Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 9 di mercoledì 07 dicembre 2022
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del Presidente Galvagno

   Presidenza del vicepresidente Lantieri


                   La seduta è aperta alle ore 11.07

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, rinviamo la seduta alle ore  11.45
  per  dare  la possibilità a tutti i colleghi deputati di venire  in
  Aula  per  affrontare la giornata. Pertanto, la seduta è sospesa  e
  riprenderà alle ore 11.45.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.08, è ripresa alle ore 12.05)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che la chiesto congedo per la seduta  odierna
  l'onorevole Marchetta.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Seguito  della  discussione del disegno di legge   Variazioni  al
  Bilancio  di  previsione della Regione siciliana per  il  triennio
  2022/2024  (n. 100/A)

   PRESIDENTE.  Invito  i componenti della Commissione   Bilancio   a
  prendere posto negli appositi banchi.
   Si  passa  all'articolo  1, l'onorevole  De  Luca  ha  chiesto  di
  prendere la parola sull'ordine dei lavori.


                        Sull'ordine dei lavori

   DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare sull'ordine di lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA CATENO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente
  della  Regione, Assessori, c'è la necessità, considerato che ancora
  siamo  in  attesa,  signor Presidente, di tutta la  documentazione
  qualche  secondo  fa ci sono stati anche consegnati  i  riferimenti
  normativi, di sospendere per almeno due orette i lavori, perché c'è
  la  necessità  di  approfondire non solo gli emendamenti  che  sono
  stati  presentati  a quest'Aula, ma soprattutto è necessario  anche
  approfondire  il testo per come è stato depositato  in  Commissione
  Bilancio,  e per come è stato esitato, quante violazioni  di  legge
  contiene.  Ne  contiene  tante,  e  onde  evitare  una  discussione
  defaticante per noi è fondamentale prima di tutto renderci conto di
  cosa  quest'Aula  oggi è chiamata ad esaminare,  quindi  pongo  per
  questi  motivi  una pregiudiziale ben precisa e  una  richiesta  di
  sospendere  i  lavori per almeno due ore, perché  è  indispensabile
  comprendere non solo i riferimenti normativi, ma capire anche  qual
  è  stata la dinamica che ha portato alla modifica di un testo che è
  stato  ritenuto  allora  intangibile da  parte  dell'Assessore  per
  l'economia, per alcuni aspetti.
   Ho  visto  così velocemente che alcuni articoli sono stati  tolti,
  anche  perché  sappiamo  tutti quanti  che  con  la  variazione  di
  bilancio  non si può incidere sul pluriennale - vale per  i  comuni
  figuriamoci per la Regione -, ma sono rimasti una serie di articoli
  estranei alla materia, ed è ovvio che questo è il primo atto che il
  Parlamento  siciliano  affronta, questo è il  debutto  del  Governo
  Schifani su un primo provvedimento.
   Ma   di  questo  a  noi  interessa  poco;  quello  che  invece   è
  fondamentale,  signor  Presidente, è capire  in  quali  mani  siamo
  rispetto a quelle che sono le regole che quest'Aula deve seguire, e
  siccome  il  tracciato  che deriva dal primo  provvedimento  poi  è
  quello   che  condizionerà  il  modus  operandi,  lo  voglio   dire
  chiaramente,  rispetto  ad alcune materie  che  ho  visto  inserite
  nell'ambito  di  questo provvedimento e che, nel  corso  dell'Aula,
  richiameranno   altre  marchette.  Perché  si  dice,  tecnicamente,
  marchette  richiamano marchette. Ed è ovvio  che  anche  l'atto  di
  sciacallaggio  politico,  che in questo provvedimento  è  contenuto
  sulla  scorta  di  dover aiutare i comuni sui  quali  siamo  tutti,
  ovviamente,  coinvolti,  non giustifica  l'inserimento  di  materie
  estranee,  di  variazioni  di bilancio in  violazione  del  decreto
  legislativo  n.  118.  E  non  si può  accettare  che  l'azione  di
  sciacallaggio  sia  finalizzata anche  a  coprire  alcuni  illeciti
  contabili che, dal mio punto di vista, si sono già consumati e  ora
  si  cerca  di  metterci una pezza con qualche  articolo  del  quale
  dovremo,  anche, capire come nasce e come si arriva all'aumento  di
  giornate  lavorative  solo  per  un  gruppo  di  persone  senza  la
  copertura finanziaria. E ora, illecitamente, si propone all'Aula di
  metterci  una  pezza.  Queste  cose  non  sono  state  chiarite  in
  Commissione,  signor  Presidente.  Più  volte  sono  state  chieste
  spiegazioni  agli  assessori competenti e non è stata  data  alcuna
  spiegazione.
   Noi  siamo disponibili, lo ribadisco al Governo e lo ribadisco  ai
  colleghi  parlamentari, siamo disponibili a rivedere, a seguito  di
  una  disamina  che  questa  sospensione  può  garantirci,  anche  a
  rivedere  in  Commissione Bilancio il testo, con un  confronto  col
  Governo  che  ci dica, chiaramente, cosa è urgente e perché.  Fatta
  questa  disamina,  siamo pronti a ritirare  i  nostri  emendamenti;
  siamo pronti anche a prenderci la responsabilità insieme agli altri
  dei provvedimenti che, effettivamente, sono urgenti.
   Quindi, signor Presidente, concludo formulandole, formalmente,  la
  richiesta  di una sospensiva, di almeno due ore, perché abbiamo  la
  necessità di approfondire gli emendamenti, approfondire il testo  e
  quindi  col  Governo,  se ci darà questa confidenza,  eventualmente
  stabilire  qual  è  il perimetro per definire le  vere  urgenze  in
  questo provvedimento.

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca, la ringrazio per il suo intervento,
  però  la  discussione generale è stata ieri; ognuno, ogni deputato,
  ha  potuto  fare  le  proprie obiezioni. Per  quanto  riguarda  gli
  emendamenti,  anche perché il testo è stato dato già alcuni  giorni
  fa, per quanto riguarda gli emendamenti sono stati consegnati, sono
  a  disposizione  di  tutti sui tablet perciò, da  circa  un'ora  si
  possono controllare. Sospendere i lavori per due ore non mi  sembra
  il  caso,  perché è stato approvato un ordine del  giorno  dove  si
  stabiliva che oggi bisogna votare e concludere l'iter.


                    Per un richiamo al Regolamento

   DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  CATENO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  noi  in
  Conferenza   dei   Presidenti  dei  Gruppi   parlamentari   abbiamo
  consentito che venissero abbreviati tutti i termini. Quindi, non si
  può,  assolutamente, attribuire ai Gruppi parlamentari Sicilia vera
  e Sud chiama Nord un'azione che era finalizzata a dilatare i tempi.
  In  Conferenza  dei  Presidenti  dei Gruppi  parlamentari,  proprio
  volendo  aderire  a  una generica richiesta da parte  del  Governo,
  abbiamo  detto  va bene, abbreviamo questi termini , nella speranza
  che  il  testo  che  poi  sarebbe giunto  in  Commissione  Bilancio
  effettivamente fosse limitato a dei provvedimenti indifferibili  ed
  urgenti.
   Abbiamo dato fiducia al Presidente del Parlamento siciliano, anche
  perché  non mi risulta che in Conferenza dei Presidenti dei  Gruppi
  parlamentari  sia stato sottoposto il testo che poi la  Commissione
  Bilancio avrebbe iniziato ad esaminare.
   Ma,  al di là di questa dinamica, si sono verificati dei fatti ben
  precisi  che  riguardano il lasso temporale tra la  Conferenza  dei
  Presidenti  dei Gruppi parlamentari e questa seduta; il  primo  per
  tutti  è  proprio il provvedimento della Corte dei Conti sulla  non
  parifica del consuntivo 2020.
   Alla luce di quel provvedimento noi avevamo già chiesto al Governo
  di  rivedere  la  posizione su una variazione di bilancio  che  era
  stata qualificata indifferibile ed urgente.

                  Presidenza del Presidente GALVAGNO

   DE  LUCA CATENO. Il Governo ha deciso di mostrare i muscoli, vuole
  andare  avanti, signor Presidente, e ora che lei è qui è ovvio  che
  io devo rivolgermi a lei: se questo Parlamento inizia con l'esame e
  l'approvazione  di testi che sono in violazione di legge,  sono  in
  violazione  dei nostri Regolamenti, allora lei oggi ha  un  debutto
  che  è  la  prosecuzione di ciò che in quest'Aula si  è  verificato
  negli anni scorsi e, a quanto pare, si vuole continuare così.
   Ecco perché è stata nostra cura mettere in evidenza, nei dibattiti
  precedenti, cosa secondo noi - non secondo noi, non vogliamo essere
  presuntuosi -, cosa secondo le regole contabili non va fatto;  poi,
  che  tutti gli emendamenti che sono stati presentati in Commissione
  Bilancio,  poi  li  vedremo uno per uno con nome e  cognome,  siano
  tutti  meritevoli di arrivare in questo Parlamento, per carità,  ma
  noi  non  stiamo facendo né una finanziaria, né stiamo facendo  dei
  disegni,  non  stiamo  esaminando dei disegni di  legge  specifici.
  Questo  ovviamente  riguarda quello che è  il  pastrocchio  che  in
  Sicilia si è verificato con la Bolkestein ed altre materie estranee
  a questo provvedimento.
   E, allora, è ovvio che ci siamo ritrovati ieri con una discussione
  generale  che  è  finita  alle 16.00 e qualcosa,  i  termini  degli
  emendamenti, signor Presidente, erano stati stabiliti prima per  le
  18.00 ma non avete tenuto conto che il Parlamento ha chiuso i  suoi
  lavori alle 16.00, quindi ci avete costretto ad una corsa che ci ha
  anche  impedito di poter svolgere per bene il nostro lavoro, perché
  quando voi avete calendarizzato i tempi avete anche ipotizzato  che
  alle  11.00, come era già stato stabilito, si svolgessero i  lavori
  del  Parlamento e poi c'erano quelle quattro o cinque ore per poter
  presentare gli emendamenti. Questo non si è verificato.
   Ed  è  già la questione riguardante ieri, non solo quindi ci siamo
  ritrovati ad agevolare questo percorso, ma ieri si è proprio  avuto
  il quadro di come si intendeva procedere.
   Allora,  è ovvio, signor Presidente, lo ribadisco, non è pensabile
  che  noi  non  siamo  messi nelle condizioni di poter  svolgere  il
  nostro  lavoro. La scelta non l'ho fatta io, non l'ho fatta  io  di
  inserire  materie estranee a una variazione di bilancio.  Questa  è
  una  scelta che ha fatto il Governo il quale era stato già  da  noi
  richiamato al rispetto delle regole.
   Quindi,  è ovvio, signor Presidente, che ora io mi possa appellare
  solo a lei, il rispetto del Regolamento.
   Il  provvedimento  che  lei  oggi  ha  posto  all'esame  dell'Aula
  contiene materie estranee.
   Ho  chiesto  due ore di sospensione sia per quanto  riguarda  noi
  l'esame  degli  emendamenti  che sono stati  messi  a  disposizione
  cinque  minuti fa e soprattutto per consentire a questa  Presidenza
  di  debuttare  nel rispetto delle regole. Se questa Presidenza  non
  intende  debuttare  nel rispetto delle regole si  assumerà  la  sua
  responsabilità,  noi  ci comporteremo di conseguenza  nel  rispetto
  ovviamente   di   quelle   che  sono  le  nostre   prerogative   di
  parlamentari.
   Quindi,  ribadisco,  signor Presidente, l'invito  a  sospendere  i
  lavori  per due ore e consentirci di poter fare gli approfondimenti
  del  caso  e  trovare eventualmente una quadra su quelli  che  sono
  comunque i provvedimenti estranei alla materia.
   PRESIDENTE.  Allora noi dobbiamo partire dal presupposto  che  qui
  non  c'è  nessuno che vuole fare qualcosa di diverso rispetto  alle
  regole.  Le  regole  vanno coniugate però  anche  alla  democrazia.
  Nessuno  ad oggi, ad ora, ha mai formalizzato quella che è  la  sua
  richiesta che sta mettendo lei, che oggi ha detto al microfono.  Se
  lei  la  volesse  formalizzare noi eventualmente  nel  rispetto  di
  quest'Aula,  perché  noi dobbiamo sempre ricordarci  che  l'Aula  è
  sovrana  rispetto alle decisioni, quindi se lei vuole  formalizzare
  una  richiesta  è  nelle sue prerogative e può farlo  benissimo,  e
  allora noi nel momento in cui riceveremo questa sua formalizzazione
  rispetto  alla  sua richiesta, metteremo ai voti quella  che  è  la
  sua...

   DE LUCA CATENO. L'ho fatta la richiesta.

   PRESIDENTE. Benissimo.
   E, allora, chiedo all'Aula se c'è...

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente,  abbiamo  ascoltato   con   molta
  attenzione l'intervento dell'onorevole De Luca.
   Ci chiediamo con un richiamo al Regolamento se è da intendersi una
  richiesta  ai sensi dell'articolo 101, in particolare dell'articolo
  101,  comma  2,  che  prevede  che una  volta  che  è  iniziata  la
  discussione  generale almeno sei deputati possano richiedere  o  la
  questione  sospensiva o il rinvio della trattazione. Quindi,  se  è
  questa,  chiediamo che venga messa ai voti. Però è  chiaro  che  la
  deve  formalizzare l'onorevole De Luca soprattutto se si tratta  di
  una  questione  sospensiva  o  di una  questione  di  rinvio  della
  trattazione.

   PRESIDENTE. Ringrazio per la precisione l'onorevole Barbagallo.
   Quando  io  ho  parlato  di formalizzarla era  rispetto  a  questa
  richiesta formalizzata da sei deputati.
   Quindi,  onorevole  De Luca, siccome il tempo ce  l'ha  lo  dovete
  farla per iscritto.
   Quando   lei   la  farà  arrivare  qui  sopra  noi  la   metteremo
  assolutamente ai voti.
   Se lei mi parla di Regolamento, il Regolamento prevede questo.
   Il  regolamento non può funzionare una volta in un verso una volta
  in  un  altro verso, o c'è una volta o non c'è mai, o c'è sempre  o
  non c'è mai.


   Seguito  della  discussione del disegno di  legge   Variazioni  al
  Bilancio  di  previsione della Regione siciliana  per  il  triennio
  2022/2024  (n. 100/A)

   PRESIDENTE.  Nel  frattempo che aspettiamo l'eventuale  richiesta,
  passiamo all'esame degli articoli.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                                Art. 1.
                        Autorizzazioni di spesa

   1.  Al  fine  di contrastare gli effetti derivanti dall' emergenza
  bollette   e  di garantire la continuità dei servizi erogati  dagli
  enti  locali,  l'Assessorato regionale  delle  autonomie  locali  è
  autorizzato  a  concedere,  per l'esercizio  finanziario  2022,  un
  contributo pari a 48.000 migliaia di euro in favore dei comuni,  da
  ripartire in base alla popolazione (Missione 18, Programma l) e, un
  contributo pari a 4 milioni di euro in favore dei liberi consorzi e
  delle  città metropolitane da ripartire, per il 40%, in  base  alla
  popolazione  e,  per  il  60%,  in  base  al  numero  delle  classi
  scolastiche  (Missione 18, Programma 1). A quota parte degli  oneri
  di  cui  al presente comma, per l'importo di euro 2.819.960,31,  si
  provvede  mediante  riduzione  della  Missione  l,  Programma   10,
  capitolo  108001  e,  per  l'importo di 30.000  migliaia  di  euro,
  mediante  utilizzo delle maggiori entrate del Titolo  1,  Tipologia
  101, capitolo 1218.

   2.  Limitatamente alle risorse finanziarie di cui al comma  1  gli
  enti  locali,  per l'esercizio finanziario 2022, possono  procedere
  all'approvazione   di   variazioni  al   bilancio   di   previsione
  finanziario fino al 31 dicembre 2022, in deroga al termine  di  cui
  al  comma  3  dell'articolo 175 del decreto legislativo  18  agosto
  2000, n. 267 e successive modificazioni.

   3.  La  quota per l'anno 2022 dell'autorizzazione di spesa per  le
  finalità  di cui al comma 4 dell'articolo 15 della legge  regionale
  14  maggio  2009, n. 6 e successive modificazioni,  è  incrementata
  dell'importo di 29.000 migliaia di euro (Missione 1, Programma  11,
  capitolo  511603). Agli oneri di cui al presente comma si  provvede
  mediante riduzione della Missione 20, Programma 3, capitolo 613950.

   4.  L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 13,  comma  102,
  della  legge regionale 10 agosto 2022, n. 16 è ridotta dell'importo
  di euro 2.503.286,50 (Missione 16, Programma 1, capitolo 144146).

   5.  Le autorizzazioni di spesa di cui all'Allegato l dell'articolo
  17,  commi 1 e 2, della legge regionale 25 maggio 2022, n. 13,  per
  le finalità di cui alle sottoelencate leggi regionali, sono variate
  per l'esercizio finanziario 2022 degli importi a fianco di ciascuna
  indicati, cui si fa fronte, per gli oneri di cui alla Missione  16,
  Programma 1, capitolo 146518, con parte della riduzione operata  al
  comma  4  e,  per  gli oneri di cui alla Missione 9,  Programma  5,
  Capitolo   550801,  mediante  riduzione  di  pari   importo   dello
  stanziamento di cui alla Missione 1, Programma 8, capitolo 215702.

   Norma di   M  P   T  A   R   Capi    Denominazione    Variaz
  riferimen  is  ro it  mm ub   tolo                      ione
      to     si  gr ol  in ri                             2022
             on  am  o  is ca
              e  ma     tr
                        az
                        io
                        ne
    Parte A
    L.R.      1  1   1  1   2   1465   SPESE   PER   LA   +303.2
  14/1968,    6         0        18   CONDUZIONE,   IVI    86,50
  art. 12                             COMPRESI        I
                                      CANONI        DEI
                                      TERRENI       DEI
                                      VIVAI   DI   VITI
                                      AMERICANE  E   DI
                                      PIANTE
                                      FRUTTIFERE
    Parte B
    L.R.      1  1   1  4   2   2125   SPESE        PER        +
  9/2013,        1               33   L'ACQUISIZIONE     293.997
  art. 21                             DEI  SERVIZI RESI      ,92
                                      IN    REGIME   DI
                                      CONVENZIONE
                                      DALLA    SOCIETA'
                                       SERVIZI
                                      AUSILIARI
                                      SICILIA   S.   C.
                                      p. A
    L.R.      1  1   1  4   2   2165   FINANZIAMENTO       + 294
  3/2016,        1               29   DEL CONTRATTO  DI  .010,17
  art. 61                             SERVIZIO
                                      AGGIUNTIVO    PER
                                      L'AFFIDAMENTO
                                      ALLA     SOCIETA'
                                      SERVIZI
                                      AUSILIARI
                                      SICILIA    S.C.PA
                                      DELLE   ATTIVITA'
                                      DI
                                      VALORJZZAZIONE
                                      DEL    PATRIMONIO
                                      IMMOBILIARE
                                      DELLA     REGIONE
                                      SICILIANA.
                                      NONCHE'  PER   IL
                                      FINANZIAMENTO
                                      DEI CONTRATTI  DI
                                      SERVIZIO       DI
                                      SUPPORTO
                                      AMMINISTRATIVO
                                      ED
                                      ORGANIZZATIVO.
                                      ASSISTENZA
                                      TECNICA       E/O
                                      CERTIFICAZIONE  A
                                      VALERE  SU  FONDI
                                      O         RISORSE
                                      REGIONALI,
                                      NAZIONALI      ED
                                      EUROPEI,
                                      PROMOZIONE     DI
                                      NUOVE  IMPRESE  E
                                      SVILUPPO       DI
                                      QUELLE
                                      ESISTENTI,
                                      PROMOZIONE  DELLA
                                      RICERCA
                                      SCIENTIFICA     E
                                      DELL'INNOVAZIONE
                                      PER  FAVORIRE  LO
                                      SVILUPPO   E   LA
                                      CRESCITA      DEL
                                      SISTEMA
                                      PRODUTTIVO
                                      REGIONALE

    L.R.      9  5   2  1   4   5508   CONTRIBUTI    DA   +120.0
  6/2001,               0        01   CONCEDERE       A    00,00
  art. 102                            TERMINI     DEGLI
                                      ARTT.  3, 4  E  5
                                      DELLA  LEGGE   25
                                      LUGLIO      1952,
                                      N.991.  (EX  CAP.
                                      56903)

   6.  L'autorizzazione di spesa di cui alla Tabella 1  dell'articolo
  17,  comma 3, della legge regionale n. 13 del 2022, per le finalità
  di   cui  alla  sotto  indicata  legge  regionale,  è  variata  per
  l'esercizio  finanziario 2022 dell'importo  a  fianco  alla  stessa
  indicato,  cui  si  fa fronte con riduzione di pari  importo  della
  Missione 8, Programma l, capitolo 446514:

   Norm   M  P  T   A  R   Capi    Denominazione    Varia
   a di  is  ro it mm  ub  tolo                     zione
  riferi si  gr ol in  ri                           2022
  mento  on  am o  is  ca
          e  ma    tr
                   az
                   io
                   ne
    L.R.  8  1  1   1  3   4473    CONTRIBUTI   IN   +47.5
  9/2021            2       06   FAVORE   DEG   LI   00,00
  , art.                         ENTI       LOCALI
  70                             DESTINATO    ALLE
                                 SPESE   PER    LA
                                 REDAZIONE,
                                 REVISIONE       E
                                 RIELABORAZIONE
                                 DEGLI   STRUMENTI
                                 TERRITORIALI    E
                                 URB  ANISTICI  DI
                                 GOVERNO      DEI.
                                 TERRITORJO,   DEI
                                 PIANI   ATTUATIVI
                                 NONCHÉ  PER   GLI
                                 STUDI  DI SETTORE
                                 DI   CUI  ALL'ART
                                 26   DELLA  LEGGE
                                 REGIONALE      13
                                 AGOSTO  2020,  N.
                                 19.

   7.  Per  le finalità dei commi 2 e 8 dell'articolo 47 della  legge
  regionale  7  maggio  2015,  n.  9  e  successive  modificazioni  è
  autorizzata per l'esercizio finanziario 2022 l'ulteriore  spesa  di
  1.000 migliaia di euro (Missione 16, Programma l, capitolo 156604),
  cui si fa fronte con parte della riduzione operata al comma 4.

   8.  All'articolo  13  della legge regionale  n.  16  del  2022,  è
  aggiunto il seguente comma 102 bis:
    102 bis. È altresì autorizzata la spesa di euro 1.000.000,00  per
  il  perseguimento delle finalità previste dall'art. 126 della legge
  23  dicembre  2000,  n.  32  (Missione 16,  Programma  l,  capitolo
  142519), nonché la spesa di euro 200.000,00 (Missione 16, programma
  1)  per  l'effettuazione di studi finalizzati  alla  riduzione  del
  consumo  idrico  in  agricoltura. .  Agli  oneri  discendenti   dal
  presente  comma si fa fronte con parte della riduzione  operata  al
  comma 4.

   9. Per le finalità di cui al comma 19 dell'articolo 13 della legge
  regionale  n.  16/2022,  è autorizzata per l'esercizio  finanziario
  2022,  l'ulteriore  spesa  di  70 migliaia  di  euro  (Missione  l,
  Programma  11,  capitolo  216529). Ai relativi  oneri  si  provvede
  mediante  riduzione  di  pari importo, per l'esercizio  finanziario
  medesimo,  dell'autorizzazione  di  spesa  di  cui  al   comma   70
  dell'articolo  13 della legge regionale n. 13/ 2022  (Missione  16,
  Programma 1, capitolo 143336).

   Dal momento che state formalizzando, stiamo lavorando.
   Allora  la aspettiamo, onorevole Lombardo, e questo è un ulteriore
  segnale di collaborazione. Aspettiamo la vostra richiesta.
   Prima di mettere in votazione la richiesta di sospensiva che ci  è
  pervenuta  dall'onorevole De Luca, c'è qualcuno che vuole  prendere
  la parola contro?

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor  Presidente, grazie per avermi  dato  la  parola,
  onorevoli  colleghi,  Governo, con tutto il rispetto  per  le  tesi
  dell'onorevole  De Luca, credo che questa richiesta  di  sospensiva
  dopo  che si è già esaurito il dibattito sulle linee generali della
  manovra  e,  quindi,  la  discussione generale,  sia  assolutamente
  defaticante e fuorviante allo stesso tempo; anche se verrà o  se  è
  già  stata  formalizzata la richiesta io credo che vada  fermamente
  respinta  e  che  si proceda celermente nell'esame  dell'elaborato,
  evidentemente entrando nel merito approvando o rigettando,  come  è
  giusto  che sia, i vari emendamenti, ma una sospensione di due  ore
  al  termine  di presentazione degli emendamenti già abbondantemente
  scaduti, scaduti ieri sera, dopo che il testo è stato per dieci ore
  e  mi  risulta  da  tutti  i  Gruppi parlamentari  attenzionato  ed
  emendato anche in maniera profonda con l'atteggiamento del  Governo
  che  mi si dice durante i lavori assolutamente collaborativo, credo
  che  ulteriormente  cercare di ritardare l'approvazione  di  questa
  manovra   sia   una  manovra,  mi  si  permette,   tra   virgolette
  assolutamente  ostruzionistica che deve essere respinta  all'inizio
  della seduta per procedere celermente ma con la necessaria e dovuta
  attenzione  come  merita  un testo che si occupa  di  bilancio  dai
  singoli componenti dell'Assemblea, dai vari Gruppi, che prenderanno
  liberamente  le  loro  decisioni in  merito  agli  articolati.  Se,
  eventualmente,  c'è qualche argomento che si riterrà  inammissibile
  lo si potrà fare valere, o qualche comma, o qualche emendamento, lo
  si  potrà  fare  valere  con  le dovute evidenziazioni  e  con  gli
  interventi  di  ciascuno  e dei Capigruppo  in  particolare,  e  la
  Commissione  Bilancio' e l'Assessorato al bilancio faranno le  loro
  osservazioni. Ma io chiedo che si voti assolutamente contro  questa
  richiesta  di  sospensione e si possa procedere alla discussione  e
  approvazione del testo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Presidente, al di là della...

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, parla a favore o contro?
     CRACOLICI.  No,  lo  dico perché capisco che  l'obiezione  e  la
  questione posta, diciamo, abbia un contenuto politico e quindi  non
  mi  dilungherò troppo. Però, siccome in Commissione abbiamo provato
  a far comprendere, già in quella sede, al Governo che la variazione
  di  bilancio  ha dei contenuti, tra l'altro sottoposti anche  dalla
  nota di lettura che gli Uffici hanno fatto sulla variazione stessa,
  indicando  le  disposizioni  che vietano,  sia  in  questa  manovra
  interventi  che  istituiscono  nuova spesa,  sia  materia  estranea
  all'attività della variazione stessa. E noi abbiamo avuto,  già  in
  Commissione  il  Governo alcune norme le ha  stralciate:  i  debiti
  fuori il bilancio, gli impegni pluriennali per il 2023 e 2024. Ora,
  però,  sono rimaste alcune note, alcuni termini e alcune  questioni
  che nulla hanno a che vedere con la nota di variazione.
   Allora  suggerirei,  Presidente,  che  lei  -  nella  qualità   di
  Presidente - per la materia estranea espunga dal testo le questioni
  che  nulla hanno a che vedere con il decreto legislativo  118,  che
  fissa  i  paletti  per  le  variazioni di  bilancio,  e  questo  ci
  consentirebbe  di superare la ragione stessa dell'obiezione  che  è
  stata  posta, perché non credo che il tema sia due ore o tre ore  o
  un'ora;  il  tema è sostanziale, cioè in questa nota di  variazione
  sono entrate materie che nulla hanno a che vedere con la variazione
  di bilancio.
   Essendo all'inizio della legislatura, sarebbe cosa buona e  giusta
  che  si  stabilisca  una regola che valga oggi,  ma  varrà  per  il
  percorso d'Aula nelle prossime settimane e nei prossimi mesi.  Ecco
  perché,  dichiarandomi a favore della sospensiva, propongo  che  la
  Presidenza  superi il problema assumendo su di sé anche il  compito
  di  espungere  le  norme  che  nulla hanno  a  che  vedere  con  la
  variazione di bilancio.

   BARBAGALLO. Va bene, toglietele e risolviamo tutto.

   FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  C'è  il  Governo  che chiede  di  parlare.  Assessore
  Falcone, ne ha facoltà.

   FALCONE, assessore per l'economia. Grazie Presidente, soltanto per
  spiegare   all'Aula  che  già  ieri  abbiamo  chiarito   -   magari
  l'onorevole  Cateno  De  Luca  non era  presente  -  i  vari  punti
  dell'articolato  che è stato, sotto diversi profili,  condiviso  in
  Commissione   Bilancio'. Abbiamo spiegato che molti contributi  che
  sono  arrivati,  sia  dalla maggioranza che dalla  minoranza,  sono
  stati  accolti  e sono diventati materia dell'articolato  che  oggi
  dobbiamo discutere e approvare.
   È  chiaro che se nel corso, poi, del dibattito, della discussione,
  della  verifica dell'articolato, ci si accorgesse che  c'è  qualche
  parte  di  materia  estranea, il Governo  certamente  non  farà  le
  barricate, certamente il Governo verrà incontro a quella che  è  la
  volontà dell'Aula.
   Però  voglio  dire e voglio rasserenare, a iniziare dall'onorevole
  Cateno  De  Luca,  ma tutti i colleghi, che ad avviso  del  Governo
  possiamo andare benissimo avanti, perché l'articolato è addirittura
  più  asciutto rispetto a quello depositato in Commissione. Poi  c'è
  qualche   nuova  norma  che  è  stata  apprezzata,  su  cui   siamo
  disponibili a discutere.

   PRESIDENTE.  Rispetto  alle  dichiarazioni  del  Governo,   chiedo
  all'onorevole De Luca se la richiesta di sospensiva è  mantenuta  o
  meno.

   DE LUCA CATENO. Sì.

   PRESIDENTE.  Abbiamo visto però che c'è un impegno, da  parte  del
  Governo, a rivedere quelle che possono essere alcune questioni.
   La  cosa che possiamo dire, intanto, è di mettere in votazione  la
  richiesta di sospensiva.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Potremmo metterla in votazione. E' indispensabile   Va
  bene. Ne ha facoltà.
   Onorevole Figuccia, a favore o contro?

   FIGUCCIA. Presidente, contro la richiesta dell'onorevole Cateno De
  Luca al quale vorrei ricordare come in realtà la manovra, di fatto,
  sia abbastanza lineare, semplice, non mi sembra che ci siano questi
  riferimenti particolari.
   Vedo  fra  l'altro l'intervento sulla rata che passa a 59 milioni,
  c'è  l'intervento  sul  caro energia che  consentirà  la  copertura
  fondamentalmente - se volessimo utilizzare un parametro - di  dieci
  euro a cittadino. Ai comuni vanno 48 milioni, altri 4 milioni vanno
  ai  liberi  consorzi. Questo servirà fondamentalmente a coprire  le
  spese  legate a scuole, strade, illuminazione. L'ultimo  intervento
  poi  è  quello legato alle istanze della Corte dei conti che chiede
  di coprire il buco di 250 milioni.
   Quindi,   Presidente,  non  ravvisiamo,  le  ragioni  per   questa
  sospensiva e chiedo al collega se potesse considerare opportuno  di
  ritirare la richiesta.

   SPADA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà.  A favore  o  contro  rispetto  alla
  richiesta?

   SPADA. Io ero a favore però le volevo consigliare di convocare una
  Capigruppo,  considerato che il tema è delicato e su  cui,  secondo
  me,  l'Aula non si può, prima dell'inizio della votazione, dividere
  soprattutto sulla procedura e sul metodo da utilizzare.
   La  invito,  Presidente, a convocare una Capigruppo per discutere,
  ritornare in Aula e iniziare i lavori con più serenità.

   PACE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha facoltà. Con l'onorevole Pace  terminiamo  gli
  interventi rispetto alla sospensiva.

   PACE.  Presidente,  onorevoli colleghi, ho  avuto  il  piacere  di
  partecipare  per  sostituire l'onorevole  Abbate  ai  lavori  della
  Commissione  Bilancio' e abbiamo potuto apprezzare non soltanto  la
  bontà  del  provvedimento ma soprattutto un  lavoro  -  seppure  in
  posizioni diversificate - con l'opposizione, sia con gli amici  del
  PD,  con  gli  amici del Movimento Cinque Stelle  ma  anche  con  i
  rappresentanti del Gruppo di De Luca e alla fine siamo usciti dalla
  Commissione  Bilancio' in una maratona durata forse 9 ore, ma siamo
  usciti con un'unità di intenti soprattutto sul metodo e sul merito.
   C'è   stato  uno  sforzo  nel  Governo,  su  richiesta  anche  dei
  componenti  dell'opposizione, di trovare delle  risorse  aggiuntive
  per i comuni - lo diceva il collega Figuccia - e sono stati trovati
  altri  30 milioni, circa 28 milioni che vanno a garantire i comuni,
  ed  erauna  delle richieste che proveniva durante le  dichiarazioni
  programmatiche dai banchi sia di maggioranza che di opposizione.
   Pur rispettando la richiesta del collega, onorevole DeLuca, di una
  richiesta  di sospensiva non la condividiamo ma non come  presa  di
  posizione del Gruppo di maggioranza, riteniamo che il lavoro  fatto
  precedentemente  e che ha impegnato i Gruppi parlamentari,  che  ha
  impegnato  la  Commissione  Bilancio'- e sottolineo la  Commissione
   Bilancio'  nella sua interezza - ci sta portando oggi  in  Aula  a
  poter dibattere e probabilmente approvare un atto importante che va
  a favore del nostro territorio.
   Voglio   ricordare  che  nel  provvedimento  ci  sono  oltre   che
  interventi  per  i comuni finalmente interventi per  l'agricoltura,
  interventi  che  vanno  a salvaguardare gli  interessi  dei  nostri
  concittadini  siciliani, quindi, come Capogruppo  della  Democrazia
  Cristiana, non posso fare altro che chiedere al collega De Luca  di
  ritirare  la proposta e se eventualmente decidesse di non ritirarla
  chiaramente voteremo conto.

   PRESIDENTE.  Grazie.  Allora poniamo  in  votazione  la  richiesta
  dell'onorevole Cateno De Luca, si vota per alzata e seduta. Non  si
  può  prendere la parola per questo argomento per più di due persone
  che   siano  a  favore  e  che  siano  contro,  quindi  ho  chiesto
  all'onorevole Cateno De Luca di ritirarlo e ha detto di no.
   Mettiamola   in  votazione.  Chi  vuole  votare  a  favore   della
  sospensiva si alzi; chi invece non vuole resti seduto.

   BARBAGALLO.  Presidente, lei ci vede benissimo,  ma  ci  vuole  il
  segretario d'Aula per verificare i voti.

   PRESIDENTE.  Invito  un  segretario d'Aula  a  salire  sul  palco.
  Onorevole Barbagallo, ne possiamo chiamare anche due segretari però
  se si gira. Dicevo se vuole ne chiamo due

   CRACOLICI. Mi devo alzare o no?

   PRESIDENTE.  No, no, va bene.

                           (Non è approvata)

                          (Proteste in Aula)

   CAMPO.  Non abbiamo votato

   PRESIDENTE. Abbiamo votato per alzata e seduta.

                          (Proteste in Aula)

   PRESIDENTE. Se non ci sentite, abbiamo detto chi vota...
   Ma abbiamo già votato.

                          (Proteste in Aula)

   PRESIDENTE. Ascoltate, abbiamo già votato, onorevole De Luca.

   CRACOLICI. Io starò in piedi per tutta la seduta

   PRESIDENTE.  Va  bene,  contiamoli allora.  Vogliamo  andare  alla
  conta? Contiamoli. Chi vuole il soppressivo si alzi; chi non  vuole
  votare rimanga seduto.

                           (Non è approvato)

   Intanto, votiamo il passaggio all'esame degli articoli.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 1.
   Già  anticipo  al collega Spada che aveva fatto richiesta  di  una
  Conferenza  dei  Capigruppo -  onorevole Spada, le sto  rispondendo
  rispetto  alla  sua  richiesta - noi  andremo  avanti  intanto  con
  l'articolo  1; appena finiremo l'articolo 1, faremo una  Conferenza
  dei  Capigruppo  motivo per il quale se c'è  qualcuno  che  volesse
  intervenire,   diversamente  possiamo  già  chiedere  all'onorevole
  Catanzaro se mantiene l'emendamento 1.3 soppressivo.
    Onorevole Catanzaro lo ritira?

    (L'onorevole De Luca Cateno, dal podio, mostra uno striscione)

   PRESIDENTE. Va bene, grazie onorevole De Luca, non stiamo dando un
  grandissimo esempio  Va bene. Detto questo, le regole, onorevole De
  Luca,  sono  state  rispettate.  Abbiamo  messo  in  votazione   la
  sospensiva  che lei aveva chiesto, l'Assemblea ha respinto  la  sua
  richiesta. Noi dobbiamo andare avanti nel rispetto degli  interessi
  della Sicilia e dei siciliani, quando lei vorrà chiedere parola  lo
  potrà chiedere e le sarà data, ai sensi sempre del Regolamento.
   Onorevole  Catanzaro, lei mantiene l'emendamento o  no?  S'intende
  ritirato?  lo ha ritirato? Lo ha ritirato o no? Lo avete  ritirato?
  L'emendamento 1.3 è ritirato? Benissimo.

           (Proteste da parte dell'onorevole De Luca Cateno)

   PRESIDENTE.  Onorevole De Luca lei non sta avendo un atteggiamento
  responsabile  Non sta avendo un atteggiamento responsabile   Invito
  i deputati Questori a ristabilire l'ordine in Aula.

      (Reiterate proteste da parte dell'onorevole De Luca Cateno)

   PRESIDENTE.  Onorevole  De  Luca, lei ci  costringe  a  sospendere
  l'Aula per cinque minuti. La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 12.46, è ripresa alle ore 12.53)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Chiedo all'onorevole Di Paola se l'emendamento 1.40  è
  mantenuto o è ritirato.

   (L'onorevole  De Luca Cateno, nonostante non gli  sia  stata  data
  facoltà di parlare, interviene dal podio)

   L'onorevole Di Paola non è presente in Aula. E' ritirato.
   Allora,   invito   all'ordine  per  il  funzionamento   dell'Aula.
  Onorevole  De Luca, siamo stati finora molto comprensivi  nei  suoi
  confronti  rispetto  anche alle sue richieste. Chiedo  ai  deputati
  Questori  di  intervenire per il funzionamento  dell'Aula.  Quindi,
  sono costretto a fare qualcosa che non mi piace. Chiedo ai deputati
  Questori di intervenire.

                          (Proteste in Aula)

   PRESIDENTE.  Chiedo  ai  deputati  Questori  di  intervenire   per
  ripristinare l'ordine in Aula; quindi, invito l'onorevole  De  Luca
  Cateno ad uscire dall'Aula.

           (Proteste da parte dell'onorevole De Luca Cateno)

   PRESIDENTE.  Onorevole  Dipasquale, in  qualità  di  Questore,  la
  invito  ad  intervenire e far sì che possiamo ritornare all'ordine.
  E' una vergogna quello che sta accadendo in questo momento

      (Reiterate proteste da parte dell'onorevole De Luca Cateno)

   PRESIDENTE.   Allora,  onorevole  De  Luca  intanto  la   richiamo
  all'ordine  ed invito gli onorevoli Figuccia, Lombardo e Dipasquale
  a ripristinare l'ordine in Aula. Prego, onorevole Figuccia.

      (Reiterate proteste da parte dell'onorevole De Luca Cateno)

   PRESIDENTE.  Onorevole  De  Luca, sono mortificato  per  lei,  per
  l'atteggiamento  che sta avendo nei confronti dei  siciliani,  sono
  veramente   amareggiato   Chiedo  però  ai  deputati  Questori   di
  intervenire  perché l'Aula non può essere ostaggio di un  deputato
  Qui  ci  sono  altri  69 deputati che hanno intenzioni  differenti,
  quindi  non  c'è motivo di sospendere, c'è è motivo di fare  uscire
  l'onorevole De Luca Cateno dall'Aula

           (Proteste da parte dell'onorevole De Luca Cateno)

   PRESIDENTE.  Onorevole De Luca, la invito gentilmente a  ritornare
  al posto  Sono costretto a farla uscire dall'Aula

      (Reiterate proteste da parte dell'onorevole De Luca Cateno)

   PRESIDENTE.  Onorevole, la prego, nel momento  in  cui  lei  vorrà
  avere  chiarimenti li avrà; non è questo è il modo   Lei  parla  di
  Regolamento  e di regole, non sta rispettando né il Regolamento  né
  le  regole   La  prego  di  avere un atteggiamento  responsabile  e
  corretto   Il  suo  alzare la voce e mettere  in  difficoltà  dieci
  persone  è  deplorevole  La preghiamo di ritornare  al  suo  posto,
  diversamente  dovremo necessariamente farla uscire  dall'Aula.  Sta
  avendo un atteggiamento veramente imbarazzante
   Onorevole  De Luca Cateno, le dico una cosa, lei sta  mettendo  in
  difficoltà un'intera Aula, coprendo di ridicolo quest'Assemblea. E'
  stato richiamato all'ordine due volte. Ha richiamato il Regolamento
  sempre,  lo  ha  richiamato  solo a sua convenienza   Lei  non  sta
  rispettando il Regolamento né tanto meno l'Aula, la prego di uscire
  dall'Aula. Grazie.
   Chiedo ai deputati Questori di intervenire. Grazie.
   Nel  rispetto dei siciliani sono costretto a sospendere la  seduta
  per la dimostrazione vergognosa che noi stiamo dando alla Sicilia e
  ai siciliani. La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 12.59, è ripresa alle ore 13.13)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Invito i deputati a prendere posto.
   Invito  l'onorevole  De  Luca a prendere il  suo  posto,  così  da
  passare all'articolo 1 e metterlo in votazione.
   Il Governo è presente in Aula.
   Si  passa  all'emendamento  1.3.  Onorevole  Catanzaro,  io  avevo
  chiesto  se l'avesse ritirato, l'emendamento 1.40 è stato ritirato.
  Lei ha subito quello dopo, l'emendamento 1.45, onorevole De Luca.

   DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   DE LUCA CATENO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  è
  ovvio  che  la  mia  presa di posizione continua anche  perché  non
  abbiamo  capito il contenuto dell'articolo 4 perché è  inserito  in
  questo testo e rispetto all'articolo 1...

   PRESIDENTE.    Onorevole   De   Luca,    può    prendere    parola
  sull'emendamento 1.40, deve essere attinente.

   DE LUCA CATENO. Presidente, lo so, io il mio lavoro lo so fare.

   PRESIDENTE. Lo so che lo sa fare meglio di chiunque altro.

   DE  LUCA  CATENO.  La correlazione se permette dei  vari  articoli
  gliela faccio io, Presidente

   PRESIDENTE. Lei deve parlare sul soppressivo.

   DE  LUCA CATENO. Presidente, lei si faccia il suo che io mi faccio
  il mio

   PRESIDENTE. Benissimo

   DE LUCA CATENO. Quindi, la correlazione di un testo se permette la
  faccio per poi arrivare a parlare dell'articolo 1, quindi, la prego
  non  mi  interrompa  perché non sto andando  fuori  tema  perché  è
  esattamente  veda, così le rispondo subito ed ecco perché  è  stato
  incauto il suo intervento, vede l'articolo 4 in relazione a  quello
  che  è  l'articolo  1  che è il cuore del  testo  perché  è  questo
  intendevo  dire,  signor Presidente, che è il cuore dell'intervento
  proposto  dal  Governo e cioè fare con urgenza  una  variazione  di
  bilancio  perché  bisogna dare dei soldi  ai  comuni  per  il  caro
  energia.
   Questo  rispetto  a  ciò  che  è stato  inserito  complessivamente
  abbiamo  detto che sull'articolo 1 noi siamo favorevoli  nonostante
  siamo  fuori  dai  termini della variazione di bilancio,  se  siamo
  fuori  del 30 novembre non per colpa nostra, non siamo stati noi  a
  chiedere a Musumeci di dimettersi in anticipo, non siamo stati  noi
  a chiedere le elezioni anticipate.
   Se  la formazione del nuovo Governo si è strutturata in modo  tale
  da  arrivare in una fase che è oltre i limiti previsti dalle  norme
  contabili  obiettivamente non è un problema nostro, è  un  problema
  della  vostra  maggioranza e, quindi, oggi non si può  pensare  che
  rispetto  a  un tema delicato che non affronta neanche  quello  che
  sarà  il  problema del regime di salvaguardia nel quale non abbiamo
  sentito  parlare, sono uscite già le gare per appaltare per  quanto
  riguarda  la  fornitura di energia, quelli che  sono  i  cosiddetti
  cattivi  pagatori, in Sicilia purtroppo oltre il 70 per  cento  dei
  comuni  rientrerà in questo. Nessuno oggi sta affrontando  un  tema
  che  è esattamente correlato all'articolo 1 ma che si approccia  in
  modo  diverso. Ci sarà un aumento del 1050 per cento della bolletta
  energetica da gennaio in poi per quelli che sono i comuni in regime
  di salvaguardia.
   E  allora  la  questione, ovviamente, riguarda non  soltanto  come
  mettere  una  pezza  ad  una situazione  di  bilancio  sulla  quale
  naturalmente abbiamo già detto che siamo favorevoli, abbiamo  anche
  detto rispetto a questo se c'è una questione riguardante l'uso  che
  ne  è  stato fatto distorto delle risorse dei fondi ordinari  della
  sanità che sono stati utilizzati per pagare delle rate di mutuo, di
  quelli  che sono stati un piano di rientro e questo è un  tema  che
  purtroppo   non   riguarda  noi,  riguarda  voi,  riguarda   questa
  maggioranza, che è la continuità del Governo precedente.
   E  allora,  anche  qui  abbiamo detto se è  necessario  farlo  ora
  facciamolo e, rispetto a queste due norme poi noi ci siamo  fermati
  perché  abbiamo detto che tutto ciò che oggi mette in una questione
  di  approfittamento  di ciò che sono la norma in  modo  particolare
  dell'articolo 1 perché è ovvio che non accetterò da ex sindaco  che
  si  possa  essere poi lo sciacallo politico di turno, che  poi  sui
  giornali,  con i comunicati stampa, dirà che il Gruppo  Sud  Chiama
  Nord  è  contro  i comuni. No, noi diremo che sciacallo  è  chi  fa
  questo  ed  è sciacallo chi collega norme che non c'entrano  niente
  con  la  variazione  di bilancio, approfittando  di  uno  stato  di
  bisogno.
   In  Commissione  Bilancio  c'è stato  anche  il  nostro  deputato,
  Sciotto,  che in questo contesto aveva anche chiesto al Governo  di
  fare un provvedimento urgente per Milazzo, Barcellona, per i comuni
  della  zona di tirrenica che la settimana scorsa sono stati  invasi
  dal fango. Era stato anche formulato un emendamento in tal senso ed
  ecco  che, poi, arriviamo alle questioni. Mi chiedo: ma perché noi,
  questo   Parlamento,  dobbiamo  accettare  un  provvedimento   che,
  complessivamente, ha un articolato che non c'entra nulla con quelle
  che  sono le variazioni di bilancio e, poi, approfittare di  alcune
  emergenze  -  sulle  quali  noi  abbiamo  sempre  detto  che  siamo
  favorevoli  -  e  quindi non stralciare ciò che è indifferibile  ed
  urgente rispetto a provvedimenti che sono estranei alla materia.
   E  allora,  Presidente, le riformulo l'invito, qullo  di  prendere
  questo  provvedimento, stralciare le norme  che  sono  estranee  al
  testo.  È  una sua prerogativa, è stato fatto sempre in quest'Aula,
  perché quella è la cornice nella quale noi ci muoviamo.

   PRESIDENTE.  All'interno dell'articolo  1  c'è  qualcosa  che  lei
  ritiene che non sia attinente al testo?

   DE LUCA CATENO. Le sto dicendo che ...

   PRESIDENTE. No, è una domanda semplice.

   DE LUCA CATENO. Guardi, sull'articolo 1 io sono stato già chiaro.

   PRESIDENTE. Siccome lei ha detto che è favorevole.

   DE  LUCA  CATENO. Ho già detto che siamo disponibili ad aiutare  i
  comuni. Questo l'ho già detto.

   PRESIDENTE. Benissimo, ok.

   DE  LUCA CATENO. Allora, il concetto è questo: c'è la volontà - lo
  sto  chiedendo  a  lei, Presidente, perché lei ha interloquito  col
  Governo, noi non sappiamo se avete discusso o non avete discusso  -
  c'è  la volontà del Governo di togliere le norme all'articolo 4 che
  sono estranee al testo? Si o no? Questa è la domanda. E desideriamo
  una risposta.

   PRESIDENTE. Benissimo. Grazie, onorevole De Luca.

   DE LUCA CATENO. Noi, in base alla risposta che ci darà il Governo,
  ci  comporteremo  di  conseguenza.  Possiamo  avere  una  risposta,
  Presidente?

   PRESIDENTE.  Assolutamente sì. Inviterò  il  Governo,  al  momento
  opportuno,  di fornire una risposta rispetto a quelle che  sono  le
  richieste dell'onorevole De Luca.
   Per  quanto riguarda l'emendamento 1.45, immagino che sia ritirato
  o no?

   DE  LUCA  CATENO. Noi ritiriamo tutti i nostri emendamenti  se  il
  Governo ...

   FALCONE, assessore per l'economia. Lo abbiamo detto.

   DE LUCA CATENO. Noi non abbiamo capito a cosa fa riferimento.

   PRESIDENTE.  A me non sembra che l'onorevole De Luca  sta  facendo
  una richiesta, secondo la quale lui sarebbe ben disposto a ritirare
  a tutti gli emendamenti e ad accelerare. Onorevole De Luca, allora,
  facciamo la seguente, per darci un ordine rispetto ai lavori. Visto
  e considerato che lei ha detto che sull'articolo 1 non c'è nulla di
  estraneo rispetto quelle che sono le sue idee di estraneità di temi
  al  testo,  noi  approviamo l'articolo 1, ci fermiamo  mezz'ora  ed
  eventualmente  lei  sottolineerà  al  Governo  quali  sono  le  sue
  perplessità rispetto all'articolo 4.
   Intanto mettiamo in votazione l'emendamento 1.45, che è ha  a  sua
  firma onorevole De Luca, si intende ritirato o no?

   DE LUCA CATENO. Che cos'è?

   PRESIDENTE. Lo ha presentato lei. È un soppressivo.

   DE LUCA CATENO. È un soppressivo di cosa?

   CRACOLICI. Di tutto l'articolo

   PRESIDENTE. L'1.45 è un soppressivo di tutto l'articolo 1. Abbiamo
  detto di votare il primo.

   CATANZARO.  Presidente,  non funziona in questo  modo   Chiedo  di
  parlare. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, prego. Ne ha facoltà.

   CATANZARO. Grazie, Presidente. Per carità, è da un'ora e mezza che
  noi assistiamo in Aula con concretezze che vengono poste al Governo
  e che sono delle cose che - per carità  - al di là dei metodi e dei
  modi che non appartengono, non sono condivisi, ognuno può fare  ciò
  che   vuole,  però  sono  argomenti  che  vengono  trattati   nella
  variazione di bilancio.
   Ritengo che intanto lei stia proseguendo sull'articolo 1, come  se
  fosse approvato, ma ci sono tutta a una serie di emendamenti che si
  devono approvare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Catanzaro, stiamo chiamando gli emendamenti
  uno ad uno, non ho fatto nulla di diverso.

   CATANZARO.  Dopodiché,  ci sono delle argomentazioni  che  vengono
  presentate nella variazione di bilancio e ieri noi lo abbiamo anche
  detto in discussione generale con l'Assessore Falcone che - dal mio
  punto  di  vista nella celerità di un'approvazione della variazione
  di bilancio - non sono argomenti da trattare in questo momento e in
  questo minuto.
   Se  ci  sono  argomenti  come quello  del  revisore  dei  conti  o
  argomenti che riguardano i comuni e devo dire che e questo  Governo
  ha  detto  che  siamo pronti insieme a portare avanti  una  riforma
  sulle  e  province - quindi sugli enti locali - non comprendo,  non
  capisco  le  Commissioni di merito che cosa ci  stanno  a  fare  su
  argomenti di fondamentale importanza che riguardano gli enti locali
  e  non  capisco  perché debbano essere trattati  qua?  Secondo  me,
  signor Presidente, stiamo perdendo tempo
   Dovete  capire  voi,  come  Governo,  quello  che  volete  fornire
  all'Aula  perché  lo abbiamo disquisito e ci sono  molte  cose  che
  sicuramente  sono  superflue da affrontare  in  una  variazione  di
  bilancio.
   Non può essere una piccola finanziaria.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.45.

   LOMBARDO GIUSEPPE. Chiedo la votazione per scrutinio nominale.
      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 1.45

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento soppressivo 1.45.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti  .         62
   Votanti             37
   Maggioranza         19
   Favorevoli          5
   Contrari            32
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

   Pongo  in votazione l'emendamento 1.4 che riguarda la soppressione
  del comma 1.

   CRACOLICI. Dichiaro di ritiralo.

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca, lo mantiene?

   DE LUCA CATENO. Lo faccio mio.

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 1.23, a firma dell'onorevole
  De Luca è uguale.

   DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  L'onorevole Antonino De Luca aveva chiesto  prima  la
  parola, onorevole Cateno De Luca.

   DE  LUCA  ANTONINO.  Signor  Presidente,  semplicemente  per  fare
  chiarezza anche con i colleghi dell'opposizione.
   Se  diciamo che l'articolo 1 è per dare le risorse ai comuni e  lo
  vogliamo   sostenere,  non  ha  senso  poi  votare   per   la   sua
  soppressione.
   Quindi,  procediamo  con  i ritiri e non chiamiamo  votazioni  per
  appello nominale su articoli su cui siamo d'accordo.
   Dove   c'è  invece  da  dibattere  ed  intervenire,  interveniamo
  Colleghi, però, cerchiamo di darci un modus operandi perché se  no,
  se facciamo così in una variazione, non oso immaginare in che stato
  faremo una finanziaria.

   PRESIDENTE.  Onorevole De Luca Cateno, le  ricordo  che  se  vuole
  prendere  la  parola,  ai sensi dell'articolo  103,  può  prenderla
  soltanto una volta. E' soltanto per ricordarlo. Può farlo solo  una
  volta   su   tutti  gli  emendamenti  all'articolo  1,   ai   sensi
  dell'articolo 103 - a meno che non abbiamo regolamenti differenti.

   DE LUCA CATENO. Non si può intervenire sugli emendamenti?

   PRESIDENTE. Una volta, però se vuole...

   DE LUCA CATENO. Su tutto l'articolato?

   PRESIDENTE.   Ai   sensi  dell'articolo,  sull'articolo   1,   gli
  emendamenti dell'articolo. 1.

   DE LUCA CATENO. Quindi, su tutti gli emendamenti all'articolo 1.

   PRESIDENTE. L'articolo 103 dice questo.

   DE  LUCA CATENO. Ho capito. Va bene, Presidente. Allora rinnovo il
  mio  invito sempre in relazione all'articolo 1 e prendo esattamente
  alla lettera quello che ha detto il collega Antonio De Luca.
   Per quello che è l'aspetto dell'articolo 1, noi siamo dell'idea  e
  l'abbiamo  anche  sostenuto in Commissione Bilancio  abbiamo  anche
  sostenuto l'aumento delle risorse da destinare per quanto  riguarda
  il  caro  bollette  e  lo abbiamo fatto nella convinzione  che  pur
  essendo  fuori ogni termine massimo i Comuni hanno la necessità  di
  essere sostenuti.
   Rispetto a questa presa di posizione è ovvio che l'articolo 1,  ha
  delle  degli  argomenti che non possono dal nostro punto  di  vista
  essere  sostenuti  perché già basta  guardare quelle  che  sono  le
  risorse  destinate ed esattamente nell'articolo  1  e  che  cozzano
  esattamente    con   quello  che  noi  stiamo  facendo,   destinare
  trecentomila  euro  per  quanto  riguarda  il  vivaio   delle  vite
  americane,  sostenere  altre risorse trecentomila euro per  società
  per  le  quali  non  sappiamo cosa fare,  dopodiché  abbiamo  anche
  previsto sempre all'articolo 1, perché l'articolo 1 è fatto da nove
  commi,  da nove commi e allora è ovvio che nell'articolo 1 già  con
  questi  nove  commi  ci  ritroviamo con un comma,  forse  due,  che
  riguardano   i   comuni,   gli  altri  commi   riguardano   materia
  completamente estranea.
   Certo  non  sappiamo  anche che  studi  si  devono  rielaborare  a
  Natale, per quanto riguarda qui l'assetto idrico, mi pare che siamo
  di fronte anche a una risorsa che servirà probabilmente per qualche
  altra  cosa  e allora è ovvio che rispetto a questo ragionamento  e
  questo  credo  che sia opportuno che il Governo risponda   ora  non
  capiamo  perché il Governo non possa dirci in questo  momento  cosa
  intende  fare  con  l'articolato ed è  ovvio  che  questo  silenzio
  imbarazzante,  perché continua naturalmente sulla  scia  e  con  la
  speranza   che   rispetto  a  quelle  che  sono  le   disponibilità
  regolamentari  ci  si  arrivi  poi a un  esaurimento  delle  nostre
  disponibilità.
   Se  il  Governo  intende  fare pulizia di questo  provvedimento  e
  togliere  tutto  ciò  che non c'entra nulla e  quindi  evitare  che
  rispetto  all'articolo 1 di cui stiamo parlando ci si  agganci  con
  materia estranea, allora Presidente rinnovo il mio invito, lo  dica
  ora,  può  dire anche che non gliene frega nulla delle osservazioni
  dell'onorevole  De  Luca,  tutto è  legittimo,  ne  prenderò  atto,
  abbandono  il  podio,  guardi  e  vi approvate   tutto  quello  che
  volete,  però Presidente le sto ribadendo una richiesta, il Governo
  dica  ora cosa vuol fare così evitiamo semplicemente di mettere  in
  atto   in   ogni  caso quelli che sono gli unici strumenti  che  ci
  rimangono,  io  ne prenderò atto dopo di che plaudiamo  al  Governo
  delle  novità  e  basta e ognuno, come si suol dire,   togliamo  il
  disturbo,  è  benvenuto  a quello che è il nuovo  corso  di  questo
  Governo.
   Però ribadisco, non capisco perché il Governo non debba  dire  ora
  cosa intende fare con gli articoli riguardanti la materia estranea,
  ripeto,  è  legittimo che approfittando dell'articolo  uno  di  cui
  stiamo  parlando,  legittimo dal loro punto di vista,   il  Governo
  dica  no,  io sai devo dare a Sammartino un commissario a  Catania,
  faccio  un  esempio  è  qua  di fronte,  quindi  devo  aumentare  i
  commissari e io dico ma perché non glielo dobbiamo dare a  Lombardo
  un  altro commissario, scusatemi facciamone dieci ma perché non  ne
  dobbiamo  dare uno a Galvagno, facciamone dodici, se  questa  è  la
  logica  di una variazione di bilancio dove ancora si ribadisce,  si
  inseriscono   materie   estranee  e  allora   risparmieremo   tempo
  Presidente  e  salute per quanto mi riguarda, faccia rispondere  il
  Governo realmente su cosa intende fare ma realmente.
   Dopo di che ognuno si faccia il suo.

   PRESIDENTE.  Intanto, onorevole De Luca, la ringrazio,  le  chiedo
  però l'ultima cosa, l'emendamento 1.23 è mantenuto o è ritirato? E'
  il soppressivo è sempre il suo, siccome lei è sempre preparatissimo
  mi viene strano a doverle dire qualcosa.
   L'emendamento1.23 è il soppressivo del comma 1, lo mantiene  o  lo
  ritira?

   DE LUCA CATENO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Perfetto, la ringraziamo.  Facciamo  anche  l'invito,
  intanto  la  invitiamo  se  vuole a riprendere  il  suo  posto,  se
  volesse.  Se  vuole  rimanere lì per  me,  magari  vede  meglio  il
  Governo,  ecco e in tutti i casi durante la pausa pranzo, Onorevole
  De Luca, potremmo pensare che lei possa segnalare quali sono le sue
  perplessità sull'articolo 4 e il Governo, se sarà sensibile, magari
  venirle incontro.
   Intanto, passiamo all'emendamento 1.79 e invitiamo l'onorevole  De
  Luca  Antonino a ritirarlo, in quanto probabilmente ci  sarà  stato
  qualche errore perché si parla di una riduzione ai comuni.

   DE LUCA ANTONINO. Sto preparando il subemendamento.

   PRESIDENTE. Ah, sta preparando il subemendamento, quindi cosa  non
  l'ho   sentito?   E'   ritirato,  onorevole  De   Luca,   immagino.
  All'emendamento 1.79 ha chiesto una riduzione ai comuni, non  penso
  che sia questa la sua

   DE   LUCA   ANTONINO.  Signor  Presidente,  è  stato  ripresentato
  erroneamente  con  i  numeri  con cui  era  arrivato  in  bilancio,
  precedentemente  alla  modifica  quindi  se  mi   dà   un   attimo,
  semplicemente  si  deve sostituire 21 virgola  2  milioni,  con  49
  virgola  2  milioni e 2 milioni e alle province con 4 milioni  alle
  province se dà un attimo.

   PRESIDENTE. Onorevole, a parte che siamo partiti da 20  milioni  e
  siamo arrivati a 48 quindi si sta parlando di

   DE  LUCA  ANTONINO. Volevamo aggiungere semplicemente un  altro  1
  milione e 200 mila euro.

   PRESIDENTE. Per riformularlo rispetto al milione di differenza?

   DE  LUCA  ANTONINO. Sul tabellare, eliminando un'altra  spesa  che
  riteniamo non necessaria.

   PRESIDENTE.  Guardi,  onorevole io posso pensare  di  metterlo  in
  votazione  adesso e chiaramente dico rispetto ad  una  riduzione  e
  dobbiamo.
   DE  LUCA ANTONINO. Io sto preparando il subemendamento, quindi  se
  lei mi dà il tempo di prepararlo.

   PRESIDENTE.  Onorevole De Luca, nessuno glielo sta  impedendo,  se
  però riuscisse a farlo in tempi celeri gliene saremmo assolutamente
  grati.

   DE  LUCA  ANTONINO. Abbiamo perso un'ora in teatrini, non perdiamo
  un minuto per un subemendamento.

   PRESIDENTE.  Allora, lei sta facendo la riscrittura, onorevole  De
  Luca Antonino.
   Si passa all'emendamento 1.27 che è inammissibile.
   Si passa all'emendamento 1.29. Il parere del Governo?
   Non ho sentito onorevole De Luca?

   DE  LUCA CATENO. Non è una cosa della pausa pranzo  Non è una cosa
  tra me e loro, è una cosa tra il Governo e il Parlamento.

   PRESIDENTE. Adesso entro la fine dell'articolo chiedo  al  Governo
  di  mantenere l'impegno di rispondere rispetto a quelle che sono le
  sue decisioni. Intanto passiamo all'emendamento 1.29.
   Il parere del Governo?

   FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE.  Non c'è copertura, la copertura è sugli stipendi  del
  personale del comparto, non è idonea onorevole, è inammissibile.
   L'emendamento 1.62 è inammissibile.
   Si  passa all'emendamento 1.2. Il parere del Governo? La copertura
  è su capitolo.

   FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 1.65. Scusate  l'emendamento
  1.66 abbiamo detto che è inammissibile.

   FALCONE,  assessore  per  l'economia.  Sono  tutti  inammissibili,
  onorevole Cracolici.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.65.
   Il  parere  del  Governo? Copertura su spese di riscossione  e  il
  bollo auto.

   FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. E' inammissibile.
   L'1.70.  Scusate,  scusate. Posso avere letto il rigo  successivo.
  Posso aver sbagliato un secondo.

   D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Sì,  deve dirlo il Governo e doveva dire  il  Governo
  l'idonea della copertura.
   Assessore Falcone, sull'emendamento 1.65, è idonea la copertura?

   FALCONE,   assessore   per  l'economia.   No,   è   inammissibile,
  Presidente. Non è idonea la copertura, l'abbiamo detto. Sono  tutti
  non idonei.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, prego.

   CRACOLICI. Signor Presidente, faccio questo intervento per cercare
  di  mettere un po'di ordine perché sennò ci confondiamo. Allora  il
  Governo  non  dichiara.  Scusi assessore Falcone.  Il  Governo  non
  dichiara  affatto  la  inidoneità di una  copertura  se  una  norma
  presentata prevede un capitolo da cui prelevare.
   La inidoneità nasce dal fatto che o il capitolo non è più capiente
  o è stato utilizzato con voto d'Aula prima per altre coperture. Non
  è  il  Governo che dichiara se è inidoneo o meno. Abbiamo  rispetto
  del  Governo ma qui siamo in Parlamento. E' il Parlamento che  vota
  la  eventuale  non  copertura di una norma o la  Presidenza,  o  la
  Presidenza, assunto il principio che il capitolo non è capiente  lo
  dichiara   inammissibile  ma  non  è  che  chiediamo   al   Governo
  l'inammissibilità  degli  emendamenti, cioè  non  siamo  ancora  un
  Parlamento  come dire presidenziale in senso totale. C'è l'elezione
  diretta ma il Parlamento è rimasto in vita.
   Quindi  la  prego, se deve dichiarare inammissibile un emendamento
  lo dichiari lei. Alla luce diciamo della tecnicalità necessaria per
  dichiarare inammissibile un emendamento ma non chieda il parere  al
  Governo che il Governo qui è uno come gli altri.

   PRESIDENTE. L'onorevole D'Agostino ha chiesto di intervenire.  Non
  deve  intervenire da qua, onorevole D'Agostino dal podio  o  da  un
  posto  qualsiasi perchè li è occupato dall'onorevole De Luca che  è
  in fase di occupazione.
   Onorevole De Luca, le chiedo di scendere un minuto.

   D'AGOSTINO.  Signor  Presidente, i due emendamenti  che  risultano
  inammissibili  o  non  capienti nel momento in  cui  i  sono  stati
  presentati  risultavano perfettamente capienti, ai sensi  anche  di
  quello  che  ha  detto  l'onorevole Cracolici prima,  siccome  quei
  capitoli  non sono stati, come dire, svuotati con un voto d'Aula  e
  non  capisco com'è che improvvisamente risultino evidentemente  per
  essere  inammissibili svuotati. Ribadisco che sono due  emendamenti
  che   vanno   a   rinforzare  il  provvedimento  del  Governo   che
  contribuisce a dare dei fondi ai comuni per il caro energia  quindi
  vorrei capire perché i due capitoli che erano capienti fino a  ieri
  sera  improvvisamente stamattina sono risultati  incapienti  perché
  non  vedo quale altra giustificazione possa esserci per dichiararli
  inammissibili.

   PRESIDENTE.  Io  non so cosa sia successo ieri sera.  Io  mi  devo
  rifare  a  quello  che  è la procedura, noi  dobbiamo  chiedere  la
  copertura.  Nel  momento in cui non danno copertura,  questo  è  il
  processo che lei probabilmente conosce meglio di chiunque altro.

   D'AGOSTINO. Lo conosco così bene che le dico che la copertura ieri
  sera  c'era.  Cosa è successo stanotte ma non può  succedere  nulla
  stanotte, Presidente non può succedere nulla.

   PRESIDENTE. Se l'assessore Falcone ha detto ieri sera qualcosa non
  ne  ho idea però in aula quello che ha dichiarato è che è il parere
  h  contrario,  ma perché all'interno del capitolo tra  l'altro  non
  c'è  è disponibilità non per una questione. Questo è quello che  ci
  dice l'assessore Falcone. Corretto assessore?

   FALCONE, assessore per l'economia. Sì.

   PRESIDENTE. Perfetto, va bene. Andiamo avanti quindi.
   Vuole ancora parlare? Prego, onorevole D'agostino.

   D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, i capitoli ieri
  sera  erano  capienti,  quindi io voglio capire  per  quale  motivo
  stamattina  risultano non capienti, non possiamo fare qui  come  se
  stiamo  facendo una scampagnata, ieri alle 18 erano  capienti,  non
  erano  capienti  una settimana fa. C'erano i soldi  quindi  non  li
  avremmo  impegnati, uscivano dai tabulati della Ragioneria,  quindi
  stanotte cosa c'è stato un furto di questi capitoli? Un utilizzo di
  queste  somme  per  altre  cose?  Ma  almeno  ci  venga  data   una
  spiegazione  più  seria, non è una spiegazione seria  questa  e  mi
  rifiuto di pensare che qui si stia dicendo non il vero.
   Siccome  penso che si debba dire sempre il vero, allora Presidente
  le  chiedo di sospendere questi articoli perché non è possibile non
  poter  dare  maggiore sollievo ai comuni della Sicilia  per  motivi
  politicamente o amministrativamente incomprensibili.

   PRESIDENTE.  Onorevole D'Agostino, non sappiamo cosa sia  successo
  nella notte però adesso l'assessore Falcone rispetto all'intervento
  di prima farà un ulteriore chiarimento, quindi invito il Governo  a
  fare   un   chiarimento  rispetto  al  problema  che  ha  sollevato
  l'onorevole D'Agostino.

   FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, soltanto per
  dire  che non è che i soldi sono spariti ieri C'erano e stanotte  e
  oggi non ci sono più, il capitolo ha delle sue finalità come ognuno
  dei  capitoli, ci sono delle finalità che anche se diciamo così non
  sono   state   completate  entro  il  7  dicembre   devono   essere
  perfezionate  entro il 31 dicembre. Quindi alcuni capitoli  su  cui
  noi  diamo il parere negativo, lo diamo perché ancorché ancora oggi
  hanno  una  loro diciamo disponibilità, quella disponibilità  dovrà
  essere utilizzata entro fine anno. Quindi è un'obbligazione che noi
  dobbiamo  assumere da qui a qualche giorno, per cui i  capitoli  su
  cui  noi esprimiamo parere negativo è perché non possono più essere
  utilizzati  malgrado  teoricamente hanno ancora  una  disponibilità
  finanziaria.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il  chiarimento
  che  è  ha  dato l'assessore Falcone conferma quello che  le  avevo
  suggerito  io,  il  parere  del Governo è  giustamente  il  Governo
  difende  il fatto che da un capitolo non si possano prendere  delle
  risorse  ancorché  tra l'altro questo è un fondo  di  riserva,  per
  utilizzarlo  per  altre finalità per ragioni  amministrative  e  di
  vincoli giuridici futuri, eccetera.
   Il fondo di riserva è un po'delicato perché c'è l'obbligo di avere
  una  percentuale, però questo non è che lo autorizza a  dichiara  è
  inammissibile un emendamento, se il parere è contrario del  Governo
  e  lei non lo ha dichiarato inammissibile per altre ragioni, lei lo
  fa votare l'Aula lo boccia, ma non è che può, siccome il Governo  è
  contrario, allora è inammissibile. Perché così non sarebbe  più  un
  Parlamento che vota nessuna norma.
   Immagino  che il Governo sarà contrario a tutte le norme  che  non
  siano  proposte dal Governo stesso, allora le ripeto io nel  merito
  suggerisco al collega anche di ritirarlo, perché utilizza un  fondo
  il  fondo di riserva, ma il problema non è questo emendamento è che
  non  può  passare  il  principio che lei chiede  al  Governo  se  è
  inammissibile o meno un emendamento, questo non si può fare.

   PRESIDENTE. La ringrazio per la precisazione, onorevole Cracolici,
  però  rispetto  alle dichiarazioni del Governo l'articolo  non  può
  essere votato perché materialmente non ha la copertura, se non  c'è
  una  copertura differente non può essere votato, aveva  chiesto  di
  rispondere probabilmente l'onorevole D'Agostino. Ne ha facoltà, due
  minuti esatti.

   D'AGOSTINO.  Si sono molto dispiaciuto Presidente  che  non  possa
  essere  votato perché non sono per niente convinto che il  capitolo
  non   sia   capiente,  o  non  sia  del  tutto   capiente,   perché
  improvvisamente non può essere diventato incapiente un capitolo che
  fino a ieri pomeriggio era assolutamente capiente.
   Marco,  io te lo dico perché sto facendo una proposta, tra l'altro
  perfettamente in positivo, solo per rafforzare una tua  norma.  Una
  cosa giusta. Perché questa variazione di bilancio, quest'articolo è
  una cosa giustissima. Quindi l'obiettivo è migliorare questa norma.
  Ho fatto una ricerca, e in questa ricerca è uscito fuori che questi
  due capitoli erano disponibili. Ne basterebbe uno, forse quello del
  fondo  di  riserva  - ha ragione Cracolici - non lo  tocchiamo,  ma
  quello precedente invece c'era eccome se c'era. E sono sicuro

   PRESIDENTE. Giustissimo.

   D'AGOSTINO.  Sono  sicuro  - no, Presidente,  questo  va  messo  a
  verbale  - sono sicuro che non è vero che è incapiente, o  non  del
  tutto  è  incapiente. Quindi siccome poi questa diventa  una  frase
  pesante,  allora  io  inviterei l'Assessore a  rifletterci  meglio.
  Dice,  magari ne sono rimasti 2 milioni su 6 milioni e 8, 3 milioni
  e  questi li mettiamo per i comuni. Pretendo che a quel punto possa
  andare in votazione l'articolo.

   PRESIDENTE. Proprio però per quelle che sono le cose che ha  detto
  a  lei,  rispetto  alla  scampagnata, siccome  c'è  il  parere  del
  Governo,  e  non  è che l'ha detto per caso, avrà  dato  un  parere
  rispetto  a,  sicuramente, delle indicazioni, che avrà avuto  dagli
  uffici, tecniche di natura differente.
   Però  ho  capito che lei ha invitato il Governo a fare una ricerca
  ulteriore.  Possibilmente non è così, possibilmente sì. Intanto  la
  ringrazio.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, io sono
  stato  il  primo in I Commissione a chiedere l'aumento  per  quanto
  riguarda  le somme per i comuni, per sopperire a quelli  che  sono,
  praticamente,  gli aumenti dell'energia elettrica.  Ma  credo  che,
  oggi,  non  sia il milione, assessore Falcone mi vuole  seguire  un
  secondo? Non è il problema del milione in più o il milione e  meno,
  perché briciole sono e briciole restano.
   Il  problema  che  io pongo al Governo, che deve porre  a  livello
  nazionale,   è  quello  dei  regimi  di  salvaguardia  che   stanno
  penalizzando  i comuni della Sicilia. C'è un problema molto  serio.
  In  Lombardia  si paga 10, in Sicilia si paga a 1010  e  dal  primo
  gennaio  2023   E  allora,  poniamolo  questo  problema.  C'è   una
  speculazione  che viene fatta a danno dei comuni  più  deboli.  Noi
  abbiamo l'obbligo di porre, a livello nazionale, una situazione che
  sta mettendo in ginocchio i comuni della Sicilia  Non è, quindi, il
  problema del milione in più o in meno. E' un problema di risolvere,
  definitivamente, questa vicenda della salvaguardia. Noi siamo presi
  oggi  dall'Enel,  poi da ERA, poi da altri e non  riusciamo  più  a
  risolvere  questa  problematica. Assessore,  in  Conferenza  Stato-
  Regioni  e  al  Governo  nazionale  ponete  questo  problema.  Deve
  chiudersi questa vicenda.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di parlare prima l'onorevole  Sciotto,  a
  meno  che  non  gli vuole cedere la parola. Poi c'è l'onorevole  De
  Leo, e poi c'è l'onorevole Lombardo Giuseppe.

   SCIOTTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi sarò  velocissimo.
  Io  non condivido, sinceramente, il suo modo di condurre la seduta.
  Ma  glielo  dico  in  assoluta semplicità e in  assoluta  modestia.
  Allora,  le  parole hanno un peso e hanno un significato.  Premesso
  che concordo su tutto quello che dice il collega Cracolici...

   CRACOLICI. Sei della mia corrente, Sciotto

   SCIOTTO.  Per cui, l'ammissibilità o la non ammissibilità  non  la
  decide  né  il governo né l'assessore. Premesso tutto  questo  qui,
  l'assessore  ha  appena detto che le somme sono  libere  perché  ha
  intenzione  di impegnarle da qui alla fine dell'anno. Se  ha  detto
  questo, è chiaro che sono libere. Quindi, lei è inutile che ci gira
  attorno   Sono  libere  Lei lo metta in votazione e  diremo  l'Aula
  deciderà.  Non c'è nulla da amministrare. L'ha detto  poco  fa.  O,
  altrimenti, decidiamo che siccome voi siete Governo, ce ne  andiamo
  a casa

   PRESIDENTE.  Allora, il Governo ha detto quello  che  ha  ribadito
  l'onorevole Sciotto? Assessore Falcone?

   FALCONE, assessore per l'economia. Posso fare un po' di chiarezza?
  Allora,  facciamo  un  po'  di chiarezza, Presidente.  Così,  però,
  dobbiamo  anche  qua... non è che ritorniamo  sempre  sulla  stessa
  questione. Dobbiamo, poi, anche andare avanti.
   Però,  premesso  questo, io così vi faccio e vi  dico  un  po'  se
  dobbiamo scendere nel particolare.
   Allora,  parliamo  dei  capitoli, ad  esempio  l'emendamento  1.31
  prende  4  milioni  878  mila euro e li  prenderebbe  dal  capitolo
  108006: sono somme del personale, noi queste somme per il personale
  le abbiamo tolte, non perché le volevamo togliere, ma perché stiamo
  adeguatamente costituendo il fondo per il contratto collettivo  per
  finanziare  l'adeguamento  del contratto  del  personale,  cioè  li
  stiamo  soltanto spostando e creando un fondo che sarà  accantonato
  nel   momento  in  cui  noi  andremo  ad  applicare  il   contratto
  collettivo.

   D'AGOSTINO. Sono libere.

   FALCONE,  assessore  per  l'economia. Non sono  libere,  onorevole
  D'Agostino,  la prego, non sono libere, sono somme che noi  abbiamo
  preso  perché le dobbiamo costituire, altrimenti non avremmo  fatto
  questa manovra.
   Andiamo oltre. L'informatizzazione, il capitolo 212514, è vero che
  abbiamo  preso, a fronte di 2 milioni e 100 mila euro,  cinquecento
  mila  euro soli, ma abbiamo delle obbligazioni che dobbiamo onorare
  da  qui a qualche giorno, a qualche settimana; e potremo continuare
  col  capitolo 144116, cioè, scusate signori onorevoli,  noi  stiamo
  facendo   le  cose  con  ordine,  le  stiamo  facendo  con   grande
  oculatezza, abbiamo raschiato il barile, per i comuni abbiamo messo
  30  milioni di euro in più aderendo e chi è stato in Commissione ha
  capito ed ha visto lo sforzo che ha fatto il Governo; dopodiché, se
  sono a saldi invariati nessun problema, ma dobbiamo però capire che
  è  ogni capitolo a fine anno ha una sua destinazione, quindi non  è
  la volontà di andare contro.
   Io,  onorevole D'Agostino, mi creda, non 48, ne vorrei mettere 100
  milioni, ha ragione l'onorevole Laccoto però non è possibile, se li
  avessimo  li avremmo messi, lo abbiamo già detto. Cioè, la  misura,
  come  dire il Parlamento la sta migliorando, ma è chiaro che è  una
  misura  che  è  partita  dal  Governo,  quindi  noi  abbiamo  tutto
  l'interesse a migliorarla ove può essere migliorata.
   Quindi  continuiamo  con calma, con ordine e andiamo  avanti,  che
  alla   fine  una  soluzione  la  troveremo  anche  arrivati,   poi,
  successivamente,  all'articolo del  caso,  troveremo  anche  là  la
  soluzione del caso e lo abbiamo detto in apertura oggi, lo  abbiamo
  detto ieri e lo abbiamo detto anche in Commissione.

   PRESIDENTE.  Grazie, Assessore Falcone. Prima diamo  la  parola  a
  tutti  quelli  che  la  avevano chiesto.  Vuole  ancora  la  parola
  all'onorevole De Leo? Prego.

   DE LUCA CATENO. Voglio solo sapere quello che volete togliere.

   SAMMARTINO,   Vicepresidente  della  Regione   e   assessore   per
  l'agricoltura,  lo  sviluppo rurale e  la  pesca  mediterranea.  Ha
  risposto.

   DE  LUCA CATENO. E che cosa ha risposto? Non ho capito. Toglieremo
  la  materia estranea? La togli? Sì? Allora finisci, poi  prendo  la
  parola e me ne vado.

   PRESIDENTE.  Intanto, l'onorevole De Leo. Onorevole De  Luca,  lei
  già  ha parlato due volte, dopo eventualmente. Prego, onorevole  De
  Leo.

   DE LEO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, premesso
  che come è già stato detto è incomprensibile la vostra maratona per
  approvare un disegno di legge che è fuori dai termini, come è stato
  detto,  e  noi vi abbiamo chiesto, non oggi ma nella scorsa  seduta
  abbiamo  chiesto  di  ritirare  la  variazione  per  una  serie  di
  regolarità  e inesattezze che sono emerse, non ci avete  ascoltato,
  non  l'avete fatto sicuramente per motivi politici, ma sapete  bene
  che  quella era la strada migliore per rimodulare correttamente  le
  variazioni.
   Le  materie estranee sono state già evidenziate dall'onorevole  De
  Luca  e  oggi,  in  questo momento, assistiamo  ad  una  resistenza
  rispetto, anche, a degli emendamenti che invece destinano ulteriori
  somme  e  ulteriori risorse sul caro bollette, perché  nel  2000  -
  abbiamo fatto l'analisi l'altro giorno anche in Commissione, io  ho
  partecipato a una sola seduta della Commissione Bilancio - nel 2022
  ogni  famiglia  spenderà in media circa mille euro in  più  per  le
  bollette  di luce e del gas per un totale di 30 miliardi  di  euro,
  l'aumento  delle  bollette  energetiche avrà  conseguenze  negative
  anche   sulla   ripresa  economica,  quindi  bisognerebbe   mettere
  ulteriori risorse, attivare un calcolo in proporzione le  fasce  di
  reddito  e questa sarebbe la cosa migliore, cioè prendere ulteriori
  somme e destinarle al caro bollette.
   Avreste  dovuto, e l'abbiamo detto anche questo, mettere ulteriori
  risorse per quanto riguarda il comparto rifiuti per permettere  uno
  sconto  anche sulle bollette della Tari e questo non è stato  fatto
  in questa variazione di bilancio, non lo avete previsto.
   Quindi,  signor  Presidente, anche noi  abbiamo  presentato  degli
  emendamenti che predisponevano, appunto, ulteriori risorse sul caro
  bollette  e  c'è stato un aumento, c'è stato un aumento chiaramente
  rispetto al primo disegno di legge, ma non sono sufficienti.
   Quindi,   ritengo  che  le  ulteriori  risorse  che  erano   state
  evidenziate  ed  erano  state indirizzate verso  il  caro  bollette
  andavano analizzate e comunque, signor Presidente, anch'io  ritengo
  che  sulla  gestione  dell'Aula credo  che  lei  -  come  ha  detto
  l'onorevole  Cracolici - doveva permetterci comunque di  esprimerci
  anche sugli emendamenti con il voto. Grazie.

   PRESIDENTE.  Abbiamo spiegato che comunque non è un capriccio,  ma
  è così che si deve fare.

   LOMBARDO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.   Ne   ha   facoltà.   Poi   l'ultimo   intervento   è
  dell'onorevole Mancuso.

   LOMBARDO  GIUSEPPE.  Signor Presidente,  signor  Presidente  della
  Regione,   onorevoli   colleghi,  intanto   non   capisco,   signor
  Presidente,  come  lei  fa a stabilire qual è l'ultimo  intervento.
  Ancora penso che l'Aula possa richiedere...

   PRESIDENTE. Tra quelli che si sono prenotati sino a questo momento
  l'ultimo  è quello dell'onorevole Mancuso. Se ce n'è altri  20,  io
  darò la parola a tutti e 20.

   LOMBARDO GIUSEPPE  fra quelli che si sono prenotati.
   Io  voglio ritornare su quello che abbiamo detto ieri. Quello  che
  mi  fa  specie  stamattina, signor Presidente, è che ieri  che  c'è
  stata  la discussione generale, visto che si sta richiamando quello
  che  è stato detto ieri, non era presente nessuno del Governo. Ieri
  c'era  soltanto l'onorevole Falcone. Ci sono argomenti  scritti  in
  questo  disegno di legge che riguardano più del 50  per  cento  del
  Governo. Ieri non ci avete dato la possibilità di confrontarci  con
  il Governo.
   Adesso  apprendo  che  una  voce  dalla  maggioranza,  l'onorevole
  Laccoto, si preoccupa del mercato di salvaguardia, ma io ieri ne ho
  parlato in quest'Aula e ne ho parlato dicendo che qualsiasi  somma,
  oggi  naturalmente  noi stiamo facendo uno sforzo  come  Aula,  che
  andiamo  a  mettere su questo capitolo è come andare a riempire  un
  pozzo senza fondo.
   Su questo argomento noi vorremmo sentire anche quello che ne pensa
  il  Governo, perché non vogliamo approvare norme soltanto per  fare
  comunicati  stampa:  Il Governo salva il caro bollette, il  Governo
  salva  quelle che sono le emergenze di questa Regione , quando  poi
  dietro questi titoloni si nasconde la nomina di due vice commissari
  nel  Comune  di  Catania. Perché lo voglio dire a quest'Aula  e  lo
  porto  sempre  come esempio che qualcuno dice sempre  che  qua  non
  siamo  in un Consiglio comunale, ma siamo in un'Aula di Parlamento,
  il  Comune di Messina dopo le dimissioni dell'onorevole De Luca  ha
  avuto  la  nomina  di un commissario e di due vice  commissari,  ma
  erano  due  dirigenti dello Stato: unoera il sopraintendente,  anzi
  uno  dello  Stato e ed uno della Regione, uno era e sopraintendente
  della sovrintendenza di Messina e l'altro era un viceprefetto.
   Non  si capisce perché in una norma di variazione di bilancio  che
  dovrebbe avere soltanto aspetti contabili indifferibili ed  urgenti
  si  va  ad  inserire quella che è una marchetta d'Aula  e  cioè  la
  possibilità  di  nominare due vice commissari nei  comuni  sopra  i
  trentamila  abitanti, e poi non si capisce qual è il  dirimente  di
  trenta,  quaranta o cinquantamila abitanti, forse ci  sarà  qualche
  altro  comune  che  mi sfugge sopra i trentamila abitanti.  Non  si
  capisce perché va inserita in una norma e di variazione di bilancio
  una  norma ad personam perché sembra che sia fatta proprio  per  il
  comune  e  di Catania per nominare due i vicecommissari  e  poterli
  anche  retribuire.  Evidentemente, qualcuno è rimasto  fuori  dalle
  nomine fatte con quelle che sono le regole previste in quest'Aula e
  allora li andiamo a sistemare al Comune di Catania.
     Quindi, signor Presidente, anche su questo argomento sul mercato
  di salvaguardia non c'è stata la possibilità di confrontarci con il
  Governo e non si capisce perché si fa l'ostruzionismo e si nega  ad
  un  collega  la  possibilità di presentare un emendamento  trovando
  delle formule che, magari, poi non sono state quelle che sono state
  rappresentate in Commissione.
   Quindi,  signor  Presidente, anche su questo  facciamo  chiarezza,
  evitiamo di votare una variazione di bilancio che non tocca i  veri
  temi  che  riguardano  i siciliani e dietro queste  norme  spot  si
  nasconde tutto il resto.
   Grazie   signor  Presidente,  grazie  Governo,  grazie   onorevoli
  colleghi.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lombardo.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Mancuso. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente,  Governo,  onorevoli  colleghi,   io
  sinceramente  non  le nego la mia preoccupazione  a  vedere  questo
  inizio  di sessione finanziaria, speriamo veramente bene perché  da
  qui a marzo, aprile, sarà veramente preoccupante.
   Allora,  noi abbiamo posto un tema che abbiamo anche apprezzato  a
  cominciare  dalla Commissione quando il Governo da 22  porta  a  52
  mila,  a 2 milioni il contributo dell'aiuto ai comuni, tenuto conto
  però  della crisi a volte anche drammatica di questi comuni, tenuto
  conto dei bilanci quasi in dissesto di tantissimi comuni siciliani,
  abbiamo  pensato, utilizzando appunto un capitolo che ha  capienza,
  di  dare un ulteriore contributo. E il fatto che il Governo  o,  in
  particolare,  l'Assessore  non  sia  d'accordo  o  non  lo  ritiene
  opportuno   non  vuol  dire  che  non  è  ammissibile,  Presidente,
  l'emendamento va posto ai voti; poi se l'Aula che è sovrana ritiene
  inopportuno fare passare l'emendamento ci prenderemo la bocciatura.
  Se  l'Aula  e  il Parlamento ritiene opportuno che questi  circa  7
  milioni possano andare ai comuni, possano andare a supplire il  già
  apprezzato, apprezzabilissimo contributo che il Governo ha ritenuto
  opportuno  di  dare  allora che ben venga, però  l'inammissibilità,
  Presidente,  è una dichiarazione che fa la Presidenza a prescindere
  non il Governo.
   Io  concordo,  infatti, con gli interventi del collega  Cracolici,
  con  le  preoccupazioni del collega Laccoto, ma  noi  oggi  abbiamo
  individuato  una fonte non utilizzata o meglio che potrebbe  essere
  anche   diversamente   utilizzata,  ma  che   riteniamo   opportuno
  utilizzare in tal senso. Per cui, le chiedo formalmente di  mettere
  in votazione l'emendamento 1.2.

   PRESIDENTE. Rispetto alla dichiarazione dell'assessore Falcone che
  ha  già  precisato  più volte non è possibile. Se dovesse,  invece,
  trovare delle risorse per poterla accontentare trovare la formula e
  il modo, sarà il Governo stesso a presentare qualcosa.
     E' iscritto a parlare l'onorevole Lombardo Giuseppe Geremia.  Ne
  ha facoltà.

   LOMBARDO  GIUSEPPE  GEREMIA.  Grazie,  Presidente.  Io  faccio  un
  brevissimo intervento per chiarire al netto del fatto che il Gruppo
  parlamentare dei Popolari Autonomisti non ama concorrere a gare  di
  primogenitura  che sul meccanismo di salvaguardia il  primo  Gruppo
  parlamentare  regionale  ad  occuparsene  è  stato  il  Gruppo  dei
  Popolari  Autonomisti  presentando  una  mozione  sul  tema   l'uno
  dicembre, attendendo ovviamente che venga discussa e calendarizzata
  poi  nella  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi  parlamentari  e,
  soprattutto,  mettendo  anche  il Governo  regionale  sull'attenti,
  sulla  necessità di intervenire sull'Authority perché,  ovviamente,
  si  possa  rimediare a quelli che sono quei rincari  esagerati  che
  devono  subire il 70, 80 per cento dei nostri comuni oltre  che  le
  imprese siciliane che viaggiano in media tensione.
   Tengo a precisare, Presidente, che nella prossima finanziaria ed è
  quella,  secondo me, la sede adeguata considerando  appunto  che  i
  rincari  matureranno a partire dalla fine di gennaio  2023,  questo
  tema debba essere oggetto di debita attenzione. Grazie.

   PRESIDENTE.   Ha  chiesto  di  parlare  sull'ordine   dei   lavori
  l'onorevole De Luca Cateno. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  CATENO.  Grazie, Presidente. Io le preannuncio  che  gli
  emendamenti  che abbiamo presentato all'articolo 1 se  ce  ne  sono
  altri  li stiamo ritirando per cui non c'è bisogno neanche  che  li
  annunci, perchè

   PRESIDENTE.  Per  il  suo  Gruppo  o  anche  per  l'altro  Gruppo,
  onorevole De Luca?

   DE  LUCA  CATENO.  Sia  Sud chiama Nord  che   Sicilia  Vera ,  ne
  abbiamo  già  discusso, in considerazione della  dichiarazione  che
  l'assessore Falcone ha fatto poco fa e che riguarda l'articolo 4 e,
  quindi, quelle che dovrebbero essere le materie estranee al testo.
   Sono  sicuro che non le saranno neanche sfuggite le relazioni  che
  hanno  scritto  i funzionari della Commissione  Bilancio ,  i  suoi
  funzionari,  dove  hanno  espresso delle  puntuali  perplessità  su
  alcune  norme, in modo particolare anche sull'istituzione di  nuovi
  capitoli di spesa, che sono vietate dalle norme contabili.
   Ma  al  di  là  di  questo - ripeto, è una questione  che  non  ci
  riguarda,  riguarda prima di tutto lei e i suoi Uffici - su  quello
  che,  invece,  è  la correlazione con l'articolo 4,  voglio  andare
  subito al dunque e quindi a quello che l'assessore Falcone ci  dice
  che  toglierà. E allora, materia estranea, in base a quello  che  è
  inserito  all'articolo 4, sicuramente è ... Assessore la prego,  la
  prego, Assessore che ha? Che problema c'è?

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Resto  pregato'.

   DE LUCA CATENO. La prego, per favore, avanti. ... In base a quello
  che   è   l'articolo  4  -  forse  l'assessore  Turano  ha  qualche
  commissario  da nominare in qualche comune, giustamente  -  è  cosa
  estranea,  giustamente, ne concordiamo Falcone, no?  L'articolo  4,
  comma 2 non c'entra con la variazione di bilancio: la nomina di più
  commissari per i comuni sopra i 30 mila abitanti. Credo  che  siamo
  d'accordo tutti quanti che non c'entra niente con la variazione  di
  bilancio, Presidente, oppure no? Va bene, Falcone ha detto che  ora
  la toglie.
   Dopodiché,  rompere  i  "cabbasisi" ai revisori  dei  conti,  cosa
  c'entra  con la variazione di bilancio? Siamo stati tutti subissati
  da  richieste,  giustamente. Se bisogna affrontare l'argomento  dei
  revisori nei comuni e, quindi, stabilire perché solo all'interno di
  una provincia, Ragusa ed Enna, o perché in provincie e limitrofe...
  ma  non  c'entra  la  materia in questo  provvedimento,  perché  la
  questione  è  ancora  più  articolata. E allora,  materia  estranea
  rispetto al testo. Ne concorda assessore Falcone, o no? Ora che  è?
  Si  è  ritirato?  No,  ora è ritirato? No,  perché  sa,  siamo  nel
  Parlamento, no? Quindi stiamo semplicemente ribadendo le  cose  che
  ci  siamo  detti, poi vediamo quanto sarà affidabile.  Ecco,  è  il
  debutto, quindi io mi auguro che lei continui ad essere affidabile.
  Fino  a  un  certo periodo è stato affidabile, poi si è  perso  per
  strada;  ora non lo so in che fase è; questo lo verificheremo  oggi
  al suo debutto.
   Quindi,  per quanto riguarda il resto degli articoli -  e  capisco
  che  qua  qualcuno ha cercato di metterci una pezza -. Prorogare  i
  termini  di  rendicontazione dei contributi erogati dalla  Regione,
  prorogarli  per  legge, e anche rispetto non alla  rendicontazione,
  anche  alla spesa, perché ho approfondito tutta una serie di commi:
  carnevali, scampagnate, di tutto e di più c'è all'articolo 4, no?
   Ora,  capisco che il blocco della spesa della Regione ha provocato
  un  circolo  vizioso  e,  quindi, anche quelle  che  erano  risorse
  dell'ex  tabella  H  saranno  arrivate  in  ritardo  ripeto,  ma  è
  pensabile  che  noi, con una legge, partendo da  quello  che  è  la
  rendicontazione,  proroghiamo la spesa di una  serie  di  enti  che
  hanno  usufruito  di  finanziamenti? E  di  conseguenza,  qui,  non
  violazione,  di  più   Siamo di fronte a un tentativo  di  dare  un
  termine - sì, ho finito, Presidente - di rendicontazione, ma  nello
  stesso tempo stiamo dicendo, perché è scritto anche chiaramente  in
  qualche  provvedimento, chi facciamo spendere. Ma queste sono  cose
  che  a  me  non  riguardano.  Le questioni  su  cui  noi  ci  siamo
  concentrati sono queste.
   Allora,  assessore  Falcone, conferma la  mia  interpretazione  su
  questi argomenti?

   FALCONE, assessore per l'economia. Più o meno.

   DE  LUCA CATENO. Saranno stralciati dall'articolo 4 gli argomenti?
  Faccio riferimento ai revisori, faccio riferimento a quella  che  è
  la  nomina di più commissari. Poi sul resto dell'articolato  ognuno
  farà la sua parte.
   E'  confermato  che il Governo li ritirerà queste  due  parti?  E'
  confermato, Assessore?

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.

   DE LUCA CATENO. Presidente, lo faccia rispondere  Solo questo e me
  ne  vado. Ma che timore c'è? Non rispondete e me ne vado. Basta  Ho
  ritirato anche gli emendamenti all'articolo 1, che volete di più

   PRESIDENTE. Il Governo chiede di parlare. Ne ha facoltà.
   FALCONE,  assessore  per l'economia. Presidente,  lo  abbiamo  già
  detto  in  apertura.  In  linea  di  principio  siamo  d'accordo  e
  l'onorevole De Luca vedrà l'attendibilità del Governo.
   Se ha lanciato questa sfida, capirà che il Governo non soltanto  è
  attendibile,   sensibile,  ma  è  soprattutto  è   rispettoso   del
  Parlamento.

   PRESIDENTE.  Dopo  queste  dichiarazioni,  dichiaro  inammissibile
  l'emendamento  1.65,  così come l'emendamento  1.78.  L'emendamento
  1.31  è ritirato. Gli emendamenti 1.33, 1.1, 1.67, 1.22 e 1.36 sono
  tutti  ritirati. Quindi, tutti quelli a firma dei Gruppi di Sicilia
  chiama a nord e dei Gruppi

   LA VARDERA. Sicilia Vera.

   PRESIDENTE.  Il  Gruppo Sicilia Vera, era Sud chiama  Nord;  avete
  ragione, ho fatto un mix.
   Andiamo   direttamente  all'emendamento  1.37  che   è   ritirato;
  l'emendamento  1.15  è  ritirato; l'emendamento  1.13  è  ritirato;
  l'emendamento  1.71  è  ritirato; l'emendamento  1.70  è  ritirato;
  l'emendamento  1.8 è ritirato; l'emendamento 1.9  è  ritirato;  gli
  emendamenti 1.24, 1.10, 1.72, 1.74, 1.64, 1.20, tutti  a  firma  De
  Luca, sono ritirati.
   Si  passa  all'emendamento 1.69, a firma  dell'onorevole  De  Luca
  Antonino, che è ritirato. L'emendamento 1.60 a firma dell'onorevole
  Di  Paola  è  ritirato. L'emendamento 1.16,  onorevole  De  Luca  è
  ritirato   perché   fa  parte  del  gruppo  di  Cateno   De   Luca.
  L'emendamento   1.38   dell'onorevole   Catanzaro    è    ritirato.
  L'emendamento  1.68  di De Luca Antonino è ritirato.  L'emendamento
  1.59  è  ritirato. L'emendamento 1.39, a firma degli  onorevoli  De
  Luca  e  Sciotto,abbiamo detto che è ritirato; stessa cosa per  gli
  emendamenti 1.21, 1.52, 1.25, 1.17, 1.12, 1.14 sono ritirati.
   L'emendamento  1.58  non  è  a firma  dell'onorevole  De  Luca  ma
  dell'onorevole  Di  Paola  che non essendo  presente,  decade.  Gli
  emendamenti 1.35, 1.32, 1.28, 1.43, 1.11 sono ritirati.
   Si   passa  all'emendamento  1.34,  pagina  21,   il  comma  6   è
  soppresso . Onorevole Catanzaro?

   CATANZARO. Su questo desideravo soltanto chiedere, anche  se  ieri
  l'Assessore Falcone ci ha illustrato quello che era lo  spirito  di
  questo  comma,  ma  considerando che c'è l'Assessore  Sammartino  e
  considerando  che riguarda - se non ho capito bene - le  fiere,  la
  promozione

   FALCONE, assessore per l'economia. E' un altro

   CATANZARO. E' un altro questo?

   PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, è un altro questo, è il comma  6.
  Lei chiede la soppressione del comma 6.

   SAMMARTINO,   vicepresidente  della  Regione   e   assessore   per
  l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea.  Sono le
  giornate dei forestali.

   CATANZARO. Allora no, se sono le giornate, sono 1 milione di  euro
  per i forestali. Allora lo ritiriamo.

   PRESIDENTE. L'emendamento 1.34 è ritirato.
   L'emendamento 1.57, a firma dell'onorevole Di Paola,è decaduto.
   Gli emendamenti 1.18, 1.51, 1.77 sono ritirati.
   L'emendamento 1.56, a firma dell'onorevole Di Paola, è decaduto

   DE LUCA ANTONINO. E' mantenuto.
   PRESIDENTE.  Mantenuto? Ok. Siccome non c'è l'onorevole  Di  Paola
  pensavo che fosse decaduto. Se vuole farlo proprio qualcuno? Lo  fa
  proprio  l'onorevole  Sunseri, va bene.  E'  mantenuto?   Va  bene.
  Allora,  lo  pongo  in  votazione. Il parere del  Governo  e  della
  Commissione?

   FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   LOMBARDO GIUSEPPE. Chiedo la votazione per scrutinio nominale.

   PRESIDENTE.  Va  bene sempre la questione dei richiedenti,  quindi
  adesso,  l'ho visto, basta che lo dite noi eseguiamo.  Ricordo  che
  servono almeno 5 richiedenti.


        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 1.56

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento  1.56.  Chi  è  favorevole  all'emendamento   1.56
  soppressivo  del comma 8, preme il pulsante verde; chi è  contrario
  preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.

   LOMBARDO GIUSEPPE. Chiedo la votazione per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.   Ha  chiesto ora, ora la votazione  palese  nominale,
  siamo già in votazione.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti  .         62
   Votanti             53
   Maggioranza         27
   Favorevoli          25
   Contrari            28
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 1.49che è precluso. L'emendamento 1. 30 è
  precluso.  L'emendamento  1.55  è precluso.  L'emendamento  1.76  è
  ritirato.  L'emendamento  1.5  è  precluso.  L'emendamento  1.80  è
  precluso.  L'emendamento 1.26, il comma 9 è soppresso, è  ritirato.
  L'emendamento 1.47 è ritirato.
   Si   passa  all'emendamento  1.54.  E'  mantenuto  o  è  ritirato?
  L'onorevole Di Paola non c'è. Onorevole De Luca?

   DE LUCA ANTONINO. Ritirato.

   PRESIDENTE. Ritirato.
   Si  passa alla votazione dell'articolo 1.  Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
            Finanziamenti spese correnti settore sanitario

   1.  In attuazione della sentenza della Corte costituzionale del 21
  novembre   2022,   n.   233   che  ha  dichiarato   l'illegittimità
  costituzionale  dell'articolo 6 della legge regionale  la  Missione
  13, Programma 1, capitolo 413301 per l'esercizio finanziario 2022 è
  incrementata  di  euro 249.721.586,96 cui si fa  fronte  con  parte
  dell'accantonamento   Rate 2019 e 2020 e  2021  (parte)  del  mutuo
  contratto con lo Stato ai sensi dell'accordo stipulato in  data  31
  luglio  2007, per l'approvazione del Piano di rientro nel risultato
  presunto di amministrazione per l'esercizio finanziario 2021».

   PRESIDENTE. Siamo all'articolo 2. Mi dica, Onorevole Lombardo?


                        Sull'ordine dei lavori

   LOMBARDO GIUSEPPE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.    Ha   chiesto   di  parlare   l'onorevole   Lombardo
  sull'ordine dei lavori.  Ne ha facoltà.

   LOMBARDO GIUSEPPE. Presidente, io la invito, io capisco che  è  un
  modo  di  operare in questa Aula, però lei deve dare il  tempo  che
  l'Aula possa richiederle quello che il Regolamento prevede che vada
  richiesto. Cioè, lei non è che può nel momento in cui dice che  sta
  per procedere con una modalità di voto già ha votato  Quindi, io le
  chiedo che si voti per appello nominale su questa votazione che già
  lei stava dando per chiusa. Grazie.

   PRESIDENTE.  benissimo, accogliamo il suo invito.  Dalla  prossima
  votazione sarà fatto così come chiede.
   Ha   chiesto   di  parlare  sull'ordine  dei  lavori   l'onorevole
  Ciminnisi. Ne ha facoltà.

   CIMINNISI. Grazie, Presidente. In merito agli eventi meteo avversi
  di  cui  avevamo  parlato  ieri in sede  di  discussione  generale,
  Assessore mi dispiace, però siccome avevo presentato un emendamento
  e  non  l'ho  trovato  nel fascicolo vorrei  comprendere  se  si  è
  determinato in un senso o nell'altro; cioè troviamo le risorse  sul
  bilancio  regionale? oppure se lo dobbiamo fare con PSC lo facciamo
  oggi, dico perché dico non c'è l'emendamento. Quindi, siccome è  un
  intervento di rimodulazione lo possiamo prevedere anche  adesso  in
  questa  sede,  non  lo  so  se vuole fare l'emendamento,  sennò  lo
  preparo io.


  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n. 100/A

   PRESIDENTE. Va bene, Grazie.
   Si   passa  all'articolo  2.  L'articolo  2,  sostanzialmente,   è
  l'esecuzione  della sentenza della Corte costituzionale  sul  fondo
  sanitario.   Pertanto,  invito  i  presentatori  degli  emendamenti
  soppressivi di ritirarli.

   CATANZARO. Li ritiro.

   PRESIDENTE.  Ringrazio l'onorevole Catanzaro.
   Si passa all'emendamento 2.2 e devo chiedere però all'onorevole De
  Luca se anche sull'articolo 2 si intendono ritirati?

   DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA   CATENO.   Presidente,  le   annuncio   che   ritiriamo
  l'emendamento, ma non possiamo non intervenire su una materia  così
  delicata  e  che  assorbe oltre il 60 per cento del bilancio  della
  Regione siciliana, che riguarda la sanità. E, ovviamente, il tema è
  proprio  connesso  al provvedimento che si sta approvando,  per  il
  quale  anche  da  un punto di vista di utilizzo di  queste  risorse
  rimane il dubbio in relazione a che cosa? Alla mancata approvazione
  del  rendiconto 2020 e 2021. E questo, ovviamente, rende ancora più
  fragile quelle che sono le scelte finanziarie della Regione,  e  ci
  auguriamo che anche questo tentativo di mettere una pezza  al  buco
  che  si è generato, perché in ogni caso il problema non è oggi dare
  copertura a questi 300 milioni di euro, circa 250, ma il problema è
  un  altro, che comunque chi ha governato e chi ha fatto la proposta
  di  utilizzare le rate, anzi le somme accantonate per il  piano  di
  rientro in quella fase, quando ha fatto la scelta, intanto ha usato
  delle  risorse per fare altro. Perché questo è il concetto di base.
  Io  non  so a quale anno si riferisce la scelta, non so che Governo
  c'era,  ma  è  ovvio che questo significa, che intanto si  assumono
  delle  decisioni  sapendo che sono illegittime  o  poi  come  si  è
  rivelato, anche qui, in questo caso della legittimità della spesa e
  che  riguarda quella che è intanto l'utilizzo in gestione  corrente
  di risorse che in quel momento sono state liberate. Cioè il danno è
  stato fatto. Questo intanto è il primo problema che io pongo.
   E'  ovvio  che,  rispetto  a questo danno,  oggi  si  richiede  di
  utilizzare  un accantonamento che in via cautelativa e  rispetto  a
  quello che sono anche i rendiconti non approvati, richiede da parte
  del Parlamento una decisione abbastanza azzardata.
   Non  sappiamo se poi questa norma passerà il vaglio di quello  che
  sarà   una   valutazione  su  quelle  che  sono  poi   procedimenti
  d'impugnazione  ma  è  una  questione che  purtroppo  riguarderà  e
  potrebbe  riguardare  anche  altre norme.  D'altronde  non  c'è  un
  provvedimento  finanziario  che  in  questi  anni,  non   c'è   una
  finanziaria e non c'è una legge di stabilità che in questi anni non
  abbia  subito quelli che sono stati poi gli interventi che le varie
  autorità  competenti  in  merito hanno riservato  alla  scelta  del
  legislatore siciliano.
   Per  chiudere  questo mio intervento sarei curioso  di  sapere  da
  parte  dell'assessore Falcone se vuole completare  quel  siparietto
  simpatico che abbiamo così visto a distanza a Catania tra lui ed il
  suo  ex leader Miccichè, non so se è più ex, questo qui poi vedrete
  come  ve  le dovete dividere le cose, visto che il tema rispetto  a
  quello che è l'argomento sempre della sanità, Presidente, anche qui
  è  delicato. Perché, vede, se la nostra spesa sanitaria continua  a
  crescere  è  perché  la  scelta degli  uomini  e  delle  donne  che
  probabilmente  è  stata  fatta per la  gestione  delle  risorse  ha
  risposto  alla logica che l'assessore Falcone ha così  candidamente
  detto. C'è una logica di spartizione politica anche in relazione  a
  quello  che non è più il manuale di Cencelli perché anche in quello
  si teneva conto della qualità delle persone. Ormai si è arrivati  a
  ben  oltre,  e  chissà se l'assessore Falcone vuol completare  ecco
  quel racconto, saremmo lieti di sapere, anzi curiosi, di sapere  se
  la   stessa   logica  è  stata  utilizzata,   e  concludo,   signor
  Presidente,   anche  per quanto riguarda la  spartizione  di  altre
  cose.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
   Allora, l'onorevole Cracolici aveva chiesto di intervenire. Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI. Parlo da qui così evitiamo di perdere tempo.  A  me  fa
  piacere  che ci sia il Presidente della Regione. Su questa  materia
  ero  intervenuto  in Aula durante la discussione generale  però  il
  Presidente  della  Regione è impegnato quindi presumo  che  non  mi
  ascolti.  Vedo  che manca pure l''Assessore per la salute.  Ora  la
  genesi  di questa norma, credo che sia a tutti nota, non è  proprio
  come  diceva  l'onorevole De Luca perché non è che  è  stata  fatta
  distrazione  di  risorse per altre finalità. Si  è  utilizzato  con
  legge  e,  voglio ricordare che la legge fu approvata nel 2016,   e
  fino  al rendiconto 2018 non ci sono state eccezioni da parte della
  Corte  dei  Conti in sede di parifica,  è avvenuto nel 2019  a  mio
  avviso  anche  per ragioni di una gestione politica  da  parte  del
  Governo  di  allora  del  rendiconto 2019 che  ha  determinato  una
  querelle  con  la Corte dei Conti al punto che poi  c'è  stato  uno
  scontro  con  la  Procura e anche diciamo gli  stessi  protagonisti
  erano persone fisiche, dall'assessore per l'economia al Procuratore
  generale  del  tempo,  determinando  l'esito  della  richiesta   di
  valutazione costituzionale della norma in oggetto, ripeto,  che  ha
  avuto due rendiconti per i quali non sono state fatte eccezioni.
   Detto  questo,  come  per  tutte le norme  spesso  capita  che  le
  questioni  di  contrapposizione  istituzionale  sono  frutto  molto
  spesso anche delle modalità di relazione e io invito il Governo  ad
  avere un atteggiamento più lungimirante perché anche quella vicenda
  è  figlia di una gestione. Lo ricordo ai colleghi che c'erano nella
  scorsa  legislatura  dove a quattro giorni  dalla  pronuncia  delle
  Sezioni  unite  della  Corte Costituzionale, l'Assemblea  regionale
  volle  approvare  come  atto di sfida il  rendiconto  pensando  che
  l'approvazione  della legge cioè del rendiconto per legge  chiudeva
  la  querelle. Siamo arrivati al punto dove siamo cioè che la  Corte
  Costituzionale si è pronunciata e ci ha dato torto.  Detto  questo,
  il   punto  è  uno.  Noi,  signor  Presidente   posso  chiedere  la
  gentilezza?...  le volevo chiedere la gentilezza che  è  un  punto,
  prego,  no,  no,  no, non volevo  il punto è uno, lo  pongo  a  lei
  perché nella qualità di Capo del Governo è un tema molto delicato.
   Noi    di    fatto   stiamo   restituendo   al   fondo   sanitario
  duecentocinquanta milioni di euro delle rate di due anni e mezzo, e
  li  stiamo  restituendo non perché abbiamo privato la  Sicilia  dei
  Lea,  perché  quella gestione del debito che determinò  il  rientro
  ricordo  essere  prevalentemente frutto della gestione  finanziaria
  del  debito stesso, cioè negli anni in cui il debito si è  generato
  nel  sistema sanitario siciliano noi avevamo mediamente  ogni  anno
  dai  tre  ai  quattrocento milioni di euro che  erano  figli  della
  gestione   finanziaria  del  fondo  sanitario,  cioè  i   ritardati
  pagamenti  alle  farmacie, alle case di cura, a  tutto  il  sistema
  convenzionato generava un contenzioso amministrativo per cui a fine
  anno  ci costava tra rimborso agli avvocati,  interessi sul debito,
  eccetera,  eccetera, circa quattrocento milioni di euro  per  anno,
  determinando i due miliardi e mezzo che poi ci portarono  al  piano
  di rientro, ora noi stiamo restituendo, nell'anno 2022, 250 milioni
  di  euro  al  fondo  sanitario, relativi agli anni  precedenti,  ma
  ripeto gli anni precedenti non hanno avuto un intaccamento dei  Lea
  perché  poi c'è stato il riordino, il sistema, la razionalizzazione
  di tutto quello che ne consegue.
   Mi  auguro  che quest'anno non si chiuda il bilancio della  sanità
  con  una  perdita, perché sarebbe la prima volta dopo  oltre  dieci
  anni.  Qualche uccellino mi dice così, quindi non vorremmo  che  si
  inaugurasse  una stagione della sanità in perdita, ma la  cosa  più
  importante è una, cioè questi 250 milioni di euro, e io  le  chiedo
  di  prendere  un  impegno politico, Presidente, in più  che  stiamo
  dando  al fondo sanitario per l'anno 2022, in più nel senso  che  è
  una  restituzione ma in più nella quantità dell'anno 2022,  vengano
  utilizzati prevalentemente per affrontare le emergenze che sono  in
  questo  momento  drammaticamente in essere e che  fanno  vivere  al
  popolo siciliano situazioni senza precedenti.
   Lei  lo  sa,  ne  abbiamo parlato, la prima tra  tutte,  le  liste
  d'attesa,  cioè avere un piano anche con queste risorse  che  possa
  affrontare  il  nodo  delle liste d'attesa, e  il  collega  Burtone
  intervenendo  ha  posto  il  tema  degli  ospedali  cosiddetti   di
  provincia, cioè la sanità territoriale.
   Allora,  piuttosto che qualcuno pensi, qualcuno  pensi  di  potere
  utilizzare questi 250 milioni di euro per fare magari qualche spesa
  allegruccia  nella gestione ordinaria, io le chiedo un impegno  che
  sia  visibile: questo introito di risorse per migliorare la qualità
  delle  prestazioni diagnostiche e specialistiche nei confronti  dei
  cittadini siciliani.
   Siamo a livelli che ci augureremmo ritornare al pre-Covid ma siamo
  ben  oltre  il  pre-Covid. Oggi, per una tac si aspetta  mediamente
  dagli otto, nove mesi; ripeto c'è un'esigenza di razionalizzare  il
  sistema non solo con i soldi ma anche con una razionalizzazione che
  veda  anche  i  soggetti accreditati entrare nel  sistema  pubblico
  dell'accesso  alle prestazioni, cioè quello che io  chiamo  il  cup
  unico, cioè  un cittadino si prenota  è un tema e ho chiuso   è  un
  tema  assai importante perché ne va  della qualità della  vita  dei
  siciliani in Sicilia.

   PRESIDENTE. Grazie, grazie, onorevole Cracolici.
   Allora,  chiedo  solo ai presentatori del.. certo,  il  Presidente
  della Regione chiede di intervenire.
   Ne ha chiaramente facoltà.

   SCHIFANI,  presidente  della Regione. Grazie,  signor  Presidente.
  Onorevole  Cracolici, io confermo il mio impegno che  faceva  parte
  tra  l'altro  delle dichiarazioni  programmatiche,   uno  dei  temi
  strategici   della  mia  campagna  elettorale,  confermo   qui   in
  quest'Aula,  anche  se  l'ho  già detto  durante  le  dichiarazioni
  programmatiche,  di  individuare  gli  strumenti  finanziari  e  le
  coperture  finalizzate alla riduzione della lista d'attesa,  quindi
  troverà in me, troverete in me, una persona dialogante che chiederà
  all'Aula  addirittura  i contributi per fare  in  modo  che  questo
  bubbone, definiamolo così, possa nel tempo, non certo nel  giro  di
  una settimana  occorreranno dei tiraggi finanziari, occorrerà anche
  una  trattativa  con  il Governo. Voi avrete  appreso  che  abbiamo
  chiesto  al Governo, in un paio di riunioni, il riconoscimento  del
  nostro  credito  dei 600 milioni di euro, nascente  dalla  maggiore
  partecipazione  al Fondo del Servizio Sanitario  Nazionale,  che  è
  arrivato  al  49  per cento. Non abbiamo avuto risposta  immediata,
  però c'è stato un impegno del Governo ad affrontare questo tema,  e
  siamo  fiduciosi per il futuro. Cioè la Conferenza degli  Assessori
  regionali  della Conferenza delle Regioni, diciamo, ha  deliberato,
  giorni or sono, quindi tutti gli Assessori alla sanità, tutti hanno
  condiviso  la legittimità della richiesta della Regione Sicilia  di
  scendere  dal  famoso tetto del 49 per cento a un tetto  molto  più
  basso.
   Questo  fatto verrà, naturalmente, trasformato in un  accordo  dei
  Presidenti  delle Regioni ma, sicuramente, in un atteggiamento  che
  il  Governo  non  potrà  non  tenere conto,  anche  se  già  ci  ha
  manifestato,  nel  corso  di  un  incontro  avvenuto  a  Roma,   la
  disponibilità a vedere questo aspetto. Ma non vi è dubbio che anche
  la  presenza  del mondo delle Regioni, tutte le Regioni  che  hanno
  condiviso  la  legittimità della nostra richiesta,  è  un'ulteriore
  spinta  in  relazione  alla  legittimità  della  nostra  richiesta.
  Quindi, è un fatto che io ritengo estremamente importante.
   Io  vengo  da  Milano dove, sapete, si è svolto  per  due  giorni,
  chiamiamo  il  festival - che poi di festa  c'era  stata  solo  una
  definizione  -  perché era un incontro di tutti i Presidenti  delle
  Regioni  che  si è concluso ieri, a Monza, alla presenza  del  Capo
  dello  Stato  che  ha fatto un grande intervento sul  tema,  anche,
  dell'autonomia rinforzata e sulla essenzialità della funzione della
  Regione  durante  il Covid. E, devo dire, si è registrata  un'ampia
  condivisione sulla rivisitazione di alcuni temi strategici. Uno  di
  questi, naturalmente, è quello che ci sta a cuore.
   Sul tema dell'autonomia differenziata si è aperto un ragionamento,
  un  ragionamento dove le parole del Premier, Giorgia Meloni, e  del
  Capo  dello Stato mi lasciano sereno perché si è parlato di evitare
  fughe in avanti da parte di alcune Regioni. E questo già, per me  e
  credo  per  tutta  l'Aula, è un elemento  di  rasserenamento  e  di
  serenità,  perché  ci  porremo davanti a  questo  tema  in  maniera
  costruttiva  però  attenta. Anche perché,  vorrei  ricordare  a  me
  stesso, come a qualcuno che ci obietta che tanto perché diciamo  no
  all'autonomia differenziata, visto che già siamo Regione a  Statuto
  speciale,  io  in  privato  ho risposto -  parlo  con  un  soggetto
  istituzionale, però non dico, per correttezza, il nome ma  lo  dico
  qui in Aula - rispondo che, se è vero che siamo dotati di autonomia
  speciale, è anche vero che andrebbe ripristinata l'efficacia  degli
  articoli  36 e 37 che davano, alla Regione Sicilia, piena autonomia
  tributaria  che  abbiamo perso. Non per colpa mia,  non  per  colpa
  dell'onorevole  Cracolici, naturalmente, ma  per  colpa  di  storie
  pregresse di questa Regione. Gli articolo 36 e 37 risultano scritti
  ma,   in  effetti,  non  spiegano  più  la  loro  efficacia  perché
  tantissimi  tributi, di carattere nazionale che vengono versati  in
  Sicilia,  vengono prelevati dallo Stato mentre dovrebbero  rimanere
  nelle nostre casse.
     E  quindi,  io ho ho accennato questo e penso, lo  sto  rendendo
  pubblico  adesso da questa mia posizione, ma la terrò  ferma  nella
  logica della trattativa con il Ministro al ramo e poi, anche  nella
  logica  dei Ministri del Mezzogiorno, perché chi vi parla  non  sta
  alleato con un Presidente della Regione rispetto ad altro.  Chi  vi
  parla  sta  alleato col buon senso e con la tutela degli  interessi
  della Sicilia.
   Concludo,  sul  tema della lista attesa. Onorevole  Cracolici,  ci
  siamo  incontrati più volte. Le confermo pubblicamente e, anzi,  la
  ringrazio    delle   sollecitazioni   perché   su    sollecitazione
  dell'onorevole  Cracolici  sono andato a visitare  il  Policlinico,
  l'area  di emergenza al Policlinico, ho fatto una verifica,  poi  è
  andata l'assessore Volo.
     Ancora,  devo dire con mia grande amarezza, ancora non  si  sono
  conclusi i lavori ma è questione, spero, questione di giorni perché
  ci  stiamo  impegnando  tutti  per le famose  certificazioni  e  le
  garantisco,  assumo l'impegno, che entro l'anno,  a  cavallo  delle
  feste  di  Natale - tanto io non passerò le ferie fuori -  andrò  a
  vedere,  personalmente, come stanno le cose. Perché ho  capito  una
  cosa, colleghi, cioè che su alcuni aspetti occorre vigilare proprio
  mettendoci la faccia, andando personalmente a stimolare determinati
  processi decisionali.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  io,  intanto,
  ringrazio il Presidente della Regione per queste parole ma che  non
  trovano,  proprio, rassicurazione perché, oltre alle  risorse,  per
  quanto attiene il sistema sanitario occorre rivoluzionare un intero
  sistema, un modello organizzativo.
   Non  è  neanche la notizia di giorni fa di una paziente ricoverata
  al pronto soccorso che soffriva di demenza senile che è sparita per
  diverse  ore  dal  pronto soccorso; ecco  sono  cose  che  noi  non
  possiamo più tollerare.
   Io  chiedo  davvero  un  impegno a  trecentosessanta  gradi  e  il
  Movimento  Cinque Stelle ha sempre voluto la politica  fuori  dalla
  sanità;  ma,  vede,  Presidente, le  ultime  nomine  dei  dirigenti
  generali della sanità non vanno in questa direzione.
   Quindi noi chiediamo davvero, Presidente della Regione, un impegno
  che sia davvero di rivoluzione del sistema organizzativo. Grazie

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci.

   LA VARDERA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  VARDERA. Sì, approfitto anch'io della presenza del  Presidente
  della  Regione  a riguardo, appunto dell'articolo finanziamenti  di
  spese correnti di settore sanitario. Presidente, è importante  dare
  una  risposta concreta da parte di questo Governo a un comparto che
  aspetta  risposte immediate e il 31 dicembre, infatti, scadranno  i
  contratti dei lavoratori Covid, del comparto Covid, e attendono una
  risposta di che cosa intende fare questo Governo.
   Ricordiamo,  sono  i  famosi eroi, quelli che hanno  lavorato  nel
  periodo  emergenziale,  quei  lavoratori  che  hanno  a  mani  nude
  affrontato  il  Covid in un periodo complicato e complesso.  Il  31
  dicembre a loro scade il contratto e vogliono sapere che cosa  farà
  questo   Governo.  Diciamo  che  mancano  le  risorse,  le   figure
  sanitarie; diciamo che mancano i medici, poi quando abbiamo  questi
  specialisti  che,  ricordiamo, hanno  fatto  anche  un'analisi  sui
  documenti,   sui   dati,  hanno  contezza,  sviluppando   in   modo
  particolare   voglio  citare  l'hub  vaccinale  della   Fiera   del
  Mediterraneo,  hanno fatto lavoro strategico, straordinario,  sulla
  raccolta   dei   dati  e  queste  risorse  preziose  noi   dobbiamo
  garantirle, non possiamo lasciarle a casa.
   Quindi,  vorrei sapere, caro presidente Schifani,  perché  poi  la
  stampa  parla  di questi eroi, lo sono stati e lo  sono,  però  poi
  queste  persone  si aspettano risposte concrete;  il  loro  futuro,
  mentre  in  questo  Palazzo, a volte, si  parla  di  cose  che  non
  riguardano le cose concrete, la gente ha bisogno di avere  risposte
  concrete là fuori. Io chiedo cortesemente di avere una risposta  in
  merito  dal  presidente  Schifani, che  cosa  intende  fare  questo
  Governo con questi lavoratori. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera.
   Ha  chiesto di parlare, prima dell'onorevole Lombardo, l'onorevole
  Sunseri. Dopo parlerà l'onorevole Lombardo.
   Vi  prego, però, di non aprire un dibattito su un articolo. Io non
  ho  tolto la parola all'onorevole La Vardera, ma dobbiamo attenerci
  a  quello che è l'articolo 2. Sulla questione del Covid lo sappiamo
  bene.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Sunseri.

   SUNSERI. Mi ha bruciato l'intervento, signor Presidente; io volevo
  ritornare sul tema e mi perdonerà se ritorno un attimino a  parlare
  delle  variazioni di bilancio, perché credo che stiamo parlando  di
  questo,  altrimenti  parliamo di varie e  eventuali  e  non  ce  ne
  usciamo più.
   Volevo  ritornare,  invece, sul tema perché  io  ricordo  bene  il
  precedente  Governo quando il Movimento Cinque Stelle  pubblicò  il
  dispositivo  della  Corte  dei conti  che  sollevò  il  profilo  di
  costituzionalità  e  ricordo  bene  che  anche  quel  Governo  fece
  approvare  una  norma a strettissimo giro per  provare  a  superare
  l'ordinanza  della  Corte  dei conti  quando,  invece,  poi  arrivò
  ugualmente e a distanza di un anno, perché era il 17 ottobre  2021,
  avevamo   purtroppo  ragione.  Purtroppo  perché   a   pagarne   le
  conseguenze è il bilancio della nostra Regione, quindi i siciliani.
   Ora,  la mia domanda è invece, assessore Falcone rivolgo a lei  la
  domanda,  ma queste risorse che sono state stanziate sono tutte  le
  risorse che erano necessarie per coprire l'incostituzionalità della
  norma?  O ricordo male io, erano 127 milioni di euro per ogni  anno
  dal  2016  al  2021?  Perché non vorrei che ci  ritrovassimo,  alla
  prossima  parifica, a riscontrare che le risorse  che  oggi  stiamo
  stanziando  non  sono  quelle necessarie,  perché  sono  nettamente
  inferiori  rispetto a quelle che avevamo previsto  perché,  ricordo
  certamente  male  io,  erano  circa  640  milioni  di   euro   fino
  all'approvazione  della  norma  del  2021  che  di  fatto  toglieva
  l'utilizzo di quelle somme per la copertura dei debiti.
   Quindi, vorremmo, intanto, avere certezza delle risorse necessarie
  a  coprire il profilo di incostituzionalità, e non credo che  siano
  solamente  i 250 milioni di euro che troviamo oggi nella  norma,  e
  qualora  il caso dovesse essere come ricordo bene, vorremmo  capire
  intende coprire la restante parte e soprattutto con quali fondi.
   Grazie.

   VOLO, assessore per la salute. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VOLO,  assessore  per la salute. Allora, per  quanto  riguarda  il
  quesito posto sul personale sanitario che è stato così prezioso nel
  periodo  del  Covid,  sicuramente noi daremo intanto  una  proroga,
  dopodiché  la  normativa  nazionale  ci  consente  sicuramente   di
  provvedere poi ad altri provvedimenti che siano ancor più solidi.

   PRESIDENTE. No, no, non è un dibattito.
   E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Lombardo  Giuseppe.  Ne  ha
  facoltà.
   LOMBARDO GIUSEPPE. Signor Presidente, intanto per uscire da questo
  equivoco  che  c'è  sempre  in  Aula, l'altro  Lombardo,  onorevoli
  colleghi, è Lombardo Geremia Giuseppe.
   Io sono Lombardo Giuseppe.

   CRACOLICI.  Intanto  ti  dovresti vergognare,  dovresti  chiamarti
  "siciliano".

   LOMBARDO  GIUSEPPE. Assolutamente, non mi sono mai vergognato  del
  nome e del cognome che porto, onorevole Cracolici.

   PRESIDENTE.  Comunque  per correttezza  anche  l'altro  si  chiama
  Lombardo   Giuseppe  e  poi  Geremia,  visto  che   ha   fatto   la
  precisazione.

   LOMBARDO GIUSEPPE. Lombardo Giuseppe
   Sono orgoglioso del cognome che porto, onorevole Cracolici.
   Io  mi  volevo  riallacciare all'intervento che  invece  ha  fatto
  l'onorevole Cracolici perché ha sollevato una questione non così di
  secondo  ordine. Ha sollevato una questione fondamentale su  questi
  250  milioni di euro e mi riallaccio, onorevole Cracolici, a quelle
  che  sono  state  le  dichiarazioni programmatiche  del  presidente
  Schifani.  Ora  io  non  vorrei ricordare male,  ma  il  presidente
  Schifani  proprio in quest'Aula con le dichiarazioni programmatiche
  si  impegnò  su  quelle  che  sono le  famigerate  liste  d'attesa,
  onorevole Cracolici.
   Io  non  sto  trovando  e su questo chiedo  aiuto  a  lei,  signor
  Presidente,  non  sto  trovando  il resoconto  provvisorio  con  le
  dichiarazioni  programmatiche del presidente Schifani,  quindi  non
  vorrei  ricordare  male,  però  io ricordo  che  la  soluzione  che
  prospettò  il  presidente Schifani per risolvere  l'annosa  vicenda
  delle  liste d'attesa era quella di potenziare quello che  già  sul
  campo funziona bene e che sono le strutture private, se non ricordo
  male.
   Allora  noi  dobbiamo capire se il problema lo vogliamo  risolvere
  investendo  in privatizzazione della sanità come si sta facendo  ad
  esempio  con  la cardiochirurgia pediatrica a Palermo  a  danno  di
  quello che è già sul territorio come a Taormina era un'eccellenza e
  allora la nostra posizione sarà netta e contraria.
   Siamo contrari alla privatizzazione della sanità.
   Allora, signor Presidente, io pensavo mentre si interveniva non ci
  fosse  il sottofondo per non disturbare, ma per mandare anche fuori
  strada chi sta conducendo un percorso logico.
   E' importante capirlo.
   Anche  sulla  vicenda  che  ha sollevato l'onorevole  La  Vardera,
  l'Assessore per la salute ha risposto parlando dei sanitari. Non si
  capisce che fine faranno i tecnici e amministrativi, non si capisce
  visto che fra le altre cose un suo collega di partito, assessore in
  carica durante il Governo Musumeci, il 21 settembre fa una nota per
  speculare  politicamente su questi ragazzi,  su  questi  operatori,
  promettendo chissà che cosa o facendo capire chissà che  cosa.  Ora
  prendiamo  atto delle parole dell'assessore Volo, ma ha parlato  di
  sanitari.  Per carità, il Governo è sovrano, decide il Governo  che
  cosa  vuole  fare,  però  ricordatevi che le cambiali,  ricordatevi
  Governo,  che  le  cambiali gentilmente,  Presidente,  Assessore  e
  Vicepresidente  Sammartino,  ricordatevi  che  visto   che   questo
  Governo,  come è stato detto anche da voi, è in continuità  con  il
  Governo  Musumeci, ricordatevi che le cambiali che ha  sottoscritto
  il Governo Musumeci con la Regione siciliana vanno onorate da chi è
  in continuità e noi saremo qua per farvele onorare. Grazie.

   BURTONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Vi  chiedo, onorevoli colleghi, di attenervi strettamente a quello
  che è l'articolato.
   BURTONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, sono temi
  che  afferiscono ad un diritto fondamentale, che è il diritto  alla
  salute,   l'articolo  32  della  nostra  Costituzione.  Il  collega
  Cracolici, lo dico all'Aula, ma mi pare sia stato molto netto abbia
  posto  un  problema di rigore dell'utilizzo di queste risorse.  Noi
  prendiamo  atto  della  dichiarazione  del  Presidente.  Anche   il
  Presidente  è  stato  preciso, chiaro, perché  queste  risorse  non
  possono essere spese senza una finalizzazione. Noi abbiamo posto il
  problema  delle lunghe liste d'attesa; in sanità, se  sfogliamo  il
  libro, l'Assessore lo sa, abbiamo tante emergenze, quella della non
  autosufficienza, il dopo di noi. Noi in questi giorni di  dibattito
  abbiamo    sostenuto   due   questioni.   La   prima    è    questa
  dell'abbattimento delle liste d'attesa, non certo per fare regali -
  lo  dico  a  chi ha parlato prima di me - ma per mettere le  nostre
  strutture  pubbliche, ma anche quelle che operano  nel  privato,  a
  dare  un  servizio  alle  nostre  comunità.  Ci  sono  persone  che
  aspettano  di  avere  anche la possibilità di fare  alcune  analisi
  strumentali  che  hanno un tempo infinito che non coincide  con  le
  questioni relative alla diagnosi e alla terapia.
   E,  poi,  c'è  un  altro tema, signor Presidente. Noi  lo  abbiamo
  affrontato   in   Commissione  insieme  ai  colleghi,   ieri,   con
  l'Assessore:  è  tutto il tema relativo agli ospedali  che  operano
  fuori  dalla  cinta  urbana  delle  città  capoluogo,  delle  Città
  metropolitane. Siamo al livello di collasso sul personale, pensiamo
  che  sia  giusto  e  opportuno, ed in tal senso  abbiamo  avuto  la
  disponibilità  dell'Assessore  di mettere  in  campo  anche  alcune
  strategie  nuove  che  sono  quelle  degli  inter-dipartimenti.  Se
  dovesse  essere  necessario anche l'utilizzo  di  qualche  risorsa,
  bene, quest'Aula ha predisposto qualcosa che possa essere veramente
  finalizzata a garantire il diritto alla salute.

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   Governo,
  sull'articolo  2,  quindi, questi fondi dati  alla  sanità,  volevo
  ribadire all'Assessore quanto già detto in Commissione, ma che oggi
  con  i  colleghi  del  mio Gruppo parlamentare, Fratelli  d'Italia,
  abbiamo  anche scritto nero su bianco in un ordine del  giorno  che
  abbiamo  già  depositato in Presidenza, per cui chiediamo  che  sia
  data  priorità nella spesa sanitaria all'abbattimento  delle  liste
  d'attesa,  al  reperimento dei medici per  gli  ospedali  partendo,
  soprattutto,   dalle   sedi  disagiate,  quindi,   dagli   ospedali
  periferici  e  terzo punto la continuità con questi professionisti,
  assunti Covid, siano essi socio - sanitari che amministrativi senza
  i  quali in questi due anni il sistema sanitario sarebbe imploso  e
  senza i quali, ancora oggi, anche purtroppo per le gravi carenze di
  organico  che ci sono, i nostri territori non potrebbero funzionare
  nel sistema sanitario.
   Sappiamo  che  in  questo  momento stiamo  parlando  solo  di  una
  proroga.   Quest'Aula  si  era  già  espressa  su  una   norma   di
  stabilizzazione  che  è  stata  impugnata  dal  Governo  nazionale.
  Chiediamo all'assessore di interloquire con Roma. So che c'è questa
  sensibilità  già  nel Parlamento nazionale, la troverà  sicuramente
  nel  nostro Gruppo parlamentare, di individuare un iter legislativo
  che  possa,  sulla  scia di quanto fatto dalla  Legge  Madia,  dare
  serenità  se serve anche con degli aggiustamenti, con dei colloqui,
  con  una formula che rispetti la normativa sui concorsi, ma che dia
  anche  e riconosca anche stabilità a questi professionisti che,  in
  questi anni, soprattutto nel momento di maggiore difficoltà, in cui
  il  Covid  spaventava  tutti noi, hanno permesso  alla  sanità  del
  territorio di funzionare e di affrontare con coraggio e serietà  il
  problema  del Covid. Grazie, Assessore, conto sulla sua sensibilità
  che, anche oggi, ha ribadito in Aula.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Savarino.

   PACE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Se non è indispensabile. Vuole prendere la parola?  Ma
  veramente  per un minuto. Va bene, prego onorevole Pace. Le  chiedo
  solo  di  non  aprire un dibattito, altrimenti è chiaro  che  tutti
  quanti vorranno intervenire, soltanto questo.

   PACE.   No,   sul  tema,  anche  perché  ricopro  la   carica   di
  Vicepresidente della Commissione  Salute' e ieri abbiamo  avuto  il
  grande   piacere   di  ascoltare  le  dichiarazioni  programmatiche
  dell'Assessore in seno alla Commissione  Salute'. E lì ho ribadito,
  ma  lo  voglio fare pubblicamente dinanzi all'Aula, l'apprezzamento
  per  la  scelta  del  presidente  Schifani  nell'avere  individuato
  allora, come unico tecnico esterno alla Giunta di Governo, quale la
  dottoressa  Volo.  E  quindi è un messaggio per  tranquillizzare  i
  colleghi,  sia  di maggioranza che di opposizione,  che  la  scelta
  fatta  dal  presidente  Schifani - che non  è  stata  indolore,  lo
  abbiamo visto tutti - è stata una scelta voluta, fortemente voluta,
  ne  abbiamo pagato probabilmente anche il prezzo all'interno  della
  coalizione,   ma  per  assicurare  a  questo  mondo  della   sanità
  siciliana, che ha sofferto per tanti anni...
   Si  faceva riferimento ai ragazzi, che poi non sono tanto ragazzi,
  che  aspettano  una risposta, assessore Volo, ne  abbiamo  discusso
  ieri  all'interno  della Commissione  Salute'. E non  mi  riferisco
  soltanto,  chiaramente, ai sanitari, ma ai ragazzi - lo  diceva  la
  collega  Savarino  -  che in un momento difficile,  per  due  anni,
  quando tutti stavamo a casa impauriti, hanno messo la loro faccia e
  la  loro salute a repentaglio ed è giusto che ora il Governo ed  il
  Parlamento possano dare delle risposte.
   L'avere scelto un tecnico - assessore Volo e presidente Schifani -
  non  significa  non avere il dialogo con la politica.  La  politica
  rispetta  i tecnici e quindi, al di là che oggi ricopre un incarico
  politico,  ma mi auguro, al di là delle notizie di stampa,  che  un
  confronto  quotidiano,  vero,  fra  il  tecnico  da  noi  voluto  e
  sostenuto  all'interno della sanità e gli operatori della politica,
  che altro non siamo che portatori di interessi legittimi dei nostri
  territori e i territori, caro Assessore, non sono soltanto le città
  metropolitane,  i  territori sono anche le periferie,  i  territori
  sono  anche località come Santo Stefano Quisquina, che distano  120
  chilometri  dal  primo pronto soccorso utile, con strade  che  sono
  veramente  impervie. Quindi, l'attenzione massima  -  e  quindi  il
  nostro  voto  sarà  favorevole anche per questo articolato  -  deve
  essere  rivolta  soprattutto alle periferie,  deve  essere  rivolta
  anche  per  quelli  che  sono stati gli "hospital  Covid",  in  una
  riconversione  immediata  per gli "hospital  Covid",  che  oggi  si
  ritrovano a non avere una vera mission.
   E  quindi,  assessore Volo, il nostro voto favorevole è una  nuova
  apertura   di   credito   della  politica   nei   confronti   suoi,
  dell'Assessorato  che  dirige  e, soprattutto,  nei  confronti  del
  presidente Schifani che ha voluto fortemente la sua nomina.  Quindi
  noi  saremo  qua  a  sostenerla, senza se e  senza  ma;  ma  lealtà
  offriamo  e lealtà - e chiaramente l'assessore Volo sa  a  cosa  mi
  riferisco - è la lealtà che noi chiediamo in punta di piedi.

   PRESIDENTE. Grazie. Ha chiesto di parlare l'onorevole De  Leo.  Ne
  ha facoltà.

   DE  LEO.  Grazie,  Presidente. Io vorrei partire dai  249  milioni
  stanziati per le strutture sanitarie ed universitarie, dicendo che,
  diciamo,  si sta restituendo a Ippocrate quello che è di Ippocrate.
  A  certificare che il nostro sistema sanitario è in crisi è  l'IPS,
  l'indice  di  performance sanitaria, che ci dice che  le  liste  di
  attesa  sono  lunghissime,  che  le  visite  vengono  continuamente
  rinviate  e che, quindi, i siciliani sono costretti a rivolgersi  a
  strutture private, anche quando sono in difficoltà economiche.
   Le operazioni di routine vengono annullate, i pazienti fragili non
  sono adeguatamente assistiti

   PRESIDENTE. Onorevole De Leo, io le ho dato la parola,  le  chiedo
  di attenersi all'articolato. Non deve essere un dibattito.

   DE  LEO.  Presidente, visto che c'è stato anche  l'intervento  del
  presidente  Schifani,  volevo  porre alla  sua  attenzione  appunto
  quelle  che sono le strutture ospedaliere che sono quasi tutte  con
  reparti  dimezzati  e ancor di più le strutture, Presidente,  della
  provincia  di  Messina - visto che precedentemente,  il  precedente
  Governo ha destinato scarse risorse.
   Mi   fa  piacere  però  prendere  atto  delle  dichiarazioni   del
  presidente  Schifani, a garanzia di un miglioramento  dei  servizi,
  perché  ho preso l'esempio di Messina perché a Messina vanno peggio
  di  quando  andavano  male.  Lipari,  Sant'Agata  di  Militello   e
  Mistretta  stanno  morendo senza medici e  con  strutture  carenti,
  mancanza di posti letto, si tagliano i punti di nascita.
   Una  particolare attenzione, presidente Schifani, è per l'ospedale
  di  Taormina  in cui si rischia la chiusura del centro cardiologico
  pediatrico  che è una struttura importantissima per  tanti  piccoli
  pazienti e per le loro famiglie.
   Su questo credo che sia importante avere una maggiore attenzione e
  spero  che  il Governo spenda le risorse per migliorare  le  nostre
  strutture  sanitarie  e  non come il precedente  Governo  solo  per
  slogan pubblicitari.

   VASTA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.   Ne  ha  facoltà.  E'  l'ultimo  intervento,   sempre
  sull'articolato.
   Non andiamo fuori tema altrimenti mi trovo costretto, purtroppo, a
  toglierle la parola.

   VASTA.  Volevo fare un appunto soltanto, Presidente, in due minuti
  precisi  riprendendo  quello  che  aveva  detto  prima  l'onorevole
  Burtone  relativamente a quello che l'assessore Volo ha  detto  per
  risolvere  il  problema  che  a  Caltagirone  aveva  portato   alla
  chiusura, o quasi alla chiusura, del reparto di cardiologia.
   I  dipartimenti interaziendali non possono soltanto  prevedere  la
  parte  relativa  all'urgenza e alla cardiologia ma tutte  le  parti
  chiaramente perché...

   PRESIDENTE. Onorevole Vasta, avevo spiegato qual era il tema.
   Dobbiamo  andare  attinenti  al testo altrimenti  qui  apriamo  un
  dibattito  infinito e poi sarebbe corretto che dessi  la  parola  a
  tutti i deputati per andare fuori tema.
   Le chiedo scusa, non vuole essere una scortesia, ho dato la parola
  a tutti.

   VASTA. Va bene, Presidente.

   PRESIDENTE. Si passa agli emendamenti all'articolo 2.  Quindi  gli
  emendamenti 2.1, 2.2, 2.8 e 2.3 sono ritirati.
   Prima  di  mettere  in  votazione, con la dovuta  calma,  così  da
  accontentare  le  indicazioni  dei  deputati,  c'è  un  emendamento
  tecnico che indica sostanzialmente la data che è del 17 marzo e  il
  numero che è il numero 3.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 2.9. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   LOMBARDO GIUSEPPE. Presidente, deve essere più chiaro...

   PRESIDENTE.  C'è un emendamento tecnico perché c'è un  refuso  sul
  testo.

   LOMBARDO GIUSEPPE. Sulla votazione per appello nominale.

   PRESIDENTE.  Questo  lo  avevo  capito.  Sulla  votazione   palese
  nominale, avevo detto, probabilmente lei non lo ha sentito, che con
  la  dovuta  calma  e  tutto il tempo che  le  occorrerà  faremo  la
  votazione.  Immagino  che  intenda  votare  per  appello  nominale.
  Ricordo  che  la richiesta deve essere appoggiata da almeno  cinque
  deputati.

   LOMBARDO  GIUSEPPE. Chiedo che la votazione avvenga per  scrutinio
  nominale.

   PRESIDENTE.   Intanto,   abbiamo  approvato   l'emendamento   2.9.
  Verifichiamo  se  ci  sono  i  richiedenti  per  la  votazione  per
  scrutinio  nominale  dell'articolo 2.  Ricordo  che  devono  essere
  almeno 5.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


           Votazione per scrutinio nominale dell'articolo 2

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'articolo 2.
   Ricordo come si vota perché qualcuno probabilmente non ricorda che
  il  tasto  va  pigiato  fino a quando non si chiude  la  votazione.
  Chiarisco il significato del voto: chi è favorevole all'articolo  2
  preme  il pulsante verde; chi è contrario preme il pulsante  rosso;
  chi si astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            61
   Votanti             34
   Maggioranza         18
   Favorevoli          30
   Contrari            4
   Astenuti            19

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
                   Modifiche e abrogazioni di norme

   1.  Al  comma  5  bis  dell'articolo 18 della legge  regionale  n.
  13/2022, come aggiunto dalla lettera b) del comma 1 dell'articolo 1
  della  legge  regionale n. 16/2022, sono aggiunte  le  parole   per
  essere vincolate al ripiano del disavanzo .

   2. Al comma 30 dell'articolo 14 della legge regionale n. 13/2022 e
  successive  modifiche  ed  integrazioni sono  soppresse  le  parole
   previa  intesa  tra il Ministero dell'economia e delle  Finanze  e
  l'Assessorato regionale dell'economia  e le parole  Il regolamento
  sono  sostituite con le parole  Ferma restando l'abrogazione  delle
  norme  regionali incompatibili con il decreto legislativo 23 giugno
  2011,    n.    118    e    successive   modificazioni,    derivanti
  dall'applicazione  del  comma  2  dell'articolo   1   del   decreto
  legislativo 27 dicembre 2019, n. 158, il regolamento .

   3.  Al  comma 1 dell'articolo 19 della legge regionale n. 16/2022,
  nella  prima tabella riportata nel medesimo comma, gli importi  per
  gli  anni  2023 e 2024 di cui alla voce  Art. 17, commi  l  e  2  -
  rifinanziamenti autorizzazioni di spesa -Allegato 1 Parte A e Parte
  B , come di seguito riportati:

         OGGETTO            2022       2023       2024
  Art. 17, commi 1  e  2  171.368.7  23.48.027  24.223.045
  -Rifinanziamenti            23,45    .822,43     .515,92
  autorizzazioni      di
  spesa - Allegato  1  -
  Parte A e Parte B

       sono sostituiti dai seguenti:

         OGGETTO            2022      2023       2024
  Art. 17, commi 1  e  2  171.368.7 48.027.82   223.045.
  -Rifinanziamenti            23,45      2,43     515,92
  autorizzazioni      di
  spesa - Allegato  1  -
  Parte A e Parte B

   4.  All'articolo 30 della legge regionale n. 16/2022 è aggiunto il
  seguente comma:
    1-bis. Ai componenti del Comitato Tecnico di cui al comma  1  non
  spetta  alcun  compenso né rimborso spese. Dalle  disposizioni  del
  presente articolo non possono discendere nuovi o maggiori oneri per
  il bilancio della Regione .

   5. Al comma l dell'articolo 33 della legge regionale n. 16/2022 le
  parole  Missione 13  sono sostituite con le parole  Missione 16 .

   6.  L'articolo 3 della legge regionale 28 dicembre 2020, n.  33  è
  soppresso.

   7.  Il  termine  di cui al comma 1 dell'articolo  28  della  legge
  regionale  n.  16/2022, per le esigenze organizzative  connesse  ad
  agevolare  le  modalità di pagamento, è prorogato con  decreto  del
  dirigente generale del Dipartimento regionale delle finanze  e  del
  credito, entro il limite massimo del 28 febbraio 2023.

   8.  Al comma 1 dell'articolo 28 della legge regionale n. 16/2022 è
  aggiunto il seguente comma:
    3-bis. Per gli importi oggetto dell'agevolazione di cui al  comma
  1  superiori a duemila euro è ammessa la possibilità di  richiedere
  il   pagamento  entro  il  termine  previsto,  senza  sanzioni   ed
  interessi,  in quattro rate trimestrali. Con decreto del  dirigente
  regionale del Dipartimento delle finanze e del credito da  emanarsi
  entro  15  giorni  dalla data di entrata in vigore  della  presente
  legge verranno definite le modalità attuative.».

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare sull'articolo 3.

   PRESIDENTE.   Ne  ha  facoltà.  Se  siete  d'accordo   concludiamo
  l'articolo  3,  sospendiamo l'Aula per mezz'ora  anche  per  capire
  quale sintesi trovare sull'articolo 4, e andiamo avanti.
   Onorevole Barbagallo, ha chiesto di intervenire. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.   Grazie,  Presidente.  L'articolo  3  risponde   alla
  doverosa finalità di dare seguito agli effetti che discendono dalla
  sentenza della Corte Costituzionale recentissima, la 233 del 22 che
  per essere chiari, assessore Falcone, è quella che aumenta...

   PRESIDENTE.   Assessore   Falcone,  l'onorevole   Barbagallo   sta
  intervenendo. Credo che chieda un secondo di attenzione.

   BARBAGALLO. Grazie, Presidente, dicevo che la norma interviene per
  dare    seguito   agli   effetti   della   sentenza   della   Corte
  costituzionale,   233   del  22,  che  era   quella   che   dispone
  l'annullamento  dell'aumento della copertura delle  spese  correnti
  sul fondo sanitario.
   Noi  chiediamo  al Governo, prima che inizi l'esame dell'articolo,
  due  cose.  La  prima,  come  peraltro chiedono  anche  gli  Uffici
  dell'Assemblea,   di  riferire  in  ordine  alla  congruità   degli
  accantonamenti   per  le  passività  potenziali   considerato   che
  l'iscrizione avviene con l'utilizzo di una quota parte  dell'avanzo
  vincolato  corrispondente  alle  predette  norme  accantonate   nel
  risultato presunto d'amministrazione.
   Questa   modalità   che,   assessore  Falcone,   a   noi   risulta
  particolarmente singolare stride con il decreto legislativo 118 che
  prevede   espressamente  che  gli  enti   che   sono   in   ritardo
  nell'approvazione dei propri rendiconti e a quanto  ci  risulta  il
  Governo della Regione in questo momento ancora non ha approvato  il
  rendiconto, quindi non avendo approvato il rendiconto in Giunta  in
  questo momento non può applicare al bilancio di previsione le quote
  vincolate   e   accantonate   o   destinate   del   risultato    di
  amministrazione.
   E'  una  previsione, presidente Galvagno, perentoria  del  decreto
  legislativo 118 del 2011, non solo il Governo della Regione non  la
  può   disattendere  ma  neanche  questo  Parlamento   la   potrebbe
  disattendere,  quindi  ogni  altra  previsione  merita  la  censura
  dell'inammissibilità.

   PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, l'osservazione che lei ha  fatto
  sembrerebbe  più  attinente  all'articolo  2,  che  è   stato   già
  approvato, piuttosto che all'articolo 3.
   L'Assessore Falcone ha chiesto di parlare. Ne ha facoltà.

   FALCONE, assessore per l'economia. Presidente, infatti, quello che
  dice l'onorevole Barbagallo, che comunque ha una sua importanza,  è
  relativo  forse all'articolo 2, tra l'altro in questa sede  abbiamo
  anche  articolato il ragionamento sull'articolo 2  e  così  per  un
  attimo  riprendiamo e andiamo poi all'articolo tre. Sostanzialmente
  le  somme  accantonate per l'articolo 2 riguardavano nel 2019,  127
  milioni  di euro, poi invece erano 74 milioni e 47 milioni per  gli
  anni  successivi,  per arrivare appunto a 249 milioni  di  euro  di
  somme  accantonate  a  garanzia  di una  questione  di  legittimità
  costituzionale  sollevata dalla Corte dei conti  che  poi  è  stata
  accolta dal giudice delle leggi.
   Per  quanto  riguarda invece l'articolo 3, il primo comma  non  fa
  altro  che  vincolare 4 milioni e 700 mila euro al disavanzo,  cioè
  andiamo  a  migliorare  il risultato di amministrazione.  Questo  è
  quello  che stiamo facendo, almeno parlando del primo comma,  sugli
  altri commi, poi possiamo parlare, invece ci adeguiamo, appunto  ci
  atteniamo  al  118,  ci  atteniamo al di là degli  accordi  pattizi
  importanti da fare.
   Per  quanto  riguarda  invece  il comma  3,  così  Presidente  nel
  frattempo  sto  spiegando  tutto  l'articolo  3,  è  soltanto   una
  correzione  che  andiamo a fare, lo abbiamo detto e  la  riportiamo
  sotto,  e  così  via. Andiamo poi al comma 4 che è  una  norma  che
  stiamo mettendo per dare seguito ad una norma voluta dall'onorevole
  Schillaci,  stiamo  dicendo  che  sulla  gratuità  interveniamo   a
  specificare  la  gratuità dei componenti del Comitato  tecnico;  il
  comma  5  è  soltanto un'altra correzione, cambia il  numero  della
  missione  e  quindi  lo  stiamo  specificando  e  così  via   anche
  sull'articolo 6, riguarda appunto la salvaguardia e siccome ormai è
  stata superata il Mef, come avevamo detto in Commissione, ce lo  ha
  chiesto il Ministero dell'Economia.
   Poi  andiamo  invece al comma 7 e al comma 8. Trattasi  del  bollo
  auto.  Questa manovra si è potuta fare - lo dobbiamo dire -  grazie
  al  bollo  auto;  oggi c'è stata una richiesta da  parte  di  tutti
  unanime e abbiamo portato, appunto al 28 febbraio

   CRACOLICI. Unanime, no

   FALCONE,  assessore per l'economia.  la maggioranza, la stragrande
  maggioranza,  pensavamo che non fosse, comunque il Governo  diciamo
  questo, il Governo ha voluto in ragione delle ricadute positive sul
  bollo  auto, estendere, sostituire o comunque differire il  termine
  ultimo  per  il pagamento al 28 febbraio 2023. C'erano stati  anche
  altri Gruppi parlamentari, devo dire, c'era stato anche l'onorevole
  Mancuso a dire questo. Quindi voglio dire, noi abbiamo dato seguito
  a   quella  che  è  la  volontà  della  stragrande  maggioranza   e
  soprattutto anche dei cittadini, dei contribuenti.
   Vi  devo  dire  che  nel 2023 ci aspettiamo una  grande  ricaduta.
  Avevamo  detto in Commissione e chiudiamo, in Piemonte ci sono  ben
  600  mila veicoli, tanti quanti in Sicilia, soltanto che in Sicilia
  sino  ad  oggi abbiamo introitato appena a 300 milioni, in Piemonte
  il  getto è di circa 600 milioni e allora perché non dobbiamo  dare
  seguito,  non  dobbiamo migliorare il pagamento e da  gennaio  sarà
  migliorato col "pago pa", sarà migliorato con sistemi telematici  e
  non  più  in  cartaceo  e in più se apriamo, consentiamo  di  poter
  pagare  la  sorte  capitale senza interessi e sanzioni,  credo  che
  metteremo  in  campo un'azione di vicinanza  ai contribuenti  e  di
  maggiore  gettito per le casse della Regione; maggiore gettito  che
  stiamo utilizzando e che è stato utile proprio in questa manovra.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  chiesto  di
  parlare, anche dopo avere ascoltato l'assessore Falcone. Vorrei che
  fosse  chiara una cosa. In Commissione, il sottoscritto e il Gruppo
  del  PD,  ha  posto una questione di opportunità, se prevedere  con
  norma  un'estensione dei termini, tanto più, parlo del bollo  auto,
  tanto  più  che il Governo, con un comunicato stampa, ha annunciato
  il  30 novembre che i termini slittavano al 31 dicembre; non c'è ne
  è  un  decreto,  non c'è un provvedimento amministrativo,  non  c'è
  nulla. Eppure abbiamo dato comunicazione che il bollo auto si  paga
  al 30 dicembre.
   Allora,  ho  chiesto, visto che e secondo me poteva  essere  fatto
  amministrativamente considerato che il 30 novembre è  una  data  di
  coincidenza  con tante scadenze di tipo tributario, quindi  che  il
  Governo si assumesse la responsabilità di prorogare i termini al 30
  dicembre  poteva  farlo  e  continuo  a  pensare  che  può   farlo,
  altrimenti  non  si  capisce come lo ha  fatto  con  un  comunicato
  stampa, poteva farlo al 31 dicembre.
   Invece il Governo ha scelto di riscrivere una norma che non è  una
  proroga,  Assessore, essendo noi al 7 dicembre, le ricordo  che  le
  proroghe si possono fare in costanza di termini di scadenza.  Siamo
  in presenza di un rinnovo di una norma con un rischio molto alto  e
  lo  dico  in Aula perché ognuno possa farsi un'opinione. Il rischio
  alto  è che questa norma che ha superato l'esame del Consiglio  dei
  Ministri con la scorsa finanziaria possa essere oggetto di rilievi,
  perché  ricordo  che  il sistema sanzionatorio è  competenza  dello
  Stato  e  non  delle Regioni, quindi il rischio  che  non  solo  si
  eccepisca rispetto a questa norma, ma che possa travolgere anche la
  norma che abbiamo fin qui applicata.
   E' la stessa storia della sanità. Allora, ho considerato opportuno
  che  il  Governo,  se voleva prorogare i termini,  con  un  decreto
  dell'Assessore,  del  dirigente del servizio,  poteva  estendere  i
  termini  secondo me nell'anno solare, ma fare una norma che  riapre
  una  sanatoria, perché questo è, chiamiamola come si deve chiamare,
  determina il rischio di portarsi con sé anche la norma madre.  Ecco
  perché ho espresso contrarietà a questa norma per la stessa ragione
  anche  la  possibilità di rateizzare - ora non ho nulla  contro  le
  rateizzazioni  -,  ma  per la ragione di cui  sopra,  cioè  se  non
  abbiamo  competenza in materia sanzionatoria figuratevi se possiamo
  rateizzare il capitale.
   Ecco  perché  sugli  ultimi  due commi,  Assessore,  mantengo  una
  contrarietà   e   una  preoccupazione.  Secondo  me   vi   dovreste
  preoccupare  più  voi che io, ma vedo che non lo  fate.  Per  me  è
  sbagliato  inserire  in questa legge il rinnovo  di  una  sanatoria
  perché  determina  un  rischio alto che  possa  essere  oggetto  di
  impugnativa.

   PRESIDENTE. Grazie. Ci sono solo emendamenti soppressivi.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, Assessori, colleghi parlamentari, è
  il  primo  intervento che sto facendo sulle variazioni di bilancio,
  sull'articolato, quindi mi pare che sia non solo opportuno  ma  che
  sia  anche  apprezzato il fatto che abbiamo lasciato,  che  abbiamo
  ridotto  i tempi di intervento lasciandoli a favore del collega  De
  Luca Cateno e del suo Gruppo.
   In  merito  all'articolo  3, sul bollo auto,  è  stato  chiaro  il
  collega  Cracolici. A mio avviso, collega Cracolici, questa  voglia
  che hanno, il fatto di aver percorso la strada della norma, per  me
  ha  un  significato che è quello che volete utilizzarla  come  spot
  elettorale.  Questa è la mia convinzione.  Ormai vi conosco  troppo
  bene  e  quindi la norma vi permette, poi di fare un bel comunicato
  stampa.  Però, attenzione perché le cose poi restano qua a verbale.
  Vi  state  assumendo la responsabilità che salta tutta  la  manovra
  perché se dovesse presentarsi poi il rilievo di incostituzionalità,
  vi  prego  lì  dovete  fare  solo  una  cosa,  cioè  presentare  le
  dimissioni e fare finta che non è successo nulla.
   Non metteteci in condizione su questa norma di ricordarvi, non  ci
  può  essere noi ve l'avevamo detto, perché quello che ha  ricordato
  l'intervento di Cracolici che appartiene al Gruppo, ho  fatto  solo
  un  errore,  non  io,  noi,  il noi è sempre  meglio,  cioè  questa
  riflessione e preoccupazione che abbiamo
   Questa  è ancora l'elettricità che ha lasciato il collega De  Luca
  Cateno sul podio.
   Presidente, intanto mi fa piacere che oggi abbia presenziato quasi
  tutti i lavori, non ci eravamo abituati.
   Il  rischio inserendo nell'articolo 3 la norma relativa  al  bollo
  auto   si   rischia   di  far  saltare,  in   caso   di   eventuale
  incostituzionalità, tutta la manovra, noi questo lo abbiamo  detto,
  l'abbiamo  detto  in  Commissione, lo abbiamo detto  in  Aula,  voi
  intendete  andare  avanti su questo, però se dovesse  succedere  il
  patatrac noi su questo chiediamo le dimissioni dell'Assessore, cioè
  che non si presenti neanche in Aula.
   Poi  al  comma  5,  sui  consorzi di bonifica,  c'è  il  caso  del
  consorzio  di bonifica di Ragusa, in poche parole stiamo sistemando
  quella  che  è un'imputazione, riguarda Ragusa, e vi spiego  cos'è:
  era  stato  messo  nella finanziaria, nella scorsa finanziaria,  un
  milione di euro, però era stata sbagliata l'imputazione, ma ora  si
  sta sistemando.
   Lo  sapete  qual  è  la  cosa che a me dispiace?  Che  durante  la
  campagna  elettorale, ve lo dico perché mi chiamavano, ma che  fine
  ha fatto il milione di euro per il consorzio di bonifica, perché ci
  dicono che lo stanno pagando, perché ci dicono che stanno arrivando
  i  soldi,  cioè è stato utilizzato in campagna elettorale  e  anche
  poco dopo, come strumento, come se erano soldi che erano pronti per
  arrivare;  oggi,  abbiamo  la conferma che  quei  soldi  non  erano
  pronti, quei soldi, no ora, ora che si sistema il capitolo,  questi
  soldi   ci   saranno,  potranno  essere  utilizzati  è  ovvio,   li
  aspettavano  ed erano necessari sei mesi fa, cinque mesi  fa,  oggi
  forse   servivano  ulteriori  risorse,  oggi  avremmo  dovuto   non
  modificare la norma per utilizzarle, ma avremmo dovuto dire non c'è
  quel  milione  di  cinque mesi fa ma ci sono  due  milioni,  invece
  rimane quel milione che c'era cinque, sei mesi fa.

   CAMPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMPO.  Signor Presidente, Governo, colleghi deputati,  su  questo
  articolo avevo presentato un emendamento che non vedo, che forse  è
  stato inserito fra gli aggiuntivi, e riguarda l'esenzione del bollo
  auto che sta arrivando in questi giorni anche per i mezzi destinati
  al  soccorso pubblico, quindi mezzi di Protezione civile, mezzi  di
  volontariato.
   Già  nella  passata  legislatura lo stesso emendamento  che  avevo
  fatto  era passato favorevolmente e aveva dato un grande ristoro  a
  tutti  quegli  enti e a quelle associazioni che  mettono  i  propri
  mezzi  a  disposizione  per il pubblico  soccorso  e  per  finalità
  sociali  e  sanitarie, quindi adesso non so perché  non  sia  stato
  inserito ma penso che sia fra gli aggiuntivi.

   PRESIDENTE. Non è stato inserito, mi dicono dagli Uffici, perché è
  tra gli aggiuntivi e comunque non c'era copertura.

   ABBATE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ABBATE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io penso che questa
  è  una  piccola  manovra  che, però, dà già segnali  importanti  al
  territorio e alle imprese.
   Una  di queste misure, che riguarda il bollo auto, guardate che  è
  una  misura che non è un condono, ma è la possibilità di pagare  la
  sorte  capitale e, quindi, riportare indietro nel tempo e  dare,  a
  tante  aziende  che  sono  difficoltà,  la  possibilità  anche   di
  rateizzare.  Questa è un'apertura, è una misura importante  che  va
  nella  direzione  di aiutare quelle aziende che si trovavano  sulle
  spalle  la  possibilità di non poterle pagare e  di  non  avere  la
  possibilità in unica soluzione. Guardate, questo provvedimento darà
  la  possibilità di poter aderire, a questa misura, a  tutte  quelle
  aziende  che non avevano la liquidità in unica soluzione al  30  di
  novembre.
   Questa  è una di quelle misure che questo Governo nobilita  questa
  manovra,  darà  risposte  ai cittadini  -  centinaia,  migliaia  di
  cittadini  - ma, principalmente, il mondo delle imprese che,  senza
  la  possibilità  di  rateizzare, non  avevano  la  possibilità,  la
  liquidità di poter rientrare rispetto alle difficoltà che  avevano.
  Quindi,  veramente,  una  misura  questa  importante,  che   questo
  Parlamento voterà e sosterrà, che è stata presentata da  parte  del
  Governo e nasce da un confronto fra il Governo e il Parlamento e va
  nelle   direzioni  di  quelle  che  sono  le  richieste  del  mondo
  imprenditoriale  e  dei cittadini, e quindi, su questo,  credo  che
  saremo  contenti  di  poterlo sostenere e  di  poter  sostenere  la
  manovra  nella  sua  complessità, ma  principalmente  anche  questo
  provvedimento che darà la risposta ai concreti ai cittadini.

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi sull'articolo  3
  io  ritengo che gli interventi che si sono succeduti, qua  non  c'è
  nessuno  che  è contro la realizzazione o contro quello  che  possa
  essere  una  norma sul bollo auto. Però c'è una enorme  e  profonda
  preoccupazione perché ormai siamo stati, Presidente Galvagno, siamo
  proprio  da giorno 3, per quello che è avvenuto, per gli  articoli,
  per l'impugnativa, per quello che accade e siccome è una variazione
  di  bilancio  che,  comunque, serve al popolo siciliano  ed  è  una
  variazione  che  insieme  si sta cercando di  portare,  con  grande
  sforzo,  a  casa  io  ritengo  che il Governo,  e  in  questo  caso
  l'assessore  Falcone,  possa,  come  dire,  cercare  di  fare   una
  riflessione più profonda sul comma 7 e comma 8 che riguarda proprio
  il  bollo auto. Perché, poi sulle altre cose, mi sembra che c'è una
  grande condivisione. Però sul comma 7 e sul comma 8 io ritengo  che
  ci sia una profonda riflessione da fare da parte del Governo.

   DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA   ANTONINO.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  semplicemente  due  cose. Sul comma 8 potremmo  valutare,  potreste
  valutare  di  eliminare  la parte in cui  consentite  il  pagamento
  rateale  in  quattro soluzioni, senza interessi e  senza  sanzioni,
  perché  probabilmente  questo potrebbe portare  a  una  caducazione
  dell'articolo.
   E,  in secondo luogo, invece di rinviare, posporre il termine,  al
  28  febbraio  2023 così in norma, perché non rimandate  a  un  atto
  assessoriale,  ad  un atto amministrativo che poi  voi  andrete  ad
  assumere  entro  il 31 dicembre e andrete, poi,  a  individuare  il
  termine che ritenete opportuno che può essere anche il medesimo, ma
  senza andarlo ad indicare qui e che sarà, quindi, sottoposto ad  un
  vaglio  di  regolarità  che  passerà  sereno?  No,  non  è  uguale,
  assessore Falcone, per un semplice motivo.
   Se  lei  qua scrive le cose in una determinata maniera, se  queste
  rilevano  un conflitto da parte dell'Avvocatura dello Stato  e  del
  Consiglio  dei Ministri, impugnano la legge, la norma e  la  legge.
  Se,  invece,  noi  andiamo a rinviare a un atto amministrativo  non
  possono  andare  a impugnare, perché l'atto amministrativo  lei  lo
  potrebbe  anche non assumere o lo potrebbe assumere il 31  dicembre
  quando  la  norma, ormai, non è stata più impugnata.  Ma,  in  ogni
  caso,  l'impugnativa  non riguarderebbe la legge.  Semmai,  sarebbe
  l'atto  amministrativo viziato di qualche illegittimità  e  non  la
  legge,  perché lei dovrebbe avere - Antonello nell'orecchio ti  ho,
  ti  voglio  bene però sei qui e non è facile in simultanea.  Io  ti
  ringrazio del contributo, però assessore Falcone, avvocato Falcone,
  il ragionamento è semplice: se vogliamo mantenere un testo che è  a
  prova   di  impugnativa  la  soluzione  è  questa,  se  vi   dovete
  necessariamente  incaponire che il testo deve  rimanere  questo  le
  opposizioni  faranno il lavoro delle opposizioni e le  conseguenze,
  poi,  le  andremo a vedere e non è la prima volta che  vi  mostrate
  granitici  nelle  vostre convinzioni, ma non  è  neanche  la  prima
  volta,  ma  sarei felice che fosse l'ultima quella che  è  avvenuta
  appunto sabato con la mancata parifica, che venite e sconfessati.
   Decidete,  prendete  la  vostra decisione,  siete  i  responsabili
  dell'azione politica e i voti in Aula ce li avete è quello  che  vi
  stiamo dicendo è nello spirito di collaborazione di tra opposizione
  e  Governo  per  varare una norma che magari  non  contribuisca  in
  questa  legislatura a battere il record di impugnative che  abbiamo
  raggiunto nella scorsa legislatura.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca. Un atto amministrativo  può
  stabilire  solo  le modalità attuative e non il  termine  che  deve
  essere  stabilito con legge, cionondimeno abbiamo, finora, soltanto
  articoli soppressivi e invece uno è che modificativo.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ha già parlato, onorevole Schillaci.

   SCHILLACI. Non su questo articolo.

   PRESIDENTE.  Non ha parlato? L'onorevole Schillaci ha  chiesto  di
  parlare. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI. Sì, grazie Presidente. Intervengo sul comma 4 perché io
  avevo  presentato  in  Commissione  Bilancio  un  emendamento   che
  prevedeva  dei  termini  di 90 giorni dalla pubblicazione  presente
  legge   per   l'istituzione  del  Comitato  tecnico,  appunto,   di
  vigilanza. Voglio ricordare che la Regione Sicilia ....

   PRESIDENTE. E' stato presentato come subemendamento.

   SCHILLACI. Esatto, come subemendamento, quindi chiedo all'Aula  di
  apprezzarlo. Grazie.

   PRESIDENTE.  Sì,  ma  è già stato accolto, è ammissibile,  però  è
  giusto  che ci sono degli emendamenti soppressivi. Chiedo, intanto,
  all'onorevole   Cateno   De  Luca  se  anche   questi   emendamenti
  soppressivi si intendono ritirati.

   DE LUCA CATENO. Sì, li ritiro.

   PRESIDENTE. La ringrazio.
   Onorevole Catanzaro, i soppressivi?

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Sì,  intanto volevamo sapere se  i  soppressivi  sono
  ritirati, onorevole Catanzaro.
   Onorevole Catanzaro, sono ritirati? I soppressivi.
   L'emendamento 3.1? E' ritirato?

   CATANZARO. L'emendamento 3.1 è ritirato.

   PRESIDENTE. Bene. De Luca Cateno lo ha ritirato.
   Si passa all'emendamento 3.20 dell'onorevole De Luca Antonino.

   DE LUCA ANTONINO. Dove siamo?

   PRESIDENTE. Siamo all'emendamento 3.20, chiedo se l'emendamento  è
  ritirato o mantenuto.

   DE LUCA ANTONINO. Dichiaro di ritirare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
   L'emendamento 3.6 è ritirato.
   L'emendamento 3.5, onorevole Catanzaro?

   CATANZARO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Ritirato. L'emendamento 3.19?

   CATANZARO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Ritirato.
   Sull'emendamento 3.4 ha chiesto di parlare l'onorevole Barbagallo.
  Ne ha facoltà

   BARBAGALLO.   Signor   Presidente,  nella   discussione   generale
  sull'articolo è stata trattata in parte la questione  che  sto  per
  affrontare e mi riferisco, in particolare, al rimando, al  richiamo
  che  c'è  al regolamento per recepire le disposizioni incompatibili
  con il decreto legislativo n. 118.
   Io  credo  che  l'Assemblea, prima di  votare  oggi,  e  anche  il
  Governo, devono avere la consapevolezza che stiamo utilizzando  uno
  strumento   che   nella  storia  della  legislazione   parlamentare
  regionale  non  è stato mai utilizzato per questo  fine;  cioè  noi
  sostituiamo la locuzione dell'intesa tra il Ministero dell'Economia
  e  delle  Finanze  e l'Assessorato regionale dell'economia  con  un
  regolamento che dovrebbe disporre l'abrogazione implicita di  tutte
  le norme che sono contrarie al 118.
   Quindi   utilizziamo   un  regolamento  che   nella   legislazione
  regionale,  e lo dico ai colleghi avvocati in Sala, è previsto  che
  possa   essere  utilizzato  soltanto  per  l'esecuzione  di   leggi
  regionali  e  lo  utilizziamo, invece, per normare  le  abrogazioni
  implicite con lo Stato?
   Io  ritengo, non soltanto - proprio perché la forma è  sostanza  -
  che  sia  una  soluzione improvvida, ma che  è  una  soluzione  che
  comporta un'ulteriore capitis deminutio dell'autonomia regionale in
  un  momento  in  cui  dall'autonomia differenziata  c'è  un  grande
  dibattito  nel  Paese in questo momento e accettare supinamente  le
  condizioni imposte dal Ministero dell'Economia.
   Apprendiamo  che  il  6  ottobre il Presidente  della  Regione  ha
  sottoscritto   una  lettera  di  intenti,  però  crediamo,   signor
  Presidente  la  prego,  anche per il prestigio  dell'Assemblea  che
  questo  rilievo merita il dovuto e approfondimento,  utilizzare  il
  regolamento  per  le  abrogazioni implicite  stride  veramente  col
  prestigio e la storia dell'autonomia regionale.
   Quindi  le chiediamo un approfondimento dovuto e trovare  un'altra
  formula  poi  per normare le applicazioni implicite.  Nello  stesso
  senso, per esser chiari, vanno anche i rilievi degli Uffici.

   FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  purtroppo
  quello  che dice l'onorevole Barbagallo sotto un profilo teorico  è
  giusto, ma poi dobbiamo anche confrontarci con la realtà.
   Paradossalmente, onorevole Barbagallo, lei sta riaprendo  un  tema
  importante che è anche il nostro tema, è il tema del Governo, è  il
  tema  di  quello,  attenzione fatte le dovute  differenze,  che  in
  questi giorni sta tenendo banco anche con la Corte dei Conti.
   E'  stato  detto  in  fase di discussione che c'è  differenza  fra
  armonizzazione della spesa e coordinamento della finanza, cioè  con
  armonizzazione  della  finanza  o della  spesa  e  coordinamento  e
  armonizzazione della finanza.
   Qual   è  l'oggetto?  Che  noi  ci  stiamo  adeguando  al  decreto
  legislativo  n. 118, piuttosto che invece intervenire  con  accordi
  pattizi che dovrebbero essere quelli che sottostanno e danno,  come
  dire,  anche  la specialità alle Regioni a Statuto differenziato  o
  speciale rispetto invece al coordinamento della finanza pubblica.
   Quello  che  stiamo facendo riguarda, come dire, un  principio  di
  carattere  generale.  Il  decreto  legislativo  n.  118  parla   di
  armonizzazione e tutto ciò che è armonizzazione non è coordinamento
  va  fatto  con  una norma statale di rango statale.  Addirittura  e
  abbiamo  una  questione  di  legittimità  costituzionale  che  sarà
  dibattuta nei prossimi mesi secondo la quale un decreto legislativo
  non può intervenire sul disavanzo, sulla spalmatura del disavanzo.
   Perché?  Perché  non ha lo stesso rango della  norma  statale.  Ed
  allora tutto ciò che è pattizio rischia di non essere efficace.
   Per   evitare   questo,   noi  intanto,  addirittura   anche   nel
  coordinamento diciamo che tutto ciò che è coordinamento di  finanza
  pubblica  si  deve  fare con norma pattizia e  quindi  nell'accordo
  nella  negoziazione  e  quindi  eventualmente  con  paritetica,  un
  decreto  legislativo, Consiglio dei Ministri, timbro del Presidente
  della Repubblica.
   Così  come  abbiamo,  come dire, approvato  quella  norma  che  ha
  consentito e ragione della quale la regione poi ha fatto il ripiano
  in dieci anni piuttosto che in tre anni.
   Noi qua invece ci stiamo soffermando su ciò che è armonizzazione e
  l'armonizzazione,  c'è  poco da dire, la fa  lo  Stato,  la  fa  il
  decreto legislativo n. 118.
   E  allora ecco perché noi stiamo intervenendo, per evitare che  ci
  siano equivoci sull'andamento corretto della Regione in termini  di
  legislazione  finanziaria.  Cioè  noi  diciamo  tutto  ciò  che   è
  armonizzazione ci atteniamo al decreto legislativo n. 118  così  tu
  Stato non possa, come dire, eccepire.
   Quello  che  invece sarà coordinamento di finanza pubblica  quello
  sì, invece noi continueremo a farlo con gli accordi pattizi.

   BARBAGALLO.   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  nominale.   Preannuncio,   altresì,   il   voto   favorevole   alla
  soppressione.

   PRESIDENTE. Allora, onorevole Barbagallo, ha detto che lo mantiene
  se non ho capito male e ha annunciato il voto favorevole? Onorevole
  Barbagallo? Palese nominale? La richiesta è appoggiata?

         (La richiesta è appoggiata a termini di Regolamento)


         Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 3.4

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento3.4, soppressivo del comma 2.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti  .         61
   Votanti             48
   Maggioranza         25
   Favorevoli          17
   Contrari            31
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

   Comunico che gli emendamenti 3.18, 3.26 sono preclusi.
   Si passa all'emendamento 3.23, a firma degli onorevoli Di Paola  e
  De Luca Antonino. E' la soppressione del comma 3.

   DE LUCA ANTONINO. Dichiaro di ritiralo.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 3.3, a firma dell'onorevole
  Catanzaro che è ritirato.
   Si passa all'emendamento 3.17 a firma dell'onorevole De Luca che è
  ritirato.
   Si  passa  all'emendamento 3.2 onorevole  a  firma  dell'onorevole
  Catanzaro.

   CATANZARO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 3.14 che è ritirato.
   Scusate  sull'emendamento  3.22 c'è la riscrittura  dell'onorevole
  Schillaci,  a  firma  dell'onorevole De Luca, è  il  subemendamento
  3.22.R, dovrebbe essere stato distribuito, mi date conferma?
   Allora materialmente questo emendamento chiede sostanzialmente  di
  aggiungere "il Comitato di cui all'articolo 30 è istituito entro 90
  giorni   dalla   pubblicazione  della   presente   legge",   questo
  emendamento è ammissibile. Il parere del Governo?

   FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 3.14 che è ritirato.
   Si passa all'emendamento 3.9, a firma dell'onorevole Catanzaro. E'
  ritirato?

   CATANZARO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. E' ritirato, grazie.
   Si passa all'emendamento 3.13 che è ritirato.
   Si  passa all'emendamento 3.21 a firma degli onorevoli Di Paola  e
  De Luca Antonino.

   DE LUCA ANTONINO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. Va bene, è ritirato.
   Si passa all'emendamento 3.25, a firma degli onorevoli Di Paola  e
  De  Luca  Antonino.  E'  mantenuto, va  bene.  Pongo  in  votazione
  l'emendamento. 3.25.

   LOMBARDO  GIUSEPPE. Chiedo che la votazione avvenga per  scrutinio
  nominale.

   PRESIDENTE. Bisogna che sia appoggiata, onorevole Lombardo.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 3.25

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento 3.25, che sarebbe la soppressione del comma 7.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti                 61
   Votanti                  53
   Maggioranza              27
   Favorevoli               20
   Contrari                 33
   Astenuti                   0

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 3.7, a firma dell'onorevole Catanzaro.

   CATANZARO. È ritirato.

   PRESIDENTE. L'emendamento 3.15 è ritirato.
   L'emendamento 3.24, a firma degli onorevoli Di Paola  e  De  Luca?
  Ritirato.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 3, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   "Antimafia"

  Comunicazione relativa a decreto di costituzione della Commissione
   parlamentare speciale di inchiesta e vigilanza sul fenomeno della
                  mafia e della corruzione in Sicilia

   PRESIDENTE.  Intanto,  do  comunicazione  all'Aula  che  è   stata
  composta  la Commissione  Antimafia , ho appena firmato il decreto,
  che   è   composta  dai  deputati  Burtone,  Caronia,  Castiglione,
  Cracolici, Gennuso, Geraci, Intravaia, La Vardera, Mancuso, Marano,
  Pace,  Schillaci  e Venezia. Sono i nominativi per  la  Commissione
   Antimafia , che mi sono arrivati dai Capigruppo. Appena faremo una
  pausa insedieremo la Commissione.


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                 100/A

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
                          Disposizioni varie

   1. Il contributo di cui all'articolo 17, comma 3 - Tabella 1, della
      legge  regionale  25  maggio 2022, n. 13, capitolo  377715  per
      l'esercizio  finanziario 2022 deve intendersi quale  contributo
      straordinario e può essere rendicontato entro il 30 giugno 2023.

   2.  Il  comma  5 dell'articolo 55 della legge regionale  15  marzo
  1963, n. 16 e successive modificazioni è sostituito dal seguente:
    5.  Con  i criteri di nomina e di compenso stabiliti nel presente
  articolo,  presso  icomuni  con  popolazione  superiore  a   30.000
  abitanti, possono, con specifica motivazione correlata all'attività
  gestionale   da   svolgere,   essere   nominati   vice   commissari
  straordinari,  nel  numero  massimo  di  due  soggetti,  anche  per
  l'esercizio di funzioni delegate dal commissario straordinario.  Ai
  relativi  oneri  si  provvede  a  carico  dei  bilanci  degli  enti
  locali. .
   3.  All'articolo 10 della legge regionale 17 marzo 2016,  n.  3  e
  successive modificazioni sono apportate le seguenti modifiche:
   a)al comma 2, dopo le parole  residenti in Sicilia , sono aggiunte
  le seguenti:  nel territorio della provincia in cui si trovi l'ente
  locale  di  cui  si debba scegliere il revisore o il  collegio  dei
  revisori .
   b) il comma 7 è sostituito dal seguente:
    7.  Ciascun revisore non può partecipare alla procedura di scelta
  dell'organo di revisione dell'ente locale se ricopre già quattro  o
  più incarichi. .
   4.  Le iniziative a valere sull'autorizzazione di spesa di cui  al
  comma  87  dell'articolo  13 della legge  regionale  n.  13/2022  e
  successive  modificazioni,  finanziate  per  l'anno  2022,  possono
  essere  realizzate entro il 30 giugno 2023 e rendicontate entro  60
  giorni dalla medesima data.
   5.Le  iniziative a valere sul fondo di cui all'articolo 128  della
  legge  regionale 12 maggio 2010, n. 11 e successive  modificazioni,
  finanziate per l'anno 2022, possono essere realizzate entro  il  30
  giugno 2023 e rendicontate entro 60 giorni dalla medesima data. .
   6.  Al  comma 2 dell'articolo 3 della legge regionale 16  dicembre
  2020,  n.  32,  le parole  30 giugno 2021  sono sostituite  con  le
  seguenti:  31 dicembre 2022 .
   7.  Al comma 31 dell'articolo 13 della legge regionale n. 13/2022,
  le  parole   del  comune   sono sostituite  con  le  seguenti:   al
  Comune. ».

   Il Governo chiede di illustrarlo.
   Sospendo  la seduta per trenta minuti, così nel frattempo possiamo
  fare una breve pausa pranzo.
   Chiedo ai componenti della Commissione  Antimafia  di raggiungerci
  in Commissione.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 15.56, è ripresa alle ore17.30)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Dopo un confronto con le varie forze politiche  e  il
  dibattito  d'Aula, questa Presidenza ha ritenuto opportuno  che  il
  comma  2  e  il  comma  3  dell'articolo 4  vengano  stralciati  e,
  successivamente,  avremo  certamente modo  di  poterci  confrontare
  rispetto  a  questi due temi. Adesso passiamo agli emendamenti  che
  sono stati presentati al testo.
   L'emendamento soppressivo 4.1, a firma dell'onorevole Catanzaro, è
  mantenuto? Onorevole Catanzaro?

   CATANZARO. Quale?

   PRESIDENTE. Intanto, chiedo all'onorevole De Luca Cateno e ai suoi
  Gruppi  se  i  soppressivi sono mantenuti o  si  possono  intendere
  ritirati.
   DE LUCA CATENO. Li ritiriamo, ma devo intervenire sull'articolo.

   BARBAGALLO. Presidente, procediamo volta per volta.

   PRESIDENTE.  Va  bene, il 4.1 è ritirato. Si passa all'emendamento
  4.9.

   DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Interverrà solo una volta,  credo,  per
  tutti gli emendamenti.

   DE  LUCA  CATENO.  Grazie, Presidente. Prendiamo  atto  della  sua
  disponibilità e, quindi, anche di quella che è stata la valutazione
  della  Presidenza, ovviamente non sul merito dei provvedimenti  sui
  quali  -  come ho avuto modo di spiegare ed avendo fatto il sindaco
  in  tre comuni diversi - la questione riguardante i revisori è  una
  questione   fondata,  che  va  affrontata  nella  sua  complessità.
  Ovviamente, abbiamo posto una questione molto semplice, che  non  è
  neanche mirata al provvedimento odierno ma, come abbiamo avuto modo
  di  mettere  in  evidenza,  anche con veemenza,  era  di  chiarire,
  soprattutto  a questa Presidenza, quale doveva essere il  perimetro
  del  confronto tra l'Aula e il Governo in relazione  a  quelle  che
  sono le materie estranee a certi provvedimenti.
   Ovviamente,  abbiamo  preso un impegno e  lo  manteniamo.  Abbiamo
  detto  che,  se  ci  fosse stata un'apertura  da  parte  di  questa
  Presidenza,  avremmo  ritirato tutti  gli  emendamenti  rispetto  a
  questo articolo, quindi le confermo che gli emendamenti che abbiamo
  predisposto  come  gruppo  Sicilia Vera  e  Sud  chiama  Nord  sono
  ritirati.
   Aggiungo  anche un passaggio, soprattutto per l'assessore Messina,
  il  quale  aveva  predisposto un emendamento del quale  ho  vissuto
  anche il senso a Messina, come sindaco della città metropolitana, e
  che  voglio semplicemente ribadire come necessità perché, in questo
  momento, ci facciamo la gara a trasferire soldi ai comuni,  poi  ci
  ritroviamo  che le città metropolitane devono pagare ai  commissari
  ad  acta nominati dall'Assessorato alle autonomie locali, per  ogni
  atto, per ogni debito fuori bilancio che riconoscono, 500,00 euro.
   La  firma  di un funzionario costa 500,00 euro. Dopodiché  c'è  lo
  sconto,  tipo  la  Standa. Se approvano  un  atto  in  più,  l'atto
  successivo è250,00 euro.
   Ebbene,  solo  per ora la città metropolitana di Messina  ha  nove
  commissari  nominati, commissari ad acta che sono anche  contro  lo
  spirito  del commissario ad acta che, in genere, si nomina  per  un
  inadempimento da parte dell'ente.
   Qui,  invece, siamo nel rispetto della norma, dobbiamo  per  legge
  riconoscere i debiti fuori bilancio perché poi scattano  ovviamente
  quelli  che  sono  interessi  che  causano  danno  erariale  e   ci
  ritroviamo  -  come  enti - a dover pagare, per un  adempimento  di
  legge, i commissari.
   Tutto  questo perché nella norma che è stata prevista in relazione
  alla  Conferenza  metropolitana  non  sono  state  specificate   le
  competenze della Conferenza metropolitana in relazione a quelli che
  sono  gli  atti  propedeutici a bilancio, anche  per  approvare  il
  bilancio,  gli  atti proprietari ci vuole il commissario  ad  acta.
  Questo lo voglio sottolineare in relazione a quelle che poi sono le
  qualità,  con  tutto il rispetto, delle norme che si affrontano  in
  quest'Aula.
   E'  ovvio  che  su questo l'assessore Messina ha da parte  mia  la
  sollecitazione a provvedere o con un apposito disegno di legge  che
  non  riguarda  la situazione complessiva del riordino  delle  città
  metropolitane in relazione a quelli che sono i sistemi  elettorali,
  si  tratta  però  di  una norma urgente di  buon  senso  in  quanto
  continueremo a pagare per ogni atto questi importi.
   Altra  cosa  - e chiudo, Presidente - presenteremo due ordini  del
  giorno che poi illustreremo e uno, sempre in relazione a quello che
  sono   i   comuni,  riguarda  il  reperimento  delle  risorse   che
  afferiscono  all'aumento dei costi del trasporto e smaltimento  dei
  rifiuti.
   Si  è parlato del caro bollette, però, c'è un'altra mannaia che in
  questo momento sta facendo saltare i bilanci dei comuni e le tasche
  dei   cittadini:  l'aumento  della  Tari  per  il  trasporto  anche
  all'estero dei rifiuti.
   Di  questo  prenderò  parola quando illustreremo  gli  ordini  del
  giorno.
   La ringrazio per la sua disponibilità.
   I nostri emendamenti su questo articolo sono ritirati.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole De Luca, come vede con  il  dialogo
  si arriva sempre a qualche soluzione condivisa.
   Tutti  gli  emendamenti dell'onorevole De Luca e dei  suoi  Gruppi
  parlamentari pertanto si intendono ritirati.
   Ha  chiesto di parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha facoltà.  Dopo
  interverrà l'onorevole Dipasquale.

   SCHILLACI.  Presidente, noi come Movimento  Cinque  Stelle  invece
  insistiamo  sul  nostro  emendamento soppressivo  relativamente  al
  comma 3 dell'articolo 4, lettera a), quella che riguarda i revisori
  di bilancio perché con questa norma

   DE LUCA ANTONINO. E' stato stralciato il comma.

   SCHILLACI.  Avete  ritirato il comma? Io non lo  sapevo   Però  ci
  tenevo a dire perché abbiamo avuto delle interlocuzioni

   PRESIDENTE. Abbiamo già stralciato.

   SCHILLACI. No, non lo avevo sentito.

   PRESIDENTE. Non si preoccupi, onorevole Schillaci.
   Ha  chiesto  di  intervenire l'onorevole Dipasquale  e  a  seguire
  l'onorevole Catanzaro.

   DIPASQUALE.   Signor   Presidente,  onorevole   Presidente   della
  Regione,  colleghi parlamentari, penso che questo lavoro che  si  è
  fatto  in  questi  ultimi  minuti sia stato  positivo  e  mette  in
  condizione tutti quanti di chiudere queste variazioni di bilancio.
   Noi  avevamo  presentato  un emendamento  soppressivo  per  quanto
  riguarda   -  ci  sono  diversi  emendamenti  ma  poi   su   questo
  l'intervento lo farà il Capogruppo su quelli che rimangono e quelli
  che  decadono -, però volevo dire una cosa riguardo i revisori  dei
  conti.
   Noi    avevamo   presentato   un   emendamento   soppressivo    di
  quell'articolo. Eravamo pronti appunto a battagliare, glielo  avevo
  anche  detto Presidente, ma lei aveva dato già disponibilità ad  un
  confronto su questo articolo ed era il motivo anche che non  ci  ha
  visto   particolarmente  coinvolti  nella  prima  fase  di   questo
  dibattito.  Però,  quell'emendamento che eravamo pronti  a  cassare
  riguardava  appunto  i  revisori dei  conti  e  la  chiusura  della
  possibilità  per  i  revisori dei conti, in particolar  modo  delle
  piccole  province in piccoli ambiti, e per noi era una cosa assurda
  e lo dico non perché ragusano, vale anche per le altre province. Ma
  la  cosa  più incredibile e più assurda era togliere la possibilità
  del bacino e del bacino più ampio che è quello regionale.
   I costi, le missioni, si è vero ci sono ma che cosa dobbiamo fare?
  Togliere ancora e ridimensionare l'unica certezza che ci è rimasta,
  collega sindaco, di legittimità e di verifica di legittimità che  è
  quella  che  può dare il revisore dei conti? E poi a me  non  piace
  questo  fatto  di  chiudere i revisori dei conti nell'ambito  della
  provincia,  tutti  in  un  ambito. No, a  me  piace,  a  noi  piace
  quest'idea  che vengono da fuori e che non siano condizionabili.  I
  revisori dei conti devono essere quanto più liberi possibili ed era
  già una restrizione, ma comunque per fortuna è stata ritirata.
   Una  preghiera   Una preghiera: non dobbiamo arrivare  in  Aula  a
  massacrarci,  Presidente, la colpa non è sua, parlo  al  Presidente
  della  Commissione  Bilancio' e parlo all'Assessore. Le mediazioni,
  il lavoro, lo dovete fare bene in Commissione e quando arrivano gli
  strumenti  finanziari  qui devono avere la possibilità,  almeno  le
  cose più importanti e le cose che sono più fastidiose, di non farli
  arrivare in Aula, perché quelle norme non dovevano neanche arrivare
  in  Aula  e il Partito Democratico lo ha detto in Commissione:  non
  fate  forzature,  non  iniziamo male questo  percorso  perché  poi,
  giustamente, ci sono gli emendamenti, i voti segreti e tutto quello
  che è.
   Quindi,  la Commissione deve rappresentare il luogo dove tutte  le
  contrapposizioni   più   importanti  e  rilevanti   devono   essere
  eliminate, perché poi il Presidente dell'Assemblea ha il problema a
  gestire  l'Aula, i questori, i parlamentari e così via. Quindi,  vi
  preghiamo  di  fare questo lavoro bene per evitare che  poi  l'Aula
  diventi luogo di scontro.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Catanzaro. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  soltanto  per
  dirle  che  ritiriamo tutti i soppressivi, tranne il 4.8 che  verrà
  illustrato dall'onorevole Barbagallo.

   PRESIDENTE.  Va  bene. Allora l'emendamento 4.1  è  ritirato.  Gli
  emendamenti  del  Movimento 5 Stelle, a firma  degli  onorevoli  Di
  Paola,  De  Luca, sono ritirati? Si intendono ritirati o  no?  Sono
  tutti soppressivi.

   DE LUCA ANTONINO. Il comma 1 sì.

   PRESIDENTE.  Allora possiamo passare direttamente  all'emendamento
  4.13,  che è stato ritirato. Si passa all'emendamento 4.21, invece,
  sempre Di Paola, De Luca. E' ritirato sì o no?

   DE LUCA ANTONINO. Ritirato.

   PRESIDENTE. Sì, grazie. L'emendamento 4.12 è ritirato.
   L'emendamento  4.20,  sempre a firma dell'onorevole  Di  Paola,  è
  ritirato. L'emendamento 4.11 è ritirato. L'emendamento 4.8  abbiamo
  detto  che  ha ritirato... No, questo è quello che deve  illustrare
  l'onorevole Barbagallo. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Grazie, Presidente. Approfittiamo in Aula anche  della
  presenza   dell'assessore  Pagana  perché,   in   modo   singolare,
  Presidente,  ci  ritroviamo  la  quarta  proroga  delle  stanze  di
  utilizzo del demanio marittimo a cavallo dei due governi Musumeci e
  Schifani.  La quarta proroga che arriva per un periodo  semestrale,
  cinque mesi, otto mesi e francamente non ne comprendiamo le ragioni
  in  un  tempo  in cui nel Paese e in Europa c'è il dibattito  sulla
  Bolkestein,   sul  divieto  sulla  possibilità   di   ampliare   la
  concorrenza.  Quindi,  il tema qua non è  tanto  la  proroga  delle
  concessioni storiche e demaniali su cui l'Assemblea si  è  espressa
  con  una legge, la cosa che ci risulta incomprensibile è perché per
  la  quarta  volta il Governo di centro destra propone all'Aula  una
   proroghetta   di  sei  mesi.  La  prima  volta  potevamo  pensare,
  legittimamente, assessore Falcone, che c'era stata una  svista,  ma
  arrivare  per  la  quarta volta alla proroga di  sei  mesi  non  ne
  comprendiamo le ragioni. Quindi prima di insistere...

   PRESIDENTE.  Onorevole Barbagallo, è arrivata una  riscrittura  da
  parte  del  Governo. Se lei la volesse leggere  la  stiamo  facendo
  distribuire.

   BARBAGALLO. ? Quindi è un colpo di scena questo, live.

   PRESIDENTE. E' appena arrivata, quindi, posso dirle questo.

   BARBAGALLO. Quindi, di sette mesi anziché di sei mesi? Se sospende
  due minuti la esaminiamo, Presidente.

   PRESIDENTE.  La dovrebbe già avere sul tablet. Siamo diventati  un
  po'  più  tecnologici, Onorevole Barbagallo. Già la dovrebbe  avere
  direttamente  caricata  sul  tablet.  E'  il  4.27.  Catanzaro  più
  giovane.

   BARBAGALLO. Prima di insistere sulla votazione, Assessore,  se  ci
  spiega  il  motivo  per cui fino al 28 febbraio  dobbiamo  dare  la
  possibilità, cioè è una cosa incomprensibile avevano tempo fino  al
  30  giugno. Dobbiamo incassare di più, abbiamo dei pezzi di demanio
  che  dobbiamo  svendere, abbiamo l'accordo con qualche...  No,  per
  capire  qual  è  la  ragione anche di fronte  prima  di...  Grazie,
  Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, a lei onorevole Barbagallo.

   PAGANA,  assessore  per  il territorio  e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PAGANA,  assessore per il territorio e l'ambiente. Allora, intanto
  volevo  specificare  che  si  tratta di  una  norma  di  iniziativa
  parlamentare. E' stata inserita in sede di Commissione   Bilancio',
  quindi, è stata ravvisata l'esigenza di diversi sindaci di ottenere
  una  proroga.  Tuttavia,  ho presentato un  emendamento  anche  per
  collegarmi al discorso che faceva l'onorevole Cracolici poco fa  di
  non fare una proroga ma un rinnovo. Quindi, abbiamo rielaborato  la
  norma per poter consentire ai comuni, a parità di requisiti, quindi
  gli  stessi  che erano previsti per il 2021 perché la  riscrittura,
  cioè  l'emendamento non riscritto poteva, come dire, anche lasciare
  spazio  a  interpretazioni;  ripeto  è  un'esigenza  che  è   stata
  manifestata  anche  nel  corso  dell'iter  parlamentare  e  con  la
  riscrittura  noi  proponiamo, diamo la  possibilità  ai  comuni,  a
  parità  di  requisiti,  che  non abbiano presentato  l'istanza,  di
  poterla  presentare, caricarla sul portale dall'entrata  in  vigore
  della  norma fino al termine di febbraio 2023. Ci sembra una  cosa,
  come  dire,  di  buon  senso, una proposta  che  viene  da  diversi
  sindaci, dai territori, c'è anche una volontà parlamentare affinché
  si  porti avanti e siamo sereni e con il massimo della serenità  ci
  rimettiamo al giudizio dell'Aula. Grazie.

   LOMBARDO GIUSEPPE GEREMIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO  GIUSEPPE  GEREMIA. Presidente, soltanto  per  confermare
  quello che ha detto il Governo e soprattutto rafforzare la bontà di
  questa misura perché non fa altro che adeguarsi, allinearsi più che
  altro, ai tempi che sono previsti nella legge 118 del 2022 che  nel
  Parlamento  nazionale ha votato anche il Partito  Democratico,  che
  consente a livello nazionale l'adeguamento ove la proroga  fino  al
  31  dicembre  2023.  Quindi, si tratta di una  mera  operazione  di
  semplice  allineamento della nostra Regione  con  quanto  accade  a
  livello nazionale. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lombardo.
   Allora, possiamo mettere in votazione...
   BARBAGALLO. Chiedo che la votazione dell'emendamento 4.8 avvenga
  per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.  C'è  una  richiesta di voto segreto  dell'emendamento
  4.8. Verifichiamo se è appoggiata a termini di Regolamento.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 4.8

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 4.8.
   Chiarisco  il  significato del voto:  chi  vota  sì  vota  per  la
  soppressione del comma 6 e quindi preme il pulsante verde; chi vota
  no  è contrario alla soppressione e preme il pulsante rosso; chi si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Ricordo  di  tenere  premuto fino a quando noi  non  chiudiamo  la
  votazione.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            61
   Votanti             59
   Maggioranza         30
   Favorevoli          27
   Contrari            32
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

   Votiamo  la  riscrittura, l'emendamento 4.27 del  Governo.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli   altri  emendamenti  sono  tutti  ritirati.  Possiamo  votare
  l'articolo  4.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
                 Variazioni al bilancio della Regione

   1.  Nello  stato  di  previsione dell'entrata e  della  spesa  del
  bilancio  della Regione per l'esercizio finanziario 2022 e  per  il
  triennio  2022-2024  sono  introdotte le  variazioni  di  cui  alle
  annesse  tabelle  A  e  B  comprensive delle variazioni discendenti
  dall'applicazione delle disposizioni della presente legge.».

   LACCOTO.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.   L'onorevole   Laccoto   ha   chiesto   di    parlare
  sull'articolo 5. Ne ha facoltà.

   LACCOTO. Assessore, ho visto che per quanto riguarda le somme  per
  i  comuni è stato fatto un comma in deroga all'articolo 175,  comma
  3.  In effetti non è in deroga perché il 175, comma 3, così come ha
  fatto il Governo nazionale, prevede che quando ci siano entrate  in
  più  possano  essere fatte. Quindi questa deroga  mi  crea  qualche
  problema. Verificatelo. Possono modificarlo gli Uffici togliendo in
  deroga  perché questo 'in deroga' ci creerebbe problemi  a  livello
  nazionale. Non è in deroga.


                        Sull'ordine dei lavori

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   ma   solo
  sull'ordine  dei lavori, poco fa l'onorevole Ciminnisi  ha  chiesto
  all'assessore  Falcone  e  al Presidente della  Regione  ovviamente
  notizie in merito alla norma che riguardava i ristori. Noi vogliamo
  comprendere  Assessore e le preghiamo di dare una  risposta  perché
  altrimenti  ci  sembra  di  capire che non  ci  vuole  dare  alcune
  informazioni  in merito: questi ristori li dobbiamo  prevedere  col
  bilancio   della  Regione  e  quindi  li  prevedremo  nel  prossimo
  documento  finanziario o li dobbiamo prevedere  con  una  norma  di
  riprogrammazione di fondi del PSC, perché se è una riprogrammazione
  del  PSC  possiamo  tranquillamente  inserirla  in  variazioni   di
  bilancio,  si fa una norma semplicissima e ci portiamo avanti,  non
  rinviamo  la norma a data da destinarsi perché lei sa che le  norme
  di  riprogrammazione  sono  degli  atti  di  indirizzo  che  fa  il
  Parlamento nei confronti del Governo regionale. Rinviarla non alcun
  senso, quindi o lei ci dice che vuole utilizzare il bilancio  della
  Regione e io comprendo che non è uno strumento che va inserito oggi
  in  variazioni  di bilancio, perché il decreto di impegno  comunque
  non  potrebbe essere fatto entro il 31 dicembre, se è una norma  di
  riprogrammazione possiamo serenamente inserirla.
   Noi  abbiamo  evitato di presentare la norma per una questione  di
  correttezza nei confronti del Governo, perché siamo liberi anche al
  fatto che possiate in qualche modo presentarla voi stessi piuttosto
  che ovviamente le forze di opposizione, però la riprogrammazione  o
  la  facciamo oggi o altrimenti il rinvio viene letto come  una  non
  volontà  del  Governo  di  procedere ad una riprogrammazione  delle
  risorse.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri.


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                 100/A

   PRESIDENTE. Allora, abbiamo qui gli emendamenti alle tabelle.  C'è
  l'emendamento  Tab.10.  Chiedo agli  onorevoli  De  Luca,  Sciotto,
  Balsamo se è mantenuto o ritirato.

   DE LUCA CATENO. Ritirato.

   PRESIDENTE.   Vale  per  tutti  gli  emendamenti,  quindi,   Tab.8
  ritirato, Tab.14 ritirato, Tab.25 ritirato, Tab.23 ritirato, Tab.22
  ritirato,  Tab.9  ritirato,  Tab.35  comunque  è  ritirato,  Tab.36
  ritirato, Tab.37 ritirato.
   Si passa all'emendamento Tab.43 del Governo. Assessore Falcone, lo
  vuole illustrare?

   FALCONE,  assessore per l'economia. Signor Presidente,  certamente
  trattasi di un emendamento squisitamente tecnico, che di fatto  poi
  meno male quando oggi spiegavo all'onorevole D'Agostino che ci sono
  alcuni  capitoli che per quanto siano capienti hanno degli  impegni
  da  qui  ai  prossimi  giorni, questo è stato l'esempio,  ci  siamo
  accorti ieri che, in effetti, ad un capitolo da cui avevamo attinto
  2  milioni  di euro, invece dobbiamo aggiungerne anziché toglierne.
  Per  cui  con  questo articolo andiamo a compensare,  quindi  è  un
  articolo  assolutamente  tecnico che ci mette  nelle  condizioni  a
  saldi invariati di far quadrare benissimo la manovra.

   SAFINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Prima di metterlo in votazione, ha chiesto  la  parola
  l'onorevole Safina. Ne ha facoltà.

   SAFINA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  sull'ordine  dei
  lavori  è  intervenuto  poco  fa il collega  del  Movimento  Cinque
  Stelle. In commissione l'Assessore per l'economia aveva rassicurato
  che  avremmo trovato le risorse per i ristori, noi ieri non  perché
  non  vogliamo  fidarci  ma per buona pratica  parlamentare  abbiamo
  depositato un emendamento che prevede la riprogrammazione dei Fondi
  PSC  per  almeno  15  milioni  e  tra  gli  emendamenti  aggiuntivi
  chiediamo che questo emendamento venga trattato perché dobbiamo, il
  Parlamento  siciliano  deve un segnale alle famiglie  alle  imprese
  siciliane  che sono state duramente colpite. Sappiamo che  quindici
  milioni sono ancora poca cosa, ma comunque rappresenta un inizio.
   C'è  questo  emendamento  aggiuntivo, il Governo  aveva  preso  in
  Commissione   Bilancio  e anche in Aula un impegno e chiediamo  che
  questo impegno venga rispettato.

   PRESIDENTE. Intanto, votiamo l'emendamento Tab.43, dopo vedremo se
  il Governo eventualmente vorrà presentarlo.
   Pongo  in  votazione l'emendamento Tab.43. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento Tab.32 è ritirato; l'emendamento Tab.33 è  ritirato;
  l'emendamento   Tab.34   è   ritirato;   l'emendamento   Tab.12   e
  l'emendamento Tab.11 sono ritirati.
   Pongo  in  votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Adesso non so se il Governo vuole prendere parola.

   FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  in merito a quello che è stato sollecitato dai colleghi,
  devo  dire  a  iniziare l'altro giorno l'onorevole  Galluzzo  ma  a
  continuare  tutti  i colleghi, l'onorevole Nicola Catania,  Safina,
  Ciminnisi  - chiedo scusa, imparerò collega chiedo scusa  -  voglio
  dire,  ci  sono  stati  degli  ordini del  giorno  che  sono  stati
  presentati.  Lo voglio dire all'onorevole Sunseri.  C'è  stato,  ad
  esempio, l'onorevole Gennuso che ha presentato un ordine del giorno
  che   va   in  questa  direzione,  e  il  Governo  esprime   parere
  assolutamente favorevole.
   D'intesa col Presidente della Regione, settimana prossima, giovedì
  prossimo  porteremo in Giunta la riprogrammazione.  Già  ieri  sera
  abbiamo  avuto  una riunione col direttore e con tutti  gli  uffici
  della  programmazione,  e settimana prossima  porteremo  in  Giunta
  anche la riprogrammazione relativa a questa materia, all'alluvione.
  Metteremo  15 milioni di euro per i danni alle strutture pubbliche,
  e  5 milioni di euro per quanto riguarda i danni ai privati. Quindi
  gli  indennizzi, i ristori saranno sia per il pubblico che  per  il
  privato.

   GALLUZZO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Galluzzo, non si  interviene  da  qui.  Si
  interviene da sotto, deve scendere.
   Ha  chiesto  di  parlare  prima l'onorevole Galluzzo.  L'onorevole
  Catania  pure ha chiesto di intervenire? Allora dopo gli interventi
  dell'onorevole Galluzzo e Catania voteremo l'articolo  6.  Ci  sono
  alcuni   ordini  del  giorno  presentati,  che  si   votano   senza
  illustrazione  perché  sono stati presentati  dopo  la  discussione
  generale, e poi ci sarà il voto finale.

   GALLUZZO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  alla  luce  di
  quanto  dichiarato, dall'assessore Falcone, sull'impegno che  sulle
  alluvioni il Governo stanzierà 20 milioni di euro, di cui i  15  ai
  comuni  e  5  ai  danni subiti dai privati, abbiamo  presentato  un
  ordine del giorno. E quindi, chiedo al Governo di apprezzare questo
  ordine del giorno e di approvarlo all'Aula. Lo consegnerò adesso.

   CATANIA NICOLO'. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANIA  NICOLO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  soltanto
  per  precisare alcune questioni che abbiamo anche affrontato  anche
  col  Governo.  Noi  ci fidiamo, sicuramente, di  quella  che  è  la
  volontà  del  Governo stesso a proseguire tanto per il ristoro  dai
  privati, quanto per quanto riguarda i danni ai comuni. Però  tenevo
  a precisare una questione. L'ordine del giorno l'abbiamo firmato, e
  quindi l'onorevole Galluzzo ha chiesto di apprezzarlo.
   C'è  anche  una  questione immediata, perché è  nella  prospettiva
  della  spesa, mi insegna l'assessore Falcone che lì avremo anche  i
  tempi, anche perché occorrerà avere le quantificazioni da parte dei
  comuni  e  da  parte  dei privati, quindi c'è tutta  una  procedura
  particolare, mi rendo conto. Però, attenzione, che nella  dotazione
  finanziaria  attuale della Protezione civile, specificatamente  per
  questi  danni, già c'è un residuo di 2 milioni e 800 mila euro  che
  possono  essere,  praticamente, utilizzati da subito.  Così  dicasi
  anche  per  la  pulizia dei margini dei fiumi, per gli  allagamenti
  delle  campagne che si sono verificati al seguito di questi eventi.
  E  perché  dico  questo? Perché il bacino, o  l'ente  preposto,  ha
  anch'esso una dotazione finanziaria corposa per cui è già, da  ora,
  possibile creare condizioni favorevoli. Questo è emerso un dato  da
  una  riunione  in  prefettura, a Trapani, fatta ieri.  Quindi  sono
  dati,  numeri che dà anche il dipartimento. Quindi, su questa  cosa
  attenzionare  da  subito  al  fine  anche  di  prevenire  eventuali
  ulteriori  altri  danni,  perché nel frattempo  noi  discutiamo  le
  avversità  atmosferiche  possono  arrivare  anche  da  un   momento
  all'altro.   Questa   è  la  questione  che  volevo   sottolineare,
  accogliendo anche la proposta favorevolmente.

   CIMINNISI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINNISI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Presidente
  Schifani buonasera. Sono qui. Ci siamo conosciuti a Salina  Grande,
  se lo ricorda no? Io quel giorno, probabilmente anche oltrepassando
  i  limiti del garbo istituzionale che pure le sarebbe stato dovuto,
  mi  sono permessa di dirle che, politicamente su questa cosa, sarei
  stata  una  spina nel fianco, glielo dico ovviamente con  tutto  il
  garbo che, invece, in questa sede è obbligatorio.
   Abbiamo  presentato  anche noi un ordine del giorno  a  mia  prima
  firma,  insieme  ai colleghi del Movimento Cinque Stelle.  Certo  è
  chiaro  che  noi  avremmo  preferito  in  questa  sede  un  impegno
  normativo,  quindi  una  norma  che sicuramente  avrebbe  avuto  un
  significato  più  forte  rispetto a  quello  dell'impegno  politico
  dell'ordine del giorno, ma confido sulla sua serietà e sull'impegno
  che ha preso quel giorno sui luoghi dell'alluvione.
   Sono certa che nel più breve tempo possibile riusciremo a dare una
  risposta  a questi cittadini, speriamo che sia celere, ci  conto  e
  vigileremo su questo.

   SPADA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPADA.  Signor Presidente, signori della Giunta, assessore Falcone
  -  l'assessore  Falcone è impegnato, quando finisce -  io  apprezzo
  l'impegno  che  ha  messo nel trovare le risorse  da  destinare  ai
  comuni  e  soprattutto  ai privati rispetto  alle  alluvioni,  però
  quello su cui la volevo fare riflettere è non solo di prevedere  le
  risorse all'interno del bilancio della Regione, ma verificare anche
  che  poi queste risorse vengano concretamente impiegate, perché  ci
  sono  ancora realtà come quella di Pachino, come quella della  zona
  sud.
   Io  apprezzo l'ordine del giorno presentato dal collega Gennuso  e
  lo  condivido, però ci sono ancora realtà che aspettano i soldi del
  2019 e del 2021, quindi se noi prevediamo solo ed esclusivamente le
  risorse   da   destinare  ai  comuni  e  ai  privati,   senza   poi
  concretamente  farglieli prendere questi soldi, non  abbiamo  fatto
  niente.  Quindi,  le  chiedo un impegno  concreto  per  cercare  di
  aiutare   queste  persone  che  soffrono  doppiamente  il   disagio
  dell'alluvione e quelli degli anni passati.

   SAFINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAFINA. Signor Presidente, assessore, devo dire la verità, che  mi
  ritengo insoddisfatto dalla sua precisazione, perché l'altro giorno
  parlavamo di quindici milioni di ristori per i privati, oggi stiamo
  parlando di cinque milioni di ristori per i privati.

   FALCONE, assessore per l'economia. 15 milioni erano complessivi.

   SAFINA.   Quindi,   Assessore,   diciamo   che   stiamo   giocando
  sull'ambiguità. Ma ciò nondimeno, io penso che cinque milioni siano
  veramente pochi, perché le assicuro che alcuni comuni, tra i  quali
  quelli  della provincia di Trapani, hanno già stimato che  i  danni
  sono  oltre dieci milioni solo in provincia di Trapani,  e  abbiamo
  assistito a ciò che è accaduto a Messina, abbiamo visto ciò  che  è
  accaduto  nelle campagne del ragusano e del siracusano, con  intere
  imprese  che non hanno ancora ripreso la loro attività, e quindi  i
  cinque milioni rappresentano una mera mancia.
   Io chiedo al Governo di fare molto, molto molto di più.

   CARTA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARTA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore  Falcone,
  in riferimento alla discussione sulla nomina dei revisori contabili
  e  degli enti locali, abbiamo appena ascoltato l'onorevole De  Luca
  che ci ha invitati a fare una norma che possa essere più definita e
  più,  diciamo, sottoposta, a quello che è il regime di  contabilità
  degli enti locali, ma soprattutto una norma che metta a riparo  dai
  costi  e  dagli  eccessivi rimborsi che oggi ogni comune  siciliano
  deve ai revisori che vengono estratti nei vari consigli comunali.
   Noi  chiediamo al Governo di trattarla come un'iniziativa propria,
  e  di  calendarizzarla  nel metodo legislativo  parlamentare  nelle
  prossime  sedute,  e  fare sì che questo emendamento  che  noi,  in
  accordo  con  il  Governo abbiamo ritirato,  venga  trattato  nelle
  prossime iniziative governative.

   PRESIDENTE. Assessore, non è necessario, penso.

   DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io prendo
  atto di quanto dichiarato dall'assessore Falcone e della volontà di
  riprogrammare  alcuni  fondi  nella  prossima  Giunta,  però,  come
  anticipato  da  alcuni  colleghi, sappiamo benissimo  che  i  fondi
  riprogrammati  arriveranno  con  notevole  ritardo  rispetto   alle
  necessità soprattutto quelle dei privati che hanno subito danno che
  sono estremamente e dannosamente attuali.
   Allora,  io  quello  che  volevo  chiedere,  signor  Presidente  e
  assessore  Falcone, è un impegno del Presidente  Schifani  e  della
  Giunta  tutta  affinché una norma che abbia a valere sui  fondi  di
  bilancio  sia  concordata  sin d'ora  da  inserire  nella  prossima
  finanziaria  quanto meno per quanto riguarda i ristori ai  privati,
  perché  immaginare di ristorare i privati fra uno, due o  tre  anni
  ossia   quando  arriveranno  le  riprogrammazioni  con   tutte   le
  difficoltà correlate anche alla rendicontazione di questi fondi, mi
  sembra  veramente una presa in giro quanto meno nei  confronti  dei
  privati.
   Per  cui nei confronti delle strutture pubbliche io lo capisco che
  agiamo  riprogrammando dei fondi, ma i risarcimenti ai privati  non
  ci possiamo basare solo su questi perché arriveranno troppo tardi e
  perché saranno anche difficilmente spendibili.
   E  allora  se uno sforzo lo dobbiamo fare perché ricordiamoci  che
  quello che è successo in parte è colpa della natura che giustamente
  non  ci possiamo fare niente, in parte anche della cattiva gestione
  da  parte  dell'ultimo  Governo  dei  fondi  relativi  al  dissesto
  idrogeologico che, nonostante siano notevoli, non sono stati  spesi
  e  allora  quanto  meno  sarebbe il minimo che  questo  Governo  si
  impegnasse  sin d'ora a inserire nella prossima manovra finanziaria
  dei  ristori  adeguati e immediatamente spendibili  e  gradirei  da
  parte  del Presidente Schifani, che sono sicuro ad essere sensibile
  a questa materia, un impegno concreto dichiarato sin d'ora.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'articolo 6.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)


                  Presentazione di ordini del giorno

   PRESIDENTE. Sono stati presentati otto ordini del giorno: l'ordine
  del  giorno  numero  3 "regionalismo differenziato";  l'ordine  del
  giorno il n. 4 "rifinanziamento dei consorzi di bonifica"; l'ordine
  del  giorno  n. 5 "la digitalizzazione"; l'ordine del giorno  n.  6
  "sisma  2018";  l'ordine  del  giorno  n.  7  "presidi  ospedalieri
  disagiati"; l'ordine del giorno n. 8 "moratoria energia";  l'ordine
  del giorno n. 9 "eventi meteo Trapani" e l'ordine del giorno n.  10
  "Sud  Siracusa". Sono stati appena presentati gli ordini del giorno
  n.   11  e  n.  12.  Invitiamo  il  Governo  ad  accoglierli   come
  raccomandazione.


            Votazione finale del disegno di legge n. 100/A

   PRESIDENTE.  Possiamo procedere alla votazione finale del  disegno
  di legge sulle variazioni di bilancio.

   DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha la facoltà.

   DE  LUCA CATENO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente
  della Regione, noi comunichiamo il nostro voto, non possiamo votare
  favorevole a questo provvedimento, ma quanto meno oggi ci  possiamo
  astenere   rispetto  a  un  provvedimento  che  abbiamo  in   parte
  contrastato e per quello che è l'articolo 1 sui sostegni ai  comuni
  abbiamo  detto e abbiamo sostenuto in Commissione bilancio  con  il
  nostro  rappresentante Matteo Sciotto anche l'aumento delle risorse
  che  originariamente erano state predisposte da parte  del  Governo
  sicuramente insufficienti.
   Invito il Governo, stavamo preparando un ordine del giorno ma  non
  ci siamo riusciti con i tempi, quindi se l'assessore per l'economia
  vorrà  un attimo ascoltarmi - tanto siete della maggioranza  quindi
  poi  potete parlare - Assessore lei ha partecipato ad una  delibera
  di  Giunta,  la n. 138 del 31 marzo 2021, smaltimento  dei  rifiuti
  iniziative, questa era una delle tante delibere di Giunta cabriolet
  che  avete fatto col Governo Musumeci, dove destinavate 45  milioni
  di  euro  per sostenere i Comuni sugli extra costi per il trasporto
  dei rifiuti.
   Ebbene,  Assessore,  è  una delle tante delibere  cabriolet  senza
  copertura  finanziaria che ad oggi i Comuni ancora attendono  e  lo
  dico al Presidente Schifani perché quanto sta costando il trasporto
  all'estero  dei  rifiuti, onestamente, già è da  qualche  anno  che
  soprattutto  le  città virtuose come Messina, Presidente  Schifani,
  che  dall'8  per  cento in tre anni - là c'era un  sindaco  che  si
  chiamava  De  Luca  - è arrivata quasi al 60 per  cento.  Tutto  il
  risparmio  che  dovevamo  riconoscere sulla  Tari  purtroppo  si  è
  bruciato  proprio perché per una responsabilità non dei Comuni,  ci
  siamo  trovati ora a dover pagare gli extra costi per quello che  i
  sono  i rifiuti che stanno andando all'estero, delibera n. 138  del
  2001.
   Io  mi  auguro  che da parte sua non ci siano mai  delle  delibere
  cabriolet  come  queste - poi ce ne sono altre se vuole  gliene  do
  copia - mi auguro che il Governo trovi le risorse per dare un'altra
  risposta importante soprattutto a chi si sta impegnando a  fare  la
  raccolta  differenziata  perché, veda, è stato  un  boomerang:  più
  raccolta differenziata abbiamo fatto, più è aumentato l'umido,  più
  ci  sta costando e allora perché i messinesi - faccio un esempio  -
  devono  continuare a fare la raccolta differenziata? E' logico  che
  diventa  diseducativo, volevamo introdurre la Tari,  come  è  stato
  fatto  già a Santa Teresa di Riva, dove c'è stato un sindaco sempre
  di  nome   De  Luca, dove la raccolta differenziata arruolata  pure
  all'80  per  cento  lì  siamo riusciti ad applicarla,  ora  con  il
  sindaco  Danilo  Lo  Giudice, a Messina no. Quindi  mi  auguro  che
  questa  delibera  venga  riproposta con le  coperture  finanziarie,
  quanto  meno per dare una risposta alla meritocrazia, cioè i comuni
  che realmente si stanno impegnando.
   Per  quanto  riguarda l'ultimo argomento che voglio affrontare  su
  questo, intanto formulo i miei personali auguri al Presidente della
  Commissione   Antimafia  Antonello  Cracolici,  al   Vicepresidente
  Riccardo Gennuso e Ismaele la Vardera, già sono arrivati i  segnali
  da  parte  di certi mondi sono impauriti. Io spero che facciate  un
  buon lavoro e quindi i miei più sinceri auguri, questo ve lo voglio
  dire personalmente.
   Voglio  aggiungere  ancora un altro elemento  sempre  a  beneficio
  dell'Assessore  Falcone, Assessore noi abbiamo  presentato  già  il
  disegno di legge per l'esercizio provvisorio e abbiamo messo aprile
  2023, abbiamo anche presentato un ordine del giorno in tal senso  e
  non  lo  stiamo facendo perché vogliamo prevaricare il Governo,  lo
  stiamo  facendo  perché è indispensabile che si  faccia  un  quadro
  complessivo di come stanno le cose, non solo per quanto riguarda il
  bilancio  della  Regione e delle Partecipate e  quindi  il  sistema
  pubblico regionale allargato ma soprattutto anche dei fondi   extra
  bilancio,   anche  perché  ritengo  che  con  un  buon  lavoro   in
  Commissione bilancio  e in Commissione UE si possa anche vedere  di
  mettere  su  fondi  extra  bilancio  alcune  spese  che  riguardano
  attualmente  la gestione corrente o come fu fatto nel 2009  e  2010
  con il Presidente Raffaele Lombardo.
   Questo credo che diventa indispensabile perché se noi - e concludo
  Presidente  -  non cerchiamo di integrare in modo sinergico   anche
  quelle che sono le risorse extra bilancio, come POC - FSC ed altro,
  con  quelle  che  sono purtroppo le necessità  del  bilancio  della
  Regione  e  delle sue Partecipate, rischiamo che questa  operazione
  verità si faccia al 10 per cento.
   E  allora  io invito sommessamente il Presidente della  Regione  e
  l'Assessore  per l'economia di valutare seriamente la presentazione
  del  disegno  di legge, tanto ormai siamo in esercizio provvisorio,
  credo  che anche l'ipotesi di portare in questa Aula il disegno  di
  legge  di  bilancio e della legge di stabilità sia naufragata,  non
  faccia l'errore di farlo al 31 gennaio e poi al 28 febbraio come il
  suo  predecessore   Armao meravigliao'. Sia,  da  questo  punto  di
  vista, serio.
   Dopodiché  se la concluderemo al 31 di marzo ha vinto lei,  perché
  intanto  ci  siamo dati un termine all'orizzonte ben  preciso,  nel
  rispetto  delle norme, poi se noi lo approviamo due mesi  prima  ha
  vinto lei. Non faccia al contrario però, ecco Assessore, questo  mi
  permetto di dire sommessamente.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole De Luca.  Se  non  ci  sono  altri
  interventi possiamo votare.

   CATANZARO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Presidente, si deve abituare a  guardare  a  sinistra,
  perché vedo che guarda solo a destra.

   PRESIDENTE.  Ma  se  ho dato la parola sola a sinistra,  onorevole
  Cracolici come lo può dire?

   CATANZARO.  Governo,  onorevoli colleghi, intervengo  intanto  per
  fare  un  grande  in bocca al lupo di buon lavoro alla  Commissione
  Antimafia  che  si è insediata e vede, a nome mio  e  al  nome  del
  Gruppo,  fare  gli  auguri  all'onorevole  Cracolici,  ma  a  tutto
  l'Ufficio  di Presidenza, con i due i vicepresidenti La  Vardera  e
  Gennuso e per noi è un fatto importante.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Auguri a cui si associa tutto il Parlamento.

   CATANZARO.  Dopodiché,  in merito alla dichiarazione  di  voto  di
  questa   variazione  di  bilancio,  noi  non  possiamo  non  votare
  contrario.  Ma  lo dico perché, sì è vero, nelle ultime  ore  siamo
  riusciti  a fare un buon lavoro, come dire, con grande capacità  di
  mediazione   tra  maggioranza  ed  opposizione  e   riteniamo   che
  all'articolo 1 è vero che abbiamo fatto un grande sforzo dai 20  ai
  48 milioni di euro per i comuni. Però è come quando si va a scuola:
  si va bene, però non è eccellente, potevamo fare tanto altro.
   È  vero  anche che vi avevamo detto, sia in Commissione, ma  anche
  questa mattina nell'intervento iniziale, che non serviva portare in
  Aula  ed  inasprire  gli  interventi  iniziali  su  norme  che  non
  c'entravano  nulla con la variazione di bilancio. Mi  riferisco  ai
  revisori o e ai commissari, perché quelle sono argomentazioni  che,
  dal  nostro  punto  di  vista, dobbiamo  avere  anche  la  capacità
  politica  di  affrontare nella sede opportuna, che è il Parlamento,
  ma  nei  momenti corretti che non sono quelli di una variazione  di
  bilancio,  perché oggi quello che noi dobbiamo dare ai siciliani  è
  una variazione per le emergenze.
   Poi  -  l'ha detto anche l'onorevole De Luca - noi siamo convinti,
  assessore  Falcone,  al di là della sua idea di  potere  procedere,
  però noi siamo convinti, per non cascare nei tranelli del passato e
  nell'idea, come alcune volte ho sempre sostenuto io, della  finanza
  creativa, di non fare gli errori che abbiamo fatto, con quello  che
  deve essere l'esercizio provvisorio.
   Inoltre  mi accingo a chiudere dicendo che sull'argomento  ultimo,
  che  è  stato quello delle alluvioni, io direi al Governo regionale
  attuale  di  avere  grande  prudenza nel  procedere  e  nell'andare
  avanti,  perché sono tanti e tante le nefandezze del  passato,  per
  cui  tanti privati attendono ancora i ristori. E lo dico per  tanti
  privati dal 2018, 2019, con delle cose che non sono mai arrivate.
   E  allora, dico, dobbiamo avere grande rispetto per le delle  cose
  che  accadono, per cui nessuno può fare nulla, però,  nello  stesso
  tempo,  dobbiamo essere presenti ad intervenire con norme concrete.
  Perché  è chiaro, sì gli ordini del giorno sono importanti,  ce  ne
  saranno  sei,  sette,  otto,  e siamo pronti  a  votarli;  però  lo
  sappiamo tutti dentro quest'Aula che gli ordini del giorno  possono
  impegnare  il governo, però poi gli impegni non sono la concretezza
  delle cose. E quindi, per questo, il Partito Democratico esprime il
  voto  contrario, con la consapevolezza, nel proseguo,  di  iniziare
  una  proficua  collaborazione che serve a dare i risultati  per  il
  territorio siciliano, per le Siciliane e i Siciliani.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne
  ha facoltà.

   DE  LUCA ANTONINO. Signor Presidente, il Movimento 5 Stelle voterà
  contrario  all'approvazione di questa  variazione  di  bilancio.  I
  motivi li abbiamo già esposti più volte, sia in sede di discussione
  generale,  che  in  sede di discussione dei  singoli  articoli.  Ci
  auguriamo che i prossimi strumenti finanziari siano titolari di una
  visione di Sicilia un attimino più alta di quella che il Governo ha
  mostrato sinora. Ovviamente ci rendiamo conto che è ancora il primo
  mese  e quindi ci sarà spazio per il confronto sui temi di maggiore
  interesse.
   Bocciamo  questa variazione perché, seppure apprezziamo lo  sforzo
  fatto  sui  comuni,  non accettiamo che non  sia  stato  tenuto  in
  considerazione  quello che  doveva essere un argomento  trasversale
  che   avrebbe  dovuto  vedere   le  parti  del  Governo  unite   su
  un'emergenza molto grave,  appunto questa delle alluvioni.
   Gli  argomenti  tecnici dovrebbero lasciare  lo  spazio  a  quelli
  veramente   importanti  per  la  cittadinanza,  perché  quando   si
  verificano  dei  fatti  così  gravi,  come  quelli  a  cui  abbiamo
  assistito  in  queste settimane, non possono essere  trascurati  da
  quello che è, per eccellenza, un Parlamento.
   Questi sono i motivi per cui voteremo contrari.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Laccoto.  Ne  ha
  facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente,  Governo,  per  annunciare  il  voto
  favorevole  del  Gruppo Prima l'Italia-Lega  anche  perché  abbiamo
  apprezzato  lo sforzo del Governo che ha, nonostante i tempi  molto
  ristretti, ha tentato di dare delle risposte significative.
   Mi  riferisco soprattutto all'avere accettato - anche se minimo  -
  l'aiuto ai comuni e ad aver aumentato quelle che erano le somme già
  previste dalla variazione di bilancio.
   Diamo atto all'Assessore Falcone ed al Presidente della Regione  e
  a  tutta  la  Giunta  che  hanno dato ascolto  a  questo  come,  mi
  riferisco  anche  a quella che è una norma obbligatoria  a  seguito
  della  sentenza della Corte Costituzionale, per quanto riguarda  le
  somme del Piano sanitario perché questo era un obbligo di legge.
   Quindi,  bene  ha fatto il Governo a portarla in Aula,  ricordando
  quello che dice la Corte Costituzionale.
   La  Corte  costituzionale dice che le somme  del  Fondo  sanitario
  devono servire ad innalzare i LEA e soprattutto a fare prevenzione.
   La  vicenda  di cercare di evitare che ci siano le lungaggini  per
  quanto   riguarda   le  liste  di  attesa,  per   quanto   riguarda
  specialmente gli esami strumentali che possono anche salvare  delle
  vite, credo che vada anche in questo senso.
   Credo  che  però  il  Governo,  così  come  ho  detto  nella   mia
  dichiarazione di questa mattina, dovrebbe fare uno sforzo  anche  a
  livello nazionale soprattutto per venire incontro ai comuni che  si
  trovano in regime di salvaguardia. In Sicilia sono più di duecento.
   In  queste condizioni con l'aumento da 1000 per cento, rispetto  a
  quello  che era il 2022, dal primo gennaio io credo che  si  voglia
  sacrificare tutti i comuni della Sicilia.
   Per  questo  chiedo l'impegno del Presidente della Regione  e  del
  Governo  tutto, Assessore Falcone, Assessore per gli  enti  locali,
  perché si ponga fine a questa sperequazione nei riguardi degli enti
  locali della Sicilia.
   Questa  scusa  e  del  regime  di  salvaguardia  sta  mettendo  in
  ginocchio le comunità siciliane.
   Per cui mi fermo a questo apprezzando lo sforzo del Governo che  è
  stato lo sforzo anche con i tempi brevi.
   Certamente l'avere fatto quella norma che porta al giuramento  del
  Governo  di fronte all'Assemblea regionale, secondo me,  ha  creato
  problemi di lungaggini.
   Questa  norma,  credo,  che  vada  rivista  nel  corso  di  questa
  legislatura per evitare che accadano quei ritardi che sono accaduti
  questa volta.

   PRESIDENTE.  Ha chiesto di parlare l'onorevole Nicolò Catania.  Ne
  ha facoltà.

   CATANIA   NICOLO'.   Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  Presidente  della  Regione,  non  anticipo  voto  che,  ovviamente,
  riserviamo  poi  alla  dichiarazione  del  Capogruppo   ma   volevo
  semplicemente  fare alcune raccomandazioni - se mi è  consentito  -
  apprezzando il lavoro del Governo che, preso da tempi strettissimi,
  ha  creato anche una condizione per poter dare ossigeno un  po'alle
  condizioni  all'economia della nostra Regione, anche rispetto  alle
  cose che sono state dette sugli enti locali e sui comuni.
   E' uno sforzo sicuramente ammirevole che noi abbiamo apprezzato  -
  e  non  solo - ma abbiamo creato anche condizione di collaborazione
  laddove questo è stato possibile.
   Il  comma 2 dell'articolo 1, ovviamente, è il frutto anche di  una
  collaborazione  ad  un  mio  emendamento  che  dà  ai   comuni   la
  possibilità  di poter aprire di nuovo le variazioni di bilancio  ed
  incamerare  nel  2022 dette somme e, altrimenti,  e  avremmo  fatto
  qualcosa  che  non  era da subito utile. Questa collaborazione  nel
  costruire  anche  un  percorso normativo che possa  essere  il  più
  adeguato  possibile,  ovviamente, viene  meno  rispetto  ad  alcune
  questioni  che  sono  urgenti  anch'esse  e  qui  mi  riferisco  al
  Presidente  e  all'assessore Falcone che  hanno  con  me  condiviso
  alcuni momenti in particolare col Gruppo parlamentare.
   Noi  abbiamo  fatto degli ordini del giorno per  alcune  questioni
  importanti, siamo convinti che il lavoro e il proseguo del  Governo
  ci  metterà  nelle  condizioni  di  potere  osservare,  come  dire,
  esigenze  che  il territorio tutto ha. Ci sono altre questioni  che
  hanno   un'urgenza,  ne  dico  una  fra  tutti:  il  convento   per
  audiofonolesi di Marsala. Sono bambini portatori di handicap e  che
  oggi  non  vedono  la  prosecuzione della loro  attività  didattica
  perché  con  l'istituto  non ho avuto il contributo  rispetto  alla
  circolare nel settembre del 2022. Avevamo proposto, avevo  proposto
  la  mia  firma,  un  emendamento di 130 mila  euro  per  riattivare
  l'attività  didattica di questi ragazzi che arrivano  da  tutta  la
  Sicilia,  da tutta Italia. E' un convitto nazionale e, quindi,  noi
  ci  auguriamo che, tra le altre cose, con il modo collaborativo con
  cui  abbiamo  trattato anche in Commissione da tutto il  resto,  si
  possa  creare  quanto meno un momento di risposta in  provvedimenti
  che  arriveranno  successivamente.  Di  questo  sono  fiducioso   e
  ringrazio  il  Governo  qualora vorrà  prendere  anche  un  impegno
  formale rispetto a queste tematiche che sono state avanzate.

   PACE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PACE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  signor  Presidente
  della  Regione. Io per preannunciare il voto favorevole del  Gruppo
  politico  della  Democrazia Cristiana e al di là dei  meriti  della
  manovra,   seppure   con   un   provvedimento   d'urgenza,   voglio
  sottolineare quello che è stato sotto l'opinione pubblica, sotto  i
  riflettori  dell'opinione  pubblica  negli  ultimi,  nelle   ultime
  settimane:   la   tenuta  della  maggioranza,  il  balletto   della
  maggioranza, lo spettacolo della maggioranza. Nessuno lo ha  voluto
  sottolineare, sicuramente magari lo farà il Governo. Oggi  è  stata
  invece  una bellissima prova, almeno fino a questo punto per  tutte
  le votazioni degli articoli e degli emendamenti, della tenuta della
  maggioranza.
   Se la maggioranza ha tenuto vuol dire che c'è un buon clima e vuol
  dire che, soprattutto, c'è un grande rispetto nella distinzione dei
  ruoli  fra il Governo, i nostri uomini e donne che fanno parte  del
  Governo, e chi fa un lavoro seppur  sporco' in Parlamento. E quindi
  è  un  messaggio  che  deve passare: la maggioranza  eletta  il  25
  settembre,  il  Governo  eletto il 25 settembre,  al  di  là  degli
  scossoni  e di quello che è successo e che è stato sotto gli  occhi
  di  tutti,  oggi  ha  dato  una prova, indipendentemente  se  siamo
  quaranta. Oggi nemmeno l'opposizione, probabilmente, e non si  fidi
  delle  apparenze,  non si fidi delle apparenze collega  Dipasquale,
  glielo  dico con tutto l'affetto. Nemmeno i numeri dell'opposizione
  ritornano e non si fidi delle apparenze.
   Ritengo  e  chiudo: era giusto rimarcare, al di là della  bontà  e
  dell'atto amministrativo, soprattutto per quanto riguarda  l'occhio
  attento  per  i  Comuni, per l'agricoltura, per la promozione,  per
  quanto riguarda la sanità, ma soprattutto il dato politico che deve
  emergere oggi è che la maggioranza attorno all'onorevole presidente
  Schifani c'è e ci sarà ancora.

   CARTA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARTA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, signor  Presidente
  della  Regione.  Per dichiarazione di voto del  Gruppo  Popolare  e
  autonomisti, noi siamo stati i primi a discutere del meccanismo  di
  salvaguardia e speriamo che il governo regionale lo tratterà  nella
  prossima finanziaria. Siamo stati i primi a discutere del costo  di
  energia  sproporzionato  per  gli enti  locali  e  per  le  aziende
  siciliane.
   Abbiamo  notato  che nella variazione è stata compresa  una  cifra
  importante   per   internazionalizzare   l'agricoltura   siciliana,
  speriamo  che tutto il territorio siciliano sia esposto e  trattato
  nella  stessa  maniera.  Rimaniamo disponibili,  ancora  una  volta
  invitiamo  il  governo regionale a farsi proprio la  questione  dei
  revisori contabili negli enti locali e che la Sicilia possa  essere
  divisa in equa parte per garantire ai comuni di non spendere  tanto
  ma soprattutto di avere un servizio efficiente ai consigli comunali
  di  non  rischiare di avere pareri così lunghi da fare esaltare  le
  varie  udienze consiliari nei vari comuni. E siamo favorevoli  pure
  al fatto che la Commissione tecnica per l'Assessorato territorio  e
  ambiente  diventa  gratuita, nemmeno di rimborsi  spesi,  e  quindi
  siamo ancora convinti del nostro parere e favorevole a questa  mini
  manovra  che  vede  centrale  e Governo  regionale  e  soprattutto,
  Presidente, noi siamo leali come siamo stati leali e finta al primo
  giorno  e  siamo convinti che questa maggioranza affronterà  questo
  questa  variazione di bilancio nella stessa maniera come affronterà
  la prossima finanziaria.
   Presidente, noi la invitiamo ad essere velocissimi per riempire il
  bilancio  e  per  scongiurare qualsiasi tentativo  di  lasciare  la
  Regione  senza  lo  strumento finanziario e dare la  possibilità  a
  tutti  gli  organismi regionali diretti e indiretti  di  avere  gli
  stipendi, di essere trattati civilmente e soprattutto di non  avere
  ancora  una  volta la impossibilità di recepire gli stipendi  e  di
  avere  ancora  una  volta  conseguenze di carattere  finanziario  e
  sociale.

   PELLEGRINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PELLEGRINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, nonostante  il
  ritardo  per  note ragioni personali devo dire che  ho  trovato  un
  clima  assolutamente armonioso all'interno di quest'Aula.  Però  ho
  visto  che  vi è una discrasia tra l'ufficialità e la sostanzialità
  dell'attività  dell'Aula nel senso che ho trovato un  contrasto  ai
  principi  e  una  contraddizione  con  i  principi  della  logicità
  all'interno  di  quest'Aula  ed  è la  coerenza  politica.  Secondo
  l'opposizione,  ho  capito, che c'è un concetto,  un  principio  io
  approvo. la memoria magari, la manovra ma non la voto.
   Ora,  io  capisco  che sostanzialmente quindi  in  questo  momento
  l'opposizione secondo la dichiarazione, la dichiarazione  di  voto,
  ha detto io la manovra l'approvo, l'apprezzo però non la voto.
   Noi  siamo  in  questo  momento e ci troviamo  nell'Aula,  noi  ci
  troviamo  nell'Aula  dei  siciliani,  ci  troviamo  nell'Aula   del
  Parlamento   dei   siciliani   e   quanto   meno   invito,   invito
  l'opposizione,  invito  le forze democratiche  dell'opposizione  ad
  astenersi.  Io in questo momento dico all'opposizione è  un  invito
  che  rivolgo  all'opposizione.  astenetevi.  Mi  pare  che  sia  il
  comportamento politico più logico? quindi rispetto a quello  che  è
  il  vostro atteggiamento sostanziale e il vostro apprezzamento  nei
  confronti  della manovra. Quindi diamo l'immagine ai siciliani  che
  effettivamente si lavora per la Sicilia, si lavora per i siciliani,
  si  lavora insieme all'interno dell'Aula dei siciliani e quindi noi
  ovviamente  la  nostra  dichiarazione di voto  è  favorevole  è  un
  invito, ripeto, da parte del gruppo di Forza Italia all'opposizione
  che  siano  coerenti,  che  sia coerente  l'opposizione  e  che  si
  astenga.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Pellegrino.
   L'ultimo  intervento è dell'onorevole Assenza e poi ha chiesto  di
  parlare  l'assessore Di Mauro. Vuole intervenire anche  l'onorevole
  Dipasquale. Onorevole Assenza, prego.

   ASSENZA.  Signor Presidente, solo a conclusione di  una  giornata,
  per  alcuni  versi  anche  abbastanza  concitata  e  convulsa,  per
  annunciare  il voto favorevole alla manovra così come alla  fine  è
  emendata  dal  Parlamento  del  gruppo  di  Fratelli  d'Italia  che
  permettetemi di ringraziare sia per la presenza dell'intero  Gruppo
  ad  eccezione del collega Cannata ha impegnato nei lavori d'Aula in
  Parlamento nazionale, ma l'intero Gruppo è stato presente dal primo
  all'ultimo momento e ha partecipato a tutte le votazioni e, quindi,
  il Governo Schifani può serenamente continuare a contare sul nostro
  convinto e fermo appoggio.
   Una  manovra  che  non  ha  fatto altro che  prendere  atto  delle
  immediate  esigenze  dei siciliani ed apportare  al  bilancio  quei
  necessari  correttivi emersi in corso d'opera  rispetto  all'azione
  del Governo nei mesi precedenti.
   Credo  che  l'assessore Di Mauro sentirà il bisogno di intervenire
  per  rassicurare l'onorevole De Luca che non c'era nessuna cambiale
  cabriolet  per i comuni dell'Isola per quanto riguarda il trasporto
  extra   regionale   e   che   ci   si  sta   muovendo   all'interno
  dell'Assessorato  per  individuare  al  più  presto  le  linee   di
  interventi e i criteri degli stessi interventi.
   Mi piace anche ricordare che anche il tentativo per la verità - me
  lo  consenta  -  forse un po' fuori luogo della richiesta  di  voto
  segreto  non  ha  avuto  migliore sorte. Se  riservassimo  il  voto
  segreto veramente alle cose eccezionali, che riguardano, a norma di
  Regolamento magari, le persone e i singoli nominativi forse faremmo
  un miglior servizio alla collettività.
   Quindi,   grazie  all'Assessore  al  bilancio,  grazie  all'intero
  Governo,  grazie al Presidente Schifani per avere portato  in  così
  breve tempo una manovra all'attenzione di questo Parlamento che  il
  Parlamento,  al  di  là di qualche discrasia,  ha  complessivamente
  accolto  positivamente  e  ritengo che verrà  approvata  con  larga
  maggioranza.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, io ne avrei fatto veramente a  meno
  di  intervenire per due motivi. Uno perché - faccio il  riferimento
  all'intervento del collega Pellegrino, a cui faccio le condoglianze
  perché  è stato colpito familiarmente da un lutto  e su questo  gli
  sono  vicino  e  gli  siamo vicini tutti e poi perché  siamo  tutti
  stanchi, avrei voluto non intervenire - siccome è la seconda  volta
  - collega Pellegrino - che lei interviene in Aula e io lo farò ogni
  volta se lei ha intenzione di assumere questo ruolo all'interno del
  Parlamento  di  provocare il Partito Democratico, di  provocare  le
  opposizioni,  cioè lei ha trovato pane per i suoi denti  perché  ha
  detto  una  cosa che è estremamente fasulla, cioè che  noi  abbiamo
  esaltato,  abbiamo riconosciuto questa variazione come chisà  quale
  degli  strumenti finanziari di grande valore, di grande significato
  e, quindi, in maniera incoerente poi votiamo in maniera contraria.
   Io capisco il momento, che sicuramente non è dei migliori, che non
  l'ha  messo in condizione di seguire bene i lavori d'aula e lei  ha
  tutte le giustificazioni, però siccome siamo in un Parlamento e poi
  le  cose che diciamo rimangono agli atti, noi abbiamo rilevato  sin
  dalla  discussione generale e poi nei singoli articoli e poi con  i
  singoli  emendamenti  tutte  le  carenze  che  c'erano  in   questa
  variazione di bilancio.
   L'abbiamo  detto in maniera chiara, l'abbiamo detto  articolo  per
  articolo,  l'abbiamo  detto intervento per  intervento  e,  quindi,
  dopodiché  noi  abbiamo votato contrario. Quindi non  è  così,  noi
  abbiamo  e  riteniamo questo strumento finanziario  insoddisfacente
  per  un  milione  di  motivi  e per questo  motivo  abbiamo  votato
  contrario  e  per questo motivo votiamo contrario. Però,  ecco,  la
  prego  si  deve  spogliare  di  questo  ruolo  di  provocatore  nei
  confronti  dell'opposizione,  perché  noi  questo  fronte  non   lo
  vogliamo  aprire ma se lei ovviamente intende aprirlo con  noi  non
  mancheremo al ruolo di difesa perché ci siamo abituati e  riusciamo
  ad interpretarlo in maniera eccellente.

   DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  Intervengo  per  chiarire  e rassicurare il  Parlamento  in  ordine
  all'intervento  che  ha  fatto l'onorevole De  Luca.  La  questione
  riguarda  la delibera 138 del 31 marzo del 2021 in cui  il  Governo
  precedente,  dopo  avere  fatto  n  un'attenta  valutazione   della
  capacità di ricevere indifferenziata da parte delle discariche,  ha
  ritenuto di appostare una indicazione in una delibera di Giunta  di
  Governo  una somma cospicua 45 milioni, dando incarico agli  uffici
  ovviamente   di   assumere   tutte  le   iniziative   opportune   e
  consequenziali.   Non  c'è  dubbio  che  questo   è   stato   fatto
  dall'Ufficio   della  programmazione  e  questo   Governo   intende
  continuare su questa iniziativa, nel senso che i 45 milioni saranno
  le  risorse  che  a  nostro  parere allo  stato  potrebbero  essere
  necessarie.
   Tenga  conto,  onorevole De Luca, che sono pervenute  soltanto  le
  istanze  dalla provincia di Ragusa e prima di procedere a qualsiasi
  forma  liquidatoria  è  intendimento  del  Governo  sottoporre   la
  questione  intanto  alla  Commissione  Territorio  e  ambiente  per
  stabilire  i  cosiddetti criteri, perché lei  faceva  cenno  ad  un
  argomento importante alcuni comuni anzi molti comuni in Sicilia  si
  sono sforzati di fare la raccolta differenziata però si rischia  di
  essere messi allo stesso livello di quelli che lo hanno fatto,  noi
  questo  ne  terremo conto concretamente stabiliremo in  Commissione
  quarta  i  criteri per poi portarli in Giunta e una volta approvati
  nella stessa delibera di approvazione dei criteri individueremo  le
  risorse  che saranno utilizzate per garantire ai comuni  ,cosa  che
  abbiamo fatto tra l'altro oggi con l'articolo 1 di questa legge, un
  ulteriore  contributo  per  venire  incontro  a  quello  che  è  la
  collocazione della raccolta indifferenziata nelle discariche.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, possiamo  mettere  in  votazione
  finale il disegno di legge n.100/A.


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
    Variazioni al bilancio di previsione della Regione siciliana per
                   il triennio 2022/2024  (n. 100/A)

   PRESIDENTE. Indìco la votazione per scrutinio nominale del disegno
  di  legge   Variazioni  al  Bilancio di  previsione  della  Regione
  siciliana per il triennio 2022/2024  (n. 100/A).
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti                 61
   Votanti                  51
   Maggioranza              26
   Favorevoli               30
   Contrari                 21
   Astenuti                  6

                         (L'Assemblea approva)


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   BARBAGALLO.  Grazie, Presidente, se mi dà una mano a  svolgere  il
  mio intervento.
   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è vero che abbiamo finito  con  le
  variazioni  di  bilancio, ma l'onorevole Barbagallo ha  chiesto  di
  parlare  ai  sensi dell'articolo 83, vi prego di fare  quanto  meno
  silenzio.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, approfitto della presenza  in  Aula
  del  Presidente  della  Regione e dell'assessore  Aricò  perché  in
  queste  settimane,  assessore  Aricò  è  emersa  in  tutta  la  sua
  drammaticità la questione del costo delle tariffe aeree.
   Evidentemente  nella  politica che si è fatta  negli  ultimi  anni
  sull'individuare  il  numero delle tratte e le  tratte  stesse  c'è
  qualche difficoltà, perché non ha consentito l'abbattimento sperato
  in  ordine al costo generale da e verso la Sicilia. Mi riferisco in
  particolare alle tratte bandite da Trapani verso Perugia, Brindisi,
  Trieste e quelle che avrebbero dovuto essere bandite per Comiso.
   In  questo  clima  la  notizia della scorsa  settimana  è  che  il
  ministero  per  le  infrastrutture e  i  trasporti  per  bocca  del
  ministro  Salvini ha annunciato di aver dato delega, se l'assessore
  Messina  mi dà una mano e si toglie dalla traiettoria all'assessore
  e  Aricò,  ha annunciato di aver dato delega alla regione siciliana
  per  definire  il nuovo piano impositivo su Comiso e  dando  delega
  quindi alla convocazione e alla conferenza di servizi.
   Io  credo  che  non possiamo più perdere tempo e  naturalmente  va
  fatta  una verifica con le compagnie aeree, ma va fatto anche  alla
  luce  della definizione del progetto impositivo, una verifica reale
  che  possa  a  fare  abbattere i costi degli aerei  utilizzando  le
  tratte della continuità territoriale.
   Quindi sia sull'individuazione delle tratte, da e per Comiso,  sia
  sulla  conferma delle tratte da e per Trapani, o sulla  possibilità
  di  individuare nuovi aerei sulla continuità territoriale, va fatta
  una  verifica urgente affinché questo sia l'ultimo Natale in cui  i
  siciliani si vedono costretti a pagare per un Torino-Catania o  per
  un Milano-Palermo cifre in queste ore anche da 700 e 800 euro
   Quindi  la  notizia  ufficiale è che  è  stata  data  delega  alla
  Regione.  la  preghiera è quella di informare il  Parlamento  sulla
  data  di  convocazione della Conferenza, e anche quali  saranno  le
  scelte   strategiche   della  Regione   che   sono,   quanto   mai,
  indifferibili .

   PRESIDENTE. Ringrazio il Presidente della Commissione  Bilancio  e
  il  Presidente  della Regione, tutto il Governo ma,  veramente,  mi
  sento  di ringraziare tutti i colleghi parlamentari, di maggioranza
  quanto di opposizione, per avere avuto, alla fine, un atteggiamento
  di responsabilità e di sintesi.
   La  seduta è rinviata, vi faremo sapere a quando rispetto a quelle
  che  saranno  anche le idee o attività ispettiva  o  cosa  vorremmo
  portare all'ordine del giorno.

                   La seduta è tolta alle ore 18.51

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato

  ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA