Presidenza del Presidente Galvagno
Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 15.28
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in assenza
di osservazioni in contrario, nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Safina ha chiesto congedo per
oggi e domani.
L'Assemblea ne prende atto.
Discussione del disegno di legge «Disciplina in materia di
funzioni, organi di governo e sistema elettorale delle province e
delle città metropolitane» (319-97/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
«Disciplina in materia di funzioni, organi di governo e sistema
elettorale delle province e delle città metropolitane» (319-97/A).
Invito i componenti la I Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Abbate, presidente della
Commissione e relatore.
ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Grazie,
Presidente. Con riferimento al rinvio in Commissione del disegno di
legge «Disciplina in materia di funzioni, organi di governo e
sistema elettorale delle province e delle città metropolitane» (319-
97/A), effettuato nella seduta d'Aula n. 96 dell'1 febbraio per lo
svolgimento di approfondimenti ed eventuale elaborazione di
proposte emendative, si comunica che questa Commissione ha
effettuato gli approfondimenti richiesti e ha deciso che non è
stata rilevata la necessità di presentare ulteriori proposte
modificative rispetto a quelle contenute negli emendamenti tecnici
già presentati dalla Commissione al disegno di legge in esame e
inseriti nel fascicolo degli emendamenti d'Aula. Questa è la
risultanza della Commissione.
DIPASQUALE. Avevo chiesto di intervenire sulla discussione
generale.
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Si era prenotato prima l'onorevole De Luca.
L'onorevole Giambona, subito dopo. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Grazie Presidente, Governo, colleghi, cittadini
siciliani che ci ascoltano, per l'ennesima volta parlare della
legge più inutile di questa legislatura. Presidente Galvagno, noi
ci eravamo lasciati, appena una settimana fa, con una votazione
all'unanimità da parte di quest'Aula che rinviava questo indecente
testo alla Commissione di merito, alla I Commissione, affinché
fosse ridiscusso e modificato.
Incredibilmente, nonostante anche lo stesso termine di Regolamento
preveda che il testo torni in Aula trascorsi quindici giorni dal
rinvio, per carità lei in Aula ha annunciato che sarebbe tornato la
settimana dopo e nessuna voce si è sollevata, quindi mi do già la
risposta che mi sarà offerta, però il tema è un altro. Il tema è
che dovrebbe essere interesse di questo Parlamento e anche del
Presidente della Commissione Prima, così come della Presidenza
dell'Ars e del Governo stesso, arrivare in Aula con un testo di
legge che sia almeno qualificabile come decente, almeno come
costituzionalmente legittimo, almeno come scritto in italiano. E
invece, con un comportamento assolutamente arrogante che qualifica
interamente la coalizione che sostiene Schifani e questo disegno di
legge, lo avete, il giorno dopo, rimandato in Commissione e
riscritto all'ordine del giorno dell'Aula, così senza che nulla
fosse, senza che nulla fosse cambiato, ma senza che nulla fosse
neppure discusso, cioè non si è consentito neppure alla Commissione
competente, presieduta dall'onorevole Abbate, di prendere questo
testo insieme ai propri colleghi e agli altri componenti e di
verificare se fosse effettivamente, come deciso anche dall'Aula,
opportuno rivederlo nelle sue parti fondamentali. Niente di tutto
ciò.
Allora, io reitero - nuovamente - l'invito al Governo di
ritirare questo testo di legge, di andare a ritirarlo in modo che
possa essere eventualmente presentato anche un testo di legge ad
iniziativa parlamentare che veda, per come è giusto che sia, anche
un incontro tra le opinioni delle minoranze, dei partiti di
minoranza e un incontro delle volontà dei partiti di maggioranza,
affinché nasca un disegno di legge trasversale, con i tempi giusti
tra l'altro, e senza dover correre, perché ricordo a me stesso che
questo disegno di legge è venuto così fuori pieno di strafalcioni
perché è stato partorito con un tempo di gestazione che è inferiore
al minimo consentito.
È stata impressa un'accelerazione dal Presidente Schifani come se
da questo disegno di legge dovesse dipendere il futuro della
Sicilia, pare che parlava di riorganizzazione sanitaria. No, non
riguarda la sanità, non riguarda il bene dei cittadini, riguarda la
riorganizzazione di un ente, quindi era un tema che si poteva
affrontare con la dovuta calma, con il necessario confronto, con i
dovuti approfondimenti anche da parte degli uffici che più volte ci
hanno segnalato, all'interno delle loro copiose relazioni, dei
conflitti di costituzionalità.
E allora, anziché, produrre l'ennesima legge inutile e addirittura
che probabilmente verrà impugnata, io vi invito e da questo punto
di vista mi rendo anche disponibile a un dialogo che veda nascere
un disegno di legge che abbia un minimo di equilibrio e di
legittimità costituzionale senza avere la fretta che -
probabilmente - ha il presidente Schifani di farlo subito perché
deve votare insieme alle europee. Parliamoci chiaro
Anche che a tutela del Presidente Schifani, Forza Italia prenderà
un paio di punti percentuali, quindi, dico, non gli servirà.
Per cui cerchiamo da questo punto di vista, Presidente Galvagno,
di avere la testa sulle spalle.
Chiedo il ritiro del disegno di legge onde evitare che con manovre
d'Aula lo stesso sia bocciato.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, proprio così come ha detto e come
avevo anticipato, il termine era dato fino ad un massimo di
quindici giorni.
In secondo luogo, lo abbiamo comunicato all'Aula e quando l'Aula
non fa osservazioni, si dà inteso che sia approvata la proposta
all'unanimità.
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Giambona, ne ha facoltà.
GIAMBONA. Volevo nel merito fare un'ulteriore precisazione,
aggiungere a quanto riferito dal Presidente della Commissione
"Affari istituzionali" perché io ho partecipato ai lavori d'Aula e
delle Commissioni.
PRESIDENTE. Nel merito o sull'ordine dei lavori?
GIAMBONA. Nel merito assolutamente sì, sull'ordine dei lavori,
Presidente, perché in Commissione è emerso anche un ulteriore
aspetto che evidentemente è l'oggetto del rinvio.
L'oggetto del rinvio, infatti, erano gli approfondimenti.
Quindi, la settimana scorsa, noi abbiamo deciso di rimandare il
testo in Commissione ma non abbiamo avuto modo di fare alcun tipo
di approfondimento - che sia ben chiaro
Allo stato attuale, e credo, gli altri colleghi allo stesso modo
non sono a conoscenza di quelli che siano gli emendamenti del
Governo al testo. Noi ne abbiamo prodotti di notevoli, emendamenti
sulla tematica dei collegi, dei seggi, di come dare
rappresentatività ai territori.
Io personalmente ho chiesto e messo a verbale in Commissione che
la Commissione stessa e l'Aula sia posta nella dovuta condizione di
approfondire questo testo di legge, magari riuscendo ad audire
degli esperti del mondo accademico, di diritto costituzionale, per
esempio.
Questo credo che sia un elemento sul quale noi tutti dobbiamo
confrontarci e che è emerso durante i lavori della Commissione
Affari istituzionali .
Presidente, aggiungo alle considerazioni delle scorse settimane,
circa i dubbi che ci sono, il percorso che noi dobbiamo portare
avanti, deve essere un percorso sicuramente autorevole, un percorso
che non deve avere ostacoli di natura costituzionale.
Invito, pertanto, a fare le riflessioni del caso e le osservazioni
poste in Commissione vengano replicate qui in Aula, al fine di
capire un po' qual è la condotta che noi dobbiamo portare avanti.
PRESIDENTE. Intanto, per quanto riguarda gli emendamenti,
onorevole Giambona, adesso li facciamo distribuire così che lei
possa averne più conoscenza rispetto a quelle che sono state le
proposte.
Credo che siano addirittura già sul tablet.
Aveva chiesto di intervenire l'onorevole De Luca Cateno.
Ci sono altri iscritti sull'ordine dei lavori? Ardizzone,
Cracolici, va bene così.
DE LUCA Cateno. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'ordine dei lavori perché avevamo in quest'Aula solo un
personaggio che era affetto da ansia da prestazione che non ha
fatto una bella fine, il nostro Assessore Marco Falcone.
Pellegrino, lei ha fatto il pellegrino quando Marco Falcone è
stato declassato a ragioniere di sottoscala, quando il suo capo -
l'ologramma - che l'altro giorno avevamo anche il dubbio se fosse
qui presente fisicamente, abbiamo anche chiesto che lo toccassero
perché era inespressivo - e io non so come fa - inespressivo
E, quando il suo capo-ologramma lo ha declassato a ragioniere di
sottoscala, lei ha fatto il pellegrino, da capogruppo non ha
proferito parola, né lei né il responsabile regionale del partito,
poi abbiamo scoperto che era tale Caruso, che è il segretario, non
so se particolare, sempre di Schifani, tutto in famiglia, tutta sta
cosa molto strana, molto strana
Presidente, invece, oggi abbiamo appreso che su questo fronte c'è
ormai ben di più, il collega Abbate altro che ansia da prestazione
Sarà la cioccolata al peperoncino che lo porta anche a queste
prestazioni alla Speedy Gonzales. Non ci siamo accorti che questo
testo è ritornato in Commissione, ma che succedono delle cose
strane, nella prima Commissione, Presidente, lei lo dovrebbe anche
verificare, perché come è stato per la norma che era finalizzata a
salvaguardare alcune posizioni di colleghi, la cosiddetta norma per
salvare alcuni parlamentari di Fratelli d'Italia, che è stata così
sfiorata, questa norma interpretativa, in Commissione Affari
istituzionali , ci siamo ritrovati che, la settimana scorsa, questo
testo, per faide interne, ovviamente alla maggioranza, questo lo
dobbiamo sottolineare, e che ha visto protagonisti buona parte
della maggioranza nel reagire anche alla presenza di Schifani,
questo testo si è deciso di rimandarlo in Commissione.
E' vero che da Regolamento, Presidente, sono quindici giorni, il
termine entro il quale deve ritornare in Aula. Onorevole
Pellegrino, quanti ne sono passati di giorni? Quattro E allora il
tema è questo: non entro nel merito del testo, però lei che è un
illustre cassazionista, e mi rivolgo quindi a lei, perché uomo di
diritto non so se "uomo di diritti" ma, "uomo di diritto" sicuro,
la sfido a interpretare in quest'Aula, la sfido, ci rivolgiamo alla
Cassazione quindi è l'ultimo appello, come si suol dire, ad
interpretare il combinato disposto del comma 7 e del comma 8
dell'articolo 2 del testo. Guardi c'è scritto tutto e il contrario
di tutto. C'è scritto che i sindaci non si possono candidare alla
presidenza delle province, poi c'è scritto che si applica invece lo
status per le incompatibilità dei parlamentari e questo invece in
relazione ai sindaci si fa riferimento ai comuni sopra i 20.000
abitanti che sono incandidabili e quindi si devono dimettere; poi
si parla dei comuni di 10.000 abitanti, a un certo punto qualcuno
ha messo sta pennellata e, quindi, al comma 8, si fa riferimento a
quest'altro parametro.
Presidente Abbate, non sto chiedendo a lei perché lei non è
giurista, è un validissimo imprenditore e lo sa fare pure bene, e
può darci lezioni in questo, ma all'uomo di diritto sì, è lì al suo
fianco. Ora proprio perché sono intervenuto sull'ordine dei lavori,
e chiudo Presidente, onorevole Pellegrino la sto tirando in ballo,
interpreti per tutta l'Aula questo combinato disposto comma 7 e 8
dell'articolo 2, augurandomi che non faccia il "pellegrino" anche
in questa occasione.
ARDIZZONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo unirmi al
disappunto espresso dai colleghi, ma soprattutto dal mio
Capogruppo, perché ero presente in Commissione, in quanto
componente della Commissione Affari istituzionali e ci siamo in
effetti ritrovati io e il Presidente a dover leggere una
comunicazione del Presidente dell'Assemblea in cui in effetti dava
disposizione alla Commissione di rivalutare il testo e, quindi, di
poterlo modificare, eventualmente, ma con un termine di scadenza
già determinato, il che pare assurdo, anche perché il Regolamento
interno ad oggi dà possibilità - Presidente, per favore, io parlo
con lei perché è importante questo passaggio - il Regolamento
dispone che la Commissione possa avere quindici giorni a
disposizione per poter ridiscutere un disegno di legge, mentre lei
ha dato nella comunicazione inviata al Presidente un termine di
scadenza prestabilito, il che, ovviamente, ha limitato la
Commissione nel poter proseguire i lavori ed, eventualmente, anche
ridiscutere ed aprire anche il termine degli emendamenti per il
disegno di legge.
Quindi, adesso io di preciso non so di chi sia la responsabilità,
se è del Presidente dell'Ars, se è del Presidente della
Commissione, questo dovreste discuterlo voi, però io ho avuto modo
anche di inserire a verbale quelle che sono state le mie
perplessità, quindi non è vero che la Commissione ha valutato di
rinviare in modo sereno il disegno di legge in Aula, perché
Presidente ritengo sia una questione di rispetto nei confronti dei
deputati e di questo Organo. Se l'Aula si esprime con una votazione
e dice che il disegno di legge deve essere rinviato in Aula, il
Presidente dell'Ars non può dare una scadenza a sette giorni esatti
e, quindi, rende impossibile alla Commissione il poter rivalutare
il disegno di legge. E' totalmente un paradosso.
Quindi, le chiediamo, per piacere, di poter dare - se in effetti è
questa la volontà dell'Aula e mi pare che la settimana scorsa fosse
questa - di dare possibilità alla Commissione di poter rivalutare
il testo e poi fare le considerazioni del caso, magari poi entro i
15 i giorni rinviarla in Aula e poterlo valutare. Però, credo, sia
una presa in giro nei confronti di tutti noi e non mi sembra il
caso.
PRESIDENTE. Partendo dal presupposto che è proprio prerogativa
della Presidenza stabilire l'ordine dei lavori, in tutti i casi è
stata fatta una comunicazione da questa stessa posizione, da questo
stesso scranno, a questa stessa Aula, quando lei, immagino, era
presente e questa stessa osservazione l'avrebbe potuta fare nei
tempi corretti. La Presidenza ha dato una comunicazione che il
testo sarebbe ritornato e non c'è stata alcuna osservazione.
Pertanto, proprio ai sensi del Regolamento, ai sensi delle
prerogative di questa Presidenza, noi abbiamo dato un termine dove
avete avuto la possibilità di riunirvi, se non vi siete riuniti
perché era sabato e domenica non lo so, né tanto meno, certamente,
è un problema mio. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Cracolici.
Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, io prendo atto delle sue ultime
affermazioni ma mi dispiace dire che il Regolamento interno non
prevede le comunicazioni del Presidente. Il Regolamento, al 121
quater, stabilisce le procedure sulle quali l'Aula, una volta che
rinvia il testo in Commissione, è chiamata, a seguito della
valutazione che la Commissione farà, a riscrivere all'ordine del
giorno il testo. Quindi, partiamo da un presupposto. Le sue
comunicazioni, eventuali, devono, comunque, avere davanti il fatto
che nel momento in cui è rinviato alla Commissione per le
valutazioni - tra l'altro all'unanimità, in un miracolo da un'ora a
un'altra - il testo viene cancellato dall'ordine del giorno e il
Regolamento prevede che venga riscritto passati quindici giorni.
Quindi, il primo adempimento che lei ha davanti è che nella
convocazione d'Aula deve preventivamente dare comunicazione della
reiscrizione all'ordine del giorno di un provvedimento che non è
scritto, perché era scritto, perché - ribadisco - nel momento in
cui si rinvia il testo in Commissione viene cancellato dall'ordine
del giorno, questo è il Regolamento che nessuna comunicazione può
cambiare, anche perché come lei sa Presidente le comunicazioni, che
giustamente il Presidente fa all'Aula, possono determinare anche
un'assenza di chi è in Aula in quel momento, non c'è, è assente per
altri motivi, ma non è che l'assenza e il fatto che nessuno si sia
alzato eventualmente per motivare o esporre osservazioni rispetto
alla procedura può determinare una modifica del Regolamento in
corso d'opera Quindi, la prima obiezione che io le faccio è che
questo testo, al di là di come è stato poi trattato in Commissione,
se sia stato affrontato con una vera volontà di rivisitazione o
meno, e le aggiungo che secondo me questo testo più lo leggo più
vedo dei buchi al di là della valutazione che ci può essere sulla
legge, dove io voglio ribadirlo il PD lo ha detto in più salse,
noi siamo, perché una volta definito il percorso, come dire di
legittimità, della possibilità di approvare un testo che poi abbia
efficacia operativa, il PD è per l'elezione diretta a suffragio
universale degli organi delle province, quindi lo ribadisco, perché
ancora una volta sembra che su questo ci siano, come dire, scherzi
da parte di qualcuno o babbìo.
Il tema non è qual è la posizione del PD, ma una legge poi deve
funzionare e io mi chiedo se sia stato fatto a partire dagli uffici
dell'Assessorato un lavoro anche di funzionalità della legge che
per essere chiari non può con decreto ad esempio stabilirsi quali
sono i collegi provinciali dai quali si parte nell'assegnazione dei
seggi ai Consiglieri provinciali, lo deve prevedere la legge, non
può essere un decreto di un Assessore perché quello non lo può fare
l'Assessore o la Giunta di Governo, quindi alcune questioni devono
essere risolte dalla legge, non possono essere affidate: "poi
vediamo".
C'è un altro tema cui, come dire, ho guardato con simpatia a
quello che è avvenuto in questi giorni, perché alle obiezioni
giuste, sbagliate, come dire, confutabili nel merito delle
valutazioni fatte sul percorso costituzionale di questa norma, ho
letto un'intervista inedita da parte del Ministro degli Affari
regionali rilasciata al Giornale di Sicilia, probabilmente in
risposta alle obiezioni di costituzionalità, in cui sostanzialmente
sintetizzo per non annoiare l'Aula il Ministro ha detto: "bene fa
la Sicilia a fare la legge, siccome è nel nostro programma, del
centrodestra nazionale e abbiamo deciso di far votare nel 2025 per
le province italiane, la Sicilia se fa prima fa bene", salvo non
dire nulla sul punto di fondo, se può in presenza della legge
Delrio, che ad oggi rimane vigente, e che per essere chiari non
potrà essere modificata, come qualcuno dice con qualche emendamento
al decreto su quello relativo ai sindaci del terzo mandato, perché
la Delrio è una norma di rilievo costituzionale e non può un
decreto che è uno strumento di urgenza convalidato dal Capo dello
Stato per l'urgenza, non può un decreto modificare norme che hanno
rilievo di costituzionalità, essendo grande riforma economico-
sociale.
Su questo punto il Ministro fa finta di non capire tant'è che
persino il giornalista che lo ha intervistato evidenzia che a
questa domanda non c'è alcuna risposta, quindi noi non abbiamo
avuto, ripeto, con questa inedita forma di interlocuzione con la
Regione siciliana attraverso un'intervista rilasciata al giornale
siciliano, il Ministro dice: "va be fate, poi si viri", come dire:
"poi si vede"
Io credo che, Presidente, stiamo veramente partendo malissimo,
perché con questa procedura, ripeto, lei aveva il dovere di
convocare la Conferenza dei Capigruppo e di riscrivere all'ordine
del giorno la legge così come prevede il 121 quater che non
consentiva la continuità di iscrizione del punto all'ordine del
giorno. Sa che cosa vuol dire questo? Che lei ha dato notizia che
ci sono gli emendamenti nel tablet, no? Presidente, se iscritta è
una nuova iscrizione all'ordine del giorno e lei oggi deve dare il
nuovo termine per gli emendamenti perché è un testo che entra in
Aula con una nuova iscrizione. Questo prevede l'attuale
Regolamento, se poi l'avete cambiato e io ero assente chiedo scusa
perché, ogni tanto, capita pure a me di essere assente, però,
diciamo, il Regolamento per cambiarsi deve avere la maggioranza
assoluta dei componenti, non è un testo che si cambia con una
comunicazione.
Quindi, la invito ad un'ulteriore riflessione sulla procedura
perché se sgombriamo il campo dalle procedure affronteremo il
merito, poi ci divideremo, non ci divideremo, ma in merito. Così
facendo lo stiamo complicando.
PRESIDENTE. Così come, però, è già stato detto, il testo non ha
subìto alcuna variazione. L'approfondimento che è stato fatto non
ha cambiato di una virgola il testo, quindi non è l'iscrizione di
un nuovo testo ma è sempre lo stesso.
DI PAOLA. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori.
Presidente due cose: faccio l'intervento sull'ordine dei lavori e
poi mi riservo di intervenire sulla discussione generale.
In Commissione Bilancio , Presidente, erano presenti sia il
Presidente Abbate della I Commissione che l'assessore Messina. In
Commissione Bilancio , si ricorderà pure il collega Cracolici, al
testo del disegno di legge è stata apportata una modifica...
DE LUCA. Come faceva a subire modifiche....
DI PAOLA. Se vi ricordate l'Assessore, in Commissione Bilancio ,
porta un emendamento con una modifica anche importante del testo di
legge. L'onorevole Abbate, che non sto vedendo in questo momento in
Aula, ma mi ascolterà, in Commissione Bilancio , Presidente,
chiede formalmente, Assessore non so se lo ricorda questo
passaggio, il rinvio in Commissione I per far sì che la Commissione
I potesse nuovamente rivotare il testo del disegno di legge.
Noi la scorsa volta in Aula abbiamo rimandato il testo in I
Commissione, mi aspettavo da parte del Presidente della Commissione
Prima, visto la richiesta fatta in Commissione Bilancio , che ci
fosse quanto meno una nuova votazione del testo del disegno di
legge, anche perché era una richiesta formale anche del collega
Presidente Abbate che è stata fatta in Commissione Bilancio .
CRACOLICI. Che si è pure astenuto.
DI PAOLA. Ecco, Presidente, si è pure astenuto dal voto. Quindi,
il Presidente Abbate, in Commissione Bilancio , dopo la modifica
presentata dall'assessore Messina che modifica una parte del testo
chiede, formalmente, e viene messo a verbale e si astiene dal voto
finale della Commissione Bilancio e chiede di rinviare il testo
in I Commissione per essere nuovamente votato. Questo non viene
fatto e non si approfitta nemmeno del rinvio in I Commissione della
scorsa settimana per fare una nuova votazione del testo del disegno
di legge.
Presidente, dico, al di là di questo aspetto che è un aspetto
tecnico e formale c'è anche un aspetto politico su questo disegno
di legge. Presidente, come hanno detto anche altri colleghi, noi in
questo momento abbiamo in vigore questa legge Delrio.
Come Movimento Cinque Stelle tutta l'Assemblea sa, tutta l'Aula
sa, che noi siamo stati sempre contrari a questo disegno di legge.
Ora la nostra preoccupazione è che, se mai dovesse essere approvato
questo disegno di legge, non perché un ministro, non ricordo bene
il nome, un ministro del Nord che fa un'intervista e dice: ok, va
bene, è tutto a posto, approvate, tanto noi, comunque, nel 2025
andremo pure al voto a livello nazionale, la Sicilia in qualche
modo va avanti, non vi preoccupate, non succede nulla .
Non ci può essere una rassicurazione, tra l'altro tramite
un'intervista giornalistica non ci può essere una rassicurazione
fatta in questo modo.
Noi più volte abbiamo chiesto, e io auspico Presidente - non so se
domani verrà il Presidente della Regione - anche perché poi domani,
eventualmente, si dovrà procedere con il voto dell'articolato e con
il voto poi degli emendamenti che sono stati presentati al testo,
io auspico da parte del Presidente della Regione anche una presa di
posizione da parte sua su questo disegno di legge.
Anche il Partito Democratico, dico, ma il Movimento Cinque Stelle,
così come abbiamo fatto per altri disegni di legge, quando, in
qualche modo, lei ha fatto anche da mediatore e sono stati presi,
diciamo, anche con presa di responsabilità da parte delle
opposizioni, su richiesta anche sua a livello di mediazione,
dopodiché i disegni di legge quando sono arrivati in Aula hanno
fatto un percorso, e quel percorso è stato lineare e senza
inciampi.
Io non vorrei Presidente - visto che in questo momento non mi pare
che ci sia su questo disegno di legge una sorta di discussione
pacifica all'interno dei Gruppi che compongono l'Assemblea
regionale siciliana - che domani, quando poi noi inizieremo a
votare questo disegno di legge, e inizieremo a votare gli
emendamenti, ci fossero dei voti che potrebbero andare ancora di
più a modificare o, addirittura, ad azzoppare questo disegno di
legge, per poi andare a presentare una legge che sia, come dire,
una stortura rispetto a quello che l'Assemblea vuole fare.
Allora, Presidente, la richiesta da parte del Movimento Cinque
Stelle, che è una richiesta che io faccio a lei, e che lei può in
qualche modo anche riferire al Presidente della Regione, ma perché
dobbiamo forzare questo percorso? Perché invece non si fa un
percorso inizialmente su Roma, in maniera tale che si possa
modificare o abolire la Delrio, e dopodiché si fa un percorso di
Assemblea e di Commissione su un testo di legge, che poi può essere
portato eventualmente avanti con una discussione che possa far
partecipare tutta l'Assemblea regionale siciliana? Perché in questo
modo, Presidente, io stesso da domani in poi chiederò per ogni
articolo e per ogni comma il voto segreto
Io non so quello che accadrà, dal momento in cui come Movimento
Cinque Stelle in ogni articolo, in ogni comma, in ogni emendamento,
le chiederemo il voto segreto.
Il percorso, a mio modo di vedere, è un percorso che rischia, e
non vorrei, Presidente, che poi a un certo punto, ci fosse la
strumentalizzazione rispetto a quello che è successo la scorsa
settimana. Sono due argomentazioni completamente diverse, e glielo
dico io che come Movimento Cinque Stelle avrei anche l'interesse di
poter votare prima possibile, di poter votare all'interno di un
election day, anche perché come voto d'opinione, è ovvio che in un
election day il Movimento Cinque Stelle sarebbe maggiormente
favorito.
Però, la richiesta che le faccio, Presidente, si faccia lei
tramite anche nei confronti del Presidente della Regione - e lo
possiamo fare anche noi domani in Aula - è che ci sia un sussulto
anche di responsabilità e di ascolto dell'Aula per far sì che
questo disegno di legge possa essere rinviato alle prossime
settimane, ai prossimi mesi, quando poi, a livello nazionale, anche
il Presidente del Consiglio perché oggi governa il Presidente del
Consiglio Meloni, con una maggioranza di centrodestra, anche quando
poi a un certo punto il centrodestra deciderà, se lo vorrà, perché
è all'interno del programma politico, di andare a modificare la
legge Delrio. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Di Paola, in funzione degli
interventi, facciamo una sospensione di cinque minuti proprio per
vedere anche il Presidente della Regione se volesse in qualche
modo...
CRACOLICI. Voglio la risposta formale sul richiamo al 121
quater...
PRESIDENTE. Sì, il 121 quater: trascorsi quindici giorni il
disegno di legge sarà riscritto all'ordine del giorno
dell'Assemblea.
CRACOLICI. E che vuol dire, è cancellato?
PRESIDENTE. Materialmente, il testo non è stato assolutamente
modificato, in tutti i casi ho chiesto una sospensione di cinque
minuti. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 16.04, è ripresa alle ore 16.17)
La seduta è ripresa.
Seguito della discussione del disegno di legge «Disciplina in
materia di funzioni, organi di governo e sistema elettorale delle
province e delle città metropolitane» (319-97/A)
PRESIDENTE. La seduta riprende. Onorevoli colleghi, visto e
considerato che il disegno di legge sulle province è stato
incardinato con questa fretta, proprio per riuscire a farlo
coincidere con la scadenza elettorale dell'8 e del 9 di giugno, si
sono avviate queste procedure proprio per cercare di dare
un'accelerazione. Quindi chiedo all'onorevole Cracolici di poter
ritirare la sua richiesta e cominciare con la discussione generale.
CRACOLICI. Presidente, io non ho richiesto, ho fatto
un'osservazione. La Presidenza ritiene che la mia osservazione non
sia, come dire, tale da determinare un blocco della procedura, il
Segretario mi ha dato anche, informalmente, la sussistenza di
precedenti d'Aula.
Purtroppo, secondo me, ha sbagliato l'Aula ad accettare la sua
disposizione entro martedì, senza fare osservazioni. Ne prendo
atto.
Detto questo, non cambia di una virgola il mio giudizio sul testo.
PRESIDENTE. La ringrazio. Allora passiamo alla discussione
generale. Chi c'è iscritto a parlare? L'onorevole Burtone, Campo,
Catanzaro, Di Paola. Prego, onorevole Burtone.
BURTONE. Signor Presidente, io rispetto soprattutto il lavoro che
viene fatto in Commissione e in Aula dai miei colleghi del Partito
Democratico, quindi so che anche stasera sono stati fatti
osservazioni, rilievi e, pertanto, non muoverò nello specifico,
nell'articolato, alcune indicazioni, alcune contestazioni. Farò
alcune riflessioni, che io spero aiutino a trovare una strada che
possa portare il Parlamento a decidere per il meglio.
Parto da una valutazione che ho colto da alcuni organi di stampa,
si legge che c'è un'accelerazione, il tentativo di velocizzare
questa approvazione, e debbo dire che la cosa ha suscitato in me
qualche perplessità, specie quando questa accelerazione viene
accostata alla necessità di votare in contemporanea alle europee.
Ritengo che parliamo di una riforma che entrerà nel tessuto
connettivo dei nostri enti locali, e quindi sarebbe sbagliato
legarla ad una valutazione di tipo elettorale, ad un interesse di
tipo elettorale.
Presidenza del Vicepresidente vicario Di Paola
Io credo che l'approfondimento dovuto si debba fare, stasera è
stato ulteriormente richiesto dalle forze politiche
dell'opposizione. Io reitero questa posizione, anche perché ricordo
il dibattito che si sviluppò nel Paese attorno alla legge Delrio,
era un dibattito che aveva sì alcune spinte di antipolitica,
bisogna qui riconoscerlo, ma aveva anche un fondamento di natura
tecnico-amministrativa. Si diceva, le province man mano stanno
esaurendo il proprio ruolo, si limitano ad intervenire nell'ambito
dell'edilizia scolastica, della manutenzione delle strade, tutto il
resto è in via di esaurimento.
Allora, io mi chiedo: è stato fatto uno sforzo elaborativo per
sopperire a queste carenze per intervenire e fare delle province
dei soggetti e di enti locali di larga rappresentanza che possano
veramente entrare nel cuore delle problematiche presenti nei nostri
territori? Da quello che ho letto, da quello che ho sentito, anche
stasera, mi pare che questo sforzo non sia stato fatto, anzi pare
ci sia tanta confusione sotto il cielo.
Ma arrivo all'altra considerazione che penso fondamentale: anche
stasera il collega Cracolici l'ha ribadito, c'è in campo, come
norma fondamentale della nostra realtà nazionale, la legge Delrio,
che non è stata abrogata, non è stata abrogata, quindi noi dovremmo
legiferare tenuto conto che nel resto del Paese la situazione sarà
totalmente differente.
Ma si dice che il ministro Calderoli, il Ministro delle riforme,
ha incoraggiato questo progetto di legge, ha detto andate avanti.
Io non credo che possa essere sufficiente una intervista. Mi limito
a dire che avremmo bisogno di ben altre indicazioni. Certo è che lo
stesso atteggiamento Calderoli non l'ha avuto quando abbiamo
parlato di dimensionamento scolastico e abbiamo richiesto la nostra
autonomia, tra l'altro supportata dalle norme attuative che erano
state realizzate negli anni scorsi.
Quindi io sono personalmente perplesso, lo dico, mi fermo qui,
anche perché aspetto indicazioni dal mio Gruppo che rispetterò,
credo che nel Paese ci sia un altro dibattito che debba essere
colto, raccolto da parte delle forze politiche siciliane. E' quello
che sta avvenendo nel Parlamento, qualche settimana fa è stato
approvato al Senato il disegno di legge di natura costituzionale
che riguarda l'autonomia differenziata, vengono devolute alle
Regioni ben 23 deleghe, e questo non può che rendere perplessi,
perché quello che si realizza non è soltanto la divisione netta del
Paese, si realizza la diseguaglianza, perché in quel disegno di
legge, oltre a non valorizzare al meglio i LEP, c'è un'altra
questione fondamentale che è quella del residuo fiscale.
L'obiettivo di alcune forze politiche, in particolare della Lega,
con il consenso delle altre forze tutte, Forza Italia, Fratelli
d'Italia, l'obiettivo è quello di accaparrarsi il residuo fiscale,
cioè non permettere la perequazione finanziaria che finora ha
tenuto insieme il Paese.
Quindi, una disarticolazione nell'ingiustizia, nella
diseguaglianza che si vuole realizzare se poi si tiene conto che,
alla Camera si sta incardinando il disegno di legge sul premierato,
io credo che si debba riconoscere che c'è il tentativo da parte del
Governo Meloni, della maggioranza attualmente presente nel
Parlamento nazionale, di snaturare quella che è la nostra Carta
costituzionale, una Carta che è nata dalla Resistenza e che non è
stata regalata agli italiani.
Aspetto che si sviluppi il dibattito ma, dico subito, che io credo
che interesse delle forze politiche siciliane sia ben altro,
difendere l'unità del Paese e quindi il riconoscimento
dell'importanza di dare ancora forza alle nostre comunità per
legarsi sempre più allo sviluppo pieno del Paese.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Campo, ne ha
facoltà.
CAMPO. Presidente, Governo, colleghi Deputati, non so cosa pensare
di questa legge perché un paio di giorni fa il Ministro Calderoli
ci aveva rassicurati.
Aveva detto a noi siciliani di stare tranquilli, di non
preoccuparci, di andare avanti. Si sarebbe impegnato personalmente
lui, forse, a mettere un coperchio su questa pentola, o a parlare
con la Corte costituzionale, nel caso ci fosse stata qualche
impugnativa.
Devo dire che il ministro Calderoli poteva sembrare anche
convincente, nonostante non avesse dato una e una sola
giustificazione a tutte le domande che i giornalisti gli hanno
posto, perché - comunque ha un pregresso importante - è stato
l'autore del Porcellum e, in più, ha dichiarato vaccata la
"Delrio".
Pensare dunque a una possibile legge-mangiatoia, che sarebbe
questa che ci accingiamo qui a votare, - sapete le mangiatoie sono
quel posto dove possono mangiare sia porci che le vacche - quindi
unire insieme Porcellum, legge vaccata, e seguire quello che dice
il Ministro Calderoli, poteva essere una strada.
Però poi mi sono confusa, perché lo stesso capogruppo di Fratelli
d'Italia, l'onorevole Giorgio Assenza, che fra l'altro è anche del
mio territorio, oggi sulla stampa ha dichiarato altro. Ha detto che
trattandosi di legge i cui principi valgono come principi di grande
riforma economica e sociale per la disciplina di città e di aree
metropolitane, vincolate anche per le Regioni a Statuto speciale,
un dubbio resta. Si riferiva alla Delrio, chiaramente, è una legge
che vale con un principio economico e sociale e, di certo, non può
essere una legge della Regione a scavalcare la Delrio. E' chiaro
che c'è un grande motivo di incostituzionalità
Ma per fortuna oggi c'era un'altra intervista sui giornali, quella
all'onorevole Abbate, anche lui conterraneo mio, che mi ha
rassicurato perché ci ha chiarito anche sulle spese. Ci ha detto
quali sono, punto per punto, le spese che noi andremo ad
affrontare.
Oltre ai 5 milioni che già questo Governo ha appostato nella
finanziaria, c'erano tutti gli stipendi dei presidenti delle
province, delle città più grandi, delle città metropolitane, ben
330 posizioni di possibili delusi che non sono riusciti a rientrare
nelle regionali o nelle nazionali, o ancora consiglieri comunali
non eletti, tanti aspiranti politici che costeranno altri cinque
milioni e settecento mila euro, quindi ben dieci milioni
Allora, con tutto questo caos, considerando che qualunque
cittadino può impugnare questa norma e che può finire in Corte
Costituzionale, questa norma potrebbe essere anche impugnata,
potrebbe essere anche post elezioni cancellata, bruciando ben dieci
milioni e settecentomila euro.
È chiaro che nessuno di noi è contrario alle elezioni dirette, che
si tengano le elezioni dirette Siamo tutti favorevoli che il
cittadino possa andare a votare, e quindi alla democrazia nella più
grande misura, soprattutto considerando che si è abbassata la
rappresentanza a livello nazionale col taglio di 375 poltrone.
Siamo felicissimi che ci possa essere una rappresentanza delle aree
vaste, che faccia da collegamento, ma non è certo con questa follia
amministrativa che si può andare avanti, e quindi io dico che
questa norma va stoppata, senza se e senza ma.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro. Non ci
sono altri onorevoli iscritti a parlare. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, su questo
disegno di legge, intervengo per la prima volta, anche perché l'ho
vissuto in questi mesi nella I Commissione. E' un disegno di legge
che, come Gruppo parlamentare del Partito Democratico, anche in
Prima Commissione abbiamo sostenuto, per cercare di portarlo avanti
perché, lo ha detto bene poco fa nell'intervento sull'ordine dei
lavori l'onorevole Cracolici, il Gruppo del Partito Democratico non
ha avuto nessuna esitazione a inizio legislatura a dire che
ovviamente, in assenza di quello che è stato il vulnus, cioè
l'elezione come Regione siciliana di secondo grado come in tutto il
resto d'Italia, era pronto a tornare al voto diretto sulle
province, in base a quello che abbiamo vissuto a quello che abbiamo
visto, cioè una fase di commissariamento abbastanza lungo durato
anni e anni.
È chiaro, signor Presidente, che sono tanti i punti interrogativi
che sono stati tirati fuori, ai quali non abbiamo avuto risposte.
Non abbiamo avuto risposte perché per poter procedere a un'elezione
diretta, e quindi un cambio di una legge sulle province, ci
aspettavamo che il Governo nazionale intervenisse, ma di fatto non
c'è stato questo intervento, tranne qualche intervista, però è
ovvio che questa non è bastevole. Non è bastevole perché riteniamo
che c'è un punto nevralgico, che è quello che questa approvazione
della legge con votazione diretta potrebbe avere.
Ma non di più, dico Presidente, noi ovviamente in queste giornate,
dove ci accingeremo ad affrontare il testo sugli articoli, siamo
pronti come Gruppo parlamentare del Partito Democratico a dare il
nostro contributo. Il nostro contributo lo diamo nel migliorare,
perché sono tante le lacune le carenze rispetto agli articoli,
rispetto a come questo testo, Presidente Abbate, è uscito dalla
Commissione, già lì abbiamo posto molti interrogativi su molti
articoli che hanno veramente grandi carenze.
E allora Presidente Di Paola, che sia chiaro che invece di
susseguirsi delle voci politiche, a scanso di qualsiasi equivoco,
qua c'è una maggioranza di Governo che già la scorsa settimana,
questa maggioranza di Governo, ovviamente qua in Aula non vedo
tanto, però questa maggioranza di Governo deve dimostrare che
ovviamente è presente, e che vuole portare avanti il testo, per far
sì che arriviamo ad un voto che è chiaro che come Gruppo del
Partito democratico abbiamo anche presentato l'emendamento che per
noi il voto può andare sull'election day con le europee.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente intervengo per chiarire, una volta per
tutte, se ce ne fosse ancora bisogno, qual è la posizione personale
del sottoscritto è quella del Gruppo di Fratelli d'Italia che mi
onoro di rappresentare sul disegno di legge che oggi è posto
all'attenzione dell'Aula. Chi era presente nella legislatura
"Crocetta", ricorda le battaglie epiche che avemmo a compiere e ad
articolare in quest'Aula per opporci con ogni mezzo
all'approvazione di quella che temevamo essere una riforma che
avrebbe distrutto l'ente intermedio e lasciato senza cura alcuna
molti settori importanti, a partire dalle scuole secondarie, dalle
strade provinciali e da quant'altro.
Purtroppo, tutto fu inutile perché poi alla fine, sia pure con una
forzatura del suo predecessore Presidente dell'Assemblea,
l'onorevole Giovanni Ardizzone, peraltro mio amico personale e
persona che stimo, che ho in grande considerazione e che stimo
moltissimo, in quell'occasione dopo che quella sera, sull'articolo
1 - l'onorevole Cracolici lo ricorderà - col voto segreto era stata
bocciata quella norma, l'indomani col voto favorevole - me lo
ricordo perché Cancellieri era seduto accanto a me - anche del
Movimento Cinque Stelle, l'indomani con un cavillo procedurale
venne rimesso al voto e quella volta ci fu il via libera dell'Aula
per un ripensamento notturno di molti amici del Movimento Cinque
Stelle, per cui si arrivò alla fine all'approvazione di quella
norma che tanto disastro ha portato nella nostra Sicilia e negli
enti intermedi.
Per rimediare a questo, durante la legislatura Musumeci, uno dei
primi atti fu quello di approvare la nuova norma che reintroduceva
l'elezione diretta, voi sapete meglio di me che quella norma ebbe
poi, purtroppo, la sorte di essere dichiarata incostituzionale
dalla Corte. Quindi, questo per dire che sul ridare vitalità
all'ente intermedio Provincia, sul restituire la parola agli
elettori, che esprimano loro chi debba essere la guida della
Provincia, chi debbono essere i consiglieri provinciali e,
attraverso, poi, l'indicazione del voto anche designare le squadre
assessoriali, credo che nessuno possa essere in dubbio che noi come
Fratelli d'Italia siamo, assolutamente, favorevoli alla
reintroduzione di questa elezione diretta e quindi all'approvazione
di questa legge che pure presenta in qualche articolo qualche
criticità che si cercherà di correggere con gli emendamenti
presentati.
Detto questo, però, purtroppo, un macigno c'è e io non posso fare
altro che esprimere quello che ho detto, premettendo che noi come
Fratelli d'Italia voteremo a favore di questa norma, che penso che
il Governo nazionale mantenga l'impegno di non procedere
all'impugnazione, però rimane poi il problema che l'impugnazione in
tema elettorale non è solo di spettanza del Governo regionale ma è
di spettanza di chiunque sia iscritto alla lista elettorale nei
vari comuni della Sicilia. Quindi, questo dubbio, purtroppo,
rimane. Io mi auguro che non succeda nulla, però corriamo il
rischio che noi approviamo questa norma, che venga,
successivamente, emesso il decreto di indizione delle elezioni e
che poi, ad un certo punto, per l'insorgere da parte di qualcuno di
una controversia e di un ricorso che solleva questo problema della
contrarietà con la legge Delrio, che non dimentichiamo è una legge
che detta principi di grande importanza economica e sociale che,
come tali, sono immediatamente vincolanti anche per le Regioni a
Statuto speciale e quindi che questa corsa che noi facciamo venga
poi a scontrarsi contro un muro di una pronuncia giurisprudenziale
che io mi auguro e lo ribadisco per l'ennesima volta non avvenga,
però questo rischio c'è, però procediamo con l'iter di approvazione
di questa norma, andiamo avanti, ci sono degli emendamenti,
qualcosa è chiaro che deve essere corretto in tema delle funzioni
che svolgeranno le province, c'è ancora abbastanza incertezza, io
credo che se dobbiamo dare vitalità a quest'ente quanto più
funzioni, trasferiamo in periferia sottraendole a quello che spesso
appare un pachiderma immobile che è "mamma Regione", sottraendo a
questo pachiderma alcune funzioni importanti, soprattutto in tema
di autorizzazioni anche ambientali, lasciando al centro solo quelle
per impianti di grandissima portata, io credo che la provincia
possa tornare a svolgere il suo ruolo come anche mi si consenta non
si può dal punto di vista economico ritenere che il Presidente
delle future province non abbia quanto meno le stesse indennità del
Sindaco del Comune capoluogo.
Mi si dice che non ci sono i fondi necessari ma il Governo io
penso che in questi giorni potrà reperire le risorse perché è
impensabile che il Sindaco della città capoluogo, io faccio
l'esempio della mia provincia, del comune di Ragusa, abbia una
indennità che è quella che è, e il futuro Presidente della stessa
provincia abbia la metà di questa indennità
Credo che non è un bel segnale che questo Parlamento dà agli enti
che cresceranno, quindi Presidente Galvagno lei correttamente ha
rimandato il testo in Commissione, altrettanto correttamente non
essendo stata apportata alcuna modifica a questo testo ha deciso di
continuare questo iter, noi siamo qua, i colleghi stanno per
arrivare e quindi possiamo proseguire oppure se lo ritiene anche
proseguire nella giornata di domani fino ad arrivare alla
conclusione di questo iter.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Vitrano. Ne ha
facoltà.
Presidenza del Presidente Galvagno
VITRANO. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, non ero in
quest'Aula, il periodo in cui si è consumato lo scempio
dell'abrogazione delle province, ma da cittadino ricordo ancora lo
sgomento che quella decisione ha suscitato in tanti operatori della
politica, nei dipendenti delle province regionali di allora e
soprattutto nelle zone interne della Sicilia dove vedevano una
provincia come un punto di riferimento.
Quello che è successo in questi anni è sotto gli occhi di tutti,
un'assenza totale di Governo dei territori, delle aree interne e
soprattutto delle risorse che le province riuscivano a distribuire
sul territorio le cui competenze passate sì ai sindaci delle aree
metropolitane, ma che comunque non sono riusciti ad avere sul
territorio quella forza, quella considerazione, quella
intraprendenza che avevano le province con i suoi organi.
Come Forza Italia siamo fermamente convinti che la reintroduzione
delle province serva sicuramente alla nostra Regione e ai
territori, soprattutto delle aree interne, lo sosteniamo fermamente
e convintamente al di là delle valutazioni di ordine tecnico-
giuridico che vanno sicuramente fatte e vanno riprese.
L'elezione diretta rappresenta sicuramente un momento alto della
democrazia, per cui tornare all'elezione diretta sicuramente
contribuisce ad avvicinare cittadini all'istituzione. E' vero che
per noi palermitani molto probabilmente la provincia non era tanto
sentita perché il Governo della Regione lo sentiamo più vicino, ma
per le altre province credo che l'organo provincia rappresentava
sicuramente un punto di riferimento importante.
A mio avviso bisogna lavorare per dare alle nuove province
maggiore competenza, trasferire delle competenze che, attualmente,
la Regione svolge con fatica considerando anche il numero esiguo di
personale che oggi ha. Per cui sono fermamente convinto che
quest'Aula debba tornare a garantire ai territori rappresentatività
e democrazia.
Oggi noi abbiamo la possibilità di fare da apripista in Italia.
Se, allora, qualcuno compie il gesto per un titolo in prima pagina
o per qualche ora di trasmissione televisiva, oggi noi possiamo
ribaltare quella situazione e dare la possibilità agli elettori di
tornare a scegliersi i propri amministratori, alle aree depresse
interni della Sicilia a ritornare ad avere punti di riferimento
solidi e profondi conoscitori del territorio che oggi mancano. Per
cui, come parlamentare, come componente di Forza Italia, credo che
oggi noi dobbiamo veramente rappresentare la svolta e fare in modo
che questo disegno di legge venga approvato.
Per cui il mio e, credo, il voto di Forza Italia, lo possiamo
annunziare favorevole sin da ora.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha
facoltà
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Io
credo che vada fatta anche una riflessione molto serena. Ho sentito
qua molti dire che, naturalmente, questo sistema delle città
metropolitane e dei consorzi di Comuni, sicuramente, non funziona.
Non funziona perché non c'è la possibilità di avere quel contatto
diretto con i territori. D'altronde, io ricordo a me stesso, ma
ricordo anche agli altri, che la Corte costituzionale ha dichiarato
illegittima la nomina di sindaco delle Città metropolitane come
anche presidente delle Città metropolitane, esattamente così, dando
una motivazione che era quella che nessuno lo aveva eletto. In
queste condizioni, io credo che bisogna fare tutti uno sforzo,
anche migliorando quello che è il testo, se è possibile in Aula, ma
bisogna partire senza preconcetti. Al di là del problema della
costituzionalità o meno che io credo, vi è stata anche
un'espressione da parte di un Ministro degli affari regionali che
ha parlato, che si può andare avanti proprio perché, anche a
livello nazionale, si sente l'esigenza di dovere anche rivedere la
norma Delrio.
Ora siamo tutti consapevoli che la norma Delrio, frutto anche di
un periodo, è stata anche superata ed oggi non è attuale rispetto a
quelle che sono le esigenze vere dei territori e poi, a livello
nazionale, la volontà non solo di dare le vecchie mansioni alle
province ma di darne anche di nuovi e, d'altronde, creare questo
ente intermedio che possa essere frutto di elezioni dirette, che
possa avere anche quelle funzioni che oggi vengono dati, oggi ad
alcuni SRR, ora ad alcuni ATI, ora ad altri, creando sempre una
situazione non specifica rispetto a quelle che sono le mansioni che
possono essere date e controllate da coloro che, praticamente, sono
eletti direttamente dal popolo e che hanno anche quella
legittimazione rispetto a quelli che sono i temi più scottanti.
E allora, in queste condizioni, io credo che bisogna serenamente
affrontare questo testo, vederlo per quel che riguarda noi, poi le
altre vicende si vedranno fuori da quest'Aula, ma noi dovremo
cercare di fare un testo che sia anche il più possibile idoneo a
far sì che, finalmente, vi sia questa elezione diretta delle
province e che questi organi intermedi, non solo abbiano le
competenze che hanno avuto nel tempo, ma che possono, praticamente,
avere nuove mansioni.
Esisterà, poi, il problema naturalmente di quelle che sono le
risorse economiche da affrontare, da dare alle province. Ed è
questo un tema che va affrontato, sicuramente, perché oggi tutti i
sindaci, per esempio qui ce ne siamo diversi, lamentiamo il fatto
che non ci sono più manutenzioni per le strade, che vi sono dei
problemi a volte anche di manutenzione dei riscaldamenti e di altro
nelle scuole.
E allora diamo la possibilità a soggetti che vivono nei territori,
perché così è prevista la norma, di controllare e di portare quelle
che sono le istanze del territorio.
Ecco perché io dico che bisogna serenamente, al di là di
maggioranza, minoranza, opposizione, cercare di fare questo testo,
migliorarlo il più possibile, secondo quelle che sono le
indicazioni che verranno da questa Assemblea.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Pace. Ne ha facoltà.
PACE. Signor Presidente, io farei un piccolo passo indietro e lo
voglio condividere non soltanto con i colleghi delle opposizioni ma
con i colleghi della maggioranza e tornare ad un programma
elettorale che abbiamo voluto sottoscrivere tutti insieme,
affidando all'allora candidato Renato Schifani e che abbiamo
proposto tutti insieme ai siciliani.
Fra i tanti punti qualificanti del programma elettorale
dell'allora candidato Schifani, oggi Presidente Schifani, e di
quella coalizione allora, oggi forza di maggioranza e di governo di
questa Regione, fra i punti più importanti c'era il ritorno alle
province. E quando abbiamo sottoscritto quel programma, sapevamo
benissimo che c'era la celeberrima legge Delrio che incombeva e
incombe ancora su tutte le regioni d'Italia e, a ragion veduta,
abbiamo insistito nel voler proporre ai siciliani la reintroduzione
delle province, per quale motivo?
Per chi come me ha avuto la fortuna di sedere fra i banchi della
Provincia sa che quello è un organo intermedio importante, quello
delle province ha svolto per tutti i territori e condivido ciò che
diceva il collega Vitrano, il Presidente Vitrano, mentre nelle
città metropolitane la presenza prima, l'assenza oggi, delle
province non viene avvertita, nei territori periferici della nostra
Regione, la provincia di Agrigento una su tutte ma la provincia di
Caltanissetta, la provincia di Enna, le province più piccole, le
province hanno rappresentato davvero un baluardo e un punto di
riferimento per gli enti locali, un punto di riferimento per i
sindaci, un punto di riferimento per i territori e mentre in questi
giorni la protesta degli agricoltori, anche quelli siciliani - a
cui va la nostra e la mia personale solidarietà - e voglio legare
questo passaggio, perché le province riuscivano a dare, cose che
non fanno più, un servizio anche a questo settore ormai
abbandonato.
La protesta degli agricoltori - che coinvolge sicuramente non
soltanto gli agricoltori siciliani, lo stiamo vedendo in tutta
Europa - viene acuita nei nostri territori perché oltre a quelle
lacune che si stanno avvertendo per via delle decisioni
comunitarie, vivono un deficit anche strutturale. Gli agricoltori
delle nostre province, ad esempio, hanno difficoltà pure a recarsi
nei loro poderi per via delle manutenzioni, della viabilità rurale,
che non vengono più effettuate da tantissimi anni. Anche in questo
ambito le Province supplivano agli Enti locali, ai Comuni,
supplivano anche alle mancanze della Regione.
Oggi che stiamo finalmente discutendo della reintroduzione delle
Province, che sicuramente è, non come qualcuno vuol fare apparire
un "poltronificio", ma è uno strumento di esposizione democratica
dove ha visto formare tantissima classe dirigente, ebbene oggi è il
momento in cui tutti dobbiamo concordemente votare verso questo
provvedimento che vedrà la reintroduzione delle Province, la
riproduzione di un organo intermedio e finalmente avere
un'interlocuzione importante per i nostri territori.
Il centrodestra non possiamo dimenticare che ha fatto parte del
nostro programma elettorale, non possiamo dimenticare che già la
Giunta di Governo all'unanimità si è espressa favorevolmente per
l'approvazione di questo disegno di legge, non possiamo dimenticare
che unanimemente abbiamo sostenuto questo provvedimento alle
opposizioni.
Io ricordo che non eravamo nemmeno probabilmente insediati ed è
stato prima del Governo, il PD ha presentato un autonomo disegno
di legge per la reintroduzione delle Province e quindi oggi
immagino che la votazione nelle prossime ore di questo disegno di
legge non debba avere la matrice del Governo Schifani, non debba
avere la matrice della maggioranza ma che ci possa trovare
unanimemente a collaborare, se volete anche nel migliorare questo
testo, nel concordare dei passaggi significativi ma che ci vede
prima possibile ad andare a votare.
Il rischio dell'impugnativa non lo sappiamo, non possiamo noi
programmare quello che succederà più tardi, immaginate quello che
succederà nei prossimi mesi o nei prossimi anni.
Oggi abbiamo la possibilità di dare uno strumento democratico ai
siciliani, è una possibilità che non possiamo farci sfuggire e,
come mio solito, è una possibilità che vogliamo offrire non
soltanto ad una coalizione m ma all'intero Parlamento e sono certo
che la saggezza di tutti farà in modo che usciremo dall'Aula e
soltanto per aver raggiunto non il risultato politico ma un
risultato importante per tutti i siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Grazie Presidente. A me dispiace, Presidente, dover
deludere le aspettative di alcuni dei colleghi che seggono tra i
banchi dell'opposizione e rivolgendomi a lei Presidente, guardo
però i colleghi del Movimento Cinque Stelle, del Partito
Democratico, del movimento capeggiato dal mio amico Cateno De Luca.
Mi dispiace dover deludere interventi di alcuni dei colleghi
dell'opposizione che hanno fatto un esercizio in questi giorni più
legato a dimensioni in punta di diritto, che hanno esercitato la
loro competenza, la loro sensibilità sui temi giuridici,
richiamando all'attenzione di esperti giuristi in quest'Aula tra i
componenti della maggioranza.
Mi dispiace deluderli perché, vedete colleghi, guardi Presidente,
noi in quest'Aula siamo chiamati a fare leggi e siamo chiamati a
farlo in seno ad una dimensione che è di natura politica e io sulla
politica vorrei intanto dire ai miei amici dell'opposizione che in
questi mesi e in questi anni tutti a giro si sono esercitati nel
richiamare l'idea che bisognava tornare a votare per eliminare quel
sistema oligarchico in capo a certa tecnocrazia, in capo ai
commissari, che nel buio di una stanza chiusa potevano determinare
le sorti della viabilità, determinare le sorti delle scuole,
determinare le sorti di una serie di servizi essenziali rispetto ai
quali amici e colleghi dell'opposizione vi siete dimenticati tutte
cose Siete diventati tutti i giuristi, tutti esperti di
impugnativa, colleghi dell'opposizione, vi siete dimenticati tutte
le cose Siete diventati tutti giuristi Tutti esperti di
impugnativa, di costituzionalità, di Corte Costituzionale. Vi siete
dimenticati, prima di tutto, le priorità.
LA VARDERA. Ma cosa sta dicendo?
FIGUCCIA. E lo dico soprattutto al mio amico Cateno De Luca, Sud
chiama Nord . Ma dove sono finite le vostre battaglie a sostegno
degli agricoltori, a sostegno delle strade abbandonate? Le fate
fuori dal Palazzo, in maniera demagogica, e poi venite qua per
affossare la nostra legge
LA VARDERA. Ma la Lega cosa sta facendo?
FIGUCCIA. Allora, adesso basta, non parlo più con voi. Basta, La
Vardera, vai a posto. Siediti Parliamo, invece, con i colleghi
della maggioranza. Amici, abbiamo un patto con gli elettori. Il
centrodestra è uno E il Presidente della Regione, a fianco di cui
tutti ci siamo candidati, ha un programma con delle priorità
chiare: tornare a restituire un sistema di democrazia diretta. Io,
stasera, voglio tornare a casa, passando per la provinciale, e
togliere quel cartello che c'é nella strada provinciale, dove ci
avete costretto, anzi avete costretto i commissari provinciali, a
mettere un cartello con scritto: "Divieto di transito".
Onorevole Dipasquale, ma lei stasera a Ragusa come ci va?
Onorevole De Luca, ma lei, stasera, a Messina come ci va?
Nuccio Di Paola, non sorrida La situazione è seria
(Interruzione fuori microfono dell'onorevole La Vardera)
FIGUCCIA. Il tema non è quello della spartizione delle poltrone.
State mettendo tutto in bagarre. State buttando tutto in
divertimento. Qui alle poltrone non è legato nessuno. Qui l'idea è
quella di restituire uno spazio di democrazia e di recupero di
priorità, che appartengono sì ai livelli essenziali di assistenza.
Allora, signor Presidente, il mio è un appello all'opposizione,
che si riveda. Dopo quella trasmissione da Crocetta - ve lo
ricordate? quelli del Pd se lo dovrebbero ricordare -, Capogruppo
del Partito Democratico. C'era la Delrio a livello nazionale.
Crocetta andò da Giletti e, col telecomando, fece apprendere a
tutti che si stavano per cancellare le province.
Noi siamo per tornare alle province, e il centrodestra è unito in
questa che è una battaglia di civiltà. Certo non è che ci
aspettiamo che, ad un tratto, vi ravvediate Noi, come
centrodestra, andremo avanti uniti, e speriamo che, in questo
percorso, vi potremo trovare compatti.
Per il resto, in tema di ricorsi, io vi dico che lo Statuto della
Regione siciliana, Statuto speciale, all'articolo 14, fissa in
maniera chiara le competenze e, in tema di autonomie locali, le
competenze sono in capo alla Regione siciliana. Quindi fate i
parlamentari Non vi attaccate a cavilli sui ricorsi e sugli
esercizi che non appartengono alla vostra dimensione professionale.
Qui siete per difendere i diritti dei siciliani e non vi sottraete
a questo dovere, dovere sacrosanto.
SCHILLACI. Quattrocentomila euro per una seduta... inutile
FIGUCCIA. Detto questo, se i colleghi hanno avuto occasione, alla
luce di questo mio appello, perché li vedo animati, di poter
rivedere la loro posizione, non c'è nulla di male. Io lo capisco
perché poi, tornando a casa, vi trovate in difficoltà. Che cosa
dico alle persone? Che non possono neanche rientrare a casa, alle
aziende agricole? La viabilità, il sistema delle frane?
Noi siamo pronti a perdonarvi. Abbiamo ancora cinque minuti di
tempo per voi, ci potete riflettere. I colleghi della maggioranza
stanno per arrivare. E voi, in questi cinque minuti, signor
Presidente, se i colleghi hanno uno spazio, se è il caso, vogliamo
sospendere la seduta per dare tempo ad una riunione dei Capigruppo
e verificare se ci sono le condizioni per rivedere questo aspetto.
Io le chiedo, formalmente, signor Presidente, di sospendere per
cinque minuti. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Figuccia. Vuole sospendere per
cinque minuti? Questa è una richiesta. Se fa la richiesta, la
richiesta va votata. Se facciamo, invece, gli interventi,
eventualmente, sentiamo un altro intervento, e poi chiedo io stesso
di fare una sospensione di cinque minuti.
Prima dell'onorevole La Vardera, ha chiesto di parlare l'onorevole
Abbate. Ne ha facoltà.
ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Grazie, signor
Presidente, intervengo perché questo è un disegno di legge
importante per la vita della nostra Regione per quanto riguarda
l'organizzazione degli enti intermedi. Un disegno di legge che
abbiamo portato avanti nella nostra Commissione già da tredici
mesi, l'abbiamo sviscerato in tutte le sue parti, abbiamo fatto
audizioni e abbiamo avuto il supporto anche di professori
universitari, per cercare di poter dare la possibilità agli enti
intermedi, quelle province che erano state soppresse, la
possibilità di avere un Governo eletto direttamente dal popolo, che
può continuare a governare gli enti intermedi ed erogare servizi
sui territori. Servizi che in questi anni sono completamente
scemati, perché sappiamo quanto per qualsiasi ente sia importante
la presenza del Governo e quanto sia importante la rappresentanza
degli elettori.
Oggi le province sono ancora presenti, i liberi consorzi, con
personale qualificato, con enti che sono dislocati nei vari
territori, nelle nove province, che continuano ad erogare servizi,
sappiamo, in grandissima difficoltà: dalle scuole superiori a ciò
che riguarda la promozione e le attività produttive, l'assistenza
ai disabili; le infrastrutture stradali di comunicazione sappiamo
quanto siano importanti fra le province. Sono sicuramente delle
competenze importantissime che in questi anni sono andate scemando
e sono in grandissime difficoltà.
Abbiamo una grande responsabilità: è uno degli argomenti, uno dei
punti cardine del programma del nostro Governo, del Presidente
Schifani. È uno dei punti cardine, che dobbiamo cercare di portare
avanti e portare a conclusione. Come maggioranza abbiamo una
grandissima responsabilità: che non possiamo deludere quello che è
il mandato dei nostri elettori e dei cittadini siciliani.
Approvare una norma del genere, una norma che riguarda le
province, è un modo anche di rilanciare l'economia, rilanciare la
possibilità dei territori di potere essere rappresentati e potere
erogare servizi, di fare quello che per tanti anni le province
hanno fatto, che sicuramente hanno fatto crescere il nostro
territorio, hanno programmato anche sul territorio, pensiamo anche
al turismo, per quanto riguarda l'ambiente, per quanto riguarda
attività importanti.
Sappiamo che una delle scommesse è quella di poter dare anche
competenze in più rispetto a quelle che hanno in questo momento i
liberi consorzi. Su questo ci deve essere un dibattito e non sarà
sicuramente questa norma a poter mettere a disposizione altri
servizi, perché sappiamo che ulteriori servizi significano
competenze e significano anche risorse economiche che si devono
mettere a disposizione. Lo faremo sicuramente, con altre norme,
dopo aver approvato questa legge, questa legge che deve portare
all'elezione entro l'anno, come abbiamo detto.
Non dobbiamo dimenticare che abbiamo approvato una norma che ha
rinviato le elezioni di secondo grado e che entro il 31 dicembre
2024 devono essere espletate le elezioni di primo livello.
L'abbiamo scritto in quella norma che è stata approvata da questo
Parlamento e per andare in quella direzione dobbiamo continuare a
poter approvare questa legge.
Io sono convinto che questa legge non sarà impugnata. Con questa
legge saremo la prima Regione ad andare a votare con elezioni di
primo livello e non dobbiamo avere paura di andare in questa
direzione, non dobbiamo aver paura di avere una norma che sia, che
sia, che sia...
(Interruzioni fuori microfono)
ABBATE, presidente della Commissione e relatore guardi, capisco
che per voi, capisco che per gli amici dei Cinque Stelle, per loro
è una cosa secondaria, perché loro non avranno la possibilità di
sedere in nessuno dei nove consigli provinciali, perché la storia
dice che non sono radicati sui territori, non avranno questa
possibilità. Però, almeno, avranno la possibilità di concorrere per
avere almeno un posto in quegli enti intermedi che siano
importanti, almeno uno. Sicuramente non sarà in provincia di
Ragusa, in qualche altra provincia potrà succedere; mi impegnerò
per questo, come ho fatto fino ad ora.
Su questo, però, dobbiamo essere certi: è una norma che deve
essere approvata e la Regione siciliana può essere da capofila
anche per quanto riguarda le altre regioni.
Il Presidente Schifani si è impegnato e ha avuto interlocuzioni
col Governo nazionale affinché questo non avvenga, che non ci sia
un'impugnativa che veramente si possa dare un Governo ai nostri
enti intermedi. E per questo credo che oggi abbiamo una grande
responsabilità di portare avanti il programma che ci ha portato al
voto e di cui abbiamo avuto il mandato degli elettori siciliani e
questo non lo possiamo tradire. La responsabilità è importante, è
immane, quindi oggi dobbiamo dare dimostrazione di quello che è
stato il nostro mandato e non lo possiamo tradire.
Grazie, signor Presidente.
CAMPO. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
Sull'ordine dei lavori
DIPASQUALE. Signor Presidente, io le ho chiesto di parlare
sull'ordine dei lavori. Ora, al di là degli interventi che non
avendo veramente cosa dire, tipo quello dell'onorevole Figuccia,
poi si rivolge, cercando di scaricare le responsabilità al Partito
Democratico, alle opposizioni se le province sono rimaste
commissariate, l'onorevole Figuccia dimentica che è stato cinque
anni nella maggioranza con Musumeci e il cartellone se lo poteva
fare togliere da Musumeci Quindi questa cosa l'ha completamente
dimenticata. Il fantasma di Crocetta lo dovete mettere da parte
perché non l'avete più come alibi, non lo potete utilizzare più.
Crocetta è finito e dopo Crocetta c'è stato Musumeci, insieme a
tutti voi
Le province sono così perché voi nei cinque anni che sono
trascorsi le avete mantenute in questo modo. Siete i primi
responsabili, perché vi siete fatti la campagna elettorale con
Musumeci, dovevate riportare le province con l'elezione diretta,
avete preso per i fondelli per cinque anni i siciliani, ora avete
iniziato questo percorso con Schifani.
Noi per primi abbiamo presentato un disegno di legge sulle
province, quindi smettetela di fare questo teatrino, che è puerile.
Ma guardate, io non so quanti da casa ci assistono, non eravate
neanche presenti in Aula, vi siete messi a correre, ad intervenire,
ci sono colleghi che per trovare l'intervento bisogna andare dietro
al giuramento. Siamo arrivati a questo punto: per prendere tempo
per chi ci ascolta da casa, siccome serve votare, serve votare per
entrare nel merito dell'articolato e siccome non c'eravate, siccome
non c'eravate, eravate assenti, vi siete dovuti mettere non solo a
correre, ma poi avete dovuto fare intervenire anche chi non aveva
interesse ad intervenire e a dire anche alcune cose di quelle là,
che sono inascoltabili.
Quindi, smettetela, smettiamola. Dico, avete uno strumento che
abbiamo utilizzato e se non ci siete il Presidente può rinviare
benissimo a domani la votazione - l'abbiamo fatto tante volte -,
può rinviare a domani la votazione dell'articolato. Però, questa
scena pietosa, perché veramente è una scena pietosa, e noi qua ce
lo dobbiamo dire, perché lo sappiamo quello che state facendo, la
possiamo evitare. Poi, nel merito delle province, lo potevate fare
e non l'avete fatto, dopodiché, io non vedo l'ora che queste
province si mettano in funzione.
Voi state prevedendo solamente le risorse per il Presidente della
provincia, per gli assessori, per le loro spese di missione e così
via. Voi ad oggi state prevedendo solo questo. Quando domani le
strade provinciali non verranno asfaltate, non verranno pulite, le
strade provinciali non verranno illuminate, vi verremo a cercare,
collega Figuccia, con i cartelloni.
Vi aspettiamo perché voi state preparando solamente tutta una
serie di poltrone ben pagate, avete messo i soldini, state
preparando tutta una serie di poltrone a tutta una classe politica
che gironzola nei partiti
Pensate di vincerle perché i siciliani vi hanno dato fiducia,
pensate di vincerle, pensate che queste province possiate vincerle
tutte voi - non ve lo auguriamo - e quindi avrete tutto questo
personale a vostro favore.
Ma noi queste cose le diciamo con chiarezza e le diremo ancora
meglio: state approvando una norma senza risorse Per i servizi che
dovranno dare le province non ci sono le risorse
Voi state pensando solamente, ipoteticamente, a pagare quelli che
dovrebbero essere i vostri presidenti, i vostri assessori, i vostri
consiglieri comunali, e ve ne state fregando totalmente di quelle
che sono le esigenze dei territori e delle incombenze delle
province.
Signor Presidente, concludo il mio intervento, noi abbiamo, lei ha
la facoltà di rinviarla a domani la votazione, rinviarla a domani
poveretti
Qua c'è il rischio che qualcuno per correre, magari inciampa e si
fa male; qua c'è il rischio che a qualcuno per intervenire, cosa
che non ha fatto mai, gli venga un colpo o magari dica qualcosa di
sbagliato
Smettiamola con questo teatrino e andiamo avanti nella maniera più
intelligente e più seria possibile.
PRESIDENTE. Prima di fare altri interventi, convoco una Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari di cinque minuti.
Chiedo, pertanto, ai Presidenti dei Gruppi parlamentari di
raggiungermi in Sala Lettura.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 17.17, è ripresa alle ore 17.28)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Allora, onorevoli colleghi, ho avuto la possibilità di potermi
confrontare con i Presidenti dei Gruppi parlamentari di opposizione
e poi di maggioranza, che ringrazio per la disponibilità. Abbiamo,
sostanzialmente, deciso che oggi si continuerà - così com'era stato
anticipato - con la discussione generale. Tutte le votazioni,
comprese quella del passaggio all'esame degli articoli, saranno
fissate per domani, a partire dalle ore 14.30.
Quindi, intanto, chiedo all'onorevole Di Paola se mi potesse
sostituire per qualche minuto.
Se ci sono dei colleghi che vogliono intervenire, sto aprendo le
ultime iscrizioni per gli interventi.
Forse aveva chiesto di intervenire l'onorevole Campo? Onorevole
Campo, aveva chiesto di intervenire?
CAMPO. Per fatto personale.
PRESIDENTE. Per fatto personale.
Onorevole Catanzaro, se ci sono degli interventi, possiamo
assolutamente cominciare con le iscrizioni. Onorevole Giambona,
onorevole De Luca, onorevole Marano.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Giambona.
Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA
319-97/A
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n. 319-
97/A
GIAMBONA. Grazie, Presidente. Intanto le chiedo di richiamare un
po' di ordine, Presidente, se è possibile. Grazie.
PRESIDENTE. Colleghi, se è possibile un attimo di attenzione così
ascoltiamo l'intervento del collega Giambona. Prego, onorevole
Giambona.
GIAMBONA. Grazie Presidente. Ecco, ritengo che l'argomento che
oggi è in discussione sia un argomento di tutto rispetto, di tutto
rilievo, ho apprezzato gli autorevoli interventi di chi mi ha
preceduto e guardate è da qualche settimana che in quest'Aula e
nelle Commissioni di merito si parla degli enti di area vasta,
delle province però, allo stato attuale, non ho avuto ancora il
piacere di capire qual è la posizione del Governo, nessun
intervento di questo Governo ha posto l'attenzione sui temi che
oggi sono in discussione e tra l'altro non vedo la presenza, oggi,
del presidente della Regione, Renato Schifani, che a dire il vero
abbiamo visto ben poco in questi ultimi mesi in Aula e le sue
presenze in un certo qual modo ci danno risposta rispetto a quelle
che sono le attenzioni e i temi della politica siciliana, non si è
fatto vivo per l'esame della finanziaria regionale, non è oggi in
Aula, era presente sulla norma salva ineleggibili e abbiamo tutti
visto la magra figura che si è consumata la settimana scorsa.
Beh, la posizione del Partito Democratico sulla tematica degli
enti di area vasta è assolutamente chiara. Abbiamo grande
consapevolezza delle difficoltà di governare i processi sui servizi
che oggi sono di competenza delle province, dalle scuole alle
decine di migliaia di chilometri di strade provinciali che
necessitano di un'attenzione particolare, attenzione particolare
che è legata ad un'evidenza, quella di dare rappresentanza a quelli
che sono i territori.
Bene, non sono appassionato a quelle che potrebbero essere le
elezioni di primo o di secondo livello, una cosa è certa dobbiamo
dare una risposta ai cittadini in termini di garanzia ai servizi
attraverso una governance che riesca a dare una rappresentanza a
quelli che sono i nostri territori, ma il tutto si deve fare in un
percorso autorevole, in un percorso che abbia delle adeguate
coperture dal punto di vista normativo, che non possa essere
intaccato da quelli che sono eventuali pregiudizi di
incostituzionalità che sono emersi e bene ha fatto il Partito
Democratico a rilevare un'eventuale pregiudiziale sulla
costituzionalità.
Riguardo a tale tema, ritengo che non sia solamente la questione
che dobbiamo affrontare quella della Delrio, ovvero se la riforma
in chiave siciliana superi quello che è il tema della Delrio vista
come grande riforma economico sociale, ma credo che il tema sia
anche legato alla questione dello Statuto della Regione siciliana
il quale, all'articolo 15, fondamentalmente parla di liberi
consorzi e non di province.
Ebbene, questa norma equipara le province ai liberi consorzi che
sono tutt'altra cosa, hanno un assetto normativo diverso, un
aspetto gestionale di altra natura e hanno diversi presupposti
giuridici. Questo è un altro vulnus di questa norma che necessita
approfondimenti e che si supererebbe oggi esclusivamente con una
semplice assunzione di denominazione nell'articolo 1 di questo
disegno di legge che oggi è in trattazione.
E, allora, abbiamo bisogno, e lo ribadisco, di un percorso
autorevole, abbiamo bisogno che questo Parlamento si assuma la
responsabilità, ma che dichiari anche, chi rappresenta il Governo
oggi, qual è il percorso autorevole da portare avanti.
Ho avuto modo di vedere negli ultimi giorni anche delle
interviste, interviste che tenderebbero a tranquillizzare questo
Parlamento, una in particolare resa da un certo Ministro per gli
Affari regionali, che è quello stesso Ministro primo sostenitore
dell'autonomia differenziata, quello stesso Ministro che voleva
bonificare il Sud chissà come e in quale modalità, quello stesso
Ministro che fa parte di una compagine politica che è ben lontana
da portare gli interessi del Sud e della Sicilia.
Ebbene, avere rassicurazioni da chi nemmeno tanto celatamente
vuole far soccombere il Sud e la Sicilia è tutt'altro che
rassicurare questo Parlamento. Ecco perché chiedo nuovamente che ci
sia un percorso che metta in sicurezza questo Parlamento, affinché
si porti avanti una riforma che noi, come Partito Democratico,
vogliamo ovvero quello di rappresentare i territori delle province,
la Regione siciliana, però in maniera autorevole evitando quelle
che possono essere le difficoltà di un'impugnativa della norma
stessa. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona.
Per fatto personale
CAMPO. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, prima ho
sentito in un intervento che venivano offesi i ragusani,
addirittura si è detto che i ragusani, e in particolare quelli del
Movimento Cinque Stelle, non faranno parte del civico consesso
all'interno della Giunta provinciale nell'eventualità che questa
norma venisse approvata, quindi, ci tengo a sottolineare che certe
affermazioni lasciano il tempo che trovano e che sono altamente
offensive per chi lavora costantemente sul territorio e crede di
fare del bene, radicandosi appunto nel territorio e portando avanti
dei principi politici sani.
319-97/A
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n. 319-
97/A
CAMPO. Al di là di questo volevo intervenire, nuovamente, sulla
norma se posso, Presidente. Ho sentito in quest'Aula che è stato
detto da qualcuno che si fa politica, quindi, non dobbiamo parlare
di incostituzionalità di questa norma ma vorrei ricordare a chi ha
fatto queste affermazioni che, oltre a fare politica, una delle
principali prerogative parlamentari è quella di legiferare.
E' nostro preciso dovere legiferare e non possiamo farlo sapendo
in anticipo che una norma è altamente incostituzionale, che ha dei
principi di impugnativa molto probabili e inoltre spreca denaro e
risorse pubbliche e, quindi, è giusto valutare questo prima ancora
di fare politica Ma se vogliamo metterla sul piano della politica
penso che, prima ancora di scrivere questa legge, bisognava
riempire di contenuti quelle che sono le province che, ad oggi, non
gestiscono più nulla. Parlare di rifiuti, parlare di trasporto
pubblico, oggi è stato annunciato nel nostro territorio il ritiro
dell'Ast per il trasporto locale. Parlare, per esempio, di gestione
delle acque. Questi sono tutti temi che dovrebbero riguardare la
provincia, invece, ad oggi, ho come l'impressione che questa
velocità nel voler approvare questa norma sia solo quella di voler
illudere gli iscritti dei propri partiti che ci possano essere
queste famose 330 poltrone a disposizione, perché in quest'Aula,
Presidente, nessuno vuole questa legge e glielo dimostreremo fra
qualche giorno quando si voterà
E' soltanto il modo per tenere ancorate a sé alcune persone che
possano continuare a sostenere i partiti fino alle elezioni
Europee, ma di questa norma non frega niente a nessuno perché, lo
sanno tutti, l'ha dichiarato prima anche l'onorevole Assenza, lo
sanno ancor prima di noi i colleghi di maggioranza, la norma è
incostituzionale e, quindi, è una norma 'poltronificio', una norma
mangiatoia' come ho dichiarato prima. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Campo.
E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, vorrei intervenire ma,
purtroppo, non posso intervenire perché manca il Governo e,
soprattutto, non vedo dove è l'Assessore per gli enti locali, dato
che siamo in discussione generale sulle province.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, c'è l'assessore Amata, il Governo è
presente.
DE LUCA Antonino. Però, è Assessore per il turismo, io volevo
l'Assessore per gli enti locali dato che siamo in discussione
generale. C'è un motivo per cui l'assessore Messina ha abbandonato
i lavori?
PRESIDENTE. C'è il vicepresidente
DE LUCA Antonino. C'è un motivo per cui l'Assessore Messina ha
abbandonato i lavori? Ha capito che non devono votare, che non
hanno i numeri e, quindi, se ne è andato a farsi i fatti suoi o
degna l'Aula di stare qua mentre fa la discussione generale sul
disegno di legge delle province? Ma è normale? E' una stalla o è un
Parlamento questo? Dov'è l'Assessore per gli enti locali?
Presidente, dov'è l'Assessore per gli enti locali? Lo potete
chiamare, cortesemente? Se è ai servizi aspetto altrimenti deve
tornare in Aula
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, capisco il suo intervento accorato
CRACOLICI. Ha ragione, deve venire in Aula.
DE LUCA Antonino. Non c'è da capire, c'è da chiamarlo e farlo
venire in Aula.
PRESIDENTE. Al momento il Governo è rappresentato dal
Vicepresidente della Regione, dall'assessore Turano e
dall'assessore Amata, quindi, il Governo è presente in maniera
autoritaria e compatta.
CRACOLICI. Ma non hanno la delega
DE LUCA Antonino. In maniera finta, perché l'assessore Amata è
l'assessore per il turismo. Hai cambiato delega o sei al turismo?
Ancora al turismo Deve venire l'Assessore per gli enti locali,
perché va bene che le province sono una passeggiata turistica, però
non è che la dobbiamo fare con l'Assessore per il turismo.
Io ho capito che è un po' un circo, una presa in giro, ma non è
uno spettacolo, deve venire l'Assessore per gli enti locali e
chiedo a questa Presidenza di chiamarlo, si prende il suo
bell'autista, fa inversione a U e torna in Aula, perché questo è il
posto in cui deve stare in questo momento, così vediamo se la
finiscono di scherzare e giocare sempre, che forse hanno scambiato
l'Aula per un parcheggio dove stare qualche momento a fare qualche
telefonata.
DI PAOLA. Onorevole De Luca, come le ho detto in precedenza, è
presente tra i banchi del Governo il Vicepresidente della
Regione...
DE LUCA Antonino. Si è appena seduto.
PRESIDENTE. ...che di fatto ha la delega completa da parte del
Presidente della Regione, quindi se vuole intervenga, altrimenti
possiamo anche non fare la discussione generale e rinviare la
seduta a domani. Nel caso in cui lei vuole e fa richiesta e gli
altri Capigruppo l'appoggiano rinviamo...
DE LUCA Antonino. E' tornato, è tornato, evidentemente non avevo
molto torto. Grazie, Assessore, ci tenevo alla sua presenza perché
fare questa discussione generale senza l'Assessore al ramo mi
sembrava veramente anche una scorrettezza nei suoi confronti; io
l'ho detto, va bene che è una pagliacciata questa legge, però non
la posso fare con l'Assessore per lo spettacolo, la devo fare con
l'Assessore per gli enti locali.
Vi dico che è una pagliacciata perché oggi quest'Aula è stata
comica, perché ho visto la maggioranza mettersi nei panni
dell'opposizione e non avendo i numeri ed essendo in confusione
mettersi a fare interventi dilatori per cercare di recuperare
tempo, nella speranza di arrivare a essere uno in più
dell'opposizione, perché altrimenti il passaggio agli articoli non
sarebbe mai passato.
Quando poi si sono resi conto che erano e rimanevano di meno -
perché evidentemente tutta questa condivisione su questo testo non
c'è, assessore Messina, hanno detto sapete che vi dico: "Forse
sarebbe meglio dialogare con l'opposizione e vedere se ci fanno la
concessione quanto meno di rinviare a domani il passaggio agli
articoli".
E da questo punto di vista, assessore Messina, perché ci tenevo
che lei ci fosse, anche perché lei si potesse confrontare con il
presidente Schifani che - lo ricordo a me stesso ma anche a chi ci
segue - è il responsabile di questo disegno di legge, perché la
prima firma ce l'ha messa lui, è ad iniziativa del presidente
Schifani.
E, come ho detto poc'anzi, la soluzione migliore sarebbe quella di
ritirare questo testo anziché di bocciarlo domani. Ritiratelo oggi,
perché si può fare un disegno di legge, un testo più serio, più
conforme alle esigenze del territorio che, realmente, restituisce
delle competenze e delle risorse a questi enti oltre a restituirgli
una guida politica, che è maggiormente condiviso, più trasversale,
le opposizioni non vi darebbero l'agio di dialogare se non fossero
tutto sommato desiderose di offrire un contributo serio e sereno a
un disegno di legge che ad oggi è inefficace, incostituzionale,
confusionario e non offre delle reali prospettive a questi enti che
poi dovranno confrontarsi direttamente con i cittadini, perché da
domani, quando nasceranno nuovamente questi enti, quando una strada
provinciale non sarà più definibile strada ma sarà più assimilabile
a una mulattiera non verranno più a rapportarsi col sindaco o con
l'ufficio regionale ma direttamente con gli organismi di questo
ente che si va a resuscitare.
Allora, dico, anziché proseguire su queste figure barbine, anziché
procedere a colpi di arroganza, anziché far valere la legge sciocca
dei numeri che ti impone una sciocchezza solo perché sostenuta da
un voto in più, vi dico ritirate questo disegno di legge, sediamoci
a discuterne, poi si voterà a settembre, a ottobre, a novembre,
quando ci sarà la sessione adatta, ma con una legge che sia
realmente sostenibile, non con una legge che è fatta tanto per
farla.
A me non interessa se poi, alla fine, lo fate per farvi sostenere
alle Europee, lo fate per creare l'illusione che avete qualche
altro posto, qualche altra prebenda, qualche altra posizione di
comando da distribuire, cioè in questi mesi avete fatto un
manicomio per dividervi le dirigenze generali della sanità, se
aveste messo lo stesso impegno in questo disegno di legge, se ci
aveste messo la stessa foga, probabilmente, avreste avuto un
disegno di legge migliore, invece in questi mesi vi siete occupati
di come dividervi il potere della sanità, due a me, tre a lui,
questo tocca a lui, questo è di Fratelli d'Italia, questo della
Democrazia Cristiana, questo è dell'MPA, questi quattro sono della
Lega, 2 all'MPA, 6 a Forza Italia e compagnia cantando...
Ma poi? Il confronto con il Parlamento in cosa consiste? Nel
venire qui, lasciarla da solo, prima c'erano tutti, prima pensavano
che si votasse, avevano paura di andare sotto, ho sentito voci che
non avevo mai udito al microfono in quest'Aula, presidente Di
Paola, ho scoperto deputati che non sapevo che stavano qua dentro
perché col voto si vede il colore ma non si sente la voce, mentre
ora dopo un anno e passa ho sentito che alcune persone parlano. Io
credevo che non parlassero, invece hanno alzato il dito, hanno
parlato, hanno fatto la strada fino a qua, erano vive, quindi già
un effetto l'avete ottenuto, avete resuscitato qualcuno Ora per
resuscitare anche le province quanto meno cercate di fare qualcosa
di meglio perché poi, come vedete, una volta che è finito quel
momento di costrizione in cui ci sono il Vicepresidente e altri che
sono lì al telefono a chiamare "entra in Aula, entra in Aula, dove
sei? dove sei?", tutti gli Assessori messi qui perché altrimenti
ricomincia di nuovo lo spettro della crisi di Governo, e ora dove
sono? Non c'è più nessuno Nei banchi del centrodestra non ce n'è
uno, collega, controlli se ce n'è qualcuno sotto lo scranno perché
non ne vedo uno. Il Governo lo abbiamo dovuto fare rientrare,
l'Assessore. Che Parlamento è questo? Qual è la serietà di questa
discussione generale? Qual è il reale interesse su questo disegno
di legge? E' un circo e come circo rimarrà
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Di nuovo?
CRACOLICI. Di Mauro se ti do fastidio fai come i tuoi colleghi, te
ne vai Tanto, diciamo, o ci sei o non ci sei è la stessa cosa
DI MAURO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. No, per carità, ascoltiamo queste perle di saggezza
CRACOLICI. No di saggezza devo dire, in questo caso, ne ho poca,
perché sto assistendo sempre più ad una deriva in cui definire
questa maggioranza una maggioranza di avventurieri è dire poco,
perché non solo le norme si scrivono sapendo, e non è solo il mio
pensiero ma è ribadito anche dagli Uffici dell'Assemblea, persino
dal Ministro che dice fate e sulla vicenda specifica, insomma
dice, "noi lo faremo", cioè ha fatto un'intervista in cui
sostanzialmente supera i rilievi e le obiezioni dicendo "ma
siccome noi lo faremo pure, però lo faremo nel 2025, intanto voi
fate". Nel merito, non ha detto nulla. In realtà non poteva dire
nulla, se questa norma, se venisse approvata ai crismi della
regolarità formale che consenta, per davvero, le elezioni.
Mi sono convinto che, secondo me, c'è proprio una mente diabolica
dietro perché, in realtà, a forza di dire vogliamo le province -
cominciò Musumeci, nella scorsa legislatura -, vogliamo
ripristinare il voto alle province, che era il leit motiv. C'è
stato il golpe da Giletti. Per anni, diciamo, la storia è andata
avanti sulle province sciolte da Giletti
Dopo otto anni, siamo ancora qui col fatto che, non solo le
province non ci sono, ma i commissari, nominati prima da Musumeci,
ora da Schifani, continuano imperterriti e mi sono convinto che c'è
una mente diabolica, perché sapete che cosa può succedere? Che
qualora, come io sono convinto, se venisse approvata la legge - e
mi auguro che l'Aula abbia un atto di resipiscenza che consenta di
evitare una grande brutta figura, ma potrebbe succedere questa cosa
-, quindi mettiamo che venga approvata la legge, mettiamo che si
vada al Tar, è certo che il Tar rinvii alla Corte costituzionale,
sospendendo il provvedimento di convocazione dei comizi elettorali
e, per un altro anno e mezzo, avremo i commissari.
Perché a quel punto, che facciamo? Non possiamo che tenere i
commissari. Quindi, a forza di dire sciogliamo le province,
vogliamo l'elezione diretta degli amministratori, da dieci anni
abbiamo i commissari. No, per la verità nel 2012 è stato il primo a
Ragusa, quindi dodici anni. Allora c'è qualche cosa...
Però, questa storia delle province è come dire il leccalecca che
si dà ad una parte dell'opinione pubblica perché poi, parliamoci
chiaro, tutta questa domanda di province in Sicilia non la vedo
Vedo un'attesa, legittima ci mancherebbe, da parte di un ceto
politico che, come dire, venuta meno la dimensione tra i propri
comuni e quella della Regione, si pone un problema anche di luoghi
di rappresentanza, su cui, ripeto, non ho alcuna ragione per essere
contrario. Però, le cose non si possono fare così.
Nel merito, invece, di questo disegno è ancora peggio perché, come
dire, c'è un proverbio che dice "Io non piango mio figlio quando
perde, lo piango quando si vuole rifare". Assessore, lei ha la
responsabilità, e con lei il suo dirigente generale al settore
delle autonomie locali, che deve studiare la norma perché essa
funzioni, perché in materia elettorale non ci può essere né una
circolare, né un decreto che stabilisce le modalità con le quali si
attribuiscono i seggi, dove si attribuiscono, partendo da quale
criterio. In questa legge non c'è.
Le faccio un esempio. Succede che, in una provincia, come Palermo,
o Catania, o Messina, dove ci sono sicuramente più di due con lei
ma anche in altre province, un partito o una lista - faccio
l'esempio di Palermo che conosco meglio -, ci sono dieci collegi,
una lista ottiene sei seggi. Quindi, non prenderà in tutti i dieci
collegi i seggi che spettano al partito. Nella legge ci deve essere
qualcosa scritto, in cui si stabilisce da dove si comincia per
l'attribuzione. Non c'è scritto. Per cui, ad un partito spettano
sei seggi. Quali sono i collegi dove scattano i seggi di quel
partito? Con quale criterio?
Perché con un c'è un paradosso, che con la legge così com'è
scritta può succedere che, con l'attribuzione del quoziente
migliore, possono scattare un numero di seggi superiore al numero
di seggi spettante a quel collegio, per cui un collegio che, in
ragione del numero di abitanti, ha diritto a 4 seggi, mettiamo, se
tu non determini preventivamente come si parte e da dove si
parte...
Nella vecchia legge sulle elezioni provinciali c'era il sistema
della provincia più piccola, cioè del collegio più piccolo, quindi,
si attribuiva nel collegio più piccolo al miglior risultato del
partito maggiore; infatti i partiti più grossi venivano penalizzati
poi, paradossalmente, nella grande città. Perché era un criterio.
Non piace quel criterio? Ce ne deve essere un altro scritto.
Allora, questa legge non può funzionare così com'è scritta e non è
risolvibile con un emendamento d'Aula.
Potrei fare tanti altri esempi per dire che le leggi elettorali
sono un sistema complesso, che non possono essere affrontate in
termini di propaganda, ecco perché vi definisco avventurieri,
perché voi non avete interesse a fare le leggi che funzionano,
avete interesse a fare dei comunicati stampa: "Abbiamo fatto
l'elezione diretta delle province". Poi si farà? Quello è un altro
problema
Volete un altro esempio? E lo dico senza, come dire, non ho alcun
interesse da difendere. I tre sindaci metropolitani di Palermo,
Catania e Messina sono stati eletti in forza di una legge, nel
proprio comune, che prevedeva che la durata del mandato di sindaco
del comune capoluogo coincidesse con la durata del sindaco
metropolitano. Per cui il sindaco Lagalla sa che, essendo stato
eletto un anno e mezzo fa, per altri tre anni e mezzo farà il
sindaco metropolitano. Il sindaco Trantino a Catania, essendo stato
eletto qualche mese fa, sa che per altri quattro anni farà il
Presidente, e la stessa cosa a Messina, che credo sia stato eletto
prima di Lagalla e prima di Trantino.
Può una legge elettorale stabilire che si vota con l'elezione
diretta e non stabilire che succede ai sindaci metropolitani in
carica? Non è dato sapere che fine fanno? Ah, ora gli cambiamo
nome, perché non è più sindaco metropolitano, si chiama presidente
metropolitano. E quindi? Il sindaco metropolitano che fa? Continua
a esistere? Esisterà il presidente e il sindaco metropolitano? Non
è dato sapere
Ma io dico, mi è capitato di leggere leggi, ma devo dire questo
grado di improvvisazione e questo livello di pressappochismo era...
Anche perché, ripeto, tra l'altro, anche come fatto di stile, le
leggi elettorali sono le madri di tutte le battaglie e devono
essere largamente condivise, cioè esiste uno spirito, come dire,
istituzionale che è proprio della materia elettorale, dove ci deve
essere il massimo di condivisione e di coesione, perché attengono
alle regole. E la democrazia è fatta di regole e le regole sono la
base della democrazia.
Ma noi pensiamo di affidare con questa legge ai vari Tar
l'interpretazione di come si deve applicare la legge in Sicilia?
Allora, non so che succederà a questa legge, però ci vorrebbe un
atto di dignità che, devo dire, non vedo perché qui nessuno di voi
ha la forza e l'autonomia, a partire dal Presidente della Regione,
che è venuto l'altra volta. Io lo ripeto, non mi emoziono, né
quando viene, né quando non viene. Non me ne frega nulla. Però, c'è
un problema di responsabilità politica. Si può continuare a
discutere e far finta di discutere di una legge che, qualora
dovesse essere approvata così com'è, non è in grado di determinare
l'elezione vera, diretta degli organi di province e città
metropolitane in Sicilia?
L'ultima chicca e chiudo. Nella legge c'è scritto che i liberi
consorzi previsti dallo Statuto della Regione si chiameranno
province. Lo dico ai vecchi colleghi che quando fu fatta la riforma
con la legge n. 9, dell'istituzione delle province, la legge 9 del
1985 credo che sia, stabilì la denominazione che in Sicilia le
province si chiamassero province metropolitane. Infatti le nostre
province non sono mai state solo province, erano province
metropolitane malgrado lo Statuto li definisse liberi consorzi
comunali.
Ora, rovesciando il modello, torniamo a definire i liberi consorzi
province, li chiamiamo solo province, li potevamo chiamare
Marcello, le abbiamo chiamate province e facendo un'operazione che
è l'esatto contrario del senso per cui erano pensati i liberi
consorzi
Se voi ci fate caso, Assessore lo dico a lei, con questo disegno
di legge si fa un rinvio a una serie di leggi, che dovrà fare il
Parlamento entro 24 mesi, in cui vengono attribuite alle province e
anche a quelle metropolitane una serie di competenze che sono già
in capo ai comuni.
Ora, se ha un senso tenere in piedi un organismo intermedio tra
Regione e comuni, lo ha nella misura in cui specializzi la funzione
dell'ente intermedio, no? Noi alle province attribuiamo competenze
in materia culturale, in materia sociale, in materia sportiva, in
materia di autorizzazione, di coordinamento dell'attività di
impresa, cioè stiamo facendo un altro comune, cioè stiamo pensando
alle province come i nove supercomuni rispetto ai 382 comuni
esistenti, che è un'altra cosa rispetto al modello di ente
intermedio previsto sia dallo Statuto, sia dalla legge la n. 15 che
al di là dell'elezione diretta - ed è questa la n. 15 del 2015,
quella che ha abolito le province - in Sicilia le province non sono
mai state abolite, chi lo dice, dice il falso, perché in Sicilia
con la legge n. 15 sì, sono stati aboliti i sistemi di elezione
diretta degli organi di governo, ma le competenze che sono state
individuate con la legge n. 15 del 2015 sono definite e
specialistiche.
Le province o città metropolitane non hanno mai perso la
competenza esclusiva sulle strade, non hanno mai perso la
competenza esclusiva sulle scuole secondarie superiori, hanno perso
la loro funzionalità, ma non la competenza, cioè le strade che oggi
tutti diciamo che è uno schifo, la situazione delle strade in
Sicilia non è che è figlia della legge n. 15, è figlia del fatto
che nel frattempo le province sono state smantellate e non perché
abbiamo abolito gli organi elettivi, perché la gente se n'è andata
in pensione, perché la gente ha fatto mobilità, per mille altre
ragioni, facendo venire meno quella capacità e funzionalità che
doveva essere propria degli enti intermedi.
Oggi, noi stiamo affrontando il problema, semplicemente facciamo
gli organi elettivi come se avere il Presidente eletto dal popolo -
poi dimenticando che va a votare per le province spesso meno del 25-
30 % dei cittadini - fosse la soluzione di tutti i problemi
Ripeto, anch'io penso che la democrazia diretta sia migliore di
quella delegata e quindi anch'io penso che bisogna ritornare
all'elezione diretta, ma attenzione, affrontiamo il problema di
capire cosa devono fare queste province, con quali risorse, con
quali competenze, evitiamo duplicazioni, evitiamo che le province
siciliane, ed è la ragione per cui sono fallite, torni a fare
feste, festini e forca, che era la tipicità che negli ultimi
quindici anni le province siciliane hanno sviluppato.
Io mi ricordo a Palermo che si era persino inventata la festa
della provincia di Palermo in tutti gli ottanta comuni siciliani.
Poi, per arrivare a quella festa, con quale strada, non era un
problema più della provincia, bastava che ci occupassimo delle
feste Io credo che noi dobbiamo dire chiaramente cosa vogliono
essere le province
Devono essere cose per cui i cittadini sanno che se non funziona
una strada e quella strada si chiama strada provinciale, è inutile
che vadano dal sindaco, inutile che vadano alla Regione, devono
avere davanti un responsabile che si chiama provincia o libero
consorzio, città metropolitana, con cui prendersela e anche quindi
politici ai quali eventualmente alimentare le proteste.
Ma questa idea che è contenuta in questo disegno di legge, di fare
una marmellata, in cui sostanzialmente le province sarebbero
soltanto distributori di soldi - punto e basta - io credo che sia
una vergogna.
Altro che ripristinare gli organi elettivi, si vogliono
ripristinare modelli non funzionanti e che hanno già fallito
miseramente, soprattutto in Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Marano. Ne ha
facoltà.
MARANO. Presidente, Governo che non c'è, - c'è Scusi, Assessore
Messina - colleghi, qualche settimana fa, il Senato della
Repubblica ha approvato la legge che cambierà la storia dell'Italia
e, oltre ad averlo fatto con il voto favorevole di alcuni
siciliani, che sono stati anche in quest'Aula, e oltre averlo fatto
con il loro voto favorevole, lo hanno fatto con un becero accordo
tra i principali partiti del Governo, l'autonomia per la Lega e il
premierato per Fratelli d'Italia.
Un accordo che spacca in due l'Italia, che penalizzerà le regioni
del Sud, lo sappiamo
Le risorse finanziarie arriveranno al Nord e il Sud rimarrà sempre
relegato ai margini
Un accordo al ribasso, Presidente, per una legge senza fondi, una
legge che rimarrà carta straccia da un punto di vista attuativo,
perché? Perché senza una carta delle autonomie che definisca chi fa
cosa e quali siano le funzioni dei comuni, delle province, delle
città metropolitane, così come definisce l'articolo 117 della
Costituzione, al comma 2, la lettera p), tutto ciò rimarrà carta
straccia
Da Roma a Palermo, il denominatore comune è sempre lo stesso.
Questa legge rappresenta una bandierina per alcuni partiti e merce
di scambio per altri
I temi che il Governo ha dovuto affrontare in queste settimane
sono stati tanti: le nomine dei manager della sanità, l'abusivismo
sulle spiagge piuttosto che i termovalorizzatori perché, se da una
parte ci sono i partiti di maggioranza che questa legge la
vogliono, nella stessa maggioranza ci sono altri partiti che non la
vogliono.
E anche in questa trattazione, la maggioranza di questo Governo
arriva spaccata e con la solita arroganza e presunzione, tipica di
questa gestione.
La legge Delrio che è stata attuata completamente, a seguito del
referendum del 2016, così come questa legge non può essere attuata
per un duplice motivo: la prima è l'incostituzionalità,
chiaramente, ne abbiamo parlato in tante sedute perché va in
contrasto con le normative nazionali e la seconda il tema economico
che è essenziale in questa trattazione di questo disegno di legge.
Restaurare un ente, perché stiamo facendo una restaurazione, senza
prevedere un adeguato finanziamento, significa rimettere in moto un
vecchio carrozzone politico con il quale aumenteremo i costi della
politica, tanto è vero che questo Governo, con la legge di
stabilità appena approvata, ha previsto solamente le risorse per
gli organi del Governo.
La disponibilità finanziaria è l'elemento essenziale per garantire
il funzionamento delle province e se non c'è questo chiaramente
stiamo parlando di aria fritta. Mi chiedo: qual è l'obiettivo?
Perché se l'obiettivo... ci sono delle prassi e delle modalità che
si utilizzano in qualsiasi tipo di programmazione all'interno di
quello che è un'organizzazione, un'azienda, qualsiasi tipo di
organizzazione, pone prima un obiettivo dare aggiungere e per
raggiungere l'obiettivo poi si stabilisce una programmazione e dei
ragionamenti logici, compreso quello dello stanziamento economico
che è essenziale, per poter raggiungere l'obiettivo. Cosa avremo
con questa legge? Migliorerà la vita dei cittadini? Non credo. Ma
il punto è che i cittadini, quando noi qua dentro legiferiamo,
sono l'obiettivo sempre primario ed essenziale, solo che purtroppo
in ogni cosa che facciamo qui dentro risultano sempre essere quelli
non considerati perché la vita non cambierà ai cittadini, anzi
verrà complicata.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gilistro. Ne ha
facoltà. A seguire l'onorevole Dipasquale e l'onorevole Cateno De
Luca.
GILISTRO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, volevo
partire dall'ultima parola dell'onorevole che mi ha preceduto,
l'onorevole Cracolici, "vergogna". Onorevole lei ha detto
"vergogna". Perché dovremmo vergognarci? Glielo dico io. Perché
vergognarci? Perché come li vogliamo sperperare i soldi dei
cittadini siciliani? Questo è il modo con cui dobbiamo iniziare
questo discorso, in tutta la discussione che c'è stata oggi ho
visto solo ombre, solo ombre. Ci sono deputati molto più anziani di
me, in termini anche di legislature, che hanno detto più volte al
Governo che ci sono ombre decise su questa legge e lo hanno detto
in tutti i modi, lo hanno detto in tutti i modi.
Allora mi chiedo: a che serve tutto ciò? A creare che cosa?
Perché dobbiamo rimettere in moto una macchina dispendiosa che
costerà tantissimo ai cittadini siciliani? Per creare poltrone?
Presidente ce ne sono già tante aziende in Italia che fanno
poltrone, a noi non interessano le poltrone, interessano gli
interessi dei cittadini. Questo è il problema.
Deputati regionali, assessori, cominciamo e partiamo dalla
retribuzione di tutte queste nuove figure delle province. Per far
cosa? Questo è quello che mi chiedo: per fare cosa? Allora,
assessore le voglio dire una cosa e la dico col cuore questa volta,
parlo a nome anche della provincia di Siracusa, del libero
consorzio di Siracusa che da anni è in dissesto finanziario.
Allora, prima di spendere questi soldi per finalità che non
abbiamo ancora compreso, questo è il problema, cioè noi vogliamo
creare poltronifici, aziende, senza dargli risorse, in più abbiamo
un'azienda a Siracusa che è in dissesto finanziario.
Dunque, mi chiedo: invece di sperperarli questi soldi, potremmo
impiegarli per cercare di riassestare, almeno, quello che è toccato
da decenni alla provincia, al libero consorzio di Siracusa. Questo
dobbiamo fare. Innanzitutto, portare a compimento quello che ci
tocca fare, cercare di sanare situazioni che sono già
drammaticamente in dissesto da anni e poi ragionare, togliere
ombre, se dobbiamo decidere una legge, una legge deve essere una
legge che non deve avere la possibilità di essere impugnata. Non
possiamo spendere soldi per elezioni e per fare ulteriori
presidenti, consiglieri e poi farci impugnare e ricreare di nuovo
commissari. Ce li abbiamo già, cerchiamo di ragionare, di portare
risorse alle province, scatole senza risorse non hanno nessun
senso, hanno solo il senso di creare poltrone per il Governo e a
questo noi non ci stiamo. A questo non ci stiamo come Movimento.
Se, invece, le province fossero realmente una, chiamiamola Azienda,
che potesse veramente ridare ai cittadini la speranza di avere le
scuole sicure, di avere delle scuole integre, di avere delle strade
intere, sicure, allora posso capirlo, ma creare poltrone senza
risorse finanziarie a questo, noi Movimento Cinque Stelle, non ci
stiamo.
PRESIDENTE. L'onorevole Dipasquale ha chiesto di fare giusto un
appunto.
DIPASQUALE. Presidente, io non ero intervenuto nella discussione.
Intanto, la ringrazio comunque per avermi dato la parola. Io non
ero intervenuto nella discussione generale, il mio era un
intervento sull'ordine dei lavori che poi ha prodotto gli effetti
sperati, perché quelle corse - capisco che siamo nel periodo
carnevalizio, quella carnevaliata che c'era stata di quella corsa
ad intervenire poi si è fermata.
Io, perché le ho chiesto di intervenire? Perché, nel frattempo, ho
ricevuto una e-mail che vi voglio leggere, colleghi. Perché certe
volte pensiamo che poi non ci ascoltano da casa, invece da casa ci
ascoltano. "Ho attentamente ascoltato il suo intervento. Come ex
consigliere provinciale - per questo ve la leggo - come ex
consigliere provinciale della Provincia di Catania, lo condivido
pienamente. Con la eliminazione delle province, sostituite dai
consorzi, lo Stato ha diminuito i trasferimenti e anche la Regione,
chi sarà eletto non andrà ad amministrare un bel niente, solo a
percepire un'indennità. Per rimettere in carreggiata le province
sono necessari milioni di euro che la Regione dovrà sborsare -
quello che abbiamo detto prima, che ad oggi non ci sono perché ci
sono solo le risorse per le indennità - per rimettere in
carreggiata le province, quindi, ci vogliono tutti questi soldi. Le
faccio presente che la sola Città metropolitana è socio unico della
società Pubbliservizi che costava all'ente 18 milioni di euro, oggi
fallita, sostituita da un'azienda speciale che costerà almeno 22
milioni di euro. Ci sarebbe molto da dire ma finisco per dire che
le ex province non hanno dipendenti, molti sono andati in pensione
e altri in altri enti. Chi sborserà le risorse per le nuove
assunzioni? Ha citato Musumeci, il quale durante la sua presidenza
ha acquistato dalla Regione un'area denominata ex Age, per un
importo di 17 miliardi, ovviamente vecchie lire. Quest'area, oggi
abbandonata, era ed è inquinata per la presenza d'amianto. Buon
lavoro".
Perché mi sono voluto permettere di intervenire nella discussione
generale citando - non cito il nome, ovviamente la mail me lo
indica - solamente la testimonianza di un ex consigliere
provinciale, dove non ci credono neanche loro. E' chiaro che stanno
preparando, c'è chi pensa questo poltronificio' per una classe
dirigente, le province andavano fatte, ma andavano fatte pensando
prima di tutto alle risorse: le province senza risorse sono
solamente un poltronificio', sono solamente una possibilità a
qualche amico consigliere comunale, presidente della Provincia,
assessore, di percepire un'indennità e questo secondo me è un
errore, cioè non aver messo le risorse è stato il più grande
errore che sta facendo questa classe politica.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale, ha chiesto di
intervenire l'onorevole Cateno De Luca, e poi non ho più iscritti a
parlare per la discussione generale. Prego onorevole.
DE LUCA Cateno. Grazie Presidente, onorevoli colleghi, Assessore
Messina che tenerezza che ci fa, solo, qui lasciato solo, veda è il
destino di chi si trova in imbarazzo Assessore Messina, d'altronde
lei proviene dalla categoria dei sindaci è un'altra pasta con
grande bon ton istituzionale e qui, veda, anche l'onorevole
Pellegrino ha fatto il pellegrino, non c'è più, ci doveva dare una
spiegazione su quella che era la contraddizione, qui non c'è
nessuno della maggioranza, tutti scomparsi, si sono squagliati
tutti quanti Presidente, va bene, ma il nostro dovere lo dobbiamo
fare anche per sottolineare alcune questioni importanti e voglio
parlare di quando ero sindaco di Messina e sindaco della Città
metropolitana di Messina perché qui ho sentito tanti interventi di
alcuni colleghi un po' a sproposito; piuttosto, Presidente,
possiamo disdettare il logopedista, perché abbiamo scoperto che
alcuni colleghi parlamentari parlano, e noi non ce ne eravamo
accorti, magari quel logopedista che ancora mio padre aspetta,
Assessore Messina, da oltre un anno, gliel'abbiamo chiesto,
stavolta è stato cattivo il suo ologramma, non mi ha raccomandato.
Un anno fa mi sono raccomandato per i fisioterapisti e dopo una
settimana il Presidente Schifani me lo ha fatto arrivare perché era
da otto mesi che non arrivava, non è che lei si occupa pure di
raccomandazioni nella sanità per caso? Perché, veda, oggi è scaduto
anche il fisioterapista a mio padre, lo sa ora cosa succede? Domani
fa la domanda e passeranno mesi prima che glielo assegnino per
l'ennesima volta, ma questa infatti è la sanità che funziona di cui
ci ha parlato l'ologramma Schifani.
Veda, Presidente, ora le faccio delle citazioni che a lei faranno
piacere, credo che lei conosce tale Alessio Villarosa e conosce
tale Laura Castelli, quando ero sindaco della Città metropolitana
di Messina, avevamo con il Governo Musumeci il quale di tutto ha
fatto piuttosto che occuparsi di sbloccare comunque le elezioni di
secondo livello delle Città metropolitane, dei Liberi Consorzi,
noi lo dobbiamo ricordare a Schifani perché comunque è una
continuità sempre di quel Governo e spesso con grande imbarazzo
parla sempre di quelli di prima, mettendo in imbarazzo la sua
maggioranza perché probabilmente dimentica che quelli di prima sono
sempre il centrodestra che ha governato questa terra e che ha
impedito, quando io ero sindaco della Città metropolitana di
Messina, quindi svolgevo la mia funzione doppia di sindaco della
città di Messina e di sindaco della Città metropolitana. E ricordo
quando ho chiesto a Villarosa, che era allora Sottosegretario alle
finanze, e a Laura Castelli, che era Vice Ministro all'economia,
di predisporre un provvedimento per cercare di sbloccare la
situazione vergognosa che c'era in Sicilia per quanto riguardava le
ex province e devo dire che nonostante io con gli amici del
Movimento Cinque Stelle - qua c'è il collega De Luca che ne sa
qualche cosa - a Messina non andassimo d'amore e d'accordo, anzi,
erano all'opposizione e ce ne siamo dette di tutti i colori,
quella che è stata devo dire la posizione da parte di Castelli e di
Villarosa ci ha consentito e ha consentito al sindaco di Messina di
individuare un percorso per fare avere un intervento straordinario
in tutte le Città metropolitane e i Liberi Consorzi della Sicilia,
un intervento triennale che ha consentito alla Città metropolitana
di Messina di diventare una delle più virtuose, perché, ovviamente,
in quei tre anni io ho tagliato gli sprechi, ho riorganizzato
l'Ente e ho cercato di accelerare la spesa.
Infatti, quello che era il piano che distingueva le performances
delle città metropolitane, il cosiddetto masterplan, eravamo la
seconda in Italia come capacità di spesa. Ma tutto questo cozzava
con un fatto che poi è stato, bene o male, detto qui in quest'Aula.
A proposito, non c'è il collega Figuccia il quale, bontà sua, ogni
tanto si ricorda di noi e ci dice che siamo ipocriti.
Io non ho visto, assessore Messina, tranne che non ho letto male,
che i soldi che sono destinati per le indennità trasformeranno i
consiglieri comunali, i consiglieri provinciali, gli assessori e i
sindaci in cantonieri, perché, probabilmente, Figuccia avrà preso
una cantonata.
Il collega Figuccia pone un tema, a modo suo, che è questo: cioè
qui vuole, e lo dico ai colleghi dell'opposizione, state attenti,
perché Figuccia è, diciamo, il semplicione della compagnia, quindi
ha fatto scappare la strategia comunicativa che il centrodestra ha
preparato. Vogliono, assessore Messina, scaricare sulle nostre
spalle quello che, probabilmente, succederà domani.
Veda collegare il dissesto delle strade agricole e, soprattutto,
anche le strade di collegamento tra i vari Comuni o anche le
condizioni degli istituti superiori o anche quella che è la mancata
assistenza agli studenti disabili degli istituti superiori, a patto
che non ci sono gli organi politici direttamente eletti dal popolo
significa che, non solo si può prendere in giro i siciliani, ma si
continua veramente a voler creare illusioni.
Abbiamo già visto che, in base alle funzioni che sono state da lei
predisposte per questa rivoluzione che aspettiamo da anni -
Musumeci ci ha fatto aspettare un bel po' di anni - le risorse non
ci sono Non abbiamo visto neanche in una strategia di fondi
extraregionali, assessore Messina non so se gli hanno fatto sentire
anche l'odore di questi fondi, perché veda lei nella sua qualità,
visto che portava in Aula questo disegno poteva anche stabilire che
le città metropolitane e anche i liberi consorzi o quello che
saranno le future province, quanto meno, avessero una dotazione di
fondi extraregionali per gli interventi che non si sono potuti fare
in questi anni. Neanche questo.
E allora, e concludo Presidente, noi vogliamo ribadire un
concetto. Per quanto riguarda l'elezione diretta degli organi
politici delle cosiddette province, siamo d'accordo perché è giusto
che il territorio abbia le sue rappresentatività e, soprattutto,
anche un collegamento diretto con quelle che sono le dinamiche nel
territorio con un ente intermedio che deve riprendere le sue
funzioni.
E' logico che, allo stato attuale, se dovessimo esprimere un
giudizio su questa legge, non me ne voglia il gentile assessore
Messina, state preparando un altro stipendificio' per i tanti
tromboni e trombati. State utilizzando questa occasione per
compensare le frustrazioni che ci sono nella vostra maggioranza e
per completare la spartizione che riguarda la sanità.
Ha riguardato altro, non è bastato, perché ormai qui c'è una
continua e costante azione di occupazione militare di tutte le
istituzioni, di tutti i posti di sottogoverno, ne mancano, e avete
l'urgenza di approvare in Aula questa norma che sapete che poi
finirà come finirà ma, intanto, create illusioni. Illudete le
truppe perché vi servono per le europee, probabilmente, serviranno
per questa prova muscolare ma partiamo dal presupposto che, proprio
anche l'implosione che si è registrata qualche settimana fa in
quest'Aula, probabilmente, sarà una ulteriore implosione che
vedremo domani ma che nessuno si permetta, assessore Messina, di
coinvolgere le opposizioni in queste faide che vi stanno portando a
sbattere. Noi non siamo stati coinvolti e non ci riguardano le
vostre divisioni.
Domani vi aspetteremo al passo ed ovviamente, già dicendovi
chiaramente che siamo tutti d'accordo qui, quasi quasi, cioè
all'unanimità, per cui questa norma mi auguro per lei che passi,
perché non è che finora le sue proposte ma non per lei, perché
proprio questa sera, plasticamente, io direi di fare una foto
all'assessore Messina, di fare una foto perché questa situazione
plastica di questo Governo, di un uomo per bene lasciato lì solo, è
esattamente ormai il quadro nel quale continua a muoversi il suo
capo, l'ologramma Schifani.
PRESIDENTE. Grazie onorevole De Luca. Ovviamente la discussione
generale è finita.
Ai sensi dell'art. 83, comma 2, del Regolamento interno
Vi sono due interventi ai sensi dell'ex art. 83 del Regolamento
interno, l'onorevole La Vardera e l'onorevole Burtone.
Ha facoltà di intervenire l'onorevole Burtone.
BURTONE. Signor Presidente, avrei voluto fare l'intervento con la
presenza dell'Assessore per l'agricoltura, lo avevo visto in Aula,
purtroppo avrà avuto degli impegni e non è qui con noi, però spero
che l'Assessore agli enti locali, ma anche lei, in quanto
Presidente dell'Aula, possiate fare arrivare all'Assessore qualcosa
che io mi permetto di segnalare.
E' da qualche settimana che vediamo l'Europa attraversata da
un'ondata di protesta, sono gli agricoltori, sono gli allevatori,
che stanno manifestando, girano per le strade con i loro mezzi di
lavoro, tutte le realtà più significative del mondo agricolo
europeo sono mobilitate, tante città sono caratterizzate in questo
momento da presìdi che si sono realizzati.
C'è una contestazione da parte del mondo agricolo nei confronti
dell'Unione Europea per come si sta andando avanti in un obiettivo
che dovrebbe essere invece positivo, quello della transazione
ecologica e ambientale, perché come altre volte è accaduto le lobby
economiche e agricole stanno avendo la prevalenza rispetto agli
interessi dei piccoli agricoltori, quindi si chiede di rettificare
il tiro, di cambiare e noi dobbiamo avere consapevolezza che sono
questioni vere, che appartengono anche alle nostre comunità.
Anche l'Italia è stata ed è attraversata da questa onda di
protesta, tanti agricoltori e operatori della zootecnia sono
presenti in alcune piazze, presidiano con le loro famiglie
rinunciando a lavorare, quindi anche con delle difficoltà che
trovano nel loro percorso.
Io credo che, con amarezza, dobbiamo anche mettere in evidenza che
la Sicilia non è estranea a questo modo di protesta, anzi in
Sicilia ci sono elementi ancora più acuti rispetto alle
problematiche presenti nel resto del nostro Paese e presenti in
Europa, perché da noi ci sono costi notevoli dal punto di vista
energetico, ci sono aumenti spropositati che afferiscono
all'utilizzo dei fertilizzanti ma c'è un dato ancora più
significativo ed è la mancanza di acqua, la carenza di acqua, la
siccità.
Presidente, lei lo ricorderà perché ho utilizzato questo strumento
di intervenire alla fine dei lavori d'Aula, che io sono intervenuto
più volte, lo voglio qui ricordare: la prima volta sono intervenuto
a marzo sul tema della siccità, poi sono intervenuto ad aprile e
poi a maggio e poi a giugno e poi a luglio e poi ad agosto e poi
ripreso i miei interventi a novembre ed ho fatto questi interventi
perché mi sembrava necessario evitare di intervenire a posteriori,
come sta avvenendo in alcuni casi.
Perché noi del Partito Democratico, i colleghi hanno insieme a me,
ognuno con il proprio riferimento provinciale, abbiamo presentato
degli interventi significativi, interpellanze e interrogazioni,
abbiamo posto il tema per chiedere al Governo della Regione, in
particolare all'Assessore, di intervenire non abbiamo avuto alcuna
risposta.
Ora ho detto che è stato insediato un'unità di crisi.
Ricordo che un anno fa circa, sarà stato ripeto a marzo, il
Governo nazionale annunciò la nomina di un Commissario per i
problemi idrici, in particolare per i problemi irrigui agricoli e
non si è fatto nulla. L'unità di crisi è stata costituita. Io spero
che si attui quanto meno un minimo di programmi, che il Governo
spenda subito i pochi fondi che sono stati deliberati nella
finanziaria.
Io sono di un paese, Militello in Val di Catania, in cui c'è una
presenza di tanti agricoltori. Un detto molto diffuso
nell'agricoltura, quando si fa riferimento ai contributi da
ottenere è "Picca, maledetti e subito ".
Sono poche, però si diano subito queste risorse, perché quanto
meno si dia una risposta alle nostre comunità, continua ad esserci
il problema dell'irrigazione. Io lo voglio sottolineare, non
arriviamo all'ultimo momento, non arriviamo all'ultimo momento, c'è
attualmente il bacino del lago di Lentini che ha ancora risorse
idriche, si operi con immediatezza, si utilizzino i lavoratori dei
consorzi di bonifica, si operi tenendo un profilo anche di
protezione civile in modo da poter fare delle operazioni in urgenza
per realizzare quelle pompe di sollevamento per cui da anni
quell'acqua non viene utilizzata e oggi è fondamentale perché si
sono i nostri comparti agricoli che sono bloccati per questa
siccità e ci sono il mondo dei produttori della zootecnia. Stanno
finendo il foraggio, non hanno possibilità e debbo dire c'è anche
un modo quasi disumano di non rispondere perché questi animali
rischiano di morire perché non hanno foraggio e non hanno acqua.
Allora, io non voglio aggiungere altro, non faccio polemiche. E'
stata data questa risposta spero, l'Assessore possa portare nel
Governo anche quello che è un sentire comune della opposizione, in
particolare io faccio riferimento ai parlamentari Pd si operi
subito con immediatezza c'è il tema scottante, scottante, della
mancanza di acqua. Si faccia quello che è indispensabile e lo si
faccia subito, perché le nostre produzione e i nostri operatori
zootecnici non possono aspettare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole La Vardera. Ne ha
facoltà
LA VARDERA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, in
queste ore, abbiamo ascoltato e assistito alla storia della
italiana Ilaria Salis che, detenuta in Ungheria, ha fatto parlare,
discutere l'intero Governo nazionale, con tanto di interventi del
Ministro degli Esteri.
Ma tutti quanti noi, questo Parlamento in particolare, nella
fattispecie anche il Governo, abbiamo dimenticato la storia
dell'italiano Filippo Mosca, giovane di 29 anni originario di
Caltanissetta che è detenuto in carcere ormai da diversi mesi in
Romania e la madre denuncia condizioni al limite della naturale
dignità umana. In trentacinque metri quadri, alloggiano ben
ventiquattro detenuti in condizioni igienico-sanitarie immonde e
con la possibilità di lavarsi una sola volta a settimana.
Il giovane Filippo Mosca, che in queste ore è detenuto presso il
carcere di Romania, della sua Provincia Presidente, della Provincia
di Caltanissetta, quindi le chiedo anche un impegno forte di questa
Presidenza affinché il Governo possa in qualche maniera intervenire
presso il Ministero degli Esteri, nella persona del Presidente
della Regione, che ovviamente mentre stiamo parlando non c'è, non
esiste e non si è materializzato.
Noi come Gruppo parlamentare Sud chiama Nord abbiamo presentato
una mozione proprio al governatore Schifani affinché possa far
valere il diritto a essere trattato in modo dignitoso di un
cittadino italiano.
Io non entro nel merito della giustezza o meno della sua capacità
appunto di essere stato, il perché è stato incarcerato presso le
patrie galere della Romania. Io non entro nel merito, però entro
nel merito rispetto al fatto che il Governo regionale non ha
proferito una sola parola per le condizioni igienico-sanitarie e
della dignità umana, con il quale questo detenuto siciliano si
trova ormai da diversi mesi in Romania.
Abbiamo parlato tantissimo del caso di Ilaria Salis. Se n'è
parlato, addirittura, a Bruxelles, durante l'intervento della
premier Giorgia Meloni con l'incontro con il Primo Ministro
ungherese, ma non è stata proferita una sola parola per il nostro
concittadino, corregionale Filippo, al quale noi vogliamo,
comunque, rivolgere un pensiero al di là, ripeto, della questione
meramente legale della sua, eventuale o presunta, colpevolezza.
Noi, come Regione, dobbiamo tutelare i diritti dei nostri
corregionali e il diritto sacrosanto a delle condizioni carcerarie
degne della vita umana.
Allora, in questo momento, la mamma del povero Filippo denuncia
condizioni non degne, non compatibili con una condizione dignitosa
delle carceri rumene e, quindi, chiedo veementemente un intervento
del Presidente della Regione. Lo abbiamo fatto attraverso una
mozione. Questo è quello che possiamo fare, come strumento
legislativo, come strumento, appunto, a disposizione dei deputati.
Una mozione, nulla di più, possiamo fare.
Di più può fare questo Governo, nella persona del Presidente della
Regione. Presidente Schifani, so che mi sta guardando come dire,
con quegli occhi degni insomma di essere...da teatro. Ormai ci
siamo abituati a quella sedia vuota, e quindi parliamo soltanto ad
un Presidente Schifani che non c'è, che non esiste. Quindi se c'è o
non c'è, è la stessa cosa.
Ma la questione è seria. Non ci possiamo permettere di stare a
guardare, e di fare orecchie da mercanti a tutela del nostro
concittadino Filippo. Anche oggi, a Bruxelles, al Parlamento
europeo Ignazio Corrao ha parlato di questa storia, e purtroppo,
ancora oggi, il silenzio di questo Governo la dice lunga su come
noi rispettiamo i nostri concittadini, i nostri corregionali.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera. Le consiglio anche di
presentare un ordine del giorno, eventualmente, se domani si vota
il disegno di legge o, comunque, nei prossimi disegni di legge,
anche per accelerare ed impegnare il Governo regionale.
Rinvio la seduta a domani, mercoledì 7 febbraio 2024 alle ore
14.30.
La seduta è tolta alle ore 18.42(*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
VIII SESSIONE ORDINARIA
93a SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 7 febbraio 2024 - ore 14.30
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
- Disciplina in materia di funzioni, organi di governo e sistema
elettorale delle province e delle città metropolitane. (n. 319-
97/A) (Seguito)
Relatore: on. Abbate
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
- Risposta scritta pervenuta alla seguente interrogazione:
da parte dell'Assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica
N. 267 - Iniziative urgenti relative alle procedure adottate
dal Commissario straordinario del Comune di Priolo Gargallo
(SR).
Firmatari: Auteri Carlo
- Con nota prot. n. 19283 del 10 maggio 2023 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per le autonomie locali
e la funzione pubblica.
Comunicazione di parere reso dalla competente Commissione
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Deliberazione n. 412 del 26 ottobre 2023. Schema di
Regolamento Norme in materia di raccolta, coltivazione,
commercio e tutela del consumo dei tartufi freschi o
conservati - Tutela degli ecosistemi tartufigeni'.
Apprezzamento (n. 29/III).
Reso in data 24 gennaio 2024.
Inviato in data 1 febbraio 2024.
Comunicazione di deliberazione della Giunta regionale
Si comunica che è pervenuta la deliberazione della Giunta
regionale n. 22 del 24 gennaio 2024, relativa a: Schema di
decreto: Norme di attuazione dello Statuto speciale della
Regione siciliana in materia di trasferimento ai comuni delle
funzioni di polizia amministrativa di cui agli articoli 68 e
69 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza
approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 -
Apprezzamento .
Copia della predetta delibera è disponibile presso
l'archivio del Servizio Commissioni.
Comunicazione di sentenza della Corte costituzionale
Si comunica che la Corte Costituzionale, con sentenza n. 9
del 2024, ha dichiarato:
- l'illegittimità costituzionale dell'articolo 7 del decreto
legislativo 27 dicembre 2019, n. 158 (Norme di attuazione
dello Statuto speciale della Regione siciliana in materia di
armonizzazione dei sistemi contabili, dei conti giudiziali e
dei controlli) nel testo vigente ratione temporis;
- l'illegittimità costituzionale dell'articolo 4, comma 2
della legge regionale 28 dicembre 2019, n. 30;
- l'illegittimità costituzionale dell'articolo 110, commi 3,
6 e 9 della legge regionale 15 aprile 2021, n. 9.
Allegato B
Risposte scritte ad interrogazioni (testi)