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Resoconto d'Aula della Seduta n. 91 di martedì 30 gennaio 2024
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   regionale onorevole Catania Giuseppe Sebastiano

   Presidenza del Presidente Galvagno

   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 16.36

   Comunicazione relativa alla reimmissione nella carica di deputato
                               regionale

   PRESIDENTE.  Facendo seguito a quanto già annunziato nella  seduta
  d'Assemblea  n.  90  del  24  gennaio 2024,  con  riferimento  alla
  dichiarazione   di  ineleggibilità  dell'on.  Giuseppe   Sebastiano
  Catania alla carica di deputato regionale comunico che, in data  30
  gennaio 2024, è pervenuto ricorso in appello da parte dello  stesso
  deputato  regionale, trasmesso dal suo legale di  fiducia  con  PEC
  protocollata al n. 2245-DIG/2024 di pari data, avverso la  sentenza
  del   Tribunale   civile  di  Palermo  che  lo   aveva   dichiarato
  ineleggibile.
      Cosicché   l'efficacia  dell'esecutività  della  sentenza   del
  Tribunale di Palermo, Sez. I civile, del 20 dicembre 2023 (R.G.  n.
  10183/2023), comunicata dall'Avvocatura distrettuale dello Stato di
  Palermo a questa Assemblea regionale in data 24 gennaio 2024  (data
  coincidente  - come leggesi nel ricorso in appello di cui  sopra  -
  con  quella  di  relativa   emissione ), rimane  sospesa  ai  sensi
  dell'art. 22, comma 8, del D.lgs. n. 150 del 2011.
   Ne   consegue  altresì  che  l'on.  Giuseppe  Sebastiano  Catania,
  dichiarato ineleggibile a far data dal 24 gennaio 2024, è reimmesso
  nella  carica  a  seguito  dell'odierna  notifica  telematica   del
  superiore  appello,  salva la definizione del giudizio  di  secondo
  grado.
   A  tal  proposito,  preciso  che l'onorevole  Giuseppe  Sebastiano
  Catania, reimmesso nella carica di deputato regionale, non  tornerà
  a  ricoprire automaticamente anche le cariche interne rivestite  in
  precedenza (nello specifico: componente e Vice Presidente della III
  Commissione    legislativa   permanente    Attività    produttive ,
  componente  della II Commissione legislativa permanente   Bilancio
  e  della Commissione parlamentare speciale  per l'esame dei disegni
  di legge di modifica dello Statuto e della materia statutaria ),  e
  ciò   in   conformità  a  quanto  evidenziato   dal   parere   reso
  dall'Avvocatura  distrettuale dello Stato  di  Palermo  su  analoga
  fattispecie in data 24 maggio 2012.
   Riepilogando, l'on. Giuseppe Sebastiano Catania:
   a)  dovrà  dichiarare a quale Gruppo parlamentare  si  iscrive  ed
  essere nuovamente designato componente di Commissione;
   b)  non  è  tenuto  a  prestare  nuovamente  giuramento  ai  sensi
  dell'articolo 5 dello Statuto, avendolo già prestato ad  inizio  di
  legislatura all'atto del suo insediamento.

   L'Assemblea ne prende atto.


             Processo verbale, atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in  assenza
  di osservazioni in contrario, nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo:  per  la  seduta
  odierna  [30/1/2024] l'onorevole Saverino; l'onorevole Burtone  dal
  30 gennaio all'1 febbraio 2024.
   L'Assemblea ne prende atto.

     Comunicazione relativa a superamento o preclusione di atti di
                          indirizzo politico

   PRESIDENTE.   Comunico  che,  a  seguito  dell'accettazione   come
  raccomandazione da parte del Governo, nel corso della seduta n.  88
  del 2023-2024, degli ordini del giorno nn. 116, 119, 135, 140, 147,
  154,  sono  da intendersi superate o precluse, rispettivamente,  le
  mozioni  nn.  132, 134, 137, 142, 117, 141, di identico  o  analogo
  contenuto.

   L'Assemblea ne prende atto.


                    Per una questione pregiudiziale

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, siamo all'esame  della  questione
  pregiudiziale  posta  dall'onorevole  Cracolici.   Così   come   da
  Regolamento,  possono  intervenire due  colleghi  a  favore  e  due
  contrari.

   CRACOLICI. La posso illustrare?

   PRESIDENTE. Prego, la può illustrare, onorevole Cracolici.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  la  ringrazio.  Come  avevo   già
  annunciato, avrei a nome mio, ma anche dei colleghi del Gruppo  del
  PD,  sottoposto una pregiudiziale alla trattazione del  disegno  di
  legge di riordino del sistema elettorale nelle cosiddette province.
   Faccio una breve considerazione iniziale. Uno dei primi disegni di
  legge depositati in questa legislatura ha riguardato la possibilità
  di  modificare il sistema elettorale per l'elezione delle  province
  in  Sicilia. Quindi, non aggiungo altro nel dire che per quanto  mi
  riguarda  e  per quanto ci riguarda, noi siamo dell'avviso  che  il
  sistema  elettivo  di secondo grado che in Sicilia  non  si  è  mai
  applicato,  è  un sistema che non sta funzionando,  per  la  verità
  neanche  nelle  regioni  dove  si è applicato.  Quindi,  siamo  per
  consentire  l'elezione a suffragio universale  degli  organi  delle
  città metropolitane e delle province.
   Fatta questa premessa, dico pure che la Sicilia credo che abbia un
  primato  unico,  forse non credo che esista  un  altro  tempo  così
  lungo: dal 2012, la provincia di Ragusa è stata commissariata e  da
  12 anni è commissariata  Insieme alla provincia di Ragusa, man mano
  che siamo andati avanti fino al 2015, no, prima del 2015, c'è stato
  il  commissariamento di tutte le province regionali, con esclusione
  delle città metropolitane, dove l'ordinamento consentiva ai sindaci
  dei   comuni   capoluoghi   di  insediarsi   anche   come   sindaci
  metropolitani.  Per  cui  noi abbiamo sei province,  le  cosiddette
  province  minori,  che  sono  tutte  commissariate,  le  tre  città
  metropolitane che hanno tre sindaci metropolitani in quanto sindaci
  del  comune  capoluogo, senza avere insediato  gli  organi.  Perché
  faccio  questa  considerazione di una  cosa  ovvia  che  conosciamo
  tutti?  Perché  sono  le ragioni per le quali pongo  una  questione
  pregiudiziale    relativamente    alla    norma,     per     palese
  incostituzionalità della stessa alla luce delle pronunce  ripetute,
  reiterate della Corte costituzionale.
   Com'è  noto  la  legge Delrio è una legge che è stata  definita  e
  acclarata  anche  dalla Corte Costituzionale  come  grande  riforma
  economico-sociale  e  come  tale ha  un'applicazione  in  tutto  il
  territorio  nazionale, talmente è stata prevalente che  la  Regione
  siciliana,  quando  fece la legge di recepimento della  cosiddetta
  Delrio , introdusse la possibilità che il sindaco metropolitano non
  fosse  il  sindaco della città capoluogo ma uno dei  sindaci  della
  città metropolitana eletto dagli stessi sindaci.
   La  Corte  Costituzionale dichiarò inammissibile quella previsione
  della  legge  regionale di recepimento, ribadendo  che  il  sindaco
  metropolitano  doveva essere esclusivamente il sindaco  del  comune
  capoluogo,  questo  per onore di memoria, ma soprattutto  per  dire
  cosa?  Che  fino  a  quando il Parlamento nazionale  non  modifica,
  abrogandola o introducendo la possibilità nella stessa legge Delrio
  dell'elezione diretta a suffragio universale per tutte le  province
  italiane,  fino a quel momento, non c'è possibilità, ad  avviso  di
  chi  vi  parla, ma devo dire che questo convincimento è  abbastanza
  diffuso  anche in alcune espressioni di valutazione che sono  state
  già dichiarate a mezzo stampa,  di tantissimi che, ancorché dovesse
  essere  approvata  questa legge e non impugnata dal  Consiglio  dei
  Ministri,   cosa che ritengo probabile, anche perché ho  visto  che
  c'è  una  prassi che si sta sviluppando  e non so per quanto  tempo
  questo potrà succedere, che il Consiglio dei Ministri ha in qualche
  modo  abbassato il livello di vigilanza sugli organi delle Regioni,
  non  solo sulla Sicilia ma anche sulle altre, con tutto quello  che
  ne  consegue,  però, al di là di quello che farà il  Consiglio  dei
  Ministri, e lo dico a chi soprattutto fa di mestiere l'avvocato, sa
  bene che qualunque cittadino che farà un ricorso al Tar avverso  il
  decreto  con  cui  il  Presidente della  Regione  dovrà  indire  le
  elezioni,  un  minuto  dopo l'approvazione  della  legge,  su  quel
  decreto,  se  impugnato,  il  Tar rimetterà  la  valutazione  della
  costituzionalità  della stessa legge e sospenderà  l'efficacia  del
  decreto.
   Noi,  quindi, ci apprestiamo a fare una legge che, bene che  vada,
  per   un   anno,   dovremo  attendere  il  giudizio   della   Corte
  Costituzionale, perché questi sono mediamente i tempi  di  giudizio
  tra un ricorso alla Corte e la valutazione della stessa Corte.
   Ci apprestiamo, quindi, in nome del superamento dei commissari,  a
  prorogare ulteriormente i commissari in Sicilia
   Tra   l'altro,  voglio  ricordare  a  me  stesso,  quando  abbiamo
  approvato l'ultima proroga della legge che consente la proroga  dei
  commissari,  avevamo  previsto,  nella  stessa  legge  che  abbiamo
  approvato, quella regionale, che la proroga si concedeva fino al 31
  dicembre e la Regione avrebbe disciplinato il sistema elettorale di
  tipo,  come dire, a suffragio universale, sulla base del  principio
  che  comunque dovevamo aspettare l'abrogazione o la modifica  della
  stessa  legge,  cioè  già nella legge della Regione  pubblicata  in
  Gazzetta  diciamo  espressamente che non possiamo  fare  una  legge
  elettorale siciliana, se non dopo quella che sarà la decisione  del
  Parlamento nazionale sulla Delrio .
   Io  credo che questa questione pregiudiziale, come dire, sia ovvia
  perché stiamo procedendo al buio con tutte le conseguenze anche  di
  danno  erariale,  perché vi ricordo che per  fare  le  elezioni  ci
  abbiamo  messo  cinque milioni di euro che già sono i  costi  della
  Regione  per  sostenere  l'attività elettorale,  quindi  con  tutto
  quello  che  ne  può conseguire anche in termini di danni  erariali
  connessi a una spesa che attiveremo per le elezioni che non faremo.
   Aggiungo,  ed è la seconda obiezione di fondo, proprio quello  che
  ho  detto sui sindaci metropolitani, ovvero che i sindaci sono  già
  operativi, i sindaci sono operativi per legge della stessa  Regione
  e  della Delrio, che individua il sindaco eletto nel proprio comune
  della  città  capoluogo, Palermo, Catania e Messina,  come  sindaco
  metropolitano e la durata del sindaco metropolitano è connessa alla
  durata del suo mandato come sindaco della città capoluogo.
   Ora  con  questo  disegno  di  legge  non  ne  parliamo,  facciamo
  eventualmente  decadere  il sindaco metropolitano  sulla  base  del
  presupposto  che  cambiamo il sistema elettorale,  ma  non  può  un
  sistema  elettorale  modificare le  prerogative  di  durata  di  un
  mandato  di un sindaco, sindaco metropolitano, che è nell'esercizio
  delle proprie funzioni sulla base di una legge vigente.
   Ecco  perché  sono  queste le due obiezioni  principali,  poi  nel
  merito del disegno di legge ci torneremo qualora l'Aula dovesse non
  accogliere la pregiudiziale da noi proposta, perché nel  merito  di
  questo disegno di legge voglio aggiungere che ci sono delle assenze
  di  previsione  normativa  che lasciano  un  buco  che  in  materia
  elettorale  non  è  consentito,  ad  esempio  come  si  attribuisce
  l'assegnazione  dei  seggi nelle province con più  di  due  collegi
  elettorali,  Catania, Palermo Messina, per cui non si capisce  come
  si  dovrebbero attribuire; mentre la vecchia legge ne prevedeva una
  modalità, addirittura qui la abroghiamo e abroghiamo anche un altro
  principio  che  è  contenuto nella stessa legge regionale  con  cui
  abbiamo previsto l'elezione di secondo grado.
   Secondo le disposizioni, così come sono state definite, siccome il
  numero   dei  seggi  è  attribuito  in  ragione  della  popolazione
  residente,   noi   avremmo  il  caso,  ad   esempio   della   Città
  metropolitana di Palermo, in cui quasi il 60% del Consiglio sarebbe
  fatto  da  eletti nella città di Palermo mentre il  40%  nel  resto
  della provincia.
   Nella  stessa legge con cui abbiamo fatto le elezioni  di  secondo
  grado  abbiamo previsto che nessun comune da solo può  superare  il
  45%  della  rappresentanza  democratica  della  propria  provincia,
  questo  per  evitare  che la città capoluogo  diventi,  come  dire,
  prevalente sul resto della città metropolitana, ma questi,  ripeto,
  sono temi che eventualmente affronteremo nel merito.
   Ecco  perché  io,  nel porre la questione pregiudiziale,  dico  ai
  colleghi:  attenzione, perché stiamo votando su una questione  che,
  comunque, se il Parlamento dovesse insistere nel fare questa legge,
  sarebbe  sottoposto  a  un  giudizio di  costituzionalità,  con  il
  rischio   che   il   giudizio   di   eventuale   incostituzionalità
  diventerebbe  anche  un  giudizio  su  quest'Assemblea,   che   pur
  conoscendo  i  limiti  di  costituzionalità,  avrebbe  operato   in
  disprezzo e in dispregio delle valutazioni costituzionali.
   Io questo lo voglio dire perché ognuno si deve assumere la propria
  responsabilità. Non giochiamo a nascondino, non giochiamo  a  mosca
  cieca;  ognuno  si assuma la propria responsabilità  di  fronte  al
  popolo siciliano e ai propri elettori e anche come classe dirigente
  della Sicilia nella misura in cui è chiamata ad assumere il voto su
  una  legge  le  cui  contraddizioni sono evidenti,  ribadisco,  pur
  essendo il PD favorevole all'elezione a suffragio universale  nelle
  province siciliane.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
   Allora, chi vuole intervenire a favore della pregiudiziale  e  chi
  contro?  Ci sono al massimo due interventi a favore e due contrari.
  Nessuno  chiede di intervenire? (ai sensi dell'art. 101,  comma  3,
  del Reg. int.)

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di parlare l'onorevole Ardizzone.  Prego,
  immagino a favore.

   ARDIZZONE.    Grazie.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  assessori, dico, io questa puntata mi sembra di averla già vista. A
  me  pare, e rido in modo nervoso, di ritrovarmi in uno di quei film
  in  cui  si  è in un loop temporale e si ripetono sempre le  stesse
  azioni.
   Signor  Presidente, però, se richiede un attimo di ordine,  perché
  dà un po' fastidio, poi per il resto... altrimenti alzo la voce.

   PRESIDENTE. Questo, però, lo facciamo valere anche per  gli  altri
  interventi.

   ARDIZZONE.  Assolutamente, certo, io sono la prima

   PRESIDENTE.  Quando  vedrò qualcuno dei banchi  centrali  parlare,
  saranno i primi che bacchetterò, ora li vedo in religioso silenzio

   ARDIZZONE.  Dicevo che, oggi, mi sembra di essere in uno  di  quei
  film  in  cui  c'è quel loop temporale in cui certi  comportamenti,
  certi  episodi,  si  ripetono di continuo perché,  di  solito,  c'è
  sempre il protagonista del film che sbaglia i comportamenti e, fino
  a quando non modifica e fa le cose giuste, ripeterà quella giornata
  e quegli avvenimenti in continuazione.
   A  me  pare esattamente la stessa cosa perché ieri, per curiosità,
  mi  sono andata a vedere l'Aula, la registrazione dell'Aula del  10
  agosto  del 2017. Seduta d'Aula in cui quest'Assemblea si  era  già
  espressa  su  quello che è il riordino dei liberi  consorzi,  delle
  città metropolitane e, quindi, sulla possibilità di reintrodurre le
  elezioni dirette degli organi politici.
   Per  chi  non  lo ricordasse, nel 2018, questa norma è  già  stata
  bocciata dalla Corte Costituzionale, dichiarandola incostituzionale
  e il quadro normativo che, nel 2017, era presente e che ci impediva
  di  intervenire in questo senso, quindi anche limitando quelle  che
  sono  le  autonomie dello Statuto speciale della Regione siciliana,
  oggi, sempre per chi non lo ricordasse, è ancora vigente
   Signor  Presidente, quindi, chiaramente, noi  siamo  a  favore  di
  questa  pregiudiziale  e  io pongo a lei la  questione,  prima  che
  all'Aula,  perché  lei, signor Presidente, è  garante  assoluto  di
  quest'Aula  e,  anche  come  cita il Regolamento,  lei  giudica  la
  ricevibilità dei testi.
   Quindi, chiedo a lei di assumersi la responsabilità non di votare,
  di ammettere a votazione questo disegno di legge, ma anche già solo
  di  discuterlo, perché noi stiamo discutendo una norma che sappiamo
  già  essere  incostituzionale e, quindi, per potere  discutere  lei
  deve  dire  all'Aula con chiarezza il perché e come  giustifica  il
  fatto di discutere questo disegno di legge.
   Se la sua giustificazione, infatti, è che pare ci sia un eventuale
  accordo  a  Roma che eviti l'impugnativa, dico che già  è  alquanto
  grave  che  un'impugnativa,  che  ricordo  essere  una  prerogativa
  statale  per  la  tutela di uno Stato di diritto,  e,  quindi,  non
  dipende  dal  colore politico di chi vi è seduto al  Consiglio  dei
  Ministri  ma, prescindendo da questo, sappiamo benissimo,  come  ha
  detto   poc'anzi   l'onorevole   Cracolici,   correttamente,    che
  all'indomani dell'indizione delle elezioni chiunque faccia  ricorso
  lo vincerà a mani basse
   E  qui possiamo scommettere qualsiasi cosa. Sono pronta a fare  un
  passo  indietro  oggi, qui, in Aula, se qualcuno  smentisce  questa
  cosa.  Sarò,  tra  l'altro, io la prima, l'ho dichiarato,  sarò  la
  prima  a  fare  ricorso,  anzi già gli uffici  possono  iniziare  a
  preparare  la  difesa   E sappiate che fuori  gli  avvocati,  studi
  legali,  stanno preparando le class action già per  questa  cosa  e
  vinceranno  a  mani  basse e in questa Regione  creeremo  un  danno
  incredibile.
   Non  riesco,  quindi,  a comprendere come in quest'Aula  si  possa
  iniziare solamente a discutere di questa norma quando tutti quanti,
  poi,   a  un  certo  punto,  dovremo  assumerci  la  responsabilità
  dell'approvazione di questa norma.
   Signor Presidente, quindi, lo ribadisco: secondo me, e mi dispiace
  doverlo dire, perché io rispetto immensamente quest'Organo, lei  lo
  sa,  quest'Aula e la sua figura istituzionale, ma, secondo me, qui,
  in questo momento, stiamo solamente scherzando e giocando.

   PRESIDENTE. Chi chiede di intervenire contro? Sono tutti a favore,
  allora è di buon auspicio che passi. Magari passa  Va bene, ci sono
  altri interventi contro?
   Non ce n'è. Interventi a favore?
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Pellegrino.

   PELLEGRINO.  Signor  Presidente, nella  nota  sentenza  'Cariola',
  dico,  è  stato esplicitato dalla Corte costituzionale, a parte  la
  questione    già    brillantemente   rappresentata   dall'onorevole
  Cracolici, che non solo pregiudica la Delrio, ed è in contrasto con
  il  principio  di  uguaglianza  del  voto,  dice  la  sentenza  che
  pregiudica  la  responsabilità politica del vertice  dell'ente  nei
  confronti  degli  elettori, però la Consulta,  in  occasione  della
  motivazione,   ha  chiesto  al  legislatore  di  elaborare,   leggo
  testualmente, 'norme che assicurino ai cittadini la possibilità  di
  eleggere  in  via  diretta  o  indiretta  i  sindaci  delle   città
  metropolitane'.
   Quindi,  in  questo  momento  la  Corte  Costituzionale  ha  dato,
  diciamo,  uno  spiraglio, dicendo che la Delrio è incostituzionale,
  che lede il diritto di uguaglianza dei cittadini al voto, e che  in
  ogni  caso  è dato mandato alla politica di elaborare le norme  che
  possano assicurare ai cittadini la possibilità di eleggere  in  via
  diretta  o indiretta, quindi in via diretta, i sindaci delle  città
  metropolitane.
   Mi  pare  pertanto che la norma che si sta trattando in quest'Aula
  sia assolutamente costituzionale, ed è in linea con quelli che sono
  i principi della Corte Costituzionale.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Pellegrino. C'è l'ultimo intervento a
  favore  della  mozione della questione pregiudiziale, scusate.  C'è
  qualcuno che vuole intervenire? No.
   Invece aveva chiesto di intervenire  per quanto riguarda quello  a
  favore?  C'è l'ultimo intervento contrario. Ha facoltà di  parlare,
  contrario alla pregiudiziale, l'onorevole Figuccia.
   Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA. Onorevole Presidente, ho sentito persino ribadire l'idea
  che  il  Governo avrebbe l'obbligo, perché si è detto veramente  di
  tutto,   si   è   fatto  richiamo  a  ricorsi,   ad   elementi   di
  incostituzionalità.
   Io  vorrei  ricordare  a  me  stesso e all'Aula  che,  in  realtà,
  l'articolo 127 della Costituzione parla soltanto della possibilità,
  e di nessun obbligo, e che in ogni caso la legge sulle Province non
  eccede di certo la competenza della Regione, visto che all'articolo
  14  dello Statuto della Regione siciliana è previsto che la Regione
  abbia competenza esclusiva sul regime degli enti locali.
   Pertanto,  credo che sia opportuno evitare di continuare  a  porre
  rinvii,  non  è  soltanto, la nostra, una posizione che  va  contro
  quello  che  riteniamo  il  peggiore inciucio  nella  storia  della
  politica siciliana degli ultimi anni, che vorrebbe vedere  al  voto
  soltanto sindaci e consiglieri che, per carità, la loro prerogativa
  è  assolutamente altissima, ma poco o nulla ha a che  fare  con  il
  sistema  di  democrazia  diretta  sancito,  per  l'appunto,   dalle
  elezioni dirette.

   PRESIDENTE.  Grazie onorevole Figuccia. Allora pongo in  votazione
  la questione pregiudiziale.
   C'erano due interventi a favore e due contrari.
   Chi  è  favorevole alla questione pregiudiziale  si  alzi;  chi  è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvata)

   Onorevoli  colleghi, non è approvata, sono 24 voti a favore  e  33
  contrari, quindi passiamo avanti.


                        Sull'ordine dei lavori

   AUTERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   AUTERI.  Signor  Presidente volevo chiederle  se  fosse  possibile
  invertire  l'ordine  del  giorno e trattare  come  primo  punto  la
  problematica   dello  screening  neonatale,  perché   trattasi   di
  problematica  sui  bambini. Chiedo quindi di invertire  il  secondo
  punto  sull'interpretazione  autentica  dell'articolo  10,  e   poi
  trattare il tema delle province, che è il tema più sentito in  Aula
  e su cui c'è più da discutere, se possibile, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  Quindi  la richiesta se non ho capito  male  sarebbe:
  primo  punto  screening  neonatale, secondo  punto  interpretazione
  autentica...

   AUTERI. L'articolo 10, sì, e il terzo le province...

   PRESIDENTE.   Va   bene,  allora  c'è  una  richiesta   da   parte
  dell'onorevole Auteri, su questa richiesta si può intervenire uno a
  favore  e  uno  contro. C'è qualcuno che vuole intervenire?  Se  no
  passiamo direttamente alla votazione.
   Non ci sono interventi, allora pongo in votazione la richiesta  di
  inversione dei punti all'ordine del giorno, così come li ha esposti
  l'onorevole Auteri.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvata)


     Seguito della discussione del disegno di legge "Disciplina in
   materia di funzioni, organi di governo e sistema elettorale delle
         province e delle città metropolitane." (n. 319-97/A)

   PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del  disegno  di
  legge  n.  319-97/A "Disciplina in materia di funzioni,  organi  di
  governo   e  sistema  elettorale  delle  province  e  delle   città
  metropolitane" posto al n. 1 del II punto all'ordine del giorno.
   Onorevoli colleghi, invito il relatore e la Commissione a prendere
  posto presso il banco delle Commissioni. Invito il Presidente della
  Commissione, onorevole Abbate, a svolgere la relazione.

                Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA

   ABBATE,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, Governo, il  presente  disegno  di
  legge  è  il  risultato  dell'abbinamento  effettuato  dalla  prima
  Commissione  'Affari  istituzionali'  di  due  disegni   di   legge
  finalizzati   alla   reintroduzione   dell'elezione   a   suffragio
  universale diretto del Presidente del Consiglio di province e città
  metropolitane,  il testo normativo n. 319, presentato  dal  Governo
  regionale  e adottato quale testo base, e il disegno di  legge  97,
  presentato dal Partito Democratico.
   La  I  Commissione,  durante  la  fase  istruttoria,  al  fine  di
  approfondire  gli elementi principali della riforma  in  esame,  ha
  realizzato  delle audizioni con esperti di diritto  amministrativo,
  con  rappresentanti delle associazioni degli enti  locali  e  degli
  amministratori   locali,  nonché  con  commissari,   rappresentanti
  politici  e  burocrati dei Liberi Consorzi comunali e  delle  Città
  metropolitane.
   In tutte le sedi di confronto è emersa l'esigenza che agli enti in
  esame  siano  corrisposte  le necessarie  risorse  finanziarie  per
  l'espletamento  dei compiti assegnati, soprattutto con  riferimento
  alle funzioni previste.
   Dopo  avere  approvato talune modifiche al testo, la I Commissione
  ha richiesto il parere alla II Commissione Bilancio sulla copertura
  finanziaria,   quest'ultima  ha  dato   parere   favorevole   sugli
  stanziamenti  previsti  per  le spese relative  alla  realizzazione
  delle   elezioni   e,  in  aggiunta,  ha  previsto   un   ulteriore
  stanziamento  finanziario  per le spese inerenti  al  funzionamento
  degli enti.
   L'articolo 1 definisce le Province e le Città metropolitane.
   Gli  articoli  2 e 3 disciplinano, rispettivamente ed  in  maniera
  analoga,  gli  organi  di  Governo delle  Province  e  delle  Città
  metropolitane, ossia il Presidente, la Giunta ed il  Consiglio.  Il
  numero degli assessori della Giunta, nominati dal Presidente, e del
  Consiglio.

   PRESIDENTE.  Scusate,  se  è possibile, diamo  la  possibilità  al
  Presidente  della  I  Commissione di potere  illustrare  il  testo.
  Grazie   colleghi.   Onorevole  Lantieri,  De  Luca,   cortesemente
  altrimenti  il Presidente sta illustrando, intanto facciamo  finire
  di illustrare al Presidente Abbate. Prego, Presidente.

   ABBATE,  presidente della Commissione e relatore. Il numero  degli
  assessori  della  Giunta nominata dal Presidente  del  Consiglio  è
  eletto  a suffragio universale e si suddivide in tre fasce distinte
  a  seconda  del  numero  di  abitanti delle  province  delle  città
  metropolitane.
   In particolare, nelle province con popolazione pari o superiore  a
  un  milione di abitanti, sono eletti 40 consiglieri. Nelle Province
  con  popolazione pari o superiore a cinquecentomila abitanti,  sono
  eletti  36 consiglieri, per quelli aventi una popolazione inferiore
  a cinquecentomila abitanti, sono eletti 30 consiglieri.
   Per  quel  che  concerne  i  Consigli  metropolitani  e  le  Città
  metropolitane avente una popolazione pari o superiore a un  milione
  di  abitanti,  sono  eletti 40 consiglieri, mentre  in  quelli  con
  popolazione  inferiore  a un milione di abitanti,  sono  eletti  36
  consiglieri.
   In  relazione  alla composizione della Giunta nelle  Province  con
  popolazione  pari  o  superiore  a  un  milione  di  abitanti,   il
  Presidente della Provincia può nominare un numero massimo di  dieci
  assessori.  Nelle  province  con popolazione  pari  o  superiore  a
  cinquecentomila  abitanti, può nominare  fino  a  massimo  di  nove
  assessori  e,  infine, nelle province con popolazione  inferiore  a
  cinquecentomila abitanti, sono nominati un numero massimo  di  otto
  assessori.
   Per  quel  che concerne la composizione della Giunta  nelle  città
  metropolitana,  il  Presidente può nominare un  numero  massimo  di
  dieci  assessori  nelle Città metropolitane avente una  popolazione
  pari  o  superiore a un milione di abitanti mentre, per quelli  con
  popolazione  inferiore  ad  un milione abitanti,  può  nominare  un
  numero massimo di nove assessori.
   È  inoltre  previsto  l'obbligo di rappresentanza  di  entrambi  i
  generi  per  almeno  un quarto dei componenti  della  Giunta.  Sono
  disciplinate   le   cause  di  ineleggibilità,  incandidabilità   e
  incompatibilità  ai  sensi della normativa nazionale  regionale  di
  settore,  in  aggiunta,  è  previsto  che  nei  Comuni  aventi  una
  popolazione superiore a diecimila abitanti, per il Presidente,  per
  i  consiglieri, per quanto non espressamente previsto dalla  legge,
  si   applichi   anche   la   normativa  sulle   incompatibilità   e
  ineleggibilità, valevole per il Presidente della Regione  e  per  i
  deputati regionali.
   È  disciplinato l'istituto del consigliere supplente che si attiva
  per il periodo di sospensione della carica del consigliere chiamato
  a svolgere l'incarico di assessore.
   Infine,  è regolamentata la possibilità di presentare una  mozione
  di sfiducia al Presidente e alla Giunta.
   Gli  articoli  4 e 5 disciplinano rispettivamente  ed  in  maniera
  analoga  le  funzioni  delle Province e delle Città  metropolitane.
  Sono  previste due tipologie di competenze inizialmente Province  e
  Città   metropolitane  continueranno  ad  esercitare  le   funzioni
  previste della legge regionale 4 agosto 2015.
   Successivamente,   sulla   base  di   apposite   norme   approvate
  dall'Assemblea  regionale, entro ventiquattro  mesi,  gli  enti  in
  questione potranno esercitare funzione in materia di gestione anche
  integrata dei rifiuti, organizzazione di servizio idrico integrato,
  autorizzazione amministrativa e controlli, prevenzione e  contrasto
  al randagismo, attività culturali sportive e sociali, prevenzione e
  contrasto alla violenza di genere.
   Gli  articoli  6  e  8  disciplinano  rispettivamente  in  maniera
  analoga,  l'elezione del Presidente della Provincia e  della  Città
  metropolitana.   È   previsto  che   il   Presidente   sia   eletto
  contestualmente  al Consiglio (tramite una singola  scheda)  in  un
  collegio  elettorale  coincidente con il territorio  provinciale  o
  della Città metropolitana. È disciplinato l'istituto dell'eventuale
  turno  di  ballottaggio,  che  si  verifica  solo  se  nessuno  dei
  candidati  raggiunga il 40 per cento dei voti validi, al  turno  di
  ballottaggio  è possibile aggiungere un collegamento con  ulteriori
  gruppi  di  candidati al Consiglio rispetto a quelli dichiarati  al
  primo turno.
   Gli  articoli  7 e 9 disciplinano, rispettivamente ed  in  maniera
  analoga,  l'elezione  del  Consiglio provinciale  e  del  Consiglio
  metropolitano  a  suffragio  universale  diretto  con  il    metodo
  D'Hondt'.   È  previsto  che  i  collegi  abbiano  una   dimensione
  demografica  compresa tra 60 e 120 mila abitanti, disciplinati  per
  numero  e  composizione da un decreto del Presidente della Regione,
  previo parere della I Commissione dell'ARS.
   Al  fine del miglioramento della parità di genere, è previsto  che
  nei  gruppi  di  candidati  nessuno dei  due  generi  possa  essere
  rappresentato in misura superiore ai tre quarti e, inoltre,  sempre
  per  lo  stesso fine, è prevista la possibilità di dare una seconda
  preferenza  da  parte  dell'elettore, qualora  questa  riguardi  un
  candidato di genere diverso rispetto a quello indicato nella  prima
  preferenza.
   Il  quorum per l'assegnazione dei seggi alle liste è stato fissato
  al   5  per  cento  dei  voti  validi.  Al  fine  di  una  corretta
  rappresentanza  dell'opposizione, è previsto che  risulti  comunque
  proclamato  consigliere il secondo, per numero  di  voti  ricevuti,
  candidato  alla carica di Presidente della Provincia o della  Città
  metropolitana, sempre qualora questi abbia ottenuto  almeno  il  20
  per cento dei voti validi.
   L'articolo  10  riporta  il rinvio alle disposizioni  relative  al
  procedimento con le necessarie attualizzazioni testuali.
   L'articolo 11 contiene l'insieme delle abrogazioni espresse  delle
  diverse disposizioni della legge regionale 4 agosto 2015, n.15  non
  più compatibili con i contenuti della presente normativa.
   L'articolo  12  prevede  le  norme  finanziarie,  con  particolare
  riferimento  agli oneri derivanti dallo svolgimento delle  elezioni
  quantificati  in  5  milioni di euro, alla  regolamentazione  delle
  indennità  di  funzione  e  dei  gettoni  di  presenza,   ed   allo
  stanziamento finanziario di 2 milioni e 883 mila euro a  titolo  di
  concorso  per  la  copertura  dei maggiori  oneri  a  carico  delle
  Province e delle Città metropolitane.
   L'articolo  13 prevede talune disposizioni transitorie  necessarie
  al  passaggio  tra la legislazione vigente e quella prevista  dalla
  riforma  in  esame  e, infine, l'articolo 14 prevede  l'entrata  in
  vigore  nel  giorno  stesso della pubblicazione della  legge  nella
  Gazzetta ufficiale della Regione siciliana.
   Onorevoli  colleghi,  voglio, a conclusione di  questa  relazione,
  anche  su  quello che è un sunto del disegno di legge che  è  stato
  varato dalla Commissione "Affari istituzionali", ringraziare  tutti
  i  colleghi  che,  per  più di un anno hanno  lavorato  alacremente
  all'interno della Commissione, per giungere a un disegno  di  legge
  che  sia  il  più consono possibile, vicino a quelle  che  sono  le
  esigenze, hanno partecipato tutti i gruppi parlamentari all'interno
  della Commissione stessa.
   Voglio  veramente  ringraziare tutti coloro che hanno  portato  il
  proprio contributo.
   Voglio  ringraziare  anche  - e lo voglio  ricordare,  che  ci  ha
  supportato dall'inizio, dal dicembre 2022 -, il professore  Antonio
  Barone,  che ci ha dato un supporto normativo sulla possibilità  di
  poter redigere un testo di legge che non andava in contrasto con le
  norme  nazionali,  e  che potesse essere più  consono  possibile  a
  quella  che era l'esigenza di attualizzare il ruolo delle  province
  nel nostro territorio.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.


                        Sull'ordine dei lavori

   CATANZARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO. Signor Presidente, al di là della discussione  generale
  aperta,  non voglio assolutamente entrare nel merito di quello  che
  pochi  minuti  fa  è  accaduto.  Ritengo  però  che  c'è  un  fatto
  abbastanza  nuovo  e  visibile.  È accaduto  che  una  parte  della
  maggioranza è uscita dall'Aula.
   Nel disegno di legge sulle province, dopo che noi abbiamo posto la
  pregiudiziale  che  è  stata  ovviamente  bocciata,  come   Partito
  Democratico, riteniamo che ci sono alcuni articoli profonde lacune.
   Presidente,  penso  che questa discussione, così  come  la  stiamo
  portando  avanti,  non  può  continuare,  magari  si  sospende  per
  rinviare  a  domani,  perché è chiaro che  c'è  un  fatto  politico
  importante, e quindi noi non possiamo continuare con questo clima.

   PRESIDENTE.  Onorevole, durante la Conferenza dei  Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari si era stabilito, ovviamente l'Aula è sempre  è
  sempre sovrana, ma abbiamo iniziato a parlare del disegno di  legge
  sulle  province, ovvio che in Capigruppo si era stabilito che  oggi
  si  dovesse  andare  avanti  per  quanto  riguarda  la  discussione
  generale.
   Quindi,  al  di là della presenza o meno di alcuni deputati  e  di
  maggioranza  e  di  minoranza,  oggi  andremo  avanti,  così   come
  stabilito dalla Capigruppo, con la discussione generale.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA   Antonino.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  intervengo sull'ordine dei lavori per richiedere il voto d'Aula per
  il rinvio in Commissione del disegno di legge.

   PRESIDENTE. Sospendo l'Aula per cinque minuti.

         (L'Aula, sospesa alle ore 17.21, riprende alle 17.40)

   La seduta è ripresa

                  Presidenza del Presidente GALVAGNO

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la seduta riprende. Io  purtroppo
  ero  fuori  in questi ultimi dieci minuti, c'è un clima  abbastanza
  teso  direi, visto e considerato che mi devo confrontare con alcuni
  Capigruppo rinviamo la seduta a domani alle ore 15:00.

       (La seduta, sospesa alle ore 17.40 di martedì 30 gennaio,
        è ripresa alle ore 15.00 di mercoledì 31 gennaio 2024)

                Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA
   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, riprendiamo i lavori alle 15.30.

     (La seduta, sospesa alle ore 15.00 è ripresa alle ore 15.50)

                  Presidenza del Presidente GALVAGNO

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, chiedo di prendere posto.
   Ci  siamo lasciati dalla richiesta da parte dell'onorevole De Luca
  Antonio,  che non vedo in Aula, richiesta confermata, di rinvio  in
  Commissione.
   Ricordo che possono prendere la parola un deputato a favore e  uno
  contro, grazie.
   C'è  qualcuno  che  chiede  di intervenire?  Se  così  non  fosse,
  possiamo   mettere  in  votazione  la  richiesta   di   rinvio   in
  Commissione.
   Chiedo  ai  colleghi di prendere posto, ricordo che  si  vota  per
  alzata  e  seduta. Chi è favorevole al rinvio in Commissione  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   disegno di legge n. 319-97/A

   Comunicazione  di  rinvio in Commissione per  approfondimenti  del
  disegno  di  legge   Disciplina in materia di funzioni,  organi  di
  governo   e  sistema  elettorale  delle  province  e  delle   città
  metropolitane  (n. 319-97/A).

   PRESIDENTE.  Comunico  che  il  disegno  di  legge  numero  319-97
   Disciplina  in  materia di funzioni, organi di governo  e  sistema
  elettorale  delle province e delle città metropolitane  è  rinviato
  in  Commissione per lo svolgimento di approfondimenti. In  esito  a
  tali  approfondimenti, qualora ritenuto necessario, la  Commissione
  potrà   elaborare  eventuali  proposte  emendative  da  trasmettere
  all'Aula che saranno esaminate congiuntamente agli emendamenti  già
  presentati.  Il  medesimo disegno di legge sarà  comunque  iscritto
  all'ordine del giorno dell'Aula nella seduta di martedì 6  febbraio
  2024.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Pace è  in  congedo  per  la
  seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   dell'onorevole Giuseppe Sebastiano Catania

           Comunicazione di decadenza della firma dagli atti
              dell'onorevole Giuseppe Sebastiano Catania

   PRESIDENTE.  Con  riferimento  alla  dichiarazione  giudiziale  di
  ineleggibilità  alla  carica di deputato  regionale  dell'onorevole
  Giuseppe Sebastiano Catania pronunciata dal giudice di primo grado,
  ricordo  che la stessa è stata successivamente sospesa in  pendenza
  del ricorso in appello.
   Pertanto, il periodo intercorrente tra l'emissione della pronuncia
  di  primo  grado  e  la notifica a questa Assemblea  regionale  del
  ricorso in appello da parte dello stesso deputato ha determinato la
  decadenza  di  firma  di quest'ultimo dagli  atti  ispettivi  e  di
  indirizzo  politico,  come meglio specificato nell'allegato  elenco
  anche nel caso di eventuale trattazione degli atti parlamentari ivi
  menzionati.
   Quindi  materialmente la decadenza delle firme di:  interrogazione
  numero 433, e la decadenza firma da mozioni numero 21, 27, 50,  58,
  62, 70, e 92.

        L'Assemblea ne prende atto.
   Seguito  della  discussione del disegno di legge   Interpretazione
  autentica dell'articolo 10, comma 1, lettera f) e dell'articolo 10,
  comma 2, e 10 bis della legge regionale 20 marzo 1951, n. 29.   (n.
  21/A Stralcio III bis)

   PRESIDENTE.   Si   passa  al  II  punto  all'ordine   del   giorno
  "Discussione  del  disegno  di  legge    Interpretazione  autentica
  dell'articolo 10, comma 1, lettera f) e dell'articolo 10, comma  2,
  e  10  bis  della legge regionale 20 marzo 1951, n. 29.   (n.  21/A
  Stralcio III bis). invito la I Commissione a prendere posto.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Gilistro e Marano  sono  in
  congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


                        Sull'ordine dei lavori

   DE LUCA Cateno. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  Cateno.  Grazie Presidente, onorevoli  colleghi,  io  ho
  chiesto che mi portassero dei tranquillanti, perché l'adrenalina  è
  andata  al  massimo  ora che ho visto che si  è  materializzato  il
  Presidente Schifani. Non c'eravamo abituati, ormai eravamo abituati
  al  suo  ologramma e durante la legge di stabilità anche con sedute
  spiritiche  l'abbiamo invocato più volte ma non  abbiamo  avuto  il
  piacere che si materializzasse.
   Presidente  Schifani, mi chiedo, perché è qui?  Cosa  deve  tenere
  buona,  la sua maggioranza? La spartizione non sta andando  a  buon
  fine? Ci sono dei problemi all'interno della sua maggioranza? Forse
  è  meglio coprire certe spartizioni e capire di tenere tutti  buoni
  rispetto   alla  sua  presenza  durante  la  legge  di   stabilità,
  Presidente Schifani?
   Veda,  le  abbiamo chiesto più volte di partecipare  alla  seduta,
  abbiamo chiesto anche più volte che venisse squarciato questo clima
  di  omertà  sui Fondi extraregionali. Lei se ne è infischiato   Lei
  era in quest'Aula, è venuto un attimo, poi ha dovuto partecipare al
  secondo festino più importante di Palermo che, dopo quello di Santa
  Rosalia,  era  quello di Tamajo  Poi abbiamo visto anche  le  foto,
  perché  Tamajo ci ha fatto venire l'acquolina in bocca  a  tutti  -
  caviale, champagne. Eh no
   Presidente  della  Regione siciliana, sono dispiaciuto  perché  io
  devo  dirle che è stata chiesta più volte la sua presenza, e chiedo
  al  Presidente  del Parlamento che si possa avere la possibilità  -
  deve  scusare  l'irritualità, ma gliel'ho  detto,  l'eccitazione  è
  tanta, visto il presidente Schifani - se il presidente Schifani  ci
  voglia degnare di una risposta su tre cose che avevamo chiesto.
   La  prima:  perché ha fatto la trattativa privata con Salvini  sui
  fondi  FSC con una semplice lettera e non aveva pubblicato  neanche
  il  verbale della Giunta del 16 ottobre, cosa per la quale  abbiamo
  dovuto fare un accesso agli atti e, dopo l'accesso agli atti,  sono
  stati pubblicati tutti i verbali da agosto in poi
     Seconda  questione: se intenda dare conto, a questo  Parlamento,
  dell'attuale  situazione  sui  Fondi extraregionali  e  del  perché
  l'atto di coesione ancora non si è firmato. E quindi, con tutta  la
  programmazione che è ferma
   Terza  questione: se vuole dare una spiegazione - cosa che abbiamo
  chiesto più volte - del perché ha declassato l'assessore Falcone  a
  semplice ragioniere di sottoscala, togliendogli la delega ai  Fondi
  extraregionali e alla programmazione
   Questi  erano  i tre quesiti, e chiudo Presidente, che  più  volte
  abbiamo  posto in Commissione  Bilancio  e per i quali noi  abbiamo
  trovato  mai risposta  Visto che oggi non abbiamo più l' ologramma
  e  c'è materialmente il Presidente della Regione siciliana, vediamo
  se il Presidente Schifani vuole battere un colpo e, magari, fissare
  un'apposita seduta nella quale questi argomenti, che erano connessi
  alla legge di stabilità, si possano una volta per tutte affrontare.
  Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.

   bis.

   Riprende la discussione del disegno di legge n. 21/A Stralcio III
                                 bis.

   PRESIDENTE. Invito l'onorevole Intravaia a svolgere la relazione.

   INTRAVAIA, relatore. Grazie, signor Presidente, Governo, onorevoli
  colleghi.  Il presente disegno di legge deriva, così come ricordato
  dagli  uffici, dallo stralcio effettuato nella seduta d'Aula n.  79
  del  14  novembre  2023,  dell'articolo 5  dell'emendamento  GOV.1,
  presentato   al   disegno  di  legge  21/A  Stralcio  "Disposizioni
  finanziarie varie. Modifiche di norme".
   Lo  strumento legislativo esegetico, in oggetto, rinviene  il  suo
  fondamento   nella   necessità  di  porre  rimedio   ai   contrasti
  giurisprudenziali che hanno dato luogo ad incertezza interpretativa
  della norma. Infatti, la lettera f) del comma 1, dell'art. 10 della
  legge  regionale  20  marzo 1951, n. 29, nel disporre  la  sanzione
  dell'ineleggibilità  degli  amministratori  e  dei  dipendenti  con
  funzioni  di  rappresentanza,  o con  poteri  di  organizzazione  o
  coordinamento del personale di istituti, consorzi, aziende  agenzie
  ed  enti  dipendenti dalla Regione, ovvero soggetti alla  tutela  e
  vigilanza   da   parte   di   essa,   ha   condotto   a    pronunce
  giurisprudenziali che, sovente, ne hanno travolto il senso. Da qui,
  l'opzione  ermeneutica  prescelta  diventa  l'unico  strumento  per
  riportare  l'attività pretoria entro i più stringenti  i  perimetri
  della norma interpretata.
   L'interpretazione  autentica, che qui si propone,  rientra  tra  i
  significati  già estraibili dal testo originario della disposizione
  medesima,  così  come ricordato anche da una sentenza  della  Corte
  costituzionale,  la n. 4 del 2024, non apportando  alcun  carattere
  innovativo  alla  portata del precetto normativo, bensì  unicamente
  chiarificatore del reale intento del legislatore regionale.
   L'ineleggibilità, dunque, è chiaramente volta a sanzionare  coloro
  i   quali  esercitano  funzioni  di  rappresentanza  o  poteri   di
  organizzazione o coordinamento del personale in istituti, consorzi,
  aziende,  agenzie ed enti, che si pongono in rapporto di dipendenza
  e  strumentalità  con  la Regione siciliana e che,  pertanto,  sono
  sottoposti a tutela e vigilanza della medesima.
   Ciò,  peraltro,  si  pone  in  assoluta  coerenza  con  il  quadro
  normativo che disciplina la più mite sanzione dell'incompatibilità,
  così  come  ricordato dall'articolo 10 quater della legge regionale
  n.  20/1951, introdotto poi dalla legge regionale n. 22  del  2007,
  laddove  a  venire  in  rilievo è il  rapporto  di  mera  vigilanza
  esercitato dalla Regione ovvero, vale a dire, quel controllo idoneo
  ad  influenzare,  ma non determinare, il processo  formativo  della
  volontà  dell'ente. In tal caso, infatti, la citata  norma  di  cui
  all'articolo  10  quater,  come  per  la  prima  volta   introdotto
  dall'articolo  1, comma 4, della legge regionale n.  22  del  2007,
  prevede  l'incompatibilità dei deputati  regionali  laddove  questi
  ricoprano  cariche,  ovvero esercitino funzioni di  amministratore,
  presidente,  liquidatore, sindaco, revisore, direttore  generale  o
  centrale,  consulente legale o amministrativo  in  enti,  istituti,
  agenzie  o  aziende sottoposti a tutela o vigilanza  della  Regione
  siciliana.
   Le  superiori considerazioni, del resto, ben si armonizzano con il
  risalente  e condivisibile principio affermato dalla giurisprudenza
  costituzionale,  secondo  il quale l'eleggibilità  è  la  regola  e
  l'ineleggibilità  è l'eccezione, che costituisce quindi  deroga  al
  precetto  costituzionale  di  cui  all'articolo  51.  Trattasi  del
  criterio  della cosiddetta "stretta interpretazione", che  comporta
  la  necessità della identificazione precisa delle singole cause  di
  ineleggibilità,  con  esclusione di un'applicazione  analogica  e/o
  estensiva delle norme che la disciplinano.
   Le restrizioni del contenuto di un diritto inviolabile, del resto,
  sono  ammissibili nei limiti indispensabili della tutela  di  altri
  interessi di rango costituzionale, e ciò in base alla regola  della
  necessarietà   e   della   ragionevole  proporzionalità   di   tale
  limitazione e, come tale, da contenersi entro i limiti di quanto  è
  necessario a soddisfare le esigenze di pubblico interesse cui  sono
  preordinate, così come è citato anche da una sentenza  della  Corte
  costituzionale, che è la n. 141 del 1996.
   Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, il disegno  di  legge  si
  compone di due articoli: il primo che modifica, appunto, l'articolo
  10  della legge n. 29 le del 1951 e poi, invece, l'articolo 2,  che
  prevede   l'entrata  immediata  in  vigore  della  norma  dopo   la
  pubblicazione nella Gazzetta ufficiale. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole  Intravaia.  Dichiaro   aperta   la
  discussione generale.


                        Sull'ordine dei lavori

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà.  E poi  l'onorevole  De  Luca  sulla
  discussione generale.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, signor Presidente della Regione, io
  penso   che  approfittando  della  presenza  del  Presidente  della
  Regione, che saluto e che, in questo momento, non so se ringraziare
  o  no,  lo  capirò durante la seduta, però io penso che  su  questo
  argomento,  che è un argomento importante e delicato, a  tal  punto
  che  il  Presidente è presente, io ritengo che il Parlamento  debba
  conoscere il pensiero del Presidente.
   Io  proprio  vorrei sapere che cosa ne pensa il  Presidente  della
  Regione,  proprio  prima  di avviare la  discussione  generale,  il
  pensiero  di  un  uomo di Stato come il Presidente  della  Regione,
  perché è stato anche Presidente del Senato.
   Su questa norma, Presidente, io ho bisogno di sapere qual è la sua
  idea,  se  questa  è  una norma utile, che va  fatta,  che  ritiene
  corretta,  o  è  una  forzatura. Almeno questo dateci  prima  della
  discussione  generale,  visto  che è presente,  la  possibilità  di
  ascoltare il pensiero del Presidente della Regione.

   bis.

   Riprende la discussione del disegno di legge n. 21/A Stralcio III
                                 bis.

   PRESIDENTE.  Va bene, grazie. Adesso vedremo se l'Assessore  vorrà
  replicare o, eventualmente, il Presidente della Regione.
   Chiedo l'iscrizione dei colleghi per la discussione generale.  Per
  primo aveva chiesto di intervenire l'onorevole De Luca Cateno, poi,
  a   seguire,   Campo;  De  Luca  Antonino;  Cracolici;  Dipasquale;
  Catanzaro;  La Vardera, Di Paola, Miccichè, Sunseri. Ci sono  altri
  interventi? Dichiaro chiusa la lista degli interventi.
   È iscritto a parlare l'onorevole De Luca Cateno. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  Cateno. Grazie, Presidente. Veda, le devo comunicare  il
  clima  di  intimidazione che questa sera si registra in quest'Aula.
  Ora, ho avuto un contatto con Radio Fante, e mi è stato comunicato,
  sì,  Radio  Fante,  Radio Fante, studiate un po'di  storia  e  così
  capirete  di  che  cosa  si  tratta. Mi  ha  appena  comunicato  le
  motivazioni della presenza del Presidente Schifani.
   Sono  veramente intimidito perché lui è qua perché deve  guardare,
  Assessore  Tamajo, tutti quanti, uno per uno, nelle  palline  negli
  occhi,  i  deputati  di questa maggioranza perché,  ovviamente,  di
  pomeriggio,   più  tardi  alle  19:00  si  mette  il  bollo   sulla
  spartizione  della  sanità, e quindi c'è  tutto  un  andamento  che
  troverà  culmine  stasera  anzi, l'apoteosi  per  l'esattezza,  nel
  travaglio  - che non è il giornalista - ma finalmente si  arriva  a
  mettere il bollo su questa spartizione, che ovviamente non è basata
  sulla  meritocrazia,  è  basata su  ben  altro,  ed  il  Presidente
  Schifani  si  è  scomodato questa sera per venire qua  a  guardarvi
  tutti negli occhi.
   Allora, Presidente, siccome io non sono bastian contrario, però la
  presenza  del  Presidente Schifani è ovvio che può  generare  tante
  reazioni, la mia lo sa qual è? Io le avevo annunciato, e  lo  avevo
  annunciato  in quest'Aula, che avremmo lasciato l'Aula in  presenza
  del  voto segreto. Certamente non speravo e non pensavo mai che  il
  Presidente Schifani si scomodava per una cosa del genere. Cioè,  il
  Presidente  che  non  viene per la legge di  stabilità,  ora  viene
  perché  deve  intimidire i parlamentari  Eh  no   Vede,  Presidente
  Schifani, ha ottenuto un primo effetto. Io cambio idea  E  lo  dico
  qui  al  mio  Gruppo,  ed  è  l'effetto, Presidente  Schifani,  del
  beneficio che ha ottenuto. Meraviglioso.
   Il  Presidente  Schifani ha ottenuto che il Gruppo di  Sud  chiama
  Nord,  anche in presenza di voto segreto, rimarrà e voterà  contro,
  anche  perché  questi  atteggiamenti,  la  considerazione  di   uno
  "scendiletto  politico" del Parlamento del  Presidente  Schifani  -
  onestamente - mi fa girare la testa. Quindi, visto il comportamento
  del  Presidente Schifani, il quale continua ovviamente a pensare  a
  come  completare la spartizione, continua a non parlare, non è  che
  per  caso è un ologramma che è stato migliorato, è lui, però io non
  lo sento parlare. Non lo sento parlare e ribadisco: batta un colpo,
  Presidente, se c'è.
   Volevo  annunciarle  questo, che il Gruppo  Sud  chiama  Nord,  al
  cospetto della presenza del Presidente Schifani, se ci sarà un voto
  segreto  sarà qui in Aula e voterà contro. E se invece volete  fare
  alla  luce  del sole una votazione palese-nominale e lì agevoleremo
  la  presenza  di Schifani che è qua per intimidirvi. Scusatemi,  io
  non è che posso agevolare questo comportamento poco ortodosso di un
  Presidente che scompare per tutta la fase della legge di stabilità,
  e ora viene in quest'Aula e vorrebbe dettare gli orientamenti.
   No  Presidente Schifani, mi dispiace, non si offenda,  non  ne  ha
  diritto. Lei si deve riconquistare il suo rapporto con l'Aula,  con
  la   maggioranza  e  con  l'opposizione  che  ovviamente   rispetta
  l'Istituzione,     ma    non    rispetta    l'utilizzo     distorto
  dell'Istituzione.  E  questo io stasera devo proprio  registrare  e
  denunciare.
   Quindi  chiudo il mio intervento Presidente, e per correttezza  lo
  sto  facendo  prima  perché sono una persona  corretta,  avevo  già
  preannunciato  in  Conferenza dei Capigruppo la  nostra  posizione,
  l'avevo  anche  detto  qualche  settimana  fa  qui,  visto  che  il
  Presidente Schifani è presente e vuole ottenere l'affetto,  la  sua
  presenza ha ottenuto il primo effetto contrario. Quindi Sud  chiama
  Nord,  tutto  il  Gruppo, parteciperà se ci sarà  voto  segreto,  e
  voterà contro
   Preciso  e  chiudo  che questa norma non tocca  la  posizione  del
  collega  Vasta, e questo mi auguro che venga ribadito  da  tutti  i
  colleghi   parlamentari   che  conoscono  bene   questa   ulteriore
  reinterpretazione  che  si  è portata in  quest'Aula,  perché  sono
  stanco che la stampa, anzi certa stampa continua a 'mascariare'  la
  nostra posizione accomunando la situazione del collega Vasta con la
  reinterpretazione o interpretazione di questa norma  che  si  vuole
  fare  qui  stasera.  Io  ho  già detto e lo  ribadisco,  ma  questo
  d'altronde, se la presenza di Schifani ha un senso, è perché  vuole
  sfidare la magistratura in termini definitivi. Noi non ci stiamo

   PRESIDENTE.   Grazie  onorevole De  Luca.  È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole De Luca Antonino.

   DE  LUCA Antonino. Grazie Presidente, buongiorno Governo, colleghi
  e   cittadini.  Effettivamente  oggi  anch'io  sono  stupito  dalla
  presenza  del  Presidente  Schifani, perché  lo  immaginavo  ancora
  costretto a Palazzo d'Orleans a cercare di fare quadrare le caselle
  delle  dirigenze generali della sanità siciliana, che evidentemente
  sono  l'argomento che maggiormente interessa a questo Governo  e  a
  questa maggioranza.
   In  questi giorni, si è dibattuto molto anche su questo tema,  sui
  giornali  in  cui  ci  si stupiva che la politica  nominava  questi
  direttori, dove c'era anche una chiara indicazione, cosa che a onor
  del vero c'è sempre stata.
   Quello che in questa occasione forse sta venendo a mancare, è quel
  minimo di pudore che nelle scorse edizioni ancora ancora si cercava
  di  mantenere,  dicendo   sì,  sono nominati  da  noi,  ma  non  si
  riferiscono  a  questo  partito, a quel partito,  no,  non  c'è  un
  manuale   Cencelli  dei  direttori  generali,  no   non   c'è   una
  riferibilità  ad un deputato piuttosto che ad un  altro,  o  ad  un
  partito piuttosto che un altro
   Mentre di questo possiamo anche in un certo senso renderne atto al
  Presidente  Schifani,  avete  fatto tutto,  avete  lavato  i  panni
  sporchi  sui  giornali,  al  punto tale che  ormai  ogni  direttore
  generale non ha solo un colore politico, ma anche un nome e cognome
  di  riferimento, e di questo vi prenderete la responsabilità quando
  questi  direttori,  indipendentemente che poi  facciano  parte  del
  primo, del secondo elenco, inizieranno ad operare.
   Perché  vede Presidente Schifani, purtroppo la realtà della sanità
  siciliana  e  della  Sicilia è differente  da  quella  che  lei  ha
  raccontato  durante il suo ultimo intervento. Io prima credevo  che
  lei non venisse semplicemente in Aula, invece in quell'occasione ho
  capito  che lei proprio non esce mai dal Palazzo per vedere in  che
  condizioni versano i nostri ospedali, o il territorio siciliano,  e
  probabilmente ci saranno i suoi collaboratori che le raccontano  un
  quadro  che  è molto diverso da quello reale, e se lei  andasse  di
  tanto  in tanto a fare qualche visita a sorpresa in qualche  Pronto
  Soccorso,  probabilmente, si renderebbe conto che isole felici  non
  ce  ne sono. E la sua presenza oggi qui per una norma, che non solo
  è   aberrante  da  un  punto  di  vista  legislativo,  di  raccordo
  costituzionale, ma è una norma terribile per il semplice fatto  che
  cambia  le  regole del gioco, o pretende di cambiare le regole  del
  gioco a gioco in corso.
   E  questo,  vede  Presidente, è un qualcosa che non  andrebbe  mai
  fatto,  ma  non  andrebbe  mai  fatto  a  maggior  ragione  in   un
  Parlamento, il cui scopo è quello di stabilire le regole a garanzia
  di  tutti,  a  garanzia dei partiti, a garanzia  dei  cittadini,  a
  garanzia di chi lavora, voi invece state cercando - da questo punto
  di vista - di cambiare le regole del gioco, in un momento in cui la
  Sicilia  avrebbe bisogno di altro, avrebbe bisogno  di  riforme  in
  tema  di  sanità, avrebbe bisogno di sapere con quale piano rifiuti
  lei  intende  risolvere  gli atavici problemi  di  questa  Regione,
  avrebbe  bisogno di sapere se avete una mezza idea per  portare  un
  po' di lavoro in Sicilia, o avete intenzione di continuare tutta la
  vita a prenderci in giro con la storia del ponte sullo Stretto,  se
  avete un minimo di raccordo reale con Roma, se si è accorto che  in
  realtà, quando lei va a Roma, che i prezzi di questi voli non  sono
  diminuiti; Presidente Schifani, io ormai credo che il caro voli per
  lei sia un argomento di distrazione di massa.
   E  lei  viene qua oggi, invece, sul salva-ineleggibili, perché  si
  sta  accorgendo che i buoi sono scappati dalla stalla, e non  basta
  dare o distribuire qualche nomina per accontentare gli appetiti  di
  una maggioranza insaziabile.
   Caro  Presidente, quello che loro vogliono è il suo  posto,  e  si
  stanno  scannando perché si vogliono sedere al suo  posto,  i  suoi
  alleati non vedono l'ora di vederlo alzare e andare via.
   È  questa  la realtà, e oggi la norma sul salva-ineleggibili  sarà
  bocciata,  così  come  la  riforma a cui  lei  tanto  teneva  delle
  province, su cui ha avuto tanta fretta, al punto tale da anticipare
  persino  l'abrogazione, se mai avverrà, della norma Delrio,  e  voi
  andate  a  Roma a chiedere di non impugnare una legge, e  andate  a
  sfidare il vostro stesso Presidente del Consiglio, perché il vostro
  è  stato un atto di sfida. Dice: "la Meloni non abroga la Delrio  e
  noi  in Sicilia la facciamo lo stesso", ma nella realtà neanche tra
  voi eravate d'accordo.
   Perché  non si è mai visto un Parlamento che all'unanimità rimanda
  in  Commissione un disegno di legge di riforma, parte  fondamentale
  del  programma con cui lei si è presentato agli elettori siciliani,
  perché  la realtà è che voi di ripristinare le province non  ve  ne
  fregava  nulla,  anzi, proprio non le volete,  avete  semplicemente
  costruito questo circolo per prepararvi alle europee, ma siccome  i
  pilastri erano di cartapesta, è crollato.
   E  quindi, Presidente Schifani, oggi probabilmente la sua presenza
  in  Aula  è  pressoché  inutile, perché  il  volgere  ormai  è  già
  accaduto,  le  province  sono tornate in Commissione  e  il  salva-
  ineleggibili con il voto, noi chiederemo il voto palese - già ve lo
  dico  adesso,  perché vogliamo continuare a metterci la  faccia,  e
  dire  in  maniera  chiara e tonda cosa pensa  il  Movimento  Cinque
  Stelle di questa legge schifosa.
   Ci  esprimeremo  contrari,  e  sono convinto  che  anche  per  una
  questione se si voterà col voto palese di coerenza, anche i Partiti
  di  maggioranza,  che già hanno bocciato l'ordine  del  giorno  che
  doveva invertire l'ordine dei lavori, e che già si sono astenuti  o
  non  presentati in Prima Commissione, continueranno a mantenere  la
  stessa linea, salvo a volersi dichiarare altamente incoerenti

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole  De  Luca.  È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.

   CAMPO.  Grazie  Presidente  Galvagno,  Presidente  della  Regione,
  Giunta,  colleghi  deputati, in questi giorni c'è  una  Sicilia  in
  subbuglio,  con  una  serie  di  assembramenti  nelle   città   più
  importanti della nostra Isola di un comparto fortemente  in  crisi,
  mi  riferisco al comparto degli agricoltori e degli allevatori che,
  con  i  loro trattori, hanno riempito le piazze di Ragusa,  Modica,
  Chiaramonte,  Vizzini,  Enna, Palermo  e  tantissime  altre  città,
  Sciacca, ne ho lette veramente tante sui giornali.
   E  mentre  c'è  questa  situazione qua, in  Parlamento,  da  mesi,
  perdiamo tempo a parlare di cose che sono nomine, ma anche  atti  e
  norme  totalmente incostituzionali, norme che non lo  dico  io  che
  sono incostituzionali, lo hanno detto gli stessi Uffici dell'Ars, e
  che  riguardano appunto la fantomatica riforma delle province,  che
  addirittura  vorrebbe scavalcare una norma nazionale oggi  vigente,
  la Delrio.
   Non  capisco  perché  un Governo monocolore debba  presentare  una
  norma  incostituzionale,  cercando di  scavalcarne  una  nazionale,
  piuttosto  che  dialogare col Governo nazionale  per  l'abrogazione
  della  Delrio,  questo è veramente strano, e  adesso  che  è  stata
  rimandata  in  Commissione, ci apprestiamo a discutere  del  salva-
  ineleggibili, cioè come salvare quattro colleghi qua in Ars con una
  norma che ha veramente dell'assurdo, perché va a ledere lo Stato di
  diritto  di una Repubblica democratica e liberale, dove  il  potere
  legislativo  cerca  di  scavalcare quello  della  magistratura,  in
  spregio  alla separazione dei poteri, cioè noi stiamo  facendo  una
  cosa veramente aberrante questa sera e, chiaramente, anche io, come
  ha già preannunciato il mio Capogruppo, voglio metterci la faccia.
   Per  noi  questa norma va votata con voto palese, perché  guardate
  che  non  è  come si vuole far credere una norma di interpretazione
  autentica,  no,  è una norma in piena regola, che  fra  l'altro  ha
  valore   retroattivo,   e   che   stabilisce   nuovi   criteri   di
  ineleggibilità, e chiaramente questa cosa non si può fare in  corso
  d'opera, quindi siamo fortemente contrari a questo modo di operare.
   Si  pensi di più ai problemi dei siciliani e un po' meno a  queste
  cose, perché è una vergogna Presidente, è una vergogna

   PRESIDENTE.   Grazie  onorevole  Campo.  È  iscritto   a   parlare
  l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Presidente  io  credo che  questa  nostra  discussione
  rischia di fare la seconda puntata dopo quella delle province.
   Stiamo trattando una norma che diversi precedenti, e per la verità
  devo  dire  che  mi  trovo d'accordo con Totò  Cuffaro,  quando  ha
  dichiarato qualche giorno fa che neanche nella prima Repubblica  il
  Parlamento  siciliano operava a seguito di sentenze per  modificare
  norme  e  reinterpretare sentenze che sono arrivate dai  tribunali,
  fermo  restando che, nel merito di questa sentenza, credo  che  chi
  l'ha  avuto,  abbia  diritto a difendersi al meglio  con  i  propri
  avvocati  per  dimostrare  l'infondatezza  della  tesi  che  questa
  sentenza   ha  prodotto.  Ma  quello  appunto  è  un  momento   del
  dibattimento,  non è un momento della politica e delle  istituzioni
  che, secondo questo principio, potremmo arrivare per paradosso  che
  a  partire  dal  Parlamento  siciliano,  perché  no  il  Parlamento
  nazionale,  di fronte a una sentenza modifica la sentenza  con  una
  legge.
   Questo  vìola il principio delle reciproche autonomie,  tanto  più
  che  la  legge  di cui parliamo è una legge, seppur modificata  nel
  tempo,  che  risale al 1951, credo che la gran parte di quelli  che
  siamo  qui,  forse pochissimi, non erano neanche nati,  eppure  una
  legge  che  regola i casi di ineleggibilità da oltre  settant'anni,
  ripeto  con le modifiche che sono intervenute nel corso del  tempo.
  Ma  modifiche  che  sono intervenute sempre nel  rispetto,  intanto
  delle norme statutarie, mi ascolti Presidente che riguarda lei.
   Innanzitutto nel pieno rispetto dell'articolo 9 dello Statuto  che
  prevede,  nel  caso  di materie che riguardano la  eleggibilità,  e
  quindi  la ineleggibilità o incompatibilità, siano norme che devono
  avere  una  maggioranza  qualificata  del  Parlamento,  quindi  una
  maggioranza assoluta dei componenti, e non dei votanti. Glielo dico
  perché  questi  aspetti,  dal  punto  di  vista  procedurale,  sono
  sostanziali  a  tutela  del principio che il Parlamento  in  questa
  materia  opera su diritti soggettivi delle persone, e  quindi  deve
  avere la consapevolezza che non basta una maggioranza semplice,  ma
  occorre  appunto  una maggioranza rafforzata dall'articolo  9  così
  come è previsto dal nostro Statuto.
   Ma  nel  merito, Presidente, dicevo, ci sono tomi  di  sentenze  e
  giurisprudenza che si è via via affermata nel corso degli anni  che
  qualunque  norma che modifica ciò che è stato emesso, la norma  non
  modifica  la  sentenza, per la semplice ragione che le norme  hanno
  vigenza  qualora  venisse  modificata  dal  momento  in  cui  viene
  approvata,  e  non ha effetti retroattivi secondo l'interpretazione
  che è stata da un giudice.
   Quindi  ho la sensazione che si sta piegando il Parlamento  ad  un
  tentativo legittimo, ma disperato, di provare per via legislativa a
  far  cambiare il corso di una sentenza, e mi dispiace che ci  siano
  in  quest'Aula  tanti  colleghi che fanno  di  mestiere  anche  gli
  avvocati,  e  quindi che hanno una consapevolezza  giuridica  delle
  norme  e  della prassi normativa con cui, nel tempo, si è  definito
  una giurisprudenza consolidata e di fatto.
   Aggiungo, questa dinamica che si è messa in moto, non so  come  ha
  potuto  il  Governo innanzitutto, perché ha ragione  De  Luca,  non
  perché  viva  con particolare emozione la presenza o l'assenza  del
  Presidente   della  Regione  in  quest'Aula,  è  una   sua   scelta
  partecipare o non partecipare, la rispetto come tale, ma  il  fatto
  che  oggi,  dopo  quello che è avvenuto ieri, e dopo  che  tutti  i
  deputati di maggioranza e opposizione, mentre ieri è successo quasi
  il colpo di Stato, perché si è chiesto prima la improcedibilità per
  difetto costituzionale ed è stata respinta dall'Aula, salvo qualche
  minuto dopo di fronte alla richiesta di rinvio in Commissione si  è
  persino sospesa l'Aula, e non si poteva fare
   Oggi  l'Aula,  senza  che  nessuno  abbia  proferito  parola,   ha
  accettato  all'unanimità il rinvio in Commissione del  testo  sulle
  province.  Questo lascia sottintendere che anche  la  presenza  del
  Presidente della Regione in quest'Aula ci sia una sorta di  scambio
  politico  tra i deputati della maggioranza, sia quelli che volevano
  che  avesse priorità la riforma delle province, rispetto  a  quelli
  che  ieri avevano chiesto l'inversione dell'ordine del giorno,  per
  determinare  uno scambio, e quindi attraverso il voto,  in  qualche
  modo verificare se questa maggioranza c'è ancora, e se in grado  di
  andare  avanti  secondo le cosiddette coordinate che il  Presidente
  della Regione ha indicato.
   Allora,  per  sgombrare  la testa al toro,  anche  perché  sarebbe
  paradossale che materie come queste che dovremmo trattare oggi, che
  agiscono  su  fatti soggettivi, qui noi abbiamo  dei  colleghi  che
  hanno  un  problema  diretto e personale  rispetto  all'effetto  di
  questa norma.
   Questa norma non può che essere votata a scrutinio segreto per  la
  semplice  ragione  che parliamo di persone,  e  anche  per  evitare
  qualunque imbarazzo sul terreno personale, proprio questo, il  voto
  segreto  che  è previsto dal nostro Regolamento, è in questo  caso,
  come  dire specifico e necessario, proprio perché ogni collega deve
  potere  esercitare  il  suo diritto di voto, sgombro  da  dinamiche
  politiche  di maggioranza, minoranza, alleanze, ma qui parliamo  di
  diritti soggettivi.
   Ecco perché io le formalizzo che, qualora quest'Aula decidesse  di
  andare avanti su questa norma, fermo restando che ci saranno  anche
  altri  passaggi,  anche  qui discutibili, come  quello  ad  esempio
  dell'immediata  esecuzione  di una  legge,  ho  visto  che  abbiamo
  modificato  l'articolo 2 che la legge, qualora  venisse  approvata,
  diventa esecutiva dal momento stesso in cui viene pubblicata  nella
  Gazzetta,  cioè,  solo  in casi eccezionali,  di  norma  di  natura
  contabile,  si  utilizza  la  procedura dell'immediata  esecuzione,
  proprio per gli effetti finanziari che possono esserci
   In   questo  caso  non  capisco,  se  non  il  fatto  di   tentare
  disperatamente  di usare questo foglio della legge per  tentare  di
  condizionare l'esito di procedimenti in essere. Questo è ancor  più
  grave,  proprio  perché dimostra che si fa una legge  per  incidere
  sulle sentenze.
   Ed  è per questo che io mi auguro che quest'Aula si fermi, ripeto,
  anche  utilizzando quel pensiero che ha espresso qualche giorno  fa
  Cuffaro, lui ha detto nella  Prima Repubblica era impensabile - non
  impossibile,   impensabile  -  che  si  potesse   determinare   una
  situazione  del genere , e devo dire a mia memoria, non  si  è  mai
  verificata,   perché  l'Aula  ha  sempre  distinto  la   condizione
  soggettiva - che può dispiacere - di un collega, e che quindi ha il
  diritto   di   tutelarsi  in  sede  giudiziaria,  dalla  condizione
  legislativa, che è propria di un Parlamento.
   Io mi auguro che il Parlamento si fermi, ma qualora non si dovesse
  fermare,  a partire dall'articolo 1, io personalmente chiederò  che
  l'Aula si esprima con il voto segreto.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole  Di  Paola.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  PAOLA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Governo,  il
  Presidente della Regione è uscito dall'Aula, ci sta, come diceva il
  collega  Cracolici,  e può decidere liberamente  il  Presidente  se
  essere presente o non presente all'interno dell'Aula.
   Presidente,  io  le  dico questo, e lo dico a  tutta  l'Aula:  noi
  parliamo di questa norma oramai da almeno tre mesi, colleghi? Ce la
  portiamo  avanti  da quanto, dalla variazione di  bilancio?  Perché
  sento  questa  norma del "salva-ineleggibili", norma  che  ha  poco
  interesse  da parte dei siciliani, ma norma che è stata presentata,
  così  come vengono presentate tantissime norme nelle Commissioni  e
  poi in Aula.
   Veda  Presidente, io sono stato uno di quelli che in I Commissione
  ha  voluto essere presente, per votare in senso contrario a  questa
  norma per fare arrivare questa norma in Aula, Presidente, perché il
  Presidente della Regione deve capire come il suo Governo e  la  sua
  maggioranza, non oggi, ma già da mesi, è completamente spaccata.
   Noi  abbiamo,  colleghi, due pezzi di maggioranza  e  di  Governo:
  l'asse Fratelli d'Italia - MPA, ed è palese; e l'asse Lega -  Forza
  Italia - DC.  Presidente, questo è emerso in maniera plateale anche
  in Commissione, perché la DC, assieme a Forza Italia e assieme alla
  Lega, anzi la Lega era assente, Forza Italia e DC, si astengono  al
  voto di questa norma.
   E  oggi,  Presidente, in un voto palese, se ci fosse l'astensione,
  così  come è stato in Commissione Prima da parte di Lega, di  Forza
  Italia  e  DC, la norma verrebbe bocciata, perché qui  in  Aula  il
  Movimento  Cinque Stelle dichiara di votare contro, il PD  dichiara
  di  votare  contro, Sud chiama Nord dichiara di votare  contro,  se
  anche  Forza Italia e DC si astenessero, così come hanno  fatto  in
  Prima  Commissione, e per coerenza dovrebbero astenersi, perché  se
  si  sono astenuti in Prima Commissione non capisco qual è la  ratio
  che  qui  fa cambiare idea... Altrimenti, hanno ragione i  colleghi
  che  mi  hanno preceduto, il Presidente Schifani viene in Aula  per
  serrare  le  fila  della  maggioranza, e  per  far  sì  che  quella
  maggioranza voti favorevolmente a questa norma.
   Allora,  Presidente, il Movimento Cinque Stelle con forza chiederà
  il  voto  palese,  perché  qui,  Presidente,  la  maggioranza  deve
  metterci la faccia se vuole approvare questo disegno di legge o  se
  lo vuole bocciare. Qua è tutto un problema legato alla maggioranza,
  è  un  problema  solo ed esclusivamente della maggioranza,  che  ci
  trasciniamo  oramai da tre mesi, da tre mesi le  Commissioni,  così
  come  il  Parlamento  è  bloccato su  questo  'salva-ineleggibili',
  allora che la maggioranza ci metta la faccia, così come è stato  in
  Prima  Commissione, e così come viene dichiarato anche dai giornali
  Forza  Italia, Dc e Lega si astengono o votano contrario  a  questa
  norma,  premettendo che cosa colleghi? Che anche gli  Uffici  hanno
  dato  un  parere contrario a questa norma, cioè noi stiamo portando
  avanti  una  norma a cui anche gli Uffici dicono 'guardate  che  ci
  sono difficoltà, guardate che questa norma non può essere approvata
  da  questo Parlamento e da quest'Aula'. C'è una forzatura da  parte
  del Governo? Si va avanti con questa forzatura?
   Ma la maggioranza ci deve mettere la faccia, perché sono convinto,
  Presidente,  appena verrà chiesto il voto segreto, la  norma  verrà
  affossata  con  almeno 40, 50 voti. E, quindi, il  voto  segreto  è
  fatto  -  e  il  collega  Cracolici è libero di  poterlo  chiedere,
  assolutamente  - è fatto per permettere ai colleghi di  maggioranza
  che   sono   contrari  a  questa  norma  di  votare   in   segreto,
  contrariamente.
   Ma  io  ricordo  che  questo Governo, in  continuità  col  Governo
  Musumeci,  era  contrario  ai  voti  segreti.  Non  ci  si   doveva
  nascondere  dietro a un voto segreto. E, invece, oggi  cosa  fa  il
  Governo Schifani, cerca di rifugiarsi in un voto segreto
   Io  mi aspetto, da parte del Presidente Schifani, appena rientrerà
  in  Aula,  una sua dichiarazione, dove dice chiaramente votiamo  in
  maniera  palese,  perché se si porta avanti un discorso  contro  il
  voto segreto, poi il Governo e la maggioranza si rifugiano nel voto
  segreto   Presidente,  io spero che questa  pagina  comunque  vada,
  venga  chiusa oggi, perché per tre mesi le Commissioni,  così  come
  l'Assemblea regionale siciliana sono rimaste bloccate per  via  dei
  litigi  di una maggioranza su un disegno di legge che alla fine,  a
  mio modo di vedere, o approvato o non approvato non cambierà nulla,
  perché  non  cambierà nulla, questa è una prova di  forza  solo  ed
  esclusivamente di una parte della maggioranza che è uscita fuori in
  maniera  plateale, Lega, Forza Italia e Dc e dall'altra  parte  con
  Fratelli   d'Italia  ed  MPA.  Fratelli  d'Italia  che  -  ricordo,
  Presidente  Galvagno - in questo momento esprime il Presidente  del
  Consiglio Meloni.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, assessori, colleghi  parlamentari,
  io  penso  che questa sia una delle giornate più brutte  di  questa
  legislatura.  Già  lo è stata ieri, quando la  prova  maldestra  di
  anticipare   la  discussione  di  questa  norma  ha  portato   allo
  scombussolamento dell'Aula e alla sospensione dei lavori.
   Oggi  si  presenta  il Presidente Schifani,  mi  dispiace  che  il
  Presidente Schifani si presenti su una cosa così squallida, proprio
  io  la  definisco così, perdendo invece l'occasione di presenza  in
  tematiche quali l'agricoltura la zootecnia, cioè io avrei preferito
  che  lui  invece di venire qui stasera fosse stato in giro  per  la
  Sicilia, ha fatto bene la collega Campo a dirlo.
   Ma  perché  è  squallida,  perché la  definisco  squallida?  E  mi
  dispiace  perché  questa  norma  che  ormai  conoscono  tutti,   la
  conoscono  in Sicilia e fuori la Sicilia, cioè questo Parlamento  e
  questa  maggioranza si apprestano a fare una norma  per  creare  un
  presupposto, per evitare che alcuni parlamentari perdano  il  ruolo
  di parlamentare  Non solo sbagliando, è un'aspettativa che si crea,
  che  si dà a dei colleghi, che a me dispiace, anche perché parliamo
  di  persone  anche,  e parliamo di persone che  durante  quest'anno
  abbiamo alcuni anche apprezzato, cioè quindi a me personalmente non
  fa  piacere anche entrare nel merito di questa norma e in questo in
  questo modo.
   Ma  è  possibile pensare, attraverso una interpretazione autentica
  di  una  norma  di  cinquant'anni fa, di creare i  presupposti  per
  mettere  in  condizione un avvocato qualsiasi di utilizzare  questa
  interpretazione  autentica per far valere  davanti  al  giudice  la
  possibilità di difesa del posto di parlamentare regionale, e quindi
  di superamento dell'incompatibilità? Ma non solo, con quale faccia,
  con  quale faccia gli avvocati domani presenteranno le memorie,  le
  memorie,  nei tribunali dicendo di disporre di questa  norma  della
  Regione  siciliana  che mette in condizione di  rimanere  deputati,
  questi  saranno atti con nomi e cognomi e che resteranno agli  atti
  dei tribunali
   Io  vi  dico  una cosa, guardate, che domani mattina,  se  dovesse
  passare,  io andrò in Procura della Repubblica, non ci sono  dubbi,
  non è un problema con i colleghi, non è un problema, ma io denuncio
  tutti a tutti, a tutti, su questa cosa
   Non  è possibile, perché state esagerando, non capite che poi  c'è
  un momento in cui vi dovete fermare
   L'efficacia retroattiva della legge di interpretazione autentica è
  soggetta   inoltre   al   limite   del   rispetto   del   principio
  dell'affidamento  dei  consociati nella  certezza  dell'ordinamento
  giuridico,  poiché  l'ingresso  inopinato  e  immotivato  di  norme
  retroattive, che alterano rapporti pregressi, rende inutile e privo
  di  effettività  il diritto dei cittadini di adire  i  giudici  per
  ottenere  la tutela delle proprie situazioni giuridiche soggettive.
  La  legge interpretativa non deve interferire e non può interferire
  con   i   giudizi  in  corso  di  svolgimento.  Sotto  il   profilo
  procedurale,  i  commi  approvati, poiché incidono  su  materie  di
  elezioni  dei deputati dell'Assemblea Regionale di cui all'articolo
  3  dello  Statuto sono soggetti alla procedura rinforzata,  di  cui
  all'articolo  17  bis  dello  statuto  medesimo  che   prevede   la
  sottoposizione  a  referendum entro tre  mesi  dalla  pubblicazione
  della delibera in GURS per prassi costante e per combinato disposto
  dell'articolo  9,  comma 3, dello Statuto e dell'articolo  17  bis,
  commi  1  e 2, le norme elettorali relative all'Assemblea regionale
  siciliana,    ivi   comprese   quelle   sulle   ineleggibilità    e
  incompatibilità,  sono  approvate con la maggioranza  assoluta  dei
  componenti   -  così  come  ha  detto,  prima  di  me,  l'onorevole
  Cracolici.
   Tale procedura, e mi avvio alle conclusioni, si applica anche  nel
  caso  di  norme di interpretazione autentica relativa alle  materie
  elettorali,  purché  esse  incidano  parametri  sulle  elezioni  e,
  quindi,  sulla composizione dell'Assemblea regionale siciliana.  La
  soppressione della predetta disposizione, e la sua sostituzione con
  quella  recata  dalla norma che si esamina, determina  una  diretta
  violazione dello Statuto speciale della nostra autonomia.

                Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA

   DIPASQUALE. Infatti, sottrarre la modifica normativa in questione,
  alla  procedura rinforzata di cui all'articolo 17 bis dello Statuto
  medesimo,  si  traduce  in un vizio procedurale  della  legge  così
  approvata. Vizio sindacabile, dalla Corte Costituzionale, a seguito
  di  una questione di legittimità, sollevata in via principale dallo
  Statuto,  o promossa, in via incidentale, nel corso di un  giudizio
  comune.
   Ovviamente, io consegnerò questo alla Segreteria. Perché è palese,
  non solo questo percorso, ma anche l'eventuale violazione, e quindi
  noi,  e invito gli Uffici, dovremo difendere la legge anche davanti
  alla  Corte  Costituzionale - ma su questo ci muoveremo  in  tutti,
  tutti i modi.
   Però,  veramente, state andando oltre state dimostrando... ci  sta
  tutto  il  clientelismo,  prendetevi i  manager,  prendetevi  tutto
  quello  che vi volete prendere  Ma fare le leggi per evitare  fare,
  no  le  leggi,  fare un'interpretazione autentica di una  norma  di
  cinquant'anni  fa,  nella  speranza  di  non  decadere,   significa
  veramente arrivare al culmine
   Guardate che, la scorsa legislatura, l'onorevole De Domenico,  del
  Partito    Democratico,   è   decaduto   da   deputato   per    una
  incompatibilità. Nessuno di noi ha avuto il minimo di  pensiero  di
  preparare,  o  mettere su una norma, una interpretazione  autentica
  per salvargli il posto, è veramente una vergogna

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole Dipasquale. È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Catanzaro. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.   Grazie  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessori,
  Presidente, se c'è, l'Aula...

   PRESIDENTE.  Colleghi, cortesemente, c'è troppo  brusìo.  Date  la
  possibilità  al  collega  Catanzaro di potere  intervenire.  Prego,
  collega.

   CATANZARO.  Mi  spiace che non sia presente  il  Presidente  della
  Regione,  però  ci  sono  gli  assessori,  il  Vicepresidente  che,
  ovviamente,  mi  ascoltano, perché questa norma di  interpretazione
  autentica, che ha avuto delle modifiche nelle settimane e nei mesi,
  è arrivata oggi ad una ulteriore modifica.
   A  scanso  di  equivoci, io ho grande rispetto nei  confronti  dei
  deputati che, ovviamente, propongono questa norma, però è ovvio che
  il  tutto  parte,  assessore Falcone,  se  lei  ricorda  bene,  nel
   collegato  ter .  Perché fu allora, in quella  famosa  sera  della
  Commissione  Bilancio, che qualcuno mi disse che c'era  dentro  una
  norma  di interpretazione autentica, che poteva essere una norma  a
  sostegno  di  un  percorso che, nel frattempo, si sta  facendo  con
  grado di giudizio nei confronti dei colleghi.
   E  io  non  ho  avuto dubbio, già sin da subito,  a  difendere  un
  principio:  che noi possiamo legiferare come Parlamento  regionale,
  ma è ovvio che in un percorso, mentre c'è un grado di giudizio, noi
  non  possiamo intervenire  E l'ho detto quando ci fu il momento nel
   collegato ter , perché abbiamo alzato la barricata dicendo che non
  si  poteva  parlare  di  quel  tipo  di  norme,  inserendole  nello
  strumento  finanziario, lo abbiamo detto durante questa finanziaria
  e,  adesso, ci ritroviamo - ahimè - questa norma di interpretazione
  autentica, che ovviamente ha un percorso.
   E  il percorso che ha è un percorso che è stato presentato con  un
  disegno di legge, lo abbiamo più volte palesato che non è possibile
  insistere  con questa norma all'interno dell'Aula, nel  momento  in
  cui  ci  sono  gradi  di  giudizio. E lo abbiamo  detto  perché  ci
  crediamo, crediamo a un principio, crediamo a delle regole
   E  noi  -  lo  hanno detto prima i miei colleghi  del  Gruppo  del
  Partito  Democratico, ma l'ho ascoltato anche dagli altri  colleghi
  dei  Gruppi  di  opposizione - non possiamo, Presidente,  accettare
  un'idea o un'ipotesi dove - e lo dico colleghi tutti, anche  quelli
  di  maggioranza ... perché ieri, ieri non è un giorno così lontano,
  ieri  quest'Aula,  nel momento in cui c'è stata  una  proposta  sul
  cambio  dell'ordine  del giorno, sulla trattazione  dei  punti,  ha
  manifestato una palese non volontà di poter procedere invertendo  i
  disegni  di  legge. E lo ha dimostrato non perché non ci  fosse  la
  volontà  di  invertire  i  disegni  di  legge,  ma  perché  c'è  la
  contrarietà  su  una  norma  che  non  si  può  portare  in  questo
  Parlamento, in una legislatura avviata.
   E  io  lo dico con convinzione  E lo dico perché - lo hanno  detto
  anche i miei colleghi - quest'Aula ha il dovere di utilizzare tutto
  quello  che  ha  a  disposizione come  termine  per  potere  votare
  affinché - e lo dico a tutti i colleghi di maggioranza - ci sia  un
  sussulto di dignità, perché oggi c'è una grande credibilità che  si
  gioca all'interno di questo Parlamento regionale.
   Quindi  noi, come Gruppo del Partito Democratico, siamo  pronti  a
  qualsiasi sistema di voto, affinché questa norma non possa  passare
  da  quest'Aula, e questo Parlamento siciliano non vada su  tutti  i
  giornali, non a livello regionale, ma a livello nazionale.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Catanzaro. È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole La Vardera. Ne ha facoltà.

   LA  VARDERA. Grazie Presidente, onorevoli colleghi, Governo, Ei fu
  Schifani,  che  fino a qualche secondo fa era  in  quest'Aula  e  -
  probabilmente  dopo  le  parole di Cateno De  Luca,  che  ha  fatto
  riferimento   a   una  chiara  intimidazione  del   Governatore   -
  evidentemente voleva in qualche maniera togliersi le  castagne  dal
  fuoco e abbandonare quest'Aula.
   Ma  in quest'Aula, colleghi parlamentari e Governo, io scomodo  il
  filosofo   tedesco  Immanuel  Kant,  che  è  un  filosofo   tedesco
  straordinario,  che  scrisse una massima  che  credo  sia  calzante
  rispetto alla situazione che stiamo attraversando: "il diritto  non
  deve  mai  adeguarsi alla politica, ma è la politica che,  in  ogni
  tempo, deve adeguarsi al diritto".
   E  il  filosofo Kant, che è come se stesse guardando la seduta  di
  questo  Parlamento e prevedeva quello che poteva  succedere  dentro
  quest'Aula,  stava soltanto delineando un fatto che è assolutamente
  dirompente, come dicono i filosofi, un assioma, una verità reale. E
  qual è questo assioma, colleghi deputati? Che questo Parlamento sta
  tentando  di  sottrarsi e sostituirsi alle leggi  dello  Stato   Un
  Parlamento  che  dovrebbe essere consequenziale  alle  norme  dello
  Stato, diventa per la prima volta un Parlamento che pensa di volere
  scavalcare le leggi dello Stato, facendo che cosa?
   Una  norma  che  ha  una parola: "salva-ineleggibili"   in  questo
  momento storico, nel quale stiamo affrontando sparute difficoltà di
  ogni campo, in ogni campo, in ogni campo della nostra Regione.  Gli
  agricoltori  che  non  arrivano  a  fine  mese,  ospedali  che  non
  funzionano, spartizioni di poltrone continue in questo Governo,  la
  priorità  di  questo Governo non è fare una legge "salva  Sicilia";
  non  è  fare  una legge "salva agricoltori"; non è fare  una  legge
  "salva  ospedali", questo Governo si preoccupa  di  fare  la  legge
  "salva ineleggibili"
   Dovremmo andare tutti a casa  Il rispetto della dignità che stiamo
  calpestando,  il  rispetto del fatto che in  questo  Parlamento  le
  priorità di questo Paese sono soltanto - come dire - adeguati  agli
  interessi   delle   poltrone.  "Salva  ineleggibili".   Governatore
  Schifani, Vice presidente Sammartino, perché non vi occupate  degli
  agricoltori  che  da mesi stanno invadendo le strade  delle  nostre
  città?  Immanuel  Kant  vi definirebbe scellerati   Vi  definirebbe
  mascalzoni,  perché le sue parole non lasciano adito a dubbio:  "Il
  diritto non deve mai adeguarsi alla politica, ma è la politica  che
  in  ogni tempo deve adeguarsi al diritto", e noi stiamo sovvertendo
  la  realtà,  e  stiamo pensando di essere al di sopra  delle  leggi
  dello Stato, anche in barba a dei giudici che guardano forse questa
  Assemblea e se la ridono, e dicono chiaramente che questa Assemblea
  si vuole in qualche maniera fare uno scontro diretto verso le leggi
  di questo Stato. Noi non ci stiamo
   Lo  ha detto Cateno De Luca, lo dico anch'io. Come Gruppo politico
   Sud  chiama Nord  chiediamo il voto palese nominale e, ovviamente,
  chiediamo  che  ci  mettiate  la  faccia,  perché  è  facile  anche
  nascondersi dietro il voto segreto  Quando fate le "porcate" ve  le
  votate  in modo segreto. Abbiate il coraggio di metterci la faccia,
  abbiate  il  coraggio,  quando andrete a  girare  per  le  elezioni
  europee  nei vostri territori, di dire a questa nostra Regione  che
  cosa avete fatto, e cosa non avete fatto
   È  facile  votare con il voto segreto. Facciamo una  legge  "salva
  Sicilia",  piuttosto; facciamo una legge "salva  ospedali".  Mentre
  stiamo  parlando, e mentre mi sento essere nella scuola elementare,
  Presidente  Di  Paola,  sa quando era una  scuola  elementare  cosa
  succedeva?  C'era  la  ricreazione, e spesso  e  volentieri  questo
  Parlamento  è  come  se stesse continuamente ricreazione,  parliamo
  della Sicilia e si fanno i fattacci loro
   Io sono stanco, stanco di vivere in questo contesto, dove spesso e
  volentieri  alcuni  dei  deputati non se ne  fregano  completamente
  nulla di quello che dicono i colleghi, e continuano a parlare  come
  se  fossimo all'ora di ricreazione. Questo è indegno del ruolo  che
  noi  ricopriamo,  e lo dico senza troppi giri di  parole.  Dobbiamo
  fare una legge "salva Sicilia", non una legge "salva ineleggibili"
   Mentre  stiamo parlando - e concludo - state nominando ai  vertici
  delle  ASP  in  Sicilia un soggetto che prima si trovava  all'ARNAS
  Villa  Sofia-Cervello. Adesso, lo state nominando  alla  presidenza
  del  Civico  di  Palermo.  Ma lo sapete cosa  fate  voi?  Avete  un
  primato   Voi  nominate  i  peggiori  nei  posti  migliori   Questo
  soggetto,   che   si   chiama  Messina,  ha  perso   progetti   per
  duecentottanta  milioni  di  euro,  messi  a  rischio;  era   stato
  commissariato  dall'assessore  Volo;  era  stato  commissariato  da
  Schifani, ma siccome si è fatto benedire da Fratelli d'Italia,  noi
  lo premiamo, lo portiamo da Villa Sofia, gli diamo il Civico  Tutto
  questo  è  schifoso  e  scandaloso  Tutto questo  dovrebbe  portare
  questo Parlamento in un sussulto di dignità, e questo Governo in un
  sussulto  di  dignità, e salvare non gli ineleggibili,  salvare  la
  vostra faccia e andarvene a casa

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole La Vardera. È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Vasta. Ne ha facoltà.

   VASTA. Grazie Presidente, Governo, onorevoli colleghi. Intanto  io
  sono qui perché chiarisco una volta per tutte, anche agli organi di
  stampa  che  continuano a scrivere sulla mia persona, e  su  questa
  norma  "salva-ineleggibili", che non comprende la mia  fattispecie,
  assolutamente.
   Collega  Campo,  siccome prima lei parlava  di  quattro  deputati,
  chiarisco  che i deputati tra l'altro sono due, perché  facendo  un
  attimo  un  passo indietro in Commissione Bilancio, spuntano  degli
  emendamenti dove si prevedeva il salvataggio con due articoli.

   PRESIDENTE.  Scusi, collega Vasta. Colleghi in fondo, colleghi  in
  fondo, cortesemente. Grazie.
   Prego, collega Vasta.

   VASTA.  Si  prevedeva  una  norma  di  interpretazione  autentica,
  dicevo,  per  l'eventuale, ovviamente dopo il voto  di  quest'Aula,
  salvataggio dei colleghi Catania e Daidone, quindi di tre colleghi.
   Poi  l'iter richiesto dalla Segreteria Generale, quindi quello  di
  passare  dalle Commissioni di merito con una procedura  rafforzata.
  Nella Commissione va via un articolo che è quello che prevedeva, si
  ipotizzava  il  salvataggio del collega Daidone,  quindi  in  atto,
  questa  norma di interpretazione autentica, qualora dovesse  essere
  votata, salva esclusivamente i due colleghi Catania.
   Nello   specifico,  a  me  sono  state  contestate   tre   lettere
  dell'articolo  10,  a),  b) e f). Questa norma  di  interpretazione
  autentica è soltanto relativamente alla lettera f), quindi a scanso
  di  equivoci,  io  comunque ritenendomi in parte interessato  dalla
  norma,  ma  soltanto in piccolissima parte, uscirò fuori  dall'Aula
  per  la  votazione  e  chiedo  ai colleghi  che  potrebbero  essere
  interessati  o  comunque a tutti i colleghi che oggi hanno  ricorso
  pendente in primo o in secondo grado di uscire dall'Aula. E  chiedo
  all'onorevole Presidente di verificare se in effetti  il  voto  dei
  colleghi   a mio parere non dovrebbe essere consentito.  Ma  questo
  poi   sta   a  voi  e  al  buon  senso  dei  colleghi  direttamente
  interessati.
   Aggiungo che sicuramente questa norma va rivista in maniera seria,
  ma ovviamente non con un'interpretazione autentica, bensì prendendo
  la  norma  nazionale  che è stata scritta nel  1981,  quindi  quasi
  trent'anni  dopo rispetto alla norma regionale, visto che  parliamo
  di una norma dove c'è il rischio di incostituzionalità molto alto e
  di  recepire  la norma nazionale senza fare poi tutte le  modifiche
  che  sono  intervenute  negli anni 2007, 2014  con  interpretazioni
  autentiche  fatte  e tolte negli anni, in modo tale  da  avere  una
  legge  univoca, visto che parliamo di eleggibilità, quindi  di  una
  norma  che  non dovrebbe contrastare la Costituzione, pertanto,  in
  maniera seria di riprendere la questione e aggiornare la norma,  ma
  a  partire  da oggi, quindi senza andare a modificare  il  passato.
  Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Vasta.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Miccichè. Ne ha facoltà.

   MICCICHÈ.   Grazie, signor Presidente. In assenza  del  Presidente
  parlerò pochissimo, perché non c'è piacere, ma vorrei dire soltanto
  una cosa.
   Secondo  me,  la presenza del Presidente oggi è stata inquietante.
  Sono ancora convinto di questo perché comunque non è venuto neanche
  un  giorno per la finanziaria, non è venuto mai per tutte le  norme
  che sono fatte e viene giusto per salvare qualche ineleggibile   Il
  che  significa che questa norma è, e questa presenza  è  una  sfida
  vera alla Magistratura
   Io  credo  che  le  persone che oggi aspettano il risultato  della
  Magistratura dovrebbero essere veramente arrabbiati, perché non c'è
  dubbio  che  i  giudici a questo punto non possano che condannarli,
  perché  non c'è dubbio che c'è stata un'intimidazione da parte  del
  Presidente  della Regione che è venuto qui per dire   ora  vuogghiu
  viriri si i cunnannati  e quindi li devono condannare.
   Allora,  io lo dico sinceramente, credo che Schifani non  ne  stia
  cercando  molte,  ma questa è proprio sbagliata.  La  sua  presenza
  giusto oggi, a livello nazionale, lo dico ai miei colleghi che  non
  sono stati mai a Roma, deputati o senatori a livello nazionale,  su
  questo  tipo  di  norme  non  solo non  si  sarebbe  presentato  il
  Presidente  del Consiglio, ma neanche i vice, neanche  i  Ministri
  Sarebbe stato presente soltanto il Ministro per i rapporti  con  il
  Parlamento,  proprio  per  dimostrare  il  non  coinvolgimento  del
  Governo   su   questo   tipo  di  norme  e  su   questo   tipo   di
  interpretazione, perché è grave quello che è stato fatto
   Signor  Presidente, sono convinto di una cosa  e  mi  verrebbe  da
  chiederle,  perché  io  sono convinto che, dopo  la  questione  dei
  manager  e  dopo  il  tentativo di questa norma,  si  apriranno  le
  iscrizioni  al Gruppo Misto e siccome sto benissimo da solo  vorrei
  sapere  se  se  ne  può fare un secondo, in modo  che  chi  volesse
  scegliere di andare al Gruppo Misto mi lascia però tranquillo, solo
  nel mio ufficio, dove sto benissimo. Grazie.

                              (applausi)

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Micciché.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Grazie,  signor Presidente, io me ne  ero  completamente
  disinteressato,  avevo  relegato  questo  disegno  di  legge   alla
  classica  norma, legge, in puro stile berlusconiano,  una  classica
  legge ad personam e non una legge invece che riguardasse la Sicilia
  e i suoi problemi
   Avevo  lasciato fare, fidandomi ciecamente del lavoro dei colleghi
  nelle  Commissioni  di  competenza; non le  nascondo  che  oggi  ho
  richiesto  di potere intervenire in quest'Aula perché  la  presenza
  del Presidente della Regione mi ha particolarmente infastidito,  mi
  ha  infastidito con quel fare intimidatorio, perché  il  Presidente
  della  Regione  non ha avuto nemmeno la decenza di  presentarsi  in
  nessuna  delle  sedute  d'Aula della finanziaria  -  la  legge  più
  importante  della nostra Regione - e invece è venuto oggi  in  Aula
  quasi   a  guardare,  a  sfidare  i  componenti  della  sua  stessa
  maggioranza  e, come se non bastasse, addirittura, a convocare  una
  Giunta  -  probabilmente, la più importante da un anno  e  mezzo  a
  questa parte - sulla scelta dei direttori generali delle Asp  della
  nostra Regione appena qualche ora dopo.
   Io  credo,  signor Presidente, me lo permetta, oggi,  secondo  me,
  abbiamo  scritto  una  pagina  tetra  di  quest'Assemblea,   perché
  lasciando  stare  l'argomento  in  sé,  il  contorno  legato   alla
  votazione di questa norma, credo che lasci un segnale molto  brutto
  ai  siciliani e soprattutto a chi ancora crede nel futuro di questa
  Sicilia. Grazie.

   PRESIDENTE. Bene, onorevoli colleghi, non ci sono più  iscritti  a
  parlare  e  quindi prendiamo il fascicolo relativo  al  disegno  di
  legge. Si passa all'esame degli articoli.

                  Presidenza del Presidente GALVAGNO

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA. Signor Presidente, intervengo perché ho ascoltato  -  con
  la  consueta pazienza che mi contraddistingue  quasi sempre,   ogni
  tanto  scappa  anche a me -  gli interventi dei colleghi  e  poiché
  sono,  diciamo,  il  bersaglio principale dei loro  strali,  avendo
  firmato  e  presentato  questa norma e   avendo  poi  provveduto  a
  redigere, man mano accogliendo le osservazioni degli Uffici, i vari
  emendamenti  sostitutivi fino a quello presente oggi all'attenzione
  dell'Aula, che credo che più asettico di così non possa  essere,  e
  preannunciando   sin   da  ora  che  quello  del   secondo   comma,
  dell'entrata  in vigore al momento dell'approvazione  è  un  refuso
  degli  Uffici  del  Gruppo  e  chiederò la  correzione  dell'errore
  materiale,  nel  senso che, evidentemente, come  ogni  altra  norma
  entrerà  in  vigore al momento della sua pubblicazione  e   volendo
  estrapolare  quella che è una di carattere generale che  possa  poi
  applicarsi  o non applicarsi a procedimenti particolari riguardanti
  alcuni  o  altri,  non spetta evidentemente all'Aula  decidere,  ma
  che, come correttamente evidenziava il collega Vasta, questa è  una
  norma  su  cui  il Parlamento siciliano deve comunque  entrare,  ed
  entrare  con forza, perché noi non dovremmo fare altro che recepire
  la  legge nazionale che vige in tutte le altre Regioni d'Italia per
  rendere  ancora  più  chiaro  in  questa  materia  quali  siano  le
  effettive cause di ineleggibilità.
   Nel  caso  in  specie,  il mio emendamento, così  come  alla  fine
  congegnato,  che trovate nel vostro tablet, è un passo  importante,
  io  credo  che  vada  in questa direzione. Nel merito  delle  varie
  vicende,  io  credo  di essere forse uno dei  pochi  legittimati  a
  parlare,  avendo  pagato in prima persona nel 1996   e  i  colleghi
  della  mia  provincia  lo  sanno  se hanno  l'onestà  intellettuale
  dovrebbero  ricordarlo, nel momento in cui nella lista  io  fui  il
  primo  dei due non eletti, adesso era una questione di poche decine
  di voti a fronte di due parlamentari nazionali che all'epoca non si
  erano  dimessi nei centoventi giorni prima, quindi vi era una norma
  di  ineleggibilità conclamata, e avrebbe potuto scrivere due  righe
  di  ricorso  per  trovarsi  deputato in quest'Assemblea  nel  1996,
  quando, consentitemi, lo status del parlamentare regionale era  ben
  diverso di quello attuale e i benefit soprattutto di cui godevano i
  parlamentari

   FALCONE, assessore per l'economia. Saverio La Grua.

   ASSENZA. Ecco, bravo, l'assessore Falcone lo ricorda.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  No, no, lo ricordo anch'io.

   ASSENZA. Lo ricorda anche lei, perfetto, quindi non sto inventando
  qualcosa,  non  sto dicendo nulla di male. Vi erano  altri  quattro
  come  me,  nelle  stesse condizioni, gli altri  quattro  fecero  il
  ricorso  e  vennero  ad  occupare gli  scranni  di  quest'Aula.  Il
  sottoscritto  non  lo  fece   e non se n'è  assolutamente  pentito,
  perché  io  parto da un principio. Tutti, infatti, ci  gonfiamo  la
  bocca  di  democrazia, di valori, di rispetto del diritto;  se  uno
  prende un voto in più dell'altro, è l'elettore che decide chi  deve
  sedere  in quest'Aula, non i cavilli, quindi oggi persone, soggetti
  che  hanno magari tremila voti in meno dei colleghi che siedono  in
  quest'Aula e ritengono di arrogarsi chissà quale diritto,  in  base
  ad  un'interpretazione  errata,  mi  permetto  di  dire  questo  da
  avvocato,  di una norma, perché per i casi in corso, colleghi,  non
  c'è  bisogno  di  questa  norma.  Io  confido  che  i  giudici   li
  decideranno  a  prescindere assolutamente da questa norma,  ma  per
  contribuire  a  dare  chiarezza a una materia  che  è  quanto  meno
  ingarbugliata  e  quanto mai ingarbugliata.  Io  credo  che  questo
  Parlamento  abbia  oggi l'opportunità di fare un  primo  passo  nel
  senso chiarificatore che auspichiamo.
   Quindi, è inutile che facciamo dietrologia, norme, se sono  queste
  le  norme  che  devono  indurre  a  vergognarci,  veramente  stiamo
  esagerando, stiamo forzando un po' la mano.
   Io  chiedo, quindi, non solo ai partiti della maggioranza,  ma  ai
  partiti tutti del Parlamento, di fare un esame di coscienza,  anche
  perché  i  colleghi   poi  parlate dei processi  in  corso,  ma  se
  l'interpretazione della norma viene estesa, così come  si  vorrebbe
  in    questo   Parlamento,   i   procedimenti   di   decadenza   si
  moltiplicherebbero,  si moltiplicheranno e  riguarderanno  tutti  i
  partiti, non perché qualcuno voglia denunciare chissà che cosa,  ma
  perché  evidentemente  se  passa un principio  di  estensione  così
  elastica  delle  cause  di  ineleggibilità,  veramente  siamo  alla
  frutta.
   Nel  caso in specie, se voi vi riferite ai colleghi che, peraltro,
  possono essere attinti da questa norma o no, questo lo diranno,  lo
  decideranno i giudici, come decideranno di applicarla  o  meno  nel
  caso  passasse;  poi pensate all'assurdità che un  sindaco  fino  a
  diecimila  abitanti  è  eleggibile, fino a  ventimila  abitanti  in
  Sicilia  è  eleggibile,  però quel sindaco  poi  di  diritto,  come
  sindaco va a far parte del Consiglio di amministrazione delle SRR o
  dei GAL, questo diventerebbe ineleggibile.
   Onorevole  Cracolici,  è così o non è così?  Ma  è  chiaro  che  è
  un'interpretazione assurda della norma

   CRACOLICI. Non della norma, della sentenza.

   ASSENZA.  E,  quindi, se possiamo portare un elemento che  induca,
  che  cerchi  di indurre chiarezza in una norma, in un  coacervo  di
  norme   così   ingarbugliate,  poi   permettetemi   di   dire   che
  l'incostituzionalità  poi  la decide la Corte  Costituzionale.  Sui
  giornali sono stato bersagliato su un'altra norma, quella  dei  150
  metri  e,  guarda caso, lunedì scorso, è stato proprio il Consiglio
  di  Giustizia  amministrativa della Regione siciliana  a  sollevare
  l'eccezione  di incostituzionalità su quelle norme  che  io  volevo
  modificare con l'interpretazione autentica. Quindi, andiamoci piano
  col  cercare  di  indicare sempre al lupo al lupo,  al  diavolo,  a
  chissà  quali  marchingegni pericolosi, quali vogliamo  mettere  in
  campo.  Pertanto,  mi  permetto  di  chiedere  il  voto  favorevole
  dell'Aula  per  l'approvazione  dell'emendamento  1.3  e  poi   del
  successivo emendamento, con la modifica che ho già preannunciato di
  correzione dell'errore materiale nel senso dell'entrata  in  vigore
  con la pubblicazione.


                        Sull'ordine dei lavori

   DE LUCA Cateno. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  Cateno.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  colgo
  l'occasione dell'intervento del collega Davide Vasta, il  quale  ha
  espresso un invito e, da persona anche corretta che è sempre stata,
  ha  già  preannunciato  che pur se questa  interpretazione  non  lo
  riguarda,  e  credo  che su questo nessuno possa  dubitarne  tranne
  qualche giornalista prezzolato, credo che sia doveroso che tutti  i
  colleghi  coinvolti  in  questa vicenda non  partecipino  al  voto.
  Questa  credo che sia una questione di bon ton, di stile, che  deve
  coinvolgere tutti quanti, come già ha manifestato il collega Vasta.
   E,  quindi,  è  ovvio che, oltre Vasta, i due colleghi  Catania  e
  anche Daidone, pur se fuori da questo perimetro, ma considerato che
  sono i quattro colleghi che hanno, purtroppo, e questo ci dispiace,
  l'abbiamo  già  detto in altre occasioni, nulla di  personale,  che
  nessuno  personalizzi la questione, ma come abbiamo avuto modo  già
  di  dire,  questa sfida alla Magistratura non ci fa piacere,  anche
  perché  già  il Presidente della Regione siciliana non ha  dato  un
  buon  esempio  in  tal  senso, quindi che debba  continuare  questo
  teatrino  con  la  sua  presenza obiettivamente  è  una  situazione
  inaccettabile,  almeno  ci sia un sussulto di  dignità  e,  quindi,
  prima di procedere alla votazione, chiedo ai colleghi, come farà il
  collega  Vasta, di allontanarsi da quest'Aula, quindi non  solo  di
  non  partecipare al voto, ma magari, questo può valere  per  tutti,
  per  i  rapporti anche di amicizia che ci sono, perché  quelli  che
  rimangono  potrebbero anche condizionare con la  loro  presenza  il
  collega di banco o gli altri colleghi parlamentari.

                              (applausi)

   bis.

   Seguito della discussione del disegno di legge n. 21/A - Stralcio
                                III bis

   PRESIDENTE. Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro
  chiusa  la  discussione generale e pongo in votazione il  passaggio
  all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
                       Interpretazione autentica

     1.  Il comma 1, lett. f) dell'art. 10, laddove dispone che   Non
  sono  eleggibili inoltre . gli amministratori ed i  dipendenti  con
  funzioni  di  rappresentanza  o  con  poteri  di  organizzazione  o
  coordinamento del personale di istituti, consorzi, aziende, agenzie
  ed enti dipendenti dalla Regione ovvero soggetti alla sua tutela  o
  vigilanza  deve essere interpretato nel senso che gli enti soggetti
  a   tutela  o  vigilanza  sono  esclusivamente  quelli  di  cui  al
  censimento  del  Servizio di Pianificazione e Controllo  Strategico
  del  Presidente  della Regione siciliana, come  attualizzati  negli
  elenchi predisposti in applicazione del principio contabile n.  4/4
  allegato  al D. Lgs. N. 118/2011, come recepito dall'art. 11  della
  L.R. n. 3/2015».

   Si  passa all'esame dell'emendamento 1.1, dell'onorevole Cateno De
  Luca e altri. È mantenuto o ritirato?

   DE LUCA Cateno. E' ritirato.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.2, a firma degli onorevoli Catanzaro  e
  altri. È mantenuto o ritirato?

   CRACOLICI. È mantenuto  Chiedo che la votazione avvenga  con  voto
  segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.2

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 1.2.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.

   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti ..............  63
   Votanti ...............  58
   Maggioranza ......  30
   Favorevoli ..........  26
   Contrari ..............  32
   Astenuti ..............    0

                           (Non è approvato)

   Si   passa   all'esame   dell'emendamento  1.3,   la   riscrittura
  dell'onorevole Assenza.

   CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.3

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 1.3.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.

   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti ..............  64
   Votanti ...............  62
   Maggioranza ......  32
   Favorevoli ..........  31
   Contrari ..............  31
   Astenuti ..............    0

                           (Non è approvato)

   FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, io, intanto,
  ho  votato,  e l'ho detto durante la votazione. Signor  Presidente,
  risulta, perché dal monitor vedevamo che non risultasse, il dito io
  l'ho  pigiato, quindi, chiedo che il mio voto sia messo  a  verbale
  oppure  si ripeta la votazione, perché posso dire che io ho  votato
  favorevolmente.

                (proteste dai banchi dell'opposizione)

     PRESIDENTE.  Assessore Falcone, non può  dire  come  ha  votato,
  perché  è  stata una votazione a scrutinio segreto. Si può ripetere
  la votazione, visto e considerato che lei era presente.
   In  ogni  caso,  anche  se  venisse bocciato  questo  emendamento,
  potrebbe  comunque  votarsi l'articolo. Si deve votare  l'articolo.
  Ripetiamo la votazione con voto sempre segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.3

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 1.3.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.

   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti ..............  64
   Votanti ...............  63
   Maggioranza ......  32
   Favorevoli ..........  27
   Contrari ..............  36
   Astenuti ..............    0

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa per dieci minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.27, è ripresa alle ore 17.32)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi chiedo di prendere posto.
   Si  vota  l'articolo 1, adesso, colleghi, io sto  per  mettere  in
  votazione l'articolo 1, sto aspettando che prendiate posto.

                           (brusìo in Aula)

   CRACOLICI. Posso fare una precisazione, Presidente?

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Ha chiesto di intervenire  l'onorevole
  Assenza, prego onorevole.

   ASSENZA.  Presidente, poco fa, prima della votazione  testé  fatta
  sull'emendamento   sostitutivo,   modificativo,   presentato    dal
  sottoscritto,  che è stato -  bontà loro -  bocciato,  noi  avevamo
  votato per l'abrogazione dell'articolo.
   La  votazione sull'abrogazione dell'articolo ha avuto un risultato
  chiarissimo, è stata bocciata, è stata respinta.
   L'articolo  è  già  approvato,  non  può  essere  più  rimesso  in
  discussione.

   PRESIDENTE.  No, non è così, e metteremo, comunque, l'articolo  in
  votazione.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Presidente, io a differenza del collega Assenza,  dico
  che  l'articolo non si può neanche votare, per una ragione  perché,
  paradossalmente, l'emendamento che era stato presentato dal collega
  Assenza  che  in  qualche  modo limitava  all'"ovvero",  al  valore
  dell'"ovvero"  nella  norma vigente, con questa  formulazione  che,
  invece,  il  testo  porta  originariamente,  abroga  una  serie  di
  ineleggibilità,  che sono previste dalla legge  e  che  con  quella
  riscrittura vengono eliminate.
   Le  faccio  un esempio. Gli enti di formazione professionale  sono
  vigilati  dalla  Regione, i cui amministratori non sono  eleggibili
  se,  appunto,  ci  fossero  elezioni regionali.  Con  questa  legge
  vengono  cassati, perché limita l'ineleggibilità,  cioè  limita  il
  principio  dell'ineleggibilità a tutti gli  enti  per  i  quali  la
  Regione opera attraverso il consolidato che sono 150, 158

   PRESIDENTE.  Onorevole,  sono tutte considerazioni  che  sono  già
  state fatte.
   Ritengo che, comunque, già sia stato votato il soppressivo, ma che
  non  è  assolutamente bastevole per far sì che l'articolo  1  possa
  passare.

   CRACOLICI. Quindi, bisogna bocciarlo

   PRESIDENTE.  Si voterà l'articolo 1, si metterà in  votazione.  Se
  lei volesse chiedere il voto segreto, lo può chiedere.

   CRACOLICI.  Io  lo  chiedo per coerenza, ma è assolutamente  fuori
  dalla grazia di Dio

   PRESIDENTE.  No, assolutamente. Quella era una riscrittura.  Si  è
  votata la riscrittura. La riscrittura è stata bocciata. Si vota  il
  testo, così com'era. E' un'altra cosa.

   CRACOLICI. Che è ancora più incostituzionale

   PRESIDENTE.  Eh, intanto si mette in votazione. Benissimo,  allora
  mettiamo  in votazione l'articolo 1. Non ho capito se c'è richiesta
  di voto palese, voto segreto.

                     (Interventi fuori microfono)

   CRACOLICI.  Voto segreto


    Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 1 del disegno di
                               legge n.

   PRESIDENTE.   Voto  segreto.  Il voto  segreto  prevale  sul  voto
  palese.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

   Vediamo se c'è, se la richiesta è appoggiata  E' appoggiata.
   Indìco  la votazione. Chi è favorevole all'articolo 1 voti  verde,
  chi è contrario voti rosso.
   Dichiaro  aperta la votazione. No, ora non mi serve che  lo  metti
  quello. Quello era il colpo prima, Assessore.
   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti ..........64
   Maggioranza .................33
   Favorevoli .....................30
   Contrari .........................34
   Astenuti .........................  0

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Abbiamo finito con l'interpretazione autentica


   Seguito  della  discussione del disegno di  legge  "Obbligatorietà
  dello  screening  neonatale per l'atrofia muscolare  spinale."  (n.
  382/A)

   PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del  disegno  di
  legge  "Obbligatorietà  dello  screening  neonatale  per  l'atrofia
  muscolare  spinale."  (n.  382/A), posto  al  n.  3  del  II  punto
  all'ordine del giorno.
   Chiedo alla VI Commissione di prendere posto. Il Presidente  della
  VI Commissione, gentilmente, si insedi.
   Chiedo  all'onorevole Di Paola di potermi sostituire dieci minuti.
  Grazie.

                Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA

   PRESIDENTE.  Invito il Presidente e relatore, onorevole Laccoto, a
  svolgere la relazione. Prego, onorevole.

   LACCOTO,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Per  quanto
  riguarda  la  relazione,  noi ci rimettiamo  al  testo,  anche  per
  agevolare il percorso della votazione.

   PRESIDENTE. Bene. Il Presidente Laccoto si rimette al testo.  Apro
  la discussione generale.

   SPADA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Spada.

   SPADA.   Presidente,  chiedo  ai  colleghi,  alla  Commissione   e
  soprattutto  a  lei, in considerazione del fatto che  questo  è  un
  disegno  di  legge  che  è  stato  discusso  nei  mesi  scorsi   in
  Commissione e che ha visto la partecipazione anche dei colleghi del
  Partito  Democratico, ed avendo, oggi, l'assenza di  un  componente
  del  Partito Democratico, che è l'onorevole Burtone, che ci  teneva
  particolarmente ad esserci, ma per cause di forza  maggiore  non  è
  potuto  venire  qui,  chiedo,  Presidente,  di  poter  rinviare  la
  trattazione  del  disegno  di legge alla  prossima  settimana,  per
  consentire  anche  all'onorevole Burtone  di  poter  partecipare  a
  questa discussione.
   Quindi,  sarebbe  un  gesto  di  buonsenso,  che  agevolerebbe  la
  discussione,  anche perché - dico - il clima in quest'Aula  non  mi
  sembra  neanche dei migliori per iniziare un disegno di legge  così
  importante.
   Con  il  supporto  anche del Presidente della VI  Commissione,  le
  chiedo  la  cortesia di poter rinviare alla prossima  settimana  la
  discussione di questo testo. Grazie.

   LACCOTO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO,  presidente della Commissione e relatore.  Io  penso  che
  questo  sia  un  testo  ...  diamo merito  all'onorevole  De  Luca,
  all'onorevole Burtone, a tutti i componenti della Commissione,  per
  avere  fatto  un  testo  e avere insistito  Avrà  modo  l'onorevole
  Burtone,  eventualmente, di intervenire, ma se noi perdiamo  questa
  occasione, io credo che questa norma rischi di slittare  per  molto
  tempo. Ricordiamoci com'è la situazione.
   Quindi,  io  penso che sia giusto in questo momento votare,  dando
  atto  all'onorevole  Burtone e a tutti di potere  ...  ecco,  anche
  perché io credo che mi dovrò allontanare fra poco e, quindi,  siamo
  in  condizioni  ... non ha senso, questo clima non porta  poi  alla
  votazione.

   LA VARDERA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Poi le do la parola, onorevole De Luca.

   LA VARDERA. Sì, solo per inciso, Presidente, credo che noi abbiamo
  cambiato  decisamente argomento, visto che stiamo  parlando  di  un
  disegno di legge, però quello che è accaduto qualche secondo fa  in
  quest'Aula ha del clamoroso  Cioè, come dire, il Governo  è  andato
  in  frantumi, in pezzi. Questo è giusto registrarlo in  quest'Aula:
  non  c'è  più  la  maggioranza di questo Governo,  prendetene  atto
  colleghi.
   Colleghi  della  maggioranza, io ho la libertà di potere  dire  la
  mia,  siccome  abbiamo  cambiato  argomento,  è  giusto  e  ora  ci
  entriamo, non c'è la maggioranza e questo Governo prenda atto che è
  andato  completamente  in  pezzi, è imploso  su  sé  stesso,  e  ha
  dimostrato,  per  l'ennesima volta, di non essere  compatto.  Siete
  compatti  solo  quando  vi dovete dividere le  poltrone  e  quando,
  invece, dovete in qualche maniera essere uniti, ovviamente,  siete,
  come  dire, nemici in casa  E, quindi, prendetene atto e andatevene
  a  casa  Sarebbe veramente un gesto che i Siciliani vi renderebbero
  per  tantissimi anni, ma questo non lo farete mai. Questo lo dovevo
  dire.

   PRESIDENTE. Ci sono altri deputati che vogliono intervenire  sulla
  discussione generale? No.
   Dichiaro  pertanto  chiusa  la discussione  generale  e  pongo  in
  votazione il passaggio all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
           Finalità dello screening neonatale per l'atrofia
                           muscolare spinale

       1.  Al  fine  di  garantire la diagnosi precoce  in  età
     neonatale  e  la  relativa  somministrazione  di  efficaci
     terapie  farmacologiche, è obbligatorio lo  screening  per
     l'atrofia muscolare spinale (SMA) da effettuare  su  tutti
     i  nati  in  Sicilia  a  seguito di  parti  effettuati  in
     strutture ospedaliere o a domicilio, ai sensi dell'art.  1
     della   legge   19  agosto  2016,  n.  167  e   successive
     modificazioni.

       2.  Fino alla revisione e all'aggiornamento della  lista
     delle  patologie  da  ricercare  attraverso  lo  screening
     neonatale,  previsti dall'articolo 4, comma  2-bis,  della
     legge   n.   167  del  2016  e  successive  modificazioni,
     l'accertamento  diagnostico di cui al comma  precedente  è
     inserito  nelle progettualità previste dal Piano regionale
     per la prevenzione.»

    Non sono stati presentati emendamenti.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
         Modalità di attuazione dello screening neonatale per
                      l'atrofia muscolare spinale

       1.  Con  decreto dell'Assessore regionale per la Salute,
     da  emanarsi entro 30 giorni dall'entrata in vigore  della
     presente legge, sono adottate le disposizioni per  l'avvio
     dello  screening  neonatale per la SMA  e  la  definizione
     dettagliata  del  percorso  assistenziale  dal   test   di
     screening   alla  conferma  diagnostica,  alla  successiva
     presa in carico e al trattamento del neonato.

       2.  Il decreto di cui al comma 1, in ogni caso, contiene
     le seguenti prescrizioni:

       a) il prelievo ematico per lo screening neonatale per la
     SMA  è eseguito dal punto nascita contestualmente a quello
     dello screening neonatale esteso entro e non oltre le  48-
     72 ore di vita del neonato;

       b)  i  campioni di cui alla lettera a) sono  inviati  ai
     Centri   regionali   dello  screening   neonatale   esteso
     individuati dall'Assessorato regionale per la Salute e  da
     questi  inviati ai laboratori di genetica medica collegati
     funzionalmente con gli stessi;

       c)  il  test  genetico è effettuato entro  e  non  oltre
     l'arco  temporale  di  2-5  giorni  dall'accettazione  del
     campione;

       d)  in caso di identificazione di un neonato affetto  da
     SMA,  il  risultato è confermato su un nuovo  campione  di
     DNA  estratto  dal medesimo prelievo ematico e  comunicato
     al  punto nascita che ne informa la famiglia, la  quale  è
     indirizzata  presso un servizio di genetica  medica  della
     Regione    per   effettuare   una   completa    consulenza
     specialistica;

       e)  il  neonato affetto da SMA è indirizzato  ai  centri
     pediatrici  di  riferimento per le  malattie  neurologiche
     pediatriche e le malattie rare del sistema nervoso in  età
     pediatrica individuati dall'Assessorato regionale  per  la
     Salute  per  l'eventuale terapia e il  successivo  follow-
     up.»

    Non sono stati presentati emendamenti.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
                           Norma finanziaria

       1.  Per  far  fronte agli oneri della presente  legge  è
     autorizzata per ciascuno degli anni 2024 e 2025  la  spesa
     di  506 migliaia di euro, cui si provvede con parte  delle
     disponibilità dei finanziamenti per gli obiettivi del  PSN
     per  l'anno 2022 destinati alla prevenzione di cui al cap.
     413363.»

   Non sono stati presentati emendamenti.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
                               «Art. 4.
                             Norma finale

       1.   La  presente  legge  è  pubblicata  nella  Gazzetta
     Ufficiale  della Regione siciliana ed entra in  vigore  il
     giorno stesso della sua pubblicazione.

       2.  È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
     farla osservare come legge della Regione.»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
   «Obbligatorietà dello screening neonatale per l'atrofia muscolare
                           spinale» (382/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno di legge «Obbligatorietà dello screening neonatale per
  l'atrofia muscolare spinale» (382/A).
   Invito  i  colleghi  a  prendere posto. Indìco  la  votazione  per
  scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Presenti ............59
   Votanti ................38
   Maggioranza .......20
   Favorevoli ...........38
   Contrari ...............0
   Astenuti ...............0

                            (E' approvato)

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  Antonino. Presidente, semplicemente per  ringraziare  il
  Governo,  i  colleghi, l'Aula tutta e in particolare anche  per  un
  pensiero al collega Burtone che, oggi, non ha potuto partecipare ai
  lavori  per dei motivi determinanti, di salute, ma sono sicuro  che
  lo  stesso  collega Burtone, che ha dato un contributo fondamentale
  per la redazione di questo disegno di legge, sarà più che felice di
  averlo  approvato  oggi, per il semplice motivo  che  questo  è  un
  disegno  di  legge  che prima entra in vigore e  maggiori  sono  le
  possibilità di intercettare e, quindi, di salvare un bambino o  una
  bambina che portano purtroppo questa terribile malattia.
   Sono  molto  felice,  perché  è una  norma  che  qualifica  questo
  Parlamento e questa Regione perché sarà una delle prime regioni, la
  Sicilia, che andrà ad eseguire questo screening neonatale in attesa
  che  il Governo centrale lo inserisca tra i LEA e, quindi, lo renda
  obbligatorio su tutto il territorio nazionale.
   Un  ringraziamento, poi, insieme ai colleghi di Commissione,  agli
  Uffici  del Governo e all'Assessore alla salute, che oggi mi spiace
  non  ci  sia, perché anche gli Uffici hanno collaborato in  maniera
  solerte  e  seria  a  questo disegno di legge. Il  personale  della
  Commissione che è sempre presente con le sue competenze e d'ausilio
  a  tutti  i  disegni di legge che vengono presentati in Commissione
   Salute , per cui il ringraziamento va a tutti.
   Questa  è  una  buona legge che sicuramente avrà  qualche  effetto
  positivo  sulla sanità dei siciliani, delle famiglie e  soprattutto
  dei più piccoli. Grazie.

   LEANZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA. Grazie Presidente, solo per manifestare la nostra felicità
  per l'approvazione di questo disegno di legge. Noi abbiamo lavorato
  tanto  in  Commissione  Salute , l'onorevole Burtone -  come  hanno
  ricordato già altri colleghi non poteva essere presente oggi  -  ha
  fortemente  sostenuto questo disegno di legge. E' un  passo  avanti
  per la nostra Regione che, finalmente, si allinea rispetto al resto
  d'Italia,   al  resto  della  Nazione,  sull'obbligatorietà   dello
  screening  neonatale  per  l'atrofia muscolare  spinale.  Un  passo
  avanti,   un  disegno  di  legge  che  introduce  questo  screening
  neonatale,  l'obbligatorietà di questo  screening  neonatale  possa
  essere un auspicio per l'allineamento della Sicilia, anche su altri
  settori rispetto alla nostra Nazione. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Leanza.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a martedì,  6  febbraio
  2024, alle ore 15.00.

                 La seduta è tolta alle ore 17.49 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                        VIII SESSIONE ORDINARIA


                          92a SEDUTA PUBBLICA

                  Martedì 6 febbraio 2024 - ore 15.00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Disciplina in materia di funzioni, organi di governo e sistema
         elettorale delle province e delle città metropolitane.  (n. 319-
         97/A) (Seguito)

         Relatore: on. Abbate

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

            Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   - Risposte scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:

   da  parte dell'Assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e
  la pesca mediterranea

   N.  248  -  Interventi urgenti per garantire l'approvvigionamento
  idrico nei territori serviti dal Consorzio di bonifica di Ragusa.
   Firmatari: Abbate Ignazio
   - Con nota prot. n. 17815 del 27 aprile 2023, il Presidente della
  Regione,  ha  delegato l'Assessore per l'agricoltura, lo  sviluppo
  rurale e la pesca mediterranea.

   N.  406  -  Iniziative urgenti sul perdurante disservizio  idrico
  nelle c.de del Comune di Modica (RG).
   Firmatari:  Campo Stefania; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta;  Di
  Paola  Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Ciminnisi  Cristina;
  Gilistro   Carlo;  Cambiano  Angelo;  Varrica  Adriano;  Ardizzone
  Martina

   N.  434  -  Interventi  urgenti per  far  fronte  alle  legittime
  aspettative  degli  operatori  dei  settori  agricolo, commerciale
  e   artigianale  a  seguito  degli  eventi  calamitosi  che  hanno
  interessato il comune di Butera (CL) nel febbraio 2023.
   Firmatari:  Di  Paola Nunzio; Sunseri Luigi;  Schillaci  Roberta;
  Campo Stefania; Marano Jose; De Luca Antonino; Ciminnisi Cristina;
  Gilistro   Carlo;  Cambiano  Angelo;  Varrica  Adriano;  Ardizzone
  Martina
   - Con nota prot. n. 32988 del 25 agosto 2023, il Presidente della
  Regione  ha  delegato l'Assessore per l'agricoltura,  lo  sviluppo
  rurale e la pesca mediterranea.

   N. 462 - Notizie in ordine all'attuazione delle previsioni di cui
  all'articolo  72  del C.C.N.L. per i dipendenti  dei  consorzi  di
  bonifica e di miglioramento fondiario.
   Firmatari: Assenza Giorgio
   - Con nota prot. n. 33020 del 25 agosto 2023, il Presidente della
  Regione  ha  delegato l'Assessore per l'agricoltura,  lo  sviluppo
  rurale e la pesca mediterranea.

   N.  574  -  Chiarimenti  in  merito al  mancato  pagamento  degli
  emolumenti  ai dipendenti del Consorzio di bonifica 10 Siracusa  -
  Lentini.
   Firmatari:  Gilistro  Carlo; Sunseri  Luigi;  Schillaci  Roberta;
  Campo  Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; De  Luca  Antonino;
  Ciminnisi  Cristina; Cambiano Angelo; Varrica  Adriano;  Ardizzone
  Martina

   N. 748 - Notizie sul diffondersi delle formiche rosse in Sicilia.
   Firmatari: Auteri Carlo
   -  Con nota prot. n. 1229 del 15 gennaio 2024 il Presidente della
  Regione  ha  delegato l'Assessore per l'agricoltura,  lo  sviluppo
  rurale e la pesca mediterranea.

   da  parte  dell'Assessore per le autonomie locali e  la  funzione
  pubblica

   N.  677  - Iniziative al fine di garantire il diritto di  accesso
  agli atti da parte dei consiglieri comunali del Comune di Vittoria
  (RG).
   Firmatari: Assenza Giorgio
   -  Con  nota  prot. n. 44910 del 30 novembre 2023  il  Presidente
  della  Regione, ha delegato l'Assessore per le autonomie locali  e
  la funzione pubblica.

   da  parte  dell'Assessore  per  i  beni  culturali  e  l'identità
  siciliana

   N. 333 - Iniziative urgenti finalizzate a garantire la corretta e
  regolare fruizione in sicurezza del parco archeologico di  Tindari
  comune di Patti (ME).
   Firmatari: Carta Giuseppe
   -  Con nota prot. n. 21965 del 30 maggio 2023 il Presidente della
  Regione  ha delegato l'Assessore per i beni culturali e l'identità
  siciliana.

   N.  514  - Chiarimenti in merito allo stato di ammaloramento  del
  complesso  delle mura timoleontee del Parco archeologico  di  Gela
  (CL).
   Firmatari:  Di  Paola Nunzio; Sunseri Luigi;  Schillaci  Roberta;
  Campo Stefania; Marano Jose; De Luca Antonino; Ciminnisi Cristina;
  Gilistro   Carlo;  Cambiano  Angelo;  Varrica  Adriano;  Ardizzone
  Martina
   -  Con  nota  prot. n. 41089 del 30 ottobre 2023,  il  Presidente
  della  Regione  ha  delegato l'Assessore per i  beni  culturali  e
  l'identità siciliana.

   N.  570 - Chiarimenti in merito alla chiusura del Museo regionale
  'Agostino Pepoli' di Trapani per la stagione turistica corrente.
   Firmatari: Safina Dario;  Cracolici  Antonino;  Burtone Giovanni;
  Dipasquale  Emanuele;  Catanzaro  Michele;  Spada  Tiziano  Fabio;
  Venezia  Sebastiano;  Chinnici Valentina; Giambona  Mario;  Leanza
  Calogero; Saverino Ersilia
   -  Con  nota  prot. n. 42293 del 9 novembre 2023,  il  Presidente
  della  Regione  ha  delegato l'Assessore per i  beni  culturali  e
  l'identità siciliana.

   N.  573 - Notizie in merito al finanziamento degli interventi  di
  cui all'Avviso pubblico destinato
   all'illuminazione  artistica esterna dei castelli,  dei  manieri,
  delle fortezze e delle torri di Sicilia.
   Firmatari:   Venezia  Sebastiano;  Cracolici  Antonino;   Burtone
  Giovanni;  Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele;  Safina  Dario;
  Spada  Tiziano  Fabio; Chinnici Valentina; Giambona Mario;  Leanza
  Calogero; Saverino Ersilia
   -  Con  nota  prot. n. 42290 del 9 novembre 2023,  il  Presidente
  della  Regione  ha  delegato l'Assessore per i  beni  culturali  e
  l'identità siciliana.

   N.  613  - Intendimenti del Governo in merito alla valorizzazione
  del Museo archeologico di Centuripe (EN).
   Firmatari:   Venezia  Sebastiano;  Cracolici  Antonino;   Burtone
  Giovanni;  Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele;  Safina  Dario;
  Spada  Tiziano  Fabio; Chinnici Valentina; Giambona Mario;  Leanza
  Calogero; Saverino Ersilia
   -  Con  nota  prot. n. 43568 del 20 novembre 2023  il  Presidente
  della  Regione  ha  delegato l'Assessore per i  beni  culturali  e
  l'identità siciliana.

   N.        667   -   Chiarimenti   sulle   modalità  e  forme   di
  concessione/gestione della Chiesa della Tonnara di  Marzamemi  nel
  territorio di Pachino (SR).
   Firmatari: Gennuso Riccardo
   -  Con  nota  prot. n. 44898 del 30 novembre 2023  il  Presidente
  della  Regione,  ha delegato l'Assessore per i  beni  culturali  e
  l'identità siciliana.
   N.  710  -  Notizie  in  merito allo stato di  avanzamento  degli
  interventi  di  riqualificazione del Museo  archeologico  di  Gela
  (CL).
   Firmatari:  Di  Paola Nunzio; Sunseri Luigi;  Schillaci  Roberta;
  Campo Stefania; Marano Jose; De Luca Antonino; Ciminnisi Cristina;
  Gilistro   Carlo;  Cambiano  Angelo;  Varrica  Adriano;  Ardizzone
  Martina
   -  Con nota prot. n. 1146 del 15 gennaio 2024 il Presidente della
  Regione  ha delegato l'Assessore per i beni culturali e l'identità
  siciliana.

   da  parte dell'Assessore per la famiglia, le politiche sociali  e
  il lavoro

   N.  690  -  Misure  urgenti  al fine di garantire  l'integrazione
  oraria  dei lavoratori ASU in seguito al raggiungimento del limite
  di spesa di cui all'art. 7, comma 2, della l.r. n. 2 del 2023.
   Firmatari: De     Luca  Antonino;  Sunseri  Luigi;  Schillaci
   Roberta;  Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Ciminnisi
  Cristina;  Gilistro  Carlo;  Cambiano  Angelo;  Varrica   Adriano;
  Ardizzone Martina
   -  Con nota prot. n. 1061 del 15 gennaio 2024 il Presidente della
  Regione  ha  delegato  l'Assessore per la famiglia,  le  politiche
  sociali e il lavoro.

   da parte dell'Assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo

   N.  548  -  Chiarimenti in merito al finanziamento della  Regione
  siciliana  a beneficio della Fondazione Taormina Arte Sicilia  per
  la   realizzazione  dell'edizione  2023  del  festival  Cinema  di
  Taormina 'Taormina Film Fest'.
   Firmatari:   Cracolici  Antonino;  Burtone  Giovanni;  Dipasquale
  Emanuele;  Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada  Tiziano  Fabio;
  Venezia  Sebastiano;  Chinnici Valentina; Giambona  Mario;  Leanza
  Calogero; Saverino Ersilia
   - Con nota prot. n. 41217 del 31 ottobre 2023 il Presidente della
  Regione  ha  delegato l'Assessore per il turismo, lo  sport  e  lo
  spettacolo.

   N.  714 - Chiarimenti in merito all'erogazione delle risorse  del
  Fondo  Unico  Regionale  per lo Spettacolo  (FURS)  stanziate  per
  l'esercizio finanziario 2023.
   Firmatari:   Giambona  Mario;   Cracolici    Antonino;    Burtone
  Giovanni;  Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele;  Safina  Dario;
  Spada  Tiziano  Fabio;  Venezia  Sebastiano;  Chinnici  Valentina;
  Leanza Calogero; Saverino Ersilia
   -  Con nota prot. n. 1192 del 15 gennaio 2024 il Presidente della
  Regione  ha  delegato l'Assessore per il turismo, lo  sport  e  lo
  spettacolo.

        Comunicazione di disegni di legge presentati ed inviati
                      alle competenti Commissioni

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

       -   Misure   integrative  regionali  per  favorire   la
     promozione     e     la    diffusione    della     figura
     dell'amministratore  di sostegno  di  cui  alla  Legge  9
     gennaio 2004. (n. 671).
       Di iniziativa parlamentare.
       Presentato il 13 dicembre 2023.
       Inviato il 23 gennaio 2024.
       Parere V.

       -  Istituzione del Consiglio regionale delle  Autonomie
     Locali. (n. 674).
       Di iniziativa parlamentare.
       Presentato il 20 dicembre 2023.
       Inviato il 23 gennaio 2024.

                             BILANCIO (II)

       -   Norme   in  materia  di  esenzione  dal   pagamento
     dell'imposta  regionale sulle attività produttive  (IRAP)
     in favore degli enti del Terzo settore. (n. 675).
       Di iniziativa parlamentare.
       Presentato il 28 dicembre 2023.
       Inviato il 23 gennaio 2024.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

       -  Norme  per  il  sostegno,  la  valorizzazione  e  la
     promozione della creatività urbana, della street art, del
     writing e del muralismo. (n. 672).
       Di iniziativa parlamentare.
       Presentato il 13 dicembre 2023.
       Inviato il 23 gennaio 2024.

       -   Inclusione  sociale,  rimozione  delle  barriere  e
     riconoscimento  e  promozione  della  lingua  dei  segni.
     Disposizioni  per  la piena accessibilità  delle  persone
     sorde alla vita collettiva. (n. 673).
       Di iniziativa parlamentare.
       Presentato il 18 dicembre 2023.
       Inviato il 23 gennaio 2024.
       Parere VI.

       -  Promozione  della figura del Chinesiologo  di  base,
     clinico,  sportivo  e  manager dello  sport.  Recepimento
     dell'art. 41 del Decreto Legislativo 28 febbraio 2021  n.
     36. (n. 676).
       Di iniziativa parlamentare.
       Presentato l'8 gennaio 2024.
       Inviato il 23 gennaio 2024.
       Parere VI.

                SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

       -  Norme per il riconoscimento e la tutela della figura
     del caregiver familiare. (n. 670).
       Di iniziativa parlamentare.
       Presentato l'11 dicembre 2023.
       Inviato il 23 gennaio 2024.
       Parere V.

       - Misure regionali per la promozione del benessere e la
     prevenzione  del  disagio  psichico  adolescenziale.  (n.
     677).
       Di iniziativa parlamentare.
       Presentato l'8 gennaio 2024.
       Inviato il 23 gennaio 2024.
       Parere V.

       -  Norme per la prevenzione e il trattamento del  gioco
     d'azzardo patologico. (n. 678).
       Di iniziativa parlamentare.
       Presentato il 17 gennaio 2024.
       Inviato il 23 gennaio 2024.

          Comunicazione di riassegnazione di disegni di legge

                SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

       - Normativa sulla figura del caregiver (n. 446).
       Di iniziativa parlamentare.
       Inviato il 23 gennaio 2024.

      Comunicazione di richieste di parere pervenute e assegnate
                      alla competente Commissione

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

     -  Consorzio ASI di Enna, Ragusa e Calatino di Caltagirone  -
   Nomina commissario liquidatore. (n. 44/I).
     Pervenuto in data 23 gennaio 2024.
     Inviato in data 26 gennaio 2024.

     -  Legge regionale 29 luglio 2021, n. 20 «Legge regionale per
   l'accoglienza    e   l'inclusione».   Piano    triennale    per
   l'accoglienza e l'inclusione 2024-2026. (n. 46/I-II).
     Pervenuto in data 23 gennaio 2024.
     Inviato in data 26 gennaio 2024.

       Comunicazione di parere reso dalla competente Commissione

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

       -   Ricostituzione   del  Consiglio  regionale   dei   beni
     culturali  ed ambientali, ex articolo 4 della legge regionale
     1   agosto  1977,  n.  80.  Richiesta  di  parere  ai   sensi
     dell'articolo  61,  comma 1, della legge regionale  7  maggio
     2015, n. 9 (n. 43/V).
       Reso in data 18 gennaio 2024.
       Inviato in data 23 gennaio 2024.

                      Annunzio di interrogazioni

   - Con richiesta di risposta orale presentate:

   N.  774  -  Iniziative urgenti per il ripristino  della  SP.  119
  Polizzi Generosa (PA) - Portella Colla (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   La  Vardera  Ismaele;  De  Luca Cateno; Balsamo  Ludovico;  Vasta
  Davide Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe; Sciotto Matteo

   N. 776 - Iniziative urgenti per garantire adeguato supporto socio-
  economico alle famiglie coinvolte nella 'migrazione sanitaria'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   La  Vardera  Ismaele;  De  Luca Cateno; Balsamo  Ludovico;  Vasta
  Davide Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe; Sciotto Matteo

   N.  777  -  Notizie  in merito alla risoluzione  delle  criticità
  legate alla carenza di personale sanitario nei presidi ospedalieri
  siciliani.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Venezia   Sebastiano;  Cracolici  Antonino;   Burtone   Giovanni;
  Dipasquale  Emanuele;  Catanzaro  Michele;  Safina  Dario;   Spada
  Tiziano   Fabio;  Chinnici  Valentina;  Giambona   Mario;   Leanza
  Calogero; Saverino Ersilia

   N.  778  -  Chiarimenti urgenti in merito alla recente  ispezione
  dell'ANAC  presso la Centrale Unica di Committenza  della  Regione
  siciliana.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   La  Vardera  Ismaele;  De  Luca Cateno; Balsamo  Ludovico;  Vasta
  Davide Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe; Sciotto Matteo

   N.  779  -  Iniziative  urgenti al fine  di  risolvere  le  gravi
  criticità  denunciate  presso il punto  nascita  dell'ospedale  di
  Avola (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   La  Vardera  Ismaele;  De  Luca Cateno; Balsamo  Ludovico;  Vasta
  Davide Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe; Sciotto Matteo

   N.  781 - Notizie in merito all'impegno di collaborazione con  la
  Fondazione Antonio Presti ETS, dichiarato dal Governo regionale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Burtone   Giovanni;  Cracolici  Antonino;  Dipasquale   Emanuele;
  Catanzaro  Michele;  Safina Dario; Spada  Tiziano  Fabio;  Venezia
  Sebastiano;  Chinnici Valentina; Giambona Mario; Leanza  Calogero;
  Saverino Ersilia

   N.          784    -   Mantenimento   dell'autonomia   scolastica
  dell'Istituto tecnico aeronautico 'Arturo Ferrarin' di Catania.
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Saverino   Ersilia;   Cracolici   Antonino;   Burtone   Giovanni;
  Dipasquale  Emanuele;  Catanzaro  Michele;  Safina  Dario;   Spada
  Tiziano  Fabio;  Venezia Sebastiano; Chinnici Valentina;  Giambona
  Mario; Leanza Calogero

   N. 786 - Provvedimenti consequenziali all'inchiesta 'Aspide'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Chinnici   Valentina;  Cracolici  Antonino;   Burtone   Giovanni;
  Dipasquale  Emanuele;  Catanzaro  Michele;  Safina  Dario;   Spada
  Tiziano   Fabio;  Venezia  Sebastiano;  Giambona   Mario;   Leanza
  Calogero; Saverino Ersilia

   N.  787  -  Chiarimenti urgenti in merito all'avviso relativo  al
  conferimento  dell'incarico  di  Direttore  del  Dipartimento   di
  prevenzione veterinario presso l 'ASP di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   La  Vardera  Ismaele;  De  Luca Cateno; Balsamo  Ludovico;  Vasta
  Davide Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe; Sciotto Matteo

   N.  788 - Iniziative urgenti al fine di garantire i diritti di un
  cittadino  ingiustamente  licenziato per  avere  agito  in  difesa
  dell'ambiente.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   La  Vardera  Ismaele;  De  Luca Cateno; Balsamo  Ludovico;  Vasta
  Davide Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe; Sciotto Matteo

   N. 789 - Chiarimenti in merito alla disciplina regionale relativa
  alla   decadenza   dei  consigli  comunali  per   dimissioni   dei
  consiglieri o altra causa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Carta Giuseppe

   N.        791   -   Chiarimenti   in   merito   alla   regolarità
  dell'autovelox  installato  sulla SS. 121  ed  eventuale  attività
  ispettiva  sulle  corrette procedure attuate dal Comune  di  Santa
  Maria di Licodia (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Venezia Sebastiano

   N.  792 - Informazioni circa la campagna di sconti sul prezzo dei
  biglietti aerei per i residenti in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Catanzaro   Michele;   Cracolici  Antonino;   Burtone   Giovanni;
  Dipasquale  Emanuele; Safina Dario; Spada Tiziano  Fabio;  Venezia
  Sebastiano;  Chinnici Valentina; Giambona Mario; Leanza  Calogero;
  Saverino Ersilia

   Le  interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per  essere
  svolte al proprio turno.

   - Con richiesta di risposta scritta presentate:

   N.  775 - Chiarimenti sull' Avviso pubblico di selezione interna,
  per  titoli, per il conferimento, ai sensi degli artt. 19 e 20 del
  CCRL  2016-2018  del  comparto non dirigenziale,  delle  posizioni
  organizzative  del  Dipartimento regionale dei  Beni  Culturali  e
  dell'Identità siciliana.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Balsamo  Ludovico;  De  Luca Cateno; La  Vardera  Ismaele;  Vasta
  Davide Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe; Sciotto Matteo

   N.  780  -  Salvaguardia dei livelli occupazionali dei lavoratori
  del Consorzio Sintesi Cooperativa Sociale - Onlus.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Varrica Adriano

   N. 782 - Chiarimenti in merito agli esiti del Bando per l'accesso
  all'intervento  SRG06  - LEADER - Attuazione  delle  Strategie  di
  Sviluppo  Locale  Tipo di intervento: COOP (77) - Cooperazione  di
  cui al Decreto del Dirigente Generale Dipartimento Agricoltura  n.
  4923/2023 del 12/10/2023.
   - Presidente Regione
   - Assessore Agricoltura svil. rurale e pesca med.
   Venezia   Sebastiano;  Cracolici  Antonino;   Burtone   Giovanni;
  Dipasquale  Emanuele;  Catanzaro  Michele;  Safina  Dario;   Spada
  Tiziano   Fabio;  Chinnici  Valentina;  Giambona   Mario;   Leanza
  Calogero; Saverino Ersilia

   N.  783  -  Salvaguardia dei livelli occupazionali dei lavoratori
  del  call  center  del  servizio elettrico nazionale  di  maggiore
  tutela operanti nell'azienda System House S.r.l.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Varrica Adriano

   N.  785  -  Salvaguardia dei livelli occupazionali dei lavoratori
  del call center Abramo Customer Care S.p.A.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Varrica Adriano

   N.  790  -  Chiarimenti  in merito alla  decadenza  dei  Consigli
  comunali per dimissioni dei consiglieri.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Spada   Tiziano  Fabio;  Cracolici  Antonino;  Burtone  Giovanni;
  Dipasquale  Emanuele;  Catanzaro Michele;  Safina  Dario;  Venezia
  Sebastiano;  Chinnici Valentina; Giambona Mario; Leanza  Calogero;
  Saverino Ersilia

   Le interrogazioni saranno inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   N.  89 - Intendimenti del Governo in merito all'adeguamento delle
  rette sanitarie per i soggetti fragili.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   - Assessore Economia
   Venezia   Sebastiano;  Cracolici  Antonino;   Burtone   Giovanni;
  Dipasquale  Emanuele;  Catanzaro  Michele;  Safina  Dario;   Spada
  Tiziano   Fabio;  Chinnici  Valentina;  Giambona   Mario;   Leanza
  Calogero; Saverino Ersilia

   N. 90 - Intendimenti circa la concessione delle Aree dismesse dei
  Consorzi  ASI in liquidazione in favore dei Comuni in cui ricadono
  le aree industriali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Carta Giuseppe

   Trascorsi  tre giorni dall'odierno annunzio senza che  il  Governo
  abbia  fatto  alcuna dichiarazione, le interpellanze  si  intendono
  accettate  e  saranno  iscritte all'ordine del  giorno  per  essere
  svolte al proprio turno.

                          Annunzio di mozioni

   N. 133 - Interventi in materia di mobilità nel Comune di Siracusa
  e  definizione  del contenzioso pendente tra lo  stesso  Comune  e
  l'Assessorato delle infrastrutture e della mobilità.
   Carta Giuseppe; Lombardo Giuseppe Geremia; Castiglione
   Giuseppe
   Presentata il 8/11/23

   N.  135  -  Immediata attuazione dell'art 37 dello Statuto  della
  Regione siciliana secondo quanto stabilito dal decreto legislativo
  n. 241 del 2005.
   Figuccia Vincenzo; Turano Girolamo; Laccoto Giuseppe;
   Caronia Maria Anna; Sammartino Luca; Geraci Salvatore
   Presentata il 10/11/23

   N.  136  - Iniziative urgenti finalizzate a ridurre il costo  dei
  carburanti.
   Gilistro Carlo; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Campo Stefania;
  Di   Paola  Nunzio;  Marano  Jose;  De  Luca  Antonino;  Ciminnisi
  Cristina; Cambiano Angelo; Varrica Adriano; Ardizzone Martina
   Presentata il 14/11/23

   N. 138 - Riattivazione della Sezione Speciale Sicilia nell'ambito
  del  Fondo  centrale  di  Garanzia allo  scopo  di  sostenere  gli
  interventi in favore delle PMI siciliane.
   Venezia   Sebastiano;  Cracolici  Antonino;   Burtone   Giovanni;
  Dipasquale  Emanuele;  Catanzaro  Michele;  Safina  Dario;   Spada
  Tiziano   Fabio;  Chinnici  Valentina;  Giambona   Mario;   Leanza
  Calogero; Saverino Ersilia
   Presentata il 24/11/23

   N.  139 - Incremento dei fondi per il finanziamento del Programma
  di sostegno in favore delle persone fisiche residenti in Sicilia e
  contributo  straordinario  per  l'acquisto  e  l'installazione  di
  pannelli  fotovoltaici nonché di sistemi di  accumulo  di  energia
  elettrica.
   Venezia   Sebastiano;  Cracolici  Antonino;   Burtone   Giovanni;
  Dipasquale  Emanuele;  Catanzaro  Michele;  Safina  Dario;   Spada
  Tiziano   Fabio;  Chinnici  Valentina;  Giambona   Mario;   Leanza
  Calogero; Saverino Ersilia
   Presentata il 27/11/23

   N.  140  - Iniziative in merito al ripristino del tratto stradale
  della S.P. 1 chiuso al transito dal 2011.
   Giambona  Mario; Cracolici Antonino; Burtone Giovanni; Dipasquale
  Emanuele;  Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada  Tiziano  Fabio;
  Venezia  Sebastiano; Chinnici Valentina; Leanza Calogero; Saverino
  Ersilia
   Presentata il 4/12/23

   N.  143  - Misure volte ad impedire la realizzazione del deposito
  nazionale  dei  rifiuti  radioattivi  e  del combustibile nucleare
  esaurito.
   Ciminnisi  Cristina;  Sunseri  Luigi;  Schillaci  Roberta;  Campo
  Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Gilistro
  Carlo; Cambiano Angelo; Varrica Adriano; Ardizzone Martina
   Presentata il 13/12/23

   N.  144  -  Iniziative  urgenti per la tutela  occupazionale  dei
  lavoratori dell'azienda System House di Palermo.
   La  Vardera  Ismaele;  De  Luca Cateno; Balsamo  Ludovico;  Vasta
  Davide Maria; De Leo Alessandro; Lombardo Giuseppe; Sciotto Matteo
   Presentata il 14/12/23

   Le  mozioni  saranno  demandate, a  norma  dell'articolo  153  del
  Regolamento  interno,  alla Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari   per  la  determinazione  della  relativa   data   di
  discussione.

  Allegato B

   Risposte scritte ad interrogazioni (testi)