
parti uguali.
PRESIDENTE. Colleghi, sull'emendamento 3.7, chiaramente, sul testo
poi dovranno essere dovrà essere modificata la parte in cui si
parla in ragione di 300 migliaia di euro. L'Assessore sa facendo
subito un emendamento e, quindi, dopo la metteremo in votazione.
Qualche minuto di pazienza.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, la
scorsa volta, intervenendo denunciavo il fatto che, secondo me, in
questa finanziaria non si sia bene ancora capito qual è l'indirizzo
che vuole dare il Governo alla Regione anche in virtù
dell'importante spesa che le unioni di comuni si ritroveranno a
dover affrontare nei prossimi anni, visto che gestiranno
praticamente più di un terzo della programmazione europea.
Allora, per fare un quadro velocissimo, Presidente, anche per chi
non è avvezzo a queste tematiche: nella programmazione 2014-2020,
aree interne e città metropolitane gestivano qualcosa come 600
milioni di euro, poco più poco meno, di questi 600 milioni di euro
le aree interne delle città metropolitane hanno certificato forse
10 milioni di euro tutto il resto è andato assolutamente come dire
in economia nella riprogrammazione che ha attuato questo Governo,
quindi, non lasciando a terra alcuna delle risorse che sono state
stanziate per questi comuni. Nella programmazione 2021- 2027
l'unione dei comuni gestiranno qualcosa come 1 miliardo e 800
milioni, cioè tre volte quello che era nella programmazione 2014-
2020.
Se il Governo stanzia con delibera di Giunta in finanziaria 8
milioni e 700 mila euro per il 2024 e arriva in Aula, riducendola a
3 milioni, che messaggio sta lanciando? Che non stiamo investendo
sull'unione di comuni, cioè 3 milioni diviso 29 quanto fa,
Assessore? Centomila euro a Unione dei comuni, ma io non so neanche
cosa se ne possono fare di centomila euro, assumono una persona,
tre, due consulenti a ventimila euro, dico, poi andiamo al concreto
cioè di cosa stiamo parlando? Stiamo parlando che probabilmente
unione dei comuni che dovranno gestire la più piccola 40, 50,
milioni, la più piccola, avrà una persona, due persone, a 20 mila
euro.
Secondo me, questi sono quei classici emendamenti che denotano il
fatto che il Governo non ha un'idea ben chiara su cosa dovrà, e
come dovrà gestire questa importante programmazione, fallimentare
quella precedente, perché proprio diciamo i numeri sono abbastanza
palesi, ma quella futura, nel momento in cui invece bisognerebbe
investire e lanciare un messaggio, nel dire, vi aiutiamo, proviamo
a utilizzare nel miglior modo possibile le risorse che sono state
stanziate, che ricordo sono per tre volte quelle della precedente
programmazione, sono un miliardo e ottocento milioni.
Noi anziché dire vi aiutiamo, e quindi come bene aveva fatto il
Governo dicendo che non c'erano risorse, anzi andrebbe modificato
l'articolo, perché c'è scritto che rimane un contributo minimo di
300 mila e, ovviamente, è inattuabile, quindi non solo non si danno
le risorse minime che si pensava potessero essere utilizzate,
ripeto, come bene aveva fatto in sede di attuazione, quindi di
emanazione della finanziaria il Governo regionale, ma si arriva in
Aula, si fa un emendamento modificativo che taglia di netto le
risorse, e che le riduce a qualcosa di praticamente inutile per
l'attuazione del programma operativo. Grazie.
VENEZIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VENEZIA. Grazie Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti
della Giunta, l'Assessore Falcone ricorderà in Commissione Bilancio
quando abbiamo trattato questo articolo, e in quella sede venne
posta all'attenzione del Governo la necessità di inserire ulteriori
risorse sugli esercizi finanziari 2025/2026 e non solo per il 2024.
Nella discussione generale, Assessore Falcone, alla finanziaria,
lei ricorderà del mio intervento fatto a tarda sera, ma la sua
attenzione ricordo è stata alta, che era una delle poche cose su
cui esprimevamo un apprezzamento da parte nostra all'interno della
finanziaria, dare un sostegno concreto alle Unioni dei comuni che
gestiscono risorse territorializzate.
Questa marcia indietro rispetto a questa impostazione, ovviamente
non solo noi non la condividiamo, ma desta parecchia preoccupazione
anche sulla gestione delle risorse territorializzate che per la
programmazione 2021-27 ammontano a circa un miliardo e mezzo.
Nell'articolo che abbiamo trattato la scorsa settimana,
relativamente al fondo progettazione, c'è stata, rispetto
all'impostazione iniziale, una diminuzione delle risorse, adesso
riduciamo le risorse per le Unioni dei comuni,
Io credo che, come dire, non siamo sulla strada giusta rispetto a
questo, perché se non mettiamo nelle condizioni di operare le
Unioni che dovranno gestire le risorse territorializzate, c'è il
rischio concreto che una parte anche significativa di queste
risorse non possano essere rendicontate, tra l'altro le strategie
che sono state presentate dalle aree interne, dalle FUE dalle SIRO,
ancora non sono state esitate dal Dipartimento della
programmazione, lei diceva bene nel suo intervento iniziale che
nell'ambito della programmazione sono destinate delle risorse per
l'assistenza tecnica alle coalizioni territoriali.
Di queste risorse, nonostante il nostro Gruppo parlamentare, in
particolare il collega deputato Dario Safina, abbia presentato una
interrogazione parlamentare per chiedere a che punto sia il
trasferimento di queste risorse alle coalizioni territoriali,
ancora non sappiamo niente.
C'è un ritardo che poteva essere colmato dall'attribuzione alle
Unioni di queste risorse. Per cui, assessore Falcone, noi le
chiediamo di rivedere questa posizione, se servono risorse per fare
altro, e non voglio dire che cos'altro, perché io penso che sia,
come dire, alla portata anche di chi non mastica di politica, non
solo in quest'Aula, ma anche all'esterno, prendetele da altri
capitoli di bilancio, da altri provvedimenti, ma decurtare in
maniera così sostanziale questo capitolo del 70%, questa norma,
secondo noi è una mortificazione
Per cui io le chiedo di fare un ulteriore sforzo per quanto
riguarda l'esercizio finanziario 2024 e, quanto meno, di
ripristinare i 300.000,00 euro a coalizione territoriale per il
2025 e il 2026. Magari quest'anno, Assessore, il tempo che le
Unioni di Comuni verranno formalizzate, prenderanno l'avvio, ci
sarà ovviamente qualche ritardo anche nelle assunzioni. Si partirà
a maggio, a giugno quindi, onestamente, probabilmente, una parte
delle risorse assegnate, magari non si riusciranno a spendere in
tempo. Però come segnale serio da parte del Governo ci aspettiamo
che, quanto meno, per il 2025 e il 2026 le 300.000,00 euro iniziali
vengano, praticamente, stanziate.
Per cui io la invito, perché lei sa che il tema è importante, lei
conosce un po' le dinamiche che hanno accompagnato la
programmazione di queste risorse, a riscrivere nuovamente
l'emendamento prevedendo uno stanziamento ulteriore, quanto meno
per il 2025 e il 2026.
SAFINA. chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori. Al di là
di condividere in pieno le considerazioni del collega Venezia, io
vorrei aprire anche un altro scenario, perché lei poc'anzi,
all'osservazione del collega Sunseri, diceva che potranno assumere
l'unione dei Comuni due/tre, probabilmente più due che tre,
collaboratori o consulenti.
Io vorrei rassegnarle come, anche laddove assumessero due
collaboratori, la forza lavoro che metteremmo in campo, considerato
qual è lo stato degli uffici tecnici dei diversi Comuni e lo stato
degli uffici che devono occuparsi di programmazione in molti
Comuni, assolutamente inesistente, noi correremmo il rischio di
perdere milioni e milioni di euro
E l'assessore Aricò sa benissimo a cosa mi riferisco, perché oggi
che sta scrivendo la delibera con la quale chiedere al Cipes lo
stanziamento di circa un miliardo di euro per le opere pubbliche,
annaspa, non a causa delle difficoltà dell'assessorato, ma perché
molti Comuni, molti Enti locali, non sono in condizione di produrre
progetti, di produrre una strategia, sul territorio.
Allora, io penso che spalmare nove milioni nel triennio quando noi
dobbiamo correre adesso per avviare le progettazioni, quando noi
dobbiamo correre adesso per arrivare alla progettazione esecutiva
da mettere a bando, sia un grave errore. Piuttosto non penso che le
risorse destinate ai Comuni e, del resto vorrei ricordare a
quest'Aula come un emendamento dell'onorevole Catania che tagliava
venti milioni di euro al fondo di progettazione dei Comuni, ha
visto una levata di scudi da parte di tutti i gruppi parlamentari.
18? Ora una levata di scudi nei confronti di quell'emendamento che,
comunque andava incontro a un'esigenza del territorio, e nel
frattempo tagliare nove milioni di euro, sei milioni di euro, sette
milioni quasi, all'unione dei Comuni mi sembra una stortura.
Quindi io chiederei, come ha già fatto il collega Venezia, un
ripensamento su questa misura, eventualmente andando a tagliare
altre norme dove ci sono maggiori margini e che non influiscono
negativamente sulla capacità degli enti locali di mettere in campo
strategie di sviluppo.
ARDIZZONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Grazie Presidente, forse mi sono persa l'intervento
dell'assessore Falcone per quanto riguarda l'emendamento fuori
sacco che riduce l'importo dell'articolo sul finanziamento
dell'unione dei Comuni da 8 milioni e 7 a 3 milioni, quindi con un
taglio di 5 milioni circa.
E, a questo punto, vorrei capire e chiedere all'Assessore cosa
intende, visto che la relazione dell'emendamento spiega che la
riduzione è necessaria nell'ambito della quadratura della manovra,
vorrei capire -Assessore chiedo attenzione magari così mi risponde
- vorrei capire cosa questo Governo intende in questo momento come
quadratura della manovra, perché se l'onorevole Venezia poc'anzi ha
detto ... sento troppo rumore.
PRESIDENTE. Sì onorevole, non ci posso fare nulla perché comunque
anche nell'intervento dell'onorevole Safina c'era lo stesso clima e
tra l'altro sono, onorevole Savarino, Assessore, Presidente...
ARDIZZONE. Ho un problema all'orecchio quindi per me è più
sensibile, va bene così, continuo, continuo Presidente, non si
preoccupi.
PRESIDENTE. Onorevole Di Paola
ARDIZZONE. Dicevo, se l'onorevole Venezia poc'anzi ha detto che
non si sarebbe esposto nel chiedere i dettagli sulla cosa sarebbero
serviti questi 5 milioni tagliati da questo articolo, io invece non
mi risparmierei.
Perché Assessore, ancora oggi stiamo ricominciando con i lavori,
lei ci propone il primo taglio, il primo articolo che iniziamo a
discutere, e noi ancora non capiamo questo Governo, su alcuni temi
che abbiamo proposto, cosa vorrebbe fare. Ancora oggi, Assessore
Falcone, lei non ci ha detto quanto vuole investire su temi come la
violenza di genere, che abbiamo posto settimana scorsa in
discussione generale, che abbiamo posto negli emendamenti
presentati durante la Commissione Bilancio, e che non sono stati
neanche discussi.
Le ricordo, gliel'ho fatto presente più volte, purtroppo durante
quest'anno, che il Dipartimento ha avuto una richiesta dagli enti
comunali per il pagamento della retta delle case rifugio per circa
4 milioni e mezzo, con una copertura di bilancio ad oggi di un
milione e mezzo.
E in questa finanziaria questo Governo sta facendo lo stesso
identico errore lasciando i Comuni con un importante sostegno da
dover mantenere nei confronti dei propri bilanci, che già sono
totalmente al lastrico.
In più, questo Governo non ci ha dato risposte per quanto riguarda
gli investimenti su progetti nei confronti, verso l'educazione
sessuale, verso l'educazione, sull'affettività. Ne abbiamo parlato
più volte, e non abbiamo ancora capito quanto questo Governo voglia
investire su questi temi.
Non abbiamo capito quanto questo Governo voglia investire sul
reddito di libertà.
Quindi noi non abbiamo intenzione di andare avanti nel tagliare,
discutere di riduzioni di capitoli e parlare di quadrature di
manovra quando non abbiamo completamente idea di cosa voglia fare
questo Governo su temi che abbiamo affrontato, abbiamo avanzato,
che tra l'altro questo Governo ha decantato di non avere ascoltato
da parte delle opposizioni, quando abbiamo chiaramente dimostrato
che non era così.
Quindi, ci aspettiamo oggi che si inizia a discutere di quelle che
sono le risorse che questo Governo vuole investire su questi temi,
e non continueremo a lavorare se questo non succederà mi dispiace,
grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Ardizzone.
Assessore, vuole illustrarci rispetto alla riscrittura cosa è
cambiato, se vuole rispondere ai colleghi, grazie.
FALCONE Marco, assessore per l'economia. Presidente, grazie.
Io colgo di buon grado gli input che mi arrivano dalla
opposizione, rispondendo subito al fatto che il Governo, uno dei
pilastri - ha detto - è quello di rafforzare i comuni. Quest'anno è
sotto gli di tutti che gli interventi verso i comuni superano i 45
milioni di euro in più rispetto al 2023.
Mi farebbe piacere che ciascun collega, anche se giovane, andasse
ad approfondire un po' meglio le vicende e poi, magari, in
quest'Aula poter riversare le proprie considerazioni. Mi fa
piacere, però, in un certo senso mi lascia perplesso che alcuni
colleghi che hanno avuto delle esperienze amministrative non
sappiano che il programma comunitario, che viene quest'anno
assegnato per un miliardo e 700 milioni circa, come interventi
territorializzati, alle coalizioni interne, e sono in numero di 29,
è accompagnato non soltanto ogni intervento dall'assistenza
tecnica, quindi dalla possibilità di assunzione, ma è accompagnato
da tanti altri interventi, il CapCoe che sono degli interventi di
ripopolamento, è accompagnato dagli interventi del PNRR, anche
questi prevedono ripopolamento, e già molti comuni lo stanno
facendo.
Se a ciò aggiungiamo che il Governo della Regione quest'anno ha
voluto inserire, non come norma spot un ulteriore intervento che
sono circa 110.000 euro l'anno per un triennio, ma dovrà,
certamente, continuare, significa che questa è un'ulteriore misura
che noi vogliamo fare per rafforzare i comuni, i quali comuni
comunque, è giusto che chiedono aiuto alla Regione o allo Stato, ma
devono anche dimostrare di essere performanti.
Non si può soltanto chiedere e poi non attuare, e non mettere a
terra alcuni interventi, perché, se è vero com'è vero che la
programmazione comunitaria 2014/20 sugli interventi
territorializzati non è andata a buon fine, così come tutti ci
aspettavamo, c'è anche una responsabilità dei comuni, ci sarà la
responsabilità della Regione, certamente c'è, ma è altrettanto vero
che vi è una responsabilità degli enti locali, ragione per cui noi
quest'anno, onde evitare ciò, abbiamo detto poiché si inizierà a
definire le coalizioni, non il primo gennaio 2024 ma nei mesi
successivi, non a caso l'onorevole Venezia ha detto che si inizierà
probabilmente a metà anno 2024.
Allora, noi abbiamo voluto dare un ulteriore aiuto, un ulteriore
soccorso ai comuni come per dire che vi diamo delle risorse e sono
delle risorse libere, potete effettuare assunzioni' ma, Presidente
Sunseri, non servono soltanto per le assunzioni, lo dice la norma,
serve per il funzionamento, per lo snellimento. Se, poi, ogni cosa
deve essere ridotta o inflazionata col reclutamento, con
l'assunzione, è anche sbagliato in termini strategici. Allora, noi
mettiamo in campo alle risorse che già dà la programmazione
comunitaria, alle risorse che dà lo Stato, alle risorse che dà
anche l'Europa col PNRR, mettiamo in campo delle risorse della
Regione. Sono poche, non lo so, probabilmente, non possibilmente,
probabilmente. E, allora, il Governo si impegna che già nei
prossimi mesi, a metà anno, farà un check-up per capire se queste
risorse dovranno essere incrementate o meno, se i comuni, se le 29
coalizioni di comuni, le avranno utilizzate e quanto delle
coalizioni avranno utilizzato queste o altre risorse.
Il Governo, certamente, non è insensibile, non è un Governo che si
gira dall'altra parte, anzi. È un Governo - vorrei ricordare- che
all'Anci il Presidente Schifani, andando all'Anci si impegnò per
togliere quella sanzione dell'antincendio che costringeva i comuni
all'antincendio ad intervenire sempre nell'interesse della
collettività, non nei confronti di qualcuno, nei confronti
dell'interesse della collettività.
E, allora, noi cosa abbiamo fatto? Abbiamo fatto una duplice cosa.
Da un lato, abbiamo tolto il comma 5 all'articolo 1, e abbiamo
liberato dieci milioni e mezzo di euro per i comuni a cui - lo
vorrei dire - anche in Commissione Bilancio si è partiti in un modo
e poi le riserve erano arrivate a 62 milioni di euro, rispetto ai
350 milioni di euro che, vorrei ricordare a tutti, non sono
soltanto queste le risorse che stiamo dando ai Comuni.
Stiamo dando il fondo di progettazione, stiamo dando 15 milioni di
euro rispetto ai 12 milioni e 6 per quanto riguarda i malati
psichici, stiamo dando 13 milioni di euro rispetto ai 12 milioni
per quanto riguarda i minori sottoposti a provvedimento l'autorità
giudiziaria, stiamo dando 5 milioni di euro per l'Asacom, rispetto
ai 940 milioni di euro.
Stiamo dando i soldi, stiamo incrementando i soldi per gli
amministratori locali che da 6 milioni diventano 7 milioni di euro,
togliendo alcuni vincoli, consentendo loro che li possono
utilizzare anche nei Comuni in dissesto. E allora, se tutte queste
cose hanno una loro motivazione, la strategia rimane il primo
pilastro, è il rafforzamento dei comuni che devono poter contare,
non soltanto sulla certezza dei trasferimenti, ma anche sulla
puntualità.
Abbiamo accolto un emendamento provocatorio, quello di anticipare
rispetto al 31 maggio le tre trimestralità, onorevole Nicola
Catania, lo abbiamo accolto perché sapevamo che era un emendamento
provocatorio, ma perché accettiamo la sfida, e giorno 20 aprile
saranno erogate le prime tre trimestralità, così come lo abbiamo
fatto quest'anno, quando accettammo la sfida dell'onorevole Cateno
De Luca che disse "dovete dare i soldi anticipatamente", l'abbiamo
accettata Così come abbiamo accettato la sfida quando abbiamo
detto dopo dieci anni allineeremo i trasferimenti ai Comuni, e
abbiamo dato anche la quarta rata.
Allora, se dinanzi a tutte queste cose qualcuno non si riesce a
convincere, o non riesce a capire che c'è una strategia, mi
dispiace, non vi posso aiutare, sono i dati a parlare, sono i
numeri a parlare, e noi i numeri li facciamo parlare con i conti
che presentiamo a questa Assemblea.
ARDIZZONE. Non ha risposto
PRESIDENTE. Grazie Assessore. Ha chiesto di intervenire
l'onorevole La Vardera. Prego onorevole.
LA VARDERA. Colleghi, Governo, devo dire assessore Falcone -
assessore Falcone mi scusi - devo dire che secondo me lei è pronto
per le Europee. I comizi li fa benissimo, ha già anche la cadenza
giusta, come dire, ha la capacità insomma comunicativa anche
importante, forse sta prendendo qualche appunto da Cateno De Luca,
insomma che di comizi onestamente può dargli qualche mezzora, devo
dire che ha anche i tempi giusti, le pause giuste, ci copia
assessore Falcone
Però, dico onestamente in questo bel comizio dove lei ha enunciato
dei numeri importanti, uno, non ha risposto esattamente su quanti
soldi stiate mettendo su questo tema e, secondo poi, la cosa più
importante - caro assessore Falcone - io voglio sapere finalmente
dalla parte di questo Governo e che si assume poi la responsabilità
dal punto di vista anche politico di questa azione, cosa stiate
prevedendo per il tema crack.
Quanto? Assessore, quanto? Io voglio sapere quanto perché se mi
arriva all'orecchio che voi volete mettere cinquecento mila euro la
prego, assessore Falcone, se li tenga, se li tenga, perché su un
tema così importante, se voi volete in qualche modo svilirci
ponendo cinquecentomila euro se li tenga, li dia ai Comuni dove c'è
la possibilità, insomma, di potersi fare la campagna elettorale per
le europee, perché su un tema così importante noi non vogliamo le
elemosine
PRESIDENTE. Va bene grazie onorevole La Vardera.
Allora colleghi troverete sui vostri tablet gli emendamenti
accorpati, unico.
ARDIZZONE. Presidente, non ha risposto.
PRESIDENTE. Onorevole Ardizzone, per favore, in maniera concisa.
Grazie.
ARDIZZONE. Presidente, molto brevemente, l'assessore non ha
risposto alle domande che ho posto e che evidentemente non sono
domande isolate visto che anche l'onorevole La Vardera ha avanzato
un altro tema che è stato proposto in Aula, ma qui ancora questo
Governo non ha dato risposte.
Noi prima di continuare e prima di parlare di quadratura della
manovra, vogliamo parlare di cosa in effetti si intende per
quadratura della manovra, e di quanto questo Governo voglia mettere
a disposizione per temi importanti condivisi da questo Governo, se
non erro, quindi non possiamo continuare a lavorare e approvare
degli articoli impegnando il bilancio senza sapere da dove dobbiamo
partire, quale strada vogliamo percorrere.
Noi su questi temi, visto che tra l'altro sono stati i temi
avanzati e discussi anche su testate giornalistiche, noi non
abbiamo intenzione di arretrare, e se la giustificazione
dell'Assessore è quella 'raggruppate i vostri tesoretti, le vostre
somme' che avete a disposizioni, e fate qualcosa di importante non
è quello il problema, Assessore, ma poi voi, vi dovete assumere le
responsabilità quando fate le dichiarazioni alla stampa, dovete
assumervi le responsabilità delle vostre scelte
PRESIDENTE. Grazie, sul tablet dovreste trovare l'unione dei due
emendamenti che erano prima in discussione che erano il 3.7 e il
3.7.1. Adesso trovate il 3.7.R che è la riscrittura del Governo.
Corretto? È sempre all'interno dei fuori sacco .
Il parere della Commissione sull'emendamento 3.7 R?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
ARDIZZONE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 3.7 R.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 3.7 R.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 66
Votanti 62
Maggioranza 32
Favorevoli 35
Contrari 27
Astenuti 00
(È approvato)
Mi date un verbale per favore? Pongo in votazione l'articolo 3 nel
testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
Art. 4.
Sostegno ai comuni per iniziative di carattere sociale, economico
e culturale
1. Con decreto dell'Assessore regionale per le autonomie locali e
la funzione pubblica sono approvati programmi di cadenza semestrale
o annuale finalizzati all'erogazione di contributi in favore dei
comuni per iniziative finalizzate al rafforzamento della coesione
sociale del territorio di riferimento.
2. I criteri concernenti l'approvazione dei programmi di cui al
comma 1 sono individuati con decreto dell'Assessore regionale per
le autonomie locali e la funzione pubblica, tenendo conto dei
seguenti limiti:
a) comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, contributo
massimo concedibile 10 migliaia di euro;
b) comuni con popolazione da 5.001 a 15.000 abitanti, contributo
massimo concedibile 20 migliaia di euro;
c) comuni con popolazione da 15.001 a 50.000 abitanti, contributo
massimo concedibile 30 migliaia di euro;
d) comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti, contributo
massimo concedibile 40 migliaia di euro.
3. Ogni comune può essere destinatario di un solo contributo per
ciascun esercizio finanziario. I contributi sono erogati, previo
avviso pubblico, su istanza del comune interessato. Il termine per
la presentazione dell'istanza decorre dal quindicesimo giorno
successivo alla data di pubblicazione del predetto avviso.
4. Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata la
spesa di 3.000 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2024 e
di 2.000 migliaia di euro per ciascuno degli esercizi finanziari
2025 e 2026 (Missione 18, Programma 1, capitolo 191345) .
Ci sono emendamenti soppressivi. Ha chiesto di intervenire
l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Presidente, sull'articolo 4 non ne posso veramente
fare a meno di parlare, perché secondo me questo articolo è vivo e
rimane vivo solamente grazie alla Presidenza e alla Conferenza dei
Capigruppo che hanno deciso un percorso perché era morto. Non era
morto, era 'mortissimo'
Presidente, ci tengo, l'articolo 4, io sono convinto che sia un
articolo, se non fosse stato per lei e la Conferenza dei
Capigruppo, gliene dò atto, su questo in Conferenza dei Capigruppo
, per la minoranza ebbene, questo articolo era già morto.
PRESIDENTE. Colleghi un minuto di attenzione, per favore.
DIPASQUALE. Era già morto, dicevo, siccome ci sono i percorsi e
siccome comunque le cose vanno mantenute e vanno rispettate, questo
articolo sicuramente continuerà ad esistere. Questo articolo 4
nasce - a mio avviso - sulla base di una forte spinta clientelare,
perché in una prima fase viene scritto - ora è stato riscritto -
per "scimmiottare" l'attività di alcuni assessorati: l'Assessorato
al turismo e l'Assessorato ai beni culturali per finanziare una
serie di attività ai comuni. Poi, dopo una serie di interventi
giusti, anche di una parte della maggioranza coraggiosa, perché
esprimersi poi in determinati termini, da parte della maggioranza,
ci vuole anche coraggio, ed io questo lo riconosco ad alcuni, in
primis all'onorevole Savarino, perché le cose vanno sempre
riconosciute. Quindi in un primo momento la schifezza che era stata
messa su era una schifezza immensa, dopodiché l'articolo viene
riscritto, mettendo da parte le attività culturali, giustamente, le
attività sociali e viene riscritto ora parlando di coesione sociale
e del territorio di riferimento. Si tratta di 3 milioni di euro. Io
ve lo dico prima e siccome non è la prima volta che succede agli
enti locali, quindi da oggi siete sorvegliati speciali. Assessore
Messina, da oggi lei è sorvegliato speciale
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Cosa vuol dire?
DIPASQUALE. Lei così tranquillo non deve starci. E sa perché?
Perché purtroppo, nel suo Assessorato succedono cose incredibili.
Succede che i finanziamenti che vengono dati agli enti locali,
vengono rivendicati dal deputato di turno che dice: "grazie a me
sono stati finanziati determinati importi per i comuni di
riferimento" e non grazie ai comuni che fanno le domande. Questo è
proprio clientelismo becero, di tipo squalificato. Ora voi pensate
di aggiungere anche questi 3 milioni di euro? Io le dico una cosa:
su questi 3 milioni di euro noi faremo la Tac Presidente, la prego
di ascoltarmi perché su questo, perché io la considero responsabile
di questo articolo, insieme ai Capigruppo tutti, compresi quelli di
minoranza, perché noi su questi 3 milioni dobbiamo farci la Tac e
dobbiamo verificare se questi 3 milioni andranno alla maggior parte
dei comuni siciliani, e non in base alle tessere, se sono tessere
della Democrazia Cristiana, se sono i sindaci della Democrazia
Cristiana o della maggioranza... Su questo io ci metterò la testa e
ci dedicherò il tempo, e poi, Assessore, per favore quando poi
usciranno i contributi abbia la sensibilità istituzionale di
avvisare almeno gli uomini del suo partito e di dirgli: "Vi prego,
abbiate il pudore di non uscire sulla stampa o sui social dicendo
che questi contributi li ha fatti portare il deputato di
riferimento della Democrazia Cristiana", perché mi creda è
squallido, è politicamente squallido
Stiamo facendo diventare questo Parlamento, che non è un consiglio
regionale e lo ripetiamo sempre, peggio di un consiglio di
quartiere. Quindi noi ci stiamo assumendo - voi perché lo votate,
noi ovviamente voteremo contrario - la responsabilità di non far
diventare un altro strumento di contributo, di contributificio,
questo articolo 4.
Andremo a fare la Tac, quando verrà fatto l'avviso
Abbiamo presentato un emendamento perché va sistemato su un comma,
il comma 3, perché riteniamo che vada sistemato, ma è poca cosa,
ferma restando una verifica, perché le andremo a verificare comune
per comune e andremo a vedere come verranno dati, e dopodiché un pò
di pudore
Un po'di pudore Un pochino di buon senso perché stiamo vedendo
cose, in questi ultimi tempi, che in passato non avevamo visto mai
Quindi, Assessore, il primo ad essere responsabile è lei perché la
delega ce l'ha lei
Perché, poi, in Aula ne dovrà rispondere lei, in Aula e fuori
Non dovete pensare che noi siamo sciocchi
Che siamo qui un gruppo di deputati sciocchi che non vediamo le
cose che succedono e non vediamo le cose come vanno Ogni cosa ha
un argine, ha un momento, ogni cosa ha un limite
E voi - attenzione - state superando questo limite pensando che
gli altri stiamo in silenzio e siamo servi sciocchi di padroni poco
sensibili e intelligenti.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Cambiano. Ne ha
facoltà.
CAMBIANO. Signor Presidente, Governo, la finanziaria che è
approdata in Aula - scusate - ma per questa affermazione sembra
essere veramente il precipitato storico di un paradosso.
E quale paradosso? Quello di Zenone che vede Achille soccombere
nella gara di velocità con la tartaruga. Perché? Perché stiamo
correndo e quindi ci siamo affrettati a concludere i lavori in
Commissione.
Ci sono state Conferenze dei Capigruppo di maggioranza, di
minoranza, ci sono stati impegni assunti per evitare voto segreto -
non comprendo perché - c'è una maggioranza in Aula, c'è
un'opposizione che fa l'opposizione e quindi mi assumo la
responsabilità di quello che dico perché si stabiliscono percorsi
rispetto a posizioni politiche distanti.
Per cui non comprendo quali accordi o accordicchi siano stati
fatti - parlo a titolo personale - mi tiro fuori da qualsiasi tipo
di impegno assunto perché ritengo che quest'Aula e il ruolo che
svolgiamo in quest'Aula non può essere mortificato.
Già è stato mortificato il ruolo che svolgiamo in Commissione,
perché gli articoli sono stati esitati, votati e discussi in prima
Commissione, in Commissione Bilancio e poi, in virtù di posizioni
di Gruppo espresse in varie Conferenze, si stabiliscono e si
contingentano tempi e ormai -signori miei - si è deciso che questa
è una comparsata, da parte nostra, che questo testo dovrà essere
approvato l'8 gennaio.
A questo punto, quindi, Governo regionale, chiedo - e mi rifaccio
all'intervento del 22 dicembre - per permetterci di svolgere il
nostro ruolo fino in fondo, rispetto a una legge finanziaria che va
ad incidere sulla carne viva dei siciliani, sui comuni, possiamo
avere, come è giusto che sia, come è nostra prerogativa, un quadro
di insieme che oggi non riesce a venire fuori.
Abbiamo discusso il 22 dicembre di un articolo che riguardava
Agrigento "Capitale della cultura".
Si esce con uno stanziamento, un testo di legge approvato in
Giunta di 10 milioni di euro per Agrigento, si arriva in
Commissione "Bilancio" e quell'importo viene tagliato e ridotto a 5
milioni di euro. Si parla di Unione di comuni da 8 milioni e sette,
è un testo che esce fuori dalla Giunta di Governo quindi presumo,
Governo regionale, caro Presidente, che sia venuto fuori rispetto a
un'analisi di fabbisogno individuato rispetto alle esigenze delle
29 unioni dei comuni che sono state costituite in Sicilia Allora,
siccome - ripeto - utilizzo termini forti, non mi presto a questa
farsa, vorrei comprendere se queste risorse accantonate rientrano
in una visione di insieme rispetto a quali tematiche, rispetto a
tematiche poste sui crediti incagliati? Rispetto alle tematiche
giovanili? Rispetto al rientro dei talenti? Oppure dobbiamo
arrivare giorno 8 gennaio 2024 ed essere accontentati rispetto a
qualche questione territoriale? Ecco, annuncio sin d'ora che io a
questo percorso non presto il mio consenso.
Quindi inviterei, assessore Falcone, per l'ennesima volta,
Presidente, ad un attimo di riflessione rispetto a questo andamento
e a questi interventi che mi sanno più di comparsate, per fare il
punto della situazione affinché ogni Gruppo politico sia cosciente
e consapevole delle misure sulle quali può incidere, e delle
risorse che questo Governo regionale sta impegnando.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, io credo che sia corretto, da parte
dell'Aula, leggere attentamente questo articolo, perché questo
articolo della legge finanziaria è partito in un modo, in
Commissione ha avuto delle correzioni, adesso però deve provare ad
essere coordinato per funzionare, perché in realtà questa norma
nasce nello spirito della norma dell'anno scorso, che
sostanzialmente l'Assessorato ha fatto a sportello un avviso, e
ha scoperto in corso d'opera che tutte le istanze presentate dai
comuni non potevano essere finanziate se non dopo un'ulteriore
manovra correttiva che ha raddoppiato, se non ricordo male, lo
stanziamento previsto all'inizio della legge di bilancio, con
situazione anche un poco paradossale, molti comuni hanno ricevuto
due volte un finanziamento, tantissimi comuni non ne hanno ricevuto
neanche uno.
Ed è la ragione per la quale abbiamo previsto in questa norma che
i contributi saranno erogati solo dopo un avviso pubblico, che
l'avviso pubblico deve avere un'efficacia di avvio delle procedure
nei quindici giorni successivi dalla pubblicazione dell'avviso,
questo per rendere, come dire, evidente a tutti i comuni una par
condicio di partecipazione, per cui non c'è, come è stato nella
scorsa finanziaria, chi sapeva perché informato in vari modi, chi
sapeva da parte dei comuni ha presentato istanza, molti che non
sapevano neanche dell'entità di questo finanziamento non hanno
presentato nessuna istanza
Quindi, abbiamo in qualche modo provato a correggere questo
articolo, stabilendo che tutti i comuni debbano essere messi nelle
condizioni di partecipare, poi ognuno valuterà se partecipare o
meno.
La domanda è partecipare a che cosa? Perché si dice che con
successivo decreto l'Assessore stabilirà i criteri concernenti
l'approvazione dei programmi di cui al comma 1, ma i programmi cosa
sono? Semestrali? Annuali? È aperta diciamo la possibilità, ma in
realtà perché era figlia dell'altro modello, perché poi col sistema
"a sportello" il bando è rimasto aperto tutto l'anno. Se ora si fa
un avviso, bisogna stabilire una data di inizio e una data di fine.
Quindi, non è che ognuno presenta l'istanza quando vuole ma
soprattutto per fare cosa? Perché qui non è dato sapere sarà
l'Assessore che col suo decreto dirà si potranno fare feste
patronali piuttosto che gare podistiche, piuttosto che attività
calcio ludico Ma è così aperta questa norma che rischia
soprattutto di non avere i criteri per cui uno che partecipa poi e
venga attribuito un punteggio per essere in una competizione in
grado di sapere chi arriverà più avanti rispetto ad un altro comune
o meno Tutto questo non è dato sapere, probabilmente alla fine
finirà "un caffè per tutti" sulla base di che cosa? Che abbiamo tre
milioni di euro, 382 comuni, facciamo il minimo è dieci mila euro
massimo, per i comuni sotto i cinquemila abitanti, facciamo conto
che sui 391 comuni siciliani, ho sempre questo problema di
Misiliscemi, non mi ricordo se in più o in meno, in più ma rispetto
a cosa? 391 diviso tre milioni fa ottomila euro di media, forse un
po' di meno, quindi per garantire "un caffè per tutti" ci sarà chi
prenderà alla fine settemila e cinquecento euro, anche quelli che
sono sopra i diecimila, i quindicimila abitanti, perché il concetto
del "caffè per tuti" non si potrà trovare un sistema, soprattutto
fatto da un Assessore, senza una legge che richiami i criteri,
perché lì si sfocia sull'abuso in atto d'ufficio. Quindi io, se
fossi l'Assessore, mi tremerebbero i polsi a fare un decreto di cui
posso anche rispondere sul piano amministrativo e sulle modalità di
erogazione di questi contributi.
Tra l'altro abbiamo fatto anche una correzione, non è neanche un
emendamento, perché avendo inserito l'avviso pubblico in
Commissione è rimasta, lo dico all'Assessore al bilancio, era
rimasto "previa domanda dello stesso istante" se è un avviso
partecipi a un avviso non c'è... Lo dico perché, voglio fare questo
intervento, perché questo articolo alla fine, per come si è
definito, rischia di essere un articolo di una indeterminatezza
tale da avere difficoltà attuative
Quindi, vi invito a una riflessione, capisco le dinamiche
politiche perché ormai questo è un Governo in cui ogni assessore
pensa che fare l'Assessore debba voler dire che ognuno debba avere
un tesoretto da poter gestire come Assessorato direttamente con i
propri utenti, clienti o utenti di ogni tipo, compresi i comuni, ma
non c'era mai stata questa prassi dell'assessorato agli enti locali
che gestiva direttamente contributi a favore degli enti locali
medesimi, però è una dinamica in cui nessuno si fida dell'altro,
dico che è l'unica, se ho capito bene, l'unica parte politica che
viene particolarmente... Lombardo di lei sto parlando, che viene in
qualche modo sacrificata in questa logica del contributificio è
l'Assessorato gestito dall'MPA, anche perché è difficile erogare
contributi per diciamo premio per i rifiuti, per l'energia, però ci
si può inventare qualche cosa da qui alla prossima finanziaria
Assessore, io le ripeto, a me pare una norma che ha difficoltà di
applicazione, suggerirei un approfondimento ulteriore da parte del
Governo, in ogni caso questa norma, mi è stato detto che c'è
un'intesa per evitare, diciamo, come dire, l'intesa con la quale si
procederà in Aula, io voterò contro, a voto palese, a voto ad
alzata e seduta, a sorteggio, fate voi, il mio voto contrario non è
soltanto contrario per le ragioni politiche che ho detto prima, ma
proprio perché questa norma, così come è fatta, creerà più
difficoltà di quanto pensiate di risolvere.
LA VARDERA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Signor Presidente, sull'articolo 4 volevo leggere il
riferimento specifico: "finalizzati all'erogazione di contributi in
favore dei comuni per iniziative finalizzate al rafforzamento della
coesione sociale": coesione sociale.
Ora, io dico con molta onestà, ai sindaci che guarderanno questi
lavori d'Aula, ribellatevi, sindaci siciliani, ribellatevi, perché
davanti a questi fatti dovete avere il coraggio di non elemosinare
quello che vi spetta di diritto andando a pregare e a piangere
negli Assessorati, se quindi avete l'amico dentro l'Assessorato
evidentemente questi contributi vi vengono concessi, perché quello
che è accaduto e quello che accade ancora oggi è allucinante,
abbiamo avuto grazie a questa elargizione di denaro senza nessun
tipo di logica e senza nessun tipo di criterio, abbiamo avuto
elargizioni, mi riferisco alla provincia di Ragusa, di comuni e non
voglio dire quali, perché non è il caso di dire i comuni perché non
siamo qua davanti a un tribunale, tipo quello di Modica, ad esempio
quello di Modica, che riceve qualcosa come 70 mila euro per due,
per storie, che onestamente dando questo criterio, secondo questo
criterio, c'è la capacità di dare discrezionalità ai singoli
Assessorati
Io dico, caro Assessore e caro Governo, rivedetela questa norma
all'articolo 4, perché dà troppa discrezionalità ed evidentemente
alle autonomie locali continuiamo a dire che ci sono dei sindaci in
questa nostra terra di serie A e dei sindaci di serie B, cioè se tu
sei sindaco e sei amico degli amici puoi avere soldi, se
evidentemente non hai santi in paradiso puoi morire
Allora, io mi rivolgo all'Anci, a tutte le associazioni dei comuni
italiani, scendete in piazza e ribellatevi, perché questa
operazione a ribasso per i siciliani non dà onore al merito e non
fa sì che tutti quanti possano partire dallo stesso principio di
eguaglianza, cioè se tu hai l'amico magari assessore regionale che
guarda caso, dico per carità non è questo il caso, per carità di
Dio, non è questo il caso, però se per caso sei anche parte di un
partito politico della maggioranza che, guarda caso, quel partito
politico della maggioranza ha quel tipo di Assessorato, forse
potrei avere santi in paradiso e potrei avere elargizioni di
denaro
Sindaci, davanti a questa norma io mi aspetto le barricate e io
sarò al vostro fianco, perché i sindaci di questa Assemblea - ce ne
sono anche deputati e colleghi sindaci - dovrebbero ribellarsi a
questa politica che in modo discrezionale, attraverso una norma che
onestamente anche nella scrittura fa acqua da tutte le parti, cioè
finalizzate "al rafforzamento della coesione sociale" che vuol dire
tutto e non vuol dire niente, cioè vuol dire tutto e non vuol dire
niente
Allora, la troppa discrezionalità data alla politica evidentemente
crea quelle risacche di consenso che può essere in qualche modo
gestito e manovrato in una maniera che è poco trasparente, quindi
questo articolo 4, onestamente, è completamente diciamo "un aborto"
per la democrazia pura e lo definisco senza troppi giri di parole
"un aborto", la democrazia dovrebbe portare la gente a essere tutti
quanti allo stesso diritto e pari livello, a prescindere se fai
parte di quel partito politico o meno, cioè a prescindere se sei
membro o non sei membro di partiti che sono al Governo di questa
maggioranza, perché ci sono dei sindaci che io sento, e concludo,
tutti i giorni che sono a pane acqua e mi dicono sai perché?
Perché non ho l'amico deputato che ha perorato le mie cause,
perché evidentemente quando vado all'Assessorato mi si dice e
queste cose io le relazionerò in modo puntuale e circoscritto
perché qui siamo quasi ai confini della legalità, quasi ai confini
della legalità
E mi dicono quei sindaci :"io non ho santi in paradiso " e mi
dicono se forse vuoi un euro magari chissà puoi aderire al nostro
partito . Che schifo Vergogna
CAMPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, assessore
Messina, io al di là dell'indeterminatezza di questa norma che
lascia ampio margine di discrezionalità all'intervento, io vorrei
capire quando l'ha scritta con quale criterio, visto che sembra che
sia stato assegnato un contributo pro-capite in base all'indice,
appunto, di dimensioni demografiche dei luoghi.
Con quale criterio lei assegna a un comune di cinquantamila
abitanti, 30 mila euro, e a un altro di cinquantamila e cento
abitanti, quarantamila euro? Cioè anche a voler capire questo
ragionamento mi risulta veramente difficile
E poi mi permetta di dire una cosa: cioè queste cose, forse era
più dignitoso farle direttamente con nomi e cognomi, perché in
questo modo sembrano scritti anche da un ragioniere, senza che
nessuno me ne voglia per chi fa calcoli matematici, ma noi facciamo
politica e ci mettiamo dentro nelle cose la visione, la
prospettiva. E un comune, pur piccolo, viene valutato non in base
alle sue dimensioni demografiche ma al patrimonio culturale,
all'importanza, alla storia. Con quale criterio e con quale logica
viene scritto un articolo in questa maniera? Anche io sono
fermamente convinta che questo articolo sia da bocciare perché non
ha nessun capo e nessuna coda, perché va ad offendere anche la
storia e i luoghi della Sicilia stessa.
DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
assessori, non userò particolari fronzoli: questa norma, a mio
avviso, era una schifezza ed è rimasta una schifezza. Non fa pena
come quando era stata scritta come se dovesse diventare un
bancomat, perché quanto meno si è messo qualche criterio. Però, la
realtà per cui questa norma nasce è affinché un assessorato possa
scientemente trasferire dei contributi a dei Comuni per delle
attività che, normalmente, non rientrano di certo nel sostegno che
questo assessorato, in mezzo a tante carenze, a tante difficoltà
degli enti locali, dovrebbe offrire.
E questa, probabilmente, è anzi, no probabilmente, certamente è il
sintomo di un malessere tra partiti di maggioranza che, in questo
momento, corrono e concorrono l'uno con l'altro a gareggiare a chi
sostiene meglio, più facilmente, più direttamente, i propri i
sindaci o i sindaci vicini al proprio partito. E questa cosa la
voglio dire in maniera bella, chiara e tonda. La riprova è il fatto
che ci sono le processioni di deputati di maggioranza che vengono
da me, degli altri partiti di opposizione, a chiedere a noi di fare
il voto segreto
Prendetevi la responsabilità Se questo articolo non piace si
scelga, non è questione di nomi, collega Tamajo, dobbiamo parlare
bello, chiaro e tondo E nel parlare chiaro e tondo si può dire,
semplicemente, serenamente, che non c'è unanimità di visioni
all'interno della maggioranza, tant'è che lo avete accantonato, su
questo articolo, che c'è un problema tra forze di maggioranza e non
muore nessuno. Si può dire, bello, chiaro e tondo Motivo per il
quale io questo favore non lo farò, non ve ne chiedo voto segreto
Ma vi chiederò il voto palese e voglio vedere se chi della
maggioranza si è schierato contro questo stesso articolo stesso
articolo se verrà e voterà favorevolmente o negativamente per come
si è espresso
Desidero ringraziare molto l'avvocato, collega Sammartino, che mi
fa i complimenti sul vestito, ti dico, hai anche tu un bellissimo
taglio di capelli, vedo che ci sia andato fresco per le feste, è
giusto, quindi proseguiamo nella discussione
Però, quello che vi voglio significare, non ne faccio una
battaglia, perché non è che con questi 3 milioni che cambiamo il
volto della Sicilia, semplicemente serve a fare emergere le
contraddizioni che cercate di nascondere sotto un tappetino quando
poi alla fine vi state scannando per quattro spiccioli.
Per cui, da questo punto di vista, serenamente, fate quello che
ritenete opportuno se è più importante mettere 3 milioni su questa
cosa qui, tanto pure che l'avessimo bocciato ve la sareste
probabilmente rimessa dentro facendo un emendamento alle tabelle,
magari prolungando per il 2024 la norma che avevate fatto per il
2023 che, anzi, vi consentiva di darli a sportello, se non ricordo
male, ragion per cui
CATANIA NICOLO'. Ma fai il processo alle intenzioni?
DE LUCA ANTONINO. Sì, sì, certo che faccio il processo alle
intenzioni collega, sì, perché conosco quali sono le vostre
intenzioni e quindi sono in grado di processare. Per cui votiamo
Presidente Galvagno.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
Ci sono i soppressivi dell'onorevole Catanzaro, De Luca, Sunseri
dei vari Gruppi parlamentari.
Immagino che non si vada verso il ritiro o si va verso il ritiro?
No, non si va al ritiro si vota il soppressivo.
Pongo in votazione l'emendamento 4.8.
DE LUCA. Richiesta di voto palese
PRESIDENTE. C'è la richiesta di voto palese, vediamo se la
richiesta viene appoggiata. Chiedo ai colleghi di prendere posto.
Vediamo se è appoggiata. Ancora non stiamo votando nulla.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 4.8.
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 4.8.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 66
Votanti 59
Maggioranza 30
Favorevoli 26
Contrari 33
Astenuti 0
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Gli altri soppressivi, naturalmente sono preclusi.
Pagina 4 (del fascicolo), ok, adesso andiamo all'emendamento 4.6,
dell'onorevole Schillaci e De Luca.
Onorevole Schillaci, lo mantiene?
SCHILLACI. Lo mantengo. Grazie, Presidente. Naturalmente, voglio
innanzitutto esprimere il disappunto sull'andamento di questa
finanziaria perché avremmo voluto che ci fossero messi sul tavolo
gli argomenti e i temi più importanti che questa Sicilia avrebbe
dovuto trattare, cosa che non è avvenuta.
Qua fuori abbiamo una Sicilia e i siciliani che stanno veramente
soffrendo per il caro bollette, caro energia, per la eliminazione
totale del reddito di cittadinanza con accanto la contropartita che
il Governo nazionale e quello regionale non hanno fatto partire
neanche un corso di formazione e aggiornamento per i cosiddetti
occupabili e questo ci rende particolarmente incavolati perché
fuori abbiamo tanti cittadini che stanno soffrendo e che non hanno
festeggiato il Natale.
Chiuso questo e parlando dell'emendamento, io ritengo che non si
possa dare a un assessorato che tra l'altro non è neanche adibito a
gestire questi contributi perché avremmo dovuto farli gestire a ben
altri assessorati. Non possiamo dare una cambiale in bianco,
quindi, mantengo e chiedo all'aula di apprezzare questo emendamento
grazie.
PRESIDENTE. Benissimo, grazie onorevole Schillaci, allora chiedo
il parere del Governo.
FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il Governo è contrario. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
SCHILLACI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio palese.
PRESIDENTE. Vediamo se è appoggiata.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 4.6.
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 4.6.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 66
Votanti 56
Maggioranza 29
Favorevoli 22
Contrari 34
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 4.11, a firma dell'on. Catanzaro "la
lettera a) del comma 2 è soppressa". Lo mantiene o ritira?
CATANZARO. Ritirato
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 4.26 dell'onorevole Marano,
Schillaci e ad altri. E' mantenuto o ritirato?
CAMPO. Mantenuto.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 4.26. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa al 4.12. Onorevole Catanzaro, lo mantiene o lo ritira?
CATANZARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'emendamento 4.25 è assorbito dal 4.26. Si passa
all'emendamento 4.13. Onorevole Catanzaro, lo mantiene o lo ritira?
CATANZARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 4.14. Onorevole Catanzaro, lo
mantiene o lo ritira?
CATANZARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Sul 4.15 c'è una riscrittura che è l'emendamento
4.15.R che trovate negli emendamenti fuori sacco a firma
dell'onorevole Cracolici e Dipasquale. Lo vuole spiegare o non c'è
bisogno? Già l'ha spiegato prima. Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.
DIPASQUALE. Come contrario?
PRESIDENTE. Lui non ha visto che era il 4.15.R. Sta guardando un
altro emendamento, lo vedo da qua sopra. Onorevole Cracolici...
CRACOLICI Antonino. Non è possibile che si dia un parere sulla
base del firmatario
PRESIDENTE. Ma il problema è che ha davanti un altro emendamento,
l'assessore Falcone. Ce ne sono 30 caricati. Se ha caricato un
altro non ci possiamo fare niente...
CRACOLICI. A me non importa, lo potete pure lasciare, ma è la
contraddizione per come è scritta la norma
PRESIDENTE. Assessore, è l'emendamento 4.15R. Assessore, non è
tra quelli caricati da prima. L'ha trovato?
FALCONE, assessore per l'economia. Sì, e sono favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento di riscrittura 4.15R.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 4.17 a firma degli onorevoli Savarino e
Assenza.
Onorevole Assenza c'è il 4.17 "la parola 'quindicesimo' è
sostituita dalla parola 'trentesimo'". E' mantenuto o ritirato?
Anzi, firmatari, Savarino e Assenza. Mantenuto o ritirato?
ASSENZA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Ritirato, benissimo. Si passa all'emendamento 4.1, no
va bè questo è come se fosse il soppressivo.
Allora possiamo votare direttamente l'ultimo che è il 4.35 a firma
degli onorevoli De Luca e Di Paola che sostituisce 3 milioni con 2
milioni. È mantenuto o ritirato?
DE LUCA ANTONINO. Manteniamo.
PRESIDENTE. Allora, chiediamo il parere del Governo.
CRACOLICI. Cos'è?
PRESIDENTE. Una riduzione. Chiedono che anziché 3 milioni ce ne
siano 2. Ha chiesto intervenire l'onorevole De Luca, prego
onorevole.
DE LUCA ANTONINO. Un attimo solo, Presidente, relativamente al
comma 3 perché, dico, mettere nella norma che il termine per la
presentazione dell'istanza a decorrere dal quindicesimo giorno
successivo alla data di pubblicazione del predetto avviso, cioè noi
stiamo stabilendo un termine che è totalmente fuori dal mondo
all'interno di un'amministrazione comunale, cioè, diamoglielo...
volete fare questa cosa? Ma il tempo ai Comuni, quanto meno, per
partecipare e fare una benedetta istanza glielo vogliamo lasciare?
Oppure dobbiamo telefonare direttamente ai sindaci: "compare,
partecipa che è uscito il decreto". Il termine per la presentazione
dell'istanza, lo so, lo so, sto dicendo di tornare indietro.
Quindi, Presidente, l'emendamento presentato dalla maggioranza, da
Assenza e Savarino è sensato.
Presidente, su questo discorso qui ritorniamo un attimino - lo
faccio mio, ci appongo la firma - su questo discorso del termine,
sarebbe invece importante provvedere a dare almeno quei 30, quei 45
giorni, una volta che viene pubblicato un bando per dare il termine
alle pubbliche amministrazioni, agli enti locali, di rendersene
conto e di formulare una domanda. Due settimane?
MESSINA, assessore per le autonomie locali e della funzione
pubblica. Non si può presentare prima di 15 giorni. Non è la
scadenza.
DE LUCA ANTONINO. Non sembra da come è scritto, ma da come è
scritto...
PRESIDENTE. Onorevole De Luca...
DE LUCA ANTONINO. Va bene.
PRESIDENTE. Cosa va bene?
DE LUCA ANTONINO. La spiegazione che mi ha offerto l'assessore
Messina.
PRESIDENTE. Ma quando gliel'ha offerta?
DE LUCA. Ora, ora.
PRESIDENTE. Assessore, la dice anche a me questa... così lo so.
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Sì. Grazie Presidente volevo specificare, premesso che questa
riscrittura è stata decisa e condivisa dalla Commissione
Bilancio , non è in verità il testo che aveva predisposto il
dipartimento, che aveva votato la Giunta. Però, dico, il termine a
cui si riferisce è il termine di decorrenza, cioè dire "decorre il
termine per presentare l'istanza almeno 15 giorni dopo la
pubblicazione dell'avviso". Poi può scadere dopo 30, 40 giorni, due
mesi, tre mesi, sei mesi, ma quello è il termine da cui decorre la
possibilità di presentare le istanze. È stato un termine inserito
anche questo dalla Commissione Bilancio e noi ovviamente siamo
anche d'accordo e condividiamo perché dà una ulteriore pubblicità
alla possibilità dei Comuni di presentare le istanze.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Si passa alla votazione
dell'emendamento 4.35... no, il 4.35 è mantenuto o ritirato?
Mantenuto, riduce da 3 a 2 milioni.
Il parere del Governo?
FALCONE, assessore regionale per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
DE LUCA ANTONINO. Richiesta di voto palese.
PRESIDENTE. C'è la richiesta di voto palese. vediamo se la
richiesta è appoggiata. Apriamo la verifica.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 4.35
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 4.35.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 66
Votanti 54
Maggioranza 28
Favorevoli 22
Contrari 32
Astenuti 1
(Non è approvato)
PRESIDENTE. La votazione è conclusa. E' respinta, 32 contro 22.
C'è il voto contrario dell'onorevole Turano che, comunque, è
ininfluente per questi fini.
Benissimo, allora possiamo votare l'articolo 4.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
DE LUCA ANTONINO. Richiesta di voto palese.
PRESIDENTE. Mettiamo in votazione l'articolo 4. Vediamo se la
richiesta è appoggiata, c'è richiesta di voto palese.
SAVARINO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà, per dichiarazione di voto anche se
siamo in votazione.
SAVARINO. Signor Presidente, mi dispiace che poi non si dica io
sono un deputato di maggioranza che segue le indicazioni della
maggioranza e del mio Governo ma su questo articolo, come lei sa,
come i colleghi sanno, già in Commissione, peraltro nella prima
riscrittura era assolutamente non condivisibile, poi è stata
sistemata in Commissione Bilancio , io ho sempre ritenuto di
essere e dichiarato di essere contraria a questa formulazione.
Nulla contro l'assessore Messina che è persona peraltro stimata,
seria e perbene. Quindi non c'è un retroscena, un retro pensiero
sull'attività di gestione dell'Assessore Messina in merito a questo
articolo ma ritengo, per principio, che sia sbagliato un'ingerenza
nelle competenze di altri assessorati perché immagino che il
Governo e il Presidente Schifani diano una indicazione, una
strategia di sistema sul turismo, sui beni culturali, che hanno una
ratio e si muovono con una strategia politica e che quindi questa
competenza non può averle e conoscerle chi si occupa di altro,
come l'assessore per la funzione pubblica.
Per cui io ritengo che questo sia come norma di principio
sbagliata. Ripeto, nulla contro l'Assessore, ma alla norma di
principio è assolutamente un errore che oggi viene fatto ai danni
dell'assessorato all'agricoltura i beni culturali, al turismo.
Nell'ultima formulazione a dire la verità non capisco bene ai danni
di chi verrà fatta perché, come diceva il collega La Vardera e ha
ragione, la coesione sociale territoriale non è comprensibile, è
talmente generico, ma immagino che nonostante non sia passato
l'emendamento della collega Schillaci sarà anche buona creanza
dell'Assessore, qualora questo articolo passasse, come ritengo,
venire in Commissione e magari dare alla Commissione le indicazioni
che con decreto verranno date su cosa si intende per finalizzata
alla questione sociale territoriale.
Quindi io lo ribadisco, perché non me ne vogliano i colleghi, ma
chi come me ha quattro legislature non ha mai visto una cosa del
genere ed è difficile che si convinca diversamente della bontà
perché magari c'è un'esigenza di tenere i ranghi, i ranghi si
tengono e io li tengo come è giusto che sia, però bontà vostra, ho
anche una esperienza, un'intelligenza, una competenza che mi
permettono anche di dovere onorare il mio pensiero.
Quindi, per dichiarazione di voto io purtroppo confermo di
continuare ad essere contraria alla formulazione di questo
articolo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Savarino.
Ha chiesto di intervenire prima l'onorevole Ciminnisi e poi
l'onorevole La Rocca Ruvolo.
CIMINNISI. Grazie Presidente, anche perché siamo già in votazione,
quindi la ringrazio doppiamente per avermi dato la parola.
La mia non è in realtà una dichiarazione di voto, anche se
intervengo per questo, ma è un appello alla dignità e alla
responsabilità di questo Parlamento e di quest'Aula di fronte ad
una norma che, a mio modestissimo avviso, qualcuno dirà che me la
sono anche legata al dito, ma io veramente ho grandissima
difficoltà a votare questa norma quindi che sia voto palese, che
sia per qualche accordo che conosco voto segreto, non lo so, però,
veramente trovo che questa norma sia irricevibile, che sia
invotabile perché la coesione sociale, faccio un po' da scia a
quello che diceva la collega Savarino, per quanto è indefinito
comunque è un concetto estremamente serio.
Si parla di coesione sociale quando si fa riferimento anche
all'inclusione, quando si fa riferimento a misure che servono per
creare un benessere. Io mi chiedo, e chiedo all'assessore Messina,
come pensa di misurarle - anche questo potrebbe essere un elemento
di riflessione - le ricadute che in termini di benessere, di
coesione sociale, questi interventi elargiti sulla base
probabilmente di simpatie, perché questa norma non prevede nessun
tipo di criterio di merito che serva a verificare quali siano le
iniziative veramente utili ai fini della coesione sociale.
La coesione sociale è anche inclusione, è anche libertà e noi
ancora attendiamo di sapere, Assessore Falcone, quante saranno le
risorse a disposizione per i centri antiviolenza. Anche quella è
coesione sociale; anche quella che riguarda gli agricoltori che in
questo momento stanno vivendo un momento di crisi è un intervento
che può servire a rafforzare la coesione sociale, non certo le
"mancette" per le sagre e le feste di paese.
Pensate quello che volete, me la sarò anche legata al dito ma
questa norma per me è veramente "invotabile". Io mi appello alla
responsabilità dei deputati di maggioranza che hanno manifestato
più di un "mal di pancia" nei confronti di questa norma e mi
appello anche al senso di responsabilità delle opposizioni che
probabilmente non si comprende bene in cambio di cosa stanno
accettando di votare una norma inqualificabile.
LA ROCCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA ROCCA. Presidente, anch'io, per dichiarazione di voto, ritengo
di votare contrario a questo articolo 4, sposando in pieno le
motivazioni della collega Savarino e spogliandomi del ruolo di
deputato e indossando quello di sindaco. Dico anche che questa
norma, già lo avevo esternato in Commissione e lo ribadisco in
Aula, perché anche i colleghi tutti ne vengano a conoscenza, è
norma fuorviante. E' una norma che con l'assessorato alle autonomie
locali ha poco a che spartire.
Da 11 anni siedo tra i banchi di questa di questo Parlamento e per
la prima volta mi trovo a dovere votare una norma di questa natura.
Nulla da dire nei confronti dell'Assessore Messina, sia in termini
di ruolo che in termini di persona, dico, però, che questa coesione
sociale ribadita nell'articolo 4 è una affermazione vaga che non
dice assolutamente nulla.
Sostengo e sottolineo che questo riparto fatto dopo che la norma è
stata rivista in Commissione Bilancio lascia ancora più perplessi
di quanto non lo fosse la norma originaria.
Per i motivi che ho appena elencato, e voglio anche aggiungere che
è la prima volta che i comuni dopo anni si ritrovano - e forse
l'Assessore Messina neanche lo sa - ad essere redarguiti
dall'assessorato agli enti locali se la risposta alle
interrogazioni che vengono fatte nei consigli comunali o dalle
varie opposizioni arrivano con trentuno giorni di ritardo.
Siccome quello che sta accadendo ha veramente dell'inverosimile a
livello di autonomie locali, per i motivi appena detti e per il
fatto che questi 392 sindaci siciliani si troveranno smarriti
quando penseranno come e a chi dovranno fare richiesta e per che
cosa, perché ricordo che la norma precedente aveva e portava una
dicitura che era legato ad eventi particolari o comunque a
situazioni legate alle tradizioni, eccetera. In questa norma che
stiamo per votare non c'è nessun punto di riferimento. E' talmente
vago da non capire cosa devono fare i comuni per potere ricevere un
contributo e che tipo e a quale tipo di programma devono aderire.
Per questo motivo il mio voto sarà contrario. Grazie, Presidente.
LA VARDERA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Soltanto per mettere in fila la mia dichiarazione di
voto e per complimentarmi per l'onestà intellettuale dei colleghi
della maggioranza, dell'onorevole Savarino e dell'onorevole La
Rocca, che con grande coraggio hanno espresso il loro pensiero
libero, democratico, anche all'interno di una maggioranza che
continua ad essere sorda e che non comprende che questa norma non
va bene. Ma siccome bisogna fare un favore a qualcuno, si continua
imperterriti a volerla portare avanti.
Quindi, io mi appello al buon senso di quest'Aula perché questa
porcata' - mi permetto il termine, mi scuso per il termine - non
venga approvata.
Quindi, ovviamente il mio voto non si farà sentire su questa
vicenda.
Voglio ringraziare pubblicamente l'onorevole Savarino e
l'onorevole La Rocca Ruvolo per l'onestà intellettuale.
PRESIDENTE. Mettiamo in votazione l'articolo 4.
(Proteste dai banchi)
Sospendo l'Aula cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 16.26, è ripresa alle ore 16.29)
PRESIDENTE. La seduta riprende.
Assessore Falcone, colleghi, nonostante fossimo già in votazione e
nonostante abbia dato l'opportunità di poter parlare a tutti quelli
che me lo hanno richiesto, non ho capito se c'è una richiesta - no,
no devo sapere - se c'è richiesta di voto segreto o meno.
Onorevole Micciché
Prima devo sapere se c'è la richiesta. Assessore Falcone
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, io credo che
sarebbe opportuno un attimo trovare tutti un punto di sintesi.
Abbiamo, su questo emendamento, se n'è parlato tanto anche in
Commissione, e su questo e anche in Commissione
SCHILLACI. La Commissione di merito l'avete estromessa
FALCONE, assessore per l'economia. Vorrei ricordare a tutti, e a
me per primo, che c'è stata comunque non dico assolutamente una
condivisione, ma certamente una riscrittura, per evitare ove fosse
possibile la discrezionalità delle scelte dell'assessore al ramo,
il quale tra l'altro ha dato tutta la sua disponibilità a
riscrivere, a rivedere e a riformulare l'emendamento e quindi poi
l'articolo. Anche stasera, in Aula, dinanzi alla legittima
richiesta dell'onorevole Cracolici, avendo meglio riletto
l'emendamento, il Governo ha dato parere favorevole.
Ora io vorrei anche dire una cosa, vorrei dire un po' a tutti i
colleghi, attenzione, queste sono somme aggiuntive che si stanno
dando ai comuni; certamente non risolveranno la sorte o il futuro
dei comuni, ma sono somme ulteriori che stiamo dando ai comuni e
che, se bene utilizzate e io su questo sono convinto che
l'assessore Messina le utilizzerà a pieno e nel migliore dei modi,
anche con delle verifiche, onorevole Dipasquale lei ha detto bene,
con tutte le verifiche del caso, alla fine, con tutte le verifiche
del caso.
Per cui io mi permetto di chiedere all'onorevole Micciché di
ritirare la richiesta del voto segreto, se non altro perché è
giusto, come dire, che ci siano delle limature, delle ulteriori
correzioni e correttivi, così come sono stati fatti. Però, in una
logica in cui i comuni hanno quest'anno molte più risorse rispetto
al passato, credo che si possa arrivare a questo atto di buon
senso.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Micciché. Ne ha
facoltà.
MICCICHÈ. Grazie, Presidente. Allora, assessore, lei in I
Commissione, quando abbiamo discusso di questo articolo, non c'era.
L'onorevole Savarino aveva proposto un emendamento che andava bene
a tutti, e che accontentava complessivamente la Sicilia, non i
deputati, perché non sono i deputati che ricevono... Insieme
all'onorevole, peraltro sempre della maggioranza, non mi ricordo,
ma ci è stato risposto di no, nonostante sapessimo che l'onorevole
La Rocca Ruvolo faceva un gran caos, che altri facevano un gran
caos. Ci è stato risposto di no, e in quell'occasione abbiamo
detto: guardate che questo emendamento in Aula così non vi passa.
Ora io, avete fatto un accordo sui voti segreti, e voi sapete bene
che io non sono certamente uno che ama i voti segreti, ma intanto,
e questo è un errore che vi ho già detto, all'inizio specialmente,
non consideravate il "Misto" come un Gruppo politico, per cui io,
questo accordo non c'è quindi io personalmente non ho chiuso nessun
tipo di accordo sul non chiedere il voto segreto, infatti, mi sento
libero e mi sento serenamente leale, perché mi sto astenendo
anziché votare contro, sto facendo quello che ci eravamo detti, sui
voti segreti non mi era stato detto niente.
Ora questo emendamento, assessore Messina, va cambiato questo
articolo, non c'è niente da fare, per cui io lo ritiro a condizione
che voi vi fermiate dieci minuti e lo cambiate; c'era l'emendamento
dell'onorevole Savarino che è un emendamento meraviglioso, che
accontentava assolutamente tutti. Ma perché dire no a quello per
principio? Dire no, no, no Allora vengono fuori troppi dubbi,
vengono fuori troppe cose in testa, per cui questo emendamento non
è in realtà quello che si vuole fare, ma ha un'indicazione diversa.
Onorevole Falcone io, ripeto, non ho nessuna difficoltà a
ritirarlo, chiedo soltanto che questo emendamento così non passa,
per cui se c'è la volontà da parte del Governo di rivederlo due
minuti, guardate, si riprende l'emendamento dell'onorevole, lo
rivedete tutti al Governo, perché allora c'era soltanto l'Assessore
Messina e vi renderete conto che è la soluzione assolutamente
migliore. Per cui io in questo momento, come dire se non ho
un'assicurazione di questo tipo non lo ritiro.
PRESIDENTE. Già eravamo in fase di votazione ed era anche stato
chiesto il numero per vedere se la richiesta di votazione palese
nominale fosse appoggiata e così è stato. Quindi siamo in questo
momento in fase di votazione, se però c'è richiesta, ma ho capito
che è stata ritirata la richiesta di scrutinio segreto, noi andiamo
avanti su quello che abbiamo già messo in votazione.
MICCICHÈ. Forse non sono stato chiaro: ritengo che in questo
articolo ci sia che questo sia un comma che è fuorviante, non mi
faccia dire di peggio che non mi piace, e già questo fatto era
venuto fuori chiaramente in I Commissione, era venuto fuori in I
Commissione in maniera dirompente, Presidente Galvagno, non è che
in I Commissione c'era stato così... era venuto fuori in maniera
dirompente; poi in questi giorni, anche grazie alla sua mediazione
che è stato veramente molto bravo, si è riuscito a fare un accordo
con le opposizioni perché non chiedono il voto segreto, io non lo
faccio perché sono opposizione, perché non lo sono, lo faccio
perché è un articolo che non può passare. Quel comma, assessore
Messina, lei quel giorno si è reso conto benissimo che non poteva
passare, avevamo tutti contro, e quindi che si debba fare per
forza, ma perché viva Dio? E' un fatto di arroganza e di
presunzione. Tutto il Parlamento, vi posso garantire, non lo vuole,
ma allora in questi casi si fanno gli accordi, ma si fanno anche
gli accordi dal punto di vista politico. Questo tipo di soluzione
non è possibile. Assessore Messina, mi rivolgo a lei perché l'ho
fatto in occasione della Commissione, quando abbiamo fatto la
Commissione, e mi rivolgo nuovamente a lei, perché poi quello che
si dice ovviamente riguarda peraltro il suo partito, perché
lasciare questo dubbio? Perché lasciare questo vulnus nell'idea di
una finanziaria non è fatta bene ma è fatta per favorire qualcuno?
Per questo, per questo articolo, per non fare passare l'emendamento
della Savarino che era assolutamente perfetto? Quindi ripeto,
Presidente Galvagno, se io ho assicurazione da parte del Governo
che ci fermiamo per rivedere questo articolo e inseriamo quanto
meno l'emendamento Savarino oppure io non ritiro la richiesta di
voto segreto.
PRESIDENTE. Non mi pare che il Governo abbia intenzione di dover
ancora riscriverlo, quindi se lei fa richiesta di voto segreto, io
chiaramente ricordo ai colleghi ma lo sappiamo tutti bene che deve
essere appoggiata da almeno sette deputati. Quindi intanto lei
mantiene la richiesta di scrutinio segreto?
MICCICHÈ. Sì.
PRESIDENTE. Allora vediamo se è appoggiata la richiesta di
scrutinio segreto. Non è appoggiata.
Mi date un verbale comunque?
Si passa alla votazione dell'articolo 4 con scrutinio palese
nominale.
Dobbiamo vedere se viene appoggiata la richiesta di voto con
scrutinio palese nominale.
La richiesta risulta appoggiata.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'articolo 4.
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'articolo 4.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 66
Votanti 61
Maggioranza 31
Favorevoli 34
Contrari 27
Astenuti 0
(E' approvato)
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
Art. 11.
Assunzioni lavoratori impegnati in attività di pubblica utilità
e in attività socialmente utili
1. Per le finalità di cui al comma 1 dell'articolo 2 del decreto
legge 22 giugno 2023, n. 75 convertito con legge del 10 agosto
2023, n. 112, nonché per le finalità di cui al comma 2
dell'articolo 4 della legge regionale 29 dicembre 2016, n. 27 e
successive modificazioni e di cui al comma 5 dell'articolo 11 della
legge regionale 9 maggio 2017, n. 8 e successive modificazioni, è
autorizzata la spesa di 79.000 migliaia di euro per l'esercizio
finanziario 2024, di 77.200 migliaia di euro per l'esercizio
finanziario 2025 e di 75.700 migliaia di euro per l'esercizio
finanziario 2026, da iscrivere nell'apposito fondo del Dipartimento
regionale del bilancio e del tesoro (Missione 20, Programma 3,
capitolo 215785). Dall'esercizio finanziario 2027 sino
all'esercizio finanziario 2047 è autorizzata la spesa come da
tabella che segue (Missione 20, Programma 3, capitolo 215785), cui
si provvede mediante utilizzo delle risorse riconosciute alla
Regione ai sensi del punto 9) dell'Accordo tra lo Stato e la
Regione siciliana per il ripiano decennale del disavanzo apprezzato
dalla Giunta regionale con deliberazione n. 399 del 16 ottobre
2023.
Eserci Numero Totale
zio soggett costo
finanzia i dall'eserc
rio izio 2027
(valori in
euro)
3.701
3.607
3.533
2027 3.479 55.602.001
2028 3.397 54.290.089
2029 3.323 53.104.341
2030 3.256 52.035.572
2031 3.194 51.045.313
2032 3.112 49.733.401
2033 3.032 48.506.241
2034 2.877 45.977.040
2035 2.684 42.896.212
2036 4.588 39.234.475
2037 2.212 35.352.635
2038 1.959 31.306.162
2039 1.681 26.865.768
2040 1.410 22.536.109
2041 1.080 17.263.162
2042 715 11.425.418
2043 326 5.209.865
2044 50 801.012
2045 20 321.653
2046 6 94.623
2047 2 15.428
2. Gli enti pubblici possono assumere, attraverso selezione
pubblica, i lavoratori impegnati in attività di pubblica utilità e
in attività socialmente utili che ne facciano domanda, appartenenti
a tutte le categorie contrattuali, inseriti nell'elenco regionale
di cui al comma 1 articolo 30 della legge regionale del 28 gennaio
2014, n. 5 e successive modificazioni, fermo restando il contributo
regionale previsto dal presente articolo.
3. Per il periodo collegato al processo di assunzione, e in caso
di mancata adesione alla procedura di stabilizzazione, e comunque
fino al 30 giugno 2026, i soggetti di cui al comma 2 permangono nel
bacino di appartenenza e continuano a percepire il sussidio e
l'eventuale integrazione oraria fino a 36 ore, a valere sulle somme
iscritte nel fondo di cui al comma 1.
4. Con decreto del Ragioniere generale, su proposta del
Dipartimento regionale del lavoro, dell'impiego, dell'orientamento,
dei servizi e delle attività formative, previa deliberazione della
Giunta regionale, sono operate le conseguenti variazioni di
bilancio per l'iscrizione delle somme necessarie a far fronte alle
finalità indicate nei commi precedenti mediante utilizzo delle
disponibilità del fondo del Dipartimento regionale del bilancio e
tesoro della Missione 20, Programma 3, capitolo 215785.
5. La copertura finanziaria della maggiore spesa di cui al comma
1, per l'esercizio finanziario 2026, limitatamente all'importo di
8.300 migliaia di euro, è assicurata mediante riduzione
dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 1
(Missione 18, Programma 1, capitolo 191301).
6. Alla legge regionale 22 febbraio 2023, n. 2 sono apportate le
seguenti modifiche:
a) al comma 1 dell'articolo 7 le parole per gli anni 2023, 2024 e
2025 sono sostituite dalle parole per l'anno 2023 e le parole e
per ciascuno degli esercizi finanziari 2024 e 2025 la spesa di
3.600 migliaia di euro. sono soppresse;
b) al comma 2 dell'articolo 7 le parole per gli anni 2023, 2024 e
2025 sono sostituite dalle parole per l'anno 2023 e le parole
per gli esercizi finanziari 2023, 2024 e 2025 sono sostituite
dalle parole per l'esercizio finanziario 2023, ;
c) al comma 1 dell'articolo 8 le parole annui per ciascuno degli
esercizi finanziari 2023, 2024 e 2025 sono sostituite dalle parole
per l'esercizio finanziario 2023, .
7. Al comma 1 dell'articolo 25 della legge regionale 27 luglio
2023 n. 9, dopo le parole di servizi di pubblica utilità sono
inserite le parole nonché per garantire l'erogazione di servizi
presso i dipartimenti regionali, uffici equiparati e presso la
società Servizi ausiliari Sicilia S.c.p.a (SAS) .
DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Grazie, signor Presidente, io come concordato
anche con la sua persona prima dell'inizio dell'Aula, le chiedo
l'articolo 11 al momento di accantonarlo perché stiamo lavorando a
una riscrittura. Spiego adesso il motivo, perché stiamo cercando di
estrapolare il settore dei beni culturali in quanto è l'unico che
non può avere integrazione oraria.
PRESIDENTE. Va bene, ok. E' inutile che facciamo interventi.
Onorevole Laccoto, siccome lo stiamo accantonando, tutti gli
interventi li facciamo dopo, altrimenti facciamo gli interventi sia
ora che dopo e non possiamo.
Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:
Art. 13.
Misure di sostegno per l'occupazione
1. Al fine di promuovere la stabilità dell'occupazione, per le
nuove assunzioni a tempo indeterminato e per le trasformazioni dei
contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato
nel corso dell'anno 2024, è riconosciuto ai professionisti ed alle
imprese, incluse le microimprese e le piccole e medie imprese,
aventi un'unità produttiva nel territorio della Regione, un
contributo massimo di euro 30.000,00 nel triennio 2024-2026 per
ciascun lavoratore contrattualizzato. È altresì riconosciuto, nel
triennio 2024-2026, un ulteriore contributo di euro 10.000,00
quando le predette assunzioni o trasformazioni riguardino
lavoratori con cittadinanza italiana provenienti da imprese aventi
sede e operanti esclusivamente fuori dal territorio italiano da
almeno 24 mesi o lavoratori di età superiore ai 50 anni o donne a
prescindere dall'età anagrafica o lavoratori di età compresa tra i
18 e i 59 anni privi dei requisiti per accedere al beneficio di cui
all'articolo 1 del decreto legge 4 maggio 2023, n. 48, convertito
con modificazioni dalla legge 3 luglio 2023, n. 85. L'ammontare del
contributo annuo non può in ogni caso superare il costo complessivo
annuo per ciascun lavoratore. Il contributo è erogato anche in caso
di assunzione dei lavoratori di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 25
del decreto legislativo 28 febbraio 2021, n. 36 e successive
modificazioni.
2. Il contributo di cui al comma 1 spetta anche ai professionisti
ed alle imprese che assumono personale proveniente dalle imprese di
cui al comma 1 in stato di crisi o di insolvenza negli anni 2021,
2022 e 2023 o situate in area di crisi industriale complessa. Il
predetto contributo è concesso altresì per le assunzioni a tempo
indeterminato di lavoratori licenziati per riduzione di personale
da imprese in stato di crisi nei sei mesi precedenti o impiegati in
rami di azienda oggetto di cessione da parte delle medesime
imprese.
3. Il contributo di cui al comma 1 spetta alle imprese che non
abbiano proceduto nei tre mesi precedenti l'assunzione né procedano
nei dodici mesi successivi alla stessa a licenziamenti individuali
per giustificato motivo oggettivo o a licenziamenti collettivi ai
sensi della legge 23 luglio 1991, n. 223, nei confronti di
lavoratori inquadrati con la medesima qualifica nella stessa unità
produttiva. Il presente comma non si applica alle imprese di cui al
comma 2.
4. Per i dipendenti con contratto di lavoro a tempo parziale, il
calcolo è ponderato in base al rapporto tra il numero delle ore
pattuite e il numero delle ore che costituiscono l'orario normale
di lavoro dei lavoratori a tempo pieno. L'incremento della base
occupazionale è considerato al netto delle diminuzioni del numero
degli occupati verificatesi in società controllate o collegate ai
sensi dell'articolo 2359 del codice civile o facenti capo, anche
per interposta persona, allo stesso soggetto.
5. L'accesso agli incentivi di cui al comma 1 e le modalità di
erogazione degli stessi sono disciplinate con avviso pubblico
emanato dal Dipartimento regionale del lavoro, dell'impiego,
dell'orientamento, dei servizi e delle attività formative. I
contributi determinati nella misura di cui al presente articolo
sono corrisposti limitatamente alle risorse complessive stanziate
al comma 6.
6. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata la spesa di
50.000 migliaia di euro per ciascuno degli esercizi finanziari
2024, 2025 e 2026.
7. Il beneficio è subordinato, ai sensi dell'articolo 108,
paragrafo 3, del Trattato sul Funzionamento dell'Unione europea,
all'autorizzazione della Commissione europea.
8. I contributi di cui al presente articolo, in caso di nuove
assunzioni, sono erogati solo se il lavoratore, al momento
dell'assunzione, versava da almeno tre mesi in stato di
disoccupazione o inoccupazione .
Ci sono dei soppressivi, misura di sostegno per l'occupazione, ci
sono dei soppressivi a firma del Partito Democratico.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Cracolici e poi gli onorevoli
De Luca, Safina e Schillaci, però ditelo gentilmente all'onorevole
Marchetta, altrimenti non arriviamo da nessuna parte.
Intanto l'onorevole Cracolici ha chiesto di parlare. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, io capisco che il Governo non è in
Aula, non è in Aula l'Assessore per la famiglia, le politiche
sociali e il lavoro, ma mi risponderà l'Assessore al bilancio che
immagino ne saprà quanto me.
Volevo sapere nel Percorso 5 della strategia S3 del Fondo sociale
europeo sottoscritto dal Governo regionale nel Piano operativo
regionale dell'FSE, è stata individuata una misura che ha questa
dizione: "Incentivi all'assunzione a tempo indeterminato e alla
trasformazione dei contratti a tempo determinato in tempo
indeterminato con particolare riferimento ai settori delle
strategie S3, giovani, donne, inoccupati di lunga durata, eccetera
eccetera, oltre ventiquattro mesi. Cioè, noi abbiamo definito un
pacchetto di misure che ha come obiettivo quello di consentire alle
imprese che assumeranno nei prossimi mesi e nei prossimi anni degli
incentivi la cui entità è, probabilmente, la stessa che prevediamo
in questa norma e stiamo facendo una norma con risorse regionali
che, tra l'altro, ricordo a me stesso, era prevista per cento
milioni di euro, è stata ridotta e dimezzata in Commissione per
esigenze che il Governo ha manifestato di copertura della manovra
per altre tipologie di spese o minori entrate, definiamole così,
tra l'altro credo che questa sia una delle misure che va in
accantonamento o sbaglio, Assessore?
FALCONE, assessore per l'economia. Sì e no
CRACOLICI. Allora chiedo: qual è la ragione? Io ho manifestato
nel merito della norma più di una perplessità. Purtroppo, sulla
base dell'esperienza che questa Regione ha già fatto negli anni
precedenti quando si è inventata misure di sostegno
all'occupazione, una tra tutte la cosiddetta legge Briguglio che
raddoppiava il numero di anni degli sgravi consentiti, allora dalla
legge nazionale che, da tre previsti dalla legge nazionale noi li
abbiamo portati a sei.
Quindi per sei anni le imprese che assumevano in Sicilia avevano
dei benefici, salva poi non erogare questi benefici a imprese che,
nel frattempo, vantavano crediti nei confronti della Regione,
alcuni sono in contenzioso, vedremo un giorno come finirà. Sappiamo
bene che la durata di questi contenziosi è, spesso, un termine
infinito. C'è da dire che, fortunatamente, le imprese che hanno
esigenze di occupazione e di fare occupazione non aspettano il
contributo regionale perché sono imprese che, in genere, occupano
laddove hanno un mercato che li spinge a produrre, o di beni o di
servizi.
Questa norma che, sostanzialmente, avrà il compito di stabilire
che, nei prossimi tempi, non dico anno perché secondo me questa
norma nel 2024 neanche se la sorteggiamo potrà avere efficacia,
prevede l'assunzione di cinquemila, a pieno regime, unità per
impresa. Forse un po' meno perché i benefici per donne e giovani
sono un po' più alti, quindi se la somma è cinquanta milioni e il
minimo è diecimila euro, non può essere cinquemila ma sarà qualche
centinaio di assunzioni in meno.
Ora anche se fossero mille, il tema non è se sono cinquemila o se
sono, mi chiedo: questa misura come si coniuga con le misure che
col Fondo sociale europeo, cioè con fondi extraregionali, noi
possiamo attivare? Tra l'altro, Presidente, vorrei che lei mi
ascoltasse, in una Regione che oggi è l'ultima in Italia per
l'attuazione del progetto Gol che consentiva, non solo le
assunzioni alla Regione siciliana di una serie di operatori nel
settore del mercato del lavoro, dovrebbero sbloccarsi a giorni i
famosi concorsi banditi oltre due anni fa, per le persone che
dovranno andare ad operare negli Uffici provinciali del lavoro, ma
il progetto Gol che prevede anche le assunzioni, cioè prevede
l'immissione di forze lavoro nel sistema delle imprese in Sicilia.
Ora io capisco che il Governo aveva una difficoltà, ha fatto una
finanziaria, sostanzialmente, in cui ha detto che nella grande
novità di questa finanziaria ha lanciato la parola d'ordine sugli
incendi e ha dovuto, in qualche modo, in Aula rivedere la strategia
perché, al di là della propaganda, poi il succo della propaganda è
nulla di nuovo sotto il cielo. Speriamo che gli incendi si fermino
non per le azioni che stiamo mettendo in campo, alcune delle quali
benemerite, come quelle di consentire una migliore strategia di
intervento per la pulizia delle aree private, quindi per impedire
la propagazione dei fuochi.
L'altra misura è questa sull'occupazione. Daremo diecimila euro
alle imprese che assumeranno in Sicilia. Ripeto, da cento siamo
passati a cinquanta con una strategia di impiego di questa norma
molto complessa, tra l'altro mentre nello stesso momento definiamo
un'intesa con l'Unione Europea in cui una delle misure che
attiveremo, almeno in teoria, è appunto quella delle trasformazioni
o delle assunzioni a tempo indeterminato nel sistema delle imprese
in Sicilia.
Ora io perché sto intervenendo, Presidente? Perché il paradosso è
che ci sono norme che si fanno solo per fare un comunicato stampa e
non perché si ha una strategia, una visione per affrontare alcuni
nodi nella nostra Terra. Io avrei capito e compreso se il Governo
avesse scelto intanto di sostenere le occupazioni in alcuni settori
che più di altri hanno alcuni elementi di difficoltà sia a reperire
manodopera, mi riferisco ad esempio a tutto il settore della, tra
virgolette, di operai specializzati nel settore della siderurgia,
dei saldatori professionali e quindi anche con un sistema, come
dire, di sostegno alla formazione, anche attraverso il CIAPI e di
sostegno all'occupazione con misure di incentivazione, tutto
avrebbe avuto un... Oppure, Assessore, avrei compreso se in questo
momento noi che siamo una delle regioni che esporta manodopera,
perché questo ormai avviene in Sicilia da diversi anni, i nostri
ragazzi vanno via, allora avrei capito come aiutare i nostri
ragazzi che non solo devono andare via ma quando devono andare via
molti non se lo possono neanche permettere di andare via. Perché
se devono andare a lavorare in un'altra Regione e non devono pagare
i costi di vitto e alloggio elevatissimi che di fatto li porta in
una condizione, o hanno dei parenti, o hanno una rete come dire
sociale di sostegno fuori dalla Sicilia, o anche l'emigrazione in
Sicilia sta diventando un fenomeno per chi se lo può permettere. E
allora avrei capito se ci fossero state delle misure a sostegno per
coloro che vanno a fare un'esperienza professionale fuori dalla
Sicilia, anche con l'ambizione di professionalizzare e di
riportarli nella nostra Regione - i famosi ritorni dei talenti - e
allora aveva un senso, cioè è una strategia, ma così che strategia
è? Che strategia è?
Ecco perché ho contestato questa norma in Commissione Bilancio, la
contesto in Aula, proprio perché è una norma che non dice nulla di
più e non affronta un solo problema dei problemi endemici della
nostra economia.
Avete voluto una norma che facesse un comunicato stampa ma fatto
il comunicato stampa il saldo di questa norma quale sarà? Che
credete per davvero che noi creeremo occupazione con un avviso
pubblico in cui l'impresa deve dichiarare prima guarda che voglio
assumere ? A me sembra, come dire, imbarazzante: questa norma
frutto della improvvisazione e dell'assoluta indeterminatezza del
modo in cui si affrontano i problemi dell'economia della nostra
Regione.
CARONIA. Grazie, onorevole Cracolici.
Ha chiesto di parlare un minuto l'onorevole Caronia. Ne ha
facoltà.
CARONIA. Grazie, Presidente, io sarò molto breve, però non posso
che trovarmi in disaccordo rispetto a quello che ha detto
l'onorevole Cracolici.
Innanzitutto io ritengo che questa sia una delle norme più
qualificanti di questa finanziaria anche perché, vedete, colleghi,
dopo che i siciliani ascoltano il dibattito che avviene in
quest'Aula, ovviamente un dibattito che si esercita in democrazia,
io credo che molti saranno distratti anche da, come dire, dai
momenti di dibattito caldo, acceso, che si svolgono dentro
quest'Aula perché molti degli argomenti che noi trattiamo non fanno
parte dell'interesse della gente comune che vive le esigenze di
tutti i giorni.
Questo, invece, è uno di quegli articoli che riguarda le tante
famiglie e i tanti disoccupati, che sono veramente tanti, che
ripongono una speranza e, soprattutto, la fiducia da parte loro che
il Governo possa porre in essere delle norme che riguardino i
disoccupati, gli inoccupati, i giovani, le donne, gli over 50.
Allora, io credo che questa sia una delle misure, invece, più
opportune di cui io mi vanto perché rappresentano, ovviamente,
abbiamo degli altri articoli che, in qualche modo, chiudono un
capitolo doloroso che è il precariato storico e io rivedo in questo
articolo, invece, il futuro. Si intravede una luce di futuro che
significa occupazione. E, allora, tutto è perfettibile, però,
colleghi, quando si vuole ascriversi al partito del sono sempre in
disaccordo , io devo dire che, secondo me, non facciamo un buon
servizio al Parlamento e, soprattutto, ai siciliani. Questa è una
norma che - mi auguro - possa essere, invece, utile perché se verrà
assunto anche il 10 per cento di quelli che oggi noi immaginiamo
abbiamo sicuramente aperto un percorso virtuoso che consentirà a
quest'Isola di essere meno abbandonata e meno un luogo dove, in
qualche modo, alberghi ormai la rassegnazione.
Allora, è bene pensare, invece, che questa è una norma che guarda
alle imprese, alle partite Iva, a quelli che ogni mattina con
grande fatica tengono aperte le attività con una pressione fiscale
che, chiaramente, è molto alta, il costo del lavoro è molto alto e
devo anche dire che dall'altra parte abbiamo guardato in maniera
collaterale perché abbiamo fatto degli emendamenti in Commissione
che hanno migliorato il testo, che guardano anche alle fasce
deboli, le donne oggi meno occupate degli uomini, gli over 50 fuori
dal mercato del lavoro.
E io credo che, avendo inserito come destinatari di questi
contributi soprattutto le piccole e medie imprese, le micro
imprese, gli studi professionali, abbiamo guardato a tutti coloro i
quali oggi avrebbero e vorrebbero dare sfogo alla loro capacità
occupazionale ma che non possono perché è complesso e perché il
costo del lavoro ancora è molto alto. Pertanto, credo che siano
delle misure più qualificanti di cui, personalmente, vado
orgogliosa come maggioranza che sostiene questo Governo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha
facoltà. Poi gli onorevoli Campo, Schillaci, De Luca e Safina.
DI PAOLA. Grazie, Presidente. Governo, colleghi, Presidente,
riguardo a questo articolo 13, è un articolo che se i colleghi
ricorderanno è entrato in Commissione Bilancio con 100 milioni di
euro, cioè l'articolo 13 prevedeva uno stanziamento di fondi, io
ricordo fondi di bilancio della Regione siciliana, di 100 milioni
di euro. Dopodiché, questo articolo, nelle somme destinate a questa
norma, è stato diminuito del cinquanta per cento e siamo andati a
50 milioni di euro.
Ora, Presidente, questo articolo non verrà - e lo dico adesso in
maniera tale che poi nei prossimi mesi ne riparleremo, ma così come
è stato per altre norme fatte da quest'Assemblea negli anni passati
-, colleghi, non vedrà mai attuazione. Questo articolo non verrà
attuato. Tant'è che questo articolo nasce per dare sgravi fiscali
ai lavoratori che vengono da fuori territorio nazionale, quindi
lavoratori che sono fuori dal territorio nazionale e che vengono a
lavorare all'interno di aziende operanti in Sicilia. Questo
articolo è stato completamente stravolto e lo dimostra il comma 1,
dove sono inserite tutte le categorie, tutte le categorie sono
inserite all'interno del comma 1. Questo per dirvi che cosa? Che se
ci fosse la minima possibilità di essere attuato, ovvio che tutte
le categorie non le vado ad inserire all'interno dell'articolo.
Andrei ad inserire solo ed esclusivamente determinate categorie. E
noi come Movimento Cinque Stelle, in Commissione Bilancio, avevamo
fatto una richiesta ben precisa, inseriamo solo ed esclusivamente
la categoria dei cosiddetti occupabili, una categoria che è stata
inventata dal Governo nazionale, il Governo di destra che al
momento sta governando a livello nazionale, e a questa richiesta mi
è stato risposto "sì e anche gli occupabili sono all'interno di
questo articolo.
Ora, all'interno di questo articolo praticamente ci si rivolge ad
una platea che è l'universo mondo. Sapete perché, colleghi? Perché
questo articolo non verrà mai attuato Noi abbiamo avuto difficoltà
anche ad attuare gli avvisi, i tirocini, io ricordo ancora che
l'Avviso 22, per i tirocinanti dell'Avviso 22 non è stato ancora
completato, cioè non è stata completata una norma chiara e precisa
sui tirocini, figurarsi se si riesce ad attuare un articolo di
questa portata. Tant'è che questa norma, colleghi, l'avevamo già
inserita nella passata finanziaria con fondi, non di bilancio
regionale, ma con fondi FSC.
Ora, se il Governo al di là dei fondi che erano fondi diversi
avesse avuto il minimo interesse di portare avanti una norma di
questo tipo, già avrebbe contrattato perché qui si parla anche di
aiuti di Stato alle imprese, quindi c'è tutta una procedura che
doveva già essere concertata da parte del Governo lo scorso anno,
se ci fosse un minimo di interesse su questo percorso.
Allora colleghi, noi stiamo impegnando 50 milioni di euro di
bilancio della Regione siciliana che potrebbero essere utilizzati
in maniera concreta per i bisogni dei siciliani, e noi è da giorni
che continuiamo a dire "cerchiamo di capire sulle questioni
generali come possiamo incidere per migliorare la vita dei
siciliani", noi stiamo bloccando 50 milioni di euro che poi magari
verranno sbloccati in una variazione di bilancio successiva o fra
qualche mese quando questo articolo verrà o impugnato o quando
questo articolo non potrà essere attuato.
E, allora, colleghi, non capisco perché questi 50 milioni di euro
che oggi sono appostati in questo articolo e non verranno mai
attuati, non prendiamo in giro i siciliani dicendo che ci saranno
gli sgravi fiscali per chi assume perché non sarà così e, se sarà
così, dico ci vediamo qui fra due, tre mesi, fra quattro mesi.
Questa norma non verrà attuata. Allora evitiamo...
CRACOLICI. Deve essere prima modificata a Bruxelles e poi
autorizzata.
DI PAOLA. Assolutamente sì. Ma per questo, collega Cracolici, ho
detto se c'era una volontà ben precisa questa cosa poteva essere
portata avanti già l'anno scorso e non è stata portata avanti dal
Governo. I passaggi a Bruxelles, tutti quei passaggi che dovevano
essere fatti per attuare questa norma non sono stati fatti e,
allora, quest'Assemblea, con questa norma, tant'è che nel comma 1
ci sono tutte le categorie gli occupabili, i lavoratori che vivono
all'estero, gente che vive ai margini della società, ci sono tutte
le categorie possibili e immaginabili perché, di fatto, stiamo
bloccando 50 milioni di euro che poi, fra quattro mesi, fra cinque
mesi, utilizzeremo in qualche altro modo e oggi il Governo
regionale potrà fare il comunicato stampa dicendo "aiuteremo le
imprese con gli sgravi fiscali".
Questa norma non verrà attuata e mi dispiace dirlo perché ci
ritroveremo qui fra tre, quattro mesi a vedere che questa norma non
è stata minimamente attuata, così come non sono state attuate
moltissime norme che qui, da questo scranno, avevamo già detto che
non potevano essere attuate.
Quindi, colleghi, la mia proposta e la proposta che faccio al
Governo è, invece, di ritirare questo articolo in maniera tale che
questi 50 milioni di euro di bilancio della Regione siciliana
possano essere utilizzati per norme e per categorie che in questo
momento sono in difficoltà, penso ai viticoltori che stanno vivendo
una crisi incredibile, penso a tutte quelle categorie che oggi
hanno una difficoltà enorme e vedono questi 50 milioni di euro che
rimangono bloccati, non so per quale motivo, a meno che oggi
l'Assessore qua non dica all'Assemblea che ha già fatto i passaggi
con Bruxelles e a questi passaggi Bruxelles ha detto ok, che noi
possiamo utilizzare 50 milioni di euro per dare sgravi fiscali alle
aziende e che non sono aiuti di Stato.
Io questo lo vorrei conoscere da parte del Governo perché poi qui,
colleghi, possiamo correre, possiamo fare tutto quello che
vogliamo, gli articoli li possiamo anche approvare diciamo in un
sol colpo, però quanto meno su articoli che hanno una portata
importante nei confronti dei siciliani, perché non ci sto a
bloccare 50 milioni di euro che oggi potrebbero essere utilizzati
in tutt'altra maniera. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Paola. Ha chiesto di intervenire
in ordine l'onorevole De Luca Antonino, Campo, Schillaci, Di Paola
ha appena parlato e Safina. Poi ci sono gli onorevoli Nicola
Catania e l'onorevole Marano. Invertiamo l'ordine, prima
l'onorevole Marano e poi l'onorevole Catania ma, in tutti i casi,
non moriva nessuno, presumo se parlava prima. E voi però dovreste
dirlo a lei non a me, lei, onorevole cara, deve dirlo a lei, non a
me. Onorevole Campo, prego. Ha facoltà di parlare. Poi ci sono gli
onorevoli Schillaci, Safina, Marano e Nicola Catania.
CAMPO. Presidente, Assessori e deputati, peccato questo articolo
poteva essere il cuore di una riforma sociale all'interno di questa
legge di stabilità. Invece, è stato scritto in maniera veloce,
affrettata come un po' tutti i lavori che sono andati avanti in
questi giorni per, diciamo, raggiungere l'obiettivo di una data che
questo Governo si è prefissato, senza tenere in considerazione
tante e tante cose che già i miei colleghi hanno anticipato.
La norma partiva tra l'altro, Presidente, con solamente i
siciliani residenti all'estero per farli tornare, appunto. Poi,
grazie anche ad un lavoro del Movimento Cinque Stelle, sono state
aggiunte le donne, sono stati aggiunti gli ex percettori di reddito
di cittadinanza, gli over 50, però resta un forte dubbio ovvero la
legittimità di questa norma perché si prefigura chiaramente un
aiuto di Stato e, quindi, è molto probabile che queste risorse
andranno disperse ed entreranno in gioco magari in un secondo
momento e, quindi, stiamo impedendo appunto ai siciliani di, anche
prendendoli in giro con una prospettiva di occupazione che,
probabilmente, farà gola alla politica in questo periodo
elettorale, perché ci accingiamo alle Europee ma, poi, che si
tradurrà in un nulla di fatto.
Fra l'altro, stiamo parlando di 5.000 occupabili perché il budget
iniziale è stato appunto diminuito. Si parla di 10 mila euro l'anno
e, quindi, diciamo che se la norma dovesse andare in porto, ma come
dicevo prima ho i miei seri dubbi, si parlerebbe comunque di
pochissime persone.
A questo poi vorrei aggiungere altri dubbi e cioè se queste
persone dovessero veramente essere assunte in caso di licenziamento
che cosa succederà? Ci sarà una funzione, ci sarà una revoca del
contributo. Tutto questo non è stato nemmeno chiarito. Per questo
la definisco appunto una norma scritta maniera veloce,
raffazzonata, senza una reale prospettiva, un modo giusto per
prendere in giro i siciliani in piena campagna elettorale.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Campo. E' iscritto a parlare
l'onorevole De Luca Antonino. Ne ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Grazie, Presidente. Presidente, preliminarmente
credo che dovremmo chiarirci le idee su questo articolo 13, perché
è evidente che questo articolo non ha né la possibilità, né la
capacità di attrarre, di creare posti di lavoro perché, da che
mondo e mondo, un'impresa o un libero professionista assume nel
momento in cui aumenta il fatturato e non semplicemente perché
prende un incentivo che non è in grado con un contratto di lavoro
normale neppure di gestire sei mesi di stipendio e di contributi,
anche perché vede un dipendente è anche una responsabilità per il
datore di lavoro. Non sono solo costi diretti ma sono anche i costi
indiretti. Ragion per cui un imprenditore degno di tale nome, un
libero professionista procede a una nuova assunzione nel momento in
cui, e lì può essere d'aiuto l'incentivo, riconosce di avere uno
spazio di fatturato per la cui copertura serve aggiungere un'unità
produttiva, un'ulteriore lavoratore, alla propria organizzazione
aziendale o libero professionale che sia.
Nella realtà, nella migliore delle ipotesi questa può essere una
norma che, oltre a costituire un bellissimo spot elettorale, può
favorire al limite l'emersione di qualche lavoratore nero, ossia di
una persona che è in capo ad un'azienda, che già viene utilizzata
senza essere stata contrattualizzata, tu gli dai un incentivo di
10.000 euro all'anno, quello che è, il datore di lavoro se la pensa
e visto che prende l'incentivo, anziché tenersi il lavoratore in
nero lo mette in regola, ma non è un articolo che può avere alcun
tipo di pretesa in più. Oltre che è evidente che, andando a
intervenire con un contributo pubblico in favore di aziende private
che hanno sede legale o sede operativa all'interno del territorio
siciliano, questo articolo andrebbe a falsare la concorrenza e
conseguentemente è impugnabile perché contrastante con la normativa
europea.
Allora, l'unica cosa che voglio dire, assessore Falcone, e su
questo le chiedo un attimo della sua attenzione: quanto meno, se
proprio volete andare avanti su questa strada, riduciamo la
provvista e andiamo a integrare le somme che erano state
originariamente previste per gli incentivi ai medici di zone
disagiate o di pronto soccorso che, ricordo a me stesso, è stata
una norma proposta dallo stesso presidente Schifani, poi integrata,
su proposta del Movimento Cinque Stelle, con i pronto soccorso in
Commissione Sanità' dove è stata votata all'unanimità e che dagli
ultimi dialoghi che abbiamo avuto sappiamo che, per colpe
certamente non del Governo, potrebbe vedere dimezzata la sua
provvista economica.
Ragion per cui, assessore Falcone ribadisco la richiesta e
gradirei una sua risposta: che ne pensa di diminuire la provvista
di almeno 10 milioni di euro in modo da utilizzare questi 10
milioni che andremmo a sottrarre a questo articolo per finanziare
gli incentivi ai medici che andranno a lavorare negli ospedali, nei
presidi ospedalieri di zona disagiata o nelle aree di emergenza-
urgenza e pronto soccorso degli ospedali siciliani che, in questo
momento, stanno soffrendo, in modo che saremmo d'aiuto all'intera
Regione, anziché investire 50 milioni di euro su un articolo che se
non verrà impugnato di sicuro non sarà in grado di esaurire
l'intera provvista?
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha
facoltà.
SCHILLACI. Grazie Presidente, Assessori, colleghi. Presidente,
quando è arrivata questa norma in Commissione 'Lavoro' naturalmente
pensavamo che potesse essere una norma "fulcro" di questa
finanziaria. Soltanto che, poi da subito, abbiamo capito che questo
Governo pensava soltanto al rientro dei talenti e anche in malo
modo, e poi più avanti spiegherò anche il perché, e non ai tanti
disoccupati e alle tante disoccupate che abbiamo qua in Sicilia.
Ecco perché abbiamo provato a modificare, inserendo tutta una serie
di altre categorie, principalmente le donne, gli ex percettori del
reddito di cittadinanza e soprattutto gli over 50. Sì, categoria
assai complicata perché ricordiamocelo un over 50, se perde il
lavoro, non solo esce fuori dal mercato del lavoro ma rischia di
uscire fuori dalla società. Ecco perché eravamo intervenuti.
Però, adesso, l'amaro in bocca perché sappiamo benissimo che
questa norma è una norma soggetta ad un'autorizzazione da parte
dell'Unione Europea e non sappiamo se vedrà mai la luce.
Ma a prescindere da questo, caro assessore Falcone - non so se mi
sta ascoltando, assessore Falcone, è al telefono e non mi sta
ascoltando -, quello che le vorrei dire, se veramente lei vuole
intervenire, se questo Governo regionale vuole intervenire e far
rientrare i talenti dall'estero o comunque anche dalle altre
Regioni italiane, le suggerisco di inserire accanto a questa norma
l'istituzione di un fondo perché i talenti, i tanti giovani
brillanti che lavorano all'estero con degli stipendi elevati non
torneranno mai in Sicilia perché i nostri imprenditori non sono
capaci di equiparare quegli stipendi che già percepiscono nelle
altre Regioni e negli altri Paesi all'estero.
Quindi, se veramente vogliamo fare una norma seria per fare
rientrare i talenti, accanto a misure di questo tipo vanno
istituiti dei fondi che vanno ad equiparare gli stipendi che i
nostri giovani già percepiscono all'estero.
Quindi, assessore Falcone, le norme vanno scritte in maniera
adeguata e con serietà per far vedere la luce a questo tipo di
interventi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Safina. Ne ha
facoltà.
SAFINA. Presidente, colleghi, Assessore, parto da lontano, dal
1996, per ricordare a quest'Aula che nel quinquennio 1996-2001 in
Sicilia vi fu il più basso costo del lavoro d'Europa. C'era il
fenomeno "Irlanda", c'era il fenomeno "Olanda".
Ebbene, in Sicilia si pagava il minor costo del lavoro d'Europa,
molte imprese si giovarono di queste agevolazioni ma al termine di
queste agevolazioni l'occupazione subì un crollo.
Perché subì un crollo, assessore Falcone, Assessori presenti?
Perché mancava una politica industriale, mancavano le scelte su
quali settori incentivare, su come incentivarli e su come mettere
le imprese che avevano goduto di quelle agevolazioni nelle
condizioni di rimanere competitive al termine di quelle
agevolazioni.
Oggi - devo dire la verità -, con questa norma, che è una norma
spot, stiamo ripercorrendo quelle orme perché stiamo dicendo
"assumete", ammesso e non concesso che queste norme verranno mai
autorizzate dall'Unione Europea, stiamo ripercorrendo comunque
quell'errore perché al contempo non stiamo dicendo quali settori
intendiamo incentivare, come intendiamo incentivarli, quale
infrastruttura di base vogliamo difendere.
Faccio un esempio su tutti: la Sicilia è una Regione dove si
produce molto in agricoltura, 7 per cento del Pil siciliano è
agricoltura a fronte del 2 per cento nazionale, manca totalmente la
catena del freddo in Sicilia. Potrebbe essere una scelta di
incentivare quella catena per potenziare il nostro settore
agricolo. Faccio un esempio tra i tanti.
Non parliamo della politica sui rifiuti perché l'economia
circolare è una scelta che questo Governo non intende praticare.
Allora, devo dire la verità, chiederei al Governo di fare un passo
indietro su questa norma, perché impegnare decine e decine di
milioni di euro su una norma che non sappiamo se verrà mai
approvata dall'Unione Europea e che non risolve i nodi strutturali
dell'occupazione nella nostra Regione, è un errore marchiano.
Peraltro, si parla tanto di occupazione e nel frattempo
l'assessore Sammartino lo sa, perché abbiamo litigato tante volte
in Commissione...
SAMMARTINO, vicepresidente della Regione e assessore per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea. Noi non
abbiamo mai litigato
SAFINA. Ogni tanto, così, ci siamo scontrati. Abbiamo avuto un
forte scontro dialettico, ma non abbiamo litigato.
Presidenza del Vicepresidente Di Paola
SAFINA. Il più grande datore di lavoro privato della nostra
Regione in termini di giornate lavorative, che è l'agricoltura,
vive una crisi senza precedenti: la vitivinicoltura è al collasso,
la zootecnia idem, il presidente Schifani ha parlato del settore
agrumicolo dimenticandosi di tutti gli altri.
Allora, devo dire la verità: pensare alla nuova occupazione,
quando si rischia di perdere la vecchia, e quando non si interviene
nella finanziaria e non si è immaginato alcun intervento a sostegno
dell'agricoltura, mi pare anche questa una svista che, da un
Governo che si definisce di navigati politici, non mi sarei
aspettato.
Ed è per queste ragioni che abbiamo proposto, come Gruppo del
Partito Democratico, alcuni emendamenti che riducono lo
stanziamento per questa misura e spostano le misure, le somme, a
sostegno della vitivinicoltura perché noi, a differenza di quello
che è avvenuto in Commissione "Attività produttive" cerchiamo di
proporre cose serie, non proponiamo emendamenti senza copertura
finanziaria, cerchiamo di proporre emendamenti che hanno una
copertura finanziaria per dare una risposta seria a un settore che
è al collasso.
E, allora, su questo chiederei al Governo veramente di ripensare a
misure complessive a sostegno dell'occupazione e a sostegno dei
settori strategici della nostra economia, e poi guardate, assessore
Falcone, mi permetto di segnalarle anche una questione di carattere
tecnico: abbiamo presentato proprio ora, perché obiettivamente non
me ne ero avveduto prima, un subemendamento a un nostro emendamento
che parla, diciamo, della distribuzione tra i vari contratti, che
esclude l'applicazione di questa misura ai contratti di
apprendistato, per ovvie ragioni.
Lei che è un avvocato e un giurista dovrebbe saperlo, i contratti
di apprendistato sono già contratti che hanno agevolazioni
contributive e anche retributive e fiscali e, allora, prevedere un
doppio aiuto a un contratto che è già agevolato mi sembra anche
questo eccessivo, così come mi pare eccessivo e addirittura rischia
di creare un abuso nel contratto di apprendistato, prevedere che
questa misura, per com'è scritta, si possa applicare alla
conversione di un contratto a tempo determinato quale è quello di
apprendistato in contratto a tempo indeterminato, quindi diremmo a
un'azienda: sai che c'è, abusa il più possibile del contratto di
apprendistato, tanto poi godrai anche di questa ulteriore misura .
Quindi, penso che complessivamente questa norma sia sbagliata,
penso che dovremmo innanzitutto immaginare interventi a favore dei
settori agricoli e produttivi che sono maggiormente in crisi,
rimandando eventualmente o lasciando eventualmente la copertura per
il 2025 e il 2026, in maniera tale da attendere eventualmente il
parere della Commissione Europea, consentire agli Assessorati di
predisporre i bandi adeguatamente, dopodiché ed in ogni caso in
subordine, prevedere tutta una serie di aggiustamenti a errori che
questa norma, purtroppo, per com'è scritta, contiene. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Safina. È iscritta a parlare
l'onorevole Marano. Ne ha facoltà.
MARANO. Grazie, Presidente. Anche nella trattazione di questo
articolo, mi chiedo qual è l'obiettivo, qual è la visione, cosa si
vuole raggiungere, cosa si vuole ottenere. Queste domande sono il
filo conduttore per ogni articolo trattato in questa finanziaria,
perché per ogni articolo che trattiamo mi chiedo il criterio sulla
base del quale vengono fatte le scelte da parte del Governo, perché
anche questa è una norma che, diciamo, crea un po' di dubbi e un
po'di perplessità.
Vorrei citare delle parole del presidente Schifani che durante
un'Aula ha dichiarato: "sia ben chiaro, possiamo in finanziaria
prevedere sì contributi a chi assume, alle aziende, diecimila,
ventimila, trentamila euro. Sì e poi? Ma se le aziende poi dopo
due, tre anni hanno preso il contributo, l'incentivo all'assunzione
e non hanno pagato l'imposizione fiscale, la tassa da pagare allo
Stato per quell'assunzione, ebbene dopo due, tre anni il lavoratore
costa il doppio e l'impresa non ci sta ed è portata a licenziarlo".
Mi chiedo quali sono le misure, visto che il presidente Schifani
ha posto un problema, un problema serio, mi chiedo quali sono le
misure piuttosto post licenziamento, per sostenere tutti i
lavoratori che vengono licenziati e tutte le persone che oggi in
Sicilia vivono in povertà e la nostra Regione ha un primato,
purtroppo, negativo.
A proposito della norma, entrando nel merito, perché ovviamente i
dubbi vengono non perché è bello dire, da opposizione, che ci sono
dei dubbi, i dubbi li analizziamo, li vediamo perché ci sono delle
incongruenze nella stesura. Per esempio, inseriamo lavoratori
sportivi ma non inseriamo microimprese, piccole e medie imprese, ma
solo associazioni sportive o società sportive dilettantistiche;
includiamo soggetti superiori a cinquant'anni ma dimentichiamo
quelli che hanno cinquant'anni; promettiamo un contributo di
trentamila euro del costo complessivo senza specificare cosa
significhi costo complessivo e, quindi, significa retribuzione di
base o accessoria? Significa compreso oneri sociali? Significa
compreso Tfr? Ci sarebbero tante cose da specificare perché
chiaramente, così come ha detto già qualche collega, si tratta di
una norma spot in vista delle prossime campagne elettorali.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marano. E' iscritto a parlare
l'onorevole Catania Nicolò. Ne ha facoltà.
CATANIA NICOLO'. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
parliamo di misure a sostegno dell'occupazione in una Regione dove
la disoccupazione da sempre la fa da padrona e, quindi, è anche
normale che il dibattito parlamentare sia animato e sia come dire
portatore anche di idee diverse e di confronto parlamentare.
Parliamo di una finanziaria che, per volere del Governo e con la
condivisione dal primo momento da parte della maggioranza, ha
accelerato un iter per arrivare in tempo a dare delle risposte ai
siciliani evitando la gestione provvisoria, anzi l'esercizio
provvisorio, sono due cose completamente diverse.
Parliamo di un iter fatto nottetempo anche in Commissione, nelle
Commissioni, soprattutto anche in Commissione Bilancio'. Parliamo
di un'attività parlamentare sostanzialmente che ci mette tutti
quanti nelle condizioni di assumere responsabilità, di venire in
Aula e creare condizioni favorevoli perché il percorso possa andare
dritto verso l'obiettivo e il voto finale, anche rispetto agli
accordi che ovviamente sono stati presi in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Parliamo, però, e qui mi rivolgo all'assessore Falcone e alla
Presidenza, di un articolo che è l'unico contenuto nell'articolato
votato in Commissione, che parla di misure a sostegno
dell'occupazione, e non vedere fra gli emendamenti presentati in
Aula emendamenti presentati dal Gruppo parlamentare al quale
appartengo, che vanno nella direzione di sostegno all'occupazione,
perché considerati aggiuntivi, ritengo che sia qualcosa che, come
dire uso un termine un po'più tranquillo, blocca sostanzialmente o
paralizza quella che è l'attività parlamentare dei singoli
parlamentari e addirittura quella di un Gruppo.
Presidente, vede, abbiamo presentato a questo articolo, fuori da
quella che è l'impostazione di carattere generale, sette
emendamenti che parlano di occupazione, parlano di occupazione per
i veterinari dell'ASP di Messina, di Trapani e del zooprofilattico,
parlano di provvedimenti per l'occupazione per i precari Covid
rimasti fuori dalla stabilizzazione, parlano di provvedimenti per
la figura di educatore professionale socio-pedagogico che non è
prevista nel nostro ordinamento e nei contratti nazionali di
lavoro, parla di tanti altri provvedimenti, ma parla anche
soprattutto, se mi consentite, su una problematica che io ho già ho
sollevato nel corso del precedente dibattito, riguarda proprio la
disoccupazione perché quel paradosso legato al fatto che mentre
sosteniamo meritoriamente, ovviamente, un importo importante per
dare sostegno all'occupazione, dall'altro lato con quello che sta
succedendo oggi con l'agricoltura, con la viticoltura nella nostra
Regione, ancora non si percepisce assolutamente il danno in termini
di disoccupazione e di sfacelo socio-economico e culturale di
alcune province.
Bene, ora io non la voglio fare lunga, io su queste questioni e
sugli emendamenti aggiuntivi a questo articolo, io chiedo
ufficialmente al Governo di averne contezza, di essere esitati,
perché sono tutti emendamenti che vanno nella direzione ripeto
dell'occupazione, non vedo in quale altro articolo potevamo fare
questi emendamenti e addirittura quelli che hanno anche un onere di
spesa sono anche coperti da relativa copertura, quindi su questa
questione io chiederei a lei Presidente se vuole di darmi qualche
minuto, di dare qualche minuto al Governo, per valutare la
possibilità e l'ammissibilità di questi emendamenti aggiuntivi
all'articolo 13 di cui stiamo parlando, viceversa una soluzione noi
la riteniamo essere necessaria e magari indicata dal Governo perché
come Gruppo parlamentare ripeto su questi 7 emendamenti abbiamo
intenzione di portarli avanti alla stregua di tutte le altre
iniziative che come Gruppo parlamentare ci stiamo intestando.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Catania. Gli emendamenti saranno
sicuramente meritori onorevole, però sono emendamenti aggiuntivi e
quindi non li possiamo trattare con questo articolo saranno poi
valutati eventualmente successivamente li può consegnare al Governo
e poi il Governo eventualmente farà le sue valutazioni.
Ha chiesto di intervenire l'onorevole De Leo. Ne ha facoltà.
DE LEO. Signor Presidente, io intervengo chiaramente ritengo
giusto intervenire con misure a sostegno dell'occupazione ma
anch'io sono costretto ad accodarmi a quanto detto dai colleghi
rispetto all'articolato, rispetto alla possibilità che questo
articolo, che questo intervento venga dichiarato incostituzionale,
quindi sulla base di questo, è chiaro che l'analisi che riguarda la
nostra Regione è fatta di tante crisi industriali, è fatta di crisi
occupazionali importanti, disoccupazione che avanza, di settori
emarginati dagli aiuti da decenni e di una desertificazione del
nostro territorio, motivo per cui anche in Commissione Attività
produttive abbiamo fatto un'analisi, io ho presentato un
emendamento che era frutto di una verifica di quelli che erano i
settori in crisi, per esempio erano stati individuati i settori
della nautica, della cantieristica navale e tanti altri settori
che da anni non ricevono aiuti, ma con una formulazione che potesse
permettere che la stessa norma non fosse dichiarata
incostituzionale come in questo caso dando degli aiuti, dei
contributi, alle Città metropolitane che potessero poi bandire
voglio dire per i beneficiari la possibilità di integrazione dei
giovani, dell'assunzione, di favorire l'occupazione per i giovani
con una fascia tra i diciotto e i trentasei anni e allo stesso
tempo garantire che non avvenga nel nostro territorio siciliano la
desertificazione, che quindi le imprese spostino le proprie unità
produttive in altri luoghi, soprattutto al nord.
(Presidenza del Presidente Galvagno)
Quindi sulla base di questi principi, io chiedo al Governo che
venga appunto valutata la possibilità di, come ha detto anche
l'onorevole Catania, di valutare tutti quegli emendamenti che sono
stati frutto di discussione all'interno delle Commissioni e che
sono considerati appunto emendamenti aggiuntivi affinché si possa
riformulare meglio quest'articolo, si possa riformulare meglio
quella che è la misura per favorire l'occupazione ed evitare che la
stessa invece sia solamente, appunto una norma spot e non sia una
norma che effettivamente dia risposte ai lavoratori e ai siciliani.
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. ne ha facoltà
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, intervengo perché quello di cui parliamo, l'articolo 13,
come ha detto la collega Caronia, è uno invece degli articoli che
noi riteniamo più qualificanti e ci dispiace che si cerchi, anche
in un certo senso di fare, un po' confusione o di mischiare
interventi che siano comunitari con interventi che siano
strutturali o nazionali, perché il progetto Goal a cui ha fatto
riferimento il collega Cracolici non riguarda sostegni per
l'occupazione ma sa bene che trattasi di un intervento di politiche
attive del lavoro. Cioè è il momento in cui si deve confrontare la
domanda con l'offerta e poi riguarda anche, se dobbiamo dire la
verità, è un progetto che si rivolge a tre tipi di dipartimenti non
al dipartimento del lavoro soltanto ma si rivolge alla famiglia, si
rivolge alla formazione, si rivolge anche al dipartimento lavoro.
Per quanto, quindi, è altra cosa, per quanto riguarda, invece, le
Fs la misura di cui ha parlato a prescindere che trattasi del
programma comunitario 2021/27 che è in itinere, sta prendendo
largo però l'intervento che prevede 200 milioni di euro non
riguarda soltanto contributi per le assunzioni ma il bonus
assunzionale, è una delle tante sfaccettature di questo programma
che riguarda, invece, l'auto impiego, che riguarda progetti per le
donne, sportelli donne, che riguarda sostanzialmente anche
tirocini.
Quindi ci troviamo dinanzi, come dire, a delle misure diverse.
Cosa vuole fare invece con 50 milioni di euro il Governo Schifani?
Vuol mettere in campo dei veri e propri sostegni per chi vuole
assumere. Attenzione, ha detto bene l'onorevole Caronia, noi
abbiamo previsto varie categorie, tutte le categorie. Abbiamo
introdotto, così come ci ha chiesto anche il Presidente del Coni
regionale, anche interventi a favore di quei lavoratori che
prestano la loro attività lavorativa per conto delle società
sportive che è una novità. Lo abbiamo previsto anche per i
professionisti e abbiamo previsto anche che con questa misura si
possa anche reclutare personale che sia stato, diciamo, così
vittima di uno stato, 'vittima' che sia stato destinatario di
condizione di disagio, appunto che provenga da stati di crisi.
E allora è chiaro che la misura è una misura che stiamo
sperimentando? Certamente. E' una misura che dobbiamo sottoporre al
parere della Commissione europea? Certamente. Lo abbiamo scritto: è
una misura che va disciplinata necessariamente e verrà disciplinata
con opportuno decreto del Dipartimento regionale al lavoro, quindi
del dirigente magari e, quindi, con la supervisione dell'assessore
che dovranno dare le linee guida per poter utilizzare appieno
queste risorse. Presidente, queste risorse, dopodiché dobbiamo
anche dire una cosa: più volte in quest'Aula si sta discutendo,
vogliamo capire come mai prima erano cento milioni e oggi sono
diventati cinquanta milioni? Salvo il fatto che poi qualcuno dice
'no dobbiamo togliere altri dieci milioni'.
Onorevole De Luca: noi non possiamo togliere niente, perché per
noi questa è una misura qualificante e siamo scesi da cento milioni
a cinquanta milioni per due ordini di ragioni. Perché lo abbiamo
spiegato, il nostro Governo ha dovuto procedere a rivedere la
manovra finanziaria perché, quando l'abbiamo approvata in Giunta,
non c'era ancora, non avevamo ancora l'assegnazione del fondo
sanitario nazionale che ha assegnato ulteriori centosessanta
milioni di euro alla Regione siciliana, che ha comportato questo un
cofinanziamento di centocinquantasei milioni di euro.
Ecco perché quando si dice vogliamo sapere le risorse, onorevole
Cambiano certamente, noi le risorse ve li stiamo dicendo e stiamo
dicendo che vorremmo far fronte anche a vari interventi che siano
interventi relativamente all'antiviolenza sulle donne, certamente
incrementeremo questo capitolo dobbiamo capire di quanto, ma non si
esclude che oggi questa manovra finanziaria sia seguita da altre
manovre quando avremo ulteriori risorse, rispetto a chi nel passato
non è stato capace di fare, di mettere alcunché. E siccome io
conosco anche soggetti che sono bravi a parlare quando non hanno
una responsabilità, molto meno quando sono chiamati a una
responsabilità di governo, onorevole Catania.
E, allora, in questo senso noi diciamo oggi questa è un'importante
risorsa che andremo a negoziare con la Commissione Europea e se la
Commissione Europea darà - perché chiaramente è condizionata - è
condizionata al parere della Commissione Europea, se la Commissione
Europea ci darà il parere noi la utilizzeremo per tutti quegli
imprenditori, per tutti quei soggetti, per i professionisti e anche
per le società sportive, e questa è una bella novità interessante,
che vorranno assumere. E chi assumerà anche lavoratori avrà
certamente un contributo che può essere fino a trentamila Euro in
tre anni addirittura a 40 sino a 45 mila euro quando assumesse
persone che provengono da un impiego all'estero.
Questa è una misura per noi qualificante se poi e noi speriamo che
addirittura le risorse possono essere poche, siano insufficienti,
il Governo si farà carico di incrementarli ulteriormente perché
significa che la misura avrà funzionato.
PRESIDENTE. Grazie assessore Falcone ha chiesto di intervenire
prima l'onorevole Sunseri.
Ne ha facoltà.
SUNSERI. Grazie. Neanche più la maggioranza fate parlare.
Signor Presidente, grazie Assessori, onorevoli colleghi, Assessore
Falcone, Presidente Schifani. Assessore, non mi ha convinto. La
norma non mi convince ma lei ha la possibilità di guadagnarsi oggi
il mio voto su questa norma se lei sottoscrive adesso le sue
dimissioni se non dovesse raggiungere l'obiettivo al 31 dicembre
2024.
Se questa norma non dovesse andare in porto al 31 dicembre 2024
lei si dimette e oggi lei si guadagna il mio voto favorevole.
DIPASQUALE. Anche il mio
SUNSERI. Lei ha la possibilità di riscattare la sua promessa di
quest'Aula e dire l'onorevole Sunseri si sbagliava, noi siamo
riusciti a portare avanti questo aiuto di Stato, se sottoscrive le
sue dimissioni in bianco.
Ed io voterò in maniera palese favorevolmente la sua norma.
CATANIA NICOLO'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANIA NICOLO'. Signor Presidente, onorevole Presidente della
Regione, assessore Falcone, io sono, come dire, partecipe un po' al
dibattito dell'Aula mi fa anche piacere con le risposte e il
confronto che si porta qui ma le chiedevo un minimo di
considerazione.
Ho fatto un intervento prima, evidentemente il telefonino lo ha
tediato rispetto alle cose che ho detto, che ovviamente parlava in
termini di carattere generale. Ho fatto un excursus dicendo c'è un
articolo che parla di misure a sostegno dell'occupazione e questa è
una Regione dove il tasso di disoccupazione è quello che, non mi
faccia ripetere l'intervento.
E' normale che in questo articolo l'attività parlamentare è, come
dire, così intensa, così vivace proprio perché parliamo di qualcosa
di importante non perché non lo siano le altre, ma questa più di
altre.
La considerazione che ho fatto è un'altra. Abbiamo dato verso
un'accelerazione della manovra, abbiamo fatto assieme nottate e
lavori per arrivare anche a dare risposta ai siciliani nel più
breve tempo possibile, rispettare un termine e quant'altro, è
normale che con tutto quello che è successo alcuni emendamenti, che
vanno nella direzione di creare occupazione, oggi, come Gruppo
parlamentare non li troviamo allegati all'articolo 13 in quanto
aggiuntivi ma sono emendamenti che potevano essere fatti soltanto
ed esclusivamente all'articolo 13, che è l'unico articolo che parla
di occupazione, e non altri.
Abbiamo fatto alcuni emendamenti come Gruppo parlamentare che
riguardano i veterinari di Messina, Trapani e Palermo, i precari
Covid per eventuale stabilizzazione in prospettiva, tutta una serie
di altri emendamenti che non trovano un riscontro per un
tecnicismo, per quello che vogliamo, fra gli emendamenti
all'articolo 13. Ora, non è che possiamo sminuire del tutto quello
che è il ruolo del parlamentare che porta anche istanze del
territorio rispetto alle corse, per carità giustificate, che stiamo
facendo.
Un minimo di considerazione, di opportunità, rispetto a queste
cose che riguardano il territorio siciliano e riguardano
l'occupazione secondo me il Governo deve pure darla, perché gli
emendamenti sono anche qui. Ho fatto anche il ragionamento
dell'altra volta, lo anticipo perché sul prossimo c'è un
emendamento soppressivo di 10 milioni, oltre perché stiamo creando
qualcosa di importante - ne siamo convinti - come maggioranza, come
Gruppo parlamentare, che riguarda l'incentivo all'occupazione, ma
stiamo perdendo di vista quello che sta capitando nei territori con
alcune crisi di settore piuttosto particolari e, su tutte, quella
della viticoltura o della zootecnia che stiamo creando, già è
creata l'attività di licenziamento, di disoccupazione, di chiusura
di aziende, già è in essere.
Quindi, c'è questo paradosso ma questo è un ragionamento che
faremo dopo perché c'è un impegno del Governo, ma su questi
emendamenti che sono sia aggiuntivi ma che non possono essere fatti
altrove io ritengo che il Governo abbia il dovere di dare una
lettura, dare un parere e, caso mai, metterlo ai voti, perché non
ci sono altri articoli su cui potere intervenire in tal senso e non
c'è bisogno manco di rinviare ulteriormente, perché si tratta, per
lo più, di cose discusse in Commissione, discusse e ridiscusse,
votate e rivotate. Quindi, c'è già un ampio apprezzamento da parte
delle Commissioni di merito di ogni singolo emendamento. Quindi, su
questa cosa, Assessore, io ho ripetuto - mi dispiace - di nuovo
l'intervento ma non fosse altro perché non c'è stata una risposta
diretta alle mie osservazioni.
PRESIDENTE. Gli emendamenti che sono stati presentati, onorevoli,
sono stati considerati come aggiuntivi. Pertanto, non sono in
questo momento oggetto di discussione. Magari l'assessore Falcone
se vuole esprimere la sua opinione.
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, quello che
ha detto l'onorevole Catania è, assolutamente, meritevole di
attenzione. Vorrei dire, però, che non rientra in maniera specifica
in questo articolo. Poi, lo valuteremo, eventualmente, nel
maxiemendamento dove abbiamo anche detto che il Governo è pronto a
valutare alcuni grandi temi che possono essere anche quelli a cui
lei ha fatto cenno. Vorrei dire, se poi c'è compatibilità, noi
possiamo benissimo introdurre un nuovo articolo che può anche
attingere risorse dall'articolo 13. Stiamo attenti, quindi nulla è
perduto. Questo articolo non penalizza, anzi può essere utile,
eventualmente vi fosse, vi sarà lo vedremo bene, compatibilità a
finanziare altri interventi. Vorrei rispondere all'onorevole Safina
a cui non avevo dato risposta perché mi sembrava nelle cose. Non
c'entra l'apprendistato. Non è ricompreso. Qua diamo contributi
soltanto per le assunzioni a tempo indeterminato. Dopodiché, ci
sarà il decreto dirigenziale che metterà in campo, appunto, le
modalità per poter disciplinare la materia.
SAFINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prima ha chiesto di intervenire l'onorevole Safina o
De Luca? Safina. Bene. Ne ha facoltà.
SAFINA. Signor Presidente, grazie per la parola. Non è il mio
intendimento polemizzare con l'assessore Falcone però mi permetto
di rammentare all'assessore Falcone che la norma prevede
espressamente il contributo per la trasformazione dei contratti a
tempo determinato in contratti a tempo indeterminato.
Ricordo a me stesso - non a lei perché non mi permetto - che i
contratti di apprendistato sono per definizione contratti a tempo
determinato quindi. No, non c'entra niente, è un contratto
necessariamente a tempo determinato, poi se lei vuole cancellare
questa ovvietà, è a una sua opinione, ma che lei vuol dire in
quest'Aula, dinanzi ai siciliani, che il contratto di apprendistato
non è un contratto a tempo determinato sta dicendo - mi permetto di
dire - una cosa che non sta né in cielo né in terra e, non tra noi
parlamentari, tra noi avvocati non dovremmo arrivare a questo.
Faccia lei Assessore, che le devo dire.
FALCONE, assessore per l'economia. Sono sempre contratti di
lavoro.
SAFINA. Non c'entra niente.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Safina. Ha chiesto di intervenire
l'onorevole De Luca Antonino.
DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente io la invito ad accantonare
questo articolo. La invito ad accantonare questo articolo per il
semplice motivo che, qualora non fosse chiaro all'assessore
Falcone, questo articolo non incontra il favore dell'Aula e come ci
siamo detti, visto che si tende a voler far valere i patti,
probabilmente questo articolo Presidente Galvagno va rivisto, anche
perché alla luce di tutto quello che è stato detto e ridetto
finora, anche da deputati di opposizione, questo Governo sta
tralasciando alcuni settori importantissimi: la lotta al crack,
lotta la violenza di genere, il sostegno alle associazioni
antiracket, i fondi che servono per sostenere gli incentivi ai
medici di zona disagiata e ai pronto soccorso, per mettere 50
milioni di euro in un articolo che non vedrà mai efficacia e,
soprattutto assessore Falcone, ci dovrebbe fare la cortesia di non
prenderci in giro di faccia e faccia perché se voi nell'articolo
scrivete "il beneficio è subordinato al Trattato sul funzionamento
e all'autorizzazione della Commissione europea" e io questa stessa
dicitura non mi sembra di rivederla in tutti gli articoli sulla
materia lavoro o sugli articoli della finanziaria è perché è
evidente che questa norma, per essere mantenuta quanto meno a
livello di testo al di là del fatto che non sarà mai applicata
nella sua interezza, necessita di un passaggio, di un raffronto, di
un'autorizzazione.
Quindi voi sapete benissimo che questa norma non è immediatamente
efficace, sapete benissimo che probabilmente non lo sarà mai,
fondamentalmente state facendo una norma spot, dopo di che state
mettendo 50 milioni di euro da parte per il prosieguo della
legislatura.
E allora io le sto dicendo, assessore, siccome ci sono delle
esigenze credo legittime, anzi no sono sicuro legittime, su
tematiche importantissime di caratura regionale che interessano
tutti i deputati e tutti i siciliani, onde evitare uno scontro su
questa norma o su alcune parti di esse, costringendo in caso di
mancata adesione a una cordiale richiesta di accantonamento e di
rivisitazione del testo, non ci costringa a valutare in questo caso
legittimamente a fronte di rifiuti l'eventuale esercizio del voto
segreto.
Chiedo di accantonare l'articolo.
PRESIDENTE. Grazie onorevole De Luca.
Allora, ci sono altri interventi? De Luca Cateno, magari dopo. C'è
un invito ad accantonare l'articolo. Assessore Falcone? No,
benissimo.
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Grasso. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, intervengo per sottolineare
l'importanza di questo articolo. E volevo un attimo dire ai
colleghi, sommessamente, che le altre categorie per cui si può
anche trovare diversa copertura e a cui si fa riferimento e a cui
tutti teniamo, esulano dallo spirito e dal principio di questa
norma.
Questa è una norma che effettivamente dà un sostegno
all'occupazione in generale. Non ha niente a che vedere né con
l'apprendistato perché al di là del fatto che sia a tempo
determinato e indeterminato perché l'apprendistato comunque va
trattato anche con il Ministero del Lavoro e quindi non è solo una
norma quella dell'apprendistato che comprende anche diversi,
diversi livelli nella propria applicazione più farraginosa.
Invece secondo me, assessore Falcone voi avete inserito all'ultimo
comma il beneficio che è subordinato al funzionamento del Trattato
dell'Unione Europea alla Commissione Europea. E' una valutazione
che aveva fatto a mio avviso poiché, e possibilmente se non mi sono
persa qualcosa, la vostra preoccupazione è legata al fatto che
possono essere, che può essere violato il principio della libera
concorrenza. Tale principio della libera concorrenza non viene
violato perché questa norma non estende benefici a diverse
categorie di lavoratori. Quindi può essere applicabile senza
ricorrere alla richiesta o all'approvazione della Commissione
europea perché lì possibilmente gli effetti si dilaterebbero ma è
una valutazione che deve fare il Governo ma sulla bontà della norma
e sul fatto di accantonare la norma, colleghi, è veramente una
norma di sostegno all'occupazione e soprattutto per le piccole
medie imprese. Poi c'è tutta una fascia e una categoria di soggetti
così come quelli elencati dall'onorevole Catania di cui tutti siamo
portatori ma che non riguardano prettamente le disposizioni di
questa norma.
Quindi inviterei tutti onestamente ad una riflessione e a votare
una norma che poi è una norma voluta dal Parlamento e all'assessore
Falcone di valutare meglio se è il caso dell'autorizzazione alla
Commissione Europea oppure togliere quest'ultima parte. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Grasso.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Cambiano. Ne ha facoltà.
CAMBIANO. Signor Presidente, volevo sottolineare solamente che
eravamo qui nel mese di gennaio 2022, febbraio 2022, a discutere
dell'articolo 10 della finanziaria, 2023, chiedo scusa, della
finanziaria che prevedeva misure in sostegno per l'occupazione. 100
milioni di euro per sostenere l'occupazione, ovviamente la norma è
stata impugnata, fondi Fsc, adesso la ritroviamo in finanziaria.
L'invito era per il Governo e per l'Assessore Falcone. La prego
Assessore di non accettare la provocazione dell'onorevole Sunseri
perché queste provocazioni purtroppo non portano bene e io mi sono
ritrovato a vivere da protagonista insieme a lei una scommessa
sulla riapertura del viadotto Imera.
FALCONE, Assessore Regionale economia. Andatelo a vedere com'è
cambiato.
CAMBIANO. Una scommessa, una scommessa, una scommessa purtroppo,
purtroppo non è andata a buon fine e ora c'è una parzializzazione
su quella infrastruttura. Però non parliamo del tema
infrastrutturale della Palermo - Catania e delle parzializzazioni
che sono in atto su quel tratto autostradale bensì ritorno, non
sulle scommesse onorevole Falcone, ma su quanto da lei affermato in
risposta al mio intervento.
C'è una richiesta da parte di tutto il gruppo di Fratelli d'Italia
perché se non ho male sentito, l'onorevole Catania parlava a nome
del gruppo parlamentare dei Fratelli d'Italia di fare, invitava il
Governo a fare una riflessione sugli aggiuntivi, sugli emendamenti
aggiuntivi a questo articolo. C'è una richiesta del nostro
capogruppo di accantonare l'articolo e continua ad esserci una
richiesta da parte mia di conoscere l'impianto di questa legge
finanziaria. Assessore Falcone, mettiamo cinquanta milioni di euro,
misura a sostegno per l'occupazione e nel suo intervento già si
intravede che qualora non andasse a buon fine seguiranno dei
collegati a questa finanziaria, anzi, me lo ha già anticipato e lo
ha anticipato in risposta alla nostra richiesta rispetto alle
misure a sostegno dei centri anti violenza, rispetto alle misure a
sostegno degli imprenditori per i crediti incagliati: "ne parleremo
- magari - in collegati alla finanziaria".
Ma possiamo sapere in questa finanziaria di che cosa parleremo se
gli articoli usciti dalla Giunta di Governo con degli stanziamenti
vengono stravolti in Aula? Queste somme dove vanno a finire? Queste
somme si stanno accantonando per cosa? L'otto gennaio sarà un
giorno magnifico per la Sicilia perché in questo appuntamento al
buio ci ritroveremo a discutere l'articolo 2 sulle riserve ai
comuni e poi una serie di altri articoli inseriti nel
maxiemendamento, perché l'Aula aspetta questo famoso
maxiemendamento in virtù di questo accordo. Accordo dell'Aula,
delle opposizioni.
Ora, il mio è un intervento che non vuole essere provocatorio. Io
non sono dentro ad alcun tipo di accordo, io sono dentro un accordo
con i siciliani che attendono risposta e vorrebbero comprendere
perché oggi termina la discussione d'Aula e la riprendiamo l'8
gennaio. Perché in fretta in furia voteremo questi articoli senza
sapere le risorse destinate per dare risposte alle tante esigenze
dei siciliani. Onorevole Falcone, mi pare che lei abbia annunciato
che ci sarà un "collegato" alla finanziaria - ha lasciato
intendere, non l'ha annunciato -, e quindi le risposte alle
tematiche poste dal nostro Gruppo parlamentare troveranno
probabilmente lì una risposta.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cambiano. Però per cercare di essere
più precisi, onorevole Cambiano, questo passaggio è importante. Lei
ha parlato di accordo. Non esiste alcun accordo tra nessuno,
l'accordo è fatto fra le parti. Qui è stato fatto, in questi
giorni, un grande lavoro su altri temi che sono legati alla
responsabilità, alla condivisione. Quindi come non c'è lei non c'è
nessun altro, perché sennò facciamo passare un messaggio
all'esterno distorto rispetto a quello che sta accadendo in questo
momento. Siccome c'è stata un'intesa tra le parti, tanto di
maggioranza quanto di opposizione, vorrei che rimanesse fermo
questo punto, sennò purtroppo talvolta noi leggiamo come se ci
fosse un prezzo che si possa pagare rispetto a questo clima che
invece si è venuto a creare in maniera assolutamente differente sui
temi, sulla condivisione e su tutto quello che ci siamo detti anche
in altre sedi. Quindi finiti gli interventi, ringrazio l'onorevole
Cambiano.
Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:
«Art. 13.
Misure di sostegno per l'occupazione
1. Al fine di promuovere la stabilità dell'occupazione, per le
nuove assunzioni a tempo indeterminato e per le trasformazioni dei
contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato
nel corso dell'anno 2024, è riconosciuto ai professionisti ed alle
imprese, incluse le microimprese e le piccole e medie imprese,
aventi un'unità produttiva nel territorio della Regione, un
contributo massimo di euro 30.000,00 nel triennio 2024-2026 per
ciascun lavoratore contrattualizzato. È altresì riconosciuto, nel
triennio 2024-2026, un ulteriore contributo di euro 10.000,00
quando le predette assunzioni o trasformazioni riguardino
lavoratori con cittadinanza italiana provenienti da imprese aventi
sede e operanti esclusivamente
fuori dal territorio italiano da almeno 24 mesi o lavoratori di
età superiore ai 50 anni o donne a prescindere dall'età anagrafica
o lavoratori di età compresa tra i 18 e i 59 anni privi dei
requisiti per accedere al beneficio di cui all'articolo 1 del
decreto legge 4 maggio 2023, n. 48, convertito con modificazioni
dalla legge 3 luglio 2023, n. 85. L'ammontare del contributo annuo
non può in ogni caso superare il costo complessivo annuo per
ciascun lavoratore. Il contributo è erogato anche in caso di
assunzione dei lavoratori di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 25
del decreto legislativo 28 febbraio 2021, n. 36 e successive
modificazioni.
2. Il contributo di cui al comma 1 spetta anche ai professionisti
ed alle imprese che assumono personale proveniente dalle imprese di
cui al comma 1 in stato di crisi o di insolvenza negli anni 2021,
2022 e 2023 o situate in area di crisi industriale complessa. Il
predetto contributo è concesso altresì per le assunzioni a tempo
indeterminato di lavoratori licenziati per riduzione di personale
da imprese in stato di crisi nei sei mesi precedenti o impiegati in
rami di azienda oggetto di cessione da parte delle medesime
imprese.
3. Il contributo di cui al comma 1 spetta alle imprese che non
abbiano proceduto nei tre mesi precedenti l'assunzione né procedano
nei dodici mesi successivi alla stessa a licenziamenti individuali
per giustificato motivo oggettivo o a licenziamenti collettivi ai
sensi della legge 23 luglio 1991, n. 223, nei confronti di
lavoratori inquadrati con la medesima qualifica nella stessa unità
produttiva. Il presente comma non si applica alle imprese di cui al
comma 2.
4. Per i dipendenti con contratto di lavoro a tempo parziale, il
calcolo è ponderato in base al rapporto tra il numero delle ore
pattuite e il numero delle ore che costituiscono l'orario normale
di lavoro dei lavoratori a tempo pieno. L'incremento della base
occupazionale è considerato al netto delle diminuzioni del numero
degli occupati verificatesi in società controllate o collegate ai
sensi dell'articolo 2359 del
codice civile o facenti capo, anche per interposta persona, allo
stesso soggetto.
5. L'accesso agli incentivi di cui al comma 1 e le modalità di
erogazione degli stessi sono disciplinate con avviso pubblico
emanato dal Dipartimento regionale del lavoro, dell'impiego,
dell'orientamento, dei servizi e delle attività formative. I
contributi determinati nella misura di cui al presente articolo
sono corrisposti limitatamente alle risorse complessive stanziate
al comma 6.
6. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata la spesa di
50.000 migliaia di euro per ciascuno degli esercizi finanziari
2024, 2025 e 2026.
7. Il beneficio è subordinato, ai sensi dell'articolo 108,
paragrafo 3, del Trattato sul Funzionamento dell'Unione europea,
all'autorizzazione della Commissione europea.
8. I contributi di cui al presente articolo, in caso di nuove
assunzioni, sono erogati solo se il lavoratore, al momento
dell'assunzione, versava da almeno tre mesi in stato di
disoccupazione o inoccupazione».
Si passa all'emendamento 13.4, a firma dell'onorevole Catanzaro ed
altri.
Onorevole Venezia, è mantenuto.
VENEZIA. Lo manteniamo.
Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.
DE LUCA Antonino. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 13.4.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 13.4.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 67
Votanti 56
Maggioranza 29
Favorevoli 25
Contrari 31
Astenuti 1
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 13.35, a firma Ardizzone, De Luca e
altri.
È mantenuto o ritirato?
DE LUCA Antonino. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 13.23, a firma dell'onorevole
Caronia.
È mantenuto o ritirato?
C'è già, invitiamo al ritiro, onorevole Caronia.
CARONIA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 13.43, a firma degli
onorevoli Marano, Di Paola e altri.
È mantenuto o ritirato?
Io aspetto, non vi preoccupate, non è che io sto leggendo a caso,
sto leggendo secondo un ordine.
Ci sono, aspetto serenamente, non ce ne sono furberie
Con la sua tranquillità siamo al 13.43, è un suo emendamento.
Lo vuole mantenere o lo ritira?
MARANO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARANO. Con questo emendamento, aggiungo "ai soggetti iscritti nel
registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche" perché
così come è scritta la norma vengono esclusi i lavoratori sportivi
- ovvero - lavoratori che sono nelle federazioni, in associazioni
dilettantistiche e società sportive dilettantistiche perché non
rientrano chiaramente nelle piccole medie imprese.
Per poterli inserire, è necessario inserire il registro nazionale.
FERRARA. È già inserito.
MARANO. Non è inserito, Presidente, non vengono inseriti perché
sono iscritti al Registro nazionale.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 13.43. Il parere del
Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 13.45, a firma dell'onorevole Sunseri.
Onorevole Sunseri, ci illustri l'emendamento.
SUNSERI. Presidente, non ho ancora capito se l'Assessore accetta o
meno la mia richiesta. Detto ciò, l'emendamento è molto semplice.
Facciamo riferimento non solamente alle unità produttive già
esistenti, ma anche a quelle che intendono aprire una nuova
attività produttiva nel 2024.
PRESIDENTE. Ma come si fa a dimostrarlo per quelle nuove, intendo?
SUNSERI. Con l'assunzione a tempo indeterminato per l'unità
produttiva aperta nel 2024.
PRESIDENTE. Forse è meglio che lo riscriviamo - non meglio - ma in
maniera differente.
FALCONE, assessore per l'economia. Presidente, è già nelle cose -
è chiaro
Una società, un'azienda, un professionista, anche se avvia la
propria attività nel 2024 e fa un'assunzione, è nelle cose che avrà
diritto a questo contributo.
Poi se dobbiamo, in maniera pleonastica, dire per dare un parere,
glielo do, quantomeno sarà soddisfatto rispetto alla mia non
risposta alla sua provocazione.
PRESIDENTE. Assessore, onorevole Sunseri, non sta chiedendo che lo
ritiri. Se eventualmente anziché mettere "che intendono" mettiamo
"che attivino". Sì o no?
Assessore, "che attivino" va bene scritto così?
FALCONE, assessore per l'economia. Ma sì, Presidente, anche perché
altrimenti sarebbe stato "io intendo attivare un'attività quindi mi
dovete dare il contributo" cioè sull'ipotetico.
Io non me lo aspettavo dal Presidente Sunseri l'articolazione,
così come l'aveva depositato, eventualmente lo riscriviamo per
quanto può essere pleonastico, va bene.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, avevo posto in Commissione "Bilancio",
probabilmente inascoltato, l'Assessore mi ascolti.
Noi stiamo chiedendo all'Europa di consentirci, attraverso la
notifica di questo provvedimento, un regime di aiuto secondo le
norme comunitarie. Prevediamo, invece, di fare una norma in cui il
contributo avviene solo per i cittadini italiani: lo capite che
siamo fuori della norma comunitaria?
Cioè, se viene assunto uno residente in Svizzera piuttosto che in
Francia, è un cittadino che non può avere diritto, cioè chiediamo
di avere un'applicazione di una norma comunitaria, quindi con un
regime in cui la cittadinanza deve essere di ambito europeo, e
scriviamo che invece al contributo ne ha diritto solo il cittadino
italiano.
Ragazzi, io lo ripeto: le norme vanno scritte da chi se ne
intende. Ho la sensazione che ci sono norme scritte, come dire,
come scrivere un romanzo, no, per un romanzo ci vuole... si
improvvisa. La veda con attenzione, perché questo è un motivo di
impugnativa, perché vìola i principi dei trattati comunitari.
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, in effetti
già in Commissione avevamo trattato questo argomento, e avevamo
detto che noi eravamo favorevoli, nel senso che potevamo mettere
nella norma che erano i cittadini europei residenti in Sicilia.
Cioè noi vogliamo specificare che le assunzioni le dobbiamo anche
fare nei confronti dei nostri conterranei, quindi va bene, possiamo
un attimino eventualmente riformulare, su questo siamo ben
disponibili ad accogliere e accettare i suggerimenti.
PRESIDENTE. Allora, per capirlo io, prima che parli lei, onorevole
Antonino De Luca, assessore, in tre minuti riscriviamo questa
parte?
Allora posso chiederle, se siamo d'accordo, visto che tra l'altro
c'era stato l'invito prima da parte dell'onorevole Antonino De
Luca, se lo accantoniamo questi cinque minuti, mentre facciamo la
riscrittura e facciamo un altro articolo per ottimizzare i tempi,
che ne dici? Se no, ci fermiamo tre minuti.
DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Grazie, Presidente. Allora, due questioni,
assessore Falcone, appena termina di darci le spalle.
PRESIDENTE. L'assessore è girato perché sta lavorando alla
riscrittura.
DE LUCA ANTONINO. Assessore Falcone, io da quello che ho compreso,
è che per esempio un signore che è residente a Reggio Calabria, che
è sposato con una ragazza a Messina e vive a Messina, quindi non
rientra in quest'opera in questa norma, perché non avendo la
residenza in Sicilia, pur vivendo in Sicilia, non ha diritto a
beneficiare di questa norma. Siccome lei è un eccellentissimo
avvocato, comprenderà da solo che questo rende la norma
anticostituzionale, non sappiamo più come dirglielo.
Piuttosto che, ripeto, persistere su questa strada che è
lastricata di presunzione, assessore Falcone, quanto meno
diminuisca la provvista, perché state mettendo cinquanta milioni di
euro su una norma che non ha speranza di esistere, di resistere, di
essere applicata. Ripeto, lei mi deve spiegare come fate ad
applicare questa norma a un soggetto ha la residenza in Calabria ed
è sposato con una ragazza a Messina, a Catania, a Palermo.
Allora, assessore Falcone, siccome questo assunto lei non può
superarlo, e non può procedere come lo scecco con i paraocchi e
tira dritto, e tira dritto, e tira dritto, deve fermarsi un attimo
Presidente Galvagno, noi, e anche lei, credo che sia qui, siamo
tutti quanti qui, per scrivere delle norme che dovrebbero essere
quanto meno non palesemente incostituzionali, almeno non
palesemente, nel senso che se ci sfugge qualcosa, può sfuggire, ma
ciò che è palesemente incostituzionale non possiamo portarlo avanti
così facendo finta di nulla.
Ma lo capiamo che ci guardano i siciliani, ci guardano le persone,
cioè osservano ciò che facciamo, noi continuiamo a fare queste
norme porcheria? Ripeto, stiamo procedendo come il somaro con i
paraocchi, guardiamo dritti come se ci fosse solo quello, deve
andare avanti, c'è un poco di biada davanti e vai avanti.
Assessore Falcone, si fermi e non blocchi 50 milioni di euro che
in questo momento servono per mille scopi utili, necessari, invece
di andarli a bloccare su una norma che non ha speranza di
sopravvivere.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Safina, ne ha
facoltà.
SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'assessore Falcone
propone una riscrittura prevedendo l'agevolazione solamente a
favore dei lavoratori appartenenti all'Unione Europea. Mi permetto
di segnalare che questo, oltre diciamo ad avere il sapore
lievemente razzista, rischia di pregiudicare molte imprese, in
molti settori dove la gran parte degli occupati sono
extracomunitari.
Mi permetto di suggerire all'assessore Falcone di prevedere la
misura a sostegno della trasformazione delle assunzioni, a
prescindere dalla nazionalità dei soggetti che vengano assunti,
perché dobbiamo anche aiutare le imprese, se le volete aiutare,
quindi allargherei il novero a comunitari ed extra comunitari.
PRESIDENTE. Su invito di diversi colleghi il Governo ha fatto una
riscrittura che tra un minuto sarà caricata sui tablet cosicché lo
possiate leggere e votare.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Io vi chiedo di leggerla alla luce giustamente di avere
tolto la cittadinanza, il requisito della cittadinanza e diventa
così, mi ascolti Assessore: "è altresì riconosciuto nel triennio
2024/2026, un ulteriore contributo di euro 10 mila, quando le
predette assunzioni o trasformazioni riguardino lavoratori
provenienti da imprese aventi sede e operanti esclusivamente fuori
dal territorio italiano da almeno 24 mesi o lavoratori di età
superiore ai cinquant'anni o donne a prescindere dall'età
anagrafica e cose varie o lavoratori di età compresa tra i 18 e i
59 anni, privi dei requisiti per accedere ai benefici di cui
all'articolo 1 del decreto-legge".
Che vuol dire? Cioè avendo giustamente, ribadisco, tolto la
cittadinanza italiana, quello che rimane è che questo beneficio si
può ottenere, o per i lavoratori provenienti dall'estero da almeno
due anni eccetera eccetera, o quelli che hanno più di
cinquant'anni, o le donne o quelli tra i diciotto e 59 anni,
scusate perché i 59 anni? Qual è il requisito pensionistico in
Italia mi pare che è a 67? O no?
Cioè ci sono cose scritte, io gliel'ho detto a lei, Assessore,
Assessore le avevo detto, la faccia scrivere da un lavorista, da
qualcuno che si occupa di diritto del lavoro, e allora sono gli
occupati, ma voglio dire una persona normale che viene assunta ha
il beneficio o no? Cioè normale, che non ha cinquant'anni, cioè se
uno viene assunto e ha venticinque anni, si è appena laureato, così
come è scritta, lo ripeto, così com'è scritta, il beneficio c'è o
non c'è? Ragazzi non mi rispondete voi, quando andrete al Governo
mi risponderete voi. Normali non ce ne sono più.
La prego Assessore, fate scrivere la norma a uno che se ne
intende.
FALCONE, assessore per l'economia. Questa norma l'avete scritta
voi, non era così quella che ho presentato.
CRACOLICI. Ma voi chi? Ora pure questo: ve lo avevo detto in
Commissione, attenzione a quello che scriviamo, ma uno che si
occupa di diritto del lavoro la deve scrivere, no il primo che
passa
PRESIDENTE. Va bene andiamo avanti, Assessore il 13.52 lo vuole
mantenere così oppure? Così. mantenuto.
Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi;
(È approvato)
Torniamo adesso all'emendamento dell'onorevole Sunseri, il 13.45,
ritorniamo a quello di Sunseri un istante, quello di Sunseri è
riscritto con che attivino anziché le parole che intendano
attivare , così come ho appena detto.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi;
(È approvato)
Si passa all'emendamento 13.14 a firma degli onorevoli Dipasquale,
Catanzaro e altri. È mantenuto?
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. In poche parole l'emendamento inserisce due anni.
Perché inserisce due anni? Va bene, non ce n'è problema. Lo ritiro.
PRESIDENTE. È ritirato. Si passa all'emendamento 13.1
dell'onorevole Safina e altri. È mantenuto?
SAFINA. Si è mantenuto.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Contrario
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 13.1. Chi è
favorevole si alzi, chi è contrario resti seduto
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 13.42 degli onorevoli Marano, Di Paola e
altri. È mantenuto o ritirato?
MARANO. È mantenuto. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
MARANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Si
tratta, semplicemente, di sostituire le parole 'lavoratori di età
superiore ai cinquant'anni' con 'lavoratori di età pari o superiori
a cinquant'anni', perché così si escludono i cinquantenni. Penso
che sia cioè di buon senso, escludiamo i cinquantenni che ci hanno
fatto? Pari o superiore, senno solo superiori. I cinquantenni che
ci hanno fatto? È di buon senso.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi
(È approvato)
Si passa all'emendamento 13.40 degli onorevoli Marano e Di Paola.
È mantenuto?
MARANO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 13.41 sempre degli onorevoli
Marano, Di Paola ed altri. È mantenuto o ritirato?
MARANO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Ci sono ora degli emendamenti soppressivi. Il comma 2,
va bene. Allora c'è l'onorevole Catanzaro, l'onorevole De Luca e
l'altro De Luca, i tre Capigruppo. I Gruppi di opposizione. Sono
emendamenti soppressivi.
Sono mantenuti o ritirati? Ritirato l'emendamento del PD. Ritirato
l'emendamento del Gruppo Sud chiama Nord. Ritirato l'emendamento
del Gruppo Movimento Cinque Stelle.
Si passa quindi all'emendamento 13.15 dell'onorevole Dipasquale.
C'è una riscrittura. Onorevole Dipasquale lei ha presentato un
subemendamento del 13.15?
DIPASQUALE. Si.
PRESIDENTE. Lo vuole illustrare?
DIPASQUALE. Il contributo di cui al comma 1 non è dovuto alle
imprese che trasferiscono la propria unità produttiva fuori dal
territorio della Regione siciliana. Mi sembra semplice. Cioè noi
diamo un contributo... non è un subemendamento, è un emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole, lei ha presentato una riscrittura però
dell'emendamento 13.15.
DIPASQUALE. E qui stiamo discutendo...no?
PRESIDENTE. Cioè il 13.15.1.
DIPASQUALE. No, non è mio. Lo disconosco. Non è figlio nostro.
L'emendamento 13.15, al comma 2, serve ad evitare che, dopo che noi
diamo il contributo alle imprese, agli studi professionali, per
l'assunzione prendono la loro sede e la spostano fuori dalla
Sicilia. L'emendamento serve a bloccarli in Sicilia.
Quando si spostano perdono il contributo e lo perdono, questo
serve proprio per questo. Quindi, è chiaro l'emendamento serve per
non indurli ad andarsene, perché cos'è che può succedere? Che
un'impresa arrivi, si prenda il contributo per l'assunzione,
dopodiché si sposta e va alla propria sede fuori dal territorio
della Sicilia. In quel caso perde il contributo, non è dovuto,
semplice.
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Il lavoro lo mantiene?
DIPASQUALE. Il contributo all'impresa. A me non interessa che
mantiene il lavoratore se si prende il lavoratore e sposta la sede
fuori dal territorio regionale per me il contributo non lo deve
prendere, semplice, è una logica, una logica. Cioè, noi vogliamo
privilegiare le imprese che assumono e che rimangono in Sicilia. Se
voi invece volete privilegiare quelle a cui diamo il contributo e
poi vanno fuori la Sicilia potete farlo. Cioè, questo è veramente
una cosa semplice, l'ho fatta io, quindi è molto semplice.
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Presidente, quello che dice
l'onorevole Dipasquale, teoricamente, come dire, ha una sua logica.
E' chiaro che nel momento in cui viene fatto comunque l'avviso da
parte del Dipartimento è chiaro che nell'avviso alcune cose vengono
disciplinate, poi se vogliamo, come dire, specificare, vogliamo
ulteriormente introdurre altre cose, lo possiamo fare. Attenzione
che qui alla fine a noi interessa l'assunzione del soggetto, del
lavoratore. La misura è orientata non tanto alle imprese,
all'incremento delle assunzioni, quindi dei lavoratori. Però se la
vogliamo mettere dentro, la mettiamo dentro e diamo parere
favorevole.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Prego, onorevole Dipasquale.
DIPASQUALE. Io insisto perché il decreto dell'Assessore non può
superare, comunque, la norma. Non solo, ritengo che la norma questa
indicazione debba contenerla, quindi, io la invito, su questa cosa,
a condividerla
PRESIDENTE. Scusi onorevole, ha dato parere favorevole.
Pongo in votazione l'emendamento 13.15 o 13.15.1?
Onorevole Dipasquale c'è un emendamento sempre a firma sua,
sembrerebbe.
DIPASQUALE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Questo è ritirato, il 13.15.1, quindi votiamo il
13.15. Pongo in votazione l'emendamento 13.15, per evitare che
facciamo confusione.
Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 13.15. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Andiamo agli altri soppressivi. No, lo dobbiamo
chiedere sempre, chiediamo se i soppressivi sono mantenuti o
ritirati? PD, Movimento Cinque Stelle, Sud chiama Nord? Ritirati,
benissimo.
Si passa all'emendamento 13.24 dell'onorevole Caronia? Assessore è
un tecnicismo, mi dice.
Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Benissimo. Il parere della Commissione.
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
Pongo in votazione l'emendamento 13.24. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Comma quattro, soppressivi, sono il 13.8, 13.25, 13.18
a firma degli onorevoli De Luca e Catanzaro Mantenuti o ritirati?
Ritirati, grazie.
L'emendamento 13.36 non si può votare, pertanto andiamo... Ah, ok
allora il 13.36 formalmente devo chiedere un invito al ritiro, è a
firma degli onorevoli Ardizzone, De Luca e Di Paola. Non è
formulato correttamente. Se vuole può salire ai banchi della
Presidenza e gli Uffici glielo illustrano. Intanto, lo mantiene o
lo ritira? Il comma 5, intanto, è mantenuto o ritirato? Onorevole
Catanzaro?
CATANZARO. Ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento numero 13.37 a firma degli
onorevoli Ardizzone, De Luca e altri. Sì, ci fermiamo un minuto,
due minuti, il tempo che occorre.
L'emendamento 13.36, onorevole Ardizzone, è ritirato?
ARDIZZONE. Il 13.36 sì.
PRESIDENTE. Il 13.36 è ritirato. Si passa al 13.37, è mantenuto?
ARDIZZONE. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
ARDIZZONE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento interno)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 13.37.
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 13.37.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 66
Votanti 58
Maggioranza 30
Favorevoli 25
Contrari 33
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 13.44 degli onorevoli Marano, Ardizzone
ed altri. Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MARANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARANO. Ha dato il parere già, non favorevole, però, gli Uffici
avevano messo in evidenza questa perplessità che non venivano
specificati i casi di revoca del contributo.
CRACOLICI. Lo faccio mio. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, ha ragione la collega, io non mi sono
accorto degli Uffici.
Il sistema sanzionatorio deve essere definito da una legge, non da
un decreto. Quindi, se vogliamo prevedere effetti sanzionatori nei
casi di violazione delle procedure deve essere contenuto nella
legge, non può essere il decreto a stabilire effetti sanzionatori
per una legge che non prevede effetti sanzionatori. Quindi, se
vogliamo stabilire che cosa succede per determinare eventuali
procedimenti di revoca, dobbiamo scriverlo nella legge. Pertanto,
io faccio mio l'emendamento.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole. Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione dell'emendamento 13.44. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Non è approvato, con il voto favorevole del Pd. Sì,
l'ho capito, abbiamo messo in votazione, va bene, benissimo.
Si passa all'emendamento 13.30, a firma dell'onorevole Schillaci.
E' mantenuto?
SCHILLACI. Sì, lo mantengo, almeno il decreto lo facciamo vedere
alla Commissione competente. Grazie.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Se è favorevole... ha visto, onorevole, aveva chiesto
voto palese, non ce n'è stato bisogno. Pongo in votazione
dell'emendamento 13.30. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 13.46 che è assorbito. Si passa ai
soppressivi del comma 6.
Onorevole Sunseri, dagli Uffici mi dicono che o è assorbito o è
precluso.
Se vuole ulteriori chiarimenti, io mi fermo un minuto, due minuti,
il tempo che occorre.
SUNSERI. Posso intervenire?
PRESIDENTE. Certo che può, prego onorevole Sunseri, mi ha fatto
andare via la voce.
SUNSERI. Presidente, mi ha fatto passare la voglia, ma non lei,
diciamo la norma.
Nei giorni scorsi, ho sbagliato a fare una cosa a presentare
emendamenti a questo articolo, di una norma ridicola della quale il
Governo non se ne farà nulla, soldi che andranno in avanzo e
saranno gestiti nel prossimo assestamento. Questa norma non vedrà
mai la luce e noi stiamo sbagliando ad emendarla perché è da un'ora
che parliamo di "stronzate" che non avranno applicazione.
PRESIDENTE. Onorevole
SUNSERI. Me ne prendo la responsabilità. Questa norma, Presidente,
questa norma non vedrà la luce e noi abbiamo perso un'ora anziché
di trattare argomenti seri di questa Regione abbiamo perso un'ora.
L'emendamento non è lo stesso, Presidente, l'emendamento non è la
stessa cosa, Presidente, l'emendamento prevede il parere vincolante
della Commissione poi se lei, che ha esperienza tanto quanto me,
pensa che il parere, sentita la Commissione sia uguale a un parere
vincolante io faccio mea culpa per aver presentato l'emendamento.
Grazie.
PRESIDENTE. Sono due cose diverse, ma è già stata scelta una
strada. Ha chiesto d'intervenire l'onorevole De Leo. Prego
onorevole.
DE LEO. Grazie Presidente. Invito l'Assessore a un ragionamento
perché prima abbiamo approvato l'emendamento del collega
Dipasquale, giusto, che garantiva la permanenza nel nostro
territorio siciliano delle imprese cioè che dava garanzia perché
nessuna impresa sposti le attività produttive dalla Sicilia in
altri luoghi.
Poi, non abbiamo approvato l'emendamento che prevedeva quelle che
erano le sanzioni, l'abbiamo messo da parte, ora abbiamo due
emendamenti: uno che recita di "sentita la Commissione" e l'altro
che invece esprime parere vincolante, è chiaro che se deve passare
dalla Commissione non possiamo approvare l'emendamento sentita la
Commissione ma dobbiamo tenere conto del parere vincolante della
Commissione se no, non ha senso. Cioè, non ha senso prendere in
considerazione questo emendamento, quindi, ritengo che è giusto
andare avanti sull'emendamento 13.46 perché sia opportuno tenere in
considerazione la Commissione come parere vincolante non come,
diciamo, semplicemente come un passaggio senza alcun valore.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie collega, però così come ho già detto prima,
l'Assemblea si è già determinata rispetto all'emendamento della
collega Schillaci.
Siamo all'emendamento soppressivo 13.12 e l'analogo 13.16. Sono
mantenuti o ritirati? Ritirati. Benissimo.
Si passa all'emendamento 13.1 dell'onorevole Safina e altri. E'
mantenuto o ritirato?
SAFINA. Mantenuto.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
FALCONE Marco, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della commissione e relatore. Contrario
PRESIDENTE. Poniamo in votazione l'emendamento 13.1. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
SAFINA. E' ritirato.
PRESIDENTE. Benissimo, grazie. Si passa all'emendamento 13.47
degli onorevoli Catania Nicolò e Assenza. E' mantenuto o ritirato?
CATANIA NICOLO'. Signor Presidente, sarò velocissimo per dare
contezza anche dell'emendamento. Ricorderà lei ma ricorderà anche
l'Aula, i colleghi parlamentari, che a valere sull'articolo 5 c'era
un emendamento firmato da Assenza e Catania che tendeva a togliere
20 milioni per dare copertura all'emendamento sulla viticultura.
Erano 20 milioni, quest'altro era un altro emendamento che mira
esattamente alla stessa questione.
Ma preso atto dell'impegno del Governo e anche del suo impegno nel
prosieguo della finanziaria di trovare soluzioni diverse,
ovviamente non ha più senso l'emendamento, per cui lo ritiriamo.
PRESIDENTE. Grazie. Ritirato. Si passa agli emendamenti 13.11,
13.39, 13.28. Sono soppressivi. Mantenuti, ritirati? Ritirati.
Grazie.
Si passa all'emendamento 13.31 dell'onorevole Ardizzone e altri.
Non ha contenuto innovativo rispetto ad altri. Invito al ritiro
l'onorevole Ardizzone. E' ritirato. Benissimo.
Si passa all'emendamento 13.13, 13.38, e 13.29 soppressivi.
Ritirati, grazie.
Si passa all'emendamento 13.48 dell'onorevole Sunseri e altri.
Mantenuto o ritirato? Ritirato, Grazie.
Si passa all'emendamento 13.49. E' ritirato. Grazie
Si passa all'emendamento 13.51. E' ritirato. Grazie.
Si passa alla votazione dell'articolo 13, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
E' approvato con l'astensione dell'onorevole Cracolici. Grazie
onorevole. Preciso, tutto il Gruppo del PD si è astenuto dalla
votazione dell'articolo 13.
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
«Art. 14.
Disposizioni per il settore della forestazione
1. Per le finalità di cui ai commi 2 e 8 dell'articolo 47 della
legge regionale 7 maggio 2015, n. 9 e successive modificazioni,
l'autorizzazione di spesa finanziata con fondi regionali di cui al
comma 1 dell'articolo 22 della legge regionale 15 aprile 2021, n. 9
e successive modificazioni è rideterminata in 197.300 migliaia di
euro per l'esercizio finanziario 2024 ed è autorizzata, per
ciascuno degli esercizi finanziari 2025 e 2026, la spesa di 194.300
migliaia di euro (Missione 20, Programma 3, capitolo 215746).
2. Per le finalità dell'articolo 6 della legge regionale 16 agosto
1974, n. 36 e successive modificazioni, e, in particolare per il
noleggio di mezzi aerei pesanti, l'autorizzazione di spesa di cui
al comma 4 dell'articolo 22 della legge regionale n. 9/2021 e
successive modificazioni è rideterminata in euro 15.500 migliaia
per l'esercizio finanziario 2024 ed è autorizzata la pesa di 12.500
migliaia per ciascuno degli esercizi finanziari 2025 e 2026
(Missione 9, Programma 5, capitolo 150574). Ai maggiori oneri
derivanti dal presente comma si provvede nell'ambito
dell'autorizzazione di spesa di cui al comma 1.
3. Le risorse di cui ai commi 1 e 2 sono iscritte negli esercizi
finanziari 2024, 2025 e 2026 nelle Missioni e Programmi per gli
importi di seguito indicati:
a) Missione 16, Programma 1, capitolo 156604, 23.900 migliaia di
euro per ciascuno degli esercizi finanziari 2024, 2025 e 2026;
b) Missione 9, Programma 5, capitolo 150514, 6.900 migliaia di
euro per ciascuno degli esercizi finanziari 2024, 2025 e 2026;
c) Missione 16, Programma 1, capitolo 155802, 10.500 migliaia per
ciascuno degli esercizi finanziari 2024, 2025 e 2026;
d) Missione 9, Programma 5, quota parte capitolo 151001 - articolo
2 - 5.000 migliaia di euro per ciascuno degli esercizi finanziari
2024, 2025 e 2026;
e) Missione 9, Programma 5, capitolo 150574, 15.500 migliaia di
euro per l'esercizio finanziario 2024 e di 12.500 migliaia di euro
per ciascuno degli esercizi finanziari 2025 e 2026;
f) Missione 20, Programma 3, capitolo 215746, 135.500 migliaia di
euro per ciascuno degli esercizi finanziari 2024, 2025 e 2026.
4. Al fine di consentire la realizzazione di interventi in conto
capitale per le finalità di cui ai commi 2 e 8 dell'articolo 47
della legge regionale n. 9/2015 il fondo di cui all'articolo 6
della legge regionale 11 luglio 2023, n. 8 è determinato in 74.000
migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2024 (Missione 20,
Programma 3, capitolo 613979).
5. Per il recepimento del contratto collettivo nazionale di lavoro
riguardante gli addetti ai lavori di sistemazione idraulico-
forestale e idraulico-agraria, in carico al Dipartimento regionale
dello sviluppo rurale e territoriale e al Comando del Corpo
forestale della Regione siciliana, il fondo di cui al comma 6
dell'articolo 5 della legge regionale 22 febbraio 2023, n. 2 è
determinato in euro 14.566.400,00 per l'esercizio finanziario 2026
(Missione 20, Programma 3, capitolo 215800).»
Ci sono soltanto soppressivi? Va bene. Chiedo ai colleghi, è
quello sui forestali. I soppressivi sono da intendere tutti
ritirati?
Giusto, mi piace, come filosofia è giusta. Onorevole Dipasquale è
giusto.
Sì ma dell'articolo 14 gli emendamenti soppressivi sono ritirati o
mantenuti? Pd ritirati; Movimento 5 Stelle, mi serve un deputato
iscritto... I soppressivi dell'articolo 14 sono mantenuti o
ritirati? Solo i soppressivi sto dicendo, non i modificativi.
DE LUCA Antonino. Sull'articolo è ritirato.
PRESIDENTE. Grazie. Sud chiama Nord, ritirati. Grazie.
Si passa all'emendamento 14.27 dell'onorevole Marano che non si
può votare perché le somme del comma tre sono quote delle risorse
stanziate al comma uno.
Possiamo votare, c'è un fuori sacco del Governo. Soltanto di
correzione delle coperture, diciamo che è tecnico. Nel frattempo
che caricano questo emendamento passiamo all'articolo 15.
Ne do lettura:
«Art. 15.
Rafforzamento delle misure antincendio
1. Entro il termine del 15 marzo di ogni anno, con decreto
dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente, su
proposta del Dirigente generale del Comando del Corpo forestale
della Regione siciliana, d'intesa con il Dirigente generale del
Dipartimento regionale della Protezione civile, è stabilita la data
di apertura e chiusura della stagione antincendio.
2. Entro il termine di cui al comma 1, i sindaci adottano
l'ordinanza sulle misure di prevenzione contro gli incendi boschivi
e d'interfaccia, per gli interventi di ripulitura degli
appezzamenti di terreno a tutela della pubblica sicurezza e
dell'igiene ambientale.
3. In caso di obiettivo pericolo per l'ambiente e per la
incolumità pubblica, derivante da potenziale innesco o propagazione
di incendi boschivi e di vegetazione, il Corpo forestale della
Regione siciliana, a seguito di accertamento del distaccamento
forestale competente, previa diffida da notificare, da parte del
medesimo Corpo forestale, ai proprietari anche mediante pubblici
proclami, è autorizzato ad intervenire ed eliminare le situazioni
di ritenuto pericolo.
4. Per il triennio 2024-2026 è istituito un fondo, con la
dotazione annua di 1.000 migliaia di euro, per anticipare le somme
necessarie agli interventi di cui al comma 3. Entro il termine di
novanta giorni dall'avvio dei lavori, il Comando del Corpo
forestale della Regione siciliana attiva le procedure di recupero
delle somme necessarie agli interventi di cui al comma 3, nei
confronti dei proprietari inadempienti.»
PRESIDENTE. Gli emendamenti soppressivi presentati all'articolo 15
sono mantenuti o ritirati?
SAFINA. Ritirati.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 15.21, a firma dell'onorevole
Ciminnisi ed altri.
E' mantenuto o ritirato?
CIMINNISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINNISI. L'emendamento 15.21 lo ritiro, però vorrei intervenire
sull'articolo 15 perché il tema è molto importante e delicato e,
comunque, non ritiro gli altri emendamenti successivi, sempre a mia
prima firma.
Comprendo, forse, dai movimenti dai banchi del Governo che c'è la
volontà in qualche modo di modificare questo articolo su cui,
comunque, abbiamo già diffusamente discusso anche in sede di
discussione generale.
Una questione mi sembra importante porla. Innanzitutto su come
nasce questo articolo. La formulazione che è stata presentata in
Commissione IV nasceva, in qualche modo, dall'intenzione del
Governo di modificare la durata della campagna antincendio anche
prevedendo una volontà di derogare a quelle che sono le
disposizioni attualmente previste, anche se la volontà manifestata
- vorrei che l'assessore Pagana prestasse attenzione - era quella
di derogare ma posticipando in avanti la campagna antincendio.
Già in sede di Commissione avevamo fatto presente che se campagna
antincendio si deve fare, questa è innanzitutto prevenzione, quindi
la necessità semmai può essere in alcuni casi quella di anticipare
l'avvio della campagna antincendio e, invece, comunque in ogni caso
nella formulazione attuale non ci ritroviamo quella parte della
disposizione che prevedeva la possibilità per il Governo di aprire
e stabilire la durata della campagna antincendio, in deroga le
disposizioni previste. Questo è il motivo per cui non ritiro gli
altri emendamenti.
Per quanto riguarda poi il merito della norma anche nel resto dei
commi successivi già in sede di discussione generale avevo
sollevato come non si possa ritenere soddisfacente una misura che
parli di antincendio ma poi finisca per risolversi,
sostanzialmente, in una norma che obbliga i sindaci ad intervenire
sui fondi incolti. Constato che il Governo su un argomento così
delicato non mi sta praticamente ascoltando, comunque proseguo con
la speranza che il resto dell'Aula segua l'intervento su una
questione così delicata
FIGUCCIA. Collega, io la seguo.
CIMINNISI. Grazie, onorevole Figuccia, almeno lei mi ascolta.
Dicevo, la necessità di andare a scaricare sui sindaci quegli
interventi invece di pulizia dei fondi incolti come se gli stessi
fossero risolutivi dei problemi da cui discendono le tragedie degli
incendi a cui abbiamo assistito quest'estate, e mi chiedo se una
norma di questo tipo non avesse imposto a quest'Aula la
responsabilità di una riflessione un po'più accurata, per esempio
sulla necessità o sull'opportunità di recepire anche la legge
nazionale, la n. 440 del 1978 che prevede in carico alle regioni
l'onere di stabilire come utilizzare le terre incolte abbandonate o
insufficientemente coltivate, questo non solo ai fini della
salvaguardia degli equilibri idrogeologici ma anche per finalità di
protezione dell'ambiente, che pure questo articolo si propone di
attuare.
E' sparito il commissariamento che - per carità - in alcuni casi
probabilmente non è risolutivo, come gran parte dei
commissariamenti previsti dalla nostra Regione, ma allo stesso
tempo era previsto ed era sollecitato dai lavori della Commissione
Antimafia della scorsa legislatura che in qualche modo, soprattutto
sul catasto incendi, sollecitavano, invece, la necessità di un
intervento sostitutivo della Regione.
Quindi, resta una norma monca, probabilmente, di cui - come dicevo
- non è chiara la portata precettiva perché si vede anche, poi,
nella misura sostitutiva prevista in capo al Comando forestale per
il quale, comunque prevediamo, miseramente, una risorsa di un
milione di euro.
Ed infine - ho ancora qualche secondo - una discrasia che
riguarda proprio l'intervento sostitutivo da parte del Comando
forestale che dovrebbe intervenire su situazioni di ritenuto
pericolo che non si comprende bene come debbano essere circoscritte
e rimangono nella discrezionalità amministrativa di chi dovrebbe
intervenire in via sostitutiva per sopperire alle mancanze che,
comunque, continuiamo ad ascrivere ai sindaci.
PRESIDENTE. Prima di intervenire l'onorevole Chinnici, un istante
...
SCHILLACI. C'ero io prima.
PRESIDENTE. Torniamo all'articolo 14, così lo leviamo, c'è
l'emendamento 14.28, a firma del Governo, che trovate sui tablet
tra i fuori sacco.
Leggetelo serenamente, se lo vuole spiegare, lo spieghi.
L'hanno caricato sul tablet.
FALCONE, assessore per l'economia. Presidente, sostanzialmente in
Commissione "Bilancio", vorrei ricordare, è stato, dall'onorevole
Cracolici, ridotto quel capitolo, ridotto il 25 e il 26. Ci
ricordiamo, quando si è parlato tanto di antincendio?
Avevamo detto, in effetti, abbiamo dato una triennalità perché
c'era una programmazione.
Riducendo avremo difficoltà per le gare sull'antincendio, per
quanto riguarda aerei ed elicotteri.
Quindi, stiamo riproponendo e stiamo reintroducendo la stessa
dotazione finanziaria degli anni precedenti proprio perché dobbiamo
dare una pianificazione anche pluriennale.
PRESIDENTE. Colleghi, siamo al 14. Ha chiesto di intervenire
l'onorevole La Vardera, ne ha facoltà.
LA VARDERA. Grazie, Presidente. Assessore Falcone, rispetto alle
parole che lei ha appena adesso pronunciate, io le ricordo che su
questa manovra non è stato messo un euro, dico un solo euro, per le
persone che hanno subìto danni dagli incendi ad immobili - nemmeno
un euro
Quindi, su questa vicenda, caro Assessore Falcone, le dico che
ovviamente faremo barricate assolute perché non è possibile che su
questo tema il Governo non abbia e non si sia ricordato di quelle
persone che hanno avuto dei danni permanenti.
E no, no, io lo vorrei sentire dire perché la mia sollecitazione,
ad oggi, in quest'Aula, sarebbe interessante capire il Governo cosa
vuole fare perché io già le anticipo che, su questa vicenda, ho
presentato un emendamento - e lo dico qua, a carte scoperte per
quello che è la mia possibilità, nei limiti della possibilità -
completamente li darò a questa realtà, a questa situazione. Mi
aspetto che il Governo, perché non basteranno minimamente quelle
che sono - come si dice in aramaico antico - le scorce che
lasciate alle opposizioni su temi che sono così importanti e che
dovrebbero essere dirimenti nella vostra stessa maggioranza.
Mi auguro che, su questo tema, non mi lasciate da solo perché non
ci possiamo fare assolutamente nulla con le somme che noi abbiamo
preventivato, perché ci sono dei danni che riguardano l'intera
Sicilia, di gente che - ripeto per l'ennesima volta - ha perso le
proprie case non le abitazioni di seconda opportunità e quindi al
mare o in campagna, le prime case
Il caso più eclatante - lo ribadisco sempre - è quello di Claudio
Meli, lo dirò fino alla fine, fino a che avrò respiro
Mi auguro che il Governo non mi abbandoni su questo tema e che
dimostri sensibilità e maturità politica, al di là delle famose e
pur sempre e celeberrime marchette che portate a casa perché quelle
sono una costante per eccellenza.
Ma oltre questo, mi auguro che ci sarà anche il resto.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire prima l'onorevole Savarino e
poi l'onorevole Cracolici.
SAVARINO. Sul tema che ha appena segnalato il collega, cioè la
necessità di dare un aiuto economico a chi ha perso la casa a causa
dell'incendio, come Gruppo parlamentare "Fratelli d'Italia",
abbiamo elaborato una proposta, l'ha fatta sua il nostro assessore
Aricò, e l'ha presentata, assessore Falcone, tra i macro-temi che
mettiamo all'attenzione del Governo e dell'assessore; è l'esigenza
appunto del recupero dei nuclei abitativi delle loro case, sia
quelli che sono stati danneggiati dagli incendi, e nello stesso
articolo c'è una proposta che mette l'attenzione al recupero e alla
ristrutturazione delle case nei centri storici e l'aiuto alle
giovani coppie. È un unico elaborato, un unico articolo, che
darebbe più risposte, con al centro l'aiuto a sostegno della prima
casa e della casa che ha subìto incendi.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, questo emendamento tecnico che
l'Assessore ha detto...
FALCONE, assessore per l'economia. Non ho detto niente
CRACOLICI. Non ha detto niente, va bene, lo dico io. L'Assessore
però ha citato me come, diciamo... Allora, io ho capito che questo
emendamento dà maggiore copertura agli anni 2025 e 2026, mantenendo
il 2024 a 15 milioni e mezzo di euro, riguarda il noleggio dei
mezzi aerei. Se non ricordo male, nel capitolo relativo all'anno
2023, cioè quello che sta per chiudersi, il capitolo prevedeva
sicuramente meno di 10 milioni, quindi noi stiamo prevedendo che
per la lotta agli incendi, la vera misura di contrasto agli incendi
è quella di aumentare il nolo degli elicotteri e degli aerei:
quindi sostanzialmente stiamo affidando la lotta agli incendi a una
misura cosiddetta "post-incendio" e non "pre-incendio".
Però, al di là di questi aspetti, che mi pare che questa sia una
china molto rovinosa per la nostra Regione, la domanda che faccio è
una, assessore: voi avevate previsto per il 2024 comunque l'aumento
rispetto al 2023 fino a 15 milioni e mezzo prendendoli dai fondi
del Dipartimento sviluppo rurale, perché sono dei 197 milioni nel
capitolo, lo so che è unico, una parte va al Corpo forestale per i
lavoratori antincendio. Quindi stiamo dando copertura al noleggio
dei mezzi aerei dai fondi che sono destinati ai lavoratori
forestali.
FALCONE, assessore per l'economia. Non è così.
CRACOLICI. Mi spieghi lei che non è così, mi dica, mi legga il
capitolo e vediamo.
I 197 milioni e mezzo sono nella legge n. 9 del 2021, eccetera
eccetera; il capitolo qui non c'è scritto, Missione 20, Programma
3, capitolo 215746, questa è la copertura.
Comunque erano quelli che attengono al finanziamento
dell'avviamento dei lavoratori forestali, sia quelli del
Dipartimento, sia quelli del Corpo forestale. Con questo
emendamento che avete proposto, mentre prima riducevate di tre
milioni il 2025 e il 2026 ora non solo rifinanziate anche il 2025 e
il 2026, ma lo aumentate, cioè aumenta di un milione di euro
rispetto al 2024.
Allora, vorremmo capire, con tutto il rispetto, se ci sono delle
obbligazioni connesse perché gli affitti degli aerei e degli
elicotteri sono contratti, vorremmo sapere se i contratti, visto
che stiamo facendo il bilancio ora, questi contratti mi auguro che
avranno - lo spero così risparmiamo - una vigenza pluriennale, cioè
triennale, perché nel 2025 costa 15 milioni e mezzo, nel 2024 15
milioni e mezzo e nel 2025 e 2026 16 milioni e mezzo? Cioè, qual è
la ratio di un finanziamento pluriennale che aumenta nei successivi
esercizi in maniera difforme all'esercizio di competenza? Ho
l'impressione che c'è qualcosa che non funziona; capirei se
avessimo semplicemente dato copertura triennale a quello che
abbiamo previsto per l'anno 2024.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha
facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo sugli
articoli che sarebbero dovuti essere delle norme fondamentali per
questa Regione, dopo l'estate tragica che questo territorio
siciliano, con una perdita infinita di ettari di territorio ha
dovuto subire per l'attacco, e questo lo sappiamo ormai tutti,
doloso da parte di chi dietro la macchina dei roghi ci guadagna. E
sappiamo benissimo dalla Commissione Antimafia, dalla relazione
fatta dalla Commissione Antimafia della scorsa legislatura, quanti
e tanti interessi ci sono dietro i roghi. Mi sarei aspettato
dall'Assessore al ramo e dall'Assessore per l'economia, che
rappresenta appunto il Governo in questo momento, degli articoli un
po' più coraggiosi che partissero innanzitutto dall'analisi dei
fenomeni e poi da misure di contrasto ai roghi e agli incendi
adeguati e soprattutto seri. Ma dal momento che vediamo sul tablet
un emendamento che va ad aumentare la dotazione per lo spegnimento
significa che noi abbiamo alzato bandiera bianca, abbiamo detto che
questo Governo regionale non è in grado di contrastare il fenomeno
degli incendi in Sicilia.
Ecco perché, caro Assessore per l'economia, avevo presentato in
Commissione al ramo e soprattutto al Bilancio degli emendamenti che
partissero dal contrasto, dall'analisi come l'istituzione di un
Osservatorio permanente regionale, così come è stato istituito in
altre regioni per contrastare il fenomeno degli incendi. Non si
può, infatti, pensare di trovare delle soluzioni se non si parte da
un'analisi del fenomeno. Ecco perché, Assessore, le chiedo di
recuperare questo emendamento che è tra gli aggiuntivi e
considerarlo, avevo avuto tra l'altro dall'Assessore al ramo il
parere favorevole per questo emendamento, quindi, Assessore, io le
chiedo di istituire questo Osservatorio perché è fondamentale. Non
possiamo pensare di contrastare il fenomeno senza analizzarlo
prima. Così come avevo presentato anche un emendamento suggerito da
professori della Facoltà di agronomia per istituire e obbligare i
Comuni e il Corpo forestale a pubblicare nei loro siti l'elenco dei
terreni e quindi il catasto dei soprassuoli perché è uno strumento
incredibile di deterrenza. Perché non possiamo non tenere conto
delle norme nazionali e da noi non sono per niente attuate. Quindi
chiedo, Presidente, di rivedere queste norme perché qua non si sta
per niente facendo attenzione alla prevenzione, ma qua stiamo
alzando bandiera bianca e ci stiamo consegnando agli ennesimi
interessi che ci sono dietro agli incendi.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha
facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ma anche questa
norma è stata scritta in maniera alquanto veloce e superficiale.
Già per esempio al comma 2 c'è un contrasto giuridico, cioè come
può la Regione obbligare gli enti locali, i sindaci a fare
un'ordinanza per una cosa che può essere, che deve essere non
siamo al quindici? Va bene, Presidente, mi scusi, pensavo che
eravamo al quindici
PRESIDENTE. Va bene, andiamo avanti, allora sulla riscrittura.
Ha chiesto di parlare l'onorevole De Luca. Ne ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente, solo due questioni, su questo
emendamento che ci convince sempre meno. Innanzitutto chiediamo
all'Assessore di voler riportare la somma a quella originaria,
perché non c'è motivo di mettere un milione in più; il principio
poi, Assessore, dico parliamoci chiaro, voi state certificando che
il Governo Schifani per lotta agli incendi intende spegnerli dopo
che sono diventati devastanti, perché anziché investire in
prevenzione state investendo sul contratto degli aerei a noleggio,
ma non perché aumentano gli aerei in azione, semplicemente perché
state mettendo i soldi sul contratto, quindi non avremmo nemmeno un
maggior numero di aerei che pattugliano la Sicilia o che si
occupano dello spegnimento, pertanto, riteniamo che questa misura
sia totalmente inutile e chiediamo quanto meno il ridimensionamento
della spesa.
Assessore Falcone, almeno un po' di buona volontà in questo,
riportiamo il capitolo alla cifra che aveva originariamente e
leviamo questo milione in più.
PRESIDENTE. Anzi che non ti dice che è grigio. Va bene.
Assessore, vuole replicare o possiamo andare avanti? Andiamo
avanti. Benissimo.
CRACOLICI. Perché aumentiamo di 25 milioni il 24, 25, 26 per il
rinnovo di mezzi?
PRESIDENTE. Assessore, dia una risposta gentilmente.
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, sì, allora,
c'è anche la collega Pagana che potrebbe intervenire.
Sostanzialmente l'Ufficio ha già proceduto alla gara per il 2024 ma
deve procedere anche alla gara per il 2025/2026 prevedendo anche
una implementazione di interventi e non per intervenire quando ci
sono gli incendi che hanno distrutto tutto, ma perché, come dire,
una misura di intervento con aerei sia leggeri che pesanti, con
velivoli leggeri che pesanti, serve per fronteggiare lo spegnimento
in maniera più oculata e più opportuna.
Lo stesso Ufficio ci chiede l'aumento della dotazione finanziaria
perché la stagione sta anche aumentando, stiamo prevedendo che
anche con l'articolo 15 le stagioni, la stagione dell'antincendio,
aumenti nelle sue giornate per cui prevediamo aumento di personale,
aumento di utilizzo di mezzi che siano sia leggeri che pesanti.
Questo cosa significa? Significa fronteggiare in maniera più
adeguata, in maniera più opportuna il rischio incendi.
PRESIDENTE. Grazie assessore Falcone, allora, Assessore, posso
mettere in votazione l'emendamento?
Pongo in votazione l'emendamento 14.28. Il parere della
Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Favorevole. Grazie. Allora mettiamo in votazione.
SCHILLACI. Chiedo il voto segreto su questo emendamento.
PRESIDENTE. C'è richiesta di voto segreto sul 14.28, ho capito
bene?
Vediamo se è appoggiata la richiesta di voto segreto al 14.28.
Non è appoggiata, però, mi serve il verbale.
Allora, pongo in votazione l'emendamento 14.28. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Passiamo all'emendamento 14.29 che è conseguente.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 14, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa nuovamente all'articolo 15 ed eravamo all'emendamento
15.21 che è stato ritirato. Si, è stato ritirato. Un minuto, gli
emendamenti soppressivi abbiamo detto che sono ritirati.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Vuole intervenire sull'articolo, onorevole Cracolici?
Posso andare avanti?
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
sembra, è chiaro che stiamo partecipando tutti a una recita dove
non affrontiamo le questioni di cui si parla perché si considera
una perdita di tempo.
Prima questione: con questo articolo che si chiama di
rafforzamento delle misure antincendio stabiliamo una cosa che mi
pare buona, cioè la possibilità di derogare al periodo per i
cambiamenti climatici, eccetera, eccetera, della durata della
stagione diciamo di contrasto ai fuochi.
Però, per fare questo, si introducono due cose che poi fanno a
cazzotti con l'articolo che tratteremo fra un minuto. Primo,
stabiliamo che il Corpo forestale può intervenire per la tutela e
la pubblica sicurezza, igiene ambientale, nelle aree di ripulitura
dei terreni dei privati. Quindi il Corpo forestale non l'Azienda
sviluppo rurale. Quindi sono i lavoratori che sono adibiti
all'antincendio che faranno pure, questo leggo nella norma però
non so se qualcuno mi sta ascoltando, ma tanto io parlo al muro
faranno pure i lavori di pulizia dei terreni privati e, per fare
questo, stabiliamo che mettiamo un milione a disposizione per
avviare gli interventi sostitutivi nei confronti dei privati.
Col successivo articolo cosa stiamo facendo? Stiamo stabilendo che
anche i lavoratori dello sviluppo rurale con delle convenzioni con
i Comuni potranno essere adibiti, e per questo prevediamo l'aumento
delle giornate da 78 a 101 giornate, non possono', vengono adibiti
per le attività di pulitura dei terreni privati per i quali i
sindaci emettono ordinanza di ripulitura.
Mi fate capire chi interviene dove e chi interviene per conto di
chi? Perché con l'articolo 15 stabiliamo che è il Corpo forestale,
con l'articolo 16 sono i dipendenti dell'Azienda sviluppo rurale
che, ricordo, il soggetto che avvia i lavoratori è il Dipartimento
sviluppo rurale; poi c'è un elenco specifico, che sono quelli
abilitati alle misure antincendio, e noi abbiamo previsto che i
lavoratori settantottisti potranno essere adibiti anche per
recuperare, fare il turnover, rispetto al personale che, nel
frattempo, va in pensione o viene messo fuori per ragioni di salute
o di età anagrafica, possono essere adibiti come centunisti presso
il Corpo antincendio a fare le squadre antincendio.
Non può funzionare che c'è il Corpo antincendio che, da un lato ha
le squadre per spegnere i fuochi e dall'altro lato deve fare le
misure di pulizia delle aree private. Abbiamo stabilito con
l'articolo 16 che a farlo è l'Azienda sviluppo rurale. C'è qualche
contraddizione in questa norma? Lo domando per qualche amico,
qualche amico magari me lo chiede e io potrò rispondere no, è
tutto coerente'.
Tutti faranno tutto e quindi nessuno farà nulla. Una norma deve
stabilire di chi sono le responsabilità. Abbiamo detto noi sindaci,
perché la proposta iniziale era sbrigatavela voi', vi diamo il
10%, il 3% del Fondo delle autonomie e ve la sbrigate voi. Abbiamo
detto di no. Abbiamo detto quel 3% se lo tiene la Regione e lo fa,
poi l'assessore ha detto che quel 3% rimane, comunque, ai Comuni.
Vorremmo capire come daremo copertura all'aumento delle giornate
nell'articolo 16, ma stiamo parlando dell'articolo 15. Quindi
Assessore per il territorio e l'ambiente lei è nelle condizioni di
garantire che le squadre antincendio, che le ripeto sono 183, in
Sicilia, fatte da sei o sette unità per squadra, potranno
contemporaneamente al periodo di avviamento delle squadre, fare le
attività di ripulitura nelle aree private?
Io ho la sensazione che si stia procedendo ancora una volta così
alla prima cosa che ci passa per la testa.
Quindi secondo me le disposizioni di questo articolo 15 -
l'assessore Falcone è impegnato in altre faccende - dovrebbero
andare a trovare collocazione nell'articolo 16 ed essere l'intero
gruppo dei lavoratori dell'azienda forestale ad essere adibito alle
attività di pulizia delle aree private, fermo restando che il Corpo
forestale emette le sanzioni per i soggetti che non provvedono a
eseguire le ordinanze sindacali eccetera, eccetera. Perché è un
Corpo di polizia, non i lavoratori dell'antincendio. Per Corpo
forestale si intende lavoratori in divisa che sono un Corpo di
polizia e loro soltanto possono emettere provvedimenti
sanzionatori, non le squadre antincendio, che non c'entrano nulla
con il Corpo di polizia forestale.
Però la confusione regna sovrana. Quest'articolo 15 ripeto deve
trovare collocazione nell'articolo 16 fermo restando la norma che
consente di derogare al cosiddetto periodo per stabilire e aprire
la cosiddetta stagione dell'antincendio.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. Allora andiamo avanti.
CAMPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPO. Governo e colleghi, anche io penso che questa norma vada
ritirata e sistemato meglio l'articolo 16 perché ci sono veramente
delle cose che non quadrano. Per dire, secondo il Testo Unico degli
enti locali i sindaci sono obbligati ad emettere ordinanze in casi
urgenti e inderogabili come appunto può essere un incendio e adesso
io mi chiedo se può la Regione, con una legge regionale, obbligare
i sindaci a fare una cosa che già dovrebbero fare in autonomia per
determinati casi. E questo come dicevo prima è un contrasto
giuridico. Ma andiamo anche al comma 4. Qua si parla di un fondo di
mille euro che verrà recuperato dai privati. Ma non prendiamoci in
giro. Come verrà recuperato questo fondo, con delle cartelle
esattoriali? Cioè, a me pare alquanto improbabile quindi io,
veramente, sono d'accordo con quello che dice l'onorevole Cracolici
e propongo di ritirarlo e scrivere meglio l'articolo 16 cercando di
chiarire meglio alcune cose.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Intervengo sul comma 4 dell'articolo 15 dove si dà al
Corpo forestale il compito del recupero delle somme in favore,
appunto, dei privati. Io mi chiedo, Assessore, il Corpo forestale è
un corpo che già è abbastanza esiguo, che ha carenze di mezzi e di
uomini e quindi io mi chiedo aggiungere questi ulteriori compiti al
Corpo forestale. Assessore Pagana, mi chiedevo come è possibile che
il Corpo forestale che già ha una carenza di mezzi e di uomini
possa avere questi ulteriori compiti per il recupero delle somme da
parte dei privati che non sono inadempienti. Quindi io avanzo forti
dubbi su questo comma.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 15.2 dell'onorevole De Luca,
Di Paola ed altri. E' mantenuto o ritirato? Prima, scusi, aveva
chiesto di intervenire l'Assessore Pagana, no, no ci mancherebbe.
Prego, Assessore.
PAGANA, assessore per il territorio e l'ambiente. Grazie,
Presidente, intanto, volevo dire all'onorevole Cracolici che lo
abbiamo ascoltato e lo abbiamo ascoltato attentamente durante il
suo intervento. Guai a pensare che questa sia una recita perché,
altrimenti, su questo ci siamo trovati a recitare dodici ore in
Quarta Commissione e non so quante ore in Commissione Bilancio.
Allora, io vorrei un attimino ricordare come sono andate le cose.
Questa norma è stata presentata insieme ad altre norme, è stata
presentata insieme ad altre coperture finanziarie perché non si
trattava della prima cosa che ci passava per la testa ma si
trattava, semplicemente, di un disegno fatto per scongiurare i
pericoli che quest'anno abbiamo vissuto e che abbiamo toccato con
le nostre mani e per scongiurare il ripetersi delle situazioni
tristi che ci hanno lasciato attoniti proprio in questa campagna
antincendio. Si sbaglia quando si pensa e si dice che l'unica
misura voluta dal Governo regionale e dal Governo Schifani sia
quella di investire con gli elicotteri e con i mezzi pesanti perché
quando si alza in volo un elicottero leggero o pesante che sia è
perché già c'è un incendio in corso e anche un incendio di grandi
dimensioni. Si sbaglia perché, all'interno della Finanziaria,
all'articolo 1 con la riserva, e questo era il disegno che avevamo
immaginato in sede di Giunta di Governo, all'articolo 1 con la
riserva si dice ai comuni che visto e considerato che in questa - e
chiedo scusa ai colleghi - campagna antincendio abbiamo visto e
toccato con mano il fatto che diversi agenti del Corpo forestale,
ma diversi operai forestali, diverse persone che sono state
impegnate in prima linea, erano su incendi che arrivavano nei
centri abitati proprio perché il fuoco cammina su tutto quello che
è incolto a ridosso dei centri abitati e su tutto quello che i
comuni oggi con gli strumenti che hanno a disposizione non riescono
a pulire, manutenere e a fare la prevenzione che sono chiamati a
fare e che non ci stiamo inventando noi come responsabilità quando
diciamo che devono fare la prevenzione, anzi, quello che abbiamo
voluto come Giunta regionale è stato quello di dare ai comuni uno
strumento giusto o sbagliato che sia - ne possiamo discutere e ne
abbiamo discusso -, dare ai comuni uno strumento valido per potere
svolgere quegli interventi necessari alla prevenzione.
Nell'ambito di questo, consapevoli che la campagna antincendio che
abbiamo avuto quest'anno è una campagna antincendio che,
verosimilmente, sarà più grave perché il cambiamento climatico
esiste, perché le temperature sono quelle che sono, siamo
intervenuti nella durata della campagna antincendio, dalla data di
inizio della campagna antincendio, alla data della fine di questa
campagna. Abbiamo voluto prevedere il termine del 15 marzo non per
dire 'noi arriviamo prima rispetto alle indicazioni del
Dipartimento nazionale di Protezione civile' ma perché con il
decreto di indizione della campagna antincendio si avviano tutta
una serie di atti propedeutici per l'assessorato, per le nove
province siciliane, necessarie affinché non si arrivi alla fine
alla campagna antincendio, all'inizio a ridosso della campagna
antincendio con le difficoltà dell'ordinaria amministrazione a cui
abbiamo assistito per troppo tempo.
Tutto questo va inserito - ecco perché si sbaglia a dire che si
interviene soltanto con il noleggio degli elicotteri - nel contesto
di misure che stiamo svolgendo in via amministrativa. Penso al
potenziamento della manutenzione delle nostre torrette o agli
investimenti che stiamo facendo e che abbiamo già programmato sui
mezzi, tenendo, chiaramente, come faro principale il fabbisogno di
personale. Perché noi possiamo avere i mezzi più innovativi, più
tecnologici, ne possiamo avere tantissimi ma alla fine serve una
pista, serve una squadra, serve un direttore delle operazioni di
spegnimento che in Sicilia è un patrimonio che tutti ci invidiano.
Il tema qual è stato dell'articolo 15? Che considerato questo
contesto in cui l'Amministrazione si sta muovendo per potenziare i
mezzi, si sta muovendo anche per potenziare il personale, che è
stata trovata una quota, una riserva sul fondo degli enti locali,
allora lì interviene il Corpo Forestale, non contro i sindaci,
perché non abbiamo alcun interesse ad andare contro i sindaci, ma a
sostegno dei sindaci per aiutarli a vigilare, a controllare e a
scongiurare i pericoli di quelle ordinanze che, seppure adottate,
non vengono mai rispettate per ovvie criticità, per le difficoltà
che tutti conosciamo e questi erano gli strumenti che avevamo
ipotizzato in sede di Giunta, gli strumenti che sono stati
modificati prima in I Commissione, poi in Commissione Bilancio' e
da ultimo in Aula, perché è chiaro che se lei mi parla
dell'articolo 16, l'articolo 16 oggi non sta in piedi perché manca
la copertura dell'articolo 1, perché all'articolo 16 era scritto
che i fondi sono coperti con la riserva che il Governo della
Regione aveva previsto all'interno dell'articolo 1.
Se c'è la voglia, la volontà o il bisogno, perché mi rendo conto
che questo articolo è stato modificato più e più volte e quando si
modifica in corso, senza avere ben presente qual era il progetto
originale o qual è la direzione verso cui andare e serve una
riscrittura, la possiamo fare tranquillamente, proprio poco fa
abbiamo presentato un emendamento anche all'articolo 15 perché ci
rendiamo conto che non può essere da solo il Corpo Forestale ad
andare a fare gli accertamenti nei terreni privati, però sappiamo e
per questo abbiamo voluto prevedere un comma in più prevedendo la
possibilità per il comando del Corpo Forestale di fare le
convenzioni con i vari Dipartimenti della Regione, perché c'è lo
sviluppo rurale, perché c'è l'ente di sviluppo agricolo, perché ci
sono i consorzi di bonifica, perché ci sono tutte quelle
professionalità che se chiamate possono aiutare i comuni a fare le
opere di prevenzione e tutte quelle opere che non vengono fatte.
Questo era quello che avevamo immaginato e lo avevamo chiaramente
immaginato anche da una parte con un fondo, poi con un capitolo di
1 milione di euro che è previsto al V o al VI comma che, ripeto, 1
milione di euro andava visto insieme al fondo che era stato
previsto.
Sappiamo anche e siamo pienamente consapevoli, purtroppo, del
fatto che al Corpo Forestale ci sono circa 400 unità di personale,
quindi tutto ci immaginiamo tranne che mandarli ai privati a fare
gli interventi. Ci immaginiamo, però, che siccome il Corpo
Forestale è giustamente un corpo di polizia a tutti gli effetti, ha
la possibilità di fare le sanzioni, ha la possibilità di segnalare
e questo è quello che avevamo immaginato e che abbiamo corretto con
un emendamento che non so se già sia stato caricato sui vostri
tablet proprio per, non riportare al senso originario perché il
senso originario non è stato stravolto nella norma e non è
interesse di alcuno scongiurare o ridurre le possibilità per i
cittadini di avere un sistema più efficiente, ecco. Volevamo
mettere e vogliamo mettere in connessione, così come abbiamo fatto
con la pianificazione delle attività facendo dialogare meglio
Protezione civile regionale e Corpo Forestale della Regione e
ancora prevedendo le coperture anche per la nuova convenzione con
il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco che abbiamo sperimentato
per tre anni e che ha dato importanti risultati, questo è quello
che avevamo e che vogliamo e intendiamo fermamente portare avanti.
Sul tablet ci sarà l'emendamento che abbiamo caricato proprio per
ridare, ecco, un ordine, più che un senso, alla norma che ci
apprestiamo a votare, quindi, per questo vi chiedo anche di
apprezzare l'emendamento che troverete e, ribadisco, per
l'Osservatorio regionale sul fenomeno degli incendi che c'è la
massima disponibilità, poi lo strumento magari se non è qui ora lo
si può trovare tranquillamente in qualsiasi momento.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
CRACOLICI. Chiedo parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, ho ascoltato l'Assessore anche con
la dolcezza, diciamo, di una donna che ha detto in maniera gentile,
anche perché è giovane e ha usato argomenti, diciamo docili, per
l'Aula.
Mi dispiace però contraddirla. E' vero che avevate un modello in
Giunta ma quel modello è saltato nelle Commissioni col consenso
anche della maggioranza e del Governo. Nel senso che quel modello
cosa prevedeva sostanzialmente? Che i sindaci, nel momento in cui
emettevano le ordinanze, si assumevano col famoso 3 per cento del
Fondo delle autonomie locali l'onere di fare gli interventi
sostitutivi verso i privati. Tutto questo era.
PAGANA, assessore per il territorio e l'ambiente. Non era solo
questo, c'era anche altro
CRACOLICI. Assessore, io sono maschietto, lei è femminuccia e le è
piaciuto molto fare un racconto, diciamo, con i fiorellini. La
sostanza
(Brusio in Aula)
CRACOLICI. Anzi era un complimento, era un complimento per la
verità. Vi devo trattare come i maschi. Era un complimento proprio
perché volevo
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Si è capito chiaramente che era un complimento
CRACOLICI. Scusate, adesso non fatemi perdere il senso delle cose
che sto dicendo.
In II Commissione è passata una disposizione che dice che il 3 per
cento che era previsto per fare quelle attività non può essere
utilizzato dai sindaci per sostituirsi, sì, a quello che è un suo
compito, ma che dovrebbero come dire, connesse alle responsabilità
giuridiche e anche amministrative e penali, cercare di spostare sul
sindaco, sul fronte comunale la responsabilità del fatto che ci
sono terreni incolti.
Ricordo che la condizione di terreni incolti nasce anche da una
condizione di abbandono, di emigrazione che mette in discussione
persino l'accesso alla possibilità di conoscere i proprietari
reali, successioni non fatte. Quindi, c'è una situazione abbastanza
complessa.
In Commissione è passata un'altra impostazione che dice che i
lavoratori che utilizza il Dipartimento sviluppo rurale, in
particolare i cosiddetti fuori fascia, che sono circa 2500,
verranno autorizzati a fare 101 giornate non più 78, quelle
giornate saranno finalizzate a fare delle convenzioni con tutti i
comuni per consentire a questi lavoratori di essere utilizzati
nelle aree private che necessitano di interventi, di fare le opere
di prevenzione incendio.
Ora, vorrò capire all'articolo 16 come avendo mantenuto il 3 per
cento in capo al Fondo degli enti locali come l'Assessore dare
copertura a quella misura.
FALCONE, assessore per l'economia. Avendo tolto il 3 per cento.
CRACOLICI. L'ha mantenuto nel Fondo delle autonomie, Assessore
L'ha tolto? Lei è sicuro? Controlli. Devo dire in Commissione
avevamo tolto nel senso che il 3 per cento era finalizzato
all'articolo 16.
SAFINA. Li ha mantenuti nel Fondo delle autonomie locali.
CRACOLICI. Va bene, affronteremo l'articolo 16 e ne parliamo.
Ora, però, stiamo parlando di un modello che prevede nel
Dipartimento sviluppo rurale l'esercito di intervento nelle aree
private dei comuni.
Con l'articolo 15 stiamo facendo la stessa cosa, con l'aggiunta
che lo stiamo facendo senza prevedere con chi lo faremo perché i
lavoratori dell'antincendio sono appunto lavoratori
dell'antincendio, cioè delle squadre, 180 squadre antincendio che
sono formate in tutta la Sicilia e che fanno attività o di
spegnimento o di avvistamento attraverso le torrette, di vigilanza,
eccetera, eccetera. Quindi, quei lavoratori sono adibiti ad altra
funzione e mi risulta, Assessore, anche perché abbiamo audito anche
il dirigente del Corpo Forestale che in atto mancano dalle 400 alle
600 unità per garantire il turn over, tant'è che avevamo previsto
che visto che i "settantottisti" hanno anche l'età e nel momento in
cui diventeranno "centunisti" potrebbero essere utilizzati, almeno
una parte, per fare il turn over e garantire la formazione di
squadre antincendio permanenti. Ma questo riguarda il turn over.
Ma stiamo prevedendo che sia il Dipartimento sviluppo rurale a
fare con le convenzioni con i sindaci l'attività di pulizia delle
aree private. Che c'entra l'articolo 15? L'articolo 15 poteva avere
una logica - secondo me non l'aveva comunque - in quel modello che
avevate immaginato, ma quel modello non c'è più.
Quindi, o trasferiamo l'articolo 15 all'articolo 16, per la parte
che riguarda la pulizia delle aree private, utilizzando i
lavoratori del Dipartimento sviluppo rurale e non quelli del Corpo
Forestale, limitando alla sola azione repressiva, cioè le
cosiddette sanzioni, quindi i provvedimenti sanzionatori, al Corpo
Forestale. Non le squadre antincendio ma al Corpo di Polizia
Forestale che possono appunto emettere sanzioni.
L'articolo 15 quindi, così come oggi è rimasto, non ha più senso,
ecco perché - ripeto - almeno il terzo ed il quarto comma
dell'articolo 15 devono essere trasferiti all'articolo 16 e
mantenere nel solo Dipartimento sviluppo rurale la responsabilità
dell'attività di pulizia nelle aree private, perché se tutti fanno
tutto, nessuno farà nulla.
SAMMARTINO, vicepresidente della Regione e assessore per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea. E' la
riscrittura del Governo.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, Assessori, intervengo sul problema
della Forestale e forestazione in generale. Io penso che sia stato
chiaro il collega Cracolici che si è dovuto sforzare per due volte
per cercare di far capire...
PRESIDENTE. Mi sta dicendo il Governo che è pronta una riscrittura
dell'articolo 15, pertanto lo accantoniamo nell'attesa. Prego,
onorevole Dipasquale.
DIPASQUALE. Sono contento che, finalmente, il Governo lo abbia
capito perché l'abbiamo dovuto dire due volte, due volte. Lo
abbiamo dovuto dire due volte di accantonare l'articolo 15 perché
alcune parti vanno inserite nell'articolo 16.
Però, quello che volevo dire riguarda un'altra riflessione e mi ci
porta l'onorevole Cracolici. L'impianto che voi avevate dato per
risolvere il problema della forestazione, degli incendi e di quello
che è successo quest'anno, di fatto, è crollato in Commissione o si
è largamente modificato.
Era stato previsto un percorso, è stato cambiato e io sono
convinto che quello che è stato messo su non darà una risposta
positiva perché, di fatto, stiamo cercando di mettere una pezza con
i lavoratori, perché l'unica cosa che c'è in questi tre articoli
riguarda questo: una pezza.
I lavoratori che aspettano da anni, non di passare, non di avere
poche ore in più, ma che aspettano di avere la stabilizzazione del
loro lavoro
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici.
DIPASQUALE. Sei intervenuto per due volte e io ti ho ascoltato per
due volte, ho detto che infatti non eri stato chiaro.
Tu la stessa delicatezza nei miei confronti non ce l'hai
Detto questo...
PRESIDENTE. Era Cracolici...
DIPASQUALE. Sì, nome e cognome, Antonello Cracolici. Detto questo,
che questa impostazione... Guardi, Presidente, rinuncio
all'intervento.
PRESIDENTE. Colleghi, scusate, prima era Cracolici adesso non è
più Cracolici. Può completare, per favore, io la stavo ascoltando.
DIPASQUALE. Presidente, lei è sempre attento e ha la bontà di
ascoltare - cosa che faccio anche io con tutti -, ci vuole una
maturità anche in questo
Quindi, noi non stiamo dando una risposta adeguata a quello che è
successo in estate.
L'importante è che siamo tutti consapevoli di quello che sta
succedendo perché quando, poi, a maggio, a giugno, a luglio - io mi
auguro che questo non succeda -, ma se si dovessero ripresentare
gli stessi problemi che si sono presentati l'anno scorso,
attenzione, voi avrete responsabilità enormi perché state mettendo
le risorse e avete le risorse e io sono uno abituato che poi le
cose se le ricorda e gli interventi se li conserva.
Quindi, oggi noi a gennaio, quasi, stiamo mettendo, state mettendo
le risorse e vale tanto per il Governo quanto per i deputati di
maggioranza. State individuando un percorso, state individuando un
percorso per dare questo tipo di risposta, guardate che vi stiamo
dicendo che è inadeguato e guardate che quest'anno, quando si
ripresenteranno gli stessi tipi di problemi le vostre
responsabilità non saranno quanto quelle dell'anno scorso. Quindi,
occhio, cercate di prestare tutte le attenzioni che servono perché
veramente rischiamo che attraverso questi tre articoli avremo messo
delle pezze, non avremo dato una risposta neanche ai lavoratori
perché credetemi, quando Governo e maggioranza vi presentate ai
lavoratori con l'aumento di poche ore, non è una risposta. Loro si
aspettano la stabilizzazione, si aspettano la riforma che,
purtroppo, in questi sei anni non siete riusciti a consegnare.
Risposta per i lavoratori della forestale, non ce n'è. Non c'è
risposta concreta. Risposta per gli incendi, non ce n'è neanche.
Guardate che prendete una cantonata enorme.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale. Allora, così come è
stato annunciato dal Governo, vorrei conferma, Assessore,
accantoniamo l'articolo 15 per una riscrittura e andiamo avanti con
l'articolo 16. Ne do lettura:
«Art. 16.
Potenziamento della lotta agli incendi boschivi e di vegetazione
1. All'articolo 56 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e
successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
a) dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:
1-bis. Per le maggiori esigenze di difesa e conservazione del
patrimonio boschivo e delle aree protette dagli incendi,
l'amministrazione forestale si avvale anche di un contingente di
operai con garanzia occupazionale di centocinquantuno giornate
lavorative ai fini previdenziali, già inseriti nelle graduatorie
uniche di cui all'articolo 12 della legge regionale 28 gennaio
2014, n. 5 e successive modificazioni. ;
b) al comma 3 dopo le parole fermo restando il rapporto di lavoro
a tempo determinato , le parole di centouno giornate lavorative
annue sono sostituite dalle parole nel limite delle giornate
previste per fascia di garanzia di appartenenza .
2. Agli oneri derivanti dal comma 1 si provvede nell'ambito
dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 14.
3. I lavoratori fuori fascia sono autorizzati a svolgere centouno
giornate lavorative e possono essere avviati al lavoro entro
l'apertura della campagna antincendio. Tali lavoratori sono
utilizzati anche per garantire il turnover presso il Corpo
Forestale per le attività antincendio e, attraverso convenzioni tra
i comuni e il Dipartimento regionale dello sviluppo rurale e
territoriale, possono effettuare lavori per la messa in sicurezza
dei siti non sottoposti ad azione di pulizia da parte dei
proprietari privati per i quali sono state emanate le ordinanze
sindacali.
4 Agli oneri derivanti dal comma 3 si provvede nel limite massimo
delle risorse di cui al comma 5 dell'articolo 1.
5. Con decreto dell'Assessore regionale per il territorio e
l'ambiente è disciplinata l'attività di cui al comma 3.
6. Il Dipartimento regionale dello sviluppo rurale e territoriale
in caso di gravi criticità legate all'attività di repressione degli
incendi boschivi, nell'ambito della collaborazione istituzionale e
previo accordo interdipartimentale, può destinare un numero
adeguato di lavoratori forestali a tempo determinato (LTD) in
attività di sorveglianza e controllo del territorio a supporto
degli uffici del Comando del Corpo forestale della Regione
siciliana.
7. Il Dipartimento regionale della Protezione civile, di concerto
con il Comando del Corpo forestale della Regione siciliana, al fine
di sostenere un'attività di sensibilizzazione tesa al contrasto dei
fenomeni incendiari, è autorizzato a realizzare interventi di
formazione nei confronti delle associazioni di volontari di
protezione civile e dei volontari dei vari distaccamenti dei Vigili
del fuoco. La medesima attività di sensibilizzazione può essere
effettuata nelle scuole di secondo grado.
8. Per le finalità di cui al comma 7, è autorizzata la spesa di
750 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2024 e di 1.000
migliaia di euro per ciascuno degli esercizi finanziari 2025 e
2026, di cui 100 migliaia di euro annui da destinare alla direzione
regionale dei Vigili del fuoco per la formazione dei volontari dei
distaccamenti (Missione 9 Programma 2).
9. Il Comando del Corpo forestale della Regione siciliana può
avvalersi di sistemi di protezione antincendio basati
sull'intelligenza artificiale che combinano sensori intelligenti,
algoritmi di apprendimento automatico e analisi dei dati per
rilevare, prevenire e gestire incendi in modo più efficiente».
SAMMARTINO, vicepresidente della Regione e assessore per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea. C'è una
riscrittura dell'articolo 16.
PRESIDENTE. Dell'articolo quindici? E del 15?
Sull'articolo 16 andiamo su una modifica dei commi 3, 4 e 5.
Per organizzare bene i lavori, all'articolo 16, devo chiedere
intanto ai colleghi, se i soppressivi sono mantenuti o ritirati?
Ritirati. Benissimo.
CAMPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Sull'articolo 16? Ne ha facoltà.
CAMPO. Grazie, Presidente. Io fin dalla prima lettura di questo
articolo 16, vedo che è stata omessa una questione di fondamentale
importanza per il tema degli incendi in Sicilia, perché si è
pensato soltanto ad ampliare il bacino dei "centocinquantunisti"
che chiaramente capisco che a breve ci saranno le campagne
elettorali per le Europee e, quindi, la mossa ci sta, ma non si è
pensato a coloro che sono già contrattualizzati a tempo
indeterminato e che sono la prima categoria a cui si doveva pensare
perché sono quelli che, di fatto, stabilmente si occupano del
contrasto agli incendi nella nostra Isola, che sono stati
completamente dimenticati in questo articolo.
Fra l'altro si è parlato già, ai tempi del governo Musumeci, ora
anche con Schifani, della riforma, ma di fatto nessuno ha mai il
coraggio di mettere veramente mano all'interno della riforma dei
forestali e farla diventare un dato di fatto. Questa è una delle
cose che rende l'articolo 16 alquanto debole.
Poi c'è una cosa che, al comma 9, mi piaceva sottolineare e
ringrazio la collega Marano per averlo fatto, si parla di nuove
tecnologie. Io già in tempi non sospetti, prima che scoppiassero
tutti quei focolai di incendi, avevo presentato un disegno di legge
che andava proprio in questa direzione, perché, oggi, invece di
spendere tantissime risorse economiche su cose che poi, di fatto,
si sono dimostrate anche fallimentari nella gestione degli incendi
- e mi riferisco per esempio ai sistemi anti-incendio che si dotano
di sensori visivi, che spesso e volentieri fino a quando le fiamme
non sono alte non riescono a intercettare l'incendio -, con le
nuove tecnologie, per esempio, c'è questo sistema LoRa che
l'onorevole Venezia, per esempio, conosce bene perché a Troina,
proprio durante la sua sindacatura è stato messo in atto, già con
questo sistema wireless si percepiscono i primi fumi e addirittura
la natura dei fumi e, quindi, si può intervenire in maniera
adeguata perché se sono chiaramente incendi causati da benzina o da
altri solventi serve la sabbia e non l'acqua.
Ecco, quindi, le nuove tecnologie ci aiutano tantissimo. La cosa
che si salva da questo articolo è proprio il comma 9 che si occupa
di questo, grazie alla collega Marano.
Ma, ribadisco, bisogna pensare al personale assunto a tempo
indeterminato, questa è la soluzione anche per permettere di
fronteggiare gli incendi, l'ha detto lo stesso assessore Pagana che
ci sono solo 400 unità, ebbene potenziamole, diamo valore a queste
persone che lavorano tutto l'anno per la prevenzione. Grazie.
SAFINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAMMARTINO, vicepresidente della Regione e assessore per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea. C'è la
riscrittura
SAFINA. Ma dell'emendamento 16.40? Assessore Sammartino, non ho
capito, c'è la riscrittura di quale articolo?
SAMMARTINO, vicepresidente della Regione e assessore per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea.
Dell'articolo 16.
SAFINA. Presidente, posso intervenire dopo aver letto la
riscrittura?
PRESIDENTE. Le diamo un paio di minuti. Nel frattempo aveva
chiesto di parlare l'onorevole Savarino.
SAVARINO. Grazie, Presidente. Il tema è delicato e troppe volte lo
abbiamo detto in quest'Aula, siamo intervenuti con emendamenti
approvati anche all'unanimità che, poi, soprattutto ricordo nella
scorsa legislatura, non hanno funzionato o sono stati mal
interpretati o bloccati dalla macchina burocratica, insomma, non
ripetiamo qui quello che è stato detto durante la lunga seduta
sull'antincendio, su quello che era successo di grave nella recente
vicenda di antincendio.
Quello che volevo ribadire, Presidente, quello che volevo
chiederle, accantoniamo un attimo questi due articoli perché ci
sono delle norme assolutamente di buon senso, sono delle norme
assolutamente utili come quelle che aumentano le ore ai forestali a
tempo determinato per aiutare i comuni anche nella pulizia delle
vie che sono a rischio incendi, come l'idea del Corpo Forestale
nell'articolo 15 di aumentare il periodo della campagna antincendi
anticipandola, visto i rischi che ci sono, come la possibilità che
sia anche il Dipartimento dell'ambiente a coordinare questi lavori
con il Corpo Forestale, ma se non viene scritto bene e se non c'è
un coordinamento di chi deve fare cosa, il rischio è di impallare
il sistema, che non ci sia poi un comando chiaro, che non ci sia
chi dice a chi cosa fare. Quindi, fermiamoci un secondo e
coordiniamo i due articoli in modo tale che le buone idee che sono
state messe in campo siano coordinate da una regia chiara che dica
cosa fare e a chi lo deve fare. Grazie.
PRESIDENTE. Hanno chiesto di parlare gli onorevoli Safina e
Cracolici.
SAVARINO. La mia proposta era quella di sospendere un attimino.
PRESIDENTE. Non so se l'Assessore prima vuole ascoltare tutti,
questo è il tema. Allora, prendiamoci qualche minuto di
sospensione. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 19.57, è ripresa alle ore 20.45)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si sta lavorando per le due
riscritture dell'articolo 15 e l'articolo 16 in un unico articolo e
nel frattempo si sta apprezzando, si sta provvedendo anche
all'articolo 11.
Si passa intanto all'articolo 9. Ne do lettura:
«Art. 9.
Fondo pensioni della Regione siciliana
1. Le quote relative all'autorizzazione di spesa per le finalità
di cui al comma 4 dell'articolo 15 della legge regionale 14 maggio
2009, n. 6 e successive modificazioni sono ridotte dell'importo di
118.000 migliaia di euro per ciascuno degli esercizi finanziari
2024 e 2025 e sono determinate in 59.000 migliaia di euro per
l'esercizio finanziario 2026. (Missione 1, Programma 11, capitolo
511603)».
All'articolo 9 è stata presentata una riscrittura del Governo che
stiamo distribuendo nei tablet. Onorevoli, gli emendamenti
soppressivi sono ritirati?
DE LUCA Antonino. Ritirati.
DIPASQUALE. Ritirati.
BALSAMO. Ritirati.
PRESIDENTE. Tra gli emendamenti fuori sacco, con tutto il tempo
che vi serve, onorevole Dipasquale c'è il 9.GOV. Leggetelo prima
che lo pongo in votazione, stessa cosa onorevole De Luca.
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, intervengo per spiegare l'articolo 9, riguarda il Fondo
pensioni. In Commissione Bilancio vi ricorderete che noi abbiamo
sempre comunicato che la legge 25 l'ultima manovra che abbiamo
fatto il collegato ter serviva per aiutare la manovra che avremo
fatto per la legge di stabilità.
Nella legge 25 avevamo previsto 236 milioni di euro nell'anno 2023
quale copertura dei trasferimenti che avremmo dovuto attuare verso
il Fondo pensioni per arrivare per metterci in linea con i
conferimenti. Per cui quando il Governo ha presentato la manovra
nella manovra non erano previsti dei conferimenti né nel 2024, né
nel 2025, ma soltanto 59 milioni nel 2026.
Atteso che vogliamo concludere e vogliamo regolarizzare anche il
conferimento al Fondo Pensioni secondo la normativa regionale di
istituzione che prevede il conferimento nella misura di 885 milioni
di euro, stiamo prevedendo, stiamo dando, con questo nuovo
articolo, copertura per concludere i conferimenti ed ecco perché,
rispondo anche a qualche collega, cos'è cambiato rispetto
all'inizio quando il Governo ha presentato la manovra? Quando il
Governo presentò la manovra non c'erano né 38 milioni di euro nel
2024, non c'erano 21 milioni di euro nel 2025, né c'erano in più
118 milioni di euro nel 2026.
Quindi, già con l'articolo 9, se andate a verificare, stiamo
prevedendo una maggiore spesa. E' chiaro sono risorse che vanno a
depauperare la disponibilità della intera manovra, ciò nonostante,
malgrado questi nuovi conferimenti, ci stiamo intanto ponendo in
linea ed evitiamo anche qualunque tipo di perplessità che il MEF
possa un domani avere e in più ci mettiamo in perfetta regola nei
conferimenti che dobbiamo attuare verso il Fondo pensioni. Quindi
l'emendamento prevede rispetto al 2024 quando non era previsto
nulla 38 milioni, nel 2025 quando non era previsto nulla 21
milioni, e nel 2026 dove erano previsti soltanto 59 milioni, ne
stiamo prevedendo 177, per concludere appunto e chiudo i
conferimenti di 885 milioni di euro verso il fondo pensioni.
PRESIDENTE. Grazie Assessore Falcone.
Vuole intervenire, onorevole Di Paola? Un appunto proprio? Prego,
onorevole Di Paola e poi l'onorevole Cracolici.
DI PAOLA. Signor Presidente, solo una precisazione perché ne
abbiamo discusso in Commissione Bilancio ed è giusto che questa
cosa comunque rimanga anche a verbale all'interno dell'Aula.
Con questo articolo e con quello che è stato fatto nel corso di
quest'anno noi stiamo pagando quello che non è stato messo nel
Fondo pensioni negli anni precedenti, cioè negli anni che
riguardavano, Assessore Falcone, il Governo, l'abbiamo fatto il
conto anche in Commissione Bilancio, il Governo Musumeci,
principalmente il Governo Musumeci, perché ci sono stati anni in
cui il Governo Musumeci nel Fondo pensioni ha messo zero e noi
stiamo mettendo fondi. E' da un anno che mettiamo fondi,
all'interno di questo Fondo pensioni come, attenzione, è giusto che
sia, è giusto che l'assessore Falcone si rimette in marcia e questo
Governo regionale si rimette in marcia per quanto riguarda il Fondo
pensioni, però è bene che, come dire, si sappia, che noi abbiamo
pagato di più quest'anno per via di accantonamenti che non sono
stati fatti negli anni passati e mi riferisco al 2020, mi riferisco
al 2019, mi riferisco a tutti quegli anni in cui il Governo
regionale, il Governo Musumeci, non ha messo nulla sul fondo
pensione, tutto qui, era una precisazione Presidente che era giusto
farla.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Paola. Onorevole Cracolici,
voleva intervenire?
CRACOLICI. No, Presidente io una cosa non ho compreso con la legge
di variazione che abbiamo fatto nel 2023, qualche mese fa
l'Assessore ha assunto come elemento diciamo di anticipazione i
pagamenti relativi al Fondo pensioni la rata di 59 milioni relativa
al 2023, 2024, 2025, dando certezza di trasferimento al Fondo
pensioni che ogni anno riceve 58 milioni come quota del debito per
tutti i dipendenti assunti prima e dopo il 1986 col famoso
"contratto due" per i quali per anni, per la verità non c'era
neanche il fondo, perché il fondo è stato costituito nel 2009,
quando fu costituito il fondo e devo dire fu un'opera meritoria in
quel momento proprio di separare e togliere dal bilancio della
Regione il pagamento diretto delle pensioni almeno per una parte
dei dipendenti regionali di cui al contratto due, mentre quelli
del contratto uno sono quelli ante 1986 che poi è 1993, eccetera,
eccetera.
Ora nell' ipotesi iniziale il Governo utilizzava quei 59 milioni e
59 milioni, 24 e 25, sottraendoli nella manovra, e quindi avendo
una disponibilità di 118 milioni per il 24 e '25 con questa
operazione che faceva avendone anticipato.
Ora nella manovra che viene proposta di fatto i 118 si
ripristinano almeno per la metà dividendoli per le due annualità
ventiquattro e venticinque, cioè stiamo, diciamo, pagando
un'ulteriore quota rispetto ai 59 milioni di un'ulteriore quota di
59 milioni pagata seppure in due anni, per poi introdurre nel 2026
una quota di 177 milioni.
Ora, io non ricordo il piano cosa prevedeva dei famosi ottocento e
rotti milioni in quanti anni se non ricordo male era? Ventiquattro
anni, ventiquattro cosa? Nel 2024, dovevamo chiudere
...successivamente abbiamo postdatato alcune annualità alla fase
finale.
Adesso non mi ricordo quanto si doveva conguagliare, è evidente
che è un'operazione di pulizia contabile , nel senso che se oggi
mettiamo 59 milioni e 177 quindi, di fatto, stiamo mettendo 59 e
177 fa 236, cioè stiamo erogando in tre anni oltre 100 milioni in
più rispetto a quello. No 59 no, perché se sono 177 quelli del 2026
che, invece, devono essere 59, noi non solo stiamo mettendo 122 nel
2027 che non avevamo previsto, ma stiamo mettendo ulteriori 59
milioni pur avendoli anticipati nel 2023, stiamo mettendo ulteriori
59.
Cioè stiamo erogando 180 milioni circa in un triennio rispetto a
quanto è dovuto al Fondo pensioni che, però, devo dire ed è una
scelta politica che fa il Governo. Però è una scelta che deve
sapere il Parlamento: graverà sui prossimi anni della Regione.
Cioè nel senso che questa del Fondo pensioni e la traslazione
della rata, anche perché il fondo, fortunatamente, oggi ha una
grande disponibilità finanziaria perché non paga pensioni, cioè i
pensionati del contratto-due sono una quota molto bassa, quindi il
Fondo ogni anno ha accumulato una quantità importante di risorse
che sono liquidità nella disponibilità e, in alcuni anni, anche per
fare fronte alle difficoltà finanziarie della Regione, abbiamo in
qualche modo operato con lo spostamento in avanti e, quindi, questo
ci ha dato dei margini che qui stiamo dichiarando di non utilizzare
più.
Questo è il punto, è un punto politico delicato, perché è vero
che, dal punto di vista della tecnica finanziaria, l'Assessore sta
completando diciamo il percorso, tra l'altro il rilievo era fatto
anche se non ricordo male dagli Uffici del bilancio che dicevano è
vero che la Regione ha anticipato il '24 e '25 ma attenzione ci
sono delle rate che non ha pagato. Ma se noi avessimo lasciato il
'24 e '25 così com'era oggi avremmo 59 milioni e 59 milioni '24 e
'25 che, invece, abbiamo deciso di anticipare con la legge. Lo dico
perché, Assessore? Io non so se lei questa operazione la stia
facendo in previsione di eventuali minori entrate o maggiori uscite
che la Regione sarà chiamata a sostenere, perché così facendo sta
privando, comunque, della disponibilità finanziaria il bilancio
della Regione, sicuramente per i 38 milioni nel 2024 che potevano,
come dire, essere spostati in avanti.
Quindi privare dei 38 milioni del 2024 significa privare di una
disponibilità rispetto a esigenze complessive del sistema, dove le
ricordo, Assessore, e lo ripeto, l'ho detto all'inizio
dell'intervento e se mi ascolta il Presidente farebbe bene anche al
suo lavoro, è vero che noi con questa manovra riceviamo un
contributo straordinario a compensazione del fondo sanitario di 400
milioni, 350/400/450 ma, come le ho detto nel mio intervento
iniziale sulla finanziaria, questa operazione di entrate in realtà
è prosciugata sia dalla compartecipazione che la Regione dovrà fare
al maggiore trasferimento del Fondo sanitario nazionale che, se non
ricordo male, incide per circa centottanta milioni per la Regione.
Sia per la riduzione delle aliquote Irpef che per l'accorpamento
delle due aliquote, io credo che questa previsione che ha fatto lo
Stato di un minore, cioè di un gettito che incide per circa
duecentocinquanta milioni di minori entrate per la Regione, la
considero ottimistico, perché quella stima è fatta su base
nazionale.
Ora, come è noto, in Sicilia la maggior parte dei contribuenti
siciliani è proprio in quella fascia tra i venti e i trentamila
euro che sono quelli che hanno in qualche modo un beneficio dalla
riforma fiscale e quindi l'incidenza, fatto cento sulla media
nazionale, in Sicilia non è cento diviso venti Regioni, perché
l'incidenza di una Regione come la Sicilia è molto più elevata
proprio perché la base imponibile dei contribuenti siciliani è la
più bassa d'Italia. Questo è accertato e siamo la Regione dove il
reddito medio è se non il più basso, sicuramente se non l'ultimo,
il penultimo.
Quindi noi avremo un minore che ad oggi non è compensato e io non
a caso ho suggerito anche come atto, come dire, di affermazione di
una tutela dell'autonomia siciliana, quello di impugnare davanti
alla Corte Costituzionale il bilancio dello Stato che non prevede
nessuna compensazione per la Regione siciliana, si parlava di
novanta milioni, eh? Lo escludete. Ma, come dire, lo dico in
dialetto così mi capite "u scrusciu di catene, va fatto sentire"
altrimenti non è che il dialogo politico... No, anche i siciliani,
non credo che parliamo una lingua diversa. Quindi già vedete
duecentocinquanta di minori entrate, centottanta di maggiori
contributi al Fondo sanitario, aggiungiamo i settanta milioni che
siamo onorati ad aumentare nella partecipazione al debito pubblico
italiano, quindi i famosi otto anni, eccetera, eccetera.
Allora, io non so se sia una manovra accorta la sua, Assessore,
perché dal punto di vista della tecnica contabile lei fa
un'operazione, gliela dico in italiano, che poiché spero per lei
possa lasciare l'assessorato all'economia nei prossimi mesi perché
è chiamato ad altri ruoli, glielo auguro, ma lei lascia nei guai
chi arriva dopo Questo lo deve sapere No, anzi perché lei sta
determinando una condizione di difficoltà, di disponibilità
finanziaria, che ad oggi è una delle poche azioni sulle quali la
Regione ha qualche margine di manovra, con cui ha operato anche nel
passato. Nel momento in cui lei mette centoottanta milioni nel
triennio sta pregiudicando, come dire, la sostenibilità del
bilancio nei prossimi tre anni. Questo è il punto.
E' una manovra che lei e il suo e il Governo - io mi auguro che il
Governo di quelli che rimarranno, immagino la stragrande
maggioranza, perché tutti si candidano ma sono pochi ad arrivare e
saranno pochi ad arrivare.
Io non sono al Governo, onorevole Catania, sto parlando di chi è
al Governo. Ho letto oggi pomeriggio che sette assessori su dodici
saranno candidati alle elezioni europee.
Stiamo parlando del Governo, te lo faccio con le astine? Io non
sono al Governo.
PRESIDENTE. Scusate, andiamo alla conclusione.
CRACOLICI. Quindi, io, le ripeto, lei sta facendo secondo me,
questa è una delle mosse azzardate che probabilmente sarebbe stato
molto più prudente mantenere la previsione che era contenuta nel
testo della legge uscita dalla Commissione Bilancio ed,
eventualmente, intervenire in corso d'opera, laddove fosse
necessario un ulteriore finanziamento al Fondo pensioni.
Non me la sento di dire che lei stia sbagliando perché,
formalmente, sta operando secondo lo scadenzario previsto del
finanziamento al Fondo. Ma con questa decisione lei determina una
condizione di difficoltà sulla gestione contabile, per cui alla
fine ha ragione l'onorevole Vicepresidente dell'Assemblea,
onorevole Di Paola, che diceva 'ma quant'è la disponibilità
finanziaria di questa legge con cui stiamo discutendo e con cui
dovremmo fare alla fine questo maxiemendamento?'
Lei sta prosciugando una serie di opportunità sulle quali
costruire anche una manovra sostenibile per i problemi della
Sicilia, non per le prebende o le clientele che qui e lì in questa
legge ci sono.
Questo, quindi, è il senso del mio intervento. Io la inviterei a
riflettere di più e a tenerci in questa fase una certa prudenza in
attesa di capire che cosa succederà, perché io lo voglio vedere il
Mef che fa obiezioni sulla copertura del Fondo pensioni, se non
straordinaria, a fronte del fatto che il Mef non sta rispettando la
compensazione del mancato introito Irpef e altre questioni. Quindi,
farebbe parte anche questa di una negoziazione, ma nel momento in
cui noi ci stiamo disarmando, è evidente che andiamo a una
trattativa in cui qualcuno ha una pistola puntata alla testa e gli
altri no. Questo è lo stato della possibile trattativa tra noi e lo
Stato.
PRESIDENTE. Vuole fare una precisazione, assessore Falcone? Prego,
Assessore.
FALCONE, assessore per l'economia. Presidente, soltanto per fare
qualche precisazione. Allora non è un'operazione contabile, è
un'operazione, invece, di equilibrio e di prudenza. Onorevole
Cracolici, guardi, proprio per quello che lei dice.
Personalmente, avrei oggi potuto mettere in campo altri 38 milioni
di euro, dare soldi a destra e a manca, ingraziarci colleghi e non,
invece noi stiamo dicendo una cosa. Noi, intanto, mettiamo in
sicurezza i conti della Regione. Voglio dare dei dati anche
all'onorevole Di Paola, ho il prospettino. Nel 2010 vennero dati,
fino al 2015, 295 milioni di euro, ne dovevano essere dati 360, nel
2016 non vengono versati soldi, nel 2017 non vengono versati soldi
e così nel 2018. Poi nel 2019 e anche nel 2020 vengono versati i
soldi e così via. Perché voglio dire questo? Perché negli anni, i
limiti di impegno sono stati sempre spostati e anche quest'anno noi
avremmo potuto fare la stessa cosa. Noi avremmo potuto spostare i
limiti di impegno dal 2029 al 2030, tanto cosa cambia? Chi viene
dopo pagherà. E, invece, no, onorevole Cracolici. Noi diciamo 'ci
siamo noi, correggiamo quello che non è stato fatto, miglioriamo
quello che è stato fatto di buono'. E noi stiamo facendo questo,
stiamo mettendo 38 milioni di euro, che non sono tutti i 59 milioni
di euro. Quando ne avremo altri li abbiamo già dati, certamente.
Noi, nel 2023 abbiamo conferito al Fondo 236 milioni di euro,
quattro annualità, altrimenti il limite di impegno si concludeva
nel 2029 rispetto al 2024, data in cui si sarebbe dovuto
concludere. Ma io le dico un'altra cosa ancora: questa è un'azione
di prudenza e di buon senso. Consideri una cosa, il bollo auto -
non per andare sempre sullo stesso problema -, il bollo auto e
l'imposta di bollo sono due entrate che noi stiamo mettendo, molto
prudentemente, basse. Il bollo auto, malgrado la manovra che
abbiamo fatto, è a 370 milioni di euro, quando già nel 2023 abbiamo
introitato 422 milioni e arriveremo a 425, 427 milioni, per cui noi
ci stiamo tenendo anche un'entrata bassa, per fare che cosa? Se
poi... anche per gli anni successivi, no, è anni soltanto, noi
abbiamo ancora un'evasione da recuperare pari a ottocento milioni
di euro.
Il nostro il nostro parco mezzi dovrebbe darci ogni anno non meno
di cinquecentocinquanta milioni di euro, quindi noi stiamo cercando
anche con le misure che abbiamo fatto sul bollo auto di metterci in
linea, cioè di rafforzare le entrate, quella entrata che è odiosa
da parte di tutti.
Allora, io cosa le voglio dire onorevole Cracolici? Noi con questa
operazione - non è un'operazione contabile, è un'operazione di
regolarizzazione -, noi, ripeto, avremmo potuto, certo, spenderli
in altro modo, 38 milioni di euro, e invece li stiamo conferendo al
Fondo pensione dove non c'è nessun tornaconto, attenzione,
elettorale o altro, anzi, un'operazione come questa la fa chi
dovrebbe rimanere cento anni.
PRESIDENTE. Va bene. Grazie.
Si passa all'emendamento 9.Gov. Lo pongo in votazione. Il parere
della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Favorevole. Benissimo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Abbiamo approvato, così, l'articolo 9.
Si passa adesso alla riscrittura degli articoli 15 e 16 che
troverete sui vostri tablet, non ancora chiaramente. Allora, mentre
stanno caricando la riscrittura dell'articolo 15 e dell'articolo
16, si passa all'articolo 22. Ne do lettura:
Art. 22.
Compartecipazione dei comuni costieri sulle royalties
1. Al fine di indennizzare i comuni costieri di Gela, Licata e
Butera a titolo compensativo per l'attività estrattiva dei
giacimenti situati nel sottofondo del mare territoriale antistante,
per le produzioni attivate dall'anno 2024, la Regione riconosce
agli stessi una quota del 30 per cento dell'aliquota prevista dal
comma 1 dell'articolo 22 del decreto legislativo 25 novembre 1996,
n. 625 e successive modificazioni da destinare, in misura non
inferiore al 50 per cento, a spese di investimento .
Intanto gli emendamenti soppressivi sono mantenuti o ritirati?
Quello sulle royalties. Ritirati dal Pd, ritirati dal Movimento
Cinque Stelle, ritirati da Sud chiama Nord, Calmi stiamo parlando
di soppressivi, non vi preoccupate.
Grazie. Allora si passa all'emendamento 22.6, dell'onorevole
Safina.
Allora, Assessore, sul 22.6
PRESIDENTE. Lo spieghi. Prego, onorevole Venezia.
VENEZIA. Grazie. Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti
della Giunta. la questione delle royalties sui giacimenti a mare
l'abbiamo approfondita già in Commissione Bilancio, come ricorderà
l'Assessore Falcone, ed in quella sede, diciamo grazie al lavoro di
alcuni parlamentari in particolare dell'onorevole Di Paola, il
testo ha avuto un miglioramento rispetto alla versione presentata
dal Governo.
Io partirei da una considerazione che trova riscontro nel quadro
normativo in materia relativo alle royalties delle piattaforme che
si trovano sulla terraferma, Assessore Falcone.
La legge n. 10 del 1999 e poi la legge n. 14 del 2000 hanno
stabilito che per quanto riguarda le piattaforme a terra due terzi
delle royalties vanno ai comuni ove ricadono i giacimenti e un
terzo alla Regione.
Quindi c'è una norma in vigore da più di vent'anni che definisce
queste percentuali. Reputiamo che sia opportuno, Assessore Falcone,
che la medesima percentuale venga anche concessa per le piattaforme
a mare anche perché trova un riscontro nel quadro normativo della
nostra stessa Regione e quindi l'emendamento va in questa
direzione. Dopodiché in Commissione Bilancio avevamo anche proposto
insieme al collega Di Paola e ad altri colleghi di utilizzare la
parte degli introiti che percepisce la Regione, che sulla base
dell'articolo 8 della legge n. 14 del 2000 hanno una destinazione
vincolata e sono utilizzati per opere infrastrutturali nei comuni
ove ricadono i giacimenti metaniferi o petroliferi, per iniziative
volte al contrasto della povertà energetica con l'idea di
finanziare la costituzione in questi stessi comuni di comunità
energetiche e di utilizzare parte dell'energia prodotta per le
fasce deboli della popolazione.
Quindi, Assessore Falcone, la proposta è contenuta in questo
emendamento che, insieme al collega Safina e anche ad altri
colleghi delle opposizioni, abbiamo presentato.
Per quanto riguarda la questione della povertà energetica avevamo
presentato un primo intervento normativo rifacendoci ad una
esperienza significativa promossa dalla Regione Basilicata sulla
questione della povertà energetica. Il Ragioniere generale nel
corso della trattazione della finanziaria in Commissione Bilancio
ha espresso qualche perplessità circa l'utilizzazione di queste
risorse nella parte corrente del bilancio della Regione e quindi
abbiamo voluto, con questa ulteriore proposta che troverà tra gli
emendamenti aggiuntivi, prevedere che le risorse vengano assegnate
per la medesima finalità attraverso un percorso che iscrive le
risorse nella parte seconda della spesa e quindi nella parte
relativa agli investimenti e ci consente, diciamo, di raggiungere
le medesime finalità. Ci auguriamo che il Governo, come dire,
ascolti queste proposte che sono in favore del territorio e delle
fasce deboli della popolazione e venga incontro anche perché,
Assessore Falcone, lei lo sa, questa iniziativa legislativa non
comporta nessun onere a carico della Regione perché le risorse che
la Regione introita sono a destinazione vincolata e non possono
essere utilizzate per altre finalità all'interno del bilancio
regionale. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. E, allora, si passa all'emendamento 22.6.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente,
l'emendamento presentato dai colleghi è certamente di pregio però
il Governo non può esprimere parere favorevole nei confronti del
comma 1 e del comma 2. Potrebbe invece sul comma 3, con una
riscrittura sulla comunità energetica, aprire a questa proposta per
la quale già in Commissione Bilancio ci siamo detti favorevoli.
Perché diciamo questo? Perché sostanzialmente noi abbiamo detto che
delle nuove coltivazioni il 70 per cento va alla Regione e il 30
per cento ai comuni. Così facendo invece voi state invertendo
tutto, quindi significa depauperare quello che dovrebbe essere un
nuovo gettito della Regione. Attenzione, è a saldo invariato perché
ancora stiamo parlando di ciò che verrà, però io dico che siccome
noi ci stiamo anche allineando alla norma nazionale, tra l'altro il
Vicepresidente Sammartino ha avuto anche incontri col presidente
Schifani per quanto riguarda le compensazioni nei confronti delle
marinerie. Voglio dire, c'è tutto un ragionamento che si sta
facendo. Allora, se invece l'onorevole Safina con onorevole Venezia
e gli altri sottoscrittori di questo emendamento possono
riformulare nella parte in cui lasciamo il primo comma e il secondo
comma e andiamo soltanto alla parte che secondo me poi è il vero
cuore della vostra proposta emendativa, che è quello della comunità
energetica, troviamo un punto di incontro. Un domani, se poi si
dovranno fare delle ulteriori percentuali, le faremo anche in
questo senso.
PRESIDENTE. Assessore, se lei è d'accordo accantoniamo questo
articolo, aspettiamo in maniera tempestiva la riscrittura e
ritorniamo alla riscrittura dell'articolo 15 e dell'articolo 16.
Assessore, stiamo aspettando la vostra riscrittura perché
l'Assessore Falcone ha dato ampia disponibilità nel voler
apprezzare il testo con i suggerimenti anche da parte vostra.
Quindi, ritorniamo agli articoli 15 e 16.
Allora colleghi, mentre vedo che c'è grande fermento per lavorare
su questa riscrittura, abbiamo caricato l'emendamento 15.Gov.
Assessore, abbiamo caricato l'emendamento che lei chiaramente ha
firmato, il 15.Gov, che unisce sia l'articolo 15 che l'articolo 16.
Prima di metterlo in votazione do qualche minuto per leggerlo.
SAFINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Su che cosa, onorevole?
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Safina)
PRESIDENTE. No è il 15 e il 16. Avevo capito che lei stesse
lavorando sull'articolo 22. Lei è multitasking, l'adoro. Prego,
onorevole Safina.
SAFINA. Presidente, però, ho bisogno dell'ascolto dell'assessore
Falcone e dell'assessore Sammartino, altrimenti è inutile e
rischiamo di fare un patatrac
PRESIDENTE. Colleghi, onorevole Catania, Savarino, Abbate. Quanto
parla lei, onorevole Safina?
SAFINA. Tre minuti.
PRESIDENTE. Meno.
SAFINA. Non sono come l'onorevole Cracolici. Sono sintetico.
PRESIDENTE. Benissimo. Assessore Sammartino, grazie. Onorevole
Safina, però cominci.
SAFINA. Vorrei segnalare come nella riscrittura, ma già nel testo
base uscito dalla Commissione, si era partiti dal presupposto che
dovessimo aumentare, per far fronte a queste esigenze della pulizia
dei terreni privati, dell'antincendio, della prevenzione, dovessimo
aumentare le giornate lavorative dei settantottisti cosiddetti ex
fuori fascia sino a 101 giornate lavorative.
Ebbene, in ragione di ciò siccome i settantottisti non erano 4005
come si diceva ma sono due migliaia di personale, 2002, 2003, lo
stanziamento necessario si ritiene essere minore.
Vorrei però comunicare e rendere edotti tutti noi che ci sono
province dove i settantottisti non esistono, ci sono province dove
i settantottisti sono in esaurimento perché ogni anno il
contingente dei settantottisti in ragione dei centunisti che vanno
in pensione o che abbandono il servizio vengono cooptati, in
ragione della graduatoria, tra i centunisti.
Se noi applichiamo la norma, così come l'abbiamo scritta, è come
se dicessimo che in alcune province faremo la campagna di
prevenzione e in altre non la faremo. Così non può funzionare.
Allora, avevo presentato un emendamento al testo originario, prima
della riscrittura, che prevedeva la possibilità di utilizzare sulla
base di un provvedimento del Corpo Forestale anche i centunisti e,
quindi, utilizzando anche i centunisti perché è necessario
altrimenti faremmo un torto ad alcuni territori piuttosto che ad
altri, abbiamo bisogno nuovamente di stanziare 10 milioni, non
possiamo farlo con i sei milioni e due previsti perché, altrimenti,
la misura sarà assolutamente razionale, poi lo andremo a spiegare
ai cittadini di Agrigento che non hanno più settantottisti che
Agrigento può bruciare e mentre Palermo può essere salvata.
Penso che questo torto ai siciliani non lo si possa fare e bisogna
riscrivere la norma prevedendo la possibilità di integrare anche il
personale centunista in tutte le province sulla base ovviamente di
un provvedimento adottato da chi ne ha le competenze che non siamo
sicuramente qua dentro ma è il Corpo Forestale della Regione.
PRESIDENTE. Grazie. Chiedo all'Assessore.
FALCONE, assessore per l'economia. Presidente, allora ritengo che
quello che dice l'onorevole Safina sia certamente interessante.
Attenzione, però, considerate che questo articolo se lo leggiamo
anche adeguatamente è nelle more della riforma. Onorevole Safina,
l'ottimo rischia di essere nemico del buono.
Noi oggi stiamo partendo, all'inizio anche noi avevamo detto e
anche il vicepresidente Sammartino disse facciamo tutta la platea.
Onorevole Cracolici lo ricordiamo in Commissione Bilancio ne
abbiamo parlato più volte e alla fine abbiamo convenuto di dare
spazio quantificandolo anche. Abbiamo quantificato che ci sono
2.147 o giù di lì, dieci più dieci meno, lavoratori settantottisti,
i quali li stiamo portando non per far lavorare loro, ma per dare
un servizio al territorio e li stiamo portando a centunisti.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Safina)
FALCONE, assessore per l'economia. Facendo una giornata. No,
assolutamente. Siccome questo viene fatto comunque in attesa che si
proceda alla riforma se noi, come dire, smontiamo e cerchiamo di
fare entrare anche i centunisti, rischiamo che il sistema non
riesca a trovare più una sua quadra e questo perché? E' giusto
quello che lei dice che dobbiamo garantire tutti i territori, però
nelle more di garantire tutti territori, intanto avviamo questo
percorso virtuoso, poi più in là, vedremo verificheremo se e come
possiamo anche inserire e recuperare anche altri lavoratori.
Quindi la prego, onorevole Safina, desistiamo dall'insistere in
questo
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Safina)
FALCONE, assessore per l'economia. Significa che il Governo vuole
fare la riforma e che da qui a brevissimo
No, assolutamente. Stiamo procedendo per fare la riforma e facendo
la riforma veniamo incontro anche alle esigenze, correggendo anche
alcuna prima iniziale impostazione.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, il tema che pone l'onorevole Safina è un
tema che esiste perché ci sono alcune province in cui il bacino dei
settantottisti è stato esaurito, grazie al sistema come dire di
turn over all'interno dell'Azienda forestale. Tra l'altro, ho visto
che si mantiene, assessore Falcone, parlo con lei, si mantiene quel
comma che era contenuto nell'articolo 15 del famoso milione per il
Corpo Forestale e a questo punto non so cosa deve fare in più
perché il Corpo Forestale tra l'altro con questa manovra utilizzerà
non più 4.200 di cui circa 2.300 centunisti che fanno
l'antincendio, con questa disposizione i 2.300 centunisti diventano
centocinquantunisti. Facevano 151 giornate ma li facevano 50
all'Azienda forestale e 101 al Corpo Forestale, così avrà un parco
uomini di circa 2.000 persone in più che fanno interamente 151
giornate presso il Corpo Forestale.
La mia proposta è questa e lo dico contro il mio interesse di
forza di opposizione: di utilizzare quel milione per consentire,
con successivo decreto, nelle province dove non ci sono fuori
fascia, nell'ambito delle risorse disponibili, un aumento delle
giornate per i lavoratori centunisti in maniera tale che
compensiamo laddove non ci sono fasce, diciamo, lavoratori in
essere per fare anche quella attività di pulizia delle aree, anche
utilizzando i lavoratori centunisti e si utilizza nei limiti della
situazione finanziaria perché, poi, qualche margine c'è sempre e
anche della riforma, va bene, ma soprattutto dei limiti finanziari,
utilizzando anche quel milione per questa finalità, cioè non stiamo
intervenendo con ulteriori risorse.
PRESIDENTE. Va bene, nel frattempo aveva chiesto di intervenire
l'onorevole Figuccia. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Credo, Presidente, che questo in realtà sia un tema
atteso da tanti anni e chi vive questo Parlamento da ormai qualche
tempo sa bene come si sono alternate di volta in volta in
quest'Aula una serie di rivendicazioni che sono arrivate,
Presidente, di volta in volta dalle forze di opposizione. Credo che
per la prima volta nella storia di quest'Assemblea regionale da
troppo tempo stiamo assistendo finalmente al superamento di un
ostacolo, stiamo mettendo la parola fine al termine settantottisti
che è stata sinonimo della definizione che ha inquadrato la
categoria più fragile all'interno del mondo dei forestali.
Credo che di questo le forze di opposizione dovrebbero essere in
qualche modo, non dico grate, ma quanto meno contente rispetto a
quello che accade nel territorio. Poi capisco, Presidente, che
possano arrivare anche delle ulteriori proposte nella direzione
dell'aprire ai centunisti e che ben venga, assessore Sammartino.
Dico se questo genere di appello effettivamente può essere raccolto
perché no, però da qui a dire da qui a dire che dobbiamo tenere
tutto fermo oggettivamente mi sembra eccessivo.
Quindi, Presidente, direi di procedere alla votazione di questo
articolo che è davvero atteso, rappresenta uno spiraglio rispetto a
quello che potrà accadere a partire dal 2024, anno della riforma,
nel frattempo auspichiamo che l'onorevole Cracolici che ha fatto la
proposta possa trovare riscontro anche in quest'ipotesi di apertura
ai centunisti e come maggioranza, perché no, ci uniamo anche a
quest'idea, a questo appello. D'altra parte, se c'è la possibilità
di intervenire da una parte a favore della categoria e dall'altra a
favore del tema della prevenzione degli incendi, ovviamente, ci
siamo, ci siamo stati con questa proposta e continueremo ad
esserci. Grazie.
(Applausi)
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Figuccia. Assessore abbiamo trovato
una soluzione per la riscrittura? Un minuto ancora.
Nel frattempo, ha chiesto di intervenire l'onorevole Spada. Ne ha
facoltà.
SPADA. Grazie, signor Presidente, Governo. In Commissione
Bilancio', come ha annunciato prima l'onorevole Safina e come ha
fatto anche dopo l'onorevole Cracolici, abbiamo inserito questo
emendamento che, di fatto, consente l'eliminazione del bacino dei
settantottisti che era presente all'interno degli elenchi regionali
e che ci portavamo dietro da diversi anni.
La proposta che è stata fatta da parte del Partito Democratico è
una proposta di buon senso, è una proposta che guarda non solo ai
settantottisti su cui già siamo intervenuti ma che vuole tutelare
un'altra categoria di lavoratori che è quella dei centunisti.
Penso che l'emendamento da 1 milione di euro che è stato proposto
dall'onorevole Cracolici possa in qualche modo recuperare una
situazione in cui vengono penalizzate alcune province all'interno
delle quali non sono presenti i lavoratori settantottisti, quindi
l'auspicio è che questo Governo e che l'assessore Falcone possa
presentare insieme all'assessore Sammartino un emendamento per
inserire anche questa categoria di lavoratori.
Introduco un altro elemento, Presidente. All'interno della Nota di
aggiornamento del DEFR questo Governo ha approvato una proposta che
avevo fatto in Commissione e che poi è stata approvata in Aula che
riguardava l'istituzione di un fondo da destinare ai volontari dei
Vigili del Fuoco.
Praticamente all'articolo 16, al comma 8, sono stati inseriti
centomila euro per la formazione di questi volontari dei Vigili del
Fuoco. Dal milione di euro, centomila euro sono destinati alla
formazione per i volontari dei Vigili del Fuoco.
Abbiamo presentato insieme all'onorevole Venezia due emendamenti
sono tra gli emendamenti aggiuntivi però, magari, si potrebbero
discutere anche ora se l'assessore Falcone è d'accordo, che
riguardano da una parte l'acquisto dei mezzi da destinare a questi
volontari dei Vigili del Fuoco e dall'altra la possibilità di
incrementare il gettone che questi volontari oggi prendono.
In Sicilia oggi sono presenti seicento volontari dei Vigili del
Fuoco che sono formati e che praticamente intervengono durante la
stagione estiva e non per contrastare il fenomeno degli incendi. E'
una categoria di personale che non deve essere formata da zero
perché hanno tutte le competenze per intervenire e che se questa
Regione riesce a potenziare con l'acquisto di mezzi e attraverso un
incentivo ulteriore potrebbe dare una risposta concreta anche a
questa altra categoria di lavoratori. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Spada. Ha chiesto di intervenire
l'assessore Sammartino. Ne ha facoltà.
SAMMARTINO, vicepresidente della Regione e assessore per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea. Grazie,
Presidente. Presidente, onorevoli colleghi, assessore Falcone, il
tema che stiamo trattando è un tema non soltanto di un'importanza
strategica per la nostra Regione ma che come emerge dal dibattito
d'Aula ha toccato varie sensibilità e voglio ringraziare anche i
deputati della minoranza che già dalla Commissione Bilancio' hanno
lavorato insieme ai deputati di maggioranza per provare a
completare quello che è un iter che in questa legge di stabilità il
Governo ha messo in campo.
Come avrete notato sull'Azienda foreste, sulla forestazione,
abbiamo aumentato in maniera ingente le risorse rispetto allo
stanziamento degli anni precedenti. Non accadeva da tanti anni, lo
abbiamo fatto con una visione complessiva di quello che deve essere
un servizio integrato tra il Dipartimento dello sviluppo rurale e
il Dipartimento del territorio e ambiente. L'abbiamo fatto per
sopperire sia con mezzi ma anche e soprattutto con uomini a quello
che deve essere il piano complessivo di misure di prevenzione
primaria ma anche di spegnimento degli incendi.
Il dibattito che viene fuori dall'Aula è un dibattito che porta
con sé un'anticipazione di quella che è la riforma che il Governo
sta per esitare in Giunta di Governo che guarda a tutta la platea
dei lavoratori settantottisti, ai centunisti, ai
centocinquantunisti, a tutti coloro i quali oggi operano nel
settore della forestazione e che avranno, così come il Governo si è
impegnato a fare, lo voglio ribadire, un aumento contrattuale delle
giornate in maniera tale da arrivare a fine percorso con
l'adeguamento stabile di soltanto due fasce, quelle degli
indeterminati e una fascia di lavoratori che ad oggi, purtroppo,
dopo tanti anni non ha avuto risposte.
Per entrare nel merito della riscrittura del Governo attualmente
guardiamo a questa platea che poc'anzi l'onorevole Cracolici
ricordava che è la platea dei settantottisti, però non è da
escludere ed è corretto che ci siano alcune province che non hanno
questa platea e che hanno comunque la necessità e il bisogno di
avere quegli interventi straordinari ovviamente nei limiti delle
coperture economiche e finanziarie che l'assessore per l'economia
ha ben ricordato perché non si può fare tutto in questa legge di
stabilità.
In questa legge di stabilità abbiamo aggiunto oltre 24 milioni sui
lavoratori dello sviluppo rurale, stiamo introducendo queste
risorse che aiuteranno il comparto dei settantottisti e sono certo
che il Governo adesso presenterà una riscrittura per potere
ottemperare nelle more ovviamente sempre della riforma che dovrà
guardare a tutta la platea nessuno escluso, questo ci tengo a dirlo
a tutti i colleghi di minoranza e di maggioranza, ma già dare
un'ennesima risposta in questa legge di stabilità anche a quelle
province che non hanno la platea dei settantottisti, utilizzando
anche i centunisti, ovviamente nella possibilità economica che
troveremo da qui a qualche minuto.
Quindi, presidente Galvagno, le chiedo qualche minuto insieme
all'assessore Falcone per trovare un attimo la copertura per questa
proposta emendativa, quindi le chiedo un attimo di accantonare
l'articolo in maniera tale che poi lo votiamo.
PRESIDENTE. Allora, colleghi, accantoniamo questo articolo.
Assessore, visto e considerato che sono rimasti tre articoli che
sono tutti e tre accantonati, rimane l'articolo 22.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Di Paola)
PRESIDENTE. Inutile, inutile. Ritirato.
Scusate, colleghi, mentre stiamo passando all'articolo 26 si
stanno facendo le riscritture così com'è stato concordato. Sul 22
che riguarda le royalties non è stato fatto nulla, se voleste dare
dei suggerimenti all'Assessore. No va bene così, benissimo. Stanno
facendo la riscrittura del 15 e del 16 per quello che è stato detto
e dell'articolo 11.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Il 26? Aspetta e allora cosa facciamo? Perché
avevamo
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. E cosa rimane così fuori. Il 2. E il 29? No quelle
sono tabelle, il 29. Il 28 che cos'è. Aspettate che controllo.
Allora, visto e considerato che Dov'è l'onorevole De Luca,
l'altro De Luca c'è. L'onorevole Catanzaro non c'è, c'è l'onorevole
Dipasquale. Onorevole Dipasquale, onorevole Giambona, qualcuno che
aveva il foglio, rispetto a quello che avevamo concordato. Dobbiamo
completare soltanto questi articoli 15 e 16 in un unico articolo,
l'articolo 11, l'articolo 22 e l'articolo 26 e dobbiamo lasciare il
2, il 27, il 28 e il 29 insieme al maxi emendamento.
Si passa quindi all'articolo 26. Ne do lettura:
Art. 26.
Abrogazioni e modifiche di norme
1. Al comma 2 dell'articolo 3 della legge regionale 27 aprile
1999, n. 10, le parole in apposita tabella di cui alle lettere
d), e), f), g) ed l) sono soppresse.
2. Al comma 2 dell'articolo 3 della legge regionale 27 aprile
1999, n. 10, la lettera i) è soppressa.
3. Dopo il comma 2 bis dell'articolo 3 della legge regionale 27
aprile 1999, n. 10, è aggiunto il seguente comma:
2 ter. La legge finanziaria indica in apposite tabelle e nel
prospetto riepilogativo gli effetti finanziari dalla stessa
discendenti. .
4. All'articolo 29 della legge regionale 16 ottobre 2019, n. 17 le
parole entro 24 mesi sono sostituite con le parole entro il 31
dicembre 2025 .
5. Al comma 1 dell'articolo 20 della legge regionale 3 novembre
1993, n. 30 dopo le parole di diritto pubblico, sono aggiunte le
seguenti parole è un ente del Servizio sanitario regionale cui
sono affidati in maniera centralizzata servizi e funzioni a
supporto delle aziende e degli enti che erogano prestazioni
sanitarie, .
6. All'articolo 39 della legge regionale 20 giugno 2019, n. 9 e
successive modificazioni sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1, dopo le parole salvataggio a mare , sono aggiunte
le parole nonché, limitatamente alle isole minori, che abbiano
subito danni o minori ricavi a causa della presenza in mare di
relitti di natanti, imbarcazioni e navi impiegati per il trasporto
di migranti. ;
b) dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:
2-bis. Gli interventi di cui al presente articolo possono essere
attivati in regime de minimis ai sensi del Regolamento (UE)
717/2014 della Commissione e successive modificazioni ovvero in
regime di esenzione ai sensi del Regolamento (UE) 2473/2022 della
Commissione e successive modificazioni. .
7. Al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale 19 novembre
2021, n. 27 le parole presso la Giunta regionale sono sostituite
dalle parole presso l'Assessorato regionale della famiglia, delle
politiche sociali e del lavoro .
8. Al comma 3 dell'articolo 21 della legge regionale 23 dicembre
2002, n. 23, dopo la parola direttivi sono aggiunte le parole
nonché gli istruttori di cui all'articolo 12 della legge regionale
11 agosto 2017, n. 16 .
Allora, sul 26 gli articoli soppressivi sono ritirati o mantenuti?
Onorevole Giambona?
Sì, va bene, se li controlli, nel frattempo chiedo agli altri.
L'onorevole De Luca?
Allora, i soppressivi all'articolo sono ritirati da parte del
Movimento Cinque Stelle. Chiedo al Gruppo Sud chiama Nord sui
soppressivi dell'onorevole De Luca. Sono ritirati, grazie.
Allora aspettiamo. Sono ritirati tutti tranne quelli del Pd
ancora, che mi sta dando conferma. Io sto aspettando. Volete votare
il soppressivo dell'articolo 26, l'emendamento 26.11?
Allora, colleghi, intanto gli emendamenti relativi all'articolo 15
sono entrambi caricati nei tablet, sono il 15.Gov. e il 15.Gov.1.
Onorevole Safina, se volesse leggerli, visto e considerato che ha
contribuito per la stesura di questi emendamenti, sarebbe cosa
buona e giusta.
Allora, assessore Falcone, io sto andando avanti con le votazioni.
Si passa al subemendamento 15.Gov.1.
Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Comunico che è stato presentato dal Governo il subemendamento
15.GOV.1.1. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 15.GOV, così come emendato. Il
parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Benissimo abbiamo approvato l'articolo 15 e l'articolo 16 con
queste riscritture del Governo, con il suggerimento da parte di
tanti deputati e tante forze politiche.
Si passa quindi all'esame dell'articolo 22. Ne do lettura:
Art. 22.
Compartecipazione dei comuni costieri sulle royalties
1. Al fine di indennizzare i comuni costieri di Gela, Licata e
Butera a titolo compensativo per l'attività estrattiva dei
giacimenti situati nel sottofondo del mare territoriale antistante,
per le produzioni attivate dall'anno 2024, la Regione riconosce
agli stessi una quota del 30 per cento dell'aliquota prevista dal
comma 1 dell'articolo 22 del decreto legislativo 25 novembre 1996,
n. 625 e successive modificazioni da destinare, in misura non
inferiore al 50 per cento, a spese di investimento .
Colleghi, visto e considerato che sostanzialmente l'emendamento è
come se sostituisse l'articolo, chiedo, se siete d'accordo, c'è un
invito a ritirare gli emendamenti presentati.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
22.R assessore Falcone, stavo leggendo, intende aggiungere al
secondo comma il comma terzo che dice "le disposizioni di cui al
comma 1 si applicano anche alle concessioni già operative eccetera
eccetera". Ma se mettiamo le disposizioni di cui al comma 1 stiamo
inserendo pure le risorse o no? Cioè sicuro?
Se scriviamo le disposizioni di cui al comma 1 non possiamo
specificarlo meglio? Cioè, anziché scrivere le disposizioni a cui
al comma 1, perché così sta ribaltando tutto il comma 1, dobbiamo
solo ribaltare la ratio non le risorse.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per venire
incontro alle sollecitazioni dei colleghi che, giustamente una
volta che hanno visto il risultato ottenuto da noi in questi mesi
di richieste al Governo, che hanno avuto seguito con il testo che
oggi è in Aula, cioè di riconoscere ai Comuni di Gela, Butera e
Licata il 30% degli introiti dei giacimenti che nel 2024 saranno
operativi, quelli di Argo Cassiopea, anche i colleghi che hanno dei
giacimenti già in essere a differenza di Argo Cassiopea che
inizierà nel 2024, chiedono alla Regione che a quei Comuni in cui
già ci sono dei giacimenti a mare in essere, i comuni frontalieri
abbiano lo stesso trattamento del 30%, ma ovviamente a valere dagli
introiti di quei giacimenti, e non di Argo Cassiopea, è ovvio.
E quindi noi abbiamo voluto splittare i due articoli specificando
meglio che Gela, Licata e Butera avranno il 30% degli introiti dei
giacimenti autorizzati, ma ancora non operativi, Argo Cassiopea, da
qui l'emendamento al comma 1.
Al comma 2, diciamo che le stesse disposizioni, cioè del 30% di
beneficio economico che la Regione riconosce ai comuni frontalieri,
le riconosce anche ai comuni che hanno giacimenti già in essere, e
che verranno individuati dall'Assessore all'Energia con un
successivo decreto, ma ovviamente non so se è chiaro abbastanza, la
fonte di finanziamento non è la stessa.
Assessore Falcone mi pare chiaro.
PRESIDENTE. Onorevole Savarino, facciamo la seguente: visto e
considerato che ci avete lavorato molto entrambi, se gentilmente,
per evitare di scrivere altre 38 volte questo stesso emendamento
saliste, sia lei che l'onorevole Di Paola. No, perché se poi non le
piace la riscrittura, non ha senso che lo riscriviamo la
trentanovesima, salite e lo facciamo una volta sola.
Allora, colleghi, mi rivolgo all'onorevole Di Paola, all'onorevole
Dipasquale, all'onorevole Savarino, a tutti i colleghi. C'è
l'ulteriore riscrittura rispetto all'emendamento dell'articolo 22,
lo trovate nei fuori sacco , classificato come 22.20.R.TER.
Sì, ha chiesto di intervenire un minuto l'onorevole Dipasquale,
sono sicuro che sarà sintetico.
DIPASQUALE. Presidente, un minuto, ho limitato veramente gli
interventi questa sera. Però sull'articolo 22 voglio intervenire,
perché la questione delle royalties è una questione che non solo
abbiamo, ho affrontato, in passato insieme a qualche collega del
Movimento Cinque Stelle abbiamo raddoppiato le royalties per i
comuni.
Le royalties sono quelle risorse che noi riceviamo in cambio dei
danni derivanti dalla perforazione a terra e a mare, e questa
Regione, nel 2013, 2014, riuscì a raddoppiare la parte che era
prevista per i comuni, fu un emendamento fatto nella Commissione
Bilancio e portata avanti, allora lo facemmo io e l'onorevole
Cancelleri.
La Giunta di Governo ha preparato un articolo che prevedeva un
intervento per le royalties per i tre comuni Gela, Butera e Licata.
Dopodiché, è andato nelle Commissioni di merito, è andato nella
Commissione Bilancio ed è stato approvato, è uscito il testo che
oggi arriva in Aula, che prevede l'intervento sempre per Gela,
Licata e Butera.
Lo dico perché questo è quello che aveva pensato il Governo, e
questo è quello che aveva determinato la maggioranza, per essere
belli chiari, perché quando poi domani i deputati di maggioranza
devono andarsi a vendere risultati nei territori - perché sono
attenti a tutte queste belle cose - poi dobbiamo ricordare che
l'avete fatto uscire dalla Commissione Bilancio dimenticando che le
perforazioni, i giacimenti a mare, non riguardano solamente Gela,
Licata e Butera, riguardano anche altri territori.
Per questo, tra gli emendamenti al testo, è presente un
emendamento a firma mia e del Gruppo del Partito Democratico che
prevedeva di ampliare Butera, Gela e Licata individuando i comuni
di Acate, Vittoria, Santa Croce, Scicli, Pozzallo e Ispica e
Modica, anche con Marina di Modica, perché le altre tre
piattaforme, la piattaforma Perla, la piattaforma Prezioso e la
piattaforma Vega operano tutte e tre davanti al territorio della
provincia di Ragusa. Voi ve n'eravate completamente dimenticati, ve
n'eravate dimenticati sia nel Governo di tutto questo, e sia nella
Commissione Bilancio.
Ora avete previsto questo articolo, io lo posso ritirare il mio
emendamento che prevede i comuni di Acate, di Scicli e così via, ma
a me chi me la dà la certezza matematica, io voglio una garanzia da
parte dell'Assessore, perché voi rimandate il tutto ad un decreto
che deve fare l'Assessore, ma oggi chi me la dà la garanzia che i
comuni frontalieri da Acate a Ispica No, io voglio la garanzia del
Governo, che da Acate a Ispica saranno inseriti nel decreto per il
riconoscimento delle royalties
Allora, se a me qualcuno mi dà questa garanzia, io posso ritirare
l'emendamento, se no io l'emendamento lo mantengo, perché non mi
garantisce, così come è formulato garantisce Licata, Gela e Butera,
ma mi lascia in sospeso tutti gli altri comuni che già oggi hanno
di fronte le tre piattaforme. È una questione di giustizia dei
territori. Se dobbiamo mettere nomi e cognomi li mettiamo tutti,
altrimenti, Presidente, va lasciata in maniera generale. O glieli
mettiamo tutti, o generalizziamo.
CAMPO Stefania. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPO Stefania. Grazie Presidente, allora questo tipo di norme,
chiaramente, non si può fare con nomi e cognomi delle città, perché
noi dobbiamo prevedere una norma più generale possibile, in maniera
tale che ogni qualvolta si presenti la questione delle estrazioni
in mare ci sia un giusto ristoro per quei comuni frontalieri.
Se noi andiamo a fare così, poi in futuro dovremo un giorno
nuovamente fare un'altra norma per dare ristoro al comune di
un'ennesima provincia che avrà la stessa problematica. Io propongo
di scriverla in maniera generale, in maniera tale che ogni
qualvolta si presenti la questione delle estrazioni petrolifere o
delle estrazioni di gas in mare, praticamente, il Comune che ricade
in quella zona possa avere il beneficio delle royalties.
PRESIDENTE. Grazie. Ha chiesto di intervenire l'onorevole
Cambiano. Prego onorevole.
CAMBIANO. Presidente non so se posso intervenire.
PRESIDENTE. Onorevole Cambiano che significa? Ha chiesto di
intervenire, intervenga.
Onorevole Cambiano lei può intervenire serenamente. Intende
rinunciare? Sicuro?
Si passa alla votazione dell'emendamento...
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. No scusate. Allora, signor Presidente, mi perdoni, perché
sul discorso che le norme debbano avere necessariamente il
carattere di essere generali e astratte credo che dovremmo essere
tutti d'accordo in via di principio.
Ora si sta provvedendo giustamente - io dico giustamente - per i
tre comuni frontalieri che verranno interessati dalle conseguenze,
tra virgolette, negative, comunque dalle potenziali ripercussioni
negative per dei pozzi che entreranno in funzione dal 2024. È
chiaro che su quei pozzi altri Comuni non possono avere uguale
diritto dei tre Comuni interessati, per cui è inutile che ne
aggiungiamo altri 50, perché non ha senso, tranne che fare facile
propaganda.
Detto questo, però, siccome altre piattaforme già sono in
funzione, quindi la stessa problematica si propone anche per queste
Vscusate - e quindi anche i Comuni rispettivamente interessati
dovrebbero avere lo stesso diritto.
Noi avevamo fatto questo emendamento di applicare le stesse
disposizioni ai pozzi già esistenti che riguardano altri Comuni. Il
Governo aveva detto "sì", adesso lo ha ritirato, io capisco anche
perché, perché evidentemente si doveva trovare la necessaria
copertura però, assessore Falcone, io voglio da lei un impegno
formale che si provveda al più presto, nel Collegato successivo, in
altra maniera, perché non vi possono essere comuni di serie A e di
serie B, e che quindi lo stesso principio si deve applicare.
Se lei mi fa questo impegno formale, io voterò questo emendamento
altrimenti io voterò in dissenso. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Assenza. Prima di fare prendere
l'impegno all'assessore Falcone, però, permettetemi una cosa e mi
rivolgo ai colleghi di maggioranza.
Onorevole Cambiano, è un tema che, diciamo, sposa da molto tempo,
per il quale si è molto impegnato, lei che è sempre molto educato
voleva fare un intervento, io insisto affinché lo possa fare
perché, alla fine, cinque minuti in più rispetto alla discussione,
non credo che creino alcun genere di problema.
CAMBIANO. Grazie Presidente per la sua sensibilità, e le riconosco
il suo autorevole ruolo in quest'Aula. Volevo solo intervenire per
fare chiarezza, perché si è creata un po'di confusione.
La norma nasce e viene proposta per un progetto estrattivo Argo
Cassiopea, la cui attività estrattiva inizierà nel 2024. Per quanto
riguarda gli altri territori interessati e citati nei precedenti
interventi, erano delle concessioni già in essere, per cui la legge
regionale n.10 del 99 prevede, analogamente al progetto Argo
Cassiopea, che il cinquantacinque per cento delle royalties vada
alla Regione, e il quarantacinque per cento al governo centrale.
Da una stima fatta rispetto alle somme accertate e introitate
nel2021, 2022 e nel 2023, si tratta di somme di circa un milione di
euro che la Regione introita. Il tema che avevamo posto con i
colleghi è la minore entrata per la Regione rispetto al
riconoscimento delle Royalties a questi territori, sacrosanto
diritto di tutti i territori, mentre per quanto riguarda il
progetto estrattivo Argo Cassiopea, non essendo ancora iniziata
l'attività estrattiva, non era prevista alcuna voce in bilancio.
Pertanto, a chiarimento di tutta la discussione che si è generata,
perché non c'è una guerra, una questione campanilistica rispetto a
un territorio più importante. Grazie
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cambiano.
Allora, visto e considerato che questa richiesta di impegno
proviene sia all'onorevole Dipasquale che dall'onorevole Assenza e,
ritengo che sia un impegno che si possa in qualche modo prendere,
c'è una richiesta di intervenire ancora?
ABBATE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ABBATE. Signor Presidente, io penso che questo è un argomento
importante, e per la prima volta si è aperto uno spiraglio, perché
penso che in tanti anni, con chi avuto di fronte da decenni queste
norme strutture estrattive, non si è mai avuta la possibilità di
potere avere i territori degli indennizzi, quanto meno avere la
possibilità di potere avere qualcosa in cambio da poter lasciare al
territorio rispetto a qualcosa che altri hanno deciso di poter
istruire e installare in quei territori.
Oggi troviamo una situazione dove giustamente, nel momento in cui
si va ad installare o si cerca di installare una piattaforma che
inizia ad estrarre, in quel momento, si dice che il territorio deve
ricevere qualcosa.
Questo apre uno spiraglio, e quindi apre una breccia anche per gli
altri comuni che, invece, per decenni non hanno avuto questo.
Quindi, siccome è una questione importante e, onorevole Dipasquale,
quando noi lo abbiamo approvato in Commissione lei non c'era nelle
Commissioni, quindi lei faccia quello che fa, lei faccia il
deputato di opposizione e noi facciamo la maggioranza e prendiamo
le decisioni.
Quindi Presidente, io mi rivolgo all'onorevole Assessore Falcone.
Penso che una decisione che dobbiamo prendere, no nei prossimi
provvedimenti, dobbiamo prenderla durante questa finanziaria, anche
se oggi non è il momento, non lo concludiamo oggi, ma che deve
essere completato, e quindi, se vogliamo accantonare l'emendamento
o andiamo nel maxi emendamento finale, e il Governo lo vuole
aggiustare con questa finanziaria, anche gli altri comuni che hanno
avuto danni per tutti questi anni devono avere lo stesso beneficio.
Quindi questo l'impegno che deve essere dell'Assessore, è già
sulla finanziaria, e quindi prima di completare la finanziaria di
potere avere un provvedimento anche per tutti gli altri comuni.
Grazie.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Dipasquale.
DIPASQUALE Emanuele. Presidente, noi ritiriamo l'emendamento che
prevedeva i singoli comuni, ritiriamo l'emendamento, e non abbiamo
difficoltà a votare questo, fermo restando però che lo show
dell'onorevole Abbate noi non lo possiamo non stigmatizzare.
Mi permetto di ricordare all'onorevole Abbate che ha votato la
finanziaria in Commissione che, quando lui ha votato la finanziaria
in Commissione, non prevedeva l'intervento economico in favore del
comune di Modica, di Ragusa, del comune di Scicli, del comune di
Pozzallo. Lui ha votato prevedendo l'intervento finanziario
solamente per il comune di Butera, solamente per il comune di
Licata e solamente per il comune di Gela.
Dopodiché Presidente, siccome l'onorevole Abbate ha visto che
c'era un emendamento a firma dell'onorevole Dipasquale, del Gruppo
del PD, che prevedeva la città di Modica, la città di Acate, la
città di Scicli, si è ricordato, solamente in quel momento, che
esisteva anche la sua città e la provincia di Ragusa, e ora è
uscito con questo show.
Noi problemi non ne abbiamo, ritiriamo il nostro emendamento e ci
sentiamo garantiti da questo articolo.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Dipasquale.
Onorevoli colleghi, si passa all'emendamento 22.20.R.TER. Il
parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Gli altri emendamenti all'articolo 22 li consideriamo ritirati,
pertanto andiamo a votare l'articolo 22.
Il Governo prende l'impegno su questa vicenda?
FALCONE, assessore per l'economia. Certamente, Presidente. Lo
abbiamo detto: verificheremo da qui alle prossime ore eventualmente
di poter assumere in maniera significativa l'impegno con l'Aula per
far fronte a tutte le esigenze. Il Governo non guarda soltanto un
territorio ma guarda l'intera Sicilia.
PRESIDENTE. Grazie. Pongo in votazione l'articolo 22, nel testo
risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 11 o 26, Assessore Falcone?
FALCONE, assessore per l'economia. Al 26
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 26. Ne do lettura:
Art. 26.
Abrogazioni e modifiche di norme
1. Al comma 2 dell'articolo 3 della legge regionale 27 aprile
1999, n. 10, le parole in apposita tabella di cui alle lettere
d), e), f), g) ed l) sono soppresse.
2. Al comma 2 dell'articolo 3 della legge regionale 27 aprile
1999, n. 10, la lettera i) è soppressa.
3. Dopo il comma 2 bis dell'articolo 3 della legge regionale 27
aprile 1999, n. 10, è aggiunto il seguente comma:
2 ter. La legge finanziaria indica in apposite tabelle e nel
prospetto riepilogativo gli effetti finanziari dalla stessa
discendenti. .
4. All'articolo 29 della legge regionale 16 ottobre 2019, n. 17 le
parole entro 24 mesi sono sostituite con le parole entro il 31
dicembre 2025 .
5. Al comma 1 dell'articolo 20 della legge regionale 3 novembre
1993, n. 30 dopo le parole di diritto pubblico, sono aggiunte le
seguenti parole è un ente del Servizio sanitario regionale cui
sono affidati in maniera centralizzata servizi e funzioni a
supporto delle aziende e degli enti che erogano prestazioni
sanitarie, .
6. All'articolo 39 della legge regionale 20 giugno 2019, n. 9 e
successive modificazioni sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1, dopo le parole salvataggio a mare , sono aggiunte
le parole nonché, limitatamente alle isole minori, che abbiano
subito danni o minori ricavi a causa della presenza in mare di
relitti di natanti, imbarcazioni e navi impiegati per il trasporto
di migranti. ; b) dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:
2 bis. Gli interventi di cui al presente articolo possono essere
attivati in regime de minimis ai sensi del Regolamento (UE)
717/2014 della Commissione e successive modificazioni ovvero in
regime di esenzione ai sensi del Regolamento (UE) 2473/2022 della
Commissione e successive modificazioni. .
7. Al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale 19 novembre
2021, n. 27 le parole presso la Giunta regionale sono sostituite
dalle parole presso
l'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e
del lavoro .
8. Al comma 3 dell'articolo 21 della legge regionale 23 dicembre
2002, n. 23, dopo la parola direttivi sono aggiunte le parole
nonché gli istruttori di cui all'articolo 12 della legge regionale
11 agosto 2017, n. 16 .
PRESIDENTE. Ci sono solo emendamenti soppressivi? Onorevole
Dipasquale, spiego cos'è accaduto, perché a me non piace che poi ci
sia un ragionamento fatto per chi alza la voce di più. Prima è
stato concordato, su richiesta di alcuni deputati della
maggioranza, che l'articolo 26 venisse trattato giorno 8 gennaio.
Sono venuti da me gli onorevoli Dipasquale e De Luca e abbiamo
concordato un percorso dove l'articolo 26 sarebbe stato trattato
giorno 8 gennaio. Pertanto se ci sono degli stravolgimenti
ulteriori
Sull'ordine dei lavori
DI PAOLA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Presidente, solo per dire che noi finora, in questi
giorni di legge di stabilità, lei stesso in Aula ha detto che la
nostra stella polare è stata la Capigruppo. In Capigruppo si era
deciso un percorso, un percorso che fino ad ora è stato rispettato.
Vorrei capire perché, proprio sul finire, stiamo modificando questo
percorso. Se è una richiesta del Governo modificare questo
percorso...
PRESIDENTE. Lo spiego subito in maniera semplice. In funzione del
fatto che noi abbiamo pensato a un calendario che vedesse la
giornata del 28, di oggi, e quella di domani nel dover approvare,
anzi nel dover votare, tutti gli articoli rimanenti, eccezion fatta
per gli articoli 2, 27, 28 e 29, e per quanto c'è stata grande
collaborazione da parte di tutte le forze politiche, vuoi o non
vuoi però, arrivato a un certo punto, avendo contingentato tutto
quello che dovevamo fare già in tempi molto stretti in due giornate
di lavoro, lo stiamo facendo in mezza giornata, anche perché
ricordo che c'è stato un lavoro di sartoria che è stato fatto
stamattina dalle ore 10.00 fino alle ore 14.00. Non solo abbiamo
levato altre quattro ore alla mattina, ma non stiamo avendo neanche
la giornata di domani per potere fare tutti gli articoli, visto e
considerato che c'è sintonia anche col Governo, quindi non stiamo
facendo un torto a nessuno ed è stato chiesto da più forze
politiche di fermarci qualche minuto. Visto e considerato che non
abbiamo neanche cenato, ritengo che se l'articolo 26 si facesse
giorno 8 non succeda nulla e non si stia andando in una direzione
diversa rispetto alla Capigruppo. Non c'è la decisione da parte di
un gruppo politico, ma è una decisione che prende la Presidenza,
sentito anche il clima di stanchezza che c'è tra i deputati. Se poi
noi però vogliamo continuare, attenzione, onorevole Di Paola, lei
sa che io ho rispetto di tutte le forze politiche, compresi i
Gruppi più importanti, non ho difficoltà eventualmente dopo che
abbiamo votato l'articolo 11, visto e considerato che il 26 è un
po' rognoso, a fare cinque minuti di sospensione e decidere se
continuare col cronoprogramma che è stato fatto oppure no, però
sappia - io lo dico in maniera molto sincera - che non c'è stato un
Gruppo che mi ha detto facciamo una cosa' e stiamo facendo quello
che vuole quel Gruppo.
E' un discorso umano rispetto comunque a 70 persone che sono qui
dentro e che non si sono mai fermate per 12 ore; poi se vogliamo
continuare - si figuri se io non voglio continuare - per me
potremmo continuare fino a fine manovra ma non ritengo che sia la
cosa più giusta da fare.
DI PAOLA. Io mi affido ovviamente alla sua saggezza, sotto questo
punto di vista, ma che non passi dentro quest'Aula che chi grida di
più può decidere quale articolo fare o non fare, questo che sia
chiaro o col dire voto segreto sì o voto segreto no.
Qui, in quest'Aula, non c'è nessuno che si può permettere di
gridare di più per decidere un percorso, dopodiché io mi affido
totalmente alla sua saggezza, se lei decide - in base diciamo
anche alla tenuta d'Aula, alla stanchezza che ci può essere - di
potere modificare o rinviare un articolo io mi affido assolutamente
alla sua saggezza, ma che non passi il messaggio che ci sia
qualcuno che si sieda tra i banchi e dica che un articolo si può
fare oppure no. Questo che sia chiaro Grazie.
PRESIDENTE. Io la ringrazio, la rassicuro del fatto che non c'è
stato nessun Gruppo, semmai diversi deputati di diversi Gruppi
politici che hanno fatto la stessa richiesta.
n. 638/A
Seguito della discussione unificata dei disegni di legge n. 637/A
e n. 638/A
PRESIDENTE. Andiamo adesso a votare, onorevole Di Paola,
l'articolo 11. L'Assessore Falcone credo che abbia fatto gli
emendamenti per le coperture.
Un minuto, devo spiegare quello che è stato fatto. Onorevole De
Luca Antonino, sono state fatte le riscritture rispetto ai
suggerimenti che anche il vostro Gruppo ha dato, sono caricati già
sul tablet, se gentilmente poteste leggerli sarebbe una cosa
assolutamente sensata, cosicché noi potremmo andare a votare questi
emendamenti e chiudere questo articolo.
Aveva chiesto di intervenire l'onorevole Laccoto. Ne ha facoltà.
Nel frattempo i colleghi possono guardare sui tablet gli
emendamenti.
LACCOTO. Presidente, Assessori, intervengo per una questione
riguardante anche la funzionalità degli Enti locali.
Oggi è arrivata da parte del Direttore del lavoro una notifica a
tutti i Comuni con la quale si sospende l'attività, giustamente ad
oggi, per quanto riguarda gli ASU, il che comporta - Assessore
Falcone, la prego di ascoltarmi - un problema anche di disservizi
in alcuni Enti locali, perché molti dei servizi specialmente
esterni e anche interni, data la carenza di personale, vengono
svolti da questi soggetti.
Siccome la norma della finanziaria prevede che entra in vigore il
1 gennaio anche se sarà pubblicata giorno 15, giorno 16, non
sappiamo quando, io chiederei se è possibile che una volta votato
l'articolo 11 ci sia anche un ripensamento da parte del Direttore
del lavoro, attraverso l'opera del Governo, che possa consentire
una volta approvato l'articolo, data la decorrenza così come
previsto dall'ultimo articolo della finanziaria che entra in
vigore il 1 gennaio anche se pubblicata dopo, di poter dare la
possibilità a quegli enti che ne hanno bisogno di poter fare
continuare, nelle more della pubblicazione, gli ASU a partire da
giorno 2 e in subordine, proprio in subordine, almeno da giorno 8,
dal momento che noi approveremo la finanziaria.
Questo, Assessore, è un problema che io pongo a tutto il Governo,
perché in altre finanziarie noi abbiamo praticamente fatto lo
stesso percorso, nel senso che abbiamo consentito anche senza la
pubblicazione la possibilità di mettere in servizio, nelle more
dell'approvazione, il personale ASU.
È un problema sentito da moltissimi comuni, non è un problema
quindi di nome e cognome, di territorio, così come si diceva prima,
ma è un problema generale.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha
facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, mi collego a quello che ha segnalato
poco fa l'onorevole Laccoto. Io penso che potremmo cercare di
risolvere il problema inserendo al comma 3, proprio all'inizio, le
parole "con decorrenza dal 1 gennaio 2024", in maniera che, anche
se poi verrà pubblicata la legge il 15 gennaio 2024 o il 14 gennaio
2024, però noi abbiamo già previsto che questo percorso sia da
avviare dal 1 gennaio 2024. Poiché non posso presentarlo io
l'emendamento, ma deve presentarlo o la Commissione o il Governo,
invito il Governo a presentare questo emendamento, al comma 3
dell'articolo 11.
PRESIDENTE. Onorevole Assenza, può salire qui al banco della
Presidenza?
DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente, preliminarmente per dare atto
di quello che l'Aula sta facendo, ossia che sta garantendo la
stabilizzazione agli ASU del settore dei beni culturali per 30 ore
settimanali, e questo è sicuramente uno sforzo importante che
stiamo facendo e che contribuirà in maniera determinante ad evitare
che parchi archeologici e musei subiscano un'ingiusta chiusura.
Ovviamente, dobbiamo impegnarci, durante l'anno 2024, a prevedere
maggiori risorse per il 2025, occorre trovare un altro milione di
euro per portarli a 36 ore e garantire l'apertura di parchi e
musei, secondo quelli che sono gli orari normali di queste
strutture.
Relativamente a quanto detto poc'anzi dal collega Laccoto,
l'allarme che in questo momento questa circolare ha ingenerato nei
comuni e nei lavoratori è grande, e credo che nessuno dei 70
deputati non abbia dovuto raccogliere stamattina l'appello lanciato
da tanti sindaci e da tanti lavoratori, ragion per cui sarebbe
opportuno, al di là anche della specifica che la legge entra in
vigore il 1 maggio anche prevedere eventualmente la cosiddetta
fase transitoria, cioè nelle more che avviene la stabilizzazione di
queste categorie, anche a 24 ore, si mantengano le integrazioni
orarie, così nel frattempo non vanno in sofferenza né comuni né le
Asp, né il settore socio-sanitario né quello dei beni culturali.
Lo so che è previsto, collega, però questo probabilmente darebbe
quella serenità, perché è normale che, cioè le stabilizzazioni non
è che avverranno in automatico, cioè noi approviamo la legge e per
magia si trasformano in contratti stabilizzati, comunque ci sono
delle procedure amministrative da porre in essere. Per cui, se noi
specifichiamo che i lavoratori restano in carico e probabilmente
autorizziamo anche il dirigente a mantenerli in carico, perché come
spesso avviene, queste circolari all'alba di una finanziaria
nascono dall'incapacità dei dirigenti di assumersi le loro
responsabilità, cioè di firmare, e vogliono le spalle coperte dalla
norma, se questo deve diventare un elemento destabilizzante per i
comuni, provvediamo e andiamo avanti.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, il problema dei lavoratori socialmente
utili era uno dei temi che spingeva anche l'assessore Falcone a
volere concludere la finanziaria entro il 31 dicembre di
quest'anno. Perché? Perché la norma prevede che, purtroppo, la
proroga per legge per questa categoria è prevista al 31 dicembre
2023, quindi non essendoci più la possibilità di prorogare, il
direttore ha ritenuto di emanare quella circolare perché neanche i
comuni possono arbitrariamente, in assenza di una norma pubblicata
e approvata, prorogare. Quindi, oggi solo una direttiva
dell'assessore al direttore generale, o perché dobbiamo dirlo
chiaramente non ci sono le condizioni neanche approvando l'articolo
per consentire la prosecuzione delle ore. Che cosa diceva? Oggi ho
avuto un'interlocuzione col direttore generale perché c'era anche
la preoccupazione per questi lavoratori che perdessero le giornate
lavorative, ma cominceranno subito dopo l'approvazione della norma
con le 36 ore, quindi cosa che non era mai avvenuta negli anni
precedenti, e quindi facendo le 36 ore recupererebbero, perché in
atto le ore che prestano sono da 20 a 18, quindi se ci può essere
una soluzione con una direttiva che l'Assessore potrebbe dare dopo
l'approvazione della norma, cioè quindi visto che la decorrenza è
giorno 1, ma la revoca il direttore non la fa, quindi la
sospensione della revoca non la fa, una direttiva ci potrebbe
essere da parte dell'Assessore, nel caso in cui il Governo ritiene
di poterla fare, ripeto, dicendo comunque che gli effetti della
legge oppure specificando che gli effetti della legge decorrono
dal primo gennaio nonostante il proseguimento delle attività
avviene il giorno 8.
Assessore, e chiudo, un altro argomento: il 31 dicembre i comuni
in dissesto e predissesto, ci sono i contrattisti, sicuramente dico
è ovvio che voi non potete fare nulla se nel Milleproroghe non
viene approvata la norma perché non abbiamo competenza, però se ci
fosse un'interlocuzione con i comuni e i comuni potessero fare le
delibere laddove si ravvisa l'urgenza della prosecuzione delle ore
e voi, in attesa del Milleproroghe, assicurate che comunque le
risorse verranno erogate, possibilmente anche in quel caso si può
trovare una soluzione.
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, purtroppo quello che è stato detto corrisponde a verità,
nel senso che noi avevamo una norma, che è l'articolo 3 della legge
n. 35 del 2021, che prorogava l'utilizzazione degli ASU nelle more
delle stabilizzazioni sino al 31.12.2023. E' chiaro che quindi
abbiamo un dispositivo normativo che impedisce la prosecuzione, per
cui rischia di creare un'interruzione. Dovremo eventualmente o
inserire nella norma a decorrere dal 1 gennaio 2024 , oppure
addirittura vediamo con un attimino di riflessione di cambiare
l'articolo 3, comma 1, laddove si dice che la stabilizzazione, che
la prosecuzione si blocca al 31.12.2023. Potremmo immaginare di
spostarla anche di un anno. Ora però, quindi, prima di concludere
questo articolo 11, Presidente, la prego, appena chiudiamo
l'articolo 11 ci fermiamo un attimo e eventualmente verrà indetta
una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari per discutere
sull'articolo 26. Il Governo sull'articolo 26, infatti, vuole
andare avanti, vorrebbe andare avanti, quindi, eventualmente
proprio stasera stessa, stasera stessa, un attimino, abbiamo perso
così tanto, se perdiamo cinque minuti non è una tragedia.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
chiedere diciamo un chiarimento all'Assessore su questa circolare:
quindi, Assessore, lanciamo un messaggio chiaro ai lavoratori ASU
che da sempre hanno tolto le castagne dal fuoco a questa Regione e
a questa Amministrazione regionale erogando una serie di servizi
che sono assolutamente essenziali per la nostra macchina
amministrativa e non solo dell'amministrazione regionale.
SCIOTTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCIOTTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me sembra di
essere veramente in una farsa, ma peggio mi sembra una tragedia.
Assessore Falcone, prendiamoci le responsabilità. Oggi doveva
essere un giorno di festa per gli ASU, però io non parlo se lei non
mi ascolta, Presidente, non ci sono problemi, Assessore, non si
preoccupi, siamo qui, posso? Oggi sarebbe dovuto essere un giorno
di festa per gli ASU, dovevano festeggiare l'approvazione
dell'articolo 11, la loro stabilizzazione a 24 ore, non a 20 ore
che era davvero umiliante, a 24 ore, magari sognavano che lei in un
colpo ulteriore di coraggio di regalo di Natale come dire, avesse
aumentato le ore per gli ASU della stabilizzazione, e creato un
fondo in più
PRESIDENTE. Scusate però, io chiedo scusa, Assessore Falcone, già
l'onorevole ha fatto due volte una pausa perché non lo si sta
ascoltando in maniera adeguata.
SCIOTTO. Io vorrei capire di cosa di più importante della vita di
questi professionisti c'è e i due colleghi vanno dall'Assessore
per interromperlo, io vorrei capire solo questo. Se c'è una cosa
peggiore, Assessore, è una cosa indecente, lei non c'entra per
questa parte dell'interruzione, i colleghi potrebbero chiedere
scusa ma avranno ben altre cose più importanti da discutere. Io le
dico, Assessore, lei si deve assumere la responsabilità, lei e il
Governo.
Se oggi ci troviamo in questo momento non a festeggiare ma lei ha
già dato un giorno di lacrime a tutte queste persone che sono
disperate, non capisco, lei rappresenta il Governo, Assessore, lei
rappresenta il Governo, qui c'è un dirigente generale che dice
termine attività al 31 dicembre 2023 . E' così, Assessore, è così,
Assessore, è inutile che lei ci resta male. Assessore, con tutto il
rispetto che le voglio, qui c'è una lettera del dirigente generale
Ettore Foti che comunica oggi a tutti gli ASU che dal 31 dicembre
non lavoreranno più, dopodiché si abbia il coraggio di dire che
questo è dovuto al fatto che voi non avete programmato perché
questa era una norma relativa all'autorizzazione e alla proroga
che lei avrebbe dovuto provare due mesi fa. Lei e l'Assessorato di
competenza: aggiungo, si abbia il coraggio di dire che dal 2
gennaio al 10 gennaio queste persone non lavoreranno E' meglio
essere chiari, rassicurarli che quanto meno dal 10 lavoreranno, poi
sulle responsabilità le vedremo con chiarezza però, perché per
quanto a lei possa sembrare non importante, mi creda io e tutti i
sindaci che siamo qua di maggioranza e di minoranza siamo stati
tempestati da persone che sono disperate e questo sinceramente non
merita un sorriso ma merita una soluzione e una soluzione di
responsabilità. Se questo accade, infatti, come le cose buone
accadono e sono merito del Governo dovete avere l'onestà di dire
che questo è accaduto per responsabilità della maggioranza, del
Governo che ci doveva pensare due mesi prima e non si sarebbe
arrivati ora.
Quando c'è stato lo stralcio della finanziaria della volta scorsa
lì lei lo doveva portare, lì o all'assessorato di competenza.
Assumetevi la responsabilità e chiedete scusa per quello che gli
state facendo provocare.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire prima l'onorevole Pace,
prego. Chi è iscritto a parlare? Solo il collega Pace.
PACE. Grazie, Presidente, probabilmente, onorevole Sciotto, ho
ascoltato i suoi rimproveri ai colleghi, probabilmente l'onorevole
Sciotto si rivolgeva al Governo nel chiederle scusa ma
probabilmente una delle persone che dovrebbe chiedere scusa agli
ASU per questa probabile o forse no interruzione sono proprio io e
le spiego anche perché, perché il Governo aveva fatto una road map
con la maggioranza per approvare la finanziaria il 31 dicembre e
all'interno delle forze di maggioranza, nel tentativo di trovare un
accordo con le opposizioni, che prevedeva un accordo complessivo
anche sulla tempistica di approvazione di questo testo e, siccome
le opposizioni chiedevano una dilazione dei tempi e non approvare
la finanziaria entro il 31 dicembre, così come chiedeva fortemente
il Governo, all'interno della maggioranza sono stato proprio io
assieme ad altri a convincere il Governo a scendere non a un
compromesso con le opposizioni ma a trovare un'intesa che
salvaguardasse il Governo e l'attività amministrativa
dall'esercizio provvisorio ma che, comunque, prevedeva una data per
approvare la finanziaria che andava oltre il 31 dicembre e, quindi,
la responsabilità del Governo per non approvare la finanziaria
entro il 31 dicembre, probabilmente, è da condividere, sicuramente,
con me e con il mio Gruppo che all'interno della maggioranza sono
stato tra i fautori di un accordo con la minoranza, ma che ha visto
la partecipazione proprio delle opposizioni che, assieme a me,
hanno spinto il Governo a dilatare i termini dell'approvazione.
Vero è che questa norma poteva essere inserita nel collegato ter e
quindi, probabilmente, potevamo programmare in tempo, ma le
intenzioni del Governo erano di approvare la finanziaria il 31
dicembre e, aggiungo, poco fa abbiamo approvato alcuni articoli che
sono stati fortemente contestati perché non condivisi dalle
opposizioni e molto spesso capita che alcuni membri della
maggioranza non condividono un articolo se pur approvato dalla
Giunta di Governo e dalle varie Commissioni.
L'emendamento che poco fa, Assessore, che io ho letto soltanto
poco fa e che prevede una distinzione fra gli Asu dei beni
culturali e tutti gli altri, francamente, non lo condivido
tantissimo perché rischiamo di innescare una guerra tra poveri,
così come altre norme approvate dalla Giunta di Governo sono, da
parte mia, opinabili.
Ciò non mi autorizza, in ogni caso, in quest'Aula in quanto uomo
della maggioranza a dire che io posso votare contrario ad una norma
voluta dal mio Governo e, quindi, nonostante possa avere delle
resistenze, io già preannuncio il mio voto a denti stretti
favorevole all'emendamento.
Invito, però, sia lei, Assessore per l'economia, ma soprattutto
l'Assessore Albano: le preoccupazioni dei sindaci che dal 2 gennaio
possono trovarsi per 10-12 giorni senza buona parte del personale
sono legittime e, quindi, invito attraverso una direttiva del
Governo indirizzata al direttore generale Foti, affinché si possa
trovare una soluzione e senza soluzione di continuità dal 2 gennaio
i sindaci e i Comuni possono ritrovarsi lo stesso personale a
potere svolgere le mansioni che, fin qui, hanno svolto.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
allora, Presidente, premesso che in realtà anche su questa norma da
tanti anni si attendeva una prospettiva, la possibilità di
un'integrazione oraria che, così come è accaduto per i forestali
sulle giornate, così come è accaduto per gli ex Pip per il bacino,
così come è accaduto per tanti ambiti, finalmente si sta arrivando
ad un segnale, ma ad un segnale concreto.
Ora, premesso che effettivamente nelle intenzioni del Governo
c'era di far veder luce al provvedimento alla data del 31 dicembre
e questo era un impegno che la maggioranza insieme al Governo
regionale, insieme al Presidente della Regione, aveva assunto in
fase di programmazione; questo impegno non si è potuto mantenere
per via di responsabilità precise che oggi sono in capo
all'opposizione ma non di meno, Presidente, perché noi siamo
arrivati all'idea di trovare una soluzione e, certamente, non sarà
al tardo orario delle 23.30 compito di nessuno vuole rompere questo
clima.
Ma se ci troviamo di fronte a questa criticità, ad oggi, il
problema a chi lo vogliamo addebitare?
Credo che la vera soluzione stia in realtà, Presidente, nella
possibilità di avviare per via amministrativa un impegno attraverso
una richiesta esplicita e mi unisco in questo senso a quanto detto
già dal presidente Pace al direttore del Dipartimento affinché si
possa derogare a questa scadenza e creare le condizioni che già dal
primo di gennaio i lavoratori Asu possano essere in servizio.
Per il resto, pregherei l'opposizione di non venire qui a fare
demagogia perché se oggi, per la prima volta nella storia, i
forestali stanno facendo 23 giornate in più, il bacino appartenente
ai Pip è stato stabilizzato e gli Asu stanno avendo delle ore in
più, questo è grazie al governo Schifani, quindi se ci sono dei
correttivi ben vengano; per il resto rispetto alle inadempienze che
ci sono state nei decenni oggi stiamo provando a mettere una pezza.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Figuccia. Ha chiesto di intervenire
l'onorevole De Luca Cateno. Ne ha facoltà.
DE LUCA CATENO. Grazie, Presidente. Ho saputo che il presidente
Schifani è andato via per studiarsi l'argomento dei fondi extra
regionali, quindi non perché ho chiesto di prendere la parola. Lo
voglio dire ad alcuni colleghi che mi hanno detto: guarda, come
hai chiesto di prendere la parola, Schifani se n'è andato , ma era
l'ologramma non era Schifani, intanto. Ecco, questo per chiarirci.
Presidente, finora siamo stati in religioso silenzio anche così
per osservare qualche faida in corso e voglio ribadire quella che è
stata la linea di correttezza che Gruppo Sud chiama Nord, ribadita
già in Conferenza dei Capigruppo e prima che iniziasse il percorso
in quest'Aula. Abbiamo detto chiaramente che per noi il testo che
era stato esitato dalla Commissione Bilancio', fatte ovviamente le
dovute correzioni e miglioramenti dei testi come si è fatto col
contributo delle opposizioni, per noi era sacro, non avremmo
partecipato a richieste di voto segreto e non avremmo mai nel
segreto dell'urna appoggiato faide che ci sono in corso, ed è
evidente, è inutile che ce lo nascondiamo E questa linea la
ribadiamo, perché ci riteniamo persone serie e quello che
eventualmente va fatto, va fatto alla luce del sole.
Chiarito questo, andiamo qui alla questione e mi rivolgo sia
all'Assessore per il lavoro e sia all'Assessore per l'economia. Io
non so se il direttore Foti, come si chiama, che ha mandato questa
nota si è prima raccordato con l'Assessore competente. Non lo so.
Veda, se il direttore non l'ha fatto per me è una persona da
rimuovere immediatamente perché, e vado al dunque assessore
Falcone, mi scusi, perché veda per esempio nel mio comune a
Taormina ho cinquanta Asu, quindi oltre la metà degli impiegati che
abbiamo, ma al di là di questo, il tema ora è molto semplice
perché, Presidente dell'Assemblea, nelle varie discussioni che
abbiamo fatto non è stato posto questo problema? Cioè non c'è stato
detto guardate che c'è questa situazione per la quale bisognerebbe
affrontare un percorso diverso. Nessuno mai ha posto questa
questione.
Assessore Falcone, mi sto rivolgendo a lei Guardi, lei ha posto
tante questioni, ma l'aspetto di non poter proseguire l'attività
dei lavoratori Asu non è mai stata posta nelle nostre discussioni.
Dobbiamo essere onesti, quindi oggi scoppia un caso perché il
direttore generale ha mandato questa nota ed ha fatto scoppiare
questa vicenda e ora ne siamo tutti qui a conoscenza.
Allora, visto che il percorso - e qui mi rivolgo nuovamente a lei
Presidente del Parlamento - finora è stato rispettato, siamo qui
ancora a completare quanto stabilito, perché la Giunta non si
riunisce fa l'esercizio provvisorio, chiaro, e così l'attività
continua non si interrompe, al di là di tutte le disquisizioni
legittime o meno, tanto l'otto di gennaio, tra l'otto e il 9
comunque secondo calendario arriverà l'approvazione della legge e
così la finiamo di pregare a Dio e il futuro prossimo perché una
serie di interventi soprattutto dai colleghi della maggioranza, con
tutto il rispetto, su questo tema dove oggi siamo tutti qui a porci
il problema dell'interruzione senza dare la soluzione,
obiettivamente non lo posso accettare e non posso neanche
accettare, con rispetto anche di altri colleghi della maggioranza,
che si dica che questa interruzione sia causata dalla presa di
posizione dell'opposizione. Questo non è accettabile.
E, allora, bisogna essere qui seri, Presidente. Noi ci completiamo
questo percorso, dovremo fare una riunione, nel frattempo se si
materializza il presidente Schifani, prende in mano la situazione,
fa una riunione di Giunta, approva l'esercizio provvisorio e lo
stiamo facendo semplicemente per evitare l'interruzione
dell'attività degli Asu e andiamo avanti, tanto ora non c'è più qui
una questione di chi ha vinto e chi ha perso con l'esercizio
provvisorio perché il percorso stabilito lo abbiamo ottenuto.
Allora, arrivati a questo punto, penso che sia onesto, siamo noi a
chiederlo non più per una questione politica ma proprio per offrire
una soluzione tecnica, quindi se l'Aula condivide anche questo
ragionamento penso che nel giro di mezz'ora si possa risolvere
questo problema, se c'è la volontà di risolverlo, diversamente e
chiudo devo sottolineare un fatto: c'è stata una grave omissione da
parte del Governo su questo aspetto e questa grana scoppia per una
nota del direttore generale che, per carità, sarà legittima ma
sotto il profilo del percorso politico che è stato stabilito
ovviamente tutti quanti siamo rimasti qui sorpresi di questo
effetto che non era stato posto al tavolo.
Quindi concludo chiedendole questo: il Governo ora mostri di
esistere, il Presidente della Regione piuttosto che l'ologramma
cerchi di materializzarsi, prenda in mano la situazione, faccia
questa delibera di Giunta dell'esercizio provvisorio e arrivati a
questo punto sappiamo che lo stiamo facendo per un motivo serio e
nobile e così la finiamo con interventi che sono ipocriti e che
sono totalmente fuori luogo e soprattutto individuano delle
responsabilità inesistenti perché a questo gioco al massacro è
ovvio che l'opposizione non ci può stare.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire il Governo.
FALCONE, assessore per l'economia. Intervengo soltanto per dire,
Presidente, che il Governo ha presentato un emendamento, fermo
restando che all'articolo 29 il comma 2 dice che la norma entra in
vigore dal primo gennaio, abbiamo un attimo condiviso col direttore
che inseriamo un comma aggiuntivo secondo cui l'articolo 11 entra
in vigore dal primo gennaio. E' una specie di fictio iuris nel
senso che utilizziamo questa, diciamo così, disposizione con la
quale stiamo anticipando l'articolo ventinove all'articolo undici
che già stasera approviamo in maniera tale che con la disposizione,
con una direttiva dell'Assessore per il lavoro il direttore potrà
procedere a modificare la circolare. Per cui non facciamo
particolari cose, evitiamo di dire altre cose.
PRESIDENTE. Benissimo. Grazie, Assessore. Ha chiesto di
intervenire l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Presidente, allora, penso che oggi gli Asu hanno
iniziato i lavori sicuramente non contenti. Oggi non è stata una
bella giornata perché gli Asu che aspettavano delle novità positive
da parte nostra, nel momento che si vedono arrivare la nota del
direttore che gli comunica che al 31 di dicembre il loro percorso
finisce e la finanziaria che prenderà corpo l'8 di gennaio li
lascia scoperti per otto giorni sicuramente li ha destabilizzati,
li ha preoccupati, su questo non ci sono dubbi, è umano.
L'Assessore ha risposto dicendo che il problema non esiste e che
si è pensato ad una soluzione. Mi permetto di dire: ma che non vi
parlate tra di voi? Arriviamo a creare questa confusione, dovrebbe
essere normale che il Direttore, prima di scrivere una cosa così
delicata che riguarda migliaia di persone a cui non viene garantita
la certezza del futuro, doveva confrontarsi con l'Assessore e
l'Assessore al ramo immediatamente si sarebbe confrontato con
l'Assessore per l'economia, avrebbero trovato la soluzione che poi
è stata trovata e questi poveri lavoratori che sono stati oggetto
negli anni di tutte le cose che sappiamo si sarebbero evitati di
passare una mala giornata fino alle 23.00, fin quando l'Assessore
ha dato questa certezza di mandare un Whatsapp a tutti perché penso
che i Whatsapp siano arrivati a tutti, di grande preoccupazione
perché, di fatto, non ci si parla. Dico che questa è stata una cosa
grave, è stato un errore grave e sicuramente bisogna prestare
attenzione perché poi nel mezzo ci sono tantissime famiglie.
Dopodiché, noi del Partito Democratico ci auguriamo che, al di là
di questo problema che eravamo sicuri fosse un problema non
risolvibile, anzi un problema già risolto, ci auguriamo che questa
vicenda si concluda al più presto e che porti alla stabilizzazione
degli Asu. L'abbiamo detto centinaia di volte che ormai gli enti
locali e non solo poggiano su questo personale che è formato, su
questo personale che ha un'esperienza acquisita e riteniamo che,
appunto, sia arrivato il momento che si possa definire. Mi auguro
che la parola fine venga messa e venga messa subito, al più presto
e che finalmente si possa chiudere questa pagina che, da troppo
tempo, si porta avanti di questo precariato che ormai è storico.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Campo.
Ne ha facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, Assessore, la pagliacciata del 2021 con
questa norma dovrebbe essere finita perché ricordo, insomma, che
gli Asu sono stati illusi, c'è stata l'impugnativa che si è
sbloccata solo grazie a un emendamento del Movimento Cinque Stelle
che ha fatto sì che venisse inserita una giusta norma nel decreto
Pubblica Amministrazione bis alla Camera. Quindi soltanto grazie a
questo si è potuto inserire questo articolo all'interno di questa
legge di stabilità.
Però, adesso, è giusto parlare anche agli Asu in maniera molto
chiara, non ci immaginiamo che dal primo gennaio queste persone
verranno stabilizzate perché non funziona così, chiaramente c'è una
procedura, è una procedura lunga, è una procedura farraginosa,
devono essere accettati dagli enti che li hanno presi in carico,
gli enti locali laddove sono i comuni ma anche altri e, quindi, fra
l'altro devono accettare anche di essere stabilizzati a 24 ore
perché, altrimenti, resteranno precari a 36 ore.
Quindi, è chiaro che all'interno di tutta questa normativa va
risolto questo problema della vacatio anche perché ci potrebbe
essere chi deve andare in pensione a breve e gli conviene di più
restare a 36 ore piuttosto che passare a 24 stabilizzato o ci
potrebbero essere ancora dei comuni che non hanno le coperture e
che non li possono stabilizzare.
Quindi, non è una cosa diretta che la Regione sta stabilizzando
gli Asu. E' giusto chiarirlo ed è giusto anche sistemare laddove è
necessario il problema per permettere a questi lavoratori di
continuare il loro servizio nelle more che gli enti che ce li hanno
in carica li stabilizzino. Grazie.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Presidente, veramente quando poi si esagera, colleghi
se dobbiamo arrivare al punto che non dobbiamo neanche parlare e
volete approvarlo subito.
(Intervento fuori microfono)
DIPASQUALE. Anche 30, non ti seccare.
Presidente, ho dimenticato di dire una cosa prima a proposito
dell'intervento che ha fatto l'onorevole De Luca che mi permette di
intervenire.
Anche noi ci siamo stati, abbiamo fatto un accordo che abbiamo
condiviso tutti quanti e abbiamo fatto la nostra parte in maniera
seria. No, Presidente, io vorrei che il vicepresidente lasciasse il
Presidente perché devo parlare con lei. Quindi, io tengo, noi ci
teniamo a ribadire che abbiamo fatto la nostra parte, l'abbiamo
fatta in maniera seria come sempre perché siamo abituati a
rispettare le cose che stabiliamo e nei tempi, già dalla scorsa
seduta ad oggi, abbiamo fatto tutto quello che era necessario fare.
Dopodiché trattare l'articolo 26 non era un capriccio e neanche
un'imposizione, onorevole Di Paola, perché qui imposizioni non ne
fa nessuno Noi ritenevamo perché avevamo delle esigenze nostre
interne, legittime, perché veda il Partito Democratico non è una
caserma, il Partito Democratico è un partito che ha tante teste,
ognuno dei componenti è democratico per davvero. Il Partito
Democratico non è una caserma, può avere esigenze a volte di avere
anche spazi superiori, è così, caro Vicepresidente. No, siccome sto
parlando, lei si muove e si agita. Io penso questo.
Dopodiché avevamo un'esigenza che siccome il nostro Capogruppo si
è dovuto allontanare dopo essere stato sempre presente in questa
finanziaria, sia in Aula, sia fuori dall'Aula, avevamo l'esigenza
sull'articolo 26 di un raccordo superiore. Dopodiché abbiamo capito
che questa è una cosa non condivisa, che c'è l'esigenza di
mantenere un accordo perché, nel frattempo, abbiamo anche avuto
modo di confrontarci con il Capogruppo che ci ha riconfermato che
l'articolo 26 era tra le cose che la Conferenza dei Capigruppo
aveva stabilito. Presidente, non abbiamo alcuna intenzione di
venire meno agli accordi sia di maggioranza, sia tra le minoranze,
eccetera, però a volte capita che ci sono delle esigenze. Una volta
può capitare al Partito Democratico, un'altra volta può capitare al
Movimento Cinque Stelle o un altro partito. Questo non vuol dire
che deve essere motivo di scandalo, quindi, dopodiché siccome noi
dobbiamo chiudere e dobbiamo chiudere quel percorso che ci eravamo
dati possiamo discutere il 26 ovviamente esprimendo tutte le nostre
posizioni che andremo ad esprimere quando entreremo in merito
all'articolo 26.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Dipasquale, anche se questa
Presidenza si era espressa nel voler eventualmente pensare di
accantonare l'articolo 26 e portarlo a giorno 8, visto e
considerato che c'è il suo intervento, visto e considerato che
anche le forze politiche stanno dicendo di fare l'ultimo sforzo per
completare tutto quello che è stato concordato durante la
Capigruppo, vi ringrazio per la disponibilità e andiamo avanti.
Allora dopo questo articolo, concluderemo con l'articolo 26.
Mettiamo pertanto in votazione, intanto chiedo se gli emendamenti
soppressivi all'articolo 11 sono ritirati. Immagino di sì.
Benissimo sono ritirati.
Si passa agli emendamenti del Governo che trovate tra i fuori
sacco che sono l'11.30, l'11.31, l'11.32 e l'11.33. Li trovate
direttamente sul tablet. Chiediamo se possono essere considerati
ritirati tutti gli altri emendamenti.
SPADA. Non li trovo.
PRESIDENTE. Sono tra i fuori sacco , onorevole Spada. Un minuto
preciso che controlliamo. Tra i fuori sacco. Li ha trovati? Sta
venendo un assistente a controllare. Un minuto. Trovati, ok. Forse
mi ero espresso male io, chiedo scusa.
Allora si passa all'emendamento 11.30. Diamo un minuto per poterli
visionare. Non c'è bisogno? Sono soltanto quelli relativi alle
coperture.
Il parere della Commissione sull'emendamento 11.30?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 11.30. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 11.31. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole De Luca. Ne ha
facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Presidente, solo una raccomandazione agli Uffici
per ciò che concerne la storicizzazione della spesa 2027-2047
perché noi qua provvediamo ad aumentare le ore a 30 e diamo
copertura per gli anni 24, 25 e '26; in sede di raccordo del
testo va modificata la tabella di cui al comma 1 per la parte che
storicizza la spesa.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca c'è scritto in fondo
all'emendamento. Grazie. Benissimo, Pongo in votazione
l'emendamento 11.31. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 11.33. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Benissimo. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa infine all'emendamento 11.32. Il parere della
Commissione?
FALCONE, assessore per l'economia. Un attimo.
PRESIDENTE. Come un attimo, è del Governo. Assessore, non deve
dare parere, è del Governo. Pongo in votazione l'emendamento 11.32.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Benissimo. Pongo in votazione l'articolo 11, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ultimo articolo, per oggi, che è l'articolo 26 e poi
rimandiamo la seduta a lunedì, 8 gennaio 2024, alle ore 10.00.
Allora si passa all'articolo 26. Ne do lettura:
«Art. 26.
Abrogazioni e modifiche di norme
1. Al comma 2 dell'articolo 3 della legge regionale 27 aprile
1999, n. 10, le parole in apposita tabella di cui alle lettere
d), e), f), g) ed l) sono soppresse.
2. Al comma 2 dell'articolo 3 della legge regionale 27 aprile
1999, n. 10, la lettera i) è soppressa.
3. Dopo il comma 2 bis dell'articolo 3 della legge regionale 27
aprile 1999, n. 10, è aggiunto il seguente comma:
2 ter. La legge finanziaria indica in apposite tabelle e nel
prospetto riepilogativo gli effetti finanziari dalla stessa
discendenti. .
4. All'articolo 29 della legge regionale 16 ottobre 2019, n. 17 le
parole entro 24 mesi sono sostituite con le parole entro il 31
dicembre 2025 .
5. Al comma 1 dell'articolo 20 della legge regionale 3 novembre
1993, n. 30 dopo le parole di diritto pubblico, sono aggiunte le
seguenti parole è un ente del Servizio sanitario regionale cui
sono affidati in maniera centralizzata servizi e funzioni a
supporto delle aziende e degli enti che erogano prestazioni
sanitarie, .
6. All'articolo 39 della legge regionale 20 giugno 2019, n. 9 e
successive modificazioni sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1, dopo le parole salvataggio a mare , sono aggiunte
le parole nonché, limitatamente alle isole minori, che abbiano
subito danni o minori ricavi a causa della presenza in mare di
relitti di natanti, imbarcazioni e navi impiegati per il trasporto
di migranti. ;
b) dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:
2-bis. Gli interventi di cui al presente articolo possono essere
attivati in regime de minimis ai sensi del Regolamento (UE)
717/2014 della Commissione e successive modificazioni ovvero in
regime di esenzione ai sensi del Regolamento (UE) 2473/2022 della
Commissione e successive modificazioni. .
7. Al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale 19 novembre
2021, n. 27 le parole presso la Giunta regionale sono sostituite
dalle parole presso l'Assessorato regionale della famiglia, delle
politiche sociali e del lavoro .
8. Al comma 3 dell'articolo 21 della legge regionale 23 dicembre
2002, n. 23, dopo la parola direttivi sono aggiunte le parole
Snonché gli istruttori di cui all'articolo 12 della legge regionale
11 agosto 2017, n. 16 .».
Comunico che sono stati presentati alcuni emendamenti soppressivi,
a firma Catanzaro, Burtone, De Luca A., De Luca C.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. No, lo deve chiedere il Governo. Il Governo voleva
chiedere qualcosa?
FALCONE, assessore per l'economia. Grazie, Presidente. Se possiamo
stralciare il comma 4 dell'articolo 26 in quanto superato.
PRESIDENTE. Benissimo, il Governo chiede lo stralcio del comma 4
dell'articolo 26. Gli emendamenti soppressivi del Partito
Democratico rimangono. Va bene. Allora si passa all'emendamento
26.11.
Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 26.11. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Pertanto, tutti i soppressivi relativi all'articolo decadono.
Si passa all'emendamento 26.8 che è quello che recita che il comma
1 è soppresso, a firma De Luca e altri. E' ritirato, mantenuto?
Movimento Cinque Stelle, è il soppressivo del comma 1.
DE LUCA Antonino. Ritirato.
PRESIDENTE. E' ritirato. Benissimo. Grazie.
Onorevole Catanzaro, Partito Democratico, onorevole Giambona?
GIAMBONA. Rimane.
PRESIDENTE. Allora, l'emendamento non è ritirato. Ho invitato già
al ritiro. Va bene. Il parere del Governo sul 26.12 soppressivo.
FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.
GIAMBONA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio palese
nominale.
PRESIDENTE. Benissimo. Allora c'è una richiesta di voto palese.
Onorevole Giambona, il comma 1 è una modifica di legge per la legge
di contabilità, quindi è sicuro che vuole metterlo in votazione?
GIAMBONA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Grazie. Allora, l'emendamento a firma De Luca Cateno è
ritirato. Grazie.
Il comma 2 credo sia la stessa cosa e anche il comma 3. Posso
intenderli ritirati?
CAMPO. Sì.
PRESIDENTE. Benissimo, Movimento Cinque Stelle.
Onorevole Giambona, il comma 2 è la stessa cosa. Posso ritenerlo
ritirato?
GIAMBONA. Lo ritiro.
Grazie. Si passa all'emendamento 26.6. Il comma 3, è la stessa
cosa. Si intendono ritirati? Giambona, De Luca A., De Luca C.?
Grazie. Il comma 4 non c'è più, è stralciato.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Di fatto consentiva una sanatoria per la Fondazione
Giglio Cefalù che da oltre due anni è scaduta la sperimentazione
gestionale nonché l'ennesima sperimentazione che è stata attivata
col Gemelli di Roma che, dopo il San Raffaele di Milano, è l'altro
soggetto che è andato via lasciando la Fondazione nella condizione
di essere unico ed esclusivo operatore socio della struttura
ospedaliera tranne Regione, comune di Cefalù, eccetera, eccetera.
Perché sto intervenendo? Perché quella norma si poneva un obiettivo
di estendere al 2025 i termini per un nuovo bando per trovare un
partner per l'ennesima sperimentazione gestionale. Mi dispiace che
non ci sia l'Assessore per la salute ma le sperimentazioni
gestionali hanno un inizio e una durata, massimo cinque anni, qui
siamo di fronte all'illegalità più totale e aggiungo che in questi
giorni è stato fatto un bando da parte della Fondazione Giglio di
Cefalù che ha individuato un partner che è un'università privata
che vuole trasformare l'ospedale di Cefalù in una semplice
struttura di medicina a distanza, online, per aprire un'ennesima
Facoltà di medicina, nulla a che vedere con il servizio sanitario
regionale. E' una vergogna Io farò un'interrogazione, manderò gli
atti alla Procura perché è evidente che siamo di fronte ad
illegittimità manifeste, oltretutto appalesate dal fatto che, nel
frattempo, la fondazione Giglio di Cefalù è diventata un
intermediario di manodopera che opera per nome e per conto di
alcune strutture sanitarie della Sicilia presso altre strutture
ospedaliere, anche di tipo privato, subaffittando personale medico
e infermieristico al sistema sanitario regionale.
Capisco che il Governo ha ritirato per evitare una discussione
delicata e complicata, ma per quanto mi riguarda la vicenda del
Giglio di Cefalù rimane una questione vergognosa, che in questo
momento si sta perpetuando un atto di illegalità permanente e
diffusa nei confronti della Regione siciliana.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 26.4, a firma dell'onorevole
Antonino De Luca ed altri.
DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente, nel condividere tutto quanto
detto dal collega Cracolici in merito al comma 4, credo che anche
il comma 5 richiede una certa attenzione, perché questi sono quegli
articoletti, quei commini, che passano nelle nottate quando siamo
stanchi, sono sempre a fine legge, ma hanno un contenuto molto
importante, perché, anche se sembra che non ci colpano, nella
realtà, con due paroline messe nel modo giusto, provano dei grandi
cambiamenti.
In questo caso, queste due righe che fanno? Prendono il CEFPAS,
ente strumentale da venti, trent'anni, e lo trasforma in ente del
Servizio sanitario regionale. Attenzione, non è poco, perché
attraverso questa semplice trasformazione, con queste due righette,
tu puoi prendere anche questo personale e stabilizzarlo attraverso
l'applicazione della legge Madia. Attraverso questo sistema stai
inserendo queste persone all'interno del Servizio sanitario
regionale, e puoi attivare anche le mobilità, probabilmente, verso
le Asp, probabilmente attraverso questo ente che si occupa
normalmente di fare formazione nei confronti di una platea, anche
vasta, di personale sanitario, ci sono delle qualifiche, perché c'è
una pianta organica, ci sarà una pianta organica a questo punto che
passerà in capo al Servizio sanitario regionale, ci sarà un
direttore amministrativo, ci saranno delle cose che cambieranno, e
anche questo è un ente che ultimamente ha fatto parlare di sé, non
è che non ha fatto parlare di sé il CEFPAS.
Per cui, io credo che un dibattito d'Aula su queste tre righette
che sembra che non ci colpano io credo che andrebbe fatto, perché
non è un comma qualsiasi, è un pezzo di un articolo di cui dobbiamo
discutere, perché sembra che non dica nulla, ma invece dice molto.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, il CEFPAS è un ente sanitario di
fatto, perché da oltre trent'anni opera come se fosse un ente
sanitario, visto che ha un direttore generale, un direttore
amministrativo e un direttore sanitario, e applica in maniera
illegittima un contratto sanitario. Ora io posso comprendere che a
un certo punto si pone il problema di risolvere, anche perché di
fronte a un quesito fatto al Ministero della salute, se è
applicabile a proposito del personale precario la riforma Madia o
il sistema di stabilizzazione previsto per il personale sanitario,
il Ministero della sanità ci ha risposto che quello che vuole
essere il CEFPAS lo decida la Regione siciliana, se vuole che sia
un ente sanitario faccia una legge stabilire che sia un ente
sanitario, e la Regione sta facendo una legge.
Ora io, come dire, vorrei fare due considerazioni fondamentali e
capire se il Governo su questo risponde in una maniera o in
un'altra, perché ci può stare che dopo trent'anni si stabilisce di
mettere fine a un equivoco, ci può stare a condizione che gli
effetti che discendono dall'approvazione di questa legge, cioè che
è un ente sanitario, hanno efficacia dal momento in cui approviamo
di questa legge, cioè che è un ente sanitario, hanno efficacia dal
momento in cui approviamo la legge e non hanno effetti retroattivi
altrimenti è una sanatoria.
Ma soprattutto, Assessore Falcone, lo dico a tutto il Governo,
visto che ancora una volta non c'è l'assessore alla salute, qui si
estende il concetto di ente sanitario perché sostanzialmente si
dice che questo ente sanitario regionale, a cui sono affidati in
maniera centralizzata servizi e funzioni a supporto delle aziende
sanitarie degli enti che erogano prestazioni sanità, tradotto si
vuole fare un'azienda zero, cioè una grande azienda che governa
tutte le aziende sanitarie e ospedaliere.
Per fare questo si fa una legge, per fare questo si discute nel
merito, si definiscono obiettivi, strategie, non si fa un
emendamentino con scritto una cosa che pochi comprendono che
dobbiamo creare una... c'è un esempio di azienda zero in Italia
fatta nel Piemonte ma sono aziende che hanno finalità, obiettivi
definiti dalla legge. Qui si fa una dichiarazione di intenti
creando un ennesimo sistema diciamo di equivoco amministrativo,
come è stato in questi trent'anni, volutamente.
Voglio essere chiaro, ho presentato un emendamento che in qualche
modo prova a riscrivere questo articolo, fermo restando che diventi
un ente del servizio sanitario regionale, punto Che continua a
fare quello che fa, fa attività di formazione al supporto delle
aziende sanitarie, ma tutti gli effetti dell'essere servizio
sanitario si applicano a decorrere dalla pubblicazione di questa
legge, non ci sono effetti retroattivi e soprattutto non ci sono
espressioni equivoche di affidamento in maniera centralizzata di
servizi e funzioni a supporto delle aziende e degli enti che erano
prestazioni sanitarie. Che cosa sono? L'innovazione tecnologica, la
medicina a distanza, la digitalizzazione? Cioè che cosa vogliamo
fare di questo ente? Il Governo lo dica, presenti un testo un
disegno di legge, ci si confronti, ma così alla carbonara e di
nascosto inaccettabile
Spero che il Governo accetti la riscrittura del mio emendamento
che ho presentato poc'anzi, avevo depositato chiaramente un
emendamento a questo testo che si limita a dire è un ente
sanitario, punto L'applicazione, le disposizioni che discendono
dall'approvazione di questa legge decorre dal momento in cui viene
pubblicata la legge e non prima. Perché sul prima i rischi che
diceva il collega capogruppo del Movimento 5 stelle, che serva a
sanare e soprattutto a stabilizzare personale che in questi anni è
stato in mille modi avviato presso il CEFPAS, che o è un ente
pubblico o non lo è l'ente pubblico, spesso un ente pubblico che
non è definito agisce da ente che non è né pubblico e forse neanche
privato, è ente a domanda. Pertanto ho chiesto di riscrivere questo
comma, in alternativa è chiaro che diventerà uno dei temi secondo
me molto seri e molto delicati del futuro del sistema sanitario
regionale. Non possiamo creare un ente, come dire, che sovraintende
al sistema sanitario, quell'ente si chiama dipartimento regionale
alla sanità, che è il dipartimento da cui dipende l'assessorato
alla salute, altri non ce ne possono essere.
CAMPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, di fatto con questo
comma, si modifica la natura giuridica del CEFPAS e si permette
chiaramente una possibile stabilizzazione dei dipendenti e io colgo
l'occasione per fare un parallelo con un altro ente che il
CORFILAC, o che anche i dipendenti hanno cercato di avere
interlocuzioni con l'assessore Sammartino, praticamente è un
consorzio di enti che recentemente invece ha modificato la natura
giuridica peggiorandola e gli stessi dipendenti non chiedono altro
che un pò di serenità lavorativa, sono inquadrati come ricercatori
universitari, fanno un servizio per tutta la Regione della filiera
lattiero casearia e chiaramente non hanno diritto neanche
all'aumento Istat dei propri stipendi, che sono degli stipendi
veramente miseri per le alte professionalità, di cui stiamo
parlando. Ed inoltre i dipendenti del Corfilac ad ogni finanziaria
devono richiedere che vengano appostate le somme che poi sono
bastevoli a malapena per i loro stessi stipendi, e quindi non
permettono neanche all'ente di poter svolgere appieno un servizio
che potrebbe avere delle potenzialità enormi per la Regione
siciliana e allora io mi chiedo perché sempre fare figli e
figliastri se c'è un altro ente che può essere anche questo, se
anche questo può modificare la natura giuridica è bene che nella
prossima legge di stabilità magari si discuta anche di questo.
Mi rendo conto che in questo momento non è possibile farlo però è
giusto che a tutti vengano date le stesse opportunità soprattutto
quando parliamo di alte professionalità a servizio della nostra
Regione.
PRESIDENTE. Intanto chiedo se il soppressivo del comma 5 è
ritirato o meno? Onorevole De Luca è mantenuto? Ok.
Sulla riscrittura dell'onorevole Cracolici voi vi rivedete, è
inutile, non c'è bisogno che intervenga, sulla riscrittura le sta
bene? Sulla riscrittura lo ritira? E' caricato?
Ha chiesto di parlare l'onorevole Antonino De Luca. Ne ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente, la riscrittura io non mi
esprimo per il semplice motivo che non l'ho letta quindi come
faccio? Presidente io credo che dovremmo probabilmente lavorare un
po' meglio su questo discorso, perché che gli effetti discendenti
del seguente comma decorrono dall'entrata in vigore della presente
legge mi pare abbastanza normale perché decorrono da quando entra,
noi dobbiamo specificare che ai fini della stabilizzazione non può
essere applicata a chi è già dentro la data della presente legge,
perché è normale che gli effetti di una legge decorrono dopo che
l'approvi, è una cosa che è fisiologica, quindi possiamo anche
riscriverlo però dovremmo aggiungere qualcosa.
PRESIDENTE. Posso chiederle la cortesia, visto e considerato che
l'ha scritto l'onorevole Cracolici di suggerire le modifiche che
lei ritiene più opportune?
DE LUCA ANTONINO. Assolutamente sì.
PRESIDENTE. Allora, gentilmente ci prendiamo due minuti senza
sospendere la seduta, senza alzarci, ho capito, sì ma lo si scrive
una volta l'emendamento. Assolutamente sì, onorevole De Luca, ci
mancherebbe prego poi lei lo sa che la ascolto con grande piacere e
attenzione, risveglia l'Aula.
DE LUCA CATENO. Signor Presidente, io la ringrazio, ho una
comunicazione di servizio per l'assessore Falcone, Assessore, lo
voglio dire anche ai miei colleghi mentre lei è qui a svolgere il
suo lavoro e le ribadisco sempre non in modo offensivo di grande
ragioniere generale e stasera ne ha dato per l'ennesima volta
prova, lo sa dov'è il Presidente Schifani, lo sa o no? Glielo dico
io: è a Mondello con il suo competitor, con l'assessore Tamajo.
Veda, Presidente del Parlamento, qui bisogna essere seri. Credo
che tanti di noi qualche impegno ce l'avevamo, io non gioco a
carte, tanti - chissà - avevano qualche partita a carte fissata, ma
che il Presidente della Regione viene in Aula, stia tre minuti e,
come vede, che l'onorevole De Luca sta per chiedere la parola,
perché ovviamente volevo ricordare il suo impegno e, soprattutto,
volevo ricordare, volevo anche sottolineare un fatto. In
un'intervista, perché lui ormai frequenta solo feste di partito, a
Caltanissetta, ha detto che l'opposizione non esiste in Sicilia,
non c'è opposizione. Cioè è talmente inconcludente e inconsistente
che non esiste.
Poi qualcuno gli avrà fatto notare perché noi abbiamo visto solo
l'ologramma in quest'Aula che, grazie all'opposizione, il percorso
che è stato tracciato per la sua, e lo ribadiamo, per il suo
autorevole intervento, è stato mantenuto e che quella legge di
stabilità che il Governo ha partorito in Giunta e che conteneva una
serie di schifezze e lo possiamo dire, in Commissione Bilancio è
stato stravolto, qualcuno avrà detto questo perché, ovviamente, per
ora è accecato solo da questa faida nei confronti di Falcone,
perché Falcone va ammazzato, perché ormai c'è questo obiettivo di
impadronirsi di Forza Italia in Sicilia e allora ha cambiato il
tiro l'indomani, ha parlato della opposizione responsabile.
Veda Presidente, noi abbiamo grande rispetto suo e del ruolo che
ha svolto, però io personalmente mi sento offeso dal comportamento
di un Presidente della Regione che è perennemente in campagna
elettorale e che, nel momento cruciale che è la legge di stabilità,
continua a fare campagna elettorale e brindisi, infischiandosene
del Parlamento, infischiandosene dell'impegno che ha preso con lei,
perché noi eravamo rimasti in un modo ben preciso.
E ancora ribadisco un altro passaggio dell'intervista a
Caltanissetta di questo ologramma perché la Regione siciliana non
ha un Presidente E lo stiamo vedendo anche in questa circostanza
Si è permesso di dire che, comunque, lui non era tenuto a dare
spiegazione a questo Parlamento perché i fondi extraregionali non
erano oggetto della legge di stabilità.
Allora veda c'è un limite oltre il quale non si deve andare e
questo riguarda il merito, riguarda il bon ton istituzionale.
Onorevole Dipasquale, lei è qua insieme a noi a mantenere fede agli
impegni assunti e non abbiamo avuto neanche da parte del Presidente
della Regione e dell'assessore Tamajo l'invito a questo brindisi,
ma anche nei confronti dei colleghi della Giunta e onorevole
Falcone lo dico per la sua pelle: stanno lavorando per farle la
pelle
Ma veda, fino a quando sono faide interne al partito di Forza
Italia è una questione...è cosa vostra, come si suol dire. Ma
quando riguarda il Parlamento e, quindi, anche al ruolo che avrebbe
dovuto svolgere il Presidente della Regione siciliana e, allora,
noi non ci possiamo stare Presidente Galvagno, chiudo rivolgendole
l'invito e che sia anche un invito formale: lei deve richiamare il
Presidente della Regione. Giorno 8, Schifani deve essere qui
presente, non l'ologramma Deve essere presente Schifani a dare le
spiegazioni che abbiamo chiesto, sia per quanto riguarda le
politiche di bilancio di cui qui nessuno ne ha parlato perché,
ovviamente, c'è il mandato a prendere un pezzo di questa legge di
stabilità e utilizzarla per la campagna elettorale, sia per quanto
riguarda i fondi extraregionali e sia per quanto riguarda il
finanziamento che questa Regione ha deciso - non questa Regione
pardon - la trattativa privata tra Matteo Salvini e il Presidente
della Regione, ha stabilito per quanto riguarda il ponte sullo
Stretto di Messina, rapinando la Sicilia e i siciliani di quasi 2
miliardi di Euro di fondo di sviluppo e coesione.
Lei ha preso questo impegno, Presidente del Parlamento, e io le
rinnovo l'invito, ha mantenuto tutti gli impegni con quest'Aula e
quindi rinnovo l'invito ora ad avere qui il Presidente Schifani per
come siamo rimasti, considerato che continua a sbeffeggiare il
Parlamento con i suoi atteggiamenti offensivi.
Andate, perché poi sono così intelligenti, veda Presidente
Galvagno e concludo, sono così intelligenti che se va sui social
vede in questo momento il vero Schifani che ride, che balla con
Tamajo, che brinda, per che cosa, alla pelle di Falcone Ma non è
vergognosa cosa del genere? Non si è mai verificato che io ricordi
in questo Parlamento: il Presidente è sempre stato presente, in un
modo nell'altro Ebbene mi dispiace ribadirlo, i Siciliani hanno
eletto un ologramma
PRESIDENTE. Grazie onorevole De Luca.
Adesso l'emendamento dell'onorevole Cracolici lo dovreste avere
sui tablet, credo che ci sia apprezzamento, il parere favorevole da
parte del Governo se non ho capito male, lo chiedo.
Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 26.21 R.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento al 26.3 degli onorevoli De Luca, Di Paola
e altri.
Ritirato, benissimo.
Onorevole De Luca Cateno, Sud chiama Nord? Ritirato, benissimo.
Catanzaro, Giambona? Ritirato il soppressivo del 6, benissimo. Il
comma successivo, l'emendamento 26.20, sempre a vostra firma, alla
lettera a). Ritirato? Grazie.
Si passa all'emendamento 26.10 degli onorevoli Campo, Sunseri ed
altri.
E' mantenuto o ritirato? Mantenuto.
Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa agli emendamenti soppressivi del comma 7 a firma degli
onorevoli: De Luca, De Luca e Catanzaro. Posso considerarli
ritirati? Sì, grazie.
Si passa agli emendamenti soppressivi del comma 8 a firma degli
onorevoli De Luca, De Luca e Catanzaro. Posso considerarli
ritirati? Sì, ritirati, grazie.
Pongo in votazione l'articolo 26, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Voto contrario del PD, del Gruppo Movimento Cinque Stelle e del
Gruppo Sud chiama Nord.
Prima di chiudere, volevo ringraziare tutti quanti i colleghi,
volevo ringraziare gli Uffici per il lavoro svolto fino a questo
momento. Auguri di buon anno e buone feste a tutti
Rinviamo la seduta a lunedì, 8 gennaio 2024, alle ore 10.00.
(La seduta, sospesa alle ore 00.25 di venerdì 29 dicembre 2023 è
ripresa
alle ore 10.11 di lunedì 8 gennaio 2024)
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Allora, onorevoli colleghi, in funzione di quelli che sono i
lavori, gli approfondimenti che si stanno facendo tanto per il
maxiemendamento quanto per la restante parte degli articoli,
rinviamo la seduta alle ore 12.00.
(La seduta, sospesa alle ore 10.11, è ripresa alle ore 13.07)
Presidenza del Vicepresidente Di Paola
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono ancora in corso delle
interlocuzioni in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, quindi rinvio la seduta alle ore 16.00.
(La seduta, sospesa alle ore 13.07, è ripresa alle ore 16.21)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, solo per comunicarvi che la seduta
è rinviata alle ore 17.00 perché ci sono ancora interlocuzioni con
i Presidenti dei Gruppi parlamentari.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 16.22, è ripresa alle ore 20.01)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Colleghi, la seduta è ripresa, ma la rinvio alle ore
23.00 per dare la possibilità a tutti i Gruppi parlamentari di
potere verificare il maxiemendamento che si sta man mano
elaborando.
Pertanto, la seduta è rinviata alle ore 23.00.
(La seduta, sospesa alle ore 20.02 di lunedì 8 gennaio 2024, è
ripresa alle ore 1.34 di martedì 9)
Presidenza del Presidente Galvagno
PRESIDENTE. La seduta riprende.
Allora, colleghi, dopo più di dodici ore di confronto fuori
dall'Aula, adesso siamo arrivati al momento in cui dobbiamo votare
gli ultimi articoli, che sono l'articolo 2, tra i più importanti,
che tratta le riserve, poi le tabelle e, infine, il
maxiemendamento. Prima però di cominciare la seduta di oggi e
continuare in questa nottata, chiedo sin da adesso scusa agli
Uffici per il lavoro che facciamo fare nelle ore notturne. Mi
dispiace, però, purtroppo, è necessario votare questa manovra in
tempi strettissimi.
Ricordo dell'ex deputato regionale Giuseppe Spampinato
PRESIDENTE. Purtroppo, stamattina, ci ha lasciati, è venuto a
mancare l'amico, onorevole Beppe Spampinato, che è stato deputato
di quest'Assemblea, è stato assessore, ha ricoperto tantissimi
incarichi pubblici. Certamente, si è contraddistinto per la sua
persona, una persona assolutamente perbene, e mi sento di voler
dare un abbraccio a Valentina Sirchia, che lavora qui con noi in
Assemblea e alla figlia Sveva.
Chiedo ai colleghi un minuto di silenzio per la perdita dell'amico
Beppe Spampinato.
(L'Aula osserva un minuto di silenzio)
n. 638/A
Seguito della discussione unificata dei disegni di legge n. 637/A
e n. 638/A
PRESIDENTE. Allora, colleghi, dopo le varie interlocuzioni, ho
inteso che ci fosse una richiesta per quanto riguarda una
riscrittura, ma la stessa, se non ho capito male, chiedo conferma
al Governo, o non c'è sostanzialmente questa sintesi nel volere
andare avanti sull'articolo 2 allora, noi passiamo direttamente
all'articolo 2. Ci sono emendamenti?
Chi vuole intervenire? Prego, iscriviamoci chi vuole intervenire?
Ricordo ai colleghi che l'intervento è uno sia per gli
emendamenti, articolo, un intervento per deputato.
Chi vuole intervenire prima? L'onorevole Campo. Ricordo che su
questo articolo poi non potrà più prendere la parola. Prego,
onorevole.
CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, intervengo
adesso e chiaramente non interverrò dopo, nonostante ci siano due
emendamenti miei, perché all'articolo 2 ci sono, fra le tante cose,
due note abbastanza stonate. Una in particolare si riferisce
all'articolo sulla democrazia partecipata, che è una norma voluta
fortemente dal Movimento Cinque Stelle nella precedente
legislatura. Ricordo a tutti che fu una norma, appunto, di Gianina
Ciancio, una nostra collega, e oggi viene completamente svuotata di
senso, di significato. Penso che forse sarebbe stato, a questo
punto, meglio direttamente abrogarla; quanto meno ci sarebbe stata
l'onestà intellettuale di dire "non vogliamo questa norma", perché
per come è stata riscritta e reintrodotta, praticamente, la norma
non ha più senso di essere.
Per questo motivo ho presentato degli emendamenti che sono
migliorativi, perché se la norma chiaramente ha creato difficoltà
agli enti locali è giusto che venga sistemata e modificata, ma in
questo modo, credetemi, era più opportuno e più onesto direttamente
abrogarla. Quindi, andiamo a sistemarla per farla funzionare con
questi emendamenti, ma non eliminarla del tutto.
Sulla democrazia partecipata, mi pare che il comma 17, io ancora
qui non ho il testo, e poi un'altra cosa, c'è un altro comma, mi
pare il comma 20, se ben ricordo, dove sembra appunto di cucire a
livello sartoriale un vestito su misura per uno, massimo due comuni
della Sicilia. Ma sarebbe stato più opportuno a questo punto andare
a fare un articolo all'interno del maxiemendamento, dove ci sono
tanti emendamenti di questa natura piuttosto che andare a
intervenire sugli enti locali con un articolo di questo tipo, che
reputo veramente inopportuno. Quindi, questa cosa io ci tenevo
anche a segnalarla perché tutti noi siamo intervenuti in questa
legge di stabilità e, laddove ci sono stati articoli
particolarmente localistici, li andiamo a trovare, li andremo a
vedere e poi, nel maxiemendamento, ma fatti in questo articolo 2,
secondo me, è inopportuno.
BURTONE. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Se, per favore, nel frattempo che
interviene l'onorevole Burtone mi dite chi si iscrive a parlare.
Catanzaro, Dipasquale, Safina, Di Paola, Gilistro, Savarino.
BURTONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, proprio
in questi giorni è stata diffusa una notizia dagli organi di stampa
che ha, diciamo, determinato sconcerto nelle nostre comunità. Io
sono sindaco del Comune di Militello, in Val di Catania, e ho visto
le reazioni negative che si sono determinate. La notizia è questa:
dopo quattro mesi il Governo nazionale ha deciso di non dichiarare
lo stato di calamità naturale, l'emergenza per le nostre comunità a
seguito degli incendi. Una cosa molto grave.
Lei ricorderà, signor Presidente dell'Assemblea, che in quest'Aula
è venuto il Presidente della Regione e credo sia stata l'ultima
occasione della sua presenza, poi è venuto successivamente durante
alcune fasi del dibattito in Aula sul bilancio, ma il Presidente è
venuto a fare una dichiarazione, ha fatto un po' un resoconto di
quello che era accaduto.
In Sicilia sono accaduti fatti molto gravi a seguito di incendi
dolosi. Abbiamo visto, innanzitutto, la perdita di sei vite umane.
Io parto da questo, dal fatto che siano morte sei persone e poi ci
sono stati capannoni, case, automobili che sono andate distrutte.
In tante realtà agricole dei produttori hanno perso prodotto e
hanno perso anche le proprie strutture agricole.
Di fronte a questo, il Governo dice che non ci sono i presupposti
per fare la dichiarazione di calamità naturale e, quindi, di
intervenire, di dare risorse e strumenti per poter intervenire, per
dare una possibilità anche di aiuto alle nostre comunità. Io credo
che negli anni scorsi sia accaduto diversamente.
Signor Presidente, più volte in quest'Aula, fuori dall'Aula, nella
stampa, si è parlato di un Governo amico, di un Governo che guarda
alla Sicilia avendo intanto la stessa maglietta.
Vanno in campo il Governo nazionale, il Governo regionale con le
stesse caratteristiche politiche, eppure il Governo nazionale, che
dovrebbe avere la sensibilità, addirittura, superiore rispetto ad
altre ipotesi governative di fronte a quello che è accaduto in
Sicilia, dice che non si può dichiarare questo stato di emergenza.
Io credo che sia una cosa inaccettabile.
Noi avremmo voluto la presenza qui del Presidente che riaffermasse
le cose che ha detto in quest'Aula. Sappiamo che c'è stata una
riunione del Governo, forse oggi pomeriggio, sono le notizie che
abbiamo sentito mentre aspettavamo che si svolgesse l'Assemblea.
Una riunione su questo tema.
Vorremmo capire che cosa sia stato deciso, lo si dica all'Aula,
anche perché, signor Presidente, proprio ieri in una testata
giornalistica siciliana, proprio dalla Protezione civile, il
Ministro personalmente ha detto che per la Sicilia sono stati
previsti trenta miliardi di euro per i prossimi anni. Trenta
miliardi di euro. In questi trenta miliardi non c'è un euro per
risarcire chi ha avuto danni dagli incendi
Allora, io credo che ci sia la necessità di discutere. Io le dico
questo, da parte del Partito Democratico: si è detto, proprio nelle
settimane scorse, del nostro Presidente del Gruppo parlamentare, ma
anche del partito che, addirittura, noi sappiamo che cinque
miliardi di euro sono stati sottratti alla Sicilia, il
definanziamento della strada Siracusa - Gela, della Ragusa -
Scicli, di altre realtà, la Zes che è stata modificata è bloccata,
per non parlare dell'alta velocità, perché in questa intervista del
Ministro della Protezione civile si dice che faremo l'alta velocità
collegata sempre al Ponte, quando qui l'Assessore ha dichiarato che
ci sarà un potenziamento delle strutture ferroviarie ma non ci sarà
l'alta velocità, quindi, io credo, signor Presidente, e vado alla
conclusione, che il tema degli incendi vada riproposto. Si dica la
verità, che cosa è accaduto. C'è una lite all'interno del
centrodestra, un continuo conflitto. A noi poco importa la lite; a
noi interessa sapere che cosa si vuole fare, così come chiediamo la
verità, mancheranno cinque miliardi di euro, come dice il Partito
Democratico o ci saranno trenta miliardi di euro, così come dice il
centrodestra del Governo nazionale.
Dico questo, signor Presidente e, concludo, perché noi questa
parte dell'intervento , perché noi stiamo parlando di questioni
significative. Nelle altre riunioni abbiamo fatto più volte a lei
la richiesta di convocare il Presidente e gli Assessori, di
chiedere chiarezza su questo tema, su quanto accaduto, sugli
incendi e su questo conflitto se ci saranno meno cinque miliardi o
più trenta miliardi di euro.
Lei ha il dovere, signor Presidente, di chiedere al Governo di
riferire in Aula. E le dico questo perché, altrimenti, il
discredito del Parlamento siciliano sarà un discredito vero.
Noi stiamo iniziando un anno e noi le chiediamo un atteggiamento
anche diverso da parte sua. Lei è giovane, è un parlamentare che
segue l'attività; da Presidente, deve avere a cuore il livello
significativo, il rispetto dell'Istituzione, soprattutto lei.
Le chiediamo questo sforzo in più, si chieda al Governo di
interloquire seriamente con i deputati, perché c'è al centro la
democrazia anche del nostro Parlamento; non è una questione banale,
non è una questione legata a un conflitto tra posizioni politiche
diverse, ma si tratta di andare alla natura delle nostre
Istituzioni e noi ci teniamo, signor Presidente, ci teniamo perché
la democrazia in Italia non è stata regalata, è stata conquistata,
è stata conquistata dalla Resistenza, dalla scrittura della
Costituzione e, quindi, anche il Parlamento siciliano la deve
rispettare.
Le faccio, quindi, una richiesta precisa: chiediamo al Governo di
fare chiarezza sugli incendi e su questo conflitto che c'è di
continuo, se avremo di meno o avremo di più. E su questo non si
scherza.
SAFINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io,
ovviamente, interverrò sull'articolo 2 e condivido naturalmente
ogni parola dell'intervento del mio collega, onorevole Burtone.
Nel disegno di legge presentato da questo Governo, alle riserve
era prevista una specifica riserva di due milioni di euro a favore
dei comuni nei quali ricadono le aree industriali. Rammento a me
stesso che questa riserva era stata introdotta ed è stata
introdotta in quanto con sentenza della Corte Costituzionale è
stata dichiarata l'illegittimità del trasferimento delle aree Irsap
ai comuni, mantenendo, sostanzialmente, la validità degli atti di
trasferimento già realizzati qualora la Regione avesse provveduto a
stanziare le risorse necessarie, al di là del fatto se sia corretto
o meno fare valere queste risorse sulla riserva, facendole,
sostanzialmente, pagare a tutti gli altri comuni.
Io penso che, anche a voler mantenere immutata l'impostazione di
questo Governo, bisogna correggere una stortura che con un agguato,
sostanzialmente, per effetto di distrazione durante la seduta della
Commissione Bilancio, si è realizzato perché si è soppresso un
comma delle riserve che serve a far sì che questa norma sia
costituzionalmente legittima, questa finanziaria, perché non è
possibile approvare la finanziaria senza stanziare risorse a favore
dei comuni sui quali ricadono le aree industriali.
Quindi chiedo al Governo di rivedere il testo ed eventualmente
reintrodurre la riserva nella misura prevista nel disegno di legge,
che era di due milioni di euro.
Non penso che questo sia impossibile perché c'erano all'origine,
quindi non ritengo che siano spariti, ma è una cosa, Assessore
Tamajo, che va fatta, anche perché il carico che grava sui comuni è
ben oltre questi due milioni di euro, perché per alcuni comuni -
stiamo parlando di trasferimenti di 30-40.000 euro - i
sottoservizi, la pulizia, la manutenzione delle strade, dei corpi
illuminanti vale ben oltre 2 milioni di euro.
Allora, penso che il Governo non si possa voltare dall'altra
parte, non possa fare gravare sui comuni questi costi e non possa
non rispettare una sentenza della Corte Costituzionale.
Invito su questo il Governo ad una riflessione.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Gilistro. Ne ha
facoltà.
GILISTRO. Avevo presentato un emendamento, signor Presidente, per
quanto riguarda la somma destinata al centro storico di Ortigia,
che è di 1 milione di euro.
Siccome c'è stato un altro emendamento presentato, un altro sul
centro storico di Ragusa, volevo sapere se fosse possibile
equiparare e quindi aggiungere altri 500.000 euro al centro storico
di Ortigia, considerato che Ortigia ha un valore storico e, in
questo momento, una ricaduta sul turismo sia regionale che
siracusano importante.
Volevo caldeggiare la possibilità di far implementare questo
capitolo da 1 milione ad 1 milione e mezzo di euro per il centro
storico di Ortigia, assessore Falcone. Questo sto chiedendo, questo
è l'emendamento, se fosse possibile.
PRESIDENTE. Ho sei colleghi iscritti a parlare: Catanzaro,
Dipasquale, Di Paola, Savarino, Cracolici, Sunseri.
Ci sono altri colleghi che si iscrivono? La Vardera, Cambiano De
Luca, Spada e Giambona, Lombardo, Sciotto, De Leo, Vasta e Balsamo.
Le iscrizioni sono chiuse.
E' iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, Governo, colleghi, manca credo sia
il Presidente che il Vicepresidente, in questo momento, però spero
che man mano arriveranno - nonostante l'ora - perché comunque
soprattutto il Vicepresidente è stato con noi fino a poco fa e
abbiamo discusso sugli emendamenti.
Signor Presidente, intervengo sull'articolo 2, perché l'articolo
2, colleghi, riguarda le riserve ai comuni.
Ad ogni finanziaria, ad ogni legge di stabilità, il Parlamento,
l'Assemblea si è sempre riservata, nel corso delle varie leggi di
stabilità, di destinare una quota dei fondi che trasferiamo ai
comuni, ad interventi o norme qualificanti o norme che potessero su
alcune tematiche alzare l'asticella nei comuni e creare anche una
sorta di competizione o miglioramento, quindi, le riserve nascono
principalmente per questo.
Nel corso degli anni, signor Presidente, queste riserve via via
sono aumentate, ma quest'anno la quantità di riserve che sono state
vincolate da parte dell'Assemblea riguarda 35, se non ricordo male,
35 milioni di euro, 35 o 38 milioni di euro, a fronte di 25 milioni
di euro, 25-26 milioni di euro rispetto al 2023. Questo che
significa, colleghi? Che abbiamo aumentato in maniera importante le
riserve per i comuni e dico che ci può anche stare, perché se noi
presentiamo norme che possono alzare l'asticella su alcune
tematiche importanti come, ad esempio, la raccolta dei rifiuti,
piuttosto che altri interventi qualificanti che riguardano anche
l'accoglienza e l'inclusione che svolgono alcuni comuni all'interno
della Regione siciliana o come un intervento importante che è stato
ahimè cancellato e spero possa essere reinserito che riguardano il
trasferimento di fondi ai comuni che, ad oggi, hanno avuto dalle ex
ASI il trasferimento delle strade delle zone industriali, però,
ahimè, a quei comuni non è stato dato nessun euro per poter gestire
la manutenzione delle strade industriali.
Questo per dirle che cosa, signor Presidente? In Commissione
Bilancio l'atteggiamento del Governo regionale era completamente
differente rispetto all'atteggiamento che c'è stato qui in Aula in
queste settimane e in questi giorni, anche grazie alla sua
mediazione, anche grazie alla sua supervisione e in Commissione
Bilancio, signor Presidente, c'è stato da parte del Governo
regionale un muro contro muro nei confronti dell'Assemblea, tant'è
che molte norme che potevano essere qualificanti, le ho fatto
l'esempio della riserva sulle zone industriali ma le posso fare
anche un altro esempio che riguarda l'attività di turismo,
l'attività di rilancio da parte di molti comuni che in questo
momento vedono su alcuni eventi tradizionali che vengono realizzati
all'interno di molti comuni della nostra Regione siciliana mi
riferisco alla rete europea delle Settimane Sante , che riguarda
più di 50 comuni siciliani e molti di questi comuni sono entrati
con difficoltà all'interno di questa rete europea delle Settimane
Sante . E, allora, andiamo ad inserire una riserva che possa dare a
quei comuni la possibilità non di andare a mendicare al singolo
deputato, ogni volta, ogni anno, la possibilità di potere avere il
contributo di cinquemila o diecimila euro, ma diamo la possibilità
ai comuni di poter competere e di poter migliorare un evento che ha
una tradizione importante all'interno della nostra Regione, tant'è
che vede più di 50 comuni inseriti all'interno di questa rete
europea. Io ne ricordo alcuni dei più importanti, che sono
Caltanissetta, Enna, Trapani, ma ci sono comuni in tutta la Regione
siciliana.
Ecco, signor Presidente, questo è un emendamento, è una riserva
generale, è una riserva che mette in competizione i comuni, è una
riserva che dà la possibilità di andare a spiegare ovviamente ai
comuni che, per così dire, noi vi stiamo andando a riservare una
parte dei fondi che vi stiamo trasferendo, ma ve li stiamo
riservando in maniera tale che tutti i comuni possano partecipare e
competere, ad incidere su quella riserva, così noi alziamo
l'asticella. Viceversa, se andiamo ad inserire delle riserve, che
sono, signor Presidente, verticali, delle riserve che riguardano un
comune o due comuni, è ovvio che non stiamo facendo un buon lavoro,
perché, colleghi, come dicevano altri colleghi che sono
intervenuti, è ovvio che se noi dobbiamo fare delle riserve solo
per un comune, solo per due comuni o solo per tre, allora, tanto
vale che quelle riserve le si prendano e si mettano all'interno del
maxiemendamento, perché non può essere una riserva che va ad
individuare un solo comune, due soli comuni
E, allora, Presidente, le faccio una proposta, abbiamo fatta la
proposta al Governo ma mi sembra che il Governo nuovamente sia
tornato indietro a tre settimane fa quando ha fatto il muro contro
muro all'interno della Commissione Bilancio.
Ci sono tantissimi emendamenti e noi siamo pronti a battagliare su
ogni emendamento, comma per coma, all'interno di questo articolo
però, a mio modo di vedere, dopo tutti questi giorni di
concertazione, dopo tutti questi giorni dove sia il Governo che
l'Assemblea tramite la sua mediazione è riuscito a trovare su
alcuni articoli dei punti di incontro, ora non capisco perché il
Governo regionale sull'articolo 2, delle riserve, sta nuovamente
riproponendo il muro contro muro nei confronti dell'Assemblea.
Io credo che il muro contro muro, Presidente, riporterà nuovamente
la lancetta indietro di tre settimane e ritorneremo nuovamente al
periodo della Commissione Bilancio.
Vado a concludere, Presidente. Io sono convinto che una soluzione
di sintesi la si possa trovare ma è ovvio che deve essere il
Governo regionale a dare la possibilità di trovare questa sintesi
perché altrimenti, Presidente, con questo articolo 2 andremo magari
a bocciare dei commi, delle riserve che possono essere anche
importanti e magari lasciamo all'interno delle riserve che servono
a poco ai sindaci, ai comuni.
Quindi, direi che vista anche l'ora e visto anche il grosso lavoro
che è stato fatto grazie alla sua mediazione in questi giorni, in
queste settimane, credo che una sintesi sia possibile trovarla. Se
il Governo regionale continuerà a fare muro contro muro, allora le
preannuncio che su ogni comma, su ogni emendamento, chiederemo il
voto e, se è il caso, chiederemo anche il voto segreto perché è
corretto che l'Assemblea si possa esprimere liberamente. Grazie.
PRESIDENTE. Così come detto durante le interlocuzioni precedenti,
onorevole Di Paola, abbiamo intrapreso un percorso che sapevamo,
intanto, che oggi ci avrebbe portato a fare le ore più che piccole
e, soprattutto, che sull'articolo 2 ci sarebbe stato un grande
dibattito perché, probabilmente, non c'era la stessa intesa che
c'era sugli altri. Quindi, è nelle prerogative, è nelle corde,
chiaramente mi dispiacerebbe, se si potesse evitare meglio, ma non
posso certamente vietarglielo. Ha chiesto di intervenire
l'onorevole Cambiano. Ne ha facoltà.
CAMBIANO. Grazie, Presidente. Questa è la prima finanziaria, vera
finanziaria, ed è tempo di bilanci anche in merito all'articolo 2
che abbiamo affrontato nel mese di febbraio dell'anno scorso e
sulle riserve sul Fondo autonomie locali. È tempo di bilanci per
sottolineare che cosa? Sottolineare che il lavoro nelle Commissioni
di merito è risultato vano, mi dispiace quasi dovere affermare
l'inutile lavoro svolto nelle Commissioni di merito perché quanto
approvato all'interno delle Commissioni di merito, ovviamente, è
stato stravolto poi da altri percorsi che sono stati intrapresi.
Poi, una mia incomprensibile constatazione rispetto alla
convocazione e al percorso, ovviamente, lei più volte mi ha
ripetuto "si rivolga al suo Capogruppo" e io ho cercato dai decani
e dei veterani di apprendere le dinamiche d'Aula perché si è
stabilito che dal 2 al 5 stavamo a non lavorare e poi tornavamo
qua, il lunedì mattina alle ore 10.00 per iniziare una seduta alle
ore 2.00 di notte.
In merito anche a questo calendario dei lavori, rispetto alla
nostra prerogativa e all'attività parlamentare che svolgiamo, non
posso che constatare, avendo preso visione in via riservata, non lo
so se c'è stata concessa questa possibilità di un maxiemendamento
di leggi ordinamentali, anche lì le Commissioni di merito nulla
fanno perché abbiamo dei veri e propri disegni di legge inseriti in
una legge finanziaria.
Devo porre l'attenzione però su un aspetto che riguarda il Fondo
delle autonomie locali. Era stato presentato e discusso in I
Commissione un emendamento aggiuntivo, che riguardava i lavoratori
cosiddetti "ex contrattisti" dei comuni, che da anni vengono
dimenticati rispetto ai percorsi di valorizzazione o di
ricontrattualizzazione del monte orario. Abbiamo accolto con favore
l'integrazione oraria per i lavoratori ASU, ma abbiamo già più
volte sottolineato che i lavoratori ASU sono lavoratori non
contrattualizzati e, quindi, di supporto ai dipendenti comunali.
Nei Comuni operano lavoratori cosiddetti "contrattisti" che hanno
contratti a 18 ore, a 21 ore e a 24 ore, quindi, in teoria il
lavoratore ASU è di supporto al dipendente comunale che può
assumersi la responsabilità di firmare atti e determine o delibere,
no delibere perché non è un organo deliberativo; assumersi la
responsabilità, in ogni caso.
Ecco, noi integriamo a 36 ore le ore lavorative agli ASU e ci
dimentichiamo di oltre 11.000 lavoratori cosiddetti "contrattisti"
nei comuni che sono a 18, a 21 e a 24 ore. In Commissione avevamo
assunto un impegno - il presidente Abbatte lo ricorderà bene -, sia
con ANCI che con le parti sindacali, di dare una risposta agli
oltre 11.000 lavoratori cosiddetti "contrattisti". Nessuna riserva,
perché era stata pensata una riserva sul Fondo autonomie locali e
nessuna riscrittura è stata fatta di questo articolo.
Tanti altri aspetti ovviamente che meriterebbero attenzione. Era
stato votato un emendamento in Commissione per venire incontro alle
esigenze dei Comuni che molto spesso si sostituiscono a competenze
di altri enti, ad esempio per quei comuni in cui ricadono le foci
dei fiumi, le ondate di piena riversano sui comuni costieri rifiuti
di ogni genere, canneti fluviali e quei costi per la rimozione dei
rifiuti sono a carico dei comuni.
Perché non inserire una riserva per venire incontro ai costi e
alle esigenze di questi comuni? Ecco, era una riserva ed è stata
una riserva accolta trasversalmente e favorevolmente in I
Commissione. Oggi, ci ritroviamo a discutere di riserve per comuni
tra duemila e tremila abitanti, tra mille e millecinquecento
abitanti e, invece, non ci ritroviamo a venire incontro a delle
vere e proprie esigenze degli enti locali, che riguardano i
lavoratori "contrattisti", che riguardano i costi per i servizi di
energia elettrica.
Mi avvio a conclusione, Presidente. Volevo solo ribadire un
concetto rispetto ad alcuni temi posti anche dal Gruppo sulla
valorizzazione delle nostre tradizioni locali, che non sono
mancette per comuni ma bensì percorsi di valorizzazione e quello
delle settimane sante, ad esempio, rappresenta un percorso della
valorizzazione delle nostre tradizioni. Presidente, mi riservo di
intervenire per dichiarazione di voto. Grazie.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole La Vardera. Ne ha
facoltà.
LA VARDERA. Grazie Presidente, onorevoli colleghi, Governo. Io
volevo ritornare sul tema che il collega Burtone ha dibattuto ad
inizio di questa seduta d'Aula anche perché, onorevole Burtone, sul
tema ci sono anche delle novità, visto che stamattina siamo stati
ricevuti dal presidente Schifani con l'onorevole Chinnici e
l'onorevole Savarino. Al di là di questo, il tema che ha sollevato
l'onorevole Burtone, non è di secondo piano colleghi, perché ci
stiamo trovando davanti a una crisi di Governo a tutti gli effetti
non all'interno di questa stessa maggioranza, ma una crisi quasi
diplomatica, istituzionale con Roma, senza precedenti, perché al di
là di quello che possiamo dire del disinteresse generale, forse di
qualche collega, quello che si è consumato in queste ultime 72 ore
con Roma è qualcosa di incredibile in questa legislatura.
Abbiamo avuto un Presidente della Regione che si è svegliato da un
sonno profondo e che ha detto "non mi riconosco in questo Stato".
Allora, l'onorevole Schifani, il presidente Schifani, che ho
incontrato questa mattina, dovrebbe rispetto a questa scelta farne
una conseguenziale, cioè non riconoscersi nella sua stessa
maggioranza, perché quello che è accaduto, che a me sa di ripicca,
di qualche, forse diciamo di qualcuno che nel passato ancora non ha
digerito di non essere stato ricandidato a Presidente della
Regione, e forse in qualche maniera, come dire, ha voluto dare una
sferzata a una Regione che non meritava questa risposta, perché
quello che è accaduto, cioè non riconoscere lo stato di emergenza a
una Regione che, ricordiamolo, ha avuto negli ultimi mesi non le
case bruciate, assessore Falcone, ha avuto ben sei morti, ripeto,
non soltanto le case bruciate ma ben sei morti, che gridano
ovviamente tutt'oggi alla vendetta. Perché? Perché a quelle persone
che chiamiamo "ristori", e non dobbiamo chiamare ristori perché
sono risarcimenti del danno, questo Governo - e questa cosa lei me
l'ha confermata - inizialmente dalle nostre interlocuzioni non
aveva previsto un solo euro. Io avevo dato la mia disponibilità,
del mio budget personale, cioè di 300 mila euro perché ormai le
cose si sanno e si fanno alla luce del sole, per questo tema. Lei
mi ha chiamato e mi ha detto "no, effettivamente sono pochi
trecentomila euro". Il Governo ce ne mette altri 2.7 milioni di
euro per risolvere il problema dei ristori .
Chiaramente non risolviamo proprio una mazza con 2 milioni di euro
su un tema così delicato, Assessore, perché sa bene che la
Protezione Civile stima una quantificazione del danno di ben 150
milioni di euro. Allora, abbiamo detto va bene, è un segnale che
diamo, ma è anche un segnale che davamo prima perché questo Governo
non stava mettendo un solo euro per risarcire che va perso
praticamente tutto, cioè anche la prima casa.
E, allora, si è fatto questo passaggio in avanti. Il Governo
romano attraverso una Pec, e anche qui è la crisi politica con
Roma. Il Governo non ha comunicato al governo Schifani ma manda una
mail, una Pec, alla signora Laganà che ha perso la sua casa a
Gratteri e le dice "signora Laganà, i soldi li chieda alla Regione
e lo firma l'ingegnere Curcio, capo della Protezione Civile romana.
Anche il modus operandi col quale Roma comunica a Schifani il
diniego dello stato di emergenza dimostra non rispetto
istituzionale del Presidente dei siciliani, e questo Parlamento e
questi colleghi dovrebbero in qualche modo occupare se è il caso
Roma, occupare la sede della Presidenza del Consiglio dei Ministri
perché hanno dato una sferzata e uno schiaffo morale in faccia a
tutti i siciliani. L'ennesimo scippo ai danni dei siciliani.
Schifani batte un colpo e dice "no, non ci sto. Questo è un Governo
sul quale non mi riconosco" e dice che, eventualmente, nelle
prossime ore, mercoledì, ci sarà una riunione per rivedere la
decisione assunta dalla Protezione Civile romana.
Noi il nostro contributo, come Sud Chiama Nord e come
sottoscritto, lo abbiamo dato. Abbiamo dato un segnale chiaro e
inequivocabile che non potevamo permetterci di mettere nemmeno un
centesimo per chi ha subito dei danni permanenti e ha perso tutto.
Abbiamo messo la nostra cifra. Voi ci avete seguito perché non
potevate fare a meno di seguirci e l'avete fatto anche, come dire,
in modo rocambolesco. Avete messo due milioni di euro ma non
bastano, assessore Falcone, glielo dico qua subito, non bastano. E
quindi il nostro appello e l'appello di tutte le persone che hanno
perso la loro prima casa e che vivono in mezzo a una strada, e
addirittura ci sono famiglie che vivono dentro una macchina, non
certamente lo risolveremo con due milioni di euro. Avevate anche
una proposta al vostro interno, lo dico qua pubblicamente, che
stava portando avanti l'Assessore vostro, Aricò, e neanche ve lo
siete filati di striscio. Anche qui potevate in qualche modo
ascoltarlo. Però va bene così.
Io concludo questo intervento, assessore Falcone, ricordando anche
la norma che, ovviamente, l'emendamento che tutti noi abbiamo
voluto e, ringrazio i colleghi dell'Intergruppo parlamentare,
contro il crac che abbiamo lavorato in questi mesi per mettere
delle somme. Ringrazio il presidente Galvagno che anche sul tema è
stato sensibile e ci ha dato la possibilità di mettere una somma.
Ringrazio il Governo perché, ad onore del vero, bisogna dare sempre
con onestà intellettuale e riconoscere che in questo passaggio
avete inserito un milione di euro per il disegno di legge che
speriamo di approvare nei tempi brevi, e quindi i ringraziamenti
sono dovuti e doverosi ma sicuramente è un primo passaggio. Quindi,
portiamo a casa tutti i colleghi dell'Intergruppo un primo
risultato che è un primo segnale. Il secondo risultato sarà quello
di apporre e approvare il disegno di legge. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Ha chiesto di intervenire l'onorevole
Giambona. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Grazie, Presidente, onorevoli colleghi, Governo. Nelle
scorse settimane, non solamente io ma tutti i colleghi del Partito
Democratico e più in generale delle opposizioni, abbiamo avuto modo
di rappresentare delle importanti perplessità sull'impianto di
questa finanziaria regionale. Ebbene, nelle ultime ore abbiamo
preso consapevolezza di quelle che sono le misure inserite nel
maxiemendamento, almeno dalle indiscrezioni, da quello che viene ho
indicato nelle norme ordinamentali, e devo dire che il
convincimento su quello che è il valore di questa manovra
finanziaria non si modifica di un punto.
In questi giorni, sono state tante le dichiarazioni rese da
esponenti del Governo di questa maggioranza. Qualcuna si è esposta
fino a dire che la finanziaria regionale è una finanziaria che, tra
l'altro è la prima del governo Schifani che si pone diciamo a piè
pari sulla programmazione economica finanziaria di questa Regione,
è stato dichiarato che questa finanziaria lavora per la crescita e
lo sviluppo della Regione siciliana.
Io credo che questa sia assolutamente inadeguata come
ricostruzione perché non risponde a quelli che sono gli asset
fondamentali di cui ha bisogno la nostra Regione e pone delle serie
ombre sul futuro dei siciliani, sul futuro delle generazioni che
ripongono delle aspettative su questa classe dirigente e sul
mandato di questi parlamentari regionali.
Ebbene, ho avuto modo anche di apprendere come questa finanziaria
si basi su quattro pilastri. Sono stati citati come pilastri
interventi nei confronti dei comuni, l'eliminazione del precariato,
ma poi ancora interventi per favorire l'occupazione e il fatto che
vengano garantiti i servizi.
Ebbene, mi soffermo sul primo di questi indicati pilastri, stiamo
parlando dell'articolo due e quindi delle riserve. Io ritengo che
questo pilastro indicato dal Governo, ovvero l'attenzione ai comuni
non si fondi su delle basi, su delle solide fondamenta.
Ecco nello specifico ho fatto anche una ricerca e ho fatto uso
anche della relazione degli Uffici sul lavoro della finanziaria.
Ebbene, è emblematico come in effetti le risorse che vengono
destinate ai comuni siciliani vengano ridotte di oltre 52 milioni
di euro, ovvero da 402 milioni di euro che sono state le risorse
destinate per l'anno 2023 vengono ridotte a 350 milioni di euro e
questo pregiudica notevolmente anche quelle che sono le richieste
che sono state sottoscritte nell'accordo Stato-Regioni il quale
fondamentalmente parte da una richiesta quella di non ridurre i
trasferimenti ai comuni siciliani.
Vengo adesso alla questione delle riserve. Noi tutti sappiamo che
le riserve hanno un fondamento giuridico, hanno una giustificazione
nello specifico quello di garantire i servizi, quello di
qualificare un'offerta e una proposta da parte dei comuni
siciliani.
Ci rendiamo conto che i presupposti dai quali nascono queste
riserve, molte di queste riserve non sono assolutamente questo. Del
resto passiamo da 39 milioni di euro che erano state preventivate
nella sua stesura iniziale a ben 44 milioni di euro. Questo
significa andare a rosicchiare ulteriormente quelli che sono gli
stanziamenti in favore dei comuni, della generalità dei comuni
siciliani.
E se ciò non bastasse ci sono alcune riserve - l'ho già detto in
altre occasioni, lo dico nuovamente pubblicamente -, delle riserve
che rispondono, per così dire, a interessi particolaristici. Mi
riferisco in questo caso al comma 6 e al comma 20 dell'articolo 2,
dove questo Parlamento deciderebbe di destinare delle risorse
esclusivamente a delle sparute comunità, senza alcun criterio.
Tutto ciò in spregio a quelle che dovrebbero essere delle norme
generali ed astratte che dovrebbero favorire, secondo precisi
contenuti.
Ecco, da questo punto di vista, guardate, ritengo che non sia
questa la dovuta condotta che dovrebbe intraprendere un Parlamento
regionale, che dovrebbe porre l'attenzione a tutti i Comuni
siciliani. Noi abbiamo, in Sicilia, 391 comuni siciliani e la
maggior parte di questi sono Comuni in difficoltà; un terzo dei
comuni siciliani sono in stato di dissesto, pre-dissesto e piano di
equilibrio, quindi non vediamo la motivazione per cui debbano
essere, per così dire, avvantaggiate alcune comunità rispetto a
tante altre. Dovrebbero insorgere in questa sede i rappresentanti
di altri comuni esclusi o i rappresentanti dell'Anci, dell'Asael o
chi rappresenta le comunità nei territori.
E proprio perché ritengo che le riserve debbano avere delle
finalità lodevoli, faccio appello ai colleghi della I Commissione:
guardate, abbiamo avuto modo di discutere, qualche settimana fa, di
una problematica per la quale ho presentato, tra l'altro, un
emendamento, Presidente, un emendamento che riguarda la comunità -
qui vedo il presidente Abbate - di Petralia Sottana e la comunità
di Polizzi Generosa nel 2021 sono state oggetto di una pesante e
rovinosa frana che ha pregiudicato attività commerciali e che ha
danneggiato pesantemente le abitazioni e gli immobili dei residenti
in loco.
Ebbene, ritengo che una finalità lodevole sia quella di utilizzare
le riserve, per esempio, per dare ristoro ai residenti di queste
comunità e, poiché allora era stato espresso evidente apprezzamento
da parte di tutti i componenti della Commissione, ritengo che
questa sia un'occasione utile per evidenziare e per ribadire
l'intenzione di dare la risposta alle comunità di Petralia Sottana
e di Polizzi Generosa, garantendo loro un risarcimento che, ahimè,
non potrà essere riconosciuto da parte del Dipartimento della
Protezione Civile.
Chiudo, Presidente, perché dobbiamo parlare dei problemi dei
siciliani, problemi anche dei lavoratori che vivono la loro
carriera lavorativa nei comuni siciliani. E mi riferisco ad una
categoria che, purtroppo, nelle ultime settimane abbiamo
dimenticato e per la quale dobbiamo porre assolutamente rimedio. Mi
riferisco, Presidente, ai dipendenti contrattisti degli enti in
dissesto, per i quali questo Governo avrebbe dovuto provvedere in
tempo utile alla proroga. Oggi ci troviamo, oramai a gennaio
inoltrato, a dover discutere di come trovare la soluzione per
questa platea di lavoratori che tengono letteralmente in piedi i
comuni siciliani garantendo i servizi.
Io ho presentato, tra l'altro, un emendamento che tende a
risolvere la questione. Abbiamo, tra l'altro, con la deputazione
nazionale, con il deputato Nicita, presentato un emendamento che,
purtroppo, non è stato accolto nella finanziaria nazionale.
Attendiamo quelli che sono gli esiti del "Milleproroghe", ma nelle
more è indispensabile che questo Parlamento si esprima per
garantire a questa platea di lavoratori la certezza che venga
mantenuto il livello occupazionale. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Vasta.
No, serve uno per Gruppo, quindi, serve uno del Gruppo Sud chiama
Nord, stiamo facendo un'alternanza. Onorevole De Leo o onorevole
Vasta.
DE LEO. Grazie Presidente, intervengo anch'io certamente in questi
lunghi giorni di discussione, di analisi sulle riserve da destinare
ai Comuni, abbiamo passato settimane all'interno delle Commissioni
di merito a discutere, ad analizzare, a fare proposte e questo
lavoro è stato vano rispetto a quello che è oggi la discussione,
rispetto al fatto che si è arrivati anche ad entrare nel merito
della questione delle riserve alle autonomie locali preparando un
maxiemendamento. Questo maxiemendamento serviva proprio per andare
incontro ai comuni e, invece, questo articolo, l'articolo 2, che è
stato motivo di discussione in Aula e che tutto il Parlamento aveva
chiesto al Governo di rivedere, di analizzare e così sembrava fosse
l'intenzione del Governo inizialmente, quello di rivederlo, quello
di reimpostare l'articolo 2, invece così non è stato, perché non è
stato riformulato, non è stato analizzato e, quindi avete deciso di
mantenere le anomalie che avevamo evidenziato anche in precedenza.
Ho già avuto modo di intervenire sull'articolo 2, di evidenziare,
per esempio, non me ne vogliano i colleghi, ma il comma 6 in cui si
danno dei contributi in un modo strano. Preferisco sempre che ci
sia chiarezza su quelli che sono i commi, su quello che sono le
somme da destinare ai comuni, piuttosto che scrivere così bastava
chiamarlo con nome e cognome, per esempio, il comma 6.
Poi sono stati fatti ulteriori interventi che, invece,
riguardavano un fenomeno importante per la Sicilia, cioè i fenomeni
migratori, ma mi sembra strano leggere che tra questi comuni non ci
sia Lampedusa, quindi nel momento in cui si parla di fenomeno
migratorio, nel momento in cui si interviene per mitigare gli
effetti negativi delle presenze turistiche, non si tenga conto di
Lampedusa e su questo chiedo al Governo un impegno, chiedo al
Governo di impegnarsi affinché faccia un subemendamento, affinché
modifichi il comma 9 e il comma 10 inserendo anche Lampedusa perché
è veramente scandaloso non considerare Lampedusa.
Quindi, ritengo che sia importante rivederlo, ritengo che sia
importante da parte del Governo fare una riflessione. Non è che noi
qui siamo a mistificare la realtà ma siamo a fare un'analisi
concreta di un articolo che non risponde alle esigenze reali di
alcuni comuni.
Il maxiemendamento doveva servire invece proprio per coprire
queste lacune, per dare delle risposte agli enti locali, per dare
delle risposte ai comuni che o per svista o per mancanza non erano
stati considerati. Quindi chiedo, Presidente, espressamente che
venga fatto un approfondimento dell'articolo 2, che il Governo si
renda conto, per esempio, di questa questione che riguarda i
fenomeni migratori perché ritengo veramente scandaloso non tenere
conto di un comune come Lampedusa e di tenere conto, per carità, di
tanti altri comuni. Quindi, mi riservo di intervenire anche
successivamente, in modo tale da poter capire quali sono le reali
intenzioni del Governo sull'articolo 2. Grazie.
Presidenza del Vicepresidente Di Paola
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Spada. Ne ha
facoltà.
SPADA Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo intervenire
per sottoporre alla Giunta e magari a qualche Assessore al ramo,
alcune questioni ma vedo che manca l'assessore Falcone, quindi se
posso intervenire dopo gliene sarei grato.
PRESIDENTE. Collega, se vuole c'è il Vicepresidente della Regione.
SPADA. Sammartino, va bene. E' arrivato anche l'assessore Falcone.
Rispetto all'articolo 2, assessore Sammartino, assessore Falcone,
sono state inserite all'interno delle riserve diverse iniziative
che interessano i comuni, però una questione che volevo sottoporre
al Governo riguarda i comuni che in questo momento si trovano in
una condizione di dissesto e che a causa dell'aumento dei costi
energetici rischiano di dover ridichiarare un ulteriore dissesto.
Questo Governo non ha previsto, all'interno di queste riserve o in
generale, alcuna iniziativa a differenza della scorsa finanziaria,
da destinare ai comuni in dissesto per gli extracosti. Siccome
penso che gli accantonamenti che i comuni in dissesto devono fare
superino le somme che devono impegnare per affrontare proprio
l'extracosto che si è venuto a creare in questo anno, chiedo al
Governo la possibilità, nelle more di recuperare alcune somme da
riserve e quant'altro, di pensare anche a questi Comuni in
dissesto, che rischiano di non potere chiudere i bilanci.
Rispetto all'articolo e al comma che invece riguarda una quota da
destinare al Comune di Siracusa e, nello specifico, per Ortigia,
nell'ottica della riqualificazione dei centri storici, all'interno
del quale è previsto anche Ragusa Ibla, condivido l'osservazione
che è stata fatta dall'onorevole Gilistro, ovvero quella di
prevedere un'equità di trattamento tra il Comune di Ragusa e quello
di Siracusa, perché è impensabile, assessore Falcone - ma perché lo
abbiamo sempre fatto in tutte le finanziarie degli ultimi quindici
anni - è impensabile immaginare un contributo da un milione e mezzo
nei confronti del Comune di Ragusa, e solo di un milione nei
confronti del Comune di Siracusa. Quindi equiparare le due somme
sarebbe un atto dovuto per il Comune di Siracusa e, penso e spero,
che il Governo si faccia carico anche di questa ulteriore
problematica.
Nello specificare, invece, le risorse destinate al trasporto degli
alunni universitari, abbiamo fatto una riunione con l'Assessore
Turano e il Presidente Galvagno qualche settimana fa, era presente
anche lei, nell'ottica di razionalizzare la spesa da destinare agli
studenti universitari. Immaginare, magari, di modificare questa
norma che destina agli studenti universitari un contributo per il
trasporto pubblico, magari tenendo conto di tutte quelle che sono
le situazioni che stanno affrontando oggi gli studenti universitari
inerenti alle borse di studio, di cui abbiamo avuto modo di parlare
in questa settimana.
LOMBARDO GIUSEPPE. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
LOMBARDO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
assessori. Intervenire alle due e mezza, dopo più di dodici ore che
siamo qua in Aula, Presidente, non è facile, però è doveroso.
Io spero che l'assessore Falcone stacchi un attimo con la collega
Grasso e ci dia due minuti di attenzione. Presidente, perché già
basta la premessa che è stata fatta sull'articolo 2 dal Presidente
Galvagno, non è stato possibile riscrivere questo articolo, cioè
significa che passa un atto di prepotenza da parte di chi, in
questo articolo, ci ha messo di suo e non vuole tornare indietro.
Assessore Falcone, lei è riuscito a trovare la quadra per tutta
l'Aula sul maxiemendamento, e su un articolo che è fondamentale,
soprattutto per gli Enti locali, soprattutto per i Comuni
siciliani. Lei non è riuscito, e ha subìto il ricatto, da parte di
chi, in Commissione, è stato più furbo di tutti gli altri colleghi,
facendo inserire norme che sono scritte con nome e cognome, e lei
non è stato in grado, nel rispetto di quanto si è detto in questi
giorni, di far riscrivere queste norme.
Assessore Falcone, l'Aula non se lo merita Questo articolo andava
riscritto perché non è tollerabile che ancora siano rimaste norme
in questo articolo che portano un nome e un cognome. Siamo finiti
sulle cronache nazionali, caro assessore Falcone, rispetto al comma
che sono riportati precisi, addirittura, con le misure e
l'estensione territoriale dei comuni della Regione siciliana, è
vergognoso quello che è successo con l'articolo 2, vero collega
Dipasquale?, perché se tutti ci fossimo impegnati con la carta
geografica in mano, ognuno di noi avrebbe potuto mettere un comune
a piacere, e non l'abbiamo fatto per rispetto della Commissione e
per rispetto dell'Aula
Abbiamo cercato di farle cambiare idea, assessore, e lei su questo
articolo, appena mi dà due secondi di attenzione, lo so che sta
ascoltando, ci siamo confrontati a proposito delle riserve,
Assessore, se ricorda bene, quello che io le avevo sottoposto sia
in Aula e sia in Commissione che riguarda, soprattutto ed
essenzialmente i comuni della Sicilia orientale per quanto riguarda
gli extra costi che stanno sostenendo, non i comuni, ma i
contribuenti di quei comuni che sono costretti a conferire a
Lentini, e da Lentini i rifiuti vanno finire all'estero.
Lei aveva detto, assessore Falcone, che avrebbe trovato la misura
per compensare questi extra costi, l'ha trovata la misura, ma per
altri costi, non sicuramente per quelli per cui si era impegnato.
Assessore Falcone, stiamo parlando di dare non copertura a tutti i
cinquanta milioni, ma bastava dare un segnale, come lei sta
consentendo a deputati che hanno un nome e un cognome, di dare
segnale con questo articolo, e con alcuni commi di questo articolo
a comuni specifici, questo non è accettabile, assessore Falcone,
non glielo consento, perché lei aveva preso un impegno in
Commissione, e l'aveva preso che già avrebbe dato risposta in
questa finanziaria.
Quindi, Assessore, la invito a rivedere l'articolo 2, veda di
trovare delle risorse affinché anche in modo proporzionale a
raggiungimento di raccolta differenziata dei comuni che sono
costretti ad andare fuori Sicilia, di dare ristoro a quelli che
sono questi extra costi.
Noi avevamo presentato degli emendamenti anche in IV Commissione,
emendamenti che vedevano penalizzare chi non raggiunge gli
obiettivi di legge sulla raccolta differenziata, e poteva essere
quello un metodo per ripartire le risorse, non invece quello di
mettere come metodo le dimensioni o l'estensione territoriale di un
comune che porta un nome e un cognome
Assessore, io la prego di rivederlo quello che è l'articolato ma,
soprattutto, quello che è stato il metodo che ancora vi consente di
lasciare in Aula questo articolo con queste finalità. Assessore,
non ha alzato un attimo lo sguardo da quello che sta scrivendo,
spero che lei stia riscrivendo l'articolo 2 per evitare, e glielo
dico con sincerità, di questi commi, lo sa quanto ne resteranno in
piedi nel momento in cui si affronterà la votazione in Aula? Meno
della metà Non accetti la sfida, veda come riscrivere, come ha
trovato l'equilibrio per il maxi emendamento, trovi l'equilibrio
anche per l'articolo 2, e le riserve non diventano riserve di
caccia solo per pochi deputati. Grazie.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, qualche
anno fa in questa Assemblea abbiamo scritto a più mani una riserva
che riguardava i comuni colpiti dal flusso migratorio, in primis
Lampedusa poi, man mano, abbiamo aggiunto comuni dove si erano
creati degli hotspot e abbiamo, quindi, dato una mano ad una serie
di comuni che subivano le difficoltà di gestire quei flussi
migratori.
Questa finanziaria arriva in I Commissione anche con lavoro,
questa volta pure, di più mani. Erano usciti due commi diversi.
Un primo comma che metteva insieme Lampedusa, in primis, e poi
diversi comuni che hanno gli hotspot per avere un ristoro dei danni
e delle difficoltà che il comune gestisce, e poi, su invito, su
input del Governo Schifani, un'altra norma che riguardava invece
nello specifico soltanto Lampedusa e Linosa, e che aveva di mira
l'esigenza di promuovere una campagna di comunicazione per i danni
di immagine che quell'Isola ha subito, soprattutto in questo ultimo
anno, per i disastri, anche le tragedie che ci sono stati nei mari
di Lampedusa, e che purtroppo hanno comportato uno stop al flusso
turistico nazionale e internazionale, con un danno economico per
l'isola di Lampedusa enorme, perché Lampedusa vive sostanzialmente
soprattutto di turismo, di economia turistica.
Non so cosa sia successo in Commissione Bilancio, fatto sta che
dal comma che da diversi anni noi approviamo in Aula, che vede
Lampedusa e altri comuni ristorati per i disagi, il comma 9,
sparisce Lampedusa, e dal comma 10, oltre a Lampedusa, nello stesso
plafond individuato dal Governo di un milione e mezzo, vengono
introdotti anche altri comuni che devono essere ristorati per il
danno di immagine e la perdita di flusso turistico.
Per carità Con tutto il rispetto per tutti i comuni siciliani, ma
Melilli mi pare difficile che perda flusso turistico nazionale e
internazionale per il danno del flusso migratorio, tanto da dovere
fare una campagna di comunicazione ad hoc.
Ora, tanti colleghi - me compresa - hanno presentato emendamenti
per aggiustare questi due commi.
Assessore Falcone, so che c'è l'impegno del Governo a che questo
errore venga sanato, del resto è partito dal Governo lo stimolo per
questo particolare aiuto e sostegno ad una comunità in difficoltà.
Non importa l'emendamento di chi passi, importante è che si
ripristini la ratio di questa norma e che si ripristinano gli aiuti
per Lampedusa e Linosa.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Carta, ne ha
facoltà.
CARTA. Forse sentivo male, ero dedicato a studiare gli emendamenti
seri che ci sono nella finanziaria, ma ho sentito l'onorevole
Savarino che ha nominato la città di cui sono pure sindaco.
Onorevole Savarino, non lo saprà, ma se apre la stampa oggi
troverà che Melilli è stata la città più fruita, in provincia di
Siracusa, per il Natale 2023, per i festeggiamenti appena finiti,
con circa 25 mila frequentazioni.
Poi non sa che questa mattina hanno aperto il terzo centro per
immigrati di primissima accoglienza, e sono oltre 600 gli ospiti,
oggi, solo nella frazione di Città Giardino, quindi immaginate per
tutto il territorio.
Questo è sufficiente per dire che quello che è stato detto è
fortemente sconnesso da quello che è il territorio del comune di
Melilli, che è il territorio più ampio nella Sicilia orientale per
estensione, e non solo per chilometri quadrati, che è di circa 200
chilometri quadrati.
La realtà è che oggi Melilli ha preso il ruolo e, S.E. il prefetto
di Siracusa, Prefetto Moschella, fino ieri mattina ha chiesto il
parere a me per aprire il terzo centro di primissima accoglienza.
È chiaro che se si è interessato lo Stato a chiedere a questa
città di ospitare immigrati, è chiaro che anche questa città, come
le altre città, abbia un ristoro, per fare fronte a quello che è
oggi, purtroppo, la disattenzione verso una zona che vede tutte le
zone pubbliche, e soprattutto le zone di carattere turistico e
sociale anche per questo, ma anche per attimi di discriminazione,
non sono fruiti dai tanti turisti, compreso il centro commerciale
Parco Belvedere, che i deputati di Siracusa qua sanno che è invaso
da uomini e donne che vengono dall'altra parte del mondo,
dall'Africa, che per utilizzare i wi-fi, per utilizzare tutti i
meccanismi di socializzazione hanno spostato la gente normale che
frequentava quei posti in un'altra località.
Quindi, penso che quella legge è una legge fatta bene, equa, e
soprattutto che mette anche Melilli, per la prima volta, a pari di
tutte le città che hanno la primissima accoglienza, e ricordo
ancora di più che Melilli ha e ospita gli immigrati da circa nove
anni, quindi se dopo nove anni abbiamo acquisito un diritto penso
che è più che meritato.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Carta.
SCIOTTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Colleghi scusate un minimo di
attenzione all'intervento dell'onorevole Sciotto.
SCIOTTO. Grazie Presidente, ma in realtà basterebbe soltanto
guardarsi in Aula e capire che in realtà questo articolo 2 va
riscritto, come ci diciamo da un mese o forse più.
Questo articolo 2 è offensivo, non soltanto per i siciliani, ma
anche, e soprattutto, per gli stessi deputati che sono qui in Aula,
non soltanto i deputati di minoranza, ma soprattutto i deputati di
maggioranza, perché se lo stesso criterio che hanno adottato due
deputati di maggioranza l'avessero adottato tutti e quaranta i
deputati di maggioranza, e non si riesce a capire perché questi due
deputati hanno chissà quali meriti, dato che comunque nel
maxiemendamento hanno avuto tutti la stessa quota, immagino, forse
anche di più, perché le abbiamo lette.
E allora io, che ho la fortuna di essere anche sindaco, sono
sindaco di un comune, Santa Lucia del Mela, meno di cinquemila
abitanti, sono stato rieletto, ero sindaco pure di Gualtieri
Sicaminò, due volte, e pensare che ci possa essere una mente così
abile e pensare di potere inserire nell'articolo 2, che è
l'articolo deputato proprio per le riserve degli enti locali, cioè
quelli per i comuni, pensare che qualcuno possa immaginare di
scrivere, poi lo scrive, lo porta in Commissione Bilancio e
riescono a farlo approvare, nonostante noi quella notte abbiamo
lottato, tutti i deputati di minoranza, abbiamo lottato per ore, e
non ci siamo riusciti
Allora poiché parlare soltanto e dire l'articolo 2, comma 6, con
l'articolo 2, comma 20, coloro che magari avranno la sfortuna di
ascoltarci o di vederci probabilmente non lo capiranno, e allora io
uso un sistema facilissimo: articolo 2, un milione ai comuni con
popolazione compresa fra quattromila e cinquemila abitanti che nei
ventiquattro mesi antecedenti l'entrata in vigore della presente
legge siano usciti dalla condizione di dissesto finanziario e da
quello di soprannumero e di eccedenza del personale dei dirigenti.
È talmente offensivo, che non c'è limite all'arroganza di chi ha
pensato di approvare questo, e di chi purtroppo consente che questo
emendamento possa essere approvato Cioè voi vi immaginate i comuni
siciliani che hanno 3999 abitanti e che sono nella stessa
situazione e non possono avere il milione, perché questo è il
famoso emendamento Cerda , perché questo ha un nome e un cognome,
e non è corretto
Non è corretto e aggiungo, io al collega Geraci voglio bene, ma
ormai è entrato nella storia come la riserva del carciofo, e questa
non è che dà fastidio a noi, dà fastidio ai deputati di
maggioranza, dà fastidio ai siciliani
Articolo 2, comma 20, è bello leggerlo: "un milione ai comuni con
superficie territoriale superiore ai 300 chilometri quadrati e con
una popolazione superiore a trentamila abitanti che non siano
capoluogo di città metropolitane e di e di consorzio comunale".
Questa era stata anche scritta direttamente, è stata modificata e
non è più la legge Monreale, è la riserva Monreale e Caltagirone.
Ora, i comuni che magari sono comuni montani, oppure io che mi
batto dal primo giorno, e probabilmente fin quando avrò l'onore, la
responsabilità di essere qui, sarò anche inascoltato, ma io da
deputato di minoranza, non posso fare altro che rivendicare sempre
la battaglia in termini di giustizia, di equità, di moralità, di
dignità, e non vedo e non riesco a capire perché i comuni dell'area
ad alto rischio ambientale, che sono anche i comuni di Priolo, ma
sono anche i comuni della Valle del Mela, non possano essere
inseriti, e non possono avere una riserva e invece, chi ha il bene
del carciofo, deve essere inserito in queste riserve.
Io lo ritengo scandaloso e irrispettoso, così come, e concludo,
vorrei finire la mia considerazione solo su questo punto. Da un
giorno, da sedici ore che siamo qui, e da sedici ore che immagino -
non solo noi deputati di minoranza, ma chiunque anche della
maggioranza - viene tempestato di messaggi dagli Asu, dagli ex
contrattisti, che aspettano che noi iniziassimo questa benedetta
Aula per decidere e discutere del loro futuro.
Abbiamo trascorso sedici ore ad aspettare il nulla, e non si
riesce a trovare un equilibrio sull'articolo 2, che è veramente
offensivo per i siciliani, ed è una brutta pagina di mancanza di
rispetto per l'Assemblea intera. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Sciotto. Ha chiesto di intervenire
l'onorevole Sunseri. Prego collega.
SUNSERI. Grazie Presidente, Assessori, onorevoli colleghi. Allora
Presidente, voglio raccontare un aneddoto, perché secondo me è
simpatico anche da spiegare ai siciliani, alle 3 di notte è
piacevole.
PRESIDENTE. Onorevole Turano, la prego di fare intervenire il
collega, grazie Assessore.
SUNSERI. Nella scorsa finanziaria riuscimmo, in qualche modo
anticipando quello che poi è stata la sentenza 73 del 2023 della
Corte Costituzionale, a stanziare 2 milioni di euro per i comuni in
cui ricadono le aree industriali e i cui territori sono stati
trasferiti ai comuni, e stanziammo una riserva ai due milioni di
euro, poca roba, però era un messaggio certamente ai comuni dove
ricadono le industriali per dire che la Regione c'è, abbiamo fatto
un errore nel 2018, dovevamo trasferirvi non solo i territori, ma
anche le risorse, ci mettiamo delle risorse.
Questa cosa ha funzionato, è stata una misura certamente
apprezzata in maniera trasversale perché copre praticamente tutte
le province della nostra della nostra Regione, tutti i loro comuni,
una cinquantina di comuni, ripeto, erano poche risorse, perché
alcuni comuni hanno visto veramente poche decine di migliaia di
euro, ma certamente era un messaggio importante da parte della
Regione.
Non le nascondo, Presidente, che quando ho visto, in deliberazione
di Giunta, la finanziaria, ho apprezzato il fatto che il Governo
l'ha fatta propria, quindi non l'ha lasciata in mano all'Assemblea,
ma l'ha ammessa nel testo della finanziaria del governo della
Regione. Quindi, una norma che partiva dal Parlamento, diventa
norma del Governo della Regione siciliana, strumento assolutamente
apprezzabilissimo.
La prima mattina dell'inizio della finanziaria in Commissione
Bilancio c'era una riunione convocata qui a Palermo di Anci, a cui
partecipò, in maniera molto attenta, il Presidente della Regione,
annunciando davanti ad Anci, a tutti i sindaci siciliani, una serie
di misure tra cui i due milioni di euro per le aree industriali
della nostra Regione.
Io, mi creda, veramente stupito, ma piacevolmente, nel senso che
ne discutevo anche col Presidente di Anci, perché effettivamente si
era preso un impegno nobile, come dire, anche in ossequio e in
pieno rispetto della sentenza della Corte Costituzionale.
Vengo in Assemblea, e un'ora dopo il Governo boccia la norma che
aveva presentato lui stesso, una cosa che a raccontarlo fuori, non
ci si crede, cioè che se dovessimo provare a spiegarlo alle future
generazioni quello che accade, è inenarrabile Perché nel
maxiemendamento, che poi ci ritroveremo a dovere approvare tra
qualche ora, ci sono milioni e milioni di euro dati ai comuni x e y
in maniera sconsiderata o, il più delle volte, irragionevole, ma
che fa parte della dinamica di questa Assemblea.
Ma per una volta che stavamo approvando una norma prevista dal
Governo, dall'Assemblea, dalla Corte Costituzionale, il Governo la
boccia? Parere contrario e la Commissione Bilancio la rimuove? Ma
guardate, credo che - io sono da sei anni qua per carità, non sono
certamente di lunghissima esperienza - non avevo mai visto una roba
del genere. Ma, soprattutto, col parere contrario del Governo che
l'aveva approvato due settimane prima in Giunta Veramente fuori
dal normale.
Allora, ora al di là degli accordi che si possono trovare o non
trovare, ma l'augurio e l'auspicio è - dico - non obbligate
l'onorevole o il comune X, Y a impugnare il bilancio della Regione,
perché credo che sia la cosa più facile da fare In ossequio alla
sentenza della Corte Costituzionale la Regione deve, non può, deve
trasferire le risorse ai comuni, e qualsiasi dei 50 e passa comuni
della Regione siciliana, può impugnare il bilancio della Regione,
ma in modo talmente banale e semplice che mi sembra veramente
paradossale non immaginare che il Governo si fermi un attimo e
faccia la riserva sul fondo, quanto meno - come dire - il minimo
indispensabile, non è che stiamo chiedendo di trasferirlo chissà
dove.
Tra l'altro io ricordo, Presidente, che c'era un impegno da parte
dell'assessore Tamajo, dell'assessore Turano, ex assessore alle
attività produttive, dell'assessore Falcone, ma ripeto, lo dicevo
con estrema soddisfazione in quei giorni, dove ci si impegnava
tutti quanti a fare in modo che queste risorse venissero
confermate.
Quindi, l'auspicio è che si possa, nelle more dell'approvazione
dell'articolo 2, trovare queste risorse all'interno, tra l'altro
non sono risorse aggiuntive, ma all'interno del Fondo delle
autonomie locali.
Fattore numero 2: io non so se questa Assemblea se n'è accorta, ma
la prima sentenza della Corte Costituzionale del 2024 "Buongiorno
Sicilia" è proprio sulla Regione siciliana, in cui dice che le
risorse stanziate per ARPA, dal 2020 a quelle attuali, non potevano
essere a carico del Fondo sanitario regionale, ma dovevano essere
in carico al bilancio della Regione. Quindi modifica il risultato
di amministrazione 2020, 2021, 2022, 2023 e il previsionale 2024.
Ora, sul 2020, 2021, 2022 mi dicono - non ho controllato in questo
momento - che c'è un fondo di accantonamento, io sono contento. Il
2024 no. Il 2024 va modificato. Io non so quando avete intenzione
di modificarlo se non in finanziaria, perché il 2024 diceva che i 7
milioni sono sul carico del bilancio, e i 24 milioni erano sempre
al fondo sanitario regionale al raggiungimento degli obiettivi di
LEA. C'è un punto specifico della sentenza della Corte
costituzionale che dice brava la Regione siciliana che ha
modificato la norma, ma ricorda che nel 2024 non possono stare
all'interno del fondo sanitario regionale e che per il 2024
dobbiamo trovare una copertura all'interno del Bilancio.
Io questa copertura adesso cercando - perché purtroppo diciamo
alle tre di notte non è neanche facilissima - è la sentenza di due
giorni fa o l'altro ieri - non abbiamo avuto neanche modo di
affrontarlo - però mi auguro che anche su questo si faccia un
attimo di chiarezza.
Quindi, ci sono due aspetti che riguardano non la volontà
dell'onorevole Sunseri, o di una parte dell'opposizione, ma che
riguardano i profili di costituzionalità della norma di bilancio:
uno i fondi delle aree industriali; due i fondi dell'ARPA, quindi
fondo sanitario regionale. Grazie.
TAMAJO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TAMAJO, assessore per le attività produttive. Vorrei ringraziare
l'onorevole Sunseri per l'intervento però, già è oggetto di
discussione con l'assessore Falcone questa riserva di due milioni,
e stiamo vedendo di trovare una soluzione che vada nella direzione
di ristorare - come stabilito dalla sentenza - i comuni. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie Assessore Tamajo per la precisazione. Ha
chiesto di intervenire l'onorevole Vasta. Ne ha facoltà.
VASTA. Grazie Presidente, colleghi, io l'articolo 2 lo chiamerei,
come ha anticipato il collega Sciotto, l'articolo Cerda, Monreale,
Caltagirone... Ricordo a tutti i colleghi e al Presidente della I
Commissione che siamo stati riuniti a discutere di questo articolo
abbondantemente ma evidentemente il lavoro delle Commissioni di
merito è perfettamente inutile. Quindi, propongo al Presidente per
la prossima finanziaria di bypassare le Commissioni di merito,
visto che tutto il lavoro che viene svolto all'interno poi in
Commissione Bilancio viene totalmente disertato Anche se poi, in
Commissione Bilancio, qualche comma, per esempio il comma 20, è
stato sistemato, perché evidentemente, anche nella stessa
maggioranza, ci sono deputati di serie A e deputati di serie B
Forse c'è una maggioranza e una minoranza all'interno della stessa
maggioranza
Quindi, da questo si vede il totale scollamento che c'è da parte
di questo Parlamento nei confronti degli enti locali.
Perché tutti quanti in I Commissione dicevamo di aggiungere
risorse agli enti locali, mentre invece si è utilizzato questo
articolo e le riserve per favorire qualche deputato che
evidentemente ha qualche santo in paradiso più importante di
qualche altro.
L'invito che facciamo e che abbiamo fatto tutti a gran voce è
quello di modificare questo articolo 2 e di rivedere perché
obiettivamente fossi stato io un deputato di maggioranza oggi avrei
fatto qui le barricate.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente io non voglio continuare su temi ..
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, chiedo agli assessori e ai banchi
del Governo di concedere al collega Cracolici di poter intervenire
ad essere ascoltato. Prego, onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Io la ringrazio perché vedo che già parlo da quattro
minuti e cinquantasei, ah questo va indietro, va bene.
Io credo che questo articolo sia conseguenza di una gestione
scellerata da parte del Governo e della maggioranza del lavoro in
Commissione.
Io non avevo mai assistito - Assessore, si può cortesemente
spostare e vorrei che Falcone mi ascoltasse -, non avevo mai
assistito, dicevo, nelle diverse finanziarie che ho fatto anche da
componente della Commissione Bilancio a un lavoro della Commissione
dove i parlamentari di tutta la maggioranza sono stati obbligati a
stare zitti e a votare senza proferire parole nel merito dei
singoli commi o dei singoli articoli.
Questo ha determinato la conseguenza che alcuni di questi
articoli, e in particolare questo, l'articolo 2, ha superato il
limite della decenza.
PRESIDENTE. Assessore, collega Cracolici.
CRACOLICI. Scusi, se alla Camera sta la giacca da notte, si vada a
coricare, Assessore. Per favore può impedire ai parlamentari, tra
l'altro Assessori, di venire in pigiama?
PRESIDENTE. Chiedo agli Assessori un minimo di attenzione, vista
anche l'ora tarda, dai colleghi che stanno intervenendo.
Prego, onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Dicevo, questo articolo è l'emblema di una gestione
scellerata da parte del Governo e della maggioranza, perché il
confronto serve anche a migliorare i testi.
Tra l'altro, dopo qualche anno, questa Finanziaria in qualche modo
aumenta il fondo a disposizione dei Comuni, seppure un aumento
virtuale, considerato tutto quello che è avvenuto, l'inflazione,
eccetera, eccetera, ma con una cosa surreale in cui abbiamo
definito premialità ciò che naturalmente esiste. Come si fa a
definire un Comune da premiare rispetto a un altro per il fatto di
avere trecento ettari di metri quadri e trentamila abitanti? Per la
verità era 40 mila all'inizio.
Non è un premio, è una condizione, diciamo, naturale.
O come si fa a premiare un Comune che ha da 4000 a 5000 abitanti e
però è uscito da una condizione deficitaria? Qual è il premio, cosa
ci ha messo di proprio un amministratore per avere un Comune tra
quattro e cinquemila abitanti? Nulla Quindi chiamiamo premialità
le marchette ed è questo scandaloso con un ulteriore elemento
scandaloso che è la vicenda Lampedusa. Ora sia il comma 9 che il
comma 10 parlano di danni dell'immigrazione e quindi di promuovere
la comunicazione, il turismo eccetera eccetera, o i danni arrecati
dal disagi prodotti.
Sia nell'uno che nell'altro comma, stranamente, non stranamente
per dimenticanza onorevole, perché anche qui non facciamo gli
ipocriti, la maggioranza in maniera compatta ha bocciato la
possibilità di introdurre Lampedusa tra i Comuni, io dico che in
via prioritaria venga indicato come Comune da premiare per la
condizione legata ai processi di immigrazione.
Ma la maggioranza si è espressa, si è espressa in Commissione
bocciando l'emendamento che introduceva Lampedusa e io me lo
auguro. Ora è evidente che questa storia dimostra come questa
finanziaria sia stata fatta con i piedi, proprio impedendo al
Parlamento attraverso le sue Commissioni di lavorare come si è
sempre fatto, confrontandosi, discutendo, migliorando, litigando ma
alla fine costruendo una sintesi che potesse essere accettata da
tutti.
Sono stati introdotti Comuni, ora io ho grande rispetto per
Melilli, per Modica, per tutti, ma insomma con tutto il rispetto,
stiamo parlando di Comuni che con la dinamica dell'immigrazione
sicuramente hanno un ruolo secondario rispetto alla centralità di
altri Comuni, Pozzallo, Lampedusa. Pozzallo è un territorio di
sbarco. Allora, dico a cosa deve servire il concetto di premialità.
Noi dovremmo in qualche modo dare una, come dire, attenzione
ulteriore rispetto al fondo complessivo per quei Comuni che hanno
un qualche disagio in più, sia per queste questioni sia per altre.
La questione dei ragazzi che fanno il trasporto, gli alunni che
sono costretti a prendere i mezzi per andare a scuola, la questione
dei rifiuti per quanto riguarda quei Comuni, avendo aumentato al
70% il limite perché una cosa era dieci anni fa il 60% sembrava
un'ambizione, come dire, addirittura utopistica ma oggi possiamo
dire che la stragrande maggioranza dei Comuni è oltre il 65% della
differenziata, certo c'è un grande problema che riguarda le grandi
aree urbane.
Allora, Assessore e Governo, proviamo a costruire un sistema di
premialità che non ci faccia ridere sopra perché vede, Assessore -
e poi parlerò sul resto - questa finanziaria rischia di produrre
una conseguenza che in questa terra, col nuovo Governo che da un
anno governa la Sicilia avendo superato in curva tutti i precedenti
Governi, siamo passati da Cuffaro, il Cuffarismo, Lombardo,
Crocetta, Musumeci. Siamo passati dal 'Cuffarismo' allo
'Schifanismo', cioè che è il modello della clientela organizzata.
Tutto è scambio
Come si può accettare che un Comune accede a un contributo
pubblico a differenza di un altro sol perché ha un deputato
all'Assemblea regionale che gli fa l'emendamento a proprio favore?
Ma per un comune che si favorisce quanti ne escludiamo in Sicilia?
Quanti danni stiamo facendo ai cittadini siciliani anche quelli che
votano per voi, anche quelli che vi votano e che però non hanno
avuto la fortuna di avere il Sindaco che si è messo in
interlocuzione con un parlamentare
C'è stato un deputato - e chiudo - non faccio il nome per
rispetto, che qualche settimana fa, di fronte a questa obiezione
che gli facevo: ma come fate a gestire il fatto che state
costruendo un sistema di favore per le istituzioni? Mi ha risposto,
anche per la sua giovane età - e viva l'onestà - mi ha detto: così
si presentano, chi è escluso si presenta. Cioè costruire un sistema
di favore, nella logica del rapporto istituzionale. Io questo
livello non lo avevo mai visto
Ora parto da questa vicenda delle premialità, perché anche sulle
premialità si è scatenato l'assalto alla diligenza, mettendo in
competizione i comuni l'uno con l'altro. Ma i comuni gestiscono
servizi per tutti i cittadini siciliani, alcuni che sono residenti
in quel comune, altri che per ragioni di lavoro, per ragioni di
studio, per ragioni di vita lo frequentano. Ma i Siciliani sono
tutti siciliani Ecco perché io chiedo al Governo di farsi carico,
assumendosi la responsabilità di una proposta, di equilibrare le
riserve riconoscendo le specificità che sono proprie della Sicilia
- e Lampedusa è la prima specificità che va riaffermata - evitando
che le riserve diventino un mercato, un suk, dove, soprattutto
deputati, pensano di aver vinto la gara a chi è più furbo,
inserendo il proprio comune di riferimento, addirittura con
colleghi che lo fanno, anche nella qualità di sindaci.
Ecco, io credo che questa norma vada modificata. È evidente che,
in ragione della modifica necessaria, qualora il Governo non
dovesse accedere a questa ipotesi di modifica, io lo annuncio sin
da subito, contravvenendo a tutti gli accordi del mondo, chiederò
il voto segreto comma per comma, così ci si regola in maniera
trasparente rispetto a quello che non si può fare nella battaglia
trasparente del confronto; perché se non è consentito ai deputati
... - io ho apprezzato che l'onorevole Savarino abbia detto le cose
che ha detto, anche se avrei preferito che le dicesse prima, non
quando la maggioranza ha bocciato il testo in Commissione - detto
questo, mi auguro che, così come la Savarino, in quest'Aula cominci
a emergere anche una valutazione sulle singole norme di merito e
non per partito preso, perché il partito preso serve a fare brutte
norme e noi rischiamo di fare una delle più brutte finanziarie
nella storia della Sicilia.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.
Vuole intervenire prima l'onorevole Catanzaro? Prego, onorevole
Catanzaro. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo sono le
3:15 dell'8 di gennaio, del 9 di gennaio 2024, e a distanza di
diverse settimane siamo all'articolo 2, che è un articolo che noi,
come opposizione, nell'idea di calendario per affrontare gli
articoli, abbiamo chiesto di affrontarlo proprio adesso. Lo abbiamo
chiesto perché riteniamo che questo articolo sulle riserve e sui
comuni è nato con una profonda stortura dalla I Commissione - e
quindi dalla Commissione di merito - ed è continuato sia in
Commissione Bilancio, che anche in Aula, con una impalcatura che
ancora adesso tendiamo - e gli interventi dei miei colleghi del
gruppo del Partito Democratico sono stati tutti interventi che
hanno cercato di evidenziare quelle che sono le enormi difficoltà
che questo articolo porta avanti.
Parto subito, Presidente, da un argomento, l'argomento che è stato
affrontato all'inizio del dibattito sull'articolo 2 dall'onorevole
Burtone ma poi è stato anche toccato da altri colleghi che riguarda
gli incendi. Perché questo è argomento attuale, soprattutto di
questo Governo regionale e mi dispiace che non ci sia presente il
governatore Schifani che ovviamente è depositario in queste ore,
rispetto a quello che un Ministro del Governo nazionale ha
riservato nei confronti della Sicilia su quello che è un tema che
noi da luglio abbiamo posto, che quello degli incendi e si scopre
che la Sicilia non si trova dentro questa attenzione da parte del
Governo nazionale.
Ritengo che la prima stortura di questo Governo regionale arriva
proprio da lì, perché è assurdo, perché è assurdo che su una norma
come quella dell'articolo 2 sulle riserve, che è stata dibattuta e
che è stata più volte affrontata su un tema che non riguarda un
comune soltanto ma riguarda la Sicilia intera, non ci sia stata la
sensibilità prima di un Ministro del Governo nazionale, di un
partito di maggioranza, che è in continuità politica c'è un
Presidente della Regione dello stesso colore politico e noi siamo
qua oggi ad affrontare un tema per il quale ci riteniamo davvero
sbigottiti sul fatto che davvero è assurdo che questo è un
argomento che qua si passa inosservato. Dopo di che sull'articolo
2.
Sull'articolo 2 ci sono diversi commi, Presidente, in Commissione
prima, lo ha detto il mio collega Giambona con il quale abbiamo
affrontato, ma anche altri colleghi che sono presenti in Aula di
maggioranza ed opposizione, quello che sono tutte le criticità,
perché sin da lì, dalle Commissioni di merito che devo dire che in
questa finanziaria abbiamo compreso che forse hanno poco valore
rispetto a quello che il lavoro viene svolto e l'ho detto già in
qualche intervento precedente, che poi questo lavoro questo lavoro
svolto viene talmente sminuito che non viene prodotto nella
Commissione Bilancio e che quindi non arriva in Aula.
Abbiamo detto che di storture ce ne sono tante: una che riguarda
la mia provincia e che ovviamente è un qualcosa per cui qualche
altro collega, anche di maggioranza, che mi fa piacere sia
intervenuto perché eravamo anche in Commissione insieme, mi
dispiace che non ci sia qua il Presidente Abbate, arrivati ad un
certo punto noi ci ritroviamo da una Commissione di merito dove sul
comma 9 che riguarda il flusso migratorio, è un fenomeno importante
che il Comune di Lampedusa nella Commissione Bilancio, come per
incanto, scompare al di là dell'intervento che c'è stato poco fa,
non ricordo forse dall'onorevole Carta, che parlava dei migranti
che ci sono nel comune di Melilli: però obiettivamente se in tutto
il mondo si parla dell'approdo del flusso migratorio a Lampedusa,
non trovare il comune di Lampedusa, è davvero una stortura, ma non
soltanto sulla visione del comune di Lampedusa e per questa nostra
Regione siciliana, ma lo dico anche ai colleghi di maggioranza,
perché questo è stato un corto circuito sicuramente che non arriva
dall'opposizione ma arriva dalla maggioranza in commissione
bilancio e questo mi dispiace.
Non sono solito entrare nel merito di quello che sono i fatti
accaduti, soprattutto in compagine politiche che non sono le mie,
però ritengo che è veramente, come diceva poco fa l'onorevole
Cracolici, la follia e la schizofrenia con cui si sta affrontando
questa finanziaria. Dico che, al comma 21, è assurdo non trovare,
dopo diverso tempo, il Comune di Agrigento sulla valorizzazione dei
centri storici e del centro storico.
Cioè, noi ci ritroviamo, assessore Di Mauro, il Comune di
Agrigento fuori da un comma che è il comma 21, dove il Comune di
Agrigento c'era sempre stato Quindi noi ci ritroviamo Agrigento
capitale della cultura con un taglio di 5 milioni di euro e
Agrigento tolta dal comma 21 che riguarda la valorizzazione dei
centri storici e Agrigento non c'è
E io dico. ma noi abbiamo l'assessore Di Mauro che è della
provincia di Agrigento, i colleghi di maggioranza e dico, come mai
non c'è il Comune di Agrigento? Al comma 14, poco fa lo diceva il
collega Spada, e lo ha spiegato bene. Noi qualche giorno fa abbiamo
voluto fare un incontro con quello che è un argomento che viene
utilizzato da tutti nelle campagne elettorali e lo dico sempre:
quello dei giovani, delle borse di studio, del diritto allo studio
e poi ci troviamo 7 milioni di euro per il trasporto dei pendolari
e 2 milioni e mezzo di euro che sono riservati soltanto per gli
studenti universitari di quattro atenei della Sicilia dove noi,
però, vediamo un ammanco che, sicuramente lo abbiamo disquisito,
abbiamo detto che non è una responsabilità del Governo regionale,
basta quella della diminuzione delle somme, anzi c'è un incremento
delle borse di studio, però ci ritroviamo un aumento, no, veramente
una somma di 2 milioni e mezzo di euro, di somme che vanno agli
studenti universitari per il diritto allo studio e poi, caro
Assessore all'istruzione, ci ritroviamo 14 milioni di euro per
l'edilizia scolastica.
Allora, signor Presidente, è ovvio e lo dico all'assessore Falcone
che, fino a qualche minuto fa, anzi qualche ora fa, prima di
entrare in Aula, abbiamo discusso perché le opposizioni non è vero
che hanno condotto questi lavori d'Aula, assessore Falcone,
cercando di arrivare a quella che era l'idea che qualcuno della
maggioranza voleva far passare che l'opposizione mirasse
all'esercizio provvisorio e no Noi abbiamo lavorato per cercare
di portare a casa un risultato che è quello della finanziaria dando
il nostro contributo, però è pur vero che questo dell'articolo 2 è
la rappresentanza plastica di quello che il Governo regionale ha
presentato in questa finanziaria ed è vero che gli articoli
precedenti sono stati votati nel raggiungimento di un'intesa con le
opposizioni e questo è giusto Presidente ribadirlo E lo ribadisco
perché, ancora qualche ora l'avremo di lavori di Aula, ed è
corretto che queste sono delle cose che dobbiamo ribadire Allora,
dico al governo di non pensare a parcellizzare, e poi concludo,
l'articolo due perché abbiamo votato un articolo 4. L'articolo 4
prevedeva quattro milioni o tre milioni, non ricordo, di euro (tre
milioni di euro) all'assessorato agli enti locali.
E allora, non possiamo continuare a fare figli e figliastri
rispetto a quello che sono i Comuni vicini ai deputati di
maggioranza. Noi dobbiamo, realmente, invece, guardare tutti i
Comuni siciliani e io chiedo al Governo e lo chiedo con grande
senso di responsabilità. Vicepresidente, lei sorride ma io lo
chiedo con grande senso di responsabilità perché lei oggi assume il
ruolo di presidente della regione.
Allora chiedo, con grande senso di responsabilità, di rivedere
questo articolo 2 con tutti i commi, con le previsioni delle
riserve, perché in questo modo non è possibile portarlo avanti.
PACE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PACE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io
intervengo brevissimamente per registrare, onorevoli colleghi...
PRESIDENTE. Vi chiedo cortesemente di fare intervenire l'onorevole
Pace, se è possibile, colleghi.
PACE. Grazie Presidente, per registrare il mio da un lato
dispiacere e dall'altro lato disappunto per alcune cose che sono
state dette perché su alcuni concetti espressi anche dai colleghi
della minoranza io francamente potrei anche trovarmi d'accordo, e
ora ci arrivo su quali punti.
Su un altro punto di vista quando, invece, si vorrebbe fare
emergere che i colleghi della maggioranza sono brutti e cattivi
perché hanno pensato alcune norme, se non tutta la finanziaria, per
aggraziarsi ad alcuni comuni amici e, invece, i colleghi
dell'opposizione con cui io ho collaborato, forse più di tutti,
rispetto ai colleghi della maggioranza e il Presidente Di Paola
penso che me ne possa dare atto, i colleghi della minoranza,
invece, sono casti e puri: non è un concetto che, secondo me, è
giusto far passare in questa sede alle tre di notte, perché abbiamo
collaborato tutti, ripeto, io più degli altri probabilmente me ne
assumo la responsabilità, per realizzare un maxiemendamento che
vede la partecipazione, la presenza anche dei colleghi
dell'opposizione e i colleghi dell'opposizione, anche loro, sono
stati chiamati a fare delle scelte nei confronti di alcuni comuni.
E quando i colleghi dell'opposizione hanno fatto queste scelte, per
questo o per quel comune, nessuno della maggioranza ha tacciato i
colleghi di minoranza per fare delle marchette o privilegiare
questioni clientelari
Sono dispiaciuto perché la finanziaria non doveva concludersi con
questo clima, abbiamo cercato di fare una finanziaria in
collaborazione con la minoranza e sentire da esponenti che sono in
questo Parlamento da più di vent'anni dire che "agiremo col voto
segreto", quasi come una minaccia, quasi come una sfida, dopo aver
costruito gran parte di questa finanziaria in collaborazione, fa
male, noi non possiamo fare altro che prendere atto e votare
coerentemente con le scelte del Governo, è chiaro che non ci faremo
intimorire dal voto segreto, cercheremo di reagire e di resistere
al voto segreto.
Su alcune cose comunque sono d'accordo, sulla vicenda di
Lampedusa, io in Commissione Bilancio, è stato l'unico giorno in
cui non ho partecipato e l'indomani io per primo, da esponente
della maggioranza, con toni accesi forse anche poco educati, vista
la sede, ho ribadito un concetto che voglio ribadire qui in Aula,
non possiamo in questo Parlamento parlare delle problematiche
legate al fenomeno migratorio e non mettere in primo piano
Lampedusa Lampedusa nel mondo, purtroppo, ahimè, ahinoi, è
conosciuta soltanto perché è una meta di primo approdo di
tantissimi flussi turistici, stamattina se avete aperto i giornali
e, sicuramente l'avete fatto, il sindaco di Lampedusa, a seguito di
queste mareggiate, si è trovato tutto il litorale invaso da
detriti, dai detriti dei barchini e dei barconi e nessun ente
sovvenzionerà il comune per lo smaltimento, non ci sarà la Regione,
non ci sarà lo Stato, non ci sarà la Comunità europea, ma questo è
soltanto il minore dei danni che subisce Lampedusa.
Per questo, alla stessa stregua dell'onorevole Savarino e di
altri, abbiamo presentato un emendamento, che sono certo sarà
approvato non soltanto dalla maggioranza ma anche dall'opposizione,
perché non possiamo non nasconderci, o meglio nasconderci dietro un
dito, e far prevalere altre logiche - se lo abbiamo fatto, abbiamo
sbagliato - e invece non far prevalere la linea del buon senso e
privilegiare l'Isola che soprattutto affronta questo fenomeno
migratorio.
La somma che era stata stanziata, onorevole Savarino, dal Governo
- posso dirlo - era stata incoraggiata da me ed è una somma che
deve essere vista come una speranza per quell'isola.
Non possiamo parlare soltanto di Lampedusa, come l'isola di primo
approdo per i migranti, ma dobbiamo rilanciare l'isola per quello
che è, che è l'isola più bella, non soltanto del Mediterraneo, che
è l'isola probabilmente più bella del mondo.
Quei soldi, quei finanziamenti devono servire affinché si possa
fare una seria campagna di promozione e di comunicazione per
l'Isola di Lampedusa.
Mi auguro che gli emendamenti proposti, sia dalla maggioranza sia
dall'opposizione, in direzione dell'Isola di Lampedusa possano
essere votati dall'Aula.
Presidenza del Vicepresidente Di Paola
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ci sono gli ultimi tre interventi:
l'onorevole De Luca Antonino, poi l'onorevole Dipasquale e
l'onorevole De Luca Cateno.
Onorevole Dipasquale, cerco di alternare in base ai Gruppi.
Ha facoltà di parlare l'onorevole De Luca Antonino.
DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente, colleghi, Governo,
buongiorno ... dato che ormai siamo in mattinata.
Abbiamo avuto tanti giorni per lavorare, ma alla fine abbiamo
deciso di lavorare in un unico giorno, facendo questa maratona che
non sempre ci ha consentito di potere approfondire alcuni argomenti
come meriterebbero, soprattutto perché questi argomenti li avremmo
dovuto affrontare nelle Commissioni di merito e in Commissione
Bilancio, ma abbiamo già ripetuto abbondantemente che le stesse
sono state letteralmente bypassate, nei contenuti e anche nel
merito degli argomenti importanti che abbiamo dovuto trattare.
Dispiace perché probabilmente alcune cose potevano essere fatte
molto meglio. In particolare, alcune sensibilità non sono state
rispettate, meritavano approfondimento e serietà, e purtroppo non
sempre c'è stata.
Nell'articolo 2, che in questo momento ci vede impegnati nella
trattazione, Assessore Falcone, sicuramente ci sono dei correttivi
che devono essere apportati, non solo perché alcuni emendamenti
francamente sono inaccettabili - come l'idea di dare dei contributi
a comuni che hanno un'identificazione chiara -, ma non c'è stato il
coraggio di dire a quali comuni voleva riferirsi il Governo quando
attribuiva risorse per milioni di euro e andava invece a
identificarli con definizioni numeriche tra 4 e 5.000 abitanti e
poi circoscriveva che gli stessi comuni, nei ventiquattro mesi
antecedenti l'entrata in vigore della legge, dovevano essere usciti
dalla condizione di dissesto finanziario.
Ora, fare una cosa simile è un'offesa all'intelligenza di quei 389
sindaci che non si trovano esattamente in questa condizione.
Per un Governo che ne amministra 390 fare una norma simile
equivale a dire che un comune ha diritto a ricevere dei fondi e gli
altri no
Questo oggettivamente è inaccettabile per un'Assemblea, per un
Parlamento che si reputa degno di questo nome.
Relativamente alle norme che hanno come scopo quello di risarcire
i comuni dal fenomeno migratorio, dopo che la Commissione "Salute,
servizi sociali e sanitari" si è recata in visita a Lampedusa e ha
avuto modo di toccare con mano e di riportare anche in seno a
quest'Assemblea quella che è la sofferenza di quella comunità e di
chi è costretto lì a lavorare per frenare e per gestire questi
fenomeni, non abbiamo avuto nemmeno la bontà di andare a creare un
fondo che andasse ad attribuire le risorse in relazione ai
sacrifici che questi comuni sopportano e, allora, andare magari ad
assegnarli a quei comuni che ospitano dei centri di prima
accoglienza, degli hot spot, invece abbiamo preferito andare a
premiare il comune che ha il deputato di riferimento, andando ad
escludere il comune che più di tutti gli altri soffre, che è
proprio Lampedusa, che è quello a cui dovevamo stare più vicini.
E questa è probabilmente una di quelle cose a cui che le
opposizioni tante volte hanno chiesto di porre rimedio, quindi,
rivedere l'articolo 2 non significa andare a stravolgerlo per
accontentare un comune piuttosto che un altro, ma rendere giustizia
a quelle situazioni che non sono state tenute in considerazione in
maniera inspiegabile. Quando le opposizioni chiedono di adeguare il
fondo che abbiamo previsto nella scorsa finanziaria per il
trasporto rifiuti alle Isole minori, adeguarlo ai nuovi costi del
carburante e, quindi, di incrementare il fondo di 600 mila euro
l'anno, non è un vezzo del Parlamento, delle opposizioni del
Movimento Cinque Stelle, ma è un'esigenza che i sindaci di tutte le
Isole minori, di tutte le province sono venuti a esporre in questo
Parlamento fino alla settimana scorsa e sono stati ricevuti non
solo dal sottoscritto ma da tutte le forze politiche, anche dal
Governo, era presente l'assessore Aricò, era presente il Presidente
Galvagno, e questi sindaci ci hanno rappresentato delle condizioni
di difficoltà che sono concrete, che riguardano l'acqua potabile,
che riguardano l'energia elettrica, che riguardano il trasporto
degli studenti disabili, che riguardano il trasporto della
spazzatura, che riguardano i collegamenti dei residenti, dei
pendolari, dei lavoratori, che riguardano una situazione di
isolamento e io non comprendo come si fa a buttare un milione, due
milioni, tre milioni di euro per dare l'aiuto a Melilli, a Cerda, a
Monreale, a Caltagirone, a questo, al comune tra 4 e 5 mila
abitanti, eccetera, eccetera, quando ci sono le popolazioni delle
Isole minori che sono in una condizione devastante, dovuta proprio
alla loro condizione di doppia insularità. E questa è una mancanza
di sensibilità e di attenzione che il Parlamento siciliano e il
Governo non si possono permettere.
Ancora, tornando ai contributi ai comuni per le aree industriali,
quella norma, quella riserva che era stata costituita e che mi
auguro vogliate ripristinare, che quest'Aula ripristini, è una
norma di giustizia, non è una norma che è un vezzo dei parlamentari
di un comune piuttosto che di un altro, ma è aiuto concreto, è una
norma risarcitoria per quei comuni che si trovano a dover gestire
delle aree industriali per la cui esistenza vanno incontro a delle
maggiori spese rispetto a quei comuni che non hanno invece quegli
insediamenti industriali e siccome le aree industriali portano
lavoro, ricchezza alla Sicilia, quei comuni che subiscono delle
maggiori spese, che sopportano delle maggiori spese, per ospitarli,
nel momento in cui ricevono in carico le aree è il minimo che
vengano tenuti in considerazione, quanto meno nell'articolo che
riguarda le risorse.
Al comma 17, Assessore Messina e Assessore Falcone, eliminare la
sanzione che prevede la restituzione dei contributi del due per
cento per quei comuni che non realizzano la democrazia partecipata
non è una bella immagine per questo Parlamento, dopo che ha
approvato una legge invece che andava in direzione contraria,
perché anziché sostenere il comune nel realizzare questi progetti,
noi che facciamo? Andiamo a togliere la norma ed è l'ennesima volta
che andiamo a buttare il bambino con l'acqua sporca.
Allora, signor Presidente, probabilmente, dobbiamo anche qui fare
un passo indietro e andare a rivedere questo comma 17.
Signor Presidente, con questo concludo l'esame dell'articolo 2,
augurandomi che l'assessore Falcone e il Governo si fermino un
attimo prima di passare alle votazioni e facciano una riflessione
su quelle che sono le proposte delle forze di opposizione, perché
alcune cose è riconosciuto anche in seno alle stesse forze di
maggioranza che non sono all'altezza di una legge finanziaria di
questo Parlamento e anche le carenze di cui questo articolo
purtroppo consta, probabilmente dovrebbero farvi fare una
riflessione, onde evitare che la faccia il Parlamento nel suo
complesso. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Dipasquale. Prego, onorevole.
DIPASQUALE. Signor Presidente, assessori, colleghi parlamentari,
siamo entrati nel merito dell'articolo 2, anche se in tarda ora,
saranno le 3.00. Lo dico anche perché così chi ci ascolterà da casa
poi domani capirà che nel caso magari in cui siamo poco lucidi il
motivo è perché, nel frattempo, si è fatta notte.
Nell'articolo 2 sono inseriti tutta una serie di interventi che
riguardano gli enti locali, premialità, e di cui ce ne sono alcuni,
ovviamente, che non solo condividiamo ma che sono frutto di un
lavoro fatto già nelle precedenti legislature.
Io vedo qui il mio amico Cateno De Luca e mi ricorda "ma c'era
anche lei nella V Commissione", quando insieme, su proposta di
Cateno, dell'onorevole De Luca, abbiamo sviluppato gli interventi
per i borghi, borgo dei borghi, l'intervento per le bandiere blu,
per le bandiere verdi, tutte queste cose, con i colleghi - c'era la
Caronia - con i colleghi della V Commissione, abbiamo sviluppato
molti di questi interventi che si trovano oggi qui, nell'articolo
2, e che vengono rifinanziati.
Ovviamente, a questo si aggiunge anche l'argomento che è stato
dibattuto - no, non devi sbadigliare, Assessore, perché siamo qua,
perché lo ha preteso lei, perché potevamo venire domani mattina,
quindi, serio, fermo -, c'è stato anche un dibattito in merito
all'intervento relativo alle città che sono oggetto di flusso
migratorio, lo ricordo bene perché quell'intervento nasce, invece,
nella Commissione Bilancio, ai tempi di Crocetta, nasce su una
proposta fatta per Lampedusa, ne avete discusso tutti, ne avete
parlato di Lampedusa, per Lampedusa e Linosa poi, dopodiché, un
intervento proposto dall'onorevole Cracolici, allora, fece un
intervento inserendo Pozzallo, allora in quegli anni, e poi furono
inseriti nella scorsa legislatura - scusi, onorevole De Luca,
grazie, De Luca Antonino - poi furono inseriti altri comuni. E
ritengo che non c'è motivo di scandalo e neanche di una lesa maestà
nei confronti di alcuni comuni rispetto ad altri.
Il fatto che ci sia inserito poi Melilli, poi è stata inserita
Modica e poi sono state inserite altre città, non è motivo di
scandalo, dicevo, perché qui non dobbiamo fare la guerra o la
battaglia tra chi è più in prima linea e chi è in seconda linea,
chi ne ha cento, chi ne ha cinquanta. Ovviamente, c'è un principio
e il principio che allora abbiamo voluto evidenziare e riconoscere
è che quei comuni che erano interessati da un flusso migratorio
dovevano ricevere una forma di ristoro e poi è stato previsto in
base alle presenze. È chiaro che laddove ci sono e ci sono state
più presenze ci saranno maggiori risorse.
Quindi, vi prego, smettiamola di inserire elementi di chi merita
di più e chi merita di meno anche in queste cose. Così come mi
permetto di dire che il problema di Lampedusa non è riconoscere le
risorse per togliere le macerie dei barchini o dei barconi. Io
penso alle persone che sono morte e che hanno lasciato le macerie
dei barchini e dei barconi, dopodiché il dibattito si è soffermato
molto sull'articolo 2, perché non è stata messa Lampedusa in merito
all'intervento per i flussi migratori.
Posso dire una cosa con sincerità? Quando l'ho visto ho pensato:
ma forse l'hanno tolta, è passata all'Africa direttamente, sapendo
che ci sono esponenti della maggioranza di Governo che Lampedusa la
vogliono mandare nel Nord Africa, ho detto sicuramente l'hanno
direttamente delegata al Nord Africa e quindi non l'hanno
prevista . Sinceramente, mi sembrava una scelta politica
conseguenziale alle cose che già si dicono a livello nazionale.
Ora, battuta a parte, è chiaro che dobbiamo dirci che è una
dimenticanza, vi è sfuggita e la dobbiamo recuperare. La
recupereremo e lo faremo in Aula. Però io due cose le voglio dire
prima di concludere. All'articolo 9, noi abbiamo previsto
l'intervento di 2 milioni di euro per i comuni che sono interessati
dal flusso migratorio. L'abbiamo detto. Dobbiamo rimettere
Lampedusa perché è scontato; Linosa; abbiamo messo Pantelleria;
Pozzallo c'era; abbiamo aggiunto Modica, sicuramente la presenza
del collega Ignazio Abbate, con il CPR di Modica ha previsto
Modica, ma qui abbiamo dimenticato Ragusa Perché sappiamo che i
CPR sono oggetto di tutta una serie di discussioni al momento,
anche ferme ed in attesa di sentenza, ma al di là di questo,
comunque, hanno fatto bene i colleghi che hanno messo gli altri con
gli altri comuni. Mi permetto, però, di ricordare, perché su questo
ovviamente chiederò il voto palese sia al consigliere Abbate che al
consigliere Assenza, che questo beneficio deve andare a Ragusa che
a Cibali, che l'onorevole Assenza conosce meglio perché si trova al
confine con Comiso, l'onorevole Abbate lo conosce meno, che ha lo
stesso diritto e maggiore presenza anche rispetto al CPR di Modica.
Quindi, per una questione di correttezza e di rispetto di tutti i
territori, dobbiamo non solo portare l'aggiustamento di Lampedusa,
ma dobbiamo inserire Cibali ed il territorio del comune di Ragusa.
Ho presentato un emendamento e mi permetto di ricordarlo, intanto,
ai colleghi ragusani e poi anche a tutto il resto del Parlamento
perché va stanata anche questa dimenticanza. Questo vale sia per il
9 e sia per il 10, perché l'articolo 10, che prevede un milione e
mezzo di euro da dare ai comuni per il danno d'immagine e, quindi,
per rilanciare l'immagine di quei comuni che danno risposte
all'immigrazione, non dimentichiamo che non è solamente Lampedusa,
perché è interessata anche dal punto di vista turistico. Noi
abbiamo il nostro territorio che è quello della provincia di Ragusa
con Pozzallo, con Modica e con Ragusa che non ha meno problemi, e
quindi per la stessa logica io ho presentato anche su questo comma,
al comma 10, la giusta integrazione per inserire la città di Ragusa
sempre per Cibali.
Mi permetto di attenzionarlo ai colleghi tutti, ma in particolar
modo ai colleghi di Ragusa, perché se dovesse passare l'articolo 2
in questo modo, davvero significherebbe una mortificazione del
territorio della città di Ragusa che, avendo stessi requisiti di
altri, viene lasciato fuori dalla ripartizione di risorse che vanno
anche riconosciute alla città di Ragusa. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca Cateno. Ne
ha facoltà. Ultimo intervento.
DE LUCA CATENO. Grazie. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
Assessore Falcone, volevo chiedere a Tamajo com'era il festino in
cui ha invitato il Presidente Schifani l'altro giorno, sapere se
fosse vero che avevano mangiato aragoste, ostriche, alla sua
salute, considerato che è stato suggellato il patto per farla
fuori, però, se n'è andato Tamajo se n'è andato No, ma qui il
ragionamento è questo, colleghi: perché Falcone deve arrivare
secondo?
In modo tale che, comunque, lui va in Europa e il suo Assessorato
non lo determinerà più la sua corrente; quindi, il tema è questo,
il ragionamento vero è questo: è fregare un Assessorato alla
corrente di cui fa parte Falcone. Quindi, tutta qui è la questione,
tutta proprio, è l'estinzione dei "Falcone boys". Noi, però, lo
ricorderemo come Ragioniere generale anche del prossimo Governo,
che ovviamente sarà guidato da me con una squadra alternativa a
questo Governo, quindi, su questo lei già lo sa che è prenotato e
non ci sono discussioni
Il giorno dell'Epifania non si è manifestata soltanto la Divinità,
ma si è manifestato un Ministro di cui nessuno si è reso conto che
esisteva; tale Nello Musumeci, fa un post, nei termini in cui ha
convocato per mercoledì a Roma i direttori dei dipartimenti della
Protezione civile nazionale, regionale per un riesame della pratica
relativa agli incendi estivi in Sicilia, nel tentativo di trovare
una possibile soluzione. I due direttori Fabrizio Curcio e Salvo
Cocina già da agosto si confrontano sul tema ma senza trovare
un'intesa. Mi riferiscono gli Uffici romani, per carenza di
documentazione da parte della Regione.
Falcone, senta cortesemente, no, no qua stiamo parlando di una
cosa molto seria, la prego. Qua c'è il fu Presidente della Regione
che vi ha fanculizzato e tutti ci siamo chiesti il motivo di questa
questione.
Ebbene, è arrivata questa nota del 4 gennaio 2024, che è la nota
del Dipartimento della Protezione Civile, non so se i colleghi la
conoscono, che è indirizzata al Presidente della Regione siciliana
al quale dico "scrive il Dipartimento in merito a quella che è la
richiesta di deliberazione dello stato di emergenza, si fa
riferimento alla nota del 28 luglio con la quale codesta Regione ha
chiesto che venga deliberato lo stato di emergenza in relazione
agli incendi boschivi. A seguito della suddetta richiesta questo
Dipartimento ha tempestivamente avviato l'istruttoria tecnico-
amministrativa. Nell'ambito della suddetta istruttoria, verificata
l'assenza delle informazioni tecniche ed economiche necessarie alle
valutazioni di competenza, è stata richiesta a codesta Regione una
relazione a corredo della citata richiesta con nota dell'1 agosto
2023. Il dipartimento della protezione civile di codesto ente con
nota del 31 agosto 2023 ha trasmesso la relazione integrativa.
In data 29 settembre 2023 sono state altresì richieste altre
ulteriori integrazioni perché non corrispondevano nei Comuni, nei
fatti esposti con la prima istanza di richiesta dello stato di
calamità.
A seguito dell'attività istruttoria condotta sulla base della
documentazione fornita e degli esiti dei sopralluoghi tecnici pur
riscontrando numerose situazioni di disagio prevalentemente
temporanee e di puntuali danneggiamenti, in particolare in aree
boscate ma anche coltivate, si ritiene che gli eventi in argomento
non siano stati tali da giustificare l'adozione di misure che
trascendono le capacità operative e finanziarie degli enti
competenti in via ordinaria".
Conclusione di questa nota, Assessore Falcone, lo dico a tutto il
Governo, attenzione, colleghi, "per quanto sopra rappresentato pur
comprendendo il disagio determinatosi in conseguenza degli eventi
in rassegna ad avviso dello scrivente gli stessi dovranno essere
fronteggiati nell'ambito dei poteri e delle competenze attribuite
alla normativa .
Bene, se i morti possono essere definiti disagio da parte del
Dipartimento della Protezione civile nazionale, allora, vuol dire
che siamo realmente arrivati
Cosa fa Schifani? A proposito, Assessore Falcone, lo dico anche al
Presidente. Dico, avevamo avuto l'ologramma di Schifani qualche
giorno fa. E' possibile che stanotte, che siamo alla conclusione,
cioè questo è il momento veramente rituale, lo sappiamo tutti, al
quale almeno anche Musumeci partecipava, anche Musumeci si faceva
vedere e faceva il suo intervento da poi non capiva niente perché
i bilanci pensava che erano quelli là che si usavano, ma è un'altra
storia, però veniva
Obiettivamente, ora siamo arrivati così in basso che neanche
l'ologramma questa notte viene proiettato su quella sedia e questo
è un atto molto grave, anche perché la Presidenza del Parlamento
aveva preso dei precisi impegni con me e con questo Parlamento di
far materializzare il Presidente Schifani per rispondere sempre su
due argomenti: politiche di bilancio, fondi extraregionali e
soprattutto su quello che era lo scippo del Fondo Sviluppo e
Coesione per il finanziamento del Ponte sullo Stretto di Messina.
Ebbene, questo impegno non è stato mantenuto L'altro giorno,
l'ultima volta che c'è stato quello che è stato l'ologramma, a un
certo punto, è sparito e abbiamo scoperto che era andato a finire
non al festino di Santa Rosalia ma al festino di Tamajo. Ebbene,
cosa fa? Non sappiamo chi, onestamente dicono i giornali, Schifani
fa questa affermazione veramente grave. Dice Schifani uno Stato
che nega ai cittadini il risarcimento di un danno di pubblico
dominio subito per colpe o eventi altrui e lo fa sulla base di
cavilli procedurali non applicati prima non è lo Stato in cui mi
riconosco , cioè stiamo parlando del soggetto che è stato il
Presidente del Senato che fa un'affermazione del genere, nonché
l'attuale ologramma della Regione siciliana, dopo di che aggiunge
uno Stato che viene meno al principio della leale collaborazione
dei suoi vari livelli, così come previsto dall'articolo 120 della
Costituzione, non è lo Stato in cui mi riconosco .
Signori, allora qui dobbiamo capire a che gioco stiamo giocando
sulla pelle dei siciliani perché un Presidente della Regione che è
stato Presidente destinato e lui si fa chiamare Presidente Emerito
non può fare queste affermazioni, quando c'è una nota del 4 gennaio
2024 che inchioda la Regione siciliana a delle responsabilità ben
precise Quando ci troviamo, il giorno dell'Epifania, con una
dichiarazione grave dell'ex Presidente della Regione siciliana,
Nello Musumeci, il quale dice chiaramente che non si è avuta dallo
Stato la dichiarazione dello stato di calamità per colpa della
Regione siciliana, allora è ovvio che siamo arrivati alla deriva
Ultimo passaggio per chiudere e anche qui, lo volevo ribadire al
collega Carmelo Pace, noi non siamo minoranza, noi siamo
l'opposizione Siete voi la minoranza, perché i partiti che sono
all'opposizione sono la maggioranza dei siciliani Questo ci tengo
a sottolinearlo: siete voi la minoranza, noi siamo l'opposizione
Voglio anche così e mi permetto di correggere il maestro
Cracolici, la crisi dei rifiuti non c'è nelle grandi città, c'è
solo a Catania e a Palermo perché Messina ora è stata certificata
dai dati Istat al 57% di raccolta differenziata e, nel 2018,
quando io sono arrivato a fare il sindaco, era all'8% Questo è il
vero lavoro di un buon amministratore. E aggiungo di più: che
Messina esce anche dal dissesto; salviamo Messina senza avere mai
avuto un euro di premialità, di contributi straordinari, perché
abbiamo dimostrato che il nostro mestiere lo sappiamo fare
L'ultimo passaggio - e chiudo - su Agrigento. Agrigento deve
cambiare l'Assessore di riferimento, perché veda, assessore Di
Mauro, lei suscita troppo invidia, questo è il vero problema Lei,
proprio per la sua dimensione, per la sua anche autorevolezza - e
gliela riconosciamo - oggi sta sacrificando Agrigento.
Lei ha deliberato, con la Giunta Schifani, 10 milioni per
Agrigento capitale della cultura ed è stato falcidiato a 5. E meno
male che sono intervenuto, perché altrimenti erano 3 in Commissione
Bilancio.
È stato fatto fuori per quello che era in ogni caso l'intervento
sul risanamento dei centri storici. E, allora, è ovvio che
Agrigento, purtroppo, proprio per salvarsi, deve cambiare
Assessore.
Però, anche questo - e chiudo - è frutto delle faide che ci sono
in corso. È ovvio che ora si aprirà il Vietnam sull'articolo 2, su
questo non ci sono dubbi, ma naturalmente questo Vietnam si apre
non per colpa della maggioranza che è all'opposizione - attenzione
a questo passaggio - si apre perché, ovviamente, ci sono
all'interno della maggioranza delle grandi contraddizioni che
riguardano quello che in ogni caso è un tentativo di quadratura su
azioni che sono state definite, già anche dagli altri colleghi,
sicuramente non oggettive, non di carattere generale e per le
quali, naturalmente, siamo qui.
Noi questo lo abbiamo ribadito al Presidente del Parlamento, che è
arrivato in questo momento. In sua assenza mi sono permesso di
ricordare che, oggi, non è stato proiettato neanche l'ologramma del
Presidente della Regione siciliana, mentre la volta scorsa, almeno,
era stato proiettato per qualche secondo. E, quindi, è ovvio,
Presidente, che non posso più ribadire quello che era l'impegno che
aveva preso, perché capisco che gestire anche l'assenza di una
proiezione di un ologramma è difficile, quindi non me la prenderò
con la Presidenza del Parlamento per il fatto che neanche
l'ologramma questa volta si è materializzato. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca. Allora, colleghi, sono
finiti gli interventi. Si passa all'emendamento 2.3, soppressivo
dell'intero articolo, degli onorevoli Di Paola, De Luca ed altri.
E' mantenuto?
DE LUCA ANTONINO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Ritirato. Grazie.
Si passa all'emendamento 2.11. Ritirato. Grazie. Si passa
all'emendamento 2.10, del Gruppo Sud chiama Nord. Onorevole De
Luca, è ritirato?
DE LUCA Cateno. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Grazie. Allora, gli emendamenti soppressivi ai commi
sono tutti ritirati? Il 2.12 è ritirato. Grazie. Il 2.78,
dell'onorevole De Luca Cateno, è ritirato?
DE LUCA Cateno. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Grazie. L'emendamento 2.2, soppressivo al comma 2,
degli onorevoli De Luca, Di Paola.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole De Luca Antonino)
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, è ritirato o è mantenuto? In
sostanza? Soppressivo del comma 2.
DE LUCA Antonino. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Ritirato. Grazie. Onorevole Catanzaro, l'emendamento
2.13? E' sempre il soppressivo del comma 2.
CATANZARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Ritirato. Grazie. Si passa all'emendamento 2.79, degli
onorevoli De Luca Cateno, Vasta. E' ritirato?
DE LUCA Cateno. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Grazie. Si passa all'emendamento 2.9, degli onorevoli
De Luca, Di Paola. E' il soppressivo del comma 3. Assessore, ci
illustra il comma 3, per favore?
FALCONE, assessore per l'economia. E' una norma che riguarda i
precari, fa ordine, mette ordine.
PRESIDENTE. E' ritirato?
(Intervento fuori microfono dell'onorevole De Luca Antonino)
FALCONE, assessore per l'economia. Presidente, come avevo detto
sostanzialmente, ora sono andato a rivederla, e in effetti questa
norma, il comma 3, cozzerebbe col comma 2 che stiamo inserendo.
Sostanzialmente, stiamo abrogando, per fare ordine, il precedente
comma 3 dell'articolo 3 che prevedeva per un gruppo di precari la
somma di 1 milione 970 mila euro, quando invece oggi la somma che
servirà per questo bacino è inferiore di 1 milione 600 mila euro.
Per non entrare in contrasto con l'altra, con la norma del comma 2.
PRESIDENTE. Quindi, onorevole De Luca sono ritirati gli
emendamenti? Il soppressivo del comma 3.
DE LUCA Antonino. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Benissimo. Ritirato. Onorevole Catanzaro, è ritirato
l'emendamento a sua firma al comma 3?
CATANZARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Benissimo. Onorevole De Luca Cateno?
DE LUCA Cateno. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Benissimo. Si passa all'emendamento 2.15, al comma 4.
Onorevole Catanzaro, è mantenuto o ritirato il 2.15? E' il
soppressivo del comma 4?
CATANZARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Benissimo. Grazie. Si passa all'emendamento 2.49, a
firma degli onorevoli De Luca e Di Paola.
DE LUCA Antonino. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Ritirato. Grazie. Si passa all'emendamento a firma
dell'onorevole De Luca Cateno.
DE LUCA Cateno. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Grazie. Si passa all'emendamento 2.144, a firma
dell'onorevole Sunseri e altri. Onorevole Sunseri, è mantenuto o
ritirato?
SUNSERI. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.
SUNSERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio palese
nominale.
PRESIDENTE. C'è la richiesta di voto palese da parte
dell'onorevole Sunseri. Vediamo se è appoggiata. L'emendamento in
questione è il 2.144.
(La richiesta risulta appoggiata termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 2.144.
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 2.144.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 66
Votanti 62
Maggioranza 32
Favorevoli 26
Contrari 36
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.16, soppressivo del comma 5. Onorevole
Catanzaro, lo mantiene o lo ritira?
CATANZARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento a firma degli onorevoli De
Luca, Di Paola, sempre soppressivo.
DE LUCA Antonino. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Grazie. Ritirato.
Si passa all'emendamento 2.109, degli onorevoli Sunseri, De Luca.
E' ritirato, immagino. Onorevole Sunseri, un cenno.
SUNSERI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Grazie. Si passa all'emendamento soppressivo del comma
5, il 2.83, a firma De Luca Cateno. E ritirato?
DE LUCA Cateno. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Grazie. Si passa all'emendamento 2.117, degli
onorevoli Marano ed altri. E' mantenuto o ritirato? Ritirato.
Grazie.
Si passa all'emendamento 2.120, degli onorevoli Sunseri e altri.
E' mantenuto o ritirato?
SUNSERI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Grazie.
Si passa all'emendamento 2.17 che è il soppressivo del comma 6. E'
mantenuto, onorevole Cracolici?
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Benissimo, è mantenuto. Allora, c'è una richiesta di
voto segreto. Vediamo se è appoggiata.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
PRESIDENTE. Chiedo il parere del Governo. Non l'ho chiesto prima.
Il parere del Governo sull'emendamento 2.17?
FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. La Commissione è contraria. Benissimo, assessore
Aricò, stiamo ponendo in votazione l'emendamento 2.17 con il parere
contrario del Governo e della Commissione.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2.17.
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 2.17.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 66
Votanti 63
Maggioranza 32
Favorevoli 32
Contrari 31
Astenuti 0
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.18.
LA VARDERA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Sì, Presidente, alla luce della votazione, proporrei
che questo milione il Governo con coraggio lo possa destinare per
l'emergenza incendi. Assessore Falcone, è una cosa importante visto
che si è liberato questo milione, credo che sia utile inserire
questa somma per l'emergenza incendi, visto che avete messo
soltanto 2 milioni, o no?
PRESIDENTE. Onorevole, sono delle riserve sul Fondo autonomie
locali, non sono risorse nuove. Quindi, grazie per la proposta ma
non si può andare avanti in tal senso.
Allora si passa all'emendamento 2.18. L'emendamento soppressivo,
onorevole Catanzaro, è mantenuto o ritirato?
CATANZARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Ritirato. Grazie. Si passa all'emendamento 2.46, a
firma De Luca. Ritirato. Grazie. Si passa all'emendamento 2.85, a
firma dell'onorevole De Luca Cateno. Ritirato. Grazie. Si passa
all'emendamento 2.45, al comma 8. Onorevole Catanzaro?
Assessore Falcone, ce lo illustra, per favore?
FALCONE, assessore per l'economia. Presidente, grazie. Trattasi
della riserva per l'unione dei comuni che partecipano a una,
diciamo così, a interventi finanziari con lo Stato, quindi è la
compartecipazione dell'Unione dei comuni.
PRESIDENTE. Grazie. Si passa all'emendamento 2.86, dell'onorevole
De Luca Cateno. Ritirato, benissimo.
Si passa all'emendamento 2.20, dell'onorevole Catanzaro, il comma
9.
CATANZARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Ritirato. L'emendamento a firma De Luca, Di Paola, il
2.44? Ritirato, grazie. L'emendamento De Luca Cateno 2.87, è
ritirato. Grazie. L'emendamento 2.38, dell'onorevole Catanzaro?
CATANZARO. Lo votiamo.
PRESIDENTE. Mantenuto. Il parere del Governo? E' il 2.38, aggiunge
Lampedusa e aumenta di cinquecentomila euro sostanzialmente, a
pagina 21, sulla sinistra dello schermo.
Ha chiesto di intervenire nel frattempo l'onorevole Ciminnisi. Ne
ha facoltà.
CIMINNISI. Presidente, intervengo in merito all'emendamento di
riscrittura proposto dal collega Catanzaro che, in qualche modo,
mira a colmare le lacune che sono state ampiamente anche
evidenziate tanto dai colleghi di minoranza che da quelli di
maggioranza che attengono alla mancanza del comune di Lampedusa tra
i comuni ai quali è destinato un sostegno economico per affrontare
il fenomeno migratorio e intervengo perché non vorrei che poi la
riscrittura, sulla quale ovviamente siamo d'accordo, andasse a
precludere un mio successivo emendamento che è il 2.69, quindi
preferisco illustrarlo adesso in modo da consentire eventualmente
anche per regione di economicità dei tempi un'analisi più compiuta
da parte dell'Aula, perché come diceva poc'anzi il collega
Dipasquale che, giustamente, faceva riferimento ai CPR presenti
nell'isola, l'ideale sarebbe stato quello di riscrivere questa
norma e sicuramente si sarebbero evitate tante discussioni sulla
città sì, città no, quindi, comune sì, comune no, se questa norma
fosse stata riferita sin dall'inizio e in generale al sistema di
accoglienza che vige nel nostro Paese che è quello che si basa sui
CPR, sugli hotspot e sui CPA e in questo modo si sarebbe evitata
qualsiasi forma di discriminazione facendo un elenco tipico. Però,
questa scelta non è stata quella avallata dalla Commissione
Bilancio, pertanto oggi abbiamo un elenco puntuale dei nomi dei
comuni dai quali sarebbe a questo punto in maniera totalmente
irrazionale esclusa la sola città di Trapani che è sede di CPR.
Quindi, nell'elenco andrebbe inclusa e per questo ho presentato
l'emendamento 2.69 che prevedeva ovviamente l'inclusione anche di
Lampedusa ma, a questo punto, anche della città di Trapani, quindi
eventualmente vorrei subemendare l'emendamento del collega
Catanzaro.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ciminnisi. Ha chiesto di parlare
l'onorevole Catanzaro. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Sul comma 9, assolutamente, sono pronto a riscrivere,
sono diciamo Sta scrivendo il subemendamento inserendo sia
Trapani, Lampedusa quindi se avete lì il subemendamento votiamo
quello. Ok, va bene.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole De Luca. Ne ha
facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Presidente, secondo me, stiamo nuovamente
assistendo ad un attacco alla diligenza.
Allora, cosa direi? Facciamo un unico comma dei commi 9 e 10 e
andiamo a identificare i comuni che ospitano strutture che sono
dedicate ai migranti perché, altrimenti, ci dimenticheremo di un
comune che è sede di un hotspot, che è sede di un centro di prima
accoglienza, che è sede di sbarchi per andare a fare l'elenco dove
mettiamo Ragusa piuttosto che Messina, Trapani, piuttosto che Porto
Empedocle, Lampedusa piuttosto che Linosa.
Facciamo un unico comma, mettiamo tutti i fondi che sono inseriti
in questi due commi e li andiamo ad assegnare ai comuni che sono
sedi di hotspot, di centri di prima accoglienza, di sbarchi e
quant'altro.
PRESIDENTE. Allora, Assessore, c'è un subemendamento
all'emendametno 2.38, con l'importo a 3 milioni. L'ha letto,
Assessore?
FALCONE, assessore per l'economia. Presidente, il Governo è
favorevole ad inserire il comune di Lampedusa, così com'era
all'inizio e come avevamo detto.
Mettere, come ha detto l'onorevole Antonino De Luca, tanti altri
comuni significa polverizzare questa spesa, delegittimare la stessa
norma perché, in un certo senso, stiamo polverizzando l'intervento
e non serve a niente.
Molte volte quando uno cerca di accontentare tanti, diventano
troppi e il troppo stroppia.
Allora, fermiamoci a Lampedusa. Lo dico a tutti e fermiamoci ai 2
milioni di euro.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole De Luca Antonino,
rapidamente. Ne ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Presidente, non credo che né io, né l'Assessore,
né lei, possiamo limitare la facoltà di 70 colleghi di subemendare
aggiungendo il comune X o il comune Y. Quello che ho detto e vi
chiedo di lasciarmi a questo punto il tempo di formalizzare la
proposta e di fare un unico articolo senza individuare i comuni col
nome proprio del comune, ma andando ad inserire, creare un fondo
che si rivolge ai comuni che ospitano strutture dedicate ai
migranti perché, ripeto, non è mia facoltà di ira un collega no
non inserire questo comune piuttosto che quell'altro comune ,
nessuno lo può fare ma, semplicemente, andiamo a riformulare i due
commi in questa maniera. Ci lascia il tempo di riformulare la
proposta?
PRESIDENTE. Io ve lo posso lasciare, però sono le ore 4.20. Dico,
non ci potevamo pensare prima? Questo è quello che dico...
DE LUCA ANTONINO. Potevamo pensarci prima ma ci abbiamo pensato
adesso, Presidente. Dico meglio fare una cosa buona alle ore 4.15
che farne una sbagliata alle ore 4.13
PRESIDENTE. Il tema è che non è magari il caso che cerchiamo di
confrontarci se c'è la volontà altrimenti mettiamo in votazione
l'emendamento.
DE LUCA ANTONINO. Presidente, come fa non esserci la volontà di
farlo, non dobbiamo semplicemente
PRESIDENTE. Assessore, lei è d'accordo su questa proposta?
FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.
DE LUCA ANTONINO. Ma poi decide l'Aula
PRESIDENTE. Preparatelo. Onorevole De Luca, se dovesse passare
questo emendamento il suo sarà precluso, quindi intanto lo pongo in
votazione perché potrebbe essere assolutamente inefficace quello
che lei sta facendo.
CRACOLICI. Lei sta provocando
PRESIDENTE. Lo può preparare, lo può preparare, ma già le sto
dicendo con gli Uffici che se dovesse essere approvato quello viene
precluso.
CRACOLICI. Intanto, stiamo votando il subemendamento.
PRESIDENTE. Sì, stiamo votando il subemendamento che è il 2.38.1.
DE LUCA ANTONINO. Ma Presidente, di solito non si votano prima le
riscritture?
PRESIDENTE. E stiamo votando infatti il subemendamento che è
presentato, che è una riscrittura a firma dell'onorevole
Dipasquale, dove si aggiungono le parole " Ragusa, Trapani e
Portopalo di Capo Passero" e sostituire l'importo a "3 milioni". Lo
pongo in votazione.
(intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. C'è una richiesta di voto segreto. Vediamo se è
appoggiata.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
PRESIDENTE. Intanto il parere del Governo sull'emendamento 2.38.1?
FALCONE, assessore per l'economia. Presidente, è contrario per un
motivo. Io credo che vorrei dire anche un'altra vicenda, mi vorrei
collegare a quello che aveva detto il collega Tamajo. Vogliamo
cercare una soluzione anche su altre questioni. Attenzione, se noi
invece pensiamo di dover creare una contrapposizione quasi per il
piacere e per la gioia di fare torto a qualcuno o di fare andare
sotto qualcuno o altri, mettiamo in campo azioni molte volte come
dire non ragionevoli.
Io mi appello a un senso di ragionevolezza e un senso di
ragionevolezza dice che questo emendamento non può essere votato,
quindi il Governo esprime, su questo, un parere contrario. Su
Lampedusa invece sarà il parere favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Assessore Falcone, mi permetto invitarla a riflettere su
un dato. Se lei dice sono favorevole a Lampedusa, nessuno in
quest'Aula potrà obiettare assolutamente nulla, però siccome nel
testo base oltre a Lampedusa sono indicate altre città
rispettabilissime che hanno la presenza dei CPR, non si vede la
ragione perché altre città dell'Isola che hanno pure la presenza di
questi CPR debbano essere trattate in maniera diversa. Allora, se
facciamo un emendamento esclusivamente per Lampedusa, nessuno credo
che potrà obiettare assolutamente nulla, altrimenti dobbiamo
inserire anche le altre città che sono sede di questi centri.
(Intervento fuori microfono)
Presidenza del Presidente Galvagno
ASSENZA. Allora dobbiamo eliminare le altre che c'erano, ma io non
credo che sia corretto nei confronti della città di Melilli o della
città di Modica o della città di Pozzallo o di quant'altro. Se il
problema è identico, allora facciamo riferimento alla città dove
sono installati questi CPR e poi...
PRESIDENTE. Allora, Assessore, intanto devo mettere in votazione
questo emendamento 2.38.1.
Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.38.1
CATANZARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2.38.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 2.38.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 66
Votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 36
Contrari 28
Astenuti 0
(È approvato)
Si passa all'emendamento 2.38 così come modificato.
Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Si passa al soppressivo del comma 10. Onorevole
Catanzaro l'emendamento 2.21?
CATANZARO. Ritirato.
PRESIDENTE. Grazie. Si passa all'emendamento 2.43. Onorevole De
Luca?
DE LUCA ANTONINO. Ritirato.
PRESIDENTE. Cosa? Intanto sto parlando degli emendamenti
soppressivi. L'emendamento 2.132? Non lo so, chieda agli Uffici,
onorevole Gilistro, non lo so, chieda agli Uffici, non so dove sia.
Si passa all'emendamento 2.132. Prego, onorevole Savarino.
SAVARINO. Signor Presidente, è il mio e dei colleghi di Fratelli
d'Italia. Noi non vogliamo eliminare quanti comuni possano avere
avuto questo problema del flusso migratorio, caro collega.
Avevamo immaginato però di scorporare e lasciare, sempre per
Lampedusa, le intenzioni iniziali del Governo, quella di destinare
per Lampedusa una somma di millecinque, e quindi aggiungiamo un
secondo comma, e lasciamo i comuni che la Commissione ha ritenuto
che si sentano penalizzati, coperti, comprese le isole Egadi,
compreso Caltanissetta, Melilli e quant'altro, e aggiungere un
secondo comma che è destinato solo a Lampedusa, per non
parcellizzare quella somma, altrimenti l'isola di Lampedusa non
avrebbe avuto la finalità per cui la norma era nata, cioè quella di
promuovere l'isola che vive esclusivamente di turismo, e recuperare
col flusso turistico che non arriva più dal nazionale e
internazionale. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Ha chiesto di intervenire l'onorevole
Cracolici. Prego onorevole.
CRACOLICI. Signor Presidente, io su questo emendamento devo dire
che ho un'opinione diversa rispetto alla collega. Ho un'opinione
diversa per una ragione. Questo comma riguarda la cattività di
comunicazione per l'immagine dei territori che più di altri vivono
questa problematica.
Io limiterei a inserire l'isola di Lampedusa tra i comuni che
possono godere anche, senza modificare la cifra, per essere chiari,
anche... chiedo scusa allora non mi pare che sia...
PRESIDENTE. Onorevole Savarino, l'emendamento è mantenuto o
ritirato?
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Presidente, il Governo invita a
ritirare l'emendamento alla luce del fatto che già Lampedusa è
stata inserita anche nel precedente comma, a quel comma si aggiunge
quest'altro, per cui oltre a Lampedusa c'è Linosa, perché sono le
isole Pelagie, quindi poi l'eccesso non è funzionale a un buon
senso.
PRESIDENTE. Onorevole Savarino, accetta l'invito al ritiro?
SAVARINO. Assessore, l'eccesso non c'è perché voi dal Governo
avete proposto una norma che è arrivata in I Commissione di 1.500
migliaia di euro per Lampedusa esclusivamente, quindi non c'è un
eccesso.
Poi questa somma è stata erosa perché sono stati inseriti tanti
altri comuni che i colleghi ritengono abbiano subìto un danno e
hanno bisogno di una promozione turistica. Quindi, io cercavo di
ripristinare la ratio del Governo, poi se il Governo adesso ritiene
che comunque quella somma possa, in questa fase essere sufficiente,
e poi magari più là, in variazione di bilancio, su Lampedusa
torniamo con una ulteriore attenzione, visto che - ripeto - è agli
occhi di tutti in tutti i telegiornali, purtroppo si parla di
Lampedusa soltanto per le tragedie che ci sono state e i turisti
non ci vanno più, turisti nazionali e internazionali, che prima
invece andavano a Lampedusa, perché temono di trovare e di
convivere con tragedie terribili, e quindi hanno purtroppo un danno
economico enorme perché vivono quasi esclusivamente di questo.
Quindi, se in questa fase si vogliono accontentare anche gli altri
comuni, va bene, io ritiro il mio emendamento, ma chiedo al Governo
che, come era nelle intenzioni del Governo Schifani, l'attenzione
su Lampedusa venga ripristinata, magari in variazione di bilancio,
per dargli il senso che inizialmente era stato dato, quindi
promuovere quest'isola che vive di turismo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Savarino. Quindi è ritirato.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Ho presentato un emendamento che va a ripristinare la
logica che anche prima il collega Assenza ha ribadito.
Nel momento in cui riteniamo, per una questione di principio, di
tutelare tutti i comuni che sono oggetto di flussi migratori,
perché credetemi, come il problema ce l'ha Lampedusa, dal punto di
vista mediatico, ce l'ha anche Pozzallo, lo stesso tipo di
problema. E dal punto di vista turistico, da Pozzallo vanno e
vengono, è la porta nel Mediterraneo con lo stato di mano, quindi
mettiamola veramente con questa distinzione.
La maggioranza di questo Parlamento ha votato per dare pari
dignità a tutti i comuni che si trovano ad affrontare i flussi
migratori, anche per questo articolo, e per questo io vi chiedo di
approvare questo articolo, e chiedo anche al Governo il parere
favorevole, per non costringerci a metterlo in votazione con voto
segreto, perché è un principio che stiamo attuando, che è quello lì
di riconoscere a chi si trova a dare un ristoro, una risposta a
chi viene da fuori di dargli un contributo ai comuni. È una cosa
legittima che ha un significato.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Presidente, siccome appunto l'onorevole Dipasquale è
andato avanti rispetto agli emendamenti, io avevo presentato un
emendamento che, al pari di quello dell'articolo 9 inseriva anche
Pantelleria, poi anche le isole Egadi e le Pelagie, e quindi anche
Pantelleria che vive la condizione di difficoltà, così come le
altre che sono state inserite.
Però, se viene fatta una richiesta di voto segreto, rispetto a
quello che invece è l'emendamento dell'onorevole Dipasquale, io
sono pronta a ritirarlo perché non ritengo che sia una battaglia da
giocare in questi termini, credo che ci sia la disponibilità invece
di un Parlamento di cercare di trovare ristoro a tutte quelle
comunità che hanno difficoltà, anche dovute al fatto che ovviamente
hanno un nocumento dal punto di vista economico legato ad un
decremento del turismo, ma non mi ascrivo al partito di chi vuole
con il voto segreto punire una parte del Parlamento, piuttosto che
premiare alcuni comuni.
È una tragedia che purtroppo come siciliani viviamo tutti, non
vedo perché dobbiamo viverla in maniera segreta, io manifesto la
mia idea e ho voluto parlare per questo, grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Ritira quindi il suo emendamento onorevole
Caronia? Sì o no? No, l'onorevole Di Paola?
DI PAOLA. Grazie Presidente. Io volevo fare una precisazione su
questi commi anche per capirne un po' la ratio con cui sono stati
realizzati in Commissione Bilancio.
Noi abbiamo due commi, il comma 9 e il comma 10. Come abbiamo già
detto in precedenza ci sono alcuni comuni che hanno dei centri per
il rimpatrio che sono i cosiddetti CPR e in Sicilia sono tre:
Trapani, Caltanissetta e Lampedusa.
Ora dico, i Comuni sono stati suddivisi nei due commi in maniera
dare da dare ai vari Comuni un minimo di contributo che sia equo.
Ora, posso capire Lampedusa, inserita in entrambi i commi, però
non riesco a capire altri Comuni dove non sono sedi di CPR che
andiamo ad inserire in entrambi i commi, cioè noi diamo sia nel
comma 9, che nel comma 10, ad alcuni Comuni che non sono sede di
CPR, che sono i centri per il rimpatrio, e cioè noi diamo più fondi
rispetto ai Comuni che hanno i CPR.
Se dobbiamo farle le norme, le facciamo con una ratio che sia che
sia un minimo concreta quindi in Commissione Bilancio si erano
suddivisi i Comuni, tra il comma 9 e il comma 10, in maniera tale
da dare un contributo che possa essere equo. Posso capire
Lampedusa, perché Lampedusa tra tutti i Comuni siciliani è quella
che maggiormente danneggiata, però non riesco a capire come un
Comune che non è sede di CPR possa essere inserito sia nel comma 9,
che nel comma 10, Se questa cosa me la spiegate, allora dico, io
posso comprendere il fatto che sia nel comma 9 che nel comma 10
mettiamo lo stesso Comune.
Altrimenti, non riesco a capire come Comuni che non sono sedi di
CPR possano essere inseriti nel comma 9 e comma 10, e mi riferisco,
faccio un esempio tra tutti, dico non me ne voglia, ad esempio
Modica.
Cioè, io non riesco a capire perché Modica debba essere inserito,
non me ne voglia la città di Modica, ma perché debba essere
inserito sia nel comma 9 che nel comma 10, quando Modica non è sede
di un CPR. Dico, ora non so, no non è sede di CPR.
I CPR sono i centri per il rimpatrio, possiamo verificarlo, in
Sicilia sono tre, sono Trapani, Caltanissetta e Lampedusa. Dopo di
che è ovvio che in ogni Comune ci sono centri di accoglienza
diversi, però non possiamo replicare lo stesso comune su due commi
per dare, diciamo, maggiori fondi rispetto a Comuni che sono pure
sedi CPR. Questo non lo trovo equo.
PRESIDENTE. Allora, siamo all'emendamento 2.62, quello che
aggiunge Pantelleria, l'onorevole Caronia credo che lo mantenga.
Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Onorevole lo mantiene? Sì o no? Può ritirarlo se
vuole. Come? Lo ritira, benissimo, grazie.
Si passa all'emendamento 2.147. Mantenuto dall'onorevole Sunseri?
SUNSERI Luigi. Ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.56 dell'onorevole
Dipasquale e altri.
Il parere il Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.56.
DIPASQUALE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2.56
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 2.56.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 66
Votanti 61
Maggioranza 31
Favorevoli 18
Contrari 43
Astenuti 0
(Non è approvato)
Gli emendamenti 2.149, 2.126, 2.35, 2.42, 2.89, 2.57, 2.142, 2.36,
2.41, 2.90, 2.91, 2.103, 2.101, 2.24, 2.102, 2.52 e 2.53 sono
ritirati. Grazie.
L'emendamento 2.104 è precluso dall'approvazione dell'articolo 1.
L'emendamento 2.138 a firma dell'onorevole Sunseri, Campo ed altri
è ritirato. Grazie.
Si passa all'emendamento 2.131 a firma dell'onorevole Ciminnisi,
De Luca, Di Paola ed altri. Mantenuto o ritirato?
CIMINNISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINNISI. Presidente, grazie. Io lo vorrei mantenere, perché
onestamente non comprendo la ratio per cui gli studenti che si
spostano verso un ateneo centrale, percorrendo più di 50
chilometri, debbano essere rimborsati, mentre lo stesso studente
che percorre più di 50 chilometri per raggiungere un polo
territoriale, quindi una sede territoriale dell'Università, invece
debba essere penalizzato.
Tra l'altro mi fa piacere che c'è l'Assessore Turano in Aula che,
oltre ad essere l'Assessore per l'istruzione è anche trapanese, e
lui sa benissimo che il polo di Trapani è un polo crescente in
questo momento. Quindi, penso che dovremmo fare una riflessione
sulla necessità di estendere questa agevolazione anche agli
studenti che frequentano dei poli territoriali, quindi dei poli
distaccati, come ad esempio quello di Trapani.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Una riflessione in nome dell'equità. Questa è una norma
che non c'è mai stata nelle riserve, cioè il rimborso delle spese
per i ragazzi che studiano negli Atenei siciliani. Però vorrei
ricordare che ci sono anche sedi distaccate degli Atenei siciliani:
c'è Agrigento, c'è Siracusa, c'è Ragusa - o sbaglio, Ragusa c'è? -
Caltanissetta.
Quindi attenzione a come trattiamo questa materia, perché
rischiamo di escludere studenti. Faccio un esempio: moltissimi
ragazzi di Palermo e di Catania sono iscritti a Enna, per dirne
uno, pur essendo residenti a Palermo o a Catania, c'è la facoltà di
medicina eccetera. Allora, come funziona la distanza? E allora, io
suggerirei di prevedere che ci sia una distanza - va bene anche 50
chilometri - di tutte le sedi centrali e distaccate aventi sede in
Sicilia, perché se uno studia a Catania e abita a Ragusa ... E io
d'accordo con te Sono d'accordo con te, forse è meglio
specificarlo, perché se no rischiamo di escludere dal rimborso
chilometrico ragazzi che studiano comunque a 50 chilometri, pur non
essendo né a Palermo, né a Catania, né a Messina, né a Enna.
PRESIDENTE. Onorevole Di Paola, vuole intervenire?
DI PAOLA. Presidente, sul comma 14 vorrei rassicurazioni da parte
dell'Assessore, perché ovviamente, così come diceva il collega
Cracolici, questa è una riserva che non c'è mai stata, quindi è una
riserva nuova.
Io vorrei che non mettessimo in difficoltà i sindaci
nell'applicazione di questa norma, quindi vorrei rassicurazioni da
parte del Governo, che so che avrà fatto sicuramente degli
approfondimenti, in maniera tale da capire se, effettivamente, poi
questa norma, da parte dei sindaci, possa essere applicata in
maniera concreta, perché altrimenti mettiamo poi i sindaci in
difficoltà, perché gli studenti universitari si aspettano i
rimborsi e poi, magari, questi rimborsi non arrivano. Grazie.
SAFINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAFINA. Mi sono accorto che se la norma parla di reddito degli
studenti pendolari, si riferisce al reddito dello studente, invece
bisogna fare riferimento al reddito della famiglia, perché
altrimenti ... all'ISEE esattamente, arrivavo proprio a questo,
bisognerebbe inserire, come viene fatto per le tasse universitarie,
il reddito ISEE.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Safina.
Pongo in votazione l'emendamento 2.151, che assorbe quello
dell'onorevole Ciminnisi. Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. La Commissione
si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 2.5, a firma di Catanzaro, Burtone ed
altri. È mantenuto o ritirato?
Allora subemendiamo? Subemendiamo il 2.5, quindi dopo le parole
"studenti universitari" sono aggiunte le seguenti "idonei alle
borse di studio" Onorevole Spada come lo dobbiamo modificare?
SPADA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole Abbate le
borse di studio nel senso che, siccome i vincitori di borse di
studio ricevono anche un contributo per il trasporto, e gli idonei
in Sicilia, ad oggi, non ricevono tutti nemmeno il contributo di
borsa di studio, stiamo destinando a coloro i quali rientrano
all'interno di una soglia ISEE, che è quella per beneficiare della
borsa di studio, il trasporto, a prescindere no, perché le somme
sono poche, hanno messo solo 2 milioni e mezzo di euro.
Quindi noi stiamo destinando il trasporto a tutti quelli che
rientrano nella soglia ISEE e siano idonei anche a ricevere la
borsa di studio, in modo tale da poter dare anche questo tipo di
ulteriore contributo. La soglia ISEE mi sembra che sia 23 mila
euro, che comunque non è bassissima, è una soglia... La soglia ISEE
è 23.000 euro oggi per partecipare alla borsa di studio, poi non so
se si sia modificata di qualche centinaio di euro
PRESIDENTE. Dato che sono presenti in Aula il Presidente della
Commissione V e l'assessore, c'è una riformulazione tale da poter
soddisfare questa esigenza? Chiedo a lei,assessore Turano.
SPADA. Il reddito e l'ISEE sono due cose diverse. Nella norma,
nell'impianto, abbiamo scritto il reddito degli studenti, dobbiamo
mettere l'ISEE
PRESIDENTE. Reddito non c'è scritto però Non c'è scritto da
nessuna parte "reddito". Per essere chiari quello che scrivete voi
al 2.5 è "che dopo le parole studenti universitari" sono aggiunte
le seguenti parole "idonei alle borse di studio", quindi non so se
stiate parlando di questo emendamento.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
L'osservazione dell'onorevole Spada è corretta, quindi è necessario
accantonare un secondo l'emendamento per capire come rimodularlo,
per garantire i beneficiari che sono più bisognosi.
PRESIDENTE. Allora accantoniamo l'emendamento 2.5. Si passa
all'emendamento 2.1 che è ritirato.
Si passa quindi all'emendamento 2.23, che è soppressivo del comma
15. Mantenuto o ritirato?
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Sul comma 15, prima che ritiro il soppressivo,
assessore Falcone, mi potrebbe spiegare perché lo stavo leggendo,
però ho qualche perplessità. Sono 3 migliaia di euro in favore dei
comuni che assistenza tramite gli istituti iscritti all'apposito
albo. Assessore, Falcone ci può spiegare per favore...
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, sostanzialmente trattasi di istituti, questa è una
riserva nuova che viene inserita, ma è una riserva che ha una
grande importanza, una valenza da un lato sociale, dall'altro lato
anche educativa.
Sostanzialmente, si fa riferimento a quegli istituti che erogano
servizi di assistenza educativa, perché sono istituti che
consentono il prolungamento dell'orario scolastico, cioè quegli
istituti che accolgono ragazzi, o durante la giornata, perché hanno
essi stessi delle scuole paritarie, o li accolgono nel doposcuola,
cioè durante il periodo pomeridiano a seguito, appunto, della
giornata scolastica.
Questo perché? Come prolungamento scolastico, per evitare che
questi giovani possano essere lasciati, abbandonati. Soprattutto
trattasi di giovani e di persone con un disagio sociale, i ragazzi
con un disagio sociale. Mi permetterò di presentare un altro
emendamento proprio per specificare, ulteriormente, dicendo che
questa riserva riguarda quegli istituti che sono iscritti, oltre
che in apposito albo ma abbiano almeno 10 anni di attività
continuativa e, in più, le somme le ripartiamo in ragione anche del
numero degli assistiti che così che hanno in carico. Per cui è una
norma che, da un lato, dà un segnale di grande attenzione verso il
disagio sociale, che crea e rafforza verso questi ragazzi un
potenziamento scolastico ancorché pomeridiano, in alcuni casi
addirittura con l'espletamento e con l'attività scolastica per
alcuni istituti che hanno, al loro interno, anche la scuola
paritaria.
CATANZARO. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, per
come lo ha spiegato lei, non ci trovo nulla in contrario però,
secondo me, è mancante rispetto a quello che sia, diciamo, degli
istituti. Non si capisce bene. Quindi, secondo me, converrebbe,
prima ancora di parlare, di accantonarlo un secondo. Assessore, se
magari lei lo può un attimino riscrivere, spiegandolo un po' meglio
anche nella riscrittura.
Le chiedo questo per una questione di non mantenere gli
emendamenti e, quindi, a quel punto votarlo.
PRESIDENTE. Assessore, lo accantoniamo? Bene, lo accantoniamo.
Si passa all'emendamento 2.25: Il comma 16 è soppresso , degli
onorevoli Catanzaro, Burtone e altri.
Onorevole Catanzaro, è mantenuto o ritirato? Ritirato.
Si passa all'emendamento 2.67, degli onorevoli De Luca Antonino,
Di Paola ed altri. E' mantenuto o ritirato? Ritirato.
Si passa all'emendamento 2.94, dell'onorevole De Luca Cateno. E'
mantenuto o ritirato? Ritirato.
Si passa all'emendamento 2.127, degli onorevoli De Luca Antonino,
Varrica ed altri. E' mantenuto o ritirato? Onorevole De Luca è una
riduzione. E' ritirato.
Si passa all'emendamento 2.153, degli onorevoli Intravaia, Assenza
ed altri. E' mantenuto o ritirato? Ritirato.
Si passa all'emendamento 2.7, degli onorevoli Venezia, Catanzaro
ed altri. E' mantenuto o ritirato? E' mantenuto.
Assessore Falcone, il parere del Governo sull'emendamento 2.7?
FALCONE, assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.7. Chi è favorevole
resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.152, degli onorevoli Intravaia, Assenza
ed altri.
E' mantenuto e c'è un subemendamento. Lo state già scrivendo?
Allora, l'emendamento 2.152 è accantonato perché l'onorevole
Intravaia sta facendo un subemendamento.
Si passa all'emendamento al 2.26, soppressivo del comma 17, a
firma degli onorevoli Catanzaro ed altri.
CATANZARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Ritirato, grazie
Si passa all'emendamento 2.64, soppressivo del comma 17. Ritirato
o mantenuto? Mantenuto.
Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
DE LUCA ANTONINO Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2.64.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 2.64.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 66
Votanti 60
Maggioranza 31
Favorevoli 31
Contrari 29
Astenuti 0
(E' approvato)
Allora abbiamo soppresso il comma 17, quindi, andiamo direttamente
al comma 18.
Si passa all'emendamento 2.34 a firma dell'onorevole Catanzaro. E'
mantenuto o ritirato? L'emendamento 2.34 è soppressivo del comma
18.
CATANZARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Ritirato. Si passa all'emendamento 2.63 a firma De
Luca A. ed altri. E' mantenuto o ritirato? E' sempre riferito al
comma 18.
DE LUCA Antonino. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Grazie della gentile concessione.
Si passa all'emendamento 2.96 a firma dell'onorevole De Luca
Cateno. E' mantenuto o ritirato?
DE LUCA Cateno. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Benissimo. Si passa all'emendamento 2.140 a firma
dell'onorevole Sunseri ed altri. Un altro soppressivo, immagino
ritirato.
SUNSERI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Grazie. Si passa all'emendamento 2.134 a firma del
Governo, sui commi 19 e 22, non ho capito.
FALCONE, assessore per l'economia. Ritirati.
PRESIDENTE. Assessore, l'emendamento 2.134 è ritirato?
FALCONE, assessore per l'economia. L'emendamento 2.134 è ritirato.
PRESIDENTE. Grazie. Si passa all'emendamento 2.33, a firma
dell'onorevole Catanzaro ed altri, è il soppressivo del comma 19.
CATANZARO. Ritirato.
PRESIDENTE. Ritirato, benissimo. Si passa all'emendamento 2.51 a
firma dell'onorevole De Luca A. ed altri, sempre soppressivo. Dov'è
questo emendamento?
DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
questa riserva si rivolge ai comuni alluvionati in invarianza di
spesa semplicemente, andiamo a modificare le percentuali di
ripartizione tra i comuni e viene aggiunto un comune che era
rimasto fuori.
Non cambia nulla, c'è un'invarianza di spesa e modifica
semplicemente le percentuali.
Quale dovrebbe essere il motivo per cui non è ammissibile?
PRESIDENTE. Perché è un emendamento al testo presentato fuori
termine. Non possiamo subemendare.
DE LUCA ANTONINO. Se c'è l'accordo dell'Aula, si può fare tutto
PRESIDENTE. Così come è stato fatto in altre occasioni, in altre
votazioni, se non ci sono obiezioni da parte dell'Aula, lo metto in
votazione.
Proceduralmente non si potrebbe fare ma se c'è l'unanimità,
problemi non ce ne sono.
Non mi sembra che ci siano osservazioni, allora dobbiamo
caricarlo.
Onorevole De Luca, almeno ascolti, ci stiamo sforzando.
Ne dò lettura: le parole "50 per cento" sono sostituite dalle
parole "30 per cento", le parole "restante 50 per cento" sono
sostituite dalle parole "restante 70 per cento".
Dopo le parole "Scaletta Zanclea" sono inserite le parole "Nizza
di Sicilia".
Lo pongo in votazione? Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.156. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.32, soppressivo del comma 20, onorevole
Catanzaro, è mantenuto? Sì.
Lo pongo in votazione? Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.
CATANZARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2.32
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 2.32.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 66
Votanti 63
Maggioranza 32
Favorevoli 35
Contrari 28
Astenuti 0
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.37, a firma dell'onorevole Catanzaro
che dichiara di ritirarlo.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.40, a firma De Luca e Di Paola che
dichiarano di ritirarlo.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.99, a firma De Luca Cateno che dichiara
di ritirarlo.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.58, a firma Dipasquale, che aumenta di
500 per Ragusa e di 1000 per Siracusa.
L'onorevole Dipasquale dichiara di ritirarlo.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.22, a firma Spada che ha chiesto di
intervenire. Ne ha facoltà
SPADA. Signor Presidente, ho presentato questo emendamento anche
alla luce dell'intervento che ho fatto prima, equiparare il
contributo che viene destinato al Comune di Ragusa con quello che
dovrebbe spettare al Comune di Siracusa.
Si tratta di un milione e mezzo per Ragusa e un milione e mezzo
per Siracusa, Assessore Falcone, è stato fatto sempre così.
Quindi, chiedo di sostenere questo tipo di iniziativa che non
comporta, chissà quali interventi particolari, dal punto di vista
economico.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione? Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, Presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.22. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.39 a firma dell'onorevole Gilistro ed
altri. È assorbito.
Si passa all'emendamento 2.30 a firma dell'onorevole Spada.
Onorevole Spada lo ritira o lo mantiene?
L'emendamento 2.22 già è stato votato onorevole Gilistro. È stato
votato il 2.22, in Aula, per alzata e seduta ed è stato bocciato.
Il 2.39 è assorbito. Siamo al 2.30.
GILISTRO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GILISTRO. Signor Presidente, era per capire qual è, perché questa
differenza, sempre che c'è non c'è stata mai, perché questa
differenza. Ah è un atto di solidarietà di Siracusa verso Ragusa.
SPADA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPADA. Signor Presidente, assessore Falcone, mi piace essere serio
rispetto a questa discussione. Siccome prima lei si era preso un
impegno rispetto ad Ortigia, le voglio chiedere se si prende
l'impegno anche in variazione di compensare questa mancanza, io
ritiro anche l'emendamento che ho proposto di modifica della norma
perché poi la riprendiamo dopo, quindi l'emendamento che sto
presentando serve di fatto a consentire sostanzialmente ad
equiparare le risorse che vengono utilizzate dal Comune di Siracusa
a quelle che oggi utilizza il Comune di Ragusa, mentre il Comune di
Ragusa può effettuare opere di urbanizzazione il Comune di
Siracusa non le può fare.
La norma, l'emendamento in questione equipara diciamo l'utilizzo
di queste risorse, risolvendo un problema che mi è stato sottoposto
dal Sindaco di Siracusa.
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Presidente, allora è chiaro che
trattasi di finalità diverse però, quello che dice l'onorevole
Spada è di buon senso, è chiaro, va approfondito il tema,
l'argomento è certamente interessante, faremo una riflessione, ecco
piuttosto che dire prendiamo un impegno, facciamo una riflessione e
cerchiamo eventualmente di finalizzare al meglio queste risorse.
Vorrei ricordare all'onorevole Spada ma anche all'Aula e
all'onorevole Gilistro soprattutto che l'ho visto un po'
rammaricato dalla decisione del Governo di dare parere contrario,
ma noi più volte siamo intervenuti su Siracusa, soprattutto sul
libero Consorzio, sull'ex provincia, per cui quando sarà opportuno
il Governo non si terrà indietro e come ha fatto nel passato
interverrà.
SPADA. Dichiaro di ritirare l'emendamento 2.30
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.31 a firma dell'onorevole Catanzaro.
Onorevole Catanzaro lo mantiene o lo ritira?
CATANZARO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.100 a firma degli onorevoli De Luca,
Vasta ed altri.
VASTA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.124 a firma degli onorevoli Marano e De
Luca. Lo mantiene o lo ritira?
Ritirato. Grazie.
Si passa all'emendamento 2.150 degli onorevoli Sunseri ed altri?
SUNSERI. E' mantenuto.
PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'emendamento 2.150?
FALCONE, assessore per l'economia. Contrario
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Sunseri. Prego
onorevole Sunseri.
SUNSERI. Presidente, è un emendamento... Presidente è una norma
che semplicemente modifica la ratio del concetto di raccolta
differenziata del rifiuto perché toglie a monte la raccolta
differenziata, cioè sostiene che bisogna calcolare la percentuale
di rifiuto prodotto dal singolo abitante, quindi 75 tonnellate
annue, piuttosto che quella riferita alla percentuale di
differenziata.
E' un argomento già più volte trattato dalle associazioni
ambientaliste della nostra Regione, viene ormai evidenziato in
Commissione Europea come l'obiettivo da raggiungere e, il più delle
volte, viene individuato come comuni rifiuti free. Quindi, diciamo,
è un emendamento che modifica certamente la ratio che finora ha
avuto la norma ad oggi ma che era opportuno fare anche per provare
a lanciare qualche anno avanti la nostra Regione rispetto a quello
che è sempre stato fino ad oggi.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Laccoto. Ne ha
facoltà.
LACCOTO. Assessore, rispetto a questo emendamento io penso che non
si possa intervenire anche perché, in questo momento, noi stiamo
dicendo "il 75 per cento dell'anno precedente". Cambia totalmente
la visione e la ratio quindi andiamo ad incidere rispetto a quelle
che sono le aspettative, invece, dei comuni che si aspettano,
secondo la norma attuale, il superamento del 75 per cento.
Se noi modifichiamo oggi questa situazione certamente non si può
fare, è retroattiva e a mio avviso si può vedere per il futuro in
un'altra norma. Va bene?
PRESIDENTE. Grazie onorevole Laccoto.
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Ciminnisi. Ne ha facoltà.
CIMINNISI. Signor Presidente, intervengo per fare seguito a quello
che dice il collega Laccoto, facendo rilevare che innanzitutto i
comuni non possono aver maturato un'aspettativa su questo perché
semplicemente la norma precedente prevedeva una percentuale al
massimo del 65 per cento, quindi comunque già il 75 per cento è
un'innovazione rispetto alla quale innanzitutto noi siamo più che
favorevoli anche perché, voglio ricordare all'Aula che questa norma
l'abbiamo salvata per il rotto della cuffia in Commissione
Bilancio, proprio per volontà del Movimento, però il collega sta
ponendo un'altra necessità, cioè la necessità che la nostra Regione
non soltanto - assessore Di Mauro, visto che si parla di rifiuti
secondo me sarebbe bello confrontarci su questo argomento - però
una cosa di puntare a un'alta percentuale di raccolta
differenziata, un'altra questione é cercare di ridurre a monte
l'indifferenziato.
Io comprendo che questo Governo abbia la volontà, la necessità di
alimentare i costruendi inceneritori, ma se invece noi provassimo a
invertire la rotta, riducendo già a monte i rifiuti e prevedendo
una premialità per quei Comuni che riescono a ridurre
l'indifferenziato entro diciamo un limite di settantacinque chili
per abitante all'anno, secondo me sarebbe veramente un grande passo
avanti per la Regione.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.150 con il parere
contrario del Governo e della Commissione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
C'è richiesta di voto palese, vediamo se è appoggiata.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 2.150
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indico la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 2.150.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 66
Votanti 63
Maggioranza 32
Favorevoli 26
Contrari 37
Astenuti 0
(Non è approvato)
Abbiamo due emendamenti fuori sacco.
Si passa all'emendamento 2.152.R a firma dell'onorevole Intravaia
che sostituisce il 60 per cento con 70 per cento e le parole 40 per
cento con 30 al comma 16. Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.5.1, relativo al reddito ISEE: dopo le
parole idonei alle borse di studio si aggiunge con ISEE
inferiore a 30 mila euro . Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.5, come modificato. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente, noi abbiamo consegnato degli
emendamenti all'articolo 2. Uno per ripristinare le somme date ai
comuni che sono sede di aree industriali. Avevamo previsto un
milione, ma dato che nella discussione dell'articolo 2 sono
caducati emendamenti per due milioni di euro, possiamo ripristinare
i 2 milioni di euro originali? E, in secondo luogo, Assessore
Falcone, anche quello a cui lei dovrebbe provvedere a dare
copertura per i maggiori oneri per il trasporto dei rifiuti delle
isole minori. Quindi, la richiesta è di mettere nuovamente 2
milioni sulle riserve per i comuni sede di aree industriali e
quella sul trasporto rifiuti.
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, sono due
temi certamente importanti. Io direi che l'Aula, in una logica
anche di vicendevole, diciamo, collaborazione potrebbe trovare un
punto di incontro che potrebbe essere il seguente: da un lato,
potremmo immaginare un milione e mezzo di euro per le aree di
sviluppo industriale, dall'altro lato immaginare la questione delle
Isole minori e magari non nel limite che è stato detto. Possiamo
dare certamente la triennalità, la vogliamo dare, perché è giusto
che si dia una continuità nei contratti, però fissare in
duecentomila euro il maggiore costo che prevediamo e gli altri
quattrocento, invece, c'è questa vicenda delle feste religiose, del
sabato di questa tradizione che riguarda tanti Comuni e non sono
piccoli Comuni che potrebbero invece anche questi trovare un punto
di incontro... Quindi il Governo dà parere favorevole ai tre
emendamenti nel limite che abbiamo espresso.
PRESIDENTE. Scusi, Assessore, per quanto riguarda l'emendamento
della Settimana Santa, dagli Uffici, Assessore, non è un
emendamento che si può inserire all'interno delle riserve, quindi
questo non c'entra.
Dico, invece, mi rivolgo all'onorevole De Luca, aspettami, scusa,
mi rivolgo all'onorevole De Luca, così come prima è stato
presentato un emendamento fuori termine suo, ci sono altri tre
emendamenti che sono stati presentati adesso in Aula.
Prima c'è stata unanimità e mi chiedo se c'è la stessa unanimità
su questi emendamenti.
Ok, ancora non li abbiamo distribuiti, però, io, così come ho
fatto per lei, chiedo agli altri. C'è un emendamento a firma non
capisco, è arabo, secondo me, che cosa c'è scritto? Dipasquale?
Allora, De Luca, ci sono tre emendamenti, uno a firma Auteri, uno
a firma penso Sciotto, ci vado a interpretazione, e l'altro a firma
Sunseri. Sì, benissimo, allora, per quanto riguarda Auteri è per i
Comuni con popolazione da venticinquemila a trentacinquemila
abitanti, per quanto riguarda Sunseri è quello sulle aree
industriali e per quanto riguarda Sciotto è relativo a Pace del
Mela, relativo al Comune di Pace del Mela. Dico, se ci sono
problemi Prima non ci sono stati problemi. Li stiamo numerando.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Io voglio esprimere lo stesso concetto che ho detto per
i Comuni 4-5 mila abitanti, che non può esserci una premialità per
il numero di abitanti, perché il numero di abitanti non è
un'attività che sviluppa l'amministrazione comunale. Uno o li ha o
non li ha Poi ci sono in alcuni casi le migrazioni interne,
eccetera, eccetera, ma non è né un merito, né una colpa degli
amministratori
Pertanto, mi ascolti, signor Presidente, gli emendamenti che
intervengono sulla premialità in ragione del numero degli abitanti,
ripeto, come abbiamo votato il caso Cerda, io non so a cosa si
riferisca, ma sono assolutamente contrario che si dia una
premialità in ragione del numero degli abitanti. Non è una
premialità. Pertanto, all'emendamento di 25-30 mila se c'era, io
personalmente do il mio parere contrario e, quindi, se non c'è
l'unanimità non si può affrontare.
PRESIDENTE. Va bene, allora, prendiamo atto di questo. E' inutile
che lo numero. Li levo tutti perché si alzeranno altri per porre la
stessa questione. Onorevole Spada, non è che sono di una comunità
differente, di un paese, lei ha posto una questione, che è
contrario.
CRACOLICI. Altra cosa è la questione che si pone dall'inizio
dell'Aula di ripristinare il finanziamento dei comuni per le aree
industriali.
PRESIDENTE. Il tema è che ci sono tre emendamenti. Uno di questi
non ha l'unanimità perché c'è l'onorevole Cracolici che è
contrario. Presumo che è in funzione di questa sua posizione, penso
così ad occhio e croce, che ci sarà qualcuno, ma ora vedo, che si
alzerà alla stessa maniera e dirà che magari non è contrario.
CRACOLICI. Ma il Governo aveva annunciato una soluzione per i
comuni delle aree industriali.
PRESIDENTE. Ho capito. Ci deve essere l'unanimità dell'Aula. Sugli
altri due emendamenti c'è l'unanimità dell'Aula o c'è qualcuno che
è contrario?
INTRAVAIA. Contrario
PRESIDENTE. C'è contrario l'onorevole Intravaia. Benissimo,
quindi, non si vota.
Pongo in votazione l'articolo 2, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Dobbiamo fare il maxiemendamento. Allora, un minuto. Sospendiamo
la seduta per 5 minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 5.39, è ripresa alle ore 7.05)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi sui tablet avete già caricati il
Gov 1, che è l'emendamento di spesa, il maxiemendamento di spesa, e
tra qualche minuto, sarà caricato il Gov 3.R, che sarebbe la
riscrittura del Gov con tutti gli ordinamentali.
Allora, facciamo una cosa. Cominciamo a fare gli interventi.
Ha chiesto di intervenire prima l'onorevole Cracolici, chiaramente
intervento unico.
Sul Gov 1 c'è un emendamento, al punto 62, dopo le parole "Sacro
Cuore di Erice" aggiungere "in parti uguali".
Questo è un emendamento che voteremo appena finiscono gli
interventi.
Prego, onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Signor Presidente, io mi rendo conto dell'ora, siamo
stanchi e quindi non voglio fare...
Io proverò però a dire delle cose che, mi auguro, saranno tema del
dibattito post finanziaria perché io credo che questa finanziaria,
la sintetizzo così, presenta una caratteristica che provo a dire, a
sintetizzare in questo modo: un Governo senza idee che si affida
all'Aula per costruire sostanzialmente un atto raccogliticcio di
tante istanze personali, legittime - attenzione - illudendosi che
con questa marmellata con cui si sta componendo questa finanziaria,
basta ricordare che testo della finanziaria con 25 articoli adesso,
con i diversi maxi emendamenti, sarà una cosa con 400 commi circa,
quindi è il Governo che ha abdicato la sua funzione di avere e
proporre una visione per la Sicilia e ha lasciato che siano i
deputati a svolgere un compito sostanzialmente sostitutivo, in
genere il ruolo del Parlamento è di discussione, correttivo,
integrativo ma dentro una visione, un modello.
Perché faccio questa considerazione? Io so bene che la maggioranza
ha ragionato blindandosi, impedendo a se stessa di discutere nelle
poche occasioni in cui si è potuto evidenziare, diciamo, un
elemento di confronto, ebbene si sono manifestate le differenze
esistenti all'interno della maggioranza ma, sostanzialmente, il
Governo ha costruito un modello che era "blindiamoci, andiamo
avanti e poi si vedrà", avendo come prospettiva la materia, diciamo
la partita elettorale, che da qui a qualche mese ci sarà in Sicilia
e, ripeto, illudendosi che con questa legge fatta di clientele
pensando che i siciliani o una parte di essi siano dei clienti, in
nome di questo costruire un consenso.
Io penso, mi auguro per voi che io mi sbagli, che questo sarà un
testo che una volta licenziato avrà alcune conseguenze, una per
tutte che vedremo probabilmente tanti sindaci con le fasce
tricolori sotto Palazzo dei Normanni a protestare contro i modelli
assolutamente discrezionali, fuori da ogni logica, l'assenza di
norme che abbiano quella attività di astrattezza e di universalità.
Insomma, è come tornare a quell'epoca in cui le opere pubbliche in
Sicilia si facevano con gli uomini con la valigetta che si
presentavano nei Comuni e proponevano quello che... magari in un
Comune di montagna di fare una piscina, in un Comune di mare di
fare una pista da sci ma l'importante era fare le opere E dietro
questo sistema si alimentava il sistema di potere, compresa la
corruzione, ora non voglio dire che qui stiamo facendo la
finanziaria della borsetta però non c'è dubbio che quando un Comune
che riceverà un finanziamento e quello accanto con le stesse
dinamiche, le stesse questioni, le stesse tensioni, si troverà per
non avere un deputato che si è fatto carico di un'istanza del
proprio Comune, io penso che tutto questo... e siccome la
stragrande maggioranza è fuori perché per quanti ne avete potuti
mettere la stragrande maggioranza è fuori penso che questa vicenda
avrà delle ripercussioni ma c'è una cosa che io voglio sottolineare
che vorrei che Falcone mi ascoltasse io non posso che esprimere
anche un rammarico non personale ma un punto politico.
Avevo provato, Assessore mi ascolti, sto parlando, avevo provato
nella qualità non di esponente del PD o dell'opposizione ma di
Presidente della Commissione parlamentare antimafia a fare un
lavoro che supportasse questa legge finanziaria rispetto ad alcuni
che non sono i soli ma alcuni dei problemi che sono emersi nel
corso di questi mesi, in particolare tre. So bene - ripeto - che
non sono i soli. La possibilità di consentire a tanti comuni che
oggi non hanno la possibilità di accedere a un sistema di
finanziamenti per poter realizzare gli impianti di
videosorveglianza nei propri territori perché c'è un paradosso, che
col PON sicurezza i comuni siciliani sono penalizzati, perché
avendo una bassa quantità di denunce sono - come dire - per ragione
della competizione nazionale portati ad essere esclusi ma in più,
essendo il sistema del PON un modello di cofinanziamento dei
comuni, moltissimi comuni che sono in dissesto o in pre-dissesto
non sono in grado di poter realizzare neanche gli impianti delle
videocamere per garantire la sicurezza nei propri comuni.
E' stato il caso eclatante il tema di Acate, dove dopo le vicende
che sono intervenute nei mesi scorsi, un lavoratore scomparso, una
delle cose che sorprese dalla Commissione Antimafia era acquisire
la consapevolezza che in quel comune non ci sono le videocamere,
quindi non c'è neanche la possibilità di verificare cosa si muove
in quel territorio. Ma vale per tanti altri comuni, avevamo
proposto tra l'altro convocando il Governo in Commissione e vedendo
l'assessore Falcone nella qualità di delegato del Presidente della
Regione a fare una discussione, un confronto.
Abbiamo approvato anche una risoluzione condivisa dal Governo,
inviata al Governo, nessuna iniziativa, ho visto che c'è un
intervento per un comune per la videosorveglianza ma come se tutti
gli altri non esistessero Io credo che il Governo abbia perso
un'occasione ed è un tema che riguarda la sicurezza della Sicilia,
non riguarda Cracolici, non riguarda l'iniziativa di un singolo
deputato o di un partito, riguarda un tema che tiene a tutti i
siciliani.
La seconda questione: noi abbiamo un grande patrimonio che spesso
dimentichiamo, siamo la Regione con la più alta quantità di beni
immobili e mobili confiscati alla mafia. Ci sono tantissime società
che vengono sottoposte a queste confische, la stragrande
maggioranza muore, va in liquidazione, ma ci sono società, ed è il
caso della provincia di Catania, dove c'è un'azienda che è proprio
ripartita grazie all'azione dei lavoratori che ha sostituito gli
imprenditori a cui sono state confiscate le azioni. Avevo proposto
di consentire, attraverso l'IRFIS, di potere accedere a una linea
di credito non a fondo perduto ma a credito agevolato per fare da
start-up a queste imprese che vogliono, con piani asseverati dalle
autorità giudiziarie, nonché dall'Agenzia nazionale dei beni
confiscati per consentire la ripresa e quindi la rimessa in bonis
dal punto di vista economico.
All'Hotel Sigonella a Catania, ci sono i lavoratori pronti ad
acquisirne la gestione ma c'è una difficoltà, poi i lavoratori tra
l'altro ci mettono capitali propri, il proprio TFR, la propria
disoccupazione, per intervenire e mettersi in capo.
Infine, noi abbiamo centinaia di beni confiscati assegnati, la
stragrande maggioranza purtroppo non sono ancora diciamo o
assegnati ai comuni ma non assegnati alle associazioni del terzo
settore che doveva vedere il senso della legge sulle confische,
quello cioè di restituire alle comunità l'utilizzo di questi stessi
beni. C'è un grande tema e un grande problema di come questi beni
possono reggere anche nella gestione consentendo alle associazioni
che a cui vengono assegnati questi beni un sostegno per le misure
di gestione minima, dalla luce alle piccole spese, che spesso
costituiscono una delle ragioni per cui una volta assegnati i beni
vengono difatti sotto utilizzati.
Ripeto, non erano iniziative che avevano un colore politico, sono
state iniziative assunte dopo discussioni, in questi mesi e in
queste settimane, dalla stessa Commissione Antimafia, ne ho parlato
ripetutamente col Governo. Tra l'altro, la norma sulle aziende
confiscate era stata inserita nella vecchia Finanziaria, quella che
poi è stata impugnata per la fonte di finanziamento che era con i
fondi FSC e quindi ha subito l'impugnativa come tutte le altre
norme. Il Governo ha ritenuto di non dovere in questa fase
introdurre e dare un segnale in questa direzione, con una
motivazione, plausibile o meno, che non ci sono le risorse.
Io vorrei far soltanto capire a tutti i colleghi che, a occhio,
facendo una somma a volo d'uccello, questa manovra e questo
emendamento che ha presentato il Governo incide per oltre 100
milioni di euro, quindi dire che non ci sono soldi per finanziare
un fondo per la videosorveglianza o per il sostegno, oppure
utilizzare i fondi che l'IRFIS ha attraverso il Fondo Sicilia è una
grave sottovalutazione che dimostra che questo Governo non ha una
visione, teme le proposte degli altri, ma si trincera in una logica
della gestione, probabilmente nessuna delle aziende confiscate o
nessuno dei soggetti che gestisce i beni confiscati è andato da
nessuno dei deputati e, soprattutto, del Governo a perorare la
causa perché se fosse diventato un cliente probabilmente una
soluzione in quest'Aula l'avrebbe trovata
Io, personalmente, non voglio fare il capo cliente per quanto mi
riguarda è un dato politico, ne prendo atto, però vorrei qui
rimarcare che la legge finanziaria approvata da questa Regione non
ha un solo provvedimento che dia un senso, un segno, in una certa
direzione alla Sicilia. Ne prendo atto, so che non saremo in grado
per i numeri, la maggioranza fa la maggioranza, di incidere anche
su singoli commi e singoli interventi che sono previsti da questa
manovra, alcune delle quali avrebbero meritato un approfondimento
di merito nelle Commissioni, dalla legge sul commercio ad altri
provvedimenti che avrebbero meritato una discussione di merito, il
Governo ha ritenuto di potere agire e la maggioranza con singoli
emendamenti, fate pure, non pensate e non illudetevi che tutto
questo vi porterà consenso, perché credo che la Sicilia ha il
dovere di sapere che dopo un anno e mesi questo Governo si presenta
come - l'ho detto all'inizio e lo concludo alla fine - come il
Governo che è passato da una stagione che è stata definita del
cuffarismo, siamo allo schifanismo con tutto quello che ne
consegue. Non si offenda, il cuffarismo ormai è parte della storia,
credo che lo schifanismo lo stia superando, non faccia il difensore
d'ufficio. Dicevo, il giudizio politico che oggi io do su questo
Governo supera, persino, quel modello che tanti danni ha fatto alla
Sicilia.
BURTONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BURTONE. Signor Presidente, alcune considerazioni su articoli che
tra poco approveremo e che, a mio parere, hanno anche un
significato. Mi riferisco all'articolo relativo all'applicazione
dell'articolo 60 di una precedente legge finanziaria che dava la
possibilità di un turnover per i lavoratori precari dei consorzi di
bonifica.
Mi pare una norma significativa, lei ricorderà che più volte sono
intervenuto in quest'Aula quando abbiamo parlato di siccità, dei
problemi dell'agricoltura e più volte io ho sollecitato questo
intervento. So che anche lei ha seguito con particolare attenzione,
spero, mi auguro che questa volta, questi lavoratori abbiano una
prospettiva diversa perché nel passato una norma che era stata
votata da questo Parlamento non è stata applicata, quindi che ci
sia, io spero, la possibilità di seguire attentamente, di dare una
risposta ai lavoratori che aspettano. Oggi pomeriggio, stanotte,
sono stati davanti all'Assemblea in Piazza Indipendenza, sotto la
pioggia, gente che augura a se stessa, alle proprie famiglie, di
dare una risposta in termini occupazionali. Quindi, lo sottolineo,
h un aspetto positivo, mi auguro che si passi questa volta alla
concretezza. Mentre si dà una risposta ad un precariato storico,
resta fermo, lo diceva il collega del Movimento 5 Stelle, onorevole
Cambiano, resta fermo il problema invece del precariato degli enti
locali. I lavoratori dell'ex articolo 23 hanno avuto e hanno una
funzione importante, con la riforma Madia hanno raggiunto
l'obiettivo di passare a tempo indeterminato, però in quasi tutti i
comuni, tranne qualche eccezione, sono lavoratori "fermi al palo":
chi a 16 ore, chi a 24, è difficile che abbiano le 36 ore.
C'è un problema di ordine generale, di interesse collettivo, che è
il fatto che questi sono ormai gli unici lavoratori impiegati,
dirigenti e funzionari degli enti locali, quindi l'attività
amministrativa è spesso legata al loro impegno, alla loro
professionalità, sono rimasti l'asse centrale dei comuni, quindi
credo che ci sia l'interesse nostro. Debbo essere anche, devo dire
da questo punto di vista, corretto nei confronti dell'Assessore
agli enti locali Messina che incontrando questi lavoratori,
correttamente ha detto: "siete in tanti e in questo momento non
siamo in condizione di rispondere".
Ora, su questo è stato lineare, ho apprezzato quanto da lui detto
in un incontro promosso da un comune e dai sindacati, però - spero
e mi auguro - che questo tema si metta davanti nell'attività
dell'Assemblea al più presto perché una risposta si debba dare,
ripeto per un aspetto di natura di interesse collettivo, ma anche
per i diritti/doveri di questi cittadini che sono rimasti in una
condizione di precariato.
Infine, Presidente, credo, e vado alla conclusione, che ci siano
due vuoti nelle norme che abbiamo approvato, si possono dare
valutazioni ancora più attente, più avanti, personalmente colgo
questi aspetti, lo voglio dire in Aula perché mi sembra importante:
uno riguarda l'agricoltura.
Abbiamo parlato da tempo delle difficoltà del mondo agricolo,
della necessità di dover dare delle risposte a diversi comparti
agricoli. Provengo da un'area in cui è molto diffusa la
agrumicoltura però ho sentito le difficoltà che sono presenti
nell'area di Trapani per la produzione dell'uva, per la produzione
del vino, le condizioni sono gravissime. Ancora oggi siamo in una
situazione, sul piano climatico, estremamente complessa e da
qualche giorno che sembra cambiata la temperatura, piova, però una
condizione così drammatica non la si aveva dal 1921, la carenza di
acqua, una cosa spaventosa che ha portato ad una produzione
agrumicola con prodotti molto piccoli, spesso tagliati, che non
troveranno mercato.
Ci sono state diverse proposte, alcune anche interessanti, esposte
negli organi di stampa, da parte delle associazioni. Mi pare che le
risorse minime siano quasi tendenti a sfiorare il ridicolo, quindi
spero, mi auguro, che si possa dare una risposta. Mi pare che
questo non sia nell'ambito delle norme, attualmente, votate però
noi lo chiediamo. Lo chiediamo in rappresentanza del mondo agricolo
e lo chiedo, se mi si permette, visto che nei giorni scorsi abbiamo
promosso un'iniziativa che, sicuramente, faremo dopo questa
approvazione della finanziaria, faccio anche a nome dei sindaci che
chiedono di confrontarsi con l'Assessore per vedere se è possibile
trovare qualche soluzione.
Infine l'altra assente è il percettore di reddito di cittadinanza
che, grazie all'azione del Governo nazionale, ora è espulso da
questo sostegno. C'è un 50% degli ex percettori di reddito di
cittadinanza che era stato detto a loro che avrebbero avuto un
sostegno nella formazione, che sarebbero stati occupabili. Si è
detto e si è scritto. Non c'è nessuno che abbia fatto, finora,
formazione o che abbia avuto la possibilità di una prospettiva
occupazionale. Ecco perché, Presidente, io credo che sia stato da
parte mia necessario fare questo intervento per sottolineare
aspetti che io spero vedano impegnata l'Assemblea regionale.
Tra l'altro anche qui dico che in quest'Aula si è parlato più
volte di dover fare qualcosa che potesse sostituire questo
disimpegno dello Stato che creerà, sicuramente, gravi problemi di
natura economico e sociale alla nostra comunità.
PRESIDENTE. Mi fa piacere che l'onorevole Burtone abbia ricordato
l'articolo 60 che è stato condiviso da più forze politiche.
Ha facoltà di intervenire l'onorevole Dipasquale.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori. Con
il maxiemendamento, di fatto, concludiamo questo percorso della
finanziaria poi rimarranno le dichiarazioni di voto finale che poi
sarà il Capogruppo del Partito Democratico a raccogliere quella che
è la posizione, a testimone della posizione del Gruppo
parlamentare.
Diversi rammarichi. Un rammarico, in particolare, è quello
dell'assenza del Presidente della Regione. Devo dire una cosa che,
in questi ultimi sei anni, è stata una costante. Del resto Musumeci
era così, Musumeci era così e Schifani ha iniziato nello stesso
modo. Devo dire che Crocetta, tanto criticato, riusciva ad essere
più presente in Aula. Eravamo qui, diversi di noi e, purtroppo,
dopo tanti anni questa riflessione va fatta.
Mi auguro ma, veramente, che lui riprenda questo rapporto con il
Parlamento perché non è solamente per i parlamentari, è per quella
Sicilia che si aspetta un Presidente presente anche in quella che è
la finanziaria. Noi l'abbiamo visto a livello nazionale. Ora io non
voglio fare pubblicità al Governo nazionale ma la presenza della
Meloni è stata una costante nella finanziaria. Cioè un Presidente
del Consiglio, un Presidente della Regione, un Sindaco possono
essere assenti nel momento più importante e innanzi allo strumento
più importante qual è quello finanziario in Aula?
Quindi, questo a me dispiace tantissimo. Dopodiché, mi dispiace
anche quello che è accaduto sin dall'inizio della finanziaria. Cioè
noi ci siamo trovati costretti, Presidente, ad affrontare una
finanziaria di corsa perché, purtroppo, il Governo si era convinto
che alla Sicilia servisse una finanziaria entro il 31 dicembre.
Alla Sicilia non serviva una finanziaria entro il 31 dicembre, alla
Sicilia serviva una finanziaria buona, non una finanziaria entro il
31 dicembre e, purtroppo, quando noi abbiamo detto in Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari che non c'erano i tempi per
poterla approvare per il 22 dicembre, in un primo momento, il 31 in
un secondo momento, avevamo ragione, perché poi siamo arrivati al
giorno 8 e solamente grazie alla minoranza che ha rinunciato ad
un'azione ostruzionistica, grazie anche a lei, perché le riconosco
il ruolo come pure al presidente della Commissione Bilancio che,
comunque, la sua parte l'ha fatta, non ci si è lasciati
condizionare, non vi siete lasciati condizionare in questo
atteggiamento che prima il Governo aveva cercato di trasmettere
anche alle Commissioni e ai componenti della maggioranza, di un
muro contro un muro, di un faccia a faccia, a muso duro contro
l'opposizione
Per fortuna questo non c'è stato, però alcune cose le abbiamo
perse. Lo ha detto bene prima qualcuno dei miei colleghi, mi pare
l'onorevole Cracolici, non siamo riusciti, non abbiamo avuto la
possibilità nelle Commissioni di merito di entrare nel merito delle
discussioni sulla finanziaria, siamo stati costretti ad incardinare
i lavori della finanziaria nelle Commissioni di merito, subito gli
emendamenti, i termini degli emendamenti e noi non abbiamo avuto la
possibilità di ascoltare le organizzazioni di categoria, non
abbiamo avuto la possibilità di ascoltare i sindacati, le parti,
cioè quello che il Governo aveva fatto e, infatti, c'è stata una
volta che eravamo stati richiamati, ma noi abbiamo fatto tutti i
passaggi con le organizzazioni di categoria, con il mondo sociale,
con i sindacati, quindi, ora dovete approvarla, e no Non è così,
la finanziaria il Governo l'approva e la propone al Parlamento, è
il Parlamento che l'approva in via definitiva e, così come il
Governo aveva avuto l'opportunità di confrontarsi con le parti
sociali, noi dovevamo avere la possibilità di farlo anche nelle
Commissioni di merito e questo ci è stato tolto
Allora, l'invito al Governo, all'assessore Falcone è che la
prossima volta se vuole fare la finanziaria entro il 31 dicembre,
essa va portata almeno un mese prima rispetto a quando era stata
trasmessa perché noi dobbiamo garantire la possibilità ai
parlamentari di entrare nel merito, cioè noi non possiamo
rinunciare al nostro ruolo e, quindi, il rammarico più grande che
ho è proprio questo, avere avuto tempi compressi che hanno
compromesso di fatto un'azione di studio, di confronto della
finanziaria stessa.
Questo a me veramente è dispiaciuto moltissimo, insieme
all'assenza del Presidente, così come, Presidente, questa
finanziaria e questo collegato, il collegato che abbiamo approvato,
le variazioni che abbiamo approvato a novembre, non rappresentano e
non elevano un Parlamento importante come il nostro, veramente non
ci sono precedenti, cioè stiamo facendo diventare gli strumenti
finanziari solamente "contributifici" della peggiore specie e parlo
di tutti perché poi anche noi come minoranza siamo costretti a
inseguire questo percorso, che è questo livello che, purtroppo, la
maggioranza ha dato. E, attenzione, non avete più l'alibi che non
avete soldi, che non ci sono soldi, che non si possono fare
investimenti. Tra lo scorso strumento finanziario del collegato,
dove abbiamo investito seicento milioni di euro no, lo so, poi ci
sarà chi ascolterà, collega, non si preoccupi seicento milioni
avete investito con le variazioni di bilancio, seicento milioni, e
ora altri seicento milioni di spesa nuova e solo cento milioni con
l'emendamento, cento milioni con l'emendamento. Guardate che sono
soldi importanti, avete fatto delle scelte alcune condivisibili che
non sto qui ad elencare per il poco tempo che ho perché tanto le
cose buone giustamente le direte voi, quelle che sono state fatte,
ma io una cosa avevo detto, alla sfida che aveva lanciato
l'assessore Falcone dateci temi, diteci quali sono le cose che
volete perché c'è anche stato questo cattivo atteggiamento nei
confronti della minoranza, anche dello stesso Presidente, quando si
è permesso di dire che dalla minoranza non c'è opposizione, questo
è stato veramente fuori luogo, anche perché gli abbiamo dimostrato
che l'opposizione c'è e quando la vogliamo fare la facciamo, la
facciamo bene e riusciamo a fare anche ostruzionismo E se si è
approvata ora questa manovra è perché abbiamo rinunciato
all'ostruzionismo, altrimenti questa manovra l'approvavate a fine
gennaio Su questo non ci sono dubbi
Però, una cosa, un rammarico io ce l'ho. Allora, io alla sfida
lanciata da Falcone dissi c'è una cosa, le chiedo solo una cosa,
intervenite per quanto riguarda l'agricoltura e la zootecnia . Il
mio primo intervento, ho detto proprio questo. Intervenite su
questo. Abbiamo un settore della zootecnia che sta morendo perché
noi non abbiamo, perché i nostri allevatori non hanno più la
possibilità di sopravvivere, perché i costi delle aziende non
riescono, non sono più sufficienti a superare l'aumento dei costi
di gestione, del caro carburante, di tutti, del costo del mangime,
di tutte le spese che sono aumentate. La stessa cosa vale per i
danni che abbiamo avuto prima con Atos, di cui, attenzione, Atos,
abbiamo pagato, state pagando solo lo 0,6%, lo 0,6% su 88 milioni
che si aspettavano gli agricoltori, avete pagato solamente 600
mila euro, facendo cadere la favola che non erano dovuti e che non
si dovevano pagare, non si potevano pagare i danni all'agricoltura.
Invece no, perché si stanno pagando. La dimostrazione è stata
questa e la stessa cosa i danni avuti ora per il ciclone dell'8 e
del 9 febbraio del 2023 non è arrivata una lira dallo Stato e non è
arrivata una lira dalla Regione.
Voi su questo siete profondamente inadempienti col settore più
importante della nostra Regione, della nostra Isola e, quando
Musumeci se la prende col Governo regionale, con questa bellissima
commedia dimentica che anche lui da Presidente aveva effettuato le
declaratorie dello stato di calamità per altri fatti alluvionali e
non è riuscito a portare e a garantire risorse neanche per
declaratorie che ha fatto lui. Quindi, la situazione è veramente
drammatica e voi sarete sicuramente contenti. Noi no
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Pasquale.
Ci sono gli ultimi interventi. Sono degli onorevoli Spada, Safina,
Campo, Micciché, Catanzaro, Di Paola, Ciminnisi e De Luca. Si
chiude la lista degli interventi.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Spada. Vi chiedo, se fosse
possibile, piuttosto che utilizzare necessariamente tutto il tempo
e anche sforare, se ci rientrassimo
SPADA. Signor Presidente, non utilizzerò tutto il tempo. Mi
premeva sottolineare solamente due aspetti: il primo che ha
sottoposto all'Aula l'onorevole Dipasquale. In Commissione
Attività produttive , avevamo preso un impegno nei confronti degli
allevatori a causa dell'aumento del costo del foraggio. All'interno
di questa manovra, abbiamo avuto modo di vedere che è stata
destinata una quota di 500 mila euro nei confronti della ex
provincia di Caltanissetta, a seguito dell'impegno che qualche
deputato, anche di maggioranza, è riuscito a mettere per ottenere
questo risultato, ma ci dispiace vedere che nel resto dei territori
provinciali non è stato previsto un euro, dopo che eravamo preso un
impegno con questi allevatori.
Siccome penso che, come parlamentari ma anche come Governo,
vogliamo continuare a mantenere un minimo di credibilità e di
serietà nei confronti soprattutto delle persone che oggi vivono
questi momenti di difficoltà, ma che soprattutto abbiamo audito in
Commissione, l'invito che faccio al Governo è quello di fare un
intervento magari più avanti per cercare di recuperare questa
situazione.
Signor Presidente, completo il mio intervento invece
sottoponendole una questione di merito. All'interno di questa
manovra abbiamo dato spazio a tutti i deputati di poter presentare
degli emendamenti ordinamentali. Io non entro nel merito degli
ordinamentali che sono stati presentati all'interno di questa
manovra, ce ne sono alcuni necessari, altri meno opportuni, ma non
sta a me valutare l'iniziativa che è stata portata avanti dai miei
colleghi.
Sul merito, però, Presidente, considerato che siamo parlamentari
dell'Assemblea regionale siciliana e considerato che abbiamo un
ruolo e che svolgiamo un ruolo anche all'interno delle Commissioni,
ritengo inaccettabile e inopportuno che, all'interno di questa
manovra finanziaria sia stato inserito un emendamento ordinamentale
che prevede l'approvazione di una legge che è stata calendarizzata
in Commissione, quindi incardinata, che è in corso di discussione
con le rispettive audizioni e che si vuole inserire, non a causa
della responsabilità del collega o della collega che l'hanno
presentato perché magari non sapevano nemmeno di tutto questo iter.
Ma non è accettabile che in quest'Aula si possa presentare,
all'interno di una finanziaria, un emendamento ordinamentale che è
una legge che in questo momento è in discussione all'interno di una
Commissione con le relative audizioni, con il relativo
coinvolgimento degli attori che poi dovevano dare il loro
contributo, e penso anche con una mancanza di rispetto - ripeto non
di chi l'ha presentato , ma con una mancanza di rispetto anche nei
confronti del Presidente della Commissione che si vede vanificare
il lavoro che era stato portato avanti.
Quindi, io non so se all'interno di questa manovra verrà
modificata questa cosa, ma auspico che per il futuro, una cosa del
genere non accada mai più, proprio per mantenere il ruolo di
deputati e del lavoro d'Aula che comunque ognuno di noi porta
avanti quotidianamente e che, grazie a lei, riusciamo poi a portare
in discussione all'interno di questo Parlamento e ad approvare.
PRESIDENTE. Onorevole Spada, il suo invito lo accetto. Tra
l'altro, è stata una delle prime che dissi io dissi quando mi
insediai. A me farebbe piacere che ci possa essere un percorso più
sano, secondo me, più corretto, che è quello del passaggio in
Commissione e che probabilmente può dare la possibilità anche di
avere la titolarità poi di determinate norme. Questo è l'auspicio
che noi abbiamo per il prossimo anno.
Nei primi due anni siamo riusciti a portare per la prima volta la
manovra a casa il 10 febbraio; oggi ci stiamo riuscendo, così come
concordato con tutti i Gruppi parlamentari, quindi seguendo un
percorso che è stato assolutamente perfetto dall'inizio alla fine.
Questo invito che lei fa sarà per noi sprone anche nei prossimi
mesi per fare qualcosa, perché altrimenti l'Aula potrebbe rimanere
sempre in attesa del maxiemendamento o della finanziaria per potere
portare avanti delle norme.
Ci sono tante norme di buon senso che si possono portare in
maniera autonoma e io qualcuna la suggerirò.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Safina, che mi ha detto prima
che voleva intervenire.
SAFINA. Signor Presidente, Governo, colleghi, in queste settimane,
in questi ultimi giorni, ho pensato a quale fosse la cifra di
questa finanziaria e, ovviamente, non mi riferivo al numero, ai
soldi che stiamo stanziando, ma a quello che è la linea guida.
Ebbene, a mio avviso, la linea guida è molto semplice. In questa
finanziaria si è scontata un'impostazione che sperava in un impegno
del Governo nazionale per risolvere alcuni problemi che la Sicilia
ha invece, con misure assolutamente palliative, dovuto affrontare.
Un esempio su tutti. L'Assessore Sammartino più volte è stato a
Roma, più volte udito in Commissione, ha detto che avrebbe
strappato, avrebbe provato a strappare un impegno del Governo
nazionale per combattere la crisi della vitivinicoltura, ma la
crisi dell'agricoltura, in generale, perché, come diceva
l'onorevole Burtone, il settore agrumicolo sconta una grave crisi
dovuta alla carenza di acqua, dovuta alle temperature, dovuta ai
cambiamenti climatici, la vitivinicoltura, l'abbiamo detto, il
settore del grano, della produzione del grano, vive una crisi che
non sembra arrestarsi.
Ebbene, a fronte di questo impegno, il Governo nazionale si è
voltato dall'altra parte. Il Governo nazionale non ha stanziato, se
non 90 milioni di euro nell'ultima finanziaria per tutto il Paese,
quindi 270 milioni nel triennio, quando sappiamo che solo in Emilia
Romagna i danni all'agricoltura sono 800 milioni, quando sappiamo
che secondo una delibera di Giunta di questo Governo, 350 milioni
sono i danni alla vitivinicoltura, quando già siamo alla conta dei
primi danni e abbiamo superato i 20 milioni nell'agricoltura,
quando per la zootecnia, a mio avviso con un intervento che abbiamo
fatto e si sta facendo, si sta praticando una soluzione che è
peggiore del male, perché quando si andrà dai produttori a dire che
abbiamo messo 550 mila euro per la sola provincia di Caltanissetta,
va dato merito al deputato, al collega che li ha previsti, ma cosa
diremo a quelli che fanno zootecnia nelle altre province siciliane?
La zootecnia in Sicilia alleva un milione di capi, un milione di
capi diciamo che con 550 mila euro per la sola provincia di
Caltanissetta non abbiamo fatto un granché.
E poi la cifra di questo scollamento tra il Governo nazionale e la
Sicilia, non tra il Governo regionale, ma tra la Sicilia, 150
milioni di euro di danni stimati per gli incendi, zero risorse
stanziate, il mancato riconoscimento dello stato di calamità
naturale, dello stato di crisi; 3 milioni di euro li abbiamo dovuti
stanziare noi, con 3 milioni di euro stiamo prendendo in giro, ma
io mi rendo conto che queste erano probabilmente le potenzialità di
questo bilancio, ma stiamo prendendo in giro i siciliani che hanno
perso casa, che hanno perso vite, affetti, che hanno perso
proprietà importanti.
E poi ci sono altre questioni, c'è l'assessore Tamajo, ne abbiamo
parlato in un convegno, il Governo nazionale ha sostanzialmente e
va riconosciuto l'impegno del precedente assessore, dell'assessore
Turano, sulle ZES; avevamo lavorato tantissimo insieme agli enti
locali per arrivare a perimetrare le ZES che potevano essere motore
di sviluppo della Sicilia e delle aree del Mezzogiorno e il Governo
nazionale che fa? Costituisce la ZES unica nel Mezzogiorno che di
fatto taglia le risorse a quelle aree che avevamo perimetrato e, in
più, accentra tutti i poteri in una cabina di regia nazionale, in
contrasto con quello che è un principio che dovrebbe guidare anche
alla luce della nostra Costituzione l'azione delle Istituzioni, che
è quella della sussidiarietà. Quindi, le Istituzioni di primo
livello o di livello intermedio devono fare quello che è nelle loro
competenze e lo Stato non dovrebbe sostituirsi ad esse. E quindi la
cifra è questa, è quella di un Governo nazionale veramente
disattento nei confronti del Mezzogiorno, di un Governo nazionale
che sottrae un miliardo e trecento milioni di euro dal nostro FSC
per il Ponte di Messina, un miliardo e trecento milioni che avremmo
potuto utilizzare in importanti infrastrutture.
Allora, abbiamo dovuto utilizzare misure tampone, venticinque
milioni di euro per la viticoltura sono ben poca cosa rispetto al
danno, è chiaro. Era questa la nostra potenzialità, ma bisogna
aprire un fronte, caro Assessore, col Governo nazionale perché non
è possibile che un settore che vale il 7% del PIL siciliano,
l'agricoltura in Sicilia vale il 7%, non venga attenzionato dal
Governo nazionale.
Questo non è immaginabile e c'è bisogno di aprire un contenzioso,
perché guardate che quello che il Presidente Schifani sugli incendi
vi ha detto, su tutto, perché gli incendi per un verso,
l'agricoltura per altro verso, le ZES per un altro verso ancora, le
infrastrutture tagliate per altra questione
E allora quello che io chiedo è uno scatto d'orgoglio a questo
Governo. Il Governo deve prendere un impegno con i siciliani per
aprire un contenzioso col Governo nazionale e per fare ottenere ai
siciliani ciò che è nei loro diritti.
PRESIDENTE. Grazie. È iscritto a parlare l'onorevole Campo. Ne ha
facoltà.
CAMPO. Grazie. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, io
non mi soffermerò su quello che è stato detto anche durante la
discussione di tutti gli articoli della finanziaria, di tutte le
mancanze che abbiamo riscontrato in vari settori di cui già hanno
parlato anche gli altri colleghi o di quello che non abbiamo
condiviso e neanche sull'assenza del Presidente Schifani di cui,
sinceramente, non mi aspettavo affatto una presenza e neanche un
ologramma. Quindi, chiaramente, non ci trovo niente di strano nella
sua assenza. Tutto regolare per come è andata finora la
legislatura
Mi voglio soffermare sul maxiemendamento e in particolare sugli
articoli che riguardano la provincia di Ragusa.
Ho notato che nonostante il maxiemendamento di solito sia
un'accozzaglia di cose e per certi versi anche cose molto
localistiche, clientelari, eccetera, eccetera, in provincia di
Ragusa c'è una certa uniformità di interventi. Mi riferisco a tutta
una serie di interventi che riguardano soprattutto le strutture
sportive.
Devo dare merito ai colleghi di maggioranza e di opposizione che
comunque hanno sicuramente contribuito e quindi c'è
l'efficientamento della piscina di Monterosso, della piscina di
Chiaramonte, dell'impianto sportivo di Santa Croce, dello stadio di
Pozzallo, del Centro sportivo dei Marina di Ragusa, del campo di
bocce di Modica e della Cittadella dello sport di Modica.
Per me questo è molto importante e si riaggancia a
quell'emendamento ordinamentale di cui parlava l'onorevole Spada su
cui ci tengo a spendere due parole. Si tratta delle palestre della
salute. Le palestre della salute riconoscono alle strutture
sportive la possibilità di svolgere a livello terapeutico
un'attività sia di cura che di prevenzione e, quindi, chiaramente,
anche con notevole risparmio per lo stesso Assessorato della
salute, ed è qualcosa che bisogna portare avanti con una certa
urgenza, anche data l'importanza del tema, e ha ragione l'onorevole
Spada: è stato fatto un lavoro in Commissione. Io, sicuramente,
sono convinta che questo lavoro vada continuato anche in
Assessorato, coinvolgendo appunto l'Assessore per la salute e
l'Assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo, perché
istituire le palestre della salute non è un punto di arrivo ma un
punto di partenza per completare un iter che, sicuramente, è più
complesso, che da giusto peso ai medici dello sport, ai
chinesiologi e a tutto quello che orbita, appunto, attorno al mondo
della sanità e dello sport.
E poi volevo ringraziare anche l'assessore Falcone per la
sensibilità che ha dimostrato nei confronti della contrada di
Marina di Ragusa, del nostro borgo marinaro che ad oggi è
sprovvisto di una delegazione. E' venuto a Ragusa, ha presso un
impegno. Assessore, io in un precedente intervento l'avevo un po'
attaccata, dicendo che non aveva mantenuto questo impegno, invece
l'ha mantenuto ed è giusto, insomma, riconoscere il lavoro svolto e
i giusti meriti. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Micciché. Ne ha
facoltà.
Dopo l'onorevole Micciché ci sono gli onorevoli Catanzaro, Di
Paola, Chinnici, De Luca Antonino e De Luca Cateno.
MICCICHÈ. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore
Falcone, mi dia un attimo di attenzione, l'onorevole De Luca
lamentava l'assenza del Presidente.
Onorevole De Luca Cateno, credo che l'assenza del Presidente della
Regione non sia un danno per l'Aula, è un danno per il Governo
perché... scusi, onorevole Tamajo, sto parlando con l'assessore
Falcone il Governo è fatto da tanti assessori, ognuno che si
occupa del proprio ramo e poi c'è un regista. Venendo meno la
figura di chi governa, si chiamano governatori perché governano i
processi, per questo vengono chiamati governatori, ma se i processi
non li governi e lasci che ogni Assessore faccia il lavoro che
pensa di fare nel proprio ramo ha già fallito, non sei un
Presidente della Regione, non lo sai fare, perché il Presidente
della Regione deve fare le strategie.
Allora, sento parlare tanti, la zootecnia non va, quell'altro non
va, benissimo. Queste sono le cose da assessorati; il Presidente
della Regione deve decidere che cosa fare per far stare meglio la
Sicilia. E, allora, assessore Sammartino, in agricoltura una
ricerca di marketing le farebbe conoscere alcune cose facilissime.
Per esempio, quella che abbiamo perduto il 40 per cento del vino,
40 per cento, e sa perché? Perché lei ancora non ha vietato di
vendere le quote vitigne. Non l'aveva vietato il precedente
Assessore per l'agricoltura, addirittura quello precedente ancora
l'aveva messo. Per cui, chiunque è proprietario di una quota
vitigna la può vendere tranquillamente ad altre aziende fuori.
Oggi, il vino Corvo viene fatto in Veneto con uve venete, perché
nemmeno lo obbligano a comprare il terreno e quindi a produrre con
le uve siciliane. No. Oggi il vino Corvo è con uve venete, però ha
l'etichetta vino Corvo, vino siciliano, c'è scritto "Duca di
Salaparuta".
Un'altra ricchezza infinita, che sembra una scemenza, non lo è,
sono le mandorle. Ora, il valore aggiunto delle mandorle è
pazzesco. Ti costa uno e guadagni cento o centomila, però non ci
sono le mandorle perché nessuno si occupa di impiantarle.
Allora, si parla di cinema. Il Presidente della Regione, piuttosto
che fare quattro feste con gli attori, dovrebbe chiamare
l'Assessore per l'istruzione e la formazione professionale e dire
"ti prego di formarmi gli scenografi, gli sceneggiatori, gli
elettricisti di scena". Io ho parlato con tutti questi che fanno
formazione e mi hanno detto "ma noi saremmo felici, invece che fare
tutti i parrucchieri". Potere formare questo tipo di formazione,
allora sì che le aziende cinematografiche verrebbero in Sicilia non
solo perché c'è bel tempo e bella gente, ma perché avrebbero le
persone che gli servono per fare il film, le avrebbero attorno, le
avrebbero già presenti, non se le devono portare dagli Stati Uniti.
Ma ancora ce ne sono mille di questi esempi.
Io ho presentato in questa finanziaria - assessore Falcone, chiedo
scusa, è l'unico intervento che sto facendo oggi, Assessore, grazie
-, questa è una finanziaria che di fatto non c'è, non è che non c'è
il Presidente della Regione, non c'è la finanziaria e quello più in
difficoltà io lo so che è lei, perché lei sta facendo uno sforzo
enorme e io le faccio veramente i miei complimenti, e glielo dico
sinceramente, perché lei sta facendo veramente un lavoro pazzesco,
lo sta facendo molto meglio del precedente assessore per
l'economia, ma molto molto meglio. Lo sta facendo con la
condivisione dell'Aula, lo sta facendo con educazione, lo sta
facendo con calma, con grandissimo rispetto dell'Aula e con grande
pazienza e veramente di questo credo che tutta l'Aula debba esserle
grata, ma se non c'è chi le da la visione su che cosa si deve
fare...
Guardi, mi sono arrivate le tabelle, ma anche il resto della
legge, sono una miriade di interventi, un'elencazione infinita di
centomila, ottantamila, centoventimila, centocinquantamila,
centosettantamila. Ma con questa finanziaria c'è qualcuno che ha
fatto due conti per sapere di quanto aumenterà il Pil grazie a
questa finanziaria? Zero, glielo posso mettere per iscritto, zero,
perché non c'è un solo intervento che porterà ricchezza a questa
Terra. E' un peccato, perché questa volta i soldi ci sono, non è un
problema di soldi. Noi, nella passata legislatura eravamo sempre
inseguiti dai debiti e dai disavanzi, oggi non siamo più in questa
condizione; i soldi li abbiamo e dico al mio amico, Marco
Intravaia, a cui voglio molto bene e a tanti altri, se vuoi fare
politica non puoi pensare solo a Monreale, la politica è politica,
devi pensare agli interventi che servono a questa Regione. Lo dico
veramente con amicizia, come posso dire di Modica a un mio grande
altro amico o di altre città. Non si è parlato altro che di
Monreale e Modica e Lampedusa in questa giornata.
Voglio dire, sì, ognuno porta a casa il suo risultato ma non è
quello che serve alla Regione. Alla Regione serve una classe
dirigente che sia in condizione di progettare il futuro, di
scriverlo il futuro e di farlo e di riuscire a metterlo in atto.
Bene, questo è un Milleproroghe quello che abbiamo fatto, cioè
un'elencazione di tante, più o meno, marchette ma a me non
interessa questo, che siano marchette o meno, interessa che non
c'è una sola proposta importante vera.
Io ho presentato due emendamenti, entrambi sono stati accettati
dal Governo. Su uno quello che riguarda il Cretto di Burri,
assessore Falcone, le devo chiedere, dopo averne parlato anche con
l'assessore Scarpinato, di aggiungere una cosa. Scusi, assessore
Falcone, quanto meno avrei preferito la versione che avevamo dato
ma se vogliamo lasciare questa versione lasciamola, ma quanto meno
bisogna aggiungere che l'Assessore entro 60 giorni faccia la
governance della Fondazione altrimenti non serve a niente.
Quindi, credo che questo si potrà aggiungere e non dovrebbe essere
difficile ma questa per esempio è un'iniziativa che è partita da
me, con l'onorevole Catania, con l'onorevole La Rocca Ruvolo, con
l'assessore Turano, e non solo perché sono trapanesi ma anche
perché ci credono. Quella è una zona che in qualsiasi nazione
mondiale porterebbe 2 milioni di visitatori l'anno. Noi siamo nelle
condizioni che non c'è un'indicazione Cretto di Burri.
Il Cretto di Burri è l'opera di arte contemporanea più importante
del mondo, è una cosa di un'emozione strepitosa, straordinaria.
Invito tutti ad andare a vederlo perché di fatto è il sudario sulla
città morta di Gibellina. Una cosa pazzesca che porterebbe
veramente 2 milioni di visitatori l'anno. Noi non abbiamo una sola
indicazione che dica Cretto di Burri.
Poi ho presentato un altro emendamento di cui ringrazio ancora
l'assessore Falcone sui bambini autistici perché è una mia
fissazione, perché ne conosco tanti e so la sofferenza infinita
delle loro famiglie, per cui tutte le volte che ho la possibilità
di dare una mano lo faccio volentieri.
Assessore, la ringrazio ma questa è una legislatura che o si trova
un Presidente o non andrà avanti, cioè andrà avanti in maniera
veramente, come dire, scadente, senza alcuna vita, senza alcuna
poesia, senza alcuna musica, niente, la tristezza più totale e
credo che la gente se ne stia cominciando ad accorgere, per cui
invito voi Assessori che non potete fare questo mestiere, lo deve
fare il Presidente, però parlategli, provate a tirargli fuori
qualcosa di buono da quel cervello che ha, non so se ci riuscirete,
ma tirategliela fuori qualcosa, un progetto per la Sicilia ci deve
essere Io mi fido di lei, lo dico sinceramente, così come mi fido
del Presidente dell'Assemblea, però anche qui ho una valutazione da
fare - chiedo scusa ho finito -, questo è il sesto anno che la
finanziaria si fa grazie al Presidente dell'Assemblea. Tutti i
cinque anni precedenti è stata fatta dal Presidente dell'Assemblea,
in questo, abbiamo appena iniziato la nuova legislatura, e la
stessa cosa sta avvenendo con lei che è pure giovane e bravo.
Questo è un Governo di giovani e di bravi, cercate di farvi venire
la voglia del futuro, farvi girare il sangue nelle vene un po' più
velocemente e di fare qualcosa che serva realmente ai siciliani.
Auguri.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Dopo Catanzaro, Di Paola, Ciminnisi, De
Luca, De Luca.
CATANZARO. Grazie, Presidente, alle ore 8.00 del mattino
intervenire dopo la saggezza di Micciché è difficile, no?
Presidente, rispetto a questa finanziaria già ci siamo espressi e
come Gruppo del Partito Democratico le rassegno immediatamente che
noi non possiamo essere favorevoli all'impianto e alla fine di
questa finanziaria che questo Governo regionale, questa mattina,
sta per approvare. Lo dico perché, Presidente, ritengo che abbiamo
iniziato molto male quello che è stato il percorso della
finanziaria, poi lo abbiamo raddrizzato nel momento in cui abbiamo
cercato di portare la finanziaria nel luogo giusto che merita,
assessore Falcone, e cioè il Parlamento. Lo dico perché abbiamo
voluto fortemente che questa finanziaria, dopo le Commissioni di
merito e dopo l'esame della Commissione Bilancio, comprendendo che
c'erano enormi difficoltà, abbiamo cercato nella sua figura,
Presidente dell'Assemblea, la figura garante che potesse coniugare
quello che realmente il Parlamento deve fare.
E mi dispiace per i miei colleghi di maggioranza - cercherò di non
prendermi troppo tempo -, però il Governo è stato anche nelle
condizioni di dire ai colleghi di maggioranza di non fare
interventi togliendo anche il dibattito d'Aula che servirebbe e che
serve, sicuramente, a cercare di migliorare una finanziaria che un
Governo presenta in un Parlamento. E lo dico perché, presidente
Galvagno, di tutti i temi che abbiamo affrontato e di tutte le
somme che ci sono dentro questa finanziaria mi sarei aspettato,
dopo i vari interventi anche fatti nel collegato ter, parlando di
incendi, parlando di diversi argomenti, parlando di sanità, e
parlando di tanto altro, che questa finanziaria fosse riempita di
contenuti, non di commi che sono, come li abbiamo chiamati noi,
'esigenze di territorio' ma la finanziaria fosse contenuta di norme
che davano respiro ad una Sicilia con una visione davvero diversa,
perché sono diverse le categorie che attendono e che hanno enormi
aspettative per quello che dovrebbe uscire. E, secondo me,
nell'articolato e negli articoli non c'è proprio, con tutto che
qualcuno lo ha detto, lo hanno detto i colleghi di opposizione, in
questa finanziaria dobbiamo ringraziare la maggioranza che ha fatto
in modo, finalmente, che le opposizioni che di fatto fino ad oggi,
forse avendo perso tanto tempo, non avevano attuato un dialogo che,
invece, è quel dialogo che ci serve a noi come opposizione, come
poco fa il collega Cateno De Luca ha detto non siamo opposizione
ma siamo maggioranza fuori , ed è reale e noi lo abbiamo dimostrato
e lo abbiamo dimostrato sui fatti e con i fatti, lo abbiamo
dimostrato cercando di intervenire sulle norme e con le norme,
cercando di migliorarle, sin dalla Commissione Bilancio. Presidente
Galvagno, mi aspetto da lei che nelle prossime puntate degli
strumenti finanziari si dia importanza alle Commissioni di merito,
perché questa volta le Commissioni di merito penso che non abbiano
avuto grande valore perché quello che è uscito dalle Commissioni di
merito è stato stravolto o addirittura non preso in considerazione
nella Commissione Bilancio e tanto altro.
Mi aspetto, presidente Galvagno, al di là di quelle che sono le
esigenze dei territori e di ciò che sono gli ordinamentali che
abbiamo, che dalla prossima volta in poi questo Parlamento possa
davvero fare uno sforzo diverso rispetto a quello che, oggi, ci
stiamo accingendo a votare perché, glielo dico, ci sono delle norme
di carattere ordinamentale che non avrebbero modo e senso di stare
dentro questo articolato, avrebbero sicuro bisogno di un
approfondimento, perché qua dentro ci sono sia interventi da parte
delle opposizioni che di maggioranza e lo dico su tutto, anche
sull'impianto della spesa.
Presidente Galvagno, le posso consegnare che noi come Gruppo del
Partito Democratico davvero stiamo ancora una volta dimostrando
maturità e senso di responsabilità a differenza di quanto questo
Governo regionale, nelle settimane scorse, voleva far passare come
messaggio nei confronti di una opposizione irresponsabile che non
era pronta ad intervenire sulle norme per le categorie produttive.
Ancora una volta lo stiamo dimostrando e lo stiamo dimostrando con
il nostro senso di responsabilità stando qui in Aula e lo stiamo
dimostrando ancor di più, presidente Galvagno, perché dentro questa
finanziaria sono poche le attenzioni rivolte alla Sicilia e sono
tante invece le attenzioni rivolte ai territori perché si apra una
campagna elettorale per le Europee.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro, accetto anche da parte
sua l'invito, propongo una sfida: nella prossima finanziaria non
mettiamo ordinamentali, gli ordinamentali li mettiamo tutti nei
disegni di legge, vediamo quanti disegni di legge approviamo fino
alla prossima finanziaria, se siete d'accordo sono curioso di
vedere quanti disegni di legge approveremo.
DIPASQUALE. Dipende da lei
PRESIDENTE. No, dipende anche dal lavoro delle Commissioni, se
alle Commissioni non ci si va e non ci si riunisce, la Presidenza
Io il Parlamento lo terrò aperto tutti i giorni: sabato, domenica,
festivi, però vorrei che arrivassero questi disegni di legge dalle
Commissioni.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Dipasquale)
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, la
Sicilia e i siciliani hanno un grosso problema. Il grosso problema
è questo Governo regionale che non crede nel suo stesso futuro,
colleghi, e lo ha dimostrato in questa finanziaria e lo dimostrerà,
Presidente, nei prossimi mesi. Perché questa, colleghi, è la
finanziaria, la legge di stabilità delle elezioni Europee 2024.
Che io mi ricordi, colleghi, nel 2019, nessun Assessore regionale
si candidò alle elezioni europee di quell'anno, probabilmente,
quegli Assessori credevano in quel Governo regionale, credevano in
quel percorso che si stava facendo, pur difficile, pur complicato.
E' stato detto, fino a qualche intervento fa, che c'erano pochi
fondi rispetto ai fondi che ci siamo trovati in questa legge
finanziaria, eppure colleghi, in questa finanziaria invece gli
Assessori e il governo regionale, il Presidente della Regione che
oggi è assente, non ha dato una visione ai siciliani di futuro ma
ha dato la possibilità, e mi dispiace dirlo, Presidente, perché
purtroppo ne pagheremo le conseguenze tutti, ha dato la possibilità
principalmente agli Assessori regionali e vedremo quanti se ne
candideranno di questi Assessori regionali, di fare la legge di
stabilità per il percorso delle elezioni europee del 2024.
Vedremo in quanti saranno eletti tra questi Assessori regionali
alle prossime Europee del 2024.
Nel frattempo, che in questa legge di stabilità la maggior parte
di norme siano state realizzate per questa campagna elettorale, là
fuori, Presidente, ci sono tantissimi siciliani che non vedranno
nessuna norma, al di là delle norme localistiche, che abbiamo detto
più volte che ci possono essere degli interventi su
un'infrastruttura, piuttosto che su una strada, negli interventi di
promozione sociale di un comune, piuttosto che di una categoria, ma
non ci sono interventi di visione che diano speranza ai siciliani
che sono là fuori. L'unico intervento, probabilmente, di visione,
sono i 50 milioni di euro che sono stati appostati per quanto
riguarda la norma degli sgravi fiscali alle aziende che assumono,
norma che, a nostro modo di vedere, l'abbiamo detto più volte, non
verrà attuata e quei 50 milioni di euro li rivedremo, poi, nelle
prossime variazioni di bilancio
Allora, al Governo chiedo, ora non so se devono essere ovviamente
gli Assessori, ma deve essere più il Presidente della Regione,
quale sia la visione che si sta dando alla Sicilia. Quali sono le
scelte che sono state fatte? Scelte che, quando si fa una scelta,
assessore Falcone, è ovvio che si accontenta una categoria e se ne
scontentano altre, ma si ha una visione Quando, invece, si prova
ad accontentare tutti, probabilmente, quella visione manca. Quella
visione manca e non si persegue un fine
Guardi, noi nella scorsa finanziaria che era una finanziaria, come
dire, che non vado ad attestare completamente a questo Governo
regionale, perché questa è la prima vera legge di stabilità,
abbiamo portato qui in Aula e fu anche il Presidente della Regione
che disse facciamo della Sicilia il modello Basilicata. Noi,
Assessore, l'abbiamo perseguita quella visione. Abbiamo continuato,
nonostante un anno fa, sulla norma per quanto riguarda le royalties
su estrazione di gas a mare, ma non siamo riusciti a portarla
all'interno della legge di stabilità. Abbiamo perseguito quella
norma e in un anno abbiamo fatto un percorso, abbiamo fatto una
scelta, abbiamo avuto una visione su quella norma e l'abbiamo
portata avanti, ma così come quella norma così come altre norme.
Perché veda, Assessore, Presidente, si parlava poco fa di Pil, di
prodotto interno lordo. Fino a qualche mese fa il prodotto interno
lordo della Sicilia si basava su due pilastri: il pilastro del
reddito di cittadinanza e il pilastro del super bonus 110 per
cento. Quei due pilastri sono venuti a mancare, non ci saranno, e
fuori avremo difficoltà sia su chi faceva impresa e con la
rigenerazione urbana, creava sviluppo, creava economia lì fuori,
sia su chi magari vive in condizione di difficoltà, non ha un
lavoro e aveva un sostegno economico che spendeva qui in Sicilia.
Si parla di circa un miliardo di euro che veniva speso fino a
qualche anno fa da chi percepiva il reddito di cittadinanza.
Ecco, quei due pilastri che ci vengono a mancare da cosa sono
stati sostituiti? Da cosa sono stati sostituiti, Assessore?
Purtroppo da nulla, perché poi alla fine noi abbiamo tutte misure
che sono misure circostanziali.
Allora, Presidente, credo che questa legge di stabilità, questa
finanziaria, questo percorso, che è stato fatto in questo mese e
mezzo (e credo che sia uno dei percorsi più lunghi fatti nelle
ultime leggi di stabilità all'interno dell'Assemblea regionale
siciliana), abbia segnato secondo me un percorso, che è stato detto
già da altri colleghi, e cioè il fatto che le opposizioni
all'interno dell'Assemblea regionale siciliana si siano mosse in
maniera compatta.
E vedete, è un percorso nuovo, è un percorso sicuramente
complicato, difficile, ma che stiamo perseguendo per dare una
prospettiva, un futuro ai siciliani, perché noi crediamo che la
Sicilia possa avere una speranza e rimaniamo qui, di certo non ci
trasferiamo a Bruxelles o non partecipiamo alle elezioni Europee.
Presidente, manca in questa legge di stabilità, e chiudo, la
presenza del Presidente della Regione. Non è possibile che nemmeno
per il voto finale, nemmeno per il voto finale, riguardo alla legge
di stabilità, il Presidente della Regione sia assente Questa
assenza, probabilmente, causa il fatto che gli Assessori e questo
Governo regionale non crede nel futuro stesso di questo Governo.
Grazie.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ciminnisi. Ne ha
facoltà.
CIMINNISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò molto breve
perché molto è stato già detto sia dai colleghi che mi hanno
preceduto sia nel corso dell'esame della manovra, ma anche perché
sono clemente nei confronti della stanchezza che ormai credo ci
abbia sopraffatto in gran parte, in tutti quanti.
Si è parlato molto in questi ultimi giorni, soprattutto, in vista
del maxiemendamento delle misure territoriali, probabilmente nella
gran parte dei casi questo è stato fatto in senso negativo, invece,
voglio essere una voce fuori dal coro e dire che se l'Aula, se
questo Parlamento, ha ritenuto di individuare degli interventi che
potessero tornare sul territorio, delle risorse che arrivassero sul
territorio è perché, probabilmente, questo Governo è talmente
distante dai cittadini, che questo è l'unico modo per fare sentire
la vicinanza e la presenza di questo Parlamento ai singoli
territori, anche magari quelli più piccoli che non rientrerebbero
nelle grandi misure o nelle simpatie di qualche Assessore a seconda
del colore politico di riferimento.
Sicuramente sono tante le lacune, sono state molte evidenziate dai
colleghi, non mi addentrerò ulteriormente in questa disamina perché
ho promesso appunto brevità, però consentitemi un rammarico,
innanzitutto, per non aver incrociato in quest'Aula né sensibilità
sui temi che attengono alla valorizzazione del nostro patrimonio,
delle nostre tradizioni e mi riferisco chiaramente alla norma sulle
Settimane Sante che abbiamo proposto e promosso nelle
interlocuzioni di queste settimane che non erano una mancetta per
qualche piccolo territorio bensì una misura che riguarda l'identità
dell'intera Sicilia, che riguarda tantissimi comuni che
appartengono alla rete siciliana, anzi, alla rete europea delle
Settimane Sante e che riguardano, in particolare, tre comuni che
hanno una tradizione fortissima, molto radicata, che risale nei
secoli e che è identitaria della nostra Regione che è quella dei
misteri di Trapani, di Caltanissetta e della processione di Enna.
Assessore Scarpinato, lei l'anno scorso è venuto e quest'anno mi
prendo io da questo scranno la responsabilità ma anche il piacere
di invitarla a Trapani, per venire a vedere i misteri di Trapani,
non il giorno prima, non venga il giovedì questa volta, venga il
venerdì, si faccia ventiquattrore di processione insieme ai
trapanesi e forse capirà cosa rappresentano per quel popolo i
misteri di Trapani e lo stesso, sono certa, di poter dire per i
misteri di Caltanissetta o per la processione di Enna ed, infine
DE LUCA Cateno. Sono rimasti i misteri di Schifani
CIMINNISI. Come? Sono rimasti i misteri di Schifani, ma non
confondiamo il sacro e il blasfemo, in questo caso
E, infine, un grandissimo schiaffo di questo Governo ai
viticoltori della provincia di Trapani ma di tutta la Sicilia, un
Governo che stima trecentocinquanta milioni di euro di danni ma che
poi ne stanzia appena dodici e mezzo, dodici e mezzo per il 2024,
dodici e mezzo per il 2025
Credo che la sordità di questo Governo davanti a centinaia di
famiglie di un intero comparto che vive di questo sia veramente
drammatico; è drammatico per chi lo vive ma è ancor più drammatico
per chi non vuol sentire questo disagio e abbiamo cercato, con le
opposizioni unite, di portarlo avanti in ogni sede, abbiamo
ricevuto questo pannicello caldo che forse non basterà neppure per
il dieci per cento delle esigenze, quindi, veramente tanto
scoramento per una manovra che era la seconda e che poteva essere
un po' più coraggiosa, un po' più vicina a chi in questo momento
economico, non per tutti facile, sta vivendo un momento di grande
difficoltà e in questo nella vicinanza agli ultimi il Governo di
centro destra, tanto quello regionale quanto quello nazionale, è
sempre silente. Grazie.
DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Poi, conclude l'onorevole De Luca
Cateno.
DE LUCA ANTONINO. Grazie, Presidente. Presidente, credo che in
questa finanziaria l'errore forse più grande che abbiamo commesso
sia stato quello di collazionare il maxiemendamento non in
Commissione Bilancio come si fa solitamente ma in Aula.
L'idea di collazionarlo in Aula nasceva soprattutto dalla
necessità di parlamentarizzare questa legge che aveva preso una
strada che appariva quasi tirannica in cui le Commissioni di merito
e la Commissione Bilancio, l'unico momento di dibattito che
vivevano era quello dovuto all'opposizione, all'ostruzionismo che
era stato messo in campo per creare quel confronto che, altrimenti,
non ci sarebbe stato e poi, perché si credeva oggettivamente che
avendo più tempo per collazionare, esaminare, studiare, lavorare su
questo maxiemendamento, probabilmente, il frutto sarebbe stato un
frutto migliore, un frutto più ragionato, studiato con gli Uffici,
analizzato nelle sue eventuali contraddizioni, nelle sue eventuali
irregolarità in modo da poterle sanare per tempo ed evitare un
vaglio poi ingeneroso da parte del Consiglio dei Ministri quando
poi dovrà esaminare questa legge che tra qualche settimana sarà
pubblicata.
Invece, ci siamo poi ridotti all'ultimo minuto, come probabilmente
è anche consuetudine di quest'Aula, e abbiamo lavorato 26 ore di
fila per collazionare un maxiemendamento che, probabilmente, vedrà
calare la mannaia dell'impugnativa su numerose parti e anche in ciò
che c'è di buono in questo maxiemendamento rimane però un po'
l'amaro in bocca, cioè di non aver fatto nemmeno bene ciò che era
partito in senso positivo, cioè ciò che era partito comunque con un
minimo di ragionevolezza. Faccio l'esempio della norma che
inizialmente prevedeva uno stanziamento di 20 milioni di euro per
gli incentivi da offrire a quei medici che lavorano o che
desiderano e si impegnano ad andare a lavorare nelle aree
dell'emergenza-urgenza di pronto soccorso, delle aree disagiate o
di tutti quegli ospedali di periferia che soffrono una carenza
organica a volte anche superiore al 50 per cento dei posti previsti
in pianta organica.
Un articolo che ha visto un ridimensionamento importante, in
quanto la provvista iniziale di 20 milioni di euro a fronte di uno
studio di necessità pari a 30 milioni di euro è stata ridotta a
soli 10 milioni di euro. Ed è questo un peccato, perché come
Movimento Cinque Stelle già dalle prime battute della finanziaria,
avevamo denunciato un'assoluta assenza di norme riguardanti la
sanità pubblica e questa norma era un po' la norma principe in
materia di sanità, ed è un peccato dicevo che sia stata
depotenziata perché questo, probabilmente, era il primo segnale che
il governo Schifani dava su questa strada, dato che ha sempre
ritenuto e dichiarato di dover risolvere i problemi della sanità
siciliana investendo e delegando la sanità privata in luogo di
quella pubblica.
Questo probabilmente è il più grande rammarico di questa
finanziaria, perché era una norma che veramente avrebbe potuto
fornire una risposta a tutti quei territori che oggi lamentano e
rischiano la chiusura dei reparti o una cattiva assistenza.
Poi ci sono, presidente Galvagno, delle norme che hanno ottenuto
un parziale ristoro della provvista e faccio l'esempio della norma
sulla violenza sulle donne che è un tema attualissimo che, fino
alla scorsa finanziaria, lo scorso esercizio, vedeva una provvista
da un milione e mezzo di euro poi era stata portata a 4 o a 500
mila euro: ora, accogliendo anche una nostra richiesta, è stata
portata a 900 mila euro, però pensare che su questo tema ci sia
stata una riduzione di oltre mezzo milione, rimane comunque un
grosso dispiacere. Poi, penso anche a quelle norme inutili che
abbiamo approvato, presidente Galvagno, inutili perché,
probabilmente, non saranno mai attuate - ammesso e non concesso che
superino il vaglio di legittimità costituzionale. Per esempio, 50
milioni di euro stanziati sulla norma per gli incentivi alle
assunzioni, e mi volgo a concludere.
Quando avevamo tutti i sindaci delle isole minori - li abbiamo
ricevuti insieme, Presidente - che hanno lanciato un grido d'aiuto
sull'acqua potabile, sul trasporto dei rifiuti, sui pendolari, sui
residenti, sul trasporto dei disabili, degli studenti, e che invece
proprio in questo emendamento hanno visto, per esempio, ridotta da
800.000 euro a 400.000 euro i fondi per il trasporto dei residenti,
che non hanno visto un adeguamento delle riserve sul trasporto dei
rifiuti, che non hanno visto un aiuto sul rifornimento dell'acqua,
bene essenziale
Allora, probabilmente, è un peccato, è un dispiacere che non si
siano date delle risposte per cercare invece di dare delle risposte
a delle ambizioni elettorali che - vedremo presto - se saranno
appagate o se come tante aspettative saranno invece disattese.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca Cateno. Ne
ha facoltà.
DE LUCA CATENO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
questa è una legge di stabilità che possiamo definire, per il clima
che abbiamo dovuto registrare, molto triste.
Per la prima volta, ho partecipato ad una legge di stabilità senza
l'attore principale: il Presidente della Regione siciliana.
Abbiamo avuto l'onore di vedere, per qualche secondo, il suo
ologramma anche questa notte che era la notte principale per la
quale si attendeva anche la replica da parte del Presidente della
Regione, non abbiamo avuto questa possibilità. Ma penso che il
Governo intanto debba ringraziare le opposizioni.
Le deve ringraziare perché? Perché noi abbiamo mantenuto l'impegno
di evitare l'esercizio provvisorio.
Se questa legge di stabilità si è fatta in tempi record e senza
l'esercizio provvisorio è grazie alle opposizioni e mi auguro che
l'assessore Falcone o il Vicepresidente della Regione, visto che
non possiamo avere la soddisfazione di avere questo ringraziamento
da parte del presidente Schifani, nel loro intervento lo possano
fare.
E' una legge di stabilità e un bilancio che è totalmente avulsa
dal contesto socio-economico della Regione siciliana.
Per la prima volta, rispetto alle leggi di stabilità che ho
affrontato in questo Parlamento, non abbiamo avuto la possibilità
di avere un quadro di insieme delle risorse complessive: le risorse
extra regionali. E, soprattutto, per la prima volta registro la
totale assenza delle cosiddette politiche di bilancio e anche la
cosiddetta programmazione.
Nessuno di noi ha l'idea di quali siano gli effettivi fabbisogni,
le urgenze, le emergenze della nostra Terra, né questo Governo nel
suo documento di economia e finanza ha avuto la capacità di
rappresentarli. Anzi, abbiamo più volte sottolineato che c'erano
delle contraddizioni sia nel documento di economia e finanza e sia
anche, rispetto ai provvedimenti, che il presidente Schifani ha
portato avanti a trattativa privata con Matteo Salvini rapinando
alla Sicilia oltre un miliardo e 200 milioni di euro dal Fondo
Sviluppo e coesione e anche fondi che riguardavano la
programmazione 2014-2020.
Ma a questo si aggiungono anche gli 800 milioni di euro a regia
statale per interventi infrastrutturali in Sicilia che sono stati
destinati per finanziare il ponte sullo Stretto di Messina. Questo
è l'effetto dei cicloturisti al Governo di questa Terra. E questa
Terra vi ringrazia, onorevole vicepresidente Luca Sammartino, avete
contribuito a rapinare i siciliani dei fondi che erano destinati e
che sono destinati a quelle che sono le emergenze infrastrutturali
di cui non avete avuto né la capacità di rappresentare una visione
complessiva, né ovviamente stabilire un percorso strategico.
Nonostante tutto, noi abbiamo cercato di bonificare la legge di
stabilità che avete portato in Commissione Bilancio, dei 40
articoli che avete deliberato nella Giunta 10 sono stati totalmente
stralciati in Commissione Bilancio grazie al lavoro delle
opposizioni e su 30 articoli 20 sono stati riformulati
completamente perché naturalmente fatti anche in modo sbagliato e
scollegato.
A questo vogliamo anche aggiungere il nostro atteggiamento alla
nostra attenzione rispetto al percorso che siete stati costretti a
fare e qui lo dobbiamo dire alla conclusione di questo percorso.
Abbiamo aspettato questo maxi emendamento che ha riguardato più le
esigenze di stabilità di coesione della maggioranza rispetto a
quello che erano le proposte dell'opposizione, in tutto questo
abbiamo cercato i vari Gruppi di supportare quanto meno, inserire
degli elementi importanti rispetto e qualificanti rispetto al testo
che questa maggioranza ci ha proposto.
E devo fare qui dei piccoli passaggi. Abbiamo introdotto
un'ulteriore norma sui parchi archeologici e qui con l'Assessore al
ramo abbiamo raggiunto quello che è stato un compromesso che ha
consentito e consentirà a tutti i comuni della Sicilia di potere
usufruire di ulteriori risorse per poter garantire vivibilità al
contesto urbano nel quale si ritrovano i beni.
Abbiamo inserito la norma riguardante le sanzioni per le relazioni
annuali dei sindaci, il 90% dei sindaci siciliani nonostante c'è
una legge che impone di fare la relazione non le fa, violando un
principio di trasparenza e soprattutto una norma tipica della
Regione siciliana, quindi i sindaci che non faranno più la
relazione avranno sanzioni sia sulla propria indennità e sia sui
trasferimenti per quanto riguarda i comuni che rappresentano.
Abbiamo anche sistemato una norma, una stortura per quelli che sono
i comuni turistici, perché era veramente fantozziano che comuni
turistici non potevano far salire o far scendere dei passeggeri nei
comuni limitrofi dove erano costretti ad attraversare, non è solo
Taormina il caso che deve passare da Giardini, a Letojanni
piuttosto che in altri comuni e questo ovviamente è servito per
quanto riguarda tutti i comuni in questo contesto. Abbiamo fatto un
lavoro all'interno della Commissione bilancio per ottenere che gli
ASU avessero una stabilizzazione da venti ore a ventiquattro ore,
il cosiddetto lodo Sciotto , abbiamo risolto anche un'altra
anomalia per quelli che erano i soldi dati a circa 150 comuni
nell'ultima variazione di bilancio che per come era stata concepita
la norma non potevano più utilizzare le risorse e quindi anche qui
sulla scorta del suggerimento del collega Sciotto abbiamo inserito
una norma per consentire di poterli spendere anche in questa fase.
Poi ci sono stati gli interventi per quanto riguarda le risorse, le
coperture per combattere il cosiddetto crack (qui c'è stata
un'azione qualificante del nostro collega La Vardera), lo stesso
per quanto riguarda i soldi per gli incendi abbiamo già visto quale
è stato lo scaricabarile tra l'ex Presidente della Regione e
l'attuale Presidente della Regione, una vergognosa da questo punto
di vista azione di delegittimazione reciproca e se non fosse stato
per quella che è stata anche qui un'azione da parte nostra e del
nostro collega La Vardera, non avremmo avuto neanche i 3 milioni di
euro. Una miseria rispetto a quella che comunque è la situazione e
rispetto a quello che meritava questa dichiarazione dello stato
emergenziale.
Per quanto riguarda anche la violenza sulle donne, è stata
inserita una norma che consente l'assunzione nel comparto
regionale.
E, per ultimo, abbiamo risolto una delle ripicche che l'ex
assessore Gaetano Armao, detto "meravigliao" aveva consumato a
danno della città di Messina non concedendo la casa del portuale
che da questo punto di vista bloccava un'opera importante di 70
milioni di euro che allora da sindaco l'ha avuto finanziato.
Lo stesso questo intervento proposto dal collega De Leo, lo stesso
per quanto riguarda la tutela delle farmacie rurali. Anche in
questo caso il nostro collega De Leo è intervenuto per l'ennesima
volta dopo che è stata fatta la legge su sua iniziativa.
E anche per quanto riguarda il trasporto, per quanto riguarda le
isole Eolie, anche in questo caso il nostro collega De Leo ha
continuato ad inserire le risorse necessarie.
Ecco, noi abbiamo fatto quanto meno quello che abbiamo potuto
nella nostra posizione di opposizione e in conclusione del mio
intervento, signor Presidente, è ovvio che dobbiamo dichiarare la
nostra contrarietà a questa legge di stabilità.
Il nostro voto è contrario. E' contrario per i motivi che ho
detto, è contrario perché non ha una visione, è contrario perché
questo Governo si è dimostrato incapace di partire da quella che
era una radiografia dei fabbisogni e di conseguenza mostrarsi al
Parlamento con tutte le risorse che aveva a disposizione.
Siete omissivi, siete stati omertosi su quelli che sono i fondi
extraregionali. Vi abbiamo invitato più volte in Commissione
Bilancio a portare il quadro complessivo e avete nascosto a questo
Parlamento la disponibilità delle risorse che probabilmente dovrete
utilizzare per farvi le campagne elettorali.
Io in questo e l'ultimo passaggio lo voglio fare visto che
finalmente ho l'assessore Tamajo al quale dobbiamo rimproverare che
non ci ha invitato al festino, perché dopo il festino di Santa
Rosalia è rimasto famoso ormai il festino dell'assessore da Tamajo
che ci ha rubato anche il Presidente della Regione il quale ci ha
dichiarato che aveva degli impegni urgenti e l'impegno urgente era
il festino di Tamajo dove si stabilivano le ultime cose per
uccidere l'assessore Falcone. In questa faida, ovviamente, saremo
curiosi di capire come andrà a finire.
Ecco che cosa è questa legge di stabilità: non è altro che un
quadro che consentirà di massacrare altre risorse a tutti gli
assessori che avranno questo compito di rappresentare il nulla in
Europa, mi permetto di dire.
Perché? Perché già sul campo avete dimostrato di non avere idea di
cosa significa avere una visione strategica della nostra terra.
Ecco qual è l'amarezza con la quale io ribadisco la contrarietà
del voto a questa legge di stabilità del Gruppo Sud chiama Nord e
ringrazio anch'io in conclusione la maggioranza. Anzi non siete
maggioranza, la maggioranza siamo noi La maggioranza sono queste
opposizioni e avete avuto la capacità, e di questo vi ringraziamo,
di aver messo in sintonia il Gruppo parlamentare di Sud chiama
Nord, del PD e del Movimento Cinque Stelle. Abbiamo avuto la
capacità in questa occasione di lavorare assieme e sono convinto
che questa è la premessa per avviare un percorso definitivo per
liberare la nostra terra da una classe politica che non la ama e
che la continua a utilizzare come un bancomat.
Voi siete come lo yogurt, siete a scadenza
Arriverà il nostro momento e quando sarà il nostro momento
dimostreremo cosa significa avere un Presidente della Regione, un
Governo che ama questa terra e soprattutto lavora quotidianamente
per questa terra.
PRESIDENTE. Se l'assessore Falcone vuole fare un intervento? Dopo?
Ok.
Cominciamo a votare. Chiedo di prendere posto.
Onorevoli colleghi, siamo al Gov 1 e sono stati presentati cinque
subemendamenti, sonò già tutti sui tablet nei fuorisacco. Assessore
Falcone, noi stiamo votando. Presidente Daidone.
Si passa al subemendamento Gov 1.1 del Governo. Il parere della
Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
CARONIA. Un attimo, qual è?
PRESIDENTE. Il Gov 1.1. Assessore Falcone, lo spiega che cos'è?
Comunque l'ha sul tablet, onorevole.
CATANZARO. Cosa è scritto in questo emendamento? Lo vorrei
spiegato.
PRESIDENTE. E lo sta spiegando.
FALCONE, assessore per l'economia. Presidente, stiamo parlando
soltanto di correzioni tecniche, per cui c'è poco da illustrare. Ad
esempio, i capitoli si stanno sostituendo. Il 14306 piuttosto che è
il 140306, di questo stiamo parlando, o il capitolo 313063 rispetto
al 310306, null'altro. E, quindi, si attingono le risorse dal Fondo
globale. Soltanto questo. Stiamo parlando di un emendamento
meramente tecnico.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento Gov 1.1. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al subemendamento Gov 1.2 del Governo. Dopo le parole
'Sacro Cuore di Erice' aggiungere 'in parti uguali'. Non penso che
sia chissà che cosa. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al subemendamento Gov 1.3 del Governo. Lo vuole
illustrare, Assessore?
FALCONE, assessore per l'economia. Presidente, anche questo è un
emendamento tecnico. L'intervento piuttosto che riferirsi al
comune, si riferisce direttamente alla...
PRESIDENTE. Sì, non l'avevamo letto bene, molto semplice. Il
parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento Gov 1.3. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
A tutte le votazioni i Gruppi parlamentari Sud chiama Nord,
Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle sono contrari. Ci
sono altri? Ditemelo perché se ci sono altri forse li bocciamo
Si passa al subemendamento Gov 1.4 sempre del Governo.
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare per
illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Stiamo intervenendo piuttosto
che sulla delimitazione sulla messa in sicurezza di una villa,
sostanzialmente, Villa Regina Elena.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al subemendamento Gov.1.5 del Governo, questa è la
decurtazione del 3% per garantire sostanzialmente la manovra, la
copertura della manovra.
Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, chiedo un chiarimento da parte
dell'assessore Falcone sul taglio del 3%, dopo che noi stiamo
approvando tutti gli emendamenti. Quindi, se l'assessore Falcone ci
può spiegare che cosa succede e quello che...
PRESIDENTE. Assessore, ce lo spieghi...
FALCONE, assessore per l'economia. Presidente, certamente. E' un
emendamento necessario perché la manovra, che non è fatta soltanto
di interventi territorializzati, al di là di quello che è stato
detto, sappiamo tutti che questa manovra è una manovra abbastanza
corposa, vale oltre cento milioni di euro.
E' una manovra che guarda alla sanità di periferia, incentivanti i
medici con 10 milioni di euro, che guarda alle politiche
assunzionali dalla Regione, a seguito dell'accordo con lo Stato
fatto nell'ottobre scorso, che prevede ben 20 milioni di euro nel
2024, e poi 30 milioni nel 2025 e 40 milioni nel 2026.
È una manovra che guarda anche alla crisi agrumicola, per la quale
prevediamo 7 milioni e mezzo di euro, a quella emergenza di cui è
stato detto tanto sugli incendi, facciamo un fondo di 3 milioni,
pochissima cosa, ma intanto apriamo il capitolo e possiamo iniziare
a dare delle risposte, e poi ancora la risposta del disagio
giovanile del crack, l'abbiamo finanziata con 1 milione, per aprire
il capitolo, nelle more che si faccia la legge in materia, più un
altro milione con il fondo sanitario.
Rispetto a tutto questo, e rispetto a tantissimi interventi, lo
vorrei ricordare, quest'anno i comuni riceveranno veramente risorse
per oltre il 30% in più rispetto all'anno scorso, oltre al fondo di
350 milioni, oltre al fondo di progettazione, oltre al fondo degli
investimenti, oltre a tanti altri fondi che riguardano i minori, i
malati psichici, l'ASA e così via.
Ci sono qua in queste norme oltre 30 milioni per i comuni, e
quando si fanno degli interventi di riqualificazione dei loro
centri urbani, quando si fanno interventi di promozione turistica,
così come l'abbiamo visto quando a Capodanno a Palermo, a Catania,
a Messina, a Melilli, a Rosolini e in tanti altri comuni, abbiamo
certamente incrementato la presenza.
E allora, su questo Presidente, poiché siamo un po' spinti, è
giusto che per poter mettere tutti in sicurezza, abbiamo ritenuto,
anziché prendere qua e là, un taglio lineare del 3%, che significa
togliere ogni centomila euro appena tremila euro.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, visto
l'intervento dell'assessore, per capire, visto che c'è questo
taglio lineare del 3%, vuol dire che per far quadrare la manovra
manca una somma. Ora, a quanto equivale questa somma del 3% che
stiamo recuperando?
PRESIDENTE. Un milione 944 mila euro circa.
DI PAOLA. Quindi stiamo facendo il taglio del 3% per recuperare
quanto?
PRESIDENTE. Un milione 950 mila euro, è fatto sul GOV.1 quindi sui
65.000.000 di euro, ma l'Assessore lo ha detto, non è fatto su
tutto, onorevole Di Paola, non è fatto su tutto, è fatto sul GOV.1.
Ma che cambia un minuto più, un minuto meno? Che c'è?
GIAMBONA. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori.
Assessore Falcone, se mi dedica solamente 30 secondi. Allora,
probabilmente sarò distratto io, ma nell'emendamento Gov1, che
adesso andiamo ad approvare, non rinvengo quei due emendamenti di
cui abbiamo parlato poc'anzi, che erano saltati. Quindi se mi dà
conferma di dove li troviamo.
FALCONE, assessore per l'economia. Lo trova nel Gov.3.
GIAMBONA. Nel Gov.3? Perfetto, grazie.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento Gov.1.5.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi
(È approvato)
Si passa al subemendamento Gov.1.6. Va bene, c'è un emendamento
sulla Fondazione Rinascita Belice.
Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi,
(È approvato)
Si passa al subemendamento Gov 1.7, Fondazione Scala dei Turchi.
Va bene?
Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi,
(È approvato)
Onorevoli colleghi, adesso votiamo l'emendamento Gov.1 così come
modificato, e con le relative tabelle. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Ho capito, in tutto ciò che votiamo c'è il voto
contrario del Partito Democratico, del Movimento Cinque Stelle e di
Sud chiama Nord. Lo abbiamo già detto.
Pongo in votazione l'emendamento Gov.1 con le relative tabelle,
così come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi,
(È approvato)
Si passa all'emendamento Gov.3 bis che penso abbiate letto, se
volete rileggerlo, fate quello che ritenete più opportuno. Stiamo
votando il Gov.3 bis, quello ordinamentale per intenderci.
Ci sono prima tre subemendamenti. Si passa al subemendamento Gov.3
bis 1 dell'onorevole Catanzaro. Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi,
(È approvato)
Si passa al subemendamento Gov.3 bis 2, dell'onorevole Giambona.
Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi,
(È approvato)
Si passa al subemendamento Gov.3 bis 3, dell'onorevole Giambona.
Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi,
(È approvato)
Si passa al subemendamento Gov.3 bis 4 del Governo.
Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al subemendamento Gov 3 bis, così come emendato.
Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Allora, onorevoli colleghi, un minuto di attenzione per favore.
Comunico che per consentire l'immediata pubblicazione della legge
di stabilità e della legge di bilancio e impedire i ritardi
nell'attivazione della spesa, le disposizioni di cui ai maxi
emendamenti Gov.1 e Gov.3 bis, avendo in gran parte natura
ordinamentale, sono stralciate dal disegno di legge numero 638/A,
per essere inserite in un autonomo disegno di legge che sarà votato
immediatamente dopo l'approvazione dei documenti finanziari, così
come concordato.
Si passa all'articolo 27. Ne do lettura:
Art. 27.
Fondi speciali e tabelle
1. Gli importi da iscrivere nei Fondi speciali di cui all'articolo
49, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive
modificazioni, per il finanziamento dei provvedimenti legislativi
che si perfezionano dopo l'approvazione del bilancio, destinati ad
interventi di spese correnti, restano determinati per ciascuno
degli anni 2024, 2025 e 2026 nelle misure indicate nella tabella
A .
2. Ai sensi del comma 2 dell'articolo 3 della legge regionale 27
aprile 1999, n. 10 successive modificazioni, è determinata per
ciascuno degli anni 2024, 2025 e 2026 la spesa di cui all'allegata
tabella 1 per gli importi nella stessa indicati .
Ci sono emendamenti? Si passa direttamente all'emendamento Tab.1
Gov.1 al quale è stato presentato un subemendamento a firma
dell'onorevole Cracolici.
Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento Tab.1 Gov.1. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Tab.1 Gov, così come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Gov.2 a firma del Governo. Il parere della
Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 27, così come modificato, con le
relative tabelle.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
L'articolo 28 è stato soppresso. Allora colleghi, dobbiamo votare
l'articolo 29, così come modificato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Adesso possiamo votare l'articolo 30, che è l'entrata in vigore.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Ci sono tre emendamenti ai sensi dell'articolo 117. Non vi
preoccupate, se perdiamo un minuto in più non succede niente.
Colleghi, nel tablet trovate questi tre emendamenti ai sensi del
117, e sono gli emendamenti 117.1, 117.2, 117.3.
Si passa all'emendamento 117.1. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 117.2. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 117.3. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Ordini del giorno
Abbiamo quasi terminato. Allora colleghi, dobbiamo votare gli
ordini del giorno che recano come numeri d'ordine dal 125 al 165 e
sono da intendersi accolti come raccomandazione da parte del
Governo, eccezion fatta per l'ordine del giorno recante la
numerazione 152 che mi è stato chiesto espressamente di poterlo
votare.
Pongo pertanto in votazione l'ordine del giorno numero 152, che è
quello relativo all'esplosione di Ravanusa.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Abbiamo finito pure con questo.
"Legge di stabilità regionale 2024-2026" (638/A)
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Legge di stabilità regionale 2024-2026» (638/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Legge di stabilità regionale 2024-2026»
(638/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 66
Votanti 62
Maggioranza 32
Favorevoli 39
Contrari 23
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
Sospendo la seduta per consentire alla Giunta e alla Commissione
Bilancio di riunirsi, e fra cinque minuti, riprendiamo i lavori.
La seduta è sospesa.
(La seduta sospesa alle ore 9.22 riprende alle ore 9.36)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. La Giunta e la Commissione Bilancio hanno approvato la
Nota di variazione, pertanto, la pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
DE LUCA CATENO. Signor Presidente, si ricordi sempre di noi.
Contrari
PRESIDENTE. Alle votazioni, esprimono voto contrario i Gruppi
parlamentari Partito Democratico, Sud chiama Nord e Movimento
Cinque Stelle.
"Bilancio di previsione della Regione Siciliana per il triennio
2024/2026" (637/A)
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Bilancio di previsione della Regione Siciliana per il triennio
2024/2026» (637/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Bilancio di previsione della Regione
Siciliana per il triennio 2024/2026» (637/A), come modificato dalla
Nota di variazione.
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 66
Votanti 60
Maggioranza 31
Favorevoli 38
Contrari 22
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
PRESIDENTE. Benissimo. A questo punto votiamo lo stralcio.
Pongo in votazione l'emendamento A.1 dello Stralcio,
sostanzialmente il maxiemendamento per l'entrata in vigore.
Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Benissimo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Stralcio/A
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge n.
638 - Stralcio/A
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge n. 638 Stralcio/A.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 66
Votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 39
Contrari 25
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, preciso che gli ordini del giorno accettati
come raccomandazione dal Governo recano i numeri d'ordine dal n.
132 al n. 165, eccezione fatta per l'ordine del giorno posto in
votazione e approvato.
DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA CATENO. Grazie. Signor Presidente, assessore Falcone,
colleghi, desidero intervenire per il nostro commiato all'assessore
Falcone. La voglio ringraziare perché, sotto il profilo
ragionieristico, ha fatto un ottimo lavoro e questo per noi è
importante, perché abbiamo già detto che è fondamentale che, in
questi anni, quanto meno sotto il profilo contabile, la Regione, e
quindi il nostro contributo è fondamentale perché arriveremo noi al
Governo ed avere contabilmente la Regione a posto per noi è
importante.
Lei assessore Falcone farà una bellissima campagna elettorale ma
la perderà; Tamajo, anzi Schifani la batterà, però lei andrà in
Europa - noi già di questo ne siamo fermamente convinti -, quindi,
per me è doveroso ringraziarla per il lavoro che ha fatto.
Non so quando ci rivedremo perché già lei è in campagna
elettorale, però, le auguro con grande amicizia e stima le voglio
ribadire l'apprezzamento per il lavoro che lei ha fatto, lei ha
svolto il ruolo anche dell'ologramma Schifani, ha tentato invano
più volte l'assessore vicepresidente Sammartino di svolgere questo
ruolo ma lei è stato preponderante e devo dire è stato decisivo.
Sammartino sta crescendo bene, ma non ha, ovviamente, la sua
statura e di questo dobbiamo darne atto, sta crescendo, sta
crescendo, crescerà, ma non sappiamo se arriverà mai ai suoi
livelli.
Un altro ringraziamento lo dobbiamo fare al Presidente del
Parlamento. Il nostro Presidente è stato il demiurgo di questo
risultato; senza il suo ruolo non avremmo raggiunto questo
risultato in questa data e, soprattutto, la Sicilia si sarebbe
trovata con l'esercizio provvisorio.
Noi abbiamo preso degli impegni al cospetto del Presidente e
abbiamo mantenuto questi impegni, quindi, qualche accusa ingenerosa
che sui giornali è stata proferita nei nostri confronti, ovviamente
ribadiamo, la rispediamo al mittente. Ed è ovvio che per noi,
assessore Falcone, non vederla più lì sarà un trauma, anche perché
lei, quando è in versione cucciolo, come il Presidente della
Commissione Bilancio, riesce anche ad essere molto simpatico, oltre
che bravo.
Questo Parlamento gliene dà atto, io gliene devo dare atto perché
complessivamente devo dire che ha avuto la capacità anche di saper
veicolare le legittime richieste che sono arrivate dalle
opposizioni e questo, naturalmente, in una situazione difficile,
dove lei si è trovato orfano del Presidente della Regione, le ha
comportato un'assunzione di responsabilità che, qualche volta, ha
causato la reazione del vicepresidente.
Ma tutto questo quadro che noi abbiamo vissuto dietro le quinte,
naturalmente, alla fine, ci ha portato a un grande risultato e,
quindi, per me era doveroso ringraziarla per il lavoro che ha
fatto, naturalmente, pur non toccando a lei ringraziare le
opposizioni, perché lo dovrebbe fare Schifani e in luogo di
Schifani lo dovrebbe fare il vicepresidente Sammartino.
Ho saputo che stanno proiettando l'altro ologramma, chiaro? Stanno
proiettando l'ulteriore ologramma del Presidente Schifani e ci
dispiace da questo punto di vista. Quindi, noi chiudiamo questa
fase non avendo i ringraziamenti del Presidente della Regione
siciliana, ma ce ne faremo una ragione, tanto, lo ribadiamo, lui è
come lo yogurt, è a scadenza. Ormai sta arrivando il nostro
momento.
Grazie e auguri, assessore Falcone.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'assessore Falcone,
intanto, ci tengo a ringraziare l'onorevole De Luca. Tengo, però, a
ringraziare tutti i Presidenti dei Gruppi parlamentari, di
maggioranza e di opposizione. Di opposizione perché sono stati
assolutamente leali, corretti, hanno rispettato la tabella di
marcia che ci eravamo prefissati e questo è un bellissimo segnale
anche nell'aver oggi stravolto un po' i piani circa lo stralcio del
maxiemendamento, che ha consentito e consentirà alla nostra Regione
di poter velocizzare il tutto e, soprattutto, probabilmente, anche
poter essere più qualificanti agli occhi di Roma.
Ci tengo a ringraziare gli Uffici, perché io sono entrato qui ieri
alle 9 meno un quarto, quindi sono passate oltre 24 ore, ma vedo le
stesse persone che per tutta la giornata sono rimaste qui con me e
le ringrazio e mi dispiace veramente se abbiamo dovuto fare questa
forzatura, però, ci tengo precisare, anche i Presidenti dei Gruppi
parlamentari di maggioranza, perché anche grazie a loro, al fatto
che ci sia stata disponibilità, si è riusciti a trovare una
sintesi. Si poteva andare allo scontro, anzi, io, se posso
permettermi di fare una battuta al mio amico Marco Falcone, gli
chiedo scusa se ho tanto insistito rispetto al trovare questa
sintesi, ma credo che questa sintesi abbia portato benefici per
tutto il Parlamento. Quindi, avere rispettato la tabella di marcia
così come era stato prefissato ed è stato, secondo me, il più bel
segnale che potesse avere tra i Gruppi di maggioranza e di
opposizione. Quindi, grazie per tutto il lavoro che è stato fatto
in questi giorni.
Credo che l'assessore Falcone voglia intervenire un paio di minuti
e dire qualcosa. Prego, Assessore.
FALCONE, assessore per l'economia. Grazie, signor Presidente,
grazie agli onorevoli colleghi, tutti, indistintamente, dal primo
al settantesimo collega che in questa sessione di Finanziaria hanno
partecipato con grande impegno, con grande professionalità, in un
confronto non sempre facile, certamente, ma tutti con la passione e
con l'interesse verso la Sicilia.
Abbiamo messo in campo, certamente, una nuova Finanziaria, una
legge di stabilità che mette in sicurezza i conti della Regione,
che garantisce i trasferimenti e rafforza quelli dei Comuni, che
contrasta il precariato e dà dei segnali di vicinanza alle attività
imprenditoriali. E' una legge di stabilità che, dopo tantissimi
anni, arriva quasi entro l'anno e questo è grazie anche, Presidente
dell'Assemblea, al suo impegno, alla sua regia, al suo equilibrio,
che è riuscito a dimostrare, contemperando le esigenze della
maggioranza con quelle della minoranza.
Devo anche ringraziare il presidente della Commissione Bilancio,
onorevole Dario Daidone, che è riuscito - l'ho detto già all'inizio
di questa sessione qua in Aula -, insieme agli altri presidenti di
Commissione, a dimostrare grande capacità e, soprattutto, un grande
attaccamento a quelli che sono non soltanto i lavori d'Aula, ma gli
interessi della Sicilia. Poi, il mio apprezzamento al collega
vicepresidente Luca Sammartino che, come delegato del presidente
Schifani, nei rapporti con l'Aula e col Parlamento, è riuscito
sempre a trovare intese, confronti, non sempre facili alcune volte
anche contemperati da qualche alterco, da qualche puntina di
polemica, ecco. Ma, al di là di tutto, devo dire, oggi, noi, dopo
tantissimi anni, dopo diversi lustri, riusciamo a fare uscire la
Regione Siciliana da un luogo comune che in Regione Siciliana non
si può non fare o non si poteva non fare l'esercizio provvisorio
Onorevoli colleghi, io non so l'anno prossimo chi sarà in questo
ruolo. Io spero soltanto, però, una cosa e dico ciò in maniera
molto affettuosa, ma anche altrettanto sincera, che l'anno prossimo
si possa arrivare all'approvazione prima di Natale per un motivo,
lo abbiamo anche detto, abbiamo anche spiegato le ragioni che
approvare la legge di stabilità significa immettere denaro nel
circuito economico, significa anche aumentare il PIL, l'ha detto
bene il Vicepresidente Di Paola quando faceva riferimento ad alcuni
elementi importanti che erano lo stimolo anche dell'economia e
soprattutto le categorie, diciamo così, fragili.
Se noi, però, come Regione, che siamo l'ente più importante di
questa Terra siciliana, riusciamo a mettere in campo denaro,
riusciamo a mettere in campo tutte le risorse che abbiamo con
maggiore puntualità, certamente riusciremo ad aiutare questa
Regione ad uscire da una situazione di crisi. E devo dire che il
tendenziale è favorevole. E' favorevole perché il gettito erariale
ci conforta, è favorevole perché ci sono maggiori spese che abbiamo
fatto in questo 2023 che ci ha appena lasciati e penso che nel 2024
potremo fare ancora meglio.
Allora un ringraziamento a tutti, anche agli Uffici, un
ringraziamento all'intero assessorato per l'economia, dal
Ragioniere generale, avvocato Tozzo, a tutti i dirigenti e
funzionari, dalla dottoressa Murai, la dottoressa Amodeo, la
dottoressa Patti, la dottoressa Princiotta, così gli altri, dal
direttore Cuffaro con tutti gli Uffici delle entrate, della finanza
del credito. Assieme a questi due pilastri siamo riusciti a far
quadrare da un lato le entrate e a poter fare una spesa
equilibrata. Abbiamo oggi una legge di stabilità che è veramente
seria ma soprattutto solida, e per questo devo dire anche grazie
alle opposizioni, e vado verso la conclusione, ringraziando i
Presidenti dei Gruppi parlamentari, dall'onorevole Catanzaro,
all'onorevole Sciotto, dall'onorevole Cateno De Luca come leader di
Sud chiama Nord, e quindi all'onorevole De Luca Antonino insieme al
Vicepresidente Nuccio Di Paola, al Presidente Gianfranco Miccichè
che anche in questa sessione ha dimostrato equilibrio e anche in
alcuni momenti importante collaborazione; e poi i nostri Presidenti
dei Gruppi parlamentari, iniziando dall'onorevole Assenza,
dall'onorevole Pellegrino, dall'onorevole Pace, e quindi
dall'onorevole Caronia. Devo e non posso non ringraziare anche
l'onorevole Castiglione, a cui va il mio affettuoso abbraccio,
insieme a tutti gli altri per aver fatto certamente un buon lavoro.
Ci rivedremo nei prossimi giorni. Abbiamo ancora tante norme da
fare, ci sono tante attività legislative e questo Parlamento può
dimostrare di essere in verticale
PRESIDENTE. Grazie. Chiaramente, i ringraziamenti della Presidenza
erano rivolti anche all'assessore Sammartino e al Presidente
Daidone. Mi associo ai ringraziamenti.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì 16 gennaio
2024, alle ore 15.00.
La seduta è tolta alle ore 9.54 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
VIII SESSIONE ORDINARIA
89a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 16 gennaio 2024 - ore 15.00
ORDINE DEL GIORNO
-COMUNICAZIONI
Allegato A
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)
- Risposte scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:
-da parte dell'Assessore per le infrastrutture e la mobilità:
N. 268 - Lavori di ammodernamento del tratto autostradale nella
zona prospiciente il casello di Cassibile (SR).
Firmatari: Auteri Carlo
- Con nota prot. n. 19284 del 10 maggio 2023 il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore per le infrastrutture e la
mobilità.
N. 337 - Notizie in merito all'individuazione e allo stanziamento
delle risorse necessarie al ripristino della S.P. 37 denominata
'di Gilbirossa'.
Firmatari: Giambona Mario; Cracolici Antonino; Burtone
Giovanni; Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario;
Spada Tiziano Fabio; Venezia Sebastiano; Chinnici Valentina;
Leanza Calogero; Saverino Ersilia
- Con nota prot. n. 23122 dell'8 giugno 2023, il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore per le infrastrutture e la
mobilità.
N. 348 - Notizie in merito al mancato ripristino della tratta di
trasporto extraurbano Barrafranca (EN) - Catania.
Firmatari: Venezia Sebastiano; Cracolici Antonino; Burtone
Giovanni; Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario;
Spada Tiziano Fabio; Chinnici Valentina; Giambona Mario; Leanza
Calogero; Saverino Ersilia
N. 563 - Notizie in merito al funzionamento delle stazioni
marittime delle isole minori, con particolare riferimento a quella
dell'isola di Vulcano.
Firmatari: De Leo Alessandro; De Luca Cateno; La Vardera Ismaele;
Balsamo Ludovico; Vasta Davide Maria; Lombardo Giuseppe; Sciotto
Matteo
- Con nota prot. n. 42278 del 9 novembre 2023, il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per le infrastrutture e la
mobilità.
N. 581 - Interventi di messa in sicurezza e ripristino della
strada provinciale 37 di Gibilrossa (PA).
Firmatari: Varrica Adriano
- Con nota prot. n. 42286 del 9 novembre 2023, il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per le infrastrutture e la
mobilità.
N. 657 - Notizie in merito al ripristino delle SP. 37, 38 e 126,
nonché sullo stato di isolamento del Comune di Belmonte Mezzagno
(PA).
Firmatari: Giambona Mario; Cracolici Antonino; Burtone
Giovanni; Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario;
Spada Tiziano Fabio; Venezia Sebastiano; Chinnici Valentina;
Leanza Calogero; Saverino Ersilia
- Con nota prot. n. 44868 del 30 novembre 2023 il Presidente
della Regione, ha delegato l'Assessore per le infrastrutture e la
mobilità.
-da parte dell'Assessore per la salute:
N. 473 - Interventi urgenti per il Servizio 118 di Ragusa Ibla
(RG) e ripristino del servizio di guardia medica.
Firmatari: De Luca Cateno; La Vardera Ismaele; Geraci Salvatore;
Balsamo Ludovico; Vasta Davide Maria; De Leo Alessandro; Lombardo
Giuseppe; Sciotto Matteo
- Con nota prot. n. 33032 del 25 agosto 2023, il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore per la salute.
Annunzio di interrogazioni
- Con richiesta di risposta orale presentate:
N. 704 - Notizie in merito alla realizzazione degli ospedali di
comunità, delle case di comunità e delle centrali operative
territoriali finanziate dalla Missione 6 'Salute' del PNRR.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Venezia Sebastiano; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni;
Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano
Fabio; Chinnici Valentina; Giambona Mario; Leanza Calogero;
Saverino Ersilia
N. 706 - Chiarimenti urgenti in merito alle presunte irregolarità
nello svolgimento del recente concorso per l'assunzione di n. 46
Agenti della Forestale.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
La Vardera Ismaele; De Luca Cateno; Balsamo Ludovico; Vasta Davide
Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe; Sciotto Matteo
N. 708 - Chiarimenti in merito alle dichiarazioni rese dall'ing.
Vincenzo Spera, Commissario straordinario dell'Asp di Trapani, in
ordine alle nomine dei dirigenti medici presso le Aziende sanitarie
provinciali.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Safina Dario; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni; Dipasquale
Emanuele; Spada Tiziano Fabio; Venezia Sebastiano; Chinnici
Valentina; Giambona Mario; Leanza Calogero; Saverino Ersilia
N. 709 - Distanza delle discariche per lo smaltimento e/o il
recupero dei rifiuti urbani o speciali e notizie in merito ad
un'eventuale abrogazione della prescrizione della distanza dai
centri abitati degli impianti e delle discariche.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Burtone Giovanni; Cracolici Antonino; Dipasquale Emanuele;
Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano Fabio; Venezia
Sebastiano; Chinnici Valentina; Giambona Mario; Leanza Calogero;
Saverino Ersilia
N. 710 - Notizie in merito allo stato di avanzamento degli
interventi di riqualificazione del Museo archeologico di Gela (CL).
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Di Paola Nunzio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Campo Stefania;
Marano Jose; De Luca Antonino; Ciminnisi Cristina; Gilistro Carlo;
Cambiano Angelo; Varrica Adriano; Ardizzone Martina
N. 711 - Iniziative urgenti per la risoluzione delle criticità
esistenti presso l'Ospedale Giovanni Paolo II di Sciacca (AG).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
La Vardera Ismaele; De Luca Cateno; Balsamo Ludovico; Vasta Davide
Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe; Sciotto Matteo
N. 712 - Chiarimenti in merito alle criticità della viabilità e
allo stato del progetto di ripristino e messa in sicurezza della
Strada provinciale 9 delle Madonie.
- residente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Giambona Mario; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano Fabio;
Venezia Sebastiano; Chinnici Valentina; Leanza Calogero; Saverino
Ersilia
N. 715 - Interventi urgenti al fine di trasferire la scuola IPIA
'Enrico Fermi' di Agrigento in una sede più sicura e idonea.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
La Vardera Ismaele; De Luca Cateno; Balsamo Ludovico; Vasta Davide
Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe; Sciotto Matteo
N. 717 - Chiarimenti in merito alle risorse destinate alla
riqualificazione dei teatri di Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Economia
Giambona Mario; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano Fabio;
Venezia Sebastiano; Chinnici Valentina; Leanza Calogero; Saverino
Ersilia
N. 718 - Iniziative urgenti per l'accelerazione della consegna
della strumentazione diagnostica presso l'ospedale 'Fratelli
Parlapiano' di Ribera (AG).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Pace Carmelo
N. 719 - Chiarimenti in merito alla mancata nomina del CDA
dell'IRSAP.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Giambona Mario; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano Fabio;
Venezia Sebastiano; Chinnici Valentina; Leanza Calogero; Saverino
Ersilia
N. 720 - Notizie sulla Tenuta Ambelia in territorio di Militello
in Val di Catania (CT) e Scordia (CT) e in merito al mantenimento
delle attività e alla valorizzazione del sito.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura svil. rurale e pesca med.
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
- Assessore Attività produttive
Burtone Giovanni; Cracolici Antonino; Dipasquale Emanuele;
Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano Fabio; Venezia
Sebastiano; Chinnici Valentina; Giambona Mario; Leanza Calogero;
Saverino Ersilia
N. 721 - Interventi urgenti inerenti ai lavori di ripristino della
S.P. 1 nel territorio di Torretta (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
La Vardera Ismaele; De Luca Cateno; Balsamo Ludovico; Vasta Davide
Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe; Sciotto Matteo
N. 722 - Notizie in merito all' istituzione delle Riserva Naturale
Orientata denominata 'Punta Bianca, Monte Grande e Scoglio
Patella'.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Catanzaro Michele; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni;
Dipasquale Emanuele; Safina Dario; Spada Tiziano Fabio; Venezia
Sebastiano; Chinnici Valentina; Giambona Mario; Leanza Calogero;
Saverino Ersilia
N. 723 - Notizie in merito al taglio dei posti del concorso bacino
Sicilia orientale per operatori socio-sanitari (O.S.S.).
- Assessore Salute
Burtone Giovanni; Cracolici Antonino; Dipasquale Emanuele;
Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano Fabio; Venezia
Sebastiano; Chinnici Valentina; Giambona Mario; Leanza Calogero;
Saverino Ersilia
N. 724 - Decreti di finanziamento relativi a misure approvate con
la legge di stabilità regionale 2023-2025.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Varrica Adriano
N. 725 - Iniziative urgenti per scongiurare l'interruzione dei
servizi erogati dall'Unità operativa complessa (UOC) di medicina
trasfusionale di Agrigento.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
La Vardera Ismaele; De Luca Cateno; Balsamo Ludovico; Vasta Davide
Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe; Sciotto Matteo
N. 726 - Iniziative urgenti in seguito al tragico decesso di un
neonato presso l'Ospedale Buccheri La Ferla di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
La Vardera Ismaele; De Luca Cateno; Balsamo Ludovico; Vasta Davide
Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe; Sciotto Matteo
N. 727 - Notizie circa la procedura di liquidazione dell'Ente
autonomo Fiera di Messina.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Sciotto Matteo; De Luca Cateno ; La Vardera Ismaele; Balsamo
Ludovico; Vasta Davide Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe
N. 728 - Chiarimenti in merito alla destinazione dei proventi
delle alienazioni degli alloggi di proprietà della Regione gestiti
dagli Istituti Autonomi per le Case Popolari (IACP).
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Dipasquale Emanuele; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni;
Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano Fabio; Venezia
Sebastiano; Chinnici Valentina; Giambona Mario; Leanza Calogero;
Saverino Ersilia
N. 729 - Chiarimenti in merito alla garanzia dei servizi di
trasporto pubblico locale riguardanti i collegamenti da e per i
Comuni delle aree interne siciliane.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Venezia Sebastiano; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni;
Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano
Fabio; Chinnici Valentina; Giambona Mario; Leanza Calogero;
Saverino Ersilia
N. 731 - Interventi urgenti per il recupero del ponte sul torrente
Margana lungo l'asse viario della Sp31 Vicari-Prizzi (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
La Vardera Ismaele; De Luca Cateno; Balsamo Ludovico; Vasta Davide
Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe; Sciotto Matteo
N. 732 - Provvedimenti urgenti per fronteggiare l'emergenza
relativa all'evento franoso verificatosi ad Alcamo (TP).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
La Vardera Ismaele; De Luca Cateno; Balsamo Ludovico; Vasta Davide
Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe; Sciotto Matteo
N. 733 - Delucidazioni circa l'Avviso pubblico di cui al decreto
del Dirigente generale del Dipartimento della famiglia, delle
politiche sociali e del lavoro, n. 2875 del 30 dicembre 2021, per
la presentazione di progetti cui destinare una dotazione pari a
euro 29.120.000,00 a valere sui Fondi FSC residuo 2014-2020 e
anticipazioni 2021-2027 (delibera di Giunta regionale n. 289 del 1
luglio 2021) - intervento 'Family Social Equitiy'.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Sciotto Matteo; De Luca Cateno; La Vardera Ismaele; Balsamo
Ludovico; Vasta Davide Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe
N. 734 - Notizie circa l'attuazione dell'art. 4 della l.r. n. 16
del 2022 in merito all'utilizzo dell'anticipo del risultato di
liquidazione dell'Ente minerario siciliano (EMS).
- Assessore Economia
Catanzaro Michele; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni;
Dipasquale Emanuele; Safina Dario; Spada Tiziano Fabio; Venezia
Sebastiano; Chinnici Valentina; Giambona Mario; Leanza Calogero;
Saverino Ersilia
N. 736 - Chiarimenti in materia di dimensionamento scolastico.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Schillaci Roberta; Sunseri Luigi; Campo Stefania; Di Paola Nunzio;
Marano Jose; De Luca Cateno; Ciminnisi Cristina; Gilistro Carlo;
Cambiano Angelo; Varrica Adriano; Ardizzone Martina
N. 737 - Iniziative urgenti inerenti alla realizzazione del
collettore fognario a Pioppo, frazione del Comune di Monreale (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
La Vardera Ismaele; De Luca Cateno; Balsamo Ludovico; Vasta Davide
Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe; Sciotto Matteo
N. 738 - Iniziative urgenti a salvaguardia del tratto costiero del
comune di Campofelice di Roccella (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
La Vardera Ismaele; De Luca Cateno; Balsamo Ludovico; Vasta Davide
Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe; Sciotto Matteo
N. 739 - Iniziative urgenti al fine di scongiurare la chiusura
dell'Ospedale Madonna dell'Alto di Petralia Sottana (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
La Vardera Ismaele; De Luca Cateno; Balsamo Ludovico; Vasta Davide
Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe; Sciotto Matteo
N. 740 - Notizie in merito alla situazione degli ASU presso la
Regione siciliana.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Intravaia Marco
N. 741 - Chiarimenti in merito all'apertura al traffico veicolare
del sottopassaggio all'ingresso del comune di Bolognetta (PA),
lungo la S.S. 118.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
La Vardera Ismaele; De Luca Cateno; Balsamo Ludovico; Vasta Davide
Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe; Sciotto Matteo
N. 743 - Chiarimenti in merito alla Circolare n. 23 del 15.11.2023
relativa al bando 'Riscopriamo il liberty'.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Venezia Sebastiano; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni;
Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano
Fabio; Chinnici Valentina; Giambona Mario; Leanza Calogero;
Saverino Ersilia
N. 744 - Iniziative urgenti al fine di garantire alla squadra
Rugby di Palermo un campo di gioco per la disputa delle partite del
campionato.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
La Vardera Ismaele; De Luca Cateno; Balsamo Ludovico; Vasta Davide
Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe; Sciotto Matteo
N. 745 - Chiarimenti sulla carenza di medici e di infermieri nelle
ambulanze del 118 in servizio nel territorio del Libero Consorzio
comunale di Ragusa.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Campo Stefania; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Paola Nunzio;
Marano Jose; De Luca Antonino; Ciminnisi Cristina; Gilistro Carlo;
Cambiano Angelo; Varrica Adriano; Ardizzone Martina
N. 746 - Iniziative urgenti per la risoluzione
dell'emergenza idrica nel Comune di Trapani.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Salute
La Vardera Ismaele; De Luca Cateno; Balsamo Ludovico; Vasta Davide
Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe; Sciotto Matteo
N. 747 - Iniziative urgenti al fine di garantire la messa in
sicurezza e il ripristino del ponte sul fiume Eleuterio, lungo la
strada provinciale 74, nel tratto che collega Aspra e Ficarazzi
(PA).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
La Vardera Ismaele; De Luca Cateno; Balsamo Ludovico; Vasta Davide
Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe; Sciotto Matteo
N. 749 - Notizie in merito all'esclusione degli educatori
professionali socio-pedagogici dal prestare servizio presso le
aziende sanitarie.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Giambona Mario; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano Fabio;
Venezia Sebastiano; Chinnici Valentina; Leanza Calogero; Saverino
Ersilia
Le interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
-con richiesta di risposta in Commissione presentate:
N. 713 - Chiarimenti in merito al progetto 'Itinerario Trapani-
Mazara del Vallo. Variante alla S.S. 115 - Sud Occidentale Sicula
dallo svincolo Birgi - sulla A29/dir al collegamento alla S.S. 115
al km 48+000. 1 Stralcio Funzionale Marsala Sud - Mazara del
Vallo'.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Ciminnisi Cristina; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Campo
Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Gilistro
Carlo; Cambiano Angelo; Varrica Adriano; Ardizzone Martina
L'interrogazione sarà inviata al Governo e alla competente
Commissione.
- Con richiesta di risposta scritta presentate:
N. 698 - Chiarimenti in merito alla questione della brucellosi e
ai programmi di eradicazione.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Leanza Calogero; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano Fabio;
Venezia Sebastiano; Chinnici Valentina; Giambona Mario; Saverino
Ersilia
N. 699 - Chiarimenti in merito agli scarichi industriali della
distilleria Bertolino S.p.A. sita in Partinico (PA) e ai potenziali
rischi ambientali e di salute connessi al suo funzionamento.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Salute
Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Campo Stefania; Di Paola Nunzio;
Marano Jose; De Luca Antonino; Ciminnisi Cristina; Gilistro Carlo;
Cambiano Angelo; Varrica Adriano; Ardizzone Martina
N. 700 - Chiarimenti in merito alla mancata riapertura
dell'Hospice dell'Ospedale Umberto I di Enna.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Venezia Sebastiano; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni;
Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano
Fabio; Chinnici Valentina; Giambona Mario; Leanza Calogero;
Saverino Ersilia
N. 701 - Misure urgenti al fine contrastare il diffondersi di TBC
e BRC negli allevamenti di bovini in Sicilia e sostegno agli
allevatori.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
De Luca Antonino; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Campo
Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Ciminnisi Cristina;
Gilistro Carlo; Cambiano Angelo; Varrica Adriano; Ardizzone Martina
N. 702 - Chiarimenti in merito alle gravi criticità evidenziate
dalla Corte dei conti nell'analisi della relazione annuale del
Presidente della Regione siciliana sul sistema dei controlli
interni e sui controlli effettuati nell'anno 2021.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Venezia Sebastiano; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni;
Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano
Fabio; Chinnici Valentina; Giambona Mario; Leanza Calogero;
Saverino Ersilia
N. 703 - Chiarimenti in merito allo stato di attuazione degli
interventi finanziati nell'ambito del Piano Nazionale di Ripresa e
Resilienza.
- Presidente Regione
Venezia Sebastiano; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni;
Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano
Fabio; Chinnici Valentina; Giambona Mario; Leanza Calogero;
Saverino Ersilia
N. 705 - Tavolo tecnico per la soluzione delle
problematiche circa l'approvvigionamento irriguo nella Piana di
Lascari.
- Assessore Agricoltura svil. rurale e pesca med.
Giambona Mario; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano Fabio;
Venezia Sebastiano; Chinnici Valentina; Leanza Calogero; Saverino
Ersilia
N. 707 - Iniziative urgenti al fine di tutelare il tratto di costa
del Castello di Falconara nel territorio di Butera (CL).
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Cracolici Antonino; Burtone Giovanni; Dipasquale Emanuele;
Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano Fabio; Venezia
Sebastiano; Chinnici Valentina; Giambona Mario; Leanza Calogero;
Saverino Ersilia
N. 714 - Chiarimenti in merito all'erogazione delle risorse del
Fondo Unico Regionale per lo Spettacolo (FURS) stanziate per
l'esercizio finanziario 2023.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Giambona Mario; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano Fabio;
Venezia Sebastiano; Chinnici Valentina; Leanza Calogero; Saverino
Ersilia
N. 716 - Notizie in merito al fabbisogno aggiuntivo necessario per
il completamento del nuovo Ospedale di Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Economia
Gilistro Carlo; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Campo Stefania;
Di Paola Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Ciminnisi Cristina;
Cambiano Angelo; Varrica Adriano; Ardizzone Martina
N. 730 - Chiarimenti in merito alle procedure concorsuali relative
al bando di concorso pubblico, per esami, per l'assunzione di 46
agenti del Corpo forestale della Regione siciliana.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Territorio e Ambiente
Giambona Mario; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano Fabio;
Venezia Sebastiano; Chinnici Valentina; Leanza Calogero; Saverino
Ersilia
N. 735 - Chiarimenti del Governo in merito ai disservizi
nell'apertura del Museo di Aidone (EN) e del Parco archeologico di
Morgantina.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Venezia Sebastiano; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni;
Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano
Fabio; Chinnici Valentina; Giambona Mario; Leanza Calogero;
Saverino Ersilia
N. 742 - Chiarimenti in merito all'applicazione della legge
regionale 28 ottobre 2020, n. 25 'Misure per favorire la riduzione
dell'utilizzo di materiale plastico nel territorio regionale
'Plastic free''.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Venezia Sebastiano; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni;
Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano
Fabio; Chinnici Valentina; Giambona Mario; Leanza Calogero;
Saverino Ersilia
N. 748 - Notizie sul diffondersi delle formiche rosse in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura svil. rurale e pesca med.
- Assessore Salute
Auteri Carlo
Le interrogazioni saranno inviate al Governo.
Annunzio di mozioni
N. 130 - Iniziative per tutelare le aree interne e marginali
della Sicilia dagli accorpamenti indiscriminati previsti dal
dimensionamento scolastico operato dal Governo nazionale.
Venezia Sebastiano; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni;
Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada
Tiziano Fabio; Chinnici Valentina; Giambona Mario; Leanza
Calogero; Saverino Ersilia
Presentata il 2/11/23
N. 131 - Rideterminazione della quota capitale prelevata dalla
tariffa e destinata all'attuazione degli interventi
infrastrutturali del Servizio Idrico Integrato dell'ATI di Enna.
Venezia Sebastiano; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni;
Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada
Tiziano Fabio; Chinnici Valentina; Giambona Mario; Leanza
Calogero; Saverino Ersilia
Presentata il 3/11/23
Le mozioni saranno demandate, a norma dell'articolo 153 del
Regolamento interno, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per la determinazione della relativa data di
discussione.
Allegato B
Risposte scritte ad interrogazioni
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio