regionale onorevole Catania Giuseppe Sebastiano
Presidenza del Presidente Galvagno
Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 16.36
Comunicazione relativa alla reimmissione nella carica di deputato
regionale
PRESIDENTE. Facendo seguito a quanto già annunziato nella seduta
d'Assemblea n. 90 del 24 gennaio 2024, con riferimento alla
dichiarazione di ineleggibilità dell'on. Giuseppe Sebastiano
Catania alla carica di deputato regionale comunico che, in data 30
gennaio 2024, è pervenuto ricorso in appello da parte dello stesso
deputato regionale, trasmesso dal suo legale di fiducia con PEC
protocollata al n. 2245-DIG/2024 di pari data, avverso la sentenza
del Tribunale civile di Palermo che lo aveva dichiarato
ineleggibile.
Cosicché l'efficacia dell'esecutività della sentenza del
Tribunale di Palermo, Sez. I civile, del 20 dicembre 2023 (R.G. n.
10183/2023), comunicata dall'Avvocatura distrettuale dello Stato di
Palermo a questa Assemblea regionale in data 24 gennaio 2024 (data
coincidente - come leggesi nel ricorso in appello di cui sopra -
con quella di relativa emissione ), rimane sospesa ai sensi
dell'art. 22, comma 8, del D.lgs. n. 150 del 2011.
Ne consegue altresì che l'on. Giuseppe Sebastiano Catania,
dichiarato ineleggibile a far data dal 24 gennaio 2024, è reimmesso
nella carica a seguito dell'odierna notifica telematica del
superiore appello, salva la definizione del giudizio di secondo
grado.
A tal proposito, preciso che l'onorevole Giuseppe Sebastiano
Catania, reimmesso nella carica di deputato regionale, non tornerà
a ricoprire automaticamente anche le cariche interne rivestite in
precedenza (nello specifico: componente e Vice Presidente della III
Commissione legislativa permanente Attività produttive ,
componente della II Commissione legislativa permanente Bilancio
e della Commissione parlamentare speciale per l'esame dei disegni
di legge di modifica dello Statuto e della materia statutaria ), e
ciò in conformità a quanto evidenziato dal parere reso
dall'Avvocatura distrettuale dello Stato di Palermo su analoga
fattispecie in data 24 maggio 2012.
Riepilogando, l'on. Giuseppe Sebastiano Catania:
a) dovrà dichiarare a quale Gruppo parlamentare si iscrive ed
essere nuovamente designato componente di Commissione;
b) non è tenuto a prestare nuovamente giuramento ai sensi
dell'articolo 5 dello Statuto, avendolo già prestato ad inizio di
legislatura all'atto del suo insediamento.
L'Assemblea ne prende atto.
Processo verbale, atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in assenza
di osservazioni in contrario, nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo: per la seduta
odierna [30/1/2024] l'onorevole Saverino; l'onorevole Burtone dal
30 gennaio all'1 febbraio 2024.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa a superamento o preclusione di atti di
indirizzo politico
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito dell'accettazione come
raccomandazione da parte del Governo, nel corso della seduta n. 88
del 2023-2024, degli ordini del giorno nn. 116, 119, 135, 140, 147,
154, sono da intendersi superate o precluse, rispettivamente, le
mozioni nn. 132, 134, 137, 142, 117, 141, di identico o analogo
contenuto.
L'Assemblea ne prende atto.
Per una questione pregiudiziale
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siamo all'esame della questione
pregiudiziale posta dall'onorevole Cracolici. Così come da
Regolamento, possono intervenire due colleghi a favore e due
contrari.
CRACOLICI. La posso illustrare?
PRESIDENTE. Prego, la può illustrare, onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Signor Presidente, la ringrazio. Come avevo già
annunciato, avrei a nome mio, ma anche dei colleghi del Gruppo del
PD, sottoposto una pregiudiziale alla trattazione del disegno di
legge di riordino del sistema elettorale nelle cosiddette province.
Faccio una breve considerazione iniziale. Uno dei primi disegni di
legge depositati in questa legislatura ha riguardato la possibilità
di modificare il sistema elettorale per l'elezione delle province
in Sicilia. Quindi, non aggiungo altro nel dire che per quanto mi
riguarda e per quanto ci riguarda, noi siamo dell'avviso che il
sistema elettivo di secondo grado che in Sicilia non si è mai
applicato, è un sistema che non sta funzionando, per la verità
neanche nelle regioni dove si è applicato. Quindi, siamo per
consentire l'elezione a suffragio universale degli organi delle
città metropolitane e delle province.
Fatta questa premessa, dico pure che la Sicilia credo che abbia un
primato unico, forse non credo che esista un altro tempo così
lungo: dal 2012, la provincia di Ragusa è stata commissariata e da
12 anni è commissariata Insieme alla provincia di Ragusa, man mano
che siamo andati avanti fino al 2015, no, prima del 2015, c'è stato
il commissariamento di tutte le province regionali, con esclusione
delle città metropolitane, dove l'ordinamento consentiva ai sindaci
dei comuni capoluoghi di insediarsi anche come sindaci
metropolitani. Per cui noi abbiamo sei province, le cosiddette
province minori, che sono tutte commissariate, le tre città
metropolitane che hanno tre sindaci metropolitani in quanto sindaci
del comune capoluogo, senza avere insediato gli organi. Perché
faccio questa considerazione di una cosa ovvia che conosciamo
tutti? Perché sono le ragioni per le quali pongo una questione
pregiudiziale relativamente alla norma, per palese
incostituzionalità della stessa alla luce delle pronunce ripetute,
reiterate della Corte costituzionale.
Com'è noto la legge Delrio è una legge che è stata definita e
acclarata anche dalla Corte Costituzionale come grande riforma
economico-sociale e come tale ha un'applicazione in tutto il
territorio nazionale, talmente è stata prevalente che la Regione
siciliana, quando fece la legge di recepimento della cosiddetta
Delrio , introdusse la possibilità che il sindaco metropolitano non
fosse il sindaco della città capoluogo ma uno dei sindaci della
città metropolitana eletto dagli stessi sindaci.
La Corte Costituzionale dichiarò inammissibile quella previsione
della legge regionale di recepimento, ribadendo che il sindaco
metropolitano doveva essere esclusivamente il sindaco del comune
capoluogo, questo per onore di memoria, ma soprattutto per dire
cosa? Che fino a quando il Parlamento nazionale non modifica,
abrogandola o introducendo la possibilità nella stessa legge Delrio
dell'elezione diretta a suffragio universale per tutte le province
italiane, fino a quel momento, non c'è possibilità, ad avviso di
chi vi parla, ma devo dire che questo convincimento è abbastanza
diffuso anche in alcune espressioni di valutazione che sono state
già dichiarate a mezzo stampa, di tantissimi che, ancorché dovesse
essere approvata questa legge e non impugnata dal Consiglio dei
Ministri, cosa che ritengo probabile, anche perché ho visto che
c'è una prassi che si sta sviluppando e non so per quanto tempo
questo potrà succedere, che il Consiglio dei Ministri ha in qualche
modo abbassato il livello di vigilanza sugli organi delle Regioni,
non solo sulla Sicilia ma anche sulle altre, con tutto quello che
ne consegue, però, al di là di quello che farà il Consiglio dei
Ministri, e lo dico a chi soprattutto fa di mestiere l'avvocato, sa
bene che qualunque cittadino che farà un ricorso al Tar avverso il
decreto con cui il Presidente della Regione dovrà indire le
elezioni, un minuto dopo l'approvazione della legge, su quel
decreto, se impugnato, il Tar rimetterà la valutazione della
costituzionalità della stessa legge e sospenderà l'efficacia del
decreto.
Noi, quindi, ci apprestiamo a fare una legge che, bene che vada,
per un anno, dovremo attendere il giudizio della Corte
Costituzionale, perché questi sono mediamente i tempi di giudizio
tra un ricorso alla Corte e la valutazione della stessa Corte.
Ci apprestiamo, quindi, in nome del superamento dei commissari, a
prorogare ulteriormente i commissari in Sicilia
Tra l'altro, voglio ricordare a me stesso, quando abbiamo
approvato l'ultima proroga della legge che consente la proroga dei
commissari, avevamo previsto, nella stessa legge che abbiamo
approvato, quella regionale, che la proroga si concedeva fino al 31
dicembre e la Regione avrebbe disciplinato il sistema elettorale di
tipo, come dire, a suffragio universale, sulla base del principio
che comunque dovevamo aspettare l'abrogazione o la modifica della
stessa legge, cioè già nella legge della Regione pubblicata in
Gazzetta diciamo espressamente che non possiamo fare una legge
elettorale siciliana, se non dopo quella che sarà la decisione del
Parlamento nazionale sulla Delrio .
Io credo che questa questione pregiudiziale, come dire, sia ovvia
perché stiamo procedendo al buio con tutte le conseguenze anche di
danno erariale, perché vi ricordo che per fare le elezioni ci
abbiamo messo cinque milioni di euro che già sono i costi della
Regione per sostenere l'attività elettorale, quindi con tutto
quello che ne può conseguire anche in termini di danni erariali
connessi a una spesa che attiveremo per le elezioni che non faremo.
Aggiungo, ed è la seconda obiezione di fondo, proprio quello che
ho detto sui sindaci metropolitani, ovvero che i sindaci sono già
operativi, i sindaci sono operativi per legge della stessa Regione
e della Delrio, che individua il sindaco eletto nel proprio comune
della città capoluogo, Palermo, Catania e Messina, come sindaco
metropolitano e la durata del sindaco metropolitano è connessa alla
durata del suo mandato come sindaco della città capoluogo.
Ora con questo disegno di legge non ne parliamo, facciamo
eventualmente decadere il sindaco metropolitano sulla base del
presupposto che cambiamo il sistema elettorale, ma non può un
sistema elettorale modificare le prerogative di durata di un
mandato di un sindaco, sindaco metropolitano, che è nell'esercizio
delle proprie funzioni sulla base di una legge vigente.
Ecco perché sono queste le due obiezioni principali, poi nel
merito del disegno di legge ci torneremo qualora l'Aula dovesse non
accogliere la pregiudiziale da noi proposta, perché nel merito di
questo disegno di legge voglio aggiungere che ci sono delle assenze
di previsione normativa che lasciano un buco che in materia
elettorale non è consentito, ad esempio come si attribuisce
l'assegnazione dei seggi nelle province con più di due collegi
elettorali, Catania, Palermo Messina, per cui non si capisce come
si dovrebbero attribuire; mentre la vecchia legge ne prevedeva una
modalità, addirittura qui la abroghiamo e abroghiamo anche un altro
principio che è contenuto nella stessa legge regionale con cui
abbiamo previsto l'elezione di secondo grado.
Secondo le disposizioni, così come sono state definite, siccome il
numero dei seggi è attribuito in ragione della popolazione
residente, noi avremmo il caso, ad esempio della Città
metropolitana di Palermo, in cui quasi il 60% del Consiglio sarebbe
fatto da eletti nella città di Palermo mentre il 40% nel resto
della provincia.
Nella stessa legge con cui abbiamo fatto le elezioni di secondo
grado abbiamo previsto che nessun comune da solo può superare il
45% della rappresentanza democratica della propria provincia,
questo per evitare che la città capoluogo diventi, come dire,
prevalente sul resto della città metropolitana, ma questi, ripeto,
sono temi che eventualmente affronteremo nel merito.
Ecco perché io, nel porre la questione pregiudiziale, dico ai
colleghi: attenzione, perché stiamo votando su una questione che,
comunque, se il Parlamento dovesse insistere nel fare questa legge,
sarebbe sottoposto a un giudizio di costituzionalità, con il
rischio che il giudizio di eventuale incostituzionalità
diventerebbe anche un giudizio su quest'Assemblea, che pur
conoscendo i limiti di costituzionalità, avrebbe operato in
disprezzo e in dispregio delle valutazioni costituzionali.
Io questo lo voglio dire perché ognuno si deve assumere la propria
responsabilità. Non giochiamo a nascondino, non giochiamo a mosca
cieca; ognuno si assuma la propria responsabilità di fronte al
popolo siciliano e ai propri elettori e anche come classe dirigente
della Sicilia nella misura in cui è chiamata ad assumere il voto su
una legge le cui contraddizioni sono evidenti, ribadisco, pur
essendo il PD favorevole all'elezione a suffragio universale nelle
province siciliane.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
Allora, chi vuole intervenire a favore della pregiudiziale e chi
contro? Ci sono al massimo due interventi a favore e due contrari.
Nessuno chiede di intervenire? (ai sensi dell'art. 101, comma 3,
del Reg. int.)
ARDIZZONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ardizzone. Prego,
immagino a favore.
ARDIZZONE. Grazie. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
assessori, dico, io questa puntata mi sembra di averla già vista. A
me pare, e rido in modo nervoso, di ritrovarmi in uno di quei film
in cui si è in un loop temporale e si ripetono sempre le stesse
azioni.
Signor Presidente, però, se richiede un attimo di ordine, perché
dà un po' fastidio, poi per il resto... altrimenti alzo la voce.
PRESIDENTE. Questo, però, lo facciamo valere anche per gli altri
interventi.
ARDIZZONE. Assolutamente, certo, io sono la prima
PRESIDENTE. Quando vedrò qualcuno dei banchi centrali parlare,
saranno i primi che bacchetterò, ora li vedo in religioso silenzio
ARDIZZONE. Dicevo che, oggi, mi sembra di essere in uno di quei
film in cui c'è quel loop temporale in cui certi comportamenti,
certi episodi, si ripetono di continuo perché, di solito, c'è
sempre il protagonista del film che sbaglia i comportamenti e, fino
a quando non modifica e fa le cose giuste, ripeterà quella giornata
e quegli avvenimenti in continuazione.
A me pare esattamente la stessa cosa perché ieri, per curiosità,
mi sono andata a vedere l'Aula, la registrazione dell'Aula del 10
agosto del 2017. Seduta d'Aula in cui quest'Assemblea si era già
espressa su quello che è il riordino dei liberi consorzi, delle
città metropolitane e, quindi, sulla possibilità di reintrodurre le
elezioni dirette degli organi politici.
Per chi non lo ricordasse, nel 2018, questa norma è già stata
bocciata dalla Corte Costituzionale, dichiarandola incostituzionale
e il quadro normativo che, nel 2017, era presente e che ci impediva
di intervenire in questo senso, quindi anche limitando quelle che
sono le autonomie dello Statuto speciale della Regione siciliana,
oggi, sempre per chi non lo ricordasse, è ancora vigente
Signor Presidente, quindi, chiaramente, noi siamo a favore di
questa pregiudiziale e io pongo a lei la questione, prima che
all'Aula, perché lei, signor Presidente, è garante assoluto di
quest'Aula e, anche come cita il Regolamento, lei giudica la
ricevibilità dei testi.
Quindi, chiedo a lei di assumersi la responsabilità non di votare,
di ammettere a votazione questo disegno di legge, ma anche già solo
di discuterlo, perché noi stiamo discutendo una norma che sappiamo
già essere incostituzionale e, quindi, per potere discutere lei
deve dire all'Aula con chiarezza il perché e come giustifica il
fatto di discutere questo disegno di legge.
Se la sua giustificazione, infatti, è che pare ci sia un eventuale
accordo a Roma che eviti l'impugnativa, dico che già è alquanto
grave che un'impugnativa, che ricordo essere una prerogativa
statale per la tutela di uno Stato di diritto, e, quindi, non
dipende dal colore politico di chi vi è seduto al Consiglio dei
Ministri ma, prescindendo da questo, sappiamo benissimo, come ha
detto poc'anzi l'onorevole Cracolici, correttamente, che
all'indomani dell'indizione delle elezioni chiunque faccia ricorso
lo vincerà a mani basse
E qui possiamo scommettere qualsiasi cosa. Sono pronta a fare un
passo indietro oggi, qui, in Aula, se qualcuno smentisce questa
cosa. Sarò, tra l'altro, io la prima, l'ho dichiarato, sarò la
prima a fare ricorso, anzi già gli uffici possono iniziare a
preparare la difesa E sappiate che fuori gli avvocati, studi
legali, stanno preparando le class action già per questa cosa e
vinceranno a mani basse e in questa Regione creeremo un danno
incredibile.
Non riesco, quindi, a comprendere come in quest'Aula si possa
iniziare solamente a discutere di questa norma quando tutti quanti,
poi, a un certo punto, dovremo assumerci la responsabilità
dell'approvazione di questa norma.
Signor Presidente, quindi, lo ribadisco: secondo me, e mi dispiace
doverlo dire, perché io rispetto immensamente quest'Organo, lei lo
sa, quest'Aula e la sua figura istituzionale, ma, secondo me, qui,
in questo momento, stiamo solamente scherzando e giocando.
PRESIDENTE. Chi chiede di intervenire contro? Sono tutti a favore,
allora è di buon auspicio che passi. Magari passa Va bene, ci sono
altri interventi contro?
Non ce n'è. Interventi a favore?
Ha facoltà di parlare l'onorevole Pellegrino.
PELLEGRINO. Signor Presidente, nella nota sentenza 'Cariola',
dico, è stato esplicitato dalla Corte costituzionale, a parte la
questione già brillantemente rappresentata dall'onorevole
Cracolici, che non solo pregiudica la Delrio, ed è in contrasto con
il principio di uguaglianza del voto, dice la sentenza che
pregiudica la responsabilità politica del vertice dell'ente nei
confronti degli elettori, però la Consulta, in occasione della
motivazione, ha chiesto al legislatore di elaborare, leggo
testualmente, 'norme che assicurino ai cittadini la possibilità di
eleggere in via diretta o indiretta i sindaci delle città
metropolitane'.
Quindi, in questo momento la Corte Costituzionale ha dato,
diciamo, uno spiraglio, dicendo che la Delrio è incostituzionale,
che lede il diritto di uguaglianza dei cittadini al voto, e che in
ogni caso è dato mandato alla politica di elaborare le norme che
possano assicurare ai cittadini la possibilità di eleggere in via
diretta o indiretta, quindi in via diretta, i sindaci delle città
metropolitane.
Mi pare pertanto che la norma che si sta trattando in quest'Aula
sia assolutamente costituzionale, ed è in linea con quelli che sono
i principi della Corte Costituzionale.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pellegrino. C'è l'ultimo intervento a
favore della mozione della questione pregiudiziale, scusate. C'è
qualcuno che vuole intervenire? No.
Invece aveva chiesto di intervenire per quanto riguarda quello a
favore? C'è l'ultimo intervento contrario. Ha facoltà di parlare,
contrario alla pregiudiziale, l'onorevole Figuccia.
Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Onorevole Presidente, ho sentito persino ribadire l'idea
che il Governo avrebbe l'obbligo, perché si è detto veramente di
tutto, si è fatto richiamo a ricorsi, ad elementi di
incostituzionalità.
Io vorrei ricordare a me stesso e all'Aula che, in realtà,
l'articolo 127 della Costituzione parla soltanto della possibilità,
e di nessun obbligo, e che in ogni caso la legge sulle Province non
eccede di certo la competenza della Regione, visto che all'articolo
14 dello Statuto della Regione siciliana è previsto che la Regione
abbia competenza esclusiva sul regime degli enti locali.
Pertanto, credo che sia opportuno evitare di continuare a porre
rinvii, non è soltanto, la nostra, una posizione che va contro
quello che riteniamo il peggiore inciucio nella storia della
politica siciliana degli ultimi anni, che vorrebbe vedere al voto
soltanto sindaci e consiglieri che, per carità, la loro prerogativa
è assolutamente altissima, ma poco o nulla ha a che fare con il
sistema di democrazia diretta sancito, per l'appunto, dalle
elezioni dirette.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Figuccia. Allora pongo in votazione
la questione pregiudiziale.
C'erano due interventi a favore e due contrari.
Chi è favorevole alla questione pregiudiziale si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvata)
Onorevoli colleghi, non è approvata, sono 24 voti a favore e 33
contrari, quindi passiamo avanti.
Sull'ordine dei lavori
AUTERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AUTERI. Signor Presidente volevo chiederle se fosse possibile
invertire l'ordine del giorno e trattare come primo punto la
problematica dello screening neonatale, perché trattasi di
problematica sui bambini. Chiedo quindi di invertire il secondo
punto sull'interpretazione autentica dell'articolo 10, e poi
trattare il tema delle province, che è il tema più sentito in Aula
e su cui c'è più da discutere, se possibile, signor Presidente.
PRESIDENTE. Quindi la richiesta se non ho capito male sarebbe:
primo punto screening neonatale, secondo punto interpretazione
autentica...
AUTERI. L'articolo 10, sì, e il terzo le province...
PRESIDENTE. Va bene, allora c'è una richiesta da parte
dell'onorevole Auteri, su questa richiesta si può intervenire uno a
favore e uno contro. C'è qualcuno che vuole intervenire? Se no
passiamo direttamente alla votazione.
Non ci sono interventi, allora pongo in votazione la richiesta di
inversione dei punti all'ordine del giorno, così come li ha esposti
l'onorevole Auteri.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvata)
Seguito della discussione del disegno di legge "Disciplina in
materia di funzioni, organi di governo e sistema elettorale delle
province e delle città metropolitane." (n. 319-97/A)
PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del disegno di
legge n. 319-97/A "Disciplina in materia di funzioni, organi di
governo e sistema elettorale delle province e delle città
metropolitane" posto al n. 1 del II punto all'ordine del giorno.
Onorevoli colleghi, invito il relatore e la Commissione a prendere
posto presso il banco delle Commissioni. Invito il Presidente della
Commissione, onorevole Abbate, a svolgere la relazione.
Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA
ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, Governo, il presente disegno di
legge è il risultato dell'abbinamento effettuato dalla prima
Commissione 'Affari istituzionali' di due disegni di legge
finalizzati alla reintroduzione dell'elezione a suffragio
universale diretto del Presidente del Consiglio di province e città
metropolitane, il testo normativo n. 319, presentato dal Governo
regionale e adottato quale testo base, e il disegno di legge 97,
presentato dal Partito Democratico.
La I Commissione, durante la fase istruttoria, al fine di
approfondire gli elementi principali della riforma in esame, ha
realizzato delle audizioni con esperti di diritto amministrativo,
con rappresentanti delle associazioni degli enti locali e degli
amministratori locali, nonché con commissari, rappresentanti
politici e burocrati dei Liberi Consorzi comunali e delle Città
metropolitane.
In tutte le sedi di confronto è emersa l'esigenza che agli enti in
esame siano corrisposte le necessarie risorse finanziarie per
l'espletamento dei compiti assegnati, soprattutto con riferimento
alle funzioni previste.
Dopo avere approvato talune modifiche al testo, la I Commissione
ha richiesto il parere alla II Commissione Bilancio sulla copertura
finanziaria, quest'ultima ha dato parere favorevole sugli
stanziamenti previsti per le spese relative alla realizzazione
delle elezioni e, in aggiunta, ha previsto un ulteriore
stanziamento finanziario per le spese inerenti al funzionamento
degli enti.
L'articolo 1 definisce le Province e le Città metropolitane.
Gli articoli 2 e 3 disciplinano, rispettivamente ed in maniera
analoga, gli organi di Governo delle Province e delle Città
metropolitane, ossia il Presidente, la Giunta ed il Consiglio. Il
numero degli assessori della Giunta, nominati dal Presidente, e del
Consiglio.
PRESIDENTE. Scusate, se è possibile, diamo la possibilità al
Presidente della I Commissione di potere illustrare il testo.
Grazie colleghi. Onorevole Lantieri, De Luca, cortesemente
altrimenti il Presidente sta illustrando, intanto facciamo finire
di illustrare al Presidente Abbate. Prego, Presidente.
ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Il numero degli
assessori della Giunta nominata dal Presidente del Consiglio è
eletto a suffragio universale e si suddivide in tre fasce distinte
a seconda del numero di abitanti delle province delle città
metropolitane.
In particolare, nelle province con popolazione pari o superiore a
un milione di abitanti, sono eletti 40 consiglieri. Nelle Province
con popolazione pari o superiore a cinquecentomila abitanti, sono
eletti 36 consiglieri, per quelli aventi una popolazione inferiore
a cinquecentomila abitanti, sono eletti 30 consiglieri.
Per quel che concerne i Consigli metropolitani e le Città
metropolitane avente una popolazione pari o superiore a un milione
di abitanti, sono eletti 40 consiglieri, mentre in quelli con
popolazione inferiore a un milione di abitanti, sono eletti 36
consiglieri.
In relazione alla composizione della Giunta nelle Province con
popolazione pari o superiore a un milione di abitanti, il
Presidente della Provincia può nominare un numero massimo di dieci
assessori. Nelle province con popolazione pari o superiore a
cinquecentomila abitanti, può nominare fino a massimo di nove
assessori e, infine, nelle province con popolazione inferiore a
cinquecentomila abitanti, sono nominati un numero massimo di otto
assessori.
Per quel che concerne la composizione della Giunta nelle città
metropolitana, il Presidente può nominare un numero massimo di
dieci assessori nelle Città metropolitane avente una popolazione
pari o superiore a un milione di abitanti mentre, per quelli con
popolazione inferiore ad un milione abitanti, può nominare un
numero massimo di nove assessori.
È inoltre previsto l'obbligo di rappresentanza di entrambi i
generi per almeno un quarto dei componenti della Giunta. Sono
disciplinate le cause di ineleggibilità, incandidabilità e
incompatibilità ai sensi della normativa nazionale regionale di
settore, in aggiunta, è previsto che nei Comuni aventi una
popolazione superiore a diecimila abitanti, per il Presidente, per
i consiglieri, per quanto non espressamente previsto dalla legge,
si applichi anche la normativa sulle incompatibilità e
ineleggibilità, valevole per il Presidente della Regione e per i
deputati regionali.
È disciplinato l'istituto del consigliere supplente che si attiva
per il periodo di sospensione della carica del consigliere chiamato
a svolgere l'incarico di assessore.
Infine, è regolamentata la possibilità di presentare una mozione
di sfiducia al Presidente e alla Giunta.
Gli articoli 4 e 5 disciplinano rispettivamente ed in maniera
analoga le funzioni delle Province e delle Città metropolitane.
Sono previste due tipologie di competenze inizialmente Province e
Città metropolitane continueranno ad esercitare le funzioni
previste della legge regionale 4 agosto 2015.
Successivamente, sulla base di apposite norme approvate
dall'Assemblea regionale, entro ventiquattro mesi, gli enti in
questione potranno esercitare funzione in materia di gestione anche
integrata dei rifiuti, organizzazione di servizio idrico integrato,
autorizzazione amministrativa e controlli, prevenzione e contrasto
al randagismo, attività culturali sportive e sociali, prevenzione e
contrasto alla violenza di genere.
Gli articoli 6 e 8 disciplinano rispettivamente in maniera
analoga, l'elezione del Presidente della Provincia e della Città
metropolitana. È previsto che il Presidente sia eletto
contestualmente al Consiglio (tramite una singola scheda) in un
collegio elettorale coincidente con il territorio provinciale o
della Città metropolitana. È disciplinato l'istituto dell'eventuale
turno di ballottaggio, che si verifica solo se nessuno dei
candidati raggiunga il 40 per cento dei voti validi, al turno di
ballottaggio è possibile aggiungere un collegamento con ulteriori
gruppi di candidati al Consiglio rispetto a quelli dichiarati al
primo turno.
Gli articoli 7 e 9 disciplinano, rispettivamente ed in maniera
analoga, l'elezione del Consiglio provinciale e del Consiglio
metropolitano a suffragio universale diretto con il metodo
D'Hondt'. È previsto che i collegi abbiano una dimensione
demografica compresa tra 60 e 120 mila abitanti, disciplinati per
numero e composizione da un decreto del Presidente della Regione,
previo parere della I Commissione dell'ARS.
Al fine del miglioramento della parità di genere, è previsto che
nei gruppi di candidati nessuno dei due generi possa essere
rappresentato in misura superiore ai tre quarti e, inoltre, sempre
per lo stesso fine, è prevista la possibilità di dare una seconda
preferenza da parte dell'elettore, qualora questa riguardi un
candidato di genere diverso rispetto a quello indicato nella prima
preferenza.
Il quorum per l'assegnazione dei seggi alle liste è stato fissato
al 5 per cento dei voti validi. Al fine di una corretta
rappresentanza dell'opposizione, è previsto che risulti comunque
proclamato consigliere il secondo, per numero di voti ricevuti,
candidato alla carica di Presidente della Provincia o della Città
metropolitana, sempre qualora questi abbia ottenuto almeno il 20
per cento dei voti validi.
L'articolo 10 riporta il rinvio alle disposizioni relative al
procedimento con le necessarie attualizzazioni testuali.
L'articolo 11 contiene l'insieme delle abrogazioni espresse delle
diverse disposizioni della legge regionale 4 agosto 2015, n.15 non
più compatibili con i contenuti della presente normativa.
L'articolo 12 prevede le norme finanziarie, con particolare
riferimento agli oneri derivanti dallo svolgimento delle elezioni
quantificati in 5 milioni di euro, alla regolamentazione delle
indennità di funzione e dei gettoni di presenza, ed allo
stanziamento finanziario di 2 milioni e 883 mila euro a titolo di
concorso per la copertura dei maggiori oneri a carico delle
Province e delle Città metropolitane.
L'articolo 13 prevede talune disposizioni transitorie necessarie
al passaggio tra la legislazione vigente e quella prevista dalla
riforma in esame e, infine, l'articolo 14 prevede l'entrata in
vigore nel giorno stesso della pubblicazione della legge nella
Gazzetta ufficiale della Regione siciliana.
Onorevoli colleghi, voglio, a conclusione di questa relazione,
anche su quello che è un sunto del disegno di legge che è stato
varato dalla Commissione "Affari istituzionali", ringraziare tutti
i colleghi che, per più di un anno hanno lavorato alacremente
all'interno della Commissione, per giungere a un disegno di legge
che sia il più consono possibile, vicino a quelle che sono le
esigenze, hanno partecipato tutti i gruppi parlamentari all'interno
della Commissione stessa.
Voglio veramente ringraziare tutti coloro che hanno portato il
proprio contributo.
Voglio ringraziare anche - e lo voglio ricordare, che ci ha
supportato dall'inizio, dal dicembre 2022 -, il professore Antonio
Barone, che ci ha dato un supporto normativo sulla possibilità di
poter redigere un testo di legge che non andava in contrasto con le
norme nazionali, e che potesse essere più consono possibile a
quella che era l'esigenza di attualizzare il ruolo delle province
nel nostro territorio.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
Sull'ordine dei lavori
CATANZARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, al di là della discussione generale
aperta, non voglio assolutamente entrare nel merito di quello che
pochi minuti fa è accaduto. Ritengo però che c'è un fatto
abbastanza nuovo e visibile. È accaduto che una parte della
maggioranza è uscita dall'Aula.
Nel disegno di legge sulle province, dopo che noi abbiamo posto la
pregiudiziale che è stata ovviamente bocciata, come Partito
Democratico, riteniamo che ci sono alcuni articoli profonde lacune.
Presidente, penso che questa discussione, così come la stiamo
portando avanti, non può continuare, magari si sospende per
rinviare a domani, perché è chiaro che c'è un fatto politico
importante, e quindi noi non possiamo continuare con questo clima.
PRESIDENTE. Onorevole, durante la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari si era stabilito, ovviamente l'Aula è sempre è
sempre sovrana, ma abbiamo iniziato a parlare del disegno di legge
sulle province, ovvio che in Capigruppo si era stabilito che oggi
si dovesse andare avanti per quanto riguarda la discussione
generale.
Quindi, al di là della presenza o meno di alcuni deputati e di
maggioranza e di minoranza, oggi andremo avanti, così come
stabilito dalla Capigruppo, con la discussione generale.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
intervengo sull'ordine dei lavori per richiedere il voto d'Aula per
il rinvio in Commissione del disegno di legge.
PRESIDENTE. Sospendo l'Aula per cinque minuti.
(L'Aula, sospesa alle ore 17.21, riprende alle 17.40)
La seduta è ripresa
Presidenza del Presidente GALVAGNO
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta riprende. Io purtroppo
ero fuori in questi ultimi dieci minuti, c'è un clima abbastanza
teso direi, visto e considerato che mi devo confrontare con alcuni
Capigruppo rinviamo la seduta a domani alle ore 15:00.
(La seduta, sospesa alle ore 17.40 di martedì 30 gennaio,
è ripresa alle ore 15.00 di mercoledì 31 gennaio 2024)
Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, riprendiamo i lavori alle 15.30.
(La seduta, sospesa alle ore 15.00 è ripresa alle ore 15.50)
Presidenza del Presidente GALVAGNO
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, chiedo di prendere posto.
Ci siamo lasciati dalla richiesta da parte dell'onorevole De Luca
Antonio, che non vedo in Aula, richiesta confermata, di rinvio in
Commissione.
Ricordo che possono prendere la parola un deputato a favore e uno
contro, grazie.
C'è qualcuno che chiede di intervenire? Se così non fosse,
possiamo mettere in votazione la richiesta di rinvio in
Commissione.
Chiedo ai colleghi di prendere posto, ricordo che si vota per
alzata e seduta. Chi è favorevole al rinvio in Commissione resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
disegno di legge n. 319-97/A
Comunicazione di rinvio in Commissione per approfondimenti del
disegno di legge Disciplina in materia di funzioni, organi di
governo e sistema elettorale delle province e delle città
metropolitane (n. 319-97/A).
PRESIDENTE. Comunico che il disegno di legge numero 319-97
Disciplina in materia di funzioni, organi di governo e sistema
elettorale delle province e delle città metropolitane è rinviato
in Commissione per lo svolgimento di approfondimenti. In esito a
tali approfondimenti, qualora ritenuto necessario, la Commissione
potrà elaborare eventuali proposte emendative da trasmettere
all'Aula che saranno esaminate congiuntamente agli emendamenti già
presentati. Il medesimo disegno di legge sarà comunque iscritto
all'ordine del giorno dell'Aula nella seduta di martedì 6 febbraio
2024.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Pace è in congedo per la
seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
dell'onorevole Giuseppe Sebastiano Catania
Comunicazione di decadenza della firma dagli atti
dell'onorevole Giuseppe Sebastiano Catania
PRESIDENTE. Con riferimento alla dichiarazione giudiziale di
ineleggibilità alla carica di deputato regionale dell'onorevole
Giuseppe Sebastiano Catania pronunciata dal giudice di primo grado,
ricordo che la stessa è stata successivamente sospesa in pendenza
del ricorso in appello.
Pertanto, il periodo intercorrente tra l'emissione della pronuncia
di primo grado e la notifica a questa Assemblea regionale del
ricorso in appello da parte dello stesso deputato ha determinato la
decadenza di firma di quest'ultimo dagli atti ispettivi e di
indirizzo politico, come meglio specificato nell'allegato elenco
anche nel caso di eventuale trattazione degli atti parlamentari ivi
menzionati.
Quindi materialmente la decadenza delle firme di: interrogazione
numero 433, e la decadenza firma da mozioni numero 21, 27, 50, 58,
62, 70, e 92.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione del disegno di legge Interpretazione
autentica dell'articolo 10, comma 1, lettera f) e dell'articolo 10,
comma 2, e 10 bis della legge regionale 20 marzo 1951, n. 29. (n.
21/A Stralcio III bis)
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno
"Discussione del disegno di legge Interpretazione autentica
dell'articolo 10, comma 1, lettera f) e dell'articolo 10, comma 2,
e 10 bis della legge regionale 20 marzo 1951, n. 29. (n. 21/A
Stralcio III bis). invito la I Commissione a prendere posto.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Gilistro e Marano sono in
congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Sull'ordine dei lavori
DE LUCA Cateno. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Cateno. Grazie Presidente, onorevoli colleghi, io ho
chiesto che mi portassero dei tranquillanti, perché l'adrenalina è
andata al massimo ora che ho visto che si è materializzato il
Presidente Schifani. Non c'eravamo abituati, ormai eravamo abituati
al suo ologramma e durante la legge di stabilità anche con sedute
spiritiche l'abbiamo invocato più volte ma non abbiamo avuto il
piacere che si materializzasse.
Presidente Schifani, mi chiedo, perché è qui? Cosa deve tenere
buona, la sua maggioranza? La spartizione non sta andando a buon
fine? Ci sono dei problemi all'interno della sua maggioranza? Forse
è meglio coprire certe spartizioni e capire di tenere tutti buoni
rispetto alla sua presenza durante la legge di stabilità,
Presidente Schifani?
Veda, le abbiamo chiesto più volte di partecipare alla seduta,
abbiamo chiesto anche più volte che venisse squarciato questo clima
di omertà sui Fondi extraregionali. Lei se ne è infischiato Lei
era in quest'Aula, è venuto un attimo, poi ha dovuto partecipare al
secondo festino più importante di Palermo che, dopo quello di Santa
Rosalia, era quello di Tamajo Poi abbiamo visto anche le foto,
perché Tamajo ci ha fatto venire l'acquolina in bocca a tutti -
caviale, champagne. Eh no
Presidente della Regione siciliana, sono dispiaciuto perché io
devo dirle che è stata chiesta più volte la sua presenza, e chiedo
al Presidente del Parlamento che si possa avere la possibilità -
deve scusare l'irritualità, ma gliel'ho detto, l'eccitazione è
tanta, visto il presidente Schifani - se il presidente Schifani ci
voglia degnare di una risposta su tre cose che avevamo chiesto.
La prima: perché ha fatto la trattativa privata con Salvini sui
fondi FSC con una semplice lettera e non aveva pubblicato neanche
il verbale della Giunta del 16 ottobre, cosa per la quale abbiamo
dovuto fare un accesso agli atti e, dopo l'accesso agli atti, sono
stati pubblicati tutti i verbali da agosto in poi
Seconda questione: se intenda dare conto, a questo Parlamento,
dell'attuale situazione sui Fondi extraregionali e del perché
l'atto di coesione ancora non si è firmato. E quindi, con tutta la
programmazione che è ferma
Terza questione: se vuole dare una spiegazione - cosa che abbiamo
chiesto più volte - del perché ha declassato l'assessore Falcone a
semplice ragioniere di sottoscala, togliendogli la delega ai Fondi
extraregionali e alla programmazione
Questi erano i tre quesiti, e chiudo Presidente, che più volte
abbiamo posto in Commissione Bilancio e per i quali noi abbiamo
trovato mai risposta Visto che oggi non abbiamo più l' ologramma
e c'è materialmente il Presidente della Regione siciliana, vediamo
se il Presidente Schifani vuole battere un colpo e, magari, fissare
un'apposita seduta nella quale questi argomenti, che erano connessi
alla legge di stabilità, si possano una volta per tutte affrontare.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
bis.
Riprende la discussione del disegno di legge n. 21/A Stralcio III
bis.
PRESIDENTE. Invito l'onorevole Intravaia a svolgere la relazione.
INTRAVAIA, relatore. Grazie, signor Presidente, Governo, onorevoli
colleghi. Il presente disegno di legge deriva, così come ricordato
dagli uffici, dallo stralcio effettuato nella seduta d'Aula n. 79
del 14 novembre 2023, dell'articolo 5 dell'emendamento GOV.1,
presentato al disegno di legge 21/A Stralcio "Disposizioni
finanziarie varie. Modifiche di norme".
Lo strumento legislativo esegetico, in oggetto, rinviene il suo
fondamento nella necessità di porre rimedio ai contrasti
giurisprudenziali che hanno dato luogo ad incertezza interpretativa
della norma. Infatti, la lettera f) del comma 1, dell'art. 10 della
legge regionale 20 marzo 1951, n. 29, nel disporre la sanzione
dell'ineleggibilità degli amministratori e dei dipendenti con
funzioni di rappresentanza, o con poteri di organizzazione o
coordinamento del personale di istituti, consorzi, aziende agenzie
ed enti dipendenti dalla Regione, ovvero soggetti alla tutela e
vigilanza da parte di essa, ha condotto a pronunce
giurisprudenziali che, sovente, ne hanno travolto il senso. Da qui,
l'opzione ermeneutica prescelta diventa l'unico strumento per
riportare l'attività pretoria entro i più stringenti i perimetri
della norma interpretata.
L'interpretazione autentica, che qui si propone, rientra tra i
significati già estraibili dal testo originario della disposizione
medesima, così come ricordato anche da una sentenza della Corte
costituzionale, la n. 4 del 2024, non apportando alcun carattere
innovativo alla portata del precetto normativo, bensì unicamente
chiarificatore del reale intento del legislatore regionale.
L'ineleggibilità, dunque, è chiaramente volta a sanzionare coloro
i quali esercitano funzioni di rappresentanza o poteri di
organizzazione o coordinamento del personale in istituti, consorzi,
aziende, agenzie ed enti, che si pongono in rapporto di dipendenza
e strumentalità con la Regione siciliana e che, pertanto, sono
sottoposti a tutela e vigilanza della medesima.
Ciò, peraltro, si pone in assoluta coerenza con il quadro
normativo che disciplina la più mite sanzione dell'incompatibilità,
così come ricordato dall'articolo 10 quater della legge regionale
n. 20/1951, introdotto poi dalla legge regionale n. 22 del 2007,
laddove a venire in rilievo è il rapporto di mera vigilanza
esercitato dalla Regione ovvero, vale a dire, quel controllo idoneo
ad influenzare, ma non determinare, il processo formativo della
volontà dell'ente. In tal caso, infatti, la citata norma di cui
all'articolo 10 quater, come per la prima volta introdotto
dall'articolo 1, comma 4, della legge regionale n. 22 del 2007,
prevede l'incompatibilità dei deputati regionali laddove questi
ricoprano cariche, ovvero esercitino funzioni di amministratore,
presidente, liquidatore, sindaco, revisore, direttore generale o
centrale, consulente legale o amministrativo in enti, istituti,
agenzie o aziende sottoposti a tutela o vigilanza della Regione
siciliana.
Le superiori considerazioni, del resto, ben si armonizzano con il
risalente e condivisibile principio affermato dalla giurisprudenza
costituzionale, secondo il quale l'eleggibilità è la regola e
l'ineleggibilità è l'eccezione, che costituisce quindi deroga al
precetto costituzionale di cui all'articolo 51. Trattasi del
criterio della cosiddetta "stretta interpretazione", che comporta
la necessità della identificazione precisa delle singole cause di
ineleggibilità, con esclusione di un'applicazione analogica e/o
estensiva delle norme che la disciplinano.
Le restrizioni del contenuto di un diritto inviolabile, del resto,
sono ammissibili nei limiti indispensabili della tutela di altri
interessi di rango costituzionale, e ciò in base alla regola della
necessarietà e della ragionevole proporzionalità di tale
limitazione e, come tale, da contenersi entro i limiti di quanto è
necessario a soddisfare le esigenze di pubblico interesse cui sono
preordinate, così come è citato anche da una sentenza della Corte
costituzionale, che è la n. 141 del 1996.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, il disegno di legge si
compone di due articoli: il primo che modifica, appunto, l'articolo
10 della legge n. 29 le del 1951 e poi, invece, l'articolo 2, che
prevede l'entrata immediata in vigore della norma dopo la
pubblicazione nella Gazzetta ufficiale. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Intravaia. Dichiaro aperta la
discussione generale.
Sull'ordine dei lavori
DIPASQUALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. E poi l'onorevole De Luca sulla
discussione generale.
DIPASQUALE. Signor Presidente, signor Presidente della Regione, io
penso che approfittando della presenza del Presidente della
Regione, che saluto e che, in questo momento, non so se ringraziare
o no, lo capirò durante la seduta, però io penso che su questo
argomento, che è un argomento importante e delicato, a tal punto
che il Presidente è presente, io ritengo che il Parlamento debba
conoscere il pensiero del Presidente.
Io proprio vorrei sapere che cosa ne pensa il Presidente della
Regione, proprio prima di avviare la discussione generale, il
pensiero di un uomo di Stato come il Presidente della Regione,
perché è stato anche Presidente del Senato.
Su questa norma, Presidente, io ho bisogno di sapere qual è la sua
idea, se questa è una norma utile, che va fatta, che ritiene
corretta, o è una forzatura. Almeno questo dateci prima della
discussione generale, visto che è presente, la possibilità di
ascoltare il pensiero del Presidente della Regione.
bis.
Riprende la discussione del disegno di legge n. 21/A Stralcio III
bis.
PRESIDENTE. Va bene, grazie. Adesso vedremo se l'Assessore vorrà
replicare o, eventualmente, il Presidente della Regione.
Chiedo l'iscrizione dei colleghi per la discussione generale. Per
primo aveva chiesto di intervenire l'onorevole De Luca Cateno, poi,
a seguire, Campo; De Luca Antonino; Cracolici; Dipasquale;
Catanzaro; La Vardera, Di Paola, Miccichè, Sunseri. Ci sono altri
interventi? Dichiaro chiusa la lista degli interventi.
È iscritto a parlare l'onorevole De Luca Cateno. Ne ha facoltà.
DE LUCA Cateno. Grazie, Presidente. Veda, le devo comunicare il
clima di intimidazione che questa sera si registra in quest'Aula.
Ora, ho avuto un contatto con Radio Fante, e mi è stato comunicato,
sì, Radio Fante, Radio Fante, studiate un po'di storia e così
capirete di che cosa si tratta. Mi ha appena comunicato le
motivazioni della presenza del Presidente Schifani.
Sono veramente intimidito perché lui è qua perché deve guardare,
Assessore Tamajo, tutti quanti, uno per uno, nelle palline negli
occhi, i deputati di questa maggioranza perché, ovviamente, di
pomeriggio, più tardi alle 19:00 si mette il bollo sulla
spartizione della sanità, e quindi c'è tutto un andamento che
troverà culmine stasera anzi, l'apoteosi per l'esattezza, nel
travaglio - che non è il giornalista - ma finalmente si arriva a
mettere il bollo su questa spartizione, che ovviamente non è basata
sulla meritocrazia, è basata su ben altro, ed il Presidente
Schifani si è scomodato questa sera per venire qua a guardarvi
tutti negli occhi.
Allora, Presidente, siccome io non sono bastian contrario, però la
presenza del Presidente Schifani è ovvio che può generare tante
reazioni, la mia lo sa qual è? Io le avevo annunciato, e lo avevo
annunciato in quest'Aula, che avremmo lasciato l'Aula in presenza
del voto segreto. Certamente non speravo e non pensavo mai che il
Presidente Schifani si scomodava per una cosa del genere. Cioè, il
Presidente che non viene per la legge di stabilità, ora viene
perché deve intimidire i parlamentari Eh no Vede, Presidente
Schifani, ha ottenuto un primo effetto. Io cambio idea E lo dico
qui al mio Gruppo, ed è l'effetto, Presidente Schifani, del
beneficio che ha ottenuto. Meraviglioso.
Il Presidente Schifani ha ottenuto che il Gruppo di Sud chiama
Nord, anche in presenza di voto segreto, rimarrà e voterà contro,
anche perché questi atteggiamenti, la considerazione di uno
"scendiletto politico" del Parlamento del Presidente Schifani -
onestamente - mi fa girare la testa. Quindi, visto il comportamento
del Presidente Schifani, il quale continua ovviamente a pensare a
come completare la spartizione, continua a non parlare, non è che
per caso è un ologramma che è stato migliorato, è lui, però io non
lo sento parlare. Non lo sento parlare e ribadisco: batta un colpo,
Presidente, se c'è.
Volevo annunciarle questo, che il Gruppo Sud chiama Nord, al
cospetto della presenza del Presidente Schifani, se ci sarà un voto
segreto sarà qui in Aula e voterà contro. E se invece volete fare
alla luce del sole una votazione palese-nominale e lì agevoleremo
la presenza di Schifani che è qua per intimidirvi. Scusatemi, io
non è che posso agevolare questo comportamento poco ortodosso di un
Presidente che scompare per tutta la fase della legge di stabilità,
e ora viene in quest'Aula e vorrebbe dettare gli orientamenti.
No Presidente Schifani, mi dispiace, non si offenda, non ne ha
diritto. Lei si deve riconquistare il suo rapporto con l'Aula, con
la maggioranza e con l'opposizione che ovviamente rispetta
l'Istituzione, ma non rispetta l'utilizzo distorto
dell'Istituzione. E questo io stasera devo proprio registrare e
denunciare.
Quindi chiudo il mio intervento Presidente, e per correttezza lo
sto facendo prima perché sono una persona corretta, avevo già
preannunciato in Conferenza dei Capigruppo la nostra posizione,
l'avevo anche detto qualche settimana fa qui, visto che il
Presidente Schifani è presente e vuole ottenere l'affetto, la sua
presenza ha ottenuto il primo effetto contrario. Quindi Sud chiama
Nord, tutto il Gruppo, parteciperà se ci sarà voto segreto, e
voterà contro
Preciso e chiudo che questa norma non tocca la posizione del
collega Vasta, e questo mi auguro che venga ribadito da tutti i
colleghi parlamentari che conoscono bene questa ulteriore
reinterpretazione che si è portata in quest'Aula, perché sono
stanco che la stampa, anzi certa stampa continua a 'mascariare' la
nostra posizione accomunando la situazione del collega Vasta con la
reinterpretazione o interpretazione di questa norma che si vuole
fare qui stasera. Io ho già detto e lo ribadisco, ma questo
d'altronde, se la presenza di Schifani ha un senso, è perché vuole
sfidare la magistratura in termini definitivi. Noi non ci stiamo
PRESIDENTE. Grazie onorevole De Luca. È iscritto a parlare
l'onorevole De Luca Antonino.
DE LUCA Antonino. Grazie Presidente, buongiorno Governo, colleghi
e cittadini. Effettivamente oggi anch'io sono stupito dalla
presenza del Presidente Schifani, perché lo immaginavo ancora
costretto a Palazzo d'Orleans a cercare di fare quadrare le caselle
delle dirigenze generali della sanità siciliana, che evidentemente
sono l'argomento che maggiormente interessa a questo Governo e a
questa maggioranza.
In questi giorni, si è dibattuto molto anche su questo tema, sui
giornali in cui ci si stupiva che la politica nominava questi
direttori, dove c'era anche una chiara indicazione, cosa che a onor
del vero c'è sempre stata.
Quello che in questa occasione forse sta venendo a mancare, è quel
minimo di pudore che nelle scorse edizioni ancora ancora si cercava
di mantenere, dicendo sì, sono nominati da noi, ma non si
riferiscono a questo partito, a quel partito, no, non c'è un
manuale Cencelli dei direttori generali, no non c'è una
riferibilità ad un deputato piuttosto che ad un altro, o ad un
partito piuttosto che un altro
Mentre di questo possiamo anche in un certo senso renderne atto al
Presidente Schifani, avete fatto tutto, avete lavato i panni
sporchi sui giornali, al punto tale che ormai ogni direttore
generale non ha solo un colore politico, ma anche un nome e cognome
di riferimento, e di questo vi prenderete la responsabilità quando
questi direttori, indipendentemente che poi facciano parte del
primo, del secondo elenco, inizieranno ad operare.
Perché vede Presidente Schifani, purtroppo la realtà della sanità
siciliana e della Sicilia è differente da quella che lei ha
raccontato durante il suo ultimo intervento. Io prima credevo che
lei non venisse semplicemente in Aula, invece in quell'occasione ho
capito che lei proprio non esce mai dal Palazzo per vedere in che
condizioni versano i nostri ospedali, o il territorio siciliano, e
probabilmente ci saranno i suoi collaboratori che le raccontano un
quadro che è molto diverso da quello reale, e se lei andasse di
tanto in tanto a fare qualche visita a sorpresa in qualche Pronto
Soccorso, probabilmente, si renderebbe conto che isole felici non
ce ne sono. E la sua presenza oggi qui per una norma, che non solo
è aberrante da un punto di vista legislativo, di raccordo
costituzionale, ma è una norma terribile per il semplice fatto che
cambia le regole del gioco, o pretende di cambiare le regole del
gioco a gioco in corso.
E questo, vede Presidente, è un qualcosa che non andrebbe mai
fatto, ma non andrebbe mai fatto a maggior ragione in un
Parlamento, il cui scopo è quello di stabilire le regole a garanzia
di tutti, a garanzia dei partiti, a garanzia dei cittadini, a
garanzia di chi lavora, voi invece state cercando - da questo punto
di vista - di cambiare le regole del gioco, in un momento in cui la
Sicilia avrebbe bisogno di altro, avrebbe bisogno di riforme in
tema di sanità, avrebbe bisogno di sapere con quale piano rifiuti
lei intende risolvere gli atavici problemi di questa Regione,
avrebbe bisogno di sapere se avete una mezza idea per portare un
po' di lavoro in Sicilia, o avete intenzione di continuare tutta la
vita a prenderci in giro con la storia del ponte sullo Stretto, se
avete un minimo di raccordo reale con Roma, se si è accorto che in
realtà, quando lei va a Roma, che i prezzi di questi voli non sono
diminuiti; Presidente Schifani, io ormai credo che il caro voli per
lei sia un argomento di distrazione di massa.
E lei viene qua oggi, invece, sul salva-ineleggibili, perché si
sta accorgendo che i buoi sono scappati dalla stalla, e non basta
dare o distribuire qualche nomina per accontentare gli appetiti di
una maggioranza insaziabile.
Caro Presidente, quello che loro vogliono è il suo posto, e si
stanno scannando perché si vogliono sedere al suo posto, i suoi
alleati non vedono l'ora di vederlo alzare e andare via.
È questa la realtà, e oggi la norma sul salva-ineleggibili sarà
bocciata, così come la riforma a cui lei tanto teneva delle
province, su cui ha avuto tanta fretta, al punto tale da anticipare
persino l'abrogazione, se mai avverrà, della norma Delrio, e voi
andate a Roma a chiedere di non impugnare una legge, e andate a
sfidare il vostro stesso Presidente del Consiglio, perché il vostro
è stato un atto di sfida. Dice: "la Meloni non abroga la Delrio e
noi in Sicilia la facciamo lo stesso", ma nella realtà neanche tra
voi eravate d'accordo.
Perché non si è mai visto un Parlamento che all'unanimità rimanda
in Commissione un disegno di legge di riforma, parte fondamentale
del programma con cui lei si è presentato agli elettori siciliani,
perché la realtà è che voi di ripristinare le province non ve ne
fregava nulla, anzi, proprio non le volete, avete semplicemente
costruito questo circolo per prepararvi alle europee, ma siccome i
pilastri erano di cartapesta, è crollato.
E quindi, Presidente Schifani, oggi probabilmente la sua presenza
in Aula è pressoché inutile, perché il volgere ormai è già
accaduto, le province sono tornate in Commissione e il salva-
ineleggibili con il voto, noi chiederemo il voto palese - già ve lo
dico adesso, perché vogliamo continuare a metterci la faccia, e
dire in maniera chiara e tonda cosa pensa il Movimento Cinque
Stelle di questa legge schifosa.
Ci esprimeremo contrari, e sono convinto che anche per una
questione se si voterà col voto palese di coerenza, anche i Partiti
di maggioranza, che già hanno bocciato l'ordine del giorno che
doveva invertire l'ordine dei lavori, e che già si sono astenuti o
non presentati in Prima Commissione, continueranno a mantenere la
stessa linea, salvo a volersi dichiarare altamente incoerenti
PRESIDENTE. Grazie onorevole De Luca. È iscritto a parlare
l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.
CAMPO. Grazie Presidente Galvagno, Presidente della Regione,
Giunta, colleghi deputati, in questi giorni c'è una Sicilia in
subbuglio, con una serie di assembramenti nelle città più
importanti della nostra Isola di un comparto fortemente in crisi,
mi riferisco al comparto degli agricoltori e degli allevatori che,
con i loro trattori, hanno riempito le piazze di Ragusa, Modica,
Chiaramonte, Vizzini, Enna, Palermo e tantissime altre città,
Sciacca, ne ho lette veramente tante sui giornali.
E mentre c'è questa situazione qua, in Parlamento, da mesi,
perdiamo tempo a parlare di cose che sono nomine, ma anche atti e
norme totalmente incostituzionali, norme che non lo dico io che
sono incostituzionali, lo hanno detto gli stessi Uffici dell'Ars, e
che riguardano appunto la fantomatica riforma delle province, che
addirittura vorrebbe scavalcare una norma nazionale oggi vigente,
la Delrio.
Non capisco perché un Governo monocolore debba presentare una
norma incostituzionale, cercando di scavalcarne una nazionale,
piuttosto che dialogare col Governo nazionale per l'abrogazione
della Delrio, questo è veramente strano, e adesso che è stata
rimandata in Commissione, ci apprestiamo a discutere del salva-
ineleggibili, cioè come salvare quattro colleghi qua in Ars con una
norma che ha veramente dell'assurdo, perché va a ledere lo Stato di
diritto di una Repubblica democratica e liberale, dove il potere
legislativo cerca di scavalcare quello della magistratura, in
spregio alla separazione dei poteri, cioè noi stiamo facendo una
cosa veramente aberrante questa sera e, chiaramente, anche io, come
ha già preannunciato il mio Capogruppo, voglio metterci la faccia.
Per noi questa norma va votata con voto palese, perché guardate
che non è come si vuole far credere una norma di interpretazione
autentica, no, è una norma in piena regola, che fra l'altro ha
valore retroattivo, e che stabilisce nuovi criteri di
ineleggibilità, e chiaramente questa cosa non si può fare in corso
d'opera, quindi siamo fortemente contrari a questo modo di operare.
Si pensi di più ai problemi dei siciliani e un po' meno a queste
cose, perché è una vergogna Presidente, è una vergogna
PRESIDENTE. Grazie onorevole Campo. È iscritto a parlare
l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente io credo che questa nostra discussione
rischia di fare la seconda puntata dopo quella delle province.
Stiamo trattando una norma che diversi precedenti, e per la verità
devo dire che mi trovo d'accordo con Totò Cuffaro, quando ha
dichiarato qualche giorno fa che neanche nella prima Repubblica il
Parlamento siciliano operava a seguito di sentenze per modificare
norme e reinterpretare sentenze che sono arrivate dai tribunali,
fermo restando che, nel merito di questa sentenza, credo che chi
l'ha avuto, abbia diritto a difendersi al meglio con i propri
avvocati per dimostrare l'infondatezza della tesi che questa
sentenza ha prodotto. Ma quello appunto è un momento del
dibattimento, non è un momento della politica e delle istituzioni
che, secondo questo principio, potremmo arrivare per paradosso che
a partire dal Parlamento siciliano, perché no il Parlamento
nazionale, di fronte a una sentenza modifica la sentenza con una
legge.
Questo vìola il principio delle reciproche autonomie, tanto più
che la legge di cui parliamo è una legge, seppur modificata nel
tempo, che risale al 1951, credo che la gran parte di quelli che
siamo qui, forse pochissimi, non erano neanche nati, eppure una
legge che regola i casi di ineleggibilità da oltre settant'anni,
ripeto con le modifiche che sono intervenute nel corso del tempo.
Ma modifiche che sono intervenute sempre nel rispetto, intanto
delle norme statutarie, mi ascolti Presidente che riguarda lei.
Innanzitutto nel pieno rispetto dell'articolo 9 dello Statuto che
prevede, nel caso di materie che riguardano la eleggibilità, e
quindi la ineleggibilità o incompatibilità, siano norme che devono
avere una maggioranza qualificata del Parlamento, quindi una
maggioranza assoluta dei componenti, e non dei votanti. Glielo dico
perché questi aspetti, dal punto di vista procedurale, sono
sostanziali a tutela del principio che il Parlamento in questa
materia opera su diritti soggettivi delle persone, e quindi deve
avere la consapevolezza che non basta una maggioranza semplice, ma
occorre appunto una maggioranza rafforzata dall'articolo 9 così
come è previsto dal nostro Statuto.
Ma nel merito, Presidente, dicevo, ci sono tomi di sentenze e
giurisprudenza che si è via via affermata nel corso degli anni che
qualunque norma che modifica ciò che è stato emesso, la norma non
modifica la sentenza, per la semplice ragione che le norme hanno
vigenza qualora venisse modificata dal momento in cui viene
approvata, e non ha effetti retroattivi secondo l'interpretazione
che è stata da un giudice.
Quindi ho la sensazione che si sta piegando il Parlamento ad un
tentativo legittimo, ma disperato, di provare per via legislativa a
far cambiare il corso di una sentenza, e mi dispiace che ci siano
in quest'Aula tanti colleghi che fanno di mestiere anche gli
avvocati, e quindi che hanno una consapevolezza giuridica delle
norme e della prassi normativa con cui, nel tempo, si è definito
una giurisprudenza consolidata e di fatto.
Aggiungo, questa dinamica che si è messa in moto, non so come ha
potuto il Governo innanzitutto, perché ha ragione De Luca, non
perché viva con particolare emozione la presenza o l'assenza del
Presidente della Regione in quest'Aula, è una sua scelta
partecipare o non partecipare, la rispetto come tale, ma il fatto
che oggi, dopo quello che è avvenuto ieri, e dopo che tutti i
deputati di maggioranza e opposizione, mentre ieri è successo quasi
il colpo di Stato, perché si è chiesto prima la improcedibilità per
difetto costituzionale ed è stata respinta dall'Aula, salvo qualche
minuto dopo di fronte alla richiesta di rinvio in Commissione si è
persino sospesa l'Aula, e non si poteva fare
Oggi l'Aula, senza che nessuno abbia proferito parola, ha
accettato all'unanimità il rinvio in Commissione del testo sulle
province. Questo lascia sottintendere che anche la presenza del
Presidente della Regione in quest'Aula ci sia una sorta di scambio
politico tra i deputati della maggioranza, sia quelli che volevano
che avesse priorità la riforma delle province, rispetto a quelli
che ieri avevano chiesto l'inversione dell'ordine del giorno, per
determinare uno scambio, e quindi attraverso il voto, in qualche
modo verificare se questa maggioranza c'è ancora, e se in grado di
andare avanti secondo le cosiddette coordinate che il Presidente
della Regione ha indicato.
Allora, per sgombrare la testa al toro, anche perché sarebbe
paradossale che materie come queste che dovremmo trattare oggi, che
agiscono su fatti soggettivi, qui noi abbiamo dei colleghi che
hanno un problema diretto e personale rispetto all'effetto di
questa norma.
Questa norma non può che essere votata a scrutinio segreto per la
semplice ragione che parliamo di persone, e anche per evitare
qualunque imbarazzo sul terreno personale, proprio questo, il voto
segreto che è previsto dal nostro Regolamento, è in questo caso,
come dire specifico e necessario, proprio perché ogni collega deve
potere esercitare il suo diritto di voto, sgombro da dinamiche
politiche di maggioranza, minoranza, alleanze, ma qui parliamo di
diritti soggettivi.
Ecco perché io le formalizzo che, qualora quest'Aula decidesse di
andare avanti su questa norma, fermo restando che ci saranno anche
altri passaggi, anche qui discutibili, come quello ad esempio
dell'immediata esecuzione di una legge, ho visto che abbiamo
modificato l'articolo 2 che la legge, qualora venisse approvata,
diventa esecutiva dal momento stesso in cui viene pubblicata nella
Gazzetta, cioè, solo in casi eccezionali, di norma di natura
contabile, si utilizza la procedura dell'immediata esecuzione,
proprio per gli effetti finanziari che possono esserci
In questo caso non capisco, se non il fatto di tentare
disperatamente di usare questo foglio della legge per tentare di
condizionare l'esito di procedimenti in essere. Questo è ancor più
grave, proprio perché dimostra che si fa una legge per incidere
sulle sentenze.
Ed è per questo che io mi auguro che quest'Aula si fermi, ripeto,
anche utilizzando quel pensiero che ha espresso qualche giorno fa
Cuffaro, lui ha detto nella Prima Repubblica era impensabile - non
impossibile, impensabile - che si potesse determinare una
situazione del genere , e devo dire a mia memoria, non si è mai
verificata, perché l'Aula ha sempre distinto la condizione
soggettiva - che può dispiacere - di un collega, e che quindi ha il
diritto di tutelarsi in sede giudiziaria, dalla condizione
legislativa, che è propria di un Parlamento.
Io mi auguro che il Parlamento si fermi, ma qualora non si dovesse
fermare, a partire dall'articolo 1, io personalmente chiederò che
l'Aula si esprima con il voto segreto.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha
facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, il
Presidente della Regione è uscito dall'Aula, ci sta, come diceva il
collega Cracolici, e può decidere liberamente il Presidente se
essere presente o non presente all'interno dell'Aula.
Presidente, io le dico questo, e lo dico a tutta l'Aula: noi
parliamo di questa norma oramai da almeno tre mesi, colleghi? Ce la
portiamo avanti da quanto, dalla variazione di bilancio? Perché
sento questa norma del "salva-ineleggibili", norma che ha poco
interesse da parte dei siciliani, ma norma che è stata presentata,
così come vengono presentate tantissime norme nelle Commissioni e
poi in Aula.
Veda Presidente, io sono stato uno di quelli che in I Commissione
ha voluto essere presente, per votare in senso contrario a questa
norma per fare arrivare questa norma in Aula, Presidente, perché il
Presidente della Regione deve capire come il suo Governo e la sua
maggioranza, non oggi, ma già da mesi, è completamente spaccata.
Noi abbiamo, colleghi, due pezzi di maggioranza e di Governo:
l'asse Fratelli d'Italia - MPA, ed è palese; e l'asse Lega - Forza
Italia - DC. Presidente, questo è emerso in maniera plateale anche
in Commissione, perché la DC, assieme a Forza Italia e assieme alla
Lega, anzi la Lega era assente, Forza Italia e DC, si astengono al
voto di questa norma.
E oggi, Presidente, in un voto palese, se ci fosse l'astensione,
così come è stato in Commissione Prima da parte di Lega, di Forza
Italia e DC, la norma verrebbe bocciata, perché qui in Aula il
Movimento Cinque Stelle dichiara di votare contro, il PD dichiara
di votare contro, Sud chiama Nord dichiara di votare contro, se
anche Forza Italia e DC si astenessero, così come hanno fatto in
Prima Commissione, e per coerenza dovrebbero astenersi, perché se
si sono astenuti in Prima Commissione non capisco qual è la ratio
che qui fa cambiare idea... Altrimenti, hanno ragione i colleghi
che mi hanno preceduto, il Presidente Schifani viene in Aula per
serrare le fila della maggioranza, e per far sì che quella
maggioranza voti favorevolmente a questa norma.
Allora, Presidente, il Movimento Cinque Stelle con forza chiederà
il voto palese, perché qui, Presidente, la maggioranza deve
metterci la faccia se vuole approvare questo disegno di legge o se
lo vuole bocciare. Qua è tutto un problema legato alla maggioranza,
è un problema solo ed esclusivamente della maggioranza, che ci
trasciniamo oramai da tre mesi, da tre mesi le Commissioni, così
come il Parlamento è bloccato su questo 'salva-ineleggibili',
allora che la maggioranza ci metta la faccia, così come è stato in
Prima Commissione, e così come viene dichiarato anche dai giornali
Forza Italia, Dc e Lega si astengono o votano contrario a questa
norma, premettendo che cosa colleghi? Che anche gli Uffici hanno
dato un parere contrario a questa norma, cioè noi stiamo portando
avanti una norma a cui anche gli Uffici dicono 'guardate che ci
sono difficoltà, guardate che questa norma non può essere approvata
da questo Parlamento e da quest'Aula'. C'è una forzatura da parte
del Governo? Si va avanti con questa forzatura?
Ma la maggioranza ci deve mettere la faccia, perché sono convinto,
Presidente, appena verrà chiesto il voto segreto, la norma verrà
affossata con almeno 40, 50 voti. E, quindi, il voto segreto è
fatto - e il collega Cracolici è libero di poterlo chiedere,
assolutamente - è fatto per permettere ai colleghi di maggioranza
che sono contrari a questa norma di votare in segreto,
contrariamente.
Ma io ricordo che questo Governo, in continuità col Governo
Musumeci, era contrario ai voti segreti. Non ci si doveva
nascondere dietro a un voto segreto. E, invece, oggi cosa fa il
Governo Schifani, cerca di rifugiarsi in un voto segreto
Io mi aspetto, da parte del Presidente Schifani, appena rientrerà
in Aula, una sua dichiarazione, dove dice chiaramente votiamo in
maniera palese, perché se si porta avanti un discorso contro il
voto segreto, poi il Governo e la maggioranza si rifugiano nel voto
segreto Presidente, io spero che questa pagina comunque vada,
venga chiusa oggi, perché per tre mesi le Commissioni, così come
l'Assemblea regionale siciliana sono rimaste bloccate per via dei
litigi di una maggioranza su un disegno di legge che alla fine, a
mio modo di vedere, o approvato o non approvato non cambierà nulla,
perché non cambierà nulla, questa è una prova di forza solo ed
esclusivamente di una parte della maggioranza che è uscita fuori in
maniera plateale, Lega, Forza Italia e Dc e dall'altra parte con
Fratelli d'Italia ed MPA. Fratelli d'Italia che - ricordo,
Presidente Galvagno - in questo momento esprime il Presidente del
Consiglio Meloni.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, assessori, colleghi parlamentari,
io penso che questa sia una delle giornate più brutte di questa
legislatura. Già lo è stata ieri, quando la prova maldestra di
anticipare la discussione di questa norma ha portato allo
scombussolamento dell'Aula e alla sospensione dei lavori.
Oggi si presenta il Presidente Schifani, mi dispiace che il
Presidente Schifani si presenti su una cosa così squallida, proprio
io la definisco così, perdendo invece l'occasione di presenza in
tematiche quali l'agricoltura la zootecnia, cioè io avrei preferito
che lui invece di venire qui stasera fosse stato in giro per la
Sicilia, ha fatto bene la collega Campo a dirlo.
Ma perché è squallida, perché la definisco squallida? E mi
dispiace perché questa norma che ormai conoscono tutti, la
conoscono in Sicilia e fuori la Sicilia, cioè questo Parlamento e
questa maggioranza si apprestano a fare una norma per creare un
presupposto, per evitare che alcuni parlamentari perdano il ruolo
di parlamentare Non solo sbagliando, è un'aspettativa che si crea,
che si dà a dei colleghi, che a me dispiace, anche perché parliamo
di persone anche, e parliamo di persone che durante quest'anno
abbiamo alcuni anche apprezzato, cioè quindi a me personalmente non
fa piacere anche entrare nel merito di questa norma e in questo in
questo modo.
Ma è possibile pensare, attraverso una interpretazione autentica
di una norma di cinquant'anni fa, di creare i presupposti per
mettere in condizione un avvocato qualsiasi di utilizzare questa
interpretazione autentica per far valere davanti al giudice la
possibilità di difesa del posto di parlamentare regionale, e quindi
di superamento dell'incompatibilità? Ma non solo, con quale faccia,
con quale faccia gli avvocati domani presenteranno le memorie, le
memorie, nei tribunali dicendo di disporre di questa norma della
Regione siciliana che mette in condizione di rimanere deputati,
questi saranno atti con nomi e cognomi e che resteranno agli atti
dei tribunali
Io vi dico una cosa, guardate, che domani mattina, se dovesse
passare, io andrò in Procura della Repubblica, non ci sono dubbi,
non è un problema con i colleghi, non è un problema, ma io denuncio
tutti a tutti, a tutti, su questa cosa
Non è possibile, perché state esagerando, non capite che poi c'è
un momento in cui vi dovete fermare
L'efficacia retroattiva della legge di interpretazione autentica è
soggetta inoltre al limite del rispetto del principio
dell'affidamento dei consociati nella certezza dell'ordinamento
giuridico, poiché l'ingresso inopinato e immotivato di norme
retroattive, che alterano rapporti pregressi, rende inutile e privo
di effettività il diritto dei cittadini di adire i giudici per
ottenere la tutela delle proprie situazioni giuridiche soggettive.
La legge interpretativa non deve interferire e non può interferire
con i giudizi in corso di svolgimento. Sotto il profilo
procedurale, i commi approvati, poiché incidono su materie di
elezioni dei deputati dell'Assemblea Regionale di cui all'articolo
3 dello Statuto sono soggetti alla procedura rinforzata, di cui
all'articolo 17 bis dello statuto medesimo che prevede la
sottoposizione a referendum entro tre mesi dalla pubblicazione
della delibera in GURS per prassi costante e per combinato disposto
dell'articolo 9, comma 3, dello Statuto e dell'articolo 17 bis,
commi 1 e 2, le norme elettorali relative all'Assemblea regionale
siciliana, ivi comprese quelle sulle ineleggibilità e
incompatibilità, sono approvate con la maggioranza assoluta dei
componenti - così come ha detto, prima di me, l'onorevole
Cracolici.
Tale procedura, e mi avvio alle conclusioni, si applica anche nel
caso di norme di interpretazione autentica relativa alle materie
elettorali, purché esse incidano parametri sulle elezioni e,
quindi, sulla composizione dell'Assemblea regionale siciliana. La
soppressione della predetta disposizione, e la sua sostituzione con
quella recata dalla norma che si esamina, determina una diretta
violazione dello Statuto speciale della nostra autonomia.
Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA
DIPASQUALE. Infatti, sottrarre la modifica normativa in questione,
alla procedura rinforzata di cui all'articolo 17 bis dello Statuto
medesimo, si traduce in un vizio procedurale della legge così
approvata. Vizio sindacabile, dalla Corte Costituzionale, a seguito
di una questione di legittimità, sollevata in via principale dallo
Statuto, o promossa, in via incidentale, nel corso di un giudizio
comune.
Ovviamente, io consegnerò questo alla Segreteria. Perché è palese,
non solo questo percorso, ma anche l'eventuale violazione, e quindi
noi, e invito gli Uffici, dovremo difendere la legge anche davanti
alla Corte Costituzionale - ma su questo ci muoveremo in tutti,
tutti i modi.
Però, veramente, state andando oltre state dimostrando... ci sta
tutto il clientelismo, prendetevi i manager, prendetevi tutto
quello che vi volete prendere Ma fare le leggi per evitare fare,
no le leggi, fare un'interpretazione autentica di una norma di
cinquant'anni fa, nella speranza di non decadere, significa
veramente arrivare al culmine
Guardate che, la scorsa legislatura, l'onorevole De Domenico, del
Partito Democratico, è decaduto da deputato per una
incompatibilità. Nessuno di noi ha avuto il minimo di pensiero di
preparare, o mettere su una norma, una interpretazione autentica
per salvargli il posto, è veramente una vergogna
PRESIDENTE. Grazie onorevole Dipasquale. È iscritto a parlare
l'onorevole Catanzaro. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Grazie Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
Presidente, se c'è, l'Aula...
PRESIDENTE. Colleghi, cortesemente, c'è troppo brusìo. Date la
possibilità al collega Catanzaro di potere intervenire. Prego,
collega.
CATANZARO. Mi spiace che non sia presente il Presidente della
Regione, però ci sono gli assessori, il Vicepresidente che,
ovviamente, mi ascoltano, perché questa norma di interpretazione
autentica, che ha avuto delle modifiche nelle settimane e nei mesi,
è arrivata oggi ad una ulteriore modifica.
A scanso di equivoci, io ho grande rispetto nei confronti dei
deputati che, ovviamente, propongono questa norma, però è ovvio che
il tutto parte, assessore Falcone, se lei ricorda bene, nel
collegato ter . Perché fu allora, in quella famosa sera della
Commissione Bilancio, che qualcuno mi disse che c'era dentro una
norma di interpretazione autentica, che poteva essere una norma a
sostegno di un percorso che, nel frattempo, si sta facendo con
grado di giudizio nei confronti dei colleghi.
E io non ho avuto dubbio, già sin da subito, a difendere un
principio: che noi possiamo legiferare come Parlamento regionale,
ma è ovvio che in un percorso, mentre c'è un grado di giudizio, noi
non possiamo intervenire E l'ho detto quando ci fu il momento nel
collegato ter , perché abbiamo alzato la barricata dicendo che non
si poteva parlare di quel tipo di norme, inserendole nello
strumento finanziario, lo abbiamo detto durante questa finanziaria
e, adesso, ci ritroviamo - ahimè - questa norma di interpretazione
autentica, che ovviamente ha un percorso.
E il percorso che ha è un percorso che è stato presentato con un
disegno di legge, lo abbiamo più volte palesato che non è possibile
insistere con questa norma all'interno dell'Aula, nel momento in
cui ci sono gradi di giudizio. E lo abbiamo detto perché ci
crediamo, crediamo a un principio, crediamo a delle regole
E noi - lo hanno detto prima i miei colleghi del Gruppo del
Partito Democratico, ma l'ho ascoltato anche dagli altri colleghi
dei Gruppi di opposizione - non possiamo, Presidente, accettare
un'idea o un'ipotesi dove - e lo dico colleghi tutti, anche quelli
di maggioranza ... perché ieri, ieri non è un giorno così lontano,
ieri quest'Aula, nel momento in cui c'è stata una proposta sul
cambio dell'ordine del giorno, sulla trattazione dei punti, ha
manifestato una palese non volontà di poter procedere invertendo i
disegni di legge. E lo ha dimostrato non perché non ci fosse la
volontà di invertire i disegni di legge, ma perché c'è la
contrarietà su una norma che non si può portare in questo
Parlamento, in una legislatura avviata.
E io lo dico con convinzione E lo dico perché - lo hanno detto
anche i miei colleghi - quest'Aula ha il dovere di utilizzare tutto
quello che ha a disposizione come termine per potere votare
affinché - e lo dico a tutti i colleghi di maggioranza - ci sia un
sussulto di dignità, perché oggi c'è una grande credibilità che si
gioca all'interno di questo Parlamento regionale.
Quindi noi, come Gruppo del Partito Democratico, siamo pronti a
qualsiasi sistema di voto, affinché questa norma non possa passare
da quest'Aula, e questo Parlamento siciliano non vada su tutti i
giornali, non a livello regionale, ma a livello nazionale.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro. È iscritto a parlare
l'onorevole La Vardera. Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Grazie Presidente, onorevoli colleghi, Governo, Ei fu
Schifani, che fino a qualche secondo fa era in quest'Aula e -
probabilmente dopo le parole di Cateno De Luca, che ha fatto
riferimento a una chiara intimidazione del Governatore -
evidentemente voleva in qualche maniera togliersi le castagne dal
fuoco e abbandonare quest'Aula.
Ma in quest'Aula, colleghi parlamentari e Governo, io scomodo il
filosofo tedesco Immanuel Kant, che è un filosofo tedesco
straordinario, che scrisse una massima che credo sia calzante
rispetto alla situazione che stiamo attraversando: "il diritto non
deve mai adeguarsi alla politica, ma è la politica che, in ogni
tempo, deve adeguarsi al diritto".
E il filosofo Kant, che è come se stesse guardando la seduta di
questo Parlamento e prevedeva quello che poteva succedere dentro
quest'Aula, stava soltanto delineando un fatto che è assolutamente
dirompente, come dicono i filosofi, un assioma, una verità reale. E
qual è questo assioma, colleghi deputati? Che questo Parlamento sta
tentando di sottrarsi e sostituirsi alle leggi dello Stato Un
Parlamento che dovrebbe essere consequenziale alle norme dello
Stato, diventa per la prima volta un Parlamento che pensa di volere
scavalcare le leggi dello Stato, facendo che cosa?
Una norma che ha una parola: "salva-ineleggibili" in questo
momento storico, nel quale stiamo affrontando sparute difficoltà di
ogni campo, in ogni campo, in ogni campo della nostra Regione. Gli
agricoltori che non arrivano a fine mese, ospedali che non
funzionano, spartizioni di poltrone continue in questo Governo, la
priorità di questo Governo non è fare una legge "salva Sicilia";
non è fare una legge "salva agricoltori"; non è fare una legge
"salva ospedali", questo Governo si preoccupa di fare la legge
"salva ineleggibili"
Dovremmo andare tutti a casa Il rispetto della dignità che stiamo
calpestando, il rispetto del fatto che in questo Parlamento le
priorità di questo Paese sono soltanto - come dire - adeguati agli
interessi delle poltrone. "Salva ineleggibili". Governatore
Schifani, Vice presidente Sammartino, perché non vi occupate degli
agricoltori che da mesi stanno invadendo le strade delle nostre
città? Immanuel Kant vi definirebbe scellerati Vi definirebbe
mascalzoni, perché le sue parole non lasciano adito a dubbio: "Il
diritto non deve mai adeguarsi alla politica, ma è la politica che
in ogni tempo deve adeguarsi al diritto", e noi stiamo sovvertendo
la realtà, e stiamo pensando di essere al di sopra delle leggi
dello Stato, anche in barba a dei giudici che guardano forse questa
Assemblea e se la ridono, e dicono chiaramente che questa Assemblea
si vuole in qualche maniera fare uno scontro diretto verso le leggi
di questo Stato. Noi non ci stiamo
Lo ha detto Cateno De Luca, lo dico anch'io. Come Gruppo politico
Sud chiama Nord chiediamo il voto palese nominale e, ovviamente,
chiediamo che ci mettiate la faccia, perché è facile anche
nascondersi dietro il voto segreto Quando fate le "porcate" ve le
votate in modo segreto. Abbiate il coraggio di metterci la faccia,
abbiate il coraggio, quando andrete a girare per le elezioni
europee nei vostri territori, di dire a questa nostra Regione che
cosa avete fatto, e cosa non avete fatto
È facile votare con il voto segreto. Facciamo una legge "salva
Sicilia", piuttosto; facciamo una legge "salva ospedali". Mentre
stiamo parlando, e mentre mi sento essere nella scuola elementare,
Presidente Di Paola, sa quando era una scuola elementare cosa
succedeva? C'era la ricreazione, e spesso e volentieri questo
Parlamento è come se stesse continuamente ricreazione, parliamo
della Sicilia e si fanno i fattacci loro
Io sono stanco, stanco di vivere in questo contesto, dove spesso e
volentieri alcuni dei deputati non se ne fregano completamente
nulla di quello che dicono i colleghi, e continuano a parlare come
se fossimo all'ora di ricreazione. Questo è indegno del ruolo che
noi ricopriamo, e lo dico senza troppi giri di parole. Dobbiamo
fare una legge "salva Sicilia", non una legge "salva ineleggibili"
Mentre stiamo parlando - e concludo - state nominando ai vertici
delle ASP in Sicilia un soggetto che prima si trovava all'ARNAS
Villa Sofia-Cervello. Adesso, lo state nominando alla presidenza
del Civico di Palermo. Ma lo sapete cosa fate voi? Avete un
primato Voi nominate i peggiori nei posti migliori Questo
soggetto, che si chiama Messina, ha perso progetti per
duecentottanta milioni di euro, messi a rischio; era stato
commissariato dall'assessore Volo; era stato commissariato da
Schifani, ma siccome si è fatto benedire da Fratelli d'Italia, noi
lo premiamo, lo portiamo da Villa Sofia, gli diamo il Civico Tutto
questo è schifoso e scandaloso Tutto questo dovrebbe portare
questo Parlamento in un sussulto di dignità, e questo Governo in un
sussulto di dignità, e salvare non gli ineleggibili, salvare la
vostra faccia e andarvene a casa
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera. È iscritto a parlare
l'onorevole Vasta. Ne ha facoltà.
VASTA. Grazie Presidente, Governo, onorevoli colleghi. Intanto io
sono qui perché chiarisco una volta per tutte, anche agli organi di
stampa che continuano a scrivere sulla mia persona, e su questa
norma "salva-ineleggibili", che non comprende la mia fattispecie,
assolutamente.
Collega Campo, siccome prima lei parlava di quattro deputati,
chiarisco che i deputati tra l'altro sono due, perché facendo un
attimo un passo indietro in Commissione Bilancio, spuntano degli
emendamenti dove si prevedeva il salvataggio con due articoli.
PRESIDENTE. Scusi, collega Vasta. Colleghi in fondo, colleghi in
fondo, cortesemente. Grazie.
Prego, collega Vasta.
VASTA. Si prevedeva una norma di interpretazione autentica,
dicevo, per l'eventuale, ovviamente dopo il voto di quest'Aula,
salvataggio dei colleghi Catania e Daidone, quindi di tre colleghi.
Poi l'iter richiesto dalla Segreteria Generale, quindi quello di
passare dalle Commissioni di merito con una procedura rafforzata.
Nella Commissione va via un articolo che è quello che prevedeva, si
ipotizzava il salvataggio del collega Daidone, quindi in atto,
questa norma di interpretazione autentica, qualora dovesse essere
votata, salva esclusivamente i due colleghi Catania.
Nello specifico, a me sono state contestate tre lettere
dell'articolo 10, a), b) e f). Questa norma di interpretazione
autentica è soltanto relativamente alla lettera f), quindi a scanso
di equivoci, io comunque ritenendomi in parte interessato dalla
norma, ma soltanto in piccolissima parte, uscirò fuori dall'Aula
per la votazione e chiedo ai colleghi che potrebbero essere
interessati o comunque a tutti i colleghi che oggi hanno ricorso
pendente in primo o in secondo grado di uscire dall'Aula. E chiedo
all'onorevole Presidente di verificare se in effetti il voto dei
colleghi a mio parere non dovrebbe essere consentito. Ma questo
poi sta a voi e al buon senso dei colleghi direttamente
interessati.
Aggiungo che sicuramente questa norma va rivista in maniera seria,
ma ovviamente non con un'interpretazione autentica, bensì prendendo
la norma nazionale che è stata scritta nel 1981, quindi quasi
trent'anni dopo rispetto alla norma regionale, visto che parliamo
di una norma dove c'è il rischio di incostituzionalità molto alto e
di recepire la norma nazionale senza fare poi tutte le modifiche
che sono intervenute negli anni 2007, 2014 con interpretazioni
autentiche fatte e tolte negli anni, in modo tale da avere una
legge univoca, visto che parliamo di eleggibilità, quindi di una
norma che non dovrebbe contrastare la Costituzione, pertanto, in
maniera seria di riprendere la questione e aggiornare la norma, ma
a partire da oggi, quindi senza andare a modificare il passato.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vasta.
E' iscritto a parlare l'onorevole Miccichè. Ne ha facoltà.
MICCICHÈ. Grazie, signor Presidente. In assenza del Presidente
parlerò pochissimo, perché non c'è piacere, ma vorrei dire soltanto
una cosa.
Secondo me, la presenza del Presidente oggi è stata inquietante.
Sono ancora convinto di questo perché comunque non è venuto neanche
un giorno per la finanziaria, non è venuto mai per tutte le norme
che sono fatte e viene giusto per salvare qualche ineleggibile Il
che significa che questa norma è, e questa presenza è una sfida
vera alla Magistratura
Io credo che le persone che oggi aspettano il risultato della
Magistratura dovrebbero essere veramente arrabbiati, perché non c'è
dubbio che i giudici a questo punto non possano che condannarli,
perché non c'è dubbio che c'è stata un'intimidazione da parte del
Presidente della Regione che è venuto qui per dire ora vuogghiu
viriri si i cunnannati e quindi li devono condannare.
Allora, io lo dico sinceramente, credo che Schifani non ne stia
cercando molte, ma questa è proprio sbagliata. La sua presenza
giusto oggi, a livello nazionale, lo dico ai miei colleghi che non
sono stati mai a Roma, deputati o senatori a livello nazionale, su
questo tipo di norme non solo non si sarebbe presentato il
Presidente del Consiglio, ma neanche i vice, neanche i Ministri
Sarebbe stato presente soltanto il Ministro per i rapporti con il
Parlamento, proprio per dimostrare il non coinvolgimento del
Governo su questo tipo di norme e su questo tipo di
interpretazione, perché è grave quello che è stato fatto
Signor Presidente, sono convinto di una cosa e mi verrebbe da
chiederle, perché io sono convinto che, dopo la questione dei
manager e dopo il tentativo di questa norma, si apriranno le
iscrizioni al Gruppo Misto e siccome sto benissimo da solo vorrei
sapere se se ne può fare un secondo, in modo che chi volesse
scegliere di andare al Gruppo Misto mi lascia però tranquillo, solo
nel mio ufficio, dove sto benissimo. Grazie.
(applausi)
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Micciché.
E' iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Grazie, signor Presidente, io me ne ero completamente
disinteressato, avevo relegato questo disegno di legge alla
classica norma, legge, in puro stile berlusconiano, una classica
legge ad personam e non una legge invece che riguardasse la Sicilia
e i suoi problemi
Avevo lasciato fare, fidandomi ciecamente del lavoro dei colleghi
nelle Commissioni di competenza; non le nascondo che oggi ho
richiesto di potere intervenire in quest'Aula perché la presenza
del Presidente della Regione mi ha particolarmente infastidito, mi
ha infastidito con quel fare intimidatorio, perché il Presidente
della Regione non ha avuto nemmeno la decenza di presentarsi in
nessuna delle sedute d'Aula della finanziaria - la legge più
importante della nostra Regione - e invece è venuto oggi in Aula
quasi a guardare, a sfidare i componenti della sua stessa
maggioranza e, come se non bastasse, addirittura, a convocare una
Giunta - probabilmente, la più importante da un anno e mezzo a
questa parte - sulla scelta dei direttori generali delle Asp della
nostra Regione appena qualche ora dopo.
Io credo, signor Presidente, me lo permetta, oggi, secondo me,
abbiamo scritto una pagina tetra di quest'Assemblea, perché
lasciando stare l'argomento in sé, il contorno legato alla
votazione di questa norma, credo che lasci un segnale molto brutto
ai siciliani e soprattutto a chi ancora crede nel futuro di questa
Sicilia. Grazie.
PRESIDENTE. Bene, onorevoli colleghi, non ci sono più iscritti a
parlare e quindi prendiamo il fascicolo relativo al disegno di
legge. Si passa all'esame degli articoli.
Presidenza del Presidente GALVAGNO
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, intervengo perché ho ascoltato - con
la consueta pazienza che mi contraddistingue quasi sempre, ogni
tanto scappa anche a me - gli interventi dei colleghi e poiché
sono, diciamo, il bersaglio principale dei loro strali, avendo
firmato e presentato questa norma e avendo poi provveduto a
redigere, man mano accogliendo le osservazioni degli Uffici, i vari
emendamenti sostitutivi fino a quello presente oggi all'attenzione
dell'Aula, che credo che più asettico di così non possa essere, e
preannunciando sin da ora che quello del secondo comma,
dell'entrata in vigore al momento dell'approvazione è un refuso
degli Uffici del Gruppo e chiederò la correzione dell'errore
materiale, nel senso che, evidentemente, come ogni altra norma
entrerà in vigore al momento della sua pubblicazione e volendo
estrapolare quella che è una di carattere generale che possa poi
applicarsi o non applicarsi a procedimenti particolari riguardanti
alcuni o altri, non spetta evidentemente all'Aula decidere, ma
che, come correttamente evidenziava il collega Vasta, questa è una
norma su cui il Parlamento siciliano deve comunque entrare, ed
entrare con forza, perché noi non dovremmo fare altro che recepire
la legge nazionale che vige in tutte le altre Regioni d'Italia per
rendere ancora più chiaro in questa materia quali siano le
effettive cause di ineleggibilità.
Nel caso in specie, il mio emendamento, così come alla fine
congegnato, che trovate nel vostro tablet, è un passo importante,
io credo che vada in questa direzione. Nel merito delle varie
vicende, io credo di essere forse uno dei pochi legittimati a
parlare, avendo pagato in prima persona nel 1996 e i colleghi
della mia provincia lo sanno se hanno l'onestà intellettuale
dovrebbero ricordarlo, nel momento in cui nella lista io fui il
primo dei due non eletti, adesso era una questione di poche decine
di voti a fronte di due parlamentari nazionali che all'epoca non si
erano dimessi nei centoventi giorni prima, quindi vi era una norma
di ineleggibilità conclamata, e avrebbe potuto scrivere due righe
di ricorso per trovarsi deputato in quest'Assemblea nel 1996,
quando, consentitemi, lo status del parlamentare regionale era ben
diverso di quello attuale e i benefit soprattutto di cui godevano i
parlamentari
FALCONE, assessore per l'economia. Saverio La Grua.
ASSENZA. Ecco, bravo, l'assessore Falcone lo ricorda.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
No, no, lo ricordo anch'io.
ASSENZA. Lo ricorda anche lei, perfetto, quindi non sto inventando
qualcosa, non sto dicendo nulla di male. Vi erano altri quattro
come me, nelle stesse condizioni, gli altri quattro fecero il
ricorso e vennero ad occupare gli scranni di quest'Aula. Il
sottoscritto non lo fece e non se n'è assolutamente pentito,
perché io parto da un principio. Tutti, infatti, ci gonfiamo la
bocca di democrazia, di valori, di rispetto del diritto; se uno
prende un voto in più dell'altro, è l'elettore che decide chi deve
sedere in quest'Aula, non i cavilli, quindi oggi persone, soggetti
che hanno magari tremila voti in meno dei colleghi che siedono in
quest'Aula e ritengono di arrogarsi chissà quale diritto, in base
ad un'interpretazione errata, mi permetto di dire questo da
avvocato, di una norma, perché per i casi in corso, colleghi, non
c'è bisogno di questa norma. Io confido che i giudici li
decideranno a prescindere assolutamente da questa norma, ma per
contribuire a dare chiarezza a una materia che è quanto meno
ingarbugliata e quanto mai ingarbugliata. Io credo che questo
Parlamento abbia oggi l'opportunità di fare un primo passo nel
senso chiarificatore che auspichiamo.
Quindi, è inutile che facciamo dietrologia, norme, se sono queste
le norme che devono indurre a vergognarci, veramente stiamo
esagerando, stiamo forzando un po' la mano.
Io chiedo, quindi, non solo ai partiti della maggioranza, ma ai
partiti tutti del Parlamento, di fare un esame di coscienza, anche
perché i colleghi poi parlate dei processi in corso, ma se
l'interpretazione della norma viene estesa, così come si vorrebbe
in questo Parlamento, i procedimenti di decadenza si
moltiplicherebbero, si moltiplicheranno e riguarderanno tutti i
partiti, non perché qualcuno voglia denunciare chissà che cosa, ma
perché evidentemente se passa un principio di estensione così
elastica delle cause di ineleggibilità, veramente siamo alla
frutta.
Nel caso in specie, se voi vi riferite ai colleghi che, peraltro,
possono essere attinti da questa norma o no, questo lo diranno, lo
decideranno i giudici, come decideranno di applicarla o meno nel
caso passasse; poi pensate all'assurdità che un sindaco fino a
diecimila abitanti è eleggibile, fino a ventimila abitanti in
Sicilia è eleggibile, però quel sindaco poi di diritto, come
sindaco va a far parte del Consiglio di amministrazione delle SRR o
dei GAL, questo diventerebbe ineleggibile.
Onorevole Cracolici, è così o non è così? Ma è chiaro che è
un'interpretazione assurda della norma
CRACOLICI. Non della norma, della sentenza.
ASSENZA. E, quindi, se possiamo portare un elemento che induca,
che cerchi di indurre chiarezza in una norma, in un coacervo di
norme così ingarbugliate, poi permettetemi di dire che
l'incostituzionalità poi la decide la Corte Costituzionale. Sui
giornali sono stato bersagliato su un'altra norma, quella dei 150
metri e, guarda caso, lunedì scorso, è stato proprio il Consiglio
di Giustizia amministrativa della Regione siciliana a sollevare
l'eccezione di incostituzionalità su quelle norme che io volevo
modificare con l'interpretazione autentica. Quindi, andiamoci piano
col cercare di indicare sempre al lupo al lupo, al diavolo, a
chissà quali marchingegni pericolosi, quali vogliamo mettere in
campo. Pertanto, mi permetto di chiedere il voto favorevole
dell'Aula per l'approvazione dell'emendamento 1.3 e poi del
successivo emendamento, con la modifica che ho già preannunciato di
correzione dell'errore materiale nel senso dell'entrata in vigore
con la pubblicazione.
Sull'ordine dei lavori
DE LUCA Cateno. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Cateno. Signor Presidente, onorevoli colleghi, colgo
l'occasione dell'intervento del collega Davide Vasta, il quale ha
espresso un invito e, da persona anche corretta che è sempre stata,
ha già preannunciato che pur se questa interpretazione non lo
riguarda, e credo che su questo nessuno possa dubitarne tranne
qualche giornalista prezzolato, credo che sia doveroso che tutti i
colleghi coinvolti in questa vicenda non partecipino al voto.
Questa credo che sia una questione di bon ton, di stile, che deve
coinvolgere tutti quanti, come già ha manifestato il collega Vasta.
E, quindi, è ovvio che, oltre Vasta, i due colleghi Catania e
anche Daidone, pur se fuori da questo perimetro, ma considerato che
sono i quattro colleghi che hanno, purtroppo, e questo ci dispiace,
l'abbiamo già detto in altre occasioni, nulla di personale, che
nessuno personalizzi la questione, ma come abbiamo avuto modo già
di dire, questa sfida alla Magistratura non ci fa piacere, anche
perché già il Presidente della Regione siciliana non ha dato un
buon esempio in tal senso, quindi che debba continuare questo
teatrino con la sua presenza obiettivamente è una situazione
inaccettabile, almeno ci sia un sussulto di dignità e, quindi,
prima di procedere alla votazione, chiedo ai colleghi, come farà il
collega Vasta, di allontanarsi da quest'Aula, quindi non solo di
non partecipare al voto, ma magari, questo può valere per tutti,
per i rapporti anche di amicizia che ci sono, perché quelli che
rimangono potrebbero anche condizionare con la loro presenza il
collega di banco o gli altri colleghi parlamentari.
(applausi)
bis.
Seguito della discussione del disegno di legge n. 21/A - Stralcio
III bis
PRESIDENTE. Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro
chiusa la discussione generale e pongo in votazione il passaggio
all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Interpretazione autentica
1. Il comma 1, lett. f) dell'art. 10, laddove dispone che Non
sono eleggibili inoltre . gli amministratori ed i dipendenti con
funzioni di rappresentanza o con poteri di organizzazione o
coordinamento del personale di istituti, consorzi, aziende, agenzie
ed enti dipendenti dalla Regione ovvero soggetti alla sua tutela o
vigilanza deve essere interpretato nel senso che gli enti soggetti
a tutela o vigilanza sono esclusivamente quelli di cui al
censimento del Servizio di Pianificazione e Controllo Strategico
del Presidente della Regione siciliana, come attualizzati negli
elenchi predisposti in applicazione del principio contabile n. 4/4
allegato al D. Lgs. N. 118/2011, come recepito dall'art. 11 della
L.R. n. 3/2015».
Si passa all'esame dell'emendamento 1.1, dell'onorevole Cateno De
Luca e altri. È mantenuto o ritirato?
DE LUCA Cateno. E' ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.2, a firma degli onorevoli Catanzaro e
altri. È mantenuto o ritirato?
CRACOLICI. È mantenuto Chiedo che la votazione avvenga con voto
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.2
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 1.2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti .............. 63
Votanti ............... 58
Maggioranza ...... 30
Favorevoli .......... 26
Contrari .............. 32
Astenuti .............. 0
(Non è approvato)
Si passa all'esame dell'emendamento 1.3, la riscrittura
dell'onorevole Assenza.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.3
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 1.3.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti .............. 64
Votanti ............... 62
Maggioranza ...... 32
Favorevoli .......... 31
Contrari .............. 31
Astenuti .............. 0
(Non è approvato)
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, io, intanto,
ho votato, e l'ho detto durante la votazione. Signor Presidente,
risulta, perché dal monitor vedevamo che non risultasse, il dito io
l'ho pigiato, quindi, chiedo che il mio voto sia messo a verbale
oppure si ripeta la votazione, perché posso dire che io ho votato
favorevolmente.
(proteste dai banchi dell'opposizione)
PRESIDENTE. Assessore Falcone, non può dire come ha votato,
perché è stata una votazione a scrutinio segreto. Si può ripetere
la votazione, visto e considerato che lei era presente.
In ogni caso, anche se venisse bocciato questo emendamento,
potrebbe comunque votarsi l'articolo. Si deve votare l'articolo.
Ripetiamo la votazione con voto sempre segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.3
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 1.3.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti .............. 64
Votanti ............... 63
Maggioranza ...... 32
Favorevoli .......... 27
Contrari .............. 36
Astenuti .............. 0
(Non è approvato)
PRESIDENTE. La seduta è sospesa per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17.27, è ripresa alle ore 17.32)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi chiedo di prendere posto.
Si vota l'articolo 1, adesso, colleghi, io sto per mettere in
votazione l'articolo 1, sto aspettando che prendiate posto.
(brusìo in Aula)
CRACOLICI. Posso fare una precisazione, Presidente?
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ha chiesto di intervenire l'onorevole
Assenza, prego onorevole.
ASSENZA. Presidente, poco fa, prima della votazione testé fatta
sull'emendamento sostitutivo, modificativo, presentato dal
sottoscritto, che è stato - bontà loro - bocciato, noi avevamo
votato per l'abrogazione dell'articolo.
La votazione sull'abrogazione dell'articolo ha avuto un risultato
chiarissimo, è stata bocciata, è stata respinta.
L'articolo è già approvato, non può essere più rimesso in
discussione.
PRESIDENTE. No, non è così, e metteremo, comunque, l'articolo in
votazione.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, io a differenza del collega Assenza, dico
che l'articolo non si può neanche votare, per una ragione perché,
paradossalmente, l'emendamento che era stato presentato dal collega
Assenza che in qualche modo limitava all'"ovvero", al valore
dell'"ovvero" nella norma vigente, con questa formulazione che,
invece, il testo porta originariamente, abroga una serie di
ineleggibilità, che sono previste dalla legge e che con quella
riscrittura vengono eliminate.
Le faccio un esempio. Gli enti di formazione professionale sono
vigilati dalla Regione, i cui amministratori non sono eleggibili
se, appunto, ci fossero elezioni regionali. Con questa legge
vengono cassati, perché limita l'ineleggibilità, cioè limita il
principio dell'ineleggibilità a tutti gli enti per i quali la
Regione opera attraverso il consolidato che sono 150, 158
PRESIDENTE. Onorevole, sono tutte considerazioni che sono già
state fatte.
Ritengo che, comunque, già sia stato votato il soppressivo, ma che
non è assolutamente bastevole per far sì che l'articolo 1 possa
passare.
CRACOLICI. Quindi, bisogna bocciarlo
PRESIDENTE. Si voterà l'articolo 1, si metterà in votazione. Se
lei volesse chiedere il voto segreto, lo può chiedere.
CRACOLICI. Io lo chiedo per coerenza, ma è assolutamente fuori
dalla grazia di Dio
PRESIDENTE. No, assolutamente. Quella era una riscrittura. Si è
votata la riscrittura. La riscrittura è stata bocciata. Si vota il
testo, così com'era. E' un'altra cosa.
CRACOLICI. Che è ancora più incostituzionale
PRESIDENTE. Eh, intanto si mette in votazione. Benissimo, allora
mettiamo in votazione l'articolo 1. Non ho capito se c'è richiesta
di voto palese, voto segreto.
(Interventi fuori microfono)
CRACOLICI. Voto segreto
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 1 del disegno di
legge n.
PRESIDENTE. Voto segreto. Il voto segreto prevale sul voto
palese.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Vediamo se c'è, se la richiesta è appoggiata E' appoggiata.
Indìco la votazione. Chi è favorevole all'articolo 1 voti verde,
chi è contrario voti rosso.
Dichiaro aperta la votazione. No, ora non mi serve che lo metti
quello. Quello era il colpo prima, Assessore.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti ..........64
Maggioranza .................33
Favorevoli .....................30
Contrari .........................34
Astenuti ......................... 0
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Abbiamo finito con l'interpretazione autentica
Seguito della discussione del disegno di legge "Obbligatorietà
dello screening neonatale per l'atrofia muscolare spinale." (n.
382/A)
PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del disegno di
legge "Obbligatorietà dello screening neonatale per l'atrofia
muscolare spinale." (n. 382/A), posto al n. 3 del II punto
all'ordine del giorno.
Chiedo alla VI Commissione di prendere posto. Il Presidente della
VI Commissione, gentilmente, si insedi.
Chiedo all'onorevole Di Paola di potermi sostituire dieci minuti.
Grazie.
Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA
PRESIDENTE. Invito il Presidente e relatore, onorevole Laccoto, a
svolgere la relazione. Prego, onorevole.
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Per quanto
riguarda la relazione, noi ci rimettiamo al testo, anche per
agevolare il percorso della votazione.
PRESIDENTE. Bene. Il Presidente Laccoto si rimette al testo. Apro
la discussione generale.
SPADA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Spada.
SPADA. Presidente, chiedo ai colleghi, alla Commissione e
soprattutto a lei, in considerazione del fatto che questo è un
disegno di legge che è stato discusso nei mesi scorsi in
Commissione e che ha visto la partecipazione anche dei colleghi del
Partito Democratico, ed avendo, oggi, l'assenza di un componente
del Partito Democratico, che è l'onorevole Burtone, che ci teneva
particolarmente ad esserci, ma per cause di forza maggiore non è
potuto venire qui, chiedo, Presidente, di poter rinviare la
trattazione del disegno di legge alla prossima settimana, per
consentire anche all'onorevole Burtone di poter partecipare a
questa discussione.
Quindi, sarebbe un gesto di buonsenso, che agevolerebbe la
discussione, anche perché - dico - il clima in quest'Aula non mi
sembra neanche dei migliori per iniziare un disegno di legge così
importante.
Con il supporto anche del Presidente della VI Commissione, le
chiedo la cortesia di poter rinviare alla prossima settimana la
discussione di questo testo. Grazie.
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Io penso che
questo sia un testo ... diamo merito all'onorevole De Luca,
all'onorevole Burtone, a tutti i componenti della Commissione, per
avere fatto un testo e avere insistito Avrà modo l'onorevole
Burtone, eventualmente, di intervenire, ma se noi perdiamo questa
occasione, io credo che questa norma rischi di slittare per molto
tempo. Ricordiamoci com'è la situazione.
Quindi, io penso che sia giusto in questo momento votare, dando
atto all'onorevole Burtone e a tutti di potere ... ecco, anche
perché io credo che mi dovrò allontanare fra poco e, quindi, siamo
in condizioni ... non ha senso, questo clima non porta poi alla
votazione.
LA VARDERA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Poi le do la parola, onorevole De Luca.
LA VARDERA. Sì, solo per inciso, Presidente, credo che noi abbiamo
cambiato decisamente argomento, visto che stiamo parlando di un
disegno di legge, però quello che è accaduto qualche secondo fa in
quest'Aula ha del clamoroso Cioè, come dire, il Governo è andato
in frantumi, in pezzi. Questo è giusto registrarlo in quest'Aula:
non c'è più la maggioranza di questo Governo, prendetene atto
colleghi.
Colleghi della maggioranza, io ho la libertà di potere dire la
mia, siccome abbiamo cambiato argomento, è giusto e ora ci
entriamo, non c'è la maggioranza e questo Governo prenda atto che è
andato completamente in pezzi, è imploso su sé stesso, e ha
dimostrato, per l'ennesima volta, di non essere compatto. Siete
compatti solo quando vi dovete dividere le poltrone e quando,
invece, dovete in qualche maniera essere uniti, ovviamente, siete,
come dire, nemici in casa E, quindi, prendetene atto e andatevene
a casa Sarebbe veramente un gesto che i Siciliani vi renderebbero
per tantissimi anni, ma questo non lo farete mai. Questo lo dovevo
dire.
PRESIDENTE. Ci sono altri deputati che vogliono intervenire sulla
discussione generale? No.
Dichiaro pertanto chiusa la discussione generale e pongo in
votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Finalità dello screening neonatale per l'atrofia
muscolare spinale
1. Al fine di garantire la diagnosi precoce in età
neonatale e la relativa somministrazione di efficaci
terapie farmacologiche, è obbligatorio lo screening per
l'atrofia muscolare spinale (SMA) da effettuare su tutti
i nati in Sicilia a seguito di parti effettuati in
strutture ospedaliere o a domicilio, ai sensi dell'art. 1
della legge 19 agosto 2016, n. 167 e successive
modificazioni.
2. Fino alla revisione e all'aggiornamento della lista
delle patologie da ricercare attraverso lo screening
neonatale, previsti dall'articolo 4, comma 2-bis, della
legge n. 167 del 2016 e successive modificazioni,
l'accertamento diagnostico di cui al comma precedente è
inserito nelle progettualità previste dal Piano regionale
per la prevenzione.»
Non sono stati presentati emendamenti.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Modalità di attuazione dello screening neonatale per
l'atrofia muscolare spinale
1. Con decreto dell'Assessore regionale per la Salute,
da emanarsi entro 30 giorni dall'entrata in vigore della
presente legge, sono adottate le disposizioni per l'avvio
dello screening neonatale per la SMA e la definizione
dettagliata del percorso assistenziale dal test di
screening alla conferma diagnostica, alla successiva
presa in carico e al trattamento del neonato.
2. Il decreto di cui al comma 1, in ogni caso, contiene
le seguenti prescrizioni:
a) il prelievo ematico per lo screening neonatale per la
SMA è eseguito dal punto nascita contestualmente a quello
dello screening neonatale esteso entro e non oltre le 48-
72 ore di vita del neonato;
b) i campioni di cui alla lettera a) sono inviati ai
Centri regionali dello screening neonatale esteso
individuati dall'Assessorato regionale per la Salute e da
questi inviati ai laboratori di genetica medica collegati
funzionalmente con gli stessi;
c) il test genetico è effettuato entro e non oltre
l'arco temporale di 2-5 giorni dall'accettazione del
campione;
d) in caso di identificazione di un neonato affetto da
SMA, il risultato è confermato su un nuovo campione di
DNA estratto dal medesimo prelievo ematico e comunicato
al punto nascita che ne informa la famiglia, la quale è
indirizzata presso un servizio di genetica medica della
Regione per effettuare una completa consulenza
specialistica;
e) il neonato affetto da SMA è indirizzato ai centri
pediatrici di riferimento per le malattie neurologiche
pediatriche e le malattie rare del sistema nervoso in età
pediatrica individuati dall'Assessorato regionale per la
Salute per l'eventuale terapia e il successivo follow-
up.»
Non sono stati presentati emendamenti.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Norma finanziaria
1. Per far fronte agli oneri della presente legge è
autorizzata per ciascuno degli anni 2024 e 2025 la spesa
di 506 migliaia di euro, cui si provvede con parte delle
disponibilità dei finanziamenti per gli obiettivi del PSN
per l'anno 2022 destinati alla prevenzione di cui al cap.
413363.»
Non sono stati presentati emendamenti.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Norma finale
1. La presente legge è pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale della Regione siciliana ed entra in vigore il
giorno stesso della sua pubblicazione.
2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
farla osservare come legge della Regione.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Obbligatorietà dello screening neonatale per l'atrofia muscolare
spinale» (382/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Obbligatorietà dello screening neonatale per
l'atrofia muscolare spinale» (382/A).
Invito i colleghi a prendere posto. Indìco la votazione per
scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Presenti ............59
Votanti ................38
Maggioranza .......20
Favorevoli ...........38
Contrari ...............0
Astenuti ...............0
(E' approvato)
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Presidente, semplicemente per ringraziare il
Governo, i colleghi, l'Aula tutta e in particolare anche per un
pensiero al collega Burtone che, oggi, non ha potuto partecipare ai
lavori per dei motivi determinanti, di salute, ma sono sicuro che
lo stesso collega Burtone, che ha dato un contributo fondamentale
per la redazione di questo disegno di legge, sarà più che felice di
averlo approvato oggi, per il semplice motivo che questo è un
disegno di legge che prima entra in vigore e maggiori sono le
possibilità di intercettare e, quindi, di salvare un bambino o una
bambina che portano purtroppo questa terribile malattia.
Sono molto felice, perché è una norma che qualifica questo
Parlamento e questa Regione perché sarà una delle prime regioni, la
Sicilia, che andrà ad eseguire questo screening neonatale in attesa
che il Governo centrale lo inserisca tra i LEA e, quindi, lo renda
obbligatorio su tutto il territorio nazionale.
Un ringraziamento, poi, insieme ai colleghi di Commissione, agli
Uffici del Governo e all'Assessore alla salute, che oggi mi spiace
non ci sia, perché anche gli Uffici hanno collaborato in maniera
solerte e seria a questo disegno di legge. Il personale della
Commissione che è sempre presente con le sue competenze e d'ausilio
a tutti i disegni di legge che vengono presentati in Commissione
Salute , per cui il ringraziamento va a tutti.
Questa è una buona legge che sicuramente avrà qualche effetto
positivo sulla sanità dei siciliani, delle famiglie e soprattutto
dei più piccoli. Grazie.
LEANZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Grazie Presidente, solo per manifestare la nostra felicità
per l'approvazione di questo disegno di legge. Noi abbiamo lavorato
tanto in Commissione Salute , l'onorevole Burtone - come hanno
ricordato già altri colleghi non poteva essere presente oggi - ha
fortemente sostenuto questo disegno di legge. E' un passo avanti
per la nostra Regione che, finalmente, si allinea rispetto al resto
d'Italia, al resto della Nazione, sull'obbligatorietà dello
screening neonatale per l'atrofia muscolare spinale. Un passo
avanti, un disegno di legge che introduce questo screening
neonatale, l'obbligatorietà di questo screening neonatale possa
essere un auspicio per l'allineamento della Sicilia, anche su altri
settori rispetto alla nostra Nazione. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Leanza.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 6 febbraio
2024, alle ore 15.00.
La seduta è tolta alle ore 17.49 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
VIII SESSIONE ORDINARIA
92a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 6 febbraio 2024 - ore 15.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Disciplina in materia di funzioni, organi di governo e sistema
elettorale delle province e delle città metropolitane. (n. 319-
97/A) (Seguito)
Relatore: on. Abbate
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
- Risposte scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:
da parte dell'Assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e
la pesca mediterranea
N. 248 - Interventi urgenti per garantire l'approvvigionamento
idrico nei territori serviti dal Consorzio di bonifica di Ragusa.
Firmatari: Abbate Ignazio
- Con nota prot. n. 17815 del 27 aprile 2023, il Presidente della
Regione, ha delegato l'Assessore per l'agricoltura, lo sviluppo
rurale e la pesca mediterranea.
N. 406 - Iniziative urgenti sul perdurante disservizio idrico
nelle c.de del Comune di Modica (RG).
Firmatari: Campo Stefania; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di
Paola Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Ciminnisi Cristina;
Gilistro Carlo; Cambiano Angelo; Varrica Adriano; Ardizzone
Martina
N. 434 - Interventi urgenti per far fronte alle legittime
aspettative degli operatori dei settori agricolo, commerciale
e artigianale a seguito degli eventi calamitosi che hanno
interessato il comune di Butera (CL) nel febbraio 2023.
Firmatari: Di Paola Nunzio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta;
Campo Stefania; Marano Jose; De Luca Antonino; Ciminnisi Cristina;
Gilistro Carlo; Cambiano Angelo; Varrica Adriano; Ardizzone
Martina
- Con nota prot. n. 32988 del 25 agosto 2023, il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore per l'agricoltura, lo sviluppo
rurale e la pesca mediterranea.
N. 462 - Notizie in ordine all'attuazione delle previsioni di cui
all'articolo 72 del C.C.N.L. per i dipendenti dei consorzi di
bonifica e di miglioramento fondiario.
Firmatari: Assenza Giorgio
- Con nota prot. n. 33020 del 25 agosto 2023, il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore per l'agricoltura, lo sviluppo
rurale e la pesca mediterranea.
N. 574 - Chiarimenti in merito al mancato pagamento degli
emolumenti ai dipendenti del Consorzio di bonifica 10 Siracusa -
Lentini.
Firmatari: Gilistro Carlo; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta;
Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino;
Ciminnisi Cristina; Cambiano Angelo; Varrica Adriano; Ardizzone
Martina
N. 748 - Notizie sul diffondersi delle formiche rosse in Sicilia.
Firmatari: Auteri Carlo
- Con nota prot. n. 1229 del 15 gennaio 2024 il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore per l'agricoltura, lo sviluppo
rurale e la pesca mediterranea.
da parte dell'Assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica
N. 677 - Iniziative al fine di garantire il diritto di accesso
agli atti da parte dei consiglieri comunali del Comune di Vittoria
(RG).
Firmatari: Assenza Giorgio
- Con nota prot. n. 44910 del 30 novembre 2023 il Presidente
della Regione, ha delegato l'Assessore per le autonomie locali e
la funzione pubblica.
da parte dell'Assessore per i beni culturali e l'identità
siciliana
N. 333 - Iniziative urgenti finalizzate a garantire la corretta e
regolare fruizione in sicurezza del parco archeologico di Tindari
comune di Patti (ME).
Firmatari: Carta Giuseppe
- Con nota prot. n. 21965 del 30 maggio 2023 il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore per i beni culturali e l'identità
siciliana.
N. 514 - Chiarimenti in merito allo stato di ammaloramento del
complesso delle mura timoleontee del Parco archeologico di Gela
(CL).
Firmatari: Di Paola Nunzio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta;
Campo Stefania; Marano Jose; De Luca Antonino; Ciminnisi Cristina;
Gilistro Carlo; Cambiano Angelo; Varrica Adriano; Ardizzone
Martina
- Con nota prot. n. 41089 del 30 ottobre 2023, il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per i beni culturali e
l'identità siciliana.
N. 570 - Chiarimenti in merito alla chiusura del Museo regionale
'Agostino Pepoli' di Trapani per la stagione turistica corrente.
Firmatari: Safina Dario; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni;
Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; Spada Tiziano Fabio;
Venezia Sebastiano; Chinnici Valentina; Giambona Mario; Leanza
Calogero; Saverino Ersilia
- Con nota prot. n. 42293 del 9 novembre 2023, il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per i beni culturali e
l'identità siciliana.
N. 573 - Notizie in merito al finanziamento degli interventi di
cui all'Avviso pubblico destinato
all'illuminazione artistica esterna dei castelli, dei manieri,
delle fortezze e delle torri di Sicilia.
Firmatari: Venezia Sebastiano; Cracolici Antonino; Burtone
Giovanni; Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario;
Spada Tiziano Fabio; Chinnici Valentina; Giambona Mario; Leanza
Calogero; Saverino Ersilia
- Con nota prot. n. 42290 del 9 novembre 2023, il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per i beni culturali e
l'identità siciliana.
N. 613 - Intendimenti del Governo in merito alla valorizzazione
del Museo archeologico di Centuripe (EN).
Firmatari: Venezia Sebastiano; Cracolici Antonino; Burtone
Giovanni; Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario;
Spada Tiziano Fabio; Chinnici Valentina; Giambona Mario; Leanza
Calogero; Saverino Ersilia
- Con nota prot. n. 43568 del 20 novembre 2023 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per i beni culturali e
l'identità siciliana.
N. 667 - Chiarimenti sulle modalità e forme di
concessione/gestione della Chiesa della Tonnara di Marzamemi nel
territorio di Pachino (SR).
Firmatari: Gennuso Riccardo
- Con nota prot. n. 44898 del 30 novembre 2023 il Presidente
della Regione, ha delegato l'Assessore per i beni culturali e
l'identità siciliana.
N. 710 - Notizie in merito allo stato di avanzamento degli
interventi di riqualificazione del Museo archeologico di Gela
(CL).
Firmatari: Di Paola Nunzio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta;
Campo Stefania; Marano Jose; De Luca Antonino; Ciminnisi Cristina;
Gilistro Carlo; Cambiano Angelo; Varrica Adriano; Ardizzone
Martina
- Con nota prot. n. 1146 del 15 gennaio 2024 il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore per i beni culturali e l'identità
siciliana.
da parte dell'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e
il lavoro
N. 690 - Misure urgenti al fine di garantire l'integrazione
oraria dei lavoratori ASU in seguito al raggiungimento del limite
di spesa di cui all'art. 7, comma 2, della l.r. n. 2 del 2023.
Firmatari: De Luca Antonino; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Ciminnisi
Cristina; Gilistro Carlo; Cambiano Angelo; Varrica Adriano;
Ardizzone Martina
- Con nota prot. n. 1061 del 15 gennaio 2024 il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore per la famiglia, le politiche
sociali e il lavoro.
da parte dell'Assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo
N. 548 - Chiarimenti in merito al finanziamento della Regione
siciliana a beneficio della Fondazione Taormina Arte Sicilia per
la realizzazione dell'edizione 2023 del festival Cinema di
Taormina 'Taormina Film Fest'.
Firmatari: Cracolici Antonino; Burtone Giovanni; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano Fabio;
Venezia Sebastiano; Chinnici Valentina; Giambona Mario; Leanza
Calogero; Saverino Ersilia
- Con nota prot. n. 41217 del 31 ottobre 2023 il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore per il turismo, lo sport e lo
spettacolo.
N. 714 - Chiarimenti in merito all'erogazione delle risorse del
Fondo Unico Regionale per lo Spettacolo (FURS) stanziate per
l'esercizio finanziario 2023.
Firmatari: Giambona Mario; Cracolici Antonino; Burtone
Giovanni; Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario;
Spada Tiziano Fabio; Venezia Sebastiano; Chinnici Valentina;
Leanza Calogero; Saverino Ersilia
- Con nota prot. n. 1192 del 15 gennaio 2024 il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore per il turismo, lo sport e lo
spettacolo.
Comunicazione di disegni di legge presentati ed inviati
alle competenti Commissioni
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Misure integrative regionali per favorire la
promozione e la diffusione della figura
dell'amministratore di sostegno di cui alla Legge 9
gennaio 2004. (n. 671).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 13 dicembre 2023.
Inviato il 23 gennaio 2024.
Parere V.
- Istituzione del Consiglio regionale delle Autonomie
Locali. (n. 674).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 20 dicembre 2023.
Inviato il 23 gennaio 2024.
BILANCIO (II)
- Norme in materia di esenzione dal pagamento
dell'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP)
in favore degli enti del Terzo settore. (n. 675).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 28 dicembre 2023.
Inviato il 23 gennaio 2024.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Norme per il sostegno, la valorizzazione e la
promozione della creatività urbana, della street art, del
writing e del muralismo. (n. 672).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 13 dicembre 2023.
Inviato il 23 gennaio 2024.
- Inclusione sociale, rimozione delle barriere e
riconoscimento e promozione della lingua dei segni.
Disposizioni per la piena accessibilità delle persone
sorde alla vita collettiva. (n. 673).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 18 dicembre 2023.
Inviato il 23 gennaio 2024.
Parere VI.
- Promozione della figura del Chinesiologo di base,
clinico, sportivo e manager dello sport. Recepimento
dell'art. 41 del Decreto Legislativo 28 febbraio 2021 n.
36. (n. 676).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato l'8 gennaio 2024.
Inviato il 23 gennaio 2024.
Parere VI.
SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Norme per il riconoscimento e la tutela della figura
del caregiver familiare. (n. 670).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato l'11 dicembre 2023.
Inviato il 23 gennaio 2024.
Parere V.
- Misure regionali per la promozione del benessere e la
prevenzione del disagio psichico adolescenziale. (n.
677).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato l'8 gennaio 2024.
Inviato il 23 gennaio 2024.
Parere V.
- Norme per la prevenzione e il trattamento del gioco
d'azzardo patologico. (n. 678).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 17 gennaio 2024.
Inviato il 23 gennaio 2024.
Comunicazione di riassegnazione di disegni di legge
SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Normativa sulla figura del caregiver (n. 446).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 23 gennaio 2024.
Comunicazione di richieste di parere pervenute e assegnate
alla competente Commissione
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Consorzio ASI di Enna, Ragusa e Calatino di Caltagirone -
Nomina commissario liquidatore. (n. 44/I).
Pervenuto in data 23 gennaio 2024.
Inviato in data 26 gennaio 2024.
- Legge regionale 29 luglio 2021, n. 20 «Legge regionale per
l'accoglienza e l'inclusione». Piano triennale per
l'accoglienza e l'inclusione 2024-2026. (n. 46/I-II).
Pervenuto in data 23 gennaio 2024.
Inviato in data 26 gennaio 2024.
Comunicazione di parere reso dalla competente Commissione
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Ricostituzione del Consiglio regionale dei beni
culturali ed ambientali, ex articolo 4 della legge regionale
1 agosto 1977, n. 80. Richiesta di parere ai sensi
dell'articolo 61, comma 1, della legge regionale 7 maggio
2015, n. 9 (n. 43/V).
Reso in data 18 gennaio 2024.
Inviato in data 23 gennaio 2024.
Annunzio di interrogazioni
- Con richiesta di risposta orale presentate:
N. 774 - Iniziative urgenti per il ripristino della SP. 119
Polizzi Generosa (PA) - Portella Colla (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
La Vardera Ismaele; De Luca Cateno; Balsamo Ludovico; Vasta
Davide Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe; Sciotto Matteo
N. 776 - Iniziative urgenti per garantire adeguato supporto socio-
economico alle famiglie coinvolte nella 'migrazione sanitaria'.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
La Vardera Ismaele; De Luca Cateno; Balsamo Ludovico; Vasta
Davide Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe; Sciotto Matteo
N. 777 - Notizie in merito alla risoluzione delle criticità
legate alla carenza di personale sanitario nei presidi ospedalieri
siciliani.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Venezia Sebastiano; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni;
Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada
Tiziano Fabio; Chinnici Valentina; Giambona Mario; Leanza
Calogero; Saverino Ersilia
N. 778 - Chiarimenti urgenti in merito alla recente ispezione
dell'ANAC presso la Centrale Unica di Committenza della Regione
siciliana.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
La Vardera Ismaele; De Luca Cateno; Balsamo Ludovico; Vasta
Davide Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe; Sciotto Matteo
N. 779 - Iniziative urgenti al fine di risolvere le gravi
criticità denunciate presso il punto nascita dell'ospedale di
Avola (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
La Vardera Ismaele; De Luca Cateno; Balsamo Ludovico; Vasta
Davide Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe; Sciotto Matteo
N. 781 - Notizie in merito all'impegno di collaborazione con la
Fondazione Antonio Presti ETS, dichiarato dal Governo regionale.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Burtone Giovanni; Cracolici Antonino; Dipasquale Emanuele;
Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano Fabio; Venezia
Sebastiano; Chinnici Valentina; Giambona Mario; Leanza Calogero;
Saverino Ersilia
N. 784 - Mantenimento dell'autonomia scolastica
dell'Istituto tecnico aeronautico 'Arturo Ferrarin' di Catania.
- Assessore Istruzione e Formazione
Saverino Ersilia; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni;
Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada
Tiziano Fabio; Venezia Sebastiano; Chinnici Valentina; Giambona
Mario; Leanza Calogero
N. 786 - Provvedimenti consequenziali all'inchiesta 'Aspide'.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Chinnici Valentina; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni;
Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada
Tiziano Fabio; Venezia Sebastiano; Giambona Mario; Leanza
Calogero; Saverino Ersilia
N. 787 - Chiarimenti urgenti in merito all'avviso relativo al
conferimento dell'incarico di Direttore del Dipartimento di
prevenzione veterinario presso l 'ASP di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
La Vardera Ismaele; De Luca Cateno; Balsamo Ludovico; Vasta
Davide Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe; Sciotto Matteo
N. 788 - Iniziative urgenti al fine di garantire i diritti di un
cittadino ingiustamente licenziato per avere agito in difesa
dell'ambiente.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
La Vardera Ismaele; De Luca Cateno; Balsamo Ludovico; Vasta
Davide Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe; Sciotto Matteo
N. 789 - Chiarimenti in merito alla disciplina regionale relativa
alla decadenza dei consigli comunali per dimissioni dei
consiglieri o altra causa.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Carta Giuseppe
N. 791 - Chiarimenti in merito alla regolarità
dell'autovelox installato sulla SS. 121 ed eventuale attività
ispettiva sulle corrette procedure attuate dal Comune di Santa
Maria di Licodia (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Venezia Sebastiano
N. 792 - Informazioni circa la campagna di sconti sul prezzo dei
biglietti aerei per i residenti in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Catanzaro Michele; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni;
Dipasquale Emanuele; Safina Dario; Spada Tiziano Fabio; Venezia
Sebastiano; Chinnici Valentina; Giambona Mario; Leanza Calogero;
Saverino Ersilia
Le interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
- Con richiesta di risposta scritta presentate:
N. 775 - Chiarimenti sull' Avviso pubblico di selezione interna,
per titoli, per il conferimento, ai sensi degli artt. 19 e 20 del
CCRL 2016-2018 del comparto non dirigenziale, delle posizioni
organizzative del Dipartimento regionale dei Beni Culturali e
dell'Identità siciliana.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Balsamo Ludovico; De Luca Cateno; La Vardera Ismaele; Vasta
Davide Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe; Sciotto Matteo
N. 780 - Salvaguardia dei livelli occupazionali dei lavoratori
del Consorzio Sintesi Cooperativa Sociale - Onlus.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Varrica Adriano
N. 782 - Chiarimenti in merito agli esiti del Bando per l'accesso
all'intervento SRG06 - LEADER - Attuazione delle Strategie di
Sviluppo Locale Tipo di intervento: COOP (77) - Cooperazione di
cui al Decreto del Dirigente Generale Dipartimento Agricoltura n.
4923/2023 del 12/10/2023.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura svil. rurale e pesca med.
Venezia Sebastiano; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni;
Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada
Tiziano Fabio; Chinnici Valentina; Giambona Mario; Leanza
Calogero; Saverino Ersilia
N. 783 - Salvaguardia dei livelli occupazionali dei lavoratori
del call center del servizio elettrico nazionale di maggiore
tutela operanti nell'azienda System House S.r.l.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Varrica Adriano
N. 785 - Salvaguardia dei livelli occupazionali dei lavoratori
del call center Abramo Customer Care S.p.A.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Varrica Adriano
N. 790 - Chiarimenti in merito alla decadenza dei Consigli
comunali per dimissioni dei consiglieri.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Spada Tiziano Fabio; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni;
Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Venezia
Sebastiano; Chinnici Valentina; Giambona Mario; Leanza Calogero;
Saverino Ersilia
Le interrogazioni saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanze
N. 89 - Intendimenti del Governo in merito all'adeguamento delle
rette sanitarie per i soggetti fragili.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Economia
Venezia Sebastiano; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni;
Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada
Tiziano Fabio; Chinnici Valentina; Giambona Mario; Leanza
Calogero; Saverino Ersilia
N. 90 - Intendimenti circa la concessione delle Aree dismesse dei
Consorzi ASI in liquidazione in favore dei Comuni in cui ricadono
le aree industriali.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Carta Giuseppe
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si intendono
accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
Annunzio di mozioni
N. 133 - Interventi in materia di mobilità nel Comune di Siracusa
e definizione del contenzioso pendente tra lo stesso Comune e
l'Assessorato delle infrastrutture e della mobilità.
Carta Giuseppe; Lombardo Giuseppe Geremia; Castiglione
Giuseppe
Presentata il 8/11/23
N. 135 - Immediata attuazione dell'art 37 dello Statuto della
Regione siciliana secondo quanto stabilito dal decreto legislativo
n. 241 del 2005.
Figuccia Vincenzo; Turano Girolamo; Laccoto Giuseppe;
Caronia Maria Anna; Sammartino Luca; Geraci Salvatore
Presentata il 10/11/23
N. 136 - Iniziative urgenti finalizzate a ridurre il costo dei
carburanti.
Gilistro Carlo; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Campo Stefania;
Di Paola Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Ciminnisi
Cristina; Cambiano Angelo; Varrica Adriano; Ardizzone Martina
Presentata il 14/11/23
N. 138 - Riattivazione della Sezione Speciale Sicilia nell'ambito
del Fondo centrale di Garanzia allo scopo di sostenere gli
interventi in favore delle PMI siciliane.
Venezia Sebastiano; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni;
Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada
Tiziano Fabio; Chinnici Valentina; Giambona Mario; Leanza
Calogero; Saverino Ersilia
Presentata il 24/11/23
N. 139 - Incremento dei fondi per il finanziamento del Programma
di sostegno in favore delle persone fisiche residenti in Sicilia e
contributo straordinario per l'acquisto e l'installazione di
pannelli fotovoltaici nonché di sistemi di accumulo di energia
elettrica.
Venezia Sebastiano; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni;
Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada
Tiziano Fabio; Chinnici Valentina; Giambona Mario; Leanza
Calogero; Saverino Ersilia
Presentata il 27/11/23
N. 140 - Iniziative in merito al ripristino del tratto stradale
della S.P. 1 chiuso al transito dal 2011.
Giambona Mario; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano Fabio;
Venezia Sebastiano; Chinnici Valentina; Leanza Calogero; Saverino
Ersilia
Presentata il 4/12/23
N. 143 - Misure volte ad impedire la realizzazione del deposito
nazionale dei rifiuti radioattivi e del combustibile nucleare
esaurito.
Ciminnisi Cristina; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Campo
Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Gilistro
Carlo; Cambiano Angelo; Varrica Adriano; Ardizzone Martina
Presentata il 13/12/23
N. 144 - Iniziative urgenti per la tutela occupazionale dei
lavoratori dell'azienda System House di Palermo.
La Vardera Ismaele; De Luca Cateno; Balsamo Ludovico; Vasta
Davide Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe; Sciotto Matteo
Presentata il 14/12/23
Le mozioni saranno demandate, a norma dell'articolo 153 del
Regolamento interno, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per la determinazione della relativa data di
discussione.
Allegato B
Risposte scritte ad interrogazioni (testi)