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Resoconto d'Aula della Seduta n. 92 di martedì 06 febbraio 2024
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   Presidenza del Presidente Galvagno

   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 15.28

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in  assenza
  di osservazioni in contrario, nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Safina ha chiesto congedo per
  oggi e domani.

   L'Assemblea ne prende atto.


      Discussione del disegno di legge «Disciplina in materia di
   funzioni, organi di governo e sistema elettorale delle province e
                 delle città metropolitane» (319-97/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  punto  II  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
  «Disciplina  in  materia di funzioni, organi di governo  e  sistema
  elettorale delle province e delle città metropolitane» (319-97/A).
   Invito   i   componenti  la  I  Commissione   a   prendere   posto
  nell'apposito banco.
   Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole  Abbate,  presidente  della
  Commissione e relatore.

   ABBATE,   presidente   della  Commissione  e   relatore.   Grazie,
  Presidente. Con riferimento al rinvio in Commissione del disegno di
  legge  «Disciplina  in materia di funzioni,  organi  di  governo  e
  sistema elettorale delle province e delle città metropolitane» (319-
  97/A), effettuato nella seduta d'Aula n. 96 dell'1 febbraio per  lo
  svolgimento   di  approfondimenti  ed  eventuale  elaborazione   di
  proposte   emendative,  si  comunica  che  questa  Commissione   ha
  effettuato  gli  approfondimenti richiesti e ha deciso  che  non  è
  stata  rilevata  la  necessità  di  presentare  ulteriori  proposte
  modificative rispetto a quelle contenute negli emendamenti  tecnici
  già  presentati dalla Commissione al disegno di legge  in  esame  e
  inseriti  nel  fascicolo  degli emendamenti  d'Aula.  Questa  è  la
  risultanza della Commissione.

   DIPASQUALE.   Avevo  chiesto  di  intervenire  sulla   discussione
  generale.


                        Sull'ordine dei lavori

   PRESIDENTE.   Si   era  prenotato  prima  l'onorevole   De   Luca.
  L'onorevole Giambona, subito dopo. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA Antonino. Grazie Presidente, Governo, colleghi, cittadini
  siciliani  che  ci  ascoltano, per l'ennesima volta  parlare  della
  legge  più inutile di questa legislatura. Presidente Galvagno,  noi
  ci  eravamo  lasciati, appena una settimana fa, con  una  votazione
  all'unanimità da parte di quest'Aula che rinviava questo  indecente
  testo  alla  Commissione  di merito, alla I  Commissione,  affinché
  fosse ridiscusso e modificato.
   Incredibilmente, nonostante anche lo stesso termine di Regolamento
  preveda  che il testo torni in Aula trascorsi quindici  giorni  dal
  rinvio, per carità lei in Aula ha annunciato che sarebbe tornato la
  settimana dopo e nessuna voce si è sollevata, quindi mi do  già  la
  risposta  che mi sarà offerta, però il tema è un altro. Il  tema  è
  che  dovrebbe  essere interesse di questo Parlamento  e  anche  del
  Presidente  della  Commissione Prima, così  come  della  Presidenza
  dell'Ars  e  del Governo stesso, arrivare in Aula con un  testo  di
  legge  che  sia  almeno  qualificabile come  decente,  almeno  come
  costituzionalmente legittimo, almeno come scritto  in  italiano.  E
  invece,  con un comportamento assolutamente arrogante che qualifica
  interamente la coalizione che sostiene Schifani e questo disegno di
  legge,  lo  avete,  il  giorno  dopo, rimandato  in  Commissione  e
  riscritto  all'ordine del giorno dell'Aula, così  senza  che  nulla
  fosse,  senza  che nulla fosse cambiato, ma senza che  nulla  fosse
  neppure discusso, cioè non si è consentito neppure alla Commissione
  competente,  presieduta dall'onorevole Abbate, di  prendere  questo
  testo  insieme  ai  propri colleghi e agli altri  componenti  e  di
  verificare  se  fosse effettivamente, come deciso anche  dall'Aula,
  opportuno rivederlo nelle sue parti fondamentali. Niente  di  tutto
  ciò.
   Allora,  io  reitero  -   nuovamente  -  l'invito  al  Governo  di
  ritirare  questo testo di legge, di andare a ritirarlo in modo  che
  possa  essere eventualmente presentato anche un testo di  legge  ad
  iniziativa parlamentare che veda, per come è giusto che sia,  anche
  un  incontro  tra  le  opinioni delle  minoranze,  dei  partiti  di
  minoranza  e  un incontro delle volontà dei partiti di maggioranza,
  affinché nasca un disegno di legge trasversale, con i tempi  giusti
  tra  l'altro, e senza dover correre, perché ricordo a me stesso che
  questo  disegno di legge è venuto così fuori pieno di  strafalcioni
  perché è stato partorito con un tempo di gestazione che è inferiore
  al minimo consentito.
   È  stata impressa un'accelerazione dal Presidente Schifani come se
  da  questo  disegno  di  legge dovesse dipendere  il  futuro  della
  Sicilia,  pare che parlava di riorganizzazione sanitaria.  No,  non
  riguarda la sanità, non riguarda il bene dei cittadini, riguarda la
  riorganizzazione  di  un ente, quindi era un  tema  che  si  poteva
  affrontare con la dovuta calma, con il necessario confronto, con  i
  dovuti approfondimenti anche da parte degli uffici che più volte ci
  hanno  segnalato,  all'interno delle loro  copiose  relazioni,  dei
  conflitti di costituzionalità.
   E allora, anziché, produrre l'ennesima legge inutile e addirittura
  che  probabilmente verrà impugnata, io vi invito e da questo  punto
  di  vista mi rendo anche disponibile a un dialogo che veda  nascere
  un  disegno  di  legge  che  abbia un minimo  di  equilibrio  e  di
  legittimità   costituzionale  senza   avere   la   fretta   che   -
  probabilmente  - ha il presidente Schifani di farlo  subito  perché
  deve votare insieme alle europee. Parliamoci chiaro
   Anche  che a tutela del Presidente Schifani, Forza Italia prenderà
  un paio di punti percentuali, quindi, dico, non gli servirà.
   Per  cui  cerchiamo da questo punto di vista, Presidente Galvagno,
  di avere la testa sulle spalle.
   Chiedo il ritiro del disegno di legge onde evitare che con manovre
  d'Aula lo stesso sia bocciato.

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca, proprio così come ha detto  e  come
  avevo  anticipato,  il  termine era dato  fino  ad  un  massimo  di
  quindici giorni.
   In  secondo luogo, lo abbiamo comunicato all'Aula e quando  l'Aula
  non  fa  osservazioni, si dà inteso che sia approvata  la  proposta
  all'unanimità.
   Ha chiesto di intervenire l'onorevole Giambona, ne ha facoltà.

   GIAMBONA.   Volevo  nel  merito  fare  un'ulteriore  precisazione,
  aggiungere  a  quanto  riferito  dal Presidente  della  Commissione
  "Affari istituzionali" perché io ho partecipato ai lavori d'Aula  e
  delle Commissioni.

   PRESIDENTE. Nel merito o sull'ordine dei lavori?

   GIAMBONA.  Nel  merito assolutamente sì, sull'ordine  dei  lavori,
  Presidente,  perché  in  Commissione è emerso  anche  un  ulteriore
  aspetto che evidentemente è l'oggetto del rinvio.
   L'oggetto del rinvio, infatti, erano gli approfondimenti.
   Quindi,  la  settimana scorsa, noi abbiamo deciso di rimandare  il
  testo  in Commissione ma non abbiamo avuto modo di fare alcun  tipo
  di approfondimento - che sia ben chiaro
   Allo  stato attuale, e credo, gli altri colleghi allo stesso  modo
  non  sono  a  conoscenza di quelli che siano  gli  emendamenti  del
  Governo  al testo. Noi ne abbiamo prodotti di notevoli, emendamenti
  sulla   tematica   dei   collegi,   dei   seggi,   di   come   dare
  rappresentatività ai territori.
   Io  personalmente ho chiesto e messo a verbale in Commissione  che
  la Commissione stessa e l'Aula sia posta nella dovuta condizione di
  approfondire  questo  testo di legge, magari  riuscendo  ad  audire
  degli esperti del mondo accademico, di diritto costituzionale,  per
  esempio.
   Questo  credo  che  sia un elemento sul quale noi  tutti  dobbiamo
  confrontarci  e  che  è emerso durante i lavori  della  Commissione
   Affari istituzionali .
   Presidente,  aggiungo alle considerazioni delle scorse  settimane,
  circa  i  dubbi  che ci sono, il percorso che noi dobbiamo  portare
  avanti, deve essere un percorso sicuramente autorevole, un percorso
  che non deve avere ostacoli di natura costituzionale.
   Invito, pertanto, a fare le riflessioni del caso e le osservazioni
  poste  in  Commissione vengano replicate qui in Aula,  al  fine  di
  capire un po' qual è la condotta che noi dobbiamo portare avanti.

   PRESIDENTE.   Intanto,  per  quanto  riguarda   gli   emendamenti,
  onorevole  Giambona, adesso li facciamo distribuire  così  che  lei
  possa  averne  più conoscenza rispetto a quelle che sono  state  le
  proposte.
   Credo che siano addirittura già sul tablet.
   Aveva chiesto di intervenire l'onorevole De Luca Cateno.
   Ci   sono   altri  iscritti  sull'ordine  dei  lavori?  Ardizzone,
  Cracolici, va bene così.

   DE  LUCA Cateno. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
  sull'ordine  dei  lavori  perché  avevamo  in  quest'Aula  solo  un
  personaggio  che  era affetto da ansia da prestazione  che  non  ha
  fatto una bella fine, il nostro Assessore Marco Falcone.
   Pellegrino,  lei  ha fatto il pellegrino quando  Marco  Falcone  è
  stato  declassato a ragioniere di sottoscala, quando il suo capo  -
  l'ologramma -  che l'altro giorno avevamo anche il dubbio se  fosse
  qui  presente fisicamente, abbiamo anche chiesto che lo  toccassero
  perché era inespressivo - e io non so come fa - inespressivo
   E,  quando il suo capo-ologramma lo ha declassato a ragioniere  di
  sottoscala,  lei  ha  fatto il pellegrino,  da  capogruppo  non  ha
  proferito parola, né lei né il responsabile regionale del  partito,
  poi  abbiamo scoperto che era tale Caruso, che è il segretario, non
  so se particolare, sempre di Schifani, tutto in famiglia, tutta sta
  cosa molto strana, molto strana
   Presidente, invece, oggi abbiamo appreso che su questo fronte  c'è
  ormai ben di più, il collega Abbate altro che ansia da prestazione
  Sarà  la  cioccolata  al peperoncino che lo porta  anche  a  queste
  prestazioni alla Speedy Gonzales. Non ci siamo accorti  che  questo
  testo  è  ritornato  in  Commissione, ma che succedono  delle  cose
  strane, nella prima Commissione, Presidente, lei lo dovrebbe  anche
  verificare, perché come è stato per la norma che era finalizzata  a
  salvaguardare alcune posizioni di colleghi, la cosiddetta norma per
  salvare alcuni parlamentari di Fratelli d'Italia, che è stata  così
  sfiorata,  questa  norma  interpretativa, in  Commissione    Affari
  istituzionali , ci siamo ritrovati che, la settimana scorsa, questo
  testo,  per faide interne, ovviamente alla maggioranza,  questo  lo
  dobbiamo  sottolineare,  e  che ha visto protagonisti  buona  parte
  della  maggioranza  nel  reagire anche alla presenza  di  Schifani,
  questo testo si è deciso di rimandarlo in Commissione.
   E'  vero che da Regolamento, Presidente, sono quindici giorni,  il
  termine   entro   il  quale  deve  ritornare  in  Aula.   Onorevole
  Pellegrino, quanti ne sono passati di giorni? Quattro  E allora  il
  tema  è questo: non entro nel merito del testo, però lei che  è  un
  illustre cassazionista, e mi rivolgo quindi a lei, perché  uomo  di
  diritto  non so se "uomo di diritti" ma, "uomo di diritto"  sicuro,
  la sfido a interpretare in quest'Aula, la sfido, ci rivolgiamo alla
  Cassazione  quindi  è  l'ultimo appello,  come  si  suol  dire,  ad
  interpretare  il  combinato disposto del comma  7  e  del  comma  8
  dell'articolo 2 del testo. Guardi c'è scritto tutto e il  contrario
  di  tutto. C'è scritto che i sindaci non si possono candidare  alla
  presidenza delle province, poi c'è scritto che si applica invece lo
  status  per le incompatibilità dei parlamentari e questo invece  in
  relazione  ai  sindaci si fa riferimento ai comuni sopra  i  20.000
  abitanti  che sono incandidabili e quindi si devono dimettere;  poi
  si  parla  dei comuni di 10.000 abitanti, a un certo punto qualcuno
  ha messo sta pennellata e, quindi, al comma 8, si fa riferimento  a
  quest'altro parametro.
   Presidente  Abbate,  non sto chiedendo a  lei  perché  lei  non  è
  giurista, è  un validissimo imprenditore e lo sa fare pure bene,  e
  può darci lezioni in questo, ma all'uomo di diritto sì, è lì al suo
  fianco. Ora proprio perché sono intervenuto sull'ordine dei lavori,
  e  chiudo Presidente, onorevole Pellegrino la sto tirando in ballo,
  interpreti per tutta l'Aula questo combinato disposto comma 7  e  8
  dell'articolo 2,  augurandomi che non faccia il "pellegrino"  anche
  in questa occasione.

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo unirmi al
  disappunto   espresso   dai  colleghi,  ma  soprattutto   dal   mio
  Capogruppo,   perché  ero  presente  in  Commissione,   in   quanto
  componente della Commissione  Affari istituzionali  e ci  siamo  in
  effetti   ritrovati  io  e  il  Presidente  a  dover  leggere   una
  comunicazione del Presidente dell'Assemblea in cui in effetti  dava
  disposizione alla Commissione di rivalutare il testo e, quindi,  di
  poterlo  modificare, eventualmente, ma con un termine  di  scadenza
  già  determinato, il che pare assurdo, anche perché il  Regolamento
  interno  ad oggi dà possibilità - Presidente, per favore, io  parlo
  con  lei  perché  è  importante questo passaggio -  il  Regolamento
  dispone   che  la  Commissione  possa  avere  quindici   giorni   a
  disposizione per poter ridiscutere un disegno di legge, mentre  lei
  ha  dato  nella comunicazione inviata al Presidente un  termine  di
  scadenza   prestabilito,  il  che,  ovviamente,  ha   limitato   la
  Commissione nel poter proseguire i lavori ed, eventualmente,  anche
  ridiscutere  ed  aprire anche il termine degli emendamenti  per  il
  disegno di legge.
   Quindi,  adesso io di preciso non so di chi sia la responsabilità,
  se   è   del  Presidente  dell'Ars,  se  è  del  Presidente   della
  Commissione, questo dovreste discuterlo voi, però io ho avuto  modo
  anche  di  inserire  a  verbale  quelle  che  sono  state  le   mie
  perplessità,  quindi non è vero che la Commissione ha  valutato  di
  rinviare  in  modo  sereno  il disegno di  legge  in  Aula,  perché
  Presidente ritengo sia una questione di rispetto nei confronti  dei
  deputati e di questo Organo. Se l'Aula si esprime con una votazione
  e  dice  che il disegno di legge deve essere rinviato in  Aula,  il
  Presidente dell'Ars non può dare una scadenza a sette giorni esatti
  e,  quindi,  rende impossibile alla Commissione il poter rivalutare
  il disegno di legge. E' totalmente un paradosso.
   Quindi, le chiediamo, per piacere, di poter dare - se in effetti è
  questa la volontà dell'Aula e mi pare che la settimana scorsa fosse
  questa  -  di dare possibilità alla Commissione di poter rivalutare
  il testo e poi fare le considerazioni del caso, magari poi entro  i
  15  i giorni rinviarla in Aula e poterlo valutare. Però, credo, sia
  una  presa  in giro nei confronti di tutti noi e non mi  sembra  il
  caso.

   PRESIDENTE.  Partendo  dal presupposto che è  proprio  prerogativa
  della  Presidenza stabilire l'ordine dei lavori, in tutti i casi  è
  stata fatta una comunicazione da questa stessa posizione, da questo
  stesso  scranno,  a questa stessa Aula, quando lei,  immagino,  era
  presente  e  questa stessa osservazione l'avrebbe potuta  fare  nei
  tempi  corretti.  La  Presidenza ha dato una comunicazione  che  il
  testo  sarebbe  ritornato  e  non c'è  stata  alcuna  osservazione.
  Pertanto,  proprio  ai  sensi  del  Regolamento,  ai  sensi   delle
  prerogative di questa Presidenza, noi abbiamo dato un termine  dove
  avete  avuto  la possibilità di riunirvi, se non vi  siete  riuniti
  perché  era sabato e domenica non lo so, né tanto meno, certamente,
  è un problema mio. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Cracolici.
  Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Presidente,  io  prendo   atto   delle   sue   ultime
  affermazioni  ma  mi dispiace dire che il Regolamento  interno  non
  prevede  le  comunicazioni del Presidente. Il Regolamento,  al  121
  quater,  stabilisce le procedure sulle quali l'Aula, una volta  che
  rinvia  il  testo  in  Commissione, è  chiamata,  a  seguito  della
  valutazione  che la Commissione farà, a riscrivere  all'ordine  del
  giorno  il  testo.  Quindi,  partiamo da  un  presupposto.  Le  sue
  comunicazioni, eventuali, devono, comunque, avere davanti il  fatto
  che  nel  momento  in  cui  è  rinviato  alla  Commissione  per  le
  valutazioni - tra l'altro all'unanimità, in un miracolo da un'ora a
  un'altra  - il testo viene cancellato dall'ordine del giorno  e  il
  Regolamento prevede che venga riscritto passati quindici giorni.
   Quindi,  il  primo  adempimento che lei ha  davanti  è  che  nella
  convocazione  d'Aula deve preventivamente dare comunicazione  della
  reiscrizione all'ordine del giorno di un provvedimento  che  non  è
  scritto,  perché era scritto, perché - ribadisco - nel  momento  in
  cui  si rinvia il testo in Commissione viene cancellato dall'ordine
  del  giorno, questo è il Regolamento che nessuna comunicazione  può
  cambiare, anche perché come lei sa Presidente le comunicazioni, che
  giustamente  il  Presidente fa all'Aula, possono determinare  anche
  un'assenza di chi è in Aula in quel momento, non c'è, è assente per
  altri motivi, ma non è che l'assenza e il fatto che nessuno si  sia
  alzato  eventualmente per motivare o esporre osservazioni  rispetto
  alla  procedura  può  determinare una modifica del  Regolamento  in
  corso  d'opera  Quindi,  la prima obiezione che io le faccio è  che
  questo testo, al di là di come è stato poi trattato in Commissione,
  se  sia  stato  affrontato con una vera volontà di rivisitazione  o
  meno,  e  le aggiungo che secondo me questo testo più lo leggo  più
  vedo  dei buchi al di là della valutazione che ci può essere  sulla
  legge,  dove io voglio ribadirlo il PD lo ha detto in   più  salse,
  noi  siamo,  perché una volta definito il percorso,  come  dire  di
  legittimità, della possibilità di approvare un testo che poi  abbia
  efficacia  operativa, il PD è per l'elezione  diretta  a  suffragio
  universale degli organi delle province, quindi lo ribadisco, perché
  ancora  una volta sembra che su questo ci siano, come dire, scherzi
  da parte di qualcuno o babbìo.
   Il  tema  non è qual è la posizione del PD, ma una legge poi  deve
  funzionare e io mi chiedo se sia stato fatto a partire dagli uffici
  dell'Assessorato un lavoro anche di funzionalità  della  legge  che
  per  essere chiari non può con decreto ad esempio stabilirsi  quali
  sono i collegi provinciali dai quali si parte nell'assegnazione dei
  seggi  ai Consiglieri provinciali, lo deve prevedere la legge,  non
  può essere un decreto di un Assessore perché quello non lo può fare
  l'Assessore o la Giunta di Governo, quindi alcune  questioni devono
  essere  risolte  dalla  legge, non possono  essere  affidate:  "poi
  vediamo".
   C'è  un  altro  tema cui, come dire, ho  guardato con  simpatia  a
  quello  che  è  avvenuto  in questi giorni, perché  alle  obiezioni
  giuste,   sbagliate,  come  dire,  confutabili  nel  merito   delle
  valutazioni fatte sul percorso costituzionale di questa  norma,  ho
  letto  un'intervista  inedita da parte del  Ministro  degli  Affari
  regionali  rilasciata  al  Giornale di  Sicilia,  probabilmente  in
  risposta alle obiezioni di costituzionalità, in cui sostanzialmente
  sintetizzo per non annoiare l'Aula il Ministro ha detto:  "bene  fa
  la  Sicilia  a  fare la legge, siccome è nel nostro programma,  del
  centrodestra nazionale e abbiamo deciso di far votare nel 2025  per
  le  province italiane, la Sicilia se fa prima fa bene",  salvo  non
  dire  nulla  sul  punto  di fondo, se può in presenza  della  legge
  Delrio,  che  ad oggi rimane vigente, e che per essere  chiari  non
  potrà essere modificata, come qualcuno dice con qualche emendamento
  al  decreto su quello relativo ai sindaci del terzo mandato, perché
  la  Delrio  è  una norma di rilievo costituzionale  e  non  può  un
  decreto  che è uno strumento di urgenza convalidato dal Capo  dello
  Stato  per l'urgenza, non può un decreto modificare norme che hanno
  rilievo  di  costituzionalità, essendo  grande  riforma  economico-
  sociale.
   Su  questo  punto  il Ministro fa finta di non capire  tant'è  che
  persino  il  giornalista  che lo ha intervistato  evidenzia  che  a
  questa  domanda  non c'è alcuna risposta, quindi  noi  non  abbiamo
  avuto,  ripeto, con questa inedita forma di interlocuzione  con  la
  Regione  siciliana attraverso un'intervista rilasciata al  giornale
  siciliano, il Ministro dice: "va be fate, poi si viri", come  dire:
  "poi si vede"
   Io  credo  che,  Presidente, stiamo veramente partendo  malissimo,
  perché  con  questa  procedura, ripeto,  lei  aveva  il  dovere  di
  convocare  la Conferenza dei Capigruppo e di riscrivere  all'ordine
  del  giorno  la  legge  così come prevede il  121  quater  che  non
  consentiva  la  continuità di iscrizione del punto  all'ordine  del
  giorno.  Sa che cosa vuol dire questo? Che lei ha dato notizia  che
  ci  sono gli emendamenti nel tablet, no? Presidente, se iscritta  è
  una nuova iscrizione all'ordine del giorno e lei oggi deve dare  il
  nuovo  termine per gli emendamenti perché è un testo che  entra  in
  Aula   con   una   nuova  iscrizione.  Questo   prevede   l'attuale
  Regolamento, se poi l'avete cambiato e io ero assente chiedo  scusa
  perché,  ogni  tanto,  capita pure a me di  essere  assente,  però,
  diciamo,  il  Regolamento per cambiarsi deve avere  la  maggioranza
  assoluta  dei  componenti, non è un testo che  si  cambia  con  una
  comunicazione.
   Quindi,  la  invito  ad un'ulteriore riflessione  sulla  procedura
  perché  se  sgombriamo  il  campo dalle procedure  affronteremo  il
  merito,  poi  ci divideremo, non ci divideremo, ma in merito.  Così
  facendo lo stiamo complicando.

   PRESIDENTE.  Così come, però, è già stato detto, il testo  non  ha
  subìto  alcuna variazione. L'approfondimento che è stato fatto  non
  ha  cambiato di una virgola il testo, quindi non è l'iscrizione  di
  un nuovo testo ma è sempre lo stesso.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   DI   PAOLA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori.
  Presidente due cose: faccio l'intervento sull'ordine dei  lavori  e
  poi mi riservo di intervenire sulla discussione generale.
   In  Commissione   Bilancio , Presidente,  erano  presenti  sia  il
  Presidente  Abbate della I Commissione che l'assessore Messina.  In
  Commissione  Bilancio , si ricorderà pure il collega Cracolici,  al
  testo del disegno di legge è stata apportata una modifica...

   DE LUCA. Come faceva a subire modifiche....

   DI  PAOLA. Se vi ricordate l'Assessore, in Commissione  Bilancio ,
  porta un emendamento con una modifica anche importante del testo di
  legge. L'onorevole Abbate, che non sto vedendo in questo momento in
  Aula,  ma  mi  ascolterà,  in Commissione   Bilancio ,  Presidente,
  chiede   formalmente,  Assessore  non  so  se  lo  ricorda   questo
  passaggio, il rinvio in Commissione I per far sì che la Commissione
  I potesse nuovamente rivotare il testo del disegno di legge.
   Noi  la  scorsa  volta in Aula abbiamo rimandato  il  testo  in  I
  Commissione, mi aspettavo da parte del Presidente della Commissione
  Prima,  visto la richiesta fatta in Commissione  Bilancio , che  ci
  fosse  quanto  meno una nuova votazione del testo  del  disegno  di
  legge,  anche  perché era una richiesta formale anche  del  collega
  Presidente Abbate che è stata fatta in Commissione  Bilancio .

   CRACOLICI. Che si è pure astenuto.

   DI  PAOLA. Ecco, Presidente, si è pure astenuto dal voto.  Quindi,
  il  Presidente Abbate, in Commissione  Bilancio , dopo la  modifica
  presentata dall'assessore Messina che modifica una parte del  testo
  chiede, formalmente, e viene messo a verbale e si astiene dal  voto
  finale  della Commissione  Bilancio  e chiede di rinviare il  testo
  in  I  Commissione per essere nuovamente votato. Questo  non  viene
  fatto e non si approfitta nemmeno del rinvio in I Commissione della
  scorsa settimana per fare una nuova votazione del testo del disegno
  di legge.
   Presidente,  dico, al di là di questo aspetto  che  è  un  aspetto
  tecnico  e formale c'è anche un aspetto politico su questo  disegno
  di legge. Presidente, come hanno detto anche altri colleghi, noi in
  questo momento abbiamo in vigore questa legge Delrio.
   Come  Movimento Cinque Stelle tutta l'Assemblea sa,  tutta  l'Aula
  sa,  che noi siamo stati sempre contrari a questo disegno di legge.
  Ora la nostra preoccupazione è che, se mai dovesse essere approvato
  questo  disegno di legge, non perché un ministro, non ricordo  bene
  il nome, un ministro del Nord che fa un'intervista e dice:   ok, va
  bene,  è  tutto a posto, approvate, tanto noi, comunque,  nel  2025
  andremo  pure  al voto a livello nazionale, la Sicilia  in  qualche
  modo va avanti, non vi preoccupate, non succede nulla .
   Non   ci  può  essere  una  rassicurazione,  tra  l'altro  tramite
  un'intervista  giornalistica non ci può essere  una  rassicurazione
  fatta in questo modo.
   Noi più volte abbiamo chiesto, e io auspico Presidente - non so se
  domani verrà il Presidente della Regione - anche perché poi domani,
  eventualmente, si dovrà procedere con il voto dell'articolato e con
  il  voto poi degli emendamenti che sono stati presentati al  testo,
  io auspico da parte del Presidente della Regione anche una presa di
  posizione da parte sua su questo disegno di legge.
   Anche il Partito Democratico, dico, ma il Movimento Cinque Stelle,
  così  come  abbiamo  fatto per altri disegni di legge,  quando,  in
  qualche  modo, lei ha fatto anche da mediatore e sono stati  presi,
  diciamo,   anche  con  presa  di  responsabilità  da  parte   delle
  opposizioni,  su  richiesta  anche sua  a  livello  di  mediazione,
  dopodiché  i  disegni di legge quando sono arrivati in  Aula  hanno
  fatto  un  percorso,  e  quel percorso  è  stato  lineare  e  senza
  inciampi.
   Io non vorrei Presidente - visto che in questo momento non mi pare
  che  ci  sia  su  questo disegno di legge una sorta di  discussione
  pacifica   all'interno   dei  Gruppi  che  compongono   l'Assemblea
  regionale  siciliana  - che domani, quando  poi  noi  inizieremo  a
  votare  questo  disegno  di  legge,  e  inizieremo  a  votare   gli
  emendamenti,  ci fossero dei voti che potrebbero andare  ancora  di
  più  a  modificare o, addirittura, ad azzoppare questo  disegno  di
  legge,  per  poi andare a presentare una legge che sia, come  dire,
  una stortura rispetto a quello che l'Assemblea vuole fare.
   Allora,  Presidente,  la richiesta da parte del  Movimento  Cinque
  Stelle, che è una richiesta che io faccio a lei, e che lei  può  in
  qualche modo anche riferire al Presidente della Regione, ma  perché
  dobbiamo  forzare  questo percorso? Perché  invece  non  si  fa  un
  percorso  inizialmente  su  Roma, in  maniera  tale  che  si  possa
  modificare  o abolire la Delrio, e dopodiché si fa un  percorso  di
  Assemblea e di Commissione su un testo di legge, che poi può essere
  portato  eventualmente  avanti con una discussione  che  possa  far
  partecipare tutta l'Assemblea regionale siciliana? Perché in questo
  modo,  Presidente,  io stesso da domani in poi  chiederò  per  ogni
  articolo e per ogni comma il voto segreto
   Io  non  so  quello che accadrà, dal momento in cui come Movimento
  Cinque Stelle in ogni articolo, in ogni comma, in ogni emendamento,
  le chiederemo il voto segreto.
   Il  percorso, a mio modo di vedere, è un percorso che  rischia,  e
  non  vorrei,  Presidente, che poi a un certo  punto,  ci  fosse  la
  strumentalizzazione  rispetto a quello che  è  successo  la  scorsa
  settimana. Sono due argomentazioni completamente diverse, e  glielo
  dico io che come Movimento Cinque Stelle avrei anche l'interesse di
  poter  votare  prima possibile, di poter votare all'interno  di  un
  election day, anche perché come voto d'opinione, è ovvio che in  un
  election  day  il  Movimento  Cinque  Stelle  sarebbe  maggiormente
  favorito.
   Però,  la  richiesta  che  le faccio, Presidente,  si  faccia  lei
  tramite  anche nei confronti del Presidente della Regione  -  e  lo
  possiamo  fare anche noi domani in Aula - è che ci sia un  sussulto
  anche  di  responsabilità e di ascolto dell'Aula  per  far  sì  che
  questo  disegno  di  legge  possa  essere  rinviato  alle  prossime
  settimane, ai prossimi mesi, quando poi, a livello nazionale, anche
  il  Presidente del Consiglio  perché oggi governa il Presidente del
  Consiglio Meloni, con una maggioranza di centrodestra, anche quando
  poi  a un certo punto il centrodestra deciderà, se lo vorrà, perché
  è  all'interno  del programma politico, di andare a  modificare  la
  legge Delrio. Grazie.

   PRESIDENTE.   Grazie  onorevole  Di  Paola,  in   funzione   degli
  interventi,  facciamo una sospensione di cinque minuti proprio  per
  vedere  anche  il  Presidente della Regione se volesse  in  qualche
  modo...

   CRACOLICI.  Voglio  la  risposta  formale  sul  richiamo  al   121
  quater...

   PRESIDENTE.  Sì,  il  121  quater: trascorsi  quindici  giorni  il
  disegno   di   legge   sarà   riscritto   all'ordine   del   giorno
  dell'Assemblea.

   CRACOLICI. E che vuol dire, è cancellato?

   PRESIDENTE.  Materialmente, il testo  non  è  stato  assolutamente
  modificato,  in tutti i casi ho chiesto una sospensione  di  cinque
  minuti. La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.04, è ripresa alle ore 16.17)

   La seduta è ripresa.


     Seguito della discussione del disegno di legge «Disciplina in
   materia di funzioni, organi di governo e sistema elettorale delle
           province e delle città metropolitane» (319-97/A)

   PRESIDENTE.  La  seduta  riprende.  Onorevoli  colleghi,  visto  e
  considerato  che  il  disegno  di  legge  sulle  province  è  stato
  incardinato  con  questa  fretta,  proprio  per  riuscire  a  farlo
  coincidere con la scadenza elettorale dell'8 e del 9 di giugno,  si
  sono   avviate  queste  procedure  proprio  per  cercare  di   dare
  un'accelerazione.  Quindi chiedo all'onorevole Cracolici  di  poter
  ritirare la sua richiesta e cominciare con la discussione generale.

   CRACOLICI.   Presidente,   io   non   ho   richiesto,   ho   fatto
  un'osservazione. La Presidenza ritiene che la mia osservazione  non
  sia,  come dire, tale da determinare un blocco della procedura,  il
  Segretario  mi  ha  dato anche, informalmente,  la  sussistenza  di
  precedenti d'Aula.
   Purtroppo,  secondo me, ha sbagliato l'Aula ad  accettare  la  sua
  disposizione  entro  martedì, senza fare  osservazioni.  Ne  prendo
  atto.
   Detto questo, non cambia di una virgola il mio giudizio sul testo.

   PRESIDENTE.    La  ringrazio.  Allora  passiamo  alla  discussione
  generale.  Chi c'è iscritto a parlare? L'onorevole Burtone,  Campo,
  Catanzaro, Di Paola. Prego, onorevole Burtone.

   BURTONE. Signor Presidente, io rispetto soprattutto il lavoro  che
  viene  fatto in Commissione e in Aula dai miei colleghi del Partito
  Democratico,  quindi  so  che  anche  stasera  sono   stati   fatti
  osservazioni,  rilievi  e, pertanto, non muoverò  nello  specifico,
  nell'articolato,  alcune  indicazioni, alcune  contestazioni.  Farò
  alcune  riflessioni, che io spero aiutino a trovare una strada  che
  possa portare il Parlamento a decidere per il meglio.
   Parto  da una valutazione che ho colto da alcuni organi di stampa,
  si  legge  che  c'è un'accelerazione, il tentativo  di  velocizzare
  questa  approvazione, e debbo dire che la cosa ha suscitato  in  me
  qualche  perplessità,  specie  quando  questa  accelerazione  viene
  accostata  alla necessità di votare in contemporanea alle  europee.
  Ritengo  che  parliamo  di  una riforma  che  entrerà  nel  tessuto
  connettivo  dei  nostri  enti locali, e  quindi  sarebbe  sbagliato
  legarla  ad una valutazione di tipo elettorale, ad un interesse  di
  tipo elettorale.

            Presidenza del Vicepresidente vicario Di Paola

   Io  credo  che l'approfondimento dovuto si debba fare,  stasera  è
  stato     ulteriormente    richiesto    dalle    forze    politiche
  dell'opposizione. Io reitero questa posizione, anche perché ricordo
  il  dibattito che si sviluppò nel Paese attorno alla legge  Delrio,
  era  un  dibattito  che  aveva sì alcune  spinte  di  antipolitica,
  bisogna  qui riconoscerlo, ma aveva anche un fondamento  di  natura
  tecnico-amministrativa.  Si diceva, le  province  man  mano  stanno
  esaurendo  il proprio ruolo, si limitano ad intervenire nell'ambito
  dell'edilizia scolastica, della manutenzione delle strade, tutto il
  resto è in via di esaurimento.
   Allora,  io  mi  chiedo: è stato fatto uno sforzo elaborativo  per
  sopperire  a  queste carenze per intervenire e fare delle  province
  dei  soggetti e di enti locali di larga rappresentanza che  possano
  veramente entrare nel cuore delle problematiche presenti nei nostri
  territori? Da quello che ho letto, da quello che ho sentito,  anche
  stasera,  mi pare che questo sforzo non sia stato fatto, anzi  pare
  ci sia tanta confusione sotto il cielo.
   Ma  arrivo all'altra considerazione che penso fondamentale:  anche
  stasera  il  collega Cracolici l'ha ribadito, c'è  in  campo,  come
  norma  fondamentale della nostra realtà nazionale, la legge Delrio,
  che non è stata abrogata, non è stata abrogata, quindi noi dovremmo
  legiferare tenuto conto che nel resto del Paese la situazione  sarà
  totalmente differente.
   Ma  si  dice che il ministro Calderoli, il Ministro delle riforme,
  ha  incoraggiato questo progetto di legge, ha detto andate  avanti.
  Io non credo che possa essere sufficiente una intervista. Mi limito
  a dire che avremmo bisogno di ben altre indicazioni. Certo è che lo
  stesso  atteggiamento  Calderoli  non  l'ha  avuto  quando  abbiamo
  parlato di dimensionamento scolastico e abbiamo richiesto la nostra
  autonomia, tra l'altro supportata dalle norme attuative  che  erano
  state realizzate negli anni scorsi.
   Quindi  io  sono personalmente perplesso, lo dico, mi  fermo  qui,
  anche  perché  aspetto indicazioni dal mio Gruppo  che  rispetterò,
  credo  che  nel  Paese ci sia un altro dibattito che  debba  essere
  colto, raccolto da parte delle forze politiche siciliane. E' quello
  che  sta  avvenendo nel Parlamento, qualche settimana  fa  è  stato
  approvato  al  Senato il disegno di legge di natura  costituzionale
  che  riguarda  l'autonomia  differenziata,  vengono  devolute  alle
  Regioni  ben  23  deleghe, e questo non può che rendere  perplessi,
  perché quello che si realizza non è soltanto la divisione netta del
  Paese,  si  realizza la diseguaglianza, perché in quel  disegno  di
  legge,  oltre  a  non  valorizzare al meglio i  LEP,  c'è  un'altra
  questione fondamentale che è quella del residuo fiscale.
   L'obiettivo di alcune forze politiche, in particolare della  Lega,
  con  il  consenso  delle altre forze tutte, Forza Italia,  Fratelli
  d'Italia, l'obiettivo è quello di accaparrarsi il residuo  fiscale,
  cioè  non  permettere  la perequazione finanziaria  che  finora  ha
  tenuto insieme il Paese.
   Quindi,     una    disarticolazione    nell'ingiustizia,     nella
  diseguaglianza che si vuole realizzare se poi si tiene  conto  che,
  alla Camera si sta incardinando il disegno di legge sul premierato,
  io credo che si debba riconoscere che c'è il tentativo da parte del
  Governo   Meloni,  della  maggioranza  attualmente   presente   nel
  Parlamento  nazionale, di snaturare quella che è  la  nostra  Carta
  costituzionale, una Carta che è nata dalla Resistenza e che  non  è
  stata regalata agli italiani.
   Aspetto che si sviluppi il dibattito ma, dico subito, che io credo
  che  interesse  delle  forze politiche  siciliane  sia  ben  altro,
  difendere   l'unità   del   Paese  e   quindi   il   riconoscimento
  dell'importanza  di  dare  ancora forza alle  nostre  comunità  per
  legarsi sempre più allo sviluppo pieno del Paese.

   PRESIDENTE.  Ha chiesto di intervenire l'onorevole  Campo,  ne  ha
  facoltà.

   CAMPO. Presidente, Governo, colleghi Deputati, non so cosa pensare
  di  questa  legge perché un paio di giorni fa il Ministro Calderoli
  ci aveva rassicurati.
   Aveva   detto  a  noi  siciliani  di  stare  tranquilli,  di   non
  preoccuparci,  di andare avanti. Si sarebbe impegnato personalmente
  lui,  forse, a mettere un coperchio su questa pentola, o a  parlare
  con  la  Corte  costituzionale, nel caso  ci  fosse  stata  qualche
  impugnativa.
   Devo   dire  che  il  ministro  Calderoli  poteva  sembrare  anche
  convincente,   nonostante  non  avesse  dato   una   e   una   sola
  giustificazione  a  tutte le domande che i  giornalisti  gli  hanno
  posto,  perché  -  comunque ha un pregresso importante  -  è  stato
  l'autore  del  Porcellum  e,  in  più,  ha  dichiarato  vaccata  la
  "Delrio".
   Pensare  dunque  a  una  possibile legge-mangiatoia,  che  sarebbe
  questa che ci accingiamo qui a votare, - sapete le mangiatoie  sono
  quel  posto dove possono mangiare sia porci che le vacche -  quindi
  unire  insieme Porcellum, legge vaccata, e seguire quello che  dice
  il Ministro Calderoli, poteva essere una strada.
   Però  poi mi sono confusa, perché lo stesso capogruppo di Fratelli
  d'Italia, l'onorevole Giorgio Assenza, che fra l'altro è anche  del
  mio territorio, oggi sulla stampa ha dichiarato altro. Ha detto che
  trattandosi di legge i cui principi valgono come principi di grande
  riforma  economica e sociale per la disciplina di città e  di  aree
  metropolitane,  vincolate anche per le Regioni a Statuto  speciale,
  un  dubbio resta. Si riferiva alla Delrio, chiaramente, è una legge
  che  vale con un principio economico e sociale e, di certo, non può
  essere  una legge della Regione a scavalcare la Delrio.  E'  chiaro
  che c'è un grande motivo di incostituzionalità
   Ma per fortuna oggi c'era un'altra intervista sui giornali, quella
  all'onorevole  Abbate,  anche  lui  conterraneo  mio,  che  mi   ha
  rassicurato  perché ci ha chiarito anche sulle spese. Ci  ha  detto
  quali  sono,  punto  per  punto,  le  spese  che  noi  andremo   ad
  affrontare.
   Oltre  ai  5  milioni  che già questo Governo ha  appostato  nella
  finanziaria,  c'erano  tutti  gli  stipendi  dei  presidenti  delle
  province,  delle  città più grandi, delle città metropolitane,  ben
  330 posizioni di possibili delusi che non sono riusciti a rientrare
  nelle  regionali  o nelle nazionali, o ancora consiglieri  comunali
  non  eletti,  tanti aspiranti politici che costeranno altri  cinque
  milioni e settecento mila euro, quindi ben dieci milioni
   Allora,   con  tutto  questo  caos,  considerando  che   qualunque
  cittadino  può  impugnare questa norma e che può  finire  in  Corte
  Costituzionale,  questa  norma  potrebbe  essere  anche  impugnata,
  potrebbe essere anche post elezioni cancellata, bruciando ben dieci
  milioni e settecentomila euro.
   È chiaro che nessuno di noi è contrario alle elezioni dirette, che
  si  tengano  le  elezioni dirette  Siamo tutti  favorevoli  che  il
  cittadino possa andare a votare, e quindi alla democrazia nella più
  grande  misura,  soprattutto considerando che  si  è  abbassata  la
  rappresentanza  a  livello nazionale col taglio  di  375  poltrone.
  Siamo felicissimi che ci possa essere una rappresentanza delle aree
  vaste, che faccia da collegamento, ma non è certo con questa follia
  amministrativa  che  si può andare avanti, e  quindi  io  dico  che
  questa norma va stoppata, senza se e senza ma.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro.  Non  ci
  sono altri onorevoli iscritti a parlare. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  su   questo
  disegno di legge, intervengo per la prima volta, anche perché  l'ho
  vissuto in questi mesi nella I Commissione. E' un disegno di  legge
  che,  come  Gruppo parlamentare del Partito Democratico,  anche  in
  Prima Commissione abbiamo sostenuto, per cercare di portarlo avanti
  perché,  lo  ha detto bene poco fa nell'intervento sull'ordine  dei
  lavori l'onorevole Cracolici, il Gruppo del Partito Democratico non
  ha  avuto  nessuna  esitazione  a inizio  legislatura  a  dire  che
  ovviamente,  in  assenza  di quello che è  stato  il  vulnus,  cioè
  l'elezione come Regione siciliana di secondo grado come in tutto il
  resto  d'Italia,  era  pronto  a  tornare  al  voto  diretto  sulle
  province, in base a quello che abbiamo vissuto a quello che abbiamo
  visto,  cioè  una fase di commissariamento abbastanza lungo  durato
  anni e anni.
   È  chiaro, signor Presidente, che sono tanti i punti interrogativi
  che  sono  stati tirati fuori, ai quali non abbiamo avuto risposte.
  Non abbiamo avuto risposte perché per poter procedere a un'elezione
  diretta,  e  quindi  un  cambio di una  legge  sulle  province,  ci
  aspettavamo che il Governo nazionale intervenisse, ma di fatto  non
  c'è  stato  questo  intervento, tranne qualche intervista,  però  è
  ovvio  che questa non è bastevole. Non è bastevole perché riteniamo
  che  c'è  un punto nevralgico, che è quello che questa approvazione
  della legge con votazione diretta potrebbe avere.
   Ma non di più, dico Presidente, noi ovviamente in queste giornate,
  dove  ci  accingeremo ad affrontare il testo sugli articoli,  siamo
  pronti  come Gruppo parlamentare del Partito Democratico a dare  il
  nostro  contributo. Il nostro contributo lo diamo  nel  migliorare,
  perché  sono  tante  le lacune le carenze rispetto  agli  articoli,
  rispetto  a  come questo testo, Presidente Abbate, è  uscito  dalla
  Commissione,  già  lì  abbiamo posto molti interrogativi  su  molti
  articoli che hanno veramente grandi carenze.
   E  allora  Presidente  Di  Paola, che sia  chiaro  che  invece  di
  susseguirsi  delle voci politiche, a scanso di qualsiasi  equivoco,
  qua  c'è  una  maggioranza di Governo che già la scorsa  settimana,
  questa  maggioranza di Governo, ovviamente qua  in  Aula  non  vedo
  tanto,  però  questa  maggioranza di Governo  deve  dimostrare  che
  ovviamente è presente, e che vuole portare avanti il testo, per far
  sì  che  arriviamo  ad  un voto che è chiaro che  come  Gruppo  del
  Partito democratico abbiamo anche presentato l'emendamento che  per
  noi il voto può andare sull'election day con le europee.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA. Signor Presidente intervengo per chiarire, una volta  per
  tutte, se ce ne fosse ancora bisogno, qual è la posizione personale
  del  sottoscritto è quella del Gruppo di Fratelli d'Italia  che  mi
  onoro  di  rappresentare  sul disegno di legge  che  oggi  è  posto
  all'attenzione  dell'Aula.  Chi  era  presente  nella   legislatura
  "Crocetta", ricorda le battaglie epiche che avemmo a compiere e  ad
  articolare    in   quest'Aula   per   opporci   con   ogni    mezzo
  all'approvazione  di  quella che temevamo essere  una  riforma  che
  avrebbe  distrutto l'ente intermedio e lasciato senza  cura  alcuna
  molti  settori importanti, a partire dalle scuole secondarie, dalle
  strade provinciali e da quant'altro.
   Purtroppo, tutto fu inutile perché poi alla fine, sia pure con una
  forzatura   del   suo   predecessore   Presidente   dell'Assemblea,
  l'onorevole  Giovanni  Ardizzone, peraltro mio  amico  personale  e
  persona  che  stimo, che ho in grande considerazione  e  che  stimo
  moltissimo,  in quell'occasione dopo che quella sera, sull'articolo
  1 - l'onorevole Cracolici lo ricorderà - col voto segreto era stata
  bocciata  quella  norma, l'indomani col voto  favorevole  -  me  lo
  ricordo  perché  Cancellieri era seduto accanto a me  -  anche  del
  Movimento  Cinque  Stelle, l'indomani con  un  cavillo  procedurale
  venne  rimesso al voto e quella volta ci fu il via libera dell'Aula
  per  un  ripensamento notturno di molti amici del Movimento  Cinque
  Stelle,  per  cui  si arrivò alla fine all'approvazione  di  quella
  norma  che tanto disastro ha portato nella nostra Sicilia  e  negli
  enti intermedi.
   Per  rimediare a questo, durante la legislatura Musumeci, uno  dei
  primi  atti fu quello di approvare la nuova norma che reintroduceva
  l'elezione  diretta, voi sapete meglio di me che quella norma  ebbe
  poi,  purtroppo,  la  sorte  di essere dichiarata  incostituzionale
  dalla  Corte.  Quindi,  questo per dire  che  sul  ridare  vitalità
  all'ente  intermedio  Provincia,  sul  restituire  la  parola  agli
  elettori,  che  esprimano  loro chi debba  essere  la  guida  della
  Provincia,   chi  debbono  essere  i  consiglieri  provinciali   e,
  attraverso, poi, l'indicazione del voto anche designare le  squadre
  assessoriali, credo che nessuno possa essere in dubbio che noi come
  Fratelli    d'Italia   siamo,   assolutamente,   favorevoli    alla
  reintroduzione di questa elezione diretta e quindi all'approvazione
  di  questa  legge  che  pure presenta in qualche  articolo  qualche
  criticità  che  si  cercherà  di  correggere  con  gli  emendamenti
  presentati.
   Detto questo, però, purtroppo, un macigno c'è e io non posso  fare
  altro  che esprimere quello che ho detto, premettendo che noi  come
  Fratelli d'Italia voteremo a favore di questa norma, che penso  che
  il   Governo   nazionale  mantenga  l'impegno  di   non   procedere
  all'impugnazione, però rimane poi il problema che l'impugnazione in
  tema elettorale non è solo di spettanza del Governo regionale ma  è
  di  spettanza  di chiunque sia iscritto alla lista  elettorale  nei
  vari  comuni  della  Sicilia.  Quindi,  questo  dubbio,  purtroppo,
  rimane.  Io  mi  auguro  che non succeda nulla,  però  corriamo  il
  rischio    che   noi   approviamo   questa   norma,   che    venga,
  successivamente,  emesso il decreto di indizione delle  elezioni  e
  che poi, ad un certo punto, per l'insorgere da parte di qualcuno di
  una  controversia e di un ricorso che solleva questo problema della
  contrarietà con la legge Delrio, che non dimentichiamo è una  legge
  che  detta  principi di grande importanza economica e sociale  che,
  come  tali, sono immediatamente vincolanti anche per le  Regioni  a
  Statuto  speciale e quindi che questa corsa che noi facciamo  venga
  poi  a scontrarsi contro un muro di una pronuncia giurisprudenziale
  che  io  mi auguro e lo ribadisco per l'ennesima volta non avvenga,
  però questo rischio c'è, però procediamo con l'iter di approvazione
  di  questa  norma,  andiamo  avanti,  ci  sono  degli  emendamenti,
  qualcosa  è chiaro che deve essere corretto in tema delle  funzioni
  che  svolgeranno le province, c'è ancora abbastanza incertezza,  io
  credo  che  se  dobbiamo  dare vitalità  a  quest'ente  quanto  più
  funzioni, trasferiamo in periferia sottraendole a quello che spesso
  appare  un pachiderma immobile che è "mamma Regione", sottraendo  a
  questo pachiderma alcune funzioni importanti, soprattutto  in  tema
  di autorizzazioni anche ambientali, lasciando al centro solo quelle
  per  impianti  di  grandissima portata, io credo che  la  provincia
  possa tornare a svolgere il suo ruolo come anche mi si consenta non
  si  può  dal  punto di vista economico ritenere che  il  Presidente
  delle future province non abbia quanto meno le stesse indennità del
  Sindaco del Comune capoluogo.
   Mi  si  dice  che non ci sono i fondi necessari ma il  Governo  io
  penso  che  in  questi giorni potrà reperire le  risorse  perché  è
  impensabile  che  il  Sindaco  della  città  capoluogo,  io  faccio
  l'esempio  della  mia provincia, del comune di  Ragusa,  abbia  una
  indennità  che è quella che è, e il futuro Presidente della  stessa
  provincia abbia la metà di questa indennità
   Credo che non è un bel segnale che questo Parlamento dà agli  enti
  che  cresceranno, quindi Presidente Galvagno lei correttamente   ha
  rimandato  il  testo in Commissione, altrettanto correttamente  non
  essendo stata apportata alcuna modifica a questo testo ha deciso di
  continuare  questo  iter,  noi siamo qua,  i  colleghi  stanno  per
  arrivare  e quindi possiamo proseguire oppure  se lo ritiene  anche
  proseguire   nella  giornata  di  domani  fino  ad  arrivare   alla
  conclusione di questo iter.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Vitrano.  Ne  ha
  facoltà.

                  Presidenza del Presidente Galvagno

   VITRANO.  Onorevole  Presidente, onorevoli colleghi,  non  ero  in
  quest'Aula,   il  periodo  in  cui  si  è  consumato   lo   scempio
  dell'abrogazione delle province, ma da cittadino ricordo ancora  lo
  sgomento che quella decisione ha suscitato in tanti operatori della
  politica,  nei  dipendenti delle province  regionali  di  allora  e
  soprattutto  nelle  zone interne della Sicilia  dove  vedevano  una
  provincia come un punto di riferimento.
   Quello  che è successo in questi anni è sotto gli occhi di  tutti,
  un'assenza  totale di Governo dei territori, delle aree  interne  e
  soprattutto  delle risorse che le province riuscivano a distribuire
  sul  territorio le cui competenze passate sì ai sindaci delle  aree
  metropolitane,  ma  che  comunque non sono riusciti  ad  avere  sul
  territorio    quella    forza,   quella   considerazione,    quella
  intraprendenza che avevano le province con i suoi organi.
   Come  Forza Italia siamo fermamente convinti che la reintroduzione
  delle  province  serva  sicuramente  alla  nostra  Regione   e   ai
  territori, soprattutto delle aree interne, lo sosteniamo fermamente
  e  convintamente  al  di là delle valutazioni  di  ordine  tecnico-
  giuridico che vanno sicuramente fatte e vanno riprese.
   L'elezione  diretta rappresenta sicuramente un momento alto  della
  democrazia,   per  cui  tornare  all'elezione  diretta  sicuramente
  contribuisce ad avvicinare cittadini all'istituzione. E'  vero  che
  per  noi palermitani molto probabilmente la provincia non era tanto
  sentita perché il Governo della Regione lo sentiamo più vicino,  ma
  per  le  altre  province credo che l'organo provincia rappresentava
  sicuramente un punto di riferimento importante.
   A  mio  avviso  bisogna  lavorare per  dare  alle  nuove  province
  maggiore  competenza, trasferire delle competenze che, attualmente,
  la Regione svolge con fatica considerando anche il numero esiguo di
  personale  che  oggi  ha.  Per  cui sono  fermamente  convinto  che
  quest'Aula debba tornare a garantire ai territori rappresentatività
  e democrazia.
   Oggi  noi  abbiamo la possibilità di fare da apripista in  Italia.
  Se,  allora, qualcuno compie il gesto per un titolo in prima pagina
  o  per  qualche ora di trasmissione televisiva, oggi  noi  possiamo
  ribaltare quella situazione e dare la possibilità agli elettori  di
  tornare  a  scegliersi i propri amministratori, alle aree  depresse
  interni  della  Sicilia a ritornare ad avere punti  di  riferimento
  solidi e profondi conoscitori del territorio che oggi mancano.  Per
  cui, come parlamentare, come componente di Forza Italia, credo  che
  oggi  noi dobbiamo veramente rappresentare la svolta e fare in modo
  che questo disegno di legge venga approvato.
   Per  cui  il  mio e, credo, il voto di Forza Italia,  lo  possiamo
  annunziare favorevole sin da ora.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Laccoto.  Ne  ha
  facoltà

   LACCOTO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessori.  Io
  credo che vada fatta anche una riflessione molto serena. Ho sentito
  qua  molti  dire  che,  naturalmente, questo  sistema  delle  città
  metropolitane e dei consorzi di Comuni, sicuramente, non funziona.
   Non  funziona perché non c'è la possibilità di avere quel contatto
  diretto  con  i territori. D'altronde, io ricordo a me  stesso,  ma
  ricordo anche agli altri, che la Corte costituzionale ha dichiarato
  illegittima  la  nomina di sindaco delle Città  metropolitane  come
  anche presidente delle Città metropolitane, esattamente così, dando
  una  motivazione  che era quella che nessuno lo  aveva  eletto.  In
  queste  condizioni,  io credo che bisogna fare  tutti  uno  sforzo,
  anche migliorando quello che è il testo, se è possibile in Aula, ma
  bisogna  partire  senza preconcetti. Al di là  del  problema  della
  costituzionalità   o  meno  che  io  credo,  vi   è   stata   anche
  un'espressione da parte di un Ministro degli affari  regionali  che
  ha  parlato,  che  si  può andare avanti proprio  perché,  anche  a
  livello nazionale, si sente l'esigenza di dovere anche rivedere  la
  norma Delrio.
   Ora  siamo tutti consapevoli che la norma Delrio, frutto anche  di
  un periodo, è stata anche superata ed oggi non è attuale rispetto a
  quelle  che  sono le esigenze vere dei territori e poi,  a  livello
  nazionale,  la  volontà non solo di dare le vecchie  mansioni  alle
  province  ma  di darne anche di nuovi e, d'altronde, creare  questo
  ente  intermedio che possa essere frutto di elezioni  dirette,  che
  possa  avere anche quelle funzioni che oggi vengono dati,  oggi  ad
  alcuni  SRR,  ora ad alcuni ATI, ora ad altri, creando  sempre  una
  situazione non specifica rispetto a quelle che sono le mansioni che
  possono essere date e controllate da coloro che, praticamente, sono
  eletti   direttamente  dal  popolo  e  che   hanno   anche   quella
  legittimazione rispetto a quelli che sono i temi più scottanti.
   E  allora,  in queste condizioni, io credo che bisogna serenamente
  affrontare questo testo, vederlo per quel che riguarda noi, poi  le
  altre  vicende  si  vedranno fuori da quest'Aula,  ma  noi  dovremo
  cercare  di fare un testo che sia anche il più possibile  idoneo  a
  far  sì  che,  finalmente,  vi sia questa  elezione  diretta  delle
  province  e  che  questi  organi intermedi,  non  solo  abbiano  le
  competenze che hanno avuto nel tempo, ma che possono, praticamente,
  avere nuove mansioni.
   Esisterà,  poi,  il problema naturalmente di quelle  che  sono  le
  risorse  economiche  da affrontare, da dare  alle  province.  Ed  è
  questo un tema che va affrontato, sicuramente, perché oggi tutti  i
  sindaci,  per esempio qui ce ne siamo diversi, lamentiamo il  fatto
  che  non  ci sono più manutenzioni per le strade, che vi  sono  dei
  problemi a volte anche di manutenzione dei riscaldamenti e di altro
  nelle scuole.
   E allora diamo la possibilità a soggetti che vivono nei territori,
  perché così è prevista la norma, di controllare e di portare quelle
  che sono le istanze del territorio.
   Ecco  perché  io  dico  che  bisogna  serenamente,  al  di  là  di
  maggioranza, minoranza, opposizione, cercare di fare questo  testo,
  migliorarlo   il  più  possibile,  secondo  quelle  che   sono   le
  indicazioni che verranno da questa Assemblea.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Pace. Ne ha facoltà.

   PACE. Signor Presidente, io farei un piccolo passo indietro  e  lo
  voglio condividere non soltanto con i colleghi delle opposizioni ma
  con  i  colleghi  della  maggioranza  e  tornare  ad  un  programma
  elettorale   che   abbiamo  voluto  sottoscrivere  tutti   insieme,
  affidando  all'allora  candidato  Renato  Schifani  e  che  abbiamo
  proposto tutti insieme ai siciliani.
   Fra   i   tanti   punti  qualificanti  del  programma   elettorale
  dell'allora  candidato  Schifani, oggi Presidente  Schifani,  e  di
  quella coalizione allora, oggi forza di maggioranza e di governo di
  questa  Regione, fra i punti più importanti c'era il  ritorno  alle
  province.  E  quando abbiamo sottoscritto quel programma,  sapevamo
  benissimo  che  c'era la celeberrima legge Delrio che  incombeva  e
  incombe  ancora  su tutte le regioni d'Italia e, a  ragion  veduta,
  abbiamo insistito nel voler proporre ai siciliani la reintroduzione
  delle province, per quale motivo?
   Per  chi come me ha avuto la fortuna di sedere fra i banchi  della
  Provincia  sa che quello è un organo intermedio importante,  quello
  delle province ha svolto per tutti i territori e condivido ciò  che
  diceva  il  collega  Vitrano, il Presidente Vitrano,  mentre  nelle
  città  metropolitane  la  presenza  prima,  l'assenza  oggi,  delle
  province non viene avvertita, nei territori periferici della nostra
  Regione, la provincia di Agrigento una su tutte ma la provincia  di
  Caltanissetta,  la provincia di Enna, le province più  piccole,  le
  province  hanno rappresentato davvero un baluardo  e  un  punto  di
  riferimento  per  gli enti locali, un punto di  riferimento  per  i
  sindaci, un punto di riferimento per i territori e mentre in questi
  giorni  la protesta degli agricoltori, anche quelli siciliani  -  a
  cui  va  la nostra e la mia personale solidarietà - e voglio legare
  questo  passaggio, perché le province riuscivano a dare,  cose  che
  non   fanno   più,  un  servizio  anche  a  questo  settore   ormai
  abbandonato.
   La  protesta  degli  agricoltori - che coinvolge  sicuramente  non
  soltanto  gli  agricoltori siciliani, lo stiamo  vedendo  in  tutta
  Europa  -  viene acuita nei nostri territori perché oltre a  quelle
  lacune   che   si   stanno  avvertendo  per  via  delle   decisioni
  comunitarie,  vivono un deficit anche strutturale. Gli  agricoltori
  delle  nostre province, ad esempio, hanno difficoltà pure a recarsi
  nei loro poderi per via delle manutenzioni, della viabilità rurale,
  che  non vengono più effettuate da tantissimi anni. Anche in questo
  ambito   le  Province  supplivano  agli  Enti  locali,  ai  Comuni,
  supplivano anche alle mancanze della Regione.
   Oggi  che stiamo finalmente discutendo della reintroduzione  delle
  Province,  che sicuramente è, non come qualcuno vuol fare  apparire
  un  "poltronificio", ma è uno strumento di esposizione  democratica
  dove ha visto formare tantissima classe dirigente, ebbene oggi è il
  momento  in  cui tutti dobbiamo concordemente votare  verso  questo
  provvedimento  che  vedrà  la  reintroduzione  delle  Province,  la
  riproduzione   di   un   organo  intermedio  e   finalmente   avere
  un'interlocuzione importante per i nostri territori.
   Il  centrodestra non possiamo dimenticare che ha fatto  parte  del
  nostro  programma elettorale, non possiamo dimenticare che  già  la
  Giunta  di  Governo all'unanimità si è espressa favorevolmente  per
  l'approvazione di questo disegno di legge, non possiamo dimenticare
  che   unanimemente  abbiamo  sostenuto  questo  provvedimento  alle
  opposizioni.
   Io  ricordo che non eravamo nemmeno probabilmente insediati  ed  è
  stato  prima del Governo, il PD  ha presentato un autonomo  disegno
  di  legge  per  la  reintroduzione delle  Province  e  quindi  oggi
  immagino  che la votazione nelle prossime ore di questo disegno  di
  legge  non  debba avere la matrice del Governo Schifani, non  debba
  avere  la  matrice  della  maggioranza  ma  che  ci  possa  trovare
  unanimemente  a collaborare, se volete anche nel migliorare  questo
  testo,  nel  concordare dei passaggi significativi ma che  ci  vede
  prima possibile ad andare a votare.
   Il  rischio  dell'impugnativa non lo sappiamo,  non  possiamo  noi
  programmare quello che succederà più tardi, immaginate  quello  che
  succederà nei prossimi mesi o nei prossimi anni.
   Oggi  abbiamo la possibilità di dare uno strumento democratico  ai
  siciliani,  è  una possibilità che non possiamo farci  sfuggire  e,
  come  mio  solito,  è  una  possibilità che  vogliamo  offrire  non
  soltanto ad una coalizione m ma all'intero Parlamento e sono  certo
  che  la  saggezza  di tutti farà in modo che usciremo  dall'Aula  e
  soltanto  per  aver  raggiunto  non il  risultato  politico  ma  un
  risultato importante per tutti i siciliani.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA.  Grazie  Presidente. A me  dispiace,  Presidente,  dover
  deludere  le aspettative di alcuni dei colleghi che seggono  tra  i
  banchi  dell'opposizione e rivolgendomi a  lei  Presidente,  guardo
  però   i   colleghi  del  Movimento  Cinque  Stelle,  del   Partito
  Democratico, del movimento capeggiato dal mio amico Cateno De Luca.
   Mi  dispiace  dover  deludere interventi di  alcuni  dei  colleghi
  dell'opposizione che hanno fatto un esercizio in questi giorni  più
  legato  a  dimensioni in punta di diritto, che hanno esercitato  la
  loro   competenza,   la  loro  sensibilità  sui   temi   giuridici,
  richiamando all'attenzione di esperti giuristi in quest'Aula tra  i
  componenti della maggioranza.
   Mi  dispiace deluderli perché, vedete colleghi, guardi Presidente,
  noi  in  quest'Aula siamo chiamati a fare leggi e siamo chiamati  a
  farlo in seno ad una dimensione che è di natura politica e io sulla
  politica vorrei intanto dire ai miei amici dell'opposizione che  in
  questi  mesi  e in questi anni tutti a giro si sono esercitati  nel
  richiamare l'idea che bisognava tornare a votare per eliminare quel
  sistema  oligarchico  in  capo  a certa  tecnocrazia,  in  capo  ai
  commissari,  che nel buio di una stanza chiusa potevano determinare
  le  sorti  della  viabilità, determinare  le  sorti  delle  scuole,
  determinare le sorti di una serie di servizi essenziali rispetto ai
  quali  amici e colleghi dell'opposizione vi siete dimenticati tutte
  cose    Siete  diventati  tutti  i  giuristi,  tutti   esperti   di
  impugnativa, colleghi dell'opposizione, vi siete dimenticati  tutte
  le   cose   Siete  diventati  tutti  giuristi   Tutti  esperti   di
  impugnativa, di costituzionalità, di Corte Costituzionale. Vi siete
  dimenticati, prima di tutto, le priorità.

   LA VARDERA. Ma cosa sta dicendo?

   FIGUCCIA. E lo dico soprattutto al mio amico Cateno De Luca,   Sud
  chiama  Nord . Ma dove sono finite le vostre battaglie  a  sostegno
  degli  agricoltori,  a sostegno delle strade abbandonate?  Le  fate
  fuori  dal  Palazzo, in maniera demagogica, e poi  venite  qua  per
  affossare la nostra legge

   LA VARDERA. Ma la Lega cosa sta facendo?

   FIGUCCIA.  Allora, adesso basta, non parlo più con voi. Basta,  La
  Vardera,  vai  a posto. Siediti  Parliamo, invece, con  i  colleghi
  della  maggioranza. Amici, abbiamo un patto con  gli  elettori.  Il
  centrodestra è uno  E il Presidente della Regione, a fianco di  cui
  tutti  ci  siamo  candidati,  ha un programma  con  delle  priorità
  chiare: tornare a restituire un sistema di democrazia diretta.  Io,
  stasera,  voglio  tornare a casa, passando per  la  provinciale,  e
  togliere  quel cartello che c'é nella strada provinciale,  dove  ci
  avete  costretto, anzi avete costretto i commissari provinciali,  a
  mettere un cartello con scritto: "Divieto di transito".
   Onorevole  Dipasquale,  ma  lei  stasera  a  Ragusa  come  ci  va?
  Onorevole De Luca, ma lei, stasera, a Messina come ci va?
   Nuccio Di Paola, non sorrida  La situazione è seria

       (Interruzione fuori microfono dell'onorevole La Vardera)

   FIGUCCIA.  Il tema non è quello della spartizione delle  poltrone.
  State   mettendo  tutto  in  bagarre.  State  buttando   tutto   in
  divertimento. Qui alle poltrone non è legato nessuno. Qui l'idea  è
  quella  di  restituire uno spazio di democrazia e  di  recupero  di
  priorità, che appartengono sì ai livelli essenziali di assistenza.
   Allora,  signor  Presidente, il mio è un appello  all'opposizione,
  che  si  riveda.  Dopo  quella trasmissione da  Crocetta  -  ve  lo
  ricordate?  quelli del Pd se lo dovrebbero ricordare -,  Capogruppo
  del  Partito  Democratico.  C'era la Delrio  a  livello  nazionale.
  Crocetta  andò  da  Giletti e, col telecomando, fece  apprendere  a
  tutti che si stavano per cancellare le province.
   Noi siamo per tornare alle province, e il centrodestra è unito  in
  questa  che  è  una  battaglia  di civiltà.  Certo  non  è  che  ci
  aspettiamo   che,   ad   un  tratto,  vi  ravvediate    Noi,   come
  centrodestra,  andremo  avanti uniti, e  speriamo  che,  in  questo
  percorso, vi potremo trovare compatti.
   Per  il resto, in tema di ricorsi, io vi dico che lo Statuto della
  Regione  siciliana,  Statuto speciale, all'articolo  14,  fissa  in
  maniera  chiara  le competenze e, in tema di autonomie  locali,  le
  competenze  sono  in  capo alla Regione siciliana.  Quindi  fate  i
  parlamentari   Non  vi  attaccate a cavilli  sui  ricorsi  e  sugli
  esercizi che non appartengono alla vostra dimensione professionale.
  Qui  siete per difendere i diritti dei siciliani e non vi sottraete
  a questo dovere, dovere sacrosanto.

   SCHILLACI. Quattrocentomila euro per una seduta... inutile

   FIGUCCIA. Detto questo, se i colleghi hanno avuto occasione,  alla
  luce  di  questo  mio  appello, perché li vedo  animati,  di  poter
  rivedere  la loro posizione, non c'è nulla di male. Io  lo  capisco
  perché  poi,  tornando a casa, vi trovate in difficoltà.  Che  cosa
  dico  alle persone? Che non possono neanche rientrare a casa,  alle
  aziende agricole? La viabilità, il sistema delle frane?
   Noi  siamo  pronti a perdonarvi. Abbiamo ancora cinque  minuti  di
  tempo  per  voi, ci potete riflettere. I colleghi della maggioranza
  stanno  per  arrivare.  E  voi,  in questi  cinque  minuti,  signor
  Presidente, se i colleghi hanno uno spazio, se è il caso,  vogliamo
  sospendere  la seduta per dare tempo ad una riunione dei Capigruppo
  e verificare se ci sono le condizioni per rivedere questo aspetto.
   Io  le  chiedo, formalmente, signor Presidente, di sospendere  per
  cinque minuti. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Figuccia.  Vuole  sospendere  per
  cinque  minuti?  Questa è una richiesta. Se  fa  la  richiesta,  la
  richiesta   va   votata.  Se  facciamo,  invece,  gli   interventi,
  eventualmente, sentiamo un altro intervento, e poi chiedo io stesso
  di fare una sospensione di cinque minuti.
   Prima dell'onorevole La Vardera, ha chiesto di parlare l'onorevole
  Abbate. Ne ha facoltà.

   ABBATE,  presidente della Commissione e relatore.  Grazie,  signor
  Presidente,  intervengo  perché  questo  è  un  disegno  di   legge
  importante  per  la vita della nostra Regione per  quanto  riguarda
  l'organizzazione  degli enti intermedi. Un  disegno  di  legge  che
  abbiamo  portato  avanti nella nostra Commissione  già  da  tredici
  mesi,  l'abbiamo  sviscerato in tutte le sue parti,  abbiamo  fatto
  audizioni   e  abbiamo  avuto  il  supporto  anche  di   professori
  universitari,  per cercare di poter dare la possibilità  agli  enti
  intermedi,   quelle   province  che  erano  state   soppresse,   la
  possibilità di avere un Governo eletto direttamente dal popolo, che
  può  continuare  a governare gli enti intermedi ed erogare  servizi
  sui  territori.  Servizi  che  in questi  anni  sono  completamente
  scemati,  perché sappiamo quanto per qualsiasi ente sia  importante
  la  presenza  del Governo e quanto sia importante la rappresentanza
  degli elettori.
   Oggi  le  province  sono ancora presenti, i liberi  consorzi,  con
  personale  qualificato,  con  enti  che  sono  dislocati  nei  vari
  territori, nelle nove province, che continuano ad erogare  servizi,
  sappiamo, in grandissima difficoltà: dalle scuole superiori  a  ciò
  che  riguarda  la promozione e le attività produttive, l'assistenza
  ai  disabili; le infrastrutture stradali di comunicazione  sappiamo
  quanto  siano  importanti fra le province. Sono  sicuramente  delle
  competenze importantissime che in questi anni sono andate  scemando
  e sono in grandissime difficoltà.
   Abbiamo una grande responsabilità: è uno degli argomenti, uno  dei
  punti  cardine  del  programma del nostro Governo,  del  Presidente
  Schifani. È uno dei punti cardine, che dobbiamo cercare di  portare
  avanti  e  portare  a  conclusione. Come  maggioranza  abbiamo  una
  grandissima responsabilità: che non possiamo deludere quello che  è
  il mandato dei nostri elettori e dei cittadini siciliani.
   Approvare  una  norma  del  genere,  una  norma  che  riguarda  le
  province,  è un modo anche di rilanciare l'economia, rilanciare  la
  possibilità dei territori di potere essere rappresentati  e  potere
  erogare  servizi,  di fare quello che per tanti  anni  le  province
  hanno  fatto,  che  sicuramente  hanno  fatto  crescere  il  nostro
  territorio, hanno programmato anche sul territorio, pensiamo  anche
  al  turismo,  per  quanto riguarda l'ambiente, per quanto  riguarda
  attività importanti.
   Sappiamo  che  una  delle scommesse è quella di poter  dare  anche
  competenze in più rispetto a quelle che hanno in questo  momento  i
  liberi  consorzi. Su questo ci deve essere un dibattito e non  sarà
  sicuramente  questa  norma  a poter mettere  a  disposizione  altri
  servizi,   perché   sappiamo  che  ulteriori  servizi   significano
  competenze  e  significano anche risorse economiche che  si  devono
  mettere  a  disposizione. Lo faremo sicuramente, con  altre  norme,
  dopo  aver  approvato questa legge, questa legge che  deve  portare
  all'elezione entro l'anno, come abbiamo detto.
   Non  dobbiamo dimenticare che abbiamo approvato una norma  che  ha
  rinviato  le  elezioni di secondo grado e che entro il 31  dicembre
  2024   devono  essere  espletate  le  elezioni  di  primo  livello.
  L'abbiamo  scritto in quella norma che è stata approvata da  questo
  Parlamento  e per andare in quella direzione dobbiamo continuare  a
  poter approvare questa legge.
   Io  sono convinto che questa legge non sarà impugnata. Con  questa
  legge  saremo la prima Regione ad andare a votare con  elezioni  di
  primo  livello  e  non  dobbiamo avere paura di  andare  in  questa
  direzione, non dobbiamo aver paura di avere una norma che sia,  che
  sia, che sia...

                    (Interruzioni fuori microfono)

   ABBATE,  presidente della Commissione e relatore  guardi,  capisco
  che  per voi, capisco che per gli amici dei Cinque Stelle, per loro
  è  una  cosa secondaria, perché loro non avranno la possibilità  di
  sedere  in nessuno dei nove consigli provinciali, perché la  storia
  dice  che  non  sono  radicati sui territori,  non  avranno  questa
  possibilità. Però, almeno, avranno la possibilità di concorrere per
  avere   almeno  un  posto  in  quegli  enti  intermedi  che   siano
  importanti,  almeno  uno.  Sicuramente non  sarà  in  provincia  di
  Ragusa,  in  qualche altra provincia potrà succedere; mi  impegnerò
  per questo, come ho fatto fino ad ora.
   Su  questo,  però,  dobbiamo essere certi: è una  norma  che  deve
  essere  approvata  e  la Regione siciliana può essere  da  capofila
  anche per quanto riguarda le altre regioni.
   Il  Presidente  Schifani si è impegnato e ha avuto  interlocuzioni
  col  Governo nazionale affinché questo non avvenga, che non ci  sia
  un'impugnativa  che veramente si possa dare un  Governo  ai  nostri
  enti  intermedi.  E  per questo credo che oggi abbiamo  una  grande
  responsabilità di portare avanti il programma che ci ha portato  al
  voto  e di cui abbiamo avuto il mandato degli elettori siciliani  e
  questo  non lo possiamo tradire. La responsabilità è importante,  è
  immane,  quindi oggi dobbiamo dare dimostrazione di  quello  che  è
  stato il nostro mandato e non lo possiamo tradire.
   Grazie, signor Presidente.

   CAMPO. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.


                        Sull'ordine dei lavori

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente,  io  le  ho  chiesto  di  parlare
  sull'ordine  dei  lavori. Ora, al di là degli  interventi  che  non
  avendo  veramente  cosa dire, tipo quello dell'onorevole  Figuccia,
  poi  si rivolge, cercando di scaricare le responsabilità al Partito
  Democratico,   alle  opposizioni   se  le  province  sono   rimaste
  commissariate,  l'onorevole Figuccia dimentica che è  stato  cinque
  anni  nella maggioranza con Musumeci e il cartellone se  lo  poteva
  fare  togliere  da Musumeci  Quindi questa cosa l'ha  completamente
  dimenticata.  Il  fantasma di Crocetta lo dovete mettere  da  parte
  perché  non  l'avete più come alibi, non lo potete utilizzare  più.
  Crocetta  è  finito e dopo Crocetta c'è stato Musumeci,  insieme  a
  tutti voi
   Le  province  sono  così  perché voi  nei  cinque  anni  che  sono
  trascorsi  le  avete  mantenute  in  questo  modo.  Siete  i  primi
  responsabili,  perché  vi  siete fatti la campagna  elettorale  con
  Musumeci,  dovevate  riportare le province con l'elezione  diretta,
  avete  preso per i fondelli per cinque anni i siciliani, ora  avete
  iniziato questo percorso con Schifani.
   Noi  per  primi  abbiamo  presentato un  disegno  di  legge  sulle
  province, quindi smettetela di fare questo teatrino, che è puerile.
  Ma  guardate,  io non so quanti da casa ci assistono,  non  eravate
  neanche presenti in Aula, vi siete messi a correre, ad intervenire,
  ci sono colleghi che per trovare l'intervento bisogna andare dietro
  al  giuramento.  Siamo arrivati a questo punto: per prendere  tempo
  per  chi ci ascolta da casa, siccome serve votare, serve votare per
  entrare nel merito dell'articolato e siccome non c'eravate, siccome
  non c'eravate, eravate assenti, vi siete dovuti mettere non solo  a
  correre,  ma poi avete dovuto fare intervenire anche chi non  aveva
  interesse  ad intervenire e a dire anche alcune cose di quelle  là,
  che sono inascoltabili.
     Quindi,  smettetela, smettiamola. Dico, avete uno strumento  che
  abbiamo  utilizzato  e se non ci siete il Presidente  può  rinviare
  benissimo  a domani la votazione - l'abbiamo fatto tante  volte  -,
  può  rinviare  a domani la votazione dell'articolato. Però,  questa
  scena  pietosa, perché veramente è una scena pietosa, e noi qua  ce
  lo  dobbiamo dire, perché lo sappiamo quello che state facendo,  la
  possiamo evitare. Poi, nel merito delle province, lo potevate  fare
  e  non  l'avete  fatto,  dopodiché, io non vedo  l'ora  che  queste
  province si mettano in funzione.
   Voi  state prevedendo solamente le risorse per il Presidente della
  provincia, per gli assessori, per le loro spese di missione e  così
  via.  Voi  ad oggi state prevedendo solo questo. Quando  domani  le
  strade provinciali non verranno asfaltate, non verranno pulite,  le
  strade  provinciali non verranno illuminate, vi verremo a  cercare,
  collega Figuccia, con i cartelloni.
   Vi  aspettiamo  perché voi state preparando  solamente  tutta  una
  serie  di  poltrone  ben  pagate,  avete  messo  i  soldini,  state
  preparando tutta una serie di poltrone a tutta una classe  politica
  che gironzola nei partiti
   Pensate  di  vincerle  perché i siciliani vi hanno  dato  fiducia,
  pensate  di vincerle, pensate che queste province possiate vincerle
  tutte  voi  -  non ve lo auguriamo  - e quindi avrete tutto  questo
  personale a vostro favore.
   Ma  noi  queste  cose le diciamo con chiarezza e le diremo  ancora
  meglio: state approvando una norma senza risorse  Per i servizi che
  dovranno dare le province non ci sono le risorse
   Voi  state pensando solamente, ipoteticamente, a pagare quelli che
  dovrebbero essere i vostri presidenti, i vostri assessori, i vostri
  consiglieri comunali, e ve ne state fregando totalmente  di  quelle
  che  sono  le  esigenze  dei  territori e  delle  incombenze  delle
  province.
   Signor Presidente, concludo il mio intervento, noi abbiamo, lei ha
  la  facoltà di rinviarla a domani la votazione, rinviarla a domani
  poveretti
   Qua c'è il rischio che qualcuno per correre, magari inciampa e  si
  fa  male;  qua c'è il rischio che a qualcuno per intervenire,  cosa
  che non ha fatto mai, gli venga un colpo o magari dica qualcosa  di
  sbagliato
   Smettiamola con questo teatrino e andiamo avanti nella maniera più
  intelligente e più seria possibile.

   PRESIDENTE. Prima di fare altri interventi, convoco una Conferenza
  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari di cinque minuti.
   Chiedo,  pertanto,  ai  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari   di
  raggiungermi in Sala Lettura.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.17, è ripresa alle ore 17.28)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Allora,  onorevoli  colleghi, ho avuto la possibilità  di  potermi
  confrontare con i Presidenti dei Gruppi parlamentari di opposizione
  e  poi di maggioranza, che ringrazio per la disponibilità. Abbiamo,
  sostanzialmente, deciso che oggi si continuerà - così com'era stato
  anticipato  -  con  la  discussione generale. Tutte  le  votazioni,
  comprese  quella  del passaggio all'esame degli  articoli,  saranno
  fissate per domani, a partire dalle ore 14.30.
   Quindi,  intanto,  chiedo all'onorevole Di  Paola  se  mi  potesse
  sostituire per qualche minuto.
   Se  ci sono dei colleghi che vogliono intervenire, sto aprendo  le
  ultime iscrizioni per gli interventi.
   Forse  aveva  chiesto di intervenire l'onorevole Campo?  Onorevole
  Campo, aveva chiesto di intervenire?

   CAMPO. Per fatto personale.

   PRESIDENTE. Per fatto personale.
   Onorevole  Catanzaro,  se  ci  sono  degli  interventi,   possiamo
  assolutamente  cominciare  con le iscrizioni.  Onorevole  Giambona,
  onorevole De Luca, onorevole Marano.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Giambona.

                Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA

   319-97/A

  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n. 319-
                                 97/A

   GIAMBONA.  Grazie, Presidente. Intanto le chiedo di richiamare  un
  po' di ordine, Presidente, se è possibile. Grazie.

   PRESIDENTE.  Colleghi, se è possibile un attimo di attenzione così
  ascoltiamo  l'intervento  del collega  Giambona.  Prego,  onorevole
  Giambona.

   GIAMBONA.   Grazie Presidente. Ecco, ritengo che  l'argomento  che
  oggi  è in discussione sia un argomento di tutto rispetto, di tutto
  rilievo,  ho  apprezzato gli autorevoli interventi  di  chi  mi  ha
  preceduto  e  guardate è da qualche settimana che in  quest'Aula  e
  nelle  Commissioni  di merito si parla degli enti  di  area  vasta,
  delle  province  però, allo stato attuale, non ho avuto  ancora  il
  piacere  di  capire  qual  è  la  posizione  del  Governo,   nessun
  intervento  di questo Governo ha posto l'attenzione  sui  temi  che
  oggi  sono in discussione e tra l'altro non vedo la presenza, oggi,
  del  presidente della Regione, Renato Schifani, che a dire il  vero
  abbiamo  visto  ben poco in questi ultimi mesi in  Aula  e  le  sue
  presenze in un certo qual modo ci danno risposta rispetto a  quelle
  che sono le attenzioni e i temi della politica siciliana, non si  è
  fatto  vivo per l'esame della finanziaria regionale, non è oggi  in
  Aula,  era presente sulla norma salva ineleggibili e abbiamo  tutti
  visto la magra figura che si è consumata la settimana scorsa.
   Beh,  la  posizione del Partito Democratico sulla  tematica  degli
  enti   di  area  vasta  è  assolutamente  chiara.  Abbiamo   grande
  consapevolezza delle difficoltà di governare i processi sui servizi
  che  oggi  sono  di  competenza delle province, dalle  scuole  alle
  decine  di  migliaia  di  chilometri  di  strade  provinciali   che
  necessitano  di  un'attenzione particolare, attenzione  particolare
  che è legata ad un'evidenza, quella di dare rappresentanza a quelli
  che sono i territori.
   Bene,  non  sono  appassionato a quelle che potrebbero  essere  le
  elezioni  di primo o di secondo livello, una cosa è certa  dobbiamo
  dare  una  risposta ai cittadini in termini di garanzia ai  servizi
  attraverso  una  governance che riesca a dare una rappresentanza  a
  quelli che sono i nostri territori, ma il tutto si deve fare in  un
  percorso  autorevole,  in  un percorso  che  abbia  delle  adeguate
  coperture  dal  punto  di vista normativo,  che  non  possa  essere
  intaccato   da   quelli   che   sono   eventuali   pregiudizi    di
  incostituzionalità  che  sono emersi e bene  ha  fatto  il  Partito
  Democratico    a   rilevare   un'eventuale   pregiudiziale    sulla
  costituzionalità.
   Riguardo  a tale tema, ritengo che non sia solamente la  questione
  che  dobbiamo affrontare quella della Delrio, ovvero se la  riforma
  in  chiave siciliana superi quello che è il tema della Delrio vista
  come  grande  riforma economico sociale, ma credo che il  tema  sia
  anche  legato alla questione dello Statuto della Regione  siciliana
  il   quale,  all'articolo  15,  fondamentalmente  parla  di  liberi
  consorzi e non di province.
   Ebbene,  questa norma equipara le province ai liberi consorzi  che
  sono  tutt'altra  cosa,  hanno  un assetto  normativo  diverso,  un
  aspetto  gestionale  di  altra natura e hanno  diversi  presupposti
  giuridici.  Questo è un altro vulnus di questa norma che  necessita
  approfondimenti  e che si supererebbe oggi esclusivamente  con  una
  semplice  assunzione  di denominazione nell'articolo  1  di  questo
  disegno di legge che oggi è in trattazione.
   E,  allora,  abbiamo  bisogno,  e lo  ribadisco,  di  un  percorso
  autorevole,  abbiamo  bisogno che questo Parlamento  si  assuma  la
  responsabilità, ma che dichiari anche, chi rappresenta  il  Governo
  oggi, qual è il percorso autorevole da portare avanti.
   Ho   avuto  modo  di  vedere  negli  ultimi  giorni  anche   delle
  interviste,  interviste  che tenderebbero a tranquillizzare  questo
  Parlamento,  una in particolare resa da un certo Ministro  per  gli
  Affari  regionali,  che è quello stesso Ministro primo  sostenitore
  dell'autonomia  differenziata, quello stesso  Ministro  che  voleva
  bonificare  il  Sud chissà come e in quale modalità, quello  stesso
  Ministro  che fa parte di una compagine politica che è ben  lontana
  da portare gli interessi del Sud e della Sicilia.
   Ebbene,  avere  rassicurazioni da chi  nemmeno  tanto  celatamente
  vuole  far  soccombere  il  Sud  e  la  Sicilia  è  tutt'altro  che
  rassicurare questo Parlamento. Ecco perché chiedo nuovamente che ci
  sia  un percorso che metta in sicurezza questo Parlamento, affinché
  si  porti  avanti  una  riforma che noi, come Partito  Democratico,
  vogliamo ovvero quello di rappresentare i territori delle province,
  la  Regione  siciliana, però in maniera autorevole evitando  quelle
  che  possono  essere  le difficoltà di un'impugnativa  della  norma
  stessa. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona.


                          Per fatto personale

   CAMPO. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, prima  ho
  sentito   in   un  intervento  che  venivano  offesi  i   ragusani,
  addirittura si è detto che i ragusani, e in particolare quelli  del
  Movimento  Cinque  Stelle, non faranno parte  del  civico  consesso
  all'interno  della Giunta provinciale nell'eventualità  che  questa
  norma  venisse approvata, quindi, ci tengo a sottolineare che certe
  affermazioni  lasciano il tempo che trovano e  che  sono  altamente
  offensive  per chi lavora costantemente sul territorio e  crede  di
  fare del bene, radicandosi appunto nel territorio e portando avanti
  dei principi politici sani.

   319-97/A

  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n. 319-
                                 97/A

   CAMPO.  Al  di là di questo volevo intervenire, nuovamente,  sulla
  norma  se posso, Presidente. Ho sentito in quest'Aula che  è  stato
  detto  da qualcuno che si fa politica, quindi, non dobbiamo parlare
  di  incostituzionalità di questa norma ma vorrei ricordare a chi ha
  fatto  queste  affermazioni che, oltre a fare politica,  una  delle
  principali prerogative parlamentari è quella di legiferare.
   E'  nostro preciso dovere legiferare e non possiamo farlo  sapendo
  in  anticipo che una norma è altamente incostituzionale, che ha dei
  principi  di impugnativa molto probabili e inoltre spreca denaro  e
  risorse pubbliche e, quindi, è giusto valutare questo prima  ancora
  di  fare politica  Ma se vogliamo metterla sul piano della politica
  penso  che,  prima  ancora  di  scrivere  questa  legge,  bisognava
  riempire di contenuti quelle che sono le province che, ad oggi, non
  gestiscono  più  nulla. Parlare di rifiuti,  parlare  di  trasporto
  pubblico,  oggi è stato annunciato nel nostro territorio il  ritiro
  dell'Ast per il trasporto locale. Parlare, per esempio, di gestione
  delle  acque.  Questi sono tutti temi che dovrebbero riguardare  la
  provincia,  invece,  ad  oggi,  ho come  l'impressione  che  questa
  velocità nel voler approvare questa norma sia solo quella di  voler
  illudere  gli  iscritti dei propri partiti che  ci  possano  essere
  queste  famose  330 poltrone a disposizione, perché in  quest'Aula,
  Presidente,  nessuno vuole questa legge e glielo  dimostreremo  fra
  qualche giorno quando si voterà
   E'  soltanto  il modo per tenere ancorate a sé alcune persone  che
  possano  continuare  a  sostenere  i  partiti  fino  alle  elezioni
  Europee,  ma di questa norma non frega niente a nessuno perché,  lo
  sanno  tutti, l'ha dichiarato prima anche l'onorevole  Assenza,  lo
  sanno  ancor  prima di noi i colleghi di maggioranza,  la  norma  è
  incostituzionale e, quindi, è una norma 'poltronificio', una  norma
   mangiatoia' come ho dichiarato prima. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Campo.
   E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  Antonino.  Signor  Presidente,  vorrei  intervenire  ma,
  purtroppo,  non  posso  intervenire  perché  manca  il  Governo  e,
  soprattutto, non vedo dove è l'Assessore per gli enti locali,  dato
  che siamo in discussione generale sulle province.

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca, c'è l'assessore Amata, il Governo è
  presente.

   DE  LUCA  Antonino.  Però, è Assessore per il turismo,  io  volevo
  l'Assessore  per  gli  enti locali dato che  siamo  in  discussione
  generale.  C'è un motivo per cui l'assessore Messina ha abbandonato
  i lavori?

   PRESIDENTE. C'è il vicepresidente

   DE  LUCA  Antonino. C'è un motivo per cui l'Assessore Messina   ha
  abbandonato  i  lavori? Ha capito che non devono  votare,  che  non
  hanno  i  numeri e, quindi, se ne è andato a farsi i fatti  suoi  o
  degna  l'Aula  di stare qua mentre fa la discussione  generale  sul
  disegno di legge delle province? Ma è normale? E' una stalla o è un
  Parlamento   questo?  Dov'è  l'Assessore  per  gli   enti   locali?
  Presidente,  dov'è  l'Assessore per  gli  enti  locali?  Lo  potete
  chiamare,  cortesemente?  Se è ai servizi aspetto  altrimenti  deve
  tornare in Aula

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca, capisco il suo intervento accorato

   CRACOLICI. Ha ragione, deve venire in Aula.

   DE  LUCA  Antonino.  Non c'è da capire, c'è da chiamarlo  e  farlo
  venire in Aula.

   PRESIDENTE.   Al   momento   il  Governo   è   rappresentato   dal
  Vicepresidente    della    Regione,   dall'assessore    Turano    e
  dall'assessore  Amata,  quindi, il Governo è  presente  in  maniera
  autoritaria e compatta.

   CRACOLICI. Ma non hanno la delega

   DE  LUCA  Antonino. In maniera finta, perché l'assessore  Amata  è
  l'assessore  per il turismo. Hai cambiato delega o sei al  turismo?
  Ancora  al  turismo  Deve venire l'Assessore per gli  enti  locali,
  perché va bene che le province sono una passeggiata turistica, però
  non è che la dobbiamo fare con l'Assessore per il turismo.
   Io  ho  capito che è un po' un circo, una presa in giro, ma non  è
  uno  spettacolo,  deve venire l'Assessore per  gli  enti  locali  e
  chiedo  a  questa  Presidenza  di  chiamarlo,  si  prende  il   suo
  bell'autista, fa inversione a U e torna in Aula, perché questo è il
  posto  in  cui  deve stare in questo momento, così  vediamo  se  la
  finiscono  di scherzare e giocare sempre, che forse hanno scambiato
  l'Aula  per un parcheggio dove stare qualche momento a fare qualche
  telefonata.

   DI  PAOLA.  Onorevole De Luca, come le ho detto in  precedenza,  è
  presente   tra  i  banchi  del  Governo  il  Vicepresidente   della
  Regione...

   DE LUCA Antonino. Si è appena seduto.

   PRESIDENTE.   ...che di fatto ha la delega completa da  parte  del
  Presidente  della  Regione, quindi se vuole intervenga,  altrimenti
  possiamo  anche  non  fare la discussione generale  e  rinviare  la
  seduta  a  domani. Nel caso in cui lei vuole e fa richiesta  e  gli
  altri Capigruppo l'appoggiano rinviamo...

   DE  LUCA Antonino. E' tornato, è tornato, evidentemente non  avevo
  molto  torto. Grazie, Assessore, ci tenevo alla sua presenza perché
  fare  questa  discussione generale senza  l'Assessore  al  ramo  mi
  sembrava  veramente anche una scorrettezza nei suoi  confronti;  io
  l'ho  detto, va bene che è una pagliacciata questa legge, però  non
  la  posso fare con l'Assessore per lo spettacolo, la devo fare  con
  l'Assessore per gli enti locali.
   Vi  dico  che  è una pagliacciata perché oggi quest'Aula  è  stata
  comica,   perché  ho  visto  la  maggioranza  mettersi  nei   panni
  dell'opposizione  e  non avendo i numeri ed essendo  in  confusione
  mettersi  a  fare  interventi dilatori per  cercare  di  recuperare
  tempo,   nella   speranza  di  arrivare  a  essere   uno   in   più
  dell'opposizione, perché altrimenti il passaggio agli articoli  non
  sarebbe mai passato.
   Quando  poi si sono resi conto che erano e rimanevano  di  meno  -
  perché evidentemente tutta questa condivisione su questo testo  non
  c'è,  assessore  Messina, hanno detto sapete che  vi  dico:  "Forse
  sarebbe meglio dialogare con l'opposizione e vedere se ci fanno  la
  concessione  quanto  meno di rinviare a domani  il  passaggio  agli
  articoli".
     E  da questo punto di vista, assessore Messina, perché ci tenevo
  che  lei ci fosse, anche perché lei si potesse confrontare  con  il
  presidente Schifani che - lo ricordo a me stesso ma anche a chi  ci
  segue  -  è  il responsabile di questo disegno di legge, perché  la
  prima  firma  ce  l'ha  messa lui, è ad iniziativa  del  presidente
  Schifani.
   E, come ho detto poc'anzi, la soluzione migliore sarebbe quella di
  ritirare questo testo anziché di bocciarlo domani. Ritiratelo oggi,
  perché  si  può fare un disegno di legge, un testo più  serio,  più
  conforme  alle esigenze del territorio che, realmente,  restituisce
  delle competenze e delle risorse a questi enti oltre a restituirgli
  una  guida politica, che è maggiormente condiviso, più trasversale,
  le  opposizioni non vi darebbero l'agio di dialogare se non fossero
  tutto sommato desiderose di offrire un contributo serio e sereno  a
  un  disegno  di  legge che ad oggi è inefficace,  incostituzionale,
  confusionario e non offre delle reali prospettive a questi enti che
  poi  dovranno confrontarsi direttamente con i cittadini, perché  da
  domani, quando nasceranno nuovamente questi enti, quando una strada
  provinciale non sarà più definibile strada ma sarà più assimilabile
  a  una mulattiera non verranno più a rapportarsi col sindaco o  con
  l'ufficio  regionale  ma direttamente con gli organismi  di  questo
  ente che si va a resuscitare.
   Allora, dico, anziché proseguire su queste figure barbine, anziché
  procedere a colpi di arroganza, anziché far valere la legge sciocca
  dei  numeri che ti impone una sciocchezza solo perché sostenuta  da
  un voto in più, vi dico ritirate questo disegno di legge, sediamoci
  a  discuterne,  poi si voterà a settembre, a ottobre,  a  novembre,
  quando  ci  sarà  la  sessione adatta, ma con  una  legge  che  sia
  realmente  sostenibile, non con una legge che  è  fatta  tanto  per
  farla.
   A  me non interessa se poi, alla fine, lo fate per farvi sostenere
  alle  Europee,  lo  fate per creare l'illusione che  avete  qualche
  altro  posto,  qualche altra prebenda, qualche altra  posizione  di
  comando  da  distribuire,  cioè  in  questi  mesi  avete  fatto  un
  manicomio  per  dividervi le dirigenze generali  della  sanità,  se
  aveste  messo lo stesso impegno in questo disegno di legge,  se  ci
  aveste  messo  la  stessa  foga, probabilmente,  avreste  avuto  un
  disegno  di legge migliore, invece in questi mesi vi siete occupati
  di  come  dividervi il potere della sanità, due a me,  tre  a  lui,
  questo  tocca  a lui, questo è di Fratelli d'Italia,  questo  della
  Democrazia Cristiana, questo è dell'MPA, questi quattro sono  della
  Lega, 2 all'MPA, 6 a Forza Italia e compagnia cantando...
   Ma  poi?  Il  confronto con il Parlamento in  cosa  consiste?  Nel
  venire qui, lasciarla da solo, prima c'erano tutti, prima pensavano
  che  si votasse, avevano paura di andare sotto, ho sentito voci che
  non  avevo  mai  udito  al microfono in quest'Aula,  presidente  Di
  Paola,  ho scoperto deputati che non sapevo che stavano qua  dentro
  perché  col voto si vede il colore ma non si sente la voce,  mentre
  ora dopo un anno e passa ho sentito che alcune persone parlano.  Io
  credevo  che  non parlassero, invece hanno alzato  il  dito,  hanno
  parlato,  hanno fatto la strada fino a qua, erano vive, quindi  già
  un  effetto l'avete ottenuto, avete resuscitato qualcuno   Ora  per
  resuscitare anche le province quanto meno cercate di fare  qualcosa
  di  meglio  perché poi, come vedete, una volta che  è  finito  quel
  momento di costrizione in cui ci sono il Vicepresidente e altri che
  sono  lì al telefono a chiamare "entra in Aula, entra in Aula, dove
  sei?  dove  sei?", tutti gli Assessori messi qui perché  altrimenti
  ricomincia di nuovo lo spettro della crisi di Governo, e  ora  dove
  sono?  Non c'è più nessuno  Nei banchi del centrodestra non ce  n'è
  uno,  collega, controlli se ce n'è qualcuno sotto lo scranno perché
  non  ne  vedo  uno.  Il Governo lo abbiamo dovuto  fare  rientrare,
  l'Assessore. Che Parlamento è questo? Qual è la serietà  di  questa
  discussione  generale? Qual è il reale interesse su questo  disegno
  di legge? E' un circo e come circo rimarrà

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO,  assessore  per  l'energia ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Di nuovo?

   CRACOLICI. Di Mauro se ti do fastidio fai come i tuoi colleghi, te
  ne vai  Tanto, diciamo, o ci sei o non ci sei è la stessa cosa

   DI  MAURO,  assessore  per  l'energia ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità. No, per carità, ascoltiamo queste perle di saggezza

   CRACOLICI. No di saggezza devo dire, in questo caso, ne  ho  poca,
  perché  sto  assistendo sempre più ad una deriva  in  cui  definire
  questa  maggioranza una maggioranza di avventurieri  è  dire  poco,
  perché  non solo le norme si scrivono sapendo, e non è solo il  mio
  pensiero  ma è ribadito anche dagli Uffici dell'Assemblea,  persino
  dal  Ministro  che  dice  fate  e sulla vicenda specifica,  insomma
  dice,  "noi  lo  faremo",  cioè  ha  fatto  un'intervista  in   cui
  sostanzialmente  supera  i  rilievi e   le  obiezioni  dicendo  "ma
  siccome  noi  lo faremo pure, però lo faremo nel 2025, intanto  voi
  fate".  Nel  merito, non ha detto nulla. In realtà non poteva  dire
  nulla,  se  questa  norma,  se venisse approvata  ai  crismi  della
  regolarità formale che consenta, per davvero, le elezioni.
   Mi  sono convinto che, secondo me, c'è proprio una mente diabolica
  dietro  perché, in realtà, a forza di dire vogliamo le  province  -
  cominciò   Musumeci,   nella   scorsa   legislatura   -,   vogliamo
  ripristinare  il  voto alle province, che era il  leit  motiv.  C'è
  stato  il  golpe da Giletti. Per anni, diciamo, la storia è  andata
  avanti sulle province sciolte da Giletti
   Dopo  otto  anni,  siamo ancora qui col fatto  che,  non  solo  le
  province  non ci sono, ma i commissari, nominati prima da Musumeci,
  ora da Schifani, continuano imperterriti e mi sono convinto che c'è
  una  mente  diabolica, perché sapete che cosa  può  succedere?  Che
  qualora, come io sono convinto, se venisse approvata la legge  -  e
  mi  auguro che l'Aula abbia un atto di resipiscenza che consenta di
  evitare una grande brutta figura, ma potrebbe succedere questa cosa
  -,  quindi mettiamo che venga approvata la legge, mettiamo  che  si
  vada  al  Tar, è certo che il Tar rinvii alla Corte costituzionale,
  sospendendo il provvedimento di convocazione dei comizi  elettorali
  e, per un altro anno e mezzo, avremo i commissari.
   Perché  a  quel  punto, che facciamo? Non possiamo  che  tenere  i
  commissari.  Quindi,  a  forza  di  dire  sciogliamo  le  province,
  vogliamo  l'elezione diretta degli amministratori,  da  dieci  anni
  abbiamo i commissari. No, per la verità nel 2012 è stato il primo a
  Ragusa, quindi dodici anni. Allora c'è qualche cosa...
   Però,  questa storia delle province è come dire il leccalecca  che
  si  dà  ad  una parte dell'opinione pubblica perché poi, parliamoci
  chiaro,  tutta questa domanda di province in Sicilia non  la  vedo
  Vedo  un'attesa,  legittima ci mancherebbe, da  parte  di  un  ceto
  politico  che, come dire, venuta meno la dimensione  tra  i  propri
  comuni  e quella della Regione, si pone un problema anche di luoghi
  di rappresentanza, su cui, ripeto, non ho alcuna ragione per essere
  contrario. Però, le cose non si possono fare così.
   Nel merito, invece, di questo disegno è ancora peggio perché, come
  dire,  c'è  un proverbio che dice "Io non piango mio figlio  quando
  perde,  lo  piango quando si vuole rifare". Assessore,  lei  ha  la
  responsabilità,  e  con lei il suo dirigente  generale  al  settore
  delle  autonomie  locali, che deve studiare la  norma  perché  essa
  funzioni,  perché in materia elettorale non ci può  essere  né  una
  circolare, né un decreto che stabilisce le modalità con le quali si
  attribuiscono  i  seggi, dove si attribuiscono, partendo  da  quale
  criterio. In questa legge non c'è.
   Le faccio un esempio. Succede che, in una provincia, come Palermo,
  o  Catania, o Messina, dove ci sono sicuramente più di due con  lei
  ma  anche  in  altre  province, un partito o  una  lista  -  faccio
  l'esempio  di Palermo che conosco meglio -, ci sono dieci  collegi,
  una  lista ottiene sei seggi. Quindi, non prenderà in tutti i dieci
  collegi i seggi che spettano al partito. Nella legge ci deve essere
  qualcosa  scritto,  in cui si stabilisce da dove  si  comincia  per
  l'attribuzione.  Non c'è scritto. Per cui, ad un  partito  spettano
  sei  seggi.  Quali sono i collegi dove scattano  i  seggi  di  quel
  partito? Con quale criterio?
   Perché  con  un  c'è  un paradosso, che con la  legge  così  com'è
  scritta   può  succedere  che,  con  l'attribuzione  del  quoziente
  migliore,  possono scattare un numero di seggi superiore al  numero
  di  seggi  spettante a quel collegio, per cui un collegio  che,  in
  ragione del numero di abitanti, ha diritto a 4 seggi, mettiamo,  se
  tu  non  determini  preventivamente come si  parte  e  da  dove  si
  parte...
   Nella  vecchia legge sulle elezioni provinciali c'era  il  sistema
  della provincia più piccola, cioè del collegio più piccolo, quindi,
  si  attribuiva  nel collegio più piccolo al miglior  risultato  del
  partito maggiore; infatti i partiti più grossi venivano penalizzati
  poi,  paradossalmente, nella grande città. Perché era un  criterio.
  Non  piace  quel  criterio?  Ce ne deve essere  un  altro  scritto.
  Allora, questa legge non può funzionare così com'è scritta e non  è
  risolvibile con un emendamento d'Aula.
   Potrei  fare  tanti altri esempi per dire che le leggi  elettorali
  sono  un  sistema complesso, che non possono essere  affrontate  in
  termini  di  propaganda,  ecco perché  vi  definisco  avventurieri,
  perché  voi  non  avete interesse a fare le leggi  che  funzionano,
  avete  interesse  a  fare  dei comunicati  stampa:  "Abbiamo  fatto
  l'elezione diretta delle province". Poi si farà? Quello è un  altro
  problema
   Volete un altro esempio? E lo dico senza, come dire, non ho  alcun
  interesse  da  difendere. I tre sindaci metropolitani  di  Palermo,
  Catania  e  Messina sono stati eletti in forza di  una  legge,  nel
  proprio  comune, che prevedeva che la durata del mandato di sindaco
  del   comune  capoluogo  coincidesse  con  la  durata  del  sindaco
  metropolitano.  Per  cui il sindaco Lagalla sa che,  essendo  stato
  eletto  un  anno  e mezzo fa, per altri tre anni e  mezzo  farà  il
  sindaco metropolitano. Il sindaco Trantino a Catania, essendo stato
  eletto  qualche  mese  fa, sa che per altri quattro  anni  farà  il
  Presidente, e la stessa cosa a Messina, che credo sia stato  eletto
  prima di Lagalla e prima di Trantino.
   Può  una  legge  elettorale stabilire che si vota  con  l'elezione
  diretta  e  non  stabilire che succede ai sindaci metropolitani  in
  carica?  Non  è  dato sapere che fine fanno? Ah, ora  gli  cambiamo
  nome,  perché non è più sindaco metropolitano, si chiama presidente
  metropolitano. E quindi? Il sindaco metropolitano che fa?  Continua
  a  esistere? Esisterà il presidente e il sindaco metropolitano? Non
  è dato sapere
   Ma  io  dico, mi è capitato di leggere leggi, ma devo dire  questo
  grado di improvvisazione e questo livello di pressappochismo era...
  Anche  perché, ripeto, tra l'altro, anche come fatto di  stile,  le
  leggi  elettorali  sono  le madri di tutte le  battaglie  e  devono
  essere  largamente condivise, cioè esiste uno spirito,  come  dire,
  istituzionale che è proprio della materia elettorale, dove ci  deve
  essere  il  massimo di condivisione e di coesione, perché attengono
  alle regole. E la democrazia è fatta di regole e le regole sono  la
  base della democrazia.
   Ma  noi  pensiamo  di  affidare  con  questa  legge  ai  vari  Tar
  l'interpretazione di come si deve applicare la legge in Sicilia?
   Allora,  non so che succederà a questa legge, però ci vorrebbe  un
  atto di dignità che, devo dire, non vedo perché qui nessuno di  voi
  ha  la forza e l'autonomia, a partire dal Presidente della Regione,
  che  è  venuto  l'altra volta. Io lo ripeto, non  mi  emoziono,  né
  quando viene, né quando non viene. Non me ne frega nulla. Però, c'è
  un  problema  di  responsabilità  politica.  Si  può  continuare  a
  discutere  e  far  finta  di discutere di una  legge  che,  qualora
  dovesse  essere approvata così com'è, non è in grado di determinare
  l'elezione  vera,  diretta  degli  organi  di  province   e   città
  metropolitane in Sicilia?
   L'ultima  chicca e chiudo. Nella legge c'è scritto  che  i  liberi
  consorzi  previsti  dallo  Statuto  della  Regione  si  chiameranno
  province. Lo dico ai vecchi colleghi che quando fu fatta la riforma
  con  la legge n. 9, dell'istituzione delle province, la legge 9 del
  1985  credo  che sia, stabilì la denominazione che  in  Sicilia  le
  province  si chiamassero province metropolitane. Infatti le  nostre
  province   non  sono  mai  state  solo  province,  erano   province
  metropolitane  malgrado  lo  Statuto li definisse  liberi  consorzi
  comunali.
   Ora, rovesciando il modello, torniamo a definire i liberi consorzi
  province,   li  chiamiamo  solo  province,  li  potevamo   chiamare
  Marcello, le abbiamo chiamate province e facendo un'operazione  che
  è  l'esatto  contrario  del senso per cui erano  pensati  i  liberi
  consorzi
   Se  voi  ci fate caso, Assessore lo dico a lei, con questo disegno
  di  legge si fa un rinvio a una serie di leggi, che dovrà  fare  il
  Parlamento entro 24 mesi, in cui vengono attribuite alle province e
  anche  a quelle metropolitane una serie di competenze che sono  già
  in capo ai comuni.
   Ora,  se  ha un senso tenere in piedi un organismo intermedio  tra
  Regione e comuni, lo ha nella misura in cui specializzi la funzione
  dell'ente  intermedio, no? Noi alle province attribuiamo competenze
  in  materia culturale, in materia sociale, in materia sportiva,  in
  materia  di  autorizzazione,  di  coordinamento  dell'attività   di
  impresa,  cioè stiamo facendo un altro comune, cioè stiamo pensando
  alle  province  come  i  nove supercomuni rispetto  ai  382  comuni
  esistenti,  che  è  un'altra  cosa  rispetto  al  modello  di  ente
  intermedio previsto sia dallo Statuto, sia dalla legge la n. 15 che
  al  di  là  dell'elezione diretta - ed è questa la n. 15 del  2015,
  quella che ha abolito le province - in Sicilia le province non sono
  mai  state  abolite, chi lo dice, dice il falso, perché in  Sicilia
  con  la  legge n. 15 sì, sono stati aboliti i sistemi  di  elezione
  diretta  degli organi di governo, ma le competenze che  sono  state
  individuate  con  la  legge  n.  15  del  2015  sono   definite   e
  specialistiche.
   Le   province  o  città  metropolitane  non  hanno  mai  perso  la
  competenza  esclusiva  sulle  strade,  non  hanno  mai   perso   la
  competenza esclusiva sulle scuole secondarie superiori, hanno perso
  la loro funzionalità, ma non la competenza, cioè le strade che oggi
  tutti  diciamo  che  è uno schifo, la situazione  delle  strade  in
  Sicilia  non è che è figlia della legge n. 15, è figlia  del  fatto
  che  nel frattempo le province sono state smantellate e non  perché
  abbiamo abolito gli organi elettivi, perché la gente se n'è  andata
  in  pensione,  perché la gente ha fatto mobilità, per  mille  altre
  ragioni,  facendo  venire meno quella capacità e  funzionalità  che
  doveva essere propria degli enti intermedi.
   Oggi,  noi stiamo affrontando il problema, semplicemente  facciamo
  gli organi elettivi come se avere il Presidente eletto dal popolo -
  poi dimenticando che va a votare per le province spesso meno del 25-
  30 % dei cittadini - fosse la soluzione di tutti i problemi
   Ripeto,  anch'io penso che la democrazia diretta sia  migliore  di
  quella  delegata  e  quindi  anch'io penso  che  bisogna  ritornare
  all'elezione  diretta, ma attenzione, affrontiamo  il  problema  di
  capire  cosa  devono fare queste province, con quali  risorse,  con
  quali  competenze, evitiamo duplicazioni, evitiamo che le  province
  siciliane,  ed  è  la ragione per cui sono fallite,  torni  a  fare
  feste,  festini  e  forca,  che era la tipicità  che  negli  ultimi
  quindici anni le province siciliane hanno sviluppato.
   Io  mi  ricordo  a Palermo che si era persino inventata  la  festa
  della provincia di Palermo in tutti gli ottanta comuni siciliani.
   Poi,  per  arrivare a quella festa, con quale strada, non  era  un
  problema  più  della  provincia, bastava che ci  occupassimo  delle
  feste   Io  credo che noi dobbiamo dire chiaramente  cosa  vogliono
  essere le province
   Devono  essere cose per cui i cittadini sanno che se non  funziona
  una  strada e quella strada si chiama strada provinciale, è inutile
  che  vadano  dal  sindaco, inutile che vadano alla Regione,  devono
  avere  davanti  un  responsabile che si chiama provincia  o  libero
  consorzio, città metropolitana, con cui prendersela e anche  quindi
  politici ai quali eventualmente alimentare  le proteste.
   Ma questa idea che è contenuta in questo disegno di legge, di fare
  una  marmellata,  in  cui  sostanzialmente  le  province  sarebbero
  soltanto distributori di soldi - punto e basta - io credo  che  sia
  una vergogna.
   Altro   che   ripristinare  gli  organi  elettivi,   si   vogliono
  ripristinare  modelli  non funzionanti  e  che  hanno  già  fallito
  miseramente, soprattutto in Sicilia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a parlare l'onorevole  Marano.   Ne  ha
  facoltà.

   MARANO.  Presidente, Governo che non c'è, - c'è  Scusi,  Assessore
  Messina   -  colleghi,  qualche  settimana  fa,  il  Senato   della
  Repubblica ha approvato la legge che cambierà la storia dell'Italia
  e,  oltre  ad  averlo  fatto  con  il  voto  favorevole  di  alcuni
  siciliani, che sono stati anche in quest'Aula, e oltre averlo fatto
  con  il  loro voto favorevole, lo hanno fatto con un becero accordo
  tra i principali partiti del Governo, l'autonomia per la Lega e  il
  premierato per Fratelli d'Italia.
   Un  accordo che spacca in due l'Italia, che penalizzerà le regioni
  del Sud, lo sappiamo
   Le risorse finanziarie arriveranno al Nord e il Sud rimarrà sempre
  relegato ai margini
   Un  accordo al ribasso, Presidente, per una legge senza fondi, una
  legge  che  rimarrà carta straccia da un punto di vista  attuativo,
  perché? Perché senza una carta delle autonomie che definisca chi fa
  cosa  e  quali siano le funzioni dei comuni, delle province,  delle
  città  metropolitane,  così  come definisce  l'articolo  117  della
  Costituzione,  al comma 2, la lettera p), tutto ciò  rimarrà  carta
  straccia
    Da Roma a Palermo, il denominatore comune è sempre lo stesso.
   Questa legge rappresenta una bandierina per alcuni partiti e merce
  di scambio per altri
   I  temi  che  il Governo ha dovuto affrontare in queste  settimane
  sono  stati tanti: le nomine dei manager della sanità, l'abusivismo
  sulle spiagge piuttosto che i termovalorizzatori perché, se da  una
  parte  ci  sono  i  partiti  di maggioranza  che  questa  legge  la
  vogliono, nella stessa maggioranza ci sono altri partiti che non la
  vogliono.
   E  anche  in questa trattazione, la maggioranza di questo  Governo
  arriva spaccata e con la solita arroganza e presunzione, tipica  di
  questa gestione.
   La  legge Delrio che è stata attuata completamente, a seguito  del
  referendum del 2016, così come questa legge non può essere  attuata
  per   un   duplice   motivo:   la  prima  è   l'incostituzionalità,
  chiaramente,  ne  abbiamo  parlato in tante  sedute  perché  va  in
  contrasto con le normative nazionali e la seconda il tema economico
  che è essenziale in questa trattazione di questo disegno di legge.
   Restaurare un ente, perché stiamo facendo una restaurazione, senza
  prevedere un adeguato finanziamento, significa rimettere in moto un
  vecchio carrozzone politico con il quale aumenteremo i costi  della
  politica,  tanto  è  vero  che questo  Governo,  con  la  legge  di
  stabilità  appena approvata, ha previsto solamente le  risorse  per
  gli organi del Governo.
   La disponibilità finanziaria è l'elemento essenziale per garantire
  il  funzionamento  delle province e se non c'è  questo  chiaramente
  stiamo  parlando  di  aria fritta. Mi chiedo: qual  è  l'obiettivo?
  Perché se l'obiettivo... ci sono delle prassi e delle modalità  che
  si  utilizzano  in qualsiasi tipo di programmazione all'interno  di
  quello  che  è  un'organizzazione, un'azienda,  qualsiasi  tipo  di
  organizzazione,  pone  prima un obiettivo  dare  aggiungere  e  per
  raggiungere l'obiettivo poi si stabilisce una programmazione e  dei
  ragionamenti  logici, compreso quello dello stanziamento  economico
  che  è  essenziale, per poter raggiungere l'obiettivo. Cosa  avremo
  con  questa legge? Migliorerà la vita dei cittadini? Non credo.  Ma
  il  punto  è  che i cittadini, quando noi  qua dentro  legiferiamo,
  sono  l'obiettivo sempre primario ed essenziale, solo che purtroppo
  in ogni cosa che facciamo qui dentro risultano sempre essere quelli
  non  considerati  perché la vita non cambierà  ai  cittadini,  anzi
  verrà complicata.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Gilistro.  Ne  ha
  facoltà.  A seguire l'onorevole Dipasquale e l'onorevole Cateno  De
  Luca.

   GILISTRO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, volevo
  partire  dall'ultima  parola dell'onorevole che  mi  ha  preceduto,
  l'onorevole   Cracolici,  "vergogna".  Onorevole   lei   ha   detto
  "vergogna".  Perché dovremmo vergognarci? Glielo  dico  io.  Perché
  vergognarci?  Perché  come  li  vogliamo  sperperare  i  soldi  dei
  cittadini  siciliani?  Questo è il modo con cui  dobbiamo  iniziare
  questo  discorso,  in tutta la discussione che c'è  stata  oggi  ho
  visto solo ombre, solo ombre. Ci sono deputati molto più anziani di
  me,  in termini anche di legislature, che hanno detto più volte  al
  Governo  che ci sono ombre decise su questa legge e lo hanno  detto
  in tutti i modi, lo hanno detto in tutti i modi.
     Allora  mi  chiedo: a che serve tutto ciò? A  creare  che  cosa?
  Perché  dobbiamo  rimettere in moto una  macchina  dispendiosa  che
  costerà  tantissimo  ai cittadini siciliani? Per  creare  poltrone?
  Presidente  ce  ne  sono  già tante aziende  in  Italia  che  fanno
  poltrone,  a  noi  non  interessano le  poltrone,  interessano  gli
  interessi dei cittadini. Questo è il problema.
   Deputati   regionali,  assessori,  cominciamo  e  partiamo   dalla
  retribuzione di tutte queste nuove figure delle province.  Per  far
  cosa?  Questo  è  quello  che mi chiedo:  per  fare  cosa?  Allora,
  assessore le voglio dire una cosa e la dico col cuore questa volta,
  parlo  a  nome  anche  della  provincia  di  Siracusa,  del  libero
  consorzio di Siracusa che da anni è in dissesto finanziario.
   Allora,  prima  di  spendere questi soldi  per  finalità  che  non
  abbiamo  ancora compreso, questo è il problema, cioè  noi  vogliamo
  creare  poltronifici, aziende, senza dargli risorse, in più abbiamo
  un'azienda a Siracusa che è in dissesto finanziario.
   Dunque,   mi chiedo: invece di sperperarli questi soldi,  potremmo
  impiegarli per cercare di riassestare, almeno, quello che è toccato
  da  decenni alla provincia, al libero consorzio di Siracusa. Questo
  dobbiamo  fare. Innanzitutto, portare a compimento  quello  che  ci
  tocca   fare,   cercare   di  sanare  situazioni   che   sono   già
  drammaticamente  in  dissesto da anni  e  poi  ragionare,  togliere
  ombre,  se  dobbiamo decidere una legge, una legge deve essere  una
  legge  che  non deve avere la possibilità di essere impugnata.  Non
  possiamo   spendere  soldi  per  elezioni  e  per  fare   ulteriori
  presidenti, consiglieri e poi farci impugnare e ricreare  di  nuovo
  commissari. Ce li abbiamo già,  cerchiamo di ragionare, di  portare
  risorse  alle  province,  scatole senza risorse  non  hanno  nessun
  senso,  hanno solo il senso di creare poltrone per il Governo  e  a
  questo  noi  non ci stiamo. A questo non ci stiamo come  Movimento.
  Se, invece, le province fossero realmente una, chiamiamola Azienda,
  che  potesse veramente ridare ai cittadini la speranza di avere  le
  scuole sicure, di avere delle scuole integre, di avere delle strade
  intere,  sicure,  allora posso capirlo, ma  creare  poltrone  senza
  risorse finanziarie a questo, noi Movimento Cinque Stelle,  non  ci
  stiamo.

   PRESIDENTE.  L'onorevole Dipasquale ha chiesto di fare  giusto  un
  appunto.

   DIPASQUALE.  Presidente, io non ero intervenuto nella discussione.
  Intanto,  la ringrazio comunque per avermi dato la parola.  Io  non
  ero   intervenuto  nella  discussione  generale,  il  mio  era   un
  intervento  sull'ordine dei lavori che poi ha prodotto gli  effetti
  sperati,  perché  quelle  corse - capisco  che  siamo  nel  periodo
  carnevalizio, quella carnevaliata che c'era stata di  quella  corsa
  ad intervenire poi si è fermata.
   Io, perché le ho chiesto di intervenire? Perché, nel frattempo, ho
  ricevuto  una e-mail che vi voglio leggere, colleghi. Perché  certe
  volte pensiamo che poi non ci ascoltano da casa, invece da casa  ci
  ascoltano.  "Ho attentamente ascoltato il suo intervento.  Come  ex
  consigliere  provinciale  -  per questo  ve  la  leggo  -  come  ex
  consigliere  provinciale della Provincia di Catania,  lo  condivido
  pienamente.  Con  la  eliminazione delle province,  sostituite  dai
  consorzi, lo Stato ha diminuito i trasferimenti e anche la Regione,
  chi  sarà  eletto non andrà ad amministrare un bel niente,  solo  a
  percepire  un'indennità. Per rimettere in carreggiata  le  province
  sono  necessari  milioni di euro che la Regione  dovrà  sborsare  -
  quello  che abbiamo detto prima, che ad oggi non ci sono perché  ci
  sono  solo  le  risorse  per  le  indennità  -  per  rimettere   in
  carreggiata le province, quindi, ci vogliono tutti questi soldi. Le
  faccio presente che la sola Città metropolitana è socio unico della
  società Pubbliservizi che costava all'ente 18 milioni di euro, oggi
  fallita,  sostituita da un'azienda speciale che costerà  almeno  22
  milioni  di euro. Ci sarebbe molto da dire ma finisco per dire  che
  le  ex province non hanno dipendenti, molti sono andati in pensione
  e  altri  in  altri  enti. Chi sborserà le  risorse  per  le  nuove
  assunzioni? Ha citato Musumeci, il quale durante la sua  presidenza
  ha  acquistato  dalla Regione un'area denominata  ex  Age,  per  un
  importo  di 17 miliardi, ovviamente vecchie lire. Quest'area,  oggi
  abbandonata,  era  ed è inquinata per la presenza  d'amianto.  Buon
  lavoro".
   Perché  mi sono voluto permettere di intervenire nella discussione
  generale  citando  - non cito il nome, ovviamente  la  mail  me  lo
  indica   -   solamente  la  testimonianza  di  un  ex   consigliere
  provinciale, dove non ci credono neanche loro. E' chiaro che stanno
  preparando,  c'è chi pensa questo  poltronificio'  per  una  classe
  dirigente,  le province andavano fatte, ma andavano fatte  pensando
  prima  di  tutto  alle  risorse: le  province  senza  risorse  sono
  solamente  un   poltronificio', sono solamente  una  possibilità  a
  qualche  amico  consigliere comunale, presidente  della  Provincia,
  assessore,  di  percepire un'indennità e questo  secondo  me  è  un
  errore,  cioè   non  aver messo le risorse è stato  il  più  grande
  errore che sta facendo questa classe politica.

   PRESIDENTE.   Grazie,   onorevole  Dipasquale,   ha   chiesto   di
  intervenire l'onorevole Cateno De Luca, e poi non ho più iscritti a
  parlare per la discussione generale. Prego onorevole.

   DE  LUCA Cateno. Grazie Presidente, onorevoli colleghi,  Assessore
  Messina che tenerezza che ci fa, solo, qui lasciato solo, veda è il
  destino  di chi si trova in imbarazzo Assessore Messina, d'altronde
  lei  proviene  dalla  categoria dei sindaci è  un'altra  pasta  con
  grande  bon  ton   istituzionale  e qui,  veda,  anche  l'onorevole
  Pellegrino ha fatto il pellegrino, non c'è più, ci doveva dare  una
  spiegazione  su  quella  che  era la contraddizione,  qui  non  c'è
  nessuno  della  maggioranza, tutti scomparsi,  si  sono  squagliati
  tutti  quanti Presidente, va bene, ma il nostro dovere lo  dobbiamo
  fare  anche per sottolineare alcune questioni importanti  e  voglio
  parlare  di  quando  ero sindaco di Messina e sindaco  della  Città
  metropolitana di Messina perché qui ho sentito tanti interventi  di
  alcuni   colleghi  un  po'  a  sproposito;  piuttosto,  Presidente,
  possiamo  disdettare  il logopedista, perché abbiamo  scoperto  che
  alcuni  colleghi  parlamentari parlano, e noi  non  ce  ne  eravamo
  accorti,  magari  quel logopedista che ancora  mio  padre  aspetta,
  Assessore  Messina,  da  oltre  un  anno,  gliel'abbiamo   chiesto,
  stavolta è stato cattivo il suo ologramma, non mi ha raccomandato.
   Un  anno  fa mi sono raccomandato per i fisioterapisti e dopo  una
  settimana il Presidente Schifani me lo ha fatto arrivare perché era
  da  otto  mesi  che non arrivava, non è che lei si occupa  pure  di
  raccomandazioni nella sanità per caso? Perché, veda, oggi è scaduto
  anche il fisioterapista a mio padre, lo sa ora cosa succede? Domani
  fa  la  domanda  e passeranno mesi prima che glielo  assegnino  per
  l'ennesima volta, ma questa infatti è la sanità che funziona di cui
  ci ha parlato l'ologramma Schifani.
   Veda,  Presidente, ora le faccio delle citazioni che a lei faranno
  piacere,  credo  che lei conosce tale Alessio Villarosa  e  conosce
  tale  Laura  Castelli, quando ero sindaco della Città metropolitana
  di  Messina, avevamo con il Governo Musumeci il quale di tutto   ha
  fatto piuttosto che occuparsi di sbloccare comunque le elezioni  di
  secondo  livello  delle Città metropolitane,  dei Liberi  Consorzi,
  noi  lo  dobbiamo  ricordare  a  Schifani  perché  comunque  è  una
  continuità  sempre  di quel Governo e spesso con  grande  imbarazzo
  parla  sempre  di  quelli di prima, mettendo in  imbarazzo  la  sua
  maggioranza perché probabilmente dimentica che quelli di prima sono
  sempre  il  centrodestra che ha governato questa  terra  e  che  ha
  impedito,  quando  io  ero  sindaco della  Città  metropolitana  di
  Messina,  quindi svolgevo la mia funzione doppia di  sindaco  della
  città  di Messina e di sindaco della Città metropolitana. E ricordo
  quando ho chiesto a Villarosa, che era allora Sottosegretario  alle
  finanze,  e  a Laura  Castelli, che era Vice Ministro all'economia,
  di  predisporre  un  provvedimento  per  cercare  di  sbloccare  la
  situazione vergognosa che c'era in Sicilia per quanto riguardava le
  ex  province  e  devo  dire che nonostante io  con  gli  amici  del
  Movimento  Cinque Stelle - qua c'è il collega De  Luca  che  ne  sa
  qualche  cosa - a Messina non andassimo d'amore e d'accordo,  anzi,
  erano  all'opposizione  e  ce ne siamo dette  di  tutti  i  colori,
  quella che è stata devo dire la posizione da parte di Castelli e di
  Villarosa ci ha consentito e ha consentito al sindaco di Messina di
  individuare  un percorso per fare avere un intervento straordinario
  in  tutte le Città metropolitane e i Liberi Consorzi della Sicilia,
  un  intervento triennale che ha consentito alla Città metropolitana
  di Messina di diventare una delle più virtuose, perché, ovviamente,
  in  quei   tre  anni  io ho tagliato gli sprechi, ho  riorganizzato
  l'Ente e ho cercato di accelerare la spesa.
   Infatti,  quello che era il piano che distingueva le  performances
  delle  città  metropolitane, il cosiddetto masterplan,  eravamo  la
  seconda  in Italia come capacità di spesa. Ma tutto questo  cozzava
  con un fatto che poi è stato, bene o male, detto qui in quest'Aula.
  A  proposito, non c'è il collega Figuccia il quale, bontà sua, ogni
  tanto si ricorda di noi e ci dice che siamo ipocriti.
   Io  non ho visto, assessore Messina, tranne che non ho letto male,
  che  i  soldi che sono destinati per le indennità trasformeranno  i
  consiglieri comunali, i consiglieri provinciali, gli assessori e  i
  sindaci  in cantonieri, perché, probabilmente, Figuccia avrà  preso
  una cantonata.
   Il  collega Figuccia pone un tema, a modo suo, che è questo:  cioè
  qui  vuole, e lo dico ai colleghi dell'opposizione, state  attenti,
  perché  Figuccia è, diciamo, il semplicione della compagnia, quindi
  ha  fatto scappare la strategia comunicativa che il centrodestra ha
  preparato.  Vogliono,  assessore Messina,  scaricare  sulle  nostre
  spalle quello che, probabilmente, succederà domani.
   Veda  collegare il dissesto delle strade agricole e,  soprattutto,
  anche  le  strade  di collegamento tra i vari  Comuni  o  anche  le
  condizioni degli istituti superiori o anche quella che è la mancata
  assistenza agli studenti disabili degli istituti superiori, a patto
  che  non ci sono gli organi politici direttamente eletti dal popolo
  significa che, non solo si può prendere in giro i siciliani, ma  si
  continua veramente a voler creare illusioni.
   Abbiamo già visto che, in base alle funzioni che sono state da lei
  predisposte  per  questa  rivoluzione  che  aspettiamo  da  anni  -
  Musumeci ci ha fatto aspettare un bel po' di anni -  le risorse non
  ci  sono   Non  abbiamo  visto neanche in una  strategia  di  fondi
  extraregionali, assessore Messina non so se gli hanno fatto sentire
  anche  l'odore di questi fondi, perché veda lei nella sua  qualità,
  visto che portava in Aula questo disegno poteva anche stabilire che
  le  città  metropolitane e anche i liberi  consorzi  o  quello  che
  saranno le future province, quanto meno, avessero una dotazione  di
  fondi extraregionali per gli interventi che non si sono potuti fare
  in questi anni. Neanche questo.
   E   allora,  e  concludo  Presidente,  noi  vogliamo  ribadire  un
  concetto.  Per  quanto  riguarda l'elezione  diretta  degli  organi
  politici delle cosiddette province, siamo d'accordo perché è giusto
  che  il  territorio abbia le sue rappresentatività e,  soprattutto,
  anche un collegamento diretto con quelle che sono le dinamiche  nel
  territorio  con  un  ente  intermedio che deve  riprendere  le  sue
  funzioni.
   E'  logico  che,  allo  stato attuale, se dovessimo  esprimere  un
  giudizio  su  questa legge, non me ne voglia il  gentile  assessore
  Messina,  state  preparando un altro  stipendificio'  per  i  tanti
  tromboni  e  trombati.  State  utilizzando  questa  occasione   per
  compensare  le frustrazioni che ci sono nella vostra maggioranza  e
  per completare la spartizione che riguarda la sanità.
   Ha  riguardato  altro, non è bastato, perché  ormai  qui  c'è  una
  continua  e  costante azione di occupazione militare  di  tutte  le
  istituzioni, di tutti i posti di sottogoverno, ne mancano, e  avete
  l'urgenza  di  approvare in Aula questa norma che  sapete  che  poi
  finirà  come  finirà  ma,  intanto, create illusioni.  Illudete  le
  truppe  perché vi servono per le europee, probabilmente, serviranno
  per questa prova muscolare ma partiamo dal presupposto che, proprio
  anche  l'implosione  che si è registrata qualche  settimana  fa  in
  quest'Aula,  probabilmente,  sarà  una  ulteriore  implosione   che
  vedremo  domani ma che nessuno si permetta, assessore  Messina,  di
  coinvolgere le opposizioni in queste faide che vi stanno portando a
  sbattere.  Noi  non siamo stati coinvolti e non  ci  riguardano  le
  vostre divisioni.
   Domani  vi  aspetteremo  al  passo ed  ovviamente,  già  dicendovi
  chiaramente  che  siamo  tutti d'accordo  qui,  quasi  quasi,  cioè
  all'unanimità,  per cui questa norma mi auguro per lei  che  passi,
  perché  non  è che finora le sue proposte  ma non per  lei,  perché
  proprio  questa  sera, plasticamente, io direi  di  fare  una  foto
  all'assessore  Messina, di fare una foto perché  questa  situazione
  plastica di questo Governo, di un uomo per bene lasciato lì solo, è
  esattamente  ormai il quadro nel quale continua a muoversi  il  suo
  capo, l'ologramma Schifani.

   PRESIDENTE.  Grazie onorevole De Luca. Ovviamente  la  discussione
  generale è finita.


        Ai sensi dell'art. 83, comma 2, del Regolamento interno

   Vi  sono  due  interventi ai sensi dell'ex art. 83 del Regolamento
  interno, l'onorevole La Vardera e l'onorevole Burtone.
   Ha facoltà di intervenire l'onorevole Burtone.

   BURTONE. Signor Presidente, avrei voluto fare l'intervento con  la
  presenza dell'Assessore per l'agricoltura, lo avevo visto in  Aula,
  purtroppo avrà avuto degli impegni e non è qui con noi, però  spero
  che   l'Assessore  agli  enti  locali,  ma  anche  lei,  in  quanto
  Presidente dell'Aula, possiate fare arrivare all'Assessore qualcosa
  che io mi permetto di segnalare.
   E'  da  qualche  settimana  che vediamo l'Europa  attraversata  da
  un'ondata  di protesta, sono gli agricoltori, sono gli  allevatori,
  che  stanno manifestando, girano per le strade con i loro mezzi  di
  lavoro,  tutte  le  realtà  più significative  del  mondo  agricolo
  europeo sono mobilitate, tante città sono caratterizzate in  questo
  momento da presìdi che si sono realizzati.
   C'è  una  contestazione da parte del mondo agricolo nei  confronti
  dell'Unione Europea per come si sta andando avanti in un  obiettivo
  che  dovrebbe  essere  invece positivo,  quello  della  transazione
  ecologica e ambientale, perché come altre volte è accaduto le lobby
  economiche  e  agricole stanno avendo la prevalenza  rispetto  agli
  interessi  dei piccoli agricoltori, quindi si chiede di rettificare
  il  tiro, di cambiare e noi dobbiamo avere consapevolezza che  sono
  questioni vere, che appartengono anche alle nostre comunità.
   Anche  l'Italia  è  stata  ed è attraversata  da  questa  onda  di
  protesta,  tanti  agricoltori  e  operatori  della  zootecnia  sono
  presenti   in  alcune  piazze,  presidiano  con  le  loro  famiglie
  rinunciando  a  lavorare,  quindi anche con  delle  difficoltà  che
  trovano nel loro percorso.
   Io credo che, con amarezza, dobbiamo anche mettere in evidenza che
  la  Sicilia  non  è  estranea a questo modo di  protesta,  anzi  in
  Sicilia   ci   sono  elementi  ancora  più  acuti   rispetto   alle
  problematiche  presenti nel resto del nostro Paese  e  presenti  in
  Europa,  perché  da noi ci sono costi notevoli dal punto  di  vista
  energetico,   ci   sono   aumenti  spropositati   che   afferiscono
  all'utilizzo   dei  fertilizzanti  ma  c'è  un  dato   ancora   più
  significativo ed è la mancanza di acqua, la carenza  di  acqua,  la
  siccità.
   Presidente, lei lo ricorderà perché ho utilizzato questo strumento
  di intervenire alla fine dei lavori d'Aula, che io sono intervenuto
  più volte, lo voglio qui ricordare: la prima volta sono intervenuto
  a  marzo  sul tema della siccità, poi sono intervenuto ad aprile  e
  poi  a  maggio e poi a giugno e poi a luglio e poi ad agosto e  poi
  ripreso  i miei interventi a novembre ed ho fatto questi interventi
  perché  mi sembrava necessario evitare di intervenire a posteriori,
  come sta avvenendo in alcuni casi.
   Perché noi del Partito Democratico, i colleghi hanno insieme a me,
  ognuno  con  il proprio riferimento provinciale, abbiamo presentato
  degli  interventi  significativi, interpellanze  e  interrogazioni,
  abbiamo  posto  il tema per chiedere al Governo della  Regione,  in
  particolare all'Assessore, di intervenire non abbiamo avuto  alcuna
  risposta.
   Ora ho detto che è stato insediato un'unità di crisi.
   Ricordo  che  un  anno fa circa, sarà stato  ripeto  a  marzo,  il
  Governo  nazionale  annunciò la nomina  di  un  Commissario  per  i
  problemi  idrici, in particolare per i problemi irrigui agricoli  e
  non si è fatto nulla. L'unità di crisi è stata costituita. Io spero
  che  si  attui quanto meno un minimo di programmi, che  il  Governo
  spenda  subito  i  pochi  fondi  che sono  stati  deliberati  nella
  finanziaria.
   Io  sono di un paese, Militello in Val di Catania, in cui c'è  una
  presenza   di   tanti   agricoltori.   Un   detto   molto   diffuso
  nell'agricoltura,  quando  si  fa  riferimento  ai  contributi   da
  ottenere è "Picca, maledetti e subito ".
   Sono  poche,  però si diano subito queste risorse,  perché  quanto
  meno  si dia una risposta alle nostre comunità, continua ad esserci
  il  problema  dell'irrigazione.  Io  lo  voglio  sottolineare,  non
  arriviamo all'ultimo momento, non arriviamo all'ultimo momento, c'è
  attualmente  il  bacino del lago di Lentini che ha  ancora  risorse
  idriche, si operi con immediatezza, si utilizzino i lavoratori  dei
  consorzi  di  bonifica,  si  operi  tenendo  un  profilo  anche  di
  protezione civile in modo da poter fare delle operazioni in urgenza
  per  realizzare  quelle  pompe  di sollevamento  per  cui  da  anni
  quell'acqua  non viene utilizzata e oggi è fondamentale  perché  si
  sono  i  nostri  comparti  agricoli che sono  bloccati  per  questa
  siccità  e ci sono il mondo dei produttori della zootecnia.  Stanno
  finendo  il foraggio, non hanno possibilità e debbo dire c'è  anche
  un  modo  quasi  disumano di non rispondere perché  questi  animali
  rischiano  di  morire perché non hanno foraggio e non hanno  acqua.
  Allora,  io  non voglio aggiungere altro, non faccio polemiche.  E'
  stata  data  questa risposta spero, l'Assessore possa  portare  nel
  Governo anche quello che è un sentire comune della opposizione,  in
  particolare  io  faccio  riferimento ai parlamentari  Pd  si  operi
  subito  con  immediatezza c'è il tema scottante,  scottante,  della
  mancanza di acqua. Si faccia quello che è indispensabile  e  lo  si
  faccia  subito,  perché le nostre produzione e i  nostri  operatori
  zootecnici non possono aspettare.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole La Vardera.  Ne  ha
  facoltà

   LA  VARDERA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  in
  queste  ore,  abbiamo  ascoltato  e  assistito  alla  storia  della
  italiana  Ilaria Salis che, detenuta in Ungheria, ha fatto parlare,
  discutere  l'intero Governo nazionale, con tanto di interventi  del
  Ministro degli Esteri.
   Ma  tutti  quanti  noi,  questo Parlamento in  particolare,  nella
  fattispecie  anche  il  Governo,  abbiamo  dimenticato  la   storia
  dell'italiano  Filippo  Mosca, giovane di  29  anni  originario  di
  Caltanissetta  che è detenuto in carcere ormai da diversi  mesi  in
  Romania  e  la  madre denuncia condizioni al limite della  naturale
  dignità  umana.  In  trentacinque  metri  quadri,  alloggiano   ben
  ventiquattro  detenuti in condizioni igienico-sanitarie  immonde  e
  con la possibilità di lavarsi una sola volta a settimana.
   Il  giovane Filippo Mosca, che in queste ore è detenuto presso  il
  carcere di Romania, della sua Provincia Presidente, della Provincia
  di Caltanissetta, quindi le chiedo anche un impegno forte di questa
  Presidenza affinché il Governo possa in qualche maniera intervenire
  presso  il  Ministero  degli Esteri, nella persona  del  Presidente
  della  Regione, che ovviamente mentre stiamo parlando non c'è,  non
  esiste e non si è materializzato.
   Noi  come Gruppo parlamentare  Sud chiama Nord  abbiamo presentato
  una  mozione  proprio al governatore Schifani  affinché  possa  far
  valere  il  diritto  a  essere trattato in  modo  dignitoso  di  un
  cittadino italiano.
   Io  non entro nel merito della giustezza o meno della sua capacità
  appunto  di essere stato, il perché è stato incarcerato  presso  le
  patrie  galere della Romania. Io non entro nel merito,  però  entro
  nel  merito  rispetto  al  fatto che il Governo  regionale  non  ha
  proferito  una  sola parola per le condizioni igienico-sanitarie  e
  della  dignità  umana,  con il quale questo detenuto  siciliano  si
  trova ormai da diversi mesi in Romania.
   Abbiamo  parlato  tantissimo del caso  di  Ilaria  Salis.  Se  n'è
  parlato,  addirittura,  a  Bruxelles,  durante  l'intervento  della
  premier  Giorgia  Meloni  con  l'incontro  con  il  Primo  Ministro
  ungherese, ma non è stata proferita una sola parola per  il  nostro
  concittadino,   corregionale  Filippo,  al  quale   noi   vogliamo,
  comunque,  rivolgere un pensiero al di là, ripeto, della  questione
  meramente legale della sua, eventuale o presunta, colpevolezza.
   Noi,   come  Regione,  dobbiamo  tutelare  i  diritti  dei  nostri
  corregionali e il diritto sacrosanto a delle condizioni  carcerarie
  degne della vita umana.
   Allora,  in  questo momento, la mamma del povero Filippo  denuncia
  condizioni non degne, non compatibili con una condizione  dignitosa
  delle  carceri rumene e, quindi, chiedo veementemente un intervento
  del  Presidente  della  Regione. Lo abbiamo  fatto  attraverso  una
  mozione.   Questo  è  quello  che  possiamo  fare,  come  strumento
  legislativo, come strumento, appunto, a disposizione dei  deputati.
  Una mozione, nulla di più, possiamo fare.
   Di più può fare questo Governo, nella persona del Presidente della
  Regione.  Presidente Schifani, so che mi sta guardando  come  dire,
  con  quegli  occhi  degni insomma di essere...da teatro.  Ormai  ci
  siamo abituati a quella sedia vuota, e quindi parliamo soltanto  ad
  un Presidente Schifani che non c'è, che non esiste. Quindi se c'è o
  non c'è, è la stessa cosa.
   Ma  la  questione è seria. Non ci possiamo permettere di  stare  a
  guardare,  e  di  fare  orecchie da mercanti a  tutela  del  nostro
  concittadino  Filippo.  Anche  oggi,  a  Bruxelles,  al  Parlamento
  europeo  Ignazio Corrao ha parlato di questa storia,  e  purtroppo,
  ancora  oggi, il silenzio di questo Governo la dice lunga  su  come
  noi  rispettiamo  i  nostri concittadini,  i  nostri  corregionali.
  Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole La Vardera. Le consiglio  anche  di
  presentare un ordine del giorno, eventualmente, se domani  si  vota
  il  disegno  di legge o, comunque, nei prossimi disegni  di  legge,
  anche per accelerare ed impegnare il Governo regionale.
   Rinvio  la  seduta a domani, mercoledì 7 febbraio  2024  alle  ore
  14.30.


                  La seduta è tolta alle ore 18.42(*)

     (*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                        VIII SESSIONE ORDINARIA


                          93a SEDUTA PUBBLICA

                 Mercoledì 7 febbraio 2024 - ore 14.30

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

   - Disciplina in materia di funzioni, organi di governo e sistema
      elettorale delle province e delle città metropolitane.  (n. 319-
      97/A) (Seguito)

         Relatore: on. Abbate

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

            Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   - Risposta scritta pervenuta alla seguente interrogazione:

   da  parte  dell'Assessore per le autonomie locali e  la  funzione
  pubblica

   N. 267 - Iniziative urgenti relative alle procedure adottate
  dal  Commissario straordinario del Comune di Priolo  Gargallo
  (SR).
   Firmatari: Auteri Carlo
   -  Con  nota prot. n. 19283 del 10 maggio 2023 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per le autonomie locali
  e la funzione pubblica.

       Comunicazione di parere reso dalla competente Commissione

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  Deliberazione  n.  412  del 26 ottobre  2023.  Schema  di
  Regolamento   Norme  in  materia di  raccolta,  coltivazione,
  commercio  e  tutela  del  consumo  dei  tartufi  freschi   o
  conservati    -   Tutela   degli   ecosistemi   tartufigeni'.
  Apprezzamento (n. 29/III).
   Reso in data 24 gennaio 2024.
   Inviato in data 1 febbraio 2024.

         Comunicazione di deliberazione della Giunta regionale

   Si  comunica  che è pervenuta la deliberazione della  Giunta
  regionale  n. 22 del 24 gennaio 2024, relativa a:  Schema  di
  decreto:   Norme di attuazione dello Statuto  speciale  della
  Regione siciliana in materia di trasferimento ai comuni delle
  funzioni di polizia amministrativa di cui agli articoli 68  e
  69   del  testo  unico  delle  leggi  di  pubblica  sicurezza
  approvato  con  regio  decreto 18  giugno  1931,  n.  773   -
  Apprezzamento .

   Copia   della   predetta  delibera  è   disponibile   presso
  l'archivio del Servizio Commissioni.

         Comunicazione di sentenza della Corte costituzionale

   Si  comunica che la Corte Costituzionale, con sentenza n.  9
  del 2024, ha dichiarato:

   - l'illegittimità costituzionale dell'articolo 7 del decreto
  legislativo  27  dicembre 2019, n. 158 (Norme  di  attuazione
  dello Statuto speciale della Regione siciliana in materia  di
  armonizzazione dei sistemi contabili, dei conti giudiziali  e
  dei controlli) nel testo vigente ratione temporis;

   -  l'illegittimità costituzionale dell'articolo 4,  comma  2
  della legge regionale 28 dicembre 2019, n. 30;

   - l'illegittimità costituzionale dell'articolo 110, commi 3,
  6 e 9 della legge regionale 15 aprile 2021, n. 9.

  Allegato B

   Risposte scritte ad interrogazioni (testi)