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Resoconto d'Aula della Seduta n. 93 di mercoledì 07 febbraio 2024
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   Presidenza del Presidente Galvagno

   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 15.18

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in  assenza
  di osservazioni in contrario, nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.
   Onorevoli colleghi, vi chiedo di prendere posto.


                        Sull'ordine dei lavori

   MICCICHÈ. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MICCICHÈ.  Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  onorevoli colleghi, ieri non c'ero per un problema di salute, ma ho
  visto  tutta la seduta in streaming. Scusatemi, onorevole  Assenza,
  scusatemi...  devo dire che ci sono stati degli interventi  che  mi
  hanno decisamente convinto e mi rivolgo a lei.
   Se noi rinviamo una legge in Commissione, non è che la mandiamo in
  visita  in  Commissione, non è che le facciamo fare  una  gita.  La
  rinviamo in Commissione perché la Commissione la possa riesaminare,
  perché c'è qualcosa che non va. Peraltro, qualcuno ieri diceva  che
  lo  stesso  Assessore  aveva  chiesto  che  fosse  rinviato  in   I
  Commissione  proprio  per poterla risistemare  ma,  in  ogni  caso,
  essendo  uno  che  da  Presidente dell'Assemblea  di  forzature  al
  Regolamento ne ha fatte tante, lei mi stava accanto da Segretario e
  si    ricorderà,    però    le   forzature    si    possono    fare
  sull'interpretazione  di  un  articolo  del  Regolamento,  non  sul
  Regolamento che dice che, comunque, si può rimandare in  Aula  dopo
  15  giorni. Là c'è poco da interpretare. Il fatto che lei dica  che
  nessuno  ha  obiettato  ma  quanto meno, si va  in  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari, lo si dice in Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari, ci  si  fa  dare  un  ok  dai
  Presidenti  dei Gruppi, perché, Presidente, facendo così  veramente
  siamo far west senza sceriffo.
   A  questo punto, cioè, veramente non conta, non è più un fatto  di
  interpretazione, è un fatto di dire  io comunque faccio quello  che
  voglio .
   Ora,  io la capisco perché, così come lo facevo ogni tanto io,  mi
  rendo  conto  che lei vuole avere anche da Presidente, giustamente,
  il  diritto  di  fare, però, una legge che sappiamo che  a  livello
  nazionale verrà fatta nel 2025, quindi sarebbe la cosa più chiara e
  più  limpida  di questo mondo farla anche noi nel 2025  insieme  al
  resto  del Paese, una legge che di fatto è stata già bocciata dalla
  Consulta perché la Consulta ci ha detto che, dopo la legge  Delrio,
  non  è possibile avere alcune Regioni d'Italia che si differenziano
  dalle  altre,  per cui è evidente che questa è una legge  che  sarà
  bocciata di nuovo dalla Consulta.
   In  più non capisco, politicamente parlando, qual è il significato
  di  questa legge. Scusi, assessore Turano, assessore Turano, chiedo
  scusa, assessore Messina, chiedo scusa. Grazie.
   Anche a livello politico, io non ho chiaro il motivo per cui tutti
  i  partiti,  specialmente  quelli  più  piccoli,  vadano  verso  il
  suicidio. Veramente non riesco a capire, perché è chiaro  che,  con
  le  europee,  quelli  che guadagnano sono solo  Fratelli  d'Italia,
  Movimento  Cinque Stelle e PD che, peraltro, sono anche contrari  a
  farlo  ma  non riesco bene a capire, veramente, come Forza  Italia,
  Lega e Cuffaro, Lombardo, possano essere favorevoli a un'operazione
  di  questo  genere che li ammazza. Questo è ovvio perché  è  chiaro
  che,  con  le europee, c'è la televisione che parla soltanto  delle
  cose nazionali e sicuramente non si sofferma sulle province.
   Io  credo  che  questa  è una legge per cui lei  sta  facendo  una
  forzatura  esagerata.  Mi dispiace dire che  il  fatto  che  glielo
  ordinino, io spero che non sia così, però la libertà del Presidente
  dell'Assemblea  deve  essere massima. Il Presidente  dell'Assemblea
  deve garantire tutti.
   Io  non  posso dimenticare quando Violante disse che il Presidente
  dell'Assemblea  garantisce  da solo, quando  era  Presidente  della
  Camera.  Bene, veramente, rimango male se questa legge continua  ad
  andare  avanti, perché mi sembra una brutta cosa che si sta facendo
  al  suo Parlamento, visto che questo è il suo Parlamento, oltre che
  di tutti noi.
   E'  una cosa che, comunque, non avrà seguito perché verrà bocciata
  e,  in  più, poi questo entrerò nel merito, ma ieri parlavo con  un
  importante sindaco di area metropolitana che mi diceva  scusate, ma
  le  aree  metropolitane che fine fanno ? Non ce n'è cenno. Cioè,  a
  quello  che  è  oggi Lagalla, sindaco dell'area metropolitana,  c'è
  qualcuno che gli comunica che non lo è più? Inoltre, come si  vota,
  quali  sono  gli  eletti, dov'è stabilito, chi lo  inventerà?  Sarà
  l'Assessorato agli enti locali che dirà  tu, tu e tu ?  O  c'è  una
  norma  che  non c'è? Per cui è veramente una legge che non  sta  in
  piedi,  che  è  fatta male in funzione di una premura  che  non  ha
  senso,  che  non  ha logica, che non conviene, che non  conviene  a
  questa  Regione, perché non c'è motivo di differenziare  dal  resto
  delle  Regioni d'Italia; che non conviene ai partiti e, mi permetto
  di  dirle,  Presidente Galvagno, che lei sa quanto le voglia  bene,
  che non conviene a lei, perché è un'operazione che non la fa uscire
  bene  da  questo tipo di dibattito, perché questa cosa non  si  può
  fare.
   Ora,  ripeto, con tutte le forzature che ho fatto io,  non  dovrei
  essere  io  a dirlo, ma questa non è un'interpretazione diversa,  è
  proprio un fregarsene del Regolamento.

   PRESIDENTE. No, onorevole Micciché, la ringrazio per l'intervento,
  però non mi rivedo nella forzatura. Forzatura sarebbe se si facesse
  qualcosa  senza  alcuna  osservazione,  cioè  fregandosene  di  chi
  eventualmente si è opposto durante una comunicazione  che  è  stata
  fatta.
   Ricordo a me stesso, no, aspetti, completo io, ricordo a me stesso
  che quest'Aula in passato, non con me né tanto meno sto dicendo con
  lei,  ma  in  passato talvolta anche all'unanimità ha votato  leggi
  dove l'asino potesse volare.
   Noi    non   abbiamo   fatto   questo,   ma   abbiamo   comunicato
  sostanzialmente, dicendolo all'Aula, non in maniera veloce, non  in
  maniera  che potessero essere non chiare e trasparenti, quelle  che
  erano le intenzioni. All'unanimità, non c'è stato uno, dico un solo
  intervento. Se ci fosse stato

   MICCICHÈ. Non è stato rinviato in...

   PRESIDENTE. No, no, anche in Aula si può fare e, in funzione delle
  interlocuzioni  e  degli interventi che sono  stati  fatti,  questa
  Presidenza ha ritenuto che si potesse andare avanti lo stesso e  lo
  abbiamo anche comunicato in Aula.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA.  Grazie, signor Presidente. Onorevole Presidente  della
  Regione,  Governo,  onorevoli colleghi, signor  Presidente,  io  le
  reitero  la  richiesta che le ho fatto ieri e non so se poi  questa
  richiesta l'ha trasmessa al Presidente della Regione.
   La richiesta, signor Presidente, è quella di poter ritirare questo
  disegno  di  legge. Non entro nei contenuti; abbiamo già  fatto  la
  discussione generale ieri. Però, signor Presidente, ogni  qualvolta
  -  e mi rivolgo anche al Presidente della Regione -, ogni qualvolta
  noi,  come Gruppi parlamentari, in questa legislatura abbiamo fatto
  un  percorso  sui  disegni di legge nel rispetto  ovviamente  della
  maggioranza  e delle minoranze, quando c'è un percorso  in  qualche
  modo,  come  dire,  studiato  insieme ai  Gruppi  parlamentari,  il
  disegno di legge diventa legge, cioè arriviamo, e lo abbiamo  visto
  anche   in   finanziaria,  arriviamo  nei  tempi  anche  concordati
  all'approvazione della legge.
   Signor  Presidente,  su questo disegno di legge,  al  momento,  il
  Movimento Cinque Stelle, e non solo per posizione ideologica ma, lo
  abbiamo detto più volte, anche nei contenuti, e mi ascolti,  signor
  Presidente   dell'Assemblea,   noi   potremmo   anche   dire   "ok,
  approviamola velocemente , indipendentemente da quello che succede,
  perché  a  noi  verrebbe comodo anche votare  per  l'election  day,
  perché il Movimento 5 Stelle è il primo partito ad oggi, quindi, in
  Sicilia  saremmo  sicuramente favoriti da un  election  day.  Però,
  andremmo  ad  approvare una legge che sicuramente per tutto  quello
  che  è  stato detto in discussione generale, non farebbe una  buona
  cosa ai siciliani alle eventuali Province o aree vaste che vogliamo
  ripristinare nell'organo politico con un'elezione diretta.
   Presidente, sa cosa mi ricorda questo disegno di legge? E  qualche
  collega  la  scorsa legislatura era pure presente.  Il  disegno  di
  legge  sulla  riforma per quanto riguarda il sistema  dei  rifiuti.
  Anche  in quel caso, colleghi, su quel disegno di legge si discusse
  per  mesi  e  mesi all'interno della V Commissione, fu  portato  in
  Aula, non ci fu ascolto perché anche lì noi più volte reiterammo la
  richiesta. Ritiriamo per il momento il disegno di legge,  si  fanno
  ulteriori  verifiche e, in questo caso, le verifiche devono  essere
  fatte   soprattutto  a  Roma,  perché  più  volte  abbiamo  parlato
  dell'interferenza per quanto riguarda la legge Delrio.  Io  chiedo,
  signor  Presidente,  e qui c'è anche il Presidente  della  Regione,
  anziché  andare avanti, anziché andare  e io stesso le chiederò  il
  voto  segreto  fin  dall'articolo 1,  così  come  fatto  la  scorsa
  legislatura per quanto riguarda la riforma sui rifiuti.
   Io  direi  che  una  scelta saggia, oggi,  da  parte  del  Governo
  potrebbe  essere quella di ritirare questo disegno di  legge,  fare
  ulteriori  riflessioni e dopodiché fare un  percorso,  dopo  che  a
  livello nazionale, la legge Delrio verrà o superata o modificata.
   Quindi  l'appello  lo  reitero per l'ennesima  volta,  Presidente,
  visto  che c'è l'autorevole presenza del Presidente della  Regione,
  di  modo  tale  che quest'Aula non si trasformi nuovamente  in  una
  lotta nelle votazioni a voto segreto che, anche se poi la votazione
  a voto segreto permettesse di approvare i vari articoli sicuramente
  nei  vari emendamenti, potremmo andare ad inserire strutture e  non
  faremo sicuramente una buona legge. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Paola.
   Ha  chiesto di parlare sull'ordine dei lavori l'onorevole De  Luca
  Cateno.
   Ne ha facoltà.

   DE LUCA Cateno. Presidente, onorevoli colleghi, voglio ringraziare
  il  Presidente Schifani perché dà conferma che mi segue.  Segue  le
  mie dirette, io non ci credevo.
   Guardi,  Presidente  del  Parlamento, ne abbiamo  avuto  conferma.
  Domenica  scorsa  abbiamo  preannunciato  la  manifestazione   'Amo
  Sicilia' per il 14 di febbraio, il giorno di San Valentino.  Certo,
  tutti in Piazza Indipendenza, ovviamente, per difendere non solo la
  nostra  agricoltura,  cosa  fa il Presidente  Schifani?  Istituisce
  l'unità di crisi. Si è accorto che il mondo agricolo

                    (Proteste dai banchi di destra)

   DE  LUCA  Cateno ma  finitela, avvaletevi  della  facoltà  di  non
  rispondere per cortesia, per cortesia

   CRACOLICI. Assolti per non aver compreso il fatto

   DE  LUCA Cateno. Poi noi ci aspettavamo  sì, per non aver compreso
  il  fatto,  sì   famoso  libro 'assolti per non  aver  compreso  il
  fatto'.
   Oggi  è venuto in Aula e credevamo che si modificasse il programma
  dei  lavori,  Presidente Schifani, credevo che quella che  era  una
  situazione  della quale non vi eravate accorti, cioè la  crisi  del
  sistema  del mondo agricolo, l'aveste convertita a quelle che  sono
  le emergenze della Sicilia.
   Ma  a  quanto  pare, è qui nuovamente perché oggi si gioca  ancora
  un'altra  partita e non è che porta bene la Presenza del presidente
  Schifani.  No, io Presidente glielo voglio dire prima. Chiederò  il
  voto segreto già a partire dall'articolo 1
   Eh  sì,  lo  dico a tutti, il Gruppo Sud chiama Nord, chiederà  il
  voto   segreto   anche  perché,  Presidente,   avevo   sfidato   il
  cassazionista collega, onorevole Pellegrino, al quale avevo chiesto
  di  non  fare il pellegrino, e invece l'ha fatto  Avevo detto  ieri
  'guardate,  l'articolo 2, combinato disposto comma 7 8'. Spiegatemi
  se non c'è una grande cialtroneria con un contenuto che contraddice
  sé stesso
   Ovviamente,  da  brillante avvocato, l'onorevole Pellegrino  si  è
  avvalso della facoltà di non rispondere e infatti non ha risposto e
  per   l'ennesima  volta  ha  confermato  di  saper  fare  bene   il
  pellegrino.
   Onorevole  Falcone, anche quando si è trattato del suo fatto,  non
  rida  troppo -  perché veda che l'assessore l'assessore  Tamajo  in
  questo  momento  ha blindato Palermo con Caruso che  dovrebbe  pure
  essere il candidato alla Presidenza della Provincia.
   Presidente Schifani, ma quante cose vuol fare fare a 'stu carusu'.
  Obiettivamente, è il suo Segretario particolare, è  il  Commissario
  di  Forza  Italia.  Ora gli può far fare anche il Presidente  della
  Provincia a Palermo. Non pensa che stia esagerando?
   Però,  a  conclusione  del  mio intervento,  Presidente  Schifani,
  desidero  chiederle una cosa davanti a tutti perché è una cosa  che
  tutti  quanti  si  sono  posti,  ci  spieghi  come  fa  a  rimanere
  impassibile  a  quelli che sono gli interventi di  quest'Aula  che,
  veda,  al  di  là  di quello che può essere il tono,  finora  hanno
  dimostrato  un fondo di verità. Spero che oggi la sua presenza  non
  solo porti male alla sua maggioranza, ma sia anche di auspicio  per
  il  confronto  che  abbiamo  chiesto nella  conferenza  stampa  che
  abbiamo fatto stamattina con i colleghi di Pd e Cinque Stelle.
   Guardi,  l'abbiamo sfidata a un confronto su un anno  di  fesserie
  che  lei ha scritto nel suo libriccino che ha diffuso. Vorremmo  un
  confronto  pubblico con lei, presidente Schifani, e  abbiamo  anche
  concesso  che  lei  venga  accompagnato  dal  vero  Assessore  alla
  programmazione  e ai fondi extra regionali: Gaetano  "Meravigliao".
  Noi  porteremo il nostro futuro Assessore alla programmazione e  al
  bilancio,  che è Luigi Sunseri, e così le dimostro che  quello  che
  lei ha scritto, onestamente...ragazzi avete poco tempo per decidere
  da  che  parte  stare perché si sta per costituire il  comitato  di
  liberazione  della Sicilia, sappiatelo cari colleghi  -  loro  sono
  come  lo  yogurt, a scadenza, ed è molto ravvicinata -, voi  ancora
  avete qualche giorno per riflettere da quale parte stare e quindi è
  ovvio, e chiudo Presidente, che oggi sono sicuro che suggellerà  un
  altro  momento,  quindi già le dico che il Gruppo Sud  chiama  Nord
  chiederà il voto segreto, già sul primo articolo. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole De Luca.  Simpatica  anche  questa
  futura ricostruzione.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA Antonino. Grazie Presidente, ritengo che la presenza  del
  Presidente  Schifani  oggi stia consentendo  alle  forze  politiche
  presenti  in  Parlamento di poter anche andare al di là dell'ordine
  del  giorno,  dato che è un fatto straordinario,  la  sua  presenza
  fuori dal Palazzo d'Orleans, quindi quando è qui non possiamo  fare
  a meno di non attenerci a rigido Regolamento.
   Quello che mi chiedo è se oggi la presenza del Presidente Schifani
  sia  da considerare come un atto di arroganza, un atto di presenza,
  una  sfida  al Parlamento, oppure un atto di coraggio, perché  oggi
  veramente ci vuole fegato a venire in quest'Aula, che più volte  il
  Presidente  Schifani, distratto dal collega Cracolici, ha  invitato
  il suo Governo a ritirare questa legge.
   Presidente Schifani, io non posso non rinnovare l'invito  che  già
  le  ho  fatto  ieri a ritirare questo disegno di legge,  perché  io
  credo  che  sia  anche  mortificante per un Presidente  di  Regione
  vedere  una  proposta  di  legge, una  proposta  di  riforma  delle
  province,  un testo così delicato che dovrebbe trovare un  appoggio
  trasversale perché non dovrebbe essere il disegno di legge  di  una
  parte  politica  ma dovrebbe essere un disegno di legge  che  viene
  accolto  in  maniera  trasversale, che ha  subìto  non  solo  tante
  modifiche  ma  anche  subìto  già  l'onta  di  essere  rinviato  in
  Commissione, con voto unanime di questo Parlamento, e  che  già  ha
  visto   lo  stesso  disegno  di  legge  tornare  in  Aula  con   un
  atteggiamento  a  dir  poco arrogante che non  ha  consentito  alla
  Commissione  neppure di fissare un termine per gli emendamenti  per
  consentire ai parlamentari, compresi quelli del centrodestra, della
  sua maggioranza, di ridiscutere e di rivedere questo testo.
   E  allora, Presidente Schifani, consideri l'opportunità che le sto
  offrendo   di  ritirare  questo  disegno  di  legge  perché,   vede
  Presidente, se lei non lo ritira e questo disegno di legge  dovesse
  essere  bocciato, lei non lo può non considerare come una  notifica
  di  sfratto  al  suo  Governo  e allora  io,  Presidente  Schifani,
  nuovamente  - anche per una correttezza nei rapporti politici,  nei
  rapporti parlamentari, è un invito che le viene da un Capogruppo di
  opposizione - le ribadisco e le rinnovo l'invito a ritirare  questo
  disegno  di  legge,  affinché si lavori su un  testo  di  legge  di
  iniziativa  parlamentare  che potrebbe  anche  trovare  una  quadra
  politica  che  contempli  il favore di  tutte  o   quasi  le  forze
  parlamentari rappresentate in seno a questo Parlamento.
   Diversamente,  Presidente Schifani, le confermo  l'intenzione  del
  Movimento Cinque Stelle di richiedere il voto segreto articolo  per
  articolo,  emendamento  per emendamento, comma  per  comma,  perché
  questo  disegno  di  legge non lo riteniamo  meritevole  di  essere
  approvato,  perché  non vogliamo consegnare  ancora  una  volta  la
  Regione  siciliana  e il suo Parlamento all'onta,  alla  gravissima
  onta,  di  dover subire anche un'impugnativa da parte dello  Stato,
  perché questo disegno di legge oltre ad essere fatto veramente male
  e  scritto  in  maniera  capestro  ha  degli  evidenti  profili  di
  incostituzionalità che più volte le sono stati fatti rilevare anche
  dagli Uffici dell'Assemblea regionale. Grazie.


                       Seguito del ddl 319-97/A

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole De Luca.  Pongo  in  votazione  il
  passaggio all'esame degli articoli. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  E'  approvato  con il voto  contrario  del  Movimento
  Cinque  Stelle,  del Partito Democratico e del  Gruppo  Sud  Chiama
  Nord.

    DE LUCA Antonino. E della maggioranza dei siciliani

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
                         Disposizioni generali

   1.  In  attuazione degli articoli 5, 114, 117,  118  e  119  della
  Costituzione,  dell'articolo  10  della  legge  costituzionale   18
  ottobre  2001,  n. 3 e degli articoli 14, lettera  o)  e  15  dello
  Statuto   della   Regione  siciliana,  la  presente   legge   detta
  disposizioni  in materia di funzioni, organi di governo  e  sistema
  elettorale dei liberi Consorzi comunali e delle Città metropolitane
  istituiti,  quali enti di area vasta, dall'articolo 1  della  legge
  regionale 4 agosto 2015, n. 15 e successive modificazioni.

   2.  I  liberi  Consorzi comunali di cui al  comma  1  assumono  la
  denominazione di  Province .

   3.  In  armonia con i principi della Carta europea delle autonomie
  locali, firmata a Strasburgo il 15 ottobre 1985 e ratificata con la
  legge   30   dicembre  1989,  n.  439,  le  Province  e  le   Città
  metropolitane sono enti rappresentativi delle rispettive  comunità,
  ne  curano  gli interessi e ne promuovono e coordinano lo sviluppo,
  ciascuno   in  base  alle  proprie  competenze  e  specificità.   I
  componenti  degli organi consiliari delle Province  e  delle  Città
  metropolitane  sono eletti a suffragio libero, segreto,  paritario,
  diretto ed universale.

   4.  Per  quanto  non  diversamente previsto e  disciplinato  dalla
  presente     legge    trovano    applicazione    le    disposizioni
  dell'ordinamento amministrativo degli enti locali di cui alla legge
  regionale  15  marzo 1963, n. 16 e successive modificazioni,  della
  legge  regionale 4 agosto 2015, n. 15 e successive modificazioni  e
  della  legge  regionale  1  settembre  1993,  n.  26  e  successive
  modificazioni.».

      All'articolo  1  sono  stati  presentati  soltanto  emendamenti
  soppressivi  dell'intero  articolo  e  dei  singoli  commi  che  si
  considerano come unico emendamento soppressivo, pertanto si pone in
  votazione il mantenimento dell'articolo.  C'era qualcuno che si era
  iscritto a parlare?

   DE  LUCA  Antonino. Chiedo che la votazione avvenga per  scrutinio
  segreto.

   PRESIDENTE.  Allora,  intanto visto che state  chiedendo  il  voto
  segreto, voi lo state chiedendo sul soppressivo dell'articolo 1. Si
  vota  il  mantenimento dell'articolo in questo caso, però, visto  e
  considerato  che avete chiesto il voto segreto, per essere  chiari,
  avverto  che  l'eventuale bocciatura dell'articolo 1 equivale  alla
  bocciatura dell'intero disegno di legge, poiché le disposizioni  in
  esso  contenute, in particolare i commi 3 e 4,  prevedono le  norme
  che   reggono  l'impianto  fondamentale  del  disegno  di    legge,
  disponendo le elezioni a suffragio universale diretto dagli  organi
  delle  province,  delle  città  metropolitane  e  di  rinvio   alla
  normativa  vigente  che  ne  disciplinano  l'organizzazione   delle
  funzioni  fondamentali, pertanto vi chiedo di prestare  particolare
  attenzione.

                            (Vive proteste)

   PRESIDENTE.  Non c'entra, ho spiegato che si vota  l'articolo,  il
  suo  mantenimento, però io lo dico per maggiore chiarezza.  Intanto
  vediamo se la richiesta di voto segreto è appoggiata o meno.

                    (Proteste dai banchi di destra)

  (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento interno)


    Votazione per scrutinio segreto per il mantenimento dell'art. 1

   PRESIDENTE. Onorevole Vitrano, prenda posto per favore. Allora chi
  è favorevole all'articolo 1 voti verde; chi è contrario voti rosso.
  Attenzione, stiamo votando il mantenimento dell'articolo 1:  chi  è
  favorevole al mantenimento voti verde; chi è contrario voti  rosso.
  La votazione è aperta.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti                 65
   Votanti                  65
   Maggioranza              33
   Favorevoli               25
   Contrari                 40
   Astenuti                 0

                           (Non è approvato)

   CRACOLICI. Lo deve dichiarare.

   PRESIDENTE. L'ho già dichiarato.

                Presidenza del Vicepresidente Di Paola


                Sull'esito della votazione dell'art. 1

   PRESIDENTE.  Allora, se ripristiniamo un attimo  un  po'  d'ordine
  faccio  intervenire  l'onorevole De Luca Antonino,  e  poi  qualche
  altro  collega.  Vuole iscriversi a parlare l'onorevole  Cateno  De
  Luca,    Cracolici,  La  Vardera,  Campo,  Ardizzone.   Vi   stiamo
  scrivendo,  però un attimo d'ordine in Aula. Ha facoltà di  parlare
  l'onorevole De Luca Antonino.

   DE  LUCA Antonino. Grazie Presidente, io lo avevo annunciato prima
  che  non  comprendevo  se fosse un atto di arroganza,  un  atto  di
  coraggio, una spericolatezza. Avevo più volte invitato già da  ieri
  al  ritiro  di questo disegno di legge che è evidente che  non  era
  condiviso  neanche  dalle forze che sostengono  questo  Presidente,
  però, Presidente Di Paola

   PRESIDENTE.  Colleghi, se c'è ordine in Aula  continuiamo  con  la
  discussione, altrimenti sospendo l'Aula.

   DE  LUCA Antonino. Presidente Di Paola, il risultato di quest'Aula
  è  stato  ben  più  devastante di quello che avrei  immaginato.  Il
  rumore  dello  schiaffo che è stato dato al Governo Schifani  e  al
  Presidente primo firmatario si è sentito fino a Roma e non può  non
  avere  conseguenze perché io prima ho commesso un errore, ho  detto
  che  siamo  maggioranza sul territorio siciliano ma oggi ho  capito
  che  siamo maggioranza assoluta anche all'interno del Parlamento  e
  di  questo il Presidente Schifani, primo firmatario presentatore di
  un  punto  programmatico con cui si è presentato ai siciliani,  con
  cui  ha preso in giro il suo elettorato, che ha firmato e voluto  e
  accorso per avere questo disegno di legge in quest'Aula, oggi,  con
  presunzione, con arroganza deve andare a casa

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Cateno De  Luca.
  Colleghi, cortesemente, silenzio in Aula.

   DE   LUCA   Cateno.    Signor  Presidente,   onorevoli   colleghi,
  soprattutto  onorevoli  colleghi della  ex  maggioranza  di  Renato
  Schifani,  ascoltatemi.  Il  vostro  Presidente  sta  firmando   le
  dimissioni in questo momento. Sì, sì, perché un uomo come  lui  che
  ha  fatto il Presidente del Senato, di fronte a una  scoppola'  del
  genere, non può che rassegnare le sue dimissioni, anche perché è la
  seconda scoppola che riceve.
   Io non avevo detto a caso, signor Presidente, che non portava bene
  la  presenza  di Renato Schifani in Aula, ma non portava  bene  per
  quella che era anche la logica di tutti i lacchè e i portaborse che
  aspettavano  con  la bava alla bocca questo posto  alla  provincia,
  partendo  già  da  Caruso. Qui a Palermo c'era la divisione  che  è
  stata  collaterale  alla  spartizione delle  ultime  spoglie  della
  sanità  e,  quindi, si era usato ormai anche il pretesto di  votare
  per  le  province, si era usato - vediamo finalmente per  la  prima
  volta  Turano, l'assessore Turano, preoccupato, per la prima  volta
  qui, è preoccupato, ha tentato di fermare Schifani ma ormai è tardi
  -  Schifani  si  sta  dimettendo,  voi  avete  perso  anche  questa
  occasione, colleghi della maggioranza
   Vi  avevo detto di avere qualche nanosecondo per stabilire da  che
  parte  stare,  e ormai è tardi, mi dispiace, lo spartiacque  è  ben
  definito. Oggi c'è l'ennesima sconfitta di Renato Schifani, di  una
  sua  maggioranza che è implosa. Noi da mesi che diciamo che non  si
  arriverà  a  scadenza  naturale. Ho detto  più  volte,  utilizzando
  quella che era così plasticamente la simpatica frase della scadenza
  come  lo yogurt, perché noi vi vediamo che vi state lacerando  ogni
  giorno di più. Una battaglia del genere andava affrontata per altri
  tipi  di  argomenti  e lo abbiamo ribadito e lo  ribadisco  ancora.
  Quest'Aula   doveva   confrontarsi   sulle   soluzioni   da    dare
  immediatamente  a un mondo agricolo che grida dolore  non  vendetta
  per  come è stato trattato come un bancomat da parte della politica
  siciliana,  invece siamo qui ancora per la seconda volta  ad  avere
  Schifani  che  è  venuto  ad intimidirvi.  Ma  questo  è  l'effetto
  boomerang.  E'  incredibile che quando viene  un  Presidente  della
  Regione in Aula ottiene l'effetto opposto
   E,  allora,  fa  bene  Schifani a staccare la  spina.  Finalmente,
  finisce l'era dei presidenti ologramma, Finalmente, si arriverà  ad
  avere   un   Presidente  degno  di  questo  nome,  che  si   occupi
  concretamente  dei problemi della Sicilia e che non  viva  una  sua
  storia  che,  ovviamente, è costellata di  scelte  lobbistiche,  di
  scelte  politico-affaristiche, perché quello che abbiamo  visto  in
  quest'anno   è  stato  solo  questo.  E  l'ultima  operazione   sui
  termovalorizzatori suggella la scelta lobbistica e  affaristica  di
  questo  Governo.  Finalmente  si  è  chiusa  questa  fase.  Eppure,
  stamattina,  in conferenza stampa, avevamo detto che il  presidente
  Schifani  era passato già alla storia per le sue assenze in  questo
  Parlamento,  era  passato  alla storia  per  essere  stato  l'unico
  presidente,  di  quelli che sono stati i governi siciliani,  a  non
  essere  presente durante il dibattito della legge  di  stabilità  e
  della  legge  finanziaria  che  è il  momento  più  importante  che
  caratterizza l'attività di un Parlamento. E, invece,  è  venuto  ad
  intimidire  per  l'ennesima volta. Qualcuno mi  dice  che  è  anche
  vendicativo,  non so cosa significhi questo termine.  Che  mi  devo
  aspettare, che ci dobbiamo aspettare, signor Presidente?
   E'  ovvio  che  per chiudere una triste pagina di  storia  che  ha
  contrassegnato questa Terra con un uomo inadeguato, con un uomo che
  pensava di essere ancora tra i saloni del Senato, c'è voluta la sua
  stessa maggioranza, finalmente, per staccare la spina
   Mi  auguro  che  il  Presidente Schifani si sia alzato  da  quella
  poltrona per andare a firmare le sue dimissioni perché, dopo questo
  ulteriore atto che è successo in quest'Aula, è ovvio che la Sicilia
  non ha più un Presidente e mi auguro, appunto, che si chiuda questa
  fase di un Presidente che ha rappresentato la pagina più nera della
  storia politica siciliana.

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Assessori  io
  devo  confessarle che oggi, a distanza di qualche giornata rispetto
  alla  scorsa settimana, non volendo entrare nel merito, ma comunque
  ci  compete da opposizione, stamattina abbiamo fatto una conferenza
  come  opposizioni e di fatto abbiamo tirato fuori che  noi  non  ci
  vogliamo  chiamare  opposizioni', perché il voto del 2022  consegna
  alle tre opposizioni la maggioranza in Sicilia.
   Ritengo, signor Presidente, che oggi è inutile nasconderlo, al  di
  là  delle lacune che noi avevamo previsto nel testo nel momento  in
  cui  lo abbiamo subito sostenuto, è chiaro, signor Presidente,  che
  su  una  continuità  politica  di un Governo  regionale  prima  con
  Musumeci  e  adesso  con  Schifani,  ci  ritroviamo  ad  avere  una
  continuità  di  commissariamenti che non hanno  risolto  il  vulnus
  delle province e lo dico perché c'è in atto la legge  Delrio, che è
  una  legge,  e tutte le regioni hanno votato con il secondo  grado:
  soltanto  in Sicilia non è stato possibile questo voto  di  secondo
  grado.
   Lo  abbiamo detto in queste giornate, ma lo abbiamo detto anche in
  Commissione,  che  questo  disegno  di  legge  presentava   davvero
  fragilità nei vari articoli.
   E oggi, però, signor Presidente, mi permetto di dirle che al di là
  del  giudizio  tecnico sugli articoli, al di là di quello  che  noi
  riteniamo e lo ha detto poco fa anche lei, noi eravamo pronti, e lo
  abbiamo  anche sostenuto nel momento in cui c'era il  voto  diretto
  sulle  province, di andare a votare con l'election day. Lo ha detto
  anche  l'onorevole Micciché, magari anche per convenienza  politica
  nel  voto  tra  europee  e provinciali, che poteva  portare  ad  un
  partito  come  il  nostro, Partito Democratico, Partito  nazionale.
  Però non è questo il problema, signor Presidente.
   Oggi  il  dato  dell'Aula è un dato schiacciante,  è  un  dato  in
  continuità di quello che è accaduto la scorsa settimana. E c'è  una
  continuità che è arrivata anche questa settimana perché sul voto 40
  -  non ricordo -  a 25 è chiaro che non ci sono soltanto i voti dei
  colleghi dell'opposizione, ma è chiaro che su quel numero  ci  sono
  tanti colleghi della maggioranza.
   E, quindi, è una continuità, forse, signor Presidente, di una resa
  dei  conti  che  continua  in  queste giornate  per  quello  che  è
  accaduto.
   E  io  dico  che  il  Governo regionale dovrebbe adesso  occuparsi
  davvero, e lo abbiamo detto anche nell'ultima finanziaria, guardate
  che siete in una direzione errata e non guardate quelle che sono le
  vere  preoccupazioni  che  ha la Sicilia,  state  invece  guardando
  all'interno  della stessa maggioranza, i posizionamenti  attraverso
  le poltrone, attraverso la prospettiva di una campagna elettorale
   Siamo  qua, invece, a raccogliere quello che sta accadendo  fuori,
  perché  non  si  può essere sordi a quello che è  il  problema  sul
  diritto  alla  salute, non si può essere sordi a quello  che  è  il
  problema sull'agricoltura, non si può essere sordi a quello  che  è
  il  problema  di  tante  e tante altre tematiche  che  noi  abbiamo
  sollevato.
   E  lo  dico  perché, come Gruppo del Partito Democratico,  diverse
  sono  state  le  battaglie,  ne abbiamo fatte  sul  dimensionamento
  scolastico,  sul  numero chiuso di medicina, e abbiamo  trovato  un
  Governo  regionale sordo, dove questo Governo non  ha  superato  lo
  Stretto  per  andare a Roma a battere i pugni per  fare  valere  le
  ragioni di una Regione come la nostra. È questo il grave problema
   Questo  Governo sta pensando più alle posizioni, alle poltrone,  e
  meno  ai  problemi dei siciliani. Ed è per questo che oggi,  ancora
  con  più  forza,  rivendichiamo il ruolo delle  nostre  opposizioni
  all'interno di quest'Aula.

   MICCICHÈ. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MICCICHÈ.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  non  devo  fare
  sognare nessuno, siamo in un incubo, perché il risultato di  questa
  votazione  è  un  risultato... vedo che il Governo  ha  abbandonato
  l'Aula,  che  è  quello che di fatto è avvenuto  nella  realtà,  ha
  abbandonato complessivamente l'Aula.
   Quello  che non capisce il Presidente Schifani, mi rivolgo proprio
  ai  colleghi della maggioranza, è che tutto quello che si fa,  ogni
  azione   ha   una  conseguenza.  Lui  sta  dimostrando,   lo   dico
  sinceramente, di essere veramente scarso, proprio scarso, nel senso
  che  ogni cosa che fa è sbagliata, ogni cosa che fa produce effetti
  opposti rispetto a quelli che lui si era prefissato. Quello che sta
  facendo: per le elezioni europee ha il suo candidato, alle province
  ha  il suo candidato, se ne frega totalmente dell'Aula, non ha idea
  di parlare di politica, non sa che cosa sia la politica.
   È venuto in Parlamento soltanto per salvare gli ineleggibili e per
  ottenere  Caruso  Presidente  della  Provincia,  che  se   lo   può
  dimenticare   È  ovvio che tutto quello che fa lo  fa  soltanto  in
  funzione di un interesse, che non è quello della Sicilia, che non è
  quello del popolo che lui dovrebbe servire.
   Poco  fa  Cateno  De  Luca ha fatto un appello agli  uomini  della
  maggioranza,  mi  permetto di rifarlo, però seriamente.  Non  è  in
  condizione di fare il Presidente della Regione, non si dimetterà né
  ora  né  mai,  su  questo  potete stare  tranquilli,  però  bisogna
  cominciare   a  costruire  per  il  futuro,  perché   abbiamo   una
  responsabilità nei confronti della Sicilia. Con un Presidente  così
  la Sicilia è morta, è finita.
   Onorevole  Pace,  lo dico qua come l'ho detto mille  altre  volte:
  quello  che  considero il Presidente vero che ha avuto  la  Sicilia
  sino ad oggi si chiama Totò Cuffaro. Si chiama Totò Cuffaro, perché
  Totò Cuffaro ha lavorato realmente, ha fatto le cose, ricordati che
  in  quel  periodo  abbiamo fatto l'autostrada  Palermo-Messina,  la
  Catania-Siracusa, lavorava, lasciava fare, non è che era lui che le
  faceva, ma lasciava fare. Io ero Ministro, con la delega al CIPE, e
  lui  mi  chiedeva  che  cosa potesse fare, e io  glielo  suggerivo.
  Lombardo, devo dire, che per quello che c'è stato, di meno,  ma  ha
  fatto altrettanto. Ma da dopo in poi, ci sono stati...

   DIPASQUALE. Non è vero  Crocetta ha fatto anche la Siracusa-Gela e
  la Ragusa-Catania

   MICCICHE'. Lo so, Lombardo pure ha lavorato. Dal dopo Lombardo  ci
  sono stati fantasmi.
   Ora,  dobbiamo tutti, che siamo politici, che abbiamo  un  compito
  preciso,  la  gente  ci  vota  e ci manda  qua  per  cercare  delle
  soluzioni,  dobbiamo pensare, lo dico a tutti questo, seriamente  a
  un  buon  Presidente  della  Regione, a  qualcuno  che  affronti  i
  problemi.
   Lui,  mentre ha tutti quelli dei trattori che gli stanno  montando
  un  casino infinito sotto il suo Palazzo, pensa soltanto a  salvare
  gli  ineleggibili, a fare le province, il tutto perché c'è  il  suo
  uomo  che deve diventare Presidente, mi pare, e che cosa è? Neanche
  sa come sono fatte le province, perché una legge nella quale c'è un
  conflitto  tra il sindaco dell'area metropolitana, e il  Presidente
  della  Provincia,  Abbate lei è Presidente di Commissione,  però  a
  queste cose ci potevamo pensare
   Io  ho  parlato ora con un sindaco di area metropolitana e  mi  ha
  detto:  scusami,  ma  noi  che facciamo?  Ci  mandano  lo  sfratto?
  Qualcuno ci comunicherà che non ci siamo più?
   C'è un conflitto di interessi pazzesco, e questa legge se ne frega
  altamente, perché l'importante era votare, l'importante  era  avere
  Caruso Presidente della Provincia - poi vu presento a Caruso - e di
  avere  qualcun altro Presidente di qualche altra provincia e basta
  Gli  ineleggibili, cioè la Sicilia: che gliene frega della Sicilia?
  Del  problema  dell'agricoltura, del problema dello  Stato-Regione,
  che  ha  ragione  De  Luca quando chiede un  confronto,  perché  la
  situazione è imbarazzante e lo sappiamo benissimo tutti.
   Allora,  io  faccio un appello veramente a tutti i deputati  e  ai
  Partiti  più  che  altro  perché,  anche  in  questa  occasione,  è
  responsabilità di quei partiti che, pur di non dare ragione  a  chi
  proponeva dei nomi che erano un po' più seri di questo, ha  preteso
  di  avere il peggio pur di vincere la partita, di dimostrare che ce
  l'ha più duro.
   Bene, io quello che veramente auspico è che in futuro i partiti ci
  diano l'occasione di avere un Presidente della Regione, che sia  un
  Presidente  della  Regione che possa, alla fine  del  suo  mandato,
  dire:  ho  lasciato questo anziché ho levato e ho  eliminato  tutto
  quello che c'era di buono ancora in questa Terra.
   È  una terra disgraziata, ma sti Presidenti della Regione sono una
  cosa  pazzesca, veramente di una inutilità e di un  danno  che  non
  hanno eguali.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Miccichè.

   LA VARDERA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA   VARDERA.  Grazie  Presidente,  onorevoli  colleghi,  oggi   7
  febbraio,  dobbiamo  scrivere questa data che  sicuramente  segnerà
  questo   Governo,  e  vedo  già  dei  deputati  della   maggioranza
  preoccupati, quindi chiedo se è possibile fare arrivare un  medico:
  c'è  chi deve annullare i mutui che si sono comprati le case perché
  vedono,  effettivamente,  all'orizzonte  questa  legislatura,  come
  dire,  finire  e sgretolarsi sotto il sole e, quindi, evidentemente
  avevano preso degli impegni a cinque anni, e devono rivedere  anche
  le loro stesse priorità.
   Io  rido  e sorridiamo, ci scherziamo su, ma siamo davanti  a  una
  vera e propria crisi di Governo, addirittura leggevo qualche velina
  di azzeramento di Giunta in corso.
   Quindi  c'è  questa  situazione  di  cui  questo  Parlamento  deve
  prendere  atto:  non  c'è più la maggioranza,  non  esiste  più  la
  maggioranza  di  questo Governo, noi lo diciamo  da  questi  banchi
  ormai  da  mesi  che,  forse,  non  è  mai  esistita,  perché   una
  maggioranza  che si basa sulla coesistenza degli interessi  comuni,
  effettivamente quegli interessi sono soltanto basati  su  che  cosa
  dai a me rispetto a che cosa offro io.
   Evidentemente  quella non è una maggioranza ma è  un  insieme,  un
  club,  una  accozzaglia di cose che, ovviamente, quando si  tolgono
  dei   dirigenti  generali  delle  ASP  a  qualche  deputato   della
  maggioranza,  che non ha voluto - ad esempio che so? tipo  Messina,
  faccio  un  caso,  uno per tutti, di Palermo -  evidentemente  quel
  deputato X avrà tutto l'interesse di azzoppare col voto segreto  la
  maggioranza
   Quindi,  non  possiamo  più  stare  davanti  a  questi  spettacoli
  indecorosi, Presidente, è uno spettacolo indecoroso che i siciliani
  non meritano; non meritano di avere avuto e di avere un Governo che
  non  è in grado di avere la maggioranza di questo Parlamento,  e  i
  numeri  sono  chiari,  sono evidenti, non  è  la  prima  volta  che
  succede,  ma è la seconda volta che succede nel giro di  pochissime
  settimane.
   Noi  non  abbiamo paura del voto, sappiamo anzi che attraverso  il
  voto  la  Sicilia,  finalmente, si può redimere  da  quella  scelta
  scellerata che ha fatto nel portare al Governo di questa Regione il
  Governo di centro-destra.
   Non abbiamo paura, perché sappiamo che il lavoro che abbiamo fatto
  in  questo anno è un lavoro serio, concreto, di opposizione, non  a
  prescindere, ma di opposizione a un'accozzaglia di cose  di  questo
  Governo che ha fatto gli interessi propri e non dei siciliani.
   Oggi, diciamocelo chiaro Parlamento, questo era un voto  o sto con
  Schifani   o   non sto con Schifani   E il Parlamento, chiaramente,
  ha deciso da che parte stare: di non stare con Schifani
   Perché  dire di no a una votazione così importante in cui  il  suo
  delfino, il delfino di Schifani, Marcello Caruso era candidato alla
  presidenza della Provincia di Palermo, e dire chiaramente  che  non
  ci  stanno, è un messaggio, caro Schifani, che questo Parlamento ti
  sta dando
   E  anche  la  stessa  maggioranza, ne devi  prendere  atto  e  non
  soltanto  azzerare la Giunta, così come stiamo leggendo in  qualche
  articolo  di stampa, ma dimetterti, perché cambiando la Giunta  non
  cambierà  il  padre politico di questo disastro  politico,  che  ha
  soltanto un nome: Renato Schifani
   E  quindi ti chiediamo un senso di responsabilità e di decoro  nel
  chiudere la tua carriera politica
   Certo,  il  Presidente  Schifani non si poteva  mai  aspettare  di
  finire  così in declino una florida carriera politica da Presidente
  del Senato e arrivare in Sicilia, essere trattato a pesci in faccia
  da  quella che pensava essere la sua stessa maggioranza.  Questo  è
  troppo
   Anzi,  io  solidarizzo con il buon Schifani e mi auguro,  diciamo,
  solidale perché non mi vorrei trovare allo stesso principio e nella
  stessa  condizione in cui Schifani si trova. È una data importante,
  questo foglio, che è il risultato del voto, io lo stamperò,  me  lo
  incornicerò,  lo  abbiamo già stampato, lo appenderemo  nel  nostro
  ufficio, l'appenderemo nelle vie della città, lo appenderemo  nelle
  vie   della  Regione  perché,  evidentemente,  questo  è  un   dato
  incontrovertibile.
   Non  c'è  più  la maggioranza di questo Governo, non  c'è  più  la
  maggioranza dentro quest'Aula ma, soprattutto, gli interessi che vi
  tenevano  uniti  alla  poltrona, che erano  interessi  soltanto  di
  dazione,  di  posizione e di poltrone, non vi hanno  nemmeno  fatto
  compattare, anzi vi siete squagliati come neve al sole  e,  quindi,
  un solo atto vi chiediamo.
   Un  atto  di  responsabilità verso questa Sicilia  se,  veramente,
  l'amate: tornatevene a casa, grazie.

   CATANIA Nicolò. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   CATANIA  Nicolò. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore.
  Sarò molto breve, risparmierò anche tempo rispetto a quello che  mi
  ha  assegnato.  Volevo fare una considerazione, da  quello  che  ho
  ascoltato  fino  ad adesso, dagli interventi dei colleghi  dopo  il
  voto, mi passa per la mente...vede non sono un nuovo, non sono  uno
  prestato da ieri alla politica, ma ho una mia esperienza.
   Una  cosa  che mi sovviene è che questa votazione, su un argomento
  ben  preciso,  si trasforma ad un certo punto sotto  una  sorta  di
  accanimento nei confronti della persona, che è un accanimento misto
  fra  politica  e personale. Nessuna considerazione è  stata  fatta,
  invece, dando una spiegazione del voto contrario, per chi ha votato
  in  senso  contrario alla norma, in merito alle  questioni  che  la
  norma  stessa  portava in essere, rispetto a delle  questioni  che,
  secondo me, andavano affrontate e scremate in maniera diversa.
   Questo  è  stato  un voto, a mio parere, che non  ha  guardato  al
  merito  della  questione, perché se si guardasse  al  merito  della
  questione,  io dico che tornare all'elezione del presidente  e  del
  Consiglio provinciale è, sicuramente, una questione di civiltà,  di
  serietà politica che dobbiamo tutti ai cittadini.
   Dobbiamo  ammetterlo: questo voto è una sconfitta della  politica,
  probabilmente sarà una vittoria ad personam contro una persona,  ma
  è una sconfitta della politica
   Dodici  anni,  dico  dodici,  di  mancanza  di  politiche  per  la
  sistemazione delle strade provinciali. Dodici anni di  mancanza  di
  politiche  per  la  sistemazione  delle  strade  rurali,   per   il
  mantenimento  adeguamento  e  la messa  in  regola  degli  istituti
  scolastici.  Dodici anni di mancanza manutenzioni varie  che  hanno
  costretto  i  sindaci a, come dire, assumersi delle  responsabilità
  anche  di  carattere  reale per intervenire  laddove  le  emergenze
  venivano a crearsi.
   Ora   io   dico,   in  un  Parlamento  che  annovera   sicuramente
  amministratori attuali, ex amministratori locali, arrivare  ad  una
  votazione  che porti all'annullamento di un qualcosa  che,  invece,
  serve per chi vive il Territorio credo che sia, veramente, qualcosa
  che  va  al  di  là  di quella che la votazione  stessa  ha  voluto
  significare.
   Significa un atteggiamento contro la persona, un atteggiamento per
  distruggere, piuttosto che creare condizioni di migliore vivibilità
  delle nostre comunità e, quindi, va spiegato ai cittadini qual è il
  senso  del  voto. Non è un voto che va contro chissà che  cosa,  ma
  nessuno   è   entrato  nel  merito,  proprio  perché,   ovviamente,
  probabilmente,  la questione non era né seguita né tanto  amata  da
  parte  di  chi qui fa finta invece che tutto vada bene  in  assenza
  delle province.
   Aggiungo  e chiudo: per chi fa l'amministratore, per chi ha  fatto
  l'amministratore  locale, e qui ce ne sono tanti,  un  voto  contro
  questa  norma  è  rinnegare la propria esistenza,  è  rinnegare  il
  proprio passato.
   Questa è la mia considerazione e invito i colleghi a proseguire il
  dibattito  entrando  nel  merito delle  questioni,  non  esprimendo
  semplicemente   un   atteggiamento  avverso   nei   confronti   del
  Presidente,  del  Governo, che attenzione, non sono  nuovo  ci  sta
  pure,  ma nel merito della questione vorrei che qui ci esprimessimo
  in tal senso perché per quanto mi riguarda quella di oggi non è una
  vittoria  da  parte  di qualcuno, non è la sconfitta  da  parte  di
  un'altra,   è  la  sconfitta  della  politica  nei  confronti   del
  territorio, Grazie.

   CAMPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMPO.  Presidente,  Governo,  colleghi  deputati.  Purtroppo   il
  Presidente   Schifani  non  c'è,  non  c'è  neanche  il  presidente
  Galvagno,  io volevo dare un consiglio per cercare di  mettere  una
  pezza  a questa situazione, e la cosa più opportuna da fare sarebbe
  quella  di commissariare il Presidente della I Commissione  perché,
  vedete,  si è incaponito per settimane senza ascoltare gli  Uffici,
  cioè gli Uffici sono i primi consiglieri di questo Governo.
   Avevano  detto che le norme erano incostituzionali,  mi  riferisco
  anche al salva-ineleggibili che abbiamo, sempre quest'Aula col buon
  senso,  bocciato una settimana fa e non contento, si è ripresentato
  con una altra norma, sempre definita dagli Uffici incostituzionale,
  ed è stata nuovamente bocciata
   A  questo  punto, mi sembra il minimo commissariare il  Presidente
  della  I  Commissione, che qua non vedo, ma  ci  ha  fatto  perdere
  parecchio tempo, ha fatto perdere tempo al Presidente Schifani, che
  è  dovuto  stare qua per ben due volte, controllare la  maggioranza
  che  ci  fosse,  che votasse, invece di ascoltare gli  agricoltori,
  invece di ascoltare i medici, invece di ascoltare i primari,  e  di
  ascoltare i precari, tutte le persone che sono fuori e che chiedono
  aiuto.
   Il  Presidente  quando deve stare fuori sta  dentro,  quando  deve
  stare dentro sta fuori, come quando abbiamo votato la finanziaria e
  non c'era.
   E  questa è una responsabilità di chi ha condotto i lavori fino ad
  oggi della I Commissione.
   Ha fatto perdere tempo anche a noi, come se non bastasse ieri si è
  permesso  di fare delle dichiarazioni sbeffeggiando addirittura  le
  altre  forze politiche che rappresentano questo Parlamento, dicendo
  che  capiva perfettamente che il Movimento 5 Stelle voleva bocciare
  la  norma, perché tanto non avrebbe avuto nessun rappresentante nel
  consesso provinciale.
   Adesso spero che capisca che non era il Movimento 5 Stelle a voler
  bocciare  la  norma, ma che quasi tutto il Parlamento  ha  espresso
  chiaramente  che questa norma non può funzionare,  perché  non  può
  scavalcare  una  legge nazionale, la Delrio, e ora io  vorrei  dire
  all'onorevole  Abbate, che non è qua presente, che sarà  lui  nelle
  prossime  elezioni  a non sedere da nessuna parte,  perché  il  suo
  Partito  fuori  dalla  Sicilia non può uscire,  perché  considerato
  squalificato  e  non  avrà  nessun  rappresentante  al   Parlamento
  europeo, non ce l'avrà neanche a Roma.
   E  quindi,  invece di sparare a zero sulle altre forze  politiche,
  pensi  a quello che ha fatto quando ha condotto i lavori in  questa
  sua  reggenza  di  I Commissione, e dia le dimissioni,  ci  farebbe
  sicuramente bella figura.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevoli, un collega della maggioranza
  e uno dell'opposizione.

   ASSENZA.  Grazie  Presidente, intervengo  per  denunziare  il  mio
  rammarico  per  l'esito del voto perché, nonostante le  perplessità
  che  io  esprimo da mesi, e anche ieri sera sull'esito finale,  non
  tanto  di questa legge, che io auspicavo venisse approvata,  quanto
  sul  rischio  connesso ad eventuali interventi successivi,  non  da
  parte  del Governo nazionale, perché su questo il Governo nazionale
  si  era  espresso chiaramente, ma da quisque de populo che  avrebbe
  potuto  comunque  sollevare  un  problema  di  fronte  alla   Corte
  Costituzionale  o  di  fronte al TAR relativamente  al  decreto  di
  indizione delle elezioni.
   Però,  lo  scopo della legge era ed è assolutamente condivisibile,
  quello  di ridare la parola ai cittadini in un organismo importante
  quale  quello  delle  province, un ente intermedio  previsto  dalla
  nostra Costituzione, ed assolutamente necessario per completare  la
  struttura, l'ossatura voglio dire dell'organizzazione statale.
   Qui abbiamo un Commissariamento che si trascina da 12 anni, per la
  provincia  di Ragusa addirittura da 14, perché l'ultimo  Presidente
  eletto, l'onorevole Antoci, si dimise prima della scadenza.
   Allora,  non  è una bella pagina quella che abbiamo scritto  oggi,
  perché   tutti  ci  apriamo  la  bocca  tranne,  devo  dire,   devo
  riconoscere  il  Movimento Cinque Stelle, che continua  a  ritenere
  questo ente inutile, è uno stipendificio, un luogo da occupare  con
  le  cariche  di Presidente, Assessori, Consiglieri,  al  di  là  di
  questa   opinione  che  ritengo  isolata  dal  resto  delle   forze
  politiche,  credo  che  la  reintroduzione  del  voto  diretto  era
  patrimonio comune e auspicio da parte di tutti gli altri.
   Quindi,  che  oggi  questo non sia stato  realizzato,  deve  farci
  riflettere,  e  io  capisco che poi tutto  si  trasforma  in  lotta
  politica.  Abbiamo  assistito  allo  sfogatoio  delle  opposizioni,
  tutte,  che  si  sono  beate  di  questo  risultato  e  accanendosi
  inutilmente  contro la figura del Presidente che,  coraggiosamente,
  ha  insistito per questa riforma, per adempiere ad un impegno preso
  in  campagna  elettorale, era un punto saliente del  programma  del
  Governo  Schifani, e su questa strada è andato diritto sollecitando
  i  partiti della maggioranza a fare quadrato. Purtroppo così non  è
  stato.
   Tralascio   le  pagelle  date  dal  buon  Micciché  ai  precedenti
  Presidenti  della Regione, lascio a lui questa arroganza  di  poter
  giudicare, io non giudico nemmeno me stesso, figuriamoci gli altri,
  e  quindi  attribuire  meriti chissà a chi  rispetto  ad  altri,  è
  esercizio assolutamente inutile.
   Invece  il risultato di questo voto mi porta a due considerazioni.
  La  prima:  è  ora  di  riflettere seriamente  sull'opportunità  di
  continuare  a mantenere nel nostro Regolamento il voto  segreto  su
  qualsiasi  materia. Non esiste in nessuna Regione d'Italia,  e  non
  esiste  a livello nazionale. Il voto segreto è consentito solo  per
  specifici  argomenti, e quando poi si tratta di  valutazioni  sulle
  persone.
   Su  questo  l'Aula deve cominciare a riflettere, e  io  mi  assumo
  l'impegno  di  proporre  una norma che tenga  a  modificare  questa
  assurdità, e questa io la definisco vergogna, perché poi quando non
  si  ha il coraggio di mettere la faccia sulle proprie scelte ci  si
  trincera  dietro  il  voto segreto, ed ognuno  attraverso  il  voto
  segreto,  appunto  nella segretezza, ritiene  di  fare  quello  che
  vuole, di mandare messaggi trasversali o intimidazione di qualsiasi
  tipo. Non è corretto. Dobbiamo rifletterci ed intervenire.
   Seconda osservazione: secondo quello che abbiamo appreso da  fonti
  nazionali,  anche  dalla  carta stampata e  dalla  televisione,  la
  volontà  del Governo nazionale, del Parlamento nazionale, è  quella
  di  reintrodurre il voto diretto per le province nel 2025. Io  dico
  che,  a  questo  punto, dobbiamo far cessare una volta  per  tutte,
  Assessore Messina, l'era dei commissariamenti.
   Vige  una legge che prevede l'elezione di secondo livello, da  qui
  alla  votazione  - che noi speriamo quanto più vicina  possibile  -
  della  elezione diretta del Presidente e dei consiglieri,  dobbiamo
  comunque  ridare un minimo di democrazia a questi enti,  procedendo
  all'altro sistema elettorale che è previsto dalla Legge Delrio, che
  a me non entusiasma per niente, assolutamente, ma che rispetto a un
  commissariamento che perdura da oltre dieci anni, è sempre una  via
  di mezza democrazia. Anche su questo il Parlamento si deve dare una
  scaletta e una priorità di intervento. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Assenza.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE. Presidente, Assessore, colleghi parlamentari,  non  mi
  sono   confrontato  con  il  Gruppo  parlamentare,  quindi   questa
  riflessione ha dei limiti miei personali, però, secondo me,  ha  un
  significato quello che ha detto l'onorevole Assenza - che  è  stato
  uno  dei pochi capigruppo di maggioranza che è rimasto in Aula dopo
  questo  sfascio  totale  -   e cioè che  sicuramente  non  possiamo
  lasciare  tutto così com'è, con i commissari e pensare all'elezione
  di secondo livello.
   Io  penso  che può essere un percorso, ovviamente mi  riservo  poi
  insieme al Gruppo del Partito Democratico, di vedere se è condiviso
  o  no.  Penso  che  quello  che è successo  oggi  fosse  una  morte
  annunciata,  perché su questa norma, per tanti  motivi,  non  c'era
  condivisione, e quando poi si fanno le forzature, poi vanno avanti,
  ed il problema non è il voto segreto, ma la storia che si ripete  e
  che  gira, e la rimetterò io di nuovo in moto, perché ora si aprirà
  questa discussione.
   Ricordo  l'intervento dell'onorevole Formica, capogruppo di  Nello
  Musumeci  Presidente,  e  dovevate vedere come  difendeva  il  voto
  segreto,   lui  allora  era  all'opposizione,  dove   c'era   anche
  l'onorevole  Assenza  nel Gruppo. Dovevate  vedere  come  difendeva
  dall'opposizione, quindi la destra e il centrodestra di allora, sul
  voto segreto: "il voto segreto è importante", "il voto segreto è la
  democrazia",  "il  voto segreto va lasciato "... Oggi  capisco  che
  siccome  si  trovano in maggioranza non vogliono essere  disturbati
  dal voto segreto
   Per  giunta, in questa legislatura, a differenza della precedente,
  l'utilizzo del voto segreto è stato ridimensionato, e per casi  che
  avevano  un  significato.  Quindi su  questo  siamo  contro,  e  lo
  difenderemo con le motivazioni dell'onorevole Formica. Volevo  fare
  ascoltare quell'intervento di Formica, ma comprendo che  non  è  il
  caso, ma lo motivava bene da uomo di opposizione, e noi continuiamo
  così,  come lo abbiamo sostenuto quando eravamo al Governo,  perché
  vedete qual è la differenza?
   Quando  durante l'esperienza del Presidente Crocetta fu  messo  in
  discussione,  a difenderlo siamo stati proprio noi, i  deputati  di
  maggioranza,  perché anche voi, quante volte avete  fatto  utilizzo
  del  voto  segreto  per altri motivi? È comunque uno  strumento  di
  questo  Parlamento,  ed  è uno strumento democratico,  pertanto  lo
  andremo a difendere.
   Il  Presidente  della Regione è andato via, il mio  rammarico  più
  grande è di essere in un momento così difficile per la Sicilia, per
  l'intero Paese, mi riferisco al comparto agricolo e zootecnico.  Lo
  dissi  in  occasione  della  discussione  della  finanziaria:   "Ci
  troveremo  i  trattori  in  piazza",  lo  dissi  anche  durante  le
  variazioni  di bilancio, guardate che il settore è in crisi  e  noi
  non  abbiamo  messo  le  risorse necessarie  per  dare  almeno  una
  risposta.  E  mi dispiace che, nel frattempo, gli agricoltori,  gli
  allevatori sono in giro per le piazze e stanno aspettando risposte,
  il  Presidente si sia sentito in obbligo di partecipare per ben due
  volte  consecutive,  anche se per due temi diversi,  su  fatti  non
  essenziali.
   Non  solo,  qualcuno  ha  detto che forse  porta  male  perché  si
  presenta  in  Aula  no, a me viene invece di pensare a una  storia,
  che  è  quella del cacciatore e del gorilla. Questo cacciatore  che
  provava  a eliminare questo gorilla e andava in quest'isola  e  una
  volta  prova  con  i fucili e non ci riesce, il gorilla  prende  il
  cacciatore  abusandone,  dopodiché poi è successo  per  la  seconda
  volta  ed è successo che il cacciatore ritornava con i missili.  Si
  arrivò al punto di dire: "Forse tu non vieni qua per cacciarmi".
    Io dico una cosa: ma era il caso di ripresentarsi in Aula?

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Ardizzone. Ne ha facoltà.

   ARDIZZONE.  Grazie, signor Presidente, il mio sarà  un  intervento
  breve  breve come la votazione, la durata della votazione;  abbiamo
  iniziato  alle  15.42 e  alle 15.44 il disegno  di  legge  è  stato
  bocciato - credo mai così breve una discussione su una riforma -  e
  breve  come la presenza del Presidente Schifani in quest'Aula oggi,
  che  mi  dispiace tra l'altro sia stato disturbato,  perché  se  ne
  poteva stare tranquillo, almeno oggi, a Palazzo d'Orleans o a  casa
  -  perché lo avevamo detto, lo avevamo tranquillamente previsto  -,
  ma   evidentemente  parte  di  questa  maggioranza  aveva  ritenuto
  opportuno disturbarlo e farlo venire anche per poco tempo.
   Avevo voglia di intervenire, signor Presidente, perché più sentivo
  intervenire i colleghi di maggioranza più mi davano gli assist  per
  poter   rispondere,  perché  già  ieri  mi  sono   risparmiata   di
  intervenire, perché avrei tanto voluto dire la mia oggi in presenza
  dei   colleghi  della  maggioranza  per  rispondere  alle  infinite
  stupidaggini che ho sentito, ma sarà stata la foga dell'intervenire
  ieri, considerato che questa maggioranza doveva prendere tempo  per
  racimolare  i  voti,  ma  oggi continuano  a  darmi  assist.  Sento
  parlare,  infatti, alcuni deputati della maggioranza di  modificare
  il  Regolamento sul voto segreto, perché il voto segreto è previsto
  su votazioni per tutte le materie, quando questa stessa maggioranza
  e  questi stessi deputati hanno chiesto, qualche mese fa,  il  voto
  segreto  anche  per i debiti fuori bilancio, quando il  Regolamento
  prevede che non si possano votare i debiti fuori bilancio col  voto
  segreto.  Siete  imbarazzanti, siete patetici   E  continuate,  tra
  l'altro,  a  fare finta che non sia successo niente in  quest'Aula,
  dicendo:  "No,  ma com'è possibile, com'è possibile che  sia  stato
  bocciato questo disegno di legge?"
   E'  stato bocciato con quaranta voti  Qualcuno di voi lo ha votato
  contrariamente  questo disegno di legge, quindi adesso  non  venite
  qui  a  fare  la  ramanzina "Ah, questa opposizione non  voleva  le
  province ".  Anzi,  io  vi  ringrazio, vi  ringrazio  perché  ieri,
  sentendomi  intervenire, mi sono resa conto che alcuni di  voi  non
  sanno  neanche di cosa parliamo. Io vi suggerirei in questo periodo
  -  visto  che già anticipate le elezioni del 2025 -, suggerirei  ad
  alcuni  di  voi di farvi un giro per le province, andate a  parlare
  con  i  ragionieri  degli enti intermedi per rendervi  conto  della
  situazione disastrosa che c'è all'interno degli enti.
   Ringraziate questa maggioranza di oggi perché darà l'opportunità a
  questo  Governo  di potere intervenire seriamente e strutturalmente
  all'interno degli enti, magari quando in effetti i bilanci potranno
  autosostenersi potremo parlare di elezioni degli organi elettivi.
   E,  per  chiudere,  mi  lego  a quello che  ha  detto  l'onorevole
  Assenza,  poco fa, sul discorso dei commissari. Ma qua non possiamo
  chiedere all'Assessore di indire le elezioni di secondo livello, lo
  deve  fare   Perché io ricordo che c'era una sentenza  della  Corte
  Costituzionale   che  vietava  la  possibilità  di   prorogare   il
  commissariamento; noi lo abbiamo fatto comunque, questo Governo non
  ce  l'ha impugnato perché questo Governo di centrodestra a Roma  ha
  deciso   che  bisogna  sorvolare  anche  su  quelle  che  sono   le
  disposizioni costituzionali, perché ci sono evidentemente dei patti
  politici, e ora ci ritroviamo con delle proroghe dei commissari che
  scadranno.  E  voglio vedere adesso cosa farà  il  Governo,  perché
  adesso dovrà per forza indire le elezioni di secondo livello, non è
  una scelta, dovrà farlo obbligatoriamente.
   Ringrazio  questa  maggioranza  di  quest'Aula  perché  finalmente
  smetteremo  di  sentire parlare di province e questo Governo  potrà
  occuparsi  dei  problemi seri dei siciliani  che  ci  aspettano  lì
  fuori. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Ardizzone.
   È iscritta a parlare l'onorevole Savarino.

   SAVARINO.  Grazie, signor Presidente. Sull'elezione diretta  degli
  enti  sovracomunali  delle  province noi  abbiamo  sempre  espresso
  assoluto  parere  favorevole.  Ci  abbiamo  lavorato  nella  scorsa
  legislatura, abbiamo approvato una norma, tra le prime che  abbiamo
  approvato con il Governo, e ci è stata impugnata a Roma e anche  in
  questa Legislatura avevamo presentato un disegno di legge nostro  e
  abbiamo  immediatamente  sposato  quello  del  Governo  e  lavorato
  insieme  all'Assessore  perché  venisse  migliorato  il  testo   in
  Commissione.
   Io  non  ho  nascosto  né in Commissione né  ai  colleghi  qualche
  perplessità  giuridica sulla compatibilità  con  la  vigenza  della
  Delrio  ma,  nella  scorsa settimana, quando è  stata  proposta  la
  pregiudiziale  dal collega Cracolici, erano arrivate rassicurazioni
  sia dal Governo che dal mio Partito nazionale, per cui io ho votato
  assolutamente in linea con le rassicurazioni che erano arrivate.
   Dispiace  che  poi quest'Aula abbia deciso in maniera  diversa  e,
  numeri  alla  mano, una dozzina di colleghi anche della maggioranza
  hanno votato insieme alle opposizioni.
   Probabilmente,  non  ha  aiutato  qualche  notizia  giornalistica,
  probabilmente  non ha aiutato qualche mal di pancia  personale.  Il
  tema  ovviamente va derubricato come un incidente di  percorso  che
  purtroppo in Aula spesso succede. È successo la scorsa settimana.
   Nella  scorsa Legislatura vorrei ricordare che è successo con  una
  legge importante, come la legge sui rifiuti, che metteva ordine  in
  una  materia assolutamente importante. È una materia in cui  troppi
  interessi sono concentrati e probabilmente forse necessitava più di
  altre  di  essere riformata e mi auguro che lo si faccia anche  nel
  prossimo futuro.
   Io  sono  convinta  che a questo punto è d'obbligo  un  attimo  di
  riflessione e capire che forse è opportuno fare un ragionamento più
  complessivo  insieme  a  quello che sarà il futuro  delle  province
  anche  nelle altre Regioni d'Italia e muoverci in sintonia  con  le
  altre  Regioni  d'Italia e nel frattempo dare una legittimazione  a
  quelli  che  sono  gli  organi  e  anche  a  quelle  che  sono   le
  rappresentanze territoriali con la normativa vigente.
   Io  sono  certa  che questo Governo e questa maggioranza  sapranno
  andare  oltre  gli incidenti di percorso che succedono  e  sapranno
  trovare  ragioni  e  motivi per guardare  in  avanti,  guardare  al
  futuro,  serrando le fila e trovando le ragioni dello stare insieme
  che  sono, certamente, di più di qualche malumore che ha portato  a
  questo incidente di percorso.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Giambona.  Ne  ha
  facoltà.

   GIAMBONA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  tavolo   del
  Governo,  la  discussione odierna e il voto lampo  sulla  questione
  delle   province   ha   fatto  emergere  un  enorme   cortocircuito
  all'interno della maggioranza e, di fatto, ha buttato a  mare  mesi
  di lavoro sulla questione del governo degli enti sovracomunali.
   Lo  dico con grande rammarico, perché abbiamo lavorato alacremente
  in  Commissione  Affari istituzionali  su quella che poteva  essere
  una  norma  che  doveva dare e che deve dare  migliori  servizi  ai
  cittadini nei nostri territori.
   Del  resto,  questa norma comunque conferma quelle  che  erano  le
  nostre   perplessità  rappresentate  in  Commissione  nelle  scorse
  settimane,  fino  a  ieri rappresentate in Aula. Perplessità  sulla
  costituzionalità  della norma, ma anche una grande  perplessità  su
  quella  che è la voragine politica che si è determinata e consumata
  in questi ultimi giorni.
   Il  Governo  e la maggioranza sono andati sotto di 15 deputati  e,
  badate bene, ci sono alcuni deputati dei nostri Gruppi parlamentari
  che  sono  assenti,  quindi il negativo  poteva  essere  ancor  più
  pesante
   Questo  a  rimarcare  come la maggioranza  del  Governo  Schifani,
  fondamentalmente,  non  c'è  più.  C'è  un'altra  maggioranza,  noi
  facciamo parte della maggioranza di questo Parlamento, è innegabile
  questa considerazione.
   E,  poi, un'altra considerazione che dobbiamo fare, la presenza di
  Renato  Schifani, fondamentalmente, oramai ha l'effetto  contrario.
  Fa bene alle opposizioni  Ogni qualvolta c'è Schifani, le votazioni
  vanno  sottosopra rispetto a quelle che sono le sue previsioni.  Lo
  abbiamo  visto con la norma salva-ineleggibili. Non c'è un  leader,
  non  c'è  una  coalizione di maggioranza, c'è un enorme scollamento
  tra  il potere esecutivo e quello legislativo, uno scollamento  tra
  la Giunta e questo Parlamento.
   Devo  dire  che da questo punto di vista è ovvio che da quest'Aula
  deve  emergere una riflessione, una riflessione importante, su come
  deve  continuare  la condotta di questo Parlamento,  in  particolar
  modo  di  questo Governo, anche in ordine al governo degli enti  di
  area vasta.
   E'  ovvio  che,  a  questo punto, dobbiamo colmare  un  vulnus  di
  rappresentanza  e di rappresentatività nei nostri territori,  nella
  Sicilia. Le province devono essere, comunque, governate, quindi,  a
  questo  punto,  dando seguito a quelle che sono  state  le  diverse
  ammonizioni   della   Corte  Costituzionale,   bisogna   procedere,
  Assessore,  speditamente  con  le  elezioni  di  secondo   livello.
  Dobbiamo  procedere  in  tal  senso  per  garantire  i  servizi  al
  cittadino,  per garantire che vengano correttamente fornite  quelle
  che  sono le qualità adeguate ai servizi nelle scuole, nelle strade
  provinciali.
   E,  a  questo  punto,  anche  un bagno  di  umiltà  da  parte  del
  Governatore  Schifani. Mi arrivano notizie  di  un  azzeramento  di
  Giunta, cari colleghi. Probabilmente, è anche il momento opportuno,
  perché, a questo punto, tolta di mezzo la questione delle province,
  bisogna concretamente concentrarsi su quelli che sono i temi  e  le
  esigenze dei siciliani, che ci siamo oramai credo, o si sono oramai
  credo  dimenticati, primo tra tutti il tema della sanità,  per  non
  parlare  poi  delle  infrastrutture, la questione dell'agricoltura.
  Sappiamo  benissimo che cosa sta succedendo nelle ultime settimane.
  Temi ai quali la maggioranza di Governo non pone alcuna attenzione.
   Fondamentalmente, quindi, io credo che da questo momento un  bagno
  di  umiltà  deve avere questa maggioranza targata Schifani  e  deve
  dare parola ai siciliani. Probabilmente, la parola  dimissioni  non
  è   più   una  parola  che  fino  a  ieri  non  era  scontata   ma,
  probabilmente, adesso è da prendere seriamente in considerazione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Burtone.  Ne  ha
  facoltà.

   BURTONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  noi  nei  giorni
  scorsi, come Partito Democratico abbiamo messo in evidenza i limiti
  che aveva questo disegno di legge. Erano limiti troppo palesi.
   L'onorevole Assenza è andato via, non credo che si possa  fare  un
  discorso di principio sull'utilizzazione del voto segreto.
   Era  una  legge  talmente  indigeribile per  i  parlamentari  che,
  probabilmente,  soltanto con la libertà di voto, è stato  possibile
  dare  una  risposta  rispetto alle tante deficienze  che  la  legge
  presentava.
   Io non entro nel merito ancora di queste tematiche. Mi permetto di
  dire  che  ora il rischio che l'Assemblea corre è che  comincino  i
  soliti  riti, le verifiche di maggioranza, la ricerca  dei  franchi
  tiratori,  le  vendette che si devono consumare  e  tutto  ciò,  se
  dovesse   portare   ad   una  paralisi  dell'Assemblea   regionale,
  porterebbe soltanto discredito.
   E  allora,  signor  Presidente, io mi  permetto  di  avanzare  una
  proposta,  ne  ho  accennato ai colleghi del  Partito  Democratico,
  spero  che la proposta possa essere calendarizzata dopo una  nostra
  lettera.
   Io  credo ci siano alcune questioni che vadano affrontate tutte  e
  subito.  La  prima  è  quella relativa alle riforme  istituzionali,
  queste sì molto serie, e riguardano le due norme che stanno andando
  avanti    nel    Parlamento   nazionale:   quella    sull'autonomia
  differenziata e quella sul premierato.
   Io penso che l'Assemblea regionale siciliana come Parlamento, come
  rappresentanza  dei  siciliani, debba  dire  la  propria  opinione,
  esprimere con precisione qual è la posizione che si vuole assumere.
   Noi non possiamo far passare questo dibattito in atto presente nel
  Paese e queste norme che vengono già votate dai rami del Parlamento
  senza una precisa votazione che avvenga in quest'Aula.
   Ricordo  che la proposta di legge sull'autonomia differenziata  ha
  visto  un  dibattito  in  Aula,  lo  ricordiamo,  alcuni  di   noi,
  soprattutto quelli della minoranza. Era presente un solo assessore,
  l'assessore Falcone, che poi è intervenuto. Per la maggioranza  non
  ha parlato nessuno.
   Non  c'era il Presidente dell'Assemblea, signor Presidente,  c'era
  lei  a presiedere come Vicepresidente, lo ricorderà, e questo è  un
  vulnus  che va cancellato perché noi stiamo parlando di una riforma
  che cambierà le sorti del Paese.
   Si  sta  strutturando  la  divisione della  nostra  comunità.  Una
  disarticolazione centrata sulla diseguaglianza, perché  l'obiettivo
  vero è quello di mettere in discussione il residuo fiscale, evitare
  quindi  la perequazione e quindi cristallizzare le condizioni  oggi
  presenti nella nostra comunità nazionale che vedono nel Mezzogiorno
  ancora avere elementi di grande difficoltà.
   Quindi,  signor  Presidente,  io credo  che  su  questo  si  debba
  discutere: come si debba poi intrecciare anche il dibattito attorno
  al  premierato,  perché tutto ciò che avviene a  livello  nazionale
  nello  scambio tra la Lega e Fratelli d'Italia sta portando ad  uno
  sconvolgimento  della  nostra  Costituzione,  che  aveva  una  sua,
  diciamo,  linea che guardava al crescere della democrazia,  ad  uno
  sviluppo economico equilibrato, ad una società più giusta. E  tutto
  ciò viene messo in discussione con un'attività parlamentare che non
  vede però partecipe il Parlamento siciliano.
   Ci  si  esprima, si voti. Il centrodestra si allineerà col Governo
  amico nazionale, lo faccia.
   Noi  dobbiamo avere però la possibilità di discutere, presente  il
  presidente  della  Regione e presente il Presidente  dell'Assemblea
  regionale  siciliana, su tematiche che cambieranno il  volto  della
  nostra comunità.
   La seconda questione, lo accennava l'onorevole Nello Dipasquale, è
  quella relativo all'agricoltura.
   Noi  del  Partito Democratico abbiamo fatto in questi  mesi  delle
  battaglie,  le  abbiamo  fatte in maniera  convinta,  abbiamo  dato
  l'allarme in tempo utile.
   Quando  dicevamo  che  c'era  un problema  relativo  alla  siccità
  qualcuno  sorrideva dai banchi del Governo. Quando abbiamo  parlato
  della  necessità di dotare di alcune infrastrutture  alcuni  bacini
  idrici  che  non  avevano  la possibilità dell'utilizzo  dell'acqua
  qualcuno non sentiva. Ora ribadiamo tutto ciò, non perché ci sono i
  trattori con gli agricoltori e gli operatori della zootecnia  fermi
  nelle  nostre  città a protestare, esprimiamo anzi solidarietà  nei
  confronti di questi laboratori, e diciamo però che noi abbiamo dato
  un   contributo  in  tempo  utile;  se  si  avesse  avuto  maggiore
  sensibilità credo che avremmo avuto una situazione ben diversa.
   Abbiamo additato il problema della siccità in tempo utile per fare
  qualcosa  nei  confronti del mondo agricolo ma anche nei  confronti
  degli  operatori zootecnici che oggi hanno problemi  per  avere  la
  possibilità  di acquistare il foraggio perché in via di esaurimento
  le scorte che ci sono nelle nostre comunità.
   Quindi,  signor  Presidente, anche su questo  interveniamo,  anche
  perché,  lo dico, come sindaci della provincia di Catania,  abbiamo
  fatto una richiesta all'Assessore di un incontro, lo ha fatto primo
  firmatario  a  novembre del 2023 un sindaco, quello di  Mineo,  del
  centrodestra; poi c'è stato un sindaco del Partito Democratico,  il
  sottoscritto, che ha reiterato la richiesta ai primi di  gennaio  e
  poi 17 gennaio, inascoltate.
   Il    Governo   regionale,   in   particolare   l'assessore    per
  l'agricoltura,  lo  sviluppo rurale e la pesca mediterranea  se  ne
  deve  fare  una ragione perché c'è chi ha la schiena  dritta  e  la
  testa  alta  e non è disponibile a chiedere un incontro tanto  per.
  Chiediamo  di  incontrare  il  Governo  per  discutere  di   queste
  tematiche.
   E,  infine, signor Presidente, so che sto prendendo troppo  tempo,
  però mi permetto di fare l'ultimo accenno ad un'altra questione:  è
  quella del reddito di cittadinanza. Perché lei ricorderà, colleghi,
  siamo  intervenuti in tanti, rappresentanti del Movimento 5 Stelle,
  noi  del  Partito Democratico, quando iniziò questa  iniziativa  da
  parte del Governo nazionale di cambiare, mi permisi di intervenire,
  di  dire   noi  chiediamo al Governo regionale di interloquire  col
  Governo  nazionale  perché il percorso che è stato  individuato  lo
  troviamo molto discutibile .
   Abbiamo  detto:  "questi tempi che il Governo nazionale  individua
  nella  occupabilità,  nei corsi per  formare  questi  cittadini  ci
  sembrano dei tempi impossibili. Allora il Governo faccia un atto di
  umiltà,  dia una deroga, rinvii questa riforma che si vuole portare
  avanti  e  che  aveva  un  significato, lo abbiamo  compreso  bene,
  ideologico".
   Abbiamo  detto  tutto  questo e purtroppo  abbiamo,  anche  quella
  volta,  espresso un'amara verità, perché ad oggi, di quella  platea
  di  soggetti che hanno avuto un sostegno, soltanto il 40%  mantiene
  alcune   caratteristiche  di  sostegno  che  erano  precedentemente
  presenti  nel  reddito di cittadinanza, il 60% è una  platea  quasi
  invisibile
   Si  è  parlato di corsi di formazione e non sono partiti  in  gran
  parte;  si  è parlato di occupabilità e gli Uffici del  Lavoro  non
  sono   in   condizione  di  indicare  un  minimo   di   possibilità
  occupazionale.
   Quello però che notiamo - e, concludo, signor Presidente -, è  che
  nei  comuni oggi viene tanta gente e viene per chiedere un sostegno
  alimentare   E'  una  cosa  che mortifica le  Istituzioni,  quindi,
  signor Presidente, qui presente l'assessore per le autonomie locali
  e  la  funzione  pubblica,  l'assessore Messina,  ne  ho  accennato
  all'assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  il  lavoro,
  credo  che  abbiamo il dovere, come Parlamento siciliano,  di  fare
  qualcosa.
   Al  di là delle posizioni del Governo nazionale, infatti, dobbiamo
  tener conto che il bisogno c'è, che la povertà non è inventata.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole Schillaci.  Ne  ha
  facoltà.

   SCHILLACI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per
  esprimere sentimenti contrastanti, da una parte sollievo per  com'è
  andato  l'esito  di  questa  votazione,  ma  dall'altro  non  posso
  esprimere  che  enorme imbarazzo, innanzitutto per  avere  occupato
  questi  scranni  che  sono  costosi perché ciclicamente  arrivavano
  reportage sui costi di questo Parlamento siciliano.
   Ora, l'ultimo letto diceva che le sedute d'Aula costano mille euro
  al  minuto. Io non so se questi siano dei dati eccessivi, se  siano
  veritieri,  ma  sicuramente  provo imbarazzo  perché  non  possiamo
  naturalmente  occupare quest'Aula con questi costi e perdere  tempo
  per  questi disegni di legge che non vedono mai la luce,  grazie  a
  Dio  direi  pure,  perché sappiamo benissimo che erano  soggetti  a
  impugnativa,   quindi   da  una  parte  problemi   di   legittimità
  costituzionale  e  dall'altra problemi  enormi  anche  di  impianto
  normativo con delle lacune incredibili.
   Per   cui,  seppellito  questo  disegno  di  legge,  però,  signor
  Presidente,  io  mi  chiedo come mai sia arrivato  in  Aula  questo
  disegno di legge; non valgono 20 pagine, 22 pagine di relazione del
  Servizio  Studi  dell'ARS che ha messo nero su  bianco,  mettendolo
  anche  in  grassetto, colleghi, che questo disegno di  legge  aveva
  problemi enormi.
   Ecco,  signor  Presidente,  questo  non  deve  più  accadere   Noi
  dobbiamo  impiegare questa costosa Aula per disegni  di  legge  che
  cambiano  la vita dei nostri cittadini siciliani, disegni di  legge
  che  possano  risolvere le tante problematiche  come  quella  della
  povertà del nostro territorio, sono d'accordo con il nostro collega
  Burtone, i sindaci di tutti i partiti politici lo sanno bene che il
  reddito  di  cittadinanza  abolito  ha  creato  un  vulnus   enorme
  all'interno delle nostre società con povertà economica,  sociale  e
  con  un disagio incredibile che l'ADI non ha sostituito, perché  ha
  creato  dei  problemi enormi nell'applicazione e,  soprattutto,  ha
  cancellato  a  quelle persone quel poco reddito, quel sostentamento
  di cui potevano godere.
   Quindi,  signor  Presidente, la mia richiesta qual  è?  Quella  di
  impiegare  quest'Aula per cambiare le sorti di  questa  Terra.  Non
  facciamo arrivare i disegni di legge inutili, disegni di legge  che
  non risolvono.
   E  se  questo Governo regionale non ha una visione dia spazio alle
  altre forze di opposizione; abbiamo tantissimi disegni di legge che
  sono  depositati  nelle  Commissioni  e  che  non  vengono  neanche
  incardinati in Commissione, quindi, signor Presidente,  in  qualità
  di  Presidente,  appunto, le chiedo di dare uno scossone  a  questo
  Parlamento siciliano, a quest'ARS, ci faccia lavorare.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Schillaci.
   È   iscritto  a  parlare  l'onorevole  Cracolici,  che   non   era
  intervenuto. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, è chiaro che parlo in un'Aula  dove
  il Governo è fuggito, tranne l'Assessore per le autonomie locali  e
  la funzione pubblica, che ringrazio, intanto per lo stile di essere
  rimasto in Aula, in un momento complicato per il Governo e  per  la
  maggioranza, perché anche la maggioranza è fuggita, diciamo.
   Io  però  voglio sottolineare un aspetto. Adesso è inutile tornare
  su  tutti gli elementi che sono stati, almeno da parte nostra e  da
  me  in particolare, sottolineati sugli aspetti di questa legge, che
  era  una  legge che non aveva né capo né coda, non solo  sul  piano
  politico,  istituzionale, costituzionale, ma persino  su  come  era
  scritta. Questo è, come dire, un elemento che abbiamo sottolineato;
  malgrado lo abbiamo sottolineato e malgrado - questo è un punto sul
  quale, lo dico a lei nella qualità di Presidente pro tempore  e  lo
  dico  anche  agli  Uffici  -  noi  abbiamo  rinviato  il  testo  in
  Commissione, capisco che la ragione politica alla fine è  stata  la
  ragione che ha spinto tutta l'Aula a mandarlo in Commissione, anche
  di  quelli  che  erano come dire assertori del fatto che  dovessimo
  fare  la  legge subito perché doveva essere fatta entro i primi  di
  febbraio, altrimenti non si sarebbe potuto votare entro l'8 e il  9
  giugno  col  voto  congiunto con le europee  e,  quindi,  c'era  la
  ragione   dell'urgenza   per  giustificare   l'accorpamento   delle
  elezioni,  senza guardare il merito della legge; ebbene,  l'abbiamo
  rinviato  in  Commissione ed è avvenuto un  fatto  gravissimo,  che
  secondo me è grave, pari a quello che è avvenuto sul piano politico
  qui dentro, in quest'Aula: cioè la Commissione, di fronte a un voto
  del  Parlamento che dice di verificare, con una serie  di  rilievi,
  ancorché  espressi  diciamo  verbalmente  da  alcuni  colleghi   in
  quest'Aula,  ha  ritenuto come dire di poter esitare,  in  meno  di
  mezz'ora, il testo inviato in Commissione riportandolo in Aula  con
  una  procedura che, alla fine, anch'io come dire, ho  assunto  come
  procedura  seppure inusuale ma, comunque, legittima  ma  col  fatto
  che la Commissione aveva il dovere non discutere se le province  si
  potevano votare il 9 giugno o se si poteva votare l'8 giugno  o  in
  un'altra  data,  oppure  se  le province dovessero  avere  elezione
  diretta, l'elezione indiretta, ma aveva il dovere di presentare  un
  testo che potesse funzionare
   La cosa grave che nessuno ha fatto rilevare è che quel testo, così
  com'era  predisposto,  non consentiva la certezza  delle  procedure
  elettorali.  Questo è grave, ciò che è avvenuto.  Ora,  io  non  so
  quali  saranno le conseguenze per il Governo, mi pare che  è  sotto
  gli occhi di tutti che c'è un Governo in cui la resa dei conti, che
  è inutile che ci prendiamo in giro, dentro questo voto c'è anche il
  secondo tempo del voto di prima, della settimana scorsa.
   C'è  un  voto  di  vendette trasversali,  non  è  solo  una  crisi
  politica,  c'è una crisi di rapporti. Io lo ribadisco,  in  Sicilia
  siamo,  in  questo momento, dentro una tenaglia, c'è uno scontro  a
  chi  deve comandare. Quindi, siccome chi vuole comandare non riesce
  ad  esercitare  il diritto del comando utilizza,  mi  dispiace  che
  l'onorevole  Assenza sia andato via, ma il film  del  voto  segreto
  come il responsabile di chissà, è veramente persino stucchevole.
   Ha fatto bene a ricordarlo l'onorevole Dipasquale, a proposito del
  fatto  che  fu proprio il Gruppo di Musumeci, nelle due legislature
  fa,  che alla fine della legislatura  perché un Regolamento si  può
  cambiare,  nessun  atto è sacro  Tra l'altro, c'è  una  maggioranza
  qualificata per cambiare il Regolamento ma lo si cambia  alla  fine
  di  una legislatura per dare esecuzione al Regolamento per la nuova
  legislatura, non si cambia il Regolamento in corso d'opera,  perché
  a  qualcuno non piace più il sistema di voto  Nessuno di noi, oggi,
  si  innamora  di  una procedura, ma le procedure si cambiano,  come
  dire,  a  inizio partita, non si cambiano tra il primo e il secondo
  tempo, le regole.
   Questo inciso sulla vicenda del Regolamento nasconde che cosa? Che
  c'è  un'idea  dell'Aula,  ed  è il punto  politico  che  io  voglio
  sottolineare, in cui questa maggioranza pensa di essere maggioranza
  non  che  governa  la  Sicilia,  come  è  giusto  che  sia  essendo
  maggioranza,  ma che comandi in Sicilia, siccome pensano  di  poter
  comandare a prescindere dalle regole  La storia dell'ineleggibilità
  è un atto di arroganza senza precedenti che ha dimostrato che, come
  dire, quando si perde il senso della funzione istituzionale, ognuno
  pensa  di  poter  fare quello che vuole e se  non  è  in  grado  di
  affermarlo sul piano delle ragioni, dell'esposizione, prova a farlo
  sul piano numerico, pensando che se ho la maggioranza ho ragione e,
  quindi, ho ragione a prescindere dal merito.
   No,  Presidente,  noi in questi due atti che  abbiamo  per  ultimo
  votato,  per  la  verità  ce ne sono tanti altri  che  abbiamo  già
  votato,  con  un  Governo nazionale che si  sta  prestando  ad  una
  complicità  e  uso questa espressione non a caso,  una  complicità,
  omettendo  anche  il  proprio  potere  di  vigilanza  sugli  organi
  regionali,   nel  caso  specifico  sulla  Sicilia,  con  situazioni
  imbarazzanti,  così  come è stato imbarazzante l'intervista  di  un
  Ministro  che,  per quello che ha detto, non è  degno  di  fare  il
  Ministro.
   Il  Ministro che dice che la Sicilia può legiferare in una materia
  seppure,  la  stessa  Corte costituzionale ne aveva  dichiarato  il
  limite  di  attività  legislativa, perché tanto  loro  faranno  una
  riforma  che  va  nella  stessa direzione  della  Regione  ma,  nel
  frattempo,  si  dimentica di dire che a legge  invariata  vigono  i
  principi costituzionali
   Ecco,  la  sensazione che si ha, ed è questa  la  pericolosità  di
  questa situazione, perché o questo governo o questa maggioranza  si
  ferma  e capisce che ha il dovere di governare, dovere, non  ha  il
  diritto  di  comandare   Perché l'idea  del  comando  inasprirà  lo
  scontro politico e non solo politico in Sicilia
   Quindi,  mi auguro che questa lezione, perché è una bella  lezione
  che  si  è  data con questo doppio voto in quest'ultima  settimana,
  possa  servire al Governo e alla maggioranza perché la  Sicilia  ha
  bisogno  di  trovare  soluzioni ai problemi  non  di  affermare  il
  comando  di  qualche   dittatorello' di  periferia,  perché  questa
  convinzione  prima se la levano e meglio è, perché  lì  andranno  a
  sbattere ma il rischio è che faranno sbattere tutta la Sicilia.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
   Bene,  colleghi, rinvio l'Aula a martedì, 13 febbraio  2024,  alle
  ore 15.00 con all'ordine del giorno "Comunicazioni".

                 La seduta è tolta alle ore 17:06 (*)


   (*) D'ordine del Presidente dell'Assemblea, notificato ai deputati
  con e-mail del 12 febbraio 2024, la seduta n. 94, già convocata per
  martedì 13 febbraio 2024 alle ore 15.00, è stata rinviata a martedì
  20  febbraio  2024 al medesimo orario, con il presente  ordine  del
  giorno integrato con l'aggiunta del punto secondo.

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                        VIII SESSIONE ORDINARIA


                          94a SEDUTA PUBBLICA

                 Martedì 20 febbraio 2024 - ore 15.00

                           ORDINE DEL GIORNO

     I - COMUNICAZIONI

       II  -  SVOLGIMENTO  DI  INTERROGAZIONI E  INTERPELLANZE  DELLA
  RUBRICA:  Turismo, sport e spettacolo  (V. Allegato)

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio