Presidenza del Presidente Galvagno
Presidenza del vicepresidente Lantieri
La seduta è aperta alle ore 11.07
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, rinviamo la seduta alle ore 11.45
per dare la possibilità a tutti i colleghi deputati di venire in
Aula per affrontare la giornata. Pertanto, la seduta è sospesa e
riprenderà alle ore 11.45.
(La seduta, sospesa alle ore 11.08, è ripresa alle ore 12.05)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che la chiesto congedo per la seduta odierna
l'onorevole Marchetta.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione del disegno di legge Variazioni al
Bilancio di previsione della Regione siciliana per il triennio
2022/2024 (n. 100/A)
PRESIDENTE. Invito i componenti della Commissione Bilancio a
prendere posto negli appositi banchi.
Si passa all'articolo 1, l'onorevole De Luca ha chiesto di
prendere la parola sull'ordine dei lavori.
Sull'ordine dei lavori
DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare sull'ordine di lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA CATENO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente
della Regione, Assessori, c'è la necessità, considerato che ancora
siamo in attesa, signor Presidente, di tutta la documentazione
qualche secondo fa ci sono stati anche consegnati i riferimenti
normativi, di sospendere per almeno due orette i lavori, perché c'è
la necessità di approfondire non solo gli emendamenti che sono
stati presentati a quest'Aula, ma soprattutto è necessario anche
approfondire il testo per come è stato depositato in Commissione
Bilancio, e per come è stato esitato, quante violazioni di legge
contiene. Ne contiene tante, e onde evitare una discussione
defaticante per noi è fondamentale prima di tutto renderci conto di
cosa quest'Aula oggi è chiamata ad esaminare, quindi pongo per
questi motivi una pregiudiziale ben precisa e una richiesta di
sospendere i lavori per almeno due ore, perché è indispensabile
comprendere non solo i riferimenti normativi, ma capire anche qual
è stata la dinamica che ha portato alla modifica di un testo che è
stato ritenuto allora intangibile da parte dell'Assessore per
l'economia, per alcuni aspetti.
Ho visto così velocemente che alcuni articoli sono stati tolti,
anche perché sappiamo tutti quanti che con la variazione di
bilancio non si può incidere sul pluriennale - vale per i comuni
figuriamoci per la Regione -, ma sono rimasti una serie di articoli
estranei alla materia, ed è ovvio che questo è il primo atto che il
Parlamento siciliano affronta, questo è il debutto del Governo
Schifani su un primo provvedimento.
Ma di questo a noi interessa poco; quello che invece è
fondamentale, signor Presidente, è capire in quali mani siamo
rispetto a quelle che sono le regole che quest'Aula deve seguire, e
siccome il tracciato che deriva dal primo provvedimento poi è
quello che condizionerà il modus operandi, lo voglio dire
chiaramente, rispetto ad alcune materie che ho visto inserite
nell'ambito di questo provvedimento e che, nel corso dell'Aula,
richiameranno altre marchette. Perché si dice, tecnicamente,
marchette richiamano marchette. Ed è ovvio che anche l'atto di
sciacallaggio politico, che in questo provvedimento è contenuto
sulla scorta di dover aiutare i comuni sui quali siamo tutti,
ovviamente, coinvolti, non giustifica l'inserimento di materie
estranee, di variazioni di bilancio in violazione del decreto
legislativo n. 118. E non si può accettare che l'azione di
sciacallaggio sia finalizzata anche a coprire alcuni illeciti
contabili che, dal mio punto di vista, si sono già consumati e ora
si cerca di metterci una pezza con qualche articolo del quale
dovremo, anche, capire come nasce e come si arriva all'aumento di
giornate lavorative solo per un gruppo di persone senza la
copertura finanziaria. E ora, illecitamente, si propone all'Aula di
metterci una pezza. Queste cose non sono state chiarite in
Commissione, signor Presidente. Più volte sono state chieste
spiegazioni agli assessori competenti e non è stata data alcuna
spiegazione.
Noi siamo disponibili, lo ribadisco al Governo e lo ribadisco ai
colleghi parlamentari, siamo disponibili a rivedere, a seguito di
una disamina che questa sospensione può garantirci, anche a
rivedere in Commissione Bilancio il testo, con un confronto col
Governo che ci dica, chiaramente, cosa è urgente e perché. Fatta
questa disamina, siamo pronti a ritirare i nostri emendamenti;
siamo pronti anche a prenderci la responsabilità insieme agli altri
dei provvedimenti che, effettivamente, sono urgenti.
Quindi, signor Presidente, concludo formulandole, formalmente, la
richiesta di una sospensiva, di almeno due ore, perché abbiamo la
necessità di approfondire gli emendamenti, approfondire il testo e
quindi col Governo, se ci darà questa confidenza, eventualmente
stabilire qual è il perimetro per definire le vere urgenze in
questo provvedimento.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, la ringrazio per il suo intervento,
però la discussione generale è stata ieri; ognuno, ogni deputato,
ha potuto fare le proprie obiezioni. Per quanto riguarda gli
emendamenti, anche perché il testo è stato dato già alcuni giorni
fa, per quanto riguarda gli emendamenti sono stati consegnati, sono
a disposizione di tutti sui tablet perciò, da circa un'ora si
possono controllare. Sospendere i lavori per due ore non mi sembra
il caso, perché è stato approvato un ordine del giorno dove si
stabiliva che oggi bisogna votare e concludere l'iter.
Per un richiamo al Regolamento
DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA CATENO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi in
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari abbiamo
consentito che venissero abbreviati tutti i termini. Quindi, non si
può, assolutamente, attribuire ai Gruppi parlamentari Sicilia vera
e Sud chiama Nord un'azione che era finalizzata a dilatare i tempi.
In Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, proprio
volendo aderire a una generica richiesta da parte del Governo,
abbiamo detto va bene, abbreviamo questi termini , nella speranza
che il testo che poi sarebbe giunto in Commissione Bilancio
effettivamente fosse limitato a dei provvedimenti indifferibili ed
urgenti.
Abbiamo dato fiducia al Presidente del Parlamento siciliano, anche
perché non mi risulta che in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari sia stato sottoposto il testo che poi la Commissione
Bilancio avrebbe iniziato ad esaminare.
Ma, al di là di questa dinamica, si sono verificati dei fatti ben
precisi che riguardano il lasso temporale tra la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari e questa seduta; il primo per
tutti è proprio il provvedimento della Corte dei Conti sulla non
parifica del consuntivo 2020.
Alla luce di quel provvedimento noi avevamo già chiesto al Governo
di rivedere la posizione su una variazione di bilancio che era
stata qualificata indifferibile ed urgente.
Presidenza del Presidente GALVAGNO
DE LUCA CATENO. Il Governo ha deciso di mostrare i muscoli, vuole
andare avanti, signor Presidente, e ora che lei è qui è ovvio che
io devo rivolgermi a lei: se questo Parlamento inizia con l'esame e
l'approvazione di testi che sono in violazione di legge, sono in
violazione dei nostri Regolamenti, allora lei oggi ha un debutto
che è la prosecuzione di ciò che in quest'Aula si è verificato
negli anni scorsi e, a quanto pare, si vuole continuare così.
Ecco perché è stata nostra cura mettere in evidenza, nei dibattiti
precedenti, cosa secondo noi - non secondo noi, non vogliamo essere
presuntuosi -, cosa secondo le regole contabili non va fatto; poi,
che tutti gli emendamenti che sono stati presentati in Commissione
Bilancio, poi li vedremo uno per uno con nome e cognome, siano
tutti meritevoli di arrivare in questo Parlamento, per carità, ma
noi non stiamo facendo né una finanziaria, né stiamo facendo dei
disegni, non stiamo esaminando dei disegni di legge specifici.
Questo ovviamente riguarda quello che è il pastrocchio che in
Sicilia si è verificato con la Bolkestein ed altre materie estranee
a questo provvedimento.
E, allora, è ovvio che ci siamo ritrovati ieri con una discussione
generale che è finita alle 16.00 e qualcosa, i termini degli
emendamenti, signor Presidente, erano stati stabiliti prima per le
18.00 ma non avete tenuto conto che il Parlamento ha chiuso i suoi
lavori alle 16.00, quindi ci avete costretto ad una corsa che ci ha
anche impedito di poter svolgere per bene il nostro lavoro, perché
quando voi avete calendarizzato i tempi avete anche ipotizzato che
alle 11.00, come era già stato stabilito, si svolgessero i lavori
del Parlamento e poi c'erano quelle quattro o cinque ore per poter
presentare gli emendamenti. Questo non si è verificato.
Ed è già la questione riguardante ieri, non solo quindi ci siamo
ritrovati ad agevolare questo percorso, ma ieri si è proprio avuto
il quadro di come si intendeva procedere.
Allora, è ovvio, signor Presidente, lo ribadisco, non è pensabile
che noi non siamo messi nelle condizioni di poter svolgere il
nostro lavoro. La scelta non l'ho fatta io, non l'ho fatta io di
inserire materie estranee a una variazione di bilancio. Questa è
una scelta che ha fatto il Governo il quale era stato già da noi
richiamato al rispetto delle regole.
Quindi, è ovvio, signor Presidente, che ora io mi possa appellare
solo a lei, il rispetto del Regolamento.
Il provvedimento che lei oggi ha posto all'esame dell'Aula
contiene materie estranee.
Ho chiesto due ore di sospensione sia per quanto riguarda noi
l'esame degli emendamenti che sono stati messi a disposizione
cinque minuti fa e soprattutto per consentire a questa Presidenza
di debuttare nel rispetto delle regole. Se questa Presidenza non
intende debuttare nel rispetto delle regole si assumerà la sua
responsabilità, noi ci comporteremo di conseguenza nel rispetto
ovviamente di quelle che sono le nostre prerogative di
parlamentari.
Quindi, ribadisco, signor Presidente, l'invito a sospendere i
lavori per due ore e consentirci di poter fare gli approfondimenti
del caso e trovare eventualmente una quadra su quelli che sono
comunque i provvedimenti estranei alla materia.
PRESIDENTE. Allora noi dobbiamo partire dal presupposto che qui
non c'è nessuno che vuole fare qualcosa di diverso rispetto alle
regole. Le regole vanno coniugate però anche alla democrazia.
Nessuno ad oggi, ad ora, ha mai formalizzato quella che è la sua
richiesta che sta mettendo lei, che oggi ha detto al microfono. Se
lei la volesse formalizzare noi eventualmente nel rispetto di
quest'Aula, perché noi dobbiamo sempre ricordarci che l'Aula è
sovrana rispetto alle decisioni, quindi se lei vuole formalizzare
una richiesta è nelle sue prerogative e può farlo benissimo, e
allora noi nel momento in cui riceveremo questa sua formalizzazione
rispetto alla sua richiesta, metteremo ai voti quella che è la
sua...
DE LUCA CATENO. L'ho fatta la richiesta.
PRESIDENTE. Benissimo.
E, allora, chiedo all'Aula se c'è...
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, abbiamo ascoltato con molta
attenzione l'intervento dell'onorevole De Luca.
Ci chiediamo con un richiamo al Regolamento se è da intendersi una
richiesta ai sensi dell'articolo 101, in particolare dell'articolo
101, comma 2, che prevede che una volta che è iniziata la
discussione generale almeno sei deputati possano richiedere o la
questione sospensiva o il rinvio della trattazione. Quindi, se è
questa, chiediamo che venga messa ai voti. Però è chiaro che la
deve formalizzare l'onorevole De Luca soprattutto se si tratta di
una questione sospensiva o di una questione di rinvio della
trattazione.
PRESIDENTE. Ringrazio per la precisione l'onorevole Barbagallo.
Quando io ho parlato di formalizzarla era rispetto a questa
richiesta formalizzata da sei deputati.
Quindi, onorevole De Luca, siccome il tempo ce l'ha lo dovete
farla per iscritto.
Quando lei la farà arrivare qui sopra noi la metteremo
assolutamente ai voti.
Se lei mi parla di Regolamento, il Regolamento prevede questo.
Il regolamento non può funzionare una volta in un verso una volta
in un altro verso, o c'è una volta o non c'è mai, o c'è sempre o
non c'è mai.
Seguito della discussione del disegno di legge Variazioni al
Bilancio di previsione della Regione siciliana per il triennio
2022/2024 (n. 100/A)
PRESIDENTE. Nel frattempo che aspettiamo l'eventuale richiesta,
passiamo all'esame degli articoli.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
Art. 1.
Autorizzazioni di spesa
1. Al fine di contrastare gli effetti derivanti dall' emergenza
bollette e di garantire la continuità dei servizi erogati dagli
enti locali, l'Assessorato regionale delle autonomie locali è
autorizzato a concedere, per l'esercizio finanziario 2022, un
contributo pari a 48.000 migliaia di euro in favore dei comuni, da
ripartire in base alla popolazione (Missione 18, Programma l) e, un
contributo pari a 4 milioni di euro in favore dei liberi consorzi e
delle città metropolitane da ripartire, per il 40%, in base alla
popolazione e, per il 60%, in base al numero delle classi
scolastiche (Missione 18, Programma 1). A quota parte degli oneri
di cui al presente comma, per l'importo di euro 2.819.960,31, si
provvede mediante riduzione della Missione l, Programma 10,
capitolo 108001 e, per l'importo di 30.000 migliaia di euro,
mediante utilizzo delle maggiori entrate del Titolo 1, Tipologia
101, capitolo 1218.
2. Limitatamente alle risorse finanziarie di cui al comma 1 gli
enti locali, per l'esercizio finanziario 2022, possono procedere
all'approvazione di variazioni al bilancio di previsione
finanziario fino al 31 dicembre 2022, in deroga al termine di cui
al comma 3 dell'articolo 175 del decreto legislativo 18 agosto
2000, n. 267 e successive modificazioni.
3. La quota per l'anno 2022 dell'autorizzazione di spesa per le
finalità di cui al comma 4 dell'articolo 15 della legge regionale
14 maggio 2009, n. 6 e successive modificazioni, è incrementata
dell'importo di 29.000 migliaia di euro (Missione 1, Programma 11,
capitolo 511603). Agli oneri di cui al presente comma si provvede
mediante riduzione della Missione 20, Programma 3, capitolo 613950.
4. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 13, comma 102,
della legge regionale 10 agosto 2022, n. 16 è ridotta dell'importo
di euro 2.503.286,50 (Missione 16, Programma 1, capitolo 144146).
5. Le autorizzazioni di spesa di cui all'Allegato l dell'articolo
17, commi 1 e 2, della legge regionale 25 maggio 2022, n. 13, per
le finalità di cui alle sottoelencate leggi regionali, sono variate
per l'esercizio finanziario 2022 degli importi a fianco di ciascuna
indicati, cui si fa fronte, per gli oneri di cui alla Missione 16,
Programma 1, capitolo 146518, con parte della riduzione operata al
comma 4 e, per gli oneri di cui alla Missione 9, Programma 5,
Capitolo 550801, mediante riduzione di pari importo dello
stanziamento di cui alla Missione 1, Programma 8, capitolo 215702.
Norma di M P T A R Capi Denominazione Variaz
riferimen is ro it mm ub tolo ione
to si gr ol in ri 2022
on am o is ca
e ma tr
az
io
ne
Parte A
L.R. 1 1 1 1 2 1465 SPESE PER LA +303.2
14/1968, 6 0 18 CONDUZIONE, IVI 86,50
art. 12 COMPRESI I
CANONI DEI
TERRENI DEI
VIVAI DI VITI
AMERICANE E DI
PIANTE
FRUTTIFERE
Parte B
L.R. 1 1 1 4 2 2125 SPESE PER +
9/2013, 1 33 L'ACQUISIZIONE 293.997
art. 21 DEI SERVIZI RESI ,92
IN REGIME DI
CONVENZIONE
DALLA SOCIETA'
SERVIZI
AUSILIARI
SICILIA S. C.
p. A
L.R. 1 1 1 4 2 2165 FINANZIAMENTO + 294
3/2016, 1 29 DEL CONTRATTO DI .010,17
art. 61 SERVIZIO
AGGIUNTIVO PER
L'AFFIDAMENTO
ALLA SOCIETA'
SERVIZI
AUSILIARI
SICILIA S.C.PA
DELLE ATTIVITA'
DI
VALORJZZAZIONE
DEL PATRIMONIO
IMMOBILIARE
DELLA REGIONE
SICILIANA.
NONCHE' PER IL
FINANZIAMENTO
DEI CONTRATTI DI
SERVIZIO DI
SUPPORTO
AMMINISTRATIVO
ED
ORGANIZZATIVO.
ASSISTENZA
TECNICA E/O
CERTIFICAZIONE A
VALERE SU FONDI
O RISORSE
REGIONALI,
NAZIONALI ED
EUROPEI,
PROMOZIONE DI
NUOVE IMPRESE E
SVILUPPO DI
QUELLE
ESISTENTI,
PROMOZIONE DELLA
RICERCA
SCIENTIFICA E
DELL'INNOVAZIONE
PER FAVORIRE LO
SVILUPPO E LA
CRESCITA DEL
SISTEMA
PRODUTTIVO
REGIONALE
L.R. 9 5 2 1 4 5508 CONTRIBUTI DA +120.0
6/2001, 0 01 CONCEDERE A 00,00
art. 102 TERMINI DEGLI
ARTT. 3, 4 E 5
DELLA LEGGE 25
LUGLIO 1952,
N.991. (EX CAP.
56903)
6. L'autorizzazione di spesa di cui alla Tabella 1 dell'articolo
17, comma 3, della legge regionale n. 13 del 2022, per le finalità
di cui alla sotto indicata legge regionale, è variata per
l'esercizio finanziario 2022 dell'importo a fianco alla stessa
indicato, cui si fa fronte con riduzione di pari importo della
Missione 8, Programma l, capitolo 446514:
Norm M P T A R Capi Denominazione Varia
a di is ro it mm ub tolo zione
riferi si gr ol in ri 2022
mento on am o is ca
e ma tr
az
io
ne
L.R. 8 1 1 1 3 4473 CONTRIBUTI IN +47.5
9/2021 2 06 FAVORE DEG LI 00,00
, art. ENTI LOCALI
70 DESTINATO ALLE
SPESE PER LA
REDAZIONE,
REVISIONE E
RIELABORAZIONE
DEGLI STRUMENTI
TERRITORIALI E
URB ANISTICI DI
GOVERNO DEI.
TERRITORJO, DEI
PIANI ATTUATIVI
NONCHÉ PER GLI
STUDI DI SETTORE
DI CUI ALL'ART
26 DELLA LEGGE
REGIONALE 13
AGOSTO 2020, N.
19.
7. Per le finalità dei commi 2 e 8 dell'articolo 47 della legge
regionale 7 maggio 2015, n. 9 e successive modificazioni è
autorizzata per l'esercizio finanziario 2022 l'ulteriore spesa di
1.000 migliaia di euro (Missione 16, Programma l, capitolo 156604),
cui si fa fronte con parte della riduzione operata al comma 4.
8. All'articolo 13 della legge regionale n. 16 del 2022, è
aggiunto il seguente comma 102 bis:
102 bis. È altresì autorizzata la spesa di euro 1.000.000,00 per
il perseguimento delle finalità previste dall'art. 126 della legge
23 dicembre 2000, n. 32 (Missione 16, Programma l, capitolo
142519), nonché la spesa di euro 200.000,00 (Missione 16, programma
1) per l'effettuazione di studi finalizzati alla riduzione del
consumo idrico in agricoltura. . Agli oneri discendenti dal
presente comma si fa fronte con parte della riduzione operata al
comma 4.
9. Per le finalità di cui al comma 19 dell'articolo 13 della legge
regionale n. 16/2022, è autorizzata per l'esercizio finanziario
2022, l'ulteriore spesa di 70 migliaia di euro (Missione l,
Programma 11, capitolo 216529). Ai relativi oneri si provvede
mediante riduzione di pari importo, per l'esercizio finanziario
medesimo, dell'autorizzazione di spesa di cui al comma 70
dell'articolo 13 della legge regionale n. 13/ 2022 (Missione 16,
Programma 1, capitolo 143336).
Dal momento che state formalizzando, stiamo lavorando.
Allora la aspettiamo, onorevole Lombardo, e questo è un ulteriore
segnale di collaborazione. Aspettiamo la vostra richiesta.
Prima di mettere in votazione la richiesta di sospensiva che ci è
pervenuta dall'onorevole De Luca, c'è qualcuno che vuole prendere
la parola contro?
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, grazie per avermi dato la parola,
onorevoli colleghi, Governo, con tutto il rispetto per le tesi
dell'onorevole De Luca, credo che questa richiesta di sospensiva
dopo che si è già esaurito il dibattito sulle linee generali della
manovra e, quindi, la discussione generale, sia assolutamente
defaticante e fuorviante allo stesso tempo; anche se verrà o se è
già stata formalizzata la richiesta io credo che vada fermamente
respinta e che si proceda celermente nell'esame dell'elaborato,
evidentemente entrando nel merito approvando o rigettando, come è
giusto che sia, i vari emendamenti, ma una sospensione di due ore
al termine di presentazione degli emendamenti già abbondantemente
scaduti, scaduti ieri sera, dopo che il testo è stato per dieci ore
e mi risulta da tutti i Gruppi parlamentari attenzionato ed
emendato anche in maniera profonda con l'atteggiamento del Governo
che mi si dice durante i lavori assolutamente collaborativo, credo
che ulteriormente cercare di ritardare l'approvazione di questa
manovra sia una manovra, mi si permette, tra virgolette
assolutamente ostruzionistica che deve essere respinta all'inizio
della seduta per procedere celermente ma con la necessaria e dovuta
attenzione come merita un testo che si occupa di bilancio dai
singoli componenti dell'Assemblea, dai vari Gruppi, che prenderanno
liberamente le loro decisioni in merito agli articolati. Se,
eventualmente, c'è qualche argomento che si riterrà inammissibile
lo si potrà fare valere, o qualche comma, o qualche emendamento, lo
si potrà fare valere con le dovute evidenziazioni e con gli
interventi di ciascuno e dei Capigruppo in particolare, e la
Commissione Bilancio' e l'Assessorato al bilancio faranno le loro
osservazioni. Ma io chiedo che si voti assolutamente contro questa
richiesta di sospensione e si possa procedere alla discussione e
approvazione del testo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, al di là della...
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, parla a favore o contro?
CRACOLICI. No, lo dico perché capisco che l'obiezione e la
questione posta, diciamo, abbia un contenuto politico e quindi non
mi dilungherò troppo. Però, siccome in Commissione abbiamo provato
a far comprendere, già in quella sede, al Governo che la variazione
di bilancio ha dei contenuti, tra l'altro sottoposti anche dalla
nota di lettura che gli Uffici hanno fatto sulla variazione stessa,
indicando le disposizioni che vietano, sia in questa manovra
interventi che istituiscono nuova spesa, sia materia estranea
all'attività della variazione stessa. E noi abbiamo avuto, già in
Commissione il Governo alcune norme le ha stralciate: i debiti
fuori il bilancio, gli impegni pluriennali per il 2023 e 2024. Ora,
però, sono rimaste alcune note, alcuni termini e alcune questioni
che nulla hanno a che vedere con la nota di variazione.
Allora suggerirei, Presidente, che lei - nella qualità di
Presidente - per la materia estranea espunga dal testo le questioni
che nulla hanno a che vedere con il decreto legislativo 118, che
fissa i paletti per le variazioni di bilancio, e questo ci
consentirebbe di superare la ragione stessa dell'obiezione che è
stata posta, perché non credo che il tema sia due ore o tre ore o
un'ora; il tema è sostanziale, cioè in questa nota di variazione
sono entrate materie che nulla hanno a che vedere con la variazione
di bilancio.
Essendo all'inizio della legislatura, sarebbe cosa buona e giusta
che si stabilisca una regola che valga oggi, ma varrà per il
percorso d'Aula nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Ecco
perché, dichiarandomi a favore della sospensiva, propongo che la
Presidenza superi il problema assumendo su di sé anche il compito
di espungere le norme che nulla hanno a che vedere con la
variazione di bilancio.
BARBAGALLO. Va bene, toglietele e risolviamo tutto.
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. C'è il Governo che chiede di parlare. Assessore
Falcone, ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Grazie Presidente, soltanto per
spiegare all'Aula che già ieri abbiamo chiarito - magari
l'onorevole Cateno De Luca non era presente - i vari punti
dell'articolato che è stato, sotto diversi profili, condiviso in
Commissione Bilancio'. Abbiamo spiegato che molti contributi che
sono arrivati, sia dalla maggioranza che dalla minoranza, sono
stati accolti e sono diventati materia dell'articolato che oggi
dobbiamo discutere e approvare.
È chiaro che se nel corso, poi, del dibattito, della discussione,
della verifica dell'articolato, ci si accorgesse che c'è qualche
parte di materia estranea, il Governo certamente non farà le
barricate, certamente il Governo verrà incontro a quella che è la
volontà dell'Aula.
Però voglio dire e voglio rasserenare, a iniziare dall'onorevole
Cateno De Luca, ma tutti i colleghi, che ad avviso del Governo
possiamo andare benissimo avanti, perché l'articolato è addirittura
più asciutto rispetto a quello depositato in Commissione. Poi c'è
qualche nuova norma che è stata apprezzata, su cui siamo
disponibili a discutere.
PRESIDENTE. Rispetto alle dichiarazioni del Governo, chiedo
all'onorevole De Luca se la richiesta di sospensiva è mantenuta o
meno.
DE LUCA CATENO. Sì.
PRESIDENTE. Abbiamo visto però che c'è un impegno, da parte del
Governo, a rivedere quelle che possono essere alcune questioni.
La cosa che possiamo dire, intanto, è di mettere in votazione la
richiesta di sospensiva.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Potremmo metterla in votazione. E' indispensabile Va
bene. Ne ha facoltà.
Onorevole Figuccia, a favore o contro?
FIGUCCIA. Presidente, contro la richiesta dell'onorevole Cateno De
Luca al quale vorrei ricordare come in realtà la manovra, di fatto,
sia abbastanza lineare, semplice, non mi sembra che ci siano questi
riferimenti particolari.
Vedo fra l'altro l'intervento sulla rata che passa a 59 milioni,
c'è l'intervento sul caro energia che consentirà la copertura
fondamentalmente - se volessimo utilizzare un parametro - di dieci
euro a cittadino. Ai comuni vanno 48 milioni, altri 4 milioni vanno
ai liberi consorzi. Questo servirà fondamentalmente a coprire le
spese legate a scuole, strade, illuminazione. L'ultimo intervento
poi è quello legato alle istanze della Corte dei conti che chiede
di coprire il buco di 250 milioni.
Quindi, Presidente, non ravvisiamo, le ragioni per questa
sospensiva e chiedo al collega se potesse considerare opportuno di
ritirare la richiesta.
SPADA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. A favore o contro rispetto alla
richiesta?
SPADA. Io ero a favore però le volevo consigliare di convocare una
Capigruppo, considerato che il tema è delicato e su cui, secondo
me, l'Aula non si può, prima dell'inizio della votazione, dividere
soprattutto sulla procedura e sul metodo da utilizzare.
La invito, Presidente, a convocare una Capigruppo per discutere,
ritornare in Aula e iniziare i lavori con più serenità.
PACE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Con l'onorevole Pace terminiamo gli
interventi rispetto alla sospensiva.
PACE. Presidente, onorevoli colleghi, ho avuto il piacere di
partecipare per sostituire l'onorevole Abbate ai lavori della
Commissione Bilancio' e abbiamo potuto apprezzare non soltanto la
bontà del provvedimento ma soprattutto un lavoro - seppure in
posizioni diversificate - con l'opposizione, sia con gli amici del
PD, con gli amici del Movimento Cinque Stelle ma anche con i
rappresentanti del Gruppo di De Luca e alla fine siamo usciti dalla
Commissione Bilancio' in una maratona durata forse 9 ore, ma siamo
usciti con un'unità di intenti soprattutto sul metodo e sul merito.
C'è stato uno sforzo nel Governo, su richiesta anche dei
componenti dell'opposizione, di trovare delle risorse aggiuntive
per i comuni - lo diceva il collega Figuccia - e sono stati trovati
altri 30 milioni, circa 28 milioni che vanno a garantire i comuni,
ed erauna delle richieste che proveniva durante le dichiarazioni
programmatiche dai banchi sia di maggioranza che di opposizione.
Pur rispettando la richiesta del collega, onorevole DeLuca, di una
richiesta di sospensiva non la condividiamo ma non come presa di
posizione del Gruppo di maggioranza, riteniamo che il lavoro fatto
precedentemente e che ha impegnato i Gruppi parlamentari, che ha
impegnato la Commissione Bilancio'- e sottolineo la Commissione
Bilancio' nella sua interezza - ci sta portando oggi in Aula a
poter dibattere e probabilmente approvare un atto importante che va
a favore del nostro territorio.
Voglio ricordare che nel provvedimento ci sono oltre che
interventi per i comuni finalmente interventi per l'agricoltura,
interventi che vanno a salvaguardare gli interessi dei nostri
concittadini siciliani, quindi, come Capogruppo della Democrazia
Cristiana, non posso fare altro che chiedere al collega De Luca di
ritirare la proposta e se eventualmente decidesse di non ritirarla
chiaramente voteremo conto.
PRESIDENTE. Grazie. Allora poniamo in votazione la richiesta
dell'onorevole Cateno De Luca, si vota per alzata e seduta. Non si
può prendere la parola per questo argomento per più di due persone
che siano a favore e che siano contro, quindi ho chiesto
all'onorevole Cateno De Luca di ritirarlo e ha detto di no.
Mettiamola in votazione. Chi vuole votare a favore della
sospensiva si alzi; chi invece non vuole resti seduto.
BARBAGALLO. Presidente, lei ci vede benissimo, ma ci vuole il
segretario d'Aula per verificare i voti.
PRESIDENTE. Invito un segretario d'Aula a salire sul palco.
Onorevole Barbagallo, ne possiamo chiamare anche due segretari però
se si gira. Dicevo se vuole ne chiamo due
CRACOLICI. Mi devo alzare o no?
PRESIDENTE. No, no, va bene.
(Non è approvata)
(Proteste in Aula)
CAMPO. Non abbiamo votato
PRESIDENTE. Abbiamo votato per alzata e seduta.
(Proteste in Aula)
PRESIDENTE. Se non ci sentite, abbiamo detto chi vota...
Ma abbiamo già votato.
(Proteste in Aula)
PRESIDENTE. Ascoltate, abbiamo già votato, onorevole De Luca.
CRACOLICI. Io starò in piedi per tutta la seduta
PRESIDENTE. Va bene, contiamoli allora. Vogliamo andare alla
conta? Contiamoli. Chi vuole il soppressivo si alzi; chi non vuole
votare rimanga seduto.
(Non è approvato)
Intanto, votiamo il passaggio all'esame degli articoli.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 1.
Già anticipo al collega Spada che aveva fatto richiesta di una
Conferenza dei Capigruppo - onorevole Spada, le sto rispondendo
rispetto alla sua richiesta - noi andremo avanti intanto con
l'articolo 1; appena finiremo l'articolo 1, faremo una Conferenza
dei Capigruppo motivo per il quale se c'è qualcuno che volesse
intervenire, diversamente possiamo già chiedere all'onorevole
Catanzaro se mantiene l'emendamento 1.3 soppressivo.
Onorevole Catanzaro lo ritira?
(L'onorevole De Luca Cateno, dal podio, mostra uno striscione)
PRESIDENTE. Va bene, grazie onorevole De Luca, non stiamo dando un
grandissimo esempio Va bene. Detto questo, le regole, onorevole De
Luca, sono state rispettate. Abbiamo messo in votazione la
sospensiva che lei aveva chiesto, l'Assemblea ha respinto la sua
richiesta. Noi dobbiamo andare avanti nel rispetto degli interessi
della Sicilia e dei siciliani, quando lei vorrà chiedere parola lo
potrà chiedere e le sarà data, ai sensi sempre del Regolamento.
Onorevole Catanzaro, lei mantiene l'emendamento o no? S'intende
ritirato? lo ha ritirato? Lo ha ritirato o no? Lo avete ritirato?
L'emendamento 1.3 è ritirato? Benissimo.
(Proteste da parte dell'onorevole De Luca Cateno)
PRESIDENTE. Onorevole De Luca lei non sta avendo un atteggiamento
responsabile Non sta avendo un atteggiamento responsabile Invito
i deputati Questori a ristabilire l'ordine in Aula.
(Reiterate proteste da parte dell'onorevole De Luca Cateno)
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, lei ci costringe a sospendere
l'Aula per cinque minuti. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 12.46, è ripresa alle ore 12.53)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Chiedo all'onorevole Di Paola se l'emendamento 1.40 è
mantenuto o è ritirato.
(L'onorevole De Luca Cateno, nonostante non gli sia stata data
facoltà di parlare, interviene dal podio)
L'onorevole Di Paola non è presente in Aula. E' ritirato.
Allora, invito all'ordine per il funzionamento dell'Aula.
Onorevole De Luca, siamo stati finora molto comprensivi nei suoi
confronti rispetto anche alle sue richieste. Chiedo ai deputati
Questori di intervenire per il funzionamento dell'Aula. Quindi,
sono costretto a fare qualcosa che non mi piace. Chiedo ai deputati
Questori di intervenire.
(Proteste in Aula)
PRESIDENTE. Chiedo ai deputati Questori di intervenire per
ripristinare l'ordine in Aula; quindi, invito l'onorevole De Luca
Cateno ad uscire dall'Aula.
(Proteste da parte dell'onorevole De Luca Cateno)
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, in qualità di Questore, la
invito ad intervenire e far sì che possiamo ritornare all'ordine.
E' una vergogna quello che sta accadendo in questo momento
(Reiterate proteste da parte dell'onorevole De Luca Cateno)
PRESIDENTE. Allora, onorevole De Luca intanto la richiamo
all'ordine ed invito gli onorevoli Figuccia, Lombardo e Dipasquale
a ripristinare l'ordine in Aula. Prego, onorevole Figuccia.
(Reiterate proteste da parte dell'onorevole De Luca Cateno)
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, sono mortificato per lei, per
l'atteggiamento che sta avendo nei confronti dei siciliani, sono
veramente amareggiato Chiedo però ai deputati Questori di
intervenire perché l'Aula non può essere ostaggio di un deputato
Qui ci sono altri 69 deputati che hanno intenzioni differenti,
quindi non c'è motivo di sospendere, c'è è motivo di fare uscire
l'onorevole De Luca Cateno dall'Aula
(Proteste da parte dell'onorevole De Luca Cateno)
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, la invito gentilmente a ritornare
al posto Sono costretto a farla uscire dall'Aula
(Reiterate proteste da parte dell'onorevole De Luca Cateno)
PRESIDENTE. Onorevole, la prego, nel momento in cui lei vorrà
avere chiarimenti li avrà; non è questo è il modo Lei parla di
Regolamento e di regole, non sta rispettando né il Regolamento né
le regole La prego di avere un atteggiamento responsabile e
corretto Il suo alzare la voce e mettere in difficoltà dieci
persone è deplorevole La preghiamo di ritornare al suo posto,
diversamente dovremo necessariamente farla uscire dall'Aula. Sta
avendo un atteggiamento veramente imbarazzante
Onorevole De Luca Cateno, le dico una cosa, lei sta mettendo in
difficoltà un'intera Aula, coprendo di ridicolo quest'Assemblea. E'
stato richiamato all'ordine due volte. Ha richiamato il Regolamento
sempre, lo ha richiamato solo a sua convenienza Lei non sta
rispettando il Regolamento né tanto meno l'Aula, la prego di uscire
dall'Aula. Grazie.
Chiedo ai deputati Questori di intervenire. Grazie.
Nel rispetto dei siciliani sono costretto a sospendere la seduta
per la dimostrazione vergognosa che noi stiamo dando alla Sicilia e
ai siciliani. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 12.59, è ripresa alle ore 13.13)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Invito i deputati a prendere posto.
Invito l'onorevole De Luca a prendere il suo posto, così da
passare all'articolo 1 e metterlo in votazione.
Il Governo è presente in Aula.
Si passa all'emendamento 1.3. Onorevole Catanzaro, io avevo
chiesto se l'avesse ritirato, l'emendamento 1.40 è stato ritirato.
Lei ha subito quello dopo, l'emendamento 1.45, onorevole De Luca.
DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA CATENO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, è
ovvio che la mia presa di posizione continua anche perché non
abbiamo capito il contenuto dell'articolo 4 perché è inserito in
questo testo e rispetto all'articolo 1...
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, può prendere parola
sull'emendamento 1.40, deve essere attinente.
DE LUCA CATENO. Presidente, lo so, io il mio lavoro lo so fare.
PRESIDENTE. Lo so che lo sa fare meglio di chiunque altro.
DE LUCA CATENO. La correlazione se permette dei vari articoli
gliela faccio io, Presidente
PRESIDENTE. Lei deve parlare sul soppressivo.
DE LUCA CATENO. Presidente, lei si faccia il suo che io mi faccio
il mio
PRESIDENTE. Benissimo
DE LUCA CATENO. Quindi, la correlazione di un testo se permette la
faccio per poi arrivare a parlare dell'articolo 1, quindi, la prego
non mi interrompa perché non sto andando fuori tema perché è
esattamente veda, così le rispondo subito ed ecco perché è stato
incauto il suo intervento, vede l'articolo 4 in relazione a quello
che è l'articolo 1 che è il cuore del testo perché è questo
intendevo dire, signor Presidente, che è il cuore dell'intervento
proposto dal Governo e cioè fare con urgenza una variazione di
bilancio perché bisogna dare dei soldi ai comuni per il caro
energia.
Questo rispetto a ciò che è stato inserito complessivamente
abbiamo detto che sull'articolo 1 noi siamo favorevoli nonostante
siamo fuori dai termini della variazione di bilancio, se siamo
fuori del 30 novembre non per colpa nostra, non siamo stati noi a
chiedere a Musumeci di dimettersi in anticipo, non siamo stati noi
a chiedere le elezioni anticipate.
Se la formazione del nuovo Governo si è strutturata in modo tale
da arrivare in una fase che è oltre i limiti previsti dalle norme
contabili obiettivamente non è un problema nostro, è un problema
della vostra maggioranza e, quindi, oggi non si può pensare che
rispetto a un tema delicato che non affronta neanche quello che
sarà il problema del regime di salvaguardia nel quale non abbiamo
sentito parlare, sono uscite già le gare per appaltare per quanto
riguarda la fornitura di energia, quelli che sono i cosiddetti
cattivi pagatori, in Sicilia purtroppo oltre il 70 per cento dei
comuni rientrerà in questo. Nessuno oggi sta affrontando un tema
che è esattamente correlato all'articolo 1 ma che si approccia in
modo diverso. Ci sarà un aumento del 1050 per cento della bolletta
energetica da gennaio in poi per quelli che sono i comuni in regime
di salvaguardia.
E allora la questione, ovviamente, riguarda non soltanto come
mettere una pezza ad una situazione di bilancio sulla quale
naturalmente abbiamo già detto che siamo favorevoli, abbiamo anche
detto rispetto a questo se c'è una questione riguardante l'uso che
ne è stato fatto distorto delle risorse dei fondi ordinari della
sanità che sono stati utilizzati per pagare delle rate di mutuo, di
quelli che sono stati un piano di rientro e questo è un tema che
purtroppo non riguarda noi, riguarda voi, riguarda questa
maggioranza, che è la continuità del Governo precedente.
E allora, anche qui abbiamo detto se è necessario farlo ora
facciamolo e, rispetto a queste due norme poi noi ci siamo fermati
perché abbiamo detto che tutto ciò che oggi mette in una questione
di approfittamento di ciò che sono la norma in modo particolare
dell'articolo 1 perché è ovvio che non accetterò da ex sindaco che
si possa essere poi lo sciacallo politico di turno, che poi sui
giornali, con i comunicati stampa, dirà che il Gruppo Sud Chiama
Nord è contro i comuni. No, noi diremo che sciacallo è chi fa
questo ed è sciacallo chi collega norme che non c'entrano niente
con la variazione di bilancio, approfittando di uno stato di
bisogno.
In Commissione Bilancio c'è stato anche il nostro deputato,
Sciotto, che in questo contesto aveva anche chiesto al Governo di
fare un provvedimento urgente per Milazzo, Barcellona, per i comuni
della zona di tirrenica che la settimana scorsa sono stati invasi
dal fango. Era stato anche formulato un emendamento in tal senso ed
ecco che, poi, arriviamo alle questioni. Mi chiedo: ma perché noi,
questo Parlamento, dobbiamo accettare un provvedimento che,
complessivamente, ha un articolato che non c'entra nulla con quelle
che sono le variazioni di bilancio e, poi, approfittare di alcune
emergenze - sulle quali noi abbiamo sempre detto che siamo
favorevoli - e quindi non stralciare ciò che è indifferibile ed
urgente rispetto a provvedimenti che sono estranei alla materia.
E allora, Presidente, le riformulo l'invito, qullo di prendere
questo provvedimento, stralciare le norme che sono estranee al
testo. È una sua prerogativa, è stato fatto sempre in quest'Aula,
perché quella è la cornice nella quale noi ci muoviamo.
PRESIDENTE. All'interno dell'articolo 1 c'è qualcosa che lei
ritiene che non sia attinente al testo?
DE LUCA CATENO. Le sto dicendo che ...
PRESIDENTE. No, è una domanda semplice.
DE LUCA CATENO. Guardi, sull'articolo 1 io sono stato già chiaro.
PRESIDENTE. Siccome lei ha detto che è favorevole.
DE LUCA CATENO. Ho già detto che siamo disponibili ad aiutare i
comuni. Questo l'ho già detto.
PRESIDENTE. Benissimo, ok.
DE LUCA CATENO. Allora, il concetto è questo: c'è la volontà - lo
sto chiedendo a lei, Presidente, perché lei ha interloquito col
Governo, noi non sappiamo se avete discusso o non avete discusso -
c'è la volontà del Governo di togliere le norme all'articolo 4 che
sono estranee al testo? Si o no? Questa è la domanda. E desideriamo
una risposta.
PRESIDENTE. Benissimo. Grazie, onorevole De Luca.
DE LUCA CATENO. Noi, in base alla risposta che ci darà il Governo,
ci comporteremo di conseguenza. Possiamo avere una risposta,
Presidente?
PRESIDENTE. Assolutamente sì. Inviterò il Governo, al momento
opportuno, di fornire una risposta rispetto a quelle che sono le
richieste dell'onorevole De Luca.
Per quanto riguarda l'emendamento 1.45, immagino che sia ritirato
o no?
DE LUCA CATENO. Noi ritiriamo tutti i nostri emendamenti se il
Governo ...
FALCONE, assessore per l'economia. Lo abbiamo detto.
DE LUCA CATENO. Noi non abbiamo capito a cosa fa riferimento.
PRESIDENTE. A me non sembra che l'onorevole De Luca sta facendo
una richiesta, secondo la quale lui sarebbe ben disposto a ritirare
a tutti gli emendamenti e ad accelerare. Onorevole De Luca, allora,
facciamo la seguente, per darci un ordine rispetto ai lavori. Visto
e considerato che lei ha detto che sull'articolo 1 non c'è nulla di
estraneo rispetto quelle che sono le sue idee di estraneità di temi
al testo, noi approviamo l'articolo 1, ci fermiamo mezz'ora ed
eventualmente lei sottolineerà al Governo quali sono le sue
perplessità rispetto all'articolo 4.
Intanto mettiamo in votazione l'emendamento 1.45, che è ha a sua
firma onorevole De Luca, si intende ritirato o no?
DE LUCA CATENO. Che cos'è?
PRESIDENTE. Lo ha presentato lei. È un soppressivo.
DE LUCA CATENO. È un soppressivo di cosa?
CRACOLICI. Di tutto l'articolo
PRESIDENTE. L'1.45 è un soppressivo di tutto l'articolo 1. Abbiamo
detto di votare il primo.
CATANZARO. Presidente, non funziona in questo modo Chiedo di
parlare. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, prego. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Grazie, Presidente. Per carità, è da un'ora e mezza che
noi assistiamo in Aula con concretezze che vengono poste al Governo
e che sono delle cose che - per carità - al di là dei metodi e dei
modi che non appartengono, non sono condivisi, ognuno può fare ciò
che vuole, però sono argomenti che vengono trattati nella
variazione di bilancio.
Ritengo che intanto lei stia proseguendo sull'articolo 1, come se
fosse approvato, ma ci sono tutta a una serie di emendamenti che si
devono approvare.
PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, stiamo chiamando gli emendamenti
uno ad uno, non ho fatto nulla di diverso.
CATANZARO. Dopodiché, ci sono delle argomentazioni che vengono
presentate nella variazione di bilancio e ieri noi lo abbiamo anche
detto in discussione generale con l'Assessore Falcone che - dal mio
punto di vista nella celerità di un'approvazione della variazione
di bilancio - non sono argomenti da trattare in questo momento e in
questo minuto.
Se ci sono argomenti come quello del revisore dei conti o
argomenti che riguardano i comuni e devo dire che e questo Governo
ha detto che siamo pronti insieme a portare avanti una riforma
sulle e province - quindi sugli enti locali - non comprendo, non
capisco le Commissioni di merito che cosa ci stanno a fare su
argomenti di fondamentale importanza che riguardano gli enti locali
e non capisco perché debbano essere trattati qua? Secondo me,
signor Presidente, stiamo perdendo tempo
Dovete capire voi, come Governo, quello che volete fornire
all'Aula perché lo abbiamo disquisito e ci sono molte cose che
sicuramente sono superflue da affrontare in una variazione di
bilancio.
Non può essere una piccola finanziaria.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.45.
LOMBARDO GIUSEPPE. Chiedo la votazione per scrutinio nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 1.45
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento soppressivo 1.45.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti . 62
Votanti 37
Maggioranza 19
Favorevoli 5
Contrari 32
Astenuti 0
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.4 che riguarda la soppressione
del comma 1.
CRACOLICI. Dichiaro di ritiralo.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, lo mantiene?
DE LUCA CATENO. Lo faccio mio.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.23, a firma dell'onorevole
De Luca è uguale.
DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. L'onorevole Antonino De Luca aveva chiesto prima la
parola, onorevole Cateno De Luca.
DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente, semplicemente per fare
chiarezza anche con i colleghi dell'opposizione.
Se diciamo che l'articolo 1 è per dare le risorse ai comuni e lo
vogliamo sostenere, non ha senso poi votare per la sua
soppressione.
Quindi, procediamo con i ritiri e non chiamiamo votazioni per
appello nominale su articoli su cui siamo d'accordo.
Dove c'è invece da dibattere ed intervenire, interveniamo
Colleghi, però, cerchiamo di darci un modus operandi perché se no,
se facciamo così in una variazione, non oso immaginare in che stato
faremo una finanziaria.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca Cateno, le ricordo che se vuole
prendere la parola, ai sensi dell'articolo 103, può prenderla
soltanto una volta. E' soltanto per ricordarlo. Può farlo solo una
volta su tutti gli emendamenti all'articolo 1, ai sensi
dell'articolo 103 - a meno che non abbiamo regolamenti differenti.
DE LUCA CATENO. Non si può intervenire sugli emendamenti?
PRESIDENTE. Una volta, però se vuole...
DE LUCA CATENO. Su tutto l'articolato?
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo, sull'articolo 1, gli
emendamenti dell'articolo. 1.
DE LUCA CATENO. Quindi, su tutti gli emendamenti all'articolo 1.
PRESIDENTE. L'articolo 103 dice questo.
DE LUCA CATENO. Ho capito. Va bene, Presidente. Allora rinnovo il
mio invito sempre in relazione all'articolo 1 e prendo esattamente
alla lettera quello che ha detto il collega Antonio De Luca.
Per quello che è l'aspetto dell'articolo 1, noi siamo dell'idea e
l'abbiamo anche sostenuto in Commissione Bilancio abbiamo anche
sostenuto l'aumento delle risorse da destinare per quanto riguarda
il caro bollette e lo abbiamo fatto nella convinzione che pur
essendo fuori ogni termine massimo i Comuni hanno la necessità di
essere sostenuti.
Rispetto a questa presa di posizione è ovvio che l'articolo 1, ha
delle degli argomenti che non possono dal nostro punto di vista
essere sostenuti perché già basta guardare quelle che sono le
risorse destinate ed esattamente nell'articolo 1 e che cozzano
esattamente con quello che noi stiamo facendo, destinare
trecentomila euro per quanto riguarda il vivaio delle vite
americane, sostenere altre risorse trecentomila euro per società
per le quali non sappiamo cosa fare, dopodiché abbiamo anche
previsto sempre all'articolo 1, perché l'articolo 1 è fatto da nove
commi, da nove commi e allora è ovvio che nell'articolo 1 già con
questi nove commi ci ritroviamo con un comma, forse due, che
riguardano i comuni, gli altri commi riguardano materia
completamente estranea.
Certo non sappiamo anche che studi si devono rielaborare a
Natale, per quanto riguarda qui l'assetto idrico, mi pare che siamo
di fronte anche a una risorsa che servirà probabilmente per qualche
altra cosa e allora è ovvio che rispetto a questo ragionamento e
questo credo che sia opportuno che il Governo risponda ora non
capiamo perché il Governo non possa dirci in questo momento cosa
intende fare con l'articolato ed è ovvio che questo silenzio
imbarazzante, perché continua naturalmente sulla scia e con la
speranza che rispetto a quelle che sono le disponibilità
regolamentari ci si arrivi poi a un esaurimento delle nostre
disponibilità.
Se il Governo intende fare pulizia di questo provvedimento e
togliere tutto ciò che non c'entra nulla e quindi evitare che
rispetto all'articolo 1 di cui stiamo parlando ci si agganci con
materia estranea, allora Presidente rinnovo il mio invito, lo dica
ora, può dire anche che non gliene frega nulla delle osservazioni
dell'onorevole De Luca, tutto è legittimo, ne prenderò atto,
abbandono il podio, guardi e vi approvate tutto quello che
volete, però Presidente le sto ribadendo una richiesta, il Governo
dica ora cosa vuol fare così evitiamo semplicemente di mettere in
atto in ogni caso quelli che sono gli unici strumenti che ci
rimangono, io ne prenderò atto dopo di che plaudiamo al Governo
delle novità e basta e ognuno, come si suol dire, togliamo il
disturbo, è benvenuto a quello che è il nuovo corso di questo
Governo.
Però ribadisco, non capisco perché il Governo non debba dire ora
cosa intende fare con gli articoli riguardanti la materia estranea,
ripeto, è legittimo che approfittando dell'articolo uno di cui
stiamo parlando, legittimo dal loro punto di vista, il Governo
dica no, io sai devo dare a Sammartino un commissario a Catania,
faccio un esempio è qua di fronte, quindi devo aumentare i
commissari e io dico ma perché non glielo dobbiamo dare a Lombardo
un altro commissario, scusatemi facciamone dieci ma perché non ne
dobbiamo dare uno a Galvagno, facciamone dodici, se questa è la
logica di una variazione di bilancio dove ancora si ribadisce, si
inseriscono materie estranee e allora risparmieremo tempo
Presidente e salute per quanto mi riguarda, faccia rispondere il
Governo realmente su cosa intende fare ma realmente.
Dopo di che ognuno si faccia il suo.
PRESIDENTE. Intanto, onorevole De Luca, la ringrazio, le chiedo
però l'ultima cosa, l'emendamento 1.23 è mantenuto o è ritirato? E'
il soppressivo è sempre il suo, siccome lei è sempre preparatissimo
mi viene strano a doverle dire qualcosa.
L'emendamento1.23 è il soppressivo del comma 1, lo mantiene o lo
ritira?
DE LUCA CATENO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Perfetto, la ringraziamo. Facciamo anche l'invito,
intanto la invitiamo se vuole a riprendere il suo posto, se
volesse. Se vuole rimanere lì per me, magari vede meglio il
Governo, ecco e in tutti i casi durante la pausa pranzo, Onorevole
De Luca, potremmo pensare che lei possa segnalare quali sono le sue
perplessità sull'articolo 4 e il Governo, se sarà sensibile, magari
venirle incontro.
Intanto, passiamo all'emendamento 1.79 e invitiamo l'onorevole De
Luca Antonino a ritirarlo, in quanto probabilmente ci sarà stato
qualche errore perché si parla di una riduzione ai comuni.
DE LUCA ANTONINO. Sto preparando il subemendamento.
PRESIDENTE. Ah, sta preparando il subemendamento, quindi cosa non
l'ho sentito? E' ritirato, onorevole De Luca, immagino.
All'emendamento 1.79 ha chiesto una riduzione ai comuni, non penso
che sia questa la sua
DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente, è stato ripresentato
erroneamente con i numeri con cui era arrivato in bilancio,
precedentemente alla modifica quindi se mi dà un attimo,
semplicemente si deve sostituire 21 virgola 2 milioni, con 49
virgola 2 milioni e 2 milioni e alle province con 4 milioni alle
province se dà un attimo.
PRESIDENTE. Onorevole, a parte che siamo partiti da 20 milioni e
siamo arrivati a 48 quindi si sta parlando di
DE LUCA ANTONINO. Volevamo aggiungere semplicemente un altro 1
milione e 200 mila euro.
PRESIDENTE. Per riformularlo rispetto al milione di differenza?
DE LUCA ANTONINO. Sul tabellare, eliminando un'altra spesa che
riteniamo non necessaria.
PRESIDENTE. Guardi, onorevole io posso pensare di metterlo in
votazione adesso e chiaramente dico rispetto ad una riduzione e
dobbiamo.
DE LUCA ANTONINO. Io sto preparando il subemendamento, quindi se
lei mi dà il tempo di prepararlo.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, nessuno glielo sta impedendo, se
però riuscisse a farlo in tempi celeri gliene saremmo assolutamente
grati.
DE LUCA ANTONINO. Abbiamo perso un'ora in teatrini, non perdiamo
un minuto per un subemendamento.
PRESIDENTE. Allora, lei sta facendo la riscrittura, onorevole De
Luca Antonino.
Si passa all'emendamento 1.27 che è inammissibile.
Si passa all'emendamento 1.29. Il parere del Governo?
Non ho sentito onorevole De Luca?
DE LUCA CATENO. Non è una cosa della pausa pranzo Non è una cosa
tra me e loro, è una cosa tra il Governo e il Parlamento.
PRESIDENTE. Adesso entro la fine dell'articolo chiedo al Governo
di mantenere l'impegno di rispondere rispetto a quelle che sono le
sue decisioni. Intanto passiamo all'emendamento 1.29.
Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Non c'è copertura, la copertura è sugli stipendi del
personale del comparto, non è idonea onorevole, è inammissibile.
L'emendamento 1.62 è inammissibile.
Si passa all'emendamento 1.2. Il parere del Governo? La copertura
è su capitolo.
FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.65. Scusate l'emendamento
1.66 abbiamo detto che è inammissibile.
FALCONE, assessore per l'economia. Sono tutti inammissibili,
onorevole Cracolici.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.65.
Il parere del Governo? Copertura su spese di riscossione e il
bollo auto.
FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. E' inammissibile.
L'1.70. Scusate, scusate. Posso avere letto il rigo successivo.
Posso aver sbagliato un secondo.
D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Sì, deve dirlo il Governo e doveva dire il Governo
l'idonea della copertura.
Assessore Falcone, sull'emendamento 1.65, è idonea la copertura?
FALCONE, assessore per l'economia. No, è inammissibile,
Presidente. Non è idonea la copertura, l'abbiamo detto. Sono tutti
non idonei.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, prego.
CRACOLICI. Signor Presidente, faccio questo intervento per cercare
di mettere un po'di ordine perché sennò ci confondiamo. Allora il
Governo non dichiara. Scusi assessore Falcone. Il Governo non
dichiara affatto la inidoneità di una copertura se una norma
presentata prevede un capitolo da cui prelevare.
La inidoneità nasce dal fatto che o il capitolo non è più capiente
o è stato utilizzato con voto d'Aula prima per altre coperture. Non
è il Governo che dichiara se è inidoneo o meno. Abbiamo rispetto
del Governo ma qui siamo in Parlamento. E' il Parlamento che vota
la eventuale non copertura di una norma o la Presidenza, o la
Presidenza, assunto il principio che il capitolo non è capiente lo
dichiara inammissibile ma non è che chiediamo al Governo
l'inammissibilità degli emendamenti, cioè non siamo ancora un
Parlamento come dire presidenziale in senso totale. C'è l'elezione
diretta ma il Parlamento è rimasto in vita.
Quindi la prego, se deve dichiarare inammissibile un emendamento
lo dichiari lei. Alla luce diciamo della tecnicalità necessaria per
dichiarare inammissibile un emendamento ma non chieda il parere al
Governo che il Governo qui è uno come gli altri.
PRESIDENTE. L'onorevole D'Agostino ha chiesto di intervenire. Non
deve intervenire da qua, onorevole D'Agostino dal podio o da un
posto qualsiasi perchè li è occupato dall'onorevole De Luca che è
in fase di occupazione.
Onorevole De Luca, le chiedo di scendere un minuto.
D'AGOSTINO. Signor Presidente, i due emendamenti che risultano
inammissibili o non capienti nel momento in cui i sono stati
presentati risultavano perfettamente capienti, ai sensi anche di
quello che ha detto l'onorevole Cracolici prima, siccome quei
capitoli non sono stati, come dire, svuotati con un voto d'Aula e
non capisco com'è che improvvisamente risultino evidentemente per
essere inammissibili svuotati. Ribadisco che sono due emendamenti
che vanno a rinforzare il provvedimento del Governo che
contribuisce a dare dei fondi ai comuni per il caro energia quindi
vorrei capire perché i due capitoli che erano capienti fino a ieri
sera improvvisamente stamattina sono risultati incapienti perché
non vedo quale altra giustificazione possa esserci per dichiararli
inammissibili.
PRESIDENTE. Io non so cosa sia successo ieri sera. Io mi devo
rifare a quello che è la procedura, noi dobbiamo chiedere la
copertura. Nel momento in cui non danno copertura, questo è il
processo che lei probabilmente conosce meglio di chiunque altro.
D'AGOSTINO. Lo conosco così bene che le dico che la copertura ieri
sera c'era. Cosa è successo stanotte ma non può succedere nulla
stanotte, Presidente non può succedere nulla.
PRESIDENTE. Se l'assessore Falcone ha detto ieri sera qualcosa non
ne ho idea però in aula quello che ha dichiarato è che è il parere
h contrario, ma perché all'interno del capitolo tra l'altro non
c'è è disponibilità non per una questione. Questo è quello che ci
dice l'assessore Falcone. Corretto assessore?
FALCONE, assessore per l'economia. Sì.
PRESIDENTE. Perfetto, va bene. Andiamo avanti quindi.
Vuole ancora parlare? Prego, onorevole D'agostino.
D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, i capitoli ieri
sera erano capienti, quindi io voglio capire per quale motivo
stamattina risultano non capienti, non possiamo fare qui come se
stiamo facendo una scampagnata, ieri alle 18 erano capienti, non
erano capienti una settimana fa. C'erano i soldi quindi non li
avremmo impegnati, uscivano dai tabulati della Ragioneria, quindi
stanotte cosa c'è stato un furto di questi capitoli? Un utilizzo di
queste somme per altre cose? Ma almeno ci venga data una
spiegazione più seria, non è una spiegazione seria questa e mi
rifiuto di pensare che qui si stia dicendo non il vero.
Siccome penso che si debba dire sempre il vero, allora Presidente
le chiedo di sospendere questi articoli perché non è possibile non
poter dare maggiore sollievo ai comuni della Sicilia per motivi
politicamente o amministrativamente incomprensibili.
PRESIDENTE. Onorevole D'Agostino, non sappiamo cosa sia successo
nella notte però adesso l'assessore Falcone rispetto all'intervento
di prima farà un ulteriore chiarimento, quindi invito il Governo a
fare un chiarimento rispetto al problema che ha sollevato
l'onorevole D'Agostino.
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, soltanto per
dire che non è che i soldi sono spariti ieri C'erano e stanotte e
oggi non ci sono più, il capitolo ha delle sue finalità come ognuno
dei capitoli, ci sono delle finalità che anche se diciamo così non
sono state completate entro il 7 dicembre devono essere
perfezionate entro il 31 dicembre. Quindi alcuni capitoli su cui
noi diamo il parere negativo, lo diamo perché ancorché ancora oggi
hanno una loro diciamo disponibilità, quella disponibilità dovrà
essere utilizzata entro fine anno. Quindi è un'obbligazione che noi
dobbiamo assumere da qui a qualche giorno, per cui i capitoli su
cui noi esprimiamo parere negativo è perché non possono più essere
utilizzati malgrado teoricamente hanno ancora una disponibilità
finanziaria.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il chiarimento
che è ha dato l'assessore Falcone conferma quello che le avevo
suggerito io, il parere del Governo è giustamente il Governo
difende il fatto che da un capitolo non si possano prendere delle
risorse ancorché tra l'altro questo è un fondo di riserva, per
utilizzarlo per altre finalità per ragioni amministrative e di
vincoli giuridici futuri, eccetera.
Il fondo di riserva è un po'delicato perché c'è l'obbligo di avere
una percentuale, però questo non è che lo autorizza a dichiara è
inammissibile un emendamento, se il parere è contrario del Governo
e lei non lo ha dichiarato inammissibile per altre ragioni, lei lo
fa votare l'Aula lo boccia, ma non è che può, siccome il Governo è
contrario, allora è inammissibile. Perché così non sarebbe più un
Parlamento che vota nessuna norma.
Immagino che il Governo sarà contrario a tutte le norme che non
siano proposte dal Governo stesso, allora le ripeto io nel merito
suggerisco al collega anche di ritirarlo, perché utilizza un fondo
il fondo di riserva, ma il problema non è questo emendamento è che
non può passare il principio che lei chiede al Governo se è
inammissibile o meno un emendamento, questo non si può fare.
PRESIDENTE. La ringrazio per la precisazione, onorevole Cracolici,
però rispetto alle dichiarazioni del Governo l'articolo non può
essere votato perché materialmente non ha la copertura, se non c'è
una copertura differente non può essere votato, aveva chiesto di
rispondere probabilmente l'onorevole D'Agostino. Ne ha facoltà, due
minuti esatti.
D'AGOSTINO. Si sono molto dispiaciuto Presidente che non possa
essere votato perché non sono per niente convinto che il capitolo
non sia capiente, o non sia del tutto capiente, perché
improvvisamente non può essere diventato incapiente un capitolo che
fino a ieri pomeriggio era assolutamente capiente.
Marco, io te lo dico perché sto facendo una proposta, tra l'altro
perfettamente in positivo, solo per rafforzare una tua norma. Una
cosa giusta. Perché questa variazione di bilancio, quest'articolo è
una cosa giustissima. Quindi l'obiettivo è migliorare questa norma.
Ho fatto una ricerca, e in questa ricerca è uscito fuori che questi
due capitoli erano disponibili. Ne basterebbe uno, forse quello del
fondo di riserva - ha ragione Cracolici - non lo tocchiamo, ma
quello precedente invece c'era eccome se c'era. E sono sicuro
PRESIDENTE. Giustissimo.
D'AGOSTINO. Sono sicuro - no, Presidente, questo va messo a
verbale - sono sicuro che non è vero che è incapiente, o non del
tutto è incapiente. Quindi siccome poi questa diventa una frase
pesante, allora io inviterei l'Assessore a rifletterci meglio.
Dice, magari ne sono rimasti 2 milioni su 6 milioni e 8, 3 milioni
e questi li mettiamo per i comuni. Pretendo che a quel punto possa
andare in votazione l'articolo.
PRESIDENTE. Proprio però per quelle che sono le cose che ha detto
a lei, rispetto alla scampagnata, siccome c'è il parere del
Governo, e non è che l'ha detto per caso, avrà dato un parere
rispetto a, sicuramente, delle indicazioni, che avrà avuto dagli
uffici, tecniche di natura differente.
Però ho capito che lei ha invitato il Governo a fare una ricerca
ulteriore. Possibilmente non è così, possibilmente sì. Intanto la
ringrazio.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, io sono
stato il primo in I Commissione a chiedere l'aumento per quanto
riguarda le somme per i comuni, per sopperire a quelli che sono,
praticamente, gli aumenti dell'energia elettrica. Ma credo che,
oggi, non sia il milione, assessore Falcone mi vuole seguire un
secondo? Non è il problema del milione in più o il milione e meno,
perché briciole sono e briciole restano.
Il problema che io pongo al Governo, che deve porre a livello
nazionale, è quello dei regimi di salvaguardia che stanno
penalizzando i comuni della Sicilia. C'è un problema molto serio.
In Lombardia si paga 10, in Sicilia si paga a 1010 e dal primo
gennaio 2023 E allora, poniamolo questo problema. C'è una
speculazione che viene fatta a danno dei comuni più deboli. Noi
abbiamo l'obbligo di porre, a livello nazionale, una situazione che
sta mettendo in ginocchio i comuni della Sicilia Non è, quindi, il
problema del milione in più o in meno. E' un problema di risolvere,
definitivamente, questa vicenda della salvaguardia. Noi siamo presi
oggi dall'Enel, poi da ERA, poi da altri e non riusciamo più a
risolvere questa problematica. Assessore, in Conferenza Stato-
Regioni e al Governo nazionale ponete questo problema. Deve
chiudersi questa vicenda.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare prima l'onorevole Sciotto, a
meno che non gli vuole cedere la parola. Poi c'è l'onorevole De
Leo, e poi c'è l'onorevole Lombardo Giuseppe.
SCIOTTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi sarò velocissimo.
Io non condivido, sinceramente, il suo modo di condurre la seduta.
Ma glielo dico in assoluta semplicità e in assoluta modestia.
Allora, le parole hanno un peso e hanno un significato. Premesso
che concordo su tutto quello che dice il collega Cracolici...
CRACOLICI. Sei della mia corrente, Sciotto
SCIOTTO. Per cui, l'ammissibilità o la non ammissibilità non la
decide né il governo né l'assessore. Premesso tutto questo qui,
l'assessore ha appena detto che le somme sono libere perché ha
intenzione di impegnarle da qui alla fine dell'anno. Se ha detto
questo, è chiaro che sono libere. Quindi, lei è inutile che ci gira
attorno Sono libere Lei lo metta in votazione e diremo l'Aula
deciderà. Non c'è nulla da amministrare. L'ha detto poco fa. O,
altrimenti, decidiamo che siccome voi siete Governo, ce ne andiamo
a casa
PRESIDENTE. Allora, il Governo ha detto quello che ha ribadito
l'onorevole Sciotto? Assessore Falcone?
FALCONE, assessore per l'economia. Posso fare un po' di chiarezza?
Allora, facciamo un po' di chiarezza, Presidente. Così, però,
dobbiamo anche qua... non è che ritorniamo sempre sulla stessa
questione. Dobbiamo, poi, anche andare avanti.
Però, premesso questo, io così vi faccio e vi dico un po' se
dobbiamo scendere nel particolare.
Allora, parliamo dei capitoli, ad esempio l'emendamento 1.31
prende 4 milioni 878 mila euro e li prenderebbe dal capitolo
108006: sono somme del personale, noi queste somme per il personale
le abbiamo tolte, non perché le volevamo togliere, ma perché stiamo
adeguatamente costituendo il fondo per il contratto collettivo per
finanziare l'adeguamento del contratto del personale, cioè li
stiamo soltanto spostando e creando un fondo che sarà accantonato
nel momento in cui noi andremo ad applicare il contratto
collettivo.
D'AGOSTINO. Sono libere.
FALCONE, assessore per l'economia. Non sono libere, onorevole
D'Agostino, la prego, non sono libere, sono somme che noi abbiamo
preso perché le dobbiamo costituire, altrimenti non avremmo fatto
questa manovra.
Andiamo oltre. L'informatizzazione, il capitolo 212514, è vero che
abbiamo preso, a fronte di 2 milioni e 100 mila euro, cinquecento
mila euro soli, ma abbiamo delle obbligazioni che dobbiamo onorare
da qui a qualche giorno, a qualche settimana; e potremo continuare
col capitolo 144116, cioè, scusate signori onorevoli, noi stiamo
facendo le cose con ordine, le stiamo facendo con grande
oculatezza, abbiamo raschiato il barile, per i comuni abbiamo messo
30 milioni di euro in più aderendo e chi è stato in Commissione ha
capito ed ha visto lo sforzo che ha fatto il Governo; dopodiché, se
sono a saldi invariati nessun problema, ma dobbiamo però capire che
è ogni capitolo a fine anno ha una sua destinazione, quindi non è
la volontà di andare contro.
Io, onorevole D'Agostino, mi creda, non 48, ne vorrei mettere 100
milioni, ha ragione l'onorevole Laccoto però non è possibile, se li
avessimo li avremmo messi, lo abbiamo già detto. Cioè, la misura,
come dire il Parlamento la sta migliorando, ma è chiaro che è una
misura che è partita dal Governo, quindi noi abbiamo tutto
l'interesse a migliorarla ove può essere migliorata.
Quindi continuiamo con calma, con ordine e andiamo avanti, che
alla fine una soluzione la troveremo anche arrivati, poi,
successivamente, all'articolo del caso, troveremo anche là la
soluzione del caso e lo abbiamo detto in apertura oggi, lo abbiamo
detto ieri e lo abbiamo detto anche in Commissione.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore Falcone. Prima diamo la parola a
tutti quelli che la avevano chiesto. Vuole ancora la parola
all'onorevole De Leo? Prego.
DE LUCA CATENO. Voglio solo sapere quello che volete togliere.
SAMMARTINO, Vicepresidente della Regione e assessore per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea. Ha
risposto.
DE LUCA CATENO. E che cosa ha risposto? Non ho capito. Toglieremo
la materia estranea? La togli? Sì? Allora finisci, poi prendo la
parola e me ne vado.
PRESIDENTE. Intanto, l'onorevole De Leo. Onorevole De Luca, lei
già ha parlato due volte, dopo eventualmente. Prego, onorevole De
Leo.
DE LEO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, premesso
che come è già stato detto è incomprensibile la vostra maratona per
approvare un disegno di legge che è fuori dai termini, come è stato
detto, e noi vi abbiamo chiesto, non oggi ma nella scorsa seduta
abbiamo chiesto di ritirare la variazione per una serie di
regolarità e inesattezze che sono emerse, non ci avete ascoltato,
non l'avete fatto sicuramente per motivi politici, ma sapete bene
che quella era la strada migliore per rimodulare correttamente le
variazioni.
Le materie estranee sono state già evidenziate dall'onorevole De
Luca e oggi, in questo momento, assistiamo ad una resistenza
rispetto, anche, a degli emendamenti che invece destinano ulteriori
somme e ulteriori risorse sul caro bollette, perché nel 2000 -
abbiamo fatto l'analisi l'altro giorno anche in Commissione, io ho
partecipato a una sola seduta della Commissione Bilancio - nel 2022
ogni famiglia spenderà in media circa mille euro in più per le
bollette di luce e del gas per un totale di 30 miliardi di euro,
l'aumento delle bollette energetiche avrà conseguenze negative
anche sulla ripresa economica, quindi bisognerebbe mettere
ulteriori risorse, attivare un calcolo in proporzione le fasce di
reddito e questa sarebbe la cosa migliore, cioè prendere ulteriori
somme e destinarle al caro bollette.
Avreste dovuto, e l'abbiamo detto anche questo, mettere ulteriori
risorse per quanto riguarda il comparto rifiuti per permettere uno
sconto anche sulle bollette della Tari e questo non è stato fatto
in questa variazione di bilancio, non lo avete previsto.
Quindi, signor Presidente, anche noi abbiamo presentato degli
emendamenti che predisponevano, appunto, ulteriori risorse sul caro
bollette e c'è stato un aumento, c'è stato un aumento chiaramente
rispetto al primo disegno di legge, ma non sono sufficienti.
Quindi, ritengo che le ulteriori risorse che erano state
evidenziate ed erano state indirizzate verso il caro bollette
andavano analizzate e comunque, signor Presidente, anch'io ritengo
che sulla gestione dell'Aula credo che lei - come ha detto
l'onorevole Cracolici - doveva permetterci comunque di esprimerci
anche sugli emendamenti con il voto. Grazie.
PRESIDENTE. Abbiamo spiegato che comunque non è un capriccio, ma
è così che si deve fare.
LOMBARDO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Poi l'ultimo intervento è
dell'onorevole Mancuso.
LOMBARDO GIUSEPPE. Signor Presidente, signor Presidente della
Regione, onorevoli colleghi, intanto non capisco, signor
Presidente, come lei fa a stabilire qual è l'ultimo intervento.
Ancora penso che l'Aula possa richiedere...
PRESIDENTE. Tra quelli che si sono prenotati sino a questo momento
l'ultimo è quello dell'onorevole Mancuso. Se ce n'è altri 20, io
darò la parola a tutti e 20.
LOMBARDO GIUSEPPE fra quelli che si sono prenotati.
Io voglio ritornare su quello che abbiamo detto ieri. Quello che
mi fa specie stamattina, signor Presidente, è che ieri che c'è
stata la discussione generale, visto che si sta richiamando quello
che è stato detto ieri, non era presente nessuno del Governo. Ieri
c'era soltanto l'onorevole Falcone. Ci sono argomenti scritti in
questo disegno di legge che riguardano più del 50 per cento del
Governo. Ieri non ci avete dato la possibilità di confrontarci con
il Governo.
Adesso apprendo che una voce dalla maggioranza, l'onorevole
Laccoto, si preoccupa del mercato di salvaguardia, ma io ieri ne ho
parlato in quest'Aula e ne ho parlato dicendo che qualsiasi somma,
oggi naturalmente noi stiamo facendo uno sforzo come Aula, che
andiamo a mettere su questo capitolo è come andare a riempire un
pozzo senza fondo.
Su questo argomento noi vorremmo sentire anche quello che ne pensa
il Governo, perché non vogliamo approvare norme soltanto per fare
comunicati stampa: Il Governo salva il caro bollette, il Governo
salva quelle che sono le emergenze di questa Regione , quando poi
dietro questi titoloni si nasconde la nomina di due vice commissari
nel Comune di Catania. Perché lo voglio dire a quest'Aula e lo
porto sempre come esempio che qualcuno dice sempre che qua non
siamo in un Consiglio comunale, ma siamo in un'Aula di Parlamento,
il Comune di Messina dopo le dimissioni dell'onorevole De Luca ha
avuto la nomina di un commissario e di due vice commissari, ma
erano due dirigenti dello Stato: unoera il sopraintendente, anzi
uno dello Stato e ed uno della Regione, uno era e sopraintendente
della sovrintendenza di Messina e l'altro era un viceprefetto.
Non si capisce perché in una norma di variazione di bilancio che
dovrebbe avere soltanto aspetti contabili indifferibili ed urgenti
si va ad inserire quella che è una marchetta d'Aula e cioè la
possibilità di nominare due vice commissari nei comuni sopra i
trentamila abitanti, e poi non si capisce qual è il dirimente di
trenta, quaranta o cinquantamila abitanti, forse ci sarà qualche
altro comune che mi sfugge sopra i trentamila abitanti. Non si
capisce perché va inserita in una norma e di variazione di bilancio
una norma ad personam perché sembra che sia fatta proprio per il
comune e di Catania per nominare due i vicecommissari e poterli
anche retribuire. Evidentemente, qualcuno è rimasto fuori dalle
nomine fatte con quelle che sono le regole previste in quest'Aula e
allora li andiamo a sistemare al Comune di Catania.
Quindi, signor Presidente, anche su questo argomento sul mercato
di salvaguardia non c'è stata la possibilità di confrontarci con il
Governo e non si capisce perché si fa l'ostruzionismo e si nega ad
un collega la possibilità di presentare un emendamento trovando
delle formule che, magari, poi non sono state quelle che sono state
rappresentate in Commissione.
Quindi, signor Presidente, anche su questo facciamo chiarezza,
evitiamo di votare una variazione di bilancio che non tocca i veri
temi che riguardano i siciliani e dietro queste norme spot si
nasconde tutto il resto.
Grazie signor Presidente, grazie Governo, grazie onorevoli
colleghi.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lombardo.
E' iscritto a parlare l'onorevole Mancuso. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, io
sinceramente non le nego la mia preoccupazione a vedere questo
inizio di sessione finanziaria, speriamo veramente bene perché da
qui a marzo, aprile, sarà veramente preoccupante.
Allora, noi abbiamo posto un tema che abbiamo anche apprezzato a
cominciare dalla Commissione quando il Governo da 22 porta a 52
mila, a 2 milioni il contributo dell'aiuto ai comuni, tenuto conto
però della crisi a volte anche drammatica di questi comuni, tenuto
conto dei bilanci quasi in dissesto di tantissimi comuni siciliani,
abbiamo pensato, utilizzando appunto un capitolo che ha capienza,
di dare un ulteriore contributo. E il fatto che il Governo o, in
particolare, l'Assessore non sia d'accordo o non lo ritiene
opportuno non vuol dire che non è ammissibile, Presidente,
l'emendamento va posto ai voti; poi se l'Aula che è sovrana ritiene
inopportuno fare passare l'emendamento ci prenderemo la bocciatura.
Se l'Aula e il Parlamento ritiene opportuno che questi circa 7
milioni possano andare ai comuni, possano andare a supplire il già
apprezzato, apprezzabilissimo contributo che il Governo ha ritenuto
opportuno di dare allora che ben venga, però l'inammissibilità,
Presidente, è una dichiarazione che fa la Presidenza a prescindere
non il Governo.
Io concordo, infatti, con gli interventi del collega Cracolici,
con le preoccupazioni del collega Laccoto, ma noi oggi abbiamo
individuato una fonte non utilizzata o meglio che potrebbe essere
anche diversamente utilizzata, ma che riteniamo opportuno
utilizzare in tal senso. Per cui, le chiedo formalmente di mettere
in votazione l'emendamento 1.2.
PRESIDENTE. Rispetto alla dichiarazione dell'assessore Falcone che
ha già precisato più volte non è possibile. Se dovesse, invece,
trovare delle risorse per poterla accontentare trovare la formula e
il modo, sarà il Governo stesso a presentare qualcosa.
E' iscritto a parlare l'onorevole Lombardo Giuseppe Geremia. Ne
ha facoltà.
LOMBARDO GIUSEPPE GEREMIA. Grazie, Presidente. Io faccio un
brevissimo intervento per chiarire al netto del fatto che il Gruppo
parlamentare dei Popolari Autonomisti non ama concorrere a gare di
primogenitura che sul meccanismo di salvaguardia il primo Gruppo
parlamentare regionale ad occuparsene è stato il Gruppo dei
Popolari Autonomisti presentando una mozione sul tema l'uno
dicembre, attendendo ovviamente che venga discussa e calendarizzata
poi nella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e,
soprattutto, mettendo anche il Governo regionale sull'attenti,
sulla necessità di intervenire sull'Authority perché, ovviamente,
si possa rimediare a quelli che sono quei rincari esagerati che
devono subire il 70, 80 per cento dei nostri comuni oltre che le
imprese siciliane che viaggiano in media tensione.
Tengo a precisare, Presidente, che nella prossima finanziaria ed è
quella, secondo me, la sede adeguata considerando appunto che i
rincari matureranno a partire dalla fine di gennaio 2023, questo
tema debba essere oggetto di debita attenzione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare sull'ordine dei lavori
l'onorevole De Luca Cateno. Ne ha facoltà.
DE LUCA CATENO. Grazie, Presidente. Io le preannuncio che gli
emendamenti che abbiamo presentato all'articolo 1 se ce ne sono
altri li stiamo ritirando per cui non c'è bisogno neanche che li
annunci, perchè
PRESIDENTE. Per il suo Gruppo o anche per l'altro Gruppo,
onorevole De Luca?
DE LUCA CATENO. Sia Sud chiama Nord che Sicilia Vera , ne
abbiamo già discusso, in considerazione della dichiarazione che
l'assessore Falcone ha fatto poco fa e che riguarda l'articolo 4 e,
quindi, quelle che dovrebbero essere le materie estranee al testo.
Sono sicuro che non le saranno neanche sfuggite le relazioni che
hanno scritto i funzionari della Commissione Bilancio , i suoi
funzionari, dove hanno espresso delle puntuali perplessità su
alcune norme, in modo particolare anche sull'istituzione di nuovi
capitoli di spesa, che sono vietate dalle norme contabili.
Ma al di là di questo - ripeto, è una questione che non ci
riguarda, riguarda prima di tutto lei e i suoi Uffici - su quello
che, invece, è la correlazione con l'articolo 4, voglio andare
subito al dunque e quindi a quello che l'assessore Falcone ci dice
che toglierà. E allora, materia estranea, in base a quello che è
inserito all'articolo 4, sicuramente è ... Assessore la prego, la
prego, Assessore che ha? Che problema c'è?
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Resto pregato'.
DE LUCA CATENO. La prego, per favore, avanti. ... In base a quello
che è l'articolo 4 - forse l'assessore Turano ha qualche
commissario da nominare in qualche comune, giustamente - è cosa
estranea, giustamente, ne concordiamo Falcone, no? L'articolo 4,
comma 2 non c'entra con la variazione di bilancio: la nomina di più
commissari per i comuni sopra i 30 mila abitanti. Credo che siamo
d'accordo tutti quanti che non c'entra niente con la variazione di
bilancio, Presidente, oppure no? Va bene, Falcone ha detto che ora
la toglie.
Dopodiché, rompere i "cabbasisi" ai revisori dei conti, cosa
c'entra con la variazione di bilancio? Siamo stati tutti subissati
da richieste, giustamente. Se bisogna affrontare l'argomento dei
revisori nei comuni e, quindi, stabilire perché solo all'interno di
una provincia, Ragusa ed Enna, o perché in provincie e limitrofe...
ma non c'entra la materia in questo provvedimento, perché la
questione è ancora più articolata. E allora, materia estranea
rispetto al testo. Ne concorda assessore Falcone, o no? Ora che è?
Si è ritirato? No, ora è ritirato? No, perché sa, siamo nel
Parlamento, no? Quindi stiamo semplicemente ribadendo le cose che
ci siamo detti, poi vediamo quanto sarà affidabile. Ecco, è il
debutto, quindi io mi auguro che lei continui ad essere affidabile.
Fino a un certo periodo è stato affidabile, poi si è perso per
strada; ora non lo so in che fase è; questo lo verificheremo oggi
al suo debutto.
Quindi, per quanto riguarda il resto degli articoli - e capisco
che qua qualcuno ha cercato di metterci una pezza -. Prorogare i
termini di rendicontazione dei contributi erogati dalla Regione,
prorogarli per legge, e anche rispetto non alla rendicontazione,
anche alla spesa, perché ho approfondito tutta una serie di commi:
carnevali, scampagnate, di tutto e di più c'è all'articolo 4, no?
Ora, capisco che il blocco della spesa della Regione ha provocato
un circolo vizioso e, quindi, anche quelle che erano risorse
dell'ex tabella H saranno arrivate in ritardo ripeto, ma è
pensabile che noi, con una legge, partendo da quello che è la
rendicontazione, proroghiamo la spesa di una serie di enti che
hanno usufruito di finanziamenti? E di conseguenza, qui, non
violazione, di più Siamo di fronte a un tentativo di dare un
termine - sì, ho finito, Presidente - di rendicontazione, ma nello
stesso tempo stiamo dicendo, perché è scritto anche chiaramente in
qualche provvedimento, chi facciamo spendere. Ma queste sono cose
che a me non riguardano. Le questioni su cui noi ci siamo
concentrati sono queste.
Allora, assessore Falcone, conferma la mia interpretazione su
questi argomenti?
FALCONE, assessore per l'economia. Più o meno.
DE LUCA CATENO. Saranno stralciati dall'articolo 4 gli argomenti?
Faccio riferimento ai revisori, faccio riferimento a quella che è
la nomina di più commissari. Poi sul resto dell'articolato ognuno
farà la sua parte.
E' confermato che il Governo li ritirerà queste due parti? E'
confermato, Assessore?
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
DE LUCA CATENO. Presidente, lo faccia rispondere Solo questo e me
ne vado. Ma che timore c'è? Non rispondete e me ne vado. Basta Ho
ritirato anche gli emendamenti all'articolo 1, che volete di più
PRESIDENTE. Il Governo chiede di parlare. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Presidente, lo abbiamo già
detto in apertura. In linea di principio siamo d'accordo e
l'onorevole De Luca vedrà l'attendibilità del Governo.
Se ha lanciato questa sfida, capirà che il Governo non soltanto è
attendibile, sensibile, ma è soprattutto è rispettoso del
Parlamento.
PRESIDENTE. Dopo queste dichiarazioni, dichiaro inammissibile
l'emendamento 1.65, così come l'emendamento 1.78. L'emendamento
1.31 è ritirato. Gli emendamenti 1.33, 1.1, 1.67, 1.22 e 1.36 sono
tutti ritirati. Quindi, tutti quelli a firma dei Gruppi di Sicilia
chiama a nord e dei Gruppi
LA VARDERA. Sicilia Vera.
PRESIDENTE. Il Gruppo Sicilia Vera, era Sud chiama Nord; avete
ragione, ho fatto un mix.
Andiamo direttamente all'emendamento 1.37 che è ritirato;
l'emendamento 1.15 è ritirato; l'emendamento 1.13 è ritirato;
l'emendamento 1.71 è ritirato; l'emendamento 1.70 è ritirato;
l'emendamento 1.8 è ritirato; l'emendamento 1.9 è ritirato; gli
emendamenti 1.24, 1.10, 1.72, 1.74, 1.64, 1.20, tutti a firma De
Luca, sono ritirati.
Si passa all'emendamento 1.69, a firma dell'onorevole De Luca
Antonino, che è ritirato. L'emendamento 1.60 a firma dell'onorevole
Di Paola è ritirato. L'emendamento 1.16, onorevole De Luca è
ritirato perché fa parte del gruppo di Cateno De Luca.
L'emendamento 1.38 dell'onorevole Catanzaro è ritirato.
L'emendamento 1.68 di De Luca Antonino è ritirato. L'emendamento
1.59 è ritirato. L'emendamento 1.39, a firma degli onorevoli De
Luca e Sciotto,abbiamo detto che è ritirato; stessa cosa per gli
emendamenti 1.21, 1.52, 1.25, 1.17, 1.12, 1.14 sono ritirati.
L'emendamento 1.58 non è a firma dell'onorevole De Luca ma
dell'onorevole Di Paola che non essendo presente, decade. Gli
emendamenti 1.35, 1.32, 1.28, 1.43, 1.11 sono ritirati.
Si passa all'emendamento 1.34, pagina 21, il comma 6 è
soppresso . Onorevole Catanzaro?
CATANZARO. Su questo desideravo soltanto chiedere, anche se ieri
l'Assessore Falcone ci ha illustrato quello che era lo spirito di
questo comma, ma considerando che c'è l'Assessore Sammartino e
considerando che riguarda - se non ho capito bene - le fiere, la
promozione
FALCONE, assessore per l'economia. E' un altro
CATANZARO. E' un altro questo?
PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, è un altro questo, è il comma 6.
Lei chiede la soppressione del comma 6.
SAMMARTINO, vicepresidente della Regione e assessore per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea. Sono le
giornate dei forestali.
CATANZARO. Allora no, se sono le giornate, sono 1 milione di euro
per i forestali. Allora lo ritiriamo.
PRESIDENTE. L'emendamento 1.34 è ritirato.
L'emendamento 1.57, a firma dell'onorevole Di Paola,è decaduto.
Gli emendamenti 1.18, 1.51, 1.77 sono ritirati.
L'emendamento 1.56, a firma dell'onorevole Di Paola, è decaduto
DE LUCA ANTONINO. E' mantenuto.
PRESIDENTE. Mantenuto? Ok. Siccome non c'è l'onorevole Di Paola
pensavo che fosse decaduto. Se vuole farlo proprio qualcuno? Lo fa
proprio l'onorevole Sunseri, va bene. E' mantenuto? Va bene.
Allora, lo pongo in votazione. Il parere del Governo e della
Commissione?
FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
LOMBARDO GIUSEPPE. Chiedo la votazione per scrutinio nominale.
PRESIDENTE. Va bene sempre la questione dei richiedenti, quindi
adesso, l'ho visto, basta che lo dite noi eseguiamo. Ricordo che
servono almeno 5 richiedenti.
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 1.56
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 1.56. Chi è favorevole all'emendamento 1.56
soppressivo del comma 8, preme il pulsante verde; chi è contrario
preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
LOMBARDO GIUSEPPE. Chiedo la votazione per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Ha chiesto ora, ora la votazione palese nominale,
siamo già in votazione.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti . 62
Votanti 53
Maggioranza 27
Favorevoli 25
Contrari 28
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.49che è precluso. L'emendamento 1. 30 è
precluso. L'emendamento 1.55 è precluso. L'emendamento 1.76 è
ritirato. L'emendamento 1.5 è precluso. L'emendamento 1.80 è
precluso. L'emendamento 1.26, il comma 9 è soppresso, è ritirato.
L'emendamento 1.47 è ritirato.
Si passa all'emendamento 1.54. E' mantenuto o è ritirato?
L'onorevole Di Paola non c'è. Onorevole De Luca?
DE LUCA ANTONINO. Ritirato.
PRESIDENTE. Ritirato.
Si passa alla votazione dell'articolo 1. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Finanziamenti spese correnti settore sanitario
1. In attuazione della sentenza della Corte costituzionale del 21
novembre 2022, n. 233 che ha dichiarato l'illegittimità
costituzionale dell'articolo 6 della legge regionale la Missione
13, Programma 1, capitolo 413301 per l'esercizio finanziario 2022 è
incrementata di euro 249.721.586,96 cui si fa fronte con parte
dell'accantonamento Rate 2019 e 2020 e 2021 (parte) del mutuo
contratto con lo Stato ai sensi dell'accordo stipulato in data 31
luglio 2007, per l'approvazione del Piano di rientro nel risultato
presunto di amministrazione per l'esercizio finanziario 2021».
PRESIDENTE. Siamo all'articolo 2. Mi dica, Onorevole Lombardo?
Sull'ordine dei lavori
LOMBARDO GIUSEPPE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Lombardo
sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
LOMBARDO GIUSEPPE. Presidente, io la invito, io capisco che è un
modo di operare in questa Aula, però lei deve dare il tempo che
l'Aula possa richiederle quello che il Regolamento prevede che vada
richiesto. Cioè, lei non è che può nel momento in cui dice che sta
per procedere con una modalità di voto già ha votato Quindi, io le
chiedo che si voti per appello nominale su questa votazione che già
lei stava dando per chiusa. Grazie.
PRESIDENTE. benissimo, accogliamo il suo invito. Dalla prossima
votazione sarà fatto così come chiede.
Ha chiesto di parlare sull'ordine dei lavori l'onorevole
Ciminnisi. Ne ha facoltà.
CIMINNISI. Grazie, Presidente. In merito agli eventi meteo avversi
di cui avevamo parlato ieri in sede di discussione generale,
Assessore mi dispiace, però siccome avevo presentato un emendamento
e non l'ho trovato nel fascicolo vorrei comprendere se si è
determinato in un senso o nell'altro; cioè troviamo le risorse sul
bilancio regionale? oppure se lo dobbiamo fare con PSC lo facciamo
oggi, dico perché dico non c'è l'emendamento. Quindi, siccome è un
intervento di rimodulazione lo possiamo prevedere anche adesso in
questa sede, non lo so se vuole fare l'emendamento, sennò lo
preparo io.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n. 100/A
PRESIDENTE. Va bene, Grazie.
Si passa all'articolo 2. L'articolo 2, sostanzialmente, è
l'esecuzione della sentenza della Corte costituzionale sul fondo
sanitario. Pertanto, invito i presentatori degli emendamenti
soppressivi di ritirarli.
CATANZARO. Li ritiro.
PRESIDENTE. Ringrazio l'onorevole Catanzaro.
Si passa all'emendamento 2.2 e devo chiedere però all'onorevole De
Luca se anche sull'articolo 2 si intendono ritirati?
DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA CATENO. Presidente, le annuncio che ritiriamo
l'emendamento, ma non possiamo non intervenire su una materia così
delicata e che assorbe oltre il 60 per cento del bilancio della
Regione siciliana, che riguarda la sanità. E, ovviamente, il tema è
proprio connesso al provvedimento che si sta approvando, per il
quale anche da un punto di vista di utilizzo di queste risorse
rimane il dubbio in relazione a che cosa? Alla mancata approvazione
del rendiconto 2020 e 2021. E questo, ovviamente, rende ancora più
fragile quelle che sono le scelte finanziarie della Regione, e ci
auguriamo che anche questo tentativo di mettere una pezza al buco
che si è generato, perché in ogni caso il problema non è oggi dare
copertura a questi 300 milioni di euro, circa 250, ma il problema è
un altro, che comunque chi ha governato e chi ha fatto la proposta
di utilizzare le rate, anzi le somme accantonate per il piano di
rientro in quella fase, quando ha fatto la scelta, intanto ha usato
delle risorse per fare altro. Perché questo è il concetto di base.
Io non so a quale anno si riferisce la scelta, non so che Governo
c'era, ma è ovvio che questo significa, che intanto si assumono
delle decisioni sapendo che sono illegittime o poi come si è
rivelato, anche qui, in questo caso della legittimità della spesa e
che riguarda quella che è intanto l'utilizzo in gestione corrente
di risorse che in quel momento sono state liberate. Cioè il danno è
stato fatto. Questo intanto è il primo problema che io pongo.
E' ovvio che, rispetto a questo danno, oggi si richiede di
utilizzare un accantonamento che in via cautelativa e rispetto a
quello che sono anche i rendiconti non approvati, richiede da parte
del Parlamento una decisione abbastanza azzardata.
Non sappiamo se poi questa norma passerà il vaglio di quello che
sarà una valutazione su quelle che sono poi procedimenti
d'impugnazione ma è una questione che purtroppo riguarderà e
potrebbe riguardare anche altre norme. D'altronde non c'è un
provvedimento finanziario che in questi anni, non c'è una
finanziaria e non c'è una legge di stabilità che in questi anni non
abbia subito quelli che sono stati poi gli interventi che le varie
autorità competenti in merito hanno riservato alla scelta del
legislatore siciliano.
Per chiudere questo mio intervento sarei curioso di sapere da
parte dell'assessore Falcone se vuole completare quel siparietto
simpatico che abbiamo così visto a distanza a Catania tra lui ed il
suo ex leader Miccichè, non so se è più ex, questo qui poi vedrete
come ve le dovete dividere le cose, visto che il tema rispetto a
quello che è l'argomento sempre della sanità, Presidente, anche qui
è delicato. Perché, vede, se la nostra spesa sanitaria continua a
crescere è perché la scelta degli uomini e delle donne che
probabilmente è stata fatta per la gestione delle risorse ha
risposto alla logica che l'assessore Falcone ha così candidamente
detto. C'è una logica di spartizione politica anche in relazione a
quello che non è più il manuale di Cencelli perché anche in quello
si teneva conto della qualità delle persone. Ormai si è arrivati a
ben oltre, e chissà se l'assessore Falcone vuol completare ecco
quel racconto, saremmo lieti di sapere, anzi curiosi, di sapere se
la stessa logica è stata utilizzata, e concludo, signor
Presidente, anche per quanto riguarda la spartizione di altre
cose.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
Allora, l'onorevole Cracolici aveva chiesto di intervenire. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Parlo da qui così evitiamo di perdere tempo. A me fa
piacere che ci sia il Presidente della Regione. Su questa materia
ero intervenuto in Aula durante la discussione generale però il
Presidente della Regione è impegnato quindi presumo che non mi
ascolti. Vedo che manca pure l''Assessore per la salute. Ora la
genesi di questa norma, credo che sia a tutti nota, non è proprio
come diceva l'onorevole De Luca perché non è che è stata fatta
distrazione di risorse per altre finalità. Si è utilizzato con
legge e, voglio ricordare che la legge fu approvata nel 2016, e
fino al rendiconto 2018 non ci sono state eccezioni da parte della
Corte dei Conti in sede di parifica, è avvenuto nel 2019 a mio
avviso anche per ragioni di una gestione politica da parte del
Governo di allora del rendiconto 2019 che ha determinato una
querelle con la Corte dei Conti al punto che poi c'è stato uno
scontro con la Procura e anche diciamo gli stessi protagonisti
erano persone fisiche, dall'assessore per l'economia al Procuratore
generale del tempo, determinando l'esito della richiesta di
valutazione costituzionale della norma in oggetto, ripeto, che ha
avuto due rendiconti per i quali non sono state fatte eccezioni.
Detto questo, come per tutte le norme spesso capita che le
questioni di contrapposizione istituzionale sono frutto molto
spesso anche delle modalità di relazione e io invito il Governo ad
avere un atteggiamento più lungimirante perché anche quella vicenda
è figlia di una gestione. Lo ricordo ai colleghi che c'erano nella
scorsa legislatura dove a quattro giorni dalla pronuncia delle
Sezioni unite della Corte Costituzionale, l'Assemblea regionale
volle approvare come atto di sfida il rendiconto pensando che
l'approvazione della legge cioè del rendiconto per legge chiudeva
la querelle. Siamo arrivati al punto dove siamo cioè che la Corte
Costituzionale si è pronunciata e ci ha dato torto. Detto questo,
il punto è uno. Noi, signor Presidente posso chiedere la
gentilezza?... le volevo chiedere la gentilezza che è un punto,
prego, no, no, no, non volevo il punto è uno, lo pongo a lei
perché nella qualità di Capo del Governo è un tema molto delicato.
Noi di fatto stiamo restituendo al fondo sanitario
duecentocinquanta milioni di euro delle rate di due anni e mezzo, e
li stiamo restituendo non perché abbiamo privato la Sicilia dei
Lea, perché quella gestione del debito che determinò il rientro
ricordo essere prevalentemente frutto della gestione finanziaria
del debito stesso, cioè negli anni in cui il debito si è generato
nel sistema sanitario siciliano noi avevamo mediamente ogni anno
dai tre ai quattrocento milioni di euro che erano figli della
gestione finanziaria del fondo sanitario, cioè i ritardati
pagamenti alle farmacie, alle case di cura, a tutto il sistema
convenzionato generava un contenzioso amministrativo per cui a fine
anno ci costava tra rimborso agli avvocati, interessi sul debito,
eccetera, eccetera, circa quattrocento milioni di euro per anno,
determinando i due miliardi e mezzo che poi ci portarono al piano
di rientro, ora noi stiamo restituendo, nell'anno 2022, 250 milioni
di euro al fondo sanitario, relativi agli anni precedenti, ma
ripeto gli anni precedenti non hanno avuto un intaccamento dei Lea
perché poi c'è stato il riordino, il sistema, la razionalizzazione
di tutto quello che ne consegue.
Mi auguro che quest'anno non si chiuda il bilancio della sanità
con una perdita, perché sarebbe la prima volta dopo oltre dieci
anni. Qualche uccellino mi dice così, quindi non vorremmo che si
inaugurasse una stagione della sanità in perdita, ma la cosa più
importante è una, cioè questi 250 milioni di euro, e io le chiedo
di prendere un impegno politico, Presidente, in più che stiamo
dando al fondo sanitario per l'anno 2022, in più nel senso che è
una restituzione ma in più nella quantità dell'anno 2022, vengano
utilizzati prevalentemente per affrontare le emergenze che sono in
questo momento drammaticamente in essere e che fanno vivere al
popolo siciliano situazioni senza precedenti.
Lei lo sa, ne abbiamo parlato, la prima tra tutte, le liste
d'attesa, cioè avere un piano anche con queste risorse che possa
affrontare il nodo delle liste d'attesa, e il collega Burtone
intervenendo ha posto il tema degli ospedali cosiddetti di
provincia, cioè la sanità territoriale.
Allora, piuttosto che qualcuno pensi, qualcuno pensi di potere
utilizzare questi 250 milioni di euro per fare magari qualche spesa
allegruccia nella gestione ordinaria, io le chiedo un impegno che
sia visibile: questo introito di risorse per migliorare la qualità
delle prestazioni diagnostiche e specialistiche nei confronti dei
cittadini siciliani.
Siamo a livelli che ci augureremmo ritornare al pre-Covid ma siamo
ben oltre il pre-Covid. Oggi, per una tac si aspetta mediamente
dagli otto, nove mesi; ripeto c'è un'esigenza di razionalizzare il
sistema non solo con i soldi ma anche con una razionalizzazione che
veda anche i soggetti accreditati entrare nel sistema pubblico
dell'accesso alle prestazioni, cioè quello che io chiamo il cup
unico, cioè un cittadino si prenota è un tema e ho chiuso è un
tema assai importante perché ne va della qualità della vita dei
siciliani in Sicilia.
PRESIDENTE. Grazie, grazie, onorevole Cracolici.
Allora, chiedo solo ai presentatori del.. certo, il Presidente
della Regione chiede di intervenire.
Ne ha chiaramente facoltà.
SCHIFANI, presidente della Regione. Grazie, signor Presidente.
Onorevole Cracolici, io confermo il mio impegno che faceva parte
tra l'altro delle dichiarazioni programmatiche, uno dei temi
strategici della mia campagna elettorale, confermo qui in
quest'Aula, anche se l'ho già detto durante le dichiarazioni
programmatiche, di individuare gli strumenti finanziari e le
coperture finalizzate alla riduzione della lista d'attesa, quindi
troverà in me, troverete in me, una persona dialogante che chiederà
all'Aula addirittura i contributi per fare in modo che questo
bubbone, definiamolo così, possa nel tempo, non certo nel giro di
una settimana occorreranno dei tiraggi finanziari, occorrerà anche
una trattativa con il Governo. Voi avrete appreso che abbiamo
chiesto al Governo, in un paio di riunioni, il riconoscimento del
nostro credito dei 600 milioni di euro, nascente dalla maggiore
partecipazione al Fondo del Servizio Sanitario Nazionale, che è
arrivato al 49 per cento. Non abbiamo avuto risposta immediata,
però c'è stato un impegno del Governo ad affrontare questo tema, e
siamo fiduciosi per il futuro. Cioè la Conferenza degli Assessori
regionali della Conferenza delle Regioni, diciamo, ha deliberato,
giorni or sono, quindi tutti gli Assessori alla sanità, tutti hanno
condiviso la legittimità della richiesta della Regione Sicilia di
scendere dal famoso tetto del 49 per cento a un tetto molto più
basso.
Questo fatto verrà, naturalmente, trasformato in un accordo dei
Presidenti delle Regioni ma, sicuramente, in un atteggiamento che
il Governo non potrà non tenere conto, anche se già ci ha
manifestato, nel corso di un incontro avvenuto a Roma, la
disponibilità a vedere questo aspetto. Ma non vi è dubbio che anche
la presenza del mondo delle Regioni, tutte le Regioni che hanno
condiviso la legittimità della nostra richiesta, è un'ulteriore
spinta in relazione alla legittimità della nostra richiesta.
Quindi, è un fatto che io ritengo estremamente importante.
Io vengo da Milano dove, sapete, si è svolto per due giorni,
chiamiamo il festival - che poi di festa c'era stata solo una
definizione - perché era un incontro di tutti i Presidenti delle
Regioni che si è concluso ieri, a Monza, alla presenza del Capo
dello Stato che ha fatto un grande intervento sul tema, anche,
dell'autonomia rinforzata e sulla essenzialità della funzione della
Regione durante il Covid. E, devo dire, si è registrata un'ampia
condivisione sulla rivisitazione di alcuni temi strategici. Uno di
questi, naturalmente, è quello che ci sta a cuore.
Sul tema dell'autonomia differenziata si è aperto un ragionamento,
un ragionamento dove le parole del Premier, Giorgia Meloni, e del
Capo dello Stato mi lasciano sereno perché si è parlato di evitare
fughe in avanti da parte di alcune Regioni. E questo già, per me e
credo per tutta l'Aula, è un elemento di rasserenamento e di
serenità, perché ci porremo davanti a questo tema in maniera
costruttiva però attenta. Anche perché, vorrei ricordare a me
stesso, come a qualcuno che ci obietta che tanto perché diciamo no
all'autonomia differenziata, visto che già siamo Regione a Statuto
speciale, io in privato ho risposto - parlo con un soggetto
istituzionale, però non dico, per correttezza, il nome ma lo dico
qui in Aula - rispondo che, se è vero che siamo dotati di autonomia
speciale, è anche vero che andrebbe ripristinata l'efficacia degli
articoli 36 e 37 che davano, alla Regione Sicilia, piena autonomia
tributaria che abbiamo perso. Non per colpa mia, non per colpa
dell'onorevole Cracolici, naturalmente, ma per colpa di storie
pregresse di questa Regione. Gli articolo 36 e 37 risultano scritti
ma, in effetti, non spiegano più la loro efficacia perché
tantissimi tributi, di carattere nazionale che vengono versati in
Sicilia, vengono prelevati dallo Stato mentre dovrebbero rimanere
nelle nostre casse.
E quindi, io ho ho accennato questo e penso, lo sto rendendo
pubblico adesso da questa mia posizione, ma la terrò ferma nella
logica della trattativa con il Ministro al ramo e poi, anche nella
logica dei Ministri del Mezzogiorno, perché chi vi parla non sta
alleato con un Presidente della Regione rispetto ad altro. Chi vi
parla sta alleato col buon senso e con la tutela degli interessi
della Sicilia.
Concludo, sul tema della lista attesa. Onorevole Cracolici, ci
siamo incontrati più volte. Le confermo pubblicamente e, anzi, la
ringrazio delle sollecitazioni perché su sollecitazione
dell'onorevole Cracolici sono andato a visitare il Policlinico,
l'area di emergenza al Policlinico, ho fatto una verifica, poi è
andata l'assessore Volo.
Ancora, devo dire con mia grande amarezza, ancora non si sono
conclusi i lavori ma è questione, spero, questione di giorni perché
ci stiamo impegnando tutti per le famose certificazioni e le
garantisco, assumo l'impegno, che entro l'anno, a cavallo delle
feste di Natale - tanto io non passerò le ferie fuori - andrò a
vedere, personalmente, come stanno le cose. Perché ho capito una
cosa, colleghi, cioè che su alcuni aspetti occorre vigilare proprio
mettendoci la faccia, andando personalmente a stimolare determinati
processi decisionali.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io, intanto,
ringrazio il Presidente della Regione per queste parole ma che non
trovano, proprio, rassicurazione perché, oltre alle risorse, per
quanto attiene il sistema sanitario occorre rivoluzionare un intero
sistema, un modello organizzativo.
Non è neanche la notizia di giorni fa di una paziente ricoverata
al pronto soccorso che soffriva di demenza senile che è sparita per
diverse ore dal pronto soccorso; ecco sono cose che noi non
possiamo più tollerare.
Io chiedo davvero un impegno a trecentosessanta gradi e il
Movimento Cinque Stelle ha sempre voluto la politica fuori dalla
sanità; ma, vede, Presidente, le ultime nomine dei dirigenti
generali della sanità non vanno in questa direzione.
Quindi noi chiediamo davvero, Presidente della Regione, un impegno
che sia davvero di rivoluzione del sistema organizzativo. Grazie
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci.
LA VARDERA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Sì, approfitto anch'io della presenza del Presidente
della Regione a riguardo, appunto dell'articolo finanziamenti di
spese correnti di settore sanitario. Presidente, è importante dare
una risposta concreta da parte di questo Governo a un comparto che
aspetta risposte immediate e il 31 dicembre, infatti, scadranno i
contratti dei lavoratori Covid, del comparto Covid, e attendono una
risposta di che cosa intende fare questo Governo.
Ricordiamo, sono i famosi eroi, quelli che hanno lavorato nel
periodo emergenziale, quei lavoratori che hanno a mani nude
affrontato il Covid in un periodo complicato e complesso. Il 31
dicembre a loro scade il contratto e vogliono sapere che cosa farà
questo Governo. Diciamo che mancano le risorse, le figure
sanitarie; diciamo che mancano i medici, poi quando abbiamo questi
specialisti che, ricordiamo, hanno fatto anche un'analisi sui
documenti, sui dati, hanno contezza, sviluppando in modo
particolare voglio citare l'hub vaccinale della Fiera del
Mediterraneo, hanno fatto lavoro strategico, straordinario, sulla
raccolta dei dati e queste risorse preziose noi dobbiamo
garantirle, non possiamo lasciarle a casa.
Quindi, vorrei sapere, caro presidente Schifani, perché poi la
stampa parla di questi eroi, lo sono stati e lo sono, però poi
queste persone si aspettano risposte concrete; il loro futuro,
mentre in questo Palazzo, a volte, si parla di cose che non
riguardano le cose concrete, la gente ha bisogno di avere risposte
concrete là fuori. Io chiedo cortesemente di avere una risposta in
merito dal presidente Schifani, che cosa intende fare questo
Governo con questi lavoratori. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera.
Ha chiesto di parlare, prima dell'onorevole Lombardo, l'onorevole
Sunseri. Dopo parlerà l'onorevole Lombardo.
Vi prego, però, di non aprire un dibattito su un articolo. Io non
ho tolto la parola all'onorevole La Vardera, ma dobbiamo attenerci
a quello che è l'articolo 2. Sulla questione del Covid lo sappiamo
bene.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Sunseri.
SUNSERI. Mi ha bruciato l'intervento, signor Presidente; io volevo
ritornare sul tema e mi perdonerà se ritorno un attimino a parlare
delle variazioni di bilancio, perché credo che stiamo parlando di
questo, altrimenti parliamo di varie e eventuali e non ce ne
usciamo più.
Volevo ritornare, invece, sul tema perché io ricordo bene il
precedente Governo quando il Movimento Cinque Stelle pubblicò il
dispositivo della Corte dei conti che sollevò il profilo di
costituzionalità e ricordo bene che anche quel Governo fece
approvare una norma a strettissimo giro per provare a superare
l'ordinanza della Corte dei conti quando, invece, poi arrivò
ugualmente e a distanza di un anno, perché era il 17 ottobre 2021,
avevamo purtroppo ragione. Purtroppo perché a pagarne le
conseguenze è il bilancio della nostra Regione, quindi i siciliani.
Ora, la mia domanda è invece, assessore Falcone rivolgo a lei la
domanda, ma queste risorse che sono state stanziate sono tutte le
risorse che erano necessarie per coprire l'incostituzionalità della
norma? O ricordo male io, erano 127 milioni di euro per ogni anno
dal 2016 al 2021? Perché non vorrei che ci ritrovassimo, alla
prossima parifica, a riscontrare che le risorse che oggi stiamo
stanziando non sono quelle necessarie, perché sono nettamente
inferiori rispetto a quelle che avevamo previsto perché, ricordo
certamente male io, erano circa 640 milioni di euro fino
all'approvazione della norma del 2021 che di fatto toglieva
l'utilizzo di quelle somme per la copertura dei debiti.
Quindi, vorremmo, intanto, avere certezza delle risorse necessarie
a coprire il profilo di incostituzionalità, e non credo che siano
solamente i 250 milioni di euro che troviamo oggi nella norma, e
qualora il caso dovesse essere come ricordo bene, vorremmo capire
intende coprire la restante parte e soprattutto con quali fondi.
Grazie.
VOLO, assessore per la salute. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VOLO, assessore per la salute. Allora, per quanto riguarda il
quesito posto sul personale sanitario che è stato così prezioso nel
periodo del Covid, sicuramente noi daremo intanto una proroga,
dopodiché la normativa nazionale ci consente sicuramente di
provvedere poi ad altri provvedimenti che siano ancor più solidi.
PRESIDENTE. No, no, non è un dibattito.
E' iscritto a parlare l'onorevole Lombardo Giuseppe. Ne ha
facoltà.
LOMBARDO GIUSEPPE. Signor Presidente, intanto per uscire da questo
equivoco che c'è sempre in Aula, l'altro Lombardo, onorevoli
colleghi, è Lombardo Geremia Giuseppe.
Io sono Lombardo Giuseppe.
CRACOLICI. Intanto ti dovresti vergognare, dovresti chiamarti
"siciliano".
LOMBARDO GIUSEPPE. Assolutamente, non mi sono mai vergognato del
nome e del cognome che porto, onorevole Cracolici.
PRESIDENTE. Comunque per correttezza anche l'altro si chiama
Lombardo Giuseppe e poi Geremia, visto che ha fatto la
precisazione.
LOMBARDO GIUSEPPE. Lombardo Giuseppe
Sono orgoglioso del cognome che porto, onorevole Cracolici.
Io mi volevo riallacciare all'intervento che invece ha fatto
l'onorevole Cracolici perché ha sollevato una questione non così di
secondo ordine. Ha sollevato una questione fondamentale su questi
250 milioni di euro e mi riallaccio, onorevole Cracolici, a quelle
che sono state le dichiarazioni programmatiche del presidente
Schifani. Ora io non vorrei ricordare male, ma il presidente
Schifani proprio in quest'Aula con le dichiarazioni programmatiche
si impegnò su quelle che sono le famigerate liste d'attesa,
onorevole Cracolici.
Io non sto trovando e su questo chiedo aiuto a lei, signor
Presidente, non sto trovando il resoconto provvisorio con le
dichiarazioni programmatiche del presidente Schifani, quindi non
vorrei ricordare male, però io ricordo che la soluzione che
prospettò il presidente Schifani per risolvere l'annosa vicenda
delle liste d'attesa era quella di potenziare quello che già sul
campo funziona bene e che sono le strutture private, se non ricordo
male.
Allora noi dobbiamo capire se il problema lo vogliamo risolvere
investendo in privatizzazione della sanità come si sta facendo ad
esempio con la cardiochirurgia pediatrica a Palermo a danno di
quello che è già sul territorio come a Taormina era un'eccellenza e
allora la nostra posizione sarà netta e contraria.
Siamo contrari alla privatizzazione della sanità.
Allora, signor Presidente, io pensavo mentre si interveniva non ci
fosse il sottofondo per non disturbare, ma per mandare anche fuori
strada chi sta conducendo un percorso logico.
E' importante capirlo.
Anche sulla vicenda che ha sollevato l'onorevole La Vardera,
l'Assessore per la salute ha risposto parlando dei sanitari. Non si
capisce che fine faranno i tecnici e amministrativi, non si capisce
visto che fra le altre cose un suo collega di partito, assessore in
carica durante il Governo Musumeci, il 21 settembre fa una nota per
speculare politicamente su questi ragazzi, su questi operatori,
promettendo chissà che cosa o facendo capire chissà che cosa. Ora
prendiamo atto delle parole dell'assessore Volo, ma ha parlato di
sanitari. Per carità, il Governo è sovrano, decide il Governo che
cosa vuole fare, però ricordatevi che le cambiali, ricordatevi
Governo, che le cambiali gentilmente, Presidente, Assessore e
Vicepresidente Sammartino, ricordatevi che visto che questo
Governo, come è stato detto anche da voi, è in continuità con il
Governo Musumeci, ricordatevi che le cambiali che ha sottoscritto
il Governo Musumeci con la Regione siciliana vanno onorate da chi è
in continuità e noi saremo qua per farvele onorare. Grazie.
BURTONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Vi chiedo, onorevoli colleghi, di attenervi strettamente a quello
che è l'articolato.
BURTONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, sono temi
che afferiscono ad un diritto fondamentale, che è il diritto alla
salute, l'articolo 32 della nostra Costituzione. Il collega
Cracolici, lo dico all'Aula, ma mi pare sia stato molto netto abbia
posto un problema di rigore dell'utilizzo di queste risorse. Noi
prendiamo atto della dichiarazione del Presidente. Anche il
Presidente è stato preciso, chiaro, perché queste risorse non
possono essere spese senza una finalizzazione. Noi abbiamo posto il
problema delle lunghe liste d'attesa; in sanità, se sfogliamo il
libro, l'Assessore lo sa, abbiamo tante emergenze, quella della non
autosufficienza, il dopo di noi. Noi in questi giorni di dibattito
abbiamo sostenuto due questioni. La prima è questa
dell'abbattimento delle liste d'attesa, non certo per fare regali -
lo dico a chi ha parlato prima di me - ma per mettere le nostre
strutture pubbliche, ma anche quelle che operano nel privato, a
dare un servizio alle nostre comunità. Ci sono persone che
aspettano di avere anche la possibilità di fare alcune analisi
strumentali che hanno un tempo infinito che non coincide con le
questioni relative alla diagnosi e alla terapia.
E, poi, c'è un altro tema, signor Presidente. Noi lo abbiamo
affrontato in Commissione insieme ai colleghi, ieri, con
l'Assessore: è tutto il tema relativo agli ospedali che operano
fuori dalla cinta urbana delle città capoluogo, delle Città
metropolitane. Siamo al livello di collasso sul personale, pensiamo
che sia giusto e opportuno, ed in tal senso abbiamo avuto la
disponibilità dell'Assessore di mettere in campo anche alcune
strategie nuove che sono quelle degli inter-dipartimenti. Se
dovesse essere necessario anche l'utilizzo di qualche risorsa,
bene, quest'Aula ha predisposto qualcosa che possa essere veramente
finalizzata a garantire il diritto alla salute.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
sull'articolo 2, quindi, questi fondi dati alla sanità, volevo
ribadire all'Assessore quanto già detto in Commissione, ma che oggi
con i colleghi del mio Gruppo parlamentare, Fratelli d'Italia,
abbiamo anche scritto nero su bianco in un ordine del giorno che
abbiamo già depositato in Presidenza, per cui chiediamo che sia
data priorità nella spesa sanitaria all'abbattimento delle liste
d'attesa, al reperimento dei medici per gli ospedali partendo,
soprattutto, dalle sedi disagiate, quindi, dagli ospedali
periferici e terzo punto la continuità con questi professionisti,
assunti Covid, siano essi socio - sanitari che amministrativi senza
i quali in questi due anni il sistema sanitario sarebbe imploso e
senza i quali, ancora oggi, anche purtroppo per le gravi carenze di
organico che ci sono, i nostri territori non potrebbero funzionare
nel sistema sanitario.
Sappiamo che in questo momento stiamo parlando solo di una
proroga. Quest'Aula si era già espressa su una norma di
stabilizzazione che è stata impugnata dal Governo nazionale.
Chiediamo all'assessore di interloquire con Roma. So che c'è questa
sensibilità già nel Parlamento nazionale, la troverà sicuramente
nel nostro Gruppo parlamentare, di individuare un iter legislativo
che possa, sulla scia di quanto fatto dalla Legge Madia, dare
serenità se serve anche con degli aggiustamenti, con dei colloqui,
con una formula che rispetti la normativa sui concorsi, ma che dia
anche e riconosca anche stabilità a questi professionisti che, in
questi anni, soprattutto nel momento di maggiore difficoltà, in cui
il Covid spaventava tutti noi, hanno permesso alla sanità del
territorio di funzionare e di affrontare con coraggio e serietà il
problema del Covid. Grazie, Assessore, conto sulla sua sensibilità
che, anche oggi, ha ribadito in Aula.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Savarino.
PACE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Se non è indispensabile. Vuole prendere la parola? Ma
veramente per un minuto. Va bene, prego onorevole Pace. Le chiedo
solo di non aprire un dibattito, altrimenti è chiaro che tutti
quanti vorranno intervenire, soltanto questo.
PACE. No, sul tema, anche perché ricopro la carica di
Vicepresidente della Commissione Salute' e ieri abbiamo avuto il
grande piacere di ascoltare le dichiarazioni programmatiche
dell'Assessore in seno alla Commissione Salute'. E lì ho ribadito,
ma lo voglio fare pubblicamente dinanzi all'Aula, l'apprezzamento
per la scelta del presidente Schifani nell'avere individuato
allora, come unico tecnico esterno alla Giunta di Governo, quale la
dottoressa Volo. E quindi è un messaggio per tranquillizzare i
colleghi, sia di maggioranza che di opposizione, che la scelta
fatta dal presidente Schifani - che non è stata indolore, lo
abbiamo visto tutti - è stata una scelta voluta, fortemente voluta,
ne abbiamo pagato probabilmente anche il prezzo all'interno della
coalizione, ma per assicurare a questo mondo della sanità
siciliana, che ha sofferto per tanti anni...
Si faceva riferimento ai ragazzi, che poi non sono tanto ragazzi,
che aspettano una risposta, assessore Volo, ne abbiamo discusso
ieri all'interno della Commissione Salute'. E non mi riferisco
soltanto, chiaramente, ai sanitari, ma ai ragazzi - lo diceva la
collega Savarino - che in un momento difficile, per due anni,
quando tutti stavamo a casa impauriti, hanno messo la loro faccia e
la loro salute a repentaglio ed è giusto che ora il Governo ed il
Parlamento possano dare delle risposte.
L'avere scelto un tecnico - assessore Volo e presidente Schifani -
non significa non avere il dialogo con la politica. La politica
rispetta i tecnici e quindi, al di là che oggi ricopre un incarico
politico, ma mi auguro, al di là delle notizie di stampa, che un
confronto quotidiano, vero, fra il tecnico da noi voluto e
sostenuto all'interno della sanità e gli operatori della politica,
che altro non siamo che portatori di interessi legittimi dei nostri
territori e i territori, caro Assessore, non sono soltanto le città
metropolitane, i territori sono anche le periferie, i territori
sono anche località come Santo Stefano Quisquina, che distano 120
chilometri dal primo pronto soccorso utile, con strade che sono
veramente impervie. Quindi, l'attenzione massima - e quindi il
nostro voto sarà favorevole anche per questo articolato - deve
essere rivolta soprattutto alle periferie, deve essere rivolta
anche per quelli che sono stati gli "hospital Covid", in una
riconversione immediata per gli "hospital Covid", che oggi si
ritrovano a non avere una vera mission.
E quindi, assessore Volo, il nostro voto favorevole è una nuova
apertura di credito della politica nei confronti suoi,
dell'Assessorato che dirige e, soprattutto, nei confronti del
presidente Schifani che ha voluto fortemente la sua nomina. Quindi
noi saremo qua a sostenerla, senza se e senza ma; ma lealtà
offriamo e lealtà - e chiaramente l'assessore Volo sa a cosa mi
riferisco - è la lealtà che noi chiediamo in punta di piedi.
PRESIDENTE. Grazie. Ha chiesto di parlare l'onorevole De Leo. Ne
ha facoltà.
DE LEO. Grazie, Presidente. Io vorrei partire dai 249 milioni
stanziati per le strutture sanitarie ed universitarie, dicendo che,
diciamo, si sta restituendo a Ippocrate quello che è di Ippocrate.
A certificare che il nostro sistema sanitario è in crisi è l'IPS,
l'indice di performance sanitaria, che ci dice che le liste di
attesa sono lunghissime, che le visite vengono continuamente
rinviate e che, quindi, i siciliani sono costretti a rivolgersi a
strutture private, anche quando sono in difficoltà economiche.
Le operazioni di routine vengono annullate, i pazienti fragili non
sono adeguatamente assistiti
PRESIDENTE. Onorevole De Leo, io le ho dato la parola, le chiedo
di attenersi all'articolato. Non deve essere un dibattito.
DE LEO. Presidente, visto che c'è stato anche l'intervento del
presidente Schifani, volevo porre alla sua attenzione appunto
quelle che sono le strutture ospedaliere che sono quasi tutte con
reparti dimezzati e ancor di più le strutture, Presidente, della
provincia di Messina - visto che precedentemente, il precedente
Governo ha destinato scarse risorse.
Mi fa piacere però prendere atto delle dichiarazioni del
presidente Schifani, a garanzia di un miglioramento dei servizi,
perché ho preso l'esempio di Messina perché a Messina vanno peggio
di quando andavano male. Lipari, Sant'Agata di Militello e
Mistretta stanno morendo senza medici e con strutture carenti,
mancanza di posti letto, si tagliano i punti di nascita.
Una particolare attenzione, presidente Schifani, è per l'ospedale
di Taormina in cui si rischia la chiusura del centro cardiologico
pediatrico che è una struttura importantissima per tanti piccoli
pazienti e per le loro famiglie.
Su questo credo che sia importante avere una maggiore attenzione e
spero che il Governo spenda le risorse per migliorare le nostre
strutture sanitarie e non come il precedente Governo solo per
slogan pubblicitari.
VASTA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. E' l'ultimo intervento, sempre
sull'articolato.
Non andiamo fuori tema altrimenti mi trovo costretto, purtroppo, a
toglierle la parola.
VASTA. Volevo fare un appunto soltanto, Presidente, in due minuti
precisi riprendendo quello che aveva detto prima l'onorevole
Burtone relativamente a quello che l'assessore Volo ha detto per
risolvere il problema che a Caltagirone aveva portato alla
chiusura, o quasi alla chiusura, del reparto di cardiologia.
I dipartimenti interaziendali non possono soltanto prevedere la
parte relativa all'urgenza e alla cardiologia ma tutte le parti
chiaramente perché...
PRESIDENTE. Onorevole Vasta, avevo spiegato qual era il tema.
Dobbiamo andare attinenti al testo altrimenti qui apriamo un
dibattito infinito e poi sarebbe corretto che dessi la parola a
tutti i deputati per andare fuori tema.
Le chiedo scusa, non vuole essere una scortesia, ho dato la parola
a tutti.
VASTA. Va bene, Presidente.
PRESIDENTE. Si passa agli emendamenti all'articolo 2. Quindi gli
emendamenti 2.1, 2.2, 2.8 e 2.3 sono ritirati.
Prima di mettere in votazione, con la dovuta calma, così da
accontentare le indicazioni dei deputati, c'è un emendamento
tecnico che indica sostanzialmente la data che è del 17 marzo e il
numero che è il numero 3.
Pongo in votazione l'emendamento 2.9. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
LOMBARDO GIUSEPPE. Presidente, deve essere più chiaro...
PRESIDENTE. C'è un emendamento tecnico perché c'è un refuso sul
testo.
LOMBARDO GIUSEPPE. Sulla votazione per appello nominale.
PRESIDENTE. Questo lo avevo capito. Sulla votazione palese
nominale, avevo detto, probabilmente lei non lo ha sentito, che con
la dovuta calma e tutto il tempo che le occorrerà faremo la
votazione. Immagino che intenda votare per appello nominale.
Ricordo che la richiesta deve essere appoggiata da almeno cinque
deputati.
LOMBARDO GIUSEPPE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
PRESIDENTE. Intanto, abbiamo approvato l'emendamento 2.9.
Verifichiamo se ci sono i richiedenti per la votazione per
scrutinio nominale dell'articolo 2. Ricordo che devono essere
almeno 5.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'articolo 2
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'articolo 2.
Ricordo come si vota perché qualcuno probabilmente non ricorda che
il tasto va pigiato fino a quando non si chiude la votazione.
Chiarisco il significato del voto: chi è favorevole all'articolo 2
preme il pulsante verde; chi è contrario preme il pulsante rosso;
chi si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 61
Votanti 34
Maggioranza 18
Favorevoli 30
Contrari 4
Astenuti 19
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Modifiche e abrogazioni di norme
1. Al comma 5 bis dell'articolo 18 della legge regionale n.
13/2022, come aggiunto dalla lettera b) del comma 1 dell'articolo 1
della legge regionale n. 16/2022, sono aggiunte le parole per
essere vincolate al ripiano del disavanzo .
2. Al comma 30 dell'articolo 14 della legge regionale n. 13/2022 e
successive modifiche ed integrazioni sono soppresse le parole
previa intesa tra il Ministero dell'economia e delle Finanze e
l'Assessorato regionale dell'economia e le parole Il regolamento
sono sostituite con le parole Ferma restando l'abrogazione delle
norme regionali incompatibili con il decreto legislativo 23 giugno
2011, n. 118 e successive modificazioni, derivanti
dall'applicazione del comma 2 dell'articolo 1 del decreto
legislativo 27 dicembre 2019, n. 158, il regolamento .
3. Al comma 1 dell'articolo 19 della legge regionale n. 16/2022,
nella prima tabella riportata nel medesimo comma, gli importi per
gli anni 2023 e 2024 di cui alla voce Art. 17, commi l e 2 -
rifinanziamenti autorizzazioni di spesa -Allegato 1 Parte A e Parte
B , come di seguito riportati:
OGGETTO 2022 2023 2024
Art. 17, commi 1 e 2 171.368.7 23.48.027 24.223.045
-Rifinanziamenti 23,45 .822,43 .515,92
autorizzazioni di
spesa - Allegato 1 -
Parte A e Parte B
sono sostituiti dai seguenti:
OGGETTO 2022 2023 2024
Art. 17, commi 1 e 2 171.368.7 48.027.82 223.045.
-Rifinanziamenti 23,45 2,43 515,92
autorizzazioni di
spesa - Allegato 1 -
Parte A e Parte B
4. All'articolo 30 della legge regionale n. 16/2022 è aggiunto il
seguente comma:
1-bis. Ai componenti del Comitato Tecnico di cui al comma 1 non
spetta alcun compenso né rimborso spese. Dalle disposizioni del
presente articolo non possono discendere nuovi o maggiori oneri per
il bilancio della Regione .
5. Al comma l dell'articolo 33 della legge regionale n. 16/2022 le
parole Missione 13 sono sostituite con le parole Missione 16 .
6. L'articolo 3 della legge regionale 28 dicembre 2020, n. 33 è
soppresso.
7. Il termine di cui al comma 1 dell'articolo 28 della legge
regionale n. 16/2022, per le esigenze organizzative connesse ad
agevolare le modalità di pagamento, è prorogato con decreto del
dirigente generale del Dipartimento regionale delle finanze e del
credito, entro il limite massimo del 28 febbraio 2023.
8. Al comma 1 dell'articolo 28 della legge regionale n. 16/2022 è
aggiunto il seguente comma:
3-bis. Per gli importi oggetto dell'agevolazione di cui al comma
1 superiori a duemila euro è ammessa la possibilità di richiedere
il pagamento entro il termine previsto, senza sanzioni ed
interessi, in quattro rate trimestrali. Con decreto del dirigente
regionale del Dipartimento delle finanze e del credito da emanarsi
entro 15 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge verranno definite le modalità attuative.».
BARBAGALLO. Chiedo di parlare sull'articolo 3.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Se siete d'accordo concludiamo
l'articolo 3, sospendiamo l'Aula per mezz'ora anche per capire
quale sintesi trovare sull'articolo 4, e andiamo avanti.
Onorevole Barbagallo, ha chiesto di intervenire. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Grazie, Presidente. L'articolo 3 risponde alla
doverosa finalità di dare seguito agli effetti che discendono dalla
sentenza della Corte Costituzionale recentissima, la 233 del 22 che
per essere chiari, assessore Falcone, è quella che aumenta...
PRESIDENTE. Assessore Falcone, l'onorevole Barbagallo sta
intervenendo. Credo che chieda un secondo di attenzione.
BARBAGALLO. Grazie, Presidente, dicevo che la norma interviene per
dare seguito agli effetti della sentenza della Corte
costituzionale, 233 del 22, che era quella che dispone
l'annullamento dell'aumento della copertura delle spese correnti
sul fondo sanitario.
Noi chiediamo al Governo, prima che inizi l'esame dell'articolo,
due cose. La prima, come peraltro chiedono anche gli Uffici
dell'Assemblea, di riferire in ordine alla congruità degli
accantonamenti per le passività potenziali considerato che
l'iscrizione avviene con l'utilizzo di una quota parte dell'avanzo
vincolato corrispondente alle predette norme accantonate nel
risultato presunto d'amministrazione.
Questa modalità che, assessore Falcone, a noi risulta
particolarmente singolare stride con il decreto legislativo 118 che
prevede espressamente che gli enti che sono in ritardo
nell'approvazione dei propri rendiconti e a quanto ci risulta il
Governo della Regione in questo momento ancora non ha approvato il
rendiconto, quindi non avendo approvato il rendiconto in Giunta in
questo momento non può applicare al bilancio di previsione le quote
vincolate e accantonate o destinate del risultato di
amministrazione.
E' una previsione, presidente Galvagno, perentoria del decreto
legislativo 118 del 2011, non solo il Governo della Regione non la
può disattendere ma neanche questo Parlamento la potrebbe
disattendere, quindi ogni altra previsione merita la censura
dell'inammissibilità.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, l'osservazione che lei ha fatto
sembrerebbe più attinente all'articolo 2, che è stato già
approvato, piuttosto che all'articolo 3.
L'Assessore Falcone ha chiesto di parlare. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Presidente, infatti, quello che
dice l'onorevole Barbagallo, che comunque ha una sua importanza, è
relativo forse all'articolo 2, tra l'altro in questa sede abbiamo
anche articolato il ragionamento sull'articolo 2 e così per un
attimo riprendiamo e andiamo poi all'articolo tre. Sostanzialmente
le somme accantonate per l'articolo 2 riguardavano nel 2019, 127
milioni di euro, poi invece erano 74 milioni e 47 milioni per gli
anni successivi, per arrivare appunto a 249 milioni di euro di
somme accantonate a garanzia di una questione di legittimità
costituzionale sollevata dalla Corte dei conti che poi è stata
accolta dal giudice delle leggi.
Per quanto riguarda invece l'articolo 3, il primo comma non fa
altro che vincolare 4 milioni e 700 mila euro al disavanzo, cioè
andiamo a migliorare il risultato di amministrazione. Questo è
quello che stiamo facendo, almeno parlando del primo comma, sugli
altri commi, poi possiamo parlare, invece ci adeguiamo, appunto ci
atteniamo al 118, ci atteniamo al di là degli accordi pattizi
importanti da fare.
Per quanto riguarda invece il comma 3, così Presidente nel
frattempo sto spiegando tutto l'articolo 3, è soltanto una
correzione che andiamo a fare, lo abbiamo detto e la riportiamo
sotto, e così via. Andiamo poi al comma 4 che è una norma che
stiamo mettendo per dare seguito ad una norma voluta dall'onorevole
Schillaci, stiamo dicendo che sulla gratuità interveniamo a
specificare la gratuità dei componenti del Comitato tecnico; il
comma 5 è soltanto un'altra correzione, cambia il numero della
missione e quindi lo stiamo specificando e così via anche
sull'articolo 6, riguarda appunto la salvaguardia e siccome ormai è
stata superata il Mef, come avevamo detto in Commissione, ce lo ha
chiesto il Ministero dell'Economia.
Poi andiamo invece al comma 7 e al comma 8. Trattasi del bollo
auto. Questa manovra si è potuta fare - lo dobbiamo dire - grazie
al bollo auto; oggi c'è stata una richiesta da parte di tutti
unanime e abbiamo portato, appunto al 28 febbraio
CRACOLICI. Unanime, no
FALCONE, assessore per l'economia. la maggioranza, la stragrande
maggioranza, pensavamo che non fosse, comunque il Governo diciamo
questo, il Governo ha voluto in ragione delle ricadute positive sul
bollo auto, estendere, sostituire o comunque differire il termine
ultimo per il pagamento al 28 febbraio 2023. C'erano stati anche
altri Gruppi parlamentari, devo dire, c'era stato anche l'onorevole
Mancuso a dire questo. Quindi voglio dire, noi abbiamo dato seguito
a quella che è la volontà della stragrande maggioranza e
soprattutto anche dei cittadini, dei contribuenti.
Vi devo dire che nel 2023 ci aspettiamo una grande ricaduta.
Avevamo detto in Commissione e chiudiamo, in Piemonte ci sono ben
600 mila veicoli, tanti quanti in Sicilia, soltanto che in Sicilia
sino ad oggi abbiamo introitato appena a 300 milioni, in Piemonte
il getto è di circa 600 milioni e allora perché non dobbiamo dare
seguito, non dobbiamo migliorare il pagamento e da gennaio sarà
migliorato col "pago pa", sarà migliorato con sistemi telematici e
non più in cartaceo e in più se apriamo, consentiamo di poter
pagare la sorte capitale senza interessi e sanzioni, credo che
metteremo in campo un'azione di vicinanza ai contribuenti e di
maggiore gettito per le casse della Regione; maggiore gettito che
stiamo utilizzando e che è stato utile proprio in questa manovra.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
parlare, anche dopo avere ascoltato l'assessore Falcone. Vorrei che
fosse chiara una cosa. In Commissione, il sottoscritto e il Gruppo
del PD, ha posto una questione di opportunità, se prevedere con
norma un'estensione dei termini, tanto più, parlo del bollo auto,
tanto più che il Governo, con un comunicato stampa, ha annunciato
il 30 novembre che i termini slittavano al 31 dicembre; non c'è ne
è un decreto, non c'è un provvedimento amministrativo, non c'è
nulla. Eppure abbiamo dato comunicazione che il bollo auto si paga
al 30 dicembre.
Allora, ho chiesto, visto che e secondo me poteva essere fatto
amministrativamente considerato che il 30 novembre è una data di
coincidenza con tante scadenze di tipo tributario, quindi che il
Governo si assumesse la responsabilità di prorogare i termini al 30
dicembre poteva farlo e continuo a pensare che può farlo,
altrimenti non si capisce come lo ha fatto con un comunicato
stampa, poteva farlo al 31 dicembre.
Invece il Governo ha scelto di riscrivere una norma che non è una
proroga, Assessore, essendo noi al 7 dicembre, le ricordo che le
proroghe si possono fare in costanza di termini di scadenza. Siamo
in presenza di un rinnovo di una norma con un rischio molto alto e
lo dico in Aula perché ognuno possa farsi un'opinione. Il rischio
alto è che questa norma che ha superato l'esame del Consiglio dei
Ministri con la scorsa finanziaria possa essere oggetto di rilievi,
perché ricordo che il sistema sanzionatorio è competenza dello
Stato e non delle Regioni, quindi il rischio che non solo si
eccepisca rispetto a questa norma, ma che possa travolgere anche la
norma che abbiamo fin qui applicata.
E' la stessa storia della sanità. Allora, ho considerato opportuno
che il Governo, se voleva prorogare i termini, con un decreto
dell'Assessore, del dirigente del servizio, poteva estendere i
termini secondo me nell'anno solare, ma fare una norma che riapre
una sanatoria, perché questo è, chiamiamola come si deve chiamare,
determina il rischio di portarsi con sé anche la norma madre. Ecco
perché ho espresso contrarietà a questa norma per la stessa ragione
anche la possibilità di rateizzare - ora non ho nulla contro le
rateizzazioni -, ma per la ragione di cui sopra, cioè se non
abbiamo competenza in materia sanzionatoria figuratevi se possiamo
rateizzare il capitale.
Ecco perché sugli ultimi due commi, Assessore, mantengo una
contrarietà e una preoccupazione. Secondo me vi dovreste
preoccupare più voi che io, ma vedo che non lo fate. Per me è
sbagliato inserire in questa legge il rinnovo di una sanatoria
perché determina un rischio alto che possa essere oggetto di
impugnativa.
PRESIDENTE. Grazie. Ci sono solo emendamenti soppressivi.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, Assessori, colleghi parlamentari, è
il primo intervento che sto facendo sulle variazioni di bilancio,
sull'articolato, quindi mi pare che sia non solo opportuno ma che
sia anche apprezzato il fatto che abbiamo lasciato, che abbiamo
ridotto i tempi di intervento lasciandoli a favore del collega De
Luca Cateno e del suo Gruppo.
In merito all'articolo 3, sul bollo auto, è stato chiaro il
collega Cracolici. A mio avviso, collega Cracolici, questa voglia
che hanno, il fatto di aver percorso la strada della norma, per me
ha un significato che è quello che volete utilizzarla come spot
elettorale. Questa è la mia convinzione. Ormai vi conosco troppo
bene e quindi la norma vi permette, poi di fare un bel comunicato
stampa. Però, attenzione perché le cose poi restano qua a verbale.
Vi state assumendo la responsabilità che salta tutta la manovra
perché se dovesse presentarsi poi il rilievo di incostituzionalità,
vi prego lì dovete fare solo una cosa, cioè presentare le
dimissioni e fare finta che non è successo nulla.
Non metteteci in condizione su questa norma di ricordarvi, non ci
può essere noi ve l'avevamo detto, perché quello che ha ricordato
l'intervento di Cracolici che appartiene al Gruppo, ho fatto solo
un errore, non io, noi, il noi è sempre meglio, cioè questa
riflessione e preoccupazione che abbiamo
Questa è ancora l'elettricità che ha lasciato il collega De Luca
Cateno sul podio.
Presidente, intanto mi fa piacere che oggi abbia presenziato quasi
tutti i lavori, non ci eravamo abituati.
Il rischio inserendo nell'articolo 3 la norma relativa al bollo
auto si rischia di far saltare, in caso di eventuale
incostituzionalità, tutta la manovra, noi questo lo abbiamo detto,
l'abbiamo detto in Commissione, lo abbiamo detto in Aula, voi
intendete andare avanti su questo, però se dovesse succedere il
patatrac noi su questo chiediamo le dimissioni dell'Assessore, cioè
che non si presenti neanche in Aula.
Poi al comma 5, sui consorzi di bonifica, c'è il caso del
consorzio di bonifica di Ragusa, in poche parole stiamo sistemando
quella che è un'imputazione, riguarda Ragusa, e vi spiego cos'è:
era stato messo nella finanziaria, nella scorsa finanziaria, un
milione di euro, però era stata sbagliata l'imputazione, ma ora si
sta sistemando.
Lo sapete qual è la cosa che a me dispiace? Che durante la
campagna elettorale, ve lo dico perché mi chiamavano, ma che fine
ha fatto il milione di euro per il consorzio di bonifica, perché ci
dicono che lo stanno pagando, perché ci dicono che stanno arrivando
i soldi, cioè è stato utilizzato in campagna elettorale e anche
poco dopo, come strumento, come se erano soldi che erano pronti per
arrivare; oggi, abbiamo la conferma che quei soldi non erano
pronti, quei soldi, no ora, ora che si sistema il capitolo, questi
soldi ci saranno, potranno essere utilizzati è ovvio, li
aspettavano ed erano necessari sei mesi fa, cinque mesi fa, oggi
forse servivano ulteriori risorse, oggi avremmo dovuto non
modificare la norma per utilizzarle, ma avremmo dovuto dire non c'è
quel milione di cinque mesi fa ma ci sono due milioni, invece
rimane quel milione che c'era cinque, sei mesi fa.
CAMPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, Governo, colleghi deputati, su questo
articolo avevo presentato un emendamento che non vedo, che forse è
stato inserito fra gli aggiuntivi, e riguarda l'esenzione del bollo
auto che sta arrivando in questi giorni anche per i mezzi destinati
al soccorso pubblico, quindi mezzi di Protezione civile, mezzi di
volontariato.
Già nella passata legislatura lo stesso emendamento che avevo
fatto era passato favorevolmente e aveva dato un grande ristoro a
tutti quegli enti e a quelle associazioni che mettono i propri
mezzi a disposizione per il pubblico soccorso e per finalità
sociali e sanitarie, quindi adesso non so perché non sia stato
inserito ma penso che sia fra gli aggiuntivi.
PRESIDENTE. Non è stato inserito, mi dicono dagli Uffici, perché è
tra gli aggiuntivi e comunque non c'era copertura.
ABBATE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ABBATE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io penso che questa
è una piccola manovra che, però, dà già segnali importanti al
territorio e alle imprese.
Una di queste misure, che riguarda il bollo auto, guardate che è
una misura che non è un condono, ma è la possibilità di pagare la
sorte capitale e, quindi, riportare indietro nel tempo e dare, a
tante aziende che sono difficoltà, la possibilità anche di
rateizzare. Questa è un'apertura, è una misura importante che va
nella direzione di aiutare quelle aziende che si trovavano sulle
spalle la possibilità di non poterle pagare e di non avere la
possibilità in unica soluzione. Guardate, questo provvedimento darà
la possibilità di poter aderire, a questa misura, a tutte quelle
aziende che non avevano la liquidità in unica soluzione al 30 di
novembre.
Questa è una di quelle misure che questo Governo nobilita questa
manovra, darà risposte ai cittadini - centinaia, migliaia di
cittadini - ma, principalmente, il mondo delle imprese che, senza
la possibilità di rateizzare, non avevano la possibilità, la
liquidità di poter rientrare rispetto alle difficoltà che avevano.
Quindi, veramente, una misura questa importante, che questo
Parlamento voterà e sosterrà, che è stata presentata da parte del
Governo e nasce da un confronto fra il Governo e il Parlamento e va
nelle direzioni di quelle che sono le richieste del mondo
imprenditoriale e dei cittadini, e quindi, su questo, credo che
saremo contenti di poterlo sostenere e di poter sostenere la
manovra nella sua complessità, ma principalmente anche questo
provvedimento che darà la risposta ai concreti ai cittadini.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi sull'articolo 3
io ritengo che gli interventi che si sono succeduti, qua non c'è
nessuno che è contro la realizzazione o contro quello che possa
essere una norma sul bollo auto. Però c'è una enorme e profonda
preoccupazione perché ormai siamo stati, Presidente Galvagno, siamo
proprio da giorno 3, per quello che è avvenuto, per gli articoli,
per l'impugnativa, per quello che accade e siccome è una variazione
di bilancio che, comunque, serve al popolo siciliano ed è una
variazione che insieme si sta cercando di portare, con grande
sforzo, a casa io ritengo che il Governo, e in questo caso
l'assessore Falcone, possa, come dire, cercare di fare una
riflessione più profonda sul comma 7 e comma 8 che riguarda proprio
il bollo auto. Perché, poi sulle altre cose, mi sembra che c'è una
grande condivisione. Però sul comma 7 e sul comma 8 io ritengo che
ci sia una profonda riflessione da fare da parte del Governo.
DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
semplicemente due cose. Sul comma 8 potremmo valutare, potreste
valutare di eliminare la parte in cui consentite il pagamento
rateale in quattro soluzioni, senza interessi e senza sanzioni,
perché probabilmente questo potrebbe portare a una caducazione
dell'articolo.
E, in secondo luogo, invece di rinviare, posporre il termine, al
28 febbraio 2023 così in norma, perché non rimandate a un atto
assessoriale, ad un atto amministrativo che poi voi andrete ad
assumere entro il 31 dicembre e andrete, poi, a individuare il
termine che ritenete opportuno che può essere anche il medesimo, ma
senza andarlo ad indicare qui e che sarà, quindi, sottoposto ad un
vaglio di regolarità che passerà sereno? No, non è uguale,
assessore Falcone, per un semplice motivo.
Se lei qua scrive le cose in una determinata maniera, se queste
rilevano un conflitto da parte dell'Avvocatura dello Stato e del
Consiglio dei Ministri, impugnano la legge, la norma e la legge.
Se, invece, noi andiamo a rinviare a un atto amministrativo non
possono andare a impugnare, perché l'atto amministrativo lei lo
potrebbe anche non assumere o lo potrebbe assumere il 31 dicembre
quando la norma, ormai, non è stata più impugnata. Ma, in ogni
caso, l'impugnativa non riguarderebbe la legge. Semmai, sarebbe
l'atto amministrativo viziato di qualche illegittimità e non la
legge, perché lei dovrebbe avere - Antonello nell'orecchio ti ho,
ti voglio bene però sei qui e non è facile in simultanea. Io ti
ringrazio del contributo, però assessore Falcone, avvocato Falcone,
il ragionamento è semplice: se vogliamo mantenere un testo che è a
prova di impugnativa la soluzione è questa, se vi dovete
necessariamente incaponire che il testo deve rimanere questo le
opposizioni faranno il lavoro delle opposizioni e le conseguenze,
poi, le andremo a vedere e non è la prima volta che vi mostrate
granitici nelle vostre convinzioni, ma non è neanche la prima
volta, ma sarei felice che fosse l'ultima quella che è avvenuta
appunto sabato con la mancata parifica, che venite e sconfessati.
Decidete, prendete la vostra decisione, siete i responsabili
dell'azione politica e i voti in Aula ce li avete è quello che vi
stiamo dicendo è nello spirito di collaborazione di tra opposizione
e Governo per varare una norma che magari non contribuisca in
questa legislatura a battere il record di impugnative che abbiamo
raggiunto nella scorsa legislatura.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca. Un atto amministrativo può
stabilire solo le modalità attuative e non il termine che deve
essere stabilito con legge, cionondimeno abbiamo, finora, soltanto
articoli soppressivi e invece uno è che modificativo.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ha già parlato, onorevole Schillaci.
SCHILLACI. Non su questo articolo.
PRESIDENTE. Non ha parlato? L'onorevole Schillaci ha chiesto di
parlare. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Sì, grazie Presidente. Intervengo sul comma 4 perché io
avevo presentato in Commissione Bilancio un emendamento che
prevedeva dei termini di 90 giorni dalla pubblicazione presente
legge per l'istituzione del Comitato tecnico, appunto, di
vigilanza. Voglio ricordare che la Regione Sicilia ....
PRESIDENTE. E' stato presentato come subemendamento.
SCHILLACI. Esatto, come subemendamento, quindi chiedo all'Aula di
apprezzarlo. Grazie.
PRESIDENTE. Sì, ma è già stato accolto, è ammissibile, però è
giusto che ci sono degli emendamenti soppressivi. Chiedo, intanto,
all'onorevole Cateno De Luca se anche questi emendamenti
soppressivi si intendono ritirati.
DE LUCA CATENO. Sì, li ritiro.
PRESIDENTE. La ringrazio.
Onorevole Catanzaro, i soppressivi?
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Sì, intanto volevamo sapere se i soppressivi sono
ritirati, onorevole Catanzaro.
Onorevole Catanzaro, sono ritirati? I soppressivi.
L'emendamento 3.1? E' ritirato?
CATANZARO. L'emendamento 3.1 è ritirato.
PRESIDENTE. Bene. De Luca Cateno lo ha ritirato.
Si passa all'emendamento 3.20 dell'onorevole De Luca Antonino.
DE LUCA ANTONINO. Dove siamo?
PRESIDENTE. Siamo all'emendamento 3.20, chiedo se l'emendamento è
ritirato o mantenuto.
DE LUCA ANTONINO. Dichiaro di ritirare l'emendamento.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
L'emendamento 3.6 è ritirato.
L'emendamento 3.5, onorevole Catanzaro?
CATANZARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Ritirato. L'emendamento 3.19?
CATANZARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Ritirato.
Sull'emendamento 3.4 ha chiesto di parlare l'onorevole Barbagallo.
Ne ha facoltà
BARBAGALLO. Signor Presidente, nella discussione generale
sull'articolo è stata trattata in parte la questione che sto per
affrontare e mi riferisco, in particolare, al rimando, al richiamo
che c'è al regolamento per recepire le disposizioni incompatibili
con il decreto legislativo n. 118.
Io credo che l'Assemblea, prima di votare oggi, e anche il
Governo, devono avere la consapevolezza che stiamo utilizzando uno
strumento che nella storia della legislazione parlamentare
regionale non è stato mai utilizzato per questo fine; cioè noi
sostituiamo la locuzione dell'intesa tra il Ministero dell'Economia
e delle Finanze e l'Assessorato regionale dell'economia con un
regolamento che dovrebbe disporre l'abrogazione implicita di tutte
le norme che sono contrarie al 118.
Quindi utilizziamo un regolamento che nella legislazione
regionale, e lo dico ai colleghi avvocati in Sala, è previsto che
possa essere utilizzato soltanto per l'esecuzione di leggi
regionali e lo utilizziamo, invece, per normare le abrogazioni
implicite con lo Stato?
Io ritengo, non soltanto - proprio perché la forma è sostanza -
che sia una soluzione improvvida, ma che è una soluzione che
comporta un'ulteriore capitis deminutio dell'autonomia regionale in
un momento in cui dall'autonomia differenziata c'è un grande
dibattito nel Paese in questo momento e accettare supinamente le
condizioni imposte dal Ministero dell'Economia.
Apprendiamo che il 6 ottobre il Presidente della Regione ha
sottoscritto una lettera di intenti, però crediamo, signor
Presidente la prego, anche per il prestigio dell'Assemblea che
questo rilievo merita il dovuto e approfondimento, utilizzare il
regolamento per le abrogazioni implicite stride veramente col
prestigio e la storia dell'autonomia regionale.
Quindi le chiediamo un approfondimento dovuto e trovare un'altra
formula poi per normare le applicazioni implicite. Nello stesso
senso, per esser chiari, vanno anche i rilievi degli Uffici.
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, purtroppo
quello che dice l'onorevole Barbagallo sotto un profilo teorico è
giusto, ma poi dobbiamo anche confrontarci con la realtà.
Paradossalmente, onorevole Barbagallo, lei sta riaprendo un tema
importante che è anche il nostro tema, è il tema del Governo, è il
tema di quello, attenzione fatte le dovute differenze, che in
questi giorni sta tenendo banco anche con la Corte dei Conti.
E' stato detto in fase di discussione che c'è differenza fra
armonizzazione della spesa e coordinamento della finanza, cioè con
armonizzazione della finanza o della spesa e coordinamento e
armonizzazione della finanza.
Qual è l'oggetto? Che noi ci stiamo adeguando al decreto
legislativo n. 118, piuttosto che invece intervenire con accordi
pattizi che dovrebbero essere quelli che sottostanno e danno, come
dire, anche la specialità alle Regioni a Statuto differenziato o
speciale rispetto invece al coordinamento della finanza pubblica.
Quello che stiamo facendo riguarda, come dire, un principio di
carattere generale. Il decreto legislativo n. 118 parla di
armonizzazione e tutto ciò che è armonizzazione non è coordinamento
va fatto con una norma statale di rango statale. Addirittura e
abbiamo una questione di legittimità costituzionale che sarà
dibattuta nei prossimi mesi secondo la quale un decreto legislativo
non può intervenire sul disavanzo, sulla spalmatura del disavanzo.
Perché? Perché non ha lo stesso rango della norma statale. Ed
allora tutto ciò che è pattizio rischia di non essere efficace.
Per evitare questo, noi intanto, addirittura anche nel
coordinamento diciamo che tutto ciò che è coordinamento di finanza
pubblica si deve fare con norma pattizia e quindi nell'accordo
nella negoziazione e quindi eventualmente con paritetica, un
decreto legislativo, Consiglio dei Ministri, timbro del Presidente
della Repubblica.
Così come abbiamo, come dire, approvato quella norma che ha
consentito e ragione della quale la regione poi ha fatto il ripiano
in dieci anni piuttosto che in tre anni.
Noi qua invece ci stiamo soffermando su ciò che è armonizzazione e
l'armonizzazione, c'è poco da dire, la fa lo Stato, la fa il
decreto legislativo n. 118.
E allora ecco perché noi stiamo intervenendo, per evitare che ci
siano equivoci sull'andamento corretto della Regione in termini di
legislazione finanziaria. Cioè noi diciamo tutto ciò che è
armonizzazione ci atteniamo al decreto legislativo n. 118 così tu
Stato non possa, come dire, eccepire.
Quello che invece sarà coordinamento di finanza pubblica quello
sì, invece noi continueremo a farlo con gli accordi pattizi.
BARBAGALLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale. Preannuncio, altresì, il voto favorevole alla
soppressione.
PRESIDENTE. Allora, onorevole Barbagallo, ha detto che lo mantiene
se non ho capito male e ha annunciato il voto favorevole? Onorevole
Barbagallo? Palese nominale? La richiesta è appoggiata?
(La richiesta è appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 3.4
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento3.4, soppressivo del comma 2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti . 61
Votanti 48
Maggioranza 25
Favorevoli 17
Contrari 31
Astenuti 0
(Non è approvato)
Comunico che gli emendamenti 3.18, 3.26 sono preclusi.
Si passa all'emendamento 3.23, a firma degli onorevoli Di Paola e
De Luca Antonino. E' la soppressione del comma 3.
DE LUCA ANTONINO. Dichiaro di ritiralo.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 3.3, a firma dell'onorevole
Catanzaro che è ritirato.
Si passa all'emendamento 3.17 a firma dell'onorevole De Luca che è
ritirato.
Si passa all'emendamento 3.2 onorevole a firma dell'onorevole
Catanzaro.
CATANZARO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 3.14 che è ritirato.
Scusate sull'emendamento 3.22 c'è la riscrittura dell'onorevole
Schillaci, a firma dell'onorevole De Luca, è il subemendamento
3.22.R, dovrebbe essere stato distribuito, mi date conferma?
Allora materialmente questo emendamento chiede sostanzialmente di
aggiungere "il Comitato di cui all'articolo 30 è istituito entro 90
giorni dalla pubblicazione della presente legge", questo
emendamento è ammissibile. Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.14 che è ritirato.
Si passa all'emendamento 3.9, a firma dell'onorevole Catanzaro. E'
ritirato?
CATANZARO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. E' ritirato, grazie.
Si passa all'emendamento 3.13 che è ritirato.
Si passa all'emendamento 3.21 a firma degli onorevoli Di Paola e
De Luca Antonino.
DE LUCA ANTONINO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. Va bene, è ritirato.
Si passa all'emendamento 3.25, a firma degli onorevoli Di Paola e
De Luca Antonino. E' mantenuto, va bene. Pongo in votazione
l'emendamento. 3.25.
LOMBARDO GIUSEPPE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
PRESIDENTE. Bisogna che sia appoggiata, onorevole Lombardo.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 3.25
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 3.25, che sarebbe la soppressione del comma 7.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 61
Votanti 53
Maggioranza 27
Favorevoli 20
Contrari 33
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 3.7, a firma dell'onorevole Catanzaro.
CATANZARO. È ritirato.
PRESIDENTE. L'emendamento 3.15 è ritirato.
L'emendamento 3.24, a firma degli onorevoli Di Paola e De Luca?
Ritirato.
Pongo in votazione l'articolo 3, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
"Antimafia"
Comunicazione relativa a decreto di costituzione della Commissione
parlamentare speciale di inchiesta e vigilanza sul fenomeno della
mafia e della corruzione in Sicilia
PRESIDENTE. Intanto, do comunicazione all'Aula che è stata
composta la Commissione Antimafia , ho appena firmato il decreto,
che è composta dai deputati Burtone, Caronia, Castiglione,
Cracolici, Gennuso, Geraci, Intravaia, La Vardera, Mancuso, Marano,
Pace, Schillaci e Venezia. Sono i nominativi per la Commissione
Antimafia , che mi sono arrivati dai Capigruppo. Appena faremo una
pausa insedieremo la Commissione.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
100/A
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Disposizioni varie
1. Il contributo di cui all'articolo 17, comma 3 - Tabella 1, della
legge regionale 25 maggio 2022, n. 13, capitolo 377715 per
l'esercizio finanziario 2022 deve intendersi quale contributo
straordinario e può essere rendicontato entro il 30 giugno 2023.
2. Il comma 5 dell'articolo 55 della legge regionale 15 marzo
1963, n. 16 e successive modificazioni è sostituito dal seguente:
5. Con i criteri di nomina e di compenso stabiliti nel presente
articolo, presso icomuni con popolazione superiore a 30.000
abitanti, possono, con specifica motivazione correlata all'attività
gestionale da svolgere, essere nominati vice commissari
straordinari, nel numero massimo di due soggetti, anche per
l'esercizio di funzioni delegate dal commissario straordinario. Ai
relativi oneri si provvede a carico dei bilanci degli enti
locali. .
3. All'articolo 10 della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3 e
successive modificazioni sono apportate le seguenti modifiche:
a)al comma 2, dopo le parole residenti in Sicilia , sono aggiunte
le seguenti: nel territorio della provincia in cui si trovi l'ente
locale di cui si debba scegliere il revisore o il collegio dei
revisori .
b) il comma 7 è sostituito dal seguente:
7. Ciascun revisore non può partecipare alla procedura di scelta
dell'organo di revisione dell'ente locale se ricopre già quattro o
più incarichi. .
4. Le iniziative a valere sull'autorizzazione di spesa di cui al
comma 87 dell'articolo 13 della legge regionale n. 13/2022 e
successive modificazioni, finanziate per l'anno 2022, possono
essere realizzate entro il 30 giugno 2023 e rendicontate entro 60
giorni dalla medesima data.
5.Le iniziative a valere sul fondo di cui all'articolo 128 della
legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 e successive modificazioni,
finanziate per l'anno 2022, possono essere realizzate entro il 30
giugno 2023 e rendicontate entro 60 giorni dalla medesima data. .
6. Al comma 2 dell'articolo 3 della legge regionale 16 dicembre
2020, n. 32, le parole 30 giugno 2021 sono sostituite con le
seguenti: 31 dicembre 2022 .
7. Al comma 31 dell'articolo 13 della legge regionale n. 13/2022,
le parole del comune sono sostituite con le seguenti: al
Comune. ».
Il Governo chiede di illustrarlo.
Sospendo la seduta per trenta minuti, così nel frattempo possiamo
fare una breve pausa pranzo.
Chiedo ai componenti della Commissione Antimafia di raggiungerci
in Commissione.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 15.56, è ripresa alle ore17.30)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Dopo un confronto con le varie forze politiche e il
dibattito d'Aula, questa Presidenza ha ritenuto opportuno che il
comma 2 e il comma 3 dell'articolo 4 vengano stralciati e,
successivamente, avremo certamente modo di poterci confrontare
rispetto a questi due temi. Adesso passiamo agli emendamenti che
sono stati presentati al testo.
L'emendamento soppressivo 4.1, a firma dell'onorevole Catanzaro, è
mantenuto? Onorevole Catanzaro?
CATANZARO. Quale?
PRESIDENTE. Intanto, chiedo all'onorevole De Luca Cateno e ai suoi
Gruppi se i soppressivi sono mantenuti o si possono intendere
ritirati.
DE LUCA CATENO. Li ritiriamo, ma devo intervenire sull'articolo.
BARBAGALLO. Presidente, procediamo volta per volta.
PRESIDENTE. Va bene, il 4.1 è ritirato. Si passa all'emendamento
4.9.
DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Interverrà solo una volta, credo, per
tutti gli emendamenti.
DE LUCA CATENO. Grazie, Presidente. Prendiamo atto della sua
disponibilità e, quindi, anche di quella che è stata la valutazione
della Presidenza, ovviamente non sul merito dei provvedimenti sui
quali - come ho avuto modo di spiegare ed avendo fatto il sindaco
in tre comuni diversi - la questione riguardante i revisori è una
questione fondata, che va affrontata nella sua complessità.
Ovviamente, abbiamo posto una questione molto semplice, che non è
neanche mirata al provvedimento odierno ma, come abbiamo avuto modo
di mettere in evidenza, anche con veemenza, era di chiarire,
soprattutto a questa Presidenza, quale doveva essere il perimetro
del confronto tra l'Aula e il Governo in relazione a quelle che
sono le materie estranee a certi provvedimenti.
Ovviamente, abbiamo preso un impegno e lo manteniamo. Abbiamo
detto che, se ci fosse stata un'apertura da parte di questa
Presidenza, avremmo ritirato tutti gli emendamenti rispetto a
questo articolo, quindi le confermo che gli emendamenti che abbiamo
predisposto come gruppo Sicilia Vera e Sud chiama Nord sono
ritirati.
Aggiungo anche un passaggio, soprattutto per l'assessore Messina,
il quale aveva predisposto un emendamento del quale ho vissuto
anche il senso a Messina, come sindaco della città metropolitana, e
che voglio semplicemente ribadire come necessità perché, in questo
momento, ci facciamo la gara a trasferire soldi ai comuni, poi ci
ritroviamo che le città metropolitane devono pagare ai commissari
ad acta nominati dall'Assessorato alle autonomie locali, per ogni
atto, per ogni debito fuori bilancio che riconoscono, 500,00 euro.
La firma di un funzionario costa 500,00 euro. Dopodiché c'è lo
sconto, tipo la Standa. Se approvano un atto in più, l'atto
successivo è250,00 euro.
Ebbene, solo per ora la città metropolitana di Messina ha nove
commissari nominati, commissari ad acta che sono anche contro lo
spirito del commissario ad acta che, in genere, si nomina per un
inadempimento da parte dell'ente.
Qui, invece, siamo nel rispetto della norma, dobbiamo per legge
riconoscere i debiti fuori bilancio perché poi scattano ovviamente
quelli che sono interessi che causano danno erariale e ci
ritroviamo - come enti - a dover pagare, per un adempimento di
legge, i commissari.
Tutto questo perché nella norma che è stata prevista in relazione
alla Conferenza metropolitana non sono state specificate le
competenze della Conferenza metropolitana in relazione a quelli che
sono gli atti propedeutici a bilancio, anche per approvare il
bilancio, gli atti proprietari ci vuole il commissario ad acta.
Questo lo voglio sottolineare in relazione a quelle che poi sono le
qualità, con tutto il rispetto, delle norme che si affrontano in
quest'Aula.
E' ovvio che su questo l'assessore Messina ha da parte mia la
sollecitazione a provvedere o con un apposito disegno di legge che
non riguarda la situazione complessiva del riordino delle città
metropolitane in relazione a quelli che sono i sistemi elettorali,
si tratta però di una norma urgente di buon senso in quanto
continueremo a pagare per ogni atto questi importi.
Altra cosa - e chiudo, Presidente - presenteremo due ordini del
giorno che poi illustreremo e uno, sempre in relazione a quello che
sono i comuni, riguarda il reperimento delle risorse che
afferiscono all'aumento dei costi del trasporto e smaltimento dei
rifiuti.
Si è parlato del caro bollette, però, c'è un'altra mannaia che in
questo momento sta facendo saltare i bilanci dei comuni e le tasche
dei cittadini: l'aumento della Tari per il trasporto anche
all'estero dei rifiuti.
Di questo prenderò parola quando illustreremo gli ordini del
giorno.
La ringrazio per la sua disponibilità.
I nostri emendamenti su questo articolo sono ritirati.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca, come vede con il dialogo
si arriva sempre a qualche soluzione condivisa.
Tutti gli emendamenti dell'onorevole De Luca e dei suoi Gruppi
parlamentari pertanto si intendono ritirati.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha facoltà. Dopo
interverrà l'onorevole Dipasquale.
SCHILLACI. Presidente, noi come Movimento Cinque Stelle invece
insistiamo sul nostro emendamento soppressivo relativamente al
comma 3 dell'articolo 4, lettera a), quella che riguarda i revisori
di bilancio perché con questa norma
DE LUCA ANTONINO. E' stato stralciato il comma.
SCHILLACI. Avete ritirato il comma? Io non lo sapevo Però ci
tenevo a dire perché abbiamo avuto delle interlocuzioni
PRESIDENTE. Abbiamo già stralciato.
SCHILLACI. No, non lo avevo sentito.
PRESIDENTE. Non si preoccupi, onorevole Schillaci.
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Dipasquale e a seguire
l'onorevole Catanzaro.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevole Presidente della
Regione, colleghi parlamentari, penso che questo lavoro che si è
fatto in questi ultimi minuti sia stato positivo e mette in
condizione tutti quanti di chiudere queste variazioni di bilancio.
Noi avevamo presentato un emendamento soppressivo per quanto
riguarda - ci sono diversi emendamenti ma poi su questo
l'intervento lo farà il Capogruppo su quelli che rimangono e quelli
che decadono -, però volevo dire una cosa riguardo i revisori dei
conti.
Noi avevamo presentato un emendamento soppressivo di
quell'articolo. Eravamo pronti appunto a battagliare, glielo avevo
anche detto Presidente, ma lei aveva dato già disponibilità ad un
confronto su questo articolo ed era il motivo anche che non ci ha
visto particolarmente coinvolti nella prima fase di questo
dibattito. Però, quell'emendamento che eravamo pronti a cassare
riguardava appunto i revisori dei conti e la chiusura della
possibilità per i revisori dei conti, in particolar modo delle
piccole province in piccoli ambiti, e per noi era una cosa assurda
e lo dico non perché ragusano, vale anche per le altre province. Ma
la cosa più incredibile e più assurda era togliere la possibilità
del bacino e del bacino più ampio che è quello regionale.
I costi, le missioni, si è vero ci sono ma che cosa dobbiamo fare?
Togliere ancora e ridimensionare l'unica certezza che ci è rimasta,
collega sindaco, di legittimità e di verifica di legittimità che è
quella che può dare il revisore dei conti? E poi a me non piace
questo fatto di chiudere i revisori dei conti nell'ambito della
provincia, tutti in un ambito. No, a me piace, a noi piace
quest'idea che vengono da fuori e che non siano condizionabili. I
revisori dei conti devono essere quanto più liberi possibili ed era
già una restrizione, ma comunque per fortuna è stata ritirata.
Una preghiera Una preghiera: non dobbiamo arrivare in Aula a
massacrarci, Presidente, la colpa non è sua, parlo al Presidente
della Commissione Bilancio' e parlo all'Assessore. Le mediazioni,
il lavoro, lo dovete fare bene in Commissione e quando arrivano gli
strumenti finanziari qui devono avere la possibilità, almeno le
cose più importanti e le cose che sono più fastidiose, di non farli
arrivare in Aula, perché quelle norme non dovevano neanche arrivare
in Aula e il Partito Democratico lo ha detto in Commissione: non
fate forzature, non iniziamo male questo percorso perché poi,
giustamente, ci sono gli emendamenti, i voti segreti e tutto quello
che è.
Quindi, la Commissione deve rappresentare il luogo dove tutte le
contrapposizioni più importanti e rilevanti devono essere
eliminate, perché poi il Presidente dell'Assemblea ha il problema a
gestire l'Aula, i questori, i parlamentari e così via. Quindi, vi
preghiamo di fare questo lavoro bene per evitare che poi l'Aula
diventi luogo di scontro.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Catanzaro. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, soltanto per
dirle che ritiriamo tutti i soppressivi, tranne il 4.8 che verrà
illustrato dall'onorevole Barbagallo.
PRESIDENTE. Va bene. Allora l'emendamento 4.1 è ritirato. Gli
emendamenti del Movimento 5 Stelle, a firma degli onorevoli Di
Paola, De Luca, sono ritirati? Si intendono ritirati o no? Sono
tutti soppressivi.
DE LUCA ANTONINO. Il comma 1 sì.
PRESIDENTE. Allora possiamo passare direttamente all'emendamento
4.13, che è stato ritirato. Si passa all'emendamento 4.21, invece,
sempre Di Paola, De Luca. E' ritirato sì o no?
DE LUCA ANTONINO. Ritirato.
PRESIDENTE. Sì, grazie. L'emendamento 4.12 è ritirato.
L'emendamento 4.20, sempre a firma dell'onorevole Di Paola, è
ritirato. L'emendamento 4.11 è ritirato. L'emendamento 4.8 abbiamo
detto che ha ritirato... No, questo è quello che deve illustrare
l'onorevole Barbagallo. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Grazie, Presidente. Approfittiamo in Aula anche della
presenza dell'assessore Pagana perché, in modo singolare,
Presidente, ci ritroviamo la quarta proroga delle stanze di
utilizzo del demanio marittimo a cavallo dei due governi Musumeci e
Schifani. La quarta proroga che arriva per un periodo semestrale,
cinque mesi, otto mesi e francamente non ne comprendiamo le ragioni
in un tempo in cui nel Paese e in Europa c'è il dibattito sulla
Bolkestein, sul divieto sulla possibilità di ampliare la
concorrenza. Quindi, il tema qua non è tanto la proroga delle
concessioni storiche e demaniali su cui l'Assemblea si è espressa
con una legge, la cosa che ci risulta incomprensibile è perché per
la quarta volta il Governo di centro destra propone all'Aula una
proroghetta di sei mesi. La prima volta potevamo pensare,
legittimamente, assessore Falcone, che c'era stata una svista, ma
arrivare per la quarta volta alla proroga di sei mesi non ne
comprendiamo le ragioni. Quindi prima di insistere...
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, è arrivata una riscrittura da
parte del Governo. Se lei la volesse leggere la stiamo facendo
distribuire.
BARBAGALLO. ? Quindi è un colpo di scena questo, live.
PRESIDENTE. E' appena arrivata, quindi, posso dirle questo.
BARBAGALLO. Quindi, di sette mesi anziché di sei mesi? Se sospende
due minuti la esaminiamo, Presidente.
PRESIDENTE. La dovrebbe già avere sul tablet. Siamo diventati un
po' più tecnologici, Onorevole Barbagallo. Già la dovrebbe avere
direttamente caricata sul tablet. E' il 4.27. Catanzaro più
giovane.
BARBAGALLO. Prima di insistere sulla votazione, Assessore, se ci
spiega il motivo per cui fino al 28 febbraio dobbiamo dare la
possibilità, cioè è una cosa incomprensibile avevano tempo fino al
30 giugno. Dobbiamo incassare di più, abbiamo dei pezzi di demanio
che dobbiamo svendere, abbiamo l'accordo con qualche... No, per
capire qual è la ragione anche di fronte prima di... Grazie,
Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, a lei onorevole Barbagallo.
PAGANA, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANA, assessore per il territorio e l'ambiente. Allora, intanto
volevo specificare che si tratta di una norma di iniziativa
parlamentare. E' stata inserita in sede di Commissione Bilancio',
quindi, è stata ravvisata l'esigenza di diversi sindaci di ottenere
una proroga. Tuttavia, ho presentato un emendamento anche per
collegarmi al discorso che faceva l'onorevole Cracolici poco fa di
non fare una proroga ma un rinnovo. Quindi, abbiamo rielaborato la
norma per poter consentire ai comuni, a parità di requisiti, quindi
gli stessi che erano previsti per il 2021 perché la riscrittura,
cioè l'emendamento non riscritto poteva, come dire, anche lasciare
spazio a interpretazioni; ripeto è un'esigenza che è stata
manifestata anche nel corso dell'iter parlamentare e con la
riscrittura noi proponiamo, diamo la possibilità ai comuni, a
parità di requisiti, che non abbiano presentato l'istanza, di
poterla presentare, caricarla sul portale dall'entrata in vigore
della norma fino al termine di febbraio 2023. Ci sembra una cosa,
come dire, di buon senso, una proposta che viene da diversi
sindaci, dai territori, c'è anche una volontà parlamentare affinché
si porti avanti e siamo sereni e con il massimo della serenità ci
rimettiamo al giudizio dell'Aula. Grazie.
LOMBARDO GIUSEPPE GEREMIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO GIUSEPPE GEREMIA. Presidente, soltanto per confermare
quello che ha detto il Governo e soprattutto rafforzare la bontà di
questa misura perché non fa altro che adeguarsi, allinearsi più che
altro, ai tempi che sono previsti nella legge 118 del 2022 che nel
Parlamento nazionale ha votato anche il Partito Democratico, che
consente a livello nazionale l'adeguamento ove la proroga fino al
31 dicembre 2023. Quindi, si tratta di una mera operazione di
semplice allineamento della nostra Regione con quanto accade a
livello nazionale. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lombardo.
Allora, possiamo mettere in votazione...
BARBAGALLO. Chiedo che la votazione dell'emendamento 4.8 avvenga
per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. C'è una richiesta di voto segreto dell'emendamento
4.8. Verifichiamo se è appoggiata a termini di Regolamento.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 4.8
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 4.8.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì vota per la
soppressione del comma 6 e quindi preme il pulsante verde; chi vota
no è contrario alla soppressione e preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Ricordo di tenere premuto fino a quando noi non chiudiamo la
votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 61
Votanti 59
Maggioranza 30
Favorevoli 27
Contrari 32
Astenuti 0
(Non è approvato)
Votiamo la riscrittura, l'emendamento 4.27 del Governo. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli altri emendamenti sono tutti ritirati. Possiamo votare
l'articolo 4. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Variazioni al bilancio della Regione
1. Nello stato di previsione dell'entrata e della spesa del
bilancio della Regione per l'esercizio finanziario 2022 e per il
triennio 2022-2024 sono introdotte le variazioni di cui alle
annesse tabelle A e B comprensive delle variazioni discendenti
dall'applicazione delle disposizioni della presente legge.».
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. L'onorevole Laccoto ha chiesto di parlare
sull'articolo 5. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Assessore, ho visto che per quanto riguarda le somme per
i comuni è stato fatto un comma in deroga all'articolo 175, comma
3. In effetti non è in deroga perché il 175, comma 3, così come ha
fatto il Governo nazionale, prevede che quando ci siano entrate in
più possano essere fatte. Quindi questa deroga mi crea qualche
problema. Verificatelo. Possono modificarlo gli Uffici togliendo in
deroga perché questo 'in deroga' ci creerebbe problemi a livello
nazionale. Non è in deroga.
Sull'ordine dei lavori
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ma solo
sull'ordine dei lavori, poco fa l'onorevole Ciminnisi ha chiesto
all'assessore Falcone e al Presidente della Regione ovviamente
notizie in merito alla norma che riguardava i ristori. Noi vogliamo
comprendere Assessore e le preghiamo di dare una risposta perché
altrimenti ci sembra di capire che non ci vuole dare alcune
informazioni in merito: questi ristori li dobbiamo prevedere col
bilancio della Regione e quindi li prevedremo nel prossimo
documento finanziario o li dobbiamo prevedere con una norma di
riprogrammazione di fondi del PSC, perché se è una riprogrammazione
del PSC possiamo tranquillamente inserirla in variazioni di
bilancio, si fa una norma semplicissima e ci portiamo avanti, non
rinviamo la norma a data da destinarsi perché lei sa che le norme
di riprogrammazione sono degli atti di indirizzo che fa il
Parlamento nei confronti del Governo regionale. Rinviarla non alcun
senso, quindi o lei ci dice che vuole utilizzare il bilancio della
Regione e io comprendo che non è uno strumento che va inserito oggi
in variazioni di bilancio, perché il decreto di impegno comunque
non potrebbe essere fatto entro il 31 dicembre, se è una norma di
riprogrammazione possiamo serenamente inserirla.
Noi abbiamo evitato di presentare la norma per una questione di
correttezza nei confronti del Governo, perché siamo liberi anche al
fatto che possiate in qualche modo presentarla voi stessi piuttosto
che ovviamente le forze di opposizione, però la riprogrammazione o
la facciamo oggi o altrimenti il rinvio viene letto come una non
volontà del Governo di procedere ad una riprogrammazione delle
risorse.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
100/A
PRESIDENTE. Allora, abbiamo qui gli emendamenti alle tabelle. C'è
l'emendamento Tab.10. Chiedo agli onorevoli De Luca, Sciotto,
Balsamo se è mantenuto o ritirato.
DE LUCA CATENO. Ritirato.
PRESIDENTE. Vale per tutti gli emendamenti, quindi, Tab.8
ritirato, Tab.14 ritirato, Tab.25 ritirato, Tab.23 ritirato, Tab.22
ritirato, Tab.9 ritirato, Tab.35 comunque è ritirato, Tab.36
ritirato, Tab.37 ritirato.
Si passa all'emendamento Tab.43 del Governo. Assessore Falcone, lo
vuole illustrare?
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, certamente
trattasi di un emendamento squisitamente tecnico, che di fatto poi
meno male quando oggi spiegavo all'onorevole D'Agostino che ci sono
alcuni capitoli che per quanto siano capienti hanno degli impegni
da qui ai prossimi giorni, questo è stato l'esempio, ci siamo
accorti ieri che, in effetti, ad un capitolo da cui avevamo attinto
2 milioni di euro, invece dobbiamo aggiungerne anziché toglierne.
Per cui con questo articolo andiamo a compensare, quindi è un
articolo assolutamente tecnico che ci mette nelle condizioni a
saldi invariati di far quadrare benissimo la manovra.
SAFINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prima di metterlo in votazione, ha chiesto la parola
l'onorevole Safina. Ne ha facoltà.
SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'ordine dei
lavori è intervenuto poco fa il collega del Movimento Cinque
Stelle. In commissione l'Assessore per l'economia aveva rassicurato
che avremmo trovato le risorse per i ristori, noi ieri non perché
non vogliamo fidarci ma per buona pratica parlamentare abbiamo
depositato un emendamento che prevede la riprogrammazione dei Fondi
PSC per almeno 15 milioni e tra gli emendamenti aggiuntivi
chiediamo che questo emendamento venga trattato perché dobbiamo, il
Parlamento siciliano deve un segnale alle famiglie alle imprese
siciliane che sono state duramente colpite. Sappiamo che quindici
milioni sono ancora poca cosa, ma comunque rappresenta un inizio.
C'è questo emendamento aggiuntivo, il Governo aveva preso in
Commissione Bilancio e anche in Aula un impegno e chiediamo che
questo impegno venga rispettato.
PRESIDENTE. Intanto, votiamo l'emendamento Tab.43, dopo vedremo se
il Governo eventualmente vorrà presentarlo.
Pongo in votazione l'emendamento Tab.43. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento Tab.32 è ritirato; l'emendamento Tab.33 è ritirato;
l'emendamento Tab.34 è ritirato; l'emendamento Tab.12 e
l'emendamento Tab.11 sono ritirati.
Pongo in votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Adesso non so se il Governo vuole prendere parola.
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, in merito a quello che è stato sollecitato dai colleghi,
devo dire a iniziare l'altro giorno l'onorevole Galluzzo ma a
continuare tutti i colleghi, l'onorevole Nicola Catania, Safina,
Ciminnisi - chiedo scusa, imparerò collega chiedo scusa - voglio
dire, ci sono stati degli ordini del giorno che sono stati
presentati. Lo voglio dire all'onorevole Sunseri. C'è stato, ad
esempio, l'onorevole Gennuso che ha presentato un ordine del giorno
che va in questa direzione, e il Governo esprime parere
assolutamente favorevole.
D'intesa col Presidente della Regione, settimana prossima, giovedì
prossimo porteremo in Giunta la riprogrammazione. Già ieri sera
abbiamo avuto una riunione col direttore e con tutti gli uffici
della programmazione, e settimana prossima porteremo in Giunta
anche la riprogrammazione relativa a questa materia, all'alluvione.
Metteremo 15 milioni di euro per i danni alle strutture pubbliche,
e 5 milioni di euro per quanto riguarda i danni ai privati. Quindi
gli indennizzi, i ristori saranno sia per il pubblico che per il
privato.
GALLUZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Galluzzo, non si interviene da qui. Si
interviene da sotto, deve scendere.
Ha chiesto di parlare prima l'onorevole Galluzzo. L'onorevole
Catania pure ha chiesto di intervenire? Allora dopo gli interventi
dell'onorevole Galluzzo e Catania voteremo l'articolo 6. Ci sono
alcuni ordini del giorno presentati, che si votano senza
illustrazione perché sono stati presentati dopo la discussione
generale, e poi ci sarà il voto finale.
GALLUZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, alla luce di
quanto dichiarato, dall'assessore Falcone, sull'impegno che sulle
alluvioni il Governo stanzierà 20 milioni di euro, di cui i 15 ai
comuni e 5 ai danni subiti dai privati, abbiamo presentato un
ordine del giorno. E quindi, chiedo al Governo di apprezzare questo
ordine del giorno e di approvarlo all'Aula. Lo consegnerò adesso.
CATANIA NICOLO'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANIA NICOLO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, soltanto
per precisare alcune questioni che abbiamo anche affrontato anche
col Governo. Noi ci fidiamo, sicuramente, di quella che è la
volontà del Governo stesso a proseguire tanto per il ristoro dai
privati, quanto per quanto riguarda i danni ai comuni. Però tenevo
a precisare una questione. L'ordine del giorno l'abbiamo firmato, e
quindi l'onorevole Galluzzo ha chiesto di apprezzarlo.
C'è anche una questione immediata, perché è nella prospettiva
della spesa, mi insegna l'assessore Falcone che lì avremo anche i
tempi, anche perché occorrerà avere le quantificazioni da parte dei
comuni e da parte dei privati, quindi c'è tutta una procedura
particolare, mi rendo conto. Però, attenzione, che nella dotazione
finanziaria attuale della Protezione civile, specificatamente per
questi danni, già c'è un residuo di 2 milioni e 800 mila euro che
possono essere, praticamente, utilizzati da subito. Così dicasi
anche per la pulizia dei margini dei fiumi, per gli allagamenti
delle campagne che si sono verificati al seguito di questi eventi.
E perché dico questo? Perché il bacino, o l'ente preposto, ha
anch'esso una dotazione finanziaria corposa per cui è già, da ora,
possibile creare condizioni favorevoli. Questo è emerso un dato da
una riunione in prefettura, a Trapani, fatta ieri. Quindi sono
dati, numeri che dà anche il dipartimento. Quindi, su questa cosa
attenzionare da subito al fine anche di prevenire eventuali
ulteriori altri danni, perché nel frattempo noi discutiamo le
avversità atmosferiche possono arrivare anche da un momento
all'altro. Questa è la questione che volevo sottolineare,
accogliendo anche la proposta favorevolmente.
CIMINNISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINNISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente
Schifani buonasera. Sono qui. Ci siamo conosciuti a Salina Grande,
se lo ricorda no? Io quel giorno, probabilmente anche oltrepassando
i limiti del garbo istituzionale che pure le sarebbe stato dovuto,
mi sono permessa di dirle che, politicamente su questa cosa, sarei
stata una spina nel fianco, glielo dico ovviamente con tutto il
garbo che, invece, in questa sede è obbligatorio.
Abbiamo presentato anche noi un ordine del giorno a mia prima
firma, insieme ai colleghi del Movimento Cinque Stelle. Certo è
chiaro che noi avremmo preferito in questa sede un impegno
normativo, quindi una norma che sicuramente avrebbe avuto un
significato più forte rispetto a quello dell'impegno politico
dell'ordine del giorno, ma confido sulla sua serietà e sull'impegno
che ha preso quel giorno sui luoghi dell'alluvione.
Sono certa che nel più breve tempo possibile riusciremo a dare una
risposta a questi cittadini, speriamo che sia celere, ci conto e
vigileremo su questo.
SPADA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPADA. Signor Presidente, signori della Giunta, assessore Falcone
- l'assessore Falcone è impegnato, quando finisce - io apprezzo
l'impegno che ha messo nel trovare le risorse da destinare ai
comuni e soprattutto ai privati rispetto alle alluvioni, però
quello su cui la volevo fare riflettere è non solo di prevedere le
risorse all'interno del bilancio della Regione, ma verificare anche
che poi queste risorse vengano concretamente impiegate, perché ci
sono ancora realtà come quella di Pachino, come quella della zona
sud.
Io apprezzo l'ordine del giorno presentato dal collega Gennuso e
lo condivido, però ci sono ancora realtà che aspettano i soldi del
2019 e del 2021, quindi se noi prevediamo solo ed esclusivamente le
risorse da destinare ai comuni e ai privati, senza poi
concretamente farglieli prendere questi soldi, non abbiamo fatto
niente. Quindi, le chiedo un impegno concreto per cercare di
aiutare queste persone che soffrono doppiamente il disagio
dell'alluvione e quelli degli anni passati.
SAFINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAFINA. Signor Presidente, assessore, devo dire la verità, che mi
ritengo insoddisfatto dalla sua precisazione, perché l'altro giorno
parlavamo di quindici milioni di ristori per i privati, oggi stiamo
parlando di cinque milioni di ristori per i privati.
FALCONE, assessore per l'economia. 15 milioni erano complessivi.
SAFINA. Quindi, Assessore, diciamo che stiamo giocando
sull'ambiguità. Ma ciò nondimeno, io penso che cinque milioni siano
veramente pochi, perché le assicuro che alcuni comuni, tra i quali
quelli della provincia di Trapani, hanno già stimato che i danni
sono oltre dieci milioni solo in provincia di Trapani, e abbiamo
assistito a ciò che è accaduto a Messina, abbiamo visto ciò che è
accaduto nelle campagne del ragusano e del siracusano, con intere
imprese che non hanno ancora ripreso la loro attività, e quindi i
cinque milioni rappresentano una mera mancia.
Io chiedo al Governo di fare molto, molto molto di più.
CARTA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARTA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Falcone,
in riferimento alla discussione sulla nomina dei revisori contabili
e degli enti locali, abbiamo appena ascoltato l'onorevole De Luca
che ci ha invitati a fare una norma che possa essere più definita e
più, diciamo, sottoposta, a quello che è il regime di contabilità
degli enti locali, ma soprattutto una norma che metta a riparo dai
costi e dagli eccessivi rimborsi che oggi ogni comune siciliano
deve ai revisori che vengono estratti nei vari consigli comunali.
Noi chiediamo al Governo di trattarla come un'iniziativa propria,
e di calendarizzarla nel metodo legislativo parlamentare nelle
prossime sedute, e fare sì che questo emendamento che noi, in
accordo con il Governo abbiamo ritirato, venga trattato nelle
prossime iniziative governative.
PRESIDENTE. Assessore, non è necessario, penso.
DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io prendo
atto di quanto dichiarato dall'assessore Falcone e della volontà di
riprogrammare alcuni fondi nella prossima Giunta, però, come
anticipato da alcuni colleghi, sappiamo benissimo che i fondi
riprogrammati arriveranno con notevole ritardo rispetto alle
necessità soprattutto quelle dei privati che hanno subito danno che
sono estremamente e dannosamente attuali.
Allora, io quello che volevo chiedere, signor Presidente e
assessore Falcone, è un impegno del Presidente Schifani e della
Giunta tutta affinché una norma che abbia a valere sui fondi di
bilancio sia concordata sin d'ora da inserire nella prossima
finanziaria quanto meno per quanto riguarda i ristori ai privati,
perché immaginare di ristorare i privati fra uno, due o tre anni
ossia quando arriveranno le riprogrammazioni con tutte le
difficoltà correlate anche alla rendicontazione di questi fondi, mi
sembra veramente una presa in giro quanto meno nei confronti dei
privati.
Per cui nei confronti delle strutture pubbliche io lo capisco che
agiamo riprogrammando dei fondi, ma i risarcimenti ai privati non
ci possiamo basare solo su questi perché arriveranno troppo tardi e
perché saranno anche difficilmente spendibili.
E allora se uno sforzo lo dobbiamo fare perché ricordiamoci che
quello che è successo in parte è colpa della natura che giustamente
non ci possiamo fare niente, in parte anche della cattiva gestione
da parte dell'ultimo Governo dei fondi relativi al dissesto
idrogeologico che, nonostante siano notevoli, non sono stati spesi
e allora quanto meno sarebbe il minimo che questo Governo si
impegnasse sin d'ora a inserire nella prossima manovra finanziaria
dei ristori adeguati e immediatamente spendibili e gradirei da
parte del Presidente Schifani, che sono sicuro ad essere sensibile
a questa materia, un impegno concreto dichiarato sin d'ora.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 6. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Presentazione di ordini del giorno
PRESIDENTE. Sono stati presentati otto ordini del giorno: l'ordine
del giorno numero 3 "regionalismo differenziato"; l'ordine del
giorno il n. 4 "rifinanziamento dei consorzi di bonifica"; l'ordine
del giorno n. 5 "la digitalizzazione"; l'ordine del giorno n. 6
"sisma 2018"; l'ordine del giorno n. 7 "presidi ospedalieri
disagiati"; l'ordine del giorno n. 8 "moratoria energia"; l'ordine
del giorno n. 9 "eventi meteo Trapani" e l'ordine del giorno n. 10
"Sud Siracusa". Sono stati appena presentati gli ordini del giorno
n. 11 e n. 12. Invitiamo il Governo ad accoglierli come
raccomandazione.
Votazione finale del disegno di legge n. 100/A
PRESIDENTE. Possiamo procedere alla votazione finale del disegno
di legge sulle variazioni di bilancio.
DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha la facoltà.
DE LUCA CATENO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente
della Regione, noi comunichiamo il nostro voto, non possiamo votare
favorevole a questo provvedimento, ma quanto meno oggi ci possiamo
astenere rispetto a un provvedimento che abbiamo in parte
contrastato e per quello che è l'articolo 1 sui sostegni ai comuni
abbiamo detto e abbiamo sostenuto in Commissione bilancio con il
nostro rappresentante Matteo Sciotto anche l'aumento delle risorse
che originariamente erano state predisposte da parte del Governo
sicuramente insufficienti.
Invito il Governo, stavamo preparando un ordine del giorno ma non
ci siamo riusciti con i tempi, quindi se l'assessore per l'economia
vorrà un attimo ascoltarmi - tanto siete della maggioranza quindi
poi potete parlare - Assessore lei ha partecipato ad una delibera
di Giunta, la n. 138 del 31 marzo 2021, smaltimento dei rifiuti
iniziative, questa era una delle tante delibere di Giunta cabriolet
che avete fatto col Governo Musumeci, dove destinavate 45 milioni
di euro per sostenere i Comuni sugli extra costi per il trasporto
dei rifiuti.
Ebbene, Assessore, è una delle tante delibere cabriolet senza
copertura finanziaria che ad oggi i Comuni ancora attendono e lo
dico al Presidente Schifani perché quanto sta costando il trasporto
all'estero dei rifiuti, onestamente, già è da qualche anno che
soprattutto le città virtuose come Messina, Presidente Schifani,
che dall'8 per cento in tre anni - là c'era un sindaco che si
chiamava De Luca - è arrivata quasi al 60 per cento. Tutto il
risparmio che dovevamo riconoscere sulla Tari purtroppo si è
bruciato proprio perché per una responsabilità non dei Comuni, ci
siamo trovati ora a dover pagare gli extra costi per quello che i
sono i rifiuti che stanno andando all'estero, delibera n. 138 del
2001.
Io mi auguro che da parte sua non ci siano mai delle delibere
cabriolet come queste - poi ce ne sono altre se vuole gliene do
copia - mi auguro che il Governo trovi le risorse per dare un'altra
risposta importante soprattutto a chi si sta impegnando a fare la
raccolta differenziata perché, veda, è stato un boomerang: più
raccolta differenziata abbiamo fatto, più è aumentato l'umido, più
ci sta costando e allora perché i messinesi - faccio un esempio -
devono continuare a fare la raccolta differenziata? E' logico che
diventa diseducativo, volevamo introdurre la Tari, come è stato
fatto già a Santa Teresa di Riva, dove c'è stato un sindaco sempre
di nome De Luca, dove la raccolta differenziata arruolata pure
all'80 per cento lì siamo riusciti ad applicarla, ora con il
sindaco Danilo Lo Giudice, a Messina no. Quindi mi auguro che
questa delibera venga riproposta con le coperture finanziarie,
quanto meno per dare una risposta alla meritocrazia, cioè i comuni
che realmente si stanno impegnando.
Per quanto riguarda l'ultimo argomento che voglio affrontare su
questo, intanto formulo i miei personali auguri al Presidente della
Commissione Antimafia Antonello Cracolici, al Vicepresidente
Riccardo Gennuso e Ismaele la Vardera, già sono arrivati i segnali
da parte di certi mondi sono impauriti. Io spero che facciate un
buon lavoro e quindi i miei più sinceri auguri, questo ve lo voglio
dire personalmente.
Voglio aggiungere ancora un altro elemento sempre a beneficio
dell'Assessore Falcone, Assessore noi abbiamo presentato già il
disegno di legge per l'esercizio provvisorio e abbiamo messo aprile
2023, abbiamo anche presentato un ordine del giorno in tal senso e
non lo stiamo facendo perché vogliamo prevaricare il Governo, lo
stiamo facendo perché è indispensabile che si faccia un quadro
complessivo di come stanno le cose, non solo per quanto riguarda il
bilancio della Regione e delle Partecipate e quindi il sistema
pubblico regionale allargato ma soprattutto anche dei fondi extra
bilancio, anche perché ritengo che con un buon lavoro in
Commissione bilancio e in Commissione UE si possa anche vedere di
mettere su fondi extra bilancio alcune spese che riguardano
attualmente la gestione corrente o come fu fatto nel 2009 e 2010
con il Presidente Raffaele Lombardo.
Questo credo che diventa indispensabile perché se noi - e concludo
Presidente - non cerchiamo di integrare in modo sinergico anche
quelle che sono le risorse extra bilancio, come POC - FSC ed altro,
con quelle che sono purtroppo le necessità del bilancio della
Regione e delle sue Partecipate, rischiamo che questa operazione
verità si faccia al 10 per cento.
E allora io invito sommessamente il Presidente della Regione e
l'Assessore per l'economia di valutare seriamente la presentazione
del disegno di legge, tanto ormai siamo in esercizio provvisorio,
credo che anche l'ipotesi di portare in questa Aula il disegno di
legge di bilancio e della legge di stabilità sia naufragata, non
faccia l'errore di farlo al 31 gennaio e poi al 28 febbraio come il
suo predecessore Armao meravigliao'. Sia, da questo punto di
vista, serio.
Dopodiché se la concluderemo al 31 di marzo ha vinto lei, perché
intanto ci siamo dati un termine all'orizzonte ben preciso, nel
rispetto delle norme, poi se noi lo approviamo due mesi prima ha
vinto lei. Non faccia al contrario però, ecco Assessore, questo mi
permetto di dire sommessamente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca. Se non ci sono altri
interventi possiamo votare.
CATANZARO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, si deve abituare a guardare a sinistra,
perché vedo che guarda solo a destra.
PRESIDENTE. Ma se ho dato la parola sola a sinistra, onorevole
Cracolici come lo può dire?
CATANZARO. Governo, onorevoli colleghi, intervengo intanto per
fare un grande in bocca al lupo di buon lavoro alla Commissione
Antimafia che si è insediata e vede, a nome mio e al nome del
Gruppo, fare gli auguri all'onorevole Cracolici, ma a tutto
l'Ufficio di Presidenza, con i due i vicepresidenti La Vardera e
Gennuso e per noi è un fatto importante.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Auguri a cui si associa tutto il Parlamento.
CATANZARO. Dopodiché, in merito alla dichiarazione di voto di
questa variazione di bilancio, noi non possiamo non votare
contrario. Ma lo dico perché, sì è vero, nelle ultime ore siamo
riusciti a fare un buon lavoro, come dire, con grande capacità di
mediazione tra maggioranza ed opposizione e riteniamo che
all'articolo 1 è vero che abbiamo fatto un grande sforzo dai 20 ai
48 milioni di euro per i comuni. Però è come quando si va a scuola:
si va bene, però non è eccellente, potevamo fare tanto altro.
È vero anche che vi avevamo detto, sia in Commissione, ma anche
questa mattina nell'intervento iniziale, che non serviva portare in
Aula ed inasprire gli interventi iniziali su norme che non
c'entravano nulla con la variazione di bilancio. Mi riferisco ai
revisori o e ai commissari, perché quelle sono argomentazioni che,
dal nostro punto di vista, dobbiamo avere anche la capacità
politica di affrontare nella sede opportuna, che è il Parlamento,
ma nei momenti corretti che non sono quelli di una variazione di
bilancio, perché oggi quello che noi dobbiamo dare ai siciliani è
una variazione per le emergenze.
Poi - l'ha detto anche l'onorevole De Luca - noi siamo convinti,
assessore Falcone, al di là della sua idea di potere procedere,
però noi siamo convinti, per non cascare nei tranelli del passato e
nell'idea, come alcune volte ho sempre sostenuto io, della finanza
creativa, di non fare gli errori che abbiamo fatto, con quello che
deve essere l'esercizio provvisorio.
Inoltre mi accingo a chiudere dicendo che sull'argomento ultimo,
che è stato quello delle alluvioni, io direi al Governo regionale
attuale di avere grande prudenza nel procedere e nell'andare
avanti, perché sono tanti e tante le nefandezze del passato, per
cui tanti privati attendono ancora i ristori. E lo dico per tanti
privati dal 2018, 2019, con delle cose che non sono mai arrivate.
E allora, dico, dobbiamo avere grande rispetto per le delle cose
che accadono, per cui nessuno può fare nulla, però, nello stesso
tempo, dobbiamo essere presenti ad intervenire con norme concrete.
Perché è chiaro, sì gli ordini del giorno sono importanti, ce ne
saranno sei, sette, otto, e siamo pronti a votarli; però lo
sappiamo tutti dentro quest'Aula che gli ordini del giorno possono
impegnare il governo, però poi gli impegni non sono la concretezza
delle cose. E quindi, per questo, il Partito Democratico esprime il
voto contrario, con la consapevolezza, nel proseguo, di iniziare
una proficua collaborazione che serve a dare i risultati per il
territorio siciliano, per le Siciliane e i Siciliani.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne
ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente, il Movimento 5 Stelle voterà
contrario all'approvazione di questa variazione di bilancio. I
motivi li abbiamo già esposti più volte, sia in sede di discussione
generale, che in sede di discussione dei singoli articoli. Ci
auguriamo che i prossimi strumenti finanziari siano titolari di una
visione di Sicilia un attimino più alta di quella che il Governo ha
mostrato sinora. Ovviamente ci rendiamo conto che è ancora il primo
mese e quindi ci sarà spazio per il confronto sui temi di maggiore
interesse.
Bocciamo questa variazione perché, seppure apprezziamo lo sforzo
fatto sui comuni, non accettiamo che non sia stato tenuto in
considerazione quello che doveva essere un argomento trasversale
che avrebbe dovuto vedere le parti del Governo unite su
un'emergenza molto grave, appunto questa delle alluvioni.
Gli argomenti tecnici dovrebbero lasciare lo spazio a quelli
veramente importanti per la cittadinanza, perché quando si
verificano dei fatti così gravi, come quelli a cui abbiamo
assistito in queste settimane, non possono essere trascurati da
quello che è, per eccellenza, un Parlamento.
Questi sono i motivi per cui voteremo contrari.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Laccoto. Ne ha
facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, Governo, per annunciare il voto
favorevole del Gruppo Prima l'Italia-Lega anche perché abbiamo
apprezzato lo sforzo del Governo che ha, nonostante i tempi molto
ristretti, ha tentato di dare delle risposte significative.
Mi riferisco soprattutto all'avere accettato - anche se minimo -
l'aiuto ai comuni e ad aver aumentato quelle che erano le somme già
previste dalla variazione di bilancio.
Diamo atto all'Assessore Falcone ed al Presidente della Regione e
a tutta la Giunta che hanno dato ascolto a questo come, mi
riferisco anche a quella che è una norma obbligatoria a seguito
della sentenza della Corte Costituzionale, per quanto riguarda le
somme del Piano sanitario perché questo era un obbligo di legge.
Quindi, bene ha fatto il Governo a portarla in Aula, ricordando
quello che dice la Corte Costituzionale.
La Corte costituzionale dice che le somme del Fondo sanitario
devono servire ad innalzare i LEA e soprattutto a fare prevenzione.
La vicenda di cercare di evitare che ci siano le lungaggini per
quanto riguarda le liste di attesa, per quanto riguarda
specialmente gli esami strumentali che possono anche salvare delle
vite, credo che vada anche in questo senso.
Credo che però il Governo, così come ho detto nella mia
dichiarazione di questa mattina, dovrebbe fare uno sforzo anche a
livello nazionale soprattutto per venire incontro ai comuni che si
trovano in regime di salvaguardia. In Sicilia sono più di duecento.
In queste condizioni con l'aumento da 1000 per cento, rispetto a
quello che era il 2022, dal primo gennaio io credo che si voglia
sacrificare tutti i comuni della Sicilia.
Per questo chiedo l'impegno del Presidente della Regione e del
Governo tutto, Assessore Falcone, Assessore per gli enti locali,
perché si ponga fine a questa sperequazione nei riguardi degli enti
locali della Sicilia.
Questa scusa e del regime di salvaguardia sta mettendo in
ginocchio le comunità siciliane.
Per cui mi fermo a questo apprezzando lo sforzo del Governo che è
stato lo sforzo anche con i tempi brevi.
Certamente l'avere fatto quella norma che porta al giuramento del
Governo di fronte all'Assemblea regionale, secondo me, ha creato
problemi di lungaggini.
Questa norma, credo, che vada rivista nel corso di questa
legislatura per evitare che accadano quei ritardi che sono accaduti
questa volta.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Nicolò Catania. Ne
ha facoltà.
CATANIA NICOLO'. Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, non anticipo voto che, ovviamente,
riserviamo poi alla dichiarazione del Capogruppo ma volevo
semplicemente fare alcune raccomandazioni - se mi è consentito -
apprezzando il lavoro del Governo che, preso da tempi strettissimi,
ha creato anche una condizione per poter dare ossigeno un po'alle
condizioni all'economia della nostra Regione, anche rispetto alle
cose che sono state dette sugli enti locali e sui comuni.
E' uno sforzo sicuramente ammirevole che noi abbiamo apprezzato -
e non solo - ma abbiamo creato anche condizione di collaborazione
laddove questo è stato possibile.
Il comma 2 dell'articolo 1, ovviamente, è il frutto anche di una
collaborazione ad un mio emendamento che dà ai comuni la
possibilità di poter aprire di nuovo le variazioni di bilancio ed
incamerare nel 2022 dette somme e, altrimenti, e avremmo fatto
qualcosa che non era da subito utile. Questa collaborazione nel
costruire anche un percorso normativo che possa essere il più
adeguato possibile, ovviamente, viene meno rispetto ad alcune
questioni che sono urgenti anch'esse e qui mi riferisco al
Presidente e all'assessore Falcone che hanno con me condiviso
alcuni momenti in particolare col Gruppo parlamentare.
Noi abbiamo fatto degli ordini del giorno per alcune questioni
importanti, siamo convinti che il lavoro e il proseguo del Governo
ci metterà nelle condizioni di potere osservare, come dire,
esigenze che il territorio tutto ha. Ci sono altre questioni che
hanno un'urgenza, ne dico una fra tutti: il convento per
audiofonolesi di Marsala. Sono bambini portatori di handicap e che
oggi non vedono la prosecuzione della loro attività didattica
perché con l'istituto non ho avuto il contributo rispetto alla
circolare nel settembre del 2022. Avevamo proposto, avevo proposto
la mia firma, un emendamento di 130 mila euro per riattivare
l'attività didattica di questi ragazzi che arrivano da tutta la
Sicilia, da tutta Italia. E' un convitto nazionale e, quindi, noi
ci auguriamo che, tra le altre cose, con il modo collaborativo con
cui abbiamo trattato anche in Commissione da tutto il resto, si
possa creare quanto meno un momento di risposta in provvedimenti
che arriveranno successivamente. Di questo sono fiducioso e
ringrazio il Governo qualora vorrà prendere anche un impegno
formale rispetto a queste tematiche che sono state avanzate.
PACE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PACE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Presidente
della Regione. Io per preannunciare il voto favorevole del Gruppo
politico della Democrazia Cristiana e al di là dei meriti della
manovra, seppure con un provvedimento d'urgenza, voglio
sottolineare quello che è stato sotto l'opinione pubblica, sotto i
riflettori dell'opinione pubblica negli ultimi, nelle ultime
settimane: la tenuta della maggioranza, il balletto della
maggioranza, lo spettacolo della maggioranza. Nessuno lo ha voluto
sottolineare, sicuramente magari lo farà il Governo. Oggi è stata
invece una bellissima prova, almeno fino a questo punto per tutte
le votazioni degli articoli e degli emendamenti, della tenuta della
maggioranza.
Se la maggioranza ha tenuto vuol dire che c'è un buon clima e vuol
dire che, soprattutto, c'è un grande rispetto nella distinzione dei
ruoli fra il Governo, i nostri uomini e donne che fanno parte del
Governo, e chi fa un lavoro seppur sporco' in Parlamento. E quindi
è un messaggio che deve passare: la maggioranza eletta il 25
settembre, il Governo eletto il 25 settembre, al di là degli
scossoni e di quello che è successo e che è stato sotto gli occhi
di tutti, oggi ha dato una prova, indipendentemente se siamo
quaranta. Oggi nemmeno l'opposizione, probabilmente, e non si fidi
delle apparenze, non si fidi delle apparenze collega Dipasquale,
glielo dico con tutto l'affetto. Nemmeno i numeri dell'opposizione
ritornano e non si fidi delle apparenze.
Ritengo e chiudo: era giusto rimarcare, al di là della bontà e
dell'atto amministrativo, soprattutto per quanto riguarda l'occhio
attento per i Comuni, per l'agricoltura, per la promozione, per
quanto riguarda la sanità, ma soprattutto il dato politico che deve
emergere oggi è che la maggioranza attorno all'onorevole presidente
Schifani c'è e ci sarà ancora.
CARTA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARTA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Presidente
della Regione. Per dichiarazione di voto del Gruppo Popolare e
autonomisti, noi siamo stati i primi a discutere del meccanismo di
salvaguardia e speriamo che il governo regionale lo tratterà nella
prossima finanziaria. Siamo stati i primi a discutere del costo di
energia sproporzionato per gli enti locali e per le aziende
siciliane.
Abbiamo notato che nella variazione è stata compresa una cifra
importante per internazionalizzare l'agricoltura siciliana,
speriamo che tutto il territorio siciliano sia esposto e trattato
nella stessa maniera. Rimaniamo disponibili, ancora una volta
invitiamo il governo regionale a farsi proprio la questione dei
revisori contabili negli enti locali e che la Sicilia possa essere
divisa in equa parte per garantire ai comuni di non spendere tanto
ma soprattutto di avere un servizio efficiente ai consigli comunali
di non rischiare di avere pareri così lunghi da fare esaltare le
varie udienze consiliari nei vari comuni. E siamo favorevoli pure
al fatto che la Commissione tecnica per l'Assessorato territorio e
ambiente diventa gratuita, nemmeno di rimborsi spesi, e quindi
siamo ancora convinti del nostro parere e favorevole a questa mini
manovra che vede centrale e Governo regionale e soprattutto,
Presidente, noi siamo leali come siamo stati leali e finta al primo
giorno e siamo convinti che questa maggioranza affronterà questo
questa variazione di bilancio nella stessa maniera come affronterà
la prossima finanziaria.
Presidente, noi la invitiamo ad essere velocissimi per riempire il
bilancio e per scongiurare qualsiasi tentativo di lasciare la
Regione senza lo strumento finanziario e dare la possibilità a
tutti gli organismi regionali diretti e indiretti di avere gli
stipendi, di essere trattati civilmente e soprattutto di non avere
ancora una volta la impossibilità di recepire gli stipendi e di
avere ancora una volta conseguenze di carattere finanziario e
sociale.
PELLEGRINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PELLEGRINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nonostante il
ritardo per note ragioni personali devo dire che ho trovato un
clima assolutamente armonioso all'interno di quest'Aula. Però ho
visto che vi è una discrasia tra l'ufficialità e la sostanzialità
dell'attività dell'Aula nel senso che ho trovato un contrasto ai
principi e una contraddizione con i principi della logicità
all'interno di quest'Aula ed è la coerenza politica. Secondo
l'opposizione, ho capito, che c'è un concetto, un principio io
approvo. la memoria magari, la manovra ma non la voto.
Ora, io capisco che sostanzialmente quindi in questo momento
l'opposizione secondo la dichiarazione, la dichiarazione di voto,
ha detto io la manovra l'approvo, l'apprezzo però non la voto.
Noi siamo in questo momento e ci troviamo nell'Aula, noi ci
troviamo nell'Aula dei siciliani, ci troviamo nell'Aula del
Parlamento dei siciliani e quanto meno invito, invito
l'opposizione, invito le forze democratiche dell'opposizione ad
astenersi. Io in questo momento dico all'opposizione è un invito
che rivolgo all'opposizione. astenetevi. Mi pare che sia il
comportamento politico più logico? quindi rispetto a quello che è
il vostro atteggiamento sostanziale e il vostro apprezzamento nei
confronti della manovra. Quindi diamo l'immagine ai siciliani che
effettivamente si lavora per la Sicilia, si lavora per i siciliani,
si lavora insieme all'interno dell'Aula dei siciliani e quindi noi
ovviamente la nostra dichiarazione di voto è favorevole è un
invito, ripeto, da parte del gruppo di Forza Italia all'opposizione
che siano coerenti, che sia coerente l'opposizione e che si
astenga.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pellegrino.
L'ultimo intervento è dell'onorevole Assenza e poi ha chiesto di
parlare l'assessore Di Mauro. Vuole intervenire anche l'onorevole
Dipasquale. Onorevole Assenza, prego.
ASSENZA. Signor Presidente, solo a conclusione di una giornata,
per alcuni versi anche abbastanza concitata e convulsa, per
annunciare il voto favorevole alla manovra così come alla fine è
emendata dal Parlamento del gruppo di Fratelli d'Italia che
permettetemi di ringraziare sia per la presenza dell'intero Gruppo
ad eccezione del collega Cannata ha impegnato nei lavori d'Aula in
Parlamento nazionale, ma l'intero Gruppo è stato presente dal primo
all'ultimo momento e ha partecipato a tutte le votazioni e, quindi,
il Governo Schifani può serenamente continuare a contare sul nostro
convinto e fermo appoggio.
Una manovra che non ha fatto altro che prendere atto delle
immediate esigenze dei siciliani ed apportare al bilancio quei
necessari correttivi emersi in corso d'opera rispetto all'azione
del Governo nei mesi precedenti.
Credo che l'assessore Di Mauro sentirà il bisogno di intervenire
per rassicurare l'onorevole De Luca che non c'era nessuna cambiale
cabriolet per i comuni dell'Isola per quanto riguarda il trasporto
extra regionale e che ci si sta muovendo all'interno
dell'Assessorato per individuare al più presto le linee di
interventi e i criteri degli stessi interventi.
Mi piace anche ricordare che anche il tentativo per la verità - me
lo consenta - forse un po' fuori luogo della richiesta di voto
segreto non ha avuto migliore sorte. Se riservassimo il voto
segreto veramente alle cose eccezionali, che riguardano, a norma di
Regolamento magari, le persone e i singoli nominativi forse faremmo
un miglior servizio alla collettività.
Quindi, grazie all'Assessore al bilancio, grazie all'intero
Governo, grazie al Presidente Schifani per avere portato in così
breve tempo una manovra all'attenzione di questo Parlamento che il
Parlamento, al di là di qualche discrasia, ha complessivamente
accolto positivamente e ritengo che verrà approvata con larga
maggioranza.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, io ne avrei fatto veramente a meno
di intervenire per due motivi. Uno perché - faccio il riferimento
all'intervento del collega Pellegrino, a cui faccio le condoglianze
perché è stato colpito familiarmente da un lutto e su questo gli
sono vicino e gli siamo vicini tutti e poi perché siamo tutti
stanchi, avrei voluto non intervenire - siccome è la seconda volta
- collega Pellegrino - che lei interviene in Aula e io lo farò ogni
volta se lei ha intenzione di assumere questo ruolo all'interno del
Parlamento di provocare il Partito Democratico, di provocare le
opposizioni, cioè lei ha trovato pane per i suoi denti perché ha
detto una cosa che è estremamente fasulla, cioè che noi abbiamo
esaltato, abbiamo riconosciuto questa variazione come chisà quale
degli strumenti finanziari di grande valore, di grande significato
e, quindi, in maniera incoerente poi votiamo in maniera contraria.
Io capisco il momento, che sicuramente non è dei migliori, che non
l'ha messo in condizione di seguire bene i lavori d'aula e lei ha
tutte le giustificazioni, però siccome siamo in un Parlamento e poi
le cose che diciamo rimangono agli atti, noi abbiamo rilevato sin
dalla discussione generale e poi nei singoli articoli e poi con i
singoli emendamenti tutte le carenze che c'erano in questa
variazione di bilancio.
L'abbiamo detto in maniera chiara, l'abbiamo detto articolo per
articolo, l'abbiamo detto intervento per intervento e, quindi,
dopodiché noi abbiamo votato contrario. Quindi non è così, noi
abbiamo e riteniamo questo strumento finanziario insoddisfacente
per un milione di motivi e per questo motivo abbiamo votato
contrario e per questo motivo votiamo contrario. Però, ecco, la
prego si deve spogliare di questo ruolo di provocatore nei
confronti dell'opposizione, perché noi questo fronte non lo
vogliamo aprire ma se lei ovviamente intende aprirlo con noi non
mancheremo al ruolo di difesa perché ci siamo abituati e riusciamo
ad interpretarlo in maniera eccellente.
DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Intervengo per chiarire e rassicurare il Parlamento in ordine
all'intervento che ha fatto l'onorevole De Luca. La questione
riguarda la delibera 138 del 31 marzo del 2021 in cui il Governo
precedente, dopo avere fatto n un'attenta valutazione della
capacità di ricevere indifferenziata da parte delle discariche, ha
ritenuto di appostare una indicazione in una delibera di Giunta di
Governo una somma cospicua 45 milioni, dando incarico agli uffici
ovviamente di assumere tutte le iniziative opportune e
consequenziali. Non c'è dubbio che questo è stato fatto
dall'Ufficio della programmazione e questo Governo intende
continuare su questa iniziativa, nel senso che i 45 milioni saranno
le risorse che a nostro parere allo stato potrebbero essere
necessarie.
Tenga conto, onorevole De Luca, che sono pervenute soltanto le
istanze dalla provincia di Ragusa e prima di procedere a qualsiasi
forma liquidatoria è intendimento del Governo sottoporre la
questione intanto alla Commissione Territorio e ambiente per
stabilire i cosiddetti criteri, perché lei faceva cenno ad un
argomento importante alcuni comuni anzi molti comuni in Sicilia si
sono sforzati di fare la raccolta differenziata però si rischia di
essere messi allo stesso livello di quelli che lo hanno fatto, noi
questo ne terremo conto concretamente stabiliremo in Commissione
quarta i criteri per poi portarli in Giunta e una volta approvati
nella stessa delibera di approvazione dei criteri individueremo le
risorse che saranno utilizzate per garantire ai comuni ,cosa che
abbiamo fatto tra l'altro oggi con l'articolo 1 di questa legge, un
ulteriore contributo per venire incontro a quello che è la
collocazione della raccolta indifferenziata nelle discariche.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, possiamo mettere in votazione
finale il disegno di legge n.100/A.
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
Variazioni al bilancio di previsione della Regione siciliana per
il triennio 2022/2024 (n. 100/A)
PRESIDENTE. Indìco la votazione per scrutinio nominale del disegno
di legge Variazioni al Bilancio di previsione della Regione
siciliana per il triennio 2022/2024 (n. 100/A).
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 61
Votanti 51
Maggioranza 26
Favorevoli 30
Contrari 21
Astenuti 6
(L'Assemblea approva)
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
BARBAGALLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
BARBAGALLO. Grazie, Presidente, se mi dà una mano a svolgere il
mio intervento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è vero che abbiamo finito con le
variazioni di bilancio, ma l'onorevole Barbagallo ha chiesto di
parlare ai sensi dell'articolo 83, vi prego di fare quanto meno
silenzio.
BARBAGALLO. Signor Presidente, approfitto della presenza in Aula
del Presidente della Regione e dell'assessore Aricò perché in
queste settimane, assessore Aricò è emersa in tutta la sua
drammaticità la questione del costo delle tariffe aeree.
Evidentemente nella politica che si è fatta negli ultimi anni
sull'individuare il numero delle tratte e le tratte stesse c'è
qualche difficoltà, perché non ha consentito l'abbattimento sperato
in ordine al costo generale da e verso la Sicilia. Mi riferisco in
particolare alle tratte bandite da Trapani verso Perugia, Brindisi,
Trieste e quelle che avrebbero dovuto essere bandite per Comiso.
In questo clima la notizia della scorsa settimana è che il
ministero per le infrastrutture e i trasporti per bocca del
ministro Salvini ha annunciato di aver dato delega, se l'assessore
Messina mi dà una mano e si toglie dalla traiettoria all'assessore
e Aricò, ha annunciato di aver dato delega alla regione siciliana
per definire il nuovo piano impositivo su Comiso e dando delega
quindi alla convocazione e alla conferenza di servizi.
Io credo che non possiamo più perdere tempo e naturalmente va
fatta una verifica con le compagnie aeree, ma va fatto anche alla
luce della definizione del progetto impositivo, una verifica reale
che possa a fare abbattere i costi degli aerei utilizzando le
tratte della continuità territoriale.
Quindi sia sull'individuazione delle tratte, da e per Comiso, sia
sulla conferma delle tratte da e per Trapani, o sulla possibilità
di individuare nuovi aerei sulla continuità territoriale, va fatta
una verifica urgente affinché questo sia l'ultimo Natale in cui i
siciliani si vedono costretti a pagare per un Torino-Catania o per
un Milano-Palermo cifre in queste ore anche da 700 e 800 euro
Quindi la notizia ufficiale è che è stata data delega alla
Regione. la preghiera è quella di informare il Parlamento sulla
data di convocazione della Conferenza, e anche quali saranno le
scelte strategiche della Regione che sono, quanto mai,
indifferibili .
PRESIDENTE. Ringrazio il Presidente della Commissione Bilancio e
il Presidente della Regione, tutto il Governo ma, veramente, mi
sento di ringraziare tutti i colleghi parlamentari, di maggioranza
quanto di opposizione, per avere avuto, alla fine, un atteggiamento
di responsabilità e di sintesi.
La seduta è rinviata, vi faremo sapere a quando rispetto a quelle
che saranno anche le idee o attività ispettiva o cosa vorremmo
portare all'ordine del giorno.
La seduta è tolta alle ore 18.51
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA