Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 15.22
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in assenza
di osservazioni in contrario, nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli De Luca Antonino, Cambiano
e Marchetta hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di elezione suppletiva di Vicepresidente di
Commissione
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione legislativa permanente
'Attività produttive' (III Commissione), nella seduta n. 56 del 5
marzo 2024, ha provveduto all'elezione suppletiva di un
Vicepresidente ed è risultato eletto l'onorevole Giuseppe Catania.
Comunicazione relativa a schema di decreto Norme di attuazione
dello Statuto speciale della Regione siciliana in materia di
trasferimento delle funzioni di polizia amministrativa
di cui agli articoli 68 e 69 del Testo Unico delle Leggi di
Pubblica Sicurezza,
approvato con Regio Decreto 18 giugno 1931, n. 773
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione speciale Statuto in
materia statutaria nella seduta n. 16 del 20 febbraio 2024, n. 17,
n. 18 del 5 marzo 2024 ha esaminato lo schema di decreto 'Norme di
attuazione dello Statuto speciale della Regione siciliana in
materia di trasferimento ai Comuni delle funzioni di polizia
amministrativa' di cui agli articoli 68 e 69 del Testo unico della
legge di pubblica sicurezza, approvato con Regio decreto il 18
giugno del 1931, n. 773 di cui alla delibera di Giunta n. 22 del 24
gennaio 2024 trasmettendo la relazione all'Aula per l'espressione
del parere ai sensi dell'articolo 15 della legge regionale 28
ottobre 2020, n. 26.
Comunicazione di decadenza di atti ispettivi e di indirizzo
politico
PRESIDENTE. Comunico che:
a seguito della dichiarazione di ineleggibilità dell'onorevole
Vasta alla carica di deputato regionale, di cui l'Assemblea ha
preso atto nella seduta n. 95 del 28 febbraio 2024, decade la firma
dello stesso dai seguenti atti ispettivi e di indirizzo politico:
interrogazioni nn: 274, 284, 287, 296, 300, 322, 359, 372, 389,
391, 395, 407, 420, 432, 441, 467, 495, 497, 498, 500, 501, 503,
522, 529, 534, 539, 545, 546, 549, 550, 552, 558, 559, 560, 561,
564, 567, 569, 571, 572, 585, 587, 590, 593, 605, 615, 616, 620,
622, 633, 634, 638, 642, 646, 659, 664, 666, 668, 669, 679, 680,
692, 695, 706, 711, 715, 721, 725, 726, 727, 731, 732, 733, 737,
738, 739, 741, 746, 747, 752, 758, 764, 765, 766, 767, 768, 770,
772, 774, 775, 776, 778, 779, 787, 788, 793, 795, 797, 798, 802,
806, 807, 810, 811, 815, 818, 819, 820, 821, 823, 825, 827, 832,
833, 835, 837, 840, 844, 845, 847, 848, 849, 852, 853, 891;
interpellanza n. 30;
mozioni nn. 7, 8, 20, 33, 45, 53, 57, 67, 71, 76, 144, 145, 151,
155, 156, 157.
a seguito della dichiarazione di ineleggibilità dell'onorevole
Nicolò Catania alla carica di deputato regionale, di cui
l'Assemblea ha preso atto nella seduta n. 95 del 28 febbraio 2024,
decade la firma dello stesso dai seguenti atti ispettivi e di
indirizzo politico:
interrogazione n. 433;
mozioni nn. 21, 27, 50, 58, 62, 70, 79, 92.
L'Assemblea ne prende atto.
In memoria del sindacalista Mico Geraci vittima di mafia
LA VARDERA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Nel frattempo, invito i componenti
della I Commissione a prendere posto negli appositi banchi.
LA VARDERA. Grazie, signor Presidente, onorevoli colleghi,
Governo, intervengo solo per dire che oggi è una giornata storica:
dopo 25 anni, sono stati scoperti i mandanti dell'omicidio del
sindacalista Mico Geraci. Due arrestati parlavano contro il boss;
oggi, dice il figlio, è un giorno memorabile, un giorno importante.
Ricordo a quest'Assemblea che, qualche mese fa, abbiamo piantumato
presso i giardini del Palazzo, dove noi in questo momento siamo, un
albero in ricordo del sindacalista Mico Geraci, barbaramente ucciso
dalla mafia.
Allora, questo albero che si trova proprio a pochi metri da
quest'Assemblea, oggi è particolarmente verde; sapere che, dopo 25
anni, la famiglia può avere un pizzico di verità e giustizia per la
morte di un sindacalista che senza se e senza ma ha lottato le
mafie, ci ha messo la faccia, ha deciso di stare dalla parte della
giustizia, è un giorno che quest'Assemblea non può dimenticare.
Stamattina, nell'operazione dei Carabinieri, addirittura, caro
Presidente - spesso e volentieri quest'Assemblea, in passato, ha
avuto, quando ci sono stati, purtroppo, degli arresti di qualche
collega, le immagini di quest'Assemblea venivano ritratte in
passato con, ovviamente, le immagini dei Carabinieri -, questa
mattina nell'operazione degli arresti, i Carabinieri hanno proprio
voluto far vedere l'albero che abbiamo piantato qui all'Assemblea
regionale e penso che sia un importante segnale rispetto a questo
tema che noi come Parlamento abbiamo affrontato.
In ricordo di Mico Geraci, signor Presidente, della sua famiglia e
del lavoro che ha fatto, le chiedo se quest'Assemblea può osservare
un minuto di silenzio. Grazie
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera per il suo ricordo.
Condivido e chiedo ai colleghi di osservare un minuto di silenzio.
(L'Assemblea osserva un minuto di silenzio)
Discussione dei disegni di legge
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge.
Discussione del disegno di legge «Schema di progetto di legge da
proporre al Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 18
dello Statuto della Regione siciliana, recante Modifiche al
decreto legislativo 7 settembre 2012, n 155 - Nuova organizzazione
dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero a
norma dell'articolo 1, comma 2, della legge 14 settembre 2011, n
148'» (n. 314/A)
PRESIDENTE. Bene, colleghi, se la I Commissione ha preso posto al
banco alla medesima assegnato, invito il Presidente a svolgere la
relazione del disegno di legge n. 314/A.
Prego, presidente Abbate.
ABBATE, presidente della I Commissione e relatore. Grazie, signor
Presidente, Governo, onorevoli colleghi, oggi presentiamo il
disegno di legge n. 314/A, che è uno schema di progetto di legge-
voto da proporre al Parlamento della Repubblica ai sensi
dell'articolo 18 dello Statuto della Regione Sicilia, recante
Modifiche al decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 155 - Nuova
riorganizzazione dei tribunali ordinari degli uffici del pubblico
ministero a norma dell'articolo 1, comma 2 della legge 14 settembre
2011, n. 148 .
Onorevoli colleghi, la presente proposta di legge da presentare al
Parlamento nazionale, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della
Regione, è finalizzata a superare alcune criticità che ha prodotto
in Sicilia la normativa nazionale sulla riduzione del numero delle
sedi dei tribunali e delle relative procure della Repubblica. Tale
riforma, attuata tramite una delega legislativa, era stata promossa
nell'ottica del contenimento della spesa pubblica ed una presunta
migliore organizzazione della distribuzione sul territorio degli
uffici giudiziari.
Pur tuttavia, la soppressione di alcuni uffici giudiziari nella
Regione e la relativa, probabilmente eccessiva, centralizzazione
sembra avere diminuito l'efficienza e l'efficacia del settore.
La Prima Commissione ha effettuato una fase istruttoria durante la
quale sono state realizzate delle audizioni, principalmente con i
rappresentanti di alcune sezioni locali dell'Ordine degli Avvocati,
a tal riguardo è emersa l'esigenza sia di ripristinare alcuni
tribunali soppressi, sia di modificare in particolare il Tribunale
di Modica, di Nicosia e di Mistretta, sia di modificare talune
circoscrizioni giudiziarie al fine di una migliore efficienza
complessiva, anche tenuto conto della distanza dei Comuni del
comprensorio del tribunale di riferimento e della conformazione del
sistema viario regionale,
In particolare, con l'articolo 1, che introduce l'articolo 8 bis
del decreto legislativo n. 155 del 2012, si prevede che le regioni
interessate possono richiedere al Ministero della Giustizia che
sulla base di apposita convenzione sia stabilito il ripristino
delle funzioni giudiziarie nelle rispettive sedi dei tribunali
circondariali e delle Procure della Repubblica soppresse.
È, inoltre, specificatamente previsto che la spesa per la gestione
della manutenzione degli immobili e la retribuzione del personale
di custodia e vigilanza delle strutture siano integralmente a
carico del bilancio della Regione richiedente; rimangano a carico
dello Stato le spese relative per la retribuzione dei magistrati e
del personale amministrativo di polizia giudiziaria.
Infine, si prevede che, in seguito al ripristino delle funzioni
giudiziarie dei tribunali soppressi, sono adeguate le tabelle di
cui agli allegati 1, 2 e 3 dello stesso decreto legislativo n. 155
del 2012 con ricostruzione dei relativi circondari.
L'articolo 2 prevede l'abrogazione di norme incompatibili con il
contenuto del presente disegno di legge di voto; l'articolo 3
prevede modifiche alla normativa sull'ordinamento giudiziale, in
particolare si prevede l'inserimento di alcuni Comuni nell'ambito
delle competenze di alcuni uffici giudiziari esistenti e la
reintroduzione in particolare riferimento a quelli di Sciacca,
Modica e Licata.
Gli articoli 4 e 5 contengono la necessaria disciplina dei
procedimenti pendenti e di modifica delle piante organiche
conseguenti.
Colleghi, penso che questo disegno di legge - che nasce anche da
un dibattito durato alcune settimane anche in Commissione - nasce
dall'esigenza di poter rimettere mano a quella che è stata allora
la cosiddetta riforma giudiziaria nazionale.
Io voglio ringraziare i colleghi che, insieme al sottoscritto, i
colleghi della provincia di Ragusa - che è una delle parti più
interessate, vista la soppressione del Tribunale di Modica - hanno
proposto il disegno di legge che ha dato il via poi a tutta la
procedura parlamentare, che ha portato ad oggi la discussione in
Aula.
In particolare, penso che le esigenze oltre da rivedere quelle che
sono la geografia delle circoscrizioni esistenti dei tribunali,
andando a riorganizzare alcuni comuni che si trovano troppo
distanti rispetto alle sedi centrali e passare da una
circoscrizione all'altra per avere una fruibilità, ma quanto meno
la possibilità di essere più alla portata delle esigenze dei
territori, credo anche che la parte più importante riguarda la
introduzione o quanto meno la nascita di tre nuovi tribunali che
non fanno altro che essere, se non in linea di massima, un
ripristino per quanto riguarda il Tribunale di Mistretta e di
Nicosia, e la nascita di un nuovo Tribunale di Modica dove,
sicuramente, con una organizzazione un po' diversa che incide sia
sul Tribunale di Ragusa e sia sul Tribunale di Siracusa, anche
perché i territori si sono espressi con atti di Consiglio comunale,
per alcuni Comuni della provincia di Siracusa e specialmente della
Val di Noto, di poter far parte di un nuovo tribunale rispetto a
quelli che erano i quattro comuni appartenenti con quelli del
Tribunale di Modica al Comune di Modica.
Credo che l'esigenza nasce anche dal fatto che, come per Modica
anche per gli altri due tribunali di Mistretta e Nicosia,
specialmente per quello di Modica, si era addirittura costruito,
realizzato, un tribunale di ultima generazione, con migliaia di
metri quadrati di superficie che dal 2013 non viene utilizzato
completamente, ma viene utilizzato soltanto per la presenza del
Giudice di Pace, e che potrebbe invece essere subito messo a
disposizione per la nascita di un nuovo tribunale, per poter anche
essere più al tempo con quelle che sono le esigenze dei territori.
Ci tengo anche a dire, a ringraziare, gli amministratori locali
che in questi anni hanno fatto sì che quelle sedi dei tribunali non
sarebbero state utilizzate per altre finalità, proprio per non
andare a togliere quella possibilità di poter ripristinare i
tribunali e quindi anche di ringraziare il lavoro che è stato fatto
dal Comitato dei tribunali soppressi che si è formato in tutta
Italia, il quale ha lottato dal lontano 2013, giorno dopo giorno, e
confrontandosi con il Governo nazionale e regionale per poter far
rinascere quei tribunali che sono stati soppressi in tutta Italia.
Grazie anche alla loro spinta, alla loro attività, oggi siamo qua
a discutere e dare la possibilità anche di poter dare una spinta
anche al Governo nazionale, affinché si possa legiferare e poter
dare giustizia e riportare quelle sedi di tribunali che sono state
tolte e sono stati interrotti con quella legge approvata dal
Parlamento nazionale che ha privato, territori importanti, di
potere avere la possibilità di una sede e giudiziaria e quindi una
sede di legalità.
Oltre alla soppressione, sono scomparse anche le carceri che erano
legate ai tribunali, alle Procure che erano in quelle
circoscrizioni. Quindi colleghi, Governo e Presidente, spero che
possa essere approvato questo disegno di legge voto, inviato al
Governo nazionale, e che il Governo nazionale lo prenda in
considerazione, e che ci sia veramente un'attività reale affinché
quello che noi chiediamo oggi, che andiamo ad approvare, possa
diventare legge nazionale e potere riportare in quei territori di
nuovo la sede degli uffici giudiziari e la rinascita dei tribunali.
Quindi, grazie ancora ai colleghi che hanno collaborato in
Commissione per quanto riguarda la stesura di questo disegno di
legge, chi li ha proposti allora, quando è stato proposto
dall'onorevole Dipasquale, l'onorevole Campo, all'onorevole
Assenza, che hanno condiviso insieme al sottoscritto la firma del
disegno di legge iniziale, e credo che tutto il lavoro che abbiamo,
fatto senza colore politico, per quanto riguarda la nascita di
questo disegno di legge, cosa che già era stata fatta nella scorsa
legislatura che è stata riproposta in questa legislatura.
È stata ampliata sicuramente, anche col contributo di altri
colleghi, l'onorevole Lantieri, l'onorevole Grasso, l'onorevole
Laccoto, che hanno portato una spinta anche per quanto riguarda la
possibilità di poter inserire all'interno di questo disegno di
legge, per quanto riguarda il tribunale di Nicosia e di Mistretta.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale, sono iscritti
a parlare l'onorevole Lantieri e poi l'onorevole Campo.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Lantieri.
LANTIERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
ringraziare il Presidente della Commissione Affari istituzionali,
l'onorevole Abbate, perché non solo lo ha proposto, ma è stato
anche il relatore di questo disegno di legge.
Dal primo momento, con la collega Bernadette Grasso, ci siamo
collegate a questo disegno di legge perché, a parte, ha detto tutto
lui, reintegrare quello che è un presidio di legalità a Nicosia, a
Mistretta e a Modica, ma dare la disponibilità e far capire a tutta
la popolazione, perché nel periodo in cui è stato soppresso il
Tribunale, è come se lo Stato avesse abbandonato queste città.
Perciò dobbiamo dimostrare con questa proposta, e speriamo che
venga accolta e si faccia subito qualcosa, la disponibilità dello
Stato ad impossessarsi di nuovo di questi Comuni e dire che c'è
un presidio di legalità, non solo a livello legale, ma anche a
livello socio culturale.
Nella passata legislatura, io personalmente con un emendamento
avevo messo anche le somme perché...
DIPASQUALE. Noi
LANTIERI. ... con l'onorevole Dipasquale, l'onorevole Grasso,
l'onorevole Schillaci, l'onorevole Campo, i vecchi di questa
legislatura
PRESIDENTE. Onorevole Lantieri, non penso che lei sia vecchia
LANTIERI. Vecchia come legislatura, perciò i vecchi, gli anziani,
avevamo anche approvato un emendamento dove mettevamo a
disposizione dei tribunali, al ministero, le somme disponibili,
perché quello che era l'ordinaria amministrazione, quello che
serviva per dare la disponibilità di riproporre di nuovo i
tribunali.
Perciò oggi siamo veramente contenti che si possa votare, anche
gli altri colleghi, dove non esistono i tribunali, bisogna
ribadire, la voteranno con piacere, perché ribadisco essere un
presidio di legalità e presidio anche socio economico nei confronti
di questi Comuni.
E quindi grazie Presidente, grazie onorevole Abbate, Presidente
della Commissione, e ringrazio tutti i colleghi che voteranno a
favore di questo emendamento, ma penso che non ci siano voti
contrari
PRESIDENTE. Chiedo al collega Sciotto se può venire qui ad
assumere le funzioni di deputato segretario, perché è l'unico
deputato segretario presente in questo momento in Aula e lo
ringrazio.
È iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.
CAMPO. Grazie, Presidente. Governo e colleghi deputati, noi già
nella scorsa Legislatura avevamo firmato il disegno di legge voto
che andava nella stessa direzione, anche se purtroppo poi il
Ministro Cartabia fu categorico, dicendo che non aveva nessuna
intenzione di rivedere la geografia giudiziaria dei tribunali,
stiamo ripresentando questo disegno di legge includendo anche,
oltre al Tribunale di Modica, quelli di Mistretta e Nicosia, sedi
ugualmente soppresse.
In tutta la scorsa Legislatura abbiamo affiancato una grande
battaglia che ha fatto anche l'allora consigliere comunale di
Modica, Marcello Medica, e quindi ribadiamo l'importanza di
rivedere la geografia giudiziaria dei tribunali, e di restituire al
tribunale di Modica e Val di Noto, in particolare la giusta
centralità nel territorio, perché è appunto un presidio di legalità
e di giustizia.
Mi dispiace constatare che la scorsa Legislatura, per ben due
volte, a causa di assenza della maggioranza, non si poté votare il
disegno di legge, e anche questa volta vedo molte assenze nella
maggioranza, ma spero che almeno in questa occasione il Ministro
Nordio mostri una sensibilità diversa da quella del suo
predecessore, visto che è anche dello stesso colore politico di
questo Governo, e che questo disegno di legge voto, questa volta,
venga preso in considerazione anche dal Governo nazionale, affinché
si modifichi l'assetto geografico dei tribunali. Grazie.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Grasso. Ne ha
facoltà.
GRASSO. Presidente, Governo, colleghi, ringrazio la Commissione,
il Presidente della Commissione e tutta la Commissione, ma anche i
colleghi parlamentari che hanno portato ancora avanti la tematica e
la questione per noi diciamo pesante, che è stata appunto quella
della soppressione dei tribunali.
Come ricorderanno i colleghi, l'onorevole Dipasquale, che insieme
al Comitato di Modica nella scorsa Legislatura, ma a tanti altri
colleghi, la collega Campo, Schillaci, tutti, abbiamo cercato delle
interlocuzioni anche a livello ministeriale.
Io, nella qualità di Assessore, avevo dato parere favorevole, ed
erano state stanziate le somme, 150.000 euro, che servivano per le
spese del mantenimento dei tre tribunali, e da Assessore ho
partecipato e ho cercato delle interlocuzioni con l'allora
Ministro, affinché tornasse e rivedesse la posizione che era quella
di aprire degli sportelli di prossimità.
La riforma prevedeva la chiusura dei tribunali e la sostituzione
con questi "presidi di legalità" fra virgolette, che erano gli
sportelli di prossimità. Abbiamo visto che gli sportelli di
prossimità, fra l'altro, che sarebbero dovuti essere allocati
all'interno dei comuni, con personale comunale, ma che potevano
semplicemente dare un ausilio solo per determinate materie.
Il tribunale di Mistretta, in particolare il locale è di proprietà
del Comune, per cui non graverebbero alcune spese, si tratta
semplicemente di ripristinare quei presìdi di legalità nei
territori, perché ripeto, soprattutto oggi, col processo
telematico, dà la possibilità di non gravare moltissimi costi,
neanche di personale amministrativo, che dovrebbe poi essere
appunto retribuito dal Ministero, ma tutte le spese, così come è
previsto nel disegno di legge, saranno a carico della Regione.
Per cui, un ringraziamento anche all'assessore alle autonomie
locali, che poi dovrà eventualmente, anche lì al Governo, che dovrà
prevedere queste risorse in bilancio, proprio per sostenere quelle
spese ordinarie ma che comunque spettano ai Comuni.
Quindi, io spero e auspico che questo disegno di legge voto non
resti a Roma senza che venga poi portato avanti ed approvato, ma
che venga accolto, perché parliamo anche di aree interne,
soprattutto Nicosia e Mistretta, laddove i cittadini hanno la
necessità di avere dei presìdi di legalità, oltre che Modica,
quindi è una battaglia che parte dai Territori, che ha coinvolto i
consigli degli ordini, che ha coinvolto il Consiglio dell'Ordine
degli avvocati, e che noi abbiamo, come parlamentari il dovere di
portare avanti. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Grasso. Ha chiesto di intervenire
l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, Assessore, colleghi parlamentari.
Ma la questione dei tribunali soppressi è una questione che ormai,
da qualche anno, si ripresenta nell'Aula del Parlamento.
È una questione che ha visto una serie di protagonisti, io sono
tra questi, c'è stata anche la collega Campo, il collega Abbate si
è aggiunto in questa legislatura con un ruolo importante, che è
quello della I Commissione, la collega Grasso.
Noi abbiamo messo delle risorse la volta scorsa, sì erano
cinquantamila euro, io prima vedevo qualche battuta...
LANTIERI. 150 mila euro
DIPASQUALE. Sì, 50 per ciascuno, 150 in totale. Vedevo qualche
collega mio che, ironicamente, diceva "che dovevamo fare con le
risorse, così poche"? Quella era la volontà vera di un Parlamento
che credeva che i tribunali che erano stati soppressi dovevano
essere... si doveva trovare il modo appunto di rimetterli in vita
Ora, io vi dico una cosa, e ve la dico con chiarezza, perché vi
farò mancare l'aria su questa cosa. Non è che dovete pensare,
quelli della maggioranza, e in primis lo dico al Capogruppo di
Forza Italia, non è che dovete pensare che ve ne lavate le mani,
votando solamente questo ordine del giorno. Eh no Eh no, caro
Pellegrino. Lei è Capogruppo del partito di maggioranza, Abbate è
Presidente della Commissione della Democrazia Cristiana, la Grasso
appartiene a Forza Italia. Voi non potete stare a guardare, da voi
pretendiamo che vi dovete fare arrivare i piedi sul sedere. Il
primo deve essere il Presidente della Regione, che voi sostenete in
quest'Aula e nella nostra Regione, che si deve far sentire.
Attenzione, perché io vi riterrò, non solo responsabili delle non
risposte che arriveranno da Roma, ma io sarò il primo da questo
podio ad accusarvi di prendere in giro le vostre comunità: Modica,
Nicosia e tutti quelli che mancano.
Quindi, attenzione. Oggi vi state assumendo una responsabilità, la
responsabilità che vi state assumendo non è quella del voto. Io
voglio ascoltare e voglio sentire il Presidente della Regione, in
primis, che batte i pugni sul tavolo nei confronti del Governo
nazionale in merito al ripristino dei tribunali soppressi. Quindi,
siamo ora tutti pronti, ora lo votiamo tranquillamente, dopo di che
il voto per voi rappresenterà l'assunzione di responsabilità che
deve portare al voto del Parlamento nazionale che deve ridarci la
funzionalità dei tribunali soppressi.
Di questa cosa non ve ne liberate facilmente.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Dipasquale.
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Lombardo. Ne ha facoltà.
LOMBARDO Giuseppe Geremia. Signor Presidente, io esprimo un
positivo apprezzamento per la legge voto che oggi votiamo perché,
come dire, siamo pienamente consapevoli del fallimento della
riforma del decreto legislativo 155/2012 che si è rivelato,
appunto, un vero e proprio fallimento in termini di funzionamento
della giustizia, perché le ricadute sulla celerità e sulle
lungaggini soprattutto dei processi sono evidenti e notevoli.
Sono stati sottratti i presìdi di legalità nella nostra Regione,
oltre che al tribunale di Modica, come si ricordava prima, sono
stati soppressi il tribunale di Nicosia e il tribunale di
Mistretta, accolgo con grande favore anche la relazione che ha
fatto l'onorevole Abbate, il Presidente della I Commissione, nella
riformulazione, ovviamente, la legge voto perché supera
quell'emendamento che noi abbiamo proposto come Gruppo autonomista
e che prevede, appunto, anche la reintroduzione dei tribunali di
Mistretta e di Nicosia.
Le ricadute, anche in termini sociali, perché è venuto meno un
indotto che si era creato attorno ai comuni di Nicosia e di
Mistretta, grazie alla presenza di questi presidi di legalità, oggi
assistiamo a uno spopolamento inesorabile in modo particolare,
appunto, del comune di Nicosia e anche la difficoltà che molto
spesso hanno gli utenti, parlo delle parti di un processo, compreso
anche, come dire, le vittime e gli autori, ovvero, anche gli
avvocati nel raggiungere oggi i comuni di Enna o di Patti dove,
appunto, risiedono dei tribunali.
Quindi, l'auspicio è che questa legge che, appunto, un carattere
auspicale venga esaminata e venga presa in debita considerazione
dal Parlamento nazionale.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, io
penso che questa legge voto, speriamo che possa andare a buon fine,
rappresenta anche quelle che sono le esigenze del territorio, io mi
sono permesso di aggiungere naturalmente anche con emendamenti, sia
il tribunale di Mistretta che il tribunale di Nicosia, se guardiamo
anche alla parte della geografia di questi due territori, ci
accorgiamo che sono molto, molto distanti da quelli che sono gli
attuali tribunali.
E in più, in queste zone, purtroppo, nel tempo ci sono stati
episodi che sicuramente hanno bisogno oggi di una presenza che, pur
simbolica, è una presenza importante come tribunale Mistretta e
Nicosia, io credo che hanno bisogno veramente di un ritorno a
quello che era già esistente, l'ospedale di Mistretta esisteva già,
è stato sempre per motivi economici soppresso, proprio perché in
una razionalizzazione di spesa voleva essere un risparmio che,
secondo me, non serve perché, sia nella sanità sia nella giustizia
io credo che non bisogna guardare alle spese, ma bisogna dare un
servizio che possa essere come presidio di legalità a tutto il
territorio, un territorio a volte macchiato da alcuni episodi, ecco
perché io credo che questo sia importante, e che spero vivamente
che, oltre il voto di questa Assemblea si possa, a livello
nazionale, comprendere che questa è un'esigenza vera dei territori.
Grazie.
BURTONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BURTONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, per il
Partito Democratico già si è espresso l'impegno favorevole, il
collega Dipasquale, che è stato uno di quelli che ha pensato, che
ha formulato questo disegno di legge.
Io mi permetto di intervenire per dire che c'è un'aspettativa nei
nostri territori, un'aspettativa legata al fatto che questa
riforma, che è stata negli anni scorsi portata a termine non ha
creato le condizioni di razionalizzazione, ha fatto perdere dei
presidi di legalità, e l'auspicato risparmio, non c'è stato.
Quindi, il disegno di legge riprende anche le richieste che
vengono dalle nostre comunità che sono state rappresentate, Modica
ma anche Mistretta, Nicosia, in quelle città sono state fatte tante
battaglie e questa situazione riguardante gli uffici, la permanenza
degli uffici giudiziari, ha determinato negli anni scorsi una
mobilitazione che, giustamente, con una sensibilità nuova
l'Assemblea regionale riprende.
Io però, Presidente, insieme ai colleghi del Partito Democratico,
ho presentato degli emendamenti, un emendamento che è a prima firma
mia, un secondo emendamento ha come primo firmatario il collega
Leanza Calogero. Noi abbiamo accostato a questo tema della
riproposizione di alcune sedi giudiziarie anche la questione
relativa agli uffici dei giudici di pace, che sono anche delle
istituzioni importanti, una giustizia di prossimità.
Quando venne varata la riforma, la permanenza di questi uffici
venne legata all'impegno degli enti locali che avrebbero dovuto
mantenere con gli affitti, ma anche col personale, la continuità da
parte di questi presidi significativi. Debbo dire che non è stato
semplice. Io sono sindaco da sette anni, ho ereditato una
situazione abbastanza difficile nel mio comune, Militello in Val di
Catania, dove c'è un ufficio del giudice di pace che è, diciamo, in
una condizione anche di associazione con il comune di Scordia, che
è un comune limitrofo.
Ci sono stati molti problemi, noi abbiamo superato la questione
relativa all'appesantimento finanziario del Comune con gli affitti,
mettendo a disposizione un locale del Comune. Però il problema vero
dei giudici di pace è rappresentato dal personale. Un personale che
è anche in una condizione di non disponibilità a lavorare in questo
settore, perché trova discriminante la propria posizione rispetto
alle attività che vengono esplicitate in altri uffici giudiziari, e
non hanno un'indennità di ruolo e, pertanto, è stato difficile
mantenere questa presenza.
Sono tanti i Comuni che hanno perso questa importante istituzione.
Ripeto: una giustizia di prossimità e noi, quindi, siamo
intervenuti col collega Leanza per riproporre la questione della
difficoltà operativa che hanno i Comuni, e che dovrebbe vedere un
impegno anche finanziario da parte della Regione per determinare la
permanenza.
Sono tanti lo dico, lo sottolineo, i Comuni che hanno perso questo
ufficio, e debbo dire che, in un certo qual senso, ho sentito
colleghi cercando di esplorare un'attività diciamo di diverse
comunità per rilanciare la questione. Non ho visto tanta
disponibilità, alcuni hanno detto 'bene abbiamo perso questo
ufficio, per noi non è un problema'.
Per noi, invece, dei Comuni delle aree interne, perdere anche
questo presidio di legalità, ma anche un ufficio che rappresenta,
comunque, un punto di riferimento per i diversi aspetti anche di
natura sociale, di natura economica, impegnarsi su questa
frontiera, per noi diventa un dovere, e lo stiamo facendo, stiamo
cercando di lavorare giornalmente per determinare la permanenza.
Però, lo ripeto, è auspicabile che ci sia un intervento della
Regione.
In tal senso io ho formulato un emendamento, il Presidente della
Commissione mi accennava che, se non ci dovesse essere un parere
favorevole da parte del Governo all'emendamento, il disegno di
legge potrebbe bloccarsi. Io, però, considero il disegno di legge
importante, quindi, qualora si dovesse porre il problema potremmo
decidere, come Partito Democratico, di trasformare l'emendamento in
un ordine del giorno, in modo da impegnare, comunque, la Regione a
fare la propria parte, di sostenere i Comuni che hanno questo
presidio, e vogliono che rimanga nella propria comunità e, quindi,
vorremmo evitare di bloccare il disegno di legge. Quando ci sarà
l'emendamento io ne tornerò a discutere con il Presidente della
Commissione. Potremmo chiedere prima l'accantonamento e poi la
trasformazione nell'ordine del giorno.
E concludo, Presidente. Noi siamo alla terza legge voto. Due le
abbiamo già varate, una speriamo di poter lavorare al più presto
nei prossimi giorni. Non so, non credo che arriveremo stasera
considerato anche l'assenza della maggioranza. La prima legge voto
importantissima era quella del dimensionamento scolastico. Avevamo
posto le basi, con la collega Savarino, Chinnici che erano le prime
firmatarie, di chiedere al Governo nazionale di fermarsi, di
evitare un dimensionamento scolastico che, invece, si è realizzato
in Sicilia e che ha penalizzato le nostre scuole, le nostre
comunità. Abbiamo visto che 100 scuole hanno perso l'autonomia
scolastica, ma soprattutto l'insensibilità del Governo ad andare
avanti a chiedere di bloccare quella che è una norma, che è stata
varata dal Governo Meloni, che abbiamo considerato assolutamente
negativa per la scuola della nostra realtà siciliana.
Così come la legge voto per abrogare il numero chiuso alla facoltà
di medicina. Continuano ad esserci ostacoli. Non ci pare, però, che
il Governo l'abbia sposato fino in fondo. E noi continuiamo a dire,
a battere questo tema, a dire che le carenze che abbiamo negli
ospedali soprattutto del territorio sono delle carenze legate alle
carenze di personale, legate alla mancanza di medici, di
specializzati. Eppure quella legge è stata accantonata. Il Governo
non la porta avanti nel sostenerla, rispetto a quello che è stato
definito un Governo amico quello nazionale. E' un Governo nemico
perché non prende atto di quelle che sono le esigenze della
comunità siciliana.
Ecco perché l'auspicio che io faccio, lo dico al Presidente della
Commissione che si batte innanzitutto per il ripristino del
tribunale di Modica, ma anche per le attività poste dagli atri
colleghi per riproporre il tribunale di Nicosia e di Mistretta, di
coloro che io credo che sarebbe opportuno che, oltre a varare il
disegno di legge, si possa poi avere un'attività significativa da
parte del Governo e di tutto il Parlamento a sostegno di questa
legge.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone. Non ci sono altri iscritti
a parlare nella discussione generale, e quindi colleghi metto in
votazione il passaggio degli articoli.
Chi è favorevole rimanga seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Introduzione dell'articolo 8 bis nel decreto legislativo 7
settembre 2012, n. 155
1. Al decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 155 e successive
modificazioni, dopo l'articolo 8 è inserito il seguente:
Art. 8 bis.
Interventi delle Regioni
1. In attesa di una più ampia e generale riforma della geografia
giudiziaria, da attuare nel rispetto del principio del massimo
decentramento di cui all'articolo 5 della Costituzione e del
principio di prossimità di cui all'articolo 10 del Trattato
dell'Unione europea, su richiesta delle Regioni interessate il
Ministro della giustizia dispone, sulla base di apposite
convenzioni, che sia stabilito il ripristino della funzione
giudiziaria, nelle rispettive sedi, dei tribunali ordinari e delle
Procure della Repubblica soppressi dell'articolo 1.
2. Le convenzioni di cui al comma 1 prevedono che le spese di
gestione e manutenzione degli immobili e di retribuzione del
personale di custodia e vigilanza delle strutture siano poste
integralmente a carico del bilancio della Regione richiedente.
Rimangono a carico dello Stato le spese relative alla retribuzione
dei magistrati e del personale amministrativo e di polizia
giudiziaria.
3. Le spese a carico delle Regioni, indicate al comma 2, possono
essere sostenute anche dagli enti locali, previa intesa con la
Regione.
4. Entro centottanta giorni dalla data di stipulazione delle
convenzioni di cui al comma 1, il Ministro della giustizia provvede
alla riformulazione o alla riapertura delle piante organiche dei
tribunali sub-provinciali riattivati ai sensi del medesimo comma 1
e alla loro copertura.
5. In seguito al ripristino, ai sensi del comma 1, della funzione
giudiziaria dei tribunali circondariali soppressi, sono
conseguentemente adeguate le tabelle di cui agli allegati 1, 2 e 3
annessi al presente decreto legislativo, con ricostituzione dei
relativi circondari.».
E' stato presentato l'emendamento 1.2, dell'onorevole Assenza, che
decade perché il firmatario non è presente in Aula.
Si passa all'emendamento 1.1, degli onorevoli Di Paola ed altri.
Il parere della Commissione?
ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Governo? Il parere del Governo?
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.1, col parere
favorevole della Commissione e del Governo. Chi è favorevole
rimanga seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 1.3. degli onorevoli Di Paola ed altri.
ABBATE, Presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, questo è un emendamento che, secondo me, invito a
ritirarlo perché aveva un senso all'inizio. Visto che poi sono
stati messi, nello specifico, con la nascita di nuovi dei nuovi
tribunali, invito il proponente a ritirare l'emendamento.
PRESIDENTE. Va bene, l'emendamento è ritirato.
Si passa all'emendamento 1.4, a prima firma dell'onorevole Burtone
ed altri.
ABBATE, presidente della Commissione e relatore. L'onorevole
Burtone ha detto che lo trasforma in ordine del giorno.
BURTONE. E poi, eventualmente, possiamo ritirarlo e trasformare
l'emendamento in ordine del giorno. C'è la disponibilità.
PRESIDENTE. Onorevole Burtone, se vuole facciamo questo durante la
votazione degli altri emendamenti e dell'articolato. Trasformiamo
l'1.4 e l'1.5 in ordine del giorno, e li ritiriamo, va bene pure
per la Commissione.
ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Sì va bene, va
bene trasformarlo in ordine del giorno.
PRESIDENTE. Allora gli emendamenti 1.4 e 1.5 sono ritirati, e
vengono trasformati in ordini del giorno.
L'1.5 no. Quindi solo 1.4. Onorevole Leanza vuole intervenire
sull'emendamento 1.5?
Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, l'emendamento non è ritirato perché ha
uno scopo ben preciso, che è quello di colmare una lacuna nella
vigente normativa che, sostanzialmente, non prevede la possibilità
di ripristinare le sedi soppresse degli Uffici del Giudice di pace.
Sostanzialmente la disciplina vigente consente semplicemente il
mantenimento, ma non il ripristino di quelle sedi che erano state
soppresse, perché per esempio il comune poteva essere in difficoltà
finanziaria. Il caso è quindi, per esempio, di questi comuni in
dissesto, per i quali la condizione potrebbe essere venuta meno e
quindi possono contribuire alle spese. L'affievolimento di queste
criticità potrebbe consentire il ripristino degli Uffici,
specialmente di quelli che operano in territori geograficamente e
socialmente fragili, dove le attività illecite, spesso a carattere
mafioso, inquinano il tessuto sociale. Quindi questi Giudici di
pace costituiscono un presidio di legalità e per questo chiedo che
l'emendamento sia messo in votazione.
Sull'ordine dei lavori
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, volevo intervenire sull'ordine dei
lavori, perché, Presidente, va bene che questo è un disegno di
legge voto e diciamo che la vicenda va trattata in altra sede, ma
io volevo fare rilevare sia lei Presidente, che a quest'Aula che la
maggioranza non batte colpo, come sempre, e soprattutto, caro
Presidente, io lo volevo fare rilevare anche per quanto attiene il
lavoro delle Commissioni, perché magari non tutte le Commissioni
sono uguali, ma in alcune Commissioni - soprattutto in una dove
presenzio spesso - se non ci fossero le opposizioni non avrebbero
motivo di esistere.
Io credo, Presidente, che lei debba farsi portatore e prendere un
provvedimento, perché non possiamo venire qui giornalmente e
regolarmente non far lavorare le Commissioni e l'Aula.
Io non lo so se c'è il numero legale, quindi magari lo
verifichiamo.
PRESIDENTE. Onorevole Schillaci, sul discorso del numero legale lo
si vede dal momento in cui viene che viene richiesto. Dopodiché il
fatto che non ci sia la maggioranza, ma ci siano le minoranze, a
maggior ragione potete incidere di più sul disegno di legge, quindi
non la trovo una diminutio, anzi.
Riprende il seguito del disegno di legge n. 314/A
Onorevole Leanza, allora, l'emendamento 1.4 viene ritirato e
trasformato in ordine del giorno. L'emendamento 1.5, onorevole
Leanza, se lei dice di mantenerlo lo possiamo mettere in votazione
in base al parere della Commissione.
Il parere della Commissione?
ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Abrogazioni
1. Sono abrogati:
a) il comma 4 bis dell'articolo 8 del decreto legislativo 7
settembre 2012, n. 155 e successive modificazioni;
b) il comma 397 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n.
147 e successive modificazioni."».
L'articolo 2 non ha emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Modifiche alla tabella A allegata all'ordinamento giudiziario
di cui al Regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12
e alla tabella A allegata alla legge 21 novembre 1991, n. 374
1. Alla voce Corte di appello di Palermo della tabella A
allegata al Regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12 sono apportate le
seguenti modifiche:
a) nel circondario del Tribunale di Sciacca sono inseriti i comuni
di Bisacquino, Campofiorito, Chiusa Sclafani, Contessa Entellina e
Giuliana;
2. Alla voce Corte di appello di Palermo della tabella A
allegata alla legge 21 novembre 1991, n. 374 sono apportate le
seguenti modifiche:
a) nella circoscrizione del giudice di pace di Sciacca sono
inseriti i comuni di Bisacquino, Campofiorito, Chiusa Sclafani,
Contessa Entellina e Giuliana;
3. Alla voce Corte di appello di Catania della tabella A
allegata al regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12 sono apportate le
seguenti modifiche:
a) è inserita la voce Tribunale di Modica in cui sono inseriti i
comuni di Modica, Pozzallo, Scicli, Ispica, Noto, Pachino, Porto
Palo di Capo Passero e Rosolini;
b) nel circondario del Tribunale di Ragusa sono soppressi i comuni
di Modica, Pozzallo, Scicli, e Ispica;
c) nel circondario del Tribunale di Siracusa sono soppressi i
comuni di Noto, Pachino, Porto Palo di Capo Passero e Rosolini.
4. Nel Circondario di Agrigento:
a) è istituita la Circoscrizione del Giudice di Pace di Licata. In
essa sono inseriti i Comuni di Licata, Campobello di Licata, Palma
di Montechiaro e Ravanusa.
b) nella Circoscrizione del Giudice di Pace di Agrigento, sono
esclusi i Comuni di Licata, Campobello di Licata, Palma di
Montechiaro e Ravanusa.
5. Il Ministro della giustizia è autorizzato ad apportare le
modifiche necessarie alla tabella N allegata al decreto del
Presidente della Repubblica del 30 agosto 1951, n. 757, al fine di
adeguarla alle disposizioni di cui ai commi 1 e 2 del presente
articolo.».
Si passa all'emendamento 3.4, dell'onorevole Sunseri.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, premesso ovviamente che è un disegno
di legge che, in qualche modo, prova a tutelare quei territori che
nel corso degli anni si sono visti sopprimere una serie di presidi
fondamentali di legalità, quali i Tribunali, e quindi l'argomento è
certamente importante e suscita la sensibilità trasversale di tutta
la politica regionale, a dimostrazione del fatto che lo era nella
precedente legislatura e c'è anche in questa e i firmatari sono
assolutamente di quasi tutti i Gruppi politici. Ricordo all'Aula
che stiamo discutendo di un disegno di legge voto, che quindi dovrà
vedere poi una norma nazionale e che ad oggi, diciamo, queste norme
di fatto hanno lasciato un po' il tempo che trovano in una mera
discussione in Aula. Quindi bisogna anche riportare la discussione
diciamo all'argomento reale e cioè ad un disegno di legge voto.
Detto ciò, il comma 1 e il comma 2 dell'articolo 3 sostanzialmente
dovrebbero trasferire una serie di comuni dal tribunale di Termini
Imerese al tribunale di Sciacca. Questa possibilità, così come
evidenziata dalle associazioni di categoria, vedi il movimento
forense che abbiamo già ascoltato in Commissione, dal Presidente
dell'Ordine degli avvocati che è stato, ha richiesto un'audizione,
è stato audito anche alla cortese attenzione insomma del Presidente
della I che ha avuto la sensibilità di ascoltare sia il movimento
forense, sia il Presidente dell'Ordine degli avvocati,
sostanzialmente oltre a, come dire, depauperare di circa 15-16 mila
persone, utenti, il tribunale di Termini Imerese (ma questo diciamo
nella logica di ripartizione territoriale potrebbe anche starci),
però mette in difficoltà il presidio di Corleone, il Giudice di
pace di Corleone perché se questi Comuni dovessero ipoteticamente
essere trasferiti al Tribunale di Sciacca, praticamente il presidio
fondamentale importantissimo quale il Giudice di pace di Corleone
verrebbe meno ed è stato, come dire, più volte ribadito in
Commissione e io non credo che quest'Aula, voglia, non credo che
sia volontà dell'Assemblea tutta.
Per questo mi auguro che gli emendamenti vengano accolti, in
qualche modo lanciare questo messaggio, che è un presidio
importante, fondamentale in un comune dove purtroppo sappiamo,
diciamo nel corso degli anni cosa ha fatto la criminalità
organizzata e lanciare un messaggio del genere in cui il rischio è
che si vada a perdere il presidio del giudice di pace di Corleone
per trasferire quattro-cinque comuni del tribunale di Termini
Imerese al tribunale di Sciacca non lo ritengo assolutamente
opportuno, ricordando a tutti ovviamente che stiamo parlando di una
legge voto e che ovviamente la sua approvazione oggi in Aula non
determina assolutamente nulla. Però è anche giusto dire che c'è
stato sollevato da più parti, ripeto, sia dall'associazione di
categoria sia dal Presidente dell'ordine degli avvocati che questo,
se dovesse essere approvato a livello nazionale comprometterebbe la
presenza di un presidio fondamentale per la giustizia e per quel
territorio del giudice di pace di Corleone.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Sunseri, l'emendamento penso sia
mantenuto.
Il parere della Commissione?
ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 3.4. L'emendamento
3.4 è approvato (successivamente, peraltro, l'articolo 3 è stato
interamente oggetto di riscrittura con l'emendamento 3.R).
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione, onorevole Catanzaro.
CATANZARO. Signor Presidente, io ritengo che questo disegno di
legge, dico al di là dell'intervento dell'onorevole Sunseri, che
per carità interviene territorialmente però dal mio punto di vista
non racconta la verità perché non è vero che c'è, che ovviamente,
che cade il presidio del giudice di pace a Corleone.
Dopo di che, noi ovviamente siccome lei stava procedendo con la
votazione e non si è votato, noi chiediamo, no, no, no, no, no,
Presidente, su questa cosa non è votata perché noi in Commissione
eravamo, è uscito questo testo, quindi noi non abbiamo
assolutamente votato perché nel frattempo lei stava parlando,
quindi io chiedo, senza andare oltre, perché altrimenti l'Aula
diventa una bolgia, proprio su questo tema perché questo è un tema
che abbiamo discusso e ridiscusso perché qua si parla di un
presidio, onorevole Pellegrino, e ne abbiamo anche già parlato,
sulla vicenda del tribunale pure di Sciacca in quanto comprende che
nel circondario del tribunale di Sciacca ci sono inseriti questi
comuni, perché qualche anno fa il Tribunale di Sciacca rischiava
anche di essere chiuso.
Quindi io, Presidente, le chiedo, dato che c'è il parere contrario
della Commissione - che palesemente a questo punto vi assumete la
responsabilità - perché noi chiediamo che su questo ci sia il voto
palese, per essere abbastanza chiari, sul modo di procedere e il
Presidente della Commissione si assume la responsabilità dopo avere
votato in forma favorevole in Commissione. Grazie Presidente.
ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Prego, presidente Abbate.
ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Grazie
Presidente, lo spirito di questo disegno di legge è che è un
disegno di legge che è stato condiviso da parte di tutti e si è
fatto un lavoro che deve essere il più condiviso possibile; e,
quindi, visto che, su questo comma, c'è un momento di
contrapposizione tra una parte e l'altra, chiedo di accantonarlo un
attimo e di rivederlo e di votarlo all'ultimo.
PRESIDENTE. Però, colleghi
PELLEGRINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Prego, onorevole Pellegrino.
PELLEGRINO. Presidente, scusi un attimo, tutto sommato si tratta
quasi di un refuso perché si tratta di una rivisitazione di una
norma che era stata già approvata qualche tempo fa dal nostro
Parlamento, quindi sarebbe opportuno, secondo me, considerato che
altri emendamenti relativi all'articolo 3, e lo preannuncio,
saranno ritirati, conviene riscriverlo in cinque minuti perché è di
facile soluzione...
ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Quello che ho
detto io.
PELLEGRINO. ... ma tutto, per intero, non di riscrivere solamente
un comma
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pellegrino.
PELLEGRINO. Però, ecco, volevo anticipare che c'è un emendamento
che è un problema che riguarda in effetti, non solo l'ordinamento e
l'organizzazione dei tribunali, ma riguarda anche un fatto
procedurale, perché con la soppressione di alcuni tribunali si è
verificato un disallineamento tra la normativa processuale penale e
la distribuzione degli uffici giudiziari, nel senso che i nuovi
tribunali, il Tribunale, per esempio, i nuovi comuni che fanno
parte del territorio trapanese al momento, che sono Salemi,
Poggioreale, Salaparuta, Santa Ninfa ed altri, sono passati nella
competenza, nella circoscrizione di Sciacca; ora, in questo
momento, in relazione ai fatti commessi e consumati in questi
territori competente, in deroga a quella che è una norma
processuale penale, è la circoscrizione di Sciacca e il Tribunale
della libertà per le misure cautelari reali è Trapani.
Però è un problema dello Stato, quindi ci sarà un ritiro
dell'emendamento e una riscrittura immediata dell'articolo 3.
PRESIDENTE. Allora, colleghi, io farei in questo modo,
considerando che, comunque, il parere della Commissione del Governo
lo avete detto al microfono, quindi, vi chiedo di stare, diciamo
comunque, vi chiedo anche da parte mia, lo dico anche a me stesso,
dobbiamo essere anche più attenti nell'evolversi anche delle
votazioni.
Io farei in questo modo considerando, diciamo, quello che abbiamo
già fatto: accantonerei l'articolo 3, la Commissione fa una
riscrittura dell'articolo 3, così come suggerito dal collega
Pellegrino, in maniera tale che riusciamo a mediare sulle varie
posizioni, se siete d'accordo. Quindi, accantoniamo per il momento
l'articolo 3.
LOMBARDO Giuseppe Geremia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Prego onorevole Lombardo.
LOMBARDO Giuseppe Geremia. Signor Presidente, pur condividendo la
proposta di accantonamento dell'articolo 3, io invito la
Commissione, eventualmente, a prendere in considerazione anche gli
altri emendamenti che non sono stati trattati e mi riferisco in
modo particolare all'emendamento che anche il Gruppo parlamentare
che rappresento ha presentato, cioè quello riferibile, appunto, ai
comuni che dovrebbero essere ricompresi, mi riferisco, le spiego
subito, al Tribunale di Nicosia, ai comuni che attualmente non sono
ricompresi e che fanno capo appunto al Tribunale di Nicosia.
Quindi il mio invito, Presidente, è quello di riconsiderare
all'interno dell'articolo 3 tutti gli emendamenti che sono
presentati tra cui, ovviamente, quello del Gruppo Popolari ed
Autonomisti. Grazie.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, senza volere entrare nel merito,
considerando che noi in questa Commissione abbiamo fatto diverse
audizioni, abbiamo parlato con diversi Presidenti degli Ordini
degli Avvocati, questo non è un articolo che si può accantonare -
con profondo rispetto per l'Aula e per noi - e quindi nel giro di
cinque minuti licenziarlo, perché è chiaro che oggi prima si
stabilisce un percorso in Commissione e oggi io, in Aula,
acquisisco un parere da parte del Presidente della Commissione e
del Governo contrari a questa impalcatura.
Allora, a questo punto, io le chiedo Presidente di sospendere
oppure rinviare, perché è un argomento su cui noi abbiamo
disquisito diverse settimane, ci sono state delle audizioni e
quindi questo è quello che io sto chiedendo.
PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, nell'accogliere il suo invito e
considerando anche quello che ha detto il collega Lombardo, se il
Presidente Abbate è d'accordo io sospendo cinque minuti, faccio in
modo che la Commissione valuti le varie richieste dei colleghi e
anche degli emendamenti che ci sono in questo momento al testo, se
riuscissimo a fare una riscrittura dell'articolo 3 in maniera tale
che poi gli altri emendamenti si possono ritirare e vediamo di fare
una riscrittura completa. Presidente Abbate, se le dice, le do
cinque minuti.
ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Siccome anche gli
emendamenti successivi sono degli emendamenti condivisi, io penso
che cinque minuti di sospensione sono bastevoli per poter trovare
una sintesi.
PRESIDENTE. Grazie Presidente, ovviamente l'emendamento di
riscrittura se è possibile una volta che c'è la mediazione viene
firmato non solo dalla Commissione ma eventualmente dai colleghi,
quindi sospendo per cinque minuti l'Aula in maniera tale da
riscrivere l'articolo 3.
(La seduta, sospesa alle ore 16.23, è ripresa alle ore 16.49)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, nei vostri tablet, nella cartella emendamenti
fuori sacco, troverete l'emendamento 3.R, il cui comma 1, in cui
era inclusa pure la lettera a), è stato riscritto. Quindi, diverso
rispetto alla soppressione che è stata fatta dall'emendamento, con
primo firmatario l'onorevole Sunseri.
Chiedo al Presidente, considerando, quindi, che ovviamente può
essere messo in votazione, di illustrare quest'emendamento di
riscrittura, perché poi tutti gli altri emendamenti decadono.
Chiedo, quindi, al Presidente di illustrare il 3.R e poi lo
mettiamo in votazione.
Prego, Presidente.
ABBATE, presidente della Commissione e relatore. E, allora,
modifiche alla tabella A, allegata all'ordinamento giudiziario di
cui al Regio decreto 30 gennaio del 1941, n. 12, e alla tabella A,
allegata alla legge 21 novembre 91 n. 374, comma 1: Alla Corte
d'Appello di Palermo, alla tabella A, allegata al Regio decreto 30
gennaio 1941 n. 12, sono apportate le seguenti modifiche. Lettera
a): nel circondario del Tribunale di Sciacca sono inseriti i
comuni: Bisacquino, Chiusa Sclafani, Contessa Entellina e Giuliana.
Nel circondario del tribunale di Termini Imerese sono soppressi i
comuni di Bisacquino, Chiusa Sclafani, Contessa Entellina e
Giuliana
PRESIDENTE. Presidente Abbate, io le volevo chiedere - siccome
c'era stata la richiesta pure dell'onorevole Lombardo - se gli
altri emendamenti sono stati presi in considerazione.
ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Tutti, tutti.
PRESIDENTE. Quindi, lo possiamo mettere in votazione. Allora,
ringrazio il presidente Abbate per la mediazione.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Sunseri, vuole intervenire? Prego.
SUNSERI. Grazie, signor Presidente. A me spiace, nuovamente, dover
affrontare l'argomento, ma avevo posto particolare attenzione sul
tema e lo avevo fatto nelle sedi istituzionali, vedi la I
Commissione e successivamente anche in Aula.
Al di là di quello che ognuno può pensare e del modo di agire a
tutela ovviamente dei tribunali che ricadono in diverse parti del
territorio, ho sollevato un problema di natura politico-tecnica.
Ricordo: stiamo valutando una legge voto che non modifica
assolutamente nulla, che dà mandato al Parlamento nazionale di
trattare questo argomento che, le dico già adesso con molta
probabilità come bene poco fa diceva l'onorevole Dipasquale, temo
che lascerà il tempo della mera discussione di quest'Aula, nella
migliore delle ipotesi.
Ora, ribadisco, lei aveva messo già in votazione il comma 1, che
aveva visto già la sua approvazione del soppressivo quindi quei
comuni, ora ci siamo inventati lo stratagemma, togliendo un comune
in modo da rimettere nuovamente in votazione l'articolo, e non
cambia assolutamente nulla rispetto a quello che ho detto
precedentemente.
Chi vota questo emendamento, oltre a tutti i benefici nei
confronti dei tribunali di Sciacca, Ragusa, Siracusa, non li
ricordo tutti quelli elencati là, ben venga e sono contento che
vengano tutelati, rafforzati, il Ministero della Giustizia dovrebbe
mettere maggiori risorse, garantire i direttori, gli Uffici di
Gabinetto, i Presidenti che mancano, i magistrati che non ci sono,
spendere di più nei concorsi della Magistratura, tutto quello che
volete, si crea un fatto oggettivo sollevato dalle associazioni di
categoria. Ripeto, il Movimento forense che è venuto, è stato
audito in Commissione, credo l'unica audizione dove sono venuti
praticamente le associazioni e il Presidente dell'Ordine degli
avvocati, se dovesse per malaugurata ipotesi essere approvata una
norma del genere a livello nazionale decade il Giudice di pace di
Corleone. Io non penso che questa Assemblea voglia lanciare questo
messaggio, ma se lo riterrà opportuno lo potrà fare votando questo
emendamento. C'è il mio voto assolutamente contrario.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri.
Onorevoli colleghi, vi invito a prendere posto. Pongo in votazione
l'emendamento 3.R, col parere favorevole della Commissione.
Il parere del Governo?
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE. Favorevole.
SUNSERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 3.R.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 3.R.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
PRESIDENTE. Allora, colleghi, stiamo mettendo in votazione
l'emendamento 3.R. Se approvato, quindi, tasto verde, se è
approvato l'emendamento si va a riscrivere l'articolo, mettendo da
parte ovviamente tutti gli emendamenti, che comunque, non li
potremmo trattare. È chiaro?
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 42
Votanti 28
Maggioranza 15
Favorevoli 24
Contrari 4
Astenuti 1
(E' approvato)
L'articolo 3 è, pertanto, approvato (nel testo della riscrittura).
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Disciplina dei procedimenti pendenti
1. Le disposizioni di cui all'articolo 1 non determinano
spostamenti di competenza per territorio con riferimento ai
procedimenti civili e penali pendenti alla data di entrata in
vigore della presente legge, fatta eccezione per i procedimenti
penali per i quali non è stata ancora esercitata l'azione penale.».
Si passa all'emendamento 4.1 (interamente sostitutivo
dell'articolo). Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'articolo 4 è, quindi, stato approvato.
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Modifica delle piante organiche
1. Con decreto del Ministro della giustizia, da emanare entro tre
mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono
apportate, nell'ambito delle risorse umane disponibili a
legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio
dello Stato, le necessarie modifiche alle piante organiche degli
uffici giudiziari della Corte di Appello di Palermo.».
Si passa all'emendamento fuori sacco 5.1, a firma della
Commissione. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 5, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, prima di mettere in votazione finale il
disegno di legge ci sono degli ordini del giorno, che vi stiamo
distribuendo.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Per evitare di ripetere una cosa che è già accaduta nel
passato, in questo momento a vista, diciamo di chiunque,
soprattutto della sua Presidenza, sono inseriti dei tesserini di
colleghi che non sono presenti in Aula. Io le chiedo di far
controllare dai commessi la presenza proprio fisica del deputato
col suo annesso tesserino, prima di mettere in votazione qualsiasi
altro emendamento, articolo e comma. Se dovessero essere tutti
confermati, si potrà procedere ovviamente alla votazione,
altrimenti ripeteremmo un errore già commesso da quest'Assemblea
altre volte. L'inserimento del tesserino equivale alla presenza
fisica del deputato, che può essersi allontanato un minuto, ma se
non c'è in Aula non credo che si possa mantenere il numero legale
di un componente che non c'è nemmeno in Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Sunseri, non penso che quest'Assemblea,
questa Presidenza abbia fatto errori nel passato in merito. Poi,
ovviamente, può essere richiesto il numero legale. Se viene
richiesto il numero legale io lo vado a verificare. Per tutto il
resto, eventualmente, si deve cambiare il Regolamento, per
qualunque altra richiesta.
Annunzio di presentazione di ordini del giorno
PRESIDENTE. Per il momento abbiamo gli ordini del giorno n. 172,
173 e 174, che vi invito a verificare, dopodiché chiedo al Governo
se tutti e tre gli ordini del giorno vengono accolti come
raccomandazione.
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Sono accolti come raccomandazione.
PRESIDENTE. Bene, tutti e tre gli ordini del giorno sono accolti
dal Governo come raccomandazione.
Bene, colleghi, intanto mettiamo in votazione...allora, colleghi,
facciamo in questo modo. Visto che c'è stato un clima d'Aula
proficuo e siamo riusciti a portare a termine sia l'articolato,
anche con la mediazione del Presidente Abbate, con tutti i Gruppi
politici, e visto anche gli interventi che ci sono stati, io direi
di riaggiornare la seduta a martedì prossimo alle ore 15. Quindi la
votazione finale del disegno di legge la facciamo martedì. Nel
frattempo, prima di chiudere la seduta, c'è l'onorevole Catanzaro
che voleva intervenire ex articolo 83.
Ai sensi del comma 2 dell'articolo 83 del Regolamento interno
CATANZARO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Onorevole Catanzaro, no, non può. Lo descrivo io quello che aveva.
Aveva un sacco arancione. Ringrazio ovviamente gli assistenti
parlamentari per essere intervenuti.
CATANZARO. Presidente, stavo uscendo, era una pettorina. Anzi
chiedo scusa ai commessi che sono arrivati di corsa, ma non era
nulla. Era soltanto una pettorina, perché il mio intervento di
oggi, Presidente Di Paola, è dovuto ad un fatto importante che
ormai in questi anni, diciamo, è sotto gli occhi di tutti, ed è
sotto gli occhi della Sicilia intera.
C'era allora il Presidente Gianfranco Micciché e quella pettorina,
Presidente Di Paola, io gradirei proprio due minuti della sua
attenzione, quella pettorina era una pettorina per aver fatto una
marcia nel 2021 per le Terme, per le Terme in quel caso di Sciacca,
ma non è l'argomento soltanto delle Terme di Sciacca, ma anche le
Terme di Acireale.
Oggi, 6 di marzo 2024 ci siamo ritrovati questa mattina a Sciacca
a fare un corteo, più di quattromila persone per protestare in
forma simbolica per il termalismo. Il termalismo nel suo genere,
complessivo e generale, cioè il termalismo in Sicilia.
Io ritengo che dopo nove anni di chiusura delle Terme e di fase
liquidatoria di quella di Acireale e di Sciacca sia arrivato il
momento che su un argomento così importante non possiamo più stare
in silenzio, e stare in silenzio lo ha fatto il Governo regionale
passato, dove allora c'era un Assessore al Patrimonio, Armao, che
doveva lanciare un bando con una manifestazione di interesse, con
un Governatore Musumeci, dove si attende ancora, si attende quello
che quel bando, ovviamente doveva portare sul termalismo e qual era
l'idea.
Sono passati diversi anni, e proprio nelle ore passate anche, come
dire, coinvolgendo il Presidente della Regione su questo tema, ieri
finalmente c'è stato un tavolo tecnico, e ne hanno dato notizia
anche per mezzo di stampa.
Io ritengo che su questo tema, Presidente Di Paola, non si possa
più prendere in giro una Sicilia e nemmeno dei territori, perché il
termalismo come idea di benessere è anche un qualcosa che porta
davvero tanto nel territorio.
Allora, io veramente oggi ritengo che quell'aspetto simbolico di
poco fa sul proprio 'riapriamo le terme' sia un qualcosa che vuole
fare rivivere tanta gente che oggi ha voluto, anche non andando al
lavoro, protestare per un qualcosa di importante, perché il
termalismo in Sicilia è un qualcosa di fondamentale ed importante.
Io proprio oggi chiedo con forza a quest'Aula, ovviamente non c'è
nessuno presente del Governo, ma diciamo che il Presidente Schifani
lo sa benissimo, chiedo con forza che ci sia grande attenzione, ma
grande attenzione che non sia l'attenzione degli slogan, sia
l'attenzione fattiva su un argomento davvero importante e
fondamentale che è quello del termalismo, e io lo dico perché
questo Governo regionale non faccia come il passato, e cioè che
prenda in giro, ovviamente, i territori e i siciliani, ma che
realmente, come il Presidente della Regione ha dichiarato ieri, che
ci sia un impegno che entro la fine della legislatura ci sia la
riapertura delle Terme Acireale e di Sciacca, perché questo può
portare soltanto benessere alla Sicilia e ai siciliani.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Catanzaro.
GILISTRO. Chiedo di parlare ai sensi del comma 2 dell'articolo 83
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GILISTRO. Grazie Presidente, per esprimere il cordoglio della
dipartita prematura di Paolo Nigro, un nostro consigliere comunale,
candidato anche sindaco di Carlentini, all'età di 34 anni.
Quindi esprimo veramente il mio cordoglio, quello di tutto il
Movimento Cinque Stelle e, credo, anche di tutta l'Aula e di essere
accanto alla famiglia in questa grave, gravissima tragedia; ripeto
h andato via questa notte probabilmente per un infarto, all'età di
34 anni. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Gilistro, mi unisco al sentito
cordoglio per la prematura scomparsa di Paolo.
BURTONE. Chiedo di parlare ai sensi del comma 2 dell'articolo 83
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BURTONE. Presidente, io intervengo per sollecitare la discussione
sulla mozione che ho presentato la settimana scorsa e che riguarda
le vicende drammatiche della Striscia di Gaza, il conflitto tra
Palestina e Israele.
Lei ha aggiornato la seduta, io ero a conoscenza del fatto che la
prossima settimana si dovesse discutere di queste mozioni, quindi
non posso che ribadire la richiesta di mantenere all'ordine del
giorno, considerato l'accordo tra i Capigruppo, la discussione e la
votazione della mozione.
Anche perché, Presidente, ogni giorno leggiamo di situazioni
dolorosissime, di bambini che muoiono, e di aiuti che non possono
neanche arrivare perché c'è un blocco, quindi la Croce Rossa non
può intervenire; tra l'altro, continuano ad essere assolutamente
inaccettabili le condizioni in cui si stanno trovando le
popolazioni che vivono a Gaza.
Noi siamo stati per una condanna ferma per l'atto terroristico di
Hamas, però riteniamo che quello che stia accadendo proprio in
questi giorni debba determinare un'azione concreta da parte delle
grandi istituzioni, che dovrebbero salvaguardare un impegno per la
pace; questo non c'è e, quindi, è necessario che ci sia una
mobilitazione dal basso, e il Parlamento siciliano deve fare la
propria parte per ripristinare le condizioni di pace in una
situazione assolutamente drammatica che vivono quelle popolazioni.
PRESIDENTE. Onorevole Burtone, sarà sicuramente cura del
Capogruppo del Partito Democratico, ma me ne farò cure anch'io
nella prossima Capigruppo, di chiedere l'inserimento in discussione
di questa mozione.
Bene colleghi, io a questo punto rinvio l'Aula a martedì prossimo,
12 marzo 2024, alle ore 15.00.
La seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore 17.09 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
IX SESSIONE ORDINARIA
98a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 12 marzo 2024 - ore 15.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:
Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della
Regione Siciliana, recante Modifiche al decreto legislativo 7
settembre 2012, n 155 - Nuova organizzazione
dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero a
norma dell'articolo 1, comma 2, della legge 14 settembre 2011,
n 148. (n. 314/A)
III - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
Riordino normativa dei materiali da cave e materiali
lapidei . (n. 239/A) (Seguito)
Relatore: on. Vitrano