Presidenza del Presidente Galvagno
Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 15.18
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in assenza
di osservazioni in contrario, nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Onorevoli colleghi, vi chiedo di prendere posto.
Sull'ordine dei lavori
MICCICHÈ. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHÈ. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, ieri non c'ero per un problema di salute, ma ho
visto tutta la seduta in streaming. Scusatemi, onorevole Assenza,
scusatemi... devo dire che ci sono stati degli interventi che mi
hanno decisamente convinto e mi rivolgo a lei.
Se noi rinviamo una legge in Commissione, non è che la mandiamo in
visita in Commissione, non è che le facciamo fare una gita. La
rinviamo in Commissione perché la Commissione la possa riesaminare,
perché c'è qualcosa che non va. Peraltro, qualcuno ieri diceva che
lo stesso Assessore aveva chiesto che fosse rinviato in I
Commissione proprio per poterla risistemare ma, in ogni caso,
essendo uno che da Presidente dell'Assemblea di forzature al
Regolamento ne ha fatte tante, lei mi stava accanto da Segretario e
si ricorderà, però le forzature si possono fare
sull'interpretazione di un articolo del Regolamento, non sul
Regolamento che dice che, comunque, si può rimandare in Aula dopo
15 giorni. Là c'è poco da interpretare. Il fatto che lei dica che
nessuno ha obiettato ma quanto meno, si va in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, lo si dice in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, ci si fa dare un ok dai
Presidenti dei Gruppi, perché, Presidente, facendo così veramente
siamo far west senza sceriffo.
A questo punto, cioè, veramente non conta, non è più un fatto di
interpretazione, è un fatto di dire io comunque faccio quello che
voglio .
Ora, io la capisco perché, così come lo facevo ogni tanto io, mi
rendo conto che lei vuole avere anche da Presidente, giustamente,
il diritto di fare, però, una legge che sappiamo che a livello
nazionale verrà fatta nel 2025, quindi sarebbe la cosa più chiara e
più limpida di questo mondo farla anche noi nel 2025 insieme al
resto del Paese, una legge che di fatto è stata già bocciata dalla
Consulta perché la Consulta ci ha detto che, dopo la legge Delrio,
non è possibile avere alcune Regioni d'Italia che si differenziano
dalle altre, per cui è evidente che questa è una legge che sarà
bocciata di nuovo dalla Consulta.
In più non capisco, politicamente parlando, qual è il significato
di questa legge. Scusi, assessore Turano, assessore Turano, chiedo
scusa, assessore Messina, chiedo scusa. Grazie.
Anche a livello politico, io non ho chiaro il motivo per cui tutti
i partiti, specialmente quelli più piccoli, vadano verso il
suicidio. Veramente non riesco a capire, perché è chiaro che, con
le europee, quelli che guadagnano sono solo Fratelli d'Italia,
Movimento Cinque Stelle e PD che, peraltro, sono anche contrari a
farlo ma non riesco bene a capire, veramente, come Forza Italia,
Lega e Cuffaro, Lombardo, possano essere favorevoli a un'operazione
di questo genere che li ammazza. Questo è ovvio perché è chiaro
che, con le europee, c'è la televisione che parla soltanto delle
cose nazionali e sicuramente non si sofferma sulle province.
Io credo che questa è una legge per cui lei sta facendo una
forzatura esagerata. Mi dispiace dire che il fatto che glielo
ordinino, io spero che non sia così, però la libertà del Presidente
dell'Assemblea deve essere massima. Il Presidente dell'Assemblea
deve garantire tutti.
Io non posso dimenticare quando Violante disse che il Presidente
dell'Assemblea garantisce da solo, quando era Presidente della
Camera. Bene, veramente, rimango male se questa legge continua ad
andare avanti, perché mi sembra una brutta cosa che si sta facendo
al suo Parlamento, visto che questo è il suo Parlamento, oltre che
di tutti noi.
E' una cosa che, comunque, non avrà seguito perché verrà bocciata
e, in più, poi questo entrerò nel merito, ma ieri parlavo con un
importante sindaco di area metropolitana che mi diceva scusate, ma
le aree metropolitane che fine fanno ? Non ce n'è cenno. Cioè, a
quello che è oggi Lagalla, sindaco dell'area metropolitana, c'è
qualcuno che gli comunica che non lo è più? Inoltre, come si vota,
quali sono gli eletti, dov'è stabilito, chi lo inventerà? Sarà
l'Assessorato agli enti locali che dirà tu, tu e tu ? O c'è una
norma che non c'è? Per cui è veramente una legge che non sta in
piedi, che è fatta male in funzione di una premura che non ha
senso, che non ha logica, che non conviene, che non conviene a
questa Regione, perché non c'è motivo di differenziare dal resto
delle Regioni d'Italia; che non conviene ai partiti e, mi permetto
di dirle, Presidente Galvagno, che lei sa quanto le voglia bene,
che non conviene a lei, perché è un'operazione che non la fa uscire
bene da questo tipo di dibattito, perché questa cosa non si può
fare.
Ora, ripeto, con tutte le forzature che ho fatto io, non dovrei
essere io a dirlo, ma questa non è un'interpretazione diversa, è
proprio un fregarsene del Regolamento.
PRESIDENTE. No, onorevole Micciché, la ringrazio per l'intervento,
però non mi rivedo nella forzatura. Forzatura sarebbe se si facesse
qualcosa senza alcuna osservazione, cioè fregandosene di chi
eventualmente si è opposto durante una comunicazione che è stata
fatta.
Ricordo a me stesso, no, aspetti, completo io, ricordo a me stesso
che quest'Aula in passato, non con me né tanto meno sto dicendo con
lei, ma in passato talvolta anche all'unanimità ha votato leggi
dove l'asino potesse volare.
Noi non abbiamo fatto questo, ma abbiamo comunicato
sostanzialmente, dicendolo all'Aula, non in maniera veloce, non in
maniera che potessero essere non chiare e trasparenti, quelle che
erano le intenzioni. All'unanimità, non c'è stato uno, dico un solo
intervento. Se ci fosse stato
MICCICHÈ. Non è stato rinviato in...
PRESIDENTE. No, no, anche in Aula si può fare e, in funzione delle
interlocuzioni e degli interventi che sono stati fatti, questa
Presidenza ha ritenuto che si potesse andare avanti lo stesso e lo
abbiamo anche comunicato in Aula.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Grazie, signor Presidente. Onorevole Presidente della
Regione, Governo, onorevoli colleghi, signor Presidente, io le
reitero la richiesta che le ho fatto ieri e non so se poi questa
richiesta l'ha trasmessa al Presidente della Regione.
La richiesta, signor Presidente, è quella di poter ritirare questo
disegno di legge. Non entro nei contenuti; abbiamo già fatto la
discussione generale ieri. Però, signor Presidente, ogni qualvolta
- e mi rivolgo anche al Presidente della Regione -, ogni qualvolta
noi, come Gruppi parlamentari, in questa legislatura abbiamo fatto
un percorso sui disegni di legge nel rispetto ovviamente della
maggioranza e delle minoranze, quando c'è un percorso in qualche
modo, come dire, studiato insieme ai Gruppi parlamentari, il
disegno di legge diventa legge, cioè arriviamo, e lo abbiamo visto
anche in finanziaria, arriviamo nei tempi anche concordati
all'approvazione della legge.
Signor Presidente, su questo disegno di legge, al momento, il
Movimento Cinque Stelle, e non solo per posizione ideologica ma, lo
abbiamo detto più volte, anche nei contenuti, e mi ascolti, signor
Presidente dell'Assemblea, noi potremmo anche dire "ok,
approviamola velocemente , indipendentemente da quello che succede,
perché a noi verrebbe comodo anche votare per l'election day,
perché il Movimento 5 Stelle è il primo partito ad oggi, quindi, in
Sicilia saremmo sicuramente favoriti da un election day. Però,
andremmo ad approvare una legge che sicuramente per tutto quello
che è stato detto in discussione generale, non farebbe una buona
cosa ai siciliani alle eventuali Province o aree vaste che vogliamo
ripristinare nell'organo politico con un'elezione diretta.
Presidente, sa cosa mi ricorda questo disegno di legge? E qualche
collega la scorsa legislatura era pure presente. Il disegno di
legge sulla riforma per quanto riguarda il sistema dei rifiuti.
Anche in quel caso, colleghi, su quel disegno di legge si discusse
per mesi e mesi all'interno della V Commissione, fu portato in
Aula, non ci fu ascolto perché anche lì noi più volte reiterammo la
richiesta. Ritiriamo per il momento il disegno di legge, si fanno
ulteriori verifiche e, in questo caso, le verifiche devono essere
fatte soprattutto a Roma, perché più volte abbiamo parlato
dell'interferenza per quanto riguarda la legge Delrio. Io chiedo,
signor Presidente, e qui c'è anche il Presidente della Regione,
anziché andare avanti, anziché andare e io stesso le chiederò il
voto segreto fin dall'articolo 1, così come fatto la scorsa
legislatura per quanto riguarda la riforma sui rifiuti.
Io direi che una scelta saggia, oggi, da parte del Governo
potrebbe essere quella di ritirare questo disegno di legge, fare
ulteriori riflessioni e dopodiché fare un percorso, dopo che a
livello nazionale, la legge Delrio verrà o superata o modificata.
Quindi l'appello lo reitero per l'ennesima volta, Presidente,
visto che c'è l'autorevole presenza del Presidente della Regione,
di modo tale che quest'Aula non si trasformi nuovamente in una
lotta nelle votazioni a voto segreto che, anche se poi la votazione
a voto segreto permettesse di approvare i vari articoli sicuramente
nei vari emendamenti, potremmo andare ad inserire strutture e non
faremo sicuramente una buona legge. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Paola.
Ha chiesto di parlare sull'ordine dei lavori l'onorevole De Luca
Cateno.
Ne ha facoltà.
DE LUCA Cateno. Presidente, onorevoli colleghi, voglio ringraziare
il Presidente Schifani perché dà conferma che mi segue. Segue le
mie dirette, io non ci credevo.
Guardi, Presidente del Parlamento, ne abbiamo avuto conferma.
Domenica scorsa abbiamo preannunciato la manifestazione 'Amo
Sicilia' per il 14 di febbraio, il giorno di San Valentino. Certo,
tutti in Piazza Indipendenza, ovviamente, per difendere non solo la
nostra agricoltura, cosa fa il Presidente Schifani? Istituisce
l'unità di crisi. Si è accorto che il mondo agricolo
(Proteste dai banchi di destra)
DE LUCA Cateno ma finitela, avvaletevi della facoltà di non
rispondere per cortesia, per cortesia
CRACOLICI. Assolti per non aver compreso il fatto
DE LUCA Cateno. Poi noi ci aspettavamo sì, per non aver compreso
il fatto, sì famoso libro 'assolti per non aver compreso il
fatto'.
Oggi è venuto in Aula e credevamo che si modificasse il programma
dei lavori, Presidente Schifani, credevo che quella che era una
situazione della quale non vi eravate accorti, cioè la crisi del
sistema del mondo agricolo, l'aveste convertita a quelle che sono
le emergenze della Sicilia.
Ma a quanto pare, è qui nuovamente perché oggi si gioca ancora
un'altra partita e non è che porta bene la Presenza del presidente
Schifani. No, io Presidente glielo voglio dire prima. Chiederò il
voto segreto già a partire dall'articolo 1
Eh sì, lo dico a tutti, il Gruppo Sud chiama Nord, chiederà il
voto segreto anche perché, Presidente, avevo sfidato il
cassazionista collega, onorevole Pellegrino, al quale avevo chiesto
di non fare il pellegrino, e invece l'ha fatto Avevo detto ieri
'guardate, l'articolo 2, combinato disposto comma 7 8'. Spiegatemi
se non c'è una grande cialtroneria con un contenuto che contraddice
sé stesso
Ovviamente, da brillante avvocato, l'onorevole Pellegrino si è
avvalso della facoltà di non rispondere e infatti non ha risposto e
per l'ennesima volta ha confermato di saper fare bene il
pellegrino.
Onorevole Falcone, anche quando si è trattato del suo fatto, non
rida troppo - perché veda che l'assessore l'assessore Tamajo in
questo momento ha blindato Palermo con Caruso che dovrebbe pure
essere il candidato alla Presidenza della Provincia.
Presidente Schifani, ma quante cose vuol fare fare a 'stu carusu'.
Obiettivamente, è il suo Segretario particolare, è il Commissario
di Forza Italia. Ora gli può far fare anche il Presidente della
Provincia a Palermo. Non pensa che stia esagerando?
Però, a conclusione del mio intervento, Presidente Schifani,
desidero chiederle una cosa davanti a tutti perché è una cosa che
tutti quanti si sono posti, ci spieghi come fa a rimanere
impassibile a quelli che sono gli interventi di quest'Aula che,
veda, al di là di quello che può essere il tono, finora hanno
dimostrato un fondo di verità. Spero che oggi la sua presenza non
solo porti male alla sua maggioranza, ma sia anche di auspicio per
il confronto che abbiamo chiesto nella conferenza stampa che
abbiamo fatto stamattina con i colleghi di Pd e Cinque Stelle.
Guardi, l'abbiamo sfidata a un confronto su un anno di fesserie
che lei ha scritto nel suo libriccino che ha diffuso. Vorremmo un
confronto pubblico con lei, presidente Schifani, e abbiamo anche
concesso che lei venga accompagnato dal vero Assessore alla
programmazione e ai fondi extra regionali: Gaetano "Meravigliao".
Noi porteremo il nostro futuro Assessore alla programmazione e al
bilancio, che è Luigi Sunseri, e così le dimostro che quello che
lei ha scritto, onestamente...ragazzi avete poco tempo per decidere
da che parte stare perché si sta per costituire il comitato di
liberazione della Sicilia, sappiatelo cari colleghi - loro sono
come lo yogurt, a scadenza, ed è molto ravvicinata -, voi ancora
avete qualche giorno per riflettere da quale parte stare e quindi è
ovvio, e chiudo Presidente, che oggi sono sicuro che suggellerà un
altro momento, quindi già le dico che il Gruppo Sud chiama Nord
chiederà il voto segreto, già sul primo articolo. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca. Simpatica anche questa
futura ricostruzione.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Grazie Presidente, ritengo che la presenza del
Presidente Schifani oggi stia consentendo alle forze politiche
presenti in Parlamento di poter anche andare al di là dell'ordine
del giorno, dato che è un fatto straordinario, la sua presenza
fuori dal Palazzo d'Orleans, quindi quando è qui non possiamo fare
a meno di non attenerci a rigido Regolamento.
Quello che mi chiedo è se oggi la presenza del Presidente Schifani
sia da considerare come un atto di arroganza, un atto di presenza,
una sfida al Parlamento, oppure un atto di coraggio, perché oggi
veramente ci vuole fegato a venire in quest'Aula, che più volte il
Presidente Schifani, distratto dal collega Cracolici, ha invitato
il suo Governo a ritirare questa legge.
Presidente Schifani, io non posso non rinnovare l'invito che già
le ho fatto ieri a ritirare questo disegno di legge, perché io
credo che sia anche mortificante per un Presidente di Regione
vedere una proposta di legge, una proposta di riforma delle
province, un testo così delicato che dovrebbe trovare un appoggio
trasversale perché non dovrebbe essere il disegno di legge di una
parte politica ma dovrebbe essere un disegno di legge che viene
accolto in maniera trasversale, che ha subìto non solo tante
modifiche ma anche subìto già l'onta di essere rinviato in
Commissione, con voto unanime di questo Parlamento, e che già ha
visto lo stesso disegno di legge tornare in Aula con un
atteggiamento a dir poco arrogante che non ha consentito alla
Commissione neppure di fissare un termine per gli emendamenti per
consentire ai parlamentari, compresi quelli del centrodestra, della
sua maggioranza, di ridiscutere e di rivedere questo testo.
E allora, Presidente Schifani, consideri l'opportunità che le sto
offrendo di ritirare questo disegno di legge perché, vede
Presidente, se lei non lo ritira e questo disegno di legge dovesse
essere bocciato, lei non lo può non considerare come una notifica
di sfratto al suo Governo e allora io, Presidente Schifani,
nuovamente - anche per una correttezza nei rapporti politici, nei
rapporti parlamentari, è un invito che le viene da un Capogruppo di
opposizione - le ribadisco e le rinnovo l'invito a ritirare questo
disegno di legge, affinché si lavori su un testo di legge di
iniziativa parlamentare che potrebbe anche trovare una quadra
politica che contempli il favore di tutte o quasi le forze
parlamentari rappresentate in seno a questo Parlamento.
Diversamente, Presidente Schifani, le confermo l'intenzione del
Movimento Cinque Stelle di richiedere il voto segreto articolo per
articolo, emendamento per emendamento, comma per comma, perché
questo disegno di legge non lo riteniamo meritevole di essere
approvato, perché non vogliamo consegnare ancora una volta la
Regione siciliana e il suo Parlamento all'onta, alla gravissima
onta, di dover subire anche un'impugnativa da parte dello Stato,
perché questo disegno di legge oltre ad essere fatto veramente male
e scritto in maniera capestro ha degli evidenti profili di
incostituzionalità che più volte le sono stati fatti rilevare anche
dagli Uffici dell'Assemblea regionale. Grazie.
Seguito del ddl 319-97/A
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca. Pongo in votazione il
passaggio all'esame degli articoli. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. E' approvato con il voto contrario del Movimento
Cinque Stelle, del Partito Democratico e del Gruppo Sud Chiama
Nord.
DE LUCA Antonino. E della maggioranza dei siciliani
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Disposizioni generali
1. In attuazione degli articoli 5, 114, 117, 118 e 119 della
Costituzione, dell'articolo 10 della legge costituzionale 18
ottobre 2001, n. 3 e degli articoli 14, lettera o) e 15 dello
Statuto della Regione siciliana, la presente legge detta
disposizioni in materia di funzioni, organi di governo e sistema
elettorale dei liberi Consorzi comunali e delle Città metropolitane
istituiti, quali enti di area vasta, dall'articolo 1 della legge
regionale 4 agosto 2015, n. 15 e successive modificazioni.
2. I liberi Consorzi comunali di cui al comma 1 assumono la
denominazione di Province .
3. In armonia con i principi della Carta europea delle autonomie
locali, firmata a Strasburgo il 15 ottobre 1985 e ratificata con la
legge 30 dicembre 1989, n. 439, le Province e le Città
metropolitane sono enti rappresentativi delle rispettive comunità,
ne curano gli interessi e ne promuovono e coordinano lo sviluppo,
ciascuno in base alle proprie competenze e specificità. I
componenti degli organi consiliari delle Province e delle Città
metropolitane sono eletti a suffragio libero, segreto, paritario,
diretto ed universale.
4. Per quanto non diversamente previsto e disciplinato dalla
presente legge trovano applicazione le disposizioni
dell'ordinamento amministrativo degli enti locali di cui alla legge
regionale 15 marzo 1963, n. 16 e successive modificazioni, della
legge regionale 4 agosto 2015, n. 15 e successive modificazioni e
della legge regionale 1 settembre 1993, n. 26 e successive
modificazioni.».
All'articolo 1 sono stati presentati soltanto emendamenti
soppressivi dell'intero articolo e dei singoli commi che si
considerano come unico emendamento soppressivo, pertanto si pone in
votazione il mantenimento dell'articolo. C'era qualcuno che si era
iscritto a parlare?
DE LUCA Antonino. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
PRESIDENTE. Allora, intanto visto che state chiedendo il voto
segreto, voi lo state chiedendo sul soppressivo dell'articolo 1. Si
vota il mantenimento dell'articolo in questo caso, però, visto e
considerato che avete chiesto il voto segreto, per essere chiari,
avverto che l'eventuale bocciatura dell'articolo 1 equivale alla
bocciatura dell'intero disegno di legge, poiché le disposizioni in
esso contenute, in particolare i commi 3 e 4, prevedono le norme
che reggono l'impianto fondamentale del disegno di legge,
disponendo le elezioni a suffragio universale diretto dagli organi
delle province, delle città metropolitane e di rinvio alla
normativa vigente che ne disciplinano l'organizzazione delle
funzioni fondamentali, pertanto vi chiedo di prestare particolare
attenzione.
(Vive proteste)
PRESIDENTE. Non c'entra, ho spiegato che si vota l'articolo, il
suo mantenimento, però io lo dico per maggiore chiarezza. Intanto
vediamo se la richiesta di voto segreto è appoggiata o meno.
(Proteste dai banchi di destra)
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento interno)
Votazione per scrutinio segreto per il mantenimento dell'art. 1
PRESIDENTE. Onorevole Vitrano, prenda posto per favore. Allora chi
è favorevole all'articolo 1 voti verde; chi è contrario voti rosso.
Attenzione, stiamo votando il mantenimento dell'articolo 1: chi è
favorevole al mantenimento voti verde; chi è contrario voti rosso.
La votazione è aperta.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 65
Votanti 65
Maggioranza 33
Favorevoli 25
Contrari 40
Astenuti 0
(Non è approvato)
CRACOLICI. Lo deve dichiarare.
PRESIDENTE. L'ho già dichiarato.
Presidenza del Vicepresidente Di Paola
Sull'esito della votazione dell'art. 1
PRESIDENTE. Allora, se ripristiniamo un attimo un po' d'ordine
faccio intervenire l'onorevole De Luca Antonino, e poi qualche
altro collega. Vuole iscriversi a parlare l'onorevole Cateno De
Luca, Cracolici, La Vardera, Campo, Ardizzone. Vi stiamo
scrivendo, però un attimo d'ordine in Aula. Ha facoltà di parlare
l'onorevole De Luca Antonino.
DE LUCA Antonino. Grazie Presidente, io lo avevo annunciato prima
che non comprendevo se fosse un atto di arroganza, un atto di
coraggio, una spericolatezza. Avevo più volte invitato già da ieri
al ritiro di questo disegno di legge che è evidente che non era
condiviso neanche dalle forze che sostengono questo Presidente,
però, Presidente Di Paola
PRESIDENTE. Colleghi, se c'è ordine in Aula continuiamo con la
discussione, altrimenti sospendo l'Aula.
DE LUCA Antonino. Presidente Di Paola, il risultato di quest'Aula
è stato ben più devastante di quello che avrei immaginato. Il
rumore dello schiaffo che è stato dato al Governo Schifani e al
Presidente primo firmatario si è sentito fino a Roma e non può non
avere conseguenze perché io prima ho commesso un errore, ho detto
che siamo maggioranza sul territorio siciliano ma oggi ho capito
che siamo maggioranza assoluta anche all'interno del Parlamento e
di questo il Presidente Schifani, primo firmatario presentatore di
un punto programmatico con cui si è presentato ai siciliani, con
cui ha preso in giro il suo elettorato, che ha firmato e voluto e
accorso per avere questo disegno di legge in quest'Aula, oggi, con
presunzione, con arroganza deve andare a casa
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Cateno De Luca.
Colleghi, cortesemente, silenzio in Aula.
DE LUCA Cateno. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
soprattutto onorevoli colleghi della ex maggioranza di Renato
Schifani, ascoltatemi. Il vostro Presidente sta firmando le
dimissioni in questo momento. Sì, sì, perché un uomo come lui che
ha fatto il Presidente del Senato, di fronte a una scoppola' del
genere, non può che rassegnare le sue dimissioni, anche perché è la
seconda scoppola che riceve.
Io non avevo detto a caso, signor Presidente, che non portava bene
la presenza di Renato Schifani in Aula, ma non portava bene per
quella che era anche la logica di tutti i lacchè e i portaborse che
aspettavano con la bava alla bocca questo posto alla provincia,
partendo già da Caruso. Qui a Palermo c'era la divisione che è
stata collaterale alla spartizione delle ultime spoglie della
sanità e, quindi, si era usato ormai anche il pretesto di votare
per le province, si era usato - vediamo finalmente per la prima
volta Turano, l'assessore Turano, preoccupato, per la prima volta
qui, è preoccupato, ha tentato di fermare Schifani ma ormai è tardi
- Schifani si sta dimettendo, voi avete perso anche questa
occasione, colleghi della maggioranza
Vi avevo detto di avere qualche nanosecondo per stabilire da che
parte stare, e ormai è tardi, mi dispiace, lo spartiacque è ben
definito. Oggi c'è l'ennesima sconfitta di Renato Schifani, di una
sua maggioranza che è implosa. Noi da mesi che diciamo che non si
arriverà a scadenza naturale. Ho detto più volte, utilizzando
quella che era così plasticamente la simpatica frase della scadenza
come lo yogurt, perché noi vi vediamo che vi state lacerando ogni
giorno di più. Una battaglia del genere andava affrontata per altri
tipi di argomenti e lo abbiamo ribadito e lo ribadisco ancora.
Quest'Aula doveva confrontarsi sulle soluzioni da dare
immediatamente a un mondo agricolo che grida dolore non vendetta
per come è stato trattato come un bancomat da parte della politica
siciliana, invece siamo qui ancora per la seconda volta ad avere
Schifani che è venuto ad intimidirvi. Ma questo è l'effetto
boomerang. E' incredibile che quando viene un Presidente della
Regione in Aula ottiene l'effetto opposto
E, allora, fa bene Schifani a staccare la spina. Finalmente,
finisce l'era dei presidenti ologramma, Finalmente, si arriverà ad
avere un Presidente degno di questo nome, che si occupi
concretamente dei problemi della Sicilia e che non viva una sua
storia che, ovviamente, è costellata di scelte lobbistiche, di
scelte politico-affaristiche, perché quello che abbiamo visto in
quest'anno è stato solo questo. E l'ultima operazione sui
termovalorizzatori suggella la scelta lobbistica e affaristica di
questo Governo. Finalmente si è chiusa questa fase. Eppure,
stamattina, in conferenza stampa, avevamo detto che il presidente
Schifani era passato già alla storia per le sue assenze in questo
Parlamento, era passato alla storia per essere stato l'unico
presidente, di quelli che sono stati i governi siciliani, a non
essere presente durante il dibattito della legge di stabilità e
della legge finanziaria che è il momento più importante che
caratterizza l'attività di un Parlamento. E, invece, è venuto ad
intimidire per l'ennesima volta. Qualcuno mi dice che è anche
vendicativo, non so cosa significhi questo termine. Che mi devo
aspettare, che ci dobbiamo aspettare, signor Presidente?
E' ovvio che per chiudere una triste pagina di storia che ha
contrassegnato questa Terra con un uomo inadeguato, con un uomo che
pensava di essere ancora tra i saloni del Senato, c'è voluta la sua
stessa maggioranza, finalmente, per staccare la spina
Mi auguro che il Presidente Schifani si sia alzato da quella
poltrona per andare a firmare le sue dimissioni perché, dopo questo
ulteriore atto che è successo in quest'Aula, è ovvio che la Sicilia
non ha più un Presidente e mi auguro, appunto, che si chiuda questa
fase di un Presidente che ha rappresentato la pagina più nera della
storia politica siciliana.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori io
devo confessarle che oggi, a distanza di qualche giornata rispetto
alla scorsa settimana, non volendo entrare nel merito, ma comunque
ci compete da opposizione, stamattina abbiamo fatto una conferenza
come opposizioni e di fatto abbiamo tirato fuori che noi non ci
vogliamo chiamare opposizioni', perché il voto del 2022 consegna
alle tre opposizioni la maggioranza in Sicilia.
Ritengo, signor Presidente, che oggi è inutile nasconderlo, al di
là delle lacune che noi avevamo previsto nel testo nel momento in
cui lo abbiamo subito sostenuto, è chiaro, signor Presidente, che
su una continuità politica di un Governo regionale prima con
Musumeci e adesso con Schifani, ci ritroviamo ad avere una
continuità di commissariamenti che non hanno risolto il vulnus
delle province e lo dico perché c'è in atto la legge Delrio, che è
una legge, e tutte le regioni hanno votato con il secondo grado:
soltanto in Sicilia non è stato possibile questo voto di secondo
grado.
Lo abbiamo detto in queste giornate, ma lo abbiamo detto anche in
Commissione, che questo disegno di legge presentava davvero
fragilità nei vari articoli.
E oggi, però, signor Presidente, mi permetto di dirle che al di là
del giudizio tecnico sugli articoli, al di là di quello che noi
riteniamo e lo ha detto poco fa anche lei, noi eravamo pronti, e lo
abbiamo anche sostenuto nel momento in cui c'era il voto diretto
sulle province, di andare a votare con l'election day. Lo ha detto
anche l'onorevole Micciché, magari anche per convenienza politica
nel voto tra europee e provinciali, che poteva portare ad un
partito come il nostro, Partito Democratico, Partito nazionale.
Però non è questo il problema, signor Presidente.
Oggi il dato dell'Aula è un dato schiacciante, è un dato in
continuità di quello che è accaduto la scorsa settimana. E c'è una
continuità che è arrivata anche questa settimana perché sul voto 40
- non ricordo - a 25 è chiaro che non ci sono soltanto i voti dei
colleghi dell'opposizione, ma è chiaro che su quel numero ci sono
tanti colleghi della maggioranza.
E, quindi, è una continuità, forse, signor Presidente, di una resa
dei conti che continua in queste giornate per quello che è
accaduto.
E io dico che il Governo regionale dovrebbe adesso occuparsi
davvero, e lo abbiamo detto anche nell'ultima finanziaria, guardate
che siete in una direzione errata e non guardate quelle che sono le
vere preoccupazioni che ha la Sicilia, state invece guardando
all'interno della stessa maggioranza, i posizionamenti attraverso
le poltrone, attraverso la prospettiva di una campagna elettorale
Siamo qua, invece, a raccogliere quello che sta accadendo fuori,
perché non si può essere sordi a quello che è il problema sul
diritto alla salute, non si può essere sordi a quello che è il
problema sull'agricoltura, non si può essere sordi a quello che è
il problema di tante e tante altre tematiche che noi abbiamo
sollevato.
E lo dico perché, come Gruppo del Partito Democratico, diverse
sono state le battaglie, ne abbiamo fatte sul dimensionamento
scolastico, sul numero chiuso di medicina, e abbiamo trovato un
Governo regionale sordo, dove questo Governo non ha superato lo
Stretto per andare a Roma a battere i pugni per fare valere le
ragioni di una Regione come la nostra. È questo il grave problema
Questo Governo sta pensando più alle posizioni, alle poltrone, e
meno ai problemi dei siciliani. Ed è per questo che oggi, ancora
con più forza, rivendichiamo il ruolo delle nostre opposizioni
all'interno di quest'Aula.
MICCICHÈ. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHÈ. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non devo fare
sognare nessuno, siamo in un incubo, perché il risultato di questa
votazione è un risultato... vedo che il Governo ha abbandonato
l'Aula, che è quello che di fatto è avvenuto nella realtà, ha
abbandonato complessivamente l'Aula.
Quello che non capisce il Presidente Schifani, mi rivolgo proprio
ai colleghi della maggioranza, è che tutto quello che si fa, ogni
azione ha una conseguenza. Lui sta dimostrando, lo dico
sinceramente, di essere veramente scarso, proprio scarso, nel senso
che ogni cosa che fa è sbagliata, ogni cosa che fa produce effetti
opposti rispetto a quelli che lui si era prefissato. Quello che sta
facendo: per le elezioni europee ha il suo candidato, alle province
ha il suo candidato, se ne frega totalmente dell'Aula, non ha idea
di parlare di politica, non sa che cosa sia la politica.
È venuto in Parlamento soltanto per salvare gli ineleggibili e per
ottenere Caruso Presidente della Provincia, che se lo può
dimenticare È ovvio che tutto quello che fa lo fa soltanto in
funzione di un interesse, che non è quello della Sicilia, che non è
quello del popolo che lui dovrebbe servire.
Poco fa Cateno De Luca ha fatto un appello agli uomini della
maggioranza, mi permetto di rifarlo, però seriamente. Non è in
condizione di fare il Presidente della Regione, non si dimetterà né
ora né mai, su questo potete stare tranquilli, però bisogna
cominciare a costruire per il futuro, perché abbiamo una
responsabilità nei confronti della Sicilia. Con un Presidente così
la Sicilia è morta, è finita.
Onorevole Pace, lo dico qua come l'ho detto mille altre volte:
quello che considero il Presidente vero che ha avuto la Sicilia
sino ad oggi si chiama Totò Cuffaro. Si chiama Totò Cuffaro, perché
Totò Cuffaro ha lavorato realmente, ha fatto le cose, ricordati che
in quel periodo abbiamo fatto l'autostrada Palermo-Messina, la
Catania-Siracusa, lavorava, lasciava fare, non è che era lui che le
faceva, ma lasciava fare. Io ero Ministro, con la delega al CIPE, e
lui mi chiedeva che cosa potesse fare, e io glielo suggerivo.
Lombardo, devo dire, che per quello che c'è stato, di meno, ma ha
fatto altrettanto. Ma da dopo in poi, ci sono stati...
DIPASQUALE. Non è vero Crocetta ha fatto anche la Siracusa-Gela e
la Ragusa-Catania
MICCICHE'. Lo so, Lombardo pure ha lavorato. Dal dopo Lombardo ci
sono stati fantasmi.
Ora, dobbiamo tutti, che siamo politici, che abbiamo un compito
preciso, la gente ci vota e ci manda qua per cercare delle
soluzioni, dobbiamo pensare, lo dico a tutti questo, seriamente a
un buon Presidente della Regione, a qualcuno che affronti i
problemi.
Lui, mentre ha tutti quelli dei trattori che gli stanno montando
un casino infinito sotto il suo Palazzo, pensa soltanto a salvare
gli ineleggibili, a fare le province, il tutto perché c'è il suo
uomo che deve diventare Presidente, mi pare, e che cosa è? Neanche
sa come sono fatte le province, perché una legge nella quale c'è un
conflitto tra il sindaco dell'area metropolitana, e il Presidente
della Provincia, Abbate lei è Presidente di Commissione, però a
queste cose ci potevamo pensare
Io ho parlato ora con un sindaco di area metropolitana e mi ha
detto: scusami, ma noi che facciamo? Ci mandano lo sfratto?
Qualcuno ci comunicherà che non ci siamo più?
C'è un conflitto di interessi pazzesco, e questa legge se ne frega
altamente, perché l'importante era votare, l'importante era avere
Caruso Presidente della Provincia - poi vu presento a Caruso - e di
avere qualcun altro Presidente di qualche altra provincia e basta
Gli ineleggibili, cioè la Sicilia: che gliene frega della Sicilia?
Del problema dell'agricoltura, del problema dello Stato-Regione,
che ha ragione De Luca quando chiede un confronto, perché la
situazione è imbarazzante e lo sappiamo benissimo tutti.
Allora, io faccio un appello veramente a tutti i deputati e ai
Partiti più che altro perché, anche in questa occasione, è
responsabilità di quei partiti che, pur di non dare ragione a chi
proponeva dei nomi che erano un po' più seri di questo, ha preteso
di avere il peggio pur di vincere la partita, di dimostrare che ce
l'ha più duro.
Bene, io quello che veramente auspico è che in futuro i partiti ci
diano l'occasione di avere un Presidente della Regione, che sia un
Presidente della Regione che possa, alla fine del suo mandato,
dire: ho lasciato questo anziché ho levato e ho eliminato tutto
quello che c'era di buono ancora in questa Terra.
È una terra disgraziata, ma sti Presidenti della Regione sono una
cosa pazzesca, veramente di una inutilità e di un danno che non
hanno eguali.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Miccichè.
LA VARDERA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Grazie Presidente, onorevoli colleghi, oggi 7
febbraio, dobbiamo scrivere questa data che sicuramente segnerà
questo Governo, e vedo già dei deputati della maggioranza
preoccupati, quindi chiedo se è possibile fare arrivare un medico:
c'è chi deve annullare i mutui che si sono comprati le case perché
vedono, effettivamente, all'orizzonte questa legislatura, come
dire, finire e sgretolarsi sotto il sole e, quindi, evidentemente
avevano preso degli impegni a cinque anni, e devono rivedere anche
le loro stesse priorità.
Io rido e sorridiamo, ci scherziamo su, ma siamo davanti a una
vera e propria crisi di Governo, addirittura leggevo qualche velina
di azzeramento di Giunta in corso.
Quindi c'è questa situazione di cui questo Parlamento deve
prendere atto: non c'è più la maggioranza, non esiste più la
maggioranza di questo Governo, noi lo diciamo da questi banchi
ormai da mesi che, forse, non è mai esistita, perché una
maggioranza che si basa sulla coesistenza degli interessi comuni,
effettivamente quegli interessi sono soltanto basati su che cosa
dai a me rispetto a che cosa offro io.
Evidentemente quella non è una maggioranza ma è un insieme, un
club, una accozzaglia di cose che, ovviamente, quando si tolgono
dei dirigenti generali delle ASP a qualche deputato della
maggioranza, che non ha voluto - ad esempio che so? tipo Messina,
faccio un caso, uno per tutti, di Palermo - evidentemente quel
deputato X avrà tutto l'interesse di azzoppare col voto segreto la
maggioranza
Quindi, non possiamo più stare davanti a questi spettacoli
indecorosi, Presidente, è uno spettacolo indecoroso che i siciliani
non meritano; non meritano di avere avuto e di avere un Governo che
non è in grado di avere la maggioranza di questo Parlamento, e i
numeri sono chiari, sono evidenti, non è la prima volta che
succede, ma è la seconda volta che succede nel giro di pochissime
settimane.
Noi non abbiamo paura del voto, sappiamo anzi che attraverso il
voto la Sicilia, finalmente, si può redimere da quella scelta
scellerata che ha fatto nel portare al Governo di questa Regione il
Governo di centro-destra.
Non abbiamo paura, perché sappiamo che il lavoro che abbiamo fatto
in questo anno è un lavoro serio, concreto, di opposizione, non a
prescindere, ma di opposizione a un'accozzaglia di cose di questo
Governo che ha fatto gli interessi propri e non dei siciliani.
Oggi, diciamocelo chiaro Parlamento, questo era un voto o sto con
Schifani o non sto con Schifani E il Parlamento, chiaramente,
ha deciso da che parte stare: di non stare con Schifani
Perché dire di no a una votazione così importante in cui il suo
delfino, il delfino di Schifani, Marcello Caruso era candidato alla
presidenza della Provincia di Palermo, e dire chiaramente che non
ci stanno, è un messaggio, caro Schifani, che questo Parlamento ti
sta dando
E anche la stessa maggioranza, ne devi prendere atto e non
soltanto azzerare la Giunta, così come stiamo leggendo in qualche
articolo di stampa, ma dimetterti, perché cambiando la Giunta non
cambierà il padre politico di questo disastro politico, che ha
soltanto un nome: Renato Schifani
E quindi ti chiediamo un senso di responsabilità e di decoro nel
chiudere la tua carriera politica
Certo, il Presidente Schifani non si poteva mai aspettare di
finire così in declino una florida carriera politica da Presidente
del Senato e arrivare in Sicilia, essere trattato a pesci in faccia
da quella che pensava essere la sua stessa maggioranza. Questo è
troppo
Anzi, io solidarizzo con il buon Schifani e mi auguro, diciamo,
solidale perché non mi vorrei trovare allo stesso principio e nella
stessa condizione in cui Schifani si trova. È una data importante,
questo foglio, che è il risultato del voto, io lo stamperò, me lo
incornicerò, lo abbiamo già stampato, lo appenderemo nel nostro
ufficio, l'appenderemo nelle vie della città, lo appenderemo nelle
vie della Regione perché, evidentemente, questo è un dato
incontrovertibile.
Non c'è più la maggioranza di questo Governo, non c'è più la
maggioranza dentro quest'Aula ma, soprattutto, gli interessi che vi
tenevano uniti alla poltrona, che erano interessi soltanto di
dazione, di posizione e di poltrone, non vi hanno nemmeno fatto
compattare, anzi vi siete squagliati come neve al sole e, quindi,
un solo atto vi chiediamo.
Un atto di responsabilità verso questa Sicilia se, veramente,
l'amate: tornatevene a casa, grazie.
CATANIA Nicolò. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
CATANIA Nicolò. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore.
Sarò molto breve, risparmierò anche tempo rispetto a quello che mi
ha assegnato. Volevo fare una considerazione, da quello che ho
ascoltato fino ad adesso, dagli interventi dei colleghi dopo il
voto, mi passa per la mente...vede non sono un nuovo, non sono uno
prestato da ieri alla politica, ma ho una mia esperienza.
Una cosa che mi sovviene è che questa votazione, su un argomento
ben preciso, si trasforma ad un certo punto sotto una sorta di
accanimento nei confronti della persona, che è un accanimento misto
fra politica e personale. Nessuna considerazione è stata fatta,
invece, dando una spiegazione del voto contrario, per chi ha votato
in senso contrario alla norma, in merito alle questioni che la
norma stessa portava in essere, rispetto a delle questioni che,
secondo me, andavano affrontate e scremate in maniera diversa.
Questo è stato un voto, a mio parere, che non ha guardato al
merito della questione, perché se si guardasse al merito della
questione, io dico che tornare all'elezione del presidente e del
Consiglio provinciale è, sicuramente, una questione di civiltà, di
serietà politica che dobbiamo tutti ai cittadini.
Dobbiamo ammetterlo: questo voto è una sconfitta della politica,
probabilmente sarà una vittoria ad personam contro una persona, ma
è una sconfitta della politica
Dodici anni, dico dodici, di mancanza di politiche per la
sistemazione delle strade provinciali. Dodici anni di mancanza di
politiche per la sistemazione delle strade rurali, per il
mantenimento adeguamento e la messa in regola degli istituti
scolastici. Dodici anni di mancanza manutenzioni varie che hanno
costretto i sindaci a, come dire, assumersi delle responsabilità
anche di carattere reale per intervenire laddove le emergenze
venivano a crearsi.
Ora io dico, in un Parlamento che annovera sicuramente
amministratori attuali, ex amministratori locali, arrivare ad una
votazione che porti all'annullamento di un qualcosa che, invece,
serve per chi vive il Territorio credo che sia, veramente, qualcosa
che va al di là di quella che la votazione stessa ha voluto
significare.
Significa un atteggiamento contro la persona, un atteggiamento per
distruggere, piuttosto che creare condizioni di migliore vivibilità
delle nostre comunità e, quindi, va spiegato ai cittadini qual è il
senso del voto. Non è un voto che va contro chissà che cosa, ma
nessuno è entrato nel merito, proprio perché, ovviamente,
probabilmente, la questione non era né seguita né tanto amata da
parte di chi qui fa finta invece che tutto vada bene in assenza
delle province.
Aggiungo e chiudo: per chi fa l'amministratore, per chi ha fatto
l'amministratore locale, e qui ce ne sono tanti, un voto contro
questa norma è rinnegare la propria esistenza, è rinnegare il
proprio passato.
Questa è la mia considerazione e invito i colleghi a proseguire il
dibattito entrando nel merito delle questioni, non esprimendo
semplicemente un atteggiamento avverso nei confronti del
Presidente, del Governo, che attenzione, non sono nuovo ci sta
pure, ma nel merito della questione vorrei che qui ci esprimessimo
in tal senso perché per quanto mi riguarda quella di oggi non è una
vittoria da parte di qualcuno, non è la sconfitta da parte di
un'altra, è la sconfitta della politica nei confronti del
territorio, Grazie.
CAMPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPO. Presidente, Governo, colleghi deputati. Purtroppo il
Presidente Schifani non c'è, non c'è neanche il presidente
Galvagno, io volevo dare un consiglio per cercare di mettere una
pezza a questa situazione, e la cosa più opportuna da fare sarebbe
quella di commissariare il Presidente della I Commissione perché,
vedete, si è incaponito per settimane senza ascoltare gli Uffici,
cioè gli Uffici sono i primi consiglieri di questo Governo.
Avevano detto che le norme erano incostituzionali, mi riferisco
anche al salva-ineleggibili che abbiamo, sempre quest'Aula col buon
senso, bocciato una settimana fa e non contento, si è ripresentato
con una altra norma, sempre definita dagli Uffici incostituzionale,
ed è stata nuovamente bocciata
A questo punto, mi sembra il minimo commissariare il Presidente
della I Commissione, che qua non vedo, ma ci ha fatto perdere
parecchio tempo, ha fatto perdere tempo al Presidente Schifani, che
è dovuto stare qua per ben due volte, controllare la maggioranza
che ci fosse, che votasse, invece di ascoltare gli agricoltori,
invece di ascoltare i medici, invece di ascoltare i primari, e di
ascoltare i precari, tutte le persone che sono fuori e che chiedono
aiuto.
Il Presidente quando deve stare fuori sta dentro, quando deve
stare dentro sta fuori, come quando abbiamo votato la finanziaria e
non c'era.
E questa è una responsabilità di chi ha condotto i lavori fino ad
oggi della I Commissione.
Ha fatto perdere tempo anche a noi, come se non bastasse ieri si è
permesso di fare delle dichiarazioni sbeffeggiando addirittura le
altre forze politiche che rappresentano questo Parlamento, dicendo
che capiva perfettamente che il Movimento 5 Stelle voleva bocciare
la norma, perché tanto non avrebbe avuto nessun rappresentante nel
consesso provinciale.
Adesso spero che capisca che non era il Movimento 5 Stelle a voler
bocciare la norma, ma che quasi tutto il Parlamento ha espresso
chiaramente che questa norma non può funzionare, perché non può
scavalcare una legge nazionale, la Delrio, e ora io vorrei dire
all'onorevole Abbate, che non è qua presente, che sarà lui nelle
prossime elezioni a non sedere da nessuna parte, perché il suo
Partito fuori dalla Sicilia non può uscire, perché considerato
squalificato e non avrà nessun rappresentante al Parlamento
europeo, non ce l'avrà neanche a Roma.
E quindi, invece di sparare a zero sulle altre forze politiche,
pensi a quello che ha fatto quando ha condotto i lavori in questa
sua reggenza di I Commissione, e dia le dimissioni, ci farebbe
sicuramente bella figura.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevoli, un collega della maggioranza
e uno dell'opposizione.
ASSENZA. Grazie Presidente, intervengo per denunziare il mio
rammarico per l'esito del voto perché, nonostante le perplessità
che io esprimo da mesi, e anche ieri sera sull'esito finale, non
tanto di questa legge, che io auspicavo venisse approvata, quanto
sul rischio connesso ad eventuali interventi successivi, non da
parte del Governo nazionale, perché su questo il Governo nazionale
si era espresso chiaramente, ma da quisque de populo che avrebbe
potuto comunque sollevare un problema di fronte alla Corte
Costituzionale o di fronte al TAR relativamente al decreto di
indizione delle elezioni.
Però, lo scopo della legge era ed è assolutamente condivisibile,
quello di ridare la parola ai cittadini in un organismo importante
quale quello delle province, un ente intermedio previsto dalla
nostra Costituzione, ed assolutamente necessario per completare la
struttura, l'ossatura voglio dire dell'organizzazione statale.
Qui abbiamo un Commissariamento che si trascina da 12 anni, per la
provincia di Ragusa addirittura da 14, perché l'ultimo Presidente
eletto, l'onorevole Antoci, si dimise prima della scadenza.
Allora, non è una bella pagina quella che abbiamo scritto oggi,
perché tutti ci apriamo la bocca tranne, devo dire, devo
riconoscere il Movimento Cinque Stelle, che continua a ritenere
questo ente inutile, è uno stipendificio, un luogo da occupare con
le cariche di Presidente, Assessori, Consiglieri, al di là di
questa opinione che ritengo isolata dal resto delle forze
politiche, credo che la reintroduzione del voto diretto era
patrimonio comune e auspicio da parte di tutti gli altri.
Quindi, che oggi questo non sia stato realizzato, deve farci
riflettere, e io capisco che poi tutto si trasforma in lotta
politica. Abbiamo assistito allo sfogatoio delle opposizioni,
tutte, che si sono beate di questo risultato e accanendosi
inutilmente contro la figura del Presidente che, coraggiosamente,
ha insistito per questa riforma, per adempiere ad un impegno preso
in campagna elettorale, era un punto saliente del programma del
Governo Schifani, e su questa strada è andato diritto sollecitando
i partiti della maggioranza a fare quadrato. Purtroppo così non è
stato.
Tralascio le pagelle date dal buon Micciché ai precedenti
Presidenti della Regione, lascio a lui questa arroganza di poter
giudicare, io non giudico nemmeno me stesso, figuriamoci gli altri,
e quindi attribuire meriti chissà a chi rispetto ad altri, è
esercizio assolutamente inutile.
Invece il risultato di questo voto mi porta a due considerazioni.
La prima: è ora di riflettere seriamente sull'opportunità di
continuare a mantenere nel nostro Regolamento il voto segreto su
qualsiasi materia. Non esiste in nessuna Regione d'Italia, e non
esiste a livello nazionale. Il voto segreto è consentito solo per
specifici argomenti, e quando poi si tratta di valutazioni sulle
persone.
Su questo l'Aula deve cominciare a riflettere, e io mi assumo
l'impegno di proporre una norma che tenga a modificare questa
assurdità, e questa io la definisco vergogna, perché poi quando non
si ha il coraggio di mettere la faccia sulle proprie scelte ci si
trincera dietro il voto segreto, ed ognuno attraverso il voto
segreto, appunto nella segretezza, ritiene di fare quello che
vuole, di mandare messaggi trasversali o intimidazione di qualsiasi
tipo. Non è corretto. Dobbiamo rifletterci ed intervenire.
Seconda osservazione: secondo quello che abbiamo appreso da fonti
nazionali, anche dalla carta stampata e dalla televisione, la
volontà del Governo nazionale, del Parlamento nazionale, è quella
di reintrodurre il voto diretto per le province nel 2025. Io dico
che, a questo punto, dobbiamo far cessare una volta per tutte,
Assessore Messina, l'era dei commissariamenti.
Vige una legge che prevede l'elezione di secondo livello, da qui
alla votazione - che noi speriamo quanto più vicina possibile -
della elezione diretta del Presidente e dei consiglieri, dobbiamo
comunque ridare un minimo di democrazia a questi enti, procedendo
all'altro sistema elettorale che è previsto dalla Legge Delrio, che
a me non entusiasma per niente, assolutamente, ma che rispetto a un
commissariamento che perdura da oltre dieci anni, è sempre una via
di mezza democrazia. Anche su questo il Parlamento si deve dare una
scaletta e una priorità di intervento. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Assenza.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Presidente, Assessore, colleghi parlamentari, non mi
sono confrontato con il Gruppo parlamentare, quindi questa
riflessione ha dei limiti miei personali, però, secondo me, ha un
significato quello che ha detto l'onorevole Assenza - che è stato
uno dei pochi capigruppo di maggioranza che è rimasto in Aula dopo
questo sfascio totale - e cioè che sicuramente non possiamo
lasciare tutto così com'è, con i commissari e pensare all'elezione
di secondo livello.
Io penso che può essere un percorso, ovviamente mi riservo poi
insieme al Gruppo del Partito Democratico, di vedere se è condiviso
o no. Penso che quello che è successo oggi fosse una morte
annunciata, perché su questa norma, per tanti motivi, non c'era
condivisione, e quando poi si fanno le forzature, poi vanno avanti,
ed il problema non è il voto segreto, ma la storia che si ripete e
che gira, e la rimetterò io di nuovo in moto, perché ora si aprirà
questa discussione.
Ricordo l'intervento dell'onorevole Formica, capogruppo di Nello
Musumeci Presidente, e dovevate vedere come difendeva il voto
segreto, lui allora era all'opposizione, dove c'era anche
l'onorevole Assenza nel Gruppo. Dovevate vedere come difendeva
dall'opposizione, quindi la destra e il centrodestra di allora, sul
voto segreto: "il voto segreto è importante", "il voto segreto è la
democrazia", "il voto segreto va lasciato "... Oggi capisco che
siccome si trovano in maggioranza non vogliono essere disturbati
dal voto segreto
Per giunta, in questa legislatura, a differenza della precedente,
l'utilizzo del voto segreto è stato ridimensionato, e per casi che
avevano un significato. Quindi su questo siamo contro, e lo
difenderemo con le motivazioni dell'onorevole Formica. Volevo fare
ascoltare quell'intervento di Formica, ma comprendo che non è il
caso, ma lo motivava bene da uomo di opposizione, e noi continuiamo
così, come lo abbiamo sostenuto quando eravamo al Governo, perché
vedete qual è la differenza?
Quando durante l'esperienza del Presidente Crocetta fu messo in
discussione, a difenderlo siamo stati proprio noi, i deputati di
maggioranza, perché anche voi, quante volte avete fatto utilizzo
del voto segreto per altri motivi? È comunque uno strumento di
questo Parlamento, ed è uno strumento democratico, pertanto lo
andremo a difendere.
Il Presidente della Regione è andato via, il mio rammarico più
grande è di essere in un momento così difficile per la Sicilia, per
l'intero Paese, mi riferisco al comparto agricolo e zootecnico. Lo
dissi in occasione della discussione della finanziaria: "Ci
troveremo i trattori in piazza", lo dissi anche durante le
variazioni di bilancio, guardate che il settore è in crisi e noi
non abbiamo messo le risorse necessarie per dare almeno una
risposta. E mi dispiace che, nel frattempo, gli agricoltori, gli
allevatori sono in giro per le piazze e stanno aspettando risposte,
il Presidente si sia sentito in obbligo di partecipare per ben due
volte consecutive, anche se per due temi diversi, su fatti non
essenziali.
Non solo, qualcuno ha detto che forse porta male perché si
presenta in Aula no, a me viene invece di pensare a una storia,
che è quella del cacciatore e del gorilla. Questo cacciatore che
provava a eliminare questo gorilla e andava in quest'isola e una
volta prova con i fucili e non ci riesce, il gorilla prende il
cacciatore abusandone, dopodiché poi è successo per la seconda
volta ed è successo che il cacciatore ritornava con i missili. Si
arrivò al punto di dire: "Forse tu non vieni qua per cacciarmi".
Io dico una cosa: ma era il caso di ripresentarsi in Aula?
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale.
E' iscritta a parlare l'onorevole Ardizzone. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Grazie, signor Presidente, il mio sarà un intervento
breve breve come la votazione, la durata della votazione; abbiamo
iniziato alle 15.42 e alle 15.44 il disegno di legge è stato
bocciato - credo mai così breve una discussione su una riforma - e
breve come la presenza del Presidente Schifani in quest'Aula oggi,
che mi dispiace tra l'altro sia stato disturbato, perché se ne
poteva stare tranquillo, almeno oggi, a Palazzo d'Orleans o a casa
- perché lo avevamo detto, lo avevamo tranquillamente previsto -,
ma evidentemente parte di questa maggioranza aveva ritenuto
opportuno disturbarlo e farlo venire anche per poco tempo.
Avevo voglia di intervenire, signor Presidente, perché più sentivo
intervenire i colleghi di maggioranza più mi davano gli assist per
poter rispondere, perché già ieri mi sono risparmiata di
intervenire, perché avrei tanto voluto dire la mia oggi in presenza
dei colleghi della maggioranza per rispondere alle infinite
stupidaggini che ho sentito, ma sarà stata la foga dell'intervenire
ieri, considerato che questa maggioranza doveva prendere tempo per
racimolare i voti, ma oggi continuano a darmi assist. Sento
parlare, infatti, alcuni deputati della maggioranza di modificare
il Regolamento sul voto segreto, perché il voto segreto è previsto
su votazioni per tutte le materie, quando questa stessa maggioranza
e questi stessi deputati hanno chiesto, qualche mese fa, il voto
segreto anche per i debiti fuori bilancio, quando il Regolamento
prevede che non si possano votare i debiti fuori bilancio col voto
segreto. Siete imbarazzanti, siete patetici E continuate, tra
l'altro, a fare finta che non sia successo niente in quest'Aula,
dicendo: "No, ma com'è possibile, com'è possibile che sia stato
bocciato questo disegno di legge?"
E' stato bocciato con quaranta voti Qualcuno di voi lo ha votato
contrariamente questo disegno di legge, quindi adesso non venite
qui a fare la ramanzina "Ah, questa opposizione non voleva le
province ". Anzi, io vi ringrazio, vi ringrazio perché ieri,
sentendomi intervenire, mi sono resa conto che alcuni di voi non
sanno neanche di cosa parliamo. Io vi suggerirei in questo periodo
- visto che già anticipate le elezioni del 2025 -, suggerirei ad
alcuni di voi di farvi un giro per le province, andate a parlare
con i ragionieri degli enti intermedi per rendervi conto della
situazione disastrosa che c'è all'interno degli enti.
Ringraziate questa maggioranza di oggi perché darà l'opportunità a
questo Governo di potere intervenire seriamente e strutturalmente
all'interno degli enti, magari quando in effetti i bilanci potranno
autosostenersi potremo parlare di elezioni degli organi elettivi.
E, per chiudere, mi lego a quello che ha detto l'onorevole
Assenza, poco fa, sul discorso dei commissari. Ma qua non possiamo
chiedere all'Assessore di indire le elezioni di secondo livello, lo
deve fare Perché io ricordo che c'era una sentenza della Corte
Costituzionale che vietava la possibilità di prorogare il
commissariamento; noi lo abbiamo fatto comunque, questo Governo non
ce l'ha impugnato perché questo Governo di centrodestra a Roma ha
deciso che bisogna sorvolare anche su quelle che sono le
disposizioni costituzionali, perché ci sono evidentemente dei patti
politici, e ora ci ritroviamo con delle proroghe dei commissari che
scadranno. E voglio vedere adesso cosa farà il Governo, perché
adesso dovrà per forza indire le elezioni di secondo livello, non è
una scelta, dovrà farlo obbligatoriamente.
Ringrazio questa maggioranza di quest'Aula perché finalmente
smetteremo di sentire parlare di province e questo Governo potrà
occuparsi dei problemi seri dei siciliani che ci aspettano lì
fuori. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ardizzone.
È iscritta a parlare l'onorevole Savarino.
SAVARINO. Grazie, signor Presidente. Sull'elezione diretta degli
enti sovracomunali delle province noi abbiamo sempre espresso
assoluto parere favorevole. Ci abbiamo lavorato nella scorsa
legislatura, abbiamo approvato una norma, tra le prime che abbiamo
approvato con il Governo, e ci è stata impugnata a Roma e anche in
questa Legislatura avevamo presentato un disegno di legge nostro e
abbiamo immediatamente sposato quello del Governo e lavorato
insieme all'Assessore perché venisse migliorato il testo in
Commissione.
Io non ho nascosto né in Commissione né ai colleghi qualche
perplessità giuridica sulla compatibilità con la vigenza della
Delrio ma, nella scorsa settimana, quando è stata proposta la
pregiudiziale dal collega Cracolici, erano arrivate rassicurazioni
sia dal Governo che dal mio Partito nazionale, per cui io ho votato
assolutamente in linea con le rassicurazioni che erano arrivate.
Dispiace che poi quest'Aula abbia deciso in maniera diversa e,
numeri alla mano, una dozzina di colleghi anche della maggioranza
hanno votato insieme alle opposizioni.
Probabilmente, non ha aiutato qualche notizia giornalistica,
probabilmente non ha aiutato qualche mal di pancia personale. Il
tema ovviamente va derubricato come un incidente di percorso che
purtroppo in Aula spesso succede. È successo la scorsa settimana.
Nella scorsa Legislatura vorrei ricordare che è successo con una
legge importante, come la legge sui rifiuti, che metteva ordine in
una materia assolutamente importante. È una materia in cui troppi
interessi sono concentrati e probabilmente forse necessitava più di
altre di essere riformata e mi auguro che lo si faccia anche nel
prossimo futuro.
Io sono convinta che a questo punto è d'obbligo un attimo di
riflessione e capire che forse è opportuno fare un ragionamento più
complessivo insieme a quello che sarà il futuro delle province
anche nelle altre Regioni d'Italia e muoverci in sintonia con le
altre Regioni d'Italia e nel frattempo dare una legittimazione a
quelli che sono gli organi e anche a quelle che sono le
rappresentanze territoriali con la normativa vigente.
Io sono certa che questo Governo e questa maggioranza sapranno
andare oltre gli incidenti di percorso che succedono e sapranno
trovare ragioni e motivi per guardare in avanti, guardare al
futuro, serrando le fila e trovando le ragioni dello stare insieme
che sono, certamente, di più di qualche malumore che ha portato a
questo incidente di percorso.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Giambona. Ne ha
facoltà.
GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, tavolo del
Governo, la discussione odierna e il voto lampo sulla questione
delle province ha fatto emergere un enorme cortocircuito
all'interno della maggioranza e, di fatto, ha buttato a mare mesi
di lavoro sulla questione del governo degli enti sovracomunali.
Lo dico con grande rammarico, perché abbiamo lavorato alacremente
in Commissione Affari istituzionali su quella che poteva essere
una norma che doveva dare e che deve dare migliori servizi ai
cittadini nei nostri territori.
Del resto, questa norma comunque conferma quelle che erano le
nostre perplessità rappresentate in Commissione nelle scorse
settimane, fino a ieri rappresentate in Aula. Perplessità sulla
costituzionalità della norma, ma anche una grande perplessità su
quella che è la voragine politica che si è determinata e consumata
in questi ultimi giorni.
Il Governo e la maggioranza sono andati sotto di 15 deputati e,
badate bene, ci sono alcuni deputati dei nostri Gruppi parlamentari
che sono assenti, quindi il negativo poteva essere ancor più
pesante
Questo a rimarcare come la maggioranza del Governo Schifani,
fondamentalmente, non c'è più. C'è un'altra maggioranza, noi
facciamo parte della maggioranza di questo Parlamento, è innegabile
questa considerazione.
E, poi, un'altra considerazione che dobbiamo fare, la presenza di
Renato Schifani, fondamentalmente, oramai ha l'effetto contrario.
Fa bene alle opposizioni Ogni qualvolta c'è Schifani, le votazioni
vanno sottosopra rispetto a quelle che sono le sue previsioni. Lo
abbiamo visto con la norma salva-ineleggibili. Non c'è un leader,
non c'è una coalizione di maggioranza, c'è un enorme scollamento
tra il potere esecutivo e quello legislativo, uno scollamento tra
la Giunta e questo Parlamento.
Devo dire che da questo punto di vista è ovvio che da quest'Aula
deve emergere una riflessione, una riflessione importante, su come
deve continuare la condotta di questo Parlamento, in particolar
modo di questo Governo, anche in ordine al governo degli enti di
area vasta.
E' ovvio che, a questo punto, dobbiamo colmare un vulnus di
rappresentanza e di rappresentatività nei nostri territori, nella
Sicilia. Le province devono essere, comunque, governate, quindi, a
questo punto, dando seguito a quelle che sono state le diverse
ammonizioni della Corte Costituzionale, bisogna procedere,
Assessore, speditamente con le elezioni di secondo livello.
Dobbiamo procedere in tal senso per garantire i servizi al
cittadino, per garantire che vengano correttamente fornite quelle
che sono le qualità adeguate ai servizi nelle scuole, nelle strade
provinciali.
E, a questo punto, anche un bagno di umiltà da parte del
Governatore Schifani. Mi arrivano notizie di un azzeramento di
Giunta, cari colleghi. Probabilmente, è anche il momento opportuno,
perché, a questo punto, tolta di mezzo la questione delle province,
bisogna concretamente concentrarsi su quelli che sono i temi e le
esigenze dei siciliani, che ci siamo oramai credo, o si sono oramai
credo dimenticati, primo tra tutti il tema della sanità, per non
parlare poi delle infrastrutture, la questione dell'agricoltura.
Sappiamo benissimo che cosa sta succedendo nelle ultime settimane.
Temi ai quali la maggioranza di Governo non pone alcuna attenzione.
Fondamentalmente, quindi, io credo che da questo momento un bagno
di umiltà deve avere questa maggioranza targata Schifani e deve
dare parola ai siciliani. Probabilmente, la parola dimissioni non
è più una parola che fino a ieri non era scontata ma,
probabilmente, adesso è da prendere seriamente in considerazione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Burtone. Ne ha
facoltà.
BURTONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi nei giorni
scorsi, come Partito Democratico abbiamo messo in evidenza i limiti
che aveva questo disegno di legge. Erano limiti troppo palesi.
L'onorevole Assenza è andato via, non credo che si possa fare un
discorso di principio sull'utilizzazione del voto segreto.
Era una legge talmente indigeribile per i parlamentari che,
probabilmente, soltanto con la libertà di voto, è stato possibile
dare una risposta rispetto alle tante deficienze che la legge
presentava.
Io non entro nel merito ancora di queste tematiche. Mi permetto di
dire che ora il rischio che l'Assemblea corre è che comincino i
soliti riti, le verifiche di maggioranza, la ricerca dei franchi
tiratori, le vendette che si devono consumare e tutto ciò, se
dovesse portare ad una paralisi dell'Assemblea regionale,
porterebbe soltanto discredito.
E allora, signor Presidente, io mi permetto di avanzare una
proposta, ne ho accennato ai colleghi del Partito Democratico,
spero che la proposta possa essere calendarizzata dopo una nostra
lettera.
Io credo ci siano alcune questioni che vadano affrontate tutte e
subito. La prima è quella relativa alle riforme istituzionali,
queste sì molto serie, e riguardano le due norme che stanno andando
avanti nel Parlamento nazionale: quella sull'autonomia
differenziata e quella sul premierato.
Io penso che l'Assemblea regionale siciliana come Parlamento, come
rappresentanza dei siciliani, debba dire la propria opinione,
esprimere con precisione qual è la posizione che si vuole assumere.
Noi non possiamo far passare questo dibattito in atto presente nel
Paese e queste norme che vengono già votate dai rami del Parlamento
senza una precisa votazione che avvenga in quest'Aula.
Ricordo che la proposta di legge sull'autonomia differenziata ha
visto un dibattito in Aula, lo ricordiamo, alcuni di noi,
soprattutto quelli della minoranza. Era presente un solo assessore,
l'assessore Falcone, che poi è intervenuto. Per la maggioranza non
ha parlato nessuno.
Non c'era il Presidente dell'Assemblea, signor Presidente, c'era
lei a presiedere come Vicepresidente, lo ricorderà, e questo è un
vulnus che va cancellato perché noi stiamo parlando di una riforma
che cambierà le sorti del Paese.
Si sta strutturando la divisione della nostra comunità. Una
disarticolazione centrata sulla diseguaglianza, perché l'obiettivo
vero è quello di mettere in discussione il residuo fiscale, evitare
quindi la perequazione e quindi cristallizzare le condizioni oggi
presenti nella nostra comunità nazionale che vedono nel Mezzogiorno
ancora avere elementi di grande difficoltà.
Quindi, signor Presidente, io credo che su questo si debba
discutere: come si debba poi intrecciare anche il dibattito attorno
al premierato, perché tutto ciò che avviene a livello nazionale
nello scambio tra la Lega e Fratelli d'Italia sta portando ad uno
sconvolgimento della nostra Costituzione, che aveva una sua,
diciamo, linea che guardava al crescere della democrazia, ad uno
sviluppo economico equilibrato, ad una società più giusta. E tutto
ciò viene messo in discussione con un'attività parlamentare che non
vede però partecipe il Parlamento siciliano.
Ci si esprima, si voti. Il centrodestra si allineerà col Governo
amico nazionale, lo faccia.
Noi dobbiamo avere però la possibilità di discutere, presente il
presidente della Regione e presente il Presidente dell'Assemblea
regionale siciliana, su tematiche che cambieranno il volto della
nostra comunità.
La seconda questione, lo accennava l'onorevole Nello Dipasquale, è
quella relativo all'agricoltura.
Noi del Partito Democratico abbiamo fatto in questi mesi delle
battaglie, le abbiamo fatte in maniera convinta, abbiamo dato
l'allarme in tempo utile.
Quando dicevamo che c'era un problema relativo alla siccità
qualcuno sorrideva dai banchi del Governo. Quando abbiamo parlato
della necessità di dotare di alcune infrastrutture alcuni bacini
idrici che non avevano la possibilità dell'utilizzo dell'acqua
qualcuno non sentiva. Ora ribadiamo tutto ciò, non perché ci sono i
trattori con gli agricoltori e gli operatori della zootecnia fermi
nelle nostre città a protestare, esprimiamo anzi solidarietà nei
confronti di questi laboratori, e diciamo però che noi abbiamo dato
un contributo in tempo utile; se si avesse avuto maggiore
sensibilità credo che avremmo avuto una situazione ben diversa.
Abbiamo additato il problema della siccità in tempo utile per fare
qualcosa nei confronti del mondo agricolo ma anche nei confronti
degli operatori zootecnici che oggi hanno problemi per avere la
possibilità di acquistare il foraggio perché in via di esaurimento
le scorte che ci sono nelle nostre comunità.
Quindi, signor Presidente, anche su questo interveniamo, anche
perché, lo dico, come sindaci della provincia di Catania, abbiamo
fatto una richiesta all'Assessore di un incontro, lo ha fatto primo
firmatario a novembre del 2023 un sindaco, quello di Mineo, del
centrodestra; poi c'è stato un sindaco del Partito Democratico, il
sottoscritto, che ha reiterato la richiesta ai primi di gennaio e
poi 17 gennaio, inascoltate.
Il Governo regionale, in particolare l'assessore per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea se ne
deve fare una ragione perché c'è chi ha la schiena dritta e la
testa alta e non è disponibile a chiedere un incontro tanto per.
Chiediamo di incontrare il Governo per discutere di queste
tematiche.
E, infine, signor Presidente, so che sto prendendo troppo tempo,
però mi permetto di fare l'ultimo accenno ad un'altra questione: è
quella del reddito di cittadinanza. Perché lei ricorderà, colleghi,
siamo intervenuti in tanti, rappresentanti del Movimento 5 Stelle,
noi del Partito Democratico, quando iniziò questa iniziativa da
parte del Governo nazionale di cambiare, mi permisi di intervenire,
di dire noi chiediamo al Governo regionale di interloquire col
Governo nazionale perché il percorso che è stato individuato lo
troviamo molto discutibile .
Abbiamo detto: "questi tempi che il Governo nazionale individua
nella occupabilità, nei corsi per formare questi cittadini ci
sembrano dei tempi impossibili. Allora il Governo faccia un atto di
umiltà, dia una deroga, rinvii questa riforma che si vuole portare
avanti e che aveva un significato, lo abbiamo compreso bene,
ideologico".
Abbiamo detto tutto questo e purtroppo abbiamo, anche quella
volta, espresso un'amara verità, perché ad oggi, di quella platea
di soggetti che hanno avuto un sostegno, soltanto il 40% mantiene
alcune caratteristiche di sostegno che erano precedentemente
presenti nel reddito di cittadinanza, il 60% è una platea quasi
invisibile
Si è parlato di corsi di formazione e non sono partiti in gran
parte; si è parlato di occupabilità e gli Uffici del Lavoro non
sono in condizione di indicare un minimo di possibilità
occupazionale.
Quello però che notiamo - e, concludo, signor Presidente -, è che
nei comuni oggi viene tanta gente e viene per chiedere un sostegno
alimentare E' una cosa che mortifica le Istituzioni, quindi,
signor Presidente, qui presente l'assessore per le autonomie locali
e la funzione pubblica, l'assessore Messina, ne ho accennato
all'assessore per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro,
credo che abbiamo il dovere, come Parlamento siciliano, di fare
qualcosa.
Al di là delle posizioni del Governo nazionale, infatti, dobbiamo
tener conto che il bisogno c'è, che la povertà non è inventata.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha
facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
esprimere sentimenti contrastanti, da una parte sollievo per com'è
andato l'esito di questa votazione, ma dall'altro non posso
esprimere che enorme imbarazzo, innanzitutto per avere occupato
questi scranni che sono costosi perché ciclicamente arrivavano
reportage sui costi di questo Parlamento siciliano.
Ora, l'ultimo letto diceva che le sedute d'Aula costano mille euro
al minuto. Io non so se questi siano dei dati eccessivi, se siano
veritieri, ma sicuramente provo imbarazzo perché non possiamo
naturalmente occupare quest'Aula con questi costi e perdere tempo
per questi disegni di legge che non vedono mai la luce, grazie a
Dio direi pure, perché sappiamo benissimo che erano soggetti a
impugnativa, quindi da una parte problemi di legittimità
costituzionale e dall'altra problemi enormi anche di impianto
normativo con delle lacune incredibili.
Per cui, seppellito questo disegno di legge, però, signor
Presidente, io mi chiedo come mai sia arrivato in Aula questo
disegno di legge; non valgono 20 pagine, 22 pagine di relazione del
Servizio Studi dell'ARS che ha messo nero su bianco, mettendolo
anche in grassetto, colleghi, che questo disegno di legge aveva
problemi enormi.
Ecco, signor Presidente, questo non deve più accadere Noi
dobbiamo impiegare questa costosa Aula per disegni di legge che
cambiano la vita dei nostri cittadini siciliani, disegni di legge
che possano risolvere le tante problematiche come quella della
povertà del nostro territorio, sono d'accordo con il nostro collega
Burtone, i sindaci di tutti i partiti politici lo sanno bene che il
reddito di cittadinanza abolito ha creato un vulnus enorme
all'interno delle nostre società con povertà economica, sociale e
con un disagio incredibile che l'ADI non ha sostituito, perché ha
creato dei problemi enormi nell'applicazione e, soprattutto, ha
cancellato a quelle persone quel poco reddito, quel sostentamento
di cui potevano godere.
Quindi, signor Presidente, la mia richiesta qual è? Quella di
impiegare quest'Aula per cambiare le sorti di questa Terra. Non
facciamo arrivare i disegni di legge inutili, disegni di legge che
non risolvono.
E se questo Governo regionale non ha una visione dia spazio alle
altre forze di opposizione; abbiamo tantissimi disegni di legge che
sono depositati nelle Commissioni e che non vengono neanche
incardinati in Commissione, quindi, signor Presidente, in qualità
di Presidente, appunto, le chiedo di dare uno scossone a questo
Parlamento siciliano, a quest'ARS, ci faccia lavorare.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci.
È iscritto a parlare l'onorevole Cracolici, che non era
intervenuto. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, è chiaro che parlo in un'Aula dove
il Governo è fuggito, tranne l'Assessore per le autonomie locali e
la funzione pubblica, che ringrazio, intanto per lo stile di essere
rimasto in Aula, in un momento complicato per il Governo e per la
maggioranza, perché anche la maggioranza è fuggita, diciamo.
Io però voglio sottolineare un aspetto. Adesso è inutile tornare
su tutti gli elementi che sono stati, almeno da parte nostra e da
me in particolare, sottolineati sugli aspetti di questa legge, che
era una legge che non aveva né capo né coda, non solo sul piano
politico, istituzionale, costituzionale, ma persino su come era
scritta. Questo è, come dire, un elemento che abbiamo sottolineato;
malgrado lo abbiamo sottolineato e malgrado - questo è un punto sul
quale, lo dico a lei nella qualità di Presidente pro tempore e lo
dico anche agli Uffici - noi abbiamo rinviato il testo in
Commissione, capisco che la ragione politica alla fine è stata la
ragione che ha spinto tutta l'Aula a mandarlo in Commissione, anche
di quelli che erano come dire assertori del fatto che dovessimo
fare la legge subito perché doveva essere fatta entro i primi di
febbraio, altrimenti non si sarebbe potuto votare entro l'8 e il 9
giugno col voto congiunto con le europee e, quindi, c'era la
ragione dell'urgenza per giustificare l'accorpamento delle
elezioni, senza guardare il merito della legge; ebbene, l'abbiamo
rinviato in Commissione ed è avvenuto un fatto gravissimo, che
secondo me è grave, pari a quello che è avvenuto sul piano politico
qui dentro, in quest'Aula: cioè la Commissione, di fronte a un voto
del Parlamento che dice di verificare, con una serie di rilievi,
ancorché espressi diciamo verbalmente da alcuni colleghi in
quest'Aula, ha ritenuto come dire di poter esitare, in meno di
mezz'ora, il testo inviato in Commissione riportandolo in Aula con
una procedura che, alla fine, anch'io come dire, ho assunto come
procedura seppure inusuale ma, comunque, legittima ma col fatto
che la Commissione aveva il dovere non discutere se le province si
potevano votare il 9 giugno o se si poteva votare l'8 giugno o in
un'altra data, oppure se le province dovessero avere elezione
diretta, l'elezione indiretta, ma aveva il dovere di presentare un
testo che potesse funzionare
La cosa grave che nessuno ha fatto rilevare è che quel testo, così
com'era predisposto, non consentiva la certezza delle procedure
elettorali. Questo è grave, ciò che è avvenuto. Ora, io non so
quali saranno le conseguenze per il Governo, mi pare che è sotto
gli occhi di tutti che c'è un Governo in cui la resa dei conti, che
è inutile che ci prendiamo in giro, dentro questo voto c'è anche il
secondo tempo del voto di prima, della settimana scorsa.
C'è un voto di vendette trasversali, non è solo una crisi
politica, c'è una crisi di rapporti. Io lo ribadisco, in Sicilia
siamo, in questo momento, dentro una tenaglia, c'è uno scontro a
chi deve comandare. Quindi, siccome chi vuole comandare non riesce
ad esercitare il diritto del comando utilizza, mi dispiace che
l'onorevole Assenza sia andato via, ma il film del voto segreto
come il responsabile di chissà, è veramente persino stucchevole.
Ha fatto bene a ricordarlo l'onorevole Dipasquale, a proposito del
fatto che fu proprio il Gruppo di Musumeci, nelle due legislature
fa, che alla fine della legislatura perché un Regolamento si può
cambiare, nessun atto è sacro Tra l'altro, c'è una maggioranza
qualificata per cambiare il Regolamento ma lo si cambia alla fine
di una legislatura per dare esecuzione al Regolamento per la nuova
legislatura, non si cambia il Regolamento in corso d'opera, perché
a qualcuno non piace più il sistema di voto Nessuno di noi, oggi,
si innamora di una procedura, ma le procedure si cambiano, come
dire, a inizio partita, non si cambiano tra il primo e il secondo
tempo, le regole.
Questo inciso sulla vicenda del Regolamento nasconde che cosa? Che
c'è un'idea dell'Aula, ed è il punto politico che io voglio
sottolineare, in cui questa maggioranza pensa di essere maggioranza
non che governa la Sicilia, come è giusto che sia essendo
maggioranza, ma che comandi in Sicilia, siccome pensano di poter
comandare a prescindere dalle regole La storia dell'ineleggibilità
è un atto di arroganza senza precedenti che ha dimostrato che, come
dire, quando si perde il senso della funzione istituzionale, ognuno
pensa di poter fare quello che vuole e se non è in grado di
affermarlo sul piano delle ragioni, dell'esposizione, prova a farlo
sul piano numerico, pensando che se ho la maggioranza ho ragione e,
quindi, ho ragione a prescindere dal merito.
No, Presidente, noi in questi due atti che abbiamo per ultimo
votato, per la verità ce ne sono tanti altri che abbiamo già
votato, con un Governo nazionale che si sta prestando ad una
complicità e uso questa espressione non a caso, una complicità,
omettendo anche il proprio potere di vigilanza sugli organi
regionali, nel caso specifico sulla Sicilia, con situazioni
imbarazzanti, così come è stato imbarazzante l'intervista di un
Ministro che, per quello che ha detto, non è degno di fare il
Ministro.
Il Ministro che dice che la Sicilia può legiferare in una materia
seppure, la stessa Corte costituzionale ne aveva dichiarato il
limite di attività legislativa, perché tanto loro faranno una
riforma che va nella stessa direzione della Regione ma, nel
frattempo, si dimentica di dire che a legge invariata vigono i
principi costituzionali
Ecco, la sensazione che si ha, ed è questa la pericolosità di
questa situazione, perché o questo governo o questa maggioranza si
ferma e capisce che ha il dovere di governare, dovere, non ha il
diritto di comandare Perché l'idea del comando inasprirà lo
scontro politico e non solo politico in Sicilia
Quindi, mi auguro che questa lezione, perché è una bella lezione
che si è data con questo doppio voto in quest'ultima settimana,
possa servire al Governo e alla maggioranza perché la Sicilia ha
bisogno di trovare soluzioni ai problemi non di affermare il
comando di qualche dittatorello' di periferia, perché questa
convinzione prima se la levano e meglio è, perché lì andranno a
sbattere ma il rischio è che faranno sbattere tutta la Sicilia.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
Bene, colleghi, rinvio l'Aula a martedì, 13 febbraio 2024, alle
ore 15.00 con all'ordine del giorno "Comunicazioni".
La seduta è tolta alle ore 17:06 (*)
(*) D'ordine del Presidente dell'Assemblea, notificato ai deputati
con e-mail del 12 febbraio 2024, la seduta n. 94, già convocata per
martedì 13 febbraio 2024 alle ore 15.00, è stata rinviata a martedì
20 febbraio 2024 al medesimo orario, con il presente ordine del
giorno integrato con l'aggiunta del punto secondo.
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
VIII SESSIONE ORDINARIA
94a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 20 febbraio 2024 - ore 15.00
ORDINE DEL GIORNO
I - COMUNICAZIONI
II - SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA: Turismo, sport e spettacolo (V. Allegato)
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio