Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 97 di mercoledì 06 marzo 2024
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 15.22

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in  assenza
  di osservazioni in contrario, nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli De Luca Antonino, Cambiano
  e Marchetta hanno chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

       Comunicazione di elezione suppletiva di Vicepresidente di
                              Commissione

     PRESIDENTE.  Comunico che la Commissione legislativa  permanente
  'Attività produttive' (III Commissione), nella seduta n. 56  del  5
  marzo   2024,   ha   provveduto  all'elezione  suppletiva   di   un
  Vicepresidente ed è risultato eletto l'onorevole Giuseppe Catania.

    Comunicazione relativa a schema di decreto  Norme di attuazione
     dello Statuto speciale della Regione siciliana in materia di
        trasferimento delle funzioni di polizia amministrativa
      di cui agli articoli 68 e 69 del Testo Unico delle Leggi di
                          Pubblica Sicurezza,
          approvato con Regio Decreto 18 giugno 1931, n. 773

   PRESIDENTE.  Comunico  che  la  Commissione  speciale  Statuto  in
  materia statutaria nella seduta n. 16 del 20 febbraio 2024, n.  17,
  n.  18 del 5 marzo 2024 ha esaminato lo schema di decreto 'Norme di
  attuazione  dello  Statuto  speciale  della  Regione  siciliana  in
  materia  di  trasferimento  ai Comuni  delle  funzioni  di  polizia
  amministrativa' di cui agli articoli 68 e 69 del Testo unico  della
  legge  di  pubblica sicurezza, approvato con Regio  decreto  il  18
  giugno del 1931, n. 773 di cui alla delibera di Giunta n. 22 del 24
  gennaio  2024  trasmettendo la relazione all'Aula per l'espressione
  del  parere  ai  sensi dell'articolo 15 della  legge  regionale  28
  ottobre 2020, n. 26.

      Comunicazione di decadenza di atti ispettivi e di indirizzo
                               politico

   PRESIDENTE. Comunico che:

   a  seguito  della  dichiarazione di ineleggibilità  dell'onorevole
  Vasta  alla  carica  di deputato regionale, di cui  l'Assemblea  ha
  preso atto nella seduta n. 95 del 28 febbraio 2024, decade la firma
  dello stesso dai seguenti atti ispettivi e di indirizzo politico:

   interrogazioni  nn: 274, 284, 287, 296, 300, 322, 359,  372,  389,
  391,  395,  407, 420, 432, 441, 467, 495, 497, 498, 500, 501,  503,
  522,  529,  534, 539, 545, 546, 549, 550, 552, 558, 559, 560,  561,
  564,  567,  569, 571, 572, 585, 587, 590, 593, 605, 615, 616,  620,
  622,  633,  634, 638, 642, 646, 659, 664, 666, 668, 669, 679,  680,
  692,  695,  706, 711, 715, 721, 725, 726, 727, 731, 732, 733,  737,
  738,  739,  741, 746, 747, 752, 758, 764, 765, 766, 767, 768,  770,
  772,  774,  775, 776, 778, 779, 787, 788, 793, 795, 797, 798,  802,
  806,  807,  810, 811, 815, 818, 819, 820, 821, 823, 825, 827,  832,
  833, 835, 837, 840, 844, 845, 847, 848, 849, 852, 853, 891;

   interpellanza n. 30;

   mozioni  nn. 7, 8, 20, 33, 45, 53, 57, 67, 71, 76, 144, 145,  151,
  155, 156, 157.

   a  seguito  della  dichiarazione di ineleggibilità  dell'onorevole
  Nicolò   Catania  alla  carica  di  deputato  regionale,   di   cui
  l'Assemblea ha preso atto nella seduta n. 95 del 28 febbraio  2024,
  decade  la  firma  dello stesso dai seguenti atti  ispettivi  e  di
  indirizzo politico:
   interrogazione n. 433;

   mozioni nn. 21, 27, 50, 58, 62, 70, 79, 92.

   L'Assemblea ne prende atto.


       In memoria del sindacalista Mico Geraci vittima di mafia

   LA VARDERA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà. Nel frattempo, invito  i  componenti
  della I Commissione a prendere posto negli appositi banchi.

   LA   VARDERA.  Grazie,  signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  Governo,  intervengo solo per dire che oggi è una giornata storica:
  dopo  25  anni,  sono stati scoperti i mandanti  dell'omicidio  del
  sindacalista Mico Geraci. Due arrestati parlavano contro  il  boss;
  oggi, dice il figlio, è un giorno memorabile, un giorno importante.
  Ricordo  a quest'Assemblea che, qualche mese fa, abbiamo piantumato
  presso i giardini del Palazzo, dove noi in questo momento siamo, un
  albero in ricordo del sindacalista Mico Geraci, barbaramente ucciso
  dalla mafia.
   Allora,  questo  albero  che si trova proprio  a  pochi  metri  da
  quest'Assemblea, oggi è particolarmente verde; sapere che, dopo  25
  anni, la famiglia può avere un pizzico di verità e giustizia per la
  morte  di  un sindacalista che  senza se e senza ma  ha lottato  le
  mafie, ci ha messo la faccia, ha deciso di stare dalla parte  della
  giustizia, è un giorno che quest'Assemblea non può dimenticare.
   Stamattina,  nell'operazione  dei Carabinieri,  addirittura,  caro
  Presidente  - spesso e volentieri quest'Assemblea, in  passato,  ha
  avuto,  quando ci sono stati, purtroppo, degli arresti  di  qualche
  collega,  le  immagini  di  quest'Assemblea  venivano  ritratte  in
  passato  con,  ovviamente, le immagini dei  Carabinieri  -,  questa
  mattina  nell'operazione degli arresti, i Carabinieri hanno proprio
  voluto  far  vedere l'albero che abbiamo piantato qui all'Assemblea
  regionale e penso che sia un importante segnale rispetto  a  questo
  tema che noi come Parlamento abbiamo affrontato.
   In ricordo di Mico Geraci, signor Presidente, della sua famiglia e
  del lavoro che ha fatto, le chiedo se quest'Assemblea può osservare
  un minuto di silenzio. Grazie

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole La Vardera  per  il  suo  ricordo.
  Condivido e chiedo ai colleghi di osservare un minuto di silenzio.

              (L'Assemblea osserva un minuto di silenzio)
                   Discussione dei disegni di legge

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione dei disegni di legge.


   Discussione del disegno di legge «Schema di progetto di legge da
   proporre al Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 18
     dello Statuto della Regione siciliana, recante  Modifiche al
  decreto legislativo 7 settembre 2012, n 155 - Nuova organizzazione
    dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero a
   norma dell'articolo 1, comma 2, della legge 14 settembre 2011, n
                           148'» (n. 314/A)

   PRESIDENTE. Bene, colleghi, se la I Commissione ha preso posto  al
  banco  alla medesima assegnato, invito il Presidente a svolgere  la
  relazione del disegno di legge n. 314/A.
   Prego, presidente Abbate.

   ABBATE, presidente della I Commissione e relatore. Grazie,  signor
  Presidente,  Governo,  onorevoli  colleghi,  oggi  presentiamo   il
  disegno  di legge n. 314/A, che è uno schema di progetto di  legge-
  voto   da   proporre  al  Parlamento  della  Repubblica  ai   sensi
  dell'articolo  18  dello  Statuto della  Regione  Sicilia,  recante
   Modifiche al decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 155 -  Nuova
  riorganizzazione dei tribunali ordinari degli uffici  del  pubblico
  ministero a norma dell'articolo 1, comma 2 della legge 14 settembre
  2011, n. 148 .
   Onorevoli colleghi, la presente proposta di legge da presentare al
  Parlamento nazionale, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della
  Regione,  è finalizzata a superare alcune criticità che ha prodotto
  in  Sicilia la normativa nazionale sulla riduzione del numero delle
  sedi  dei tribunali e delle relative procure della Repubblica. Tale
  riforma, attuata tramite una delega legislativa, era stata promossa
  nell'ottica  del contenimento della spesa pubblica ed una  presunta
  migliore  organizzazione della distribuzione sul  territorio  degli
  uffici giudiziari.
   Pur  tuttavia,  la soppressione di alcuni uffici giudiziari  nella
  Regione  e  la  relativa, probabilmente eccessiva, centralizzazione
  sembra avere diminuito l'efficienza e l'efficacia del settore.
   La Prima Commissione ha effettuato una fase istruttoria durante la
  quale  sono state realizzate delle audizioni, principalmente con  i
  rappresentanti di alcune sezioni locali dell'Ordine degli Avvocati,
  a  tal  riguardo  è  emersa l'esigenza sia di  ripristinare  alcuni
  tribunali  soppressi, sia di modificare in particolare il Tribunale
  di  Modica,  di  Nicosia e di Mistretta, sia di  modificare  talune
  circoscrizioni  giudiziarie  al fine  di  una  migliore  efficienza
  complessiva,  anche  tenuto conto della  distanza  dei  Comuni  del
  comprensorio del tribunale di riferimento e della conformazione del
  sistema viario regionale,
   In  particolare, con l'articolo 1, che introduce l'articolo 8  bis
  del  decreto legislativo n. 155 del 2012, si prevede che le regioni
  interessate  possono  richiedere al Ministero della  Giustizia  che
  sulla  base  di  apposita convenzione sia stabilito  il  ripristino
  delle  funzioni  giudiziarie nelle rispettive  sedi  dei  tribunali
  circondariali e delle Procure della Repubblica soppresse.
   È, inoltre, specificatamente previsto che la spesa per la gestione
  della  manutenzione degli immobili e la retribuzione del  personale
  di  custodia  e  vigilanza delle strutture  siano  integralmente  a
  carico  del bilancio della Regione richiedente; rimangano a  carico
  dello Stato le spese relative per la retribuzione dei magistrati  e
  del personale amministrativo di polizia giudiziaria.
   Infine,  si  prevede che, in seguito al ripristino delle  funzioni
  giudiziarie  dei tribunali soppressi, sono adeguate le  tabelle  di
  cui  agli allegati 1, 2 e 3 dello stesso decreto legislativo n. 155
  del 2012 con ricostruzione dei relativi circondari.
   L'articolo 2 prevede l'abrogazione di norme incompatibili  con  il
  contenuto  del  presente disegno di legge  di  voto;  l'articolo  3
  prevede  modifiche alla normativa sull'ordinamento  giudiziale,  in
  particolare  si prevede l'inserimento di alcuni Comuni  nell'ambito
  delle  competenze  di  alcuni  uffici  giudiziari  esistenti  e  la
  reintroduzione  in  particolare riferimento a  quelli  di  Sciacca,
  Modica e Licata.
   Gli  articoli  4  e  5  contengono la  necessaria  disciplina  dei
  procedimenti   pendenti  e  di  modifica  delle  piante   organiche
  conseguenti.
   Colleghi, penso che questo disegno di legge - che nasce  anche  da
  un  dibattito durato alcune settimane anche in Commissione -  nasce
  dall'esigenza di poter rimettere mano a quella che è  stata  allora
  la cosiddetta riforma giudiziaria nazionale.
   Io  voglio ringraziare i colleghi che, insieme al sottoscritto,  i
  colleghi  della  provincia di Ragusa - che è una  delle  parti  più
  interessate, vista la soppressione del Tribunale di Modica -  hanno
  proposto  il  disegno di legge che ha dato il via poi  a  tutta  la
  procedura  parlamentare, che ha portato ad oggi la  discussione  in
  Aula.
   In particolare, penso che le esigenze oltre da rivedere quelle che
  sono  la  geografia delle circoscrizioni esistenti  dei  tribunali,
  andando  a  riorganizzare  alcuni  comuni  che  si  trovano  troppo
  distanti   rispetto   alle  sedi  centrali   e   passare   da   una
  circoscrizione all'altra per  avere una fruibilità, ma quanto  meno
  la  possibilità  di  essere  più alla portata  delle  esigenze  dei
  territori,  credo  anche  che la parte più importante  riguarda  la
  introduzione  o quanto meno la nascita di tre nuovi  tribunali  che
  non  fanno  altro  che  essere, se non  in  linea  di  massima,  un
  ripristino  per  quanto riguarda il Tribunale  di  Mistretta  e  di
  Nicosia,  e  la  nascita  di  un nuovo Tribunale  di  Modica  dove,
  sicuramente, con una organizzazione un po' diversa che  incide  sia
  sul  Tribunale  di  Ragusa e sia sul Tribunale di  Siracusa,  anche
  perché i territori si sono espressi con atti di Consiglio comunale,
  per  alcuni Comuni della provincia di Siracusa e specialmente della
  Val  di  Noto, di poter far parte di un nuovo tribunale rispetto  a
  quelli  che  erano i quattro comuni appartenenti  con   quelli  del
  Tribunale di Modica al Comune di Modica.
   Credo  che  l'esigenza nasce anche dal fatto che, come per  Modica
  anche   per  gli  altri  due  tribunali  di  Mistretta  e  Nicosia,
  specialmente  per  quello di Modica, si era addirittura  costruito,
  realizzato,  un  tribunale di ultima generazione, con  migliaia  di
  metri  quadrati  di  superficie che dal 2013 non  viene  utilizzato
  completamente,  ma viene utilizzato soltanto per  la  presenza  del
  Giudice  di  Pace,  e  che potrebbe invece essere  subito  messo  a
  disposizione per la nascita di un nuovo tribunale, per poter  anche
  essere più al tempo con quelle che sono le esigenze dei territori.
   Ci  tengo  anche a dire, a ringraziare, gli amministratori  locali
  che in questi anni hanno fatto sì che quelle sedi dei tribunali non
  sarebbero  state  utilizzate per altre finalità,  proprio  per  non
  andare  a  togliere  quella possibilità  di  poter  ripristinare  i
  tribunali e quindi anche di ringraziare il lavoro che è stato fatto
  dal  Comitato  dei  tribunali soppressi che si è formato  in  tutta
  Italia, il quale ha lottato dal lontano 2013, giorno dopo giorno, e
  confrontandosi con il Governo nazionale e regionale per  poter  far
  rinascere quei tribunali che sono stati soppressi in tutta Italia.
   Grazie anche alla loro spinta, alla loro attività, oggi siamo  qua
  a  discutere e dare la possibilità anche di poter dare  una  spinta
  anche  al Governo nazionale, affinché si possa legiferare  e  poter
  dare  giustizia e riportare quelle sedi di tribunali che sono state
  tolte  e  sono  stati  interrotti con quella  legge  approvata  dal
  Parlamento  nazionale  che  ha privato,  territori  importanti,  di
  potere avere la possibilità di una sede e giudiziaria e quindi  una
  sede di legalità.
   Oltre alla soppressione, sono scomparse anche le carceri che erano
  legate   ai   tribunali,  alle  Procure   che   erano   in   quelle
  circoscrizioni.  Quindi colleghi, Governo e Presidente,  spero  che
  possa  essere  approvato questo disegno di legge voto,  inviato  al
  Governo  nazionale,  e  che  il  Governo  nazionale  lo  prenda  in
  considerazione, e che ci sia veramente un'attività  reale  affinché
  quello  che  noi  chiediamo oggi, che andiamo ad  approvare,  possa
  diventare  legge nazionale e potere riportare in quei territori  di
  nuovo la sede degli uffici giudiziari e la rinascita dei tribunali.
   Quindi,  grazie  ancora  ai  colleghi  che  hanno  collaborato  in
  Commissione  per  quanto riguarda la stesura di questo  disegno  di
  legge,   chi  li  ha  proposti  allora,  quando  è  stato  proposto
  dall'onorevole   Dipasquale,   l'onorevole   Campo,   all'onorevole
  Assenza,  che hanno condiviso insieme al sottoscritto la firma  del
  disegno di legge iniziale, e credo che tutto il lavoro che abbiamo,
  fatto  senza  colore politico, per quanto riguarda  la  nascita  di
  questo  disegno di legge, cosa che già era stata fatta nella scorsa
  legislatura che è stata riproposta in questa legislatura.
   È  stata  ampliata  sicuramente, anche  col  contributo  di  altri
  colleghi,  l'onorevole  Lantieri, l'onorevole  Grasso,  l'onorevole
  Laccoto, che hanno portato una spinta anche per quanto riguarda  la
  possibilità  di  poter inserire all'interno di  questo  disegno  di
  legge, per quanto riguarda il tribunale di Nicosia e di Mistretta.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale, sono iscritti
  a parlare l'onorevole Lantieri e poi l'onorevole Campo.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Lantieri.

   LANTIERI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    volevo
  ringraziare  il  Presidente della Commissione Affari istituzionali,
  l'onorevole  Abbate,  perché non solo lo ha proposto,  ma  è  stato
  anche il relatore di questo disegno di legge.
   Dal  primo  momento, con la collega Bernadette  Grasso,  ci  siamo
  collegate a questo disegno di legge perché, a parte, ha detto tutto
  lui, reintegrare quello che è un presidio di legalità a Nicosia,  a
  Mistretta e a Modica, ma dare la disponibilità e far capire a tutta
  la  popolazione,  perché nel periodo in cui è  stato  soppresso  il
  Tribunale,  è  come  se lo Stato avesse abbandonato  queste  città.
  Perciò  dobbiamo  dimostrare con questa proposta,  e  speriamo  che
  venga  accolta e si faccia subito qualcosa, la disponibilità  dello
  Stato  ad  impossessarsi  di nuovo di questi Comuni e dire che  c'è
  un  presidio  di legalità, non solo a livello legale,  ma  anche  a
  livello socio culturale.
   Nella  passata  legislatura, io personalmente con  un  emendamento
  avevo messo anche le somme perché...

   DIPASQUALE. Noi

   LANTIERI.  ...  con  l'onorevole Dipasquale,  l'onorevole  Grasso,
  l'onorevole  Schillaci,  l'onorevole  Campo,  i  vecchi  di  questa
  legislatura

   PRESIDENTE. Onorevole Lantieri, non penso che lei sia vecchia

   LANTIERI.  Vecchia come legislatura, perciò i vecchi, gli anziani,
  avevamo   anche   approvato  un  emendamento   dove   mettevamo   a
  disposizione  dei  tribunali, al ministero, le  somme  disponibili,
  perché  quello  che  era  l'ordinaria amministrazione,  quello  che
  serviva  per  dare  la  disponibilità  di  riproporre  di  nuovo  i
  tribunali.
   Perciò  oggi  siamo veramente contenti che si possa votare,  anche
  gli   altri  colleghi,  dove  non  esistono  i  tribunali,  bisogna
  ribadire,  la  voteranno con piacere, perché  ribadisco  essere  un
  presidio di legalità e presidio anche socio economico nei confronti
  di questi Comuni.
   E  quindi  grazie Presidente, grazie onorevole Abbate,  Presidente
  della  Commissione, e ringrazio tutti i colleghi  che  voteranno  a
  favore  di  questo  emendamento, ma penso che  non  ci  siano  voti
  contrari

   PRESIDENTE.  Chiedo  al  collega Sciotto  se  può  venire  qui  ad
  assumere  le  funzioni  di deputato segretario,  perché  è  l'unico
  deputato  segretario  presente in  questo  momento  in  Aula  e  lo
  ringrazio.
   È iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.

   CAMPO.  Grazie, Presidente. Governo e colleghi deputati,  noi  già
  nella  scorsa Legislatura avevamo firmato il disegno di legge  voto
  che  andava  nella  stessa direzione, anche  se  purtroppo  poi  il
  Ministro  Cartabia  fu categorico, dicendo che  non  aveva  nessuna
  intenzione  di  rivedere  la geografia giudiziaria  dei  tribunali,
  stiamo  ripresentando  questo disegno di  legge  includendo  anche,
  oltre  al Tribunale di Modica, quelli di Mistretta e Nicosia,  sedi
  ugualmente soppresse.
   In  tutta  la  scorsa  Legislatura abbiamo affiancato  una  grande
  battaglia  che  ha  fatto  anche l'allora consigliere  comunale  di
  Modica,  Marcello  Medica,  e  quindi  ribadiamo  l'importanza   di
  rivedere la geografia giudiziaria dei tribunali, e di restituire al
  tribunale  di  Modica  e  Val di Noto,  in  particolare  la  giusta
  centralità nel territorio, perché è appunto un presidio di legalità
  e di giustizia.
   Mi  dispiace  constatare che la scorsa Legislatura,  per  ben  due
  volte, a causa di assenza della maggioranza, non si poté votare  il
  disegno  di  legge, e anche questa volta vedo molte  assenze  nella
  maggioranza,  ma spero che almeno in questa occasione  il  Ministro
  Nordio   mostri   una  sensibilità  diversa  da  quella   del   suo
  predecessore,  visto che è anche dello stesso  colore  politico  di
  questo  Governo, e che questo disegno di legge voto, questa  volta,
  venga preso in considerazione anche dal Governo nazionale, affinché
  si modifichi l'assetto geografico dei tribunali. Grazie.

   PRESIDENTE.  È  iscritta  a  parlare  l'onorevole  Grasso.  Ne  ha
  facoltà.

   GRASSO.  Presidente, Governo, colleghi, ringrazio la  Commissione,
  il Presidente della Commissione e tutta la Commissione, ma anche  i
  colleghi parlamentari che hanno portato ancora avanti la tematica e
  la  questione  per noi diciamo pesante, che è stata appunto  quella
  della soppressione dei tribunali.
   Come  ricorderanno i colleghi, l'onorevole Dipasquale, che insieme
  al  Comitato  di Modica nella scorsa Legislatura, ma a tanti  altri
  colleghi, la collega Campo, Schillaci, tutti, abbiamo cercato delle
  interlocuzioni anche a livello ministeriale.
   Io,  nella qualità di Assessore, avevo dato parere favorevole,  ed
  erano state stanziate le somme, 150.000 euro, che servivano per  le
  spese  del  mantenimento  dei  tre tribunali,  e  da  Assessore  ho
  partecipato   e  ho  cercato  delle  interlocuzioni  con   l'allora
  Ministro, affinché tornasse e rivedesse la posizione che era quella
  di aprire degli sportelli di prossimità.
   La  riforma  prevedeva la chiusura dei tribunali e la sostituzione
  con  questi  "presidi di legalità" fra virgolette,  che  erano  gli
  sportelli  di  prossimità.  Abbiamo  visto  che  gli  sportelli  di
  prossimità,  fra  l'altro,  che sarebbero  dovuti  essere  allocati
  all'interno  dei  comuni, con personale comunale, ma  che  potevano
  semplicemente dare un ausilio solo per determinate materie.
   Il tribunale di Mistretta, in particolare il locale è di proprietà
  del  Comune,  per  cui  non graverebbero alcune  spese,  si  tratta
  semplicemente  di  ripristinare  quei  presìdi  di   legalità   nei
  territori,   perché   ripeto,  soprattutto   oggi,   col   processo
  telematico,  dà  la  possibilità di non gravare  moltissimi  costi,
  neanche  di  personale  amministrativo,  che  dovrebbe  poi  essere
  appunto  retribuito dal Ministero, ma tutte le spese, così  come  è
  previsto nel disegno di legge, saranno a carico della Regione.
   Per  cui,  un  ringraziamento anche all'assessore  alle  autonomie
  locali, che poi dovrà eventualmente, anche lì al Governo, che dovrà
  prevedere queste risorse in bilancio, proprio per sostenere  quelle
  spese ordinarie ma che comunque spettano ai Comuni.
   Quindi,  io spero e auspico che questo disegno di legge  voto  non
  resti  a  Roma senza che venga poi portato avanti ed approvato,  ma
  che   venga  accolto,  perché  parliamo  anche  di  aree   interne,
  soprattutto  Nicosia  e Mistretta, laddove  i  cittadini  hanno  la
  necessità  di  avere  dei presìdi di legalità,  oltre  che  Modica,
  quindi è una battaglia che parte dai Territori, che ha coinvolto  i
  consigli  degli  ordini, che ha coinvolto il Consiglio  dell'Ordine
  degli  avvocati, e che noi abbiamo, come parlamentari il dovere  di
  portare avanti. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole Grasso. Ha chiesto  di  intervenire
  l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, Assessore, colleghi  parlamentari.
  Ma  la questione dei tribunali soppressi è una questione che ormai,
  da qualche anno, si ripresenta nell'Aula del Parlamento.
   È  una  questione che ha visto una serie di protagonisti, io  sono
  tra questi, c'è stata anche la collega Campo, il collega Abbate  si
  è  aggiunto  in questa legislatura con un ruolo importante,  che  è
  quello della I Commissione, la collega Grasso.
   Noi  abbiamo  messo  delle  risorse  la  volta  scorsa,  sì  erano
  cinquantamila euro, io prima vedevo qualche battuta...

   LANTIERI. 150 mila euro

   DIPASQUALE.  Sì,  50 per ciascuno, 150 in totale.  Vedevo  qualche
  collega  mio  che, ironicamente, diceva "che dovevamo fare  con  le
  risorse,  così poche"? Quella era la volontà vera di un  Parlamento
  che  credeva  che  i  tribunali che erano stati soppressi  dovevano
  essere... si doveva trovare il modo appunto di rimetterli in vita
   Ora,  io  vi dico una cosa, e ve la dico con chiarezza, perché  vi
  farò  mancare  l'aria  su questa cosa. Non è  che  dovete  pensare,
  quelli  della  maggioranza, e in primis lo dico  al  Capogruppo  di
  Forza  Italia, non è che dovete pensare che ve ne lavate  le  mani,
  votando  solamente questo ordine del giorno. Eh  no   Eh  no,  caro
  Pellegrino. Lei è Capogruppo del partito di maggioranza,  Abbate  è
  Presidente della Commissione della Democrazia Cristiana, la  Grasso
  appartiene a Forza Italia. Voi non potete stare a guardare, da  voi
  pretendiamo  che  vi dovete fare arrivare i piedi  sul  sedere.  Il
  primo deve essere il Presidente della Regione, che voi sostenete in
  quest'Aula e nella nostra Regione, che si deve far sentire.
   Attenzione, perché io vi riterrò, non solo responsabili delle  non
  risposte  che  arriveranno da Roma, ma io sarò il primo  da  questo
  podio  ad accusarvi di prendere in giro le vostre comunità: Modica,
  Nicosia e tutti quelli che mancano.
   Quindi, attenzione. Oggi vi state assumendo una responsabilità, la
  responsabilità  che vi state assumendo non è quella  del  voto.  Io
  voglio  ascoltare e voglio sentire il Presidente della Regione,  in
  primis,  che  batte  i pugni sul tavolo nei confronti  del  Governo
  nazionale in merito al ripristino dei tribunali soppressi.  Quindi,
  siamo ora tutti pronti, ora lo votiamo tranquillamente, dopo di che
  il  voto  per voi rappresenterà l'assunzione di responsabilità  che
  deve  portare al voto del Parlamento nazionale che deve ridarci  la
  funzionalità dei tribunali soppressi.
   Di questa cosa non ve ne liberate facilmente.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Dipasquale.
   Ha chiesto di intervenire l'onorevole Lombardo. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO  Giuseppe  Geremia.  Signor  Presidente,  io  esprimo  un
  positivo  apprezzamento per la legge voto che oggi votiamo  perché,
  come  dire,  siamo  pienamente  consapevoli  del  fallimento  della
  riforma  del  decreto  legislativo  155/2012  che  si  è  rivelato,
  appunto,  un  vero e proprio fallimento in termini di funzionamento
  della   giustizia,  perché  le  ricadute  sulla  celerità  e  sulle
  lungaggini soprattutto dei processi sono evidenti e notevoli.
   Sono  stati sottratti i presìdi di legalità nella nostra  Regione,
  oltre  che  al tribunale di Modica, come si ricordava  prima,  sono
  stati  soppressi  il  tribunale  di  Nicosia  e  il  tribunale   di
  Mistretta,  accolgo  con grande favore anche la  relazione  che  ha
  fatto  l'onorevole Abbate, il Presidente della I Commissione, nella
  riformulazione,   ovviamente,   la   legge   voto   perché   supera
  quell'emendamento che noi abbiamo proposto come Gruppo  autonomista
  e  che  prevede, appunto, anche la reintroduzione dei tribunali  di
  Mistretta e di Nicosia.
   Le  ricadute,  anche in termini sociali, perché è venuto  meno  un
  indotto  che  si  era  creato attorno ai comuni  di  Nicosia  e  di
  Mistretta, grazie alla presenza di questi presidi di legalità, oggi
  assistiamo  a  uno  spopolamento inesorabile in  modo  particolare,
  appunto,  del  comune  di Nicosia e anche la difficoltà  che  molto
  spesso hanno gli utenti, parlo delle parti di un processo, compreso
  anche,  come  dire,  le  vittime e gli autori,  ovvero,  anche  gli
  avvocati  nel  raggiungere oggi i comuni di Enna o di  Patti  dove,
  appunto, risiedono dei tribunali.
   Quindi,  l'auspicio è che questa legge che, appunto, un  carattere
  auspicale  venga  esaminata e venga presa in debita  considerazione
  dal Parlamento nazionale.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessore,  io
  penso che questa legge voto, speriamo che possa andare a buon fine,
  rappresenta anche quelle che sono le esigenze del territorio, io mi
  sono permesso di aggiungere naturalmente anche con emendamenti, sia
  il tribunale di Mistretta che il tribunale di Nicosia, se guardiamo
  anche  alla  parte  della  geografia di questi  due  territori,  ci
  accorgiamo  che sono molto, molto distanti da quelli che  sono  gli
  attuali tribunali.
   E  in  più,  in  queste zone, purtroppo, nel tempo ci  sono  stati
  episodi che sicuramente hanno bisogno oggi di una presenza che, pur
  simbolica,  è  una presenza importante come tribunale  Mistretta  e
  Nicosia,  io  credo che hanno bisogno veramente  di  un  ritorno  a
  quello che era già esistente, l'ospedale di Mistretta esisteva già,
  è  stato  sempre per motivi economici soppresso, proprio perché  in
  una  razionalizzazione  di spesa voleva essere  un  risparmio  che,
  secondo  me, non serve perché, sia nella sanità sia nella giustizia
  io  credo che non bisogna guardare alle spese, ma bisogna  dare  un
  servizio  che  possa essere come presidio di legalità  a  tutto  il
  territorio, un territorio a volte macchiato da alcuni episodi, ecco
  perché  io  credo che questo sia importante, e che spero  vivamente
  che,  oltre  il  voto  di  questa Assemblea  si  possa,  a  livello
  nazionale, comprendere che questa è un'esigenza vera dei territori.
  Grazie.

   BURTONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BURTONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, per  il
  Partito  Democratico  già  si è espresso l'impegno  favorevole,  il
  collega  Dipasquale, che è stato uno di quelli che ha pensato,  che
  ha formulato questo disegno di legge.
   Io  mi permetto di intervenire per dire che c'è un'aspettativa nei
  nostri   territori,  un'aspettativa  legata  al  fatto  che  questa
  riforma,  che  è stata negli anni scorsi portata a termine  non  ha
  creato  le  condizioni di razionalizzazione, ha fatto  perdere  dei
  presidi di legalità, e l'auspicato risparmio, non c'è stato.
   Quindi,  il  disegno  di  legge riprende anche  le  richieste  che
  vengono dalle nostre comunità che sono state rappresentate,  Modica
  ma anche Mistretta, Nicosia, in quelle città sono state fatte tante
  battaglie e questa situazione riguardante gli uffici, la permanenza
  degli  uffici  giudiziari, ha determinato  negli  anni  scorsi  una
  mobilitazione   che,   giustamente,  con  una   sensibilità   nuova
  l'Assemblea regionale riprende.
   Io  però, Presidente, insieme ai colleghi del Partito Democratico,
  ho presentato degli emendamenti, un emendamento che è a prima firma
  mia,  un  secondo emendamento ha come primo firmatario  il  collega
  Leanza  Calogero.  Noi  abbiamo  accostato  a  questo  tema   della
  riproposizione  di  alcune  sedi  giudiziarie  anche  la  questione
  relativa  agli  uffici dei giudici di pace, che  sono  anche  delle
  istituzioni importanti, una giustizia di prossimità.
   Quando  venne  varata la riforma, la permanenza di  questi  uffici
  venne  legata  all'impegno degli enti locali che  avrebbero  dovuto
  mantenere con gli affitti, ma anche col personale, la continuità da
  parte  di questi presidi significativi. Debbo dire che non è  stato
  semplice.  Io  sono  sindaco  da  sette  anni,  ho  ereditato   una
  situazione abbastanza difficile nel mio comune, Militello in Val di
  Catania, dove c'è un ufficio del giudice di pace che è, diciamo, in
  una  condizione anche di associazione con il comune di Scordia, che
  è un comune limitrofo.
   Ci  sono  stati molti problemi, noi abbiamo superato la  questione
  relativa all'appesantimento finanziario del Comune con gli affitti,
  mettendo a disposizione un locale del Comune. Però il problema vero
  dei giudici di pace è rappresentato dal personale. Un personale che
  è anche in una condizione di non disponibilità a lavorare in questo
  settore,  perché trova discriminante la propria posizione  rispetto
  alle attività che vengono esplicitate in altri uffici giudiziari, e
  non  hanno  un'indennità di ruolo e, pertanto,  è  stato  difficile
  mantenere questa presenza.
   Sono tanti i Comuni che hanno perso questa importante istituzione.
  Ripeto:   una   giustizia  di  prossimità  e  noi,  quindi,   siamo
  intervenuti  col  collega Leanza per riproporre la questione  della
  difficoltà operativa che hanno i Comuni, e che dovrebbe  vedere  un
  impegno anche finanziario da parte della Regione per determinare la
  permanenza.
   Sono tanti lo dico, lo sottolineo, i Comuni che hanno perso questo
  ufficio,  e  debbo  dire che, in un certo qual  senso,  ho  sentito
  colleghi  cercando  di  esplorare un'attività  diciamo  di  diverse
  comunità   per  rilanciare  la  questione.  Non  ho   visto   tanta
  disponibilità,  alcuni  hanno  detto  'bene  abbiamo  perso  questo
  ufficio, per noi non è un problema'.
   Per  noi,  invece,  dei Comuni delle aree interne,  perdere  anche
  questo  presidio di legalità, ma anche un ufficio che  rappresenta,
  comunque,  un punto di riferimento per i diversi aspetti  anche  di
  natura   sociale,  di  natura  economica,  impegnarsi   su   questa
  frontiera,  per noi diventa un dovere, e lo stiamo facendo,  stiamo
  cercando  di  lavorare giornalmente per determinare la  permanenza.
  Però,  lo  ripeto,  è  auspicabile che ci sia un  intervento  della
  Regione.
   In  tal senso io ho formulato un emendamento, il Presidente  della
  Commissione  mi accennava che, se non ci dovesse essere  un  parere
  favorevole  da  parte del Governo all'emendamento,  il  disegno  di
  legge  potrebbe bloccarsi. Io, però, considero il disegno di  legge
  importante,  quindi, qualora si dovesse porre il problema  potremmo
  decidere, come Partito Democratico, di trasformare l'emendamento in
  un ordine del giorno, in modo da impegnare, comunque, la Regione  a
  fare  la  propria  parte, di sostenere i Comuni  che  hanno  questo
  presidio, e vogliono che rimanga nella propria comunità e,  quindi,
  vorremmo  evitare di bloccare il disegno di legge. Quando  ci  sarà
  l'emendamento  io  ne tornerò a discutere con il  Presidente  della
  Commissione.  Potremmo  chiedere prima l'accantonamento  e  poi  la
  trasformazione nell'ordine del giorno.
   E  concludo, Presidente. Noi siamo alla terza legge voto.  Due  le
  abbiamo  già varate, una speriamo di poter lavorare al  più  presto
  nei  prossimi  giorni.  Non so, non credo  che  arriveremo  stasera
  considerato anche l'assenza della maggioranza. La prima legge  voto
  importantissima era quella del dimensionamento scolastico.  Avevamo
  posto le basi, con la collega Savarino, Chinnici che erano le prime
  firmatarie,  di  chiedere  al Governo  nazionale  di  fermarsi,  di
  evitare  un dimensionamento scolastico che, invece, si è realizzato
  in  Sicilia  e  che  ha  penalizzato le nostre  scuole,  le  nostre
  comunità.  Abbiamo  visto  che 100 scuole hanno  perso  l'autonomia
  scolastica,  ma soprattutto l'insensibilità del Governo  ad  andare
  avanti  a chiedere di bloccare quella che è una norma, che è  stata
  varata  dal  Governo Meloni, che abbiamo considerato  assolutamente
  negativa per la scuola della nostra realtà siciliana.
   Così come la legge voto per abrogare il numero chiuso alla facoltà
  di medicina. Continuano ad esserci ostacoli. Non ci pare, però, che
  il Governo l'abbia sposato fino in fondo. E noi continuiamo a dire,
  a  battere  questo  tema, a dire che le carenze che  abbiamo  negli
  ospedali soprattutto del territorio sono delle carenze legate  alle
  carenze   di   personale,  legate  alla  mancanza  di  medici,   di
  specializzati. Eppure quella legge è stata accantonata. Il  Governo
  non  la porta avanti nel sostenerla, rispetto a quello che è  stato
  definito  un  Governo amico quello nazionale. E' un Governo  nemico
  perché  non  prende  atto  di quelle che  sono  le  esigenze  della
  comunità siciliana.
   Ecco  perché l'auspicio che io faccio, lo dico al Presidente della
  Commissione  che  si  batte  innanzitutto  per  il  ripristino  del
  tribunale  di  Modica, ma anche per le attività  poste  dagli  atri
  colleghi per riproporre il tribunale di Nicosia e di Mistretta,  di
  coloro  che io credo che sarebbe opportuno che, oltre a  varare  il
  disegno  di legge, si possa poi avere un'attività significativa  da
  parte  del  Governo e di tutto il Parlamento a sostegno  di  questa
  legge.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone. Non ci sono altri  iscritti
  a  parlare nella discussione generale, e quindi colleghi  metto  in
  votazione il passaggio degli articoli.
   Chi è favorevole rimanga seduto, chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
      Introduzione dell'articolo 8 bis nel decreto legislativo 7
                        settembre 2012, n. 155

   1.  Al  decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 155 e  successive
  modificazioni, dopo l'articolo 8 è inserito il seguente:

                              Art. 8 bis.
                       Interventi delle Regioni

   1.  In  attesa di una più ampia e generale riforma della geografia
  giudiziaria,  da  attuare nel rispetto del  principio  del  massimo
  decentramento  di  cui  all'articolo 5  della  Costituzione  e  del
  principio  di  prossimità  di  cui  all'articolo  10  del  Trattato
  dell'Unione  europea,  su richiesta delle  Regioni  interessate  il
  Ministro   della   giustizia  dispone,  sulla  base   di   apposite
  convenzioni,  che  sia  stabilito  il  ripristino  della   funzione
  giudiziaria, nelle rispettive sedi, dei tribunali ordinari e  delle
  Procure della Repubblica soppressi dell'articolo 1.
   2.  Le  convenzioni di cui al comma 1 prevedono che  le  spese  di
  gestione  e  manutenzione  degli immobili  e  di  retribuzione  del
  personale  di  custodia  e vigilanza delle  strutture  siano  poste
  integralmente  a  carico  del bilancio della  Regione  richiedente.
  Rimangono  a carico dello Stato le spese relative alla retribuzione
  dei   magistrati  e  del  personale  amministrativo  e  di  polizia
  giudiziaria.
   3.  Le  spese a carico delle Regioni, indicate al comma 2, possono
  essere  sostenute  anche dagli enti locali, previa  intesa  con  la
  Regione.
   4.  Entro  centottanta  giorni dalla data  di  stipulazione  delle
  convenzioni di cui al comma 1, il Ministro della giustizia provvede
  alla  riformulazione o alla riapertura delle piante  organiche  dei
  tribunali sub-provinciali riattivati ai sensi del medesimo comma  1
  e alla loro copertura.
   5.  In seguito al ripristino, ai sensi del comma 1, della funzione
  giudiziaria    dei   tribunali   circondariali   soppressi,    sono
  conseguentemente adeguate le tabelle di cui agli allegati 1, 2 e  3
  annessi  al  presente decreto legislativo, con  ricostituzione  dei
  relativi circondari.».

   E' stato presentato l'emendamento 1.2, dell'onorevole Assenza, che
  decade perché il firmatario non è presente in Aula.
   Si  passa all'emendamento 1.1, degli onorevoli Di Paola ed  altri.
  Il parere della Commissione?

   ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Governo? Il parere del Governo?

   MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione l'emendamento  1.1,  col  parere
  favorevole  della  Commissione  e del  Governo.  Chi  è  favorevole
  rimanga seduto, chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'emendamento 1.3. degli onorevoli Di Paola ed altri.

   ABBATE,  Presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo   di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ABBATE,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  questo  è  un emendamento che, secondo  me,  invito  a
  ritirarlo  perché  aveva un senso all'inizio. Visto  che  poi  sono
  stati  messi,  nello specifico, con la nascita di nuovi  dei  nuovi
  tribunali, invito il proponente a ritirare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Va bene, l'emendamento è ritirato.
   Si passa all'emendamento 1.4, a prima firma dell'onorevole Burtone
  ed altri.

   ABBATE,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  L'onorevole
  Burtone ha detto che lo trasforma in ordine del giorno.

   BURTONE.  E  poi, eventualmente, possiamo ritirarlo e  trasformare
  l'emendamento in ordine del giorno. C'è la disponibilità.

   PRESIDENTE. Onorevole Burtone, se vuole facciamo questo durante la
  votazione  degli altri emendamenti e dell'articolato.  Trasformiamo
  l'1.4  e  l'1.5 in ordine del giorno, e li ritiriamo, va bene  pure
  per la Commissione.

   ABBATE,  presidente della Commissione e relatore. Sì va  bene,  va
  bene trasformarlo in ordine del giorno.

   PRESIDENTE.  Allora  gli emendamenti 1.4 e 1.5  sono  ritirati,  e
  vengono trasformati in ordini del giorno.
   L'1.5  no.  Quindi  solo 1.4. Onorevole Leanza  vuole  intervenire
  sull'emendamento 1.5?
   Ne ha facoltà.

   LEANZA. Signor Presidente, l'emendamento non è ritirato perché  ha
  uno  scopo  ben preciso, che è quello di colmare una  lacuna  nella
  vigente  normativa che, sostanzialmente, non prevede la possibilità
  di ripristinare le sedi soppresse degli Uffici del Giudice di pace.
  Sostanzialmente  la  disciplina vigente consente  semplicemente  il
  mantenimento, ma non il ripristino di quelle sedi che  erano  state
  soppresse, perché per esempio il comune poteva essere in difficoltà
  finanziaria.  Il  caso è quindi, per esempio, di questi  comuni  in
  dissesto, per i quali la condizione potrebbe essere venuta  meno  e
  quindi  possono contribuire alle spese. L'affievolimento di  queste
  criticità   potrebbe   consentire  il  ripristino   degli   Uffici,
  specialmente  di quelli che operano in territori geograficamente  e
  socialmente fragili, dove le attività illecite, spesso a  carattere
  mafioso,  inquinano il tessuto sociale. Quindi  questi  Giudici  di
  pace costituiscono un presidio di legalità e per questo chiedo  che
  l'emendamento sia messo in votazione.


                        Sull'ordine dei lavori

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Signor Presidente, volevo intervenire sull'ordine  dei
  lavori,  perché,  Presidente, va bene che questo è  un  disegno  di
  legge  voto e diciamo che la vicenda va trattata in altra sede,  ma
  io volevo fare rilevare sia lei Presidente, che a quest'Aula che la
  maggioranza  non  batte  colpo, come sempre,  e  soprattutto,  caro
  Presidente, io lo volevo fare rilevare anche per quanto attiene  il
  lavoro  delle  Commissioni, perché magari non tutte le  Commissioni
  sono  uguali, ma in alcune Commissioni - soprattutto  in  una  dove
  presenzio  spesso - se non ci fossero le opposizioni non  avrebbero
  motivo di esistere.
   Io  credo, Presidente, che lei debba farsi portatore e prendere un
  provvedimento,  perché  non  possiamo  venire  qui  giornalmente  e
  regolarmente non far lavorare le Commissioni e l'Aula.
   Io   non  lo  so  se  c'è  il  numero  legale,  quindi  magari  lo
  verifichiamo.

   PRESIDENTE. Onorevole Schillaci, sul discorso del numero legale lo
  si  vede dal momento in cui viene che viene richiesto. Dopodiché il
  fatto  che  non ci sia la maggioranza, ma ci siano le minoranze,  a
  maggior ragione potete incidere di più sul disegno di legge, quindi
  non la trovo una diminutio, anzi.


           Riprende il seguito del disegno di legge n. 314/A

   Onorevole  Leanza,  allora, l'emendamento  1.4  viene  ritirato  e
  trasformato  in  ordine  del giorno. L'emendamento  1.5,  onorevole
  Leanza,  se lei dice di mantenerlo lo possiamo mettere in votazione
  in base al parere della Commissione.
   Il parere della Commissione?

   ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 1 nel  testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
                              Abrogazioni

   1. Sono abrogati:
   a)  il  comma  4  bis  dell'articolo 8 del decreto  legislativo  7
  settembre 2012, n. 155 e successive modificazioni;
   b)  il comma 397 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2013,  n.
  147 e successive modificazioni."».

   L'articolo  2  non  ha emendamenti. Lo pongo in votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
     Modifiche alla tabella A allegata all'ordinamento giudiziario
            di cui al Regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12
     e alla tabella A allegata alla legge 21 novembre 1991, n. 374

   1.  Alla  voce   Corte  di  appello di Palermo   della  tabella  A
  allegata al Regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12 sono apportate  le
  seguenti modifiche:
   a) nel circondario del Tribunale di Sciacca sono inseriti i comuni
  di Bisacquino, Campofiorito, Chiusa Sclafani, Contessa Entellina  e
  Giuliana;

   2.  Alla  voce   Corte  di  appello di Palermo   della  tabella  A
  allegata  alla  legge 21 novembre 1991, n. 374  sono  apportate  le
  seguenti modifiche:
   a)  nella  circoscrizione  del giudice di  pace  di  Sciacca  sono
  inseriti  i  comuni di Bisacquino, Campofiorito,  Chiusa  Sclafani,
  Contessa Entellina e Giuliana;

   3.  Alla  voce   Corte  di  appello di Catania   della  tabella  A
  allegata al regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12 sono apportate  le
  seguenti modifiche:
   a) è inserita la voce  Tribunale di Modica  in cui sono inseriti i
  comuni  di  Modica, Pozzallo, Scicli, Ispica, Noto, Pachino,  Porto
  Palo di Capo Passero e Rosolini;
   b) nel circondario del Tribunale di Ragusa sono soppressi i comuni
  di Modica, Pozzallo, Scicli, e Ispica;
   c)  nel  circondario del Tribunale di Siracusa  sono  soppressi  i
  comuni di Noto, Pachino, Porto Palo di Capo Passero e Rosolini.

   4. Nel Circondario di Agrigento:
   a) è istituita la Circoscrizione del Giudice di Pace di Licata. In
  essa  sono inseriti i Comuni di Licata, Campobello di Licata, Palma
  di Montechiaro e Ravanusa.
   b)  nella  Circoscrizione del Giudice di Pace di  Agrigento,  sono
  esclusi  i  Comuni  di  Licata,  Campobello  di  Licata,  Palma  di
  Montechiaro e Ravanusa.

   5.  Il  Ministro  della giustizia è autorizzato  ad  apportare  le
  modifiche  necessarie  alla  tabella  N  allegata  al  decreto  del
  Presidente della Repubblica del 30 agosto 1951, n. 757, al fine  di
  adeguarla  alle  disposizioni di cui ai commi 1 e  2  del  presente
  articolo.».

   Si passa all'emendamento 3.4, dell'onorevole Sunseri.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Signor Presidente, premesso ovviamente che è un  disegno
  di  legge che, in qualche modo, prova a tutelare quei territori che
  nel  corso degli anni si sono visti sopprimere una serie di presidi
  fondamentali di legalità, quali i Tribunali, e quindi l'argomento è
  certamente importante e suscita la sensibilità trasversale di tutta
  la  politica regionale, a dimostrazione del fatto che lo era  nella
  precedente  legislatura e c'è anche in questa e  i  firmatari  sono
  assolutamente  di  quasi tutti i Gruppi politici. Ricordo  all'Aula
  che stiamo discutendo di un disegno di legge voto, che quindi dovrà
  vedere poi una norma nazionale e che ad oggi, diciamo, queste norme
  di  fatto  hanno lasciato un po' il tempo che trovano in  una  mera
  discussione  in Aula. Quindi bisogna anche riportare la discussione
  diciamo all'argomento reale e cioè ad un disegno di legge voto.
   Detto ciò, il comma 1 e il comma 2 dell'articolo 3 sostanzialmente
  dovrebbero trasferire una serie di comuni dal tribunale di  Termini
  Imerese  al  tribunale  di Sciacca. Questa possibilità,  così  come
  evidenziata  dalle  associazioni di categoria, vedi  il   movimento
  forense  che  abbiamo già ascoltato in Commissione, dal  Presidente
  dell'Ordine  degli avvocati che è stato, ha richiesto un'audizione,
  è stato audito anche alla cortese attenzione insomma del Presidente
  della  I  che ha avuto la sensibilità di ascoltare sia il movimento
  forense,    sia   il   Presidente   dell'Ordine   degli   avvocati,
  sostanzialmente oltre a, come dire, depauperare di circa 15-16 mila
  persone, utenti, il tribunale di Termini Imerese (ma questo diciamo
  nella  logica di ripartizione territoriale potrebbe anche  starci),
  però  mette  in difficoltà il presidio di Corleone, il  Giudice  di
  pace  di  Corleone perché se questi Comuni dovessero ipoteticamente
  essere trasferiti al Tribunale di Sciacca, praticamente il presidio
  fondamentale importantissimo quale il Giudice di pace  di  Corleone
  verrebbe  meno  ed  è  stato,  come dire,  più  volte  ribadito  in
  Commissione e io non credo che quest'Aula, voglia,  non  credo  che
  sia volontà dell'Assemblea tutta.
   Per  questo  mi  auguro che gli emendamenti vengano  accolti,   in
  qualche   modo  lanciare  questo  messaggio,  che  è  un   presidio
  importante,  fondamentale  in un comune  dove  purtroppo  sappiamo,
  diciamo   nel  corso  degli  anni  cosa  ha  fatto  la  criminalità
  organizzata e lanciare un messaggio del genere in cui il rischio  è
  che  si  vada a perdere il presidio del giudice di pace di Corleone
  per  trasferire  quattro-cinque comuni  del  tribunale  di  Termini
  Imerese  al  tribunale  di  Sciacca non  lo  ritengo  assolutamente
  opportuno, ricordando a tutti ovviamente che stiamo parlando di una
  legge  voto e che ovviamente la sua approvazione oggi in  Aula  non
  determina  assolutamente nulla. Però è anche giusto  dire  che  c'è
  stato  sollevato  da  più parti, ripeto, sia  dall'associazione  di
  categoria sia dal Presidente dell'ordine degli avvocati che questo,
  se dovesse essere approvato a livello nazionale comprometterebbe la
  presenza  di un presidio fondamentale per la giustizia e  per  quel
  territorio del giudice di pace di Corleone.

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole Sunseri,  l'emendamento  penso  sia
  mantenuto.
   Il parere della Commissione?

   ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento 3.4.  L'emendamento
  3.4  è  approvato (successivamente, peraltro, l'articolo 3 è  stato
  interamente oggetto di riscrittura con l'emendamento 3.R).

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione, onorevole Catanzaro.

   CATANZARO.  Signor  Presidente, io ritengo che questo  disegno  di
  legge,  dico  al di là dell'intervento dell'onorevole Sunseri,  che
  per  carità interviene territorialmente però dal mio punto di vista
  non  racconta la verità perché non è vero che c'è, che  ovviamente,
  che cade il presidio del giudice di pace a Corleone.
   Dopo  di che, noi ovviamente siccome lei stava procedendo  con  la
  votazione  e non si è votato,  noi chiediamo, no, no, no,  no,  no,
  Presidente,  su questa cosa non è votata perché noi in  Commissione
  eravamo,   è   uscito  questo  testo,  quindi   noi   non   abbiamo
  assolutamente  votato  perché  nel frattempo  lei  stava  parlando,
  quindi  io  chiedo,  senza andare oltre, perché  altrimenti  l'Aula
  diventa una bolgia, proprio su questo tema perché questo è un  tema
  che  abbiamo  discusso  e ridiscusso perché  qua  si  parla  di  un
  presidio,  onorevole Pellegrino, e ne abbiamo  anche  già  parlato,
  sulla vicenda del tribunale pure di Sciacca in quanto comprende che
  nel  circondario  del tribunale di Sciacca ci sono inseriti  questi
  comuni,  perché  qualche anno fa il Tribunale di Sciacca  rischiava
  anche di essere chiuso.
   Quindi io, Presidente, le chiedo, dato che c'è il parere contrario
  della  Commissione - che palesemente a questo punto vi assumete  la
  responsabilità - perché noi chiediamo che su questo ci sia il  voto
  palese,  per essere abbastanza chiari, sul modo di procedere  e  il
  Presidente della Commissione si assume la responsabilità dopo avere
  votato in forma favorevole in Commissione. Grazie Presidente.

   ABBATE,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo   di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Prego, presidente Abbate.

   ABBATE,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Grazie
  Presidente,  lo  spirito di questo disegno di  legge  è  che  è  un
  disegno  di legge che è stato condiviso da parte di tutti  e  si  è
  fatto  un  lavoro  che deve essere il più condiviso  possibile;  e,
  quindi,   visto   che,  su  questo  comma,  c'è   un   momento   di
  contrapposizione tra una parte e l'altra, chiedo di accantonarlo un
  attimo e di rivederlo e di votarlo all'ultimo.

   PRESIDENTE. Però, colleghi

   PELLEGRINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Prego, onorevole Pellegrino.

   PELLEGRINO. Presidente, scusi un attimo, tutto sommato  si  tratta
  quasi  di  un refuso perché si tratta di una rivisitazione  di  una
  norma  che  era  stata già approvata qualche tempo  fa  dal  nostro
  Parlamento,  quindi sarebbe opportuno, secondo me, considerato  che
  altri  emendamenti  relativi  all'articolo  3,  e  lo  preannuncio,
  saranno ritirati, conviene riscriverlo in cinque minuti perché è di
  facile soluzione...

   ABBATE,  presidente della Commissione e relatore.  Quello  che  ho
  detto io.

   PELLEGRINO. ... ma tutto, per intero, non di riscrivere  solamente
  un comma

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pellegrino.

   PELLEGRINO.  Però, ecco, volevo anticipare che c'è un  emendamento
  che è un problema che riguarda in effetti, non solo l'ordinamento e
  l'organizzazione  dei  tribunali,  ma  riguarda  anche   un   fatto
  procedurale,  perché con la soppressione di alcuni tribunali  si  è
  verificato un disallineamento tra la normativa processuale penale e
  la  distribuzione degli uffici giudiziari, nel senso  che  i  nuovi
  tribunali,  il  Tribunale, per esempio, i nuovi  comuni  che  fanno
  parte  del  territorio  trapanese  al  momento,  che  sono  Salemi,
  Poggioreale,  Salaparuta, Santa Ninfa ed altri, sono passati  nella
  competenza,  nella  circoscrizione  di  Sciacca;  ora,  in   questo
  momento,  in  relazione  ai fatti commessi e  consumati  in  questi
  territori   competente,  in  deroga  a  quella  che  è  una   norma
  processuale  penale, è la circoscrizione di Sciacca e il  Tribunale
  della libertà per le misure cautelari reali è Trapani.
   Però  è  un  problema  dello  Stato,  quindi  ci  sarà  un  ritiro
  dell'emendamento e una riscrittura immediata dell'articolo 3.

   PRESIDENTE.   Allora,   colleghi,  io  farei   in   questo   modo,
  considerando che, comunque, il parere della Commissione del Governo
  lo  avete  detto al microfono, quindi, vi chiedo di stare,  diciamo
  comunque, vi chiedo anche da parte mia, lo dico anche a me  stesso,
  dobbiamo  essere  anche  più  attenti  nell'evolversi  anche  delle
  votazioni.
   Io  farei in questo modo considerando, diciamo, quello che abbiamo
  già  fatto:  accantonerei  l'articolo  3,  la  Commissione  fa  una
  riscrittura  dell'articolo  3,  così  come  suggerito  dal  collega
  Pellegrino,  in  maniera tale che riusciamo a mediare  sulle  varie
  posizioni, se siete d'accordo. Quindi, accantoniamo per il  momento
  l'articolo 3.

   LOMBARDO Giuseppe Geremia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Prego onorevole Lombardo.

   LOMBARDO Giuseppe Geremia. Signor Presidente, pur condividendo  la
  proposta   di   accantonamento  dell'articolo  3,  io   invito   la
  Commissione, eventualmente, a prendere in considerazione anche  gli
  altri  emendamenti che non sono stati trattati e  mi  riferisco  in
  modo  particolare all'emendamento che anche il Gruppo  parlamentare
  che rappresento ha presentato, cioè quello riferibile, appunto,  ai
  comuni  che dovrebbero essere ricompresi, mi riferisco,  le  spiego
  subito, al Tribunale di Nicosia, ai comuni che attualmente non sono
  ricompresi e che fanno capo appunto al Tribunale di Nicosia.
   Quindi  il  mio  invito,  Presidente, è  quello  di  riconsiderare
  all'interno  dell'articolo  3  tutti  gli  emendamenti   che   sono
  presentati  tra  cui,  ovviamente, quello del  Gruppo  Popolari  ed
  Autonomisti. Grazie.

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.  Signor  Presidente, senza volere entrare  nel  merito,
  considerando  che noi in questa Commissione abbiamo  fatto  diverse
  audizioni,  abbiamo  parlato con diversi  Presidenti  degli  Ordini
  degli  Avvocati, questo non è un articolo che si può accantonare  -
  con  profondo rispetto per l'Aula e per noi - e quindi nel giro  di
  cinque  minuti  licenziarlo, perché è  chiaro  che  oggi  prima  si
  stabilisce  un  percorso  in  Commissione  e  oggi  io,  in   Aula,
  acquisisco  un  parere da parte del Presidente della Commissione  e
  del Governo contrari a questa impalcatura.
   Allora,  a  questo  punto, io le chiedo Presidente  di  sospendere
  oppure   rinviare,  perché  è  un  argomento  su  cui  noi  abbiamo
  disquisito  diverse  settimane, ci sono  state  delle  audizioni  e
  quindi questo è quello che io sto chiedendo.

   PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, nell'accogliere il suo  invito  e
  considerando anche quello che ha detto il collega Lombardo,  se  il
  Presidente Abbate è d'accordo io sospendo cinque minuti, faccio  in
  modo  che  la Commissione valuti le varie richieste dei colleghi  e
  anche degli emendamenti che ci sono in questo momento al testo,  se
  riuscissimo a fare una riscrittura dell'articolo 3 in maniera  tale
  che poi gli altri emendamenti si possono ritirare e vediamo di fare
  una   riscrittura completa. Presidente Abbate, se le  dice,  le  do
  cinque minuti.

   ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Siccome anche gli
  emendamenti successivi sono degli emendamenti condivisi,  io  penso
  che  cinque minuti di sospensione sono bastevoli per poter  trovare
  una sintesi.

   PRESIDENTE.   Grazie  Presidente,  ovviamente   l'emendamento   di
  riscrittura  se  è possibile una volta che c'è la mediazione  viene
  firmato  non solo dalla Commissione ma eventualmente dai  colleghi,
  quindi  sospendo  per  cinque minuti  l'Aula  in  maniera  tale  da
  riscrivere l'articolo 3.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.23, è ripresa alle ore 16.49)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Onorevoli  colleghi, nei vostri tablet, nella cartella emendamenti
  fuori  sacco, troverete l'emendamento 3.R, il cui comma 1,  in  cui
  era  inclusa pure la lettera a), è stato riscritto. Quindi, diverso
  rispetto alla soppressione che è stata fatta dall'emendamento,  con
  primo firmatario l'onorevole Sunseri.
   Chiedo  al  Presidente, considerando, quindi, che  ovviamente  può
  essere  messo  in  votazione,  di illustrare  quest'emendamento  di
  riscrittura,  perché  poi  tutti gli  altri  emendamenti  decadono.
  Chiedo,  quindi,  al  Presidente di illustrare  il  3.R  e  poi  lo
  mettiamo in votazione.
   Prego, Presidente.

   ABBATE,  presidente  della Commissione  e  relatore.   E,  allora,
   modifiche alla tabella A, allegata all'ordinamento giudiziario  di
  cui al Regio decreto 30 gennaio del 1941, n. 12, e alla tabella  A,
  allegata  alla  legge 21 novembre 91 n. 374, comma  1:  Alla  Corte
  d'Appello di Palermo, alla tabella A, allegata al Regio decreto  30
  gennaio  1941 n. 12, sono apportate le seguenti modifiche.  Lettera
  a):  nel  circondario  del  Tribunale di Sciacca  sono  inseriti  i
  comuni: Bisacquino, Chiusa Sclafani, Contessa Entellina e Giuliana.
  Nel  circondario del tribunale di Termini Imerese sono soppressi  i
  comuni  di  Bisacquino,  Chiusa  Sclafani,  Contessa  Entellina   e
  Giuliana

   PRESIDENTE.  Presidente Abbate, io le volevo  chiedere  -  siccome
  c'era  stata  la richiesta pure dell'onorevole Lombardo  -  se  gli
  altri emendamenti sono stati presi in considerazione.

   ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Tutti, tutti.

   PRESIDENTE.  Quindi,  lo possiamo mettere  in  votazione.  Allora,
  ringrazio il presidente Abbate per la mediazione.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Sunseri, vuole intervenire? Prego.

   SUNSERI. Grazie, signor Presidente. A me spiace, nuovamente, dover
  affrontare  l'argomento, ma avevo posto particolare attenzione  sul
  tema  e  lo  avevo  fatto  nelle  sedi  istituzionali,  vedi  la  I
  Commissione e successivamente anche in Aula.
   Al  di  là di quello che ognuno può pensare e del modo di agire  a
  tutela  ovviamente dei tribunali che ricadono in diverse parti  del
  territorio, ho sollevato un problema di natura politico-tecnica.
   Ricordo:   stiamo  valutando  una  legge  voto  che  non  modifica
  assolutamente  nulla,  che dà mandato al  Parlamento  nazionale  di
  trattare  questo  argomento  che, le  dico  già  adesso  con  molta
  probabilità  come bene poco fa diceva l'onorevole Dipasquale,  temo
  che  lascerà  il tempo della mera discussione di quest'Aula,  nella
  migliore delle ipotesi.
   Ora,  ribadisco, lei aveva messo già in votazione il comma 1,  che
  aveva  visto  già la sua approvazione del soppressivo  quindi  quei
  comuni, ora ci siamo inventati lo stratagemma, togliendo un  comune
  in  modo  da  rimettere nuovamente in votazione l'articolo,  e  non
  cambia   assolutamente  nulla  rispetto  a  quello  che  ho   detto
  precedentemente.
   Chi  vota  questo  emendamento,  oltre  a  tutti  i  benefici  nei
  confronti  dei  tribunali  di Sciacca,  Ragusa,  Siracusa,  non  li
  ricordo  tutti  quelli elencati là, ben venga e sono  contento  che
  vengano tutelati, rafforzati, il Ministero della Giustizia dovrebbe
  mettere  maggiori  risorse, garantire i direttori,  gli  Uffici  di
  Gabinetto, i Presidenti che mancano, i magistrati che non ci  sono,
  spendere  di più nei concorsi della Magistratura, tutto quello  che
  volete, si crea un fatto oggettivo sollevato dalle associazioni  di
  categoria.  Ripeto,  il Movimento forense che  è  venuto,  è  stato
  audito  in  Commissione, credo l'unica audizione dove  sono  venuti
  praticamente  le  associazioni  e il Presidente  dell'Ordine  degli
  avvocati,  se dovesse per malaugurata ipotesi essere approvata  una
  norma  del genere a livello nazionale decade il Giudice di pace  di
  Corleone. Io non penso che questa Assemblea voglia lanciare  questo
  messaggio, ma se lo riterrà opportuno lo potrà fare votando  questo
  emendamento. C'è il mio voto assolutamente contrario.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri.
   Onorevoli colleghi, vi invito a prendere posto. Pongo in votazione
  l'emendamento 3.R, col parere favorevole della Commissione.
   Il parere del Governo?

   MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Favorevole.

   SUNSERI.  Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 3.R.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento 3.R.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.

   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   PRESIDENTE.   Allora,  colleghi,  stiamo  mettendo  in   votazione
  l'emendamento  3.R.  Se  approvato,  quindi,  tasto  verde,  se   è
  approvato l'emendamento si va a riscrivere l'articolo, mettendo  da
  parte  ovviamente  tutti  gli emendamenti,  che  comunque,  non  li
  potremmo trattare. È chiaro?
   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti                 42
   Votanti                  28
   Maggioranza              15
   Favorevoli               24
   Contrari                   4
   Astenuti                   1

                            (E' approvato)

   L'articolo 3 è, pertanto, approvato (nel testo della riscrittura).
   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
                 Disciplina dei procedimenti pendenti

   1.   Le   disposizioni  di  cui  all'articolo  1  non  determinano
  spostamenti  di  competenza  per  territorio  con  riferimento   ai
  procedimenti  civili  e penali pendenti alla  data  di  entrata  in
  vigore  della  presente legge, fatta eccezione per  i  procedimenti
  penali per i quali non è stata ancora esercitata l'azione penale.».

   Si    passa    all'emendamento   4.1   (interamente    sostitutivo
  dell'articolo). Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   L'articolo 4 è, quindi, stato approvato.
   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
                    Modifica delle piante organiche

   1.  Con decreto del Ministro della giustizia, da emanare entro tre
  mesi  dalla  data di entrata in vigore della presente  legge,  sono
  apportate,   nell'ambito   delle  risorse   umane   disponibili   a
  legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio
  dello  Stato,  le necessarie modifiche alle piante organiche  degli
  uffici giudiziari della Corte di Appello di Palermo.».

   Si   passa  all'emendamento   fuori  sacco   5.1,  a  firma  della
  Commissione. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 5, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  prima  di mettere  in  votazione  finale  il
  disegno  di  legge ci sono degli ordini del giorno, che  vi  stiamo
  distribuendo.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Per evitare di ripetere una cosa che è già accaduta  nel
  passato,   in   questo  momento  a  vista,  diciamo  di   chiunque,
  soprattutto  della sua Presidenza, sono inseriti dei  tesserini  di
  colleghi  che  non  sono presenti in Aula.  Io  le  chiedo  di  far
  controllare  dai commessi la presenza proprio fisica  del  deputato
  col  suo annesso tesserino, prima di mettere in votazione qualsiasi
  altro  emendamento,  articolo e comma. Se  dovessero  essere  tutti
  confermati,   si   potrà  procedere  ovviamente   alla   votazione,
  altrimenti  ripeteremmo un errore già commesso  da  quest'Assemblea
  altre  volte.  L'inserimento del tesserino equivale  alla  presenza
  fisica del deputato, che può essersi allontanato un minuto,  ma  se
  non  c'è in Aula non credo che si possa mantenere il numero  legale
  di un componente che non c'è nemmeno in Aula.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Sunseri, non  penso  che  quest'Assemblea,
  questa  Presidenza abbia fatto errori nel passato in  merito.  Poi,
  ovviamente,  può  essere  richiesto  il  numero  legale.  Se  viene
  richiesto  il numero legale io lo vado a verificare. Per  tutto  il
  resto,   eventualmente,  si  deve  cambiare  il  Regolamento,   per
  qualunque altra richiesta.


            Annunzio di presentazione di ordini del giorno

   PRESIDENTE. Per il momento abbiamo gli ordini del giorno  n.  172,
  173  e 174, che vi invito a verificare, dopodiché chiedo al Governo
  se  tutti  e  tre  gli  ordini  del  giorno  vengono  accolti  come
  raccomandazione.

   MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Sono accolti come raccomandazione.

   PRESIDENTE.  Bene, tutti e tre gli ordini del giorno sono  accolti
  dal Governo come raccomandazione.
   Bene,  colleghi, intanto mettiamo in votazione...allora, colleghi,
  facciamo  in  questo  modo. Visto che c'è  stato  un  clima  d'Aula
  proficuo  e  siamo  riusciti a portare a termine sia  l'articolato,
  anche  con la mediazione del Presidente Abbate, con tutti i  Gruppi
  politici, e visto anche gli interventi che ci sono stati, io  direi
  di riaggiornare la seduta a martedì prossimo alle ore 15. Quindi la
  votazione  finale  del  disegno di legge la facciamo  martedì.  Nel
  frattempo,  prima di chiudere la seduta, c'è l'onorevole  Catanzaro
  che voleva intervenire ex articolo 83.


     Ai sensi del comma 2 dell'articolo 83 del Regolamento interno

   CATANZARO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Onorevole Catanzaro, no, non può. Lo descrivo io quello che aveva.
  Aveva  un  sacco  arancione.  Ringrazio ovviamente  gli  assistenti
  parlamentari per essere intervenuti.

   CATANZARO.  Presidente,  stavo uscendo, era  una  pettorina.  Anzi
  chiedo  scusa ai commessi che sono arrivati di corsa,  ma  non  era
  nulla.  Era  soltanto una pettorina, perché il  mio  intervento  di
  oggi,  Presidente  Di  Paola, è dovuto ad un fatto  importante  che
  ormai  in  questi anni, diciamo, è sotto gli occhi di tutti,  ed  è
  sotto gli occhi della Sicilia intera.
   C'era allora il Presidente Gianfranco Micciché e quella pettorina,
  Presidente  Di  Paola,  io gradirei proprio due  minuti  della  sua
  attenzione, quella pettorina era una pettorina per aver  fatto  una
  marcia nel 2021 per le Terme, per le Terme in quel caso di Sciacca,
  ma  non è l'argomento soltanto delle Terme di Sciacca, ma anche  le
  Terme di Acireale.
   Oggi,  6 di marzo 2024 ci siamo ritrovati questa mattina a Sciacca
  a  fare  un  corteo, più di quattromila persone per  protestare  in
  forma  simbolica per il termalismo. Il termalismo nel  suo  genere,
  complessivo e generale, cioè il termalismo in Sicilia.
   Io  ritengo che dopo nove anni di chiusura delle Terme e  di  fase
  liquidatoria  di  quella di Acireale e di Sciacca sia  arrivato  il
  momento che su un argomento così importante non possiamo più  stare
  in  silenzio, e stare in silenzio lo ha fatto il Governo  regionale
  passato,  dove allora c'era un Assessore al Patrimonio, Armao,  che
  doveva  lanciare un bando con una manifestazione di interesse,  con
  un  Governatore Musumeci, dove si attende ancora, si attende quello
  che quel bando, ovviamente doveva portare sul termalismo e qual era
  l'idea.
   Sono passati diversi anni, e proprio nelle ore passate anche, come
  dire, coinvolgendo il Presidente della Regione su questo tema, ieri
  finalmente  c'è  stato un tavolo tecnico, e ne hanno  dato  notizia
  anche per mezzo di stampa.
   Io  ritengo che su questo tema, Presidente Di Paola, non si  possa
  più prendere in giro una Sicilia e nemmeno dei territori, perché il
  termalismo  come  idea di benessere è anche un qualcosa  che  porta
  davvero tanto nel territorio.
   Allora,  io veramente oggi ritengo che quell'aspetto simbolico  di
  poco  fa sul proprio 'riapriamo le terme' sia un qualcosa che vuole
  fare rivivere tanta gente che oggi ha voluto, anche non andando  al
  lavoro,  protestare  per  un  qualcosa  di  importante,  perché  il
  termalismo in Sicilia è un qualcosa di fondamentale ed importante.
   Io  proprio oggi chiedo con forza a quest'Aula, ovviamente non c'è
  nessuno presente del Governo, ma diciamo che il Presidente Schifani
  lo  sa benissimo, chiedo con forza che ci sia grande attenzione, ma
  grande  attenzione  che  non  sia l'attenzione  degli  slogan,  sia
  l'attenzione   fattiva  su  un  argomento  davvero   importante   e
  fondamentale  che  è quello del termalismo, e  io  lo  dico  perché
  questo  Governo regionale non faccia come il passato,  e  cioè  che
  prenda  in  giro,  ovviamente, i territori e i  siciliani,  ma  che
  realmente, come il Presidente della Regione ha dichiarato ieri, che
  ci  sia  un impegno che entro la fine della legislatura ci  sia  la
  riapertura  delle  Terme Acireale e di Sciacca, perché  questo  può
  portare soltanto benessere alla Sicilia e ai siciliani.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Catanzaro.

   GILISTRO. Chiedo di parlare ai sensi del comma 2 dell'articolo  83
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GILISTRO.  Grazie  Presidente, per esprimere  il  cordoglio  della
  dipartita prematura di Paolo Nigro, un nostro consigliere comunale,
  candidato anche sindaco di Carlentini, all'età di 34 anni.
   Quindi  esprimo  veramente il mio cordoglio, quello  di  tutto  il
  Movimento Cinque Stelle e, credo, anche di tutta l'Aula e di essere
  accanto alla famiglia in questa grave, gravissima tragedia;  ripeto
  h  andato via questa notte probabilmente per un infarto, all'età di
  34 anni. Grazie Presidente.

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole  Gilistro,  mi  unisco  al  sentito
  cordoglio per la prematura scomparsa di Paolo.

   BURTONE.  Chiedo di parlare ai sensi del comma 2 dell'articolo  83
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BURTONE.  Presidente, io intervengo per sollecitare la discussione
  sulla  mozione che ho presentato la settimana scorsa e che riguarda
  le  vicende  drammatiche della Striscia di Gaza, il  conflitto  tra
  Palestina e Israele.
   Lei ha aggiornato la seduta, io ero a conoscenza del fatto che  la
  prossima  settimana si dovesse discutere di queste mozioni,  quindi
  non  posso  che  ribadire la richiesta di mantenere all'ordine  del
  giorno, considerato l'accordo tra i Capigruppo, la discussione e la
  votazione della mozione.
   Anche  perché,  Presidente,  ogni giorno  leggiamo  di  situazioni
  dolorosissime, di bambini che muoiono, e di aiuti che  non  possono
  neanche  arrivare perché c'è un blocco, quindi la Croce  Rossa  non
  può  intervenire;  tra l'altro, continuano ad essere  assolutamente
  inaccettabili   le  condizioni  in  cui  si  stanno   trovando   le
  popolazioni che vivono a Gaza.
   Noi siamo stati per una condanna ferma per l'atto terroristico  di
  Hamas,  però  riteniamo che quello che stia  accadendo  proprio  in
  questi  giorni debba determinare un'azione concreta da parte  delle
  grandi istituzioni, che dovrebbero salvaguardare un impegno per  la
  pace;  questo  non  c'è  e, quindi, è necessario  che  ci  sia  una
  mobilitazione  dal basso, e il Parlamento siciliano  deve  fare  la
  propria  parte  per  ripristinare le  condizioni  di  pace  in  una
  situazione assolutamente drammatica che vivono quelle popolazioni.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Burtone,  sarà   sicuramente   cura   del
  Capogruppo  del  Partito Democratico, ma me ne  farò  cure  anch'io
  nella prossima Capigruppo, di chiedere l'inserimento in discussione
  di questa mozione.
   Bene colleghi, io a questo punto rinvio l'Aula a martedì prossimo,
  12 marzo 2024, alle ore 15.00.
   La seduta è tolta.

                 La seduta è tolta alle ore 17.09 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                         IX SESSIONE ORDINARIA


                          98a SEDUTA PUBBLICA

                   Martedì 12 marzo 2024 - ore 15.00

                           ORDINE DEL GIORNO

   I -COMUNICAZIONI

   II -VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:

       Schema  di  progetto di legge da proporre al Parlamento  della
      Repubblica  ai  sensi  dell'articolo  18  dello  Statuto  della
      Regione  Siciliana, recante Modifiche al decreto legislativo  7
      settembre     2012,    n    155    -    Nuova    organizzazione
      dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero  a
      norma  dell'articolo 1, comma 2, della legge 14 settembre 2011,
      n 148.  (n. 314/A)

   III - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

          Riordino  normativa  dei  materiali  da  cave  e  materiali
      lapidei . (n. 239/A) (Seguito)

        Relatore: on. Vitrano